ALESSANDRO PAJOLA

Pajola nel primo scrimmage stagionale contro Cento (foto tratta da corrieredibologna.corriere.it)

nato a: Ancona

il: 09/11/1999

altezza: 194

ruolo: playmaker

numero di maglia: 6

Stagioni alla Virtus: 2015/162016/17 - 2017/18 - 2018/19 - 2019/20 - 2020/21

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

palmares individuale in Virtus: 1 Campionato di Lega due, 1 Champions League

 

 

 

MARCO SPISSU

 

 

 

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

altezza: 184

ruolo: playmaker

numero di maglia: 0

Stagioni alla Virtus: 2016/17

statistiche individuali

 

 

VECCHI, PAJOLA ED EBELING AGLI EUROPEI UNDER 16

tratto da www.virtus.it - 05/08/2015

 

Si colorano di bianconero gli Europei Under 16 in programma da domani a Kaunas, in Lituania. Federico Vecchi, responsabile del settore giovanile Virtus Unipol Banca, sarà infatti l’assistente di coach Antonio Bocchino, che guiderà la Nazionale italiana.
Nel gruppo azzurro ci saranno anche Alessandro Pajola, talento da poco approdato a Bologna, alla corte di Unipol Banca, e Michele Ebeling, figlio d’arte che veste i colori di Futurvirtus Bologna.
Gli Europei Under 16 si svolgeranno a Kaunas da domani al 16 agosto. L’Italia è inserita nel Gruppo C della fase eliminatoria, dove avrà di fronte Finlandia, Serbia e Bosnia. Domani alle 16.30 affronterà la Finlandia nella gara d’esordio del torneo.

Futurvirtus società satellite – Per consolidare l’importante legame già esistente tra le due società, Futurvirtus diventa a tutti gli effetti una società satellite di Virtus, come previsto dalla specifica normativa della Federazione Italiana Pallacanestro. La collaborazione diventerà ancora più stretta e riguarderà l’attività di tutto il settore giovanile, dal minibasket all’Under 18.

 

ANCHE PETROVIC CON PAJOLA AL "BASKETBALL WITHOUT BORDERS EUROPE 2016"

tratto da www.virtus.it - 28/07/2016

 

Ci sarà anche Danilo Petrovic, al “Basketball without Borders Europe 2016”, manifestazione giunta alla quindicesima edizione che riunisce i migliori giovani europei nati nel 1999, che avranno la possibilità di fare un'esperienza unica confrontando il loro talento con quello degli altri giocatori sotto la guida di coach e giocatori NBA. Un bellissima notizia per la Virtus e per il suo settore giovanile, guidato da Federico Vecchi, perché adesso saranno due i giocatori bianconeri presenti, visto che l’invito di Fiba e Nba, che organizzano l’evento, avevano già invitato Alessandro Pajola. Entrambi hanno fatto parte nella passata stagione dell’Under 18 guidata proprio da Vecchi, e quest’anno sono entrati a pieno titolo nel roster della prima squadra. Succedono a Tommaso Oxilia, che partecipò all’edizione 2015 del “Basketball without Borders Europe”, e saranno impegnati dal 7 al 10 settembre ad Helsinki.

 

LA SERATA DI PAJOLA: "IN VIRTUS AI GIOVANI CREDONO DAVVERO"

tratto da www.virtus.it  - 09/10/2016

 

Era già salito in pullman, Alessandro Pajola. Non si aspettava che la stampa lo avrebbe mandato a chiamare per l’intervista del dopopartita. Eppure, le premesse c’erano tutte: partenza in quintetto, energia a profusione per la vittoria della Virtus Segafredo, anche un punteggio personale in doppia cifra. Il “ragazzo del ‘99” resta tranquillo, è felice ma non va nemmeno per un attimo fuori dalle righe.

“Ho semplicemente cercato di sfruttare l’opportunità che mi ha dato il coach, ho fatto le cose che so fare e non ho pensato all’ambiente intorno. Mi sono concentrato. La tensione c’era, ma in positivo. Non so se ho abbastanza talento, ma per la squadra do tutto, ci metto cuore e difesa”.

Trovarsi anche a guidare in campo una squadra di A2 a diciassette anni non è da tutti.

“Io sono cresciuto come playmaker, e comunque in allenamento abbiamo provato tutti a giocare in regìa, perché sapevamo di quanto loro sappiano pressare. Non c’è molto da inventare, siamo giovani e quello che ci chiede il coach è fare le cose che sappiamo, dando il massimo”.

Il “progetto giovani” della Virtus Segafredo è qualcosa di molto concreto.

“Spesso si sente dire che bisogna far giocare i giovani, ma non sempre alle parole seguono i fatti. La Virtus e il coach fanno ciò che avevano detto, e sta a noi farci trovare pronti. Ramaglici sta dando molta fiducia, noi adesso la stiamo ripagando”.

Una partita così va dedicata a qualcuno.

“A mia nonna Giuliana. Lei viene a vedermi ogni volta che può, ma oggi non è riuscita ad esserci. Questa partita è per lei”.

PAJOLA: SONO UNO CHE GIOCA PER LA SQUADRA, E CREDO DI AVERE PIÙ CUORE E TESTA CHE TALENTO

tratto da bolognabasket.it - 11/10/2016

 

Alessandro Pajola, dopo la bella prova di domenica a Imola, è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Pajola, ha un modello? Si impara qualcosa ogni giorno. L’anno scorso, per esempio, ho avuto la fortuna di allenarmi con la prima squadra e guardavo con attenzione quello che faceva Gaddy, per me un ottimo giocatore. Ma l’idolo assoluto resta Steve Nash, per intelligenza di gioco e per talento.

Cosa le ha detto Gabriele Ruini, giocatore cresciuto nel vivaio bianconero e oggi tecnico del settore giovanile? Il vecchio Gaga… Mi aveva spiegato che la Virtus è un ambiente splendido, che avrei sentito il calore dei tifosi e l’emozione di allenarmi alla palestra Porelli. Ero preparato, grazie a lui.

La descrizione è stata precisa o c’è stata qualche sorpresa? Nessuna sorpresa, era proprio ciò che mi aspettavo. Ero già venuto a provare due volte. Tre giorni prima di trasferirmi a Bologna, altri tre un anno prima.

Quale scuola frequenta? Il liceo scientifico “Keynes” a Castelmaggiore. E c’è tanto da fare. Certo, studiare è più difficile che allenarsi.

Che giocatore è Pajola? Uno che gioca per la squadra, non per se stesso. A fine partita non corro a vedere le mie cifre, e credo non lo farò mai. Do il massimo, soprattutto in difesa, sono convinto di avere più cuore e testa che talento.

Sorpreso che un club come la Virtus abbia fatto un progetto sui giovani? Sono sorpreso – piacevolmente – di come lo abbiano portato avanti proprio dopo una retrocessione. Non era facile, la gente voleva subito una risposta, era addolorata e arrabbiata. E’ stato un rischio, ma noi siamo giovani che abbiamo capito l’importanza di questa scelta e cerchiamo di farci trovare pronti.

Le manca la sua Ancona? Sì, mi mancano famiglia e amici, credo sia naturale. Ma i ragazzi della foresteria Virtus e i miei compagni di scuola non mi fanno mai sentire solo.

Difesa o attacco? Difesa. Per caratteristiche e per la mia idea della pallacanestro. Un buon attacco nasce sempre da una buona difesa.

Cosa fa nel tempo libero? Studio parecchio. Poi guardo le serie tv come “Romanzo Criminale” o “Gomorra”, ascolto musica di tutti i generi ed esco con gli amici della foresteria.

