STAGIONE 1957/58

 

Calebotta, Andreo, Lovari, Alesini, Borghi, F. Johnson

Grossi (massaggiatore), Pellanera, Carlo Negroni, Lucev, Tracuzzi, Canna, Gambini

 

Minganti Bologna

Serie A: 2a classificata su 12 squadre (19-22)

 

FORMAZIONE
Carlo Negroni (cap.)
Mario Alesini
Mario Andreo
Umberto Borghi
Antonio Calebotta
Achille Canna
Germano Gambini
 Fiero Gandolfi
Fletcher Johnson
Carlo Lovari
Silvio Lucev
Corrado Pellanera
Riserve: Sandro Bevilacqua, Gianni Fiorini, Giuseppe Nannucci
Solo amichevoli: Luigi Mutti, Annibale Nannetti, Enrico Panza, Pierluigi Poggioli, Togliani, Vittorio Tracuzzi, Mario Modica (in prestito)
 
Allenatore: Vittorio Tracuzzi, vice Giovanni Corsolini

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Nel 1958 c'è il secondo scudetto del poker milanese del periodo che precede gli anni '60. A Milano arriva anche Sardagna con un nuovo americano, l'occhialuto Bon Salle, mentre anche la Virtus si muove prendendo dai concittadini del Gira un giocatore di grande classe come "Cina" Lucev, oltre al nero americano Fletcher Johnson che viene ovviamente guardato con molta curiosità dalla città intera. Ora Fletcher Johnson è un affermatissimo cardiochirurgo, ma è regolarmente in Italia, sull'Adriatico, ogni estate con tutta la famiglia. Ma Lucev e Johnson, senza Canna fermo per un grave incidente, non riescono a superare il Simmenthal. Tra bolognesi e milanesi, o se volete tra Virtus e Olimpia, sono anni di duelli epici, di scontri furibondi, decisivi per l'affermazione del nostro basket. Fu probabilmente l'anno in cui venne coniato il termine "tracuzzata" quando a metà secondo tempo dell'incontro con  i milanesi, il coach decise di cambiare l'intero quintetto, dall'altra parte, da parte milanese, mostrarono di non gradire. In che modo? Pieri mandò a segno quattro bombe da metà campo, Riminucci e Sardagna fecero il resto. Il Simmenthal andò ai supplementari e vince. Tracuzzi la ricorda come la sua sconfitta più cocente e Rubini come la vittoria più incredibile. Alla fine del torneo due punti dividono Milano da Bologna che termina con 3 sconfitte e 19 vittorie, 1589 punti segnati (72,2 di media) e 1242 subiti (56,4 di media).

Nella classifica dei marcatori per la prima volta vince un atleta americano: si tratta di Tony Vlastelica, un mago dell'uncino che lascia partire da ogni parte del campo, altro che Lemmon. Al terzo posto c'è il virtussino Alesini con 442 punti (20 di media).

 

Nota di Virtuspedia: la partita della rimonta subita dal Simmenthal a cui fa riferimento Tullio Lauro, in realtà è della stagione successiva.

Lucev e Alesini in difesa nella Parini, il vecchio impianto di Cantù (foto Giganti del Basket)

 

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Subentrando a Mezzetti, il neo-presidente Zambonelli parte alla riscossa acquistando Lucev ed il 2 metri di colore Fletcher Johnson. Uno squadrone che però, a parte l'immancabile frittata di Pavia, non riesce a prendersi la rivincita sui milanesi, i quali anzi proprio a Bologna nell'ultima e decisiva giornata si confermano degni campioni. Grande anche lo Spartak Brno vincitore del 5° Città di Bologna.


Primo allenamento della stagione al Ravone: Alesini, F. Johnson, Lucev, Calebotta, Andreo, Canna e, di spalle, Tracuzzi (foto tratta da Stadio)

PRIMO ALLENAMENTO DELLA VIRTUS-MINGANTI

I bianconeri hanno iniziato la preparazione per il prossimo campionato di basket. L'americano Fletcher Johnson ha lasciato ottima impressione. La squadra bolognese esordirà il 4 agosto a Riccione contro il Benelli Pesaro (nota di Virtuspedia: la gara non si disputò)

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 23/07/1957

 

Ieri pomeriggio prima seduta della Virtus-Minganti. Al campo all'aperto del Ravone l'allenatore Tracuzzi aveva convocato tutti i giocatori di prima squadra per l'avvio della preparazione al campionato 1957-58. Dei titolari convocati assente Gambini, alle prese con un noioso torcicollo frutto di un incontro di pallavolo al mare, ed il toscano Lovari che sarà a Bologna tra qualche giorno. I presenti: Alesini, Andreo, Borghi, Calebotta, Canna, Johnson, Lucev, Negroni. Inoltre presente il giovane Caselli.

Più che una seduta di allenamento, anche se Tracuzzi non ha risparmiato particolarmente alcuni atleti, rivolgendo le sue più attente cure ad Andreo, Alesini, Luceve Johnson, si è trattato di un incontro per l'inizio di quel dialogo che dovrà portare la Virtus-Minganti alla giusta preparazione in tempo per il campionato. Dunque, un raduno nel corso del quale, anche se non si è perso tempo in chiacchiere, Tracuzzi si è preoccupato di assicurarsi delle condizioni fisiche degli atleti assistiti dal dr. Lubich. Si può dire, nel complesso, che tutto sia da dichiararsi soddisfacente: dovrà perdere qualche chilogrammo di peso Lucev e ne dovrà acquistare qualche altro Calebotta; Fletcher Johnson dal canto suo dovrà solo recuperare il giusto ritmo con un necessario adattamento al pallone di gioco - diverso da quello usato negli Stai Uniti - mentre per tutti gli altri la condizione generale è apparsa già buona.

D'altro canto il campionato è ancora lontano e Tracuzzi non ha fretta per portare in forma la squadra. Per di più è già noto che la Virtus-Minganti ha un programma precampionato piuttosto intenso e anche questo servirà solo ad amalgamare la compagine bianconera la altresì a favorirne l'entrata in forma in maniera che quando il torneo si porrà in moto la squadra si trovi nelle condizioni di sostenere quel ruolo che preventivamente, ed a lunga distanza, non si fa fatica ad assegnarle: quello di protagonista, ancora una volta, del massimo campionato di basket. Naturalmente in compagnia del Simmenthal.

Non è oggi il caso di parlare del futuro - riferito ai propositi - della Virtus-Minganti. È chiaro ad ogni buon conto che il programma dei bianconeri non può essere che uno solo: la riconquista dello scudetto. La squadra virtussina presenta in senso assoluto una sola novità; Fletcher J. Johnson. Lucev e Lovari sono atleti noti e se ne conoscono con sufficiente chiarezza i limiti. Gli altri sono tutti della vecchia formazione e non hanno bisogno di presentazione. La seduta di ieri tuttavia ci ha mostrato che tutti sono animati da molto entusiasmo e vogliosi di dare presto dimostrazione di quanto quest'anno possano fare.

