STAGIONE 2017/18

 

Umeh, Lafayette, Pajola, Lawson, Baldi Rossi, M. Berti, Slaughter, Ndoja, A. Gentile, Aradori, S. Gentile

Naldi, Amato, Cavicchi, Ramagli, Fedrigo, Largo, Voltolini

 

Segafredo Bologna

Serie A

 


N.
nome ruolo anno cm naz note
0 Alessandro Gentile G 1992 200 ITA  
1 Roberto Chessari P 2000 194 ITA  
2 Mikk Jurkatamm G 2000 195 EST  
3 Michael Umeh G 1984 187 USA  
6 Alessandro Pajola P 1999 194 ITA  
8 Filippo Baldi Rossi A/C 1991 207 ITA dal 30/11/2017
11 Danilo Petrovic A 1999 202 SRB  
13 Klaudio Ndoja A 1985 201 ALB  
14 Guido Rosselli A 1983 198 ITA  
20 Oliver Lafayette P 1984 188 USA  
21 Pietro Aradori G 1988 196 ITA  
22 Stefano Gentile P 1989 191 ITA  
23 Matteo Berti C 1998 212 ITA  
25 Kenny Lawson C 1988 208 USA  
44 Marcus Slaughter C 1985 203 USA  
             
  Alessandro Ramagli All     ITA  
  Daniele Cavicchi Vice All     ITA  
  Cristian Fedrigo Vice All     ITA  
  Mattia Largo Ass.     ITA  

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Roberto Cornacchia e Ezio Liporesi per Virtuspedia
 

MERCATO ESTIVO

Nonostante il fatto che Massimo Zanetti non abbia acquisito la maggioranza delle quote della società e per prendere le decisioni bisogna sempre attendere qualche CDA chiarificatore come ai tempi in cui tutto passava dalla Fondazione, la disponibilità economica messa a disposizione dallo sponsor Segafredo permette di tornare subito a pensare in grande. Confermatissimo Alessandro Ramagli e tutto lo staff tecnico, l'idea iniziale è quella conservare il più possibile il nocciolo duro della squadra che conquistato la promozione e aggiungere i nuovi stranieri ma Marco Spissu, che manifesta il desiderio di rimanere così come la società di volerlo tenere, rientra a Sassari che non vuole lasciarselo scappare. Davide Bruttini e Gabriele Spizzichini si ricollocano in A2 mentre i giovani Tommaso Oxilia e Lorenzo Penna vengono ceduti in prestito a società della seconda serie per fare esperienza. Si comincia il mercato partendo dai punti fermi dei contratti già in essere, anche se su alcuni rimarrà a lungo il dubbio sull'effettiva conferma, vale a dire Stefano Gentile, Michael Umeh, Guido Rosselli, Klaudjo Ndoja e Kenny Lawson, sul quale i tifosi discutono a lungo se considerarlo, al piano di sopra, un 4 o un 5. Il primo colpo di mercato è di quelli importanti: Pietro Aradori, uno dei giocatori italiani di maggior talento fra quelli non emigrati in NBA o in Europa, la cui trattativa - durante la quale la proprietà sembra più convinta dello staff tecnico, al punto da rilanciare e fargli cambiare idea quando Torino stava ormai per annunciarlo - però genera qualche attrito interno che porta alle dimissioni dell'AD Loredano Vecchi

 

LA VIRTUS SEGAFREDO RIPARTE: L'ABBRACCIO DI MILLE TIFOSI

tratto da www.virtus.it - 17/08/2017

 

Un abbraccio da più di mille persone per Virtus Segafredo, che è ripartita dalla casa bianconera, la palestra Porelli di via dll’Arcoveggio, per la nuova avventura della stagione 2017-2018 di Serie A PosteMobile. L’affetto dei tifosi si è fatto sentire forte e chiaro, intorno al parquet: alle sei del pomeriggio, quando si sono aperte le porte della palestra dopo un’ora di Media Meeting dedicato alla stampa, alle tv e alle radio, si sono riversati sugli spalti e in ogni angolo dell’impianto, tra cori di bentornato alla squadra che li ha fatti sognare e che nelle speranze di tutti dovrà continuare a farlo su un palcoscenico ancora più importante.

Assenti giustificati Pietro Aradori, impegnato con la Nazionale, Marcus Slaughter che arriverà la settimana prossima, Pajola e Petrovic che hanno terminato da poco gli impegni con le rispettive Nazionali Under 19, la sorpresa è arrivata da Oliver Lafayette, atterrato al Marconi proprio mentre il raduno iniziava, ed arrivato in corsa a prendersi l’applauso dei suoi nuovi supporters.

Una festa che apre il cancello dei sogni. “Sognare con concretezza”, avverte il presidente Bucci. Ma intanto, è bello essere qui e sentirsi al centro degli eventi, non più ai margini. Il mondo del basket ha ritrovato la V nera, ed è una notizia felice.

“E’ una Virtus bella, ma sappiamo che ci sono altre squadre forti”, avverte il presidente Albertio Bucci. “Dobbiamo giocare bene, e per il resto ci piace sognare, perché avere dei sogni è bellissimo. Certo, dobbiamo sognare con concretezza, e speriamo che tutto vada per il meglio, che ci si possa divertire, divertendo la gente. Ringrazio Julio Trovato, che ha lavorato giorno e notte per assemblare questa squadra competitiva, in accordo col coach. E’ un lavoro difficile, duro. Abbiamo preso buoni giocatori, non solo per il nome, abbiamo scelto gli uomini anche per le caratteristiche che occorrevano a Ramagli. Guardo la gente che è venuta qui a salutarci, è bellissimo. Loro sognano di vedere la Virtus lottare, noi speriamo di piazzarci da metà classifica in su”.

Tocca al Gm Julio Trovato, che ha chiuso prima di Ferragosto l’ultima operazione, quella che ha portato in bianconero Marcus Slaughter. “Volevamo giocatori importanti, anche per consolidare il legame della squadra con la città. Abbiamo confermato il blocco dei veterani italiani e degli stranieri. Avevamo già preso Lawal, ma quando abbiamo visto che non era idoneo ci siamo orientati su Slaughter, un giocatore vero e anche una persona di spessore. Ci manca ancora uno straniero in roster, ad oggi abbiamo scelto di vedere all’opera questa squadra e valutare quando inserirlo”.

 

 

VIRTUS SEGAFREDO PASSA A PIENI VOTI LA VERIFICA DEL PORELLI

tratto da www.virtus.it - 27/08/2017

 

Il primo scrimmage della Virtus 2017/18 si gioca in una rovente giornata di fine agosto, dopo 12 giorni di lavoro. L’occasione coincide con il quinto Memorial Porelli, trofeo che i bianconeri portano a casa senza sforzo contro una Bondi Ferrara, anch’essa ai primi vagiti di una stagione lunghissima.

MVP del match é stato eletto Alessandro Gentile, giustamente per quanto mostrato in campo, e più che per il tabellino per l’intensitá e la voglia mostrata al Palasport di Loiano, sia in attacco che in difesa.

È stata una gara classica da primordio di stagione, coach Ramagli alla fine si è dichiarato soddisfatto di quanto visto, in linea con le sue aspettative. La squadra é incompleta (Aradori in Nazionale, uno straniero potenzialmente da tesserare) ma le note positive si sono sentite tutte e il morale è alto, la fiducia di poter fare un’ottima stagione c’é, ora bisogna solo lavorare tantissimo.

Guido Rosselli ha ritirato il trofeo ed, assieme a Ndoja, Stefano Gentile e agli americani, é il cuore di questa nuova Virtus che si porta dietro la carica emotiva di un gruppo straordinario della scorsa stagione e che dovrá essere replicato in questa nuova cavalcata.

 

LA CRONACA

Lafayette, Umeh, Gentile A., Ndoja e Slaughter: questi sono i 5 schierati per la prima palla a due.

Il primo canestro della stagione é di Alessandro Gentile, in percussione a testa bassa. Il secondo é una replica in post basso, sempre di potenza soverchiando gli avversari.

Lafayette si intende giá bene col numero 0, connessione stabilita dai giorni assieme a Milano, attacca il ferro con decisione e cerca sotto le plance Marcus Slaughter, come richiesto dallo staff tecnico.

Umeh trova la prima tripla stagionale, Lawson si iscrive al match con il suo classico tiro in sospensione, mentre Ndoja muove il suo personale tabellino con una tripla dall’angolo a conclusione di gioco rotto.