Perchè si è tagliato i capelli? Ho perso una scommessa, ma non chiedetemi in cosa consisteva…

 

Pajola, nella sua Ancona, durante la vittoriosa gara contro Recanati

PAJOLA, IL RITORNO: "CHE EMOZIONE, QUI SONO NATO COME GIOCATORE"

tratto da bolognabasket.it - 04/12/2016

 

Un ritorno da ricordare. Da profeta in patria, da ragazzo prodigio che è entrato nel mondo del basket adulto, rendendo felici tutti quelli che lo hanno visto crescere qui, nella sua Ancona.
Alessandro Pajola ha un vero e proprio fan club, sugli spalti del PalaRossini. Come ci fossero tre gruppi di tifosi: quelli di Recanati, quelli venuti da Bologna per sostenere la Virtus Segafredo, e quelli che tengono soprattutto per Pajo. Bella sensazione, per un ragazzo che ha appena compiuto diciassette anni e che coach Ramagli ha portato in Serie A2 non certo a fare tappezzeria.
“Un’emozione bellissima, tornare nel palazzetto in cui sono nato, in cui ho toccato la prima palla da basket. Quando mio fratello si allenava scorrazzavo nei corridoi di questo impianto, ci ho respirato pallacanestro da subito, per me questo posto è stato una seconda casa. E oggi ho ritrovato qui tanti amici, ex compagni, i ragazzi del Cab Stamura venuti a sostenermi. E’ stato veramente meraviglioso”.

Pajo sa bene cosa si deve fare. E’ un ragazzo attento, scrupoloso, determinato. Uno, hanno di recente confermato i compagni esperti Rosselli e Ndoja, che ti si attacca alle caviglie e non te lo scrolli di dosso facilmente. Stavolta se ne è accorto anche un tipo tosto come Travis Bader, che a un certo punto lo ha visto uscire dalla panchina e si è sentito probabilmente come uno che ha un bersaglio disegnato sulla canotta.
“Io sono sempre pronto quando il coach mi chiama, entro e cerco sempre di dare il massimo a livello di energia. Se poi riesco a fare anche qualche canestro, qualche giocata offensiva, ben vengano. L’importante è esserci quando Ramagli ritiene ci sia bisogno di me. Questa volta, per esempio, il compito era ben preciso: mettermi sulle tracce di Bader, pensare a lui più che al resto del gioco e cercare di limitarlo il più possibile. E’ quello che ho cercato di fare”.

E alla fine, con la Virtus Segafredo uscita vincente dalla sfida, per il ragazzo che tutti hanno visto crescere su questo parquet solo applausi, pacche sulle spalle, selfie felicemente nostalgici, cori su misura. Una serata così dà benzina e stimoli giusti. Una serata speciale, nella sua Ancona.

PAJOLA E PENNA SI ALLENANO ALLE SEI DEL MATTINO

I due gioiellini bianconeri hanno dovuto anticipare il loro lavoro personalizzato e si sono allenati alle prime luci dell'alba

tratto da bolognabasket.it - 17/03/2017

 

Come riporta il Corriera di Bologna, in questa settimana la palestra dell’Arcoveggio si è aperta molto presto, sopratutto per Alessandro Pajola e Lorenzo Penna che, già dalle prime ore del mattino (poco dopo le 6) erano in palestra per effettuare un allenamento individuale. Hanno fatto il solito lavoro sul campo per migliorare i fondamentali e il tiro, alcuni esercizi specifici per il loro ruolo e poi una seduta in sala pesi.

I due gioiellini bianconeri hanno dovuto anticipare il loro lavoro personalizzato, che avrebbero dovuto svolgere durante la settimana, a causa di una serie di impedimenti che non gli avrebbero dato la possibilità di fare il loro allenamento. Avrebbero anche potuto saltare un’ora di allenamento individuale questa settimana e nessuno li avrebbe “puniti”, ma ciò dimostra ulteriormente la grande mentalità e il grande entusiasmo che si respira in casa Virtus.

PAJOLA: "STO BENE, E PER ME È UN ONORE GIOCARE IN VIRTUS"

tratto da bolognabasket.it - 23/03/2017

 

Ieri Alessandro Pajola è stato ospite della trasmissione “Black and White” su Radio Bologna Uno.
Ecco le sue parole:

Con Recanati una vittoria facile ma convincente: “Siamo stati bravi a non sottovalutare l’avversario e siamo riusciti a vincere bene; appena siamo entrati in spogliatoio all’intervallo, coach Ramagli ci ha detto di ricominciare da zero a zero e nel secondo tempo abbiamo continuato a giocare normalmente, senza fare nessun passo indietro, rimanendo concentrati come nel primo tempo.”

Lo stato di forma tuo e della squadra: “Personalmente mi sento bene, è passato un mese e ci siamo presi tutto il tempo che serviva dall’11 febbraio con Treviso, cioè la partita del mio infortunio; ero già pronto domenica per giocare e spero di essere pronto per domenica prossima a Trieste. Per quanto riguarda la squadra stiamo bene, Kenny e Klaudio hanno recuperato bene e anche Guido, che domenica ha giocato poco, è riuscito a recuperare e siamo in forma per arrivare carichi ai playoff e soprattutto sani.”

Ti senti un jolly per questa Virtus? “Io entro e cerco di fare quello che è utile alla squadra, facendomi trovare pronto; se serve una buona difesa sul miglior attaccante avversario, un aiuto in regia, un supporto in termini di punti in attacco, cerco sempre di fare il meglio in ogni ruolo indicatomi dal coach.”

Da qui alla fine tutte partite difficili: “Certamente ogni partita la giochiamo per vincere, arrivare primi non ha la stessa importanza di arrivare terzi o quarti, anche solo semplicemente per il fattore casa che per noi è importante grazie al tifo e alla gente che viene all’Unipol. Il vero obiettivo, però, è quello di arrivare sani e senza problemi alla palla a due dei playoff, perché dopo una regular season così impegnativa, diventa ancora più difficile confermarsi. Importante sarà giocare queste ultime partite per vincere, sopratutto in trasferta. Se gestiamo bene le partite, sappiamo che ce la possiamo giocare ampiamente trovando spazi e buoni tiri. Per i playoff le più temibili sono sicuramente Ravenna, Treviso e la Fortitudo.”

Alessandro Pajola è un giocatore diverso rispetto ad inizio stagione? “Penso di sì, con tutti i vari consigli dei più “veterani”, dopo ogni allenamento mi sento in qualche modo migliorato; sicuramente da settembre penso di aver fatto un passo avanti sia come giocatore che come persona e spero di riuscire a farlo vedere in campo da qui alla fine. Il progetto giovani dipende dai giovani stessi: se siamo capaci di farci trovare pronti, il coach è disposto a farci giocare più minuti e questo è successo con me, Penna, Petrovic e Oxilia.”

Il rapporto con coach Ramagli? “Il coach oltre a curare bene l’aspetto tecnico e tattico in campo, è una gran persona a livello umano, ti dà consigli rispettando comunque la tua persona, considerando le tue caratteristiche. Si è sempre fatto trovare disponibile, un gran carattere a livello umano e anche molto simpatico, cosa che non guasta mai. In ogni allenamento arriva il “calcio nel sedere”, ormai lo capiamo prima che arrivi, capita a tutti ma nonostante ciò è sempre un aspetto istruttivo per ognuno di noi, da me a Michelori, che è quello con più esperienza. Il coach tende molto a curare la preparazione della partita, con aspetti che potrebbero essere determinanti per la svolta di una gara.”

Che compagni di squadra hai intorno? “Sono tutti delle ottime persone, prima che ottimi giocatori in campo; Kenny (Lawson n.d.r.) mi aspetta sempre cinque minuti in più dopo la doccia per accompagnami a casa in macchina, sono piccoli gesti da non sottovalutare. Umeh è una persona seria e solare, che non pensa solo a se stesso ma preferisce passarti un pallone in più. Ndoja è un ragazzone, sempre sorridente, in questo periodo di infortunio mi è stato molto vicino, dandomi consigli su come gestire la caviglia. Michelori è un consigliere silenzioso ma in generale tutti sono pronti a darti una mano: questa è una cosa che non mi aspettavo assolutamente, essendo abituato ad altre situazioni, come per esempio l’anno scorso.”

