PAOLA PORELLI

(Paola Zanetti Porelli)

Paola e Gianluigi Porelli

Nato a:

Il: 1931 - 14/02/2010

Stagioni alla Virtus: Presidente onorario dal 04/09/2009 al 15/02/2010


 

SABATINI PARLA DI GIANLUIGI E PAOLA PORELLI

 

Porelli è Il più grande presidente che la Virtus abbia mai avuto. E il più bel ricordo che abbiamo di lui è la Virtus: qualcosa che sente chiunque arriva qui, sia giocatore o dirigente. Lui ha tracciato un solco, è stato un visionario se vogliamo, ma è lui che ha inventato Piazza Azzarita, è lui che ha costruito la foresteria di Viale Cervellati, e tante altre cose che ci sono rimaste. Lavorare in Virtus significa avere l'onere e l'onore di dar seguito a quanto fatto da lui. Quello che vorrei instillare nei ragazzi di oggi è lo spirito virtussino che lui aveva coltivato. Prendere a modello il rigore e la serietà con cui ha saputo crescere intere generazioni di giovani allo sport. È un patrimonio che non deve andare disperso. Il saluto affidato a Moraschini è stato una scelta precisa, che avrà fatto piacere a Gigi. Quello di un ragazzo cresciuto nella Virtus, con la faccia giusta e l'atteggiamento giusto. Ora non dobbiamo far sbiadire il ricordo. Per questo ho voluto che Paola diventasse presidente onorario, e per questo la palestra dell'Arcoveggio ne porterà il nome.


 

 

MORTA PAOLA PORELLI, PRESIDENTE ONORARIO DELLA VIRTUS

tratto da www.virtus.it - 15/02/2010

 

Virtus pallacanestro piange la scomparsa di Paola Porelli, presidente Onorario della società. Il ricordo di Paola, assieme a quello di Gigi Porelli, rimarrà sempre vivo in tutti coloro che hanno le Vu nere nel cuore. Grazie per tutto quello che avete fatto per la Virtus".
I funerali, ha reso noto il presidente della società bolognese, Claudio Sabatini, si terranno martedì.


 

Funerali del basket

di Lorenzo Sani

 

Soltanto a un pazzo poteva venire l’idea di chiedere proprio a me di scrivere un pezzo di basket. Perché, poi. Per giunta gratis e sul giornale della Virtus. Cosa ho fatto di così spregevole per meritare una punizione del genere? Che c’entro io col basket? La pallacanestro a Bologna ha già i suoi cantori, che ragione c’è per stuzzicare chi sta da un pezzo sotto formalina? Tra i tanti motivi che hanno fatto affievolire la mia passione c’ è anche quello, sì: è sempre più difficile leggere un buon pezzo di pallacanestro.
Walter Fuochi, purtroppo, scrive sempre meno e i suoi articoli, che sarebbero tutti da ritagliare e conservare, sono una rarità. Peccato. Oddio, dal mio umile punto di vista di lettore, qualcuno bravino in giro c’è, anche qualcuna se è per questo, ma dove sono finiti i grandi giornalisti? Dov’è oggi un Maurizio Roveri che riuscì perfino a essere davanti alla notizia, non soltanto dietro o dentro come tutti i bravi cronisti, quando lo tamponò Conrad McRae sulla tangenziale che porta al palasport? Anche questo è uno specchio dei tempi e delle stagioni che vive il nostro basket, compreso quello claudicante e orfano Made in BO. Qui ci sono medici senza memoria che invece di lavorare per la Asl di Collegno si sentono in dovere di pontificare perché sono stati un paio di volte al Forum di Assago e forse una volta anche a Cantù, parlano di basket, stili di vita e corretta alimentazione nonostante siano almeno 20 chili in sovrappeso. Che dire: io non ho mai fatto le crociate antifumo quando fumavo 50 paglie al giorno.
Da un po’ di tempo non metto piede al palasport. Scopro che il più grande tra i tifosi bianconeri, colui per il quale in tempi non sospetti avevo proposto venisse ritirata la transenna a cui si aggrappava prima delle ristrutturazione di piazza Azzarita come si fa con le maglie dei campioni, me lo ritrovo presidente. Poi presidente dimissionario, perché non è vero che in Italia non si dimette mai nessuno. Imparino dal sig.Bertocchi i nostri politici. E ritiratela una volta per tutte la sua transenna arancione, colore voluto da Pirro Cuniberti assieme agli altri del piccolo Madison. Cercatela bene nei meandri di piazza Azzarita, scavate vicino al sarcofago di Tutankamon, sempre che Sacrati non si sia portato via anche quella, magari trafugandola nelle due Vuitton (tarocche) che ha tra gli zigomi e le orbite degli occhi.
Il basket era poesia, era arte, ripetono i vecchi. Era, era, era. E io sto diventando come loro, mannaggia. Il mio personalissimo rapporto con la pallacanestro va oltre i playoff, oltre gli scudetti, oltre questa vita insignificante e fatta di accenti sbagliati: si dice Kòponen o Kopònen? Così il mio rapporto col basket è quello di chi non va più alle partite, ma soltanto ai funerali. Si incontra una comunità di amici, di facce che abbozzano sorrisi tiepidi e un po’ falsi. E mentre ti sorridono da lontano magari pensano: “Soccia se è conciato male lui là”. Ma i funerali non sono sempre tristi. “Un uomo che ha avuto due amori ai quali è stato fedele per tutta la vita: l’adorata moglie Paola e la Virtus” tuonò il celebrante al culmine dell’omelia funebre, rivolgendo un misto di pietà e fierezza alla cassa di acero che conteneva le spoglie mortali di Gigi Porelli. Indimenticabile quel giorno. “Questa, poi, se la poteva anche risparmiare” balbettò l’adorata moglie Paola, con un tempismo e una punta di ironia che fanno onore alla sua intelligenza. E non v’è dubbio alcuno che amasse con tutta se stessa Gigi, per corrergli appresso così alla svelta, dopo solo pochi mesi.
Che momenti. Che brividi quel giorno. Sabatini, patron di oggi, era sempre attorno al feretro, girava avanti e indietro, tra fotografi e cameraman, senza fermarsi un secondo, anima in pena, pieno di attenzioni e gesti d’affetto per la vedova Porelli. Che momenti. Che brividi quel giorno. Lucio Dalla e gli amici di ieri che passavano in rassegna portando occhi umidi e condoglianze. Dopo Ettore, il nostro più grande allenatore e persona degna dei massimi successi, raggiunge il microfono della chiesa il giudice Peppino Viola, fraterno amico di Porelli e architetto della Lega che gli spagnoli venivano a copiarci. Un’era geologica sembra trascorsa, non vent’anni, se si guarda alla forbice che c’è oggi tra Italia e Spagna.
Che momenti in quella chiesa. Che brividi. Sabatini che non si dava pace, come se avesse perso un congiunto, continuava a sbucare dappertutto, ovunque ti girassi lo incontravi. Sempre lì, nei pressi della prima fila con Paola, la vedova dell’Avvocato, Renato Villalta, Matteo Lanza e il sottoscritto, invitato ad accomodarsi con una telefonata mattutina al posto di Mario Martini, febbricitante, forse per evitare presenza inopportune. Con una punta di imbarazzo ho accolto il desiderio di Paola incarnando il ruolo di “male minore”. In fondo volevo un gran bene all’Avvocato, la pole position non era del tutto usurpata. Che oltraggio, però: un fortitudino sfegatato in prima fila ai funerali dell’avvocato Porelli! E Sabatini che ronzava sempre attorno, tra la bara e la prima fila del parterre. “Guarda come rosica Paola” le sussurrai. “Pur di stare al centro dell’attenzione farebbe il morto al posto di Gigi nella bara”. Paola Zanetti in Porelli, pace all’anima sua ovunque si trovi, alzò gli occhi lucidi con fare materno verso i miei. “Sciocco” disse. E senza farsi vedere iniziò a ridere.

