VALERIA BATTISODO

Valeria Battisodo in allenamento

 

 

nata a: Pesaro

il: 03/10/1988

altezza: 174

ruolo: playmaker

numero di maglia: 20

Stagioni in Virtus: 2020/21

biografia su wikipedia

DANIELE CAVICCHI

 (foto tratta da www.virtus.it)

Nato a: Bologna

Il: 17/06/1980

Stagioni alla Virtus (come viceallenatore): 2005/06 - 2006/07 - 2007/08 - 2011/12 - 2012/13 - 2013/14 - 2014/15 - 2015/16 - 2016/17



 

BENVENUTA VALERIA!

tratto da www.virtus.it -13/06/2020

 

Virtus Pallacanestro S.p.A comunica di aver raggiunto un accordo con Valeria Battisodo.


“Sono molto felice di giocare in un Club così prestigioso come la Virtus Bologna e ringrazio la Società per questa opportunità. Non vedo l’ora di ricominciare a giocare dopo questo lungo periodo di stop. In campo darò il massimo per aiutare la mia squadra a vincere. Un saluto a tutti i tifosi!” – dichiara la nuova giocatrice bianconera.

 

La scheda. Playmaker di 174 cm, Valeria Battisodo nasce a Pesaro il 3 ottobre del 1988.

Nel 2005 si trasferisce a Parma in forza alla Lavezzini, dove rimane per tre stagioni ritagliandosi un ruolo importante nelle rotazioni di squadra.

Lascia il club emiliano per trasferirsi all’Umbertide e, successivamente, indossa per due stagioni la canotta del Club Atletico Faenza.

Nel 2010 ritorna a Parma dove viene inserita per due stagioni consecutivi nel quintetto ideale del campionato (13/14 e 14/15).  Nell’ultimo anno disputato in Emilia produce 8.7 punti, 1.8 assist e 2.1 rimbalzi di media in 27.5 minuti di utilizzo a partita

Nel 2015 passa a Schio dove conquista la prima Supercoppa Italiana e il suo primo scudetto. Nella stagione 16/17 si trasferisce a Lucca conquistando per la seconda volta consecutiva il tricolore.

Torna a Schio nella stagione 18/19, con il club veneto vince il suo terzo scudetto e conquista 2 Supercoppe Italiane. Nell’ultima stagione disputata produce 3.6 punti, 2.4 assist e 1.4 rimbalzi di media in 14.2 minuti di utilizzo a partita.

In Nazionale. Con l’Under 16 ha giocato gli Europei in Turchia e di Torino, con l’Under 18 quelli di Budapest e Chieti (promozione in Division A), con l’Under 20 addirittura quattro esperienze dal 2005 al 2008: Brno, Sopron, Sofia e Chieti. Ha vinto il Trofeo Bam con la Nazionale Under 13.

Debutta con la Nazionale maggiore all’All Star Game 2011; per Valeria 14 le presenze e 60 i punti totali con la maglia azzurra.

 

Virtus Segafredo Bologna dà il benvenuto ufficiale a Valeria Battisodo nella grande famiglia bianconera.


 

NUOVI ARRIVI E RINNOVI ALLA VIRTUS FEMMINILE

di Ezio Liporesi - Cronache Bolognesi - 10/07/2020

 

VALERIA BATTISODO

Nasce a Pesaro il 3 ottobre 1988.

Playmaker di 174 cm, nel 2005 si trasferisce a Parma in forza alla Lavezzini, dove rimane per tre stagioni. Si trasferisce poi all’Umbertide e, successivamente, gioca due stagioni nel Club Atletico Faenza. Nel 2010 ritorna a Parma, dove viene inserita nel quintetto ideale del campionato nel 2013/14 e 2014/15, anno in cui produce 8.7 punti, 1.8 assist e 2.1 rimbalzi di media in 27.5 minuti di utilizzo a partita

