AMAR ALIBEGOVIC

Amar Alibegovic...felice del suo arrivo alla Virtus

nato a: Corvallis, Oregon (USA)

il: 31/03/1995

altezza: 206

ruolo: ala

numero di maglia: 7

Stagioni alla Virtus: 2020/21 - 2021/22

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

palmares individuale in Virtus: 1 scudetto - 1 SuperCoppa

 

BENVENUTO AMAR!

tratto da www.virtus.it  - 27/05/2020

 

Virtus Pallacanestro Bologna S.p.a. comunica di aver raggiunto l’accordo pluriennale con Amar Alibegovic.
“Sono felice di essere arrivato alla Virtus Segafredo Bologna. Un club prestigioso, dove avrò la possibilità di fare una nuova esperienza al fianco di grandi campioni” dichiara il neoacquisto bianconero.

“La Società da tempo lavorava sulla finalizzazione di questa importante operazione di mercato. Ringrazio Amar, che ha valutato ed apprezzato il nostro progetto societario e tecnico. Lo ritrovo per la seconda volta dopo la bellissima e vincente esperienza di Roma. Mi auguro che la nostra collaborazione possa raggiungere ottimi risultati anche qui alla Virtus” sottolinea il General Manager della Virtus Bologna, Paolo Ronci.

Ala/centro di 206 cm, Alibegovic nasce a Corvallis (Oregon, USA)  il 31 marzo del 1995. Bosniaco di cittadinanza italiana, Amar si forma cestisticamente a Roma nel vivaio della Stella Azzurra.

Nell’estate del 2014 lascia l’Italia per imbarcarsi verso New York e giocare in uno dei college più prestigiosi dell’NCAA. Dal 2014 al 2018 indossa la canotta dei St. John’s Red Storm, dove viene allenato nelle ultime tre stagioni da Chris Mullin, uno dei migliori giocatori di tutti i tempi e membro del Dream Team di Barcelona ’92. Gioca un totale di 109 partite in quattro anni.  “Giocando a St. John’s mi sono potuto misurare con una pallacanestro diversa rispetto all’Europa, in un campionato particolarmente provante per le differenti regole e la fisicità, come la NCAA.  Roma è stata una tappa fondamentale per l’ingresso nel basket professionistico ed è stata una giusta scelta che mi ha permesso di arrivare alla Virtus Bologna.”

Nell’estate del 2018 torna in Italia e si trasferisce nella capitale, in forza alla Virtus Roma, dove ottiene la promozione nella massima serie vincendo il campionato di A2. Nella passata stagione debutta in serie A, facendo registrare 10,5 punti e 7,2 rimbalzi in poco più di 25’ di utilizzo medio.

Dodici le apparizioni in doppia cifra, con prestazioni importanti contro Milano e Sassari, ed il season high di 24 punti realizzato contro la Fortitudo Bologna al PalaDozza, lo scorso 8 febbraio.
A chiusura della stagione è stato votato, attraverso un sondaggio sui social network ufficiali di LBA, nel 2° miglior quintetto italiano insieme a Andrea De Nicolao (Umana Reyer Venezia), Stefano Tonut (Umana Reyer Venezia), Pietro Aradori (Pompea  Fortitudo Bologna) e Jeff Brooks (AX Armani Exchange Milano).


 

IL SALUTO DI AMAR

tratto da www.virtus.it  - 27/05/2020

 

“Ciao a tutti, sono davvero contento di poter dire che, nei prossimi anni, farò parte della Virtus Segafredo Bologna. Non vedo l’ora di essere a Bologna e di iniziare a lavorare con i miei nuovi compagni di squadra e con coach Djordjevic. Ringrazio tutta la Società per questa opportunità, ci vediamo molto presto a Bologna”. Amar Alibegovic

“Hello everybody, I’m really happy to say that, in the next few years, I’m going to be part of Virtus Segafredo Bologna. I can’t wait to be in Bologna and start working with my new team-mates and coach Djordjevic. I thank Virtus for this opportunity, see you very soon in Bologna”. Amar Alibegovic


 

Esordio in campionato contro Cantù: Alibegovic a canestro eludendo Leunen

AMAR ALIBEGOVIC ''MI TOCCHERÀ DARE A MIO PADRE DUE DISPIACERI NEL PROSSIMO CAMPIONATO''

tratto da Il Resto del Carlino - 07/06/2020

 

Prime parole da neo virtussino quelle rilasciate a Il Resto del Carlino da Amar Alibegovic. Questi alcuni dei concetti più interessanti espressi dal giocatore ex Virtus Roma:

SUBITO DOPO LA CHIUSURA DELLA STAGIONE, LA VIRTUS HA INIZIATO A UFFICIALIZZARE I NUOVI ARRIVI, IN VISTA DELLA PROSSIMA ANNATA SPORTIVA.

di Ezio Liporesi - Radio Digitale - 12/06/2020

 

Amar Alibegovic, figlio di Teo, icona della storia Fortitudo, è un'ala-centro di 207 cm. Nato a Corvallis, Oregon, USA,  il 31 marzo del 1995, bosniaco di cittadinanza italiana, Amar è cresciuto cestisticamente nella Stella Azzurra Roma.