Piegare le gambe in difesa con questo caldo e con pochissimi giorni di preparazione non é facile, ma coach Ramagli non consente già ora nessuna distrazione, non lasciando niente al caso, ricorda ai suoi che c’é ancora un fallo da spendere a pochi secondi dalla fine del primo quarto e applaude gli sforzi difensivi di Stefano Gentile e Petrovic.

Il primo quarto si chiude 24-8 per i bianconeri, si ricomincia dopo che i giocatori vengono catechizzati dallo staff a dare tutto quello che hanno, senza prendersi un’azione di pausa.

Alessandro Gentile si tuffa per recuperare un pallone incendiando la folla e prendensosi un complimento da coach Ramagli a cui brillano gli occhi nel vedere la sua stella così motivata.

Il due volte campione d’Italia serve anche un assist al bacio per Rosselli e gioca ogni possesso come un uomo in missione, un cambio difensivo mancato lo fa disperare ma viene rincuorato dai compagni.

La difesa deve far ingranare i meccanismi e ai giocatori viene chiesto, da bordo campo, di parlarsi, i timeout servono a rifiatare, dissetarsi e provare gli schemi, Rosselli viene chiamato a fare il play (come nella scorsa stagione, al posto di Lafayette con 3 falli) col quintetto titolare, gli esterni poliedrici e intercambiabili nei ruoli di 2-3 (per quanto la classificazione stia diventando obsoleta), viene richiesta la massima attenzione a rimbalzo e tutti i dettagli vengono curati.

Gentile è chiaramente di un livello superiore agli avversari, sia per tecnica che per fisico e comanda le operazioni, nel momento in cui è in campo con Stefano l’intesa è ovvia ed immediata.

Il punteggio non conta ma la Segafredo prende il largo prima della pausa e lascia un’ottima impressione, almeno per la grinta e la voglia di onorare la canotta con la VuNera sopra in ogni occasione, a prescindere.

I 5 che rientrano sul parquet dopo l’intervallo sono i fratelli casertani, Rosselli e i due americani della promozione, il numero 0 ricomincia da dove aveva finito con un bel jumper, un contropiede dopo palla recuperata non va a buon fine. Rosselli e Gentile si cercano ripetutamente, mentre Stefano si costruisce e segna una bomba in solitaria.

Il fiato comincia a scarseggiare e qualche fallo é, ovviamente, dovuto a questo, ma si vedono sprazzi di intesa e buone cose, Umeh e Lawson confezionano un gioco a due che porta alla tripla del Californiano, che viene dimenticato all’azione successiva e bissa, bruciando la retina.

I ritmi scendono perché non c’é più carburante nel serbatoio di entrambe le compagini, Guido Rosselli ha la brillantezza e la classe di smarcare Kenny Lawson sotto il ferro, per due liberi a segno, prima di andarci a sedersi definitivamente.

Tutti sorrisi e battute in panchina, cominciano a entrare i giovani, Oliver Lafayette si prende la tripla e la mette a segno con sicurezza notevole, e poi serve l’assist che Slaughter schiaccia al volo per l’highlight di giornata, mentre Ndoja manca di un nulla il tiro da metà campo che conclude la terza frazione.

Coach Ramagli sfrutta ogni secondo per insegnare qualcosa ai suoi, chiede attenzione sui 40’ sempre (appunto per non aver gestito al meglio l’ultimo possesso del terzo quarto), si sincera delle condizioni fisiche del suo centrone col numero 44 e sottolinea un aspetto difensivo a Lafayette.

Slaughter fa vedere di esserci fisicamente andando altissimo, in recupero, a stoppare al vetro un contropiede di Molinaro.

Stefano Gentile esce e mima il gesto della maschera ad ossigeno, Klaudio Ndoja va a sedersi col la lingua a penzoloni, giocare il 27 di agosto con oltre 30 gradi non é facile per nessuno.

Petrovic si prende gli applausi convinti da parte di tutta la panchina per un paio di ottime giocate, il match si trascina stancamente verso la conclusione, Jurkatamm segna una tripla con personalità e poi é tempo solo di abbracci, autografi e selfie con i tifosi che invadono il campo, dopo le premiazioni.

La squadra con le nuove maglie il giorno della presentazione (foto tratta da bolognabasket.it)

LA PRESENTAZIONE DELLA VIRTUS 2017/18 E DELLA MAGLIA DA GIOCO

tratto da bolognabasket.it - 27/09/2017

 

Cierrebi (ex) pieno, e tifosi entusiasti – con ovvia presenza dei gruppi organizzati Vecchio Stile e Forever Boys – per la presentazione della Virtus 2017/18 e della maglia da gioco ufficiale.
La serata è stata presentata dalla giornalista Sky Marina Presello.

Le parole di Alberto Bucci – Sono emozionato, i ragazzi sono pronti e partite e voi che siete pronti a partire con noi. Spero sia un anno meraviglioso, la Virtus dove va porta qualcosa e noi vogliamo portare qualcosa fuori dal campo e in campo. Abbiamo iniziato un progetto l’anno scorso, con l’aiuto di Segafredo Zanetti, spero di esserci quando toccheremo di nuovo una coppa europea, perchè la Virtus ne ha giocate tante. Ho detto a Zanetti “non so quanto vivrò, ma vorrei tornare in Europa”, e lui ha risposto “ti manderò in Europa e ci sarai anche tu”.
Quanto ti metti la maglia della Virtus è qualcosa di speciale. L’anno scorso alla presentazione saremo stati in 47. I giocatori erano pronti a tutto. Quest’anno oltre ai giocatori che sono rimasti abbiamo preso bravi giocatori e belle persone, anche gli americani, quelli che avevamo e quelli che sono arrivati. L’avvio sarà forte, ma senza paura. Possiamo vincere o perdere, ma quando perdiamo dobbiamo sapere che abbiamo la possibilità di crescere.
La fotografia della stagione? Ho allenato tanti anni, ma un gruppo così bello non l’avevo mai visto. E poi il pubblico, ogni partita aumentava un po’. Senso di aggregazione e appartenenza, Porelli avrebbe riconosciuto il suo pubblico. Cambiano i presidenti e i giocatori, ma questo ci sarà sempre.

Matteo Lepore, assessore allo Sport – Noi c’eravamo anche nei 50 dell’anno scorso. Per noi è molto importante che la Virtus abbia scelto il PalaDozza, che per noi è la casa del basket, e tanti di noi sono cresciuti vedendo la Virtus lì. Abbiamo iniziato a fare del lavori e ne faremo altri, e vogliamo fare il museo del basket. Vogliamo investire sullo sport.
Credo che sia importante nello sport impegnarsi contro il razzismo, e questo vale per Umeh – e anche per tutti voi.

Susanna Zaccaria, assessore alle Pari Opportunità – Sarò brevissima e dico solo Forza Virtus.

Egidio Bianchi, presidente di Legabasket – Sono contento di esserci, non posso che essere felicissimo che la Virtus sia tornata in serie A, perchè la Virtus è la serie A. Ha struttura societaria, storia, pubblico e palazzo che ci mancavano tanto, e che abbiamo accolto con grande entusiasmo.

Luca Baraldi – Ho imparato cos’è il basket e cosa significa Virtus. E’ il piacere di vedere gioire tante persone per questo meraviglioso sport. Ringrazio i tifosi che ci hanno dato una risposta incredibile, e l’allenatore che ci ha portato fin qui, non l’avevo mai fatto pubblicamente. E tutti i protagonisti della promozione, chi è rimasto e chi è andato via.

Claudio Albertini – Lo sport è una metafora della vita e del lavoro. A me è capitato di cadere anche nel lavoro, ma bisogna ripartire. Io c’ero l’anno scorso in Sala Borsa, ma ero anche a Trieste, è stato un momento grandissimo. E’ un ritorno nel posto dove deve stare la Virtus. E ringrazio i giocatori che ci hanno portato qui e non ci sono più, Bruttini, Spissu, Spizzichini e Michelori.

Daniele Fornaciari – E’ una grande gioia. L’entusiasmo che ho trovato l’anno scorso e all’inizio di quest’anno mi riporta ai momenti più belli vissuti con la Virtus. Abbiamo iniziato una strada che può solo portarci ad avere grandi gioie.

