STAGIONE 1929/30

 

Virtus Bologna (A e B)

Serie: Campionato Prima Divisione - Zona Emilia

 

FORMAZIONE
Riccardo Chiaffarelli
Gastone Colombo
Ermenegildo De Luigi
Vittorio De Simoni
Piero Grigioni
Almo Padovani

 

Partite della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

I "Ragazzi dell'atletica", Chiaffarelli, Colombo, De Luigi, De Simoni, Grigioni e Padovani, disputano il Campionato Emiliano di Prima Divisione, che in realtà, come sarà fino al 1932/33 per i campionati e (i tornei) disputati dalla Virtus, si risolve in una competizione tra squadre bolognesi. La Virtus presenta due formazioni, la A nel girone B e la B nel girone A. La prima gara di un torneo riconosciuto della Virtus Pallacanestro la disputa la squadra B, il 19 marzo 1930 nel campo di via San Gervasio. Esce sconfitta per 14-6 dalla Bologna Sportiva Minghetti; la squadra A, nell'altro girone osserva, invece, il suo turno di riposo. Sconfitte entrambe alla seconda giornata, nel terzo turno troviamo la prima vittoria, però poco gloriosa: il 29 marzo alla Virtus A basta presentarsi in via san Gervasio alle 9 e 30 per avere partita vinta 2-0, visto il forfait del Guf A. Il torneo prosegue con anche molte squadre ritirate dal campionato che non vede le due formazioni della Virtus nella lotta per la vittoria, che viene aggiudicata in una finale tra Centuria Galvani e Bologna Sportiva C. In questa stagione comincia anche l'attività giovanile con un campionato disputato dagli allievi.

DAI RAGAZZI DELL'ATLETICA PARTE LA PRIMA SCINTILLA

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Siamo nel 1929, alcuni ragazzi della sezione Atletica della S.E.F. Virtus decidono di provare con la pallacanestro. La nascita della Virtus pallacanestro ha quindi una matrice che la lega fortemente alla casa madre, perché è proprio da un suo ramo che è sbocciata. Ad avere l'idea sono sei pionieri, Riccardo Chiaffarelli, velocista che si cimentava nei 110 ostacoli, Gastone Colombo, Ermenegildo De Luigi, saltatore con l'asta, Vittorio De Simoni, saltatore in alto e nel triplo, Piero Grigioni, velocista nei 200 e 300 metri, nonché abile staffettista nella 4x100, Almo Padovani lanciatore di peso e disco. In particolare sono De Simoni e De Luigi ad andare dal segretario generale Negroni a illustrare il progetto. Nel 1930 la prima partecipazione a un campionato, anche se, fino al 1932/33, si tratta di campionati con la denominazione emiliana, ma in realtà si svolgono tra squadre di Bologna, come pure il Torneo Invernale di Propaganda. Quelli che insistono di più nell'esperienza sono Colombo e De Simoni, che nel 1932/33 sono ancora in squadra a fianco di giocatori che diverranno veri miti della V nera, Vannini e Marinelli. Ma anche Gastone e Vittorio non parteciperanno al campionato 1933/34, il primo ad uscire dai confini cittadini, che sancirà la promozione in divisione nazionale. La nascita della Virtus pallacanestro si deve quindi a sei ragazzi, che hanno un giorno testare le loro qualità atletiche in un'altra disciplina, facendo scoccare una scintilla, divenuta poi una stella e l'eco di quei primi rimbalzi tra via San Gervasio e via Castiglione è arrivato fino in cima all'Europa e alle sfide con i professionisti americani.

 

De Simoni, uno dei sei ragazzi da cui partì la Virtus pallacanestro

LA PRIMA FORMAZIONE RUOLO PER RUOLO

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

 

Giocatore ruolo
Riccardo Chiaffarelli difesa
Piero Grigioni difesa
Ermenegildo De Luigi ala
Almo Padovani ala
Vittorio De Simoni  centro
Gastone Colombo        riserva

             

                       

 

NOVANT'ANNI FA, LA PRIMA PALLA A DUE

di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 19/03/2020

 