 


 

NASCE L'ASSOCIAZIONE GIGI E PAOLA PORELLI

tratto da www.virtus.it - 01/10/2013

 

Riportiamo il comunicato della neonata associazione Gigi e Paola Porelli:
In occasione del Memorial Porelli che domani sera, riprendendo la tradizione varata dall'Avvocato con il Trofeo Battilani, presenta la squadra al suo pubblico, viene presentata anche l'associazione che sei amici - Renato Villalta, Massimo Zanetti (Presidente), Kirsten de Graaf, Luca Foresti, Piero Bertani e Alberto Bortolotti -, tutti di stretta osservanza porelliana, hanno istituito pochi giorni fa con l'aiuto del Notaio Vico, di Best Union Company - per informazioni tel 051 5881511 - e del Ristorante Diana, dove l'avvocato consumava, sotto la specchiera, pasti di lavoro e non.

L'associazione - che ha sede presso la Sef Virtus, in Via Valeriani 21: un altro luogo classicamente porelliano - si prefigge di operare in due settori di stretta pertinenza dell'Avvocato, ovvero i giovani - partirà subito una borsa di studio in collaborazione con l'Alma Mater - e la città di Bologna (allo studio progetti di pubblicazione che incrocino i successi sportivi con le bellezze architettoniche, artistiche e umane felsinee).

E' previsto, presso il Museo, un corner di informazione già da domani sera (costo di adesione 50 euro). Un filmato dedicato a Porelli verrà proiettato nel corso della presentazione, che mischierà testimonianze sue con ricordi di tre protagonisti della vita petroniana, amici suoi: Ettore Messina, Walter Vitali e Gianfranco Civolani. Alla partita presenzieranno anche familiari bolognesi e mantovani di Porelli.

IL 1 OTTOBRE TORNA IL MEMORIAL PORELLI. ANCHE UNA BORSA DI STUDIO A SUO NOME

tratto da www.playbologna.it - 19/07/2014

 

Un concreto e significativo riconoscimento alla figura del “padre fondatore” della Virtus Pallacanestro in chiave contemporanea, Gigi Porelli (e della consorte Paola Zanetti, responsabile per tanti anni del college).