Julio Trovato – L’idea parte dal progetto dell’anno scorso, di avere una squadra in cui tutti si possano identificare, con componente italiana importante e giocatori che sono soprattutto brave persone. Abbiamo deciso di tenere tutti i giocatori con contratto, perchè se lo sono meritato e sono ottimi giocatori. Poi abbiamo scelto di dare un’identità italiana alla squadra, cercando giocatori italiani di altissimo profilo. Bucci e Baraldi si sono incontrati con il presidente Zanetti, io speravo che potessimo avere il budget per prenderne almeno uno, invece Alberto è tornato col malloppo, e la risposta è stata “li prendiamo tutti e due”. E infine abbiamo completato la squadra con Oliver e Marcus.
Manca ancora un tassello? Vediamo. Bisogna fare attenzione a mettere il tetto, ma ci stiamo lavorando.

Poi un video per raccontare la trionfale stagione scorsa e la promozione in serie A, e il video-saluto di Andrea Michelori, per l’ideale passaggio di consegne con Guido Rosselli.

Poi la presentazione della squadra, giocatore per giocatore, arrivando a tutto lo staff tecnico e coach Alessandro Ramagli: Quando la bicicletta è dura bisogna pedalare di più, quando ci sono salite dure bisogna alzarsi sui pedali e spingere, ma bisogna lavorare di squadra, se vuoi vincere le tappe e arrivare dove vogliamo.
Il campionato? Ci sono squadre che si portano dietro il vissuto dall’anno scorso, vincente, i campioni d’Italia e i finalisti, Milano e Avellino. Ma ci sono tante squadre pronte a sgomitare, e noi tra poco – spero – avremo i gomiti belli appuntiti.

Poi la presentazione di tutte le squadre del settore giovanile, guidato dal responsabile Federico Vecchi. Ovazione per Giordano Consolini, coach dell’under 16.

Infine, la presentazione della maglia da gioco 2017/18, introdotta dall’AD di Macron Gianluca Pavanello e da Julio Trovato.
Sulla sopramaglia c’è la skyline di Bologna, sulla maglia ci sono tutti i loghi storici della Virtus dagli anni ’30 a oggi, e la scritta “Virtus pride”. Il nuovo top sponsor Umberto Cesari è sul retro, al posto di Gruppo Sabatini che non è più presente sulle maglie.

Infine, altre parole dei protagonisti, raccolte da Radio Bologna Uno e TRC. Tra le altre cose, Bucci ha confermato che la società è sul mercato in cerca del numero 4.

Alberto Bucci – Ci vuole tempo e pazienza. Abbiamo iniziato da un mese e mezzo, ma abbiamo la pazienza di fare tutto.
Il gruppo confermato? Saranno utili, sono giocatori validi e possono dare un contributo importanti. Credo che ci siano tutti i presupposti per fare bene.
La cosa più bella è che avevamo perso tutti i giovani, e li abbiamo recuperati. E grazie ai giovani abbiamo avuto 3700 persone con la maglia nera. Io non l’avevo mai visto, e nemmeno Ettore Messina, che avevo invitato io. Neanche quando abbiamo vinto la Coppa dei Campioni.
Dobbiamo far bene, che non è vincere subito, ma costruire per andare avanti.
Il pubblico? Come una bella donna, l’abbiamo conquistato, non lo vogliamo perdere, dobbiamo continuare a corteggiarlo.
Abbiamo un inizio difficile, ma il gruppo si allena bene, non so se vinceremo o no, ma l’importante è non vedere una differenza enorme.
Un altro tassello: l’abbiamo deciso con l’allenatore e la proprietà, dovrà aprire il campo, un’ala.
Ma abbiamo tanti giocatori, bisognerà capire che gli spazi sono meno.
La maglia? Per me la bianca è più bella della nera, quest’anno.

Guido Rosselli – Stiamo bene, ci stiamo preparando lavorando. E’ stata una preparazione “complicata”, c’è stata la scavigliata di Ale, Pietro è arrivato mercoledì, dobbiamo inserire nuovi giochi e meccanismi difensivi, siamo al completo da una settimana, con sole due partite in cui si sono viste cose buone e altre meno. La strada è solo quella del lavoro, lavoro, lavoro.
I confermati? Noi partiamo avvantaggiati, perchè conosciamo gli schemi e la mentalità di Ramagli, ma gli altri sono giocatori di spessore.

Stefano Gentile – La preparazione è bella all’inizio, poi è pesante. Stiamo lavorando da tanto tempo per essere pronti, non vediamo l’ora di cominciare. Giocare insieme? Ci possiamo completare molto bene, ci capiamo dentro e fuori dal campo. Siamo cresciuti insieme guardando il nostro papà, questo ci accomuna.

Ale Gentile – Un campionato combattuto, competitivo, speriamo di approcciare nel migliore dei modi. Giocare insieme. Per me è una fortuna, ci conosciamo bene e possiamo completarci.

Klaudio Ndoja – Trento è una delle squadre più toste come energia, abbiamo visto l’anno scorso cosa hanno fatto Milano e in finale. Noi dobbiamo fare le nostre cose e migliorare rispetto all’ultimo torneo, dobbiamo pareggiare la loro intensità e la loro energia, e allora il nostro talento verrà fuori. Se ci facciamo travolgere dal loro entusiasmo diventa molto difficile.
Slaughter e Lafayette? Sono giocatori esperti, hanno vinto tanto, e hanno capito dove sono. Ci siamo aiutati a vicenda. Siamo gruppo da poco, è ora di fare quadrato e lavorare. Noi dobbiamo solo pensare al nostro e basta.

Pietro Aradori – I giocatori ci sono, la voglia e la chimica anche, dobbiamo solo trovare il modo di giocare bene di squadra. Trento è una squadra particolare, difficile da incontrare, dal 2 al 5 sono circa della stessa altezza. Giocare in casa loro sarà molto difficile, noi ci giocheremo le nostre chance.
Io? Porto le mie caratteristiche e la mia esperienza, il mio modo di far gruppo. Sono arrivato da una settimana, ci vorrà tempo ma credo ci sarà modo di fare una bella annata, siamo sulla buona strada. Ho impressioni positive, ho toccato con mano quello di cui mi avevano parlato. Giocare “sold out” tutte le partite sarà incredibile, giocheremo con una grandissima adrenalina in corpo.


 

VIRTUS BOLOGNA BATTE CAPO D'ORLANODO 88-52

Al PalaDozza gara dominata con una grande prestazione di Alessandro Gentile.

di Alessandro Gallo - www.ilresstodelcarlino.it - 08/10/2017

 

Dopo ventuno anni torna al PalaDozza dalla prima (interna) di campionato. E la Virtus di Alessandro Ramagli, approfittando anche della debolezza degli ospiti, regala un successo netto, sul quale non ci sono dubbi fin dalle prime curve.

C’è un bel colpo d’occhio al PalaDozza. La sconfitta di Trento (soprattutto per come è maturata, non certo per il valore dei vice campioni d’Italia) non lascia strascichi nel mondo della V nera. PalaDozza da tutto esaurito o quasi, con tante maglie nere e l’immancabile V bianca sul petto. Danno il senso di un’appartenenza e identificazione al club che, di fatto, è quello che Alberto Bucci va predicando da alcune stagioni.

E per rafforzare il concetto, sul parquet, vengono srotolate pure le canotte ritirate per sempre, con i decibel che si alzano, dalla 10 di Renato Villalta alla 4 di Roberto Brunamonti, fino alla 5 di Sasha Danilovic. C’è il presidente Alberto Bucci che rende omaggio al capitano della promozione, Andrea Michelori, con un robusto abbraccio. C’è anche Alfredo Cazzola, il presidente degli anni Novanta, che questa creatura non l’ha mai dimenticata.

C’è la BasketCity di una volta al PalaDozza, perché insieme con Claudio Crippa, oggi stimato scout dei San Antonio Spurs, ci sono Teo Alibegovic(che segue il figlio Mirza, così come Nando fa con Alessandro e Stefano Gentile) ed Emilio Kovacic. Sembra una rimpatriata di vecchi amici, sul campo, però, anche senza Stefano Gentile (a referto, ma senza nemmeno fare riscaldamento per non aggravare il problema muscolare che l’ha fermato già a Trento), è una Virtus che comincia a conoscersi e prova ad azzannare la partita.

