STAGIONE 1949/50

 

Marinelli, Dino Zucchi, Setti, Ferriani, Rinaldi, Bendandi

Rapini, Bersani, Ranuzzi, Carlo Negroni (foto tratta dal libro "Il mito della "V" nera")

Virtus Bologna

Serie A: 2a classificata su 14 squadre (20-26)

 

FORMAZIONE
Giancarlo Marinelli (cap.)
Mario Bendandi
Gianfranco Bersani
Sergio Ferriani
Carlo Negroni
Renzo Ranuzzi
Luigi Rapini
Rinaldo Rinaldi
Paride Setti
Dario Zucchi
Dino Zucchi
Riserve: Mauro Serrazanetti, Venzo Vannini
Solo amichevoli: Giorgio BenatiGiuseppe Benchimol, Gian Paolo Costa, Paolo Zacchi, Mario Zaniboni
 
Allenatore: Renzo Poluzzi

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

"... nuove esigenze premono su una Virtus che" come scrive Adalberto Bortolotti su Giganti del Basket del mese di aprile di quest'anno "ha fatto sin qui leva sulla forza, sulla classe e l'esperienza dei singoli più che su un'autentica organizzazione... Si afferma l'esigenza di un cambista e intanto lascia la scena Marinelli, a 36 anni dopo un'interminabile e mitica carriera".

La Virtus abdica a favore dei milanesi del Borletti. Il campionato non è limpidissimo, c'è una lunga teoria di polemiche, di recriminazione, di incontri ripetuti. Ma tant'è, lo scudetto prende la via della Lombardia dove rimarrà per un lustro. La Virtus - che ha per la prima volta in Dino Fontana un vero allenatore - è comunque seconda, a soli 2 punti di distanza dal Borletti (il primo abbinamento della storia della pallacanestro italiana) e termina il torneo con 6 sconfitte, 954 punti segnati (36,6 di media) e 759 subiti (29,1 di media). Fra i marcatori i virtussini si inseriscono al 10° posto con 2 atleti classificati alla pari. Ranuzzi e Rapini mettono entrambi a segno 194 punti (7,4 di media).

 

DIRIGENTI E CARICHE NELLA VIRTUS PALLACANESTRO

Stadio - 30/07/1949

 

La Sezione pallacanestro della Virtus, in vista della prossima attività, in attesa di riprendere ufficialmente la preparazione ha cominciato a riorganizzare le file dirigenti definendo in particolare le attribuzioni di ogni persona.

Mentre, logicamente, d'autorità fa parte il Consiglio direttivo generale della Società, nella Sezione pallacanestro le cariche sono state così distribuite:

Giancarlo Marinelli, commissario tecnico; Renzo Poluzzi, accompagnatore; Renzo Brunetti, segretario amministrativo; Luciano Ludergnani, vice segretario; Gianfranco Bersani, rapporti con l'Estero e stampa propaganda; Giuseppe Palmieri, allenatore squadre minori; Franco Daidone, organizzazione incontri.

TEMPO DI DERBY

Virtus e Gira: che sfide in Sala Borsa

Tratto da “I Canestri della Sala Borsa” – Marco Tarozzi

 

Nell’estate del ’49 i bolognesi che vogliono mettersi in mostra giocano al campo dei Ferrovieri, in via Serlio, il “Palio cestistico Petroniano”, nato dalla infinita passione di Achille Baratti. La Virtus campione d’Italia aggiunge poco, inserendo Bendandi e la riserva Serrazanetti. Il Gira si rafforza con Bongiovanni e Di Cera, prelevati dall’Assi in Serie C. Le V nere mancano il pokerissimo per colpa di un fatale calo di concentrazione. In Sala Borsa, durante la stagione ’49-50, passa solo Varese (32-34), sul campo della quale Marinelli e compagni vanno a pareggiare a tre giornate dalla fine. La giornata successiva si trasforma in un clamoroso autogol, con sconfitta a sorpresa sul campo di Gallarate. Poi il pari con Varese viene annullato per errore tecnico, i bianconeri vincono la ripetizione dell’incontro e all’ultima giornata l’Olimpia Milano viene sconfitta. Troppo tardi: lo scudetto è comunque dei milanesi. Il Gira fa un passo avanti, è quinto nella classifica finale. Ma con orgoglio mette in archivio la vittoria sui futuri campioni d’Italia, ancora imbattuti al momento della sfida. La Sala Borsa è addirittura troppo stretta per contenere la folla delle grandi occasioni: si gioca alla piscina dello Stadio, il Gira vince 38-35 e Bongiovanni va in doppia cifra (10) punti guadagnandosi la maglia azzurra. I derby dell’anno sono ancora marcati V nera: 33-30 all’andata, nonostante l’espulsione di Ranuzzi e dopo quaranta minuti di emozioni forti; 38-29 al ritorno, quando già corre voce del prossimo addio di Giancarlo Marinelli, che si concretizza a fine stagione. Ma quel giorno, Giancarlone si batte come un leone.

 

L'AMARO DI GALLARATE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Campionato all'ultimo respiro nella pallacanestro. La Virtus, con la stessa formazione campione l'anno prima (nomi nuovi sono quelli di Bendandi e Mauro Serrazanetti che fanno da decimo) tenta il colpo del quinto scudetto consecutivo. Ma la concorrenza si è rafforzata notevolmente in Lombardia dove, oltre ad un Varese ad alto livello, è risorto con Rubini, Stefanini, Sforza, Pagani ed il povero Miliani lo squadrone del Borletti plurititolato degli anni trenta. La lotta si fa subito serrata ed è purtroppo la Virtus la prima a perdere colpi cadendo a Milano, Pavia (un campo che anche in avvenire riuscirà fatale) e anche in Sala Borsa, espugnata 34-32 dal Varese. Al termine del girone d'andata i bolognesi sono in ritardo di 4 punti dal Borletti e di due dal Varese. Ma poi anche le altre accusano battute d'arresto e la Virtus, vittoriosa 38-29 sul Borletti, si riporta sotto. A tre giornate dalla fine la situazione è la seguente: Borletti 38 punti, Varese e Virtus 36. Nella palestra varesina lo scontro diretto fra le due seconde si conclude in un nulla di fatto, 32-32, favorendo così i milanesi che con tre punti di vantaggio hanno via libera. Anche la Virtus si rassegna perdendo nella maniera più scialba la domenica dopo a Gallarate (21-18!). E a questo punto il colpo di scena: la partita di Varese, inficiata da errore tecnico, viene annullata. Nella ripetizione Marinelli e compagni si prendono la rivincita per 26-17, ma si tratta ormai di un risultato platonico e c'è solo da mordersi le mani perché l'ingloriosa partita di Gallarate ha pregiudicato ogni possibilità di raggiungere in testa il Borletti, battuto difatti a Varese nell'ultima giornata (col titolo però già in tasca). Campioni dunque i milanesi e Virtus seconda a pari punti coi varesini, in una scia di polemiche e di recriminazioni interne. Il distacco dallo scudetto insomma non poteva riuscire più amaro.