Nel 2015 passa a Schio, dove conquista la prima Supercoppa Italiana e il suo primo scudetto. Nella stagione 16/17 si trasferisce a Lucca conquistando per la seconda volta consecutiva il tricolore. Torna a Schio nella stagione 18/19, vince il suo terzo scudetto e conquista due Supercoppe Italiane. Nell’ultima stagione disputata produce 3.6 punti, 2.4 assist e 1.4 rimbalzi di media in 14.2 minuti di utilizzo a partita. In Nazionale, con l’Under 16 ha giocato gli Europei in Turchia e di Torino, con l’Under 18 quelli di Budapest e Chieti (promozione in Division A), con l’Under 20 quattro esperienze dal 2005 al 2008: Brno, Sopron, Sofia e Chieti. Ha vinto il Trofeo Bam con la Nazionale Under 13. Debutta con la Nazionale maggiore all’All Star Game 2011; per Valeria 14 le presenze e 60 i punti totali con la maglia azzurra.

MARIA BEATRICE BARBERIS

Nasce a Milano il 6 novembre 1995.

Guardia e ala piccola di 180 cm, cresce nel Geas S.S.Giovanni ed entra a far parte della prima squadra nella stagione 2012/13 in serie B, conquistando la promozione in A2. Nella stagione 2013/14 viene confermata e l’anno successivo, vince la Coppa Italia di A2 e conquista la promozione nella massima serie.

Il debutto in A1 avviene nella stagione 2015/16, con 7.9 punti e 4.5 rimbalzi di media in 26.2 minuti di utilizzo a partita, che non bastano ad evitare la retrocessione. Due stagioni in A2, poi nel 2017/18 Beatrice ottiene la seconda promozione in A1.

Dopo una stagione in A1 con il Geas, Barberis lascia il club di Sesto San Giovanni per trasferirsi in forza all'Iren Fixi Torino. Nell’ultima stagione disputata ha giocato 19 gare producendo 12.3 punti, 4 rimbalzi e 3.8 assist di media in 34 minuti di utilizzo a partita.

Con la maglia azzurra fa il suo debutto ad Amsterdam l’8 luglio 2017, nella gara vinta contro la Repubblica Ceca valevole per la Coppa Europa 3×3 Open femminile.

BROOQUE WILLIAMS

Nasce a Pittsburgh il 14 gennaio 1989

Guardia di 175 cm, cresce nella California University della Pennsylvania, affermandosi come una delle migliori giocatrici del college. Brooque risulta prima per il numero di palloni rubati e detiene il primato di miglior marcatrice nella storia sportiva del college. In seguito va in Australia e Germania, dove, con l’Eisvogel Freiburg nel 2013 vince una Dbbl Cup. Debutta nel campionato italiano nella stagione 2014/15 nella squadra di Battipaglia. Nella stagione dell’esordio di A1, con una media di 19.5 punti, sfiora il titolo di miglior marcatrice del campionato. Dopo un anno in Francia in forza all’Arras Pays D’Artois, Williams ritorna a Battipaglia e questa volta conquista il titolo di Top-Scorer della regular season: 19.6 punti di media, con una punta di 36 contro Torino e 5 doppie-doppie in 21 gare. Dopo l’esperienza spagnola all’Al-Qazeres Extremadura, chiusa a 14.1 punti, 5.2 rimbalzi e 1.7 assist, nella stagione 2018/19 torna nel campionato italiano nel Geas Sesto Giovanni. Nell’ultima stagione disputata in Lombardia ha messo a referto 16.7 punti, 4.6 rimbalzi, 2.1 assist di media a partita.

RINNOVI PER TASSINARI E D'ALIE

La Virtus ha poi ufficializzato il rinnovo contrattuale di Elisabetta Tassinari e Rae D'Alie. "bb_sette", capitano delle V nere, nella passata stagione, la prima della Virtus femminile, ha disputato tutti i 19 incontri di Serie A, con una media di 7,1 punti, 2,4 rimbalzi e 1,2 assist a partita in 29,2 minuti di utilizzo. Rae ha fatto registrare 4,4 punti, 2,1 rimbalzi e 1,8 assist di media a partita in 19 minuti di utilizzo.