Chi la azzanna da subito è il più giovane dei Gentile, Alessandro, che firma 7 dei primi dieci punti che danno il 10-1 con cui si presenta la Virtus. Capo d’Orlando fa fatica, per gli impegni di coppa e perché, comunque, la Virtus in difesa si sbatte. Con i “vecchi” Ndoja e Rosselli che sembrano dei giocatori di biliardo: tra carambole si trovano a meraviglia e danno alla squadra quello di cui ha bisogno.

Lawson parte di rincorsa, ma si presenta con un 3/3 dalla lunga distanza che è quasi una sentenza. Lafayette forse fatica più del dovuto, ma deve prendere i tempi di una squadra che ha cambiato le “punte”. Il baby Pajola entra in campo con personalità, senza strafare, ma facendo le cose che Ramagli vuole da un giovane. Pulizia nel gioco, ordine, precisione. La Segafredo ha solo un momento di stasi all’inizio del secondo quarto: con le triple di Atsur Capo d’Orlando rientra fino al -8, 32-24, ma è un fuoco di paglia, perché Ndoja e Rosselli ci sono. Perché Slaughter magari non si vede, ma si sente e dà sicurezze ai compagni. E il divario si allarga fino a toccare le 20 lunghezze sul 46-26 firmato proprio da Slaughter.

Nel terzo quarto Capo d’Orlando (che avrà qualcosa da ridire sullo scarso numero di liberi a favore) impiega sei minuti per trovare il primo canestro e viene addirittura doppiata sul 68-34. Tocca anche il +36 la Virtus sul 78-42, dopo è solo accademia con il baby Alessandro Pajola che ne approfitta per mettere minuti ed esperienza nelle gambe. Gambe da serie A.

 

LA VIRTUS VINCE A PESARO 81-75

Le V nere espugnano l'Adriatic Arena nella seconda vittoria consecutiva e prima in trasferta dal suo ritorno in serie A

di Filippo Mazzoni - www.ilrestodelcarlino.it - 14/10/2017

 

Seconda vittoria consecutiva, prima in trasferta dal suo ritorno in serie A, per la Virtus Segafredo che viola la Adriatic Arena imponendosi 81 a 75. Di fronte a circa 500 tifosi bianconeri accorsi nelle marche, la Virtus conferma quello che aveva fatto vedere una settimana fa contro Capo d’Orlando imponendosi con merito in un campo difficile come quello pesarese.

Sfida sempre sul filo dell’equilibrio, che la Virtus guida per larghi tratti, ma che vede i padroni di casa di Pesaro rimanere sempre attaccati al match.
Virtus sempre senza Stefano Gentile, ma con la sontuosa prestazione del fratello Alessandro, autore di 27 punti a cui aggiunge anche 7 fondamentali rimbalzi.

Rosselli e compagni perdano la battaglia sotto le plance (36 i rimbalzi di Pesaro, 25 per la Virtus) ma tengono botta con la fisicità dei pesaresi e alla fine hanno la meglio al termine di una sfida decisa proprio nel finale. Esemplificativo proprio l’ultimo minuto di gioco a cui le squadre arrivano con la Virtus avanti di 2, sul 77-75. Aradori stoppa Ceron, Lafayette recupera palla e a 30” dalla fine mette a segno il canestro del +4. La Virtus difende con il coltello tra i denti, mentre in attacco Aradori non sbaglia i liberi della staffa, per il +6.

“Stiamo crescendo, questo è il segnale, stiamo maturando - conferma al termine della sfida l’ 'uomo mascherato' Klaudio Ndoja – la serie A è questa non ti puoi rilassare un attimo, ma quella che abbiamo ottenuto è una vittoria molto importante un successo che conta e che conferma quello che abbiamo fatto vedere con Capo d’Orlando. Adesso godiamoci questa vittoria per una giornata e poi inizieremo a pensare da lunedì alle prossime sfide”.

 

La panchina Virtus nella vittoriosa trasferta di Pesaro (foto tratta da www.virtus.it)

LE CONVOCAZIONI PER LA NAZIONALE. CI SONO ARADORI E GENTILE

tratto da bolognabasket.it - 18/10/2017

 

Aradori e Gentile nei 24 della lista del ct azzurro Sacchetti

Confermata, dopo la partecipazione all’ultimo Europeo, la presenza di Pietro Aradori, la novità della prima convocazione da Ct di Meo Sacchetti è il ritorno nell’orbita della Nazionale di Alessandro Gentile. I “volti nuovi” di Virtus Segafredo, protagonisti del mercato della scorsa estate, porteranno dunque, insieme, i colori bianconeri nell’ambiente azzurro.

Aradori e Gentile faranno parte della rosa di 24 giocatori della prima “finestra” con cui Sacchetti inizierà la marcia di avvicinamento alla World Cup 2019, che si svolgerà in Cina. Sono nella lista resa pubblica pochi minuti dal Commissario Tecnico, che ha fissato il primo raduno per il prossimo 20 novembre a Torino. Quattro giorni dopo, la prima sfida di qualificazione, quella in cui l’Italia si confronterà con la Romania. Il 26 novembre, a Zagabria, l’Italia sfiderà la Croazia.

 

 

LA VIRTUS STRONCA SASSARI CON UN GRAN FINALE

Rimontata da +18 a +1, la Segafredo s'impone 89-72 con un 21-5 finale, fatto di difesa e contropiede. Gentile a tutto campo (15 punti, 9 rimbalzi, 6 assist), risolutivi Umeh, Aradori e Lafayette

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it - 22/10/2017

 

La Virtus la vince due volte. Forse tre, quattro. Sassari ha il merito di non affondare mai e il torto invece di fermarsi, quando pare veleggiare bene, in mare aperto, col vento in poppa. Non sfrutta l'attimo, due, tre, quattro volte: nel basket è un peccato mortale. La Segafredo inanella la terza di fila con una prova d'orchestra sontuosa, ancorchè attraversata da lunghe pause: somiglia sinistramente allo scialo di Trento, sua unica sconfitta, il finale che la vede dissolvere un +18 e mantenere fra i denti un +1. Stavolta però va a rovescio. Un 21-5 finale, intriso di difesa, bei passaggi, buoni tiri, la premia di nuovo con larghezza.

Ale Gentile, atteso alla prova del nove, la supera di slancio senza pensare al primato dei cannonieri. Gioca a tutto campo, segna 15 punti senza eccessive golosità (6/14), unendovi 9 rimbalzi e 6 assist, ossia momenti di autentica onnipotenza. Ai canestri provvedono Aradori (6/13), dopo un avvio lento, e soprattutto Umeh (5/9), che li infila quando più servono: sul +5 sassarese nel primo tempo, a smorzare un accenno di fuga, sul +3 a 5' dalla fine, che è ancora la partita in bilico: due suoi gol, di discreta rapina, chiudono i conti. La Virtus si fa poi dare una mano da tutti, vecchi e nuovi. Stefano Gentile, al rientro, ha gamba breve (17 minuti), ma strappa subito con forza. Gioca un gran finale Lafayette (7 assist, oltre ai canestri), rassoda sempre, intorno a sè, una bella difesa Slaughter (7 rimbalzi e 5 assist). Dei veterani il più utile è Ndoja (3/7, 4 rimbalzi), contro l'etereo Polonara, e anche Rosselli e Lawson, malgrado qualche svagatezza (il primi) e mollezza (il secondo) si fanno trovare per segnare cesti importanti, in momenti delicati. Nove a segno, cioè tutti. Non è un caso.

Una targa a Spissu, eroe indimenticato dell'anno andato, prima di partire e, se serve stasera una difesa che morda, la Virtus ci prova subito, causando due palle perse a Sassari e schizzando 7-0. Proprio Spissu segna da tre il primo gol ospite, di là le triple aperte non entrano (1/6) e i sardi rientrano, anzi sorpassano: 11-9. Stefano Gentile esordisce rilevando il fratello, a riordinare attacchi affannati. Meglio la Dinamo nel primo quarto: 21-18, con 4/4 di Randolph, contro una Vu troppo periferica davanti e, anche dietro, presto piuttosto tenera.