In ogni caso non si tratta di una stagione negativa anche per la vasta attività internazione della squadra e dei suoi maggiori atleti. Già in precampionato la Virtus compie una tournée in Francia vincendo a Bellegarde e Montbrison e pareggiando a 41 in Alsazia con l'Auboué. Poi grossa partita in Borsa, ospiti i campioni jugoslavi della Stella Rossa surclassati di 15 punti (37-22). A Natale (1949) le V nere sono di scena nel Torneo Internazionale di Bruxelles assieme a Partizan Belgrado, Racing Bruxelles ed Entente Brabançonne. Al termine delle due giornate sono tutte a pari punti con una vittoria e una sconfitta a testa: decide allora la differenza canestri, favorevole al Partizan che ha +8 contro +3 della Virtus che ha battuto la rappresentativa di Brabante per 43-35 e perduto col Racing 33-28. Con la stessa formula belga viene varata in Borsa il 12 e 13 aprile, la 1a Coppa Città di Bologna che impegna separatamente le due squadre di casa - la Virtus e il Gira - contro lo stesso Racing Bruxelles ed il C.d.F. Barcelona. Con i belgi la rivincita è cosa fatta (31-28), ma gli ossi più duri si rivelano gli spagnoli che vincono 46-45 l'incontro risolutivo. Primo quindi in Barcelona, seconda la Virtus, terzo il Racing, quarto il Gira il cui primo tempo col Barcelona (basket scintillante) rimarrà memorabile a Bologna. Dopo il campionato la Virtus batte il C.T.B.B. Nizza (36-23) sul campo aperto di via Maggia, poi vince il Torneo di Ginevra sulle due formazioni locali dello Stade Français e del Servette, infine chiude la sua stagione al Torneo di Barcellona, a metà luglio, riscattando le due sconfitte iniziali contro la Rappresentativa Catalana ed il Borletti con una larga vittoria (35-21) sulla Rappresentativa Madrilena. In campo azzurro Gianfranco Bersani, Carlo Negroni e Luigi Rapini sono con la nuova Nazionale di Van Zandt vittoriosa nel Trofeo Mairano a Napoli e nel Torneo Internazionale di Nizza, mentre Sergio Ferriani e Renzo Ranuzzi si aggregano a Parigi nella partita dominata stavolta dalla Francia (45-32).

Lione 18 settembre 1949 nelle tournée in Francia la Virtus gioca a Lione contro l'Asvel Villeurbanne: sopra la squadra schierata, sotto i due capitani, a destra quello bianconero Vannini (foto fornite da Franco Vannini)

VIRTUS BOLOGNA - REYER VENEZIA: 45-32

La più brutta partita dei campioni

di Roberto T, Fabbri - Stadio - 31/10/1949

 

Virtus Bologna: Bersani (2), Ferriani (3), Rapini (6), Negroni (2), Ranuzzi (13), Rinaldi (6), Zucchi Dario (7), Zucchi Dino (6), Bendandi, Setti.

Reyer Venezia: Marsico (6), Flamini (6), Borsoi (4), Campanni L. (4), Rossi, Geroli 82), Campanini I. (6), Forcellini, Salvalaggio (4).

Arbitri: Casini (Roma) e Rago (Napoli).

Tabellino punteggio - Primo tempo: 1-0, 3-0, 3-2, 5-2, 5-4, 7-4, 9-4, 11-4, 13-4, 13-5, 13-7, 14-7, 15-7, 15.8, 15-9, 16-9, 18-9, 18-11, 20-11 (sosp, Reyer al 17'), 20-12, 20-13. Secondo tempo: 22-13, 22-15, 23-15, 24-15, 24-17, 26-17 (sosp. Virtus al 7'), 27-17, 27-18, 28-18, 30-18, 32-18, 33-18, 33-20, 34-20, 35-20, 37-20, 37-22, 38-22, 39-22, 40-22, 40-24, 40-26, 41-26, 41-28, 41-30 (sosp. Virtus al 18'), 41-32, 43-32, 44-32, 45-32.

Alla fine dell'incontro qualche appassionato sostenitore della Virtus ha creduto di giustificare la brutta prestazione della squadra bolognese dicendo che i "campioni" avevano voluto risparmiarsi. Noi invece siamo del parere che la Virtus ha giocato male - molto male - solo perché non è riuscita a fare di meglio.

Vogliamo ammettere che avesse, inizialmente, sottovalutato la squadra veneziana: che fosse anche in non felice giornata. Non possiamo però pensare che la Virtus giochi nella maniera che ha mostrato ieri. Quando si ha sulla maglia il distintivo di campioni si deve, se si può, e la Virtus deve potere, giocare sempre in maniera convincente al limite delle proprie possibilità.

E questo ieri i bolognesi non hanno fatto deludendo i molti accorsi per applaudirli dopo la bella impresa di Gradisca. E buon per i campioni che i "reyerini" non hanno avuto troppa fortuna nel tiro a canestro se no forse avremmo dovuto registrare l'arrancamento dei bolognesi per venirne fuori indenni.

Dimentichiamola presto questa partita della Virtus ed auguriamo, anche per il bene della pallacanestro, che di uguali non se ne debbano vedere più. Ieri la Virtus non era nemmeno una brutta copia di una squadra che giochi male; basti pensare che di azioni degne di tale nome ne abbiamo registrate solo tre. Troppo poco per una squadra che annovera nelle sue file cinque maglie azzurre. Individualmente hanno fatto cose egregie il solito Ranuzzi, Ferriani, i due Zucchi e Bersani. A sprazzi hanno "girato" Rapini, Rinaldi e Negroni.

Per contro occorre dir bene della Reyer presentatasi priva di Garlato e Minetto. Il suo gioco è basato su una buona impostazione ed è concretato da giovani che mostrano  di poter fare cose egregie. Marsico, i due Campanini, Flamini, Borsoi e Geroli sono stati i migliori. Molto discutibile la direzione arbitrale che ha messo in mostra la scarsa intesa tra il romano Casini e il napoletano Rago.

