FEDERICO VECCHI

(foto tratta da www.virtus.it)

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VECCHI, PAJOLA ED EBELING AGLI EUROPEI UNDER 16

tratto da www.virtus.it - 05/08/2015

 

Si colorano di bianconero gli Europei Under 16 in programma da domani a Kaunas, in Lituania. Federico Vecchi, responsabile del settore giovanile Virtus Unipol Banca, sarà infatti l’assistente di coach Antonio Bocchino, che guiderà la Nazionale italiana.
Nel gruppo azzurro ci saranno anche Alessandro Pajola, talento da poco approdato a Bologna, alla corte di Unipol Banca, e Michele Ebeling, figlio d’arte che veste i colori di Futurvirtus Bologna.
Gli Europei Under 16 si svolgeranno a Kaunas da domani al 16 agosto. L’Italia è inserita nel Gruppo C della fase eliminatoria, dove avrà di fronte Finlandia, Serbia e Bosnia. Domani alle 16.30 affronterà la Finlandia nella gara d’esordio del torneo.

Futurvirtus società satellite – Per consolidare l’importante legame già esistente tra le due società, Futurvirtus diventa a tutti gli effetti una società satellite di Virtus, come previsto dalla specifica normativa della Federazione Italiana Pallacanestro. La collaborazione diventerà ancora più stretta e riguarderà l’attività di tutto il settore giovanile, dal minibasket all’Under 18.

 

“UN CAMMINO INDIMENTICABILE”

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 20/06/2016
 

Federico Vecchi racconta il sogno di Unipol Banca, che per soli tre punti non è diventato realtà in una Finale Nazionale Under 18 bellissima e coinvolgente, a Pordenone. E analizza l’ultimo atto di una stagione che ha regalato emozioni e soprattutto solidità al suo gruppo. Parola al timoniere, tra emozione e lucidità di analisi.

“È stata una settimana intensa, molto bella, che ci ha permesso di confrontarci con squadre importanti. Mi piace sottolineare di aver visto un livello di giocatori davvero ottimo. Ho sempre seguito le fasi finali, e quest’anno forse più che in passato ho visto tanti ragazzi italiani di notevoli prospettive”.

Partiamo proprio dall’ultimo atto: la finale per il titolo contro Umana Reyer Venezia.

“È stata una partita tosta, nella quale noi abbiamo principalmente inseguito, e soprattutto all’inizio dell’ultimo quarto, quando abbiamo messo il naso avanti, non siamo riusciti a segnare quel paio di canestri che avrebbero potuto farci prendere l’inerzia della partita. C’è una punta di amarezza per averla persa, e credo sia naturale, ma dobbiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto”.

Per dare il senso dell’impresa, che comunque c’è stata, basti pensare a quante favorite della vigilia si sono perse lungo il cammino.

“C’erano sette o otto squadre davvero forti, ma quando si giocano gare secche contano anche gli episodi, magari la giornata storta di qualche giocatore, piuttosto che un problema di falli, per cambiare le carte in tavola. E’ successo che squadre molto quotate non siano arrivate in fondo, e quando si gioca con questo grande equilibrio è anche più significativo raggiungere una finale. Vuol dire che il lavoro è stato buono. Poi, certo, abbiamo perso con Venezia per soli tre punti, normale che ti resti un po’ di rammarico pensando che magari un episodio o due avrebbero potuto farti scrivere un finale diverso”.

Tra le dimostrazioni di stima ricevute dalla Virtus, una diretta e personale: il premio al miglior coach del torneo è andato proprio a Federico Vecchi.

“Un riconoscimento che mi ha fatto piacere, anche se avrei fatto volentieri cambio con Buffo, il coach della Reyer. Gli avrei lasciato volentieri quel premio in cambio della vittoria della mia squadra… A parte le battute, gli attestati di stima, anche da parte di tanti colleghi e addetti ai lavori, fanno piacere. Così come i giudizi positivi sul nostro approccio alle finali e sul livello tecnico che abbiamo raggiunto. Al di là di tutto, comunque, le mie grandi soddisfazioni le vivo vedendo i ragazzi che migliorano di giorno in giorno. E quest’anno ho visto i miei giocatori crescere a livello personale, tecnico, fisico, e questo è lo scudetto che mi premeva di vincere. Il risultato non è sempre controllabile, i percorsi di crescita sì”.

Quattro dei suoi ragazzi ora sono stati chiamati nelle rispettive Nazionali. In azzurro Pajola, Penna ed Oxilia, in quella serba Petrovic.

“Un bel segnale, certo. Fa piacere avere giocatori di valore che possono giocarsi la chance di andare a disputare un campionato europeo. Ma quando parlo di crescita, io parlo di tutti i miei ragazzi, di tutta la squadra. Anche di quelli che magari non hanno avuto la visibilità di chi va in Nazionale. Vedere un gruppo che ha fatto notevoli passi avanti deve essere la soddisfazione più grande per chi guida squadre del settore giovanile. Abbiamo la responsabilità di formare tutti i ragazzi della squadra, senza lasciare nulla di intentao perché ognuno di loro possa arrivare ad esprimere tutto il proprio potenziale”.