In pochi giorni medaglia agli Europei under 18 e vittoria nel derby: “Sono state soddisfazioni che non scorderò mai, anche la vittoria in Coppa Italia ma sopratutto il derby, non avrei mai pensato di poter giocare un evento del genere, sopratutto nel primo anno da professionista. Con alcuni del mio gruppo ci sono stati poi i classici “sfottò”, anche alcuni miei amici di Ancona, sponda Fortitudo, mi hanno scritto ma tutto in amicizia, come normale che sia.”

Cosa significa giocare in Virtus a 17 anni? “E’ un grande onore giocare per una società storica per la pallacanestro italiana; quando dovevo trasferirmi da Ancona avevo varie scelte e la Virtus è stata la prima che mi ha colpito. Entrare alla Porelli e allenarsi lì è veramente tanto: è un grande onore giocare per questa maglia e per questi tifosi che sono sempre disponibili, perché si capisce quanto veramente siano importanti questi colori e io sono veramente onorato di essere qui. Tra Ancona e Bologna c’è sicuramente una differenza di lavoro a livello fisico, ma soprattutto di lavoro individuale, dettagli tecnici da migliorare.”

Esordio in serie A a 16 anni, Nazionale, derby, Coppa Italia, come si fa a rimanere con i piedi per terra? “Dipende dalle caratteristiche di ognuno; se sei un ragazzo “montato” lo sei fin da subito, non per forza in serie A o in Nazionale. Bisogna essere umili, sopratutto umili dentro, anche dopo aver vinto Eurolega, anelli NBA o quant’altro. Io cerco sempre di rimanere con la testa sulle spalle perché è nella mia persona e nella mia educazione fin da piccolo.”

Meglio vincere il derby di ritorno o giocarsi la promozione in serie A? “Tra le due preferisco giocarmi la promozione in serie A. Il derby è sicuramente la partita delle partite, ma l’obiettivo principale è quello di tornare in serie A, poi se ciò dovesse succedere vincendo anche il derby di ritorno meglio ancora. Se fossi un tifoso Virtus, però, preferirei tornare in Serie A.”

 

PAJOLA: "CONTENTO SUL PIANO PERSONALE, NON PER IL RISULATATO. SE SERVIRÀ UN AIUTO IN PIÙ CI SARÒ, ANCHE DA PLAYMAKER"

tratto da bolognabasket.it - 07/03/2018

 

Alessando Pajola, che domenica ha risposto presente quando è stato chiamato in causa a Venezia (7 punti e 2 recuperi in 17′), è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole.

E’ arrivata l’occasione attesa da tempo. Cerco di farmi trovare pronto se c’è bisogno, sono contento sia andata bene sul piano personale, non per il risultato. Però sì, l’aspettavo.
E’ stata la prima partita “vera” in serie A? Sì, come impatto fisica intensità. C’erano tanti giocatori che hanno assaggiato l’Eurolega, un livello molto alto, sono felice di aver fatto la mia parte. 
Cosa ha chiesto il coach? Niente di speciale, è tutto lavoro quotidiano, normalità. C’è stato bisogno e io c’ero, ora cerchiamo di essere pronti per Milano. 
La Virtus sembra in crescita nonostante gli infortuni? Abbiamo punti di riferimento fissi, una difesa che migliora di partita in partita, peccato per la sfiga che ci perseguita e non ci fa raccogliere i frutti. Speriamo di riuscirci adesso. 
Con l’infortunio di Stefano Gentile arriveranno più minuti. Se servirà un aiuto in più ci sarò, anche da playmaker, in questa settimana lavorerò con quell’obiettivo. 
Com’è vivere lontano da casa? Il primo anno è stato difficile, sono andato via a 15 anni. Però l’ambiente della foresteria è stimolante e ti responsabilizza. Fai cose mai fatte prima, e gli altri ragazzi hanno facilitato l’inserimento. Mi trovo bene. 
Sul sentirsi già “da serie A”. No, assolutamente c’è tanto da lavorare, lo sto facendo.
Sul seguire l’NBA. No, preferisco l’Eurolega, la serie A o la A2. Eppure il mio idolo di sempre è stato Steve Nash. Poi da piccolissimo guardavo Diamantidis e Jasikevicius e dicevo “vorrei essere come loro.

PAJOLA: "OGNI MINUTO CHE MI VIENE CONCESSO È UNA GRANDE OCCASIONE, RINGRAZIO TUTTI I COMPAGNI"

tratto da bolognabasket.it - 20/03/2018

 

Alessandro Pajola, che dopo la bella prova di Brescia è andato al raduno della Nazionale under 20, è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco un estratto delle parole del giovane esterno bianconero, classe 1999.

La miglior partita in maglia Virtus? Questo non spetta a me dirlo. Io sono contento che la squadra abbia vinto e so che devo farmi trovare pronto e che ogni minuto che mi viene concesso è una grande occasione. Per me è già importante far parte di questo gruppo.
Il coach mi ha utilizzato perché purtroppo ci sono stati tanti infortuni. Ramagli è stato molto chiaro all’inizio dell’anno dicendomi che mi sarei dovuto far trovare sempre pronto e che per essere in questa condizione era necessario allenarsi sempre bene cercando di tenere alta la qualità del lavoro in palestra. Ne approfitto per ringraziare tutti i miei compagni, perché mi fanno sentire parte della squadra anche se gioco molto poco.
Mi sento pronto ad avere più spazio l’anno prossimo? Prima vediamo di chiudere questa stagione, sperando di recuperare tutti e di andare ai playoff, poi penseremo al futuro: anche perché questo aspetto non dipende da me, ma è condizionato da quelle che sono le intenzioni della società.

 

LBA AWARDS: TRA GLI UNDER 22, TERZO PREMIO PER ALESSANDRO PAJOLA

tratto da www.virtus.it - 10/05/2018

 

Anche Virtus Segafredo protagonista agli “LBA Awards”, il cui atto finale è andato in scena questa mattina a Milano, organizzato da LBA e Gazzetta dello Sport nella Sala Buzzati, dove è stata anche presentata l’edizione 2018 dei Playoff LBA.

Tra i premiati, infatti, figura Alessandro Pajola, classificatosi terzo tra gli Under 22 del campionato. Un riconoscimento doppiamente importante per un ragazzo (classe 1999) che ha avuto uno spazio importante nella prima squadra, e che conferma il valore del settore giovanile bianconero, in cui è cresciuto a partire dal 2015.

Ed anche un premio prestigioso, considerando che i vincitori degli “LBA Awards” sono scelti da una giuria di giornalisti specializzati e dagli allenatori, general manager e capitani delle 16 squadre della Serie A.

Diego Flaccadori della Dolomiti Energia Trentino per la terza stagione consecutiva si è confermato miglior Under 22: quest’anno ha totalizzato 164 voti, precedendo Leonardo Candi della Grissin Bon Reggo Emilia con 65 e appunto Alessandro Pajola della Virtus Segafredo Bologna con 53.

Gli altri premiati sono stati Jason Rich della Sidigas Avellino, miglior giocatore della reguar season della Serie A PosteMobile 2017-2018, Attio Caja votato come miglior allenatore (bissa il successo della stagione 1995-1996), il presidente della Umana Reyer Venezia, Federico Casarin, come miglior dirigente (anche per lui è la seconda volta, dopo la stagione 2011-2012).

 

BERTI E PAJOLA CONVOCATI PER IL CAMPIONATO EUROPEO UNDER 20 IN GERMANIA

tratto da www.virtus.it - 09/07/2018

 

Alessandro Pajola e Matteo Berti, il primo play classe 1999 e il secondo centro del 1998, sono i due giocatori della Virtus Pallacanestro convocati per il Campionato europeo under 20 da Eugenio Dalmasson, allenatore della nazionale giovanile oltre che coach della Pallacanestro Trieste, neopromossa in Lega A.

I due giovani, impegnati, soprattutto Pajola, a più riprese anche con la prima squadra nel campionato appena concluso, sono nella lista dei dodici che parteciperanno alla competizione che si svolgerò a Chemnitz, in Germania, dal 14 al 22 luglio.