30 ottobre 1949. Virtus-Reyer 45-32. Ranuzzi, a destra, ha inscenato una delle sue travolgenti azioni, eludendo l'intervento di L. Campanini (23) e Geroli (5), e lancia l'invisibile Negroni mentre Rapini (7) è pronto ad intervenire (foto tratta da Stadio)

IL TORNEO CITTÀ DI BOLOGNA

Virtus- Racing Bruxelles 31-28

Barcellona - Gira Bologna 41-35

tratto dal Corriere dello Sport - 13/04/1950 (articolo fornito da Lamberto Bertozzi)

 

L'inizio del Torneo Città di Bologna ha registrato una vittoria italiana ed una straniera. La Virtus, opposta al Racing di Bruxelles, una delle migliori unità del Belgio, ha vinto di stretta misura, dopo una partita che ha tuttavia confermato le eccellenti qualità dei campioni d'Italia che si sono battuti con efficacia e continuità. La squadra ospite si è rivelata tuttavia fortissima, denotando anche sicurezza nel tiro in canestro e ordine nella tessitura delle trame. Più volte i virtussini si sono trovati in imbarazzo; ma hanno saputo sempre districarsi con agilità e avvedutezza.

Dei bolognesi si sono particolarmente segnalati Rapini, Ferriani e Negroni, i quali si sono dimostrati assai attivi e intraprendenti. Fra gli ospiti sono emersi Hernandez, Peyrat e De Loose.

Il risultato è stato: Virtus batte Racing 31-28 (20-18)

 

Ed ecco le formazioni:

Virtus: Marinelli 2, Bersani 4, Rapini 8, Setti, Ferriani 9, Negroni 8, Rinaldi, Zucchi, Bendandi, Serrazanetti.

Racing; Hernandez 5, Ledoux, Fayet, Hermans 4, Coosemans 5, Van Gils, Peyrat 5, Wittevronhel, Lameir, Lequeul, De Loose 4, Vinderstickelin 5.

Arbitri; Degli Esposti di Bologna e Riverberi di Reggio Emilia.

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IL BARCELLONA VINCE DI UN PUNTO LA FINALE CON LA VIRTUS

Il trofeo cestistico Città di Bologna. Il terzo posto al Racing di Bruxelles

tratto dal Corriere dello Sport - 14/04/1950 (articolo fornito da Lamberto Bertozzi)

 

Pubblico strabocchevole nel Salone della Borsa per la seconda ed ultima serata del Trofeo Città di Bologna.

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Il confronto tra le due candidate al successo finale, vale a dire le Virtus e il Barcellona, è stato un gioiello di tecnica e di bel gioco.

Il Barcellona, rivelatosi di una classe fuori del comune, con uomini che s'intendono a maraviglia, continui nello sforzo, intraprendenti nelle tessiture delle trame, è stato un ostacolo durissimo per la Virtus. Gioco aperto, arioso e svelto, quello degli ospiti cha accoppiano risolutezza alla pacata manovra; le possibilità di Ferrando, Carreras e Galvez sono emerse in tutto il loro splendore. Sono uomini intelligenti, pronti, senza paure, dal polso fermo e dall'occhio infallibile. È stato uno spettacolo, in taluni momenti, vederli manovrare.

Niente da eccepire sul successo che è senz'altro spettato alla compagine migliore, più completa e ricca di iniziative. La Virtus, però, non è stata inferiore, anche se talvolta si è impacciata nelle fasi conclusive. Merito precipuo dei campioni d'Italia è l'aver saputo risalire un margine di distacco che aveva assunto poco dopo la metà del secondo tempo proporzioni ragguardevoli, e giungere a minacciare seriamente gli indiavolati barcellonesi. Rapini, Marinelli, Negroni, Ferriani e Bersani hanno profuso tesori di energia e d'intelligenza emulando i migliori avversari. La buona sorte non è stata amica dei bolognesi i quali, però, hanno riconfermato la loro classe e il loro stato di grazia. Ma contro il Barcellona che può essere classificato senz'altro fra le migliori unità d'Europa, non si poteva pretendere di più e aver chiuso con un solo punto di svantaggio riafferma le ben note qualità dei virtussini i quali hanno fornito una delle più belle esibizioni dell'annata. Alla fine dell'incontro le autorità hanno proceduto alla premiazione delle squadre e degli atleti, fra gli applausi della folla.

 

Ecco gli incontri:

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Barcellona batte Virtus 46 a 45 (25 a 24)

Barcellona: Fernado 11, Carreras 5, Martin 2, Perez 10, Kucharski 12, Dalmau 6, Galve, Segales, Isals, Dindach.

Virtus: Bersani 2, Ferriani, Rapini 12, Marinelli 9, Negroni 18, Zucchi 2, Rinaldi 2, Bendandi, Setti, Serrazanetti.

Arbitri: Mariani e Zamboni di Bologna.


Ed ecco la classifica finale:

1. Barcellona; 2. Virtus; 3. Racing; 4. Gira.

 

 

PARATA TECNICA AL TORNEO INTERNAZIONALE DI BOLOGNA

Perez, "l'Encantador", guida al successo il club Barcellona che batte per un solo punto di scarto l'intramontabile Virtus. Terzo classificato il Racing, vittorioso di misura su un tecnico ma sfortunato Gira

di Dino Fontana - Pallacanestro (mensile di Padova) - giugno 1950 (articolo fornito da Lamberto Bertozzi)

 

Pubblico e bel gioco sono stati i fattori determinanti del Torneo Internazionale svoltosi in Sala Borsa, che ha visto gareggiare per l'aggiudicazione della "Coppa Città di Bologna", quattro squadre fra le più quotate d'Europa.

Royal Racing Club di Bruxelles, Club de Futbol Barcelona, Virtus B. S., (campioni rispettivamente di Belgio, Spagna, Italia), e buona ultima, Sport Club "Gira", che nel confronto con le tre titolate, ha mostrato doti che s'impongono all'attenzione degli sportivi e dei tecnici.

Nelle due sere, ché tanto è durato il carosello, la pallacanestro ha dato spettacolo di sé, confermando così il dirittto ad uno dei primi piani dello Sport Nazionale. Successo di tecnica dunque; ed infatti con rapida carellata, sono sfilati i più disparati "impianti" di gioco, le più impensate "figure", ed i più apprezzati virtuosismi. Ecco alcune brevi note sulle quattro partite.

Virtus - Racing 31-28

Il Racing che inizia con difesa a zona, passa ben presto al controllo diretto degli avversari (difesa a uomo), che usano l'ormai classica difesa virtussina, l'1-2-2. Gioco ortodosso quindi, e secondo i canoni, il Racing cerca di battere la zona con rapidi passaggi a due mani, e col tiro piazzato tenendo tre uomini disposti a cloche, e due pivot mobili. La Virtus attacca invece ad "otto" usando un pivot distributore, ed i belgi non in possesso della tecnica del "cambio" dell'uomo, subiscono la pression dei virtussini in maglia rossa, che si portano decisamente in vantaggio (15-5). Nella seconda metà del primo tempo, i bianchi belgi cambiano tema d'attacco, e lasciando un solo pivot, dispongono quattro uomini fuori a campana, riuscendo così a diminuire il distacco. Il I tempo termina con i bianchi protesi all'attacco e col punteggio di 20-18 in favore della Virtus.

