STAGIONE 1956/57

 

Lamberti, Andreo, Rizzi, Carlo Negroni, Chaloub

Gambini, Calebotta, Borghi, Canna, Alesini

(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

Minganti Bologna

Serie A: 2a classificata su 12 squadre (18-22)

 

FORMAZIONE
Carlo Negroni (cap.)
Mario Alesini
Mario Andreo
Umberto Borghi
Antonio Calebotta
Achille Canna
Georges Chalhoub
Germano Gambini
Giuseppe Lamberti
Franco Rizzi
Solo amichevoli: Fiero GandolfiRomano Nardi, Gianni Paulucci, Pierluigi Poggioli, Vittorio Tracuzzi, Enrico De Carli (in prestito dalla AS Roma), Carlo Lovari (in prestito dallo Sporting Vela Viareggio)
 
Allenatore: Vittorio Tracuzzi

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

La grande novità della stagione 1956/57 è l'egiziano Chalhoub prelevato dal Motomorini. La Virtus vince la Coppa Rosa del Tirreno, poi il 13 ottobre batte la Cestistica Ravenna 115-64, in quattro tempi di 15 minuti, vincendo tutti i periodi (29-23, 21-16, 25-13, 40-12). L'incontro ha una rilevanza storica, perché è il primo giocato dalla Virtus al Palazzo dello Sport, che era stato inaugurato in settembre con il Trofeo Mairano riservato alle nazionali. Il giorno dopo vince a Torino 49-41, batte il Burro Giglio Reggio Emilia il 19 ottobre (stessa formula della gara contro Ravenna), poi il 21 l'esordio in campionato a Viareggio, una trasferta che risveglia ricordi tricolori, fu infatti a Viareggio che la Virtus conquistò il primo titolo, battendo la Reyer nella gara decisiva. Ora le V nere devono affrontare i padroni di casa neopromossi. Primo tempo equilibrato e chiuso 20-20, dopo che i toscani hanno avuto anche un più quattro sul 17-13. Viareggio avanti anche sul 24-23, poi la Virtus comincia a macinare il suo gioco e vince 55-68. Sempre il trio Galliera a trascinare i bolognesi: Calebotta 24 punti, Alesini 17, Canna 11. Alla seconda giornata primo incontro ufficiale al Palazzo dello Sport per la Virtus ed è derby contro il Gira. Primo tempo bruttissimo, la Virtus va sotto 4-9, poi piazza otto punti consecutivi, ma all'intervallo il vantaggio e il punteggio sono striminziti, 12-11. Nella ripresa si segna di più, ma è il Gira a scappare, 25-30. La Virtus ricuce e passa avanti. Sul 40-39 un personale consente agli arancioni di pareggiare. Proteste del Gira per un fallo di Lamberti su Lucev a tempo scaduto...infatti il cronometrista avverte gli arbitri che la fine dei quaranta minuti è giunta prima. Si va al supplementare, perché da questa stagione non è più ammesso il pareggio. La Virtus va avanti 43-40, poi 45-42 e così termina la gara. Canna, 10 punti, unico bianconero in doppia cifra, ma da segnalare un importante canestro di Chalhoub sul quale la Virtus ha costruito la vittoria. Solo Virtus e Pesaro a punteggio pieno.

Si va a Cantù a giocare in mattinata all'aperto, il giovedì primo novembre. La squadra pernotta a Milano e Borghi, che la mattina dopo si attarda a scrivere cartoline perde il treno, così raggiunge da solo la squadra a Cantù. Altro inconveniente la pioggia che cade fino ad un'ora prima della gara, ma un po' di sole, una leggera brezza e tanta segatura permettono di giocare. La Virtus guida con sicurezza nella prima parte, chiusa sul 31-39. Nella ripresa Cantù si avvicina più volte, 46-49, poi 50-52 e ancora nel finale 60-63, ma la Virtus vince 60-64, con 23 punti di un grande Rizzi e 20 di Calebotta. Contro la Reyer i veneziani reggono fino al 29-27, poi subiscono un nettissimo 20-2 che li manda all'intervallo sotto di venti punti, 49-29. Senza storia la ripresa, finisce 80-62. Per Calebotta 36 punti, 13 di Gambini. A Pavia arriva la prima sconfitta. Dopo l'effimero vantaggio di 0-2, la Virtus va sotto 17-7, ma riesce a rimontare e a chiudere il primo tempo in parità, 20-20. Il peggio sembra passato ma invece Bologna si trova ancora ad inseguire. Sul 28-26 sospensione di tre minuti per rottura del cronometro e da quel momento la Virtus sprofonda sempre di più, torna a meno dieci e perde 47-39. Cade anche Pesaro nella capitale contro la Stella Azzurra e così bolognesi e marchigiani vengono raggiunti dagli stessi romani e dai milanesi del Simmenthal. Contro la Stella Azzurra Roma, priva di Costanzo, pronto riscatto. Dopo 40 secondi romani già costretti alla sospensione sul 5-0, ma le cose per loro non migliorano, 12-0. Una cavalcata trionfale per le V nere, 50-19 all'intervallo e 96-47 al termine con 35 punti di Canna, risparmiato nell'ultimo quarto di gara, altrimenti avrebbe superato l'intero bottino bianconero fatto registrare la settimana precedente a Pavia. Per Calebotta 22 punti, 19 per Alesini. La Stella Azzurra era una della quattro squadre al comando, con Simmenthal, Virtus e Benelli Pesaro. Proprio quest'ultima arriva in Sala Borsa il sabato successivo ed è un altra capolista a cadere rovinosamente, 94-58. Canna gioca con una mano fasciata per un incidente sul lavoro, ma ne segna 25, Alesini fa meglio con 27, Gambini e Calebotta ne firmano 11, l'eterno Negroni 7. Vantaggi effimeri per i marchigiani, 0-1, poi 6-7 dopo una serie di cinque punti consecutivi, ma la Virtus prende il comando della gara con autorità: 37-21 all'intervallo, poi un volo ininterrotto fino al 94-56, massimo vantaggio, poco prima del 94-58 finale. Virtus e Milano sole in testa.

A Varese palestra stipatissima, ci sarà anche un reclamo della Virtus per il pubblico troppo vicino al campo che reca anche danni ai giocatori (Borghi e Chalhoub) e per un canestro annullato a Calebotta, ma sarà respinto. Parte bene Bologna con cinque punti, poi sta avanti fino al 15-22 quando subisce un parziale di 9-0. Varese va anche a più cinque e all'intervallo guida di due punti, 43-41. Ultimo vantaggio bolognese sul 52-53, poi i lombardi piazzano un altro parziale e vanno avanti 62-55, poi 71-64, ma le V nere non crollano. Palpitante finale: Chalhoub in lunetta sul punteggio di 80-77, realizza il primo e sbaglia il secondo ma Calebotta rimedia, parità. Fallo di Borghi ma Martelli fallisce entrambi i liberi a 15 secondi. Palla a Bologna, Nesti intercetta un passaggio e va a segnare, 82-80; Chalhoub pareggia, ma Nesti subisce fallo da Canna e segna il primo libero decisivo, 83-82. I varesini, insieme alla Motomorini e al Benelli Pesaro raggiungono la Virtus a quota 12, mentre il Simmenthal scappa da solo a 14. Proprio Milano è il prossimo avversario dei bianconeri, che battono la terza capolista in tre settimane. Parte fortissimo Bologna, 12-0, poi tocca il più tredici sul 14-1 e sul 32-19. Il primo tempo, dominato da una splendida Virtus termina 36-21. Nella ripresa la squadra bolognese sembra controllare il ritorno dei milanesi, che però nel finale la mettono sulla battaglia e, sul 60-56, negli ultimi 30 secondi realizzano i quattro punti del pareggio. Nel supplementare la Virtus va due volte a più due, ma il Simmenthal pareggia. Sul 64-64, la Virtus piazza lo sprint e vince 71-64. Gara prima dominata poi vinta in volata. Virtus, Milano e Varese al comando.

Contro la Motomorini la Virtus soffre, sta sotto anche di sei punti nel primo tempo, chiuso in svantaggio 32-31, poi fatica anche nella ripresa, ma nel finale recupera e vince 58-64, con 27 punti di Canna, 12 di Alesini, 9 di un Calebotta menomato per un ginocchio malandato (anche Negroni ha giocato in condizioni precarie essendo febbricitante) e 7 di Chalhoub importante nel finale. La sconfitta di Varese a Milano lascia bolognesi e meneghini al comando della classifica. Il 23 dicembre la Virtus batte l'AS Roma 67-46, con 21 punti di Canna, 13 di Calebotta e 10 di Alesini ed è campione d'inverno insieme al Simmenthal. La Virtus parte bene, 12-5, poi non spinge sull'acceleratore e all'intervallo il divario è di otto punti, 23-15. A inizio ripresa le V nere vanno subito a più quattordici, 31-17, poi la gara non ha più storia, punteggio finale 67-46. L'incontro è iniziato con 30 minuti di ritardo per attendere il secondo arbitro Bossi perché non era giunta comunicazione che egli aveva declinato l'incarico per sopraggiunti impegni. Alla fine l'incontro è stato diretto dal solo Pizzigalli. L'anno 1957 si apre con la vittoria nella quarta Coppa Città di Bologna: le V nere battono i belgi  dell'Antwerpse, gli jugoslavi del Proleter Zrenjanin e i polacchi dell'AZS Varsavia. Un'amichevole vinta a Reggio Emilia, poi torna il campionato con una vittoria, sul Viareggio, dal punteggio record: 114-68. Mai le V nere avevano prima di allora segnato tanto. Notevoli anche i 45 punti di Canna, solo Calebotta (quel giorno 37) in un paio di occasioni aveva fatto registrare un bottino superiore. Della gara poco da dire, quarantasei punti di scarto, ma erano già trenta, 57-27 all'intervallo.

Il derby contro il Gira sembra già risolto a metà gara, 17-32, invece gli arancioni recuperano, arrivano a meno cinque sul 47-52, ma poi cedono 54-64. Calebotta (23 punti), Alesini (13) e Gambini 13, i migliori tra i bianconeri. Reclamo del Gira: sul 48-42 Di Cera veniva affrontato fallosamente da Chalhoub e Alesini, l'arbitro assegnava un solo libero, ma il Gira reclamava il fallo multiplo. Non avendo avuto soddisfazione la squadra arancione ha inoltrato reclamo. Contro Cantù la Virtus soffre nei primi dieci minuti, dove va sotto anche di quattro punti, 8-12. Ultimo vantaggio esterno sul 15-16, ultima parità a quota venti poi, lentamente le V nere prendono il largo e all'intervallo sono sopra 37-29. Nella ripresa il distacco va presto in doppia cifra, ma non tocca mai le venti unità. Vince Bologna 76-59. Quattro virtussini in doppia cifra: Calebotta (18), Canna (14), Alesini (11), Gambini (10), ma tutti i bolognesi segnano punti a referto. A Venezia la Virtus parte fortissimo, 2-11 e la squadra di casa nulla può: Riesce a non crollare nel primo tempo, chiuso sul 19-32, dopo che il distacco ha oscillato tra le sette e le quindici lunghezze, ma la seconda frazione è un'inesorabile marcia della Virtus fino al punteggio finale, 58-82. Ancora i soliti quattro a guidare il tabellino: Alesini (20), Canna 17, Gambini 12, Calebotta 11. La notizia del giorno è che la Virtus è sola al comando, grazie alla sconfitta del Simmenthal a Bologna contro il Gira. Contro Pavia un'altra passeggiata delle V nere: pavesi avanti 0-1, ma subito sotto 8-1 e Minganti avanti già 52-21 all'intervallo, per chiudere 98-50 alla fine dopo che il distacco aveva toccato anche i quaranta punti. Da segnalare i 35 punti di Calebotta, dopodiché vengono i 15 di Alesini.