Nell’estate del 2014 e fino al 2018 ha giocato nel prestigioso college dell’NCAA St. John’s Red Storm, dove è stato allenato nelle ultime tre stagioni da Chris Mullin, membro del Dream Team di Barcelona ’92. In quattro anni ha disputato 109 partite. Nell’estate del 2018 è tornato in Italia, nell'altra squadra della capitale, la Virtus Roma, con la quale ha ottenuto la promozione nella massima serie vincendo il campionato di A2. Nella passata stagione ha debuttato in serie A, facendo registrare medie di 10,5 punti e 7,2 rimbalzi in poco più di 25 minuti di utilizzo. In totale 20 partite, 563 minuti, 231 punti, con il 53,7% da due punti, il 37,8% da tre e il 75,6% ai liberi.

Dodici le apparizioni in doppia cifra, la migliore delle quali è rappresentata dai 24 punti realizzati contro la Fortitudo Bologna al PalaDozza.

A chiusura della stagione è stato votato, attraverso un sondaggio sui social network ufficiali di LBA, nel 2° miglior quintetto italiano insieme a Andrea De Nicolao (Umana Reyer Venezia), Stefano Tonut (Umana Reyer Venezia), Pietro Aradori (Pompea  Fortitudo Bologna) e Jeff Brooks (AX Armani Exchange Milano).

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ALIBEGOVIC: PER LA MIA FAMIGLIA LA FORTITUDO E’ IMPORTANTE, IO HO SCELTO UN PERCORSO DIVERSO

tratto da bolognabasket.it - 28/03/2021

 

Amar Alibegovic è stato intervistato dalla Virtus in occasione del derby.
La sua intervista, pubblicata sul “match program” che la società manda in esclusiva ai propri abbonati

“Il derby vale molto per me, essendo cresciuto in una casa fortitudina, con entrambi i miei genitori e mio fratello più grande cresciuti nell’ambiente Fortitudo. Per la mia famiglia la Fortitudo è stata importante, io però ho scelto un percorso diverso. È una partita bella e sentita per tutta la mia famiglia ma io sono pronto per dare tutto quello che posso per aiutare la Virtus a vincere.”

Il derby di Bologna fa storia a se e storicamente è stata da sempre una partita nella quale i valori in campo contavano fino ad un certo punto. Una partita che non si decide solamente dal punto di vista tecnico: “In una gara del genere serve un po’ di spensieratezza giovanile ma anche l’esperienza. Serve tanta energia, soprattutto mentale, dall’inizio alla fine. È una partita completamente diversa da tutte le altre in stagione, serve un’energia particolare per giocarla.”

Papà Teo, protagonista con la Fortitudo da giocatore e poi da dirigente, ha da sempre trasmesso al figlio Amar l’essenza del derby di Bologna, che il numero 7 bianconero spiega così: “È sempre una bella partita da vedere, sicuramente il derby più bello d’Italia ma non solo. Affascinante ovviamente anche per il pubblico, per i tifosi: mi ricordo, quando ero più piccolo, che in occasione del derby di Bologna si creava sempre un’atmosfera particolare. Questa volta non ci sarà il pubblico purtroppo, per una partita che ha sempre portato tanta elettricità nell’aria. Vivere tutto questo è bellissimo. Mi dispiace tantissimo non avere i nostri tifosi con noi e a maggior ragione cercheremo di portare a casa la vittoria per renderli felici ed orgogliosi.”

Una partita speciale, una partita che guardi per la prima volta e non te la dimentichi mai: “Il primo derby che ho visto è stato in casa della Virtus, quando mio padre ricopriva il ruolo di GM in Fortitudo. Ero con mia mamma, talmente piccolo che quasi non riuscivo a vedere quello che succedeva, infatti mi alzavo anche io ad esultare. Tutta la gente era in piedi, mia mamma ogni tanto si avvicinava per calmarmi ma poi anche lei si agitava ad ogni azione. È stata un’esperienza incredibile che non dimenticherò mai.


 

ALIBEGOVIC: A TREVISO CI SIAMO GUARDATI IN FACCIA E DATI UNA SVEGLIATA. PER ME STAGIONE DIFFICILE, MA SONO CRESCIUTO TANTO

tratto da bolognabasket.it - 01/06/2021

 

Amar Alibegovic è stato intervistato da Piero Guerrini su Tuttosport.
Un estratto delle sue parole.

