ELISABETTA TASSINARI

Elisabetta Tassinari il giorno della firma (foto tratta da www.virtus.it)

 

 

nata a: Cento (FE)

il: 28/01/1994

altezza: 172

ruolo: guardia

numero di maglia: 7

Stagioni in Virtus: 2019/20

DANIELE CAVICCHI

 (foto tratta da www.virtus.it)

Nato a: Bologna

Il: 17/06/1980

Stagioni alla Virtus (come viceallenatore): 2005/06 - 2006/07 - 2007/08 - 2011/12 - 2012/13 - 2013/14 - 2014/15 - 2015/16 - 2016/17

 

 

 

TASSINARI: "RESTARE A BOLOGNA UNA SCELTA DI CUORE, HO GRANDE ENTUSIASMO"

La giocatrice è passata dal Progresso Matteiplast alla Virtus, il 26 agosto inizierà la nuova stagione

tratto da Il Resto del Carlino - 14/08/2019

 

Felicità, entusiasmo e tanta voglia di ricominciare. Ancora due settimane di attesa: sembra troppo lontano il 26 agosto quando prenderà il via la stagione della Virtus femminile, vista la tanta voglia d'iniziare.

Elisabetta Tassinari come va?

"C'è grande entusiasmo e voglia di iniziare con la preparazione, sono felice che alla fine la nostra storia, quella mia e delle mie compagne sia andata bene, sembrava sfumasse tutto"

E invece ...

"Invece sembra di vivere in una favola, anche se ovviamente non ci facciamo illusioni, sappiamo benissimo che l'A1, e per tante di noi sarà BN il primo approccio, sarà difficile"

Sarà una prima stagione di rincorsa per la Virtus.

"Un campionato nuovo, sappiamo che sarà difficile quanto intenso. Noi in effetti abbiamo iniziato tardi e affronteremo partita per partita dando sempre il massimo in campo"

Il bello sarà giocare in A1 con le compagne di sempre.

"Sì, abbiamo raggiunto questo obiettivo con il gruppo di sempre: amiche in campo e amiche fuori e non possiamo che essere riconoscenti alla Virtus per l'impegno che ha preso".

A livello personale era arrivato il momento di fare il salto in A1...

"Sì in effetti è vero, mi sento pronta in campo e anche fuori. Ho raggiunto la maturità cestistica e sono felice di potere fare il salto in A1 proprio qui a Bologna. Non farlo qui non avrebbe avuto lo stesso sapore, ho avuto paura di perdere l'occasione ma adesso ci siamo"

Eppure anche le offerte di mercato, gli anni scorsi e ancor più quest'anno non erano di certo mancate.

"È stata una scelta di campo, di cuore. Sono arrivate anche proposte interessanti: ho rischiato di perdere treni importanti per aspettare che si muovesse qualcosa a Bologna".

Il basket rosa ha fatto un salto di qualità.

"Credo di sì, è cresciuto molto, quando si giocava al Csb era sempre un bel colpo d'occhio; è stato fatto tanto per far crescere l'interesse, per dare un esempio e un messaggio positivo e non solo in campo. Nel nostro piccolo speriamo di essere state un esempio per le bambine che volevano avvicinarsi a questa disciplina".

Cosa cambia dal passaggio dall'A2 all'A1?

"È un bel salto, cambierà sicuramente modo di giocare più tecnico e più fisico. Cercherò in di fare qualche passaggio dietro la schiena in meno e piegare un po' più le ginocchia pe r non far arrabbiare Giroldi (ride), ma a parte l'arrivo delle nuove compagne sono sicura che in campo e fuori, lo spirito mio e delle mie compagne sarà lo stesso che ci ha portato fino qui"

Dall'Aglio, Nannucci e Storer tre amiche da convincere a continuare.

"Massimo rispetto, non voglio ovviamente influenzarle nella loro decisione anche se giocare con loro in A1 sarebbe la cosa più bella del mondo e se lo meritano davvero".

