ROBERTO CASOLI

 (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Reggio Emilia

il: 05/09/1972

altezza: 208

ruolo: ala/centro

numero di maglia: 11 e 13

Stagioni alla Virtus: 2004/05

 

ROBERTO CASOLI

"Il chi è chi" 96/97, redazione Superbasket

Un suo ex allenatore sosteneva che Casoli ha molte probabilità di finire in una rissa perché si crede un fenomeno e si comporta di conseguenza ... Sarà, ma dopo il fattaccio di Pesaro di due anni fa non gli è successo molto ... Anche perché in panchina è difficile scatenarsi ...

Pagato a peso d'oro dalla Fortitudo, che lo ha però sfruttato in maniera molto inferiore al costo: doveva essere l'ala del quintetto del futuro ...

Qualcuno sostiene che i suoi muscoli siano più lenti che di quelli di un plantigrado ...

 

LA VIRTUS PRESENTA ROBERTO CASOLI

www.virtus.it - 04/08/2004

 

Introdotto da Giordano Consolini e da Massimo Faraoni, Roberto Casoli ha incontrato oggi pomeriggio la stampa. È stato soprattutto il coach, che lo ha conosciuto a Reggio Emilia quando il pivot giocava in Juniores, a sottolinearne le caratteristiche tecniche e umane che lo hanno fatto scegliere per completare il reparto lunghi della squadra: “Quelli che stiamo cercando sono giocatori ma anche persone, che sappiano portare la maglia della Virtus e condividere gli obiettivi che ci siamo dati. Casoli è dotato della mentalità giusta e della duttilità che ci occorrono nel reparto lunghi che abbiamo in mente.”
Anche per il trentaduenne pivot reggiano, ingaggiato per 2 anni, è stato importante ritrovare Consolini come allenatore nella scelta di affrontare un’avventura così stimolante con la Virtus, ed è apparso determinato nella volontà di dare il massimo per rispondere alle attese: “Credo di essere sempre stato un atleta capace di giocare dove l’allenatore mi richiedeva di giocare: le esperienze accumulate in questi anni, compresa quella in Grecia, mi hanno reso certamente ancora più flessibile. Oggi posso giocare sia fronte che spalle a canestro”.

Nome Roberto
Cognome Casoli
Numero di maglia 11
Hai un soprannome? Si ma lo sanno solo i miei amici
Fidanzato/Sposato? Sposato con Sabrina. Ho due figli, Niccolò e Rebecca
In che zona vivi ? Castel Maggiore
Consolini è …. Meticoloso
Il più burlone? Flamini
Il più serio? Podestà
Il coach più significativo del tuo passato Del passato recente Pancotto, ma anche Bernardi, che mi ha fatto giocare in A
Meglio stoppata o schiacciata? Stoppata
Rimbalzo offensivo o sfondamento subito? Sfondamento
Cosa pensi dell’altro? (Podestà) Un ottimo giocatore
Che tipo sei in campo? Tutto quello che ho lo metto in campo
Che tipo sei fuori dal campo Una persona tranquilla
Il tuo più grande valore Correttezza nelle parole e negli intenti
Il tuo “idolo” cestistico Kevin McHale
Un rimpianto nella tua carriera Non essere potuto andare in Nazionale per motivi fisici quando mi chiamò Recalcati
Come e dove ti immagini tra 15 anni? In una spiaggia a prendere il sole
Il tuo hobby Hobby e passione: i figli, che prendono tutto il mio tempo libero
I preferiti: film I soliti sospetti
…libro Mi piace leggere gli autori: De Carlo, Lucarelli, Wilbur Smith
… cantante o un gruppo musicale Ligabue
… canzone Certe notti
Il tuo piatto preferito? Erbazzone, una torta salata tipica di Reggio Emilia
La vacanza della vita a … Al mare al caldo, Australia
Un sogno da realizzare Viaggiare molto
Descrivi Bologna in poche parole È una città interessante, storica. È malinconica, per me, perché manca il mare
Per te Virtus vuol dire? Una scommessa, per gli obiettivi che ci siamo posti e che vogliamo raggiungere.

 

CASOLI: "IL DERBY TORNERÀ CON UN'ATMOSFERA SPECIALE"

"Ricordo quando ero in Fortitudo e giocammo la stracittadina dopo un anno di A2, fu una gara carica di emozioni. Forse questa astinenza potrebbe servire. Nel basket comanda Bologna perché ha due club molto ben organizzati"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 16/11/2004

 

Fa parte del pacchetto di lunghi del Caffé Maxim  capolista. Di lui si fida ciecamente Consolini che già lo ebbe a Reggio Emilia. Roberto Casoli, con i suoi 32 anni, è uno dei giocatori più esperti della Virtus.

Casoli, il primo posto?

"Era quello che ci eravamo prefissi a inizio stagione".

Più forti sulla carta e...

"E diciamo che siamo stati  bravi a confermare il nostro potenziale".

C'è il rischio che vi montiate la testa?

"Sarei portato a escluderlo. Lo vedo dallo scrupolo con il quale lavoriamo in palestra".

Siete primi, perché?

"Sempre sulla famosa carta siamo il gruppo più completo",

Siete anche i più forti?

"Ci sono altri clubs che possono contare su ottimi stranieri e su un quintetto iniziale eccezionale. Credo che nessuno abbia la profondità della nostra panchina. Qua rimane fuori dai dieci Li Vecchi che sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra. E poi..."

Poi?

"Non possiamo trascurare la difesa. Qui c'è un0abnegazione che è figlia del credo di Consolini".