Lo spunto è stato fornito dall’Associazione che porta il loro nome; lo hanno messo in pista Federbasket e Università degli Studi di Bologna, assegnando 3.000 € di borsa di studio a un laureato in Giurisprudenza nell’anno accademico appena concluso.

I requisiti di partecipazione prevedono il conseguimento del titolo entro la prima sessione del 2013/14 e il voto non inferiore a 110.
Il bando scade il 10 settembre.

Gianluigi Porelli è stato per ventun anni presidente e procuratore generale della società. Sotto la sua presidenza la Virtus ha vinto 4 scudetti, fra cui quello della stella, 3 coppe Italia, 10 titoli giovanili e ha giocato due finali europee. Ha co-fondato la ULEB, Unione Leghe Europee ed è stato Presidente Commissione Giuridica FIBA. Gli è stato assegnato il Nettuno d’Oro.

L’Associazione Paola e Gigi Porelli ha promosso il Memorial Porelli, in programma anche quest’anno il 1°ottobre all’Unipol Arena, e il Premio Eurolega per Dirigente dell’anno, sempre intitolato all’Avvocato.

50 SFUMATURE DI BIANCONERO

Uno dei pilastri delle V nere dello storico Presidente. Moglie dell'avvocato Porelli, ebbe un ruolo fondamentale nella crescita della Virtus e dei giovani virtussini ospitati nella foresteria voluta da lei e dal marito.
di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 08/03/2020

 

In occasione dell'8 marzo, festa della donna, è interessante andare a ritroso lungo novant'anni di gare della Virtus Pallacanestro e cercare qual è stata la figura femminile più importante. Oggi la Segafredo schiera anche una Virtus tinta di rosa, capitanata da Elisabetta Tassinari; in passato tante donne hanno lavorato e ancora oggi operano più o meno dietro le quinte della gloriosa società bolognese, ma non c'è gara: esiste una figura principale il cui profilo emerge nitido per l'importanza che ha avuto per tantissimi anni e nel processo di crescita umana di tante persone. Si chiamava Paola Zanetti, ma tutti la conoscevano come Paola Porelli, la moglie dell'Avvocato, quel Gianluigi Porelli che fu il factotum della Virtus dal 1968 al 1989, anche presidente nella fase iniziale (1968-1971) e finale (1984-1989) di questo periodo lungo più di vent'anni, per poi restarne presidente onorario fino alla morte. Fu proprio la moglie Paola a sostituirlo, a portare quel titolo onorifico dal settembre 2009, quando venne a mancare il marito, fino alla morte, sopravvenuta pochi mesi dopo, a metà del mese di febbraio del 2010. Non è tuttavia per questo che Paola Porelli viene ricordata come un simbolo della Virtus. Per molti anni ha diretto la foresteria, voluta, sul modello dei college americani, da Gianluigi Porelli all'inizio degli anni '70, dove alloggiavano i ragazzi provenienti da fuori Bologna che venivano a giocare nelle V nere: Gigi Serafini, Piero Valenti, Marco Bonamico, Massimo Antonelli, Loris Benelli, Mario Martini, Francesco Cantamessi, Matteo Lanza, Augusto Binelli, Clivo Righi, tanto per citarne alcuni; Paola era, però, una figura importante pure per giocatori destinati alla prima squadra, ma arrivati a Bologna ancora giovani, come Gianni Bertolotti, Renato Villalta e Claudio Coldebella. Anche i giovani giocatori bolognesi la consideravano un punto di riferimento, per esempio Davide Bonora, anzi fu proprio la signora Paola a sceglierlo bambino per la foto simbolo davanti alla chiesa di Santa Lucia, pubblicata nella quarta di copertina del libro "Il cammino verso la stella", anno 1984. Non avevano figli Gianluigi e Paola Porelli, ma ai giovani giocatori della Virtus Paola ha fatto da seconda mamma, affettuosa, severa quando era necessario, sempre presente, pronta ad aiutarti, con discrezione e umanità; cucinava le tagliatelle, andava a parlare con gli insegnanti ai ricevimenti scolastici, forniva un'educazione, delle regole, una strada da seguire. Tutti i giorni i coniugi Porelli pranzavano con i ragazzi della foresteria, è proprio Mario Martini a ricordarlo: "Arrivai alla Virtus a quattordici anni e ho vissuto, insieme ai miei compagni, con Porelli la mia adolescenza e la mia giovinezza, visto che tutti i giorni lui e sua moglie Paola venivano a pranzare con noi alla foresteria". A Gianluigi Porelli e alla moglie sono intitolati l'associazione, che ogni anno assegna una borsa di studio a un laureato in giurisprudenza, e il memorial che si disputa a inizio stagione, giunto ormai alla settima edizione, con la Virtus che si è aggiudicata la seconda edizione nel 2014 contro Varese e le ultime tre disputate, contro Ferrara, Fortitudo e Fenerbhace. Paola per anni è stata giustamente considerata la mamma della Virtus Pallacanestro, una presenza discreta ma imprescindibile, il completamento ideale di Gigi Porelli: Paola e Gigi, pietre miliari della storia delle V nere.