GLI ALBORI DEL BASKET A BOLOGNA

LE ATTIVITÀ PRIMA DELLE COMPETIZIONI UFFICIALI

 

1891 - ECHI DA SPRINGFIELD

tratto da "Il Mito della V nera" di A. Baratti e R. Lemmi Gigli

 

Dall'America si apprende che il Prof. James Naismith, insegnante nel College "Springfield Ymca Training School" ha ideato un nuovo sistema di allenamento invernale consistente in un giuoco con la palla avente come scopo l'avvio della palla stessa entro un canestro appeso ad una certa altezza. Si sa che il professore ha diviso in due squadre gli allievi della sua classe e fatto disputare la prima partita.

...

Questa prima prova sembra abbia avuto esito trionfale per cui molto studenti, che avevano abbandonato la palestra annoiati dai soliti esercizi svedesi, l'hanno nuovamente frequentata. Le regole, pur mantenendo il gioco brioso ed a buon livello agonistico, eliminano ogni violenza. Anche nella Santa Lucia la notizia suscita interessamento e si chiedono maggiori ragguagli.

 

Il primo campo di pallacanestro della Virtus (foto tratta da Il Mito della V Nera)

1924

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Pioniere il cap. Vittorio Costa, a Bologna si è iniziato il gioco della Palla al Cesto. Nel giugno, la squadra universitaria che gareggia a Firenze nei rispettivi Giuochi e nel torneo di Palla al Cesto è formata completamente da atleti virtussini (tale squadra vinse il torneo - ndrc).

 

Squadra universitaria bolognese (virtussina) di basket vittoriosa a Firenze (foto tratta da Il Mito della V Nera)

 

Il Capitano Vittorio Costa (foto tratta da Il Mito della V Nera)

IL BASKET VIRTUSSINO PRIMA DELLA II GUERRA MONDIALE

tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

I campionati disputati dalla Virtus nella massima divisione, nel periodo precedente la seconda guerra mondiale, furono 9 e cioè tutti quelli organizzati dal 1935, anno della prima partecipazione delle Vu nere alla Serie A. Furono nove anni di rincorsa ad uno scudetto che però non volle arrivare mai. Molte volte ci si arrivò vicini, alcune altre vicinissimi, ma ci fu sempre qualcosa che mancava, o meglio c'era sempre qualche altra squadra, qualche altro club che vinceva quella partita in più; c'era quel giocatore che segnava il punto che serviva, mentre da parte bolognese mancava proprio quel punto, quel tiro fortunato.

Nel 1935 per la Virtus è il terzo posto, dietro la Ginnastica Roma (che appena l'anno prima era stata superata nello spareggio promozione di Firenze) e la Ginnastica Triestina. Davanti invece al GUF Bologna, iniziando così una serie di derby che darà sugo e colore al basket bolognese di tute le epoche, da quella dei pionieri a quella sfolgorante luce e colori di oggi. In quella formazione e in quella dell'anno successivo, ha modo di giocare anche uno studente universitario americano, di evidenti origini italiane, tale Nunzio Stallone.

Un  passo avanti l'anno dopo, nel campionato '35/'36, quando la Virtus passa al secondo posto davanti alla Ginnastica Roma e dl GUF Trieste, ma dietro alla Borletti Milano, che per quattro anni egemonizza il titolo italiano grazie alla classe di molti giocatori che faranno epoca a partire dal capitano Enrico Castelli.

Nel 1937 il basket è già in grande espansione e il campionato di Serie A è diviso in due gironi per un totale di 16 formazioni (ben 7 delle quali sotto l'egida dei GUF). Il titolo va al Borletti, che supera nel derby finale la Filotecnica Milano con una certa facilità, mentre le Vu nere erano state precedute, nel girone B, proprio dalla Filotecnica per un solo punto in classifica. I ragazzi della Virtus comunque finiscono il campionato con 11 vittorie e 3 sconfitte avendo segnato 505 punti (36 di media) e avendone subiti 327 (23,3 di media).

Siamo nel 1938 e il torneo di Serie A vede al via dieci formazioni. La Virtus deve lasciare il titolo ancora al Borletti cedendo di soli 3 punti in classifica e terminando il campionato con 5 sconfitte e 12 vittorie, avendo segnato 742 punti (43,6 di media) e avendone subiti 662 (38,9 di media).

Nel 1939 le formazioni ai nastri di partenza sono diventate solo nove e la Virtus scende al terzo posto dietro, oltre al Borletti, anche alla Ginnastica Triestina. La Virtus nel campionato '38/'39 termina con 28 punti in classifica, uno meno della Ginnastica e due meno del Borletti, con 4 sconfitte, 560 punti segnati (35 di media) e 438 subiti (27,3 di media). Rimane la soddisfazione di aver battuto i milanesi per 18 a 16 alla "Santa Lucia", costringendoli al più basso punteggio del loro attacco normalmente molto più prolifico.

Nel 1940 termina il quadriennio di dominio milanese, ma la Virtus non riesce ad approfittarne ed è ancora una volta seconda dietro questa volta i triestini della Ginnastica, i quali staccano di 4 punti i bolognesi che finiscono con 5 sconfitte, 621 punti segnati (34,5 di media) e 499 subiti (27,7 di media).

