SERGIO SCARIOLO

Scariolo con Zanetti il giorno della presentazione

 

nato a: Brescia

il: 01/04/1961

Stagioni alla Virtus: 2021/22

biografia su wikipedia

 Clicca qui per Scariolo allenatore da luglio a settembre nel 2003

SERGIO SCARIOLO NUOVO HEAD COACH DI VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA

tratto da www.virtus.it - 18/06/2021

 

L’Amministratore Delegato Luca Baraldi è lieto di annunciare che Sergio Scariolo sarà Head Coach di Virtus Segafredo Bologna.

Il tecnico bresciano inizia da vincente la carriera da allenatore, a soli 29 anni infatti conquista il suo primo scudetto sulla panchina della Scavolini Pesaro. Nella stagione 97/98 Scariolo lascia l’Italia ed approda al Tau Vitoria dove chiude al primo posto la Regular Season e raggiunge le finali della Liga ACB. Chiude la prima esperienza con il Club basco conquistando una Coppa del Re. Gli ottimi risultati ottenuti gli valgono la chiamata del Real Madrid, divenendo così il primo allenatore italiano alla guida dei “Blancos”. Conquista subito il titolo Nazionale in finale contro Barcelona e viene nominato miglior allenatore dell’anno. Nel 2003 il passaggio alla guida del Malaga dove rimane per cinque stagioni arricchendo il suo palmarès con il Doble (Liga ACB e Coppa del Re) ottenuto nella stagione 2005/2006.

Nel 2009 diviene capo allenatore della Nazionale Spagnola. Nello stesso anno debutta agli Europei e conquista la sua prima medaglia d’oro in finale ai danni della Serbia. Vince la seconda medaglia d’oro agli Europei del 2011, questa volta contro la Francia di Tony Parker e chiude la sua prima esperienza con la selezione iberica conquistando nel 2012 la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra. Nel 2015, al ritorno sulla panchina delle “Furie Rosse”, conquista la terza medaglia d’oro agli Europei, la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio nel 2016 e il terzo posto agli Europei del 2017.

Nel luglio 2018 diventa vice-allenatore dei Toronto Raptors in NBA pur rimanendo sempre alla guida della panchina Spagnola. Il 2019 vede Sergio Scariolo protagonista indiscusso della scena del basket mondiale: la conquista dell’anello contro i Golden State Warriors e il primo posto con la Nazionale spagnola ai Mondiali lo rendono l’unico allenatore italiano ad aver vinto un Mondiale e un titolo NBA.

Il nuovo Coach delle V Nere verrà presentato agli organi di stampa martedì 22 giugno alle ore 11.30, presso la Virtus Segafredo Arena, alla presenza del Patron Massimo Zanetti.

Virtus Segafredo Bologna dà il benvenuto ufficiale a Sergio Scariolo nella grande famiglia bianconera.

OGGI LA PRESENTAZIONE DI SCARIOLO: SI RIPRENDE UN DISCORSO INTERROTTO 18 ANNI FA

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 22/06/2021

 

Oggi ci sarà la presentazione di Sergio Scariolo, un ritorno alla Virtus, perché nel 2003 fu per quasi tre mesi allenatore della Virtus, senza mai guidare le V nere. Ecco la cronaca di quei giorni.

8 luglio 2003. La Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver raggiunto, in data odierna, un accordo triennale con il signor Sergio Scariolo, che ricoprirà il ruolo di capo allenatore.

Il 5 agosto Scariolo afferma che non avrebbe lasciato la Virtus finché questa vicenda non si sarebbe conclusa.

La Virtus cerca la riammissione attraverso il passaggio di consegne tra Madrigali e Sabatini, saldando e transando le pendenze con i tesserati; lo staff tecnico, Scariolo in primis è pronto a dimezzarsi lo stipendio, ma il 31 agosto la richiesta viene bocciata.

Il 24 settembre, dopo che la Virtus ha evitato il fallimento e Sabatini, attraverso l'acquisizione di Castel Maggiore, può garantire un campionato di A2, Sergio Scariolo se ne va. Lo fa dopo tre mesi di anticamera, da coach di una Virtus di cui non ha mai visto la panchina.