Al riguardo anticipiamo che con tutta probabilità la prima uscita della Virtus-Minganti si avrà il prossimo 4 agosto a Riccione con un incontro amichevole con il Benelli. Fino a tale data Tracuzzi manterrà sotto pressione i suoi giocatori curandone soprattutto l'impostazione individuale in relazione alle norme tecniche di gioco che dovrebbero entrare in vigore con il prossimo campionato. Dopo Riccione la squadra parteciperà al torneo internazionale di Messina e successivamente a quello di Palermo; quindi esaurirà alcuni impegni internazionali per presentarsi al pubblico bolognese in un torneo che è in allestimento per il mese di settembre al Palazzo dello Sport bolognese.

Intrattenerci su quanto visto ieri, al primo raduno virtussino, non ci sembra di particolare importanza. Diremo ad ogni modo che tre giocatori hanno già palesato di essere in "palla": Alesini, Canna e Negroni; in crescendo, soprattutto per un'acquisita scioltezza, Andreo mentre Borghi, Calebotta e Lucev tra qualche allenamento si presenteranno nelle condizioni abituali. L'americano, del quale si è detto prima, non ha mancato di sfoggiare qualche numero: ottima la sua sospensione ed il suo tiro in uncino; rilevante, e non v'era da dubitarne, la padronanza della palla. Pensiamo non costituirà davvero una delusione per i tifosi virtussini.

A proposito dei quali va detto che ieri attorno al rettangolo di gioco se ne rilevava un buon numero e tutti di quelli con il marchio di fedelissimi. in prima fila, e non poteva mancare, Sandri; poi Mignani, esibitosi fuori gara in una gara di getto del peso - e Franco Cavedagna. Tutti attenti a seguire il lavoro di Tracuzzi. Così come lo erano Zambonelli e Rocchi.

Trarre conclusioni da questa prima seduta significherebbe voler coscientemente scivolare sul terreno delle illazioni. Non si può non preannunciare che dalla Virtus-Minganti edizione 1957-1958 è doveroso attendersi grandi cose, così come non si può non anticipare che la squadra bianconera è in grado di realizzare programmi ambiziosi. Non è difficile arguirlo proprio da quanto visto ieri; ma non solo visto in campo. Alludiamo all'attenzione dei dirigenti ed alla serietà con la quale la Virtus-Minganti si accinge ad affrontare il prossimo campionato. L'intenzione, fin qui, è molto chiara: riconquistare lo scudetto perduto. Un'impresa difficile, poiché il Simmenthal non starà a guardare, ma non impossibile.

"Non faccio dichiarazioni - ha detto Tracuzzi - e quanto si srà in grado di fare si vedrà in campionato". Ma l'allenatore virtussino tutto rabbuiato prima che l'allenamento avesse inizio, al termine appariva di ben diverso umore. D'accordo che molto dovrà lavorare per portare la squadra al livello che lui intende; ma è chiaro che dentro di sé è convinto di riuscire nel suo piano. È questo un sintomo che determina giustificata fiducia. Sulle capacità di Vittorio Tracuzzi non sussistono dubbi; sulle qualità degli atleti a disposizione tutti si è concordi. L'uno e gli altri, dunque, il grande progetto possono realizzarlo.

 

1957-58 ESORDIO IN SICILIA

di Ezio Liporesi

 

La Virtus fece l'esordio stagionale in Sicilia. Vinse il Torneo di Palermo, dove sconfisse AZS Varsavia, Aismaliba Barcellona (con Kucharski, futuro allenatore bianconero negli anni Sessanta) e Spartak Sokolovo Praga. I polacchi furono messi subito a tacere da una zona della Virtus che risultò indigesta agli avversari, tanto che il primo tempo terminò 40-21. I bianconeri rallentarono poi nella ripresa ma prevalsero tranquillamente 69-60. Contro i catalani ancora Virtus a razzo nel primo tempo (38-18), ma in questo caso, contrariamente alla sera precedente, le V nere continuarono imperterrite la loro marcia fino al 79-42 finale. In questa gara anche un punto del palermitano Mario Modica, in prestito alla Virtus per questa occasione. Netta anche la terza affermazione: la squadra di Praga ha resistito solo nelle battute iniziali ed è poi crollata, 68-48 il punteggio finale. Le gare si svolsero dal 9 all'11 agosto. Due giorni dopo la Virtus Minganti era a Messina per la decima Coppa Cesare Lo Forte. I bolognesi vinsero anche questo torneo ma con molte più emozioni. Contro i polacchi il primo tempo questa volta fu più equilibrato, a pochi secondi dal suo termine il punteggio era addirittura in parità, 27-27, poi un canestro di Calebotta e un tiro libero permisero a Bologna di chiudere avanti 30-27. La Virtus distanziò poi gli avversari nella ripresa, fino al definitivo 64-50. Non molto entusiasmante la partita contro Barcellona: Virtus avanti 25-19 all'intervallo, poi in controllo della gara che le V nere chiusero vittoriosamente 49-40. Nell'ultima giornata i polacchi sconfissero gli spagnoli, sempre sconfitti, e si portarono a due successi con uno scenario che prospettava due possibilità: battendo lo Spartak la Virtus avrebbe ovviamente vinto, perdendo tre squadre si sarebbero trovate  pari punti e per la classifica avulsa la Virtus avrebbe vinto nel caso di una sconfitta fino a sette punti di distacco, altrimenti il successo sarebbe andato ai boemi. A trenta secondi dalla fine Praga avanti 58-50 e a quel punto il guizzo vincente di Canna permise alla Virtus di perdere di soli sei punti e di aggiudicarsi il prestigioso torneo mettendo a segno una bella doppietta

 

Virtus al torneo di Palermo

F. Johnson, Andreo, Alesini, Calebotta, Borghi

Poggioli, Ca. Negroni. Modica, Canna, Lucev, Gambini

(foto tratta da Stadio)

CAMPAGNA ABBONAMENTI

di Luigi Vespignani - 08/09/1957

 

Ancora una volta la società si è curata di offrire ai propri abbonati un programma eccellente. Oltre agli undici incontri di campionato, la tessera darà diritto ad assistere alle tre partite pre-campionato ed alle tre serate della Coppa internazionale Città di Bologna (27, 28, 29 dicembre). In tutti, quindi, ben 17 incontri, a conferma dell'abituale signorilità della Virtus-Minganti.

 

I nuovi arrivi con l'allenatore Tracuzzi: Lucev, Pellanera, F. Johnson e Lovari

VITTORIA DEL SIMMENTHAL. LA VIRTUS MINGANTI SECONDA

Il torneo nazionale di Perugia. I campioni d'Italia nella finale hanno sconfitto i bolognesi per 71 a 68. Buone esibizioni del Benelli e della Stock

Stadio - 16/09/1957

 

Perugia, 15. L'attesa per il quarto torneo di pallacanestro valevole per la disputa della Coppa della Perugina non è andata davvero delusa e lo spettacolo ha richiamato una grande folla che ha gremito le tribune della palestra Pascoli in tutte e due le giornate destinate alle gare. L'aspettativa maggiore degli sportivi roteava, naturalmente, nella prestazione dei campioni d'Italia del Simmenthal, i quali, com'era nelle previsioni, avrebbero avuto quali avversari, per la disputa del primo e secondo posto del torneo perugino, i cestisti della Virtus-Minganti di Bologna. Un incontro che aveva anche il compito di collaudare i recenti acquisti sia della formazione milanese che di quella bolognese.