In trasferta contro la Stella Azzurra Roma brutta partenza, 6-0, ma poi la Virtus recupera e va sopra 10-12. Punteggio in equilibrio, ma romani più spesso avanti e bolognesi che riescono di nuovo a superare gli avversari solo sul 12-14 e sul 27-28, ma il finale di tempo è tutto della squadra di casa che va al riposo sul 38-31. Nella ripresa la Stella Azzurra va anche a più tredici e solo nel finale la squadra di Tracuzzi riesce a recuperare quasi tutto il divario, arrivando a meno due sul 68-66, ma manca lo spunto per fare di più e così arriva la prima sconfitta del 1957, 73-67, ma soprattutto la Virtus viene agganciata in vetta dall'Olimpia. Non bastano i 23 punti di Canna e Calebotta, i bolognesi pagano la scarsa precisione ai liberi (15 su 40) e la brutta gara di Alesini, solo 2 punti. A Pesaro i prezzi sono alti e il palazzo non è pieno, ma nutrita la schiera di tifosi bolognesi. Gara in equilibrio nei primi minuti, fino all'11-11, poi le V nere prendono otto punti di vantaggio, 15-23, e il divario tra le due formazioni oscilla tra i quattro e gli otto punti fino al termine del primo tempo che, in perfetta media, termina con la Virtus avanti di sei punti, 27-33. Un parziale di 1-11 in avvio di ripresa indirizza definitivamente la gara: 28-44. I bianconeri arrivano anche al più 27, sul 42-69, e vincono 49-70. In un ambiente, come d'abitudine, molto caldo, la squadra di Tracuzzi ha vinto con molta sicurezza. Punteggi distribuiti tra cinque punte: Calebotta 22 punti, Alesini 14, Canna e Gambini 12, Chalhoub 9. L'unico degli altri cinque giocatori a segnare è stato Borghi, un punto. Nel finale Canna è stato costretto ad uscire per un colpo ad una gamba.

Molto netta anche la vittoria contro Varese, 78-49, ma in questo caso partita già decisa nel primo tempo, conclusosi 45-19. Subito due canestri di Calebotta e uno di Borghi per il 6-0; i lombardi si riavvicinano, 6-4, ma la Virtus riparte inesorabile fino a fine tempo. Nella ripresa le V nere toccano più volte il più trenta e chiudo con un vantaggio di un solo punto inferiore. Tutti a segno i bianconeri, tranne Lamberti: Canna 19 punti, Calebotta 14, Alesini 13, Borghi 10, Chalhoub e Gambini 8, Andreo e Carlo Negroni e Rizzi 2. Si arriva allo scontro diretto con il Simmenthal, a Milano. Come all'andata la gara termina al supplementare, ma questa volta a prevalere sono i milanesi. Le V nere giocano il tutto per tutto, Calebotta (22 punti), Canna (15) e Alesini (10) compiono prodigi e Bologna sta aggrappata alla gara, 33-30 a metà partita. Si arriva alla fine sul 63 pari, ma nel tempo aggiuntivo la Virtus non segna alcun canestro, i milanesi due, poi gestiscono la palla e vincono 67-63 la partita, ipotecando il titolo. Nel derby contro la Motomorini la Virtus inizia subito in salita e, a parte un effimero sei pari, sta sempre sotto nel primo tempo, anche di sette punti, 8-15; la prima frazione si chiude 28-31. Un parziale di 6-0 in apertura di ripresa ribalta la gara, 34-31. Da quel momento le V nere prendono saldamente le redini dell'incontro, toccano una prima volta il più undici sul 50-39 e una seconda sul 57-46, poi chiudono 62-52. Protagonista assoluto Rizzi, 16 punti. Entusiasmo alla fine nel clan virtussino, gioia che sfuma un po' quando giunge da Varese la notizia della vittoria del Simmenthal. Anche nell'ultima trasferta, contro l'AS Roma la Virtus parte soffrendo, poi raggiunta la parità a fine primo tempo sul 29-29, si pensa a un secondo tempo simile a quello del derby di sette giorni prima, invece la squadra laziale riprende il comando delle operazioni però dal 49 pari, finalmente la Virtus s'invola e vince 59-69, con 24 punti di Alesini, 18 di Calebotta e 13 di Gambini, decisivo quando Tracuzzi lo ha rimesso in campo nella fase decisiva della ripresa. Un secondo posto dietro al Simmenthal con qualche recriminazione perché lo scudetto era veramente a un passo. La squadra virtussina ha giocato tutti i 22 incontri nella stessa identica formazione, quindi solo dieci i giocatori impiegati. C'è tempo per andare a Liegi e guadagnare un secondo posto al trofeo Paul Lentin: vittorie contro gli statunitensi del Mormons e i francesi del CSM Auboué, ma in mezzo la sconfitta con il Royal IV Bruxelles che si aggiudica il torneo davanti ai bolognesi. Al torneo partecipano anche Enrico De Carli e Carlo Lovari. I due giocatori erano arrivati a Bologna in prestito (rispettivamente dallo Sporting Vela Viareggio e dall'AS Roma). Lovari nella stagione successiva passò in bianconero con un epilogo purtroppo tragico, De Carli fu solo in procinto di farlo, ma i suoi impegni lo trattennero a Roma ancora per una stagione, poi arrivò a Bologna, ma alla Motomorini. Un mese dopo la trasferta in Belgio, nel Premio Comune di Bologna, la Virtus batte il Gira in semifinale ma perde la finale contro la Motomorini. Un mese dopo la trasferta in Belgio, nel Premio Comune di Bologna, la Virtus batte il Gira in semifinale ma perde la finale contro la Motomorini.


 

 

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Il campionato '56/'57 è il primo che si gioca nella nuova atmosfera più ovatta e più moderna del Palasport. Nonostante il Simmenthal, che aveva sostituito il Borletti come sponsor sulle maglie dell'Olimpia, avesse acquistato Riminucci, Pieri e un americano di tutto rispetto come Clark, a fronte di una Virtus che si era limitata all'onesto egiziano George Chalhoub, i milanesi vincono il campionato solo con una lunghezza di vantaggio sulla Virtus, grazie ai tempi supplementari dell'incontro di Milano. I bolognesi terminano con sole 3 sconfitte e 18 vittorie segnando 1611 punti (73,3 di media) e subendone 1260 (57,2) di media. Nella classifica dei marcatori Calebotta è al 7° posto con 416 punti (18,9 di media).

 

Gambini in entrata l'11 gennaio contro l'AZS Varsavia battuto 81-53 nella 4 Coppa Città di Bologna vinta dalla Virtus (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Si gioca nel nuovissimo Palasport inaugurato col Trofeo Mairano (in azzurro Alesini, Calebotta, Canna e Gambini) e in campionato con un emozionante ed emozionato derby col Gira deciso al supplementare. Ai supplementari anche le sfide col Simmenthal ex Borletti, una per parte. Ma nel computo finale (18 vittorie su 22) pesa maledettamente la sconfitta di Pavia e Negroni e C. devono scucire lo scudetto. Soltanto Alesini agli Europei di Sofia.

Calebotta in entrata in Virtus - Oransoda 76-59 del 2 febbraio (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

L'EGIZIANO CHALHOUB

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

La realizzazione dela Palazzo dello Sport, da lunghi anni auspicato, segna una svolta decisiva e maestra nella vita sportiva della città. In esso anche la pallacanestro trova la sede più consona alla larga popolarità raggiunta ed al vasto movimento delle sue squadre, tre delle quali nella massima serie. Logico quindi che sia il basket ad inaugurare solennemente l'impianto con una memorabile edizione del Trofeo Aldo Mairano. Cinque grandi serate - dal 12 al 16 settembre 1956 - animate da un'eccezionale affluenza di pubblico e da uno spasmodico tifo per i colori azzurri, impegnati nel severo confronto con i colossi dell'est: Unione Sovietica, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia con l'aggiunta della Svezia. Un confronto dal quale i nostri colori, col valido apporto dei giocatori locali - i quattro virtussini Alesini. Calebotta Canna e Gambini, più Lucev e Macoratti del Gira e Sardagna del Motomorini - escono con tutti gli onori ed un quarto posto finale.

Poi è subito tempo di campionato con la Virtus Minganti in difesa del suo titolo contro una coalizione di giorno in giorno più forte. Fra l'altro sono cominciate le importazioni da oltre oceano ad opera soprattutto della concorrente milanese, divenuta Simmenthal, che innesta a pivot il poderoso statunitense Clark e smista il fromboliere Vlastelica a Pesaro in cambio del miglior giocatore italiano, Sandro Riminucci. Operazioni, come si vede, in grande stile, mentre per contro la Virtus consolida appena il proprio schieramento immettendovi l'egiziano George Chaloub (lasciato libero dal Motomorini) ed il giovane Mario Andreo ai posti rispettivamente di Battilani, divenuto allenatore in seconda (anche Tracuzzi come giocatore ha chiuso), e di Randi. Un campionato tutto sul filo del rasoio. L'esordio al Palazzo - derby col Gira alla seconda giornata - per poco non gioca un brutto scherzo alle V nere, paralizzate dall'emozione, loro come gli avversari. Basti dire che il punteggio al riposo è di 12-11 (!) poi 40 pari al termine, e che solo l'innovazione dei cinque minuti supplementari consente a Negroni e C. di regolare (45-42) l'avversario. Identica soluzione ha poi il 9 dicembre (siamo sempre nel '56) il primo grosso sconto col Simmenthal vinto nella proroga finale per 71-64 dopo che il tempo regolamentare si era chiuso in parità a 60. Nel frattempo però la Virtus Minganti ha già conosciuto un'amara sconfitta nella solita Pavia (47-39) ed un'altra, assai meno cocente però, a Varese (83-82). In compenso il Palasport bolognese è tabù per il Simmenthal che vi cade tutte e tre le volte. E alla terza (opera del Preti Gira), la Virtus Minganti, vittoriosa a Venezia, balza da sola al comando.