 

Elisabetta Tassinari esulta in panchina nella prima amichevole stagionale contro Moncalieri (foto tratta da www.virtus.it)

ELISABETTA TASSINARI NUOVO ACQUISTO DI VIRTUS SEGAFREDO

tratto da www.virtus.it - 26/08/2019

 

Elisabaetta Tassinari (28/01/1994), Guardia di 172 cm,  di origine bolognese, ha iniziato a giocare a Basket giovanissima, all’età di 3 anni. Nel 2005 si trasferisce a Cavezzo, dove milita per 6 anni nelle giovanili del Club fino a debuttare in serie B nella stagione 2010/2011. Dopo 2 anni si trasferisce alla Libertas Basket Bologna, dove a 19 anni debutta nel campionato di A2, giocando 26 partite e segnando una media di 9,2 punti. L’anno successivo viene confermata in rosa e promossa a ruolo di capitano. Negli  anni successivi gioca con la maglia della Basket Progresso, dove ottiene 2 promozioni in A1. Grandi doti di realizzatrice e leader della squadra, nell’ultimo anno ha conquistato la promozione giocando 37 partite con una media di 14,4 punti.  Elisabetta ha fatto parte di tutte le nazionali giovanili , dall’Under 14 al Under 20 e, nell’estate del 2019, è stata convocata come unica riserva al Torneo Internazionale FIBA 3X3 Women’s Series (26-27 agosto) e al successivo Campionato Europeo FIBA  3X3 Europ Cup (30 agosto – 1 settembre) in programma a Debrecen.

 

Elisabetta Tassinari al tiro contro il Geas Sesto San Giovanni (foto tratta da www.virtus.it)

INTERVISTA A ELISABETTA TASSINARI

di Vera De Biase - Pianeta Basket - 29/11/2019

 

Eccoci come ogni Venerdi con una nuova puntata della rubrica Focus sulla Serie A femminile. Questa settimana si è raccontata ai nostri microfoni la capitana della neopromossa Virtus Bologna, Elisabetta Tassinari, che ha accolto con grandissimo entusiasmo la nostra proposta.

La guardia classe ‘94,si appassiona alla pallacanestro fin da piccolissima. Muove i primi passi nelle giovanili del basket Cavezzo per poi ritornare nella sua amata Bologna dove ha disputato varie stagioni nel campionato di Serie A2. La scorsa stagione recita un ruolo da protagonista per la storica promozione in Massima Serie del Club Bolognese, senza fermarsi nemmeno di fronte alle difficoltà del Club ma anzi stupendo tutti con il suo gioco (14.4 punti di media in 37 gare). Per questo viene considerata un perno fondamentale dalla società , e le viene affidata la fascia di capitana nella sua stagione d’esordio in Serie A. Ha inoltre collezionato diverse presenze con le rispettive nazionali giovanili dall’ under14 all’ under20.

Quali sono le tue emozioni dopo le prime partita giocate in Serie A con la tua Bologna?

Scendere in campo per la prima volta in A1, con la maglia della Virtus Bologna è stata un’emozione che difficilmente scorderò, a prescindere dal risultato delle prime partite. Ancora stento a realizzare di avercela fatta. Non potrei definirla una fortuna perché abbiamo lottato tanto per conquistarla, ma di certo è un onore vestire quella maglia.

Non è stato un avvio di stagione molto convincente per la squadra. Cosa secondo te non ha funzionato e su cosa dovete migliorare?

Purtroppo si, una sola vittoria su sette gare si può definire un inizio alquanto complicato. Sapevamo non sarebbe stato facile approcciare il salto di categoria, in un campionato di alto livello che vede 3 o 4 squadre quasi “imprendibili” ed il resto delle compagini, a mio parere, sullo stesso livello. Ogni partita per noi è una finale e purtroppo il calendario non ci ha finora agevolate, avendo disputato due sole gare tra le mura casalinghe. È mancato quell’amalgama di squadra imprescindibile se si voglia vincere: ritengo che la nostra squadra schieri personalità e giocatrici di grande talento, che necessitino di essere inserite in un sistema che coinvolga tutte, alla condizione di essere disposte, alle volte, a sacrificare la propria soddisfazione personale, a favore di quella della squadra. Pur nella nostra innegabile difficoltà attuale, percepisco grandi margini di miglioramento: credo ci sia un’alta percentuale di potenziale da dovere ancora sfruttare, alla quale si accompagna la volontà di miglioramento da parte di tutte. Ce la faremo.

Come ci si sente ad essere considerate un pilastro fondamentale della squadra?