Da questo gruppo, qualcuno spiccherà il volo verso il mondo della pallacanestro “dei grandi”.

“Adesso si apre la fase dell’Under 20, con una struttura diversa rispetto a un campionato Under 18, nel senso che molti di loro finiranno già nell’ambito di prime squadre, a vari livelli. Una situazione mista, una fase di transizione. Ma già l’Under 18 è stato un primo passaggio di preparazione al mondo degli adulti. Diciamo che qui si è chiuso il vero e proprio percorso nel settore giovanile, e si entra in un’anticamera in cui chi è più preparato e pronto può già affacciarsi al basket adulto, mentre chi deve ancora sviluppare completamente le sue caratteristiche può usufruire di un ulteriore periodo nel movimento giovanile”.

Pochi punti, e precisi, per descrivere l’annata che si è appena conclusa per Unipol Banca Under 18.

“È stata una stagione molto bella, perché c’è stata la possibilità di progettare, di costruire qualcosa di solido e profondo. Io provenivo da esperienze più marcate nel mondo dei senior, desideravo questo tipo di esperienza. Un altro aspetto importante è stato la condivisione delle idee: fare le cose insieme è importante, e ho visto molta armonia tra lo staff della prima squadra e quello del settore giovanile.
Infine, un ruolo determinante l’ha avuto la passione, il gusto di giocare e stare in palestra. Progettare e condividere con passione: ecco, questi sono stati i motivi per cui da questa stagione di lavoro è uscito qualcosa di bello e importante, non solo per quanto riguarda l’Under 18 ma per tutto il settore giovanile”.

Per chiudere, una serie di “nominations”, su espressa richiesta della prima guida. Federico Vecchi ha un pensiero per tutti quelli che l’hanno accompagnato nella stagione del ritorno in casa Virtus.

“Fare le cose insieme può darti grandi gratificazioni, lo dico col cuore. Ho avuto accanto uno staff eccellente. Francesco Nieddu è stato un compagno di viaggio sempre positivo, che mi ha dato tanti spunti. Alessandro Senni è stato di una disponibilità incredibile, sia nella gestione della foresteria che in tutte le piccole cose necessarie. Paolo Zonca ha fatto un lavoro incredibile a livello fisico con i ragazzi, con una disponibilità unica a stare con loro per farli crescere. E ancora Stefano Pini, il decano dei dirigenti, e il dottor D’Ovidio che quest’anno ha avuto parecchio da lavorare, insieme ai nostri fisioterapisti. Una menzione speciale è per Marco Patuelli, dirigente responsabile appassionato e competente. Sono la squadra invisibile che ha permesso che le cose andassero nel migliore dei modi possibile. Perché una finale come quella di Pordenone è un bellissimo ricordo che ci resta dentro, ma aver fatto qualcosa per la crescita di questi ragazzi è qualcosa di ancora più grande, e l’abbiamo fatto tutti insieme”.

 

L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA: FEDERICO VECCHI

Iniziamo a conoscere il mondo del settore giovanile bianconero partendo dal suo responsabile tecnico, Federico Vecchi. Che proprio ieri sera ha portato l’Under 18, che guida personalmente, al successo nel derby in casa della Fortitudo 103.
Partiamo proprio da questa gara, dal suo risultato e da quello che ha indicato.

di Marco Patuelli e Marco Tarozzi - www.virtus.it - 23/10/2015

 

“Una bella partita corale. La cosa che mi ha soddisfatto è stata la continuità, nel senso che di gara in gara stiamo migliorando sempre di più”.

Era anche un faccia a faccia tra Virtus e Fortitudo. Per giunta, giocato al PalaDozza. E infatti ha interessato molto pubblico e media.

“Il derby è sempre una partita speciale ed averla giocata con questo spirito è una bella iniezione di fiducia per il proseguo del nostro campionato”.

Tutte le categorie si sono “messe in moto” con i rispettivi tornei. Prime impressioni?

“Sono soddisfatto di come è iniziata la stagione agonistica, in particolare il clima che percepisco durante gli allenamenti e le partite, sia da parte dello staff che da parte dei giocatori, è una premessa fondamentale per creare l’ambiente ideale per il miglioramento e la crescita dei nostri ragazzi”.

 

IL BILANCIO DI FEDERICO VECCHI: "SODDISFATTO PER LA CRESCITA DEL SETTORE, MA SAPPIAMO BENE CHE SARA' UNA STRADA LUNGA"

di Marco Patuelli e Marco Tarozzi - www.virtus.it - 15/01/2016

 

Il momento giusto per un primo bilancio. Dopo la prima parte di stagione e un Natale… di lavoro, che ha visto impegnate tutte le formazioni di Unipol Banca, protagoniste nei principali tornei dedicati alla pallacanestro del futuro, tocca a Federico Vecchi, responsabile del settore giovanile della Virtus, analizzare lo stato delle cose e tirare le prime, non definitive, somme.