Queste le sue parole: "Ho fatto di tutto, dall'addetto stampa, al general manager, al mediatore, all'ambasciatore, al ministro degli esteri, ma non ho potuto mai allenare su quel parquet con la V nera per cui ho perso tre o quattro panchine e, forse, un'altra stagione da coach. Oggi posso tranquillamente abbandonare il posto. È stato evitato il fallimento, e ho l'orgoglio di aver contribuito ad arrivare alle transazioni con i giocatori. Voglio solo salutare la città e i tifosi, sia quelli della Virtus che mi hanno sostenuto sia quelli della Fortitudo, che mi hanno rispettato in un frangente piuttosto triste della mia vita e della mia carriera. Quando arrivai dissi che garantivo soltanto il mio impegno personale per ricostruire una Virtus in grande difficoltà. Ora sono svuotato, esausto, sono uno che ha giocato e perso una partita contro un avversario molto più forte. Non sono abituato, d'altronde, ad avere la squadra più forte: sapevo che sarebbe stata dura e sono arrivato vicino a vincere, ma ho giocato e perso con la coscienza tranquilla.

 

Con la città ho avuto un ottimo rapporto, sia nella mia esperienza fortitudina sia in questi mesi, e la gente come ho detto è stata stupenda. Sono stato un po' sfortunato, ma non mi sento in credito con la città, diciamo che sono in pari, con Bologna e con la pallacanestro. Quando partii per la Spagna il movimento italiano era di altissimo livello, ora il basket, nonostante ci siano tanti geni e tanti talenti, è scivolato su una china pericolosa. Me ne vado da Bologna con un po' di magone: ho fatto quello che credevo giusto, che è diverso da quello che mi conveniva. Questa esperienza comunque mi ha arricchito, e torno a Madrid dalla mia famiglia molto tranquillo. Cercherò di aggiornarmi e di riprendere ad allenare: le tragedie, nella vita, sono altre. Ero disponibile ad allenare in A2, e ho capito soltanto una settimana fa che il mio sacrificio serviva per dare continuità al salvataggio della Virtus.

Riflettendo sul progetto Castelmaggiore, credo che sia giusto che lo portino avanti gli uomini che lo hanno creato, e che hanno una grande opportunità. Claudio Sabatini ha sinceramente provato a tenere fede alle promesse, purtroppo con il passaggio di proprietà le cose sono andate diversamente. Poi, per come abbiamo vissuto la seconda metà di agosto, io e Sabatini restiamo legati da un'esperienza forte. Sia Madrigali sia Sabatini hanno agito in buona fede. Si è trattato di calcoli sbagliati, condizioni non realizzabili, errori di vario genere. Nessuno mi ha usato come specchio per le allodole. Anch'io, ho fatto errori di valutazione, anche se in buona compagnia. In questa lunga vicenda qualcuno abbia giocato sporco, ma non posso dire chi. Me lo tengo per me. Se il 31 agosto fossimo stati riammessi avremmo potuto fare un'ottima squadra: con un budget ridotto potevamo puntare ai primi 4 posti in Italia e a fare una buona Eurolega. Potrei fare 100 nomi di giocatori che avevamo sondato e persino fermato: sarebbero rimasti Belinelli, Andersen e Smodis. Il contratto di "Baby Shaq" era sul nostro tavolo, ed eravamo a buon punto con Buford, Soragna, Foirest e altri. La Virtus sarebbe stata competitiva".


 

LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DI SERGIO SCARIOLO

tratto da www.virtus.it - 22/06/2021

 

Il nuovo head coach di Virtus Segafredo Bologna Sergio Scariolo è stato presentato in conferenza stampa alla Segafredo Arena, alla presenza di patron Massimo Zanetti e del Direttore Generale Paolo Ronci.

Massimo Zanetti: “Siamo qui per l’ennesima giornata di festa non solo per me, ma per la città di Bologna e la Virtus. Presentiamo il campione del mondo che ha accettato di venire ad allenare la Virtus per farla diventare più grande, più bella e più vincente. Abbiamo scelto il meglio, sono sicuro che Sergio Scariolo ci darà tante soddisfazioni. Non sarà solo l’allenatore della Virtus ma ci aiuterà anche a rendere ancora più professionale la nostra società.”