Nel II tempo i belgi imbastiscono una difesa a uomo stretta con "flottaggio" sul pivot, ma i rossi attaccano usando veli, e Ferriani con rapidi "tagli di velo" e cambi di direzione, sfuggendo alla guardia di Hermans, non ha difficoltà a realizzare canestri di ottima fatture. Però i belgi si organizzano e riescono a raccorciare le distanze, e sul punteggio di 31-29 i bianchi ricorrono al "pressing", mettendo in crisi la difesa virtussina, che trova però la forza ad opera specialmente di Ferriani, di arginare il serrate dei belgi, chiudendo l'incontro con un meritato 31-28. i migliori: Ferriani, Negroni  erRapini, prestigioso pivot; fra i rincalzi buona la prova di Rinaldi e Zucchi Dino. Tra i belgi: Coosemans, Hernandez, De Loose e Peyrat.

...

Barcellona - Virtus 46-45

L'incontro è decisivo per il 1° posto, e la Virtus parte in formazione base, realizzando con tutti gli uomini. In breve il punteggio è 10 a 0, ma ecco - come la sera prima contro il "Gira" - gli spagnoli chiedono una sospensione e, fra gli applausi del cavalleresco pubblico, entra il numero 8, Perez. E come già Strong, Bersani - considerato dall'allenatore spagnolo il cervello della squadra - viene marcato strettamente, ed in parte neutralizzato. Indi Perez inizia la serie dei tiri per battere la zona, effettuandoli, come è suo costume da lontano, coadiuvato da Kucharski, ed utilizzando Ferrando quale ottimo realizzatore di contropiede. Giunti a 17-16 per il Barcellona, inizia una lotta serrata con rapidi rovesciamenti di fronte, ed una messe abbondante di canestri da entrambe le parti. Il primo tempo terminava con un tiro piazzato dell'oriundo polacco Kucharski (25-24 per gli spagnoli).

La ripresa vedeva ancora l'alternarsi del punteggio ad opera di Negroni e Ferrando, mentre Carreras, in possesso di un'elevazione eccezionale, neutralizza i rimbalzi della Virtus, indi Perez con un altro dei suoi diabolici tiri, porta gli spagnoli a punti 34, replica la Virtus, ma gli iberici continuano a realizzare. Sul 38 a 28 i bolognesi si svegliano e sorretti a gran voce dal pubblico, accorciano le distanze, segna Negroni, ed a due minuti dalla fine Marinelli - non nuovo a prodezze del genere - con un tiro da quasi metà campo porta la squadra ad un solo punto di distanza. A 13" dalla fine, il Barcellona chiede una sospensione, quindi pressing a tutto campo della Virtus e tiro di Marinelli che rimbalza sul cerchio, indi la fine, che vede di misura, ma meritatamente vincitori gli spagnoli. Si sono distinti particolarmente: Perez, Kucharski, Ferrando, Carreras; della Virtus Negroni, Rapini, Ferriani, Marinelli.

VIRTUS BOLOGNA - BOROLYMPIA MILANO: 38-29 (14-21)

Si sono rivisti i veri campioni d'Italia

di Roberto T. Fabbri - Stadio - 06/03/1950

 

Virtus Bologna: Ferriani (5), Rinaldi, Rapini (7), Ranuzzi (14), Marinelli (4), Bersani, Zucchi Dino (3), Negroni (5), Setti, Bendandi.

Borolympia Milano: Rubini (4), Sforza (4), Miliani (8), Stefanini (8), Acerbi (2), Pagani (2), Pegurri (1), Fornasier, Crivelli, Baruffi.

Arbitri: Pinto (Roma) e Mosconi (Vigevano).

Successione punteggio - Primo tempo: 0-2, 2-2, 2-3, 2-5, 2-6, 4-6, 4-8, 6-8, 6-10 (sosp. Virtus al  7'), 6-12, 8-12, 8-14, 10-14, 12-14, 12-16 (sosp. Borolympia al 15'), 12-18, 13-18, 14-18, 14-19 (sosp. Borolympia al 19'), 14-21.

Secondo tempo: 14-23, 16-23, 18-23, 20-23, 20-25, 22-25, 23-25 (sosp. Borolympia al 10'), 25-25, 26-25, 28-25 (sosp. Virtus al 13'), 29-25, 31-25 (sosp. Virtus al 16'), 32-25, 33-25, 33-26, 35-26, 36-26, 36-28, 36-29, 38-29.

Note: Nella ripresa il Borolympia, per 4 falli personali, perdeva nello spazio di 7' tre giocatori: Acerbi, Miliani e Rubini. Il giocatore Stefanini, infortunatosi verso la fine del primo tempo nella ripresa veniva utilizzato a sprazzi.

 

I due punti lasciati a Milano nella partita del girone di andata, la Virtus si è ieri ripreso in casa nel corso di una partita che, a grandi linee, ha ricalcato quella di allora. E come in tale circostanza parve, ad un certo momento - nei primi minuti della ripresa -che i bolognesi dovessero ancora una volta fare omaggio agli avversari dell'intera posta.

Ma i "campioni" questa volta avevano in serbo una preziosa arma: l'esperienza del primo incontro e hanno dimostrato di averne fatto tesoro. Hanno giocato tutto il primo tempo a zona, subendo, ma non in forma rilevante, il gioco a uomo imposto dai milanesi, poi nella ripresa, cambiato registro, giocando cioè a uomo, la Virtus è venuta fuori in bellezza, con autorità e con lo stile inconfondibile della sua classe.

Forse gli ospiti, che in realtà non hanno giocato proprio come hanno possibilità (ma chi può oggi negare che la Virtus più impegnata meglio non avrebbe giocato?), quando hanno chiuso il primo tempo in vantaggio di sette punti (14-21) non pensavano alla sorpresa che li attendeva dopo. Probabilmente nei loro animi passò la certezza di poter consolidare il risultato già acquisito e terminare vittoriosi. E tanto appunto parve nei primi tre minuti della ripresa.

Senonché dello stesso avviso non erano i bolognesi, oggi tutta volontà e decisione e, finalmente, oltreché in buona vena, amalgamati anche moralmente. Accordarono il "tono", centrarono ancor più il tiro e passarono al contrattacco e piano piano risalirono lo svantaggio, pareggiarono il risultato e poi presero decisamente il comando, del punteggio ché del gioco già se ne erano impossessati, mantenendolo senza tentennamenti fino alla fine.

Una bella partita che ha beneficiato del concorso di un gran pubblico, questa volta pienamente soddisfatto, che ha sempre sostenuto la sua squadra - il che dimostra che quando vede "giocare" il pubblico non resta assente - ed applaudito quella avversaria nei suoi momenti migliori. Un incontro quale da tempo in Borsa non era dato vedere e che ha riconciliato tutti - anche noi - con la pallacanestro.