Secondo quarto. Tre perse quasi filate di Rosselli lasciano l'attacco in preda ai balbettii e l'area devastata da Planinic vede avanti Sassari, che ritocca il +5 dopo un tecnico a Gentile, che protesta perchè Devecchi, in entrata, lo cura con soverchia energia. La Dinamo potrebbe partire lì, invece si ferma. Umeh ne mette 5 a fila, Rosselli scippa la rimessa e sorpassa e, anche pagando le mollezze di Lawson a rimbalzo, la Vu poco per volta si riprende il match, di nuovo alzando l'intensità difensiva. Si sblocca Aradori (35-32), nono virtussino a segno, un assist da Stefano ad Ale propizia il +6 che Planinic lima allo scadere, dopo un passi del Gentile vecchio. 41-37 al tè, il 2/10 e l'1/10 da tre (meglio, si fa per dire, la Segafredo) fanno pensare che chi sistemerà la balistica alzerà la voce, poi.

Ripresa. Eccole, le triple. Bianconere. Le quattro ruote motrici di Alessandro propiziano in percussione il primo break (+8), baciato subito da una tripla di Aradori (48-37), che lucra su un errore uno contro zero di Stefano. Aradori fa il bis, Ndoja ne somma un'altra, sempre imbeccati da AleGent, che si delizia anche di passaggi al miele. 54-37 con un 13-0 in 3' scarsi. Pasquini ne leva quattro su cinque, vedendo il primo canestro dei suoi (Randolph) dopo 4', sul -18. Prova pure la zona, il coach ferrarese, mentre rivede una bomba (Hatcher, -12), ma anche la Vu non perdere la pazienza nel giro di palla. Deflagra Aradori, l'arco dice, fin qui nella frazione, 5/7, ma il +17 a 13' dalla fine viene eroso da un paio di pigri rientri difensivi, che Ramagli vuole dibattere subito in un time out. Non funziona, e la Dinamo che si mette a pigliarci da tre, fino al -6, ricorda sinistramente alla Virtus cosa accadde a Trento, da uno stesso +18.

Ultimo giro, dal 66-60. La Virtus affretta i tiri, quasi per levarsi il pensiero. E i primi li sbaglia. Hatcher segna da tre e smazza assist, fino al -1 (68-67). Ribattono Rosselli e Lawson, su due assist di Lafayette e lui, in entrata, va a scrivere il +6. Sul +3, a 6', torna AleGent. Sassari butta occasioni, da vicino a da lontano, anche una Virtus poco lucida e poco centrata riesce a starle davanti. Di 5 con Umeh in transizione, di 7 con lo stesso in tap-in, di 9 con Aradori in contropiede, a 3'17". Pasquini riprova la zona, Lafa la strazia dall'angolo: +10. E +13 di Umeh, dopo una stoppata del Gentile totale da 15 punti, 9 rimbalzi, 6 assist.

 

VIRTUS, VITTORIA AL FOTOFINISH

Grazie a due liberi di Slaughter negli ultimi secondi di gara, le V nere interrompono la striscia di sconfitte

di Luca Aquino - corrieredibologna.corriere.it - 03/12/2017

 

Si salva, la Virtus, che vede lo spettro della quinta sconfitta consecutiva ma interrompe la serie nera grazie a due liberi di Marcus Slaughter a 3” dalla fine. Sono i punti del 79-78, quelli decisivi, perché poi dall’altra parte Milbourne sbaglia il facile sottomano concesso da una inguardabile difesa che gli concede di andare a tirare uno contro zero allo scadere con correzione arrivata fuori tempo massimo. Davanti a Carlo Ancelotti, sono punti d’oro per la classifica, servono per togliere un gorilla dalla spalla, ma la Segafredo non è certo guarita dai suoi mali. La salva, come detto, Slaughter in una serata da top scorer.

Baldi Rossi ko. C’era stata la solita partenza sprint per la Virtus, con Aradori e Ndoja che capitalizzano l’ottimo lavoro difensivo per lanciare il primo allungo sul 16-7. La partita di Baldi Rossi dura 2’15”: su un fallo di Gazzotti, suo compagno nelle giovanili bianconere, batte il mento a terra e saluta la compagnia per tornare con un grosso cerotto a fine terzo quarto. Cremona prova a tenere alto il ritmo ma non segna mai da tre e sei punti in fila di Lawson spingono la Segafredo sul +11 (32-21). Nel finale di tempo, però, l’attacco si spegne buttando qualche pallone di troppo e consentendo alla Vanoli di avvicinarsi all’intervallo sul 40-36 grazie a Martin, nonostante il 2/15 dall’arco e i 0 punti del suo bomber principe Johnson-Odom (2/9 alla fine). Non bei segnali per la Virtus.

Volata vincente. Infatti, dopo l’intervallo, la Vanoli allunga le mani sulla partita con gli uomini della panchina Ricci e Gazzotti, per poi allungare sul 48-54 con Milbourne. La Virtus è in totale confusione, i migliori momenti sono col doppio lungo (Lawson-Slaughter) in campo, soluzione però proposta solo per pochi minuti. Si arriva alla volata, la difesa produce tre recuperi in fila, Lafayette con l’unico acuto di una brutta partita fa 76-71 a -2’15” ma poi la Segafredo si incarta nuovamente. La Vanoli pareggia con Milbourne (76-76) e sorpassa dalla linea con Sims a -8” (76-78) con la Virtus che ha sbagliato quattro tiri in fila. Ale Gentile si prende l’ultima responsabilità, subisce fallo a -3”, sbaglia il secondo libero ma Slaughter batte Sims a rimbalzo e subisce il fallo che converte coi liberi della vittoria.

LA VIRTUS REGALA UN GRAN FINALE

Torino spezzata nei 5' finali (84-76) dopo un lungo vantaggio. Stefano Gentile e Lawson i protagonisti, Ramagli tira un sospirone

Di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it - 17/12/2017

 

Ribaltando i disperanti copioni che l’affliggono dall’inizio delle stagione, la Virtus vince in rimonta, e dominando l’ultimo quarto, la sua più bella partita dell’anno (84-76), vista pure la qualità che ha di fronte: Torino, seconda in classifica. Fa tutto bene alla fine (18-6 letale, dopo il -4 a 6’18”), fatte male tante cose prima, ma la redenzione è nitida, totale. La strappa prima in difesa, sbarrando tutti i portoni, e poi in attacco, con coraggio e anche lucidità. Ramagli trova risposte dopo un lungo penare: aspetta tutti, chi l’aiuta tanto e chi meno, e alla fine merita di incartarla e portarla a casa.

Stefano Gentile (3/6) è l’uomo della volata, leader riconosciuto dalla truppa, ma era stato, anche nel primo tempo, il cervello del ricongiungimento, dopo un avvio da brividi (-10). Lawson (6/9) fattura come nessuno, aspettando che si svegli Slaughter (3/4, 8 rimbalzi). I numeri non premiano Aradori (6/13), però incisivo, e soprattutto Ale Gentile (5/17, però 9 rimbalzi e 6 assist): è la sua energia, invece, a ribaltare in avvio di ripresa giochi che la Fiat pare padroneggiare. Aiuta Ndoja (2/6), dietro, più di Baldi Rossi, fiorisce nel finale Lafayette (2/8), dopo letarghi infiniti, solo Umeh non arriva mai (0/5). Di fronte, stecca l’impossibile l’ex signor Sharapova Vujacic (0/10), gli altri giocano benino, ma senza killer instict. Un difetto fatale.

Sale in quintetto Baldi Rossi, marcando Mazzola, fischiato ex di un anno orribile, e si parte. Due minuti perfetti, quattro attacchi a segno con quattro mani diverse (9-3), ma la Virtus finisce lì. Incassa un 13-0, stando 5’ senza gol, e combinando misfatti, dal Gentile senza luce alle 6 perse in 8’ un po’ di tutti. Torino vola al +8 del primo pitstop, toccato pure un +10, da padrona delle due metà del campo, perfino graziando i dirimpettai, con errori da un passo (8/19, ma di là 5/17).

Secondo quarto. Lawson riceve profondo, soprattutto da Stefano Gentile, segna per sè e per far respirare il gioco, dando prima un -1 (25-26), frutto pure di inediti rimbalzi offensivi, poi il sospirato sorpasso, che arriva da Aradori: una tripla, dopo una vita, 31-30. C’è anche difesa, ora, ma il tiro va e viene (2-11 da tre al 20’). Un ultimo vantaggio di AleGent (36-34) viene stracciato da due minuti orrendi sull’uscio dell’intervallo: un 11-2 stordente, che vale il +7 di metà. Non solo da tre, la Segafredo sparacchia anche da due (10/27) e con la coppia Lafayette-Slaughter (zero tiri, il lungo...) fattura la metà che con Gentile-Lawson. La Fiat ha più fisico e velocità e un magnifico David Okeke, ragazzo italiano che gira gli equilibri. Sparirà dopo, nel fuoco.

