CITAZIONI

VIRTUSPEDIA, LA WIKI BIANCONERA È UNICA AL MONDO

di Luca Aquino - https://corrieredibologna.corriere.it - 10/04/2014

 

La scintilla scocca nel 2007 quando, su un forum di tifosi, un giovane utente si chiede chi sia Jim McMillian. Roberto Cornacchia, 49enne romagnolo e tifoso virtussino, scava nella sua memoria e reperisce un paio di dati su internet per soddisfare la curiosità del forumista. Decide di fare la stessa cosa su Kresimir Cosic, il suo giocatore preferito, e lì scatta l’idea di un’opera colossale che possa racchiudere tutta la storia della Virtus. È il seme da cui nasce l’enciclopedia online virtussina, ossia Virtuspedia (www.virtuspedia.it). Inizialmente il nome scelto è Vecchio Cuore Virtussino, ma ben presto si vira su Virtuspedia, di maggiore impatto.

Impiegato con la passione per il basket e per i colori bianconeri, seguiti a distanza dalla Romagna con qualche sortita a Bologna di tanto in tanto («Quest’anno ho fatto l’abbonamento per la prima volta»), Cornacchia in sette anni mette in piedi un lavoro senza eguali nel panorama cestistico italiano con la collaborazione del collega di tifo Ezio Liporesi.

Il sito è progressivamente cresciuto e ultimamente si è anche rinnovato graficamente passando dal fondo nero con testo bianco a un nettamente più gradevole ed elegante sfondo bianco. Ma la vera chicca sono i contenuti, che attraversano la storia Virtus, stagione per stagione. Roster, allenatori, giocatori, dirigenti, risultati, tabellini, statistiche e derby con tanto di articoli di giornale e storie per ogni argomento: una risposta per ogni quesito degli appassionati e non solo. Un archivio imprescindibile per chiunque e in continua evoluzione, con gli aggiornamenti sull’attualità e gli eventuali recuperi di qualcosa perso nel passato: «Le pagine non finiscono mai — sottolinea Cornacchia —. Abbiamo cominciato dalle vecchie raccolte di Superbasket, per il 1974-75 abbiamo voluto fare una prova e siamo andati addirittura all’Archiginnasio consultando videofilm del Carlino, un lavoro francamente immane». Fondamentale ovviamente l’interazione con i lettori o addirittura parenti di vecchi giocatori che con le loro segnalazioni hanno reso l’opera ancora più completa.

Poi anche i contatti con gli atleti, per poter riempire le loro pagine con testimonianze dirette: «Ho conosciuto Albonico di cui sono diventato amico, ho scovato Clemon Johnson in Alaska e mi ha concesso una intervista via mail molto dettagliata, poi Sylvester con i suoi aneddoti come quello del pugno a Morandotti. Mike partì col destro senza preavviso: “Perché? Lui ha fatto una finta e io ho colpito, mi hanno insegnato così”, mi disse». Non esattamente allineato alla precedente gestione, le novità più recenti del sito sono le 11 (!) sezioni in cui è divisa la pagina di Claudio Sabatini e nelle quali sono elencate le gesta del vulcanico ex proprietario bianconero.

 

VIRTUSPEDIA, RICORDARE NON STANCA

di Valentina Desalvo - Virtus la storia infinita - libro allegato a la Repubblica del 17/07/2021

 

Qunati punti fece Luigi Serafini nella stagione '75-76? Quale fu il tabellino della sfida Simmenthal Milano-Minganti Bologna del 17 marzo 1957, finita ai supplementari? Chi sono i cinque giocatori che hanno segnato più punti in maglia bianconera della storia? Chi ha la media punti più alta? Quando ha davvero cominciato a giocare la Virtus Basket? Per tutte queste risposte e un milione di altre consultate Virtuspedia. Un lavoro enciclopedico, archivio del passato e del presente, che insieme ai dati, agli articoli amorevolmente cercati e collezionati, racconta le storie (con molte foto inedite) di eroi piccoli e grandi, con documenti mai visti, raccolti su internet e messi a disposizione di tutti. La Wikipedia della Virtus  nasce grazie a Roberto Cornacchia e si arricchisce quando al suo lavoro si aggiunge quello di Ezio Liporesi. Un professore. Che sarebbe stato travolto dalla carta se non fossero arrivati i computer a salvarlo.