Diremo subito dei "nuovi" della squadra bolognese che il triestino Lucev, già del Gira, si è dimostrato ottimo nel ruolo di regista della squadra; Lovari è apparso un buon rimbalzista e diventerà un ottimo elemento per i bolognesi. Fletcher Johnson non ha offerto una prestazione eccezionale; certo inferiore all'aspettativa ma va tenuto conto che Tracuzzi lo ha posto in campo per onor di firma in quanto l'americano è appena uscito da una forma influenzale. Tutti gli altri sono rimasti più o meno sul metro già noto. Per i milanesi, che hanno presentato un complesso più rodato ed organicamente maggiormente legato, l'americano Bon Salle si è dimostrato un elemento dal rendimento continuo ed eccellente marcatore, costituendo con Riminucci un formidabile duo offensivo. Anche Sardagna, già della Motomorini, ha destato un'ottima impressione, particolarmente per a perfetta intesa con i compagni di squadra.

In merito alla partita finale, quella che del resto maggiormente interessa, diremo che le cose sono state del tutto equilibrate ed anche se alla fine del primo tempo i milanesi avevano realizzato un vantaggio di otto punti (38-30) nella ripresa la Virtus-Minganti sapeva efficacemente rimontare il distacco, portandosi sempre minacciosa sulla scia dei campioni d'Italia. Ne nasceva un'altalena emozionante che con i raggiunti cinque "personali" di Riminucci (il migliore in campo), metteva i bolognesi in posizione di tutto vantaggio. Tuttavia a scapito della squadra bolognese anche Lucev doveva abbandonare poco dopo, per lo stesso motivo, il terreno di gioco e quindi le possibilità di rimonta da parte degli atleti in maglia bianca si riducevano fino a non poter evitare la sconfitta sulla quale grava anche l'imprecisione nel tiro da parte dei bolognesi.

Nella giornata intanto, la Virtus-Minganti aveva nettamente battuto il Benelli Pesaro con il punteggio di 78 a 48 (39-16), mentre il Simmenthal Milano si affermava con netta facilità sulla Stock Trieste con il punteggio di 87 a 55 (45-25).

Prima di passare al dettaglio e ponendo in rilievo che la vittoria del Simmenthal, pur molto bella, non può costituire una definitiva indicazione sul prossimo campionato, una notizia virtussina. È stato oggi annunciato che la Virtus-Minganti si è assicurata la prestazione del teramano Pellanera, già militante nelle file della D'Alessandro.

Ed ecco il dettaglio delle due giornate:

Virtus - Benelli 78-48

Virtus-Minganti: Negroni, Alesini (12), Borghi (2), Calebotta (28), Canna (6), Gambini (7), Andreo, Lucev (10), Johnson (7), Lovari (6).

Benelli Pesaro: Fronzoni (6), Di Giacomo (6), Bertini (6), Sorlini (7), Olivieri, Stefanini (10), Rivalta, Paolini (13), Barbadoro, Di Tommaso.

Arbitri: Giotto (Roma) e Ciofetta (Perugia).

...

Simmenthal - Virtus 71-68

Simmenthal: Pagani (7), Romanutti (10), Volpato (4), Bon Salle (24), Pieri (3), Riminucci (15), Zappelli, Sardagna (8).

Virtus-Minganti: Negroni, Alesini (15), Borghi, Calebotta (2), Canna (21), Gambini (11), Lucev (8), Johnson (11), Lovari, Andreo.

Arbitri: Giotto e Presuttari (Roma).


 

VIRTUS MINGANTI - ASVEL VILLEURBANNE 72-64

L'amichevole internazionale al Palasport. Ottimo primo tempo dei bolognesi e ripresa (troppo esperimentale) in tono minore che ha consentito ai campioni di Francia di contenere un gravoso passivo

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 30/09/1957

 

Virtus-Minganti Bologna: Gambini (10), Canna (11), Alesini (10), Calebotta (11), Fletcher Johnson (12), Lucev (4), Lovari (9), Andreo (5), Borghi, Pellanera. (All. Tracuzzi).

Asvel Villeurbanne: Sturia (13), Sahy (2), Fiorini (2), Mugnet (4), Aribot (5), Rey (8), Grange (30), Jolivet, Hauchecorne. (All. Darcy).

Arbitri: Reverberi e Pattaccini di Reggio Emilia.

Note: Nella Virtus-Minganti mancava Carlo Negroni, in viaggio di nozze. La squadra bolognese ha beneficiato di 21 tiri liberi realizzandone 12; il Villeurbanne su 33 ne ha posti a segno 14. Primo tempo: 45 a 25 in favore dei bolognesi- Per raggiunto limite di falli personali sono usciti, nella ripresa, Jolivet (15') e Alesini (18'). Nessun incidente. L'incontro è stato giocato con l'applicazione del nuovo regolamento. Pubblico presente poco più di tremila persone. A "vedere" la Virtus Rubini, allenatore del Simmenthal, in compagnia di Bon Salle e Sardagna; ancora Fontana e Gigi Rapini, questi, vice, del Santipasta.

 

L'impegnatica prova precampionato che la Virtus-Minganti ha sostenuto ieri al palasport con il Villeurbanne, campione di Francia, si è risolta favorevolmente - come risultato - per i bolognesi i quali hanno però soddisfatto a metà. Infatti ad un primo tempo che quasi per intero ha visto la squadra di Tracuzzi (Gambini, Canna, Alesini, Calebotta, Johnson epoi Lucev) dominare con un'autorevolezza basata su una qualità di gioco pregevole ed una "condizione" degli atleti degna di tutto elogio, ha fatto riscontro una ripresa nel corso della quale gli esperimenti dell'allenatore bianconero - al quale non si può dal suo unto di vista dar torto - sono serviti a ridurre l'efficienza della Virtus favorendo la rimonta dei francesi.

Va dunque considerato il valore della Virtus-Minganti essenzialmente su quanto ha mostrato nella prima fase della contesa che, come si era anticipato in sede di presentazione, non ha deluso. Questa discussa e discutibile Virtus-Minganti è realmente forte: organicamente e tecnicamente. Come gioco, sempre prendendo a base di giudizio il primo tempo, ha confermato una bontà di scuola nella quale l'abile mano di Tracuzzi appare con tutta chiarezza; alcune azioni sono state condotte in maniera egregia entusiasmando per la qualità e la bellezza della conclusione. Organicamente l'incontro di ieri ha messo in vetrina un Gambini non solo in gran forma ma altresì migliorato così come Calebotta ed ancora ha confermato le grandi qualità di Alesini e Canna. L'americano Johnson si è particolarmente posto in luce quando i compagni non lo hanno - chissà perché - trascurato: è un giocatore che sa il fatto suo ed ha classe. Si avrà modo di ribadire questa opinione. Lucev, non ancora a suo agio completo nella nuova squadra, ha manovrato con l'abituale intelligenza il gioco; Lovari, un altro "nuovo", si è mostrato elemento positivo ed utile mentre Pellanera, scarsamente utilizzato, non è riuscito, in questa occasione, a mostrare quanto può valere. Andreo a torto è stato "beccato" in qualche momento: è un ragazzo che sta crescendo e riuscirà prezioso per la sua squadra. Non molto appariscente e nemmeno in giornata "sì" Borghi.

