MARCO MARTELLI

Martelli tra Sermasi e Della Salda al momento della presentazione

(foto tratta da www.virtus.it)

 

Nato a: Bologna

il: 30/11/1982

Stagioni in Virtus: 2018/19

MARCO MARTELLI È IL NUOVO DIRETTORE SPORTIVO DI VIRTUS SEGAFREDO

tratto da www.virtus.it - 20/06/2018

 

Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver chiuso un accordo con Marco Martelli, che da oggi è il nuovo Direttore Sportivo della società.

MARCO MARTELLI, bolognese, classe 1982, inizia a seguire la pallacanestro da giornalista, collaborando dal 2002 al 2008 al quotidiano “Repubblica”. Dal 2004 al 2008 è corrispondente italiano per Euroleague.net, sito ufficiale dell’Eurolega.

Inizia nel 2007 la collaborazione con i Phoenix Suns, che si protrae fino al Draft 2010, e nel 2008 diventa scout internazionale per la Fortitudo Bologna.

Nel 2010 approda a Casale Monferrato, con la carica di Direttore Sportivo della Juniorcasale. Dal 2012 è Responsabile dell’Area Tecnica e Direttore Sportivo, mentre nel maggio 2013 viene nominato Direttore Generale della Società. Nel 2014-2015 vince il premio di Manager dell’Anno per la Lega Nazionale Pallacanestro, nel 2017-2018 il “Premio Pier Francesco Betti” come Miglior Dirigente delle Final Eight di Coppa Italia.

La presentazione di Marco Martelli è in programma domani, giovedì 21 giugno, alle ore 12, nella palestra Porelli di via dell’Arcoveggio 49/2.

 

MARCO MARTELLI SI PRESENTA: "VIVO QUEST'INCARICO CON STIMOLI ENORMI E GRANDE RESPONSABILITÀ"

tratto da www.virtus.it - 20/06/2018

 

Marco Martelli riparte da Bologna. La sua Bologna. Trentasei anni, da qui è partito nel 2010 (dopo aver collaborato anche con i Phoenix Suns, franchigia Nba) per l’avventura a Casale Monferrato che ha chiuso pochi giorni fa, con la finale playoff contro l’Alma Trieste, da Direttore Generale della Juniorcasale. Emozioni forti, e grande carica per buttarsi immediatamente nel lavoro di costruzione. Qui, nella storica sede bianconera di via dell’Arcoveggio.

Il benvenuto tocca a Giuseppe Sermasi, vicepresidente di Virtus Pallacanestro. “Marco è una persona esperta, capace di scegliere, e completa una dirigenza professionale e in grado di fare le scelte giuste. Lo ringrazio per aver scelto la Virtus”.

“Marco si occuperà della costruzione e gestione della nuova Virtus, insieme ovviamente al coach”, spiega Alessandro Dalla Salda, amministratore delegato della società. “Si occuperà anche dello scouting, per allestire una banca dati che permetta a Virtus di essere sempre sul pezzo, in ogni momento. E anche del settore giovanile, sostenendolo dal punto di vista tecnico e gestionale. Marco è giovane, ha esperienza e capacità e per lui Serie A e Champions saranno palcoscenici importanti”.

E’ il momento del nuovo Ds bianconero. “Qualche giorno fa, a cena, Alessandro Dalla Salda mi ha illustrato il ruolo che ha in mente per me. Sono bolognese, ed è stata una proposta irrinunciabile. Vivo questo incarico con stimoli e responsabilità: lo stimolo è quello di creare la migliore squadra possibile, che non è solamente quella che va in campo, perché a supportarla devono essere staff e società. Un gruppo unito porta risultati, e condividere le stesse motivazioni, avere una mentalità comune è importante. Questo si rifletterà anche sulla scelta dei giocatori, che saranno consapevoli del progetto, e dell’attesa che c’è intorno a quello che fa la Virtus”.

“Stiamo già valutando insieme a Sacripanti e al suo staff, che è in via di completamento, quale strada intendiamo seguire. Valuteremo le opportunità con attenzione ma non abbiamo fretta di aggredire il mercato. Chi sposa il nostro progetto dovrà avere la motivazione giusta. Circolano nomi di giocatori italiani che sono molto bravi, importanti, ma le trattative ci vedono in fase di valutazione, in base a quello che è il livello tecnico e patrimoniale. Ovviamente, la Virtus è un approdo ambito”.

“Su Aradori, Baldi Rossi e Pajola abbiamo già fatto valutazioni, sono giocatori della Virtus. Faremo una squadra di 12 giocatori e avere già tre tesserati italiani ci permette di guardarci intorno al meglio. Le priorità in questo momento sono lo staff e i tre giocatori che abbiamo sotto contratto. E la nostra agenda è fitta di impegni, naturalmente.”

 

MARTELLI: "C'È IL PIACERE DI STARE IN PALESTRA E CONDIVISIONE. SIAMO NELLE CONDIZIONI MIGLIORI PER LAVORARE"

tratto da bolognabasket.it - 25/08/2018

 

Il Direttore Sportivo della Virtus Marco Martelli, intervistato su Stadio da Luca Muleo, ha fatto il punto sui bianconeri, che stanno per terminare il ritiro di Sestola.