È bello avere delle responsabilità: senza queste non esisterebbero le soddisfazioni. Mi sento importante per la squadra, a maggior ragione per il ruolo di capitano che mi è stato affidato: il mio obiettivo è tramutare il peso della responsabilità di indossare la maglia virtus in energia e voglia di vincere; non è così immediato riuscirci. Cerco di aiutare la squadra, partendo dalle cose utili, senza guardare numeri o statistiche. Cerco di trasmettere con l’esempio un atteggiamento positivo e vincente, nella certezza che il resto delle cose, con l’impegno quotidiano, vengano da sè.

Come hanno gravato su di voi atlete i problemi della società del passato finale di stagione? Cosa è cambiato nel giocare in maglia Virtus?

Lo scorso finale di stagione è stato un momento di svolta per noi, come giocatrici, ma soprattutto come persone: vincere il campionato in una situazione così difficile, ci ha dato la consapevolezza reale che una squadra compatta e unita, una squadra vera, possa trionfare a discapito di ogni complicanza. Quella vittoria è un tesoro che porteremo per sempre con noi.

Quest’anno siamo professioniste, è tutto molto diverso. Abbiamo la fortuna di affrontare un campionato di A1 con una maglia così importante... la nostra sfida è quella di alzare la qualità tecnica del nostro gioco, senza mai venir meno a quei valori morali e a quella forza di spirito che ci hanno sempre guidate negli scorsi anni e che, in fin dei conti, sono stati il segreto delle nostre vittorie.

Descrivi cos’è e quanto vale per te la pallacanestro.

La pallacanestro per me è amore e odio. È gioia e sofferenza. È caduta e rinascita. Nella mia carriera sono sempre dovuta passare attraverso grandi difficoltà per assaporare ogni piccola o grande vittoria. La pallacanestro, per me, è l’attimo prima di entrare in campo, un groviglio di emozioni fortissime, di adrenalina e felicità. Allo stesso tempo la mia pallacanestro è l’istante dopo una sconfitta, magari di un punto allo scadere: un groviglio di sofferenza, di delusione, di “chi me lo fa fare?” . Cado, a volte sbucciandomi il ginocchio, a volte rompendomelo proprio... ma trovo il modo e mi rialzo. Ancora una volta. Sicuramente non l’ultima.

Questo è la mia pallacanestro.

 

 

TASSINARI: L'ASSIST PER IL VANTAGGIO

tratto da La Gazzetta dello Sport - 12/2019

 

Ci sono carriere che fanno giri più tortuosi di altre. Come quella di Elisabetta Tassinari. L'esordio in serie A1 è arrivato a 25 anni, nonostante un talento solare. Di mezzo ci si sono messe le ginocchia e il cuore. Il crociato si è rotto quattro volte, l'amore per Bologna l'ha convinta a restare per conquistare la massima serie sul parquet di casa. E per portare anche lì, con la maglia della Virtus, l'essenza della sua pallacanestro: "L'assist che fa segnare il canestro del vantaggio".

UNA VITA A LOTTARE PER UN RIMBALZO

Tassinari, dagli infortuni all’A1
tratto da La Gazzetta dello Sport - 20/01/2020

 

La sua carriera è stata una continua battaglia, non solo sotto canestro. Ma adesso la guardia della Virtus si gode il parquet di Bologna

In un campo da basket non ci sono solo una palla, due canestri e dieci giocatrici. Ci sono anche le loro storie, come quella di Elisabetta Tassinari. Professione: guardia. L’A1 è arrivata a 25 anni, tardi per un talento come il suo. Ma l’importante è che sia arrivata, perché Elisabetta ha rischiato, più di una volta, di fermarsi a bordo campo. Questione di legamenti e di legami: i primi sono saltati, martoriando le sue ginocchia senza però demolire la sua voglia di basket. I secondi l’hanno tenuta stretta a Bologna, la casa cestistica che l’ha accolta ed è stata ricambiata con la promozione nella massima serie, anche se con un paio di deviazioni impreviste. Perché in questa storia, di semplice, non c’è nulla. Come in una battaglia a rimbalzo per una ragazza alta 172 centimetri.