Ripresa. Dentro insieme Slaughter e Lawson, ma l’anima è Ale Gentile, che piglia rimbalzi, corre, smazza assist. Uno per la schiacciata di Slaughter, mentre arriva pure il primo gol di Lafayette (49-50). Si rivolta Mbakwe, 5 a fila, ma adesso c’è anche Slaughter. E torna la difesa bianconera, che propizia il pari di Aradori, il sorpasso di Lawson (assist di Pietro), l’allungo di Stefano Gentile (60-56). Ma Iannuzzi accorcia e alla sirena, lanciato da Washington come nel football Usa, Patterson, in caduta, pareggia a 60.

Ultimo giro. Due triple di Lawson e Ndoja illudono d’un decollo (66-64), ma Torino che va a prendersi i canestri dentro l’area è più solida e cinica (70-66). O almeno pare. La Vu non molla e risale coi due Gentile, fino al sorpasso di Ale col 2/2 in lunetta: 73-72 a 4’16”. E +3 con due liberi di Lafayette e il quinto fallo di Patterson. Vujacic continua a sparare alla luna, AleGent manca il +5 da un passo, Stefano lo imita (e c’è pure una stoppata dubbia), Garrett fa -1, Lafa +3 a 2’. Tecnico doppio a Mbakwe (quinto) e Stefano. Che sale con due liberi a +5 e poi con la tripla a 40” al +8 che chiude tutto.

 

GIGANTE GENTILE TRIONFA AL SUPPLEMENTARE

La Virtus sbanca Masnago (90-85) con 32 punti di Ale, strappando due punti preziosi per la final eight di Coppa Italia, Varese annuncia ricorso

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it

 

Trentadue punti di Alessandro Gentile, 7 di fila, solo suoi, negli ultimi 2’ del supplementare, da -2 a +5, giustiziando una Varese ormai sfinita, danno alla Virtus una vittoria non scintillante, ma preziosa, nonchè utile pure all’autostima, per non sentirsi più segnata nei finali a rovescio. Ci aveva provato a perderla, la Segafredo, incastrando nefandezze nel tempo regolare, soprattutto quando non era stata capace di fare un fallo, sull’ultimo attacco lombardo a -3, e ne aveva subito, al secondo tentativo, l’ovvia bomba di Wells. Nell’overtime, Caja non aveva più squadra (fuori per falli Okoye e Ferrero, i migliori, dopo Waller e Hollis, non a referto), eppure l’ha guidata fino a un minuto grasso dal gong, quando la Virtus è passata con le spallate del suo uomo più forte (14/23, voto 8.5), che si è così fatto perdonare pure i due tiri-partita falliti al 40’. C’è stato di tutto, dentro il Santo Stefano a Masnago, che, a dire dei dirigenti locali, non è ancora finito. Annuncia infatti ricorso il club lombardo per un'azione d'attacco nel supplementare mal amministrata dagli arbitri con l'istant replay (stoppata di Slaughter su Wells, rimessa varesina con qualche secondo utile, palla data invece agli ospiti per i 24" spirati). L'azione, per un errore del tavolo, era effettivamente durata più dei 24". Incolpevoli sia i giocatori di Varese che di Bologna.

Per ora, alla fine, ci sono stati i due punti preziosi in proiezione Coppa Italia. La prestazione, di nuovo, è stata alterna, a lungo opaca, contro una rivale modesta e monca, ma tenere in difesa è stato il prodromo per sfondare poi in attacco: con l’uomo solo al comando, ma pure con Aradori (5/9 a 10 rimbalzi, con utile concentrazione di cose buone nel finale, voto 7), Umeh (5/9, 6.5) e Baldi Rossi (4/8, 7 da cervello aggiunto), in assenza di Lafayette, a lungo di Slaughter (1/1, 6) e Lawson (2/4, 5.5), sempre di Ndoja (0/3, 5).

Cronaca. Fuori Waller e pure Hollis di qua, Lafayette di là, guida subito, per Ramagli, Stefano Gentile. Caja ci mette meno d’un minuto a mostrare la zona: solo sulle rimesse, per ora, e Baldi Rossi gliela buca subito, da tre. Ma sarà l’unica tripla nel quarto di una Virtus affannata in attacco e più solida dietro: sempre avanti, comunque, anche di 7, tranne un breve -1 firmato da Ferrero, capitano coraggioso.

Secondo quarto, guida Pajola e, da tre, si rivedono Lawson e Umeh: 25-20, ma i troppi palloni che arrivano in area, dove Lawson è margarina, costano l’immediato sorpasso: 27-25. La partita vira sul viavai, su e giù per il campo con più errori che bellezze, ed è un passo che non premia la Segafredo: difatti, quasi solo con contropiede e transizione, Varese si issa al suo primo +4 (36-32), sfruttando le altrui sventatezze assortite. La Vu s’aggrappa agli assist di Baldi Rossi, il più lucido contro la tignosa difesa di Caja, ma al tè ci va sotto: 36-38.

Ripresa. Apre di nuovo Baldi Rossi, da tre, poi Gentile col trattore e lo stesso Fbr in entrata: ancora +5, ma dura niente. Le percussioni di AleGent tengono la Vu avanti, e soprattutto Ferrero sale a quattro falli. La Virtus non riesce ad allungare, così al 29’ torna avanti Varese, su antisportivo di Aradori: 53-51. E gol in solitudine di Tambone per il +4 alla sirena.

Ultimo giro. Varese coglie subito un +6, ma qui sbaglia di tutto e la Vu respira: 57 pari a 7’. Umeh sorpassa (60-59), Okoye replica con un prodigio dall’angolo e soprattutto Ferrero, tornato dentro, è sempre lui: da tre, 64-60. Da tre anche Ale e, soprattutto, a ruota, finalmente Aradori, per il sorpasso (68-66 a 3’15”). Di nuovo Ferrero, 69-68, Slaughter coi liberi (70-69). Quinto di Ferrero su Ale in palleggio, Ale stoppa Okoye e, in attacco, segna il +3 a 50”. Un libero di Slaughter per il +4, Wells per il 71-73, un libero Aradori a 24”: 74-71. La Vu lascia storditamente la tripla prima a Natali poi a Wells. Gol, pari a 10”. L’ultimo tiro è di Ale. Anzi, due. Stoppato, poi fuori. Overtime.

Cinque minuti di paura. 0/2 di Stefano per aprirli, Cain per il +2 varesino, Tambone per il +3, sempre raggiunti da Aradori. L’ex ravennate si mangia il +4 in contropiede da solo (passi). Ale prima pareggia poi sorpassa (83-81). Slaughter stoppa Wells a 48”, l’instant replay rileva pure un’infrazione di 24”. E al secondo 24 Ale dall’angolo, impiccato da tre, fa partita: 86-81. Seguono tanti liberi, ma nulla cambia più.

L'INFRAZIONE DI 24" CONTESTATA DA VARESE

tratto da vnera.it e bolognabasket.it - 27/12/2017

 

In diversi, ieri, nel post partita, hanno cercato di capire che cosa sia successo nel finale di gara. Quando, a circa un minuto dalla fine, su una penetrazione di Tambone stoppata da Slaughter, gli arbitri hanno a lungo fermato il gioco, guardando diversi replay per poi decretare un’infrazione di 24″ a Varese dando il pallone alla Virtus, quando sul cronometro, teoricamente, sarebbero mancati ancora cinque secondi per l’azione d’attacco varesina.

Un pastrocchio che ha portato la società di casa ad annunciare che farà ricorso contro la decisione arbitrale.

Vediamo dunque nel dettaglio cosa è successo.

l’azione parte dopo il gran canestro di Gentile per il +2 Virtus, quando mancano un minuto e sedici secondi alla fine del supplementare.

L’azione di Varese comincia, ma dal tavolo il cronometro dei 24″ non viene fatto partire fino al minuto 1:06, “regalando” di fatto nove secondi all’azione dei biancorossi.

L’azione continua nell’indifferenza generale. Di tutti tranne che dello staff tecnico Virtus, che ha la notevole presenza di spirito di rendersi conto che l’azione stia durando troppo.