Una contesa che avrebbe meritato la grande cornice di pubblico che prima aveva presenziato l'incontro internazionale di calcio allo Stadio, per far dimenticare l'infelice giornata di Parigi. E, nemmeno a farlo di proposito, ieri in campo v'erano sette nazionali della partita di Parigi. Tutti hanno giocato bene e su tutti ha primeggiato Ranuzzi. Volevano riabilitarsi e vi sono riusciti. Avessero giocato così a Parigi con tutta probabilità  la partita con i francesi non si sarebbe perduta. Per lo meno malamente come lo è stata.

E proprio la partita di ieri tra Virtus e Borolympia, giacché era presente Van Zandt, ci suggerisce di far rilevare all'allenatore federale che per giocare bene non è necessario giocare all'americana e nemmeno fare, o tentare, i pericolosi esperimenti di Parigi. Ma di questo parleremo domani.

Dunque una partita che ci ha permesso d'incontrare nuovamente la pallacanestro, della buona - se non proprio ottima - pallacanestro. Così come la si desidera e come la si vuole vedere giocata. Senza fronzoli ma positiva; convincente insomma e giocata con decisione ma con correttezza. Come ieri.

I protagonisti di questa bella partita meritano tutti il pieno elogio. Nessuno si è astenuto dalla battaglia, nessuno è mancato all'aspettativa. Nelle file milanesi Rubini è stato la solita gagliarda "difesa", Sforza l'ottimo uomo sui "rimbalzi" e Miliani e Stefanini i pregevoli realizzatori. Ottimo Acerbi e una gradita sorpresa l'italo-americano Pagani; di nuovo in gamba Fornasier.

Nota lieta la prestazione dei bolognesi e, come si è detto, in primo piano l'ottimo Ranuzzi, travolgente e precisissimo nel tiro; assai bene Rapini, Negroni, Ferriani - particolarmente nel secondo tempo - e Zucchi Dino. Sicuro il gioco di Rinaldi e sempre di grande utilità quello dell'intramontabile Marinelli. E nota positiva anche al "tavolo" dove ci è sembrato vedere tutti d'accordo. Forse anche per la presenza di Vannini; e se è così gli diamo volentieri il benvenuto.

L'arbitraggio nella prima parte della gara non ha soddisfatto. Molti errori ha commesso Mosconi, non all'altezza di partite come queste, e qualcuno Pinto, forse travolto dal compagno. Meglio le cose sono andate nella ripresa quando Pinto ha assolto anche il compito del suo "secondo". E in questa fase il romano ha trovato modo di riabilitarsi comportandosi pari al suo buon nome. Tuttavia arbitri come lui farebbero bene a segnalare al C.I.A. i rischi che comportano certi accoppiamenti.

 

 


 

LA VIRTUS SCINTILLANTE COME UNA STELLA IMPONE I DIRITTI DELLA CLASSE AL GIRA: 29-38

La "stracittadina" per la quarta volta vinta dai campioni

di Roberto T. Fabbri - Stadio  - 20/03/1950

 

Virtus: Bersani (2), Ferriani (4), Rapini (7), Marinelli (7), Negroni (18), Zucchi Dino, Rinaldi, Setti, Bendandi.

Gira: Strong (2), (Battilani (4), Muci (8), Garbellini (2), Bongiovanni G. (3), Sanguettoli (1), Di Cera (6), Perin, Locci, Bonaga (3).

Arbitri: Gagliardi e Minelli di Milano.

Successione punteggio - Primo tempo: 2-0, 4-0, 4-2, 5-2, 7-2, 9-2 (sosp. Gira), 9-4, 10-4, 12-4, 12-6, 12-8, 14-8, 14-10 (sosp. Virtus), 14-11, 16-11, 16-12, 18-12, 18-14, 18-16, 20-16.

Secondo tempo: 22-16, 22-18, 24-18, 26-18 (sosp. Gira), 28-18, 30-18, 30-20, 32-20, 33-20, 35-20, 35-21, 35-22 (sosp. Virtus), 35-23, 36-23, 36-24, 36-25, 36-27 (sosp. Virtus), 36-29, 38-29.

Note: Per 4 falli personali nei tre minuti finali uscivano Negroni e Di Cera. Nessun incidente, partita corretta disputata di fronte ad un pubblico di circa quattromila persone.

 

Come le tre precedenti edizioni, anche il quarto confronto stracittadino, tra Virtus e Gira, si è chiuso a favore dei campioni d'Italia. Questa volta decisamente in maniera più netta di quanto si fosse verificato nelle partite precedenti e non solo per via del risultato quanto, al contrario, per la maniera con cui è stata conseguita la vittoria.

Una Virtus, veramente con i gradi di "campione" quella che abbiamo visto - per buoni tre quarti dell'incontro - ieri nella partita di campanile con il Gira, il restante quarto della partita spetta al quintetto di Strong per la tenacia con cui si è battuto proteso fino all'ultimo alla ricerca della decisiva rimonta per raggiungere Marinelli e compagni.

Non ci sono riusciti perché non lo hanno consentito i virtussini che, può sembrare strano, non solo hanno giocato tutti bene ma hanno realizzato una prestazione di rilievo come squadra con una difesa a zona che gli arancioni non sono mai riusciti a perforare con il loro gioco a uomo che pure, come impostazione, era bene espresso.

Sta in questo motivo la nota tecnica della partita, E se si pensa che la "zona" virtussina è stata affiancata da una mirabile intesa tra uomo e uomo e da velocissimi contropiedi intelligentemente sempre condotti, si può giustificare la difficoltà incontrata dal Gira di perforare una tale muraglia. Tra l'altro i campioni si sono mostrati più pronti nei "rimbalzi" ed in questi quasi sempre hanno avuto la meglio.

Per di più, ed è nota che non va trascurata, anche nel tiro i virtussini hanno mostrato di essere maggiormente decisi e centrati così che per la particolare giornata di Negroni - miglior uomo in campo in senso assoluto - il risultato finale non è mai apparso in dubbio. E per la Virtus non va dimenticato che era priva di Ranuzzi (nell'incontro di andata al Gira mancò Muci) infortunatosi venerdì in allenamento.

Alla fine della partita quelli del Gira hanno lamentato alcuni errori nei "cambi". Non sappiamo se proprio a questo possa attribuirsi la prestazione negativa, per quanto si riferisce al risultato, della squadra di Pirazzini; noi siamo del parere che in ogni caso ieri, con cambi indovinati, o no, i girini non sarebbero riusciti a superare la Virtus.