Liporesi, quando ha cominciato a lavorare su Virtuspedia?

Nel 2008, Roberto Cornacchia l'aveva avviata un anno prima. Io mi sono sempre occupato di storie sportive e volevo fare un archivio perché non andasse persa questa storia. Il coinvolgimento con Virtuspedia è stata l'occasione.

Cosa fa nella vita?

Insegna matematica e fisica: fin da bambino raccoglievo tabellini e dati. Poi una mia amica mi disse che c'era un giornalista, Renato Lemmi Gigli, che telefonava per sapere tutti i risultati della Virtus Tennis: fu così che decisi di fare una raccolta sistematica, cercando d'imparare il suo stile di lavoro. Appuntavo tutto su fogli e quaderni, ricopiavo, cominciando a costruire il mio archivio. Un modo per unire le mie due passioni: matematica e sport.

Quali sono le raccolte date di cui va più orgoglioso?

Intanto quelle delle giovanili. Abbiamo ricostruito poco a poco la storia dei ragazzi della Virtus: un lavoro che è stato anche un modo per incontrare le persone e farle rincontrare. Andavo da uno che mi dava un po' di materiale e mi suggeriva un altro e così via: in questo modo tanti di loro si sono ritrovati.

Quando inizia la sua passione sportiva?

Nel 1970, a sette anni. Mio padre andava a vedere Schiavio, mio nonno materno gestiva il circolo Virtus, la casa madre. Tra l'altro c'è una cartolina che mio padre gli mandò negli anni Cinquanta, proprio lì alla Virtus, che ancora conservo. Solo dopo mio padre conobbe sua figlia, la mia mamma. Un destino.

Come è cambiato il suo lavoro?

Il computer è stato decisivo. Ho sempre passato tantissimo tempo negli archivi, dalla biblioteca dell'Archiginnasio a quelli della SEF Virtus, mi sono sfogliato annate di giornali, cercando trafiletti di due righe. Così ho scoperto che le prime partite del basket non furono nel 1934, ma nel 1930. C'erano sfide regionali, ma la Virtus giocava già. Il primo incontro, quando ancora doveva nascere la Virtus basket, fu a Villa Maccaferri nel 1920, fuori Porta San Donato, all'aperto.

Tra i pionieri da chi si parte per i documenti inediti?

Vittorio De Simoni, che fu uno di quelli dell'atletica che chiese di provare con la pallacanestro. A lui i Forever Boys hanno dedicato una bandiera. Abbiamo trovato il suo certificato di nascita e fu un lavoro lungo, perché era nato a Zola Predosa e mi sono spulciato tutti i comuni fino alla Z.

Ogni quanto aggiornate?

Tutti i giorni si inserisce qualcosa. Per esempio ho aggiunto una gara rinviata per impraticabilità del campo nel 1951. Poi i dati complessivi vengono inseriti a fine stagione, anche per le giovanili, ovviamente.

Quando si è abbonato per la prima volta alla Virtus?

Dal 1976 al 2019... La mia prima tessera fu Sinudyne. E più del basket, nel tempo, mi ha sedotto la Vu nera. L'NBA, l'Eurolega senza la Virtus non mi interessano più di tanto. Io sono innamorato della Virtus, per me quella maglia è il richiamo della foresta, la vedo e provo le emozioni di quando ero piccolo. E anche gli odori, risento quello di fumo, al chiuso, delle partite degli anni Settanta. Il mio tempo libero è per la Virtus.

Non è ai limiti dell'ossessione?

Molti mi dicono: ci fai paura. La cosa bella è che io vivo emotivamente le gare, ancora oggi, e però mi piacciono i numeri: tengo insieme sentimenti e cifre. Perché in realtà quello che amo è il senso della storia, di una storia: ritrovare i personaggi, le loro vite.

Per esempio?