Gli Azzurri si ritroveranno domani a Roma e partiranno per la Germania il 12 luglio.
Esordio il 14 luglio alle 13.30 contro la Svezia. Nello stesso girone dell’Italia anche Serbia e Islanda.

PAJOLA: "ARRIVA ORA IL MOMENTO PIÙ BELLO DELLA STAGIONE. CHALMERS? MENTALITÀ VINCENTE"

tratto da bolognabasket.it - 20/03/2019

 

Alessandro Pajola è stato ospite della trasmissione “Basket City” in onda su TRC. Ecco le parole del giovane playmaker bianconero.

Un bilancio provvisorio della tua stagione? “Sono contento di trovare tanti minuti in serie A, cerco di fare sempre meglio, lavorando sui miei difetti. Ora deve arrivare il momento più bello della stagione e spero di fare ulteriori passi in avanti per aiutare la squadra. A Torino abbiamo avuto un ottimo approccio, che ci ha permesso di andare subito in vantaggio di 10-15 punti: quella è stata la chiave per arrivare alla vittoria. Dobbiamo continuare così, sempre meglio.”

Cosa è cambiato con il cambio in panchina? “Djordjevic chiede difesa e chiede di essere sempre pronti, soprattutto per quelli che escono dalla panchina. Sicuramente ora si vede più aggressività: la squadra è molto pronta e reattiva. C’è ancora molto da fare, cercheremo di continuare su questa strada. Ora abbiamo anche Chalmers che ci sta dando tanto: ormai è a tutti gli effetti un compagno di squadra da due settimane. Ha un atteggiamento vincente, ha una mentalità che ti aiuta a stargli dietro e a seguirlo: dobbiamo apprezzarlo e guardarlo.”

Cosa ti ha dato una competizione europea? “La Champions è stato un valore aggiunto: giocare in giro per l’Europa ti rimane dentro, sono momenti importanti per la crescita di un giocatore. Ora dovremo concentrarci sulla partita di andata con Nanterre, abbiamo fatto bene fino ad adesso ma non basta.”

 

L'INTERVISTA DELLA SETTIMANA: ALESSANDRO PAJOLA E MATTEO BERTI

"Un'esperienza fantastica"
di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 10/05/2019

 

“Un’esperienza fantastica. Qualcosa che ci resterà per sempre nel cuore”

Vengono da qui, dal Settore Giovanile di Virtus Unipol Banca, due dei ragazzi di Sasha Djordjevic, quelli che hanno alzato il 5 maggio la Basketball Champions League ad Anversa, riportando la V nera ad alta quota in Europa dopo un’assenza durata dieci anni. Anzi, a dirla tutta, sarebbero tre, perché Filippo Baldi Rossi proprio dieci anni fa iniziava ad affacciarsi alla prima squadra provenendo dal vivaio, anche se la Final Four di Eurochallenge che finì in gloria non la disputò. Ma quelli per cui la “cantera” è un ricordo non certo lontano sono Alessandro Pajola e Matteo Berti, che lungo la strada che ha portato ad Anversa hanno messo il loro mattone prezioso. “Pajo” è sceso in campo 16 volte, con una media di 10.3 minuti e 2.2 minuti a gara, con 5 minuti di parquet anche nella semifinale contro il Brose Bamberg. Matteo ha accumulato minuti con Ostenda (sei, con quattro punti segnati) e con Lubiana, ma ha fatto parte del gruppo fino alla Final Four, aggiungendo una fondamentale esperienza europea al suo percorso di formazione.

Il play di Ancona avrà vent’anni a novembre, ma al di là dell’anagrafe è quasi un veterano per questa Virtus Segafredo, perché ormai ha visto tutto.

“Ho iniziato a fare presenza in prima squadra nell’anno della retrocessione. Quindi, si può dire che ho visto tutto: quel momento tristissimo per la storia della Virtus, la rinascita l’anno successivo, ora la conquista di una coppa europea. Che ci voleva davvero, per quanto abbiamo lavorato e ci abbiamo creduto. Ricordo che alla grigliata coi tifosi di inizio stagione, nell’anno dell’A2, ci saranno state una cinquantina di persone, per darci forza e aiutarci a cercare l’impresa di risalire. Allo Sportpaleis di Anversa abbiamo giocato davanti a 18mila persone, il basket era al centro di quel mondo e tanti erano venuti da Bologna per sostenerci. In poco tempo, siamo riusciti a cambiarci il destino”.

“Io all’inizio ero quasi incredulo”, racconta il centro padovano, “non mi sembrava vero di essere lì, dentro un ambiente così carico, e che la squadra si stesse giocando la Final Four di BCL. Poi, poco a poco, ho realizzato. In finale, stavamo sopra di dieci, dodici, anche quattordici punti, e ho iniziato a pensare che sì, forse questa sarebbe stata davvero la volta buona. E alla fine ero lì, in campo, nel gruppo che ha conquistato il trofeo. Bellissimo. Ho fatto altre finali, a livello giovanile, ma fin qui avevo accumulato secondi posti. Vincere in un contesto del genere è stato meraviglioso”,

Ancora “Pajo”, che mette in fila le emozioni di un’avventura speciale.

“Abbiamo riportato la Virtus dove merita di stare. In un contesto davvero unico. Io una cosa del genere non l’avevo mai vista: un’organizzazione incredibile intorno a due partite, che abbiamo giocato paurosamente bene. Quando ho giocato la finale del Mondiale Under 19, ho pensato che una cosa simile non l’avrei mai più vissuta. Invece, Anversa è stata un’esperienza pazzesca. Tutto in quei pochi giorni era concentrato sul basket, con una dedizione totale. Per noi è stato il massimo: abbiamo avuto una stagione con molti alti, alcuni bassi, momenti felici ed altri in cui ci siamo incazzati. Un finale del genere ce lo meritavamo”.

“Io so che l’esperienza della BCL mi aiuterà a crescere”, conclude Berti. “Ho avuto la possibilità di viaggiare, di vedere impianti in giro per l’Europa, di confrontarmi con tanti stili di gioco, vedendo giocatori che provengono da campionati diversi. In più, questo finale da sogno. Una cosa che non potrò mai dimenticare”.

 

 

PAJOLA CONVOCATO IN NAZIONALE UNDER 20

tratto da www.virtus.it - 04/06/2019

 

C’è anche Alessandro Pajola tra i convocati per il lungo raduno della Nazionale Under 20 di Andrea Capobianco, che culminerà nella partecipazione della squadra azzurra al Torneo Internazionale di Domegge, in provincia di Belluno.

La prima parte del raduno si svolgerà a Roseto degli Abruzzi, dal 12 al 18 giugno. La Nazionale Under 20 si sposterà il 19 del mese a Domegge di Cadore, dove nella suddetta manifestazione giocherà contro la Slovenia il 21 giugno, contro la Germania il 22 e contro la Grecia il 23.

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PAJOLA CONVOCATO PER GLI EUROPEI UNDER 20

tratto da boilognabasket.it - 11/07/2019

 

Alessandro Pajola è tra i 12 convocati della Nazionale Under 20 di Italbasket  per il torneo continentale di Tel Aviv.

PAJOLA: “QUANDO SEGNO SEMBRA UN GOAL AL DALL’ARA. TEODOSIC E MARKOVIC MI AIUTANO MOLTO”

Il giovane playmaker della Virtus Bologna: "Lavoro per migliorare ogni giorno ed essere più forte del giorno prima"

di Andrea Grossi - Sportando.basketball - 25/10/2019

 

In vista della sfida di domani sera tra Germani Brescia e Segafredo Virtus Bologna, Sportando ha deciso di scambiare qualche battuta con il giovane playmaker delle Vu Nere Alessandro Pajola, classe 1999. Nonostante la sua giovane età, Pajola è sempre più una pedina di grande importanza nello scacchiere di coach Djordjevic che l’estate scorsa ha espresso la sua volontà di tenerlo nonostante l’arrivo di giocatori del calibro di Teodosic e Markovic. Ad oggi il suo “high” personale nella stagione in corso sono i 10 punti messi a referto in 16 minuti nella vittoria contro il Maccabi Rishon in EuroCup.