Cosa è saltato all’occhio in questa settimana. Il modo di lavorare, molto positivo, collaborativo, voglioso. Abbiamo scelto su indicazione della società, con grande unione di intenti, di fare questo ritiro. Siamo in tanti nuovi, sta accelerando il processo di conoscenza reciproca.
L’incastro tecnico si vede già? E’ presto. Sicuramente crediamo di avere una squadra che ha molte caratteristiche, e che si incastrano tra l’uno e l’altro. Abbiamo notato il piacere di stare in palestra. E quando c’è condivisione, voglia di lavorare col preparatore, è un buon segnale.

Come è stata costruita la squadra. Cercando chi potesse completare i tre italiani, perché sono di alto livello e prospettiva. Ci siamo trovati in linea e sintonia su ogni singola scelta. Valutare una lunga serie di nomi ci ha permesso di fare le nostre scelte. Un ottimo lavoro con Pino e gli assistenti, questo si è percepito in ufficio e si è intensificato in America.

Sulla vicinanza da parte della società. Siamo nelle condizioni migliori per lavorare, c’è profonda chiarezza dei ruoli, grande attenzione e fiducia reciproca nelle singole aree. La proprietà ci è stata vicina con Luca Baraldi, anche in momenti di condivisione come quando è venuto a vedere l’allenamento e poi a cena.

Cosa serve per una stagione di successo. Tutte le stagioni passano da momenti difficoltà, da affrontare con tranquillità e senza panico, grazie a una maggiore conoscenza reciproca tra i reparti, società e area tecnica. Un precampionato lungo è lo strumento giusto per essere sulla stessa linea quando si presenteranno i passaggi duri. E’ lì che capiremo chi siamo e se abbiamo lavorato in modo produttivo.

L’asticella a che punto è ? L’asticella non conta, serve avere chiari gli obiettivi: la Virtus l’anno scorso non è andata ai playoff, dobbiamo andarci. Essere tra le prime 4 del girone europeo significherebbe dare un segnale come società. Giocare le Final Eight di Coppa Italia ci darebbe entusiasmo subito.

 

MARTELLI: LA VIRTUS HA FORZA ECONOMICA, NOI DOVREMO SILUPPARE IDENTITÀ E METODO DI LAVORO

tratto da bolognabasket.it - 10/09/2018

 

In una lunga intervista di Daniele Labanti sul Corriere di Bologna, il DS Marco Martelli ha parlato della nuova Virtus e delle ambizioni del club.

L’emozione di tornare a Bologna? “E’ più importante entrare in un club di rilievo italiano ed europeo. Io e Dalla Salda veniamo da esperienze simile per quanto riguarda il radicamento e il supporto della proprietà. Impossibile per me negare la componente affettiva anche se non sono più quello che lasciava Bologna dieci anni fa e i miei contatti in città non sono più gli stessi. Conta di più la chiamata della Virtus, un club importante capace di accendermi il più grande stimolo che potesse esserci.”
Meglio avere le idee o i soldi? “La forza delle idee batte quella economica. La Virtus ha forza economica ma per svilupparla ha bisogno di identità e metodo di lavoro. Creare un metodo Virtus sarà un passaggio fondamentale. Abbiamo parlato molto con Dalla Salda e Sacripanti a riguardo. L’identità che viene percepita dal pubblico è data dai giocatori in campo ma dietro di loro, per trasmetterla, deve esserci la società. La capacità di incidere in questo determina il risultato sportivo, vale come prendere un giocatore forte in più, anche Luca Baraldi la pensa così.”
Non è cambiato quello che il tifoso Virtussino guarda nel club. “Il tifoso capisce molto di più di quello che si crede. Non perde la passione, non bisogna raccontargli le favole ma bisogna dargli un’identità ben chiara. Se c’è una squadra forte, la squadra rende e il pubblico lo percepisce. Vidi la prima partita nel 1994, Virtus-Scavolini in finale. L’identità era chiarissima. Cazzola diceva “società corta e panchina lunga”. Forse le esigenze attuali richiedono qualcuno in più in società ma il senso rimane.”
A Bologna c’è qualcosa che impedisce di vincere ad alto livello? “Non so dirlo ma non dobbiamo avere paura del passato. Se siamo qui è perché Messina, Danilovic e altri hanno costruito una storia clamorosa. Il nostro dovere è superare i problemi quotidiani. Il risultato è figlio del lavoro di tutti, non solo della performance della squadra. Finora grazie alla disponibilità di Massimo Zanetti e al supporto di Luca Baraldi, sono stati mesi di lavoro eccezionali.”
Società e squadra dal grande potenziale, cosa significa? “Il potenziale è la molla che ti spinge a far parte di un progetto. Questo motiva dirigenti, allenatori e giocatori. La proprietà ci ha messo a disposizione una struttura unica in Italia, ora dovremo metterci le idee per ripagare la fiducia. La responsabilità dei dirigenti sarà anticipare i tempi, per non rendere Arco Campus e la Virtus già vecchi ancor prima di partire. Siamo dentro ad una palestra costruita da Porelli cinquant’anni fa e ancora attuale: quella fu la sua visione. Ora dobbiamo lavorare al meglio e trasportare la sua eredità nel futuro. Da qui passa il successo della Virtus.”