Valeria Battisodo nell'esordio casalingo in campionato

BATTISODO: SIAMO UN BEL GRUPPO, CERCHIAMO DI MIGLIORARCI GIORNO PER GIORNO

tratto da bolognabasket.it - 04/11/2020

 

Valeria Battisodo è stata sentita da Emanuele Malaguti per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Ho iniziato a giocare per divertimento. A Pesaro dove sono nata è pieno di campetti e giocavo dalla mattina alla sera, poi mi sono iscritta all’Olimpia Pesaro e da lì non ho più smesso. Anche mio padre da ex giocatore ha contribuito, spingendomi verso questo sport senza però mai forzarmi.

La Virtus? Sono stata contattata durante la quarantena, una chiamata che mi ha lusingata da subito. Sin da subito è stata un’ipotesi concreta, sia per la vicinanza a casa che per gli obiettivi societari, il resto è stata una naturale conseguenza.

Alla Virtus c’è una grande organizzazione, fattore derivante dalla presenza già consolidata della maschile. La società ci è vicina e ci fa sentire la propria stima e il proprio affetto, spero che questa realtà sia da esempio come lo è stata la Reyer Venezia ed altre società, per aumentare l’attenzione sul settore femminile, arrivando con il tempo ad annullare la differenza con quello maschile. Anche con le ragazze c’è un ottimo rapporto: è un gruppo di persone molto intelligenti, con cui si possono condividere tante cose sia dentro che fuori dal campo. Questa cosa ci ha unite tanto, com’è emerso anche durante alcune partite, non mollando mai anche nelle occasioni più difficili.

Obiettivi? L’obiettivo principale è quello di finire il girone d’andata nei primi quattro posti per andare alle Final Eight di Coppa Italia, poi si vedrà. Non mi sbilancio, ma sono fiduciosa: siamo un bel gruppo, cerchiamo di migliorarci ogni giorno per dare sempre il massimo ed è quello che proveremo di fare fino alla fine del campionato.”

BATTISODO SENZA FINE

Quindici stagioni in a1 alle spalle, in testa e nelle mani il manuale del play: la regista della Virtus Bologna ha una carriera straordinaria, con fermate da scudetto a Lucca e Schio. la ripercorriamo partendo dalle giornate intere passate a giocare a piedi nudi sui campetti della spiaggia della sua Pesaro. Con la maglia della Virtus sta viaggiando a 7.6 punti e 4.3 assist di media e il 42% da 3 punti. In carriera ha vinto 3 scudetti (due a Schio e uno a Lucca) e 3 supercoppe.

di Giulia Arturi - Pink Basket - 27/02/2021

 

Il ruolo di playmaker è questione di equilibrio. Tra la squadra, l’allenatore, se stessi. Tra tirare, passare, gestire. Bisogna sapere chi sta segnando, chi deve entrare in ritmo, dove sono i vantaggi, quanto tempo manca, se è il momento di correre o quello di rallentare. Il manuale è corposo. Sembra che per centrarle tutte si debba abitare in un perenne stato di grazia, ma alla fine è tutta questione di consapevolezza. Il playmaker deve sentire dentro anche la responsabilità della squadra e contemporaneamente gestire se stessa come un quinto della squadra, quindi quasi sdoppiarsi. Le sfumature sono degne di un paesaggio impressionista: migliaia di pennellate si fondono in un colpo d’occhio di perfetta armonia. Valeria Battisodo potrebbe teorizzare tutto questo anche dormendo: con il senso del gioco e della guida della squadra, ci è nata. Nella sua carriera ha avuto anche tante occasioni di “studiare” con delle grandi interpreti del ruolo, senza mai restarne nell’ombra, più spesso camminandoci a fianco. Avere occasioni di rubare qualche segreto ai saggi è sempre una fortuna. La buona sorte però ha poco a che fare quando si parla di una carriera che conta 15 stagioni di A1: Parma, Faenza, Umbertide, due scudetti a Schio e uno a Lucca, due anni di Eurolega e ora saldamente alla guida della Virtus Bologna. Alcune pennellate poi illuminano più delle altre: nello specifico andatevi a cercare il passaggio bowling da un canestro all’altro per lanciare la compagna in contropiede nella partita contro Lucca. Questo nel manuale lo trovate alla voce “colpi di genio”.

