IACOPO SQUARCINA

 
Iacopo Squarcina a destra di Belinelli durante la premiazione per la Supercoppa 2021
 

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Stagioni in Virtus: 2021/22

 



 

IACOPO SQUARCINA ALLA VIRTUS

tratto da newsbiella.it - 20/09/2021

 

Una permanenza in serie A2 conquistata lottando sul campo con una squadra di giovani, una crescita maturata non solo di squadra ma anche a livello personale partita dopo partita. Una tranquillità e serenità d’animo quanto mai manifestate anche dopo le peggiori batoste subite sul campo.

L’ingrato compito di un allenatore è quello di spronare il proprio team ma anche di presentarsi come parafulmine nei momenti di difficoltà. E questo compito Iacopo Squarcina l’ha interpretato molto bene arrivando a giocarsi una salvezza sul campo al fulmicotone. E poi la sorpresa della non riconferma con Biella, con cui aveva comunque la possibilità di tornare sul campo. Ma si sa a volte le sorprese negative celano anche quelle belle. E così da qualche settimana il buon Jacopo ha preso casa a Bologna sponda Virtus, certo non come capo allenatore ma fa parte dello staff della squadra che ha annichilito Milano nella finale scudetto 20/21.

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LA RIVINCITA DI COACH SQUARCINA: CON LA VIRTUS BOLOGNA METTE LE MANI SULLA SUPERCOPPA

di Giampiero Caneddu - lastampa.it - 22/09/2021

 

Come cambia una vita e una storia in poche settimane. Sono quelle passate dal 20 giugno, quando Iacopo Squarcina urlava la gioia per la salvezza dell’Edilnol in faccia alla curva, al 21 settembre dove il suo viso sorridente è accanto a quello di Marco Belinelli, capitano della Virtus Bologna che solleva al cielo la Supercoppa. In mezzo, per il coach che ha amato (ricambiato) il rosso e il blu, c’è stata un’estate inaspettata e ansiogena passata a lungo senza una panchina. Quella di Biella gli è stata levata via che era l’inizio di luglio, con tempi e modi non esattamente diplomatici e adatti alla gratitudine che spetterebbe a chi ha portato a casa l’obiettivo in una stagione impossibile, tra tamponi, quarantene, palazzetti vuoti e problemi di ogni genere. Prima arrivò la comunicazione dell’uscita anticipata dal contratto, poi la conferma al telefono che il club avrebbe scelto altre strade: era il 10 luglio e all’amarezza dell’addio a una conferma che il coach credeva di meritare, si aggiungevano i tempi. Le panchine sembravano tutte occupate, difficile trovare qualcuno che si interessasse alle sue qualità.

Invece alla fine di agosto ecco ricomparire il sorriso di Iacopo Squarcina a Folgaria, sede del ritiro in montagna della Virtus Bologna. Per lui c’è un ruolo nel ricco staff di assistenti di coach Sergio Scariolo dove spicca il nome di Andrea Diana, già a capo di Brescia e Verona. Deve avergli fatto effetto: l’anno scorso si era trovato, nei giorni delle emergenze, a guidare allenamenti tutto solo, con il solo aiuto del preparatore atletico Marocco, o addirittura in video con mezza squadra in palestra e lui a casa in quarantena. Ora entra sul parquet circondato da uno stuolo di pari ruolo, a far provare e riprovare movimenti ai campioni che portano lo scudetto sulle maglie. È una tappa che somiglia a un traguardo, come ha scritto lui stesso sui social in un messaggio commovente dedicato al padre scomparso qualche anno fa, raccontando di una promessa «che ti ho fatto e che oggi ho realizzato. Ci ho messo nove anni, testardo, cocciuto e ostinato come te, nove anni per arrivare in serie A, come ti avevo detto. Per di più alla Virtus Bologna, il meglio che ci sia in Italia». Martedì era ai margini della panchina nella sera in cui si è assegnata la Supercoppa, primo trofeo stagionale. La Virtus l’ha conquistata domando Milano, come già era accaduto nella finale scudetto di giugno. E lui, con la maglietta celebrativa addosso, ha mostrato il suo sorriso migliore nelle fotografie ufficiali che poi ha ripubblicato sui social: «Onestamente – ha aggiunto – questa roba del vincere qualcosa mi mancava. Bello però». Com’era la vecchia storia della porta e del portone?