 

Partendo da ancora prima dell’inizio della stagione, ti aspettavi di essere riconfermato e di far parte di questa Virtus? 

“Non sono solito a crearmi delle aspettative, ma parlando con Djordjevic e Ronci avevo capito che c’era forte interesse nel tenermi. Ci tenevo molto a rimare qui, anche perchè è la società nella quale sono cresciuto e tutt’oggi ho ancora contratto. Gli intenti del coach e del GM erano gli stessi miei, dunque mi fa piacere essere qui”.

 

Intorno a te ci sono grandi aspettative, soprattutto da parte di molti tifosi, senti un po’di pressione o hai sempre la testa libera da ogni pensiero quando scendi in campo? 

“Sono sempre tranquillo, i tifosi mi hanno sempre dato una spinta in più perchè quando entro in campo sento che sugli spalti sono carichi. Poi, se segno, è come aver fatto goal al Dall’Ara. Altroché pressione, il pubblico mi dà una gran mano”.

 

Giocare con esperti del “playmaking” come Teodosic e Markovic quanto è stimolante e quanto sta contribuendo nella tua crescita da quando ti alleni con loro? 

“Sono due giocatori straordinari, anche belle persone fuori dal campo e mi aiutano molto. Spesso parlo con loro e mi danno tanti consigli perché sto attraversando un momento che loro hanno già vissuto perciò sanno darmi sempre uno spunto in più che ascolto volentieri. Non mi piace disturbarli troppo o magari essere invasivo, per questo spesso mi limito ad osservarli e studiarli, ad esempio quando fanno una sessione di tiro li guardo e solo da questo riesco a percepire ed acquisire molte cose”.

 

Dopo queste prime giornate più che positive, penso che la Virtus possa arrivare in fondo in entrambe le competizioni (campionato ed EuroCup)? 

“Sicuramente abbiamo tutte le carte in regola, siamo un’ottima squadra e un gruppo molto solido. Chiaramente è tutto nelle nostre mani, andremo una partita alla volta con la consapevolezza che possiamo fare bene”.

 

Pronostico in vista di Brescia? Che partita vi aspettate?

“Trasferta difficile su un campo molto caldo, mi ricordo ancora la brutta sconfitta dell’anno scorso allo scadere. Noi vogliamo far bene e prenderci la rivincita, entrambe veniamo da una sconfitta in EuroCup per questo da entrambi i lati ci sarà grande voglia di riscattarsi. Sarà dura, ma andiamo la sereni per fare la nostra partita e dopo la sirena alzeremo lo sguardo verso il tabellone per vedere chi ha vinto”.

 

Grazie Alessandro per la tua disponibilità. Per concludere, ti chiedo un obiettivo tuo individuale e uno di squadra per questa stagione. 

“Solitamente non mi pongo mai obiettivi a lungo termine, il mio unico verso obiettivo è quello di migliorare giorno dopo giorno, sempre un po’di più, per arrivare a fine anno ed essere il miglior giocatore possibile.  Così vale anche per la squadra, non guardo mai lontano, ogni giorno dobbiamo dare il massimo, crescendo insieme ogni allenamento”.

 

Per la Nazionale credi sia ancora presto una chiamata o inizi già a pensarti con la maglia Azzurra?

“Quando arriverà l’estate vedremo, adesso penso solo al campionato e all’EuroCup, uno step alla volta”.

 

 

Pajola schiaccia nella vttoria contro Brindisi in fiera il 14 dicembre 2019

TALKING ABOUT... ALESSANDRO PAJOLA!

tratto da www.virtus.it - 26/11/2019

 

Oggi abbiamo intervistato ALESSANDRO PAJOLA, playmaker di 194 cm, nato ad Ancona il 9 novembre 1999.

Quando è nata la tua passione per il basket?

“A 3 anni,  andando a vedere gli allenamenti di mio fratello, passavo tutto l’allenamento giocando con il pallone a bordo campo.”

Se non avessi fatto lo sportivo, quale lavoro avresti scelto?

“Non ne ho la più pallida idea, non me lo sono mai chiesto, ho sempre voluto fare lo sportivo.”

Le caratteristiche fondamentali di un grande cestista?

“Mentalità vincente e professionalità”.

Il momento più significativo della tua (ancora) giovane carriera?

“Direi la vittoria dell’argento ai Mondiali Under 19 con la maglia azzurra”

Che cosa consiglieresti a chi vuole seguire le tue orme?

“Di divertirsi sempre in campo, lavorando sodo e con costanza, ma sempre divertendosi.”

La colonna sonora ideale per darti la carica prima di una partita?

"Shook Ones dei Mobb Deep"

Il tuo giocatore preferito?

"Steve Nash"

 

PAJOLA: MI CONSIDERO FORTUNATO A STARE A CASA VIRTUS. TEODOSIC E MARKOVIC SONO UNA LEZIONE CONTINUA

tratto da bolognabasket.it - 06/04/2020

 

Alessandro Pajola è stato sentito da Luca Sancini per Repubblica. Un estratto dell’intervista.

“Mi considero fortunato a stare qui a Casa Virtus. Ho spazi adeguati, ho preso alcune attrezzature dalla palestra e al pianoterra della palazzina ci sono un paio di cyclette. A turno le utilizziamo, qui in foresteria ci sono anche Nikolic e alcune ragazze della squadra femminile.
Le mie giornate? La spesa ogni tanto, la mattina colazione, un po’ di tv e il pomeriggio gli esercizi. Poi ci sono le chat coi compagni, le telefonate con Miro De Giuli, il team manager. E mi capita di sentire anche il coach, sempre disponibile.
Sono l’unico superstite della promozione? L’esordio, per la verità delle statistiche, fu in realtà l’anno della retrocessione. Giorgio Valli mi diede 4 secondi contro Torino, sopra di trenta all’Unipol Arena. Pareva una vittoria decisiva per salvarsi, poi invece ci fu Reggio Emilia. In A2 con Ramagli feci uno scampolo con Piacenza la prima giornata, ma il battesimo vero fu a Imola: partii in quintetto e segnai 11 punti. Da lì una presenza in prima squadra costante. Sono giovane, ma a volte negli spogliatoi dico: oh, io sono della vecchia guardia.
Andare in prestito per giocare di più? No, mai. Ho sempre percepito la fiducia della società e degli allenatori e ho avuto il mio spazio, i miei minuti. La cosa da un lato mi ha responsabilizzato e dall’altra mi ha dato un motivo in più per non pensare a trovare altrove la mia strada. Poi l’arrivo di Djordjevic e l’opportunità di essere allenato da lui ha definitivamente chiuso il discorso. Nessuno me l’ha proposto, io non ci ho mai pensato.
Avere accanto Teodosic e Markovic? Sono stimoli, responsabilità. Sono giocatori d’immenso talento e di grande personalità, ma che ti lasciano spazio. Io sono un loro compagno di squadra, ma intanto li studio, li osservo, e dico che mi piace cogliere i dettagli in questi campioni, pure nelle pause degli allenamenti, non solo in partita. Due così sono per un giovane una lezione continua”


 

LA STAGIONE DI ALESSANDRO PAJOLA

tratto da www.virtus.it - 27/04/2020

 

Coach Djordjevic:“Pajola è il nostro giocatore del futuro. In questa stagione ha fatto progressi enormi sotto l’aspetto fisico, con un grande lavoro in palestra, in sala pesi e mentale. La sua crescita si è vista proprio nella nostra ultima partita, lo spareggio di Belgrado col Darussafaka. Alessandro in quella occasione ha dimostrato una maturità e autorità che non si vedono spesso in un ragazzo di 20 anni”.

Il play marchigiano classe ’99 è alla sua quarta stagione in bianconero; 1 Campionato di Lega due, 1 Champions League ed 1 medaglia d’argento conquistata con la Nazionale U19 in Germania nel 2017, fanno di Pajola uno dei giovani italiani più promettenti.

