GIUSEPPE GAZZONI FRASCARA

 (foto tratta da 100MILA CANESTRI)

Nato a: Torino

Il: 15/10/1935

Stagioni alla Virtus: commissario straordinario nel 1960-1961

 

LA FAMIGLIA GAZZONI, UN SECOLO DI SPORT A BOLOGNA

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Arturo Gazzoni nasce nel 1859, figlio di una guardia pontificia. Nel 1907 fonda La Gazzoni che metterà sul mercato nella sua lunga vita prodotti famosi come Idrolitina, Pasticca del Re Sole e tutta la linea Dietor. Il cavaliere Arturo è inoltre tra i primi a capire l'importanza del veicolo pubblicitario e le campagne per pubblicizzare i suoi prodotti hanno segnato un'epoca. Arturo Gazzoni nel periodo più intenso della prima guerra mondiale, dal 1816 al 1818, è nominato Presidente Onorario del Bologna calcio, ma in effetti sostituisce Rodolfo Minelli, presidente dal 1912 al 1915 e dal 1918 al 1919. Il figlio di Arturo, il commendatore Ferdinando Gazzoni Frascara nell'assemblea dei soci del 30 aprile 1959 viene nominato Presidente della SEF Virtus (rimarrà in carica fino al 23 febbraio 1961). Nella stessa assemblea viene nominato vice presidente il figlio di Ferdinando, Giuseppe, il quale assume poi nel 1960 anche la carica di commissario straordinario della sezione pallacanestro, sostituendo Giorgio Neri, che a suo volta lo rileverà nel 1961. La stagione 1960/61 è anche quella in cui la famiglia Gazzoni abbina il marchio Idrolitina alla Virtus pallacanestro; l'esperienza si ripeterà nelle stagioni 1986/87 e 1987/88 con il marchio Dietor. Giuseppe Gazzoni  Frascara diventerà poi presidente del Bologna F.C. 1909, rilevandolo nel 1993 in un'aula del tribunale e portandolo poi dalla serie C alla semifinale di Coppa Uefa, facendo ammirare a Bologna giocatori come Baggio e Signori. Rimarrà presidente fino al 2002 e proprietario fino al 2005, quando fu  condannato alla retrocessione dagli intrighi di calciopoli e lasciò la mano ad Alfredo Cazzola. Il figlio di Giuseppe, Tommaso ricoprì per un certo periodo, durante gli anni di regno del padre, la carica di vice presidente. Dal 17 novembre 2014 Giuseppe Gazzoni Frascara è presidente Onorario del Bologna F.C. 1909.

ORA È POSSIBILE UNA RINASCITA

Gazzoni è ottimista: "Il pubbico c'è, gli impianti belli e funzionali ci sono. Sarebbe un buon investimento. Si può falre sport di alto livellosenza perdere di vista l'amministrazione"

di Stefano Biondi - Il Resto dei Carlino - 06/08/2003

 

Giuseppe Gazzoni, ovvero presidenti si nasce. Era il 1960 e la Virtus stava così così, come sarebbe stata fino all'arrivo dell'avvocato Porelli. Gazzoni allora era poco più di un ragazzo, prova eveidente che attraverso la giovinezza è passato anche lui. Giovane, comunque imprenditore, quindi pronto a svolgere il doppio ruolo di commissario straordinario e di sponsor (Idrolitina) della V nera. Con ottimi risultati: secondo posto alle spalle dell?Ignis Varese. Un regnante di passaggio, ma quella stagione fu sufficiente a tracciare un solco nel quale sono rimasti i suoi successori e dal quale neppure Porelli uscì. Dietro le belle storie della Virtus c'è quasi sempre stata la forza del binomio pubblico - sponsor, a dimostrazione che lo sport professionistico non sempre ha bisogno di un presidente ricco sfondato.

Ventisei anni dopo, la gazzoniana Idrolitina era stata spazzata via dalle nostre tavole, per fare posto all'acqua minerale e il giovane "commissario" nel frattempo aveva provveduto a trasformare i suoi prodotti. Dalla Gazzoni uscivano le caramelle Dietroi, probabilmente le prime senza zucchero. Finivano nelle borsette delle ragazze assillate dalla bilancia e finirono anche per tre stagioni (dall''86 all''89) sulle maglie della Virtus. Lo scudetto no, ma la seconda Coppa Italia entrò in bacheca grazie a Brunamonti e Villalta, simboli del made in Italy, che metteva in dubbio l'esigenza di andare in America a pescare talenti non sempre conclamati, non sempre decisivi (nota di Virtuspedia: con sponsor Dietor la Virtus non vinse titoli).