A questo punto però gli uomini di Rubini hanno già esaurito la loro scorta di sconfitte, al contrario di queli di Tracuzzi che purtroppo incespicano due domeniche più tardi a Roma con la Stella Azzurra (73-67). Lo scudetto si decide così il 17 marzo sul terreno del Simmenthal. Le V nere giocano il tutto per tutto, Calebotta (22 punti), Alesini e Canna compiono prodigi: si arriva alla fine sul 63 pari, soluzioni quindi ancora nel supplementare: i milanesi segnano due canestri, poi gestiscono la palla e vincono (67-63) partita e titolo. Particolare di rilievo, la squadra virtussina ha giocato tutti i 22 incontri nella stessa identica formazione (fra parentesi i punti di ciascuno): Calebotta (416), Canna (390), Alesini (292), Gambini 8151), Rizzi (121), Chaloub (103), Negroni (55), Borghi (35), Andreo (26), Lamberti (22). Nel bilancio della squadra, anche la 4a Coppa Città di Bologna, disputata in gennaio a metà campionato è vinta a punteggio pieno su Antwerpse (52-48), Proleter di Zrenjanin (75-59) e A.Z.S. Varsavia (81-53); la Coppa Rosa del Tirreno in apertura di stagione a Livorno (80-62 in finale sul Benelli Pesaro), inoltre un secondo posto a Liegi nel Trofeo Lentin (senza Calebotta ma coi prestiti del brasiliano della Roma De Carli e del viareggino Lovari) battendo gli Usa Mormons (64-47) ed il francese Auboué (52-44), più un altro secondo nel Torneo Comunale di Bologna, in maggio al Palasport, vinto in finale dal Motomorini (classificato al terzo posto in campionato) per 54-51. In campo azzurro, oltre alle varie presenze di Alesini, Canna, Gambini e Calebotta (il solo Alesini però partecipa in giugno agli europei di Sofia), da segnalare il debutto nella Nazionale giovanile di Beppe Lamberti, a Gorizia contro la Romania (a fianco di Romano Nardi in forza però in questa stagione al Burrogiglio di Reggio) e di Mario Andreo a La Spezia contro la Spagna. Due nomi nuovi nel lungo elenco azzurro della Virtus.

Chaloub tra Alesini e Calebotta (foto tratta da Stadio)

 

LA VIRTUS-MINGANTI DI MISURA SUPERA IL PRETI-GIRA: 45-42

Nel derby cestistico di Bologna è stato necessario ricorrere al tempo supplementare essendo terminati in parità (40-40) quelli regolamentari. È stata una brutta partita

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 29/10/1956

 

Virtus-Minganti: Canna (10), Gambini (3), Rizzi (6), Calebotta (8), Negroni, Alesini (9), Chalhoub (4), Lamberti (5), Andreo, Borghi (all. Tracuzzi).

Preti-Gira: Lucev (9), Paoletti (3), Macoratti (16), Rapini (6), Mouroutsis (6), Di Cera, Muci (2), Flutti, Angelini, Angori (all. Bonali).

Arbitri: Chimenti e Sussi di Livorno.

Successione punteggio - Primo tempo: 0-2, 2-2, 4-2 (sospensione Preti-Gira al 6'), 4-3, 4-5, 4-7, 4-9, 6-9, 8-9, 10-9, 12-9 (sospensione Preti-Gira al 17'), 12-11.

Secondo tempo: 12-13, 12-15, 14-15, 15-15, 15-17, 17-17, 17-18, 18-18, 20-18, 20-20, 22-20, 22-21, 22-23, 22-25, 22-26, 24-26, 24-28, 25-28, 25-30, 27-30, 28-30, 29-30, 30-30, 30-31, 31-31, 32-31, 34-31 (sospensione Virtus-Minganti al 14'), 34-33, 35-33, 35-35, 36-35 (sospensione Virtus-Minganti al 17'), 36-37 sospensione Preti-Gira al 18'30"), 36-38, 36-39, 37-39, 38-39, 40-39 (sospensione Virtus-Minganti e sospensione Preti-Gira al 39'50"), 40-40.

Tempo supplementare: 42-40, 43-40 (sospensione Virtus-Minganti al 3'), 43-41, 43-42, 45-42 (sospensione Preti-Gira al 4'30"), 45-42.

Note: l'incontro si è deciso al termine del tempo supplementare dopo che quello regolamentare si era concluso in parità (40-40). La Virtus-Minganti ha beneficiato di 37 liberi realizzandone 11; il Preti-Gira sui 24 ne ha posti a segno 10. Per raggiunto limite di "personali" sono usciti Rapini al 17' della ripresa e Lucev al 4' del tempo supplementare. Pubblico: circa cinquemila persone. Tra gli spettatori l'ing. Baracchi, delegato del CONI, il comm. Dall'Ara e numerosi dirigenti dello sport bolognese. Presente anche la nazionale francese Cator ricoverata al "Rizzoli" in seguito a incidente occorsole in Italia; alla brava atleta è stato offerto un omaggio floreale. Nessun incidente di rilievo anche se non sono mancati i battibecchi sugli spalti. Non sono entrati in campo: Andreo e Borghi della Virtus, Angelini e Angori del Gira.

 

Ha vinto la Virtus-Minganti per tre punti, accantonati nel tempo supplementare, e con una fatica che chi non ha assistito a questa stracittadina forse non può rendersene conto così some la descrizione di quanto è accaduto, forse, non è nemmeno sufficiente ad inquadrare l'incontro nella sua fisionomia più vera, infatti una partita così, tra Virtus e Gira, non si era mai vista malgrado i precedenti sedici confronti abbiano offerto gli episodi più vari. Evidentemente il numero "17" si è infiltrato nella contesa solo con la precisa intenzione di far da guastafeste. Era nelle previsioni che vincesse la Virtus-Minganti, ed era nelle previsioni che sul piano tecnico molto difficilmente si sarebbero viste cose elogiabili; il diciassettesimo derby felsineo ha risposto alla aspettativa solo per quanto concerne lo spettacolo e l'emotività.

Francamente, però, che la partita potesse essere tanto brutta non avremmo mai osato pensare. E che nel corso di essa si avessero a registrare tanti errori - si potrebbe anzi definire la partita degli errori - non credevamo; non fosse altro che di fronte erano due squadre di collaudata esperienza ed una, la Virtus-Minganti, campione d'Italia. Si sa che i derby raramente offrono motivo per dire che i contendenti si sono esibiti in una prova tecnicamente pregevole; più abitualmente si scrive che si sono gagliardamente battuti. esattamente come è accaduto ieri al "Palazzo", quasi pieno, tra Virtus-Minganti e Preti-Gira, un confronto che in fatto di emozioni è servito da magnifico collaudo agli ammalati di cuore delle due fazioni. Sul filo del rasoio il successo virtussino, contrastato fino al termine del tempo supplementare da un Preti-Gira che, per come sono andate le cose, si può sostenere che il risultato lo abbia veramente buttato via se non regalato alla titolata avversaria.

Per lungo tempo il Preti-Gira ha condotto l'incontro, e per lungo tempo ha tenuto in vita l'impressione che avrebbe concluso vittoriosamente la prova. Se tanto si fosse verificato nessuno avrebbe potuto ridire sull'affermazione degli arancioni che la mediocre prova dei virtussini (presentatisi in campo con una fiammeggiante tuta blu di raso) avevano volto a profitto sfruttando i moltissimi errori dei campioni. Ma la squadra di Bonali proprio nel momento in cui Tracuzzi andava cercando le soluzioni più idonee per tirarsi fuori d'impaccio, mancò; anche i girini commisero grossi errori e la Virtus-Minganti trovò la forza nel suo orgoglio per realizzare l'impennata che doveva fruttare il successo. Un vero peccato perché il Preti-Gira questa sconfitta non la meritava, anche se la sua esibizione non è stata gran cosa, pur se è stata sempre migliore di quella della Virtus-Minganti.

È evidente che in quanto accaduto ha influito il rilevante nervosismo denunciato lungo l'intero arco dell'incontro dai giocatori; questo senza dubbio ha paralizzato l'abituale scioltezza dei due complessi ed annebbiate le idee soprattutto a quelli che sono i registi nei rispettivi complessi. Il nervosismo poi è dilagato in panchina, prendendo un poco la mano agli allenatori e rimbalzando in campo sugli arbitri che non sempre hanno azzeccato le loro decisioni e non sempre hanno avuto il polso come la contesa richiedeva. Ma a Chimenti e Sussi non attribuiremo, come da qualche parte si reclama, la responsabilità della sconfitta dell'una o il merito della vittoria dell'altra squadra. Vero che il "personale" che Lamberti avrebbe commesso su Lucev allo scadere del tempo regolamentare può offrire il fianco alle numerose discussioni se sia stato effettuato prima del fischio del cronometrista oppure no. Sta di fatto che gli arbitri si sono attenuti alla dichiarazione del cronometrista ed hanno disposto la prolungazione dell'incontro.

Infatti il regolamento di gioco quest'anno non ammette il pareggio e quando questo si verifichi allo scadere del tempo regolamentare la partita prosegue. Così come è accaduto ieri quando dopo i 40' di gioco le due squadre si sono trovate in parità: 40 a 40. Sul piano delle norme in vigore tutto regolare, i discorsi lasciano il tempo che trovano. E veniamo alla partita.

L'inizio è molto calmo, i giocatori in campo accusano palesemente il nervosismo che in loro determina l'incontro ed occorrono due minuti prima che un canestro (quello della Virtus) venga violato. Tuttavia l'incontro sembra avviarsi verso la distensione favorendo la realizzazione di un'esibizione degna del folto pubblico accorso al "Palazzo". Non è però così: i giocatori sono titubanti, si battono per la conquista della palla ma hanno una gran paura di perderla e quando la giocano il più delle volte sbagliano. Si procede così al piccolo trotto, in tono mediocre, tanto da far rimpiangere i "ragazzini" di Revere che si sono esibiti prima di queste due famose squadre. Il Preti-Gira tuttavia si porta avanti, guadagna cinque punti di vantaggio ma la Virtus-Minganti in tre minuti raggiunge l'avversario e lo supera. Al riposo il punteggio è modestissimo, ricorda i tempi in cui il basket comparve in Italia; ed è povera cosa. Si spera ancora nella ripresa.

Nella seconda fase qualcosa di più si vede ed anche qualcosa in meglio è possibile annotare; il tono tecnico dell'incontro però non è che migliori di molto, aumenta anzi la combattività. Tuttavia l'altalena che si registra nel punteggio dona emotività al confronto tanto che allorché si è indotti a ritenere che sarà il Preti-Gira ad avviarsi alla vittoria vien fuori la Virtus-Minganti a far credere il contrario. Ad ogni buon conto il gioco si è snellito ed il punteggio esce dalla povertà che lo accompagna per salire ad una quota onorabile. Si susseguono i "cambi" nei due campi alla ricerca dell'uomo trascinatore: Bonali si affida, ad un certo momento, a Muci; Tracuzzi getta nell'infuocata battaglia Lamberti. Tra i due "piccoletti" è il secondo ad emergere ed il suo apporto, pur con qualche errore derivato dall'inesperienza, è veramente utile. Se non altro il battesimo per Lamberti è stato positivo. Tra un rincorrersi continuo sul tabellone, intanto si arriva alla fine: la Virtus-Minganti ritorna in vantaggio, difende a denti stretti il punto di margine che le può dare il successo ma il Preti-Gira lo annulla con un "personale". Tutto da rifare mentre in campo, e fuori, si accende la mischia per via di quel personale che prima abbiamo riferito e che gli arbitri non concedono al Preti-Gira.