“Mentalità vincente e professionalità, sono queste le caratteristiche fondamentali di un grande cestista” ha dichiarato Alessandro in una intervista nel corso della stagione. “In campo è necessario divertirsi, lavorare sodo e con costanza, ma sempre divertendosi”, ed in campo il nostro giovane play, con l’arrivo di Markovic e Teodosic, si è divertito davvero tanto.

Coach Djordjevic lo affida alle cure del duo serbo. Markovic regala sostanza ed assist in ogni partita, ma anche lui ha bisogno di rifiatare ed inizia così la staffetta con il giovane play italiano. Milos lo osserva attentamente, lo guida e lo consiglia in ogni momento della partita. Non solo. Quando Teodosic e Pajola scendono in campo insieme, si rendono protagonisti di grandi giocate che resteranno impresse nella memoria di tutti i tifosi Virtussini.

11° giornata di campionato, il teatro è la Segafredo Arena, il numero 44 intercetta un pallone in difesa, passa due avversari e si invola nell’area canturina; Pajola sa che sta per accadere qualcosa, ne è consapevole e segue a ruota il suo compagno di squadra. Teodosic entra nel pitturato braccato dalla difesa, ma anziché cercare il canestro individuale, con la difesa addosso e nella maniera che solo i grandi artisti riescono a vedere, si accorge del giovane bianconero; non chiedetegli come, ne perché. Parte un passaggio no-look dietro la testa, Pajola prende e appoggia a canestro.
Se non è intesa questa…per il piacere del pubblico bianconero.

Saranno 39 le presenze di Alessandro Pajola con la canotta della Segafredo nel corso della stagione 19/20: 20 apparizioni in LBA, 16 in EuroCup, 1 in Coppa Italia e 2 nell’ultima edizione della Intercontinental Cup disputata a Tenerife.

In EuroCup 12.48 minuti a partita dove a Rishon e contro il Darussafaka, si mette in mostra andando in doppia cifra. Terzo miglior Assist-man di squadra (36 assist totali), dopo Markovic e Teodosic. Nel mezzo, crescita di personalità in campi caldi come Patrasso e Belgrado, dove proprio nell’ultima gara di EuroCup contro il Darussafaka, si è rivelato decisivo per la qualificazione ai Quarti di finale.

Anche in campionato Coach Djordjevic prosegue nel lavoro di crescita del play marchigiano: Pajola gioca con continuità, 12.6 minuti di media, risultando uno dei giovani con il minutaggio più elevato in una squadra con ambizioni di vertice e di vittorie.

Contro Brindisi, il numero 6 bianconero conferma i progressi atletici in questa stagione: in una Segafredo Arena gremita, Alessandro compie il più classico dei coast-coast, salta un avversario, entra in area e schiaccia a due mani sopra il canestro. A dimostrazione di una crescita atletica che è stata e sarà una delle chiavi per essere sempre più protagonista in campo europeo e, perché no, come augurato da Coach Djordjevic, anche con la Nazionale.

 


 

PAJOLA: SPERO DI DIVENTARE UNA BANDIERA PER LA VIRTUS COME TOTTI E DEL PIERO

tratto da www.virtus.it - 13/05/2020

 

Alessandro Pajola è stato sentito da Andrea Tosi per la Gazzetta dello sport. Un estratto dell’intervista.

“La Virtus mi seguiva da tempo, io ci tenevo perché era una soluzione vicina a casa. Poi è successo che alle finali nazionali dell’Under 15 con la mia Stamura battemmo proprio la Virtus e io segnai 35 punti. Fu lì che Consolini, responsabile del settore giovanile, accelerò il mio passaggio a Bologna.
Lo spazio conquistato? Mi sono sempre allenato forte per farmi trovare pronto e vedevo, lavorando tanto, che a quel livello ci potevo stare. Poi mi sono messo a studiare Teodosic e Markovic: da Milos ho cercato di apprendere furbizia e trucchi, da Stefan la durezza mentale.
Per avere spazio in serie A le due qualità che occorrono sono fisicità e affidabilità. La Nazionale Under 19 che ha vinto l’argento al Mondiale 2017 ha messo in mostra molti ragazzi, io ero tra loro, che hanno tutto per sbocciare in A ma pochi ce l’hanno fatta. È stata un’occasione persa.
Sasha mi ha caricato a mille. Mi auguro di ripagare la sua fiducia e aggiungo che, essendo un ragazzo un po’ all’antica, sono legato al culto delle bandiere. Mi piacerebbe diventare per la Virtus quello che Totti e Del Piero sono stati per la Roma e la Juventus”.


 

ALESSANDRO PAJOLA: PASSATO, PRESENTE E FUTURO SU RADIO1 RAI

di Andrea Marcheselli - 1000cuorirossoblu - 14/06/2020

 

Alessandro Pajola, il giovane play della Virtus Segafredo, è stato ospite di "Extratime", la trasmissione radiofonica domenicale in onda su Radio1 RAI. Presentato come “un ragazzo delle Marche che ha tutto per diventare un punto di forza della Nazionale Italiana, alla quale sembra predestinato dai numeri raccolti fin qui”, intervistato da Massimo Barchiesi Pajola si è aperto sul proprio passato, sul presente ricco di fascino e un futuro pieno di speranze.

Questo un estratto delle sue parole, raccolte da Jacopo Cavalli, Ufficio Stampa e Comunicazione della Virtus Pallacanestro Bologna:

Quando è nata la passione per il basket: "La passione per questo sport è nata molto presto. Mio fratello Lorenzo ha iniziato a giocare a basket a cinque anni e io, più piccolo di lui di due, lo accompagnavo spesso. Ho iniziato a giocare a bordo campo con un nonno di uno dei suoi compagni di squadra. Diciamo che sono stati i miei primi allenamenti."

Il primo impatto con il mondo della Virtus Segafredo Bologna: "All'inizio ero un po' impaurito. Ho avuto la possibilità a 14 anni di andare a Bologna ma, essendo molto legato alla mia terra, ho preferito aspettare ancora qualche anno. Dopo aver disputato due finali Nazionali ho capito che era arrivato il momento giusto per iniziare questa avventura ricca di emozioni."

Umiltà, la caratteristica principale di Alessandro: "Preferisco far segnare un mio compagno di squadra che fare canestro. Se aiuti un tuo compagno a segnare siamo contenti in due. Quando sono in campo metto la squadra sempre davanti a tutto."

Sulla stagione passata ed il rapporto con coach Djordjevic e i suoi compagni Teodosic e Markovic: "Mi ritengo fortunatissimo, fiero e orgoglioso di poter condividere questo percorso con delle personalità così importanti, con le quali mi sono trovato benissimo. Al di là dello spessore tecnico, sono persone davvero stupende ed è la cosa più importante per me."

Alla fine non può che aprirsi un discorso relativo alla Nazionale, con la quale Barchiesi ricorda come esista già un certo feeling, per lo meno a livello giovanile, giacché con gli Azzurri Pajola ha già vinto un argento ai Mondiali Under 19 nel 2017 e un bronzo agli Europei Under 18 nel 2016: "La Nazionale è un sogno. È il sogno che culli quando da ragazzo giochi a basket e guardi le partite in televisione saltando in piedi sul divano. La Nazionale è quel sogno che ti fa innamorare della pallacanestro. Bisogna solo pensare a migliorarsi e a continuare ad allenarsi, quando poi arriveranno le occasioni, bisogna essere pronti a coglierle."


 

PAJOLA: “SAREI ORGOGLIOSO DI ESSERE UN GIOCATORE IMPORTANTE DELLA VIRTUS E VINCERE CON QUESTA MAGLIA.”

Il giocatore della Virtus parla di sè e del futuro

tratto da superbasket.it - 04/11/2020

 

Alessandro Pajola, playmaker della Virtus Bologna, intervistato da Luca Aquino del Corriere di Bologna, parla di quanto gli sia stato utile allenarsi sul fisico:

“Era uno dei primi punti sulla lista dei miglioramenti che volevo fare. Nella sfortuna, il lockdown mi ha dato il tempo per lavorarci.”