Paolo Ronci: “Abbiamo l’obiettivo di portare il nostro club all’eccellenza europea e questo è stato un aspetto della scelta di coach Scariolo, non solo dal punto di vista sportivo ma anche dal punto di vista della crescita strutturale. Ringrazio il dottor Zanetti per l’entusiasmo, il dottor Baraldi, il nostro motore che ci segue da casa e a Sergio per aver condiviso i nostri desideri con entusiasmo.” 

Sergio Scariolo: “Ringrazio tutti per la fiducia che mi hanno accordato. Sono entusiasta, torno in pianta stabile alla Virtus dopo le note vicende di qualche anno fa. Credo che possiamo fare un buon lavoro, e che ce ne sia tanto da fare. Faccio i miei complimenti a società, squadra, a Sasha e al suo staff per il grande risultato ottenuto. Ho volontà e sguardo in avanti. Bisogna consolidarci al vertice della pallacanestro italiana ed europea, io sono qui per aiutare squadra e società a riuscirci. Conosco i miei limiti, sono di essere una parte dell’ingranaggio. Il mio lavoro è far bene il mio lavoro, e portare la mia esperienza. Ho grande rispetto per la proprietà e il management, non voglio si creino confusioni sui ruoli e sull’origine delle decisioni che si prendono. L’importante è che tutti diano il 100%. E bisogna crescere, senza squilibri emozionali o tragedie se si perde una partita, o credersi i campioni del mondo se ne vinci due di fila. Quando, spero presto, arriveremo in Eurolega, bisogna farlo con la muscolatura pronta, per farlo in maniera duratura nel tempo.”

“Sono appena arrivato, ma ho parlato con il capitano e i giocatori più rappresentativi, Ricci, Teodosic e Belinelli, e mi hanno arricchito molto. In generale le sensazioni comuni sono “ok, sono stati 20 giorni magici, ma cerchiamo di non farci abbagliare dalla magia di quel periodo” e fare una valutazione più ampia. Tutti e tre si sono sentiti nel progetto, motivati, gente che parla come uno sta dentro e vuole aiutare. Poi ci sono le situazione contrattuali e non entro nel merito, abbiamo parlato di pallacanestro e di emozioni.”

“Non si può fare una valutazione negativa sull’Eurocup perchè si è persa l’ultima partita. Io credo che la squadra sia in generale rinforzabile, qualunque squadra lo è. Però bisogna stare attenti all’equilibrio. C’è spazio per continuare a riempire il bicchiere, senza farlo tracimare, in modo che tutti i giocatori si sentano coinvolti e diano il meglio di se stessi. 6+6 è un vincolo piuttosto rigido, cercheremo di avere equilbrio. Mi piacerebbe che il gruppo italiani continuasse con noi, è il desiderio di tutti. E migliorare il parco stranieri senza stravolgere.”

 


 

SCARIOLO: PUNTIAMO A GIOCATORI IMMEDIATAMENTE DISPONIBILI, MA NON PARTECIPARE ALL’EUROLEGA CI CREA LIMITAZIONI

tratto da bolognabasket.it - 14/07/2021
 

Sergio Scariolo è stato sentito da Andrea Tosi per la Gazzetta dello Sport. Un estratto dell’intervista.