I campionati di basket, come ogni altra attività, proprio dal '40 cominceranno ad essere soggetti a continue mutilazioni di atleti che vengono chiamati sotto le armi; capiterà anche alla Virtus l'anno successivo, nel 1941, quando dovrà rinunciare a Galeazzo Dondi Dell'Orologio e ad Athos Paganelli, chiamati in zona di guerra. Proprio per questo la formazione felsinea deve aprire ai giovani e l'inesperienza dei nuovi giocatori fa precipitare la squadra al sesto posto, staccata di 7 lunghezze dalla Ginnastica Triestina che vince ancora il titolo davanti al Borletti. Le sconfitte sono 10 contro 8 vittorie, i punti segnati sono 557 (30,9 di media) e 516 quelli subiti (28,6 di media).

Nel 1942 lo scudetto tricolore prende la strada della Laguna e va alla Reyer Venezia, per la prima volta, mentre la Virtus risale diverse posizioni giungendo al terzo posto dietro ad una formazione romana dal nome assai familiare all'epoca: "Mussolini" (non è dato di sapere se godesse di particolari favori arbitrali). Le Vu nere terminano staccate di 4 punti, con 659 punti segnati (31,4 di media) e 441 subiti (21 di media).

"E nel '43 la gente partiva, partiva e moriva e non sapeva perché" canterà nel 1983 Lucio Dalla, tifoso numero uno della Virtus e playmaker prestato alle sette note. Sono anni di guerra ma si riesce lo stesso ad organizzare un campionato (pensate un po' cosa deve essere stata una trasferta in quei tempi!). Sono anni comunque "felici" per il basket bolognese che si assesta su posizioni di preminenza che serviranno da trampolino di lancio per il boom definitivo del tempo di pace nei primi anni della Repubblica. In quel periodo la "Santa Lucia" è un campo pressoché inespugnabile per chiunque: dal 1973 al 1943 la squadra bolognese disputò nel suo "tempio" 63 incontri di campionato, 52 dei quali vini, 10 perduti (di cui 4 nel 1941, il suo anno peggiore) e uno pareggiato. La "Santa Lucia" e il suo competente pubblico, rappresentavano cioè una sorta di sesto giocatore ante litteram della storia della pallacanestro italiana. Sempre in quel periodo altre glorie aspettano comunque la Virtus e i suoi giocatori. Dondi e Marinelli vengono chiamati a far parte della Nazionale che partecipa alle Olimpiadi di Berlino del 1936, dove l'Italia si classifica al 7° posto.

Ancora dall'album dei ricordi leggiamo cosa ha scritto recentemente su "Giganti del Basket" Adalberto Bortolotti ricordando quel periodo: "Parte da qui la leggenda della Vu nera: sono tutti bolognesi, anzi del quartiere di Castiglione. Gianfranco Bersani, che tiene una bottega nei pressi, li vede passare ed entrare in palestra. Li segue, si innamora di quello sport in sboccio lui che è nato con una malformazione ad un braccio e non ha mai fatto attività. Chiede: Mi prendete a giocare?, impara, si specializza, diventerà una delle più fulgide glorie Virtussine, pluricampione d'Italia e nazionale. Era un basket casereccio, umano e genuino. Prima dell'inizio, ci si riuniva a centrocampo e, stretti l'uno all'altro, si lanciava il grido di guerra. Quello del Santa Lucia scandito da voci possenti sotto le volte antiche diceva:

E par la mi bela bala

un occ' am bala

un occ' am bala

am bala un occ'

un occ', un occ' un occ'

CHIARIMENTO

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Nel 1984, in occasione della conquista della stella da parte della Virtus, uscì un libro di Tullio Lauro che celebrava i 50 anni della Virtus Pallacanestro, facendo risalire la nascita di questa sezione al campionato 1934 che sancì la promozione delle Vu nere in Divisione Nazionale; il lavoro del noto giornalista, scomparso nel 2000 era anche confortato dal fatto che non esistevano dati né ufficiali, né ufficiosi, su un’attività precedente, se non qualche piccolo cenno dello storico della Virtus Renato Lemmi Gigli, che nel libro del centenario fece qualche riferimento all’attività iniziale della pallacanestro a Bologna in generale e alla Virtus in particolare. Lo stesso Lemmi Gigli, però, sapeva bene che il basket in Virtus aveva già una piccola storia prima di quel 1934 e, seppure senza farvi mai riferimento specifico con la signorilità e riservatezza che lo contraddistingueva, accolse con scetticismo quella pubblicazione, come a sottolineare che si fosse un po’ cavalcata l’onda della ricorrenza in occasione della vittoria del decimo scudetto. Impegnato nel completare “centomila canestri”, libretto regalato agli abbonati nel 1987, contenente tutta la storia statistica della Virtus Pallacanestro, non ebbe mai modo di dare luogo alle ricerche sull’attività primordiale delle Vu nere, forse anche stanco dopo una vita passata a inseguire dati riguardanti le sue passioni sportive, la Virtus (ne seguiva tutte le sezioni) e il Bologna calcio. Da allora ho sempre pensato che quella verità storica andasse ristabilita, un “dovere” nei confronti della Virtus e di Lemmi Gigli stesso. Oggi, dopo 30 anni, possiamo ricostruire, seppure con qualche piccola lacuna dovuta a qualche dato mancante, l’esatto evolversi delle vicende bianconeri in quei primi anni di vita: i cinque Tornei Invernali Propaganda, riservati a squadre bolognesi, organizzati per diffondere lo sport della pallacanestro, che si svolsero dal 1930/31 al 1934/35 e i campionati nazionali di prima e seconda divisione - zona Emilia, ai quali però si iscrivevano solo squadre bolognesi, nelle stagioni che vanno dal 1929/30 al 1932/33, con l’eccezione della stagione 1931/32, nella quale la Virtus non partecipò. I primi passi risalgono, però, sicuramente a un paio di anni prima: nelle stagioni 1927/28 e 1928/29 i "ragazzi dell'atletica", Chiaffarelli, Colombo, De Luigi, De Simoni, Grigioni e Padovani, lanciatori, saltatori e velocisti della sezione atletica della S.E.F. Virtus si lanciarono nei primi allenamenti e nelle prime partitelle in famiglia. Ora, compiuto questo passo, si può dire che la realtà storica della Virtus sia ancora più completa e ricca.