Via dunque al tempo supplementare tra il clamore degli spettatori. Velocissima la Virtus-Minganti si assicura tre punti di vantaggio; il Preti-Gira li riduce ad uno ma un nuovo canestro virtussino taglia le gambe agli arancioni. Mancano pochi secondi e un grossolano errore del Preti-Gira, in risposta ad un altro vistoso della Virtus, annulla e frantuma tutte le residue speranze. Ha vinto la Virtus-Minganti, ma che fatica! Ed è una vittoria che lascia la bocca amara anche ai suoi sostenitori. Non è questa la squadra che loro desiderano. E forse anche per questo si accendono gli scontri verbali e maneschi sugli spalti. Il malumore è di tutti, ma in fondo ciò conferma la passione che la pallacanestro ha ormai inoculato anche nel grande pubblico.

Dopo quanto riferito appare evidente che per il preti-Gira la sconfitta ha il sapore di una beffa. Non se la devono prendere i giocatori ed il loro allenatore; la partita l'hanno perduta nel preciso momento in cui si sono fatti agganciare dalla Virtus-Minganti. Tutto qui. Per il resto diciamo francamente che è stata una brutta partita, giocata malissimo, tanto che se una tale esibizione dovesse venir bissata si dovrebbe sostenere che la Virtus non merita di essere campione d'Italia così come per il Preti-Gira usurpato apparirebbe il posto occupato nella massima divisione.

Resta pertanto difficile anche andare alla ricerca degli atleti più meritevoli. Nel campo degli sconfitti, tuttavia, meritano la citazione Rapini - bellissimi due suoi canestri alla vecchia maniera - e Paoletti, forte sotto tabellone; gli altri, compreso Macoratti che pure come realizzatore si è fatto notare, sono tutti mancati all'aspettativa. In campo virtussino menzione speciale per Lamberti, rivelatosi elemento in futuro molto prezioso. Nessun altro a meno che non si voglia dimenticare il canestro di Chalhoub sul quale la Virtus-Minganti ha costruito poi la sua vittoria. Degli arbitri si è detto: poiché ci sanno fare consideriamo anche per loro nefasto il numero "17". Un derby da dimenticare frettolosamente per evitare che le due squadre, che valgono assai di più di quanto hanno fatto vedere, cadano nella considerazione degli sportivi.

 

Biglietti e abbonamenti in vendita per la prima gara di campionato disputata dalla Virtus al Palazzo dello Sport (foto tratta da Stadio)

 

L'ex virtussino Gigi Rapini e Mario Alesini protesi verso il pallone nel derby Virtus-Gira, 45-42 dopo un tempo supplementare, del 28 ottobre 1956, la prima gara ufficiale della Virtus al Palazzo dello Sport (foto tratta da Stadio)

LA VIRTUS MINGANTI PASSA A CANTÙ

di Roberto Tranquillo Fabbri inviato a Cantù - Stadio - 02/11/1956

 

Cantù: Bernardis (6), Cappelletti (9), Luporini (2), De Mattei (11), Sala, Pozzi (7), Zia, Curcic (25), Rogato, Ronchetti (All. Marsan).

Virtus-Minganti Bologna: Gambini (6), Borghi, Rizzi (23), Calebotta (20), Chalhoub (4), Alesini (5), Negroni (2), Andreo, Lamberti, Canna (4).

Arbitri: Bortolami e Dina di Padova.

Successione punteggio - Primo tempo: 0-2, 1-2, 1-4, 2-4, 3-4, 3-6, 3-8, 3-9, 4-9, 4-11, 4-12 (sospensione Virtus Minganti al 5'), 5-12, 6-12, 6-13, 6-15, 8-15, 10-15, 10-17, 12-17, 12-19, 13-19, 13-20, 15-20, 15-22, 17-22, 17-23, 19-23, 19-25 (sospensione Cantù al 13'), 20-25, 20-26, 20-27, 20-28, 21-28, 21-30 (sospensione Cantù al 14'), 21-32, 23-32, 24-32, 24-34, 26-34 (sospensione Virtus Minganti al 17'), 26-35, 28-35, 28-36, 29-36, 30-36, 31-36, 31-37, 31-39.

Secondo tempo: 33-39, 33-41, 33-43, 34-43, 34-45, 36-45, 36-46, 36-49, 38-49, 39-49, 40-49, 42-49 (sospensione Virtus Minganti all'8'), 43-49, 45-49 (sospensione Cantù al 9'), 46-49, 46-51, 48-51, 48-52, 50-52, 50-53, 50-54, 51-54, 51-55, 51-56, 52-56, 52-58, 52-60, 54-60, 55-60, 55-61, 55-62, 57-62, 58-62, 59-62, 59-63, 60-63, 60-64 (sospensione Virtus Minganti al 19'50"), 60-64.

Note: giornata fredda e campo scivoloso per la pioggia caduta fino ad un'ora prima dell'incontro. Foltissimo il pubblico tra i quali notato il dottor Bogoncelli con il conte Rognoni, i giocatori Sergio Stefanini, che forse esordirà nelle file della Reyer a Bologna contro la Virtus-Minganti, Sardagna, Checchi. Nel corso dellincontro leggero infortunio a Zia, al 6' del primo tempo, e a Cappelletti, al 13' della ripresa. Il Cantù ha beneficiato di 44 tiri liberi realizzandone 24; la Virtus-Minganti pure di 44 di 20 posti a segno. Per raggiunto limite di personali sono usciti: De Mattei al 13', Negroni al 15', Pozzi al 16', Alesini al 17'30", Bernardis al 19'45" tutti nella ripresa. Non sono entrati in campo Rogato e Ronchetti, Andreo e Lamberti.

 

Questo incontro, per la Virtus-Minganti, ha corso due rischi: di venir rinviato causa la pioggia caduta fino ad un'ora prima della partita (dato che il campo ha dovuto essere asciugato con segatura) e poi, dopo averlo sempre condotto, perderlo. Ma procediamo con ordine a cominciare dalla prima traversia della mattinata allorché alla Stazione di Milano, dove i bolognesi avevano pernottato, Borghi - per scrivere cartoline - perdeva il treno. Tracuzzi lo recuperava sul campo di Cantù. Un primo pensiero tolto. Il secondo lo causò il campo il cui fondo non appariva davvero in condizioni invitanti a giocare. Tuttavia quelli del Cantù si diedero da fare, e favoriti da una leggera schiarita accompagnata da brezza, quando gli arbitri Dina e Bortolami invitarono le due squadre in campo questo presentava già un aspetto migliore.

Gran pubblico a vedere la Virtus-Minganti e, nel complesso, anche se rammaricato per la sconfitta della propria squadra, non certo rimasto deluso. Perché la Virtus-Minganti vista oggi era di ben diversa stature di quella mostrata domenica nella stracittadina con il Preti-Gira; è apparsa squadra, solida e decisa, anche se il suo gioco non ha sempre brillato. Insomma una squadra sicura di sé, anche nei momenti cruciali, una compagine che sa quello che vuole e lo ottiene. Vero che ha corso il rischio, ad un certo momento, di farsi sorprendere da quella che sarebbe stata una beffa. Ma appunto per aver evitato la brutta avventura merita un riconoscimento maggiore di quello che le sarebbe derivato dalla pura e semplice prestazione. Ciò premesso eccoci all'incontro.

L'avvio è subito di marca virtussina ed i primi due punti sono colti dai bolognesi con un magnifico canestro di Gambini; reagisce il Cantù ma il gioco compassato dei campioni impone una palese soggezione esercitando tutta la sua autorità. la Virtus-Minganti manovra con fluidità e sembra anzi che improvvisamente abbia trovato, all'ombra del grigiore della giornata, quanto mai invernale, forma ed estro contemporaneamente come ai tempi migliori. A dar corpo a questa impressione è Rizzi, miglior uomo in campo con Curcic, che sfodera un repertorio pregevolissimo di gioco ed una precisione implacabile nel tiro. Per suo merito principalmente la Virtus-Minganti accantona ben presto nove punti di vantaggio. Si può pensare che la compagine virtussina oggi voglia esibirsi in una passeggiata compiuta con la disinvoltura di un aristocratico.

Impressione solo, questa, poiché il Cantù macina e macina e rimonta, con una spinta agonistica di rilievo, il passivo, proteso ad annullarlo per poi puntare all'affermazione. Non ci riesce nella prima fase della contesa ma nella ripresa si porta sotto e quando arriva a soli tre punti (49-46) il pubblico incita la sua squadra a gran voce e dà l'avvio allo sfottò degli ospiti. In questa fase il gioco cala di livello e si accende invece agonisticamente; la pioggia dei personali ha inizio, qualche rudezza non manca, e i due arbitri si preoccupano che nulla accada di più grave prevenendo anzi quello che potrebbe succedere. In tal marasma, però la Virtus-Minganti si lascia prendere d'infilata dal Cantù, sostenuto da un Curcic e Pozzi in "vena" e "rompe" la sua andatura. Ne approfittano i canturini che forse pensando di potercela fare forzano ancora di più il ritmo.

Per i bolognesi sembra giunto il momento del crollo: azioni disordinate, palle sprecate, imprecisione nel tiro, ecco le caratteristiche di questi loro minuti di gioco mentre la partita si avvia al termine. Da fuori Tracuzzi tenta di registrare e coordinare nuovamente la manovra più felice; ma è una disperazione. Malgrado l'impegno i virtussini non trovano il ritmo. Sul tabellone il punteggio fa l'effetto di un mantice di fisarmonica. Niente paura: quando proprio le cose stanno per mettersi al brutto ecco ancora la Virtus-Minganti: poche battute, un paio di azioni di quelle che inducono a convincere che una vittoria è legittima anche se contenuta nello stretto margine di pochi punti.

Dunque una nuova prova positiva dei campioni d'Italia, una prova che va vista come immediato ricupero della squadra bolognese dopo i dubbi che aveva fatto sorgere. Ma altresì una vittoria che acquista un grande valore poiché abbiamo avuto la netta sensazione che sul campo di Cantù non sia impresa facile passare. Occorre una salda intelaiatura e nervi d'acciaio: se no si crolla.

Abbiamo citato, come propulsore di questo successo bianconero, Rizzi: a lui va la palma del migliore e la sua prestazione conferma, nel caso ve ne fosse proprio bisogno, che è veramente il giocatore al quale per emergere occorrono gli incontri difficili. E questo di Cantù era veramente molto difficile. Ha giocato bene e il suo rendimento non va per tanto ricercato soltanto nei 23 punti realizzati, ma ancora, ed è importante, nella maniera che ha tenuto il campo. Dopo di lui sugli scudi Calebotta, tartassatissimo, venuto fuori alla distanza anche se maggiormente in fase di difesa che non di attacco; molto bene Gambini e prezioso l'apporto di Borghi e Chalhoub; utilissimo, come sempre, Negroni mentre Alesini e Canna hanno oggi denunciato una giornata modesta.

Il Cantù, con Cappelletti in giornata buona, ha fatto perno su Curcic (come farà a realizzare certi canestri solo lui lo sa!), Pozzi e De Mattei; a tratti si sono fatti notare Bernardis e Luporini, mentre ben poco si è visto Zia comunque ben lontano dall'apparire il giocatore di tante belle partite nelle file virtussine.

Gli arbitri hanno diretto con bravura ed energia un incontro particolarmente infuocato nella fase finale: Dina e Bortolami sono apparsi davvero affiatati e da questo ha guadagnato la contesa filata per tutto il suo arco sul binario della piena regolarità. Rumoroso il pubblico, ma non in eccesso; fino al limite della tifoseria più accesa senza però mai trascendere nell'inconsulto.