Nel complesso non si può dire che la Virtus-Minganti abbia deluso pur riconosciuto che il pubblico avrebbe desiderato che la squadra bolognese avesse giocato l'intero incontro sul metro del primo tempo. Va però tenuto conto che i felsinei avevano di fronte i campioni di Francia i quali pur subendo la pressione e la superiorità virtussina, si sono man mano riorganizzati anche se al riposo sono giunti con 20 punti di scarto (45-25). Vero che nella ripresa gli esperimenti di Tracuzzi hanno favorito la rimonta del Villeurbanne; sarebbe però ingiusto non accreditare gli ospiti di quella capacità che hanno finito per mettere in vetrina. L'atletico Grange è stato il "cecchino" della sua squadra, ma con lui e attorno a lui Sturla, Rey, Jolivet, Aribot e il grosso Sahy hanno giostrato con abilità. Una simpatica squadra, quella francese, che si è vista volentieri e che non è mancata all'appuntamento di un'amichevole, malgrado le riserve imposte, interessante.

Si può concludere, specie tenuto conto che la sera prima si era esibito il Simmenthal, che la Virtus-Minganti si presenta al via dell'imminente campionato nella perfetta condizione di recitare con la squadra milanese il grande e impegnativo ruolo di protagonista.

 

Lovari nell'amichevole Virtus - Villeurbanne del 29 settembre 1957 (foto tratta da Stadio)

 

VIRTUS MINGANTI - LIVORNO: 81-39

L'anticipo di ieri sera al Palazzo dello Sport

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 13/10/1957

 

Virtus-Minganti Bologna: Gambini (9), Lucev (4), Alesini (21), Calebotta (7), Pellanera, Fletcher Johnson (20), Canna (18), Negroni, Andreo (2), Borghi, Pellanera. (All. Tracuzzi).

Livorno: Becucci (4), Bombardini (7), Nieri, (Lombardi (7), Gatto (20), Fontana (1), Giannoni. (All. Damiani).

Arbitri: Fedeli e Pizzigalli di Milano.

 

Successione punteggio - Primo tempo: 0-2, 2-2 (sospensione Livorno al 2'), 4-2, 6-2, 6-4, 7-4, 9-4, 10-4, 11-4, 12-4, 12-5, 13-5, 14-5 (sospensione Virtus-Minganti al 10'), 14-7, 14-8, 16-8, 18-8, 18-10,18-12, 20-12, 22-12, 23-12, 23-13, 25-13, 26-13, 26-14, 26-15, 26-16, 28-16.

Secondo tempo: 30-16, 31-16, 32-16, 32-17, 34-17, 36-17, 38-17, 38-19, 40-19 (sospensione Livorno al 4'), 41-19, 43-19, 45-19, 47-19, 47-20, 47-21, 49-21, 49-23, 51-23, 51-25, 52-25, 53-25 (sospensione Virtus-Minganti al 7'), 53-26, 53-27, 55-27, 57-27, 58-27, 58-29, 60-29, 61-29, 61-30, 63-30, 65-30, 66-30, 66-32, 68-32, 69-32, 69-34, 69-36, 71-36, 73-36, 74-36, 76-36 (sospensione Livorno al 15'), 77-36 (sospensione Virtus-Minganti al 16'), 79-36, 79-38, 79-39, 81-39.

Note: poco più di tremila persone. La Virtus-Minganti ha beneficiato di 30 tiri liberi realizzandone 21; il Livorno su 22 ne ha posti a segno 13. Nessun incidente degno di particolare menzione. Al 13' della ripresa per raggiunto limite di falli personali è uscito il livornese Lombardi. Prima dell'incontro si è avuta un'esibizione di ginnastica artistica svolta dalla squadra delle ginnaste della Virtus Minganti che il pubblico ha calorosamente applaudito.

 

Poco più di tremila persone al Palazzo dello Sport ieri sera per la prima partita del massimo campionato cestistico 1957-58. Protagonisti la Virtus-Minganti, ex campione d'Italia, e il Livorno, neo promosso alla serie A.

Una partita preventivamente giudicata molto facile per i bolognesi e che alle prime battute ha invece dimostrato il contrario non trovando il quintetto virtussino la giusta coesione per infrangere la tenace volontà del gioco dei labronici non molto efficiente e nemmeno tecnicamente pregevole ma sostenuto da una mobilità e da una vivacità notevoli. Così le prime battute sono trascorse quasi nella monotonia: a fatica la Virtus si è assicurata un buon margine di vantaggio, non però quello che si poteva presumere; è evidente che in questo ha influito, e non poco, l'imprecisione nel tiro a canestro e anche la buona difesa opposta dai livornesi.

Solo nella seconda fase del primo tempo, quando in campo è entrato l'americano Johnson, il gioco dei bolognesi si è vivificato: la squadra felsinea ha trovato finalmente un buon ritmo anche se non quello che le è teoricamente riconosciuto ma sufficiente comunque per dare dimostrazione della potenza che può esprimere. In questa fase il Livorno ha continuato a difendersi molto bene e anche ad attaccare seppure la sua azione si sia spenta sovente sui lunghi tentacoli dei bianconeri.

Un primo tempo che non ha entusiasmato, una fase di gioco che ha lasciato piuttosto perplesso il numeroso pubblico convenuto il quale si attendeva una prestazione esplosiva per lo meno in partenza, il che non esclude che la Virtus-Minganti non possa realizzarla. Da segnalare in particolare che probabilmente hanno avuto peso nello scarso gioco virtussino anche i disordinati temi dei livornesi preoccupati solo di non farsi surclassare, di non farsi seppellire sotto un severo punteggio. Il che nel primo tempo è loro perfettamente riuscito.

La ripresa ebbe immediatamente una fisionomia ben diversa da quella del primo tempo: la Virtus-Minganti, sostenuta da un vivacissimo Fletcher Johnson che ha palesato immediatamente di essere veramente quel giocatore di classe che tanta fama ha guadagnato negli Stati Uniti, si è subito protesa all'attacco e in men che non si dica il Livorno è stato sottoposto a un bombardamento continuo che lo ha portato ad un passivo irrimediabile. Particolarmente i primi dieci minuti della ripresa sono stati di buon gioco, anche se non di levatura eccezionale: intendiamo di quel gioco che la Virtus-Minganti può esprimere ed è in grado di realizzare. Ad ogni buon conto in questo periodo, tanto l'americano Johnson, come pure Alesini, Canna, Lucev e Gambini, riuscirono a realizzare buone cose, sia in attacco che in difesa, sia nella precisione del tiro che difficilmente i labronici riuscirono a neutralizzare con i loro interventi.

Per contro, il Livorno continuò a battersi sempre molto coraggiosamente, senza guardare il tabellone, cioè senza dare peso eccessivo al passivo che si andava accatastando sulle sue spalle. Ma non c'era niente da fare e conseguentemente, una volta allentate le proprie maglie, la Virtus-Minganti ha consentito anche ai labronici di farsi avanti nel punteggio e raggiungere un risultato che poteva essere ben più gravoso. Questa partita non va presa tuttavia come oro colato; la Virtus-Minganti non è quella che abbiamo visto ieri sera, è molto migliore, molto più forte e molto più spettacolare. Il giorno in cui Tracuzzi, più che ostinarsi a perder tempo in continui cambi, si preoccuperà e avrà la costanza di mantenere in campo il quintetto più espressivo, è da ritenersi che ben difficilmente gli avversari saranno in grado di reggere il ritmo e di contrastargli il passo: naturalmente questo discorso per il momento non vale per il Simmenthal.