Bersani e compagni quando giocano come ieri trovano difficilmente avversari che riescano ad imbrigliarli, quindi la considerazione più logica è che davvero ha vinto la squadra migliore. D'altro canto il Gira  non aveva alcuni suoi uomini in fase e quindi non ha potuto dare il meglio di sé; inoltre non bisogna dimenticare che la Virtus, ne siamo convinti, se il suo avversario si fosse mostrato più pericoloso avrebbe potuto ancora premere sul suo acceleratore per ottenere un rendimento maggiore.

Non devono quindi considerarsi sminuiti gli atleti del Gira; hanno perduto ma ancora una volta con gli onori delle armi. Anzi se in queste ultime giornate gli arancioni avessero giocato come contro la Virtus è difficile pensare che i loro risultati sarebbero stati tutti negativi. Tra i battuti si sono elevati Di Cera, ottimo tanto in difesa che all'attacco, e Muci; dopo di loro Bongiovanni e Strong; continuo Battilani.

In campo virtussino ha giganteggiato il già menzionato Negroni, in giornata felicissima; ma tutti hanno giocato bene, come s è detto, e ci piace ancora una volta constatare che Ferriani sta  tornando l'ottimo atleta di un tempo; più manovriero e realizzatore. Una Virtus veramente "campione", quella vista ieri, con un gioco pennellato di verbo nuovo ma decisamente sempre di vecchio stile virtussino. Quello che si reclamava e quello che riportato i titolati al successo.

La partita, anche se nel suo risultato non ha mai lasciato dubbi, non è mancata di particolare interesse per la continuità di ritmo con cui è stata disputata e per le pregevolezze stilistiche che ha mostrato oltre all'antagonismo di cui hanno fatto sfoggio i protagonisti dell'incontro senza che questo desse adito ad un gioco meno che cavalleresco. Anzi sotto questo aspetto il quarto derby cestistico petroniano è stato un ottimo buon esempio.

Anche la direzione arbitrale ha soddisfatto, favorita dal comportamento degli atleti, e se qualcosa v'è da dire riguarda i molti "personali", troppi, fischiati dagli arbitri; infatti ci hanno lasciato l'impressione di un voler prevenire le intenzioni se queste v'erano. Ad ogni modo meglio così perché dimostra che tanto Gagliardi quanto Minelli erano in giornata anche loro.

VIRTUS BOLOGNA - GINNASTICA ROMA: 29-31

Un'altra prova positiva dei campioni d'Italia

di Roberto T. Fabbri - Stadio - 27/03/1950

 

Ginnastica Roma: Primo (9), Ferretti (3), Marietti (8), Lucentini (1), De Carolis (3), Paveri (2), Traina (3), Guidi, Giordani.

Virtus Bologna: Bersani (2), Ferriani (7), Rapini (7), Negroni (8), Marinelli (4), Zucchi Dino (3), Setti, Bendandi, Rinaldi.

Arbitri: Maifredi e Bossi di Milano.

Successione punteggio - Primo tempo: 2-0, 3-0, 3-2, 3-3, 5-3, 7-3, 7-5, 7-7, 7-9, 8-9, 10-9, 12-9, 12-11, 14-11, 16-11, 17-11.

Secondo tempo: 17-12, 17-13, 18-13, 18-15, 19-15, 19-16, 20-16, 20-18, 21-18, 21-19, 23-19, 23-21, 25-21, 26-21, 27-21, 27-23, 27-25, 29-25, 29-26, 29-27, 29-29, 29-31.

 

A tre minuti dalla fine la squadra romana aveva il risultato già acquisito. La Virtus pur riducendo sensibilmente lo svantaggio sembrava, malgrado si fosse già fatta applaudire a scena aperta per le sue belle azioni, non dovesse farcela. Ai romani non pareva vero di poter battere la squadra campione d'Italia, tradizionale rivale di tempi migliori, ed ai bolognesi non passava nemmeno lontanamente per la mente di uscire battuti in un incontro così impegnativo.

Ne è derivato che il gioco, nel primo tempo più limpido perché condotto con maggior calma, nella ripresa ha perso molto del suo nitore lasciando il posto se non ad una battaglia vera e propria ad una contesa molto sostenuta dove i molti falli sono serviti a frammezzare il gioco stesso diminuendo il livello tecnico ed aumentandone l'interesse agonistico. E nella battaglia è venuta fuori la squadra più robusta non solo ma migliore.

La Ginnastica nel primo tempo aveva sfoderato una zona da manuale, qualche ruota pregevole ed era passata soprattutto in virtù della "manina di fata" di Primo che il canestro trovava ad occhi chiusi con i suoi proverbiali tiri da media distanza. La Virtus non si disunì ma un certo nervosismo lo manifestò per cui dopo aver raggiunto e poi superato gli avversari si fece ancora sorprendere giungendo al riposo in passivo di quattro punti (Nota di Virtuspedia: sei punti).

Come i padroni di casa però, anche la Virtus - priva di Ranuzzi - aveva trovato modo di far sfoggio di cose pregevoli e l'unica nota, relativamente perché fa parte del gioco, fu costituita dalla sfortuna nel tiro che ci mostrò alcuni destinati al canestro, rimanere sospesi tra il tabellone e il cerchio, Canestri che forse avrebbero potuto dare un'altra fisionomia all'incontro.

Tuttavia al riprendere del gioco, specie quando Negroni, anche oggi il migliore in campo in compagnia del romano Primo, centrò subito due personali, (Nota di Virtuspedia nessuno) pensò ad una probabile sconfitta della Virtus anche se fu la Ginnastica a mantenere il comando nel punteggio. I bolognesi avevano già messo in evidenza la loro arma migliore: il contropiede. Solo che la fortuna li avesse maggiormente assistiti i romani non sarebbero restati per molto tempo in vantaggio.

E questo malgrado l'ottima zona, un vero baluardo, dei capitolini che ebbero però il difetto di muoversi con eccessiva lentezza. Venne quindi fuori la Virtus, veloce e decisa, dai nervi saldi nel momento cruciale, e sicura nel risultato.

Sfoderò il suo classico finale, rimontò il passivo ed una volta pareggiato trovò la palla buona della vittoria. Nulla da dire ed ineccepibile. Anche se la Ginnastica negli ultimi minuti perde, per quattro personali, Ferretti e Primo, mentre alla Virtus venne a mancare Negroni. E non giovò ai romani la rinuncia a tre personali per evitare la sconfitta così come per la Virtus non contribuì all'eventuale sconfitta l'averne sbagliati altri.

In complesso una bella partita: primo tempo tecnicamente pregevole; ripresa combattuta ma non meno interessante. E per il valore della posta sarebbe stato impossibile pretendere di più e di meglio.

Abbiamo detto dei due migliori; dopo Primo, nelle file romane, hanno fatto spicco Ferretti e Marietti in particolare; dei bolognesi Marinelli, Ferriani, Rapini, Zucchi Dino e Bersani. Soddisfacente la direzione arbitrale. Alla partita erano presenti oltre il C. T. della nazionale, Pasquini, il comm. Negroni e il comm. Brini, presidente e vicepresidente della Virtus.