“Se aspettiamo la free agency Nba, rischiamo di andare oltre metà agosto. Per ora puntiamo su giocatori che siano immediatamente disponibili, ma c’è un problema che non immaginavo così profondo: il fatto che la Virtus non partecipi all’Eurolega sta creando forti limitazioni, abbiamo preso qualche porta in faccia. Del resto Ricci ci ha lasciato per andare a Milano e Melli ha scelto l’Olimpia, lasciando la Nba, perché fa l’Eurolega. Dobbiamo prenderne atto. Per avere più credito dovremo meritarci l’invito a sedere al tavolo buono dei grandi club che giocano il torneo più prestigioso.
La Virtus è una squadra offensiva: perciò cerchiamo un play capace di creare pergli altri ma che sappia difendere. Il pivot deve essere un lungo completo, anche lui forte dietro.
L’Eurocup ha scelto una formula stramba: nella prima fase passano quasi tutte poi ci sono ottavi, quarti e semifinali legati all’azzardo di una partita unica. L’aspetto del thrilling ha superato quello tecnico. Per questo stiamo valutando di ampliare il numero degli stranieri senza sfiduciare gli italiani.Faremo delle scelte strada facendo.
Teodosic? Milos è un giocatore offensivamente straordinario. Ha scelto di rimanere con noi altri dueanni e per farlo rendere al meglio dovremo ottimizzarne l’impiego con un lavoro di equipe tra allenatori e preparatori. Va detto che tanti giocatori che ho contattato mi hanno chiesto se Milos rimaneva per valutare l’ipotesi di venire alla Virtus.
Belinelli e Pajola? Belinelli è un giocatore speciale, unico nel suo genere. Per lui sarà importante fare bene la preparazione estiva che non ha fatto l’anno passato. Vorrei inserirlo in un sistema nel quale il risultato non dipenda necessariamente dai suoi tiri. Pajola invece ha una proiezione tremenda: se continua a migliorare, può diventare un giocatore di livello superiore. Sarà un piacere allenarlo”

SCARIOLO: IN ITALIA C’E’ LA TENDENZA CRONICA A SOTTOVALUTARE I GIOCATORI. MI INTERESSA IL PROGETTO VIRTUS

tratto da bolognabasket.it - 31/07/2021

 

Sergio Scariolo è stato intervistato da Roberto De Ponti sul Corriere della Sera.
Un estratto delle sue parole sull’Italia e sulla Virtus.

Si aspettava un’Italia così? Se rispondessi di sì, farei il fenomeno. Se rispondessi di no, farei un torto acome gli azzurri hanno lavorato e a quello che hanno fatto, soprattutto nel preolimpico. Oggi l’Italia è difficilissima da affrontare per chiunque: quale altra squadra ha dodici­giocatori­dodici in grado di segnare da 3 punti?
È esplosa inaspettatamente. E per questo mi chiedo come sia possibile che qualcuno in Italia non abbia visto le potenzialità di Polonara e Fontecchio, per fare due nomi, ma potrei dire anche di Tonut e Pajola. La tendenza cronica a sottovalutare la squadra è la stessa tendenza a sottovalutare i giocatori. Magari in parte è stata anche responsabilità dei giocatori stessi, ma il loro potenziale era impossibile da non vedere.
Le mancava l’Italia? Dell’Italia mi mancano tante cose, ma dal punto di vista professionale non è che ne sentissi la nostalgia. Semplicemente mi interessa il progetto Virtus.


 

SCARIOLO: IL PROGETTO VIRTUS HA LA FRECCIA ORIENTATA VERSO L’ALTO, UNO DEI POCHI

tratto da bolognabasket.it - 01/09/2021

 

Sergio Scariolo è stato intervistato da Rai Sport.

Avere lo stimolo della sfida quotidiana, del giorno per giorno, di obiettivi importanti, di un progetto che fosse la parte principale di tutto. Uno dei non molti progetti che in Europa hanno la freccia orientata verso l’alto.
Aiutare giovani giocatori a migliorare, dargli l’opportunità di farlo, prendere anche qualche rischio su giocatori con meno esperienza. E’ una bella sfida.


 

SARÀ VERO AMORE?

Sergio Scariolo, se dovesse rimanere per quattro stagioni, entrerebbe nel ristretto gruppo degli allenatori più "longevi"

di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 03/09/2021

 