Tu sei di Pesaro, una delle capitali italiane del basket. Che cosa ti lega alla tua città e alla pallacanestro pesarese? Come sono stati i tuoi esordi? “Ho iniziato da piccola a giocare al mare, nei campetti di fianco alla spiaggia con gli amici, a piedi scalzi. Si andava avanti fino a che non veniva buio alle nove e non arrivava qualche urlo dei genitori per cercare di riportarci a casa, era bellissimo. Passavo l’estate così e non ho più smesso. Pesaro è una città dove si respira basket, è difficile non essere coinvolti dalla passione. Poi a casa c’era mio papà che giocava e andare a vedere con i miei genitori le partite della “Scavo” era un appuntamento fisso. Poi sono approdata all’Olimpia Pesaro ed è iniziato il mio percorso”.

Il riepilogo della tua carriera ormai prende una schermata intera di video, ma nel grande basket hai esordito a Parma. Come sono state quelle prime tre stagioni?

“Mi sono trasferita a Parma l’anno della quarta superiore. Ho fatto lì gli ultimi anni di giovanili ma già ero in prima squadra appena arrivata. È stato difficile, io venivo dalla B regionale, non ho mai fatto neanche una stagione di A2 per esempio, il salto è stato grande. Mi divertivo: avevo il gruppo delle giovanili, ci allenavamo con la prima squadra e ho avuto comunque spazio e fiducia da parte di coach Scanzani. Giocavo a fianco di Monica Bello, e tante giocatrici di spessore con cui ho iniziato a crescere per davvero, e avevo già tante responsabilità in campo”.

Poi il passaggio a Umbertide, alla corte di quel Lollo Serventi che hai ritrovato quest’anno alla Virtus Bologna.

“Sì, una stagione di grande lavoro e di miglioramento grazie agli allenamenti individuali. Avevo vent’anni, ho fatto dei gran gradoni, su e giù nel palazzetto di Umbertide (risata). Mi sono fatta una bella corazza dal punto di vista mentale e l’anno seguente sono andata a Faenza”.

In Romagna ti trovi a giocare con Adriana, playmaker brasiliana, tra le più forti che il nostro campionato abbia mai visto.

“Esatto. Era un motorino instancabile. Mi ricordo gli allenamenti con Paolo Rossi, dei grandi uno contro uno in continuità: se la difesa subiva canestro cambiava l’attacco e si andava avanti. Diciamo che con Adriana, Modica, Alexander in squadra qualche giro in difesa in più me lo sono fatto (risata). Sono contenta di tutto quello che ho vissuto, sono cresciuta tantissimo grazie a queste sfide. Ripensandoci adesso è stato sia difficile che bello. Tutt’ora non mi spiego come facesse Adriana: non solo era una delle più forti del campionato, ma non mancava mai un’uscita post allenamento. E poi sempre fresca e decisiva come se nulla fosse!”.

Dopo Faenza il ritorno a Parma, stavolta da “grande” e per quattro stagioni: che cosa ricordi di quella cavalcata?

“Sono tornata a Parma e ho avuto spazio e responsa

bilità, ho messo in pratica tutto quello che avevo imparato. Per due stagioni ho giocato anche con Francesca Zara, ero ammirata dal suo modo di passare la palla in tutte le situazioni e da come vedeva il gioco. In più aveva un grandissimo carisma, una leader sia in campo che fuori, ma comunque una persona umilissima. Ho cercato di prendere tutto il buono che potevo. Lei poi aveva avuto già moltissime esperienze ovunque, dalla Wnba alla Russia, era veramente al top. La stagione con Harmon, Sonja Kireta, “Fra” Zara e coach Procaccini è stata forse la migliore della mia carriera, un campionato davvero indimenticabile. Mi ricordo ancora la vittoria in campionato contro Schio”.