La caratteristica principale: rubare i palloni:

“La maggior parte è istinto. Fin da bambino sono stato affascinato dal recuperare la palla, spesso venivo “cazziato” perché se non intercetti lasci la difesa in sotto numero. Per rubare devi essere sicuro, devi capire un secondo prima cosa fa l’attaccante. Uno dei miei idoli era Diamantidis, un mostro sugli anticipi con le sue braccia lunghe. Un giocatore che mi ha sempre intrigato, ricordo che guardavo le partite con mio fratello e a questa sua caratteristica prestavo grande attenzione.”

Il rapporto con Teodosic:

“Ho un buon rapporto con Milos come con tutti gli altri. Lui cerca di stimolarmi e mi dà consigli preziosi, io mi limito a osservarlo e studiarlo.”

Il futuro:

“Mi voglio vedere stasera a casa migliorato rispetto a quello che ero nell’allenamento di stamattina. Vivo giorno per giorno. Sarei orgoglioso in futuro di essere un giocatore importante della Virtus e vincere con questa maglia.”


 

PAJOLA: ORGOGLIOSO DI ESSERE IN NAZIONALE. L’IDEA DI DIVENTARE UNA BANDIERA VIRTUS MI PIACE MOLTISSIMO

tratto da bolognabasket.it - 24/11/2020

 

Alessandro Pajola è stato sentito da Piero Guerrini per Tuttosport. Un estratto dell’intervista.

“Essere in azzurro è un grande motivo di orgoglio, un primo risultato del tanto lavoro svolto, ero sempre nelle giovanili quindi è anche la continuazione di un percorso. Anzi, un inizio.
La crescita? Non credo ci sia un episodio chiave, ma una crescita figlia dell’impegno costante. Giocare in un sistema solido rende tutto più facile. Poi durante il lockdown mi sono concentrato su me stesso, sui dettagli utili. E ogni giorno mi alleno con Teodosic, Markovic, con campioni, ho un coach importante che crede in me, mi consiglia e striglia.
Teodosic e Markovic? Tendo a non disturbarli, li osservo e di continuo. Piuttosto, sono loro a venire da me se sbaglio qualcosa, a correggermi e suggerire, incoraggiarmi.
Non andare in prestito? La scelta è stata condivisa, io volevo restare dove sono cresciuto e loro mi hanno concesso la possibilità. Non so dire se ci sia un percorso migliore o peggiore, ma questa è la strada per me.
Djordjevic? Aiuta tanto. Si ferma a lungo con me, per parlare, consigliare. 11 bello è che ha già vissuto le mie esperienze, gli interessa molto l’aspetto mentale e la questione della leadership. Per me è fondamentale.
Essere una bandiera? L’idea di giocatore bandiera mi piace moltissimo, ma c’è ancora una lunga strada.”


 

ALESSANDRO PAJOLA È IL “MIGLIOR ITALIANO” DELLA 9° GIORNATA

tratto da www.virtus.it - 24/11/2020

 

Il giovane playmaker virtussino è stato scelto come miglior italiano dell’ultima giornata di Campionato.

Nella vittoria ai danni della Fortitudo Pajola ha messo a referto 14 punti e 2 assist in 19 minuti disputati.

Per la seconda volta, la prima nomination in trasferta contro Venezia nella vittoria al Taliercio, Alessandro si è confermato come migliore giocatore italiano.


 

PAJOLA, RICCI E TESSITORI TRA I 12 GIOCATORI SCELTI DAL C.T. SACCHETTI PER LE QUALIFICAZIONI DI EUROBASKET 2022

tratto da www.virtus.it - 25/11/2020

 

Il C.T. Meo Sacchetti ha scelto i 12 giocatori che voleranno oggi alla volta di Tallinn. Tra i convocati, che scenderanno in campo per qualificazioni agli Europei 2022, figurano anche i bianconeri Pajola, Ricci e Tessitori.

Gli Azzurri, che una volta scesi dall’aereo entreranno nella “bolla” estone organizzata dalla FIBA, si sottoporranno al tampone previsto dalle regole internazionali. Solo dopo aver ottenuto esito negativo per tutta la spedizione, l’Italia potrà sostenere il primo allenamento in terra estone. Sabato 28 e lunedì 30 novembre, le sfide alla Macedonia del Nord (ore 15.00 in Italia) e alla Russia (ore 15.00 in Italia).

Entrambe le gare saranno trasmesse live su Sky Sport Arena.


 

PAJOLA, “MI PIACEREBBE RESTARE IN VIRTUS TUTTA LA CARRIERA E CERCARE DI VINCERE”

tratto da bolognabasket.it - 28711/2020
 

Le parole di Alessandro Pajola a LBATV, nel giorno del suo esordio in Nazionale.

“Quando ho capito di essere da serie A? Non c’è stata una partita in particolare. E’ stato un processo di crescita partendo dalla A2 con Ramagli e poi in A1 già con lui. E’ andata partita per partita.
Sono molto orgoglioso di poter vincere con la squadra, non guardo cifre o statistiche. Quello che mi rende orgoglioso è essere stato primo in classifica l’anno scorso.
Tutto questo l’ho conquistato giorno per giorno con il lavoro duro, arrivando a casa ogni giorno da allenamento con qualcosa in più, lavorando per la difesa: mi piace rubare palloni, perchè il canestro più facile viene dopo una difesa vincente, e ogni rubata sono due punti.
Credo che l’avversario più difficile sia stato Mike James, ma anche Curtis Jerrels, difficile stargli dietro.
Punti deboli? Devo migliorare in attacco, vicino e lontano da canestro, e migliorare nel playmaking.
I compagni? Mi danno una mano, da anni sono sempre il più giovane della squadra e io cerco di imparare da ognuno di loro, cerco di rubare dai più esperti le loro migliori caratteristiche. Cerco di imparare da Teodosic e Markovic come fatto da Lafayette.
Penso che essere una bandiera Virtus possa essere una opportunità, per me che sono cresciuto in queste giovanili, e per poter stare qua per tutta la carriera e cercare di vincere.
Cosa mi diverte? Tutto, sono felice quando gioco, ovviamente più quando si vince, ma stare in campo è la cosa più divertente.
Il tifo? E’ un supporto che c’è sempre stato. Ho imparato a conoscere il pubblico con il tempo, mi danno supporto, peccato non averli adesso con noi. Non mi danno pressione, mi danno aiuto.
Fuori dal campo? Mi piace mangiare più che cucinare, nel lockdown ho cercato di imparare dalla mia ragazza, abbiamo fatto pizza e pane. Mi piace leggere, guardare film, ascolto musica e quando è possibile esco con gli amici. Sono tranquillo, altruista, cerco di pensare agli altri prima che a me stesso, ma sono anche molto permaloso, se devo dire una cosa negativa.”

PAJOLA ALLA VIRTUS FINO AL 2025!

di Andrea Marcheselli - 1000cuorirossoblu - 05/02/2021

 

La Virtus Pallacanestro comunica di aver raggiunto un accordo fino al 2025 con Alessandro Pajola, il giovane che è diventato ben di più di una semplice promessa, con la cura "serba" di questi ultimi due anni. Il comunicato è arricchito dalle dichiarazioni di giocatore e società: 

"Cresciuto nel settore giovanile virtussino Alessandro debutta in prima squadra nella stagione 2015/2016. 1 Campionato di Serie A2, 1 Basketball Champions League ed una medaglia d’argento conquistata con la Nazionale Under 19 fanno di Pajola uno dei giovani italiani più promettenti del basket europeo. 

Luca Baraldi, amministratore delegato di Virtus Segafredo: “A conferma dell’ambizione sportiva e societaria, oggi con orgoglio e felicità, comunichiamo il rinnovo per altri 4 anni del rapporto tra Virtus Segafredo Bologna e Pajola. Ringrazio il dott. Massimo Zanetti per la disponibilità dimostrata anche in questa occasione. Alessandro è un giocatore che si è consolidato negli anni all’interno del Club e, attraverso la sua leadership, si sta consolidando anche in Nazionale.”