Se Gazzoni ha lasciato un segno nella Virtus, la Virtus si è presa la rivincita ferendo Gazzoni così come tutto il popolo bianconero.

"Che vi posso dire: speriamo in bene". È amareggiato, non pessimista: "Noi dirigenti del Bologna siamo qui a dimostrare che la C non è un dramma e neppure troppo lontana dal paradiso".

Se lo dice lui. Dieci anni fa, insieme con i suoi ormai storici soci (Bandiera, Goldoni, Martini), rimise in sesto, presto e bene, il Bologna appena fallito: da sette anni i rossoblù predicano e razzolano bene in serie A.

Gazzoni ha creato il precedente che può indicare la via ai virtussini di buona volontà e di buon portafoglio. "Se fossi un giovane imprenditore un pensierino ce lo farei. Perché per la pallacanestro, soprattutto quella bolognese, il peggio è passato. Questo sport è uscito dalla folle corsa alla spesa miliardaria e chi rileverà la Virtus non dovrà campare né di dualismo né con l'incubo di non poter soddisfare le richieste della piazza".

Ne sa qualcosa. Gazzoni prese il Bologna quando il pallone imponeva costi ragionevoli, ma la saggezza presto svanì: "A fine Anni Novanta sono esplosi i prezzi e molti cervelli e anche noi abbiamo dovuto tagliare decisamente i ponti con quella economia. A Bologna, purtroppo per lei, la pallacanestro ha ricalcato quei folli disegni e credo che Madrigali sia stato molto appesantito da una eredità scomodissima. Osservare la vicenda da un altro punto di vista, invece, mi porta a dire che Cazzola è stato bravissimo: non è da tutti decidere di vendere al momento giusto; è per pochi decidere e riuscire a farlo".

Venti miliardi  era il costo medio dei cartellini, due miliardi chiedevano serenamente i giocatori. Per Gazzoni furono stagioni difficili da gestire  e ancor di più da capire: "Non c'era logica nel calcio e non ce n'era tanta neppure nel basket. Ora il nostro sport sta ritornando in fretta a poggiare su cifre più realistiche e la Virtus potrebbe davvero rappresentare un buon investimento".

La memoria delle sue stagioni virtussine non lo tradisce: "Il pubblico c'è, gli impianti belli e funzionali ci sono. Se gli eventuali nuovi proprietari della Virtus ritrovassero anche uno sponsor prestigioso, non dovrebbero avere grosse difficoltà nella programmazione del futuro".

Le infiltrazioni delle emozioni nel muro della logica: "Se non sbaglio, Madrigali ha iniziato vincendo tutto, vero?". Verissimo; grande slam al debutto, grande crack l'anno dopo: "Ma com'è possibile, che cosa può essere successo di tanto devastante in una sola stagione?.

Le domande del tifoso sono le stesse dell'imprenditore. Abbia pazienza Gazzoni, ma non ci sono risposte definitive né per l'uno né per l'altro. C'è la certezza di una Virtus moribonda. "Ma no, ci vuole un briciolo di ottimismo. Noi con il Bologna partimmo piano, prendendo le misure, cercando di non fare passi più lunghi della gamba. Dopo tre stagioni eravamo in serie A, lasciatemelo dire, più sani e più forti di prima. E oggi faccio gli scongiuri anch'io pensando che la critica ha promosso la nostra campagna acquisti".

Fra le pieghe della stoccatina, c'è un consiglio per i dirigenti bianconeri che verranno, se verranno: "Si può fare sport ad alto livello senza perdere di vista la buon amministrazione; si può, a patto di non cedere alla tentazione di assecondare le richieste esose, tentando di mantenere equilibrio fra costi e ricavi e spiegando a tutti che un club sportivo non deve essere un inceneritore di denaro. Chi lo vorrebbe così, forse non lo sa, ma lo vuole anche morto".

La cura Gazzoni è riuscita e ha rimesso in sesto il Bologna, qualche spesa pazza, ma anche qualche buon colpo assestato sul mercato. L'ultimo potrebbe essere la cessione di Cruz? "Basta, per favore. Siamo agli sgoccioli ormai e nessuno ci ha fatto vedere la pilla". Già, come Madrigali al consiglio federale.