Hai giocato in tante grandi squadre. Più le ambizioni sono alte, più la squadra è attrezzata e hai spesso condiviso il ruolo con grandi giocatrici.

“Sì, ho giocato con gente anche più forte di me, non è mai stato un peso, anzi, ho imparato a dare il mio contributo in qualsiasi situazione, che fosse entrando dalla panchina o in quintetto. Tutte esperienze che mi hanno dato la tranquillità di esser sempre pronta a prendermi responsabilità. Quando ti alleni con gente forte è sempre un momento di miglioramento. A Lucca con Francesca Dotto, per esempio, mi sono trovata a mio agio: eravamo complementari. Lei veloce, attaccante, istintiva. Io un po’ più ragionatrice, da gioco schierato che da transizione. Quindi molto diverse, ma ci siamo trovate benissimo insieme, anche fuori avevamo un bellissimo rapporto di amicizia e questo in campo ci è servito. C’era la rivalità giusta, quella che deve esserci in un gruppo, abbiamo appreso una dall’altra e poi abbiamo anche vinto”.

A proposito di Lucca. Quello scudetto è la soddisfazione più grande?

“Sì, è stato un momento veramente emozionante. Eravamo un gruppo unico anche per merito dell’allenatore Diamanti. Stavamo bene insieme anche fuori e questo in campo si sentiva: eravamo sempre unite e pronte a reagire di fronte a qualsiasi difficoltà. E lo ha dimostrato il modo con cui abbiamo vinto la finale contro Schio: era scritto, perché quel rimbalzo e canestro di Wojta ha dell’incredibile. E poi c’era il palazzetto strapieno, abbiamo festeggiato per una settimana in centro a Lucca con i ristoranti che ci davano da mangiare gratis!”.

Di partite tese e importanti ne hai giocate molte, ma come le affronti? Visto anche il tuo ruolo di responsabilità che non prevede passaggi a vuoto.

“Mi trovo a mio agio: giocare play richiede delle grandi responsabilità, ma quando riesci a reggerle le soddisfazioni sono altrettanto grandi. Ovviamente ogni vol-

ta è un banco di prova, ma quando riesci a guidare la squadra nelle scelte giuste per una vittoria, quello del play è il ruolo più bello. Mi è capitato di giocare minuti da guardia, ma se dovessi scegliere rinascerei tutta la vita playmaker!”.

Dopo Lucca sei tornata a Schio, dove avevi già giocato una stagione, com’è nata quella scelta?

“Mi aveva cercato proprio coach Vincent: sapevo che avrei avuto delle grandi responsabilità, sia in campionato che in Eurolega e volevo fare bene a tutti i costi, perché il coach si aspettava parecchio da me, quindi un po’ di pressione la sentivo. Ma mi ha aiutato molto, e penso sia stato il più bravo allenatore che abbia mai avuto: preparato, calmo, molto chiaro in quello che voleva da me. Mi ha fatto migliorare nelle cose in cui pensavo di non averne più bisogno. Anche il suo modo assolutamente professionale di relazionarsi con le giocatrici, come se fossero ‘colleghe’, mi ha colpito. È un allenatore molto intelligente, ogni esercizio ha

uno scopo preciso: un’attenzione a tutti i dettagli che poi alla fine fa la differenza. Le due stagioni a Schio sono state una grande avventura, soprattutto l’Eurolega: un’esperienza che auguro a tutti”.

In cosa ti ha fatto fare un altro salto di qualità coach Vincent?