 

 

Giovedì primo novembre 1956: la Virtus vince a Cantù. Calebotta con il pallone, difendendosi da Curcic, Borghi, Gambini, Cappelletti e Chalhoub seguono l'azione (foto tratta da Stadio)

LA VIRTUS MINGANTI IN GRAN VENA LIQUIDA LA STELLA AZZURRA: 96-47

Squillante la riabilitazione dei campioni d'Italia. I bolognesi, scatenati e autoritari, non hanno mai permesso agli avversari (privi di Costanzo) di infastidirli. Canna: 35 punti!

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 19/11/1956

 

Virtus-Minganti Bologna: Gambini (7), Canna (35), Rizzi (2), Calebotta (22), Alesini (18), Negroni, Borghi (4), Chalhoub (5), Andreo 2, Lamberti (All. Tracuzzi).

Stella Azzurra Roma: Chiaria (3), Volpini (6), Rocchi (6), Cernich (17), Pomilio (13), Forti (2), Corsi, Saraceni, Giampieri, Raia (All. Ferrero).

Arbitri: Caracoi e Marzaroli di Trieste.

Successione punteggio - Primo tempo: 2-0, 4-0, 5-0 (sospensione Stella Azzurra al 40"), 6-0, 8-0, 10-0, 12-0, 12-2, 14-2, 14-3 (sospensione Virtus-Minganti al 4'), 14-4, 16-4, 16-5, 16-7, 16-8, 17-10, 19-10, 21-10, 21-11, 21-12, 21-13, 23-13, 24-13, 25-13, 26-13, 28-13, 30-13, 32-13 (sospensione Stella Azzurra al 13'), 33-13, 35-13 (sospensione Virtus-Minganti al 14'), 36-13, 37-13, 39-13, 41-13,43-13, 45-13, 45-15 (sospensione Stella Azzurra al 17'), 45-16, 47-16, 47-17, 49-17, 50-17, 50-19.

Secondo tempo: 52-19, 54-19, 56-19, 58-19, 58-21, 60-21, 61-21, 61-22, 63-22, 63-24, 65-24, 66-24, 68-24, 70-24, 70-26, 70-27, 70-28, 70-29, 70-31, 70-32, 72-32, 72-34, 72-35, 73-35, 73-37, 75-37, 75-38, 75-40 (sospensione Virtus-Minganti all'11'), 77-40, 77-42, 79-42, 81-42, 82-42, 83-42, 83-43, 83-44, 83-45, 85-45, 85-47, 87-47, 88-47, 90-47, 91-47, 92-47, 94-47, 95-47, 96-47.

Note: la squadra romana si è presentata priva di Costanzo, infortunato. La Virtus-Minganti ha beneficiato di 34 tiri liberi realizzandone 20; la Stella Azzurra su 30 ne ha posti a segno 18. Per raggiunto limite di falli personali è uscito al 19' della ripresa Pomilio. Lieve incidente, nel secondo tempo, a Gambini che però è rimasto in campo. Partita cavalleresca; spettatori circa cinquemila. Non sono entrati in campo Lamberti, Giampieri e Raia.

 

Questa è la Virtus-Minganti che noi preferiamo. Ha tutta l'aria di voler rappresentare uno slogan, ma è in realtà una constatazione che esprime il giudizio del numerosissimo pubblico, accorso al Palazzo dello Sport, trascinato all'entusiasmo dalle prodezze dei campioni i quali, finalmente, hanno offerto una prova convincente. E a questo punto logico è chiedersi come possa aver fatto a perdere otto giorni prima a Pavia una squadra quale è apparsa ieri la Virtus-Minganti che si può dire abbia realizzato con un sol giocatore (Canna, richiamato in panchina da Tracuzzi a metà della ripresa) quasi il punteggio che proprio a Pavia raggiunse collettivamente. A Pavia, infatti, i bolognesi furono sconfitti per 47 a 39: ieri Canna, solo lui, ha segnato ben 35 punti. Esatto dunque quanto è stato scritto dopo e cioè che per la Virtus-Minganti si era trattato di una imperdonabile distrazione.

Ed ora parliamo della partita. Squillante, come si voleva, il successo dei virtussini; e non lo adombra - come lo stesso Ferrero, allenatore della Stella Azzurra, ha riconosciuto a fine partita - l'assenza dalle file romane del bravo Costanza. Certo se presente il lungo pivot, la Stella Azzurra con tutta probabilità meglio avrebbe fronteggiato la travolgente offensiva bolognese e soprattutto sotto tabellone sarebbe riuscita a battersi su un piano di maggior equilibrio. Non avrebbe, ne siamo convinti, potuto però evitare la sconfitta che la Virtus-Minganti di ieri riteniamo non la si potesse assolutamente frenare, scatenata com'era. Una prestazione polemica, quella dei campioni d'Italia; destinata, come si è detto, a fugare i dubbi sollevati dalla sconfitta di Pavia, ed ancora ad annullare certe critiche piuttosto acerbe ed anche intempestive.

Polemica fin che si vuole, ma smagliante la prestazione di ieri. Ha sorpreso, è evidente, la Stella Azzurra che certamente si attendeva di doverla subito fronteggiare nella sua caratteristica "zona" ed invece si è trovata di fronte una Virtus-Minganti "a uomo", scintillante, mobilissima e con i suoi abituali cecchini - con l'eccezione di Rizzi appena uscito da un'indisposizione che lo aveva costretto a letto nel corso della settimana - in tiro. Niente dunque da fare, per i romani. E precisiamo che solo che i virtussini avessero insistito, solo che Tracuzzi avesse mantenuto in campo Canna (che aveva a portata di mano il record stagionale delle realizzazioni individuali), la Stella Azzurra avrebbe finito per capitolare sotto un più pesante passivo.

Dopo una tal premessa chi non ha visto l'incontro potrebbe essere indotto a credere che la gara sia mancata d'interesse. Niente affatto, poiché il pericolo di dover finire annegati nella noia lo ha fugato la Virtus-Minganti che dal principio alla fine non ha dato al suo gioco un sol momento di riposo. E la velocità con la quale ha sempre condotto le sue azioni è stata, tra le altre, una nota nuova che ha favorevolmente sorpreso. Logicamente la Stella Azzurra di fronte ad un avversario di così alta statura, e non alludiamo a quella fisica, ha fatto quanto le è stato possibile; se però guardate il tabellino della successione del punteggio rileverete che i romani solo nella ripresa, cioè quando i locali un poco hanno allentato la loro morsa offensiva, sono riusciti a risalire la corrente della sconfitta rendendola meno gravosa. La Stella Azzurra ha giocato anch'essa con continuità, ha impostato quegli ottimi temi che tanto bene Ferrero sa preparare, ma cosa di più poteva fare? Proprio nulla. Ed è consigliabile che i capitolini non accusino il peso morale di questa sconfitta; non sono questi gli insuccessi che possono e devono, abbattere una squadra.

Sfolgorante l'affermazione virtussina e non velata da riserve di alcun genere, troppo convincente è stato il suo gioco sia sul piano tecnico che in quello agonistico. Una Virtus-Minganti dalle idee chiare, decisa quanto mai in attacco, attenta in difesa; una squadra che si potrebbe anche dire che avrebbe potuto fare tutto quanto le sarebbe piaciuto, che tutto sarebbe andato bene. Insomma, una Virtus-Minganti che voleva dimostrare di meritare lo scudetto di cui si fregia e vi è pienamente riuscita. Ha entusiasmato il pubblico ed ha finito per entusiasmarsi anche lei; a tutto vantaggio del gioco e dello spettacolo. E a danno della Stella Azzurra.

Eroe della giornata Canna che ha sfoderato un repertorio di finezze e un'intelligenza di gioco che hanno riportato alla mente la prestazione magnifica che la sera precedente aveva offerto Sardagna (nota di Virtuspedia: del Motomorini). Canna si può dire non abbia commesso un solo errore e ben li ha meritati gli applausi degli spettatori e l'abbraccio dei compagni; ottimi, con Canna, Alesini e Calebotta ed ancora Gambini al quale si può imputare, in alcune circostanze, un temporeggiamento non necessario. Felice l'apporto di Chalhoub, alcuni suoi "suggerimenti" hanno bissato quelli di Roubanis nell'incontro Motomorini-Cantù, e di Borghi; utile Negroni mentre Andreo e Rizzi, questo per le ragioni già dette, non hanno reso come possono fare. In campo romano tre atleti si sono elevati su tutti: Pomilio, Volpini e Cernich; buona la prova anche di Rocchi, Saraceni e Forti mentre Chiaria non è sembrato nella sua giornata migliore. Sono piaciuti anche i due arbitri pur accennando che il pubblico ha disapprovato qualche volta alcune loro decisioni; Caracoi e Marzaroli, a nostro avviso, hanno diretto bene.

 

VIRTUS MINGANTI - BENELLI: 92-58

L'anticipo di ieri sera la Palazzo dello Sport

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 25/11/1956

 

Virtus-Minganti Bologna: Gambini (11), Calebotta (11), Canna (25), Alesini (27), Rizzi (2), Chalhoub (6), Borghi (2), Negroni (7), Lamberti (1), Andreo (all. Tracuzzi).

Benelli Pesaro: Fronzoni (2), Stefanini, Olivieri (2), Di Giacomo, Bontempi, Paolini (6), Marchionetti (11), Bertini (10), Sorlini (2), Vlastelica (25) (all. Fava).

Arbitri: Pinto (Roma) e Luglini (Monfalcone).

 

Successione punteggio - Primo tempo: 0-1, 1-1, 2-1, 2-2, 4-2, 6-2 (sospensione Benelli al 3'), 6-3, 6-5, 6-7, (sospensione Virtus-Minganti al 5'), 8-7, 10-7, 11-7, 12-7, 13-8, 13-10, 15-10, 17-10, 19-10, 21-10 (sospensione Benelli all'11'), 21-12, 21-14, 23-14, 23-15, 23-16, 25-16, 25-17, 27-17, 28-17, 29-17, 29-18, 31-18, 31-19, 32-19, 33-19, 35-19, 37-19, 37-21.

Secondo tempo: 39-21, 41-21, 41-23, 43-23, 43-24, 43-25, 43-26, 43-27, 44-27, 44-29, 45-29, 45-31, 47-31, 47-33, 48-33, 49-33, 50-33, 50-35, 52-35, 52-37, 54-37 (sospensione Benelli all'8'), 54-39, 56-39, 56-41, 57-41, 59-41, 61-41, 61-42, 63-42, 63-44, 63-46, 65-46, 66-46, 66-47, 68-47, 70-47, 70-49, 70-51, 72-51, 72-52, 73-52, 73-54, 74-54, 74-55, 74-56, 75-56, 76-56, 78-56, 80-56, 82-56, 84-56, 86-56, 88-56, 90-56, 92-56, 92-58.

Note: Canna è entrato in campo con la mano destra fasciata in quanto si è procurato una ferita nell'officina presso la quale lavora. Sono entrati in campo tutti e venti i giocatori iscritti a referto. Il pubblico presente è calcolato ad oltre cinquemila persone. La Virtus-Minganti ha usufruito di 35 tiri liberi e ne ha posti a segno 18. Il Benelli ne ha realizzati altrettanti, su 23 avuti a disposizione. Sono usciti per raggiunto limite di falli personali Bertini al 16', Fronzoni al 17'.