Che stagione è stata? Difficile, dal punto di vista personale. La mia prima esperienza a questo livello, al vertice in Italia e in Europa. Provo grande orgoglio nel far parte della Virtus, a fianco di super campioni. Ho lavorato tanto, consapevole di dover migliorare in tanti settori, soprattutto sul piano difensivo. Spero poco alla volta di conquistare sempre più spazio. Ecco, lo definirei un anno di transizione. Sento di essere cresciuto tanto e dunque di essere pronto al salto definitivo”.
La finale è vicina? “Abbiamo giocato due ottime partite a Brindisi. Ma dobbiamo rimanere molto concentrati per queste due possibili partite a Bologna, perché i pugliesi come noi giocano con grande energia. Soprattutto non vediamo l’ora di giocare finalmente davanti al nostro pubblico, per quanto non ancora al completo. Però mi risulta le disponibilità siano state esaurite velocemente. anche i nostri tifosi attendevano questo momento”.
C’è stato un momento di svolta? “La svolta è stata recente, a Treviso, ci siamo guardati in faccia e dati una svegliata. Non a caso a Brindisi abbiamo giocato due delle migliori partite della nostra stagione, se non le migliori in assoluto. Poi certo, Teodosic e Belinelli sono due grandi protagonisti, due guide, ma siamo cresciuti di squadra, sia in attacco sia in difesa. Del resto anche nei momenti difficili siamo sempre rimasti assieme, uniti”.
Ancora un anno di contratto? Uno più un’opzione per l’anno successivo, siccome mi sento molto migliorato sento che la prossima sarà quella della svolta e della stabilità, per me.

UN SOGNO: CAMPIONE

di Amar Alibegovic - 16/06/2021

 

Tutto torna!

Cinque anni fa non avrei mai sognato di arrivare fino a qui e, sinceramente, ancora non ci credo. Tra mille ostacoli, prove e delusioni, alla fine è arrivato il momento dove mi sembra di poter toccare il cielo con un dito.

Ora tutto ha un senso.

Grazie a tutti i tifosi che, nel bene e nel male, sono stati sempre al nostro fianco dal primo giorno.

Grazie a tutti i tifosi romani che mi hanno tifato anche se vestivo dei colori che non erano i loro.

Grazie allo staff, e alla società che mi ha dato una chance di fare parte di questa squadra incredibile. Grazie Saša per aver creduto in me, sopratutto quando contava di più.

Grazie a tutti i miei compagni per questo anno fantastico, non lo scorderò mai.

Grazie a Mimi, Neny e a tutti gli amici che mi sono sempre stati vicino. Grazie Angy.

Come mi disse mio padre due anni fa, quando con Roma vinsi a Legnano: “il cerchio si sta chiudendo, continua a spingere!”.

L’altro giorno in un abbraccio, con la medaglia intorno al collo, disse “Te l’ho detto, ti sei meritato tutto questo. Tutto torna”.

Il cerchio si è chiuso, il lavoro ha pagato e non potrei essere più contento!

Grazie Mamma e Papà.

Ora grazie a tutti voi so cosa vuole dire essere un campione. Continuiamo a volare sempre più in alto!

Forza VuNere!


 

ALIBEGOVIC: STAGIONE DI ALTI E BASSI, MA NEI PLAYOFF SONO STATO PRONTO E HO DATO IL MASSIMO IN OGNI AZIONE

tratto da bolognabasket.it - 18/06/2021

 

Amar Alibegovic è stato sentito dal Carlino. Un estratto dell’intervista.

“Nell’ultimo mese sapevo che erano arrivate la partite più importanti dell’anno, per cui mi sono guardato allo specchio e mi sono detto che dovevo rompere gli indugi e dare tutto quello che avevo. Non erano tanto importanti i minuti in campo, quanto il fatto che io dessi il massimo in ogni azione. Questa è stata la mia mentalità fin dall’inizio dell’anno, ma ci sono stati tanti alti e bassi anche perché io forse non ero psicologicamente preparato ad essere sempre pronto. Cosa che mi è riuscita nei playoff.
Dediche? Prima di tutto a me stesso, perché sono stati 6 anni molto difficili. Sono andato al college dove avevo perso la direzione, poi sono tornato e in questi tre anni ho avuto diverse soddisfazioni. Per come mi sono stati vicini è giusto avere un pensiero particolare anche per i tifosi della Virtus Roma che quest’anno hanno avuto una grande delusione. Non per ultimo, ma perché è stato forse l’aspetto più importante, credo che il popolo virtussino sia il vero destinatario di questo successo. Abbiamo sentito il suo calore e il suo sostegno anche quando non potevano venire alle partite. Non vedo l’ora di vederlo tutto al palazzo per provare le emozioni che mi trasmetterà.
Ho vinto più di mio padre? Non ci ho assolutamente pensato. Alla fine di gara-quattro l’ho cercato, ci siamo abbracciati e lui mi ha detto che tutto tornava. E aveva ragione lui perché alla fine sono riuscito a vincere le difficoltà di questi ultimi 6 anni.
Credo che l’energia sia una delle mie qualità migliori sia dentro che fuori dal campo. E’ stata una stagione difficile anche per i miei compagni e i tanti alti e bassi rischiavano di condizionarci. Per alcuni di noi questa era la prima esperienza in una grande squadra e questo ci ha aiutato perché ci sentivamo fortunati e volevamo dimostrare di meritare questa maglia”.