Il Livorno è una squadra coraggiosa, uscita da una crisi paurosa, coraggiosamente presentatasi al via del massimo campionato cercando di fare del suo meglio e supplendo alla deficienza organica e anche di elementi di classe con la buona volontà.

Ad ogni buon conto il viareggino Gatto, Bombardini, Lombardi e Fontana si sono battuti con continuità, ma bene anche va detto di Becucci, Nieri e del giovane esordiente Giannoni. Una squadra che in qualche circostanza e particolarmente sul proprio campo potrà tenere testa ad avversari, se non di pari levatura, leggermente superiori.

Detto questo non ci sembra che sia necessario intrattenerci oltre sull'incontro, il risultato esprime da sé quello che può essere stata la partita che peraltro non aveva nelle previsioni alcun dubbio.

Nella Virtus-Minganti l'allenatore Tracuzzi ha alternato tutti i giocatori a disposizione ma, come già menzionato, più di ogni altro merita elogio l'americano Johnson e con lui in particolare appunto il continuo Alesini, l'intraprendente Canna e il preciso Gambini; gli altri hanno ben cooperato con i summenzionati. Nelle file del Livorno le menzioni sono già state fatte. Dell'arbitraggio non molto da dire se non che i due direttori milanesi non sempre si sono trovati d'accordo e non sempre hanno giudicato con tempestività e con assoluta precisione; ad ogni modo il loro operato non ha influito sul risultato né a sfavore dell'una o dell'altra contendente.


 

 

OGGI A BOLOGNA NON SI GIOCA

Un comunicato dell'ultima ora ne ha dato l'annuncio

Stadio - 03/11/1957

 

Il delegato provinciale del CONI, Giorgio Neri, ci ha trasmesso ieri sera il seguente comunicato: "Avendo il Presidente della FIHP rilasciato una dichiarazione al CONI, secondo la quale avrebbe fatto sospendere i campionati europei di pattinaggio qualora si fossero disputate le partite in programma nel pomeriggio di domenica 3 novembre al Palazzo dello Sport, il CONI ha dovuto considerare questo fatto come "causa di forza maggiore", sospendendo l'attività cestistica nel pomeriggio di domenica 3 novembre".

 

VIRTUS - PAVIA ORE 20

Stadio - 04/11/1957

 

Le partite di pallacanestro che dovevano aver luogo ieri, ad eccezione di Sant'Agostino-Bassano (Serie B), si svolgeranno questa sera. La decisione è stata presa ieri sera presso la sede del Comitato del CONI per interessamento del Delegato, la fattiva collaborazione dei membri della CTF della Federcanestro, Mazzini e Batacchi, lo spirito di collaborazione degli arbitri e delle società (queste le più danneggiate dal rinvio) interessate.

È stato pertanto deciso che gli incontri avranno luogo questa sera al Palazzo dello Sport.

 

VIRTUS MINGANTI - PAVIA: 72-38

Il recupero del campionato di Prima Serie

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 05/11/1957

 

Virtus Minganti: Gambini (2), Alesini (25), Calebotta (14), Lucev, Johnson (20), Lovari (9), Pellanera (2), Borghi, Andreo, Negroni. (All. Tracuzzi).

Pavia: Ferrari (1), Andrijasevic (9), Macchelli (10), Conti (11), Rosolen (7), Scamoni, Fiume, Milanesi, Cecchi, Guidobono. (All. Andrijasevic).

Arbitri: Giotto di Roma e Leonardi di Messina.

Successione punteggio - Primo tempo: 1-0, 3-0, 5-0, 5-2, 5-4, 7-4, 9-4, 9-5, 10-5, 11-5, 11-7, 13-7, 13-8, 15-8 (sospensione Pavia all'8'), 15-10, 15-12, 17-12, 17-13, 19-13, 21-13, 21-15, 23-15, 23-17, 24-17, 25-17, 26-17, 28-17, 29-17 (sospensione Virtus Minganti al 16'), 29-18, 29-20, 30-20, 30-21, 31-21, 32-21.

Secondo tempo: 33-21, 35-21, 35-23, 39-23, 41-23 (sospensione Pavia al 3'), 43-23, 45-23, 47-23, 47-25, 48-25, 49-25, 49-27, 50-27, 52-27, 52-29, 52-31, 54-31, 55-31, 57-31, 59-31 (sospensione Pavia al 12'), 59-33, 61-33, 62-33, 64-33, 65-33, 67-33, 67-35, 67-37, 68-37, 68-38, 70-38, 72-38.

Note: la Virtus Minganti ha beneficiato di 35 tiri liberi realizzandone 18; il Pavia su 16 ne ha posti a segno 6. Per raggiunto limite di falli personali sono usciti, tutti nella ripresa, Scamoni, Andrijasevic e Rosolen del Pavia. Nessun incidente. Non sono entrati in campo Negroni e Guidobono. Pubblico presente circa tremila persone. Primo tempo: 32-21 in favore della Virtus Minganti.

 

Brutta prestazione, quella della Virtus Minganti nel ricupero di ieri sera al palazzo dello Sport, con la squadra del Pavia. La formazione bianconera quasi mai si è vista giocare nel vero senso della parola e la sua prestazione, in qualche momento, è stata punteggiata da qualche azione degna di nota. Fortunatamente ieri sera Alesini, come sempre, era in ottima forma e con lui l'americano Johnson; Calebotta, non molto attivo nella fase iniziale, si è via via ripreso e ha poi contribuito validamente a consolidare il successo della propria squadra che, però, in questa circostanza ha completamente delusi.

Per contro, mentre la Virtus Minganti non ha offerto niente di bello e di buono, il Pavia ha favorevolmente sorpreso. ritenuta una formazione debole, ha palesato, di fronte a un avversario che si esibiva in tono molto ridotto, doti oltreché di combattività anche di gioco estremamente positivo. Sopra tutti il giovanissimo Macchello ha destato un'ottima impressione; è un atleta giovane che il campionato dovrebbe non più rivelare ma confermare come atleta di qualità. Dopo di lui ottima la prestazione del pivot Conti e l'attivo Rosolen: sempre positivi, anche se poco appariscenti, Ferrari e Scamoni. Andrijasevic, che esplica oltre alle funzioni di giocatore anche quelle di allenatore, fintanto che è stato in condizioni di freschezza ha confermato quella classe a tutti nota; poi man mano è calato ed è stato forse più di danno alla sua formazione che non di utilità.

Questa la partita, in definitiva molto modesta, e che è stata fischiata dal numeroso pubblico accorso. Nulla da dire sull'operato arbitrale in quanto alcune sviste non hanno affatto influenzato l'andamento dell'incontro e tanto meno il risultato.

 

VIRTUS MINGANTI - RED KNIGHTS 110-65

Amichevole ieri sera al Palasport di Bologna - Stadio - 06/02/1958

 

Virtus Minganti Bologna: Gambini (14), Pellanera (14), Johnson (26), Andreo (28), Canna (4). Calebotta (15), Borghi (4), Negroni (5), Togliani.

Red Knights (USA): Johnson (3), Dooley (11), Bartel (23), Ahlstedt (14), Taylor (10), Litvaney (2), Cunningham (2), Foreman, Kaiser.