 

Più di cinquemila persone si sono date convegno ieri sera al Palazzo dello Sport per assistere all'attesissima partita tra la Virtus-Minganti e il Benelli, entrambe al primo posto della classifica. Cinquemila persone che non sono rimaste deluse dallo spettacolo, anche se, come diremo poi in seguito, la squadra campione non ha sfoderato la bellissima partita di otto giorni fa contro la Stella Azzurra. Larga la rappresentanza dei tifosi pesaresi, che avevano preso posto nelle gradinate retrostanti ad un canestro, dando sfogo, prima ancora che l'incontro avesse inizio, a tutto il loro caloroso entusiasmo. A proposito dei tifosi vi diremo che nel corso del primo tempo un incidente ha provocato l'intervento degli agenti della forza pubblica, che ha fatto uscire dal Palazzo alcuni dei più scalmanati; per protesta allora si alzavano tutti i pesaresi per lasciare il Palazzo dello Sport, un proposito però subito rientrato perché, allorché le due squadre si sono ripresentate in campo dopo il riposo, gli appassionati marchigiani riprendevano i loro posti.

Calorosi applausi salutano dunque le due squadre quando si schierano per le prime battute: è la Virtus che guadagna la palla e si presenta subito dinnanzi al canestro pesarese con un tiro di Calebotta che però si spegne sul ferro; risponde prontamente il Benelli, che passa in vantaggio con un tiro libero realizzato da Bertini per un fallo commesso da Rizzi. L'inizio di questa partita non è molto brillante, anzi diremmo che le due squadre accusino la responsabilità di tanta attesa e si muovano quasi preoccupate di non sbagliare, di essere beccate. Ma è cosa dei primi minuti, come in tutti i confronti di grande importanza; poi il gioco si distende, la manovra si fa limpida nei due campi ed il giuoco si affaccia alla ribalta in tutta la sua bellezza spettacolare e agonistica.

É la Virtus che dà il tono tecnico all'incontro con alcuni contropiedi triangolari di ottima fattura, manovrati particolarmente dagli attivissimi Canna ed Alesini; il Benelli, però, non è da meno e con i suoi giovanissimi Bertini, Marchionetti e Paolini, dà parecchio da fare alla difesa virtussina, la cui "zona" tuttavia sembra ermetica. Si affidano allora i pesaresi all'americano Vlastelica, che effettivamente indovina i primi uncini e "straccia" il canestro virtussino. La sua resistenza però non è di lunga portata; la Virtus piano piano si distende meglio, si organizza anche in attacco, dopo che aveva dimostrato la sua attività in difesa, e passa nettamente a condurre l'incontro con un buon margine.

I campioni sembrano appagarsi ogni qualvolta realizzano una cosa pregevole e di ciò approfitta il Benelli per tentare di accorciare le distanze. Non c'è però da pensare che queste loro temporanee e alternanti rimonte debbano infastidire la Virtus-Minganti; tant'è che si giunge al riposo con la Virtus in vantaggio per 37-21.

La ripresa si apre con una velocissima azione virtussina che Canna concreta con una magnifica realizzazione; la risposta del Benelli è però immediata e facendo leva su Vlastelica, che in questa seconda fase si rivelerà - almeno nel corso dei primi dieci minuti - precisissimo e micidiale con il suo "uncino", tenta di rimontare, e in effetti realizza alcuni canestri di pregevole fattura. Ma la reazione dei pesaresi non può avere lunga durata ché troppo forte appare la Virtus-Minganti e soprattutto decisa nel suo giuoco anche se non sempre scintillante e se non sempre la sua azione ha la continuità che la bellezza dell'impostazione meriterebbe. Si procede così, sempre a spron battuto, con un Benelli mai deciso e rassegnato alla sconfitta, proteso a contenere il passivo che oramai è incolmabile, e dall'altro canto una Virtus-Minganti che tende a dimostrare la sua nettissima supremazia e concretarla sul tabellone con un risultato che lo possa dimostrare anche a chi ieri sera non ha assistito alla contesa.

Nel complesso dunque una bella partita, che non ha deluso, anche se in qualche cosa sia mancata: forse è perché era nel ricordo di tutti la felicissima prestazione virtussina di domenica scorsa, forse perché i più si attendevano da questo Benelli, che si esibiva per la prima volta nel corso della stagione a Bologna, una prestazione superiore a quella che in effetti la squadra di Fava può dare, e anche perché la classifica del Benelli aveva lasciato credere a qualcuno una potenza di rilievo tale, comunque, da poterla inserire veramente nella lotta per lo scudetto.

Il Benelli, però, anche se sconfitto, non esce dal palazzo dello Sport di Bologna a testa bassa; si è battuto egregiamente, ha messo in vetrina ancora una volta i suoi giovanissimi elementi tutti in possesso di un'impostazione tecnica di rilievo e ancora più di capacità che nel prossimo futuro non tarderanno a trovare convalida in risultati più positivi. Peraltro il campionato disputato fin qui dal Benelli sta a dimostrare che effettivamente la squadra marchigiana è nelle condizioni di battersi sempre per le primissime posizioni. Non fa testo questa sconfitta, dunque; l'ha subita molto vistosamente domenica scorsa la Stella Azzurra, anch'essa prima in classifica; ieri è toccato al Benelli: In seguito sarà qualche altro pretendente allo scudetto a dover pagare lo scotto della forza dei campioni.

Di questi va detto subito che pur non offrendo uno spettacolo scintillante, hanno egualmente entusiasmato e vanno elogiati in blocco per quanto hanno saputo fare. Poniamo in evidenza che Canna in campo ha dovuto giostrare con una mano fasciata per un infortunio sul lavoro; si trattava della mano destra e si può ben pensare che valore avesse. Alesini ha alternato la sua attività con la regia difensiva e l'esplosività della sua potenza in attacco, si è sempre ben comportato, confermando la sua intelligenza di grande atleta, magnifico è stato Chalhoub che per tutto il tempo che è rimasto in campo è rimasto in campo è stato un suggeritore magnifico ed un "imbeccatore" per Canna e Alesini veramente ammirevole. Positiva anche la prestazione di Calebotta e di rilievo quella di Gambini, potente sotto tabellone e ad un certo momento anche potente in attacco quale realizzatore. Notevole l'apporto dato da Negroni, mentre Rizzi, Andreo e Lamberti, pur confermando le cose buone che sempre hanno saputo fare, non hanno avuto modo di metterle in vetrina. Positivo come sempre Borghi.

Del Benelli sugli scudi più che il grande realizzatore Vlastelica, di notevole forza sotto i tabelloni, va posta in rilievo la prestazione di Bertini, Marchionetti e Paolini: questi tre giovanissimi ragazzi hanno fatto veramente cose egregie. In conclusione una Virtus sempre grande e un Benelli mai deludente; una partita che meritava di essere vista dal numeroso pubblico accorso.

A completamento della cronaca riferiamo che al termine dell'incontro si è verificato anche un piccolo scontro in campo: scontro verbale, fortunatamente, tra i giocatori Calebotta e Bertini; ci hanno riferito che Calebotta ha reagito ad una offesa che il pesarese gli avrebbe fatto nel corso di un'azione di giuoco.

L'arbitraggio non ci è piaciuto: pessimo quello di Luglini, appena passabile quello di Pinto. Strano perché si tratta di due "Premio Martiradonna" il che significa che sono veramente due arbitri in gamba; ieri sera però non lo hanno dimostrato.


 

 

LA VIRTUS MINGANTI BATTE IL SIMMENTHAL DOPO IL TEMPO SUPPLEMENTARE: 71-64

Nella più attesa partita del campionato di basket

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 10/12/1956

 

Virtus-Minganti Bologna: Gambini (10), Rizzi (3), Negroni (5), Calebotta (13), Alesini (14), Canna (21), Chalhoub (5), Andreo, Borghi, Lamberti (all. Tracuzzi).

Simmenthal Milano: Gamba, Pagani (2), Romanutti (10), Clark (30), Pieri (2), Riminucci (18), Padovan (2), Galletti, Volpato, Zappelli (all. Borella).

Arbitri: Caracoi (Trieste) e Fioretti (Livorno).

Successione punteggio - Primo tempo: 2-0 (Gambini), 4-0 (Calebotta), (5-0 Calebotta), 7-0 (Alesini), 9-0 (Gambini) (sospensione Simmenthal al 4'), 11-0 (Calebotta), 12-0 (Calebotta), 12-1 (Riminucci), 14-1 (Gambini), 14-3 (Romanutti), 14-5 (Clark) (sospensione Virtus-Minganti al 7'), 16-5 (Alesini), 18-5 (Calebotta), 18-7 (Clark), 18-9 (Clark), 18-10 (Clark), 20-10 (Canna), 20-12 (Clark), 22-12 (Gambini), 22-14 (Riminucci), 22-16 (Romanutti), 24-16 (Negroni), 26-16 (Calebotta), 26-18 (Romanutti), 26-19 (Pagani), 28-19 (Alesini), 30-19 (Gambini), 32-19 (Calebotta) (sospensione Simmenthal al 16'). 32-21 (Clark), 34-21 (Canna), 36-21 (Canna) (sospensione Simmenthal al 18' e Virtus-Minganti al 19'), 36-21.

Secondo tempo: 36-22 (Pieri), 38-22 (Canna), 38-24 (Riminucci), 38-25 (Riminucci), 38-26 (Clark), 38-27 (Clark), 39-.27 (Alesini), 40-27 (Alesini), 40-29 (Clark), 40-30 (Riminucci), 40-31 (Riminucci), 42-31 (Canna), 43-31 (Canna), 43-33 (Romanutti), 43-34 (Pieri), 43-36 (Clark), 45-36 (Alesini), 47-36 (Canna), 47-38 (Riminucci), 48-38 (Canna), 48-40 (Clark), 50-40 (Chalhoub), 50-42 (Calrk), 50-44 (Romanutti), 52-44 (Chalhoub), 52-45 (Clark), 52-46 (Pagani), 52-47 (Riminucci), 54-47 (Alesini), 54-49 (Padovan) (sospensione Virtus-Minganti al 17'), 55-49 (Negroni), 55-50 (Riminucci), 55-52 (Riminucci), 56-52 (Rizzi), 58-52 (Rizzi), 58-54 (Clark), 58-56 (Clark), 59-56 (Canna), 60-56 (Canna) (sospensione Virtus-Minganti al 19'30"), 60-58 (Clark), 60-59 (Riminucci), 60-60 (Riminucci), 60-60.

Primo tempo supplementare: 62-60 (Negroni), 62-61 (Riminucci), 62-62 (Riminucci), 64-62 (Canna), 64-63 (Clark), 64-64 (Clark), 66-64 (Alesini), 67-64 (Chalhoub), 68-64 (Canna), 69-64 (Calebotta), 70-64 (Canna), 71-64 (Canna).

