1969-70
di Ezio Liporesi per Virtuspedia

Calebotta, Gambini, Alesini, L. Rapini, Lombardi, Serafini, Buzzavo, Driscoll, Rundo, D. Nanni
A. Canna, F. Rizzi, Zuccheri, R. Ranuzzi, R. Neri, Mora, F. Gandolfi
Formazione: Antonio Calebotta, Germano Gambini, Mario Alesini, Luigi Rapini, Achille Canna, Franco Rizzi, Renzo Ranuzzi, Fiero Gandolfi, Carlo Negroni, Carlo Muci, Achille Canna, Mauro Serrazanetti.

Ieri Rapini, oggi Driscoll, domani Serafini
TUTTO ESAURITO PER LA VIRTUS E LE SUE VECCHIE GLORIE
Driscoll 21 punti in notturna a San Pietro in Casale
Stadio – 07/09/1969
La Virtus ha fatto registrare il primo “tutto esaurito” della stagione. L’esordio della squadra che sosterrà il peso del prossimo campionato, unito al ritorno delle glorie del passato che non hanno perduto l’occasione per indossare ancora una volta la gloriosa “vu nera”, hanno richiamato sul campetto di San Pietro in Casale un pubblico incredibilmente numeroso. Sul rettangolo di gioco gli atleti hanno contraccambiato con serietà encomiabile, impegnandosi a fondo come se si trattasse di un Virtus-Simmenthal dei tempi d’oro. Curiosità per vedere Driscoll e Nanni, i grossi nuovi calibri di Paratore, ma curiosità anche per rivedere Calebotta, Ranuzzi, Rapini, Gambini, Rizzi, Gandolfi, Alesini e Canna, gli artefici mai dimenticati di cento battaglie e di cento vittorie. A vederli, se non fosse stato per qualche testa troppo ricca di fili d’argento, sarebbero apparsi ancora dei giocatori veri. Anche quando gli allenatori (Battilani e Costa, con Paratore scherzosamente relegato nel ruolo di aiuto) molto malignamente hanno ordinato difese a uomo aggressive che hanno fatto fare a qualcuno un fiatone così.
I giovani – quelli di oggi – pur impegnandosi con serietà, non hanno strafatto e si sono adeguati, come si conviene, alle esigenze della partita. Per cu un primo giudizio su Driscoll e Nanni è naturalmente rinviato a occasioni più propizie.
Bianchi-Neri 73-64
Neri: Serafini (14), Calebotta (6), Lombardi (10), Nanni (7), Mora, Gambini (5), Rizzi (4), Rapini (6), Zuccheri (12).
Bianchi: Driscoll (21), Buzzavo (16), Rundo (10), Alesini (6), Neri (2), Gandolfi (2), Ranuzzi (4), Canna (12).
Arbitri: Graziani (Bologna) e Turra (San Pietro in Casale).
AMICHEVOLI
| Virtus Bologna Nei Mista – Virtus Bologna Bianchi Mista (San Pietro in Casale (BO) - 06/09/1969) | 64-73 |
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Virtus Bologna Neri Mista: Serafini 14, Calebotta 6, Lombardi 10, D. Nanni 7, Mora, Gambini5, F. Rizzi 4, L. Rapini 6, Zuccheri 12 Virtus Bologna Bianchi Mista: Driscoll 21, Buzzavo 16, Rundo 10, Alesini 6, R. Neri 2, F. Gandolfi 2, R. Ranuzzi 4, A. Canna 12 |
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| Virtus Vecchie Glorie - Virtus Juniores | 64-55 |
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Virtus Vecchie Glorie: Gambini, Ca. Negroni, F. Rizzi, F. Gandolfi, A. Canna. Alesini, Muci, Serrazanetti, R. Ranuzzi, L. Rapini Virtus Juniores: A. Neri, Antonelli, Benelli, E. Beretta, Stefano Rubini I, Balbi, Amaduzzi, Bonafede, Zanarini, M. Martini |
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UNA VIRTUS CON DEI MILIONI IN IN MENO MA CON PARATORE DRISCOLL E NANNI IN PIÙ
Lombardi, Cosmelli, Zuccheri, Buzzavo e il giovanissimo Serafini (metri 2,07) cardini della formazione
di Luigi Vespignani – Stadio – 08/09/1969
La Virtus ha presentato l'altra sera, a San Pietro in Casale, la formazione con cui affronterà il prossimo campionato. Una presentazione amichevole che altro non voleva essere se non l'assolvimento cordiale di un impegno assunto da Porelli e da Paratore nei confronti dei dinamici dirigenti della Veni Basket; una presentazione che invece, sotto sotto e senza volerlo, ha raggiunto proporzioni un po' più che ufficiose e un po' meno che ufficiali. Gli appassionati di basket a San Pietro in Casale sono molti (e competenti) e si sono riversati in massa ai bordi del campo, a costoro si è aggiunto un fiume di patiti bolognesi che non sono voluti mancare alla prima uscita dei beniamini nei pressi di casa. Sul rettangolo di gioco, accanto ai giovani si sono schierati alcuni tra i più qualificati esponenti della vecchia guardia, coloro cioè che avevano orgogliosamente legato il loro nome alla parola “scudetto”.
E' stata una serata patetica, densa di ricordi e ricca di speranze. Il fatto di rivedere dopo tanto tempo le maglie con la gloriosa “V” ha incantato l'appassionata platea. La Virtus con quella maglia farà il tutto esaurito in ogni domenica di campionato. Se quella di San Pietro in Casale - che doveva essere una serata in famiglia - da concludersi in un'agape cordiale si è conclusa invece in una adunata oceanica, figuriamoci quel che succederà il giorno in cui saranno in palio i fatidici due punti…