Gli anni dei crolli

In under 17, “Betta” vede già la serie B, a Cavezzo. È una promesa. Ma a pochi giorni dal suo 16esimo compleanno, il crociato anteriore del ginocchio destro si rompe. Il recupero è faticoso. Anche perché, mentre Elisabetta rinasce, tutto attorno a sé pare crollare. “A 17 anni ho perso mio papà, mio primo tifoso e mio primo sostegno”, racconta Elisabetta. “Ho iniziato a giocare a pallacanestro seguendo il suo esempio. Per questo, per me, è qualcosa che va molto oltre il campo da gioco. La pallacanestro è il filo che mi tiene ancora legata a lui”. Il crollo, nella vita di Betta, non è solo figurato: Cavezzo è tra i paesi più danneggiati dal terremoto del 2012. Lì, almeno per un po’, non c’è spazio per la pallacanestro. Tassinari si trasferisce a Bologna, dove assapora la A2. A 18 anni è una promessa e già qualcosa di più. Rieccolo però l’avversario peggiore: il crociato operato salta di nuovo. E stavolta ci si mette di mezzo anche un’infezione che ritarda il recupero. Nella stagione 2014/2015, Betta non vede campo, con il serio rischio di non vederlo più. Serve un’altra operazione per donarle un legamento nuovo (o quasi), ma non ancora la certezze di un avvenire sul parquet. Bologna, però, non si dimentica di lei.

Bologna non dimentica

Elisabetta il campo lo rivede eccome, sempre in A2 rincorrendo la A1. Fino all’aprile 2016. Questa volta a mollarla è il ginocchio sinistro, quello che mai aveva ceduto. Il referto è crudo: “Rottura acuta del legamento crociato anteriore, lesione parziale del legamento collaterale interno, multiple lesioni contusive al femore distale e alla tibia prossimale”. Un disatro. Che però non è sufficiente a fermare una giocatrice che a 22 anni ne ha già viste più di una veterana in una carriera. Nel 2017, Elisabetta porta la sua Progresso Bologna dove non era mai arrivata: in A1. Ma, come detto, in questa storia non c’è nulla di semplice. La squadra non ha abbastanza fondi per disputare il massimo campionato e rinuncia.

Basket city è anche donna

La A1 conquistata sul campo sfugge ancora dalle mani di Tassinari. Che, mai doma, ci riprova, sempre in Emilia. Perché, tra palazzetto e portici, c’è qualcosa di profondo: “L’amore per Bologna è, oltre che amore per la città, amore per la mia casa e la mia famiglia”. E così, due anni dopo, ecco un’altra promozine, tanto per cambiare, in rimonta. Il 25 maggio 2019, nello spareggio contro Villafranca, la Progresso Bologna vince 72 a 68, nonostante fosse stata sotto di 19 punti all’inizio del terzo quarto. Ma. C’è un altro “ma”. La società rinuncia (di nuovo) all’A1. Pare una maledizione, che però stavolta si dissolve. La neonata Virtus Segafredo femminile ottiene una wild card per iscriversi al massimo campionato e accoglie l’ossatura di quella squadra bolognese e vincente. Il 6 ottobre 2019, nove anni e nove mesi dopo la prima rottura del crociato, le suole di Elisabetta Tassinari si posano su un parquet di A1.

"Sotto canestro
ci vuole tecnica
ma anche furbizia
e velocità"

La vita come una lotta al rimbalzo

Sarebbe stato facile mollare. Ma Betta dice di avercela fatta grazie “all’amore per il basket, per Bologna ma anche a ostinazione, testardaggine e grinta. A quella che nello sport si chiama fame”. Forse è per questo che lei, guardia di mani dolci e pensiero veloce, per descrivere la sua esperienza in campo non sceglie l’assist o il canestro ma il rimbalzo. Roba da ali e centri. “Io non sono un gigante, parto in svantaggio perché sono più piccola delle altre, ma giorco di furbizia”. I centesimi di secondo devono battere i centimetri delle tue avversarie. Il rimbalzo “è un po’ come quando prepari un esame all’università, ma arrivi la sera prima e ti manca un capitolo, proprio quello che ti chiedono. Improvvisi e riesci a portare a casa un 30 e lode. Una soddisfazione immensa”. Come afferrare la palla sotto canestro, come raggiungere gli obiettivi di una carriera.