Djordjevic ha lasciato la Virtus dopo tre stagioni, anche se la prima incompleta. Nel suo palmares uno scudetto e una Champions League, nonché la soddisfazione di avere la più alta percentuale di vittorie tra chi vanta almeno settanta panchine bianconere. Scariolo ha firmato un contratto triennale, quindi se porterà a termine questo periodo rientrerà nel gruppo di chi ha allenato la Virtus in tre stagioni e l'augurio è che possa prolungare anche questo periodo e rientrare nel ristretto gruppo, sono sette, di chi ha guidato le V nere per almeno quattro annate sportive. In testa a questa particolare classifica Ettore Messina, con nove stagioni da capo allenatore (in precedenza ne aveva fatte anche sei da vice), suddivise in due periodi: dal 1989 al 1993 con uno scudetto, una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia; poi, dopo l'esperienza in nazionale, dal 1997 al 2002, con due scudetti, due Euroleghe, tre Coppe Italia e una Supercoppa Europea non ufficiale. In tutto per l'attuale coach di Milano 11 titoli vinti con le V nere. A ruota per numero di stagioni c'è Vittorio Tracuzzi e anche in questo caso sono state accumulate in due diverse esperienze: dal 1954 al 1960, con la vittoria degli ultimi due scudetti in Sala Borsa, nel 1955 e 1956, poi subito dopo il passaggio al Palazzo dello Sport; poi un periodo più complicato con il ritorno nel 1970/71, un campionato che la Virtus concluse salvandosi solo agli spareggi di Cantù, e nella stagione successiva anche un esonero dopo poche giornate, quando fu sostituito da Nico Messina. Abbiamo poi Alberto Bucci con sette stagioni, suddivise addirittura in tre periodi: dal 1983 al 1985 con la vittoria, nel primo anno, dello scudetto della stella e della Coppa Italia; il ritorno a sostituire Ettore Messina, partito destinazione Nazionale, dal 1993 al 1997, con la vittoria di due scudetti e una Supercoppa Europea, portando anche la Virtus alla Final Four di Coppa Italia, che fu però vinta da Brunamonti che aveva sostituito Alberto poco prima; la terza fase fu nel 2003/04, arrivato a sostituire Ticchi in Legadue, ma la Virtus non riuscì a centrare la promozione, sconfitta in finale da Jesi. Per Bucci quindi cinque trofei vinti, secondo assoluto nella storia della Virtus. A quota cinque una coppia. Dan Peterson, che allenò la Sinudyne dal 1973 al 1978, vincendo una Coppa Italia nel 1974 e lo scudetto due anni dopo, riportando ai vertici una società che non vinceva dal 1956; per Dan anche la soddisfazione di aver portato per la prima volta le V nere in una finale europea, quella della Coppa delle Coppe del 1978, purtroppo persa a Milano contro Cantù. Ad affiancare Peterson Vittorio Ugolini, alla guida nei cinque campionati dal 1935 al 1939, con nessun successo ma tre posti d'onore e due terzi posti; personaggio poliedrico: Nel 1937 è stato allenatore della Nazionale agli Europei al fianco del CT Decio Scuri. Da arbitro, ha diretto Rappresentativa Bolognese - Kalev Tallin del 17 gennaio 1932 e la finale dei Giochi olimpici del 1948. Si dedicò anche al calcio, iniziò nella Virtus calcio e passò anche per il Bologna, del quale poi, per quasi quarant'anni fu anche segretario. Seguono con quattro stagioni Guido Foschi e Renzo Poluzzi. Il primo guidò la Virtus dal 1940 al 1943, poi nel 1946, con la conquista del primo scudetto (Guido era alla guida dei bianconeri anche nel 1944/45, ma la Virtus giocò solo amichevoli). Il secondo fu alla guida dal 1946 al 1950, con ben tre titoli tricolori vinti (il primo, nel 1946/47 avendo a fianco a lui Galeazzo Dondi Dall'Orologio), risultando così il terzo assoluto nella classifica dei più vincenti.

 

DOMANI LA PREMIAZIONE DI COACH SERGIO SCARIOLO CON LA PALMA D’ORO DEL CONI

tratto da www.virtus.it - 11/10/2021

 

Lo sport italiano celebra le sue stelle. Martedì 12 ottobre, a partire dalle ore 11, nell’Auditorium LaVerdi di Milano si svolgerà la cerimonia di consegna dei Collari d’Oro, la massima onorificenza dello sport italiano, relativi all’anno 2020. All’evento, insieme al Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e al Segretario Generale, Carlo Mornati, parteciperanno il Sottosegretario con delega allo Sport, Valentina Vezzali, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, il Prefetto di Milano, Renato Saccone, il Questore Giuseppe Petronzi e il Rettore della Bocconi, Gianmario Verona.