“Ho ereditato da Giordano Consolini una struttura che funzionava bene, una macchina oliata, ho trovato un lavoro ben fatto che ho proseguito conservandone la traccia. A livello organizzativo la presenza del dirigente responsabile Marco Patuelli è una garanzia di passione e professionalità. A livello tecnico la situazione è molto positiva perché in ogni gruppo abbiamo ragazzi interessanti e di prospettiva, e questo è fondamentale perché se non c’è talento nelle varie annate tutto ciò che poi viene fatto ha un’incidenza minore. La qualità esiste, e all’interno dello staff c’è una grande unità d’intenti, una linea condivisa sugli aspetti di crescita, tecnica e fisica, dei giocatori. Al fianco dello staff tecnico c’è uno staff di preparatori fisici molto bravi, che stanno facendo un ottimo lavoro sotto la guida di Carlo Voltolini”.

Infatti la crescita dei singoli e dei gruppi, nel corso della stagione, è stata evidente.

“La cosa importante è aver sempre presente il primo obiettivo di un settore giovanile, che è quello di formare dei ragazzi guidandoli per farli diventare i migliori giocatori possibili. Ogni miglioramento individuale, tecnico e fisico, è alla base di ciò che facciamo quotidianamente in palestra. Poi è chiaro che se migliorano i singoli ne trae giovamento anche il gruppo, la squadra cresce di livello e arrivano i risultati. Ma il settore giovanile deve soprattutto coltivare i talenti, far crescere il valore di ogni giocatore con pazienza, consentendo ai ragazzi di sbagliare per mettersi allo prova in aspetti del gioco in cui sono carenti, ma sempre nel rispetto delle esigenze di squadra”.

Di talenti, nelle formazioni di Unipol Banca, ce ne sono diversi. Qualcuno è arrivato proprio prima dell’inizio di questa stagione, e sta facendo passi avanti, proprio come ci si aspettava.

“Siamo soddisfatti, tra i ragazzi nuovi qualcuno era più pronto e qualche altro ha mostrato un potenziale un po’ più grezzo, come del resto ci aspettavamo. Ma tutti stanno mettendo grande passione, grande etica in quello che fanno in palestra. Per alcuni di loro, soprattutto quelli che sono arrivati da poco, ci vorrà un po’ più di tempo per capire dove potranno arrivare”.

La base, come si è detto, è il lavoro di chi ti ha preceduto. Ma l’opera non si è fermata. Come sei intervenuto, portando la tua esperienza, per proseguire il cammino?

“Io credo molto al fatto di allenare contemporaneamente le varie aree di miglioramento dei giocatori, e nella capacità di condivisione degli obiettivi fra le varie componenti coinvolte. Ho aumentato il tempo dedicato in ogni gruppo alla cura della componente fisica, abbiamo due preparatori che garantiscono la presenza ad ogni allenamento, dall’Under 14 all'Under 18 ed una supervisione per gli under13 ed Esordienti. Tutti gli allenamenti alla palestra Porelli sono svolti dagli allenatori in collaborazione con i preparatori, proprio per seguire il miglioramento dei giocatori sul piano tecnico-tattico e su quello fisico. Io sono cresciuto qui, mi sono formato in questo ambiente, che è stato la mia scuola. É stato molto naturale proseguire il lavoro tecnico impostato da Giordano, sono nato professionalmente con queste basi. Un altro aspetto su cui sono intervenuto, insieme al responsabile del minibasket Luca Brochetto, è l'aumento delle ore palestre dedicate al minibasket, per avvicinare sempre più bambini al mondo Virtus. Perchè se il settore giovanile è un serbatoio per la prima squadra, il minibasket lo è a sua volta per il settore giovanile”.

L’Under 18, che segui personalmente da head coach, è l’ultimo step del settore prima dell’approdo al basket dei “grandi”. Già oggi, per meriti e ovviamente anche per le necessità legate alla stagione intensa della prima squadra, troviamo spesso alcuni dei tuoi ragazzi nel roster di Obiettivo Lavoro. Significa che le cose vanno nella direzione giusta?

“Bisogna essere onesti, da questo punto di vista. Il primo obiettivo di un settore giovanile è fornire giocatori che possano allenarsi con la prima squadra, e non credo di dire una sciocchezza se affermo che fin qui siamo riusciti nel nostro intento. Il passo successivo per i più promettenti dei nostri atleti Under18, però, è riuscire a ritagliarsi un ruolo stabile nelle rotazioni fra i senior. Noi, anche considerando l’età dei ragazzi e il fatto che non partecipiamo all’Under 20, siamo nella prima di queste fasi. Sono soddisfatto anche per il feeling e la condivisione di obiettivi con Giorgio Valli e Sandro Crovetti, persone con cui ci si può rapportare con grande schiettezza, perché hanno una visione del settore giovanile precisa e lungimirante, una fortuna per noi e per come intendiamo il nostro lavoro”.