Evidentemente sul concorso del pubblico – che quest’anno avrà una portata determinante – fecero serio affidamento il presidente Porelli ed i suoi consiglieri il giorno in cui maturarono la fatidica idea di affrontare il campionato senza il sostegno pubblicitario. Almeno cinquanta milioni mandati al macero per difendere un ideale, per rivivere, nel breve volgere di una stagione, la gloria di un tempo lontano. Un sacrificio che la Sef Virtus si è accollata e al quale temiamo dovrà concorrere in piccola parte anche il folto manipolo dei tifosi sotto forma di maggior pedaggio d'ingresso...
Ma l'affrontare il massimo campionato senza un abbinamento pubblicitario non avrä soltanto un valore romantico pagato a caro prezzo: è evidente come la Virtus - con la sua mossa attuale - abbia acquistato una forza contrattuale nei confronti di eventuali imprese abbinande. Adesso la Virtus può trattare da pari a pari, avendo dimostrato con fatti di non essere presa per il collo e di non dover mendicare un nome da aggiungere o da sostituire al proprio. Un fatto è certo: da oggi non sarà la Virtus a cercare abbinamenti, ma saranno le industrie a cercare la Virtus. Per quanto consta, аnzi, la cosa è già avvenuta.
Ci illudevamo che la Virtus, con la sua mossa coraggiosa, avesse schiuso gli albori della terza era cestistica, dopo quella pionieristica delle gloriose società sportive tradizionali e dopo quella della corsa industriale allo sfruttamento di quell’inesauribile veicolo pubblicitario che è lo sport di massa. Ma l’avvocato Porelli ha chiaramente messo in guardia dalle facili chimere: in un mondo cestistico ancorato alla potenza economica e finanziaria sarebbe utopistico credere al miraggio di una società che, sola contro tutte, riuscisse a sopravvivere sui soli ricordi di una vecchia gloriosa bandiera. La Virtus quindi, negli anni a venire, non rinuncerà alle offerte pubblicitarie, ma lo farà in condizioni di tempo e di qualità adeguati alla sua nuova situazione. Ma intanto la Virtus si chiama… Virtus. E questo, per ora, basti!
Nonostante la rinuncia al sostanzioso apporto pubblicitario, la società ha potuto rinforzare i suoi quadri. Pienamente d'accordo – quest’anno! - sulla sostanza della campagna di rafforzamento. Prima mossa basilare l'assunzione di un allenatore sul cui nome e sulle cui qualità nessuno potrà contestare. I precipitosi rivoluzionamenti tecnici erano stati nel recente passato alla base della nostra opposizione: troppi “cervelli” contemporaneamente o in fasi successive finiscono per creare confusione e nient'altro. La Virtus se ne è resa conto ed ha tagliato la testa al toro assumendo nientemeno che Nello Paratore, Su questo nome non si discute e quel che più conta, Paratore gode della stima unanime di tutti i suoi atleti. Il nuovo allenatore ha saldamente in pugno - ma non poteva essere diversamente - le redini della squadra, una padronanza non scaturita dalla forca, ma dalla fama ben radicata delle sue doti di grandissimo trainer Gli atleti sono tutti spontaneamente al fianco del loro allenatore: non perché egli sia l’indiscusso “despota” del settore tecnico, ma semplicemente perché è… Paratore.
Notevole il rafforzamento anche nel settore atleti. Dall'America è venuto Terry Driscoll, un fuoriclasse che le statistiche definiscono uno tra i primissimi in assoluto degli USA (21 i punti realizzati l’altra sera); ed è venuto Nanni, un “lungo” sul quale la squadra potrà fare serio affidamento e che, con buona volontà, non tarderà ad inserirsi nel quadro di un nuovo gioco d'assieme. E nel frattempo è maturato il giovane Serafini (due metri e sette centimetri spesi bene), un ragazzone che gli intenditori della mecca del basket statunitense vorrebbero nei loro colleges per un paio di anni. Se la Virtus non avesse bisogno di lui sin da ora, Serafini potrebbe andare per un biennio in Usa e ritornare da queste parti in veste di super-campione. Ma non è indispensabile andare oltre oceano, visto che Paratore si occuperà personalmente di lui.
La squadra è stata rinforzata con giovanotti di sicuro avvenire che col tempo saranno chiamati ad occupare posizioni di primo piano. Ma non vanno naturalmente dimenticati i Lombardi, i Buzzavo, i Cosmelli, gli Zuccheri, i Rundo, ecc. che han sempre un’importanza basilare. Anzi, determinante.
Per la cronaca ecco il dettaglio della partita tra vecchi e giovani virtussini disputata a San Pietro in Casale e organizzata impeccabilmente dai giovani e battaglieri dirigenti della Veni Basket.
Maglie bianche-maglie nere 73-64.
Neri: Serafini (14), Calebotta (6), Lombardi (10) Nanni (7), Mora, Gambini (5), Rizzi (4), Rapini (6), Zuccheri (12).
Bianchi: Driscoll (21), Buzzavo (16), Rundo (10), Alesini (6), Neri (2), Gandolfi (2), Ranuzzi (4), Canna (12).
Arbitri: Graziani (Bologna) e Turra (San Pietro in Casale).

F. Rizzi, F. Gandolfi, L. Rapini, A. Canna, Alesini, Gambini
R. Ranuzzi, Muci, Ca. Negroni, Serrazanetti
