TYRONE GRANT

(Tyrone Jeremy Grant)

Grant a rimbalzo nella serie finale con Siena, tra Baxter e Stonerook

nato a: New York (USA)

il: 24/01/1977

altezza: 202

ruolo: ala/centro

numero di maglia: 19

Stagioni alla Virtus: 2006/07

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

LA PRESENTAZIONE DI TYRONE GRANT

di Enrico Faggiano e Bruno trebbi - bolognabasket.it - 04/04/2007
 

Tyrone Grant, classe 1977, è il nuovo centro della Virtus, ed esordirà sabato contro la sua ultima squadra italiana, l'Armani Milano. Il giocatore, che indosserà la canotta n. 19, si è presentato alla stampa e al pubblico in una conferenza stampa. Ecco le sue prime parole da bianconero:

Giro il mondo? È vero, vado a seconda di quanto mi pagano, e non per altre motivazioni. Poi è chiaro che cerco di andare dove ci possano essere situazioni positive, ma la ragione principale sono i soldi. Si vive una volta sola, e io voglio cercare di stare sempre bene, in campo quanto fuori. Ad esempio l'anno scorso in Spagna le cose non stavano andando bene, e io avevo cominciato a vedere il basket come un lavoro, più che come un divertimento. Per cui chiesi di essere rilasciato. A Milano con Lardo le cose andavano bene, avevo 20 punti di media, poi la situazione è cambiata. Per sabato sarà il destino, ma alla fine del match non conterà la mia prestazione, ma solo il risultato finale.

La Corea? È stata una semplice scelta finanziaria, hanno pagato davvero tanto. Poi non è un brutto campionato, il livello è discreto, e ci sono ottimi americani.

La squadra che trovo mi piace, ci sono buoni giocatori e io penso di poter fare bene. Sono un giocatore in grado di adeguarmi ad ogni sistema, per cui saprò dare una mano ai compagni. Poi sia io che Markovski siamo in Italia da anni, lui mi conosce e sa quello che posso dare.

La Virtus è una squadra soprattutto perimetrale? Non credo sia un problema, ci sono abituato e comunque qui ci sono dei buoni passatori. Eventualmente, se la palla non arriva, ci sono sempre i rimbalzi d’attacco. Dei miei compagni conosco benissimo Vukcevic, mio compagno di stanza a Milano, e di fama la grande classe di Travis Best. Il pubblico qui me lo ricordo molto caldo e coinvolto. Questo mi piace, i tifosi sono sempre un grande incentivo. A Bologna poi la cosa è ancora più amplificata: siamo secondi in classifica, perché non pensare a vincere il campionato?

 

TYRONE GRANT: "VUKCEVIC E BEST DUE ESEMPI, A BOLOGNA UN'OTTIMA ESPERIENZA"

Tratto da www.bolaround.it - 09/06/2018

 

Siamo riusciti a contattare Tyrone Grant, ala americana classe 1977, che ha vestito la canotta della Virtus Bologna per la parte conclusiva della stagione 2006-2007, quella terminata con la sconfitta nella finale scudetto contro la MontePaschi Siena. Grant ha vestito diverse maglie in Italia, tra cui anche quelle di Milano e Treviso, mentre l’ultima esperienza nel nostro campionato risale al 2010, quando fu chiamato dalla Reyer Venezia. Di seguito riportiamo le sue dichiarazioni.

1) Tyrone, per prima cosa ti chiedo i tuoi ricordi riguardo l’esperienza qui a Bologna.

Devo dire che la mia esperienza a Bologna è stata davvero ottima. La città è sul serio “Basketcity”. Quella stagione avevamo anche dei grandi giocatori in squadra. Travis Best, Brett Blizzard, Dusan Vukcevic solo per citarne alcuni. Non mi ero trovato benissimo nel complesso col coach (Markovski), ma questo è normale, può capitare nello sport.

2) Hai parlato di Best e Vukcevic, due dei grandi protagonisti della cavalcata fino alla finale scudetto di quell’anno: cosa puoi dirci su di loro?

Dusan era davvero un ottimo compagno di squadra, un ragazzo molto divertente, ma voleva sempre assicurarsi che la squadra fosse pronta e preparata al meglio per giocare. Lo stesso vale per Travis, cioè erano veramente due giocatori esperti che hanno vinto tanto. Ottimi ragazzi, seriamente.

3) Hai giocato in tanti campionati differenti: qual è stato a tuo parere il più competitivo?

Secondo me il migliore e più competitivo era il campionato spagnolo. All’epoca avevano i giocatori migliori ed erano probabilmente quelli che pagavano di più anche. Anche in Italia c’era un buon livello, era dura, questo finchè non sono iniziati dei problemi (società fallite etc.) per alcune squadre. Da quel momento in poi il livello è calato.

4) Se ti dovessi chiedere i 5 giocatori più forti con cui hai giocato in Italia, chi sceglieresti?

Allora in Italia ti dico: Mario Boni, Jamal Robinson, Ken Barlow, Gary Neal e Alex Scales. Ti faccio altri nomi per quel che riguarda il basket americano: Ron Artest, Bootsy Thorton, Eric Barkley, Baron Davis e Pete Michael.

5) Raccontaci qualcosa di quello che fai ora: abbiamo letto di “Team First”.

Sì ho un’associazione negli USA, chiamata “Team First Inc”, è una compagnia molto grande, con sedi a New York e ad Atlanta: cerchiamo di personalizzare la preparazione dei nostri studenti, preparandoli mentalmente e fisicamente al passaggio dal mondo della scuola a quello lavorativo. Mi occupo anche di una squadra di basket in un liceo americano. Ormai non seguo più di tanto il basket europeo.

6) Lavori a contatto coi ragazzi e alleni: il basket sta cambiando continuamente, quali credi che siano le abilità fondamentali che un giovane atleta deve sviluppare?

Penso che le capacità chiave di un ragazzo giovane siano tutte riferibili alla testa, alla capacità di leggere il gioco. Al giorno d’oggi i ragazzi sono allenati per diventare esclusivamente degli atleti e non per saper usare il cervello. Questo è il motivo per cui alla fine molti di loro hanno delle carriere così brevi.

Ringraziamo Tyrone Grant per la sua grande disponibilità.