Paolo Ronci, direttore generale delle Vu nere: “Abbiamo stimolato Alessandro fin dall’inizio della nostra gestione a volersi considerare un giocatore con pieno diritto di entrare nelle rotazioni. Oltre a ciò lo abbiamo invitato a sviluppare anche tutti gli aspetti professionali della vita di un atleta. Pajola ha raccolto con grande dedizione gli stimoli proposti e ha mostrato una crescita esponenziale dal punto di vista fisico-tecnico e della maturità sportiva, fino a guadagnare questo riconoscimento e la possibilità di proseguire insieme sino al 2025. Questo importante risultato è frutto del lavoro di tutto lo staff, societario e tecnico, e la dimostrazione che dal settore giovanile di Virtus Segafredo si può arrivare in serie A ed in Nazionale.”

Alessandro Pajola: “In questo rinnovo ci sono tanta soddisfazione e felicità. Sono fiero del percorso svolto fino a qui, sono arrivato in Virtus che avevo solo 15 anni e ho trovato un ambiente che mi ha aiutato a crescere sia come giocatore che come uomo. Mi riempie di orgoglio poter vestire per tanti anni la maglia di un Club importante e storico come la Virtus Segafredo Bologna.“


 

PAJOLA: CI ASPETTA UN PERIODO MOLTO TOSTO. VOGLIAMO RIPRENDERCI DA QUALCHE DELUSIONE E VINCERE

tratto da bolognabasket.it - 18/02/2021

 

Alessandro Pajola è stato sentito dal Carlino. Un estratto dell’intervista.

“Ci aspetta un periodo molto tosto perché vogliamo far bene sia in campionato che in EuroCup. Saranno settimane non facili con partite toste contro Venezia e Brindisi e con trasferte difficili come quella di Lubiana. Stiamo sfruttando questa pausa per rimetterci in sesto, riprenderci da qualche delusione e vincere.
Stare fuori fa parecchio male, anche perché questa è la prima volta che ho un infortunio superiore al semplice acciacco. Fa male guardare i tuoi compagni allenarsi mentre tu sei lì a fare la riabilitazione e mi ha dato molto fastidio vedere anche la squadra che ha bisogno di te e tu sei lì che non puoi fare nulla.
Il contratto prolungato? Sono molto contento perché continuerò a giocare nella squadra che mi ha cresciuto. Sono qui da quando avevo 15 anni e sono molto contento e orgoglioso della fiducia che è stata riposta in me.
I compagni con cui ho legato? Da questo punto di vista mi reputo molto fortunato perché nello spogliatoio ho trovato prima delle ottime persone e poi dei compagni di squadra. Filippo Baldi Rossi e David Cournooh sono stati super e con loro ho anche vinto la Champions League, poi c’è Giampaolo Ricci, ma farei un torto alla mia storia se non citassi Marco Spissu, Gabriele Spizzichini, Guido Rosselli, Lorenzo Penna e Tommaso Oxilia. Con tutti loro la Virtus è tornata in serie A e mentre vincevano le partite hanno avuto la pazienza di crescermi.”


 

ALESSANDRO PAJOLA: UNA RAFFINATA GEMMA GREZZA

di Massimiliano Bogni - backdoorpodcast,com - 03/04/2021

 

Sedicenne, alla prima esperienza tra i professionisti. Catapultato nell’atmosfera di una Basket City che non sta vivendo esattamente i suoi giorni migliori. Lontano da casa e dalla bolla protettiva che sino al momento gli ha consentito di mostrarsi come uno dei talenti maggiori su scala nazionale. Dall’arrivare all’allenamento indossando già le canotte per colpa dello spogliatoio da condividere con chi suda prima di te ad avere l’armadietto a fianco di quello di un professionista americano con esperienza decennale. Montarsi la testa, voli pindarici, credere di essere già arrivato. Iniziare a vantarsi con amici e col gentil sesso dei traguardi ottenuti. Allontanarsi dai valori che lo hanno reso il ragazzo serio e generoso che è. Rinnegare il passato trascorso a osservare gli allenamenti del fratello Lorenzo per un futuro ancora tutto da decifrare. Gli ingredienti per una fragorosa caduta ci sono tutti. Per fortuna, se oggi parliamo di Alessandro Pajola come di una realtà floridissima e ormai consolidata di Virtus Bologna nostro basket, non tutto è andato storto.

DUREZZA E LUCENTEZZA

A prima vista, Pajo si presenta come il perfetto antidivo. I boccoli riccioluti sono troppo lunghi per essere definiti “alla moda”. I profili Facebook e Instagram lo ritraggono esclusivamente impegnato sul parquet: troppo serio e noioso per un ventunenne che, seppur in annate pandemiche, dovrebbe permettersi una vita spericolata. Mai una parola fuori posto, mai una dichiarazione sopra le righe per attirare su di sé attenzioni o articoli. Nessuna ricerca spasmodica di notorietà. Amici, colleghi e addetti ai lavori, riferendosi a lui, parlano di un ragazzo tanto serio quanto generoso, tanto divertente quanto professionale, tanto interessante quanto interessato. Dai massaggiatori ai magazzinieri ai colleghi che dividono con lui lo spogliatoio. Nessuno ha nulla da ridire. Sul parquet, però, è tutta un’altra storia. La differenza tra quando ringhia sull’avversario e quando siede in panchina c’è. E si sente. Perché essere altruisti, difendere e lottare su ogni pallone, preferire lo scarico a un’iniziativa personale non coincide con la mancanza di personalità. Anzi.

Marche. Mare e tanta passione per la palla a spicchi. Alessandro convoglia su di sé gli occhi degli osservatori grazie alle Finali Nazionali u15 raggiunte con la Stamura Ancona, squadra della sua città, settore giovanile all’avanguardia a livello italiano e dal glorioso passato condito con qualche apparizione nella massima serie. Stamura, fucina di talento sia in campo (Achille Polonara vi dice qualcosa?) sia in panchina (Paolo Moretti, nonostante le difficoltà economiche, porta la Stamura ai playoff di B1 nel 2004-2005). Esordio nella competizione? Stamura vs Virtus Bologna. Scherzi del destino. Tabellino personale del Pajo? 35 punti, 9 rimbalzi, 8 falli subiti, 49 di valutazione. E vittoria. Chiamata del gigantesco Giordano Consolini e sodalizio Virtus-Stamura sopravvissuto anche al Covid. Il matrimonio s’ha da fare.

Esordire in serie A con la canotta delle V Nere è responsabilità mica da ridere. A maggior ragione nella sfortunatissima annata sotto la guida di Giorgio Valli, coincisa con la retrocessione in A2. Reintegro nelle giovanili? Prestito nelle serie minori a farsi le ossa? Neanche per sogno. Alessandro Ramagli, ben consigliato da Alberto Bucci, stravede per l’abnegazione e la sfacciataggine che il ragazzo di Ancona mostra sul parquet. Attenzione: qui non si parla di talento cristallino, rilascio michelangiolesco o atletismo debordante. Alessandro si è sempre evidenziato per un livello di intensità e concentrazione con cui compensa le lacune tecniche sulle quali, stiamo sicuri, continuerà a lavorare per il resto della carriera. Perché la visione di gioco e il tiro da fuori, armi sempre più redditizie nel basket moderno, sono frecce facilmente inseribili nella faretra anche più avanti nel tempo. Soprattutto se a consigliarti vi è la triade serba Djordjevic-Teodosic-Markovic. L’istinto per la palla rubata, la tenacia di scivolare quella volta in più, la cattiveria per mettere la museruola all’attaccante più pericoloso degli avversari, no. Queste cose non te le insegna nessuno. “Fotterli con la palla rubata è molto più gratificante di una tripla in step-back". Non cambiare, Pajo. Ne abbiamo bisogno.