Insomma, i primi mesi di Federico Vecchi alla guida di un settore che in casa Virtus ha sempre avuto un valore fondamentale sono stati intensi e gratificanti.

“Stiamo camminando su una bella strada, ma con la consapevolezza che i percorsi di un settore giovanile sono naturalmente lunghi, per cui tutte le componenti devono essere compatte e coinvolte nel progetto. I ragazzi devono essere consapevoli che ogni volta che si entra in palestra è necessario avere il desiderio di mettersi in gioco, facendo passi avanti ogni giorno, con il gusto di praticare uno sport appassionante con l’impegno e la passione necessari. I mesi positivi che abbiamo alle spalle devono servirci da stimolo, sono un punto di partenza e non un punto di arrivo”.

 

UNDER 18 IN FINALE NAZIONALE: L'ANALISI DI FEDERICO VECCHI

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 27/05/2016

 

Missione compiuta. Ieri, a Solesino, Unipol Banca Under 18, guidata da Federico Vecchi, ha vinto lo spareggio con la Benetton Treviso e si è assicurata un posto alla Finale Nazionale di categoria, in programma a Pordenone a partire dal 12 giugno.

Un successo netto, a leggere il risultato: 85-60, venticinque punti di scarto. Ma non è stata una passeggiata, assicura il timoniere della truppa bianconera, e nessuno si aspettava che lo fosse.

“Come immaginavamo” spiega Vecchi, “è stata una partita difficile soprattutto nell’approccio, perché era il classico scontro da dentro o fuori, contro una squadra come Treviso, che ha sempre fatto le finali nazionali, e dunque c’era un aspetto emotivo importante, eravamo davvero tutti “sull’attenti”. Nei primi minuti, pur non giocando male, eravamo piuttosto contratti, non riuscivamo a segnare con facilità, mentre Treviso era in fiducia. Il momento più importante della partita è stato quello, perché siamo stati bravi a non disunirci, continuando a giocare insieme ed a difendere, fino a trovare l’inerzia che ci ha concesso di chiudere i primi due quarti sul +1”.

La seconda parte della partita ha avuto tutto un altro copione.

“Nel terzo quarto ci siamo sciolti, con una buona difesa e qualche canestro da fuori siamo riusciti a sbloccarci e abbiamo giocato dieci minuti di buona pallacanestro, che hanno segnato la partita”.

Bel traguardo, ma è anche un punto di partenza: da adesso alla Finale Nazionale, che cosa resta da fare?

“Continueremo ad allenarci per provare a migliorare quegli aspetti sia a livello individuale che di squadra su cui abbiamo margini di miglioramento, per arrivare il più pronti possibile alle finali.

Proseguiamo il nostro percorso, che come ci siamo detti altre volte persegue quello che è l’obiettivo principale di un settore giovanile, cioè cercare di formare al meglio i giocatori. Vedremo di fare qualche altro passo avanti, di qui all’appuntamento di Pordenone”.

Dove vi aspetterà, come era prevedibile, il meglio della categoria. Ovvero squadre parecchio attrezzate.

“Mancano ancora alcuni spareggi, ma sappiamo che il livello sarà molto buono. Gli incroci hanno portato a qualche sorpresa, come il nostro con Treviso che priva le finali di una squadra che meritava di giocarsela fino in fondo. Sarà un torneo molto equilibrato, ma anche di alto livello, dunque un’occasione per tutti di fare un’esperienza davvero formativa, un passo avanti nella crescita personale e di squadra”.

Pordenone sarà il meritato atto finale, ma un primo bilancio su questa stagione degli Under 18 si può già tracciare.

“Sono soddisfatto per quanto riguarda diversi aspetti di questa annata, a cominciare dal gran lavoro dello staff, veramente di ottimo livello. Per quanto riguarda la crescita dei ragazzi, che è poi il primo tema su cui ci dobbiamo soffermare, ho visto miglioramenti importanti, sia tecnici che fisici. Hanno fatto esperienze, tornei che sono stati molto formativi. Poi, certo, ora siamo alle finali: la settimana prossima tocca agli Under 15, poi ci saremo noi dal 12 giugno: se arriverà qualche risultato di valore, sarà la ciliegina sulla torta, ma il punto più importante è la strada che abbiamo percorso. Va da sé che, lo sappiamo tutti, quando si arriva in fondo si gioca per vincere”.

Per questi giocatori sta per aprirsi il mondo della pallacanestro “adulta”. Come ritieni che si presenteranno a questa ribalta?

“Abbiamo ragazzi di talento, che hanno delle qualità di base molto importanti. Questo è un punto di partenza solido. Allo stesso tempo sono giovani, hanno ancora ampi margini e un grosso potenziale da esplorare. Dobbiamo essere bravi noi dello staff a capire come stanno le cose, e loro a rendersi conto che a quell’età, anche se si è bravi, c’è ancora un bel percorso da fare e ogni opportunità va colta al volo. Devono sapersi mettere in gioco, non solo per consolidare i loro punti di forza, ma anche per completare alcune carenze che ci sono sempre, anche nei giocatori di ottimo livello. Quest’anno gli abbiamo fatto una proposta leggermente diversa rispetto a quella a cui erano abituati, una nuova metodologia che in certi momenti non era nemmeno facile da digerire, ma loro hanno reagito nel modo migliore, hanno fatto un bel passo in avanti e di questo sono orgoglioso”.