Tra le personalità premiate, anche l’Head Coach della Virtus Segafredo Bologna Sergio Scariolo, che riceverà la “Palma d’Oro al Merito Tecnico”. 

L’evento sarà trasmesso in diretta da Rai Sport.


 

SCARIOLO: SODDISFATTO DI DOVE SIAMO. TEODOSIC E’ PERFETTAMENTE A BORDO, SU MANNION ASPETTATIVE IRREALI

tratto da bolognabasket.it - 24/11/2021

 

Sergio Scariolo è stato sentito da Daniele Labanti e Luca Aquino per il Corriere di Bologna. Un estratto dell’intervista.

“L’unico titolo che si può vincere in autunno, la Supercoppa, l’abbiamo vinta. Ci sono successe tante cose: gli infortuni, la necessità di ricreare equilibri con giocatori e staff nuovi. Detto questo, sono soddisfatto di dove siamo. Ho perfettamente chiari i nostri pregi e i nostri difetti. Quando si costruisce una squadra nuova ci sono delle idee e si pensa a quale lavoro fare per svilupparle. Ma per capire bene dentro com’è, bisogna aprirla come un’anguria. Quindi solo quando abbiamo potuto guardarla dall’interno abbiamo colto alcuni dettagli. Per esempio, mi aspettavo – sbagliando forse la mia valutazione – un più alto livello di esperienza e mestiere.
Dobbiamo ridurre i bassi, gli alti e bassi li hanno tutti ma un conto è farsi recuperare 8 punti un altro conto è dilapidarne 20. Per noi è importante arrivare in fondo alle partite in vantaggio, non abbiamo cinque trentenni da mettere in campo per gestire. Però spero che i miei 25enni mi sorprendano, quando il gioco si fa duro scattano dei clic che fanno raggiungere una maturazione più veloce. Sicuramente rispetto ad altre squadre abbiamo margini di crescita superiori.
Non difendiamo? Misurando la difesa dai punti subiti. Ma nella realtà professionale, un buon indice è dato dai punti subiti per possesso: subire 90 punti giocando a 100 possessi non è male, subirne 70 giocando a 70 possessi è ben peggio. Il nostro stile di gioco è godibile, attraente, veloce, dispendioso. Non abbiamo le caratteristiche e l’esperienza per giocare a 70 possessi. Se mi mettessi a scimmiottare quel sistema subiremmo forse meno punti sul tabellone ma non vinceremmo una partita. Ci vuole anche un po’ di cultura cestistica, non si può dire “avete subito 70 punti come siete bravi”, oppure “che somari, ne avete presi 90″.
Teodosic? Io conosco la storia di tutte le sue stagioni e nessuno può venirmi a dire che altre volte era al 100% della forma a ottobre. Guai se lo fosse. Non mi dispiace la sua competitività, che a volte non controlla. Tutti lo vorremmo sempre bello, bravo, infallibile, difensore, assistman, realizzatore e magari cinque anni più giovane. Mi piace molto l’evoluzione delle sue prestazioni, lo vedo a bordo al 100% e ne apprezzo lo sforzo serio per colmare le lacune difensive. Gliene rendo merito. Abbiamo a che fare con un atleta che ha capito l’opportunità di impegnarsi in difesa anche se significa giocare un minuto in meno per evitare affaticamenti eccessivi. Limitarne il logorio è un mio compito.
Mannion? Le sue attuali condizioni fisiche non lo rendono giudicabile. Credo che se qualcuno aveva sopravvalutato i tempi in cui Nico sarebbe potuto diventare un top player, aveva commesso un grave errore. Ho sessant’anni, so come vanno queste cose. C’erano attorno a Mannion aspettative irreali per un atleta che non aveva mai giocato in Europa, in un ruolo così delicato. Questo ha generato grande stress. Nico ora deve avere equilibrio tra esigenza e pazienza, può diventare un giocatore eccellente ma chi pensava che venendo dalla NBA già lo fosse non ha idea di come funziona la pallacanestro.”