CLAUDIO TOMMASINI

Claudio Tommasini ai tempi delle giovanili (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Bologna

il: 02/04/1991

altezza: 197

ruolo: playmaker

numero di maglia:

Stagioni alla Virtus: 2005/06 - 2007/08 - 2008/09

 statistiche individuali del sito di Legabasket 

 

CLAUDIO TOMMASINI RISERVA A CASA DEGLI AZZURRINI

di Alessandro Gallo - il Resto del Carlino - 29/01/2005

 

Ventiquattro convocati, a Cervia e Cesenatico, dal primo al sei febbraio. Una convocazione che riguarda i nati nel 1991 e il centro regionale nord Italia, nell'ambito del progetto di qualificazione nazionale. Tre i bolognesi convocati, Luca Credi della Fortitudo; Riccardo Rossi dell'As Malaguti San Lazzaro e un altro ragazzino il cui cognome ci riporta indietro di qualche anno (nemmeno tanti, per la verità). Già, perché il terzo giovanotto preso in considerazione dallo staff tecnico nazionale si chiama Andrea, gioca nella Virtus 1934 (è allenato da Daniele Cavicchi) e di nome fa Binelli.

Riserve a casa altri virtussini (1034, che si occupa dei più giovani): Alessandro Lenzi, Riccardo Moraschini e Claudio Tommasini (altro figlio d'arte, il padre, Aldo, vinse il titolo nel 1976).

 

TOMMASINI JUNIOR, DA CASALECCHIO AI PARQUET DI SERIE A

di Marco Tarozzi - www.renonews.it - 18/08/2013

 

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Dietro questa notizia c’è un po’ di storia della Virtus, ma anche del basket del nostro territorio.

Claudio Tommasini, ventidue anni,  diventa dunque a tutti gli effetti un giocatore di Serie A, nonostante abbia già calcato i parquet del massimo campionato, avendo debuttato a soli diciassette anni proprio con la maglia della V nera. Ma prima, alle origini della sua passione per la pallacanestro, c’è Casalecchio di Reno, ed in particolare il centro minibasket della Polisportiva Masi, dove iniziò a far rimbalzare un pallone ad appena sette anni, coinvolto dagli amici e certamente ispirato dalla storia di famiglia.

Il nonno, due zii e papà Aldo sono ex giocatori professionisti. In particolare quel papà di 207 centimetri che stazionava sotto canestro negli anni Settanta e che, arrivato da Novara (via Ignis Varese, giovanili, Ginnastica Torino e Panda Brugherio), fu uno dei protagonisti dello scudetto della Virtus nel 1976, quella guidata da Dan Peterson in panchina e ispirata da Terry Driscoll in campo. Due stagioni in bianconero, poi un paio a Mestre, dove venne girato insieme a Generali per favorire l’arrivo di Renato Villalta, prima che una diagnosi di “fibrillazione arteriale” lo fermasse, togliendogli l’idoneità. Nei primi anni Ottanta, brevi apparizioni a Napoli e alla Moto Malaguti, ma di fondo una carriera (iniziata tardi, a quindici anni, come spesso accadeva allora) definitivamente segnata. Ma il “vecchio Tom”, come lo chiamavano in città, è rimasto legato a Bologna e allo sport. E chi arriva a Casteldebole per assistere agli allenamenti del Bologna può riconoscerlo tra gli uomini dello staff della società rossoblù.

Suo figlio Claudio è un po’ più basso di papà (197 centimetri) e ha scelto di condurre il gioco. Playmaker di ruolo, è partito dalla Masi per poi passare alle giovanili Virtus, e in bianconero si è tolto la soddisfazione dell’esordio in A e ha contribuito a illuminare le prestazioni dell’Under 16 (memorabile la finale di Coppa Italia di categoria nella quale insaccò 36 punti). Nel 2009 ha iniziato a girare l’Italia, sempre con il cartellino nelle mani della Virtus: prima Forlì, in A Dilettanti, poi Ostuni. Poi il primo contratto da professionista in Legadue, a Veroli, e la scorsa stagione il passaggio alla PMS Torino, con cui ha vinto il campionato DNA e conquistato la promozione in Legadue, viaggiando alla media di 10.3 punti e 1.6 assist a gara. A Caserta, Claudio ha firmato un contratto triennale. Regalando al basket italiano un nuovo Tommasini: quello partito dalle palestre di Casalecchio.