 

L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA: FEDERICO VECCHI

Un progetto solido. Sentiamo la fiducia della società.

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 12/10/2016

 

Il Settore Giovanile di Virtus Unipol Banca è ai blocchi di partenza, pronto ad iniziare sul campo la nuova stagione. Una chiacchierata a tutto tondo con il suo responsabile, Federico Vecchi, ci aiuta a delinearne progetti ed obiettivi. Ascoltandolo si respira un’aria buona, una sensazione positiva che viene dal lavoro intenso e ben programmato.

“Nonostante la prima squadra venga da una retrocessione, che ha lasciato l’amaro in bocca a tutto l’ambiente, il segnale più incoraggiante per il progetto del settore giovanile è che la società non solo ha mantenuto i propri impegni, ma li ha addirittura rilanciati. Un motivo d’orgoglio, che ci dà grande soddisfazione e allo stesso tempo ci responsabilizza, perché ancora più di prima percepiamo che per la Virtus il settore giovanile è una parte strategica di tutta l’attività”.

Il fiore all’occhiello sono quei quattro ragazzi approdati alla prima squadra in serie A2, e non certo in ruoli da comprimari.

“Ho sempre sostenuto che il principale obiettivo di un settore giovanile sia quello di crescere giocatori. E’ una visione che la dirigenza condivide, un’idea comune su cui siamo ben allineati. Il fatto di fare il campionato di A2 da questo punto di vista facilita i nostri ragazzi, perché permette loro di avere un livello più raggiungibile e immediato in cui trovare spazio. Un’occasione per chi è coinvolto, ma anche un esempio per chi gioca ancora nelle squadre del settore giovanile e grazie a loro vede davanti a sè un sogno ambizioso ma raggiungibile, quello di giocare un giorno nella prima squadra della società in cui si è formato”.

La centralità del settore giovanile è testimoniata dalla volontà di rafforzarne le singole squadre.

“Anche quest’anno abbiamo la foresteria piena, con quattro ragazzi nuovi rispetto alla scorsa stagione, a compensare ampiamente l’unica uscita (quella di Vercellino, ndr). Il nostro reclutamento è stato mirato e ci permette di alzare ulteriormente la qualità dei giocatori che fanno parte del nostro progetto. Quest’anno abbiamo anche inserito due ragazzi estoni, Jurkatamm e Peterson. Anche questo è un passo avanti, soprattutto per me che per la prima volta sono coinvolto nel reclutamento di giocatori stranieri. Significa aprirsi un po’ alle realtà oltre confine”.

La riorganizzazione passa anche dalla formazione di un gruppo che nella passata stagione non c’era, quello dell’Under 20.

“L’anno scorso ero al primo anno in questo ruolo, e tutti insieme scegliemmo di non intraprendere la strada dell’Under 20. Quest’anno abbiamo avuto più tempo per ragionarci, decidendo di partecipare al campionato DNG. Va chiarito che stiamo parlando, in fondo, di una categoria ponte tra settore giovanile e senior: non si tratta di una squadra canonica, formata da ragazzi che si allenano ogni giorno insieme, ma di un gruppo in cui qualcuno è già impegnato anche con la prima squadra, qualcun altro è in doppio tesseramento in campionati Senior, e alcuni Under 18 contribuiscono a completare l’organico. Una sorta di laboratorio che
permette ai giocatori di avere partite di buon livello in cui confrontarsi, proprio perché alcuni di loro sono alla prima esperienza tra i “grandi” e hanno necessità di avere ancora una lingua di settore giovanile. E’ la parte finale di un percorso che canonicamente finirebbe con l’Under 18”.

L’attenzione al mondo intorno, soprattutto a quello più vicino e confinante, cresce proporzionalmente alla solidità del settore.

“Abbiamo cercato, principalmente grazie all’esperienza specifica nel settore del nuovo Gm Julio Trovato, di potenziare e rilanciare con svariate iniziative i rapporti con le società e le scuole del territorio. Abbiamo intensificato incontri e collaborazioni con le realtà della pallacanestro bolognese. Organizziamo un torneo di minibasket, in occasione delle partite casalinghe della prima squadra, che è un modo per far vivere dall’interno l’Unipol Arena ai nostri ragazzi e a quelli delle società che di volta in volta invitiamo. Abbiamo ampliato il progetto scuole, sia coinvolgendo gli studenti con delle promozioni per seguire le partite della prima squadra, sia con una serie di incontri direttamente mirati all’avvicinare nuovi ragazzini al nostro centro minibasket”.

Minimi cambiamenti, in un gruppo di lavoro collaudato.