Arbitri: Pattaccini (Reggio Emilia) e Trentini (Ferrara).

...

La rappresentativa del Red Knights ha messo in mostra qualche azione abbastanza pregevole. La partita è stata vivace e la Virtus, punta sul vivo dalla combattività degli ospiti, ha dovuto sfoderare una prestazione di tutto rilievo. Il punteggio evidentemente è andato ben presto a favore dei bianchi di Tracuzzi, ma gli statunitensi non hanno certo rallentato il loro ritmo anche quando la situazione volgeva già nettissimamente a favore dei bolognesi. Degna di nota l'ottima prestazione di Andreo, assolutamente il miglior giocatore in campo nel primo tempo e molto bravo anche nella ripresa: suo il canestro che ha siglato il raggiungimento dei cento punti. Molto bene anche Johnson, forse stimolato dalla presenza di altri due atleti di colore che a turno avevano il compito di controllarlo. E uno di questi era nientedimeno che Cunningham che l'anno scorso giocò nel campionato italiano di prima Serie nelle file del Viareggio. Primo tempo 58-24 a favore della Virtus. Tracuzzi ha tenuto in panchina Alesini (con la mano ancora ingessata) e Lucev. Fra gli americani molto bene Bartel che ha contribuito a mantenere in limiti onesti il divario di punteggio. Pubblico valutato in oltre duemila persone.

 

LA VIRTUS-MINGANTI A PAVIA HA PERDUTO OPPURE HA VINTO?

Un caso che può trasformarsi in "grana". L'esame del referto ufficiale confermerebbe la tesi dei bolognesi che sostengono di essere loro i vincitori

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 11/02/1958

 

La domenica cestistica del torneo maggiore minaccia di essere fonte di un caso se non completamente nuovo, certo quanto mai complicato. I fatti sono accaduti a Pavia. Una premessa prima di addentrarsi nel nocciolo della questione. A Pavia giocava la Virtus-Minganti che, come noto, al termine è risultata perdente per un punto; tanto quanto tutte le cronache hanno fatto sapere. Niente di starno: le partite si perdono tanto per un punto quanto per cinquanta. E c'è da rilevare che se la Virtus-Minganti, squadra che si batte per lo scudetto, non è mai riuscita a mettere "sotto" il Pavia, vuol dire che ha giocato proprio male e quindi la sconfitta - che ha precedenti nella tradizione - può anche rientrare nella normalità. Fin qui la premessa, a carattere negativo sulla squadra bolognese, che vuole fare intendere come una formazione forte debba saper sempre evitare rischi di questo genere.

Cambia aspetto la situazione quando si apprende che la Virtus-Minganti ha inoltrato ricorso alla CTF invalidando il risultato di Pavia per "alterazione" del referto ufficiale, sul quale avrebbe dovuto risultare vincente, per un punto, la Virtus-Minganti e non il Pavia. Tanto ha comunicato la società bianconera; e si deve ritenere che abbia validi e giustificati motivi per sostenere il reclamo. È senz'altro da convenirsi che la Virtus-Minganti in questa circostanza ha tutta l'aria di cercare il pelo nell'uovo per vedere di salvare il salvabile (collegando la sua sconfitta con quella del Simmenthal a Varese). Non è facile giudicare su avvenimenti dei quali non si è stati spettatori, ma nel caso specifico si può esprimere più che un'opinione.

Abbiamo visto la copia del referto, firmata dagli arbitri Bortolami e Luglini, e ci siamo convinti che la trascrizione sul predetto documento è avvenuta in due tempi. Di positivo c'è il rilevamento di due diverse scritture e la seconda - che ha provveduto ad una sola descrizione - risulta quella determinante agli effetti del risultato posto in discussione. Infatti ad un giocatore pavese appare accreditata una realizzazione che non può aver effettuata in quanto fuori campo per... limite di falli personali.

Come può essere accaduto tutto questo? Davvero non sappiamo cosa pensare? Bortolami e Luglini sono due arbitri che non "risentono" dell'ambiente. Peraltro all'arbitro Bortolami l'accompagnatore bolognese al tavolo fece rilevare il fatto appena conclusa la partita. Come si è giunti alla modifica del risultato ed al completamento della trascrizione è un interrogativo che ora è sul tavolo della CTF. A nostro parere la Commissione tecnica esaminando il documento originale - quello in possesso della Virtus-Minganti è una copia - dovrebbe rilevare senza dubbio l'irregolarità. Noi non siamo tanto maligni da ritenere che un pizzico di tifo abbia indotto una mano a compiere un disonesto gesto. Forniranno delucidazioni Bortolami e Luglini e lo stesso commissario di campo che, si dice, è intervenuto - ma gli compete? - nella faccenda.

Ci asteniamo dall'anticipare previsioni. Ribadiamo un nostro vecchio concetto sulla Virtus-Minganti: certe partite i bianconeri, a qualunque costo, devono vincerle con assoluta e convincente autorità. Ma, sul piano dei diritti, questa volta la Virtus-Minganti ha motivi validi per contestare una sconfitta anche se domani dovesse risultare una vittoria niente affatto entusiasmante. Il caso è di esclusiva pertinenza della CTF: resta da vedere come verrà giudicato. Assegnazione della vittoria alla Virtus-Minganti oppure annullamento dell'incontro? Interrogativo amletico. Perché la CTF potrebbe regalare in dono anche un verdetto convalidante il risultato già annunciato. Una soluzione come tante altre.

Al di fuori del "caso" contingente, il ricorso della Virtus-Minganti conferma l'impreparazione dei segnapunti a disposizione della CIA. Si dica quel che si vuole da parte del Comitato arbitrale, ma il fatto non è più una novità. Noi stessi abbiamo denunciato casi di insufficienza in occasione di partite disputate a Bologna. Al CIA l'amico Della Rosa se ne infischia; perché non ammette che i suoi organizzati siano criticabili ed ancor più incapaci. Egregi signori della Federcanestro, convincetevi, invece di spendere inutili soldi per altrettanto inutili, o quasi, istruttori federali, meglio e doveroso è spendere un po' di denaro per aggiornamenti degli arbitri e dei--- segnapunti. Al di fuori dei riflessi che ha nel campionato in atto, il reclamo della Virtus-Minganti denuncia una lacuna che va colmata. Un po' di coraggio. Errare è umano, perseverare è diabolico.


 

 

SUL FILO DEL RASOIO

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Dopo 14 giornate di campionato il Simmenthal è a punteggio pieno, la Virtus segue due punti sotto, semplicemente perché nell'ultima giornata di andata, l'undicesima, i bolognesi hanno perso a Milano lo scontro diretto. Però alla quarta di ritorno i milanesi cadono a Varese, ma la Virtus non ne trae beneficio, perde infatti a Pavia 57-56. Gara tinta di giallo, i bolognesi fanno ricorso, lamentando due punti assegnati in più ai padroni di casa. La protesta ufficiale dei felsinei viene, in un primo momento, accolta e si fissa anche la data della ripetizione, il 7 aprile, ma poi ci si ripensa e la gara viene omologata. Bologna e Milano riprendono la loro marcia senza intoppi fino all'ultima giornata, quando l'Olimpia viene a vincere a Bologna, confermandosi campione con 42 punti, con una solo sconfitta; seguono le V nere con 19 vittorie e 3 sole gare perse.