L’azione dovrebbe concludersi a questo punto. E infatti si può notare Ramagli con il suo staff che cercano di farlo notare agli arbitri.

La stoppata di Slaughter arriva con 48″ da giocare e 5″ teorici sul cronometro dei 24 per un’azione, però, che doveva già essere terminata da quattro secondi.

Resta altamente improbabile che il ricorso di Varese possa essere accolto, in quanto ciò potrebbe avvenire da regolamento solo per errate attribuzioni di punti.

Ad ulteriore conferma vengono le interpretazioni ufficiali FIBA 2017, dove un esempio specifico sui 24″ riporta quanto segue:

Esempio: con 4 secondi residui sull'apparecchio dei 24", A1 effettua un tentativo di tiro a canestro. La palla manca l'anello, ma l'operatore dei 24" erroneamente resetta l'apparecchio. A2 prende il rimbalzo e dopo un certo tempo A£ realizza un canestro. A questo punto gli arbitri si accorgono della siuazione.

Interpretazione: gli arbitri (dopo aver consultato il commissario, se presente) confermeranno che la palla non ha toccato l'anello sul tiro di A1. Poi loro dovranno decidere se la palla ha lasciato le mani(o) di A3 prima che il segnale dell'apparecchio dei 24" avrebbe dovuto suonare, se il reset non fosse avvenuto. Se così, il canestro sarà convalidato; se no, una violazione dei 24 secondi si sarà concretizzata ed il canestro di A3 non verrà convalidato.

Il caso non è identico a quello verificatosi in Varese-Virtus, ma la circostanza che ne scaturisce è assimilabile.

Nell’esempio della guida il giocatore A3 può trovarsi nella condizione di tirare a canestro oltre lo scadere dei reali 24″, ma in buona fede, avendo il cronometrista resettato erroneamente il tabellone, che quindi indica ancora tempo residuo per l’azione offensiva. Nonostante questo, gli arbitri, constatato come il tempo sia in realtà scaduto,  dovranno annullare il canestro e dare palla alla squadra avversaria.

In linea di massima quello che accade qui. Varese gioca palla in buona fede, in quanto il cronometro dice loro che manchino ancora dei secondi al termine dell’attacco. Ma gli arbitri, nel momento in cui riconoscono che l’azione avrebbe dovuto concludersi già da diversi secondi, devono decretare l’infrazione di 24″ e consegnare palla alla Virtus. Come fatto.

Certo, in questo caso c’è l’aggravante dei quattro secondi in più giocati da Varese. Che però da soli non sono sufficienti a portare all’accoglimento del ricorso.

Il motivo per cui il reclamo di Varese verrà probabilmente rigettato è da cercarsi dell’articolo 94 del Regolamento di Giustizia FIP, che riportiamo integralmente.

Art. 94 Istanza avverso il risultato di gara (delibera n.83 P.F. 06/12/2010)
[1] L’istanza può essere proposta dalla sola Società che si ritiene danneggiata e la cui squadra abbia partecipato alla gara.
[2] A pena di inammissibilità, l’istanza deve essere preannunciata al termine della gara dal capitano della squadra firmando nell’apposita casella in calce al referto di gara.
[3] A pena di inammissibilità, l’istanza, unitamente ai motivi, deve pervenire al Giudice Sportivo Nazionale per i Campionati Nazionali e al Giudice Sportivo Territoriale per i Campionati Regionali o Provinciali entro le ore 12 del giorno successivo a quello di svolgimento della gara. Contro la omologazione è ammesso reclamo alla Corte Sportiva di Appello.
[4] Per tutti i campionati non sono ammesse istanze fondate su presunti errori tecnici degli arbitri e degli ufficiali di campo, ad eccezione del caso di erronea attribuzione del punto ad una squadra invece che all’altra, se l’errore è stato tempestivamente rilevato nell’istanza formulata con le modalità previste dal secondo comma del presente articolo.
[5] Con riguardo alle gare relative alla ultime due giornate della Fase di Qualificazione e di Play-Off e PlayOut si osservano le disposizioni previste agli artt. 98 ss., oltre a quelle previste nel presente articolo in quanto compatibili con le prime.

Il comma 4 è chiaro in merito: l’unico motivo per cui può essere accettato un reclamo per errore tecnico degli arbitri o degli ufficiali di campo è il caso in cui ci siano stati errori nell’attribuzione di punti, cosa che nella partita di ieri non è accaduto.

 

VIRTUS, DUE MEZZE PARTITE, UNA VITTORIA

di Walter Fuochi - repubblica.it - 03/01/2018

 

Quarantotto punti segnati nel primo tempo, 27 nel secondo, la Virtus vince una strana partita divisa in due che le mantiene intatte le mire e, insieme, anche i dubbi. Continua a camminare, ma finisce col fiatone. Cosa conterà di più lo dirà il resto del tragitto, che rimane aperto per centrare la qualificazione in Coppa Italia. Giocando meglio, sperabilmente, di ieri sera, quando la piccola Flexx è stata domata da una difesa ritrovata appena in tempo (un solo canestro concesso negli ultimi 5') e da un Aradori che, eclissato Alessandro Gentile nella sua gara peggiore in bianconero (2/14, da non credere), appena sfornata a Varese la migliore, è stato un letale braccio armato: 9/15 lui, e sempre colpi decisivi, quando Pistoia rialzava la testa. La sua migliore a Bologna, tanto per restare in tema. Fra questi estremi la Virtus ha collocato giocate utili, benchè non sontuose, di Ndoja e Umeh, ossia due della vecchia guardia, che le hanno consentito di passare i momenti peggiori della nottata, e infine di Slaughter, partito forte pure come inedito realizzatore, e arrivato come solo mastino (ma tanto è bastato).

E’ stata una partita stramba, diseguale, perfino illeggibile, da festività in corso. Subito, più facile per tutti in attacco e svogliata in difesa. E poi, esauriti i razzetti e le castagnole, inguardabile nelle due prime linee e appena lodevole dietro, dove la Virtus ha almeno avuto il merito di riuscire a inceppare l’attacco altrui, impedendogli più volte di segnare quel canestro del sorpasso solo sognato che avrebbe forse impresso svolte psicologiche decisive alle due armate (si fa per dire) contrapposte.

Alla fine l’esito è esatto, non usurpato, da chi ha condotto per 39’ su 40’, seppure di un capello. Alla terza vittoria di fila, la Segafredo può continuare a pensare di poter crescere ancora. Ma già domenica prossima Avellino sarà un banco di più prova ben più delicato.

LA VIRTUS BATTE LA GRISSIN BON 85-75 E CONQUISTA LA FINAL EIGHT

di Filippo Mazzoni - www.ilrestodelcarlino.it - 13/01/2018

 

La Virtus Segafredo batte Reggio Emilia, nel derby dell’ultima giornata di andata, per 85-75 e si guadagna la matematica certezza di un posto alle Final Eight di Coppa Italia di Firenze.La contemporanea sconfitta di Trento in casa contro Avellino e la vittoria di Pesaro con Sassari garantiscono infatti alla Virtus Segafredo un posto tra le prime otto.

Prepartita allietato dalle ragazze ginnastica artistica Pontevecchio che si esibiscono a 10’ dalla palla a due, tra la curiosità del pubblico che come sempre ha gremito un PalaDozza da tutto esaurito. La Virtus parte contratta e, complice qualche errore di troppo e qualche fischio di meno, subisce un parziale di 12 a 4 in appena 4’. Le triple di Markoishvili (4 su 4 in avvio) consentono a Reggio di allungare fino al 20 a 6 al 6’. Ramagli prova a predicare calma per una Virtus Segafredo troppo frenetica che va spesso fuori giri nel tentativo, nobile ma poco lucido, di riagguantare subito Reggio. La Virtus inizia a macinare con un po’ più di costrutto e sulla tripla di Baldi Rossi si riporta a -7, 17-24, grazie ad un parziale di 11-4.

C’è il clima del derby e non mancano gli sfottò in tribuna, dove sul fronte reggiano capeggia una pezza “Bentornata Castel Maggiore” in campo invece si scherza poco, con la tripla di Umeh che riporta Bologna a -4 sul 22-26 e costringe Menetti al timeout, non senza l’ennesima polemica tra la panchina bianconera e la terna arbitrale, che richiama proprio il nigero-americano reo, a loro dire, di eccessiva esultanza sul canestro. Virtus continua a soffrire sotto e riprecipita a -11 sul 24-35 sulla schiacciata di Julian Wright al 14’. L’elastico del distacco tra le due squadre continua a stringersi e allungarsi.