“Lo staff, confermato nella sua totalità, era già molto qualificato. L’unica aggiunta è in realtà un importante ritorno, quello di Cristian Fedrigo, che alza ulteriormente la qualità dei nostri allenatori. Sono fiero e soddisfatto di avere una squadra di collaboratori di cui tutti riconoscono la competenza e la professionalità: gli allenatori, i preparatori fisici e lo staff sanitario fanno un lavoro integrato con lo staff tecnico, occupandosi quotidianamente di tutti i gruppi del nostro settore giovanile. Insieme, a mio parere, avevamo svolto un ottimo lavoro, ed insieme continueremo a sviluppare il nostro progetto”.

 

VECCHI: "TALENTI CHE CRESCONO NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ"

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 12/01/2017

 

Anno nuovo, vita relativamente nuova. Le funzioni e le prospettive del settore giovanile della Virtus non cambiano: per Federico Vecchi, responsabile dello stesso, si tratta di una gran bella sfida, quella di portare, insieme a tutti i suoi collaboratori, i giovani verso la comprensione e la conoscenza della pallacanestro, coltivando talenti e progettando il futuro. Magari sfruttando anche il periodo festivo, quando la macchina bianconera non si arresta e le squadre non giocano per i due punti, ma vanno a farsi le ossa in giro per tornei, in regione e anche oltre.

Nel periodo delle festività natalizie l’attività federale ufficiale è stata sospesa, ma abbiamo avuto la possibilità di fare numerosi tornei con le varie annate. Momenti importanti: in alcuni casi siamo andati in trasferta, ragazzi e staff hanno avuto la possibilità di stare diversi giorni insieme, rinsaldando i legami all’interno delle squadre e facendo un passo avanti dal punto di vista tecnico, con esperienze molto formative.

Tutte le squadre del settore hanno avuto un calendario pieno di sfide utili a far crescere gruppi e singoli.

Gli Esordienti hanno affrontato il torneo di Monte San Pietro, gli Under 13 ben due tornei, vincendo quello di Castellamare di Stabia e giocandosi la finale in quello di Ciriè; gli Under 14 hanno disputato due tornei, il Memorial Zanatta (concluso al quinto posto) e il Memorial Ravaglia (terzo posto finale), in entrambi i casi mettendosi in gioco in partite di alto livello che hanno permesso al gruppo di fare esperienza; gli Under 15 hanno fatto la loro parte a Gallo, rassegna prestigiosa con le migliori formazioni italiane, piazzandosi al quinto posto, mentre gli Under 16 hanno partecipato e raggiunto la finale al “Bruna Malaguti” di San Lazzaro, in questo momento una delle principali rassegne nazionali di categoria. Per quanto riguarda l’Under 18, abbiamo potuto confrontarci al torneo “Matteo Molent” di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, con squadre che solitamente non abbiamo la possibilità di incontrare e togliendoci anche la soddisfazione di vincere. Insomma, il bilancio è più che positivo sia per quanto riguarda la crescita dei ragazzi e l’unità della squadra, sia per l’esperienza che permette loro di vivere anche fuori dal campo tutti insieme secondo quelle che sono le nostre idee di fare squadra anche una volta fuori dal parquet.

Metà gennaio, quasi un giro di boa. Niente previsioni o traguardi da annunciare, ma un’idea sul ritmo della crescita te la sarai fatta.

Certamente siamo a un primo punto di verifica. L’estate scorsa ci sono stati cambiamenti importanti a livello di management della società e di capo allenatore della prima squadra. C’erano diverse novità da vivere tutti insieme, e mi sento di dire che si è davvero creato un bel clima, di grande collaborazione tra tutte le sfere della società. Nel mio caso con Julio Trovato, che è il mio riferimento principale, con cui c’è una bella condivisione di idee e progetti. Non è scontato, quando le persone non si conoscono, che si trovi la sintonia in tempi così rapidi. Alessandro Ramagli lo conoscevo già dalle mie precedenti esperienze, ci eravamo incrociati diverse volte, e si è confermato persona di grande spessore. C’è un rapporto di grande collaborazione.

Un anno diverso, fin dall’approccio. Anche perché tu stesso hai accumulato esperienza in casa Virtus, dove eri rientrato la scorsa stagione, al debutto nel ruolo.

Da quando ho iniziato come responsabile abbiamo affinato, con tutto lo staff del settore giovanile, la nostra conoscenza e la nostra capacità di “fare squadra”, e questa interazione ci permette di condividere gli obiettivi di crescita dei nostri ragazzi e di fare loro una proposta graduale nelle varie fasce di età. L’idea che ci muove è che i ragazzi sono dentro un percorso che inizia dagli Esordienti e che porterà i più fortunati e meritevoli fino alla prima squadra, con una serie di step intermedi che li aiutino a migliorarsi. L’obiettivo è che il nostro settore giovanile sia una fucina di nuovi talenti da far crescere attraverso una serie di esperienze. Un progetto importante su chi c’è già ed una ricerca continua su quelli che potranno essere nuovi talenti da formare.