Giordano l'ha voluta fortissimamente. E forse lei è venuto qua perché c'era Consolini.

"Ci sono rispetto e fiducia reciproci".

Era con lui quando Reggio fu promossa?

"No. Era il vice di una Reggio precedente".

Virtus e Fortitudo in testa, perché

"Sono due società ben organizzate, dove ognuno ha un ruolo ben definito".

Lei, ex fortitudino, avrebbe mai immaginato di finire in bianconero?

"Sinceramente no".

Manca il derby?

"Credo che questa astinenza possa servire. Ricordo la Fortitudo, era reduce da stagioni in A2. il derby era qualcosa di speciale; negli ultimi anni se ne giocavano 6-7 per volta. Troppi. Se saremo bravi, riportando la Virtus in serie A, ritroveremo vecchie atmosfere".

Torniamo alla Fortitudo. Stupito dal primo posto della Climamio?

"No. Ha un organico completo e gioca con la perfezione di un orologio".

Vi accomuna la difesa. E voi avete cominciato a utilizzare con maggiore frequenza il tiro da tre.

"È una necessità, tra lunghi atipici e guardie di talento, si sfrutta di più il perimetro".

Della sua Fortitudo?

"Sono rimasti in pochi. Vado a memoria, Ugo, Abele, il doc e Pungio".

Com'è cambiata?

"Beh, dieci anni fa era una società emergente. Oggi è una corazzata dal punto di vista organizzativo e societario. Una potenza europea".

E la Virtus?

"L'episodio dell'anno scorso ha sconvolto la vita del club. Che deve ricostruire, con pazienza. L'anno scorso, per ovvi motivi, si cercò di bruciare i tempi. Quest'anno c'è stata maggiore programmazione".

I tifosi come l'hanno accolta?

"Bene".

E i suoi ex sostenitori?

"Siamo ancora amici. Ne ho tenti, scherziamo. È il bello della pallacanestro".

Quando si potrà parlare di Virtus in serie A?

""Quando lo dirà la matematica".

E la vostra fuga?

"Quattro punti di vantaggio non sono nulla. Il campionato è lungo".

Lei è il giocatore più "consoliniano"?

"Credo che qua tutti siano consoliniani. Consolini è per il dialogo: ha chiarito il suo basket. E tutti, in modo differente, lo mettiamo in pratica".

 

 

"FIN QUI UNA GRANDE VIRTUS. MA POTREBBE NON BASTARE"

"Stiamo dominando ma non stacchiamo la concorrenza. È un campionato all'insegna dell'equilibrio e che verrà deciso solo all'ultima giornata. Abbiamo dieci successi su dodici partite eppure tra due giornate dovremo giocarci il primo posto sul campo del Capo d'Orlando"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 14/12/2004

 

La prova migliore da quando ha scelto la Virtus. Roberto Casoli, lungo atipico, è stato fondamentale per arrestare l'emorragia del primo quarto. Quando Montegranaro, con la sua "atipicità", tentava la fuga.

Casoli, siete più stanchi o acciaccati?

"Tutti e due. Qualcuno è più stanco, altri sono più acciaccati. Alla fine paghiamo qualcosa in termini di lucidità".

Ma non ci sono, prima di natale, possibilità di rifiatare.

"Vero. Ci aspettano due trasferte. La prima a Fabriano, da vincere assolutamente, la seconda a Capo d'Orlando".

Capo d'Orlando che sta facendo sul serio.

"È lì, a due punti. Un outsider di grande valore. Con cinque americani in quintetto".

Si aspettava di giocarsi il titolo di campione d'inverno in Sicilia?

"Sinceramente no. Pensando al ruolino di marcia che ha avuto la Virtus, con 10 vittorie in 12 incontri. Uno spareggio che fa riflettere".

Perché?

"Perché dà l'idea del grande equilibrio che regna nel campionato. E di come, una sconfitta valga doppio, quando si perde si fanno addirittura due passi indietro. È quello che è successo a noi: siamo stati risucchiati. E ci attendono due trasferte pesanti".

Esposito disse che la Virtus era tutelata dai fischietti. Altri sostengono che mettiate le mani addosso agli avversari, almeno tecnicamente.

"La nostra, effettivamente, è una difesa da serie A. Ma credo che la difesa faccia parte dello spettacolo e che per questo debba essere valorizzata. Siamo una squadra molto fisica e vogliamo continuare così".

Quando potrete dirvi certi del primo posto?

"Credo si deciderà tutto alla fine".

Ma possiamo parlare, almeno, di corsa a tre?

"Capo d'Orlando, in questo momento, è la rivale principale, anche perché è l'unico campo, tra le grandi, dove dobbiamo andare. Ma non credo che si possa parlare di un discorso promozione  riservato a tre squadre, proprio per quello che dicevo prima. Una sconfitta ti costringe  a fare non uno ma due passi indietro. E il rischio, appunto, è quello di essere risucchiati".

Quindi Montegranaro è ancora in ballo.

"Senz'altro. La Premiata mi ha fatto un'ottima impressione. Una squadra solida, capace di mettere in difficoltà le avversarie".

Una squadra che, però, non ha la vostra panchina.

"Nessuno ha una panchina come la Virtus".

Non c'è rischio che proprio la panchina bianconera si senta sminuita?

"Non credo. Siamo consapevoli che, in qualsiasi altro club, probabilmente, giocheremmo titolari. Ma questa è la forza della Virtus. Questo è il progetto che ci ha conquistato. Siamo sati scelti per portare a termine una missione. E questo è il nostro obiettivo".