Pellanera e Gambini nella vittoriosa trasferta di Livorno

19 VITTORIE IN 22 GARE NON BASTANO

di Ezio Liporesi - Radio Digitale - 15/05/2020

 

Stagione 1957/58, la seconda in cui le V nere giocano le gare casalinghe al Palazzo dello Sport di Piazza Azzarita. I bianconeri disputano un grande campionato, ma non basta per aggiudicarsi il titolo. Su un telaio già forte, Alesini, Canna, Calebotta, Carlo Negroni, Gambini, Andreo, Borghi, s'inseriscono i nuovi arrivi Lucev, Fletcher Johnson, Pellanera e Lovari. I ragazzi delle giovanili Nannucci (che troverà più successo con la vendita di dischi), Gandolfi (futuro presidente), Fiorini e Bevilacqua mettono insieme in tutto cinque presenze. L'allenatore è Tracuzzi, il vice Giovanni Corsolini, che poi diventerà uno dei più grandi dirigenti della pallacanestro italiana, inserito anche nella Hall of Fame. Particolarmente triste la storia di Carlo Lovari, classe 1933. Nell'aprile della stagione precedente, quando militava nello Sporting Vela Viareggio, aveva giocato in prestito alla Virtus il Trofeo Paul Lentin a Liegi. Avendo convinto i dirigenti della squadra bolognese era quindi giunto alle V nere. Disputa solo nove gare di quel campionato, l'ultima sua presenza alla decima giornata, nel derby vinto contro la Motomorini, poi, dopo un incidente in allenamento, gli viene diagnosticato un tumore che porta presto all'amputazione di una gamba. Torna in panchina a sostenere i compagni, poi allenerà i giovani nella sua Lucca, ma la sua breve e sfortunata vita terminerà il 24 luglio 1959. Tornando al campionato 1957/58, bianconeri partono con dieci nette vittorie, ma non riescono a staccare il Simmenthal, che ha corso qualche rischio in più: infatti alla terza giornata è passato a Bologna, contro il Gira, per un solo punto. L'undicesima giornata, l'ultima di andata, prevede il confronto diretto a Milano: è il 22 dicembre e l'Olimpia vince 66-58, rimanendo in testa a punteggio pieno. La Virtus targata Minganti riprende il cammino, ma alla quarta giornata di ritorno la Lombardia è di nuovo sede di gare importanti per l'esito del campionato: la capolista cade a Varese, ma le V nere non ne approfittano, perdendo 57 a 56 a Pavia. Partita che ha anche un risvolto giallo, i bolognesi fanno infatti ricorso per due punti assegnati in più ai pavesi. Il reclamo viene in un primo momento accolto e la ripetizione dell'incontro programmata per il 7 aprile; ma poi il risultato del campo viene omologato. Le due rivali non commettono più passi falsi e si ritrovano a Bologna per l'ultima gara di campionato. In Sala Borsa gli incontri cruciali la Virtus li volgeva spesso a suo favore, sfruttando anche la calda atmosfera del centrale impianto cittadino, ma purtroppo sul nuovo campo non è così. I milanesi s'impongono con un netto 62 a 76 e vincono il titolo con una sola sconfitta in tutto il campionato. Ai bolognesi non bastano diciannove vittorie in ventidue gare per arrivare al tricolore, devono accontentarsi del secondo posto.

 


 

Virtus al torneo Perugina di Perugia (foto reperita all'archivio SEF Virtus)

FLETCHER JOHNSON PROTAGONISTA IN VIRTUS - VARESE 63 ANNI FA

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 17/11/2020

 

Stagione 1957/58. Dopo il rodaggio della prima stagione, questo è il secondo campionato in cui le V nere giocano le gare casalinghe al Palazzo dello Sport di Piazza Azzarita. I bianconeri disputano una grande stagione, ma non basta per aggiudicarsi il titolo. Su un telaio già forte, Alesini, Canna, Calebotta, Carlo Negroni, Gambini, Andreo, Borghi, s'inseriscono i nuovi arrivi Lucev, Fletcher Johnson, Pellanera e Lovari. I ragazzi delle giovanili Nannucci, che si dedicherà poi alla vendita di dischi, Gandolfi futuro presidente del settimo scudetto, Fiorini e Bevilacqua mettono insieme in tutto cinque presenze. L'allenatore è Vittorio Tracuzzi, il vice Giovanni Corsolini, che poi diventerà uno dei più grandi dirigenti della pallacanestro italiana, inserito anche nella Hall of Fame. La squadra colleziona diciannove vittorie in 22 incontri, ma soprattutto parte con dieci vittorie consecutive: tutto questo non basta, due delle tre sconfitte sono contro l'Olimpia Milano che si aggiudica il titolo. Il 17 novembre 1957 si gioca la sesta giornata e le V nere sono nel pieno della loro striscia vincente. In piazza Azzarita arriva Varese, che ha come elemento di punta Zorzi: Tonino segna quattordici punti, ma non bastano contro lo strapotere bianconero. Trascinati da un superlativo Fletcher Johnson (22 punti), alla prima delle sue due stagioni bolognesi, le V nere vincono nettamente, 74 a 54. L'americano rimase a Bologna anche la stagione successiva, in due campionati collezionò 44 presenze, segnando 659 punti, alla media di quasi 15 a partita. Ci ha lasciato nel 2008 a 77 anni.

Virtus Minganti Bologna: Alesini 15, Lovari, Andreo, Borghi, Calebotta 11, Lucev 6, Gambini 2, Carlo Negroni 2, Fletcher Johnson 22, Canna 16.

Ignis Varese: Marelli 12, Stefanini, Gallo, Gualco, Nesti 4, Toth 8, Forestieri 4, Padovan 6, Zorzi 14, Magistrini 6.

LE MAGIE DEL TRIO GALLIERA

Il 13 aprile 1958 i bianconeri batterono la Stella Azzurra Roma grazie ai 42 punti di uno scatenato Alesini e ai 15 di Canna e Calebotta...

di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 13/04/2022

 