Passi avanti e novità nell’approccio al tuo lavoro: puoi spiegarci cosa è cambiato o sta cambiando?

Sono arrivato in una realtà che era già ben collaudata, merito di Giordano Consolini, dei dirigenti della società e degli allenatori che prima di me hanno lavorato tanti anni. Personalmente ho sviluppato e potenziato alcuni aspetti che ritenevo potessero essere implementati. Quest’anno, per la prima volta dopo il mio arrivo, abbiamo guardato oltreconfine, reclutando due ragazzi stranieri che stanno rispondendo alle attese positivamente. E abbiamo avuto un’ondata di quattro ragazzi che sono approdati in prima squadra: ora dobbiamo lavorare per preparare l’ondata successiva, fatta di ragazzi di talento che dobbiamo rendere altrettanto maturi, in grado di fare lo stesso percorso. Il nostro obiettivo principale è quello di formare ragazzi del miglior livello possibile per provare a farli arrivare alla nostra prima squadra.

Dove li aspetta un coach che ha da sempre fama di essere un ottimo maestro per i giocatori da far crescere.

La grande qualità di Alessandro non è solo quella di far giocare i giovani, ma di allenarli. Per questo la prima squadra diventa la miglior prosecuzione per chi arriva dal settore giovanile. Una sorta di “estensione“ del lavoro fatto fino a quel punto, una fase di maturazione, “un’accoglienza speciale” nella categoria senior che i ragazzi devono essere bravi ad apprezzare ed assorbire. Ramagli è, a mio avviso, l’allenatore ideale con cui collaborare per chi guida un settore giovanile, perché i ragazzi che approdano alla prima squadra a diciassette o diciotto anni non hanno terminato il percorso di maturazione, c’è ancora una linea di completamento da seguire. I nostri giovani sono fortunati, perché qui c’è uno staff davvero importante e qualificato: la prima squadra può contare su Daniele Cavicchi, Cristian Fedrigo e Mattia Largo tre assistenti che hanno esperienza diretta con il settore giovanile e Carlo Voltolini un preparatore fisico di primo livello che “nasce” proprio nel settore giovanile.

Settore che, quanto a esperienza e qualità dello staff, non ha nulla da invidiare ai nomi che abbiamo appena elencato.

Credo che un nostro punto di forza sia la qualità del gruppo di lavoro, infatti investiamo importanti risorse nello staff del settore giovanile. Abbiamo sei capi allenatori (oltre a me, Consolini, Largo, Fedrigo, Pezzoli e D’Atri), sei assistenti allenatori (Nieddu, Senni, Campanella, Gatti, Costa e Grazi), due preparatori (Zonca e Fini), un medico (D’Ovidio) ed un fisioterapista (Marzocchi), un direttore sportivo (Patuelli), cinque dirigenti (Pini, Rubini, Serapini, Licen e Gamberini). Tutte persone che abbinano grandi competenze ad una spiccata passione per stare al fianco ed accompagnare i nostri atleti nella loro crescita.

RINNOVATO IL CONTRATTO A FEDERICO VECCHI

tratto da www.virtus.it - 10/05/2017

 

Virtus Pallacanestro comunica di aver rinnovato il contratto a Federico Vecchi, responsabile tecnico del settore giovanile, che legherà dunque il suo nome alla società anche per le prossime stagioni, proseguendo in un percorso di evoluzione e sviluppo del settore nel segno della continuità di gestione.

“Federico ha meritato questo rinnovo”, afferma il presidente di Virtus Pallacanestro, Alberto Bucci, “per il lavoro che sta facendo con noi, e per la passione che mette nel portarlo avanti. Certo, le nostre scelte non possono basarsi solo sulla passione: c’è ovviamente da tener conto di qualità del lavoro e professionalità, che nel caso di Federico sono ai massimi livelli e assicurano prestigio alla nostra società”.

“Sono molto fiero di proseguire la mia esperienza con la Virtus”, dichiara Federico Vecchi. “Dopo due anni di lavoro insieme questa riconferma mi inorgoglisce, perché significa che la società ha apprezzato il lavoro che abbiamo svolto. Penso ci siano i presupposti per proseguire nel migliore dei modi il percorso affrontato fin qui, e guardo al futuro del nostro settore giovanile con grande fiducia”.

L’INTERVISTA DELLA SETTIMANA: FEDERICO VECCHI

"Ecco la nuova stagione del settore giovanile"

tratto da www.virtus.it - 06/10/2017

 

E’ già iniziato il viaggio verso la nuova stagione del settore giovanile di Virtus Unipol Banca: un’altra annata che si preannuncia concreta, impegnativa, stimolante. Fissiamone gli obiettivi con le parole di Federico Vecchi, responsabile che ancora una volta ne ha tracciato la strada insieme ai suoi collaboratori.