Ci pensa ancora Michael Umeh, un vero “martello” nel tiro dalla lunga distanza, ad accendere un già ribollente PalaDozza, riportanDo la Virtus a -1, sul 41-42 a 45” dall’intervallo. La tripla a fil di sirena di Lafayette manda le squadre al riposo sotto di 1 sola lunghezza, 44-45. A ritorno in campo Aradori e Ale Gentile firmano il soprasso bianconero. Al 23’ Virtus avanti 53-46 e Reggio Emilia costretta a chiedere tempo, dopo aver subito un parziale di 9-0. L’inerzia della sfida è cambiata con la Virtus più calma e convinta dei propri mezzi, avanti 58-50. Il tip-in di Baldi Rossi lancia le Vnere avanti 69-59 all’ultimo intervallo.

La Virtus mantiene intatto il vantaggio, ma la tripla affrettata e sbagliata da Baldi Rossi e quella invece messa a segno da Mussini per il 73-66 al 34’, convincono Ramagli a chiamare tempo per schiarire le idee ai suoi. Reggio si riporta a -3 al 36’ (73-70). La Virtus superato il momento no è brava a gestire gli ultimi possessi. La tripla di Stefano Gentile a 1’20” dalla fine, per l’83-75 chiude i conti e regala la qualificazione alle Final Eight della Virtus.

SLAUGHTER MONUMENTALE: LA VIRTUS BATTE TRENTO

I felsinei superano la Dolomiti Energia 82-75 grazie ai 25 punti e 8 rimbalzi del pivot statunitense

tratto da www.corrieredellosport.it - 21/01/2018

 

La Virtus Segafredo Bologna ci ha preso gusto e vincendo 82-75 contro la Dolomiti Energia Trento ha conquistato il quinto successo nelle ultime sei gare vendicando la beffarda rimonta incassata all'andata. Un successo costruito attorno ai muscoli di Slaughter, autore di 25 punti con 9/11 da due, e alla verve di Pietro Aradori (19 punti) che ha propiziato nella seconda metà del primo quarto il parziale di 11-0 con cui i felsinei hanno preso il controllo della partita riuscendo poi a chiudere la frazione a +8 (21-13) grazie anche ai canestri di Slaughter e Umeh. Toccato il fondo Trento ha provato a risalire aggrappandosi a Sutton che però sul -6 si è fatto fischiare per proteste un fallo tecnico che ha portato alla sua terza penalità e ha spianato la strada al nuovo allungo della Segafredo che ha toccato a più riprese il +13 prima di commettere un paio di disattenzioni che hanno regalato al rientrato Sutton quattro punti ravvicinati e alla Dolomiti Energia il -12 all'intervallo lungo (44-32). In uscita dagli spogliatoi ci ha pensato sempre Sutton a sorreggere l'attacco dei trentini raggiungendo in un amen quota 20 punti, ma la Virtus giocando di squadra non ha sbandato e ha ripreso quota spinta da 8 punti di Aradori che hanno suggellato il +18 virtussino (54-36). Gli animi si sono surriscaldati improvvisamente a 2'53" dall'ultimo mini-intervallo quando, da una palla contesa è nata una rissa cheè stata sedata soltanto dopo alcuni minuti e ha portato alle esplusioni di Alessandro Gentile da una parte e di Gutierrez e Sutton dall'altra. Al rientro in campo Lafayette ha messo a segno il nuovo +18 di Bologna, ma sul più bello la luce dell'attacco dei felsinei si è spenta e Trento è rientrata fino al -11 (62-51) sospinta da Shields, Gomes e soprattutto Flaccadori. Lawson e Baldi Rossi hanno fermato l'emorragia e fatto riprendere quota alla Virtus che ha chiuso il terzo quarto a +14 (67-53) ed è riuscita a resistere anche all'ennesimo tentativo di rimonta di Trento che si è spinta fino al -7 (77-70) a 2'30" dalla fine, ma poi ha ceduto sotto i colpi finali di Slaughter che ha concluso il suo capolavoro con due schiacciate di pura energia. 

 

ARADORI, GENTILE E BALDI ROSSI NELLA LISTA DEI 24 CONVOCATI AL RADUNO AZZURRO

tratto da www.virtus.it - 24/01/2018

Sono tre i giocatori di Virtus Segafredo convocati per il raduno della Nazionale che avrà luogo a Treviso a partire dal 19 febbraio prossimo, prima delle due sfide (il 23 contro i Paesi Bassi, il 26 contro la Romania) della seconda finestra di qualificazione al Mondiale del 2019.

Il CT Meo Sacchetti ha diramato oggi la lista dei 24 giocatori, tra i quali figurano Alessandro Gentile e Pietro Aradori, che erano presenti alle prime due sfide di qualificazione, ed anche Filippo Baldi Rossi.

Venerdì 23 febbraio (ore 20.15, diretta Sky SportHD) l’Italia sfiderà i Paesi Bassi al Palaverde di Treviso, mentre lunedì 26 febbraio (ore 18.00 in Italia, diretta SkySportHD) gli Azzurri saranno in trasferta a Cluj-Napoca, in Romania.  Il regolamento prevede che le prime tre del girone accedano alla seconda fase.

 

VIRTUS PADRONA, PESARO MAI IN PARTITA

Umeh e Aradori chiudono i conti già nel primo quarto (+18). Finisce 85-67, la Segafredo conferma il quinto posto

di Walter Fuochi - repubblica.it - 03/02/2018

 

Passando come un rullo sopra la classica che fu, la Virtus si tiene il quinto posto col semplice governo, senza ansie, su una partita mai nata: troppo debole Pesaro, ma anche troppo concentrata, quasi feroce nella sua spietatezza difensiva, una Segafredo che non le ha lasciato un lembo di campo su cui camminare. Salita fino al +28 nel suo monologo del primo tempo, la Vu ha poi speso il minimo per tenersi il bottino, in una ripresa da 34 punti, pure venata di comprensibili distrazioni. Umeh è stato da subito letale (8/15 con 5 triple), Aradori gli è andato a ruota (7/15 più 8 rimbalzi). Avrebbe largheggiato pure Lawson (4/7), non avesse sprecato 6 liberi su 10, mentre Slaughter ha brillato soprattutto nella sua area (4/7 più 10 rimbalzi), inibendo Mika, così come Lafayette (4/10). Per Pesaro, Moore ha un 10/21 gonfiato di gol a giochi fatti, gli altri non si sono sfiziati nemmeno di quello.

Pronti via, la prima fiammata è di Umeh, per un 16-6 in 4’ che conta pure sulle spalle larghe di Slaughter e soprattutto su una difesa che manda subito in confusione Pesaro. 30-12 il primo quarto, già 10 più 10 di Umeh e Aradori, perfino concedendosi qualche distrazione. Di là, invece, combinano solo orrori.

Secondo quarto. 6 perse Virtus in 11’, eguagliata Pesaro, ma solo in questo. In difesa, ad esempio, i neri non mollano un centimetro e così lievitano quasi per inerzia al +28: 42-14, Pesaro è inesistente. Triplicata, sul tabellone. La prima tripla ospite, di Moore, sgela un po’ i rossi che risalgono al -19 del riposo. Una voragine, ma prima erano due.

Ripresa. Due minuti di strafalcioni ricambiati, poi sblocca Mika e, soprattutto, non si sblocca la Vu. Ramagli chiama time out sul +15. Dopo 3’ grassi, da tre, Lawson azzecca il primo gol. Poi arriva Umeh, pure lui magico dall’arco, e la ventina di punti di scarto si solidifica. L’ultimo quarto si trascina nell’ovvio, senza più fulgori. La Virtus intasca, Pesaro medita su un ultimo posto minacciosamente cronico.

Non porta fortuna la divisa gialla per la Coppa Italia: Virtus fuori nei quarti contro Brescia

Lafayette, Aradori, A. Gentile, Lawson, Baldi Rossi, M. Berti, Slaughter, Ndoja, Jurkatamm, S. Gentile

Umeh, Amato, Fedrigo, Cavicchi, Ramagli, Largo, Voltolini, Naldi, Pajola