“Sul ritmo, sulla gestione della squadra, su cosa scegliere in ogni momento della partita. Certo, ci pensavo anche prima, ma sono andata oltre. Lui vuole dal playmaker un contributo preciso: selezione dei tiri, comprensione di quando si deve attaccare e quando no. È un approccio molto tattico e quindi in questo senso mi ha aiutato moltissimo”. “Allie Quigley: aveva una facilità di tiro impressionante, anche quando era raddoppiata trovava sempre il giusto equilibrio. Faceva sempre canestro, era veramente il top. Abbiamo fatto una cena con la società alla fine della stagione per salutarla ed io e Dotto abbiamo scritto su un lenzuolo ‘Stay’ e glielo abbiamo lasciato di notte davanti a casa sul marciapiede! (risata). D’altra parte, lei ci toglieva sempre le castagne dal fuoco: un sogno per qualsiasi playmaker! Un talento indiscutibile”.

Hai mai pensato al dopo?

“Sono laureata in Scienze Motorie e sto facendo la magistrale, ma il mio sogno è quello di fare Fisioterapia. Ma a giocare mi diverto ancora parecchio”.

Il tuo rapporto con la Nazionale? Hai fatto molti europei giovanili e qualcosa di meno con la senior. Ti è mancato quest’ultimo passaggio?

“Con la Nazionale ho un rapporto molto strano. Ho fatto tutte le giovanili, anche con impegni doppi du-

Giocare nel ruolo di play richiede delle grandi responsabilità, ma se riesci a reggerle bene le soddisfazioni sono altrettanto grandi.

Hai avuto molti allenatori con approcci totalmente differenti. Sei sempre riuscita ad interagire nel modo giusto con ognuno di loro?

“Sì, per esempio Diamanti a Lucca era tutto difesa, un’ossessione! Ho avuto i miei momenti difficili, ma crescendo sono riuscita a trovare la chiave per rapportarmi con tutti. Ho sempre cercato di trarre il buono da ogni allenatore: bisogna imparare ad adattarsi al meglio ad ogni situazione in qualsiasi posto ti trovi, e vale sia per il basket sia per un luogo di lavoro”.

La compagna di squadra che più ti ha impressionato?

rante le estati con under 18 e 20, poi sono stata chiamata presto sia da Lambruschi che da Ticchi in quella senior: tanti raduni senza però mai partecipare a competizioni ufficiali. L’anno in cui, secondo il mio parere, dopo una bella stagione a Parma, avrei dovuto essere in Nazionale non fui convocata da Ricchini e da quella volta sono stata praticamente tagliata fuori, nonostante penso che un posto in quel momento me lo sarei veramente meritata. Ho fatto poi ancora qualche raduno, ma non sono mai riuscita ad essere presente a nessuna competizione ufficiale e mi è dispiaciuto molto, è l’unico rimpianto che ho”.

Ora Bologna, una città dove si respira basket come nella tua Pesaro.

“Sono contenta di essere in questa squadra. È un società dove si sta davvero molto bene, Bologna è una bellissima città, il gruppo è super: le italiane mi hanno fatto sentire da subito a casa e anche le straniere sono bravissime. Sono venuta alla Virtus con l’idea di portare tutto quello che ho imparato in questi anni e spero di esserci riuscita e di continuare a farlo, sono soddisfatta di come sono andate sinora le cose e dobbiamo dimostrare che quanto fatto non è stato un caso. Purtroppo la situazione Covid non mi permette di vivere al massimo la città, di vedere allenamenti e partite della Virtus maschile come vorrei, ma vale la pena di prendere sempre il buono delle situazioni”.

 

 

 

 


 

BATTISODO: ORA VOGLIAMO DIMOSTRARE CHE CI SIAMO, DI NON ESSERE AI VERTICI PER CASO

tratto da bolognabasket.it - 04/03/2021

 

Nella rubrica “1VS1” Lega Basket Femminile alla scoperta delle protagoniste del campionato. Dopo il traguardo dei 2000 punti in Serie A1 raggiunto sabato pomeriggio contro Campobasso, Valeria Battisodo si racconta ai microfoni di Mary Sbrissa. Abbiamo conversato con lei in diretta Instagram, presentando anche le imminenti Techfind Final Eight di Coppa Italia Serie A1in cui la sua Virtus Segafredo Bologna è la società ospitante, ecco le sue parole.