 

I PIONIERI DEL BASKET

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Oltre a ginnastica e atletica, un'altra attività sta prendendo piede alla Santa Lucia. Si tratta della pallacanestro, un gioco nuovissimo per queste scene, che attira sempre più i giovani della nostra e di altre palestre. Assistiamo così ad una vera e propria fioritura di squadre. Nei primi tornei a carattere locale scendono in lizza con una o più formazioni la Virtus, la Bologna Sportiva, la Fortitudo, l'A.P. Galvani, la Pro Juventute, il GUF. Ad un primo torneo bolognese di propaganda (Virtus terza) fa seguito un campionato emiliano di 2a divisione a otto squadre vinto anch'esso dal quintetto del Galvani, nel quale giocano il tennista Canepele e Athos Paganelli considerati i due migliori elementi di questa prima pallacanestro bolognese. In questo campionato la Virtus piazza le sue due formazioni al quinto e settimo posto. Siamo comunque a livelli pionieristici, la misura dei quali ci viene offerta dal primo importante avvenimento cestistico registrato nella nostra città: la venuta della squadra estone del Kalev di Tallin a quel tempo in tournée in Italia. Si gioca, nella S. Lucia, il 17 gennaio, arbitro Vittorio Ugolini, ma fra gli specialisti baltici (già allora all'avanguardia in questo sport) e la Rappresentativa bolognese formata da Candi, Caniato, Canepele, Crocioni e Paganelli (riserve Valvola e Hercolani) non c'è praticamente confronto: 86-12 il risultato finale dove, per la cronaca, i nostri realizzatori sono Canepele (4) e Paganelli (8), come volevasi dimostrare. Nella passione dei neofiti evidentemente non c'è posto per lo sconforto. Al contrario la lezione impartita dai maestri di Estonia schiude ai nostri giovani nuovi orizzonti, allarga il campo delle loro cognizioni cestistiche. Con l'approssimarsi dell'inverno 1932-33 la pallacanestro bolognese ritorna in movimento, riprendono i tornei, cresce lentamente il livello del gioco. Le squadre rinnovano la loro sfida. A febbraio il torneo di propaganda si conclude col successo stavolta della Bologna Sportiva davanti alle due squadre del Galvani nonché a Virtus e Pro Juventute quarte a pari merito. Le cronache dell'epoca ci tramandano la nostra più antica formazione: Vannini, Reggiani, Marinelli, Cenacchi, Cplombo, De Simoni con l'aggiunta di Ricci, Simonini e Contessi. Siamo ancora agli albori della pallacanestro virtussina. L'inizio di una strada che, nel giro di pochi anni, condurrà assai lontano.

 

VANNINI E MARINELLI PRIMI CANESTRI

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

 

A novembre la pallacanestro che quest'anno si costituisce ufficialmente in sezione, manda in onda alla Santa Lucia un altro dei suoi tornei invernali di propaganda. La Virtus, ricuperati alcuni suoi elementi disseminati nelle varie formazioni cittadine, vi partecipa con due squadre. Nella prima figurano Vannini, Marinelli, Reggiani, Pirazzoli, Paganelli, Valvola e Guidobaldo Jahier; nella seconda Bonvicini, Cao, Cenacchi, Faglioni, Ornati e Rossetti. Finiscono tre a pari merito e gli spareggi disputati nel febbraio 1934 danno la seguente classifica finale: 1a Guf Galvani (con Dondi, Canepele e Stallone), 2a Virtus prima squadra, 3a Fortitudo (con Girotti). Quanto alla seconda squadra virtussina, è quarta su dieci formazioni partecipanti. Il 1934, come vedremo, sarà l'anno che qualificherà Vannini, Marinelli e compagni a livello nazionale.