“C’è stato un importante lavoro di preparazione, iniziato già al termine della passata stagione agonistica, che ha dato frutti davvero soddisfacenti sia per quanto riguarda la parte organizzativa sia per quanto riguarda il reclutamento di nuovi giocatori. Il minibasket ha avuto un ulteriore grande impulso, da domani inizierà anche il baby basket, abbiamo in cantiere tante iniziative fra cui cito il camp a Sestola dal 15 al 21 Luglio ed i Day camp. Ora è arrivato il momento in cui l’attenzione mia e di Marco Patuelli, direttore sportivo del settore giovanile, si sposti sulla gestione della stagione corrente, dopo aver gettato le basi perché tutto potesse partire al meglio”.

Grandi cambiamenti, o rinnovamento nella continuità?

“Con noi lavorerà lo staff della scorsa annata, confermato in blocco perché c’è una soddisfazione condivisa sul lavoro che era stato fatto, sia da parte mia che della società. Quindi sono ancora con noi tutti coloro che hanno contribuito ad ottenere buoni risultati, soprattutto dal punto di vista della crescita e del miglioramento dei nostri ragazzi. Abbiamo inserito alcune figure nuove, come quella di Giuseppe Giordano, vera e propria “new entry” nel ruolo di dirigente responsabile del minibasket, insieme a qualche nuovo istruttore, perché i numeri sono cresciuti e le nostre proposte sono aumentate. Qualcuno ha modificato il suo ruolo come Davide D’Atri che oltre ad allenare gli under13 ed ad affiancarmi con gli under20 ha preso la direzione tecnica del minibasket ed Andrea Nobili che, pur rimanendo un fondamentale supporto anche per la prima squadra, ha assunto l'incarico di fisioterapista del settore giovanile”.

Di veramente nuovo c’è un titolo italiano, quello dell’Under 18, che si aggiunge ai ventuno che già areno nella storia. Cosa significa ripartire da quella base,?

“I miglioramenti, come ho detto, riguardano vari aspetti: tecnici, fisici, di crescita personale. Certamente ci sono anche i successi, che rafforzano il gruppo e le individualità. Uno scudetto vinto è una gioia per tutti. Per la società, per gli allenatori e per i ragazzi. Per chi ha vinto è uno stimolo a proseguire e migliorare, per gli altri gruppi è la dimostrazione che il lavoro porta a belle soddisfazioni, e qualche volta regala ricordi indimenticabili”.

Dove porterà, il percorso? Questa sarà una buona stagione, se?...

“Ogni anno è diverso, sarà una buona stagione se i ragazzi che formiamo alla fine si sentiranno un po’ più pronti, se avranno la consapevolezza di aver arricchito il proprio bagaglio di esperienze. Parlando da allenatore degli Under 18 ed Under 20, prima che da responsabile, penso che un buon lavoro, in questo caso, sia prepararli al meglio ad entrare nel mondo senior. I giocatori che erano con noi l’anno scorso hanno avuto buone opportunità, mi auguro sia lo stesso anche per nostri i ragazzi che la prossima stagione si affacceranno al mondo degli adulti. Se qualcuno avrà l’occasione di frequentare la prima squadra, all’inizio per allenarsi e magari nel tempo per giocare in campionati di vertice, se qualcun altro troverà spazio e opportunità in altre realtà, allora avremo fatto un buon lavoro. I nostri giovani sono apprezzati, ci viene riconosciuto che siamo una bella scuola, una fucina di talenti, e questo per noi è motivo di orgoglio”.

Perché la Virtus è considerata una fucina di talenti? Che cosa ha di speciale?

“Perché abbina essenzialmente due aspetti. Uno valoriale, di accompagnamento dei ragazzi attraverso un percorso educativo e l’insegnamento di quelle che io definisco le “buone abitudini”, fuori e dentro il campo di gioco, che permettono una crescita personale a prescindere dal livello tecnico che un giorno si raggiungerà. Ogni ragazzo diventa responsabile del proprio miglioramento, impara a rapportarsi con chi lo allena, con i compagni, con gli avversari, alimenta la passione per il gioco. E poi c’è un aspetto di crescita tecnica, appunto: la nostra fortuna è quella di avere uno staff di allenatori, preparatori, medici, fisioterapisti di grande qualità ed un gruppo di dirigenti particolarmente attenti. La qualità delle persone e la competenza di chi si occupa della formazione dei nostri giocatori è un grande patrimonio che ci contraddistingue”.

La prima squadra ha risvegliato la passione dei cuori bianconeri, con la splendida corsa verso la Serie A. L’esempio di Virtus Segafredo può essere trascinante anche per i giovani.

“Tutto ciò che è un motore di interesse aiuta lo sviluppo del settore giovanile. Oggi possiamo abbinare una serie di aspetti che ci rendono appetibili: il fatto che ci venga riconosciuta qualità nella proposta formativa, i successi della prima squadra nella scorsa stagione e il chiaro messaggio di una società con un progetto di crescita hanno riacceso i riflettori intorno al mondo Virtus. Tutte fattori che ci permettono di dare garanzie alle famiglie, perché chi porta un ragazzo da noi sa di portarlo in un ambiente che può garantire un percorso educativo importante e una crescita tecnica di primo livello”.