 

VIRTUS - GINNASTICA TORINO: 31-29

I campioni d'Italia si aggiudicano l'incontro a quindici secondi dalla fine. Sugli scudi una recluta: Bendandi

di Roberto T. Fabbri - Stadio - 17/04/1950

 

Virtus Bologna: Rinaldi, Zucchi Dino (1), Bendandi (11), Marinelli 4, Negroni (6), Ferriani (2), Ranuzzi (1), Rapini (4).

Ginnastica Torino: Pellegrini A. (4), Quiriconi (5), Pellegrini G. (5), Nesti (9), Martinetto (2), Maschio (4), Ferrero, Pugliotti.

Arbitri: Profeti e Birga di Firenze.

Successione punteggio - Primo tempo: 2-0, 2-2, 3-2, 3-3, 5-3, 5-5, 7-5, 7-7 (sosp. Virtus all'11'), 7-9, 9-9, 10-9, 10-10, 12-10, 14-10, 14-11, 16-11, 16-13.

Secondo tempo: 16-15, 18-15 (sosp. Virtus al 4'), 18-16, 20-16, 22-16, 22-18 (sosp. Ginnastica Torino all'8'), 22-20, 23-20, 23-22, 24-22, 25-22, 26-22, 27-22 (sosp. Ginnastica Torino al 15'), 27-23, 29-23 (sosp. Ginnastica Torino al 17'), 29-24, 29-25, 29-27, 29-29, 31-29.

 

Prima di scorrere queste note date un'occhiata al tabellino della successione del punteggio; osservate la rimonta finale, quella degli ultimi tre minuti di gioco, della squadra torinese e poi converrete con noi che la Virtus ha corso davvero un serio pericolo dal quale è venuta fuori indenne per vera fortuna.

È mancato poco che i piemontesi, quasi ultimi della classifica, non giocassero ai campioni d'Italia il brutto scherzo che noi, presentando l'incontro, non avevamo mancato di prospettare. Se non vi sono riusciti il merito è tutto della recluta Bendandi, il rincalzo che confermando le sue doti di realizzatore e di giocatore freddo, a quindici secondi dal trillo finale ha centrato il canestro che doveva dare alla sua squadra la vittoria e con questa la speranza di raggiungere ancora lo scudetto.

Il motivo del minor rendimento della Virtus può essere attribuito alla stanchezza causata dagli incontri sostenuti nel recente torneo internazionale ed anche alla scarsa vena di qualche suo giocatore ed a qualche altro in dissesto. Più ancora noi riteniamo che i giocatori della Virtus abbiano preso l'incontro alla leggera con la convinzione di superarlo con relativa facilità.

Sta di fatto che gli ospiti, che nulla avevano da perdere, gettandosi allo sbaraglio hanno ancor più messo in difficoltà i bolognesi che ad un certo punto sembravano avessero perso ogni idea sul da farsi. Per fortuna nel momento cruciale rientrava in campo Bendandi che, se non è un fine palleggiatore, ha il pregio di tirare con estrema decisione. E questo ha salvato la Virtus.

Dopo una tale premessa è facile farsi un'idea di quale entità sia stata la partita; modesta sia come livello di gioco, di scarso interesse nella sua prima fase, combattuta ed emotiva invece nella seconda con finale al cardiopalma.

I torinesi non ci hanno gran che impressionato; la loro levatura tecnica è modesta ed il loro pregio sta tutto nella decisione con cui giocano. Fisicamente son ben messi ed atleticamente ben preparati. potevano avere anche maggior fortuna se molti loro tiri non fossero stati falliti per una sciocchezza. Brillano particolarmente Nesti, i due Pellegrini, Quiriconi e Maschio.

Per la Virtus riteniamo dover dire che non si può prendere a testo questa sua prestazione come indice di un calo di forma. È indubbio che ha necessità di accelerare la sua preparazione in vista delle fatiche future curando anche nei minimi dettagli il suo gioco e cercando particolarmente di eliminare le paurose pause che come ieri hanno lasciato l'impressione di una squadra che ha paura. E chi teme di solito non vince.

Mancava Bersani, a riposo per misura prudenziale, e rientrava Ranuzzi. Questi ha mostrato di essere già in grado di restare in squadra definitivamente anche se la sua preparazione non è completa. Rapini risentiva di un dolore al fianco e Ferriani è mancato di continuità; non sempre sicuro Dino Zucchi. sugli scudi va posto Bendandi (al quale la Virtus se dovesse vincere il campionato sarà bene regali una medaglia per meriti speciali); il solito combattente Marinelli e buono Negroni, però non sempre preciso.

La direzione arbitrale dei fiorentina Birga e Profeti ha nel complesso soddisfatto in quanto la partita alla resa dei conti è risultata difficile anche per loro.


 

QUEL RECUPERO BEFFARDO DEL 14 MAGGIO 1950

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 14/05/2020

 

Campionato 1949/50. da quattro stagioni la Virtus è campione d'Italia e in città si sogna di continuare la serie. A tre giornate dalla fine Milano comanda con 38 punti, seguono con 36 Virtus e Varese, unica squadra capace di vincere a Bologna il 18 dicembre 1949, ma all'inizio del 1950 gravi problemi finanziari sono sul punto di costringere la formazione varesina a ritirarsi dalle competizioni; poi vengono trovate le risorse necessarie e la squadra lombarda termina il campionato. Quella sconfitta delle V nere sul campo amico entrerà nella storia perché è l'ultima prima di una striscia di 35 vittorie consecutive casalinghe in Sala Borsa, curiosamente posizionata in un periodo senza campionati vinti, tra la sequenza di quattro scudetti dell'immediato dopoguerra e il bis di titoli nel 1955 e 1956 che sancisce l'addio a quell'impianto come campo di gioco; quella striscia di vittorie s'interromperà tre anni dopo, il 7 dicembre 1952. Tornando al 1950, alla terzultima giornata, mentre il Borletti vince a Trieste contro la Lega Nazionale, le due inseguitrici si scontrano tra loro. Nessuna delle due formazioni riesce a prevalere e il pareggio, 32 a 32, favorisce la capolista che vola a più tre in classifica. Nella penultima giornata una Virtus demotivata e in versione un po' troppo goliardica perde malamente a Gallarate con i locali che retrocedono nonostante il successo. Varese, vincendo a Trieste contro la Polizia Civile (in tutto tre le compagini triestine nel campionato, l'altra è la più nota Ginnastica Triestina) si ritrova al secondo posto solitario. Il Borletti battendo Pavia si aggiudica il titolo matematicamente, almeno per il momento perché poi arriva il colpo di scena. Giunge infatti la notizia che l'incontro tra Varese e Virtus è stato viziato da un errore tecnico e va dunque ripetuto. Prima, però, si gioca l'ultima giornata: Bologna batte la Polizia Civile e Milano perde a Varese. A questo punto, il 14 maggio 1950 si ripete la gara di Varese e, questa volta, vincono le V nere 17 a 26. La classifica finale vede il Borletti campione con 42 punti, Virtus e Varese a 40, con i bolognesi secondi per migliore differenza canestri nei confronti diretti a parità di successi.