Una lettera di Piero Neri che stava nelle giovanili a fine anni Cinquanta, dove racconta come riuscì a raggiungere la squadra: era stato punito dalla madre perché non studiava. L'aveva chiuso in bagno per non mandarlo alla partita, ma lui si calò dalla grondaia...L'umanità ti colpisce.

In tutti questi anni il successo che le ha dato la gioia più grande?

L'ultimo come sempre. Questo è uno scudetto tanto atteso ma sorprendente e inaspettato. Poi l'emotività della finale del 1998 è difficile da raggiungere. Fino al tempo supplementare decisivo di gara-5, le due squadre nei dieci derby della stagione avevano fatto gli stessi punti.

Che cosa pensava durante quella gara-5 del 1998?

Finché non è finita e noi siamo sotto penso che si può rimontare. Nel basket ci sono cose che non potrebbero succedere però succedono.

Pensava che la Virtus avrebbe vinto questo scudetto?

Ci speravo, anche se le statistiche dicevano che la Virtus non aveva mai conquistato un titolo arrivando terza in stagione. Ma Djordjevic era molto preparati a questa sfida con Milano e tutta la squadra ci puntava. Poi non sono come lo speaker Fioravanti che alla vigilia ha detto: vinciamo 4-0...

Teodosic?

Ci ha fatto divertire con cose mai viste. I suoi passaggi hanno fatto il giro del mondo, anche quelli della NBA li hanno twittati.

I suoi giocatori preferiti?

Faccio fatica a scegliere: Brunamonti, Villalta, Danilovic, Ginobili, Cosic, Richardson, McMillian. La forza della Virtus è di averne avuti tantissimi.

Cosa conserva?

Biglietti, articoli, vecchie foto. Le maglie no, anche se tanti collezionisti me le chiedono. Ma io le ho solo fotografate a casa dei giocatori per metterle su Virtuspedia. Questo mi ha permesso d'incontrare grandi personaggi come Massimo Antonelli che a Castel Volturni ora fa basket con i figli degli immigrati con il suo progetto Tam Tam basket e che è riuscito a far riconoscere il loro diritto a giocare.

Quanti giocatori ha catalogato?

Settecento, settecentocinquanta: anche quelli che come prestiti hanno fatto solo amichevoli estive. Di questi mi mancano venticinque foto, che sto cercando. Il mio Pizzaballa, la foto che manca e che vorrei, è quella di Raoul Rapini, fratello di Gigi Rapini. Ho contattato anche i familiari, ma non ce l'ho ancora. Poi mancano dei tabellini: sono a tremila, almeno duecentottanta restano da trovare.

Cosa le piace di più di questa enciclopedia?

Noi lo facciamo perché tutti siano coinvolti e possano godere di questa storia. Quella della Virtus è una storia enciclopedica, ma con aspetti ancora sconosciuti. C'è una comunità che si ritrova, c'è un senso di appartenenza che si coltiva, per questo è molto importante anche il lavoro sulle giovanili. La Virtus è stata anche una scuola di vita. La storia va ricordata: è anche una questione culturale, che parla della nostra città, che racconta Bologna.

ALTRE CITAZIONI

 

Virtuspedia è citata nei seguenti libri:

 

Siti in cui viene citata Virtuspedia (alcuni dei link segnalati potrebbero essere stati cancellati o modificati, ma quando li inserimmo il riferimento a Virtuspedia era presente), in ordine alfabetico:

Gli amici di www.bolognabasket.it e di Basket Magazine (legata al sito www.dailybasket.it) fanno uso delle foto che appaiono su Virtuspedia (così come noi riportiamo i loro articoli).

Virtuspedia è stata citata in varie tesi e tesine.

L'opinionista Alessandro Stagni l'ha più volte citata nella trasmissione Basketland, che conduce con Marco Calamai e Fabrizio Pungetti.

E forse qualcosa ci è sfuggita, ma non il commento trovato in un forum spagnolo che dice di Virtuspedia: "Es una página cojonudísima, más quisiera que algún equipo español tuviera algo similar".

 

Ecco la app del Vecchio Stile. Cliccando alla voce Virtus Story del menu vi ritroverete su Virtuspedia