Questo fine settimana hai raggiunto l’importante traguardo dei 2000 punti in A1, che sensazioni hai provato?
Sono contenta, non pensavo che in quella partita avrei raggiunto quel traguardo, è stato importante, ma non me l’aspettavo, sono sincera. Da tanti anni gioco in Serie A, con questo sono 16 anni in A1, è incredibile perchè sono passati velocemente.

Com’è stato immergersi da subito in A1 e rimanerci sempre?
Il salto da Pesaro, dove sono cresciuta, a Parma è stato un salto mortale: dalla B Regionale all’A1, è stata davvero tosta. Dopo ho avuto la fortuna di non scendere mai di categoria, ho iniziato con tre anni a Parma e poi sono stata in giro per l’Italia, si sono susseguite tante esperienze che mi hanno fatto crescere, sono stata molto fortunata.

Dopo tanti viaggi ora a Bologna, e siete subito nei piani alti della classifica: era un vostro obiettivo o è inaspettato?
All’inizio non conoscevo la squadra, non sapevo come sarebbe andata e quindi non mi aspettavo molto: ma non perchè non credessi nella squadra, più che altro perchè non la conoscevo bene. Ciò che abbiamo fatto è stato raggiunto col lavoro di ogni giorno in palestra, affrontando una partita alla volta, ed è stato un gran traguardo: ma ora viene il difficile, dimostrare che non è stato un caso.

Da oggi le Techfind Final Eight di Coppa Italia Serie A1 a Bologna, com’è vivere a “Basket City”?
Da inizio stagione speravo che le Final Eight venissero organizzate a Bologna, finalmente posso dire che questa speranza si realizzerà. Bologna è una città fantastica, con tanta gente che segue la pallacanestro: si merita quest’organizzazione. Si tratta di una città bellissima, sono convinta che sul campo sarà un grande spettacolo, anche per il pubblico che seguirà l’evento da casa.

Stando a Bologna vivete anche a stretto contatto con la maschile… C’è stato un momento durante la stagione in cui Teodosic ha fatto un passaggio bowling e tu, la partita dopo, l’hai imitato: hai preso ispirazione da lui?
Non so, mi è venuto istintivo e devo dire anche che mi è venuto più o meno uguale, quello di Teodosic però è stato sicuramente molto più bello…A parte gli scherzi, abbiamo una gran fortuna nel vivere da vicino la maschile, pur non potendo assistere ai loro allenamenti e a molte partite per i protocolli sanitari. La Virtus è una grande realtà, significa tantissimo che abbia deciso d’investire nel femminile e spero che anche altre società maschili seguano quest’esempio.

Com’è stata la tua stagione secondo te? Le cifre sono molto buone.
Sono molto contenta della mia stagione, ma posso ancora migliorare perchè si può sempre farlo. Vorrei esser più incisiva in certi momenti, invece d’innervosirmi; migliorare le percentuali da due e andare meglio in difesa. Però sono soddisfatta, quello che abbiamo fatto sino ad adesso, con una squadra nuova che non si conosceva per niente, è notevole: abbiamo subito trovato una grande alchimia tra noi. Adesso vogliamo dimostrare nel finale di stagione che ci siamo, che abbiamo superato la recente striscia di tre sconfitte di fila e che possiamo continuare a fare bene come a inizio campionato.

Formi un duo molto compatibile di play con Rae D’Alie, come vi trovate in campo?
Siamo diversissime, lei porta tanta energia dalla panchina e riesce sempre a cambiare il ritmo mentre io sono più “ragionatrice” e vado più piano. Penso che stiamo facendo un buon lavoro insieme, lei è stata condizionata da un infortunio a metà stagione ma credo che in futuro le cose andranno sempre meglio.

Chi è la tua favorita per alzare la Coppa Italia?
Penso che Schio e Venezia si contenderanno la Coppa, Venezia è stata un rullo compressore per tutta la prima parte di stagione e credo che voglia vincere questo trofeo, ma Schio vorrà dire la sua…e anche Bologna, ovviamente.