Nel campionato 1957/58, bianconeri partirono con dieci nette vittorie, ma il Simmenthal fece altrettanto, pur correndo qualche rischio in più delle Vu nere, infatti i milanesi alla terza giornata avevano vinto a Bologna, contro il Gira, per un solo punto. L'undicesima giornata, l'ultima di andata, vide l'attesissimo confronto diretto a Milano e l'Olimpia vinse 66-58, rimanendo in testa a punteggio pieno. La Virtus targata Minganti riprese il cammino, ma alla quarta giornata la capolista cadde a Varese, però le V nere non ne seppero approfittare, perdendo 57 a 56 a Pavia. Quella partita ebbe anche uno strascico polemico, i bolognesi fecero infatti ricorso per due punti assegnati in più ai pavesi. Il reclamo venne in un primo momento accolto e la ripetizione dell'incontro programmata per il 7 aprile, ma poi il risultato del campo fu omologato. Le due rivali ripresero la marcia. Alla terzultima giornata, in programma il 13 aprile, la Virtus ospitò la Stella Azzurra Roma e vinse 98 a 66 con ben 42 punti di uno strepitoso Mario Alesini e 15 di Achille Canna e Nino Calebotta, il famoso trio Galliera, perché abitavano in un pensionato nell'omonima centrale via cittadina e diventarono come fratelli, inseparabili, nacque così la leggenda del Trio; i tre giocavano insieme anche in Nazionale e in campo si intendevano a memoria. Quella di Alesini fu a quel tempo la quarta migliore prestazione di sempre di un giocatore delle Vu nere; a fare meglio, in precedenza, furono proprio i due amici: Calebotta con 59 punti in un Virtus-Pesaro 83-56 del 1955/56 e con 46 in un Virtus-Reyer 71-55 del 1954/55, Canna con 42 in un Virtus-Viareggio 114-68 del 1956/57. La Virtus vinse poi il derby con il Motomorini e si ritrovò all'ultima giornata ad affrontare il Simmenthal in Sala Borsa, con la possibilità, vincendo, di raggiungere i rivali, ma quella volta la calda atmosfera del campo di casa, che tante volte aveva trascinato i bianconeri risultando determinante, non fu sufficiente. Prevalsero i milanesi per 62 a 76, vincendo il titolo con una sola sconfitta in tutto il campionato. Ai bolognesi non bastarono diciannove vittorie in ventidue gare per arrivare al tricolore, dovettero accontentarsi del secondo posto, davanti alle altre bolognesi Gira e Motomorini. Quello fu infatti uno dei nove massimi campionati che vide tre formazioni bolognesi al via.

 

FINE 1957 FESTOSO CON PIVATELLI, SANTARELLI, JOHNSON E IL TRIO GALLIERA

di Ezio Liporesi - Cronache Bolognesi - 23/09/2022

 

Agli ultimi due mesi del 1957 Virtus e Bologna si approcciano in maniera diversa. Le V nere hanno iniziato con tre vittorie e continueranno a lungo la serie; il Bologna con 5 punti in otto gare, una sola vittoria ha appena cacciato l'allenatore Bencic e lo ha sostituito con Gyorgy Sarosi (fratello maggiore di Bela, già giocatore del Bologna,  e di László, nuotatore e giocatore di pallanuoto), sarà tutta un'altra storia. Il 3 novembre il Bologna pareggia con la Roma mentre la Virtus...non gioca: sarebbero in programma al Palasport Virtus-Pavia (e anche Motomorini-Benelli Pesaro e Sant'Agostino-Bassano, quest'ultima gara per il campionato di Serie B). Sullo Stadio dello stesso giorno compare un comunicato del Delegato del Coni (nonché dirigente illuminato della Virtus), Giorgio Neri, che comunica che non si giocherà perché il presidente della federazione Pattinaggio ha minacciato di interrompere il settimo campionato europeo di quella disciplina, in svolgimento proprio al Palazzo dello Sport, se nell'impianto si fossero svolte le gare di Pallacanestro. Le due partite di massima serie slittano al lunedì, la Virtus vince facilmente 72-38. Passano sette giorni ed è tempo di derby: i rossoblù sbancano Ferrara, liquidando con un gol per tempo la Spal, Pivatelli dopo 9 minuti, Maschio a quattro giri di lancette dal novantesimo; le V nere vincono in trasferta, facendo meno strada, battono il Gira per 70-43, con 31 punti di Alesini e 19 di Calebotta. Uno dei due arbitri, il genovese Napoli in confusione: all'8' del primo tempo espelle Fletcher Johnson che contendeva la palla a Di Cera, al 5' del secondo tempo stessa sorte per Lucev e Lamberti rei... di non aver commesso nessun fallo; un minuto prima era uscito Mouroutsis per infortunio; fuori per falli Carlo Negroni, Paoletti e Di Cera, insomma un'ecatombe, ma i bianconeri dominano. Il 17 novembre la Virtus batte Varese 74-54 (Johnson 22 punti, poi il trio Galliera con 16 di Canna, 15 di Alesini e 11 di Calebotta), piccolo intoppo per il Bologna, sconfitto a domicilio 3-4 contro la Juventus. La squadra del presidente Dall'Ara si rifà sette giorni dopo vincendo a Milano, gol di Pivatelli al 3' della ripresa su passaggio di Bonafin, ma grande merito a Santarelli che para il rigore di Bean; felicità nel clan bolognese, un po' arrabbiato solo Pascutti per il gol ingiustamente annullato al primo minuto. Intanto la Virtus vince a Pesaro con 17 punti di Alesini. Nella riunione della Lega Calcio il Bologna ha votato contro la maggioranza che voleva le dimissioni dei consiglieri di Lega. A votare in rappresentanza della società bolognese l'avv. Canepele, che molto si lega alla storia della Virtus Basket e, più in generale della SEF Virtus. Vanni Canepele, nato a Bologna e vissuto all'ombra delle due Torri per tutta la gioventù. Si dedicò alla pallacanestro e al tennis, anche negli stessi anni), vinse due titoli di campione d'Italia di tennis (1938 e 1939), giocò nella Virtus Pallacanestro nella stagione 1938/39, poi si trasferì a Firenze, dove avviò uno studio legale. Dieci anni dopo il primo titolo tornò a Bologna e divenne campione d'Italia per la terza volta, nel 1948. Canepele ha comunque mantenuto sempre i legami con la sua città. tanto che negli anni Cinquanta rappresentò appunto il Bologna F.C. come legale nelle questioni di Lega. Il primo dicembre campionato di calcio fermo, mentre la Minganti batte l'Orandsoda Cantù 84-66. Passa una settimana ed è trionfo al centro-sud: la Virtus passa a Roma 61-52 con 18 punti dell'americano Johnson, il Bologna bissa il successo in trasferta trionfando a Napoli, ancora 1-0, ancora gol di Pivatelli, al 38' del primo tempo su lancio di Bonafin, e ancora eroico Santarelli: al terzo minuto di recupero Rota atterra Vinicio in area, ma il portiere rossoblù respinge il rigore di Franchini, poi abbranca la sfera; al quarto della ripresa, Di Giacomo, stretto in area da Bodi e Pilmark, fa guadagnare a partenopei un'altra massima punizione, ma Santarelli parava agevolmente allo stesso Di Giacomo il tiro dal dischetto. Il 15 dicembre il bomber rossoblù fa doppietta in mezzo c'è il gol di Maschio e l'Atalanta è spazzata via, 3-1. La Virtus vince un altro derby: la Motomorini regge un tempo (39-39), poi le V nere scappano e vincono 79-59, con 27 punti di Alesini, decima vittoria per una Virtus sempre più spumeggiante. La domenica successiva si chiude l'intreccio calcio-pallacanestro. Il campionato di calcio è fermo, perché per le qualificazioni mondiali a Milano è in programma Italia-Portogallo: vincono gli azzurri 3-0 e il terzo gol lo segna Pivatelli, poi Gino si dirige verso il Palazzo dello Sport dove è in programma lo scontro al vertice tra la Virtus e il Simmenthal. Pivatelli, grande tifoso, e spesso a vedere gli allenamenti fin dai tempi della Sala Borsa, corre a sostenere i bianconeri. La gara andò male, ma non la raccontiamo, come non parliamo né del secondo posto della Virtus alla quinta Coppa Città di Bologna disputata dal 27 al 29 dicembre nel capoluogo emiliani, né dell'ultima sconfitta dell'anno del Bologna a Vicenza il 29 dicembre, perché...queste erano pagine di festa.