Il 19 marzo 1930 in via San Gervasio, nella palestra della Sempre Avanti, prese il via il Campionato Nazionale Emiliano Prima Divisione. Il termine emiliano indicava che il torneo era aperto alle squadre della regione, ma in realtà parteciparono solo squadre di Bologna. La Virtus vi partecipò con due formazioni, denominate A e B, curiosamente inserite in gironi con nomi invertiti, la prima in quello B, la seconda nel girone A. Quel giorno a scendere in campo fu solo la formazione B, in quanto l'altra osservava il suo turno di riposo. La Virtus B affrontò la Bologna Sportiva C e perse 14-6. La Società Bologna Sportiva, voluta da Leandro Arpinati per raggruppare le società sportive bolognesi, presentò in quel campionato quattro formazioni: quella che affrontò la Virtus era la squadra del Liceo Minghetti. La straordinarietà dell'evento, in quel giorno che profumava d'imminente primavera, sta nel fatto che quell'incontro fu il primo disputato dalla Virtus Pallacanestro nella sua storia quasi centenaria. In realtà ci fu un precedente: già nel 1920, cento anni fa, atleti della Virtus avevano allestito un campo da pallacanestro, ma fu solo nel giugno del 1924 che una squadra universitaria, formata completamente da atleti virtussini, sotto la guida del capitano Vittorio Costa, il quale in gioventù aveva gareggiato per la Virtus nella scherma e in atletica, disputò e vinse a Firenze, nell'ambito dei giochi universitari, un torneo dimostrativo di Palla al Cesto, come veniva chiamata agli albori la pallacanestro. Dopo quel successo in Toscana, però, non fu dato seguito all'iniziativa. Alcuni anni dopo alcuni ragazzi della sezione Atletica della Virtus, decisero di riprovare. Ad avere l'idea furono sei pionieri, Riccardo Chiaffarelli, velocista che si cimentava nei 110 ostacoli, Gastone Colombo, Ermenegildo De Luigi, saltatore con l'asta, Vittorio De Simoni, saltatore in alto e nel triplo, Piero Grigioni, velocista nei 200 e 300 metri, nonché abile staffettista nella 4x100, Almo Padovani lanciatore di peso e disco. In particolare furono De Simoni, nato a Zola Predosa l'11 aprile 1909, e De Luigi, un calabrese di Nicastro nato nel 1912 e che si sarebbe poi laureato all'Università di Bologna, ad andare dal Segretario Generale della Virtus, Mario Negroni, a illustrare il progetto. Il suo ufficio, nella chiesa sconsacrata di Santa Lucia, sede della società dal 1873 al 1944, oggi aula magna dell'Università, era addossato alla prima colonna della navata centrale e occupava lo spazio di un'ex cappella; negli scaffali erano allineati in perfetto ordine, gli scatoloni con sopra le date, a partire dal 1871, anno di fondazione della società. Una volta ricevuti da Negroni, fu De Simoni a prendere la parola e ben presto i ragazzi ebbero il loro campo nella struttura del Ravone, costruita nel 1920; una foto del 23 novembre 1930 vi ritrae De Simoni intento ad allenarsi. Non a caso i figli di Negroni, Carlo e Cesare, vinsero poi, rispettivamente, cinque e due scudetti con la Virtus. Quei sei ragazzi che diedero inizio alla gloriosa storia della Virtus Pallacanestro avevano già ruoli ben definiti: Chiaffarelli e Grigioni erano le difese, De Luigi e Padovani le ali, De Simoni il centro, mentre Colombo fungeva da riserva. L'immagine di Vittorio De Simoni, simbolo di quella prima Virtus, sventola tutte le volte che i bianconeri scendono in campo al PalaDozza, sulla bandiera con cui i Forever Boys hanno voluto ricordare le origini delle V nere della pallacanestro. Quel 19 marzo 1930 in via San Gervasio non iniziò solo l'attività "senior" della Virtus, ma scese in campo anche la squadra allievi, sconfitta 8-2 dalla Bologna Sportiva A: una dimostrazione che fin da subito l'attività giovanile ha avuto un ruolo importantissimo per le V nere della pallacanestro. Tornando alle formazioni maggiori, la squadra A debuttò, sempre sullo stesso campo, nella seconda giornata, alle 8 e 30 di domenica 23 marzo, perdendo dalla Centuria Avanguardia Galvani per 15 a 4. Tre ore dopo scese in campo la squadra B, battuta per 25 a 12 dal Guf B. Il 29 marzo era in programma la terza giornata. La gara della formazione della Virtus B contro la Bologna Sportiva A fu rinviata al 6 aprile, mentre scese in campo la squadra A alle 9 e 30. Gli avversari del Guf A non si presentarono, la Virtus A fu decretata vincitrice per forfait 2-0. Questo successo, non certo molto glorioso, fu la prima vittoria della Virtus in un campionato. Sia il torneo delle squadre maggiori, sia quello degli allievi proseguirono tra molte difficoltà, con forfait o addirittura ritiri dall'intera competizione. Per alcuni anni la Virtus giocò ancora campionati locali e il torneo invernale di propaganda, che prevedeva anch'esso la partecipazione di sole squadre di Bologna. Solo nel 1933/34 disputò un campionato a livello nazionale, quello di prima divisione (la seconda serie), venendo promossa in divisione nazionale, che era il nome del massimo campionato. La Virtus ormai era diventata grande.