Note: "Palazzo" gremito, pubblico calcolato a circa settemila persone. Sugli spalti stendardi e cartelli inneggianti alla Virtus-Minganti e simpatici sfottò per il Simmenthal. L'incontro ha registrato più di una durezza dalla metà della ripresa in avanti. Al 18' del secondo tempo per un brutto fallo di Pagani veniva trasportato fuori campo Alesini il quale era stato letteralmente "falciato"; rientrava poi nel tempo supplementare. La Virtus-Minganti ha beneficiato di 33 tiri liberi realizzandone 17, il Simmenthal su 34 ne ha posti a segno 20. Per raggiunto limite di "personali" sono usciti Gambini e Riminucci entrambi nel tempo supplementare. Risultati parziali: 36-21, 60-60, 71-64. Non sono entrati in campo: Andreo, Borghi, Lamberti, Volpato e Zappelli. Prima dell'incontro al giocatore Romeo Romanutti è stata consegnata la Targa Stadio che il nostro giornale assegna annualmente al miglior realizzatore. Ha premiato il giocatore il comm. Mezzetti presidente della Virtus-Minganti e dell'Unione Società Italiane di Pallacanestro. I giocatori bolognesi hanno offerto ai milanesi un distintivo sociale ricordo.

 

Dominato largamente dalla Virtus-Minganti, l'attesissimo confronto con il Simmenthal si è risolto in favore dei bolognesi soltanto al termine del tempo supplementare resosi necessario per il pareggio - raggiunto con  stoica autorità dalla squadra di Bogoncelli - con il quale si sono conclusi i 40' regolamentari di gioco. In queste note è riassunto lo svolgimento della partita: spettacolare quanto mai qualitativamente nel primo tempo, combattuta e ricco di emozioni nella ripresa e nella fase supplementare di partita; un confronto che ha risposto in pieno all'aspettativa ripagando il numerosissimo pubblico accorso e premiando anche, seppur dopo non poche sofferenze, i tifosi virtussini per la fede avuta nella squadra del cuore. Una bella, entusiasmante partita.

Una partita che nascondeva fra le pieghe del risultato la chiave dello scudetto, una chiave che, come diremo, è stata trovata dalla Virtus-Minganti. E in realtà la Virtus-Minganti vista nel primo tempo era veramente in edizione scudetto. Tracuzzi aveva schierato in campo Gambini, Rizzi, Negroni, Calebotta e Alesini; dalla parte opposta erano Gamba, Pagani, Romanutti, Clark e Riminucci. Furono i milanesi a presentarsi per primi con il "biondo" ma a realizzare fu la Virtus che con Gambini, Calebotta e Alesini a ripetizione violò il canestro avversario. Al Simmenthal occorsero circa 6 minuti prima di riuscire a perforare il canestro virtussino e vi riuscì con Riminucci. Ma se sul 12 a 1 i milanesi iniziarono la loro rimonta, la Virtus-Minganti - che nel frattempo aveva sostituito Rizzi con Canna - non concesse troppa confidenza agli avversari tant'è che giunse al riposo in netto vantaggio: 36 a 21.

I campioni d'Italia in questa prima fase avevano giocato in maniera superba: chiara l'azione, fluida la manovra, abili e incisivi in attacco, attenti e forti in difesa; quasi insuperabili sotto tabellone dove Calebotta neutralizzava egregiamente Clark e Gambini e Alesini intervenivano sempre con tempestività e bravura. Un tal giocare, veramente da campioni, è indubbio che sorprese anche quelli del Simmenthal che sembrava non ritrovarsi - attuasse l'"a uomo", la "zona" o un "pressing" strettissimo - stentando non poco di volta in volta a coordinare lo svolgimento. La Virtus-Minganti non gliene dava il tempo. Ma occorre precisare che di fronte ad una squadra come era quella bolognese in quel momento - fredda e calcolatrice, veloce e spoglia di ogni inutile fronzolo - ben difficilmente un'altra qualsiasi formazione si sarebbe comportata meglio del Simmenthal sovente giostrato con tale abilità da sembrare faciloneria. Questo il volto del primo tempo che ha visto un Gambini giganteggiare su tutti, potente difensore e prepotente trascinatore e realizzatore. Un primo tempo nel corso del quale la Virtus-Minganti ha fatto veramente vedere di essere uno squadrone e di sapere e potere giocare molto bene.

Cambiò la situazione, quasi completamente capovolgendosi nella ripresa che mostrò una Virtus-Minganti volenterosa, combattiva ma senza più quello smalto che aveva dato lustro alla prestazione della prima fase della contesa. Crebbe invece di statura il Simmenthal per effetto di un più ordinato gioco di squadra, in virtù di un'aumentata coesione che permise all'americano Clark di venire fuori nettamente per abilità e qualità realizzatrice. Forse vi contribuì il calo di Calebotta - e il non poter schierare Borghi per Tracuzzi costituì una pericolosa spada di Damocle sospesa sul risultato - al quale un "cambio" sarebbe stato prezioso nell'economia dello sforzo sostenuto; forse i virtussini nell'intervallo consideravano la partita già vinta e al rientro non diedero soverchia importanza alla rimonta del Simmenthal. In più abbandonarono quell'ordine che aveva siglato prima le loro azioni seguendo i milanesi sul pericoloso piano della battaglia. E commisero errori ed ingenuità a ripetizione che quelli del Simmenthal, ed in particolare Clark, raramente perdonarono.

Molto probabilmente se Tracuzzi invece di attendere il 17' la "sospensione" l'avesse chiesta prima, il controllo della partita, e del risultato, da parte dei virtussini sarebbe stato ancora possibile. Al contrario non si verificò e nel disordinato battagliare, sovente caratterizzato da durezze non necessarie, ebbe la meglio il Simmenthal. A mezzo minuto dal termine la Virtus-Minganti conduceva con quattro punti di vantaggio (60-56); in men che non si dica Clark e Riminucci portarono il Simmenthal in parità e su questa (60-60) giunse il trillo del cronometrista. Tutta da rifare. Vero che i bolognesi non erano stati fortunati: nel momento cruciale si erano visti porre fuori combattimento Alesini e colpire da qualche infelice decisione arbitrale. Altrettanto vero che il pericolo di perdere l'incontro lo sono andati a cercare: quindici punti di vantaggio che si accumulano nel primo tempo di una partita importantissima come questa, non si sciupano poi come loro hanno fatto.

Decisione rinviata ai tempi supplementari; bastò uno solo. Davanti a noi gran tifo di Mezzadri e Merlo per la Virtus e applausi di Tognazzi per tutti. "Sono tutti bravi - spiegò il bravo attore cremonese - e io avrei fermato la partita sul pareggio". In vantaggio la Virtus-Minganti con un "piazzato" di Negroni (bellissima la sua partita); pareggio raggiunto da Riminucci con due tiri liberi; di scena Canna, sempre bravo, risposta di Clark: 64 pari. Poi fu di turno Alesini, al quale seguì Chalhoub; qunadi Canna, Calebotta e ancora Canna. Nel tripudio generale che salutò il successo della Virtus-Minganti si smarrirono i molti sospiri di sollievo e cessarono i sudori freddi. Come quello di Macoratti che aveva fatto un gran tifo per l'amico Canna. Abbracci tra i virtussini, gesti di desolazione trai milanesi. Giustificati i primi, comprensibili i secondi.

Perché, va detto senza reticenze, la Virtus-Minganti questa affermazione l'ha meritata in parte per il suo comportamento nel primo tempo, ma molto perché tenacemente l'ha voluta quando la sconfitta l'ha sfiorata. Poi per il magnifico recupero sfoderato quando il pericolo si è affacciato minacciosamente alla sua porta. E in questo va visto un passo avanti dei campioni verso quel completamento di forma e rendimento che saranno loro necessari per ben difendere il titolo che li fregia. Per contro il Simmenthal va posto sugli scudi per la forza ancora una volta palesata ed in particolare per il mordente che mai l'abbandona. Un'altra squadra che avesse chiuso il primo tempo come è accaduto al Simmenthal sarebbe finita alla deriva; i milanesi al contrario proprio quando erano dati per battutissimi hanno risalito la corrente sfiorando il successo che, non sembri fuori luogo, se lo avessero conquistato non avrebbe fatto gridare allo scandalo.

Ora le possibilità espresse dalla Virtus-Minganti dovrebbero in futuro trovare concretezza in un positivo e costante rendimento, così come sempre più nettamente è destinato a crescere il Simmenthal. E la prova fornita ieri dalle due squadre conferma che la lotta per il titolo è una questione che riguarda solo loro. Diremo inoltre, per inciso, che quanto abbiamo visto ci spiega in parte anche la sconfitta virtussina a Varese: le partite quando si possono dominare non ammettono pause, vanno disputate sempre sullo stesso metro ad evitare che l'eccesso di fiducia o i tentennamenti favoriscano il verificarsi di amare sorprese. Sta di fatto che la Virtus-Minganti ha potuto ugualmente dimostrare di poter ancora mantenere lo scudetto alla stessa maniera che il Simmenthal ha fatto intendere di possedere tutti i requisiti per conquistarlo. Talché si dovrebbe concludere, se non ci fosse il risultato a far testo, che non si sono avuti né vinti bé vincitori. Perché Virtus-Minganti e Simmenthal sono due grandi squadre.

Dei protagonisti, dopo aver detto dell'incontro nei suoi aspetti fondamentali, citazione maiuscola per Clark, veramente bravo; poi di Gamba e Pagani sul quale pesa il neo del brutto fallo compiuto su Alesini; a sprazzi bene Riminucci e in scarsa giornata  Romanutti, positivo Padovan. Dei bolognesi elogio generale poiché lungo l'arco della contesa tutti hanno dato un valido contributo per questo faticato successo. Gli arbitri sono andati bene fino al 15' della ripresa, poi la lotta che si combatteva in campo li ha un poco conquistati inducendoli in qualche errore. Ma sono stati bravi e soprattutto molto decisi nei momenti cruciali dell'incontro sempre rimasto sul binario della piena regolarità anche per loro merito.

All'incontro una nota marginale: riguarda la Società bolognese. È accaduto che all'ingresso stampa non sia stata riconosciuta valida per l'ingresso la tessera CONI. Non è la prima volta, ma quel che è strano è che sempre si verifichi per gli incontri virtussini. Un fatto inconcepibile che il sodalizio bianconero deve assolutamente evitare si ripeta perché tanto non accade nemmeno sui campi parrocchiali. Se il personale ignora le disposizione lo si cambi; l'episodio però non ha giustificazioni.

 

9 dicembre 1956: mancano due minuti alla fine di Virtus-Olimpia con i milanesi in piena rimontaquando s'infortuna Alesina "falciato" da Pagani; Mario rientrerà nel supplementare per contribuire al successo bianconero per 71 a 64; massaggiatore al lavoro mentre l'arbitro Caracoi Gamba e Riminucci osservano (foto tratta da Stadio)

MOTOMORINI - VIRTUS MINGANTI: 58-64

L'anticipo di ieri sera al "Palasport" di Bologna

di Roberto Tranquillo Fabbri - Stadio - 16/12/1956

 

Motomorini: Roubanis (12), Zucchi (2), Sardagna (21), Cozzi (14), Ranuzzi (3), Castaldi (4), Salomoni (1), Zagatti (1), Veneri. Geminiani (all. Fontana).

Virtus-Minganti: Gambini (2), Alesini (12), Rizzi (5), Canna (27), Calebotta (9), Borghi, Negroni (2), Andreo, Chalhoub (7), Lamberti (all. Tracuzzi).