Tanti rimpianti per quella gara di Gallarate che, se vinta, avrebbe consentito alle V nere di appaiare la squadra milanese. Situazione ancora più amara, considerando che quella resta l'unica sconfitta negli otto incontri disputati nella storia della Virtus contro Gallarate.

Di seguito il tabellino bianconero della gara vinta a Varese:

Marinelli 1, Bersani, Ferriani 4, Ca. Negroni 4, Ranuzzi 12, Rapini 5, Rinaldi, Setti, Serrazanetti, Dino Zucchi.

Ecco i dodici giocatori impiegati dalla Virtus in quella stagione: Rapini (194 punti in 25 gare), Ranuzzi (190,21), Carlo Negroni (167,25), Ferriani (125,25), Marinelli (61,18), Rinaldi (56,26), Bersani (53,23), Bendandi (42,21), Dino Zucchi (34,25), Dario Zucchi (26,9), Setti (8,19), Serrazanetti (0.3).

ATTIVITÀ INTERNAZIONALE

di Franco Campochiaro - Pallacanestro (mensile di Padova) - Agosto 1950

 

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La Virtus si è recata a Ginevra priva di alcuni titolari.

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Il magnifico torneo di Bologna con la partecipazione del Barcellona e del Royal Racing di Bruxelles; le visite della Srella Rossa di Belgrado a Venezia e Bologna.

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La stagione degli incontri internazionali è stata chiusa in modo brillante per le nostre squadre con la vittoria conseguita dal Borletti-Olimpia nel difficile torneo di Barcellona. Dopo le affermazioni riportate dalla selezione catalana, che nella prima sera aveva permesso alla Virtus di segnare il primo canestro solo allo scadere del primo tempo e che nella seconda sera aveva segnato nel secondo tempo la bellezza di 35 punti contro gli acerrimi rivali madrileni, il pronostico che era favorevole ai locali trovava una maggiore consistenza. I milanesi si erano a loro volta comportati assai bene nelle prime due giornate, infliggendo, tra l'altro, uno scarto di 20 punti alla Virtus.

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L'IMPRESA DELLA VIRTUS A GRADISCA D'ISONZO CONTRO L'ITALA DI ACHILLE CANNA 71 ANNI FA

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 23/10/2020

 

Terza giornata del campionato 1949/50, si gioca il 23 ottobre 1949. A Gradisca d'Isonzo s'incontrano Itala Gradisca e Virtus Bologna. I bolognesi, che si sono aggiudicati gli ultimi quattro campionati, sono reduci da due successi, a Napoli e contro la Ginnastica Triestina. La partita nella città friulana è ricca di emozioni e quando, a cinque minuti dalla fine, i bolognesi, partiti per la trasferta con nove uomini, restano in quattro giocatori, con i padroni di casa in vantaggio per 40 a 39, la gara sembra sfuggire di mano alle V nere. Qui sale però in cattedra Renzo Ranuzzi, che non solo annulla il vantaggio della squadra locale per ben tre volte, ma dà anche la vittoria alla Virtus, 43 a 45. Ranuzzi va sicuramente considerato come l'elemento decisivo per la vittoria dei bianconeri, autore di ben sedici punti. Un altro protagonista dell'incontro è Rapini, che ne mette a segno dodici. Nella squadra ospitante spiccano i diciannove punti di Miliani. Tantissimi i falli fischiati dagli arbitri Follati di Livorno e Brighi di Monfalcone, tuttavia la partita è rimasta veloce e corretta, anche se molto combattuta.

Il Tabellino

Itala Gradisca: Marizza, Miliani 19, Zimolo 9, Zumin 6, Canna, Zia, Pellarini, Brumat, Raza 9, Macoratti.

Virtus Bologna: Bendandi 4, Ferriani, Dario Zucchi, Dino Zucchi 6, Carlo Negroni 4, Ranuzzi 16, Setti, Rapini 12, Rinaldi 3.

 

SETTANT'ANNI E UN GIORNO DAL GIALLO DI ANCONA

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 30/10/2020

 

Il 29 ottobre 1950 si gioca la quarta giornata del massimo campionato di pallacanestro. Le V nere non sono partite bene nel torneo: subito sconfitte a Viareggio poi, dopo la facile vittoria in casa contro la Lega Nazionale Trieste, un altro viaggio infruttuoso a Pavia, con le V nere sconfitte per 28 a 27, dopo aver condotto per tutta la gara anche con margini importanti (11-18 a fine primo tempo). Per il quarto turno i bolognesi sono di nuovo in trasferta, ad Ancona contro la Stamura. Andamento della gara completamente rovesciato rispetto alla settimana precedente: stavolta sono i padroni di casa a scappare subito e grazie ad un'efficace difesa a zona 1-3-1 si portano addirittura sul 16 a 4, trascinati dall'ottimo Urbani (16 punti). Veemente reazione degli ospiti che, con un parziale di 1-9 si portano a meno quattro, 17 a 13, poi il primo tempo si chiude sul 18 a 13. Visto l'andamento dei primi venti minuti, all'inizio della ripresa la Virtus schiera il suo miglior quintetto, Bersani, Ferriani, Rapini, Bonaga e Negroni; subito se ne vedono i benefici, perché la squadra bolognese parte con un altro parziale, 1-6 e si porta in parità a quota 19, mettendo a segno un 3-15 a cavallo dei due tempi. Il pericolo sembra scampato, invece i locali tornano avanti di quattro punti. Bologna pareggia ancora sul 25-25, poi di nuovo a 27, ma la Stamura allunga ancora 31-27, poi 33-30, ma la Virtus non ci sta e sul 33-32 sferra l'ultimo attacco: Ferriani subisce fallo da Giampieri. Gli arbitri assegnano due tiri liberi, tra le proteste dei padroni di casa che sostengono non sia stato commesso su tiro e quindi dovrebbe essere assegnato un solo tiro personale. Il giocatore della Virtus sbaglia il primo, ma segna il secondo, quindi la gara termina in pareggio, 33-33. Il pubblico protesta a lungo e le forse dell'ordine devono intervenire per proteggere gli arbitri, poi finalmente torna la calma. Decisivo Ferriani, ma grandissimo merito della rimonta va a Roberto Bonaga, autore di dodici punti, con alcuni canestri realizzati da lontanissimo.