Arbitri: Luglini e Plocker di Monfalcone.

Successione punteggio - Primo tempo: 0-1, 1-1, 1-3, 3-3, 4-3, 5-3, 5-5, 5-7, 5-8, 7-8, 7-10, 9-10, 9-12, 11-12, 13-12, 14-12, 16-12, 18-12 (sospensione Virtus-Minganti al 7'), 18-13, 18-15, 18-17, 19-17 (sospensione Motomorini al 9'), 19-19, 20-19, 20-21, 22-21, 24-21, 25-21, 27-21, 27-22, 27-23, 29-23, 29-25, 29-27, 30-27, 32-27, 32-29, 32-30, 32-31.

Secondo tempo: 32-33, 34-33, 35-33, 36-33, 36-34, 37-34, 38-34, 39-34, 39-36, 40-36, 41-36, 41-38, 42-38 (sospensione Motomorini al 10'), 44-38, 44-39, 44-40, 46-40, 46-41, 46-42, 47-42, 47-44, 47-45, 48-45 (sospensione Virtus-Minganti al 14'), 49-45, 49-47, 49-48, 49-49, 49-51, 51-51 (sospensione Motomorini al 16'), 52-51, 52-52, 52-53, 52-54, 53-54, 53-55, 53-56, 55-56 (sospensione Virtus-Minganti al 19'), 55-58, 55-59, 55-60, 57-60, 57-61, 57-62, 57-64, 58-64.

Note: pubblico calcolato in circa seimilacinquecento persone. La Motomorini allinea Veneri al posto di Conti che risente dei postumi di un incidente riportato a Roma la settimana scorsa. La Motomorini ha usufruito di quaranta tiri liberi e ne ha posti a segno ventiquattro. La Virtus-Minganti su quarantasei ne ha realizzati ventisei. Non sono entrati in campo Veneri e Lamberti. Sono usciti per raggiunto limite di falli personali Roubanis al 15', Ranuzzi al 16', Gambini al 17', Cozzi al 18', Zucchi al 19'50". Primo tempo 32-31 per la Motomorini.

 

Con la vittoria della Virtus-Minganti, una vittoria che è nata solo negli ultimi tre minuti della contesa, e che comunque la Motomorini ha brillantemente contrastato sino al termine, si è risolta la terza stracittadina stagionale bolognese: terzo derby anche tra le squadre che ieri sera hanno dato spettacolo al Palazzo dello Sport.

Meritata la vittoria della Virtus-Minganti in quanto, particolarmente nel momento cruciale della contesa, la squadra è venuta fuori alla distanza ponendo in vetrina realmente quanto della classe di cui dispone e l'abilità dei suoi uomini; ma in pari tempo occorre porre sugli scudi la Motomorini che veramente - e specie per quanto ha saputo fare nel primo tempo - forse non meritava in questa circostanza di soccombere.

Tuttavia la pallacanestro, come tutte le contese, si risolve nel risultato e nel caso specifico non si può dire che il risultato sia falso. Una squadra, la Virtus-Minganti, che ha confermato ancora una volta che quando è messa alla frusta sa trovare la forza sufficiente per superare i rischi che incontra sul suo cammino; per quanto riguarda la Motomorini

una nuova prova di quanto sa fare e di quanto ancor più può fare.

Non è stata una bella partita in quanto per tutto l'arco dei quaranta minuti di giuoco è stata sempre contrassegnata da un eccessivo nervosismo dei giuocatori. Probabilmente l'importanza della posta, per l'una e l'altra squadra, ha influito sul rendimento delle stesse ed ha appannato nella quasi totalità della contesa le idee.

Di questa partita avremo modo di parlare nel rituale commento: diremo subito dei protagonisti perché questi meritano tutti quanti indistintamente una citazione per la combattività e la volontà che hanno posto e profuso nella lotta. In modo particolare tra i perdenti si sono distinti Roubanis, finalmente il grande Roubanis, la cui uscita di campo per raggiunto limite di falli personali indubbiamente ha influito nell'organizzazione della squadra; Sardagna come sempre brillante e Cozzi, il giocatore che fino a questa partita si può dire fosse stato quanto mai oscuro nel suo rendimento e nel suo stato di forma.

La Virtus si è trovata a combattere - e sembra strano dalla statura fisica dei suoi giocatori - sotto tabellone e quasi sempre ad essere dominata dal duo Roubanis-Sardagna, formidabili sui rimbalzi. Gli altri giocatori della Motomorini che si sono alternati in campo hanno dato quanto era nelle loro possibilità. Anche Ranuzzi e Zucchi, ai quali però la posizione di "ex" evidentemente ha ridotto le loro possibilità che sono maggiori. Per contro nella Virtus-Minganti, dove Calebotta giocava con ginocchio molto in disordine e Carlo Negroni era febbricitante, i due citati hanno dato il loro notevole apporto al successo della squadra, ma principalmente ha brillato Canna e dopo di lui Alesini e Gambini; la vittoria però l'ha siglata Chalhoub, ex giocatore della Motomorini, che con la sua freddezza praticamente ha dato il risultato alla Virtus-Minganti. Un risultato che probabilmente in seguito dovremo ricordare perché potrebbe avere valore determinante nella conquista dello scudetto. Buona la prova di Andreo e di Rizzi; modesta l'esibizione di Borghi, apparso molto opaco.

A parte questo particolare dobbiamo ritenerci soddisfatti se non altro per la prova che le due squadre hanno saputo offrire, una prova che conferma il valore di enttrambe tanto che, risultato a parte, meritano di essere poste sullo stesso piano. Due squadre forti, che ben rappresentano il basket bolognese nel quadro nazionale della pallacanestro italiana.

Circa seimilacinquecento gli spettatori che assiepano il Palazzo dello Sport, quando le due squadre, acclamatissime, fanno il loro ingresso in campo. Numerosi gli stendardi sia dei sostenitori della Motomorini come quelli dei virtussini; clima ambientato nel "classico" di ogni "derby". Arbitri i monfalconesi Luglini e Plocker. Conquista la palla la Virtus che si presenta subito sotto canestro della Motomorini con Canna il quale realizza ma viene annullato per "passi"; è l'inizio di un "derby" che effettivamente, come vedremo in seguito, si accende di ogni passionalità.

Subito dopo la Virtus-Minganti si porta in vantaggio con un personale; pronta la risposta della Motomorini e di questo passo si procede sino a quando dopo sei minuti in perfetto equilibrio - tra realizzazioni alterne - è la Motomorini che assume l'iniziativa di gioco e la concreta sul tabellone in virtù principalmente dell'ottimo Roubanis, fortissimo sotto tabellone, e di Cozzi che si manifesta un micidiale realizzatore su tiro piazzato.

La rimonta dei campioni non tarda a venire e dopo una sospensione destinata a riordinare le idee, la Virtus-Minganti parte all'attacco e riprende il comando delle azioni portandosi in pareggio e poco dopo passando in vantaggio. Ma è cosa di poco conto. Malgrado l'equilibrio del gioco sia palese, a dominare come qualità di realizzazione è sempre la Motomorini che riesce nuovamente a distanziare di sette punti i virtussini (nota di Virtuspedia: sei); ci penserà però Canna, con mirabili imprese, a ridurre il passivo, tanto che al riposo è di un solo punto: 32 a 31.

La ripresa sostanzialmente non ha mutato di fisionomia almeno sul piano della combattività. È calata invece di tono sul piano tecnico ed è stato un peccato. Ci è parso anzi strano che due squadre delle possibilità della Virtus-Minganti e della Motomorini non riuscissero mai a recitare una chiara azione sulla scorta dei temi che venivano appena accennati. È senza dubbio da ritenersi che la causa si debba ricercare in quel nervosismo che più sopra abbiamo menzionato: i due punti di ieri sera avevano molto valore in classifica e non soltanto in quella contingente, ma soprattutto in quella finale.

Va aggiunto che in questa seconda fase di gara c'è stata anche qualche rudezza, che tuttavia non è mai caduta nella scorrettezza, ma semplicemente è stata determinata dalla foga con la quale tutti indistintamente si gettavano sulla palla per conquistarla.

 

Chalhoub, Carlo Negroni e Andreo festeggiano la vittoria nel derby contro il Motomorini del 15 dicembre 1956

RESPINTO IL RECLAMO DELLA VIRTUS

Nella riunione plenaria della C.T.F. Diffida al Varese e ammonizione ai giocatori Rizzi e Chalhoub.

tratto Stadio - 18/12/1956

 

Reclamo Virtus-Minganti Bologna (gara con il Varese): la C.T.F. ha respinto il reclamo ritenuto che le condizioni del campo in ordine alla distanza del pubblico dalle linee delimitanti il campo stesso, non erano tali da ostacolare il normale svolgimento di gioco e che la mancata convalidazione di un canestro segnato dal giocatore Calebotta all'inizio del secondo tempo dopo il fischio sanzionante un fallo personale a suo favore, non costituisce un errore tecnico e che inoltre durante l'incontro non sono avvenuti sul campo incidenti a danno della Virtus-Minganti tali da menomare l'efficienza agonistica dei suoi giocatori. A conclusione la C.T.F. ha diffidato il Varese a garantire l'osservanza della distanza prescritta per il pubblico dalle linee delimitanti il campo di gioco ed ha ammonito i giocatori Rizzi e Chalhoub per proteste a decisioni arbitrali ed ha confermato il risultato dell'incontro.

 

23 dicembre 1956: la Virtus batte l'AS Roma ed è campione d'inverno insieme al Simmenthal; qui Carlo Negroni va a canestro ma sarà fermato da Arnaldo Ninchi, cugino dell'attrice Ava

LE CAPOLISTA CADONO A BOLOGNA CONTRO LA VIRTUS COME BIRILLI: TRE IN TRE SETTIMANE

di Ezio Liporesi

 

Splendida la Virtus del 1956: quella che, bissando lo scudetto del 1955, conquistò con largo anticipo quello del 1956, sbaragliando la concorrenza e celebrando degnamente l'ultima stagione in Sala Borsa; ma anche quella che nel campionato successivo stabilì tra il 18 novembre e il 9 dicembre un'impresa difficilmente ripetibile. Nel giro di tre settimane le V nere sconfissero ben tre squadre capolista. L'11 novembre, alla quinta giornata la Virtus Minganti aveva perso la sua prima gara a Pavia ma Pesaro, che l'affiancava in classifica era caduta a Roma contro la Stella Azzurra che era andata così a completare il quartetto di testa insieme al Simmenthal. La domenica successiva i romani scesero in campo al palazzo dello Sport di Piazza Azzarita e vennero stritolati, 96-47 con 35 punti di Canna, 22 di Calebotta e 19 di Alesini, il magnifico trio Galliera. In testa rimase un trio. Sei giorni dopo, di sabato alle 22, toccò al Benelli Pesaro subire l'onda bianconera che la costrinse a lasciare la testa: 92-58 con 27 punti di Alesini, 25 di Canna, 11 di Calebotta e Gambini. Fece da prologo all'incontro la sfida tra le formazioni di vecchie glorie delle due società, con in campo leggende bianconere come Dondi Dall'Orologio, Vannini, Girotti e lo stesso allenatore delle V nere Tracuzzi. Milano e Virtus al comando, dunque. Arriva però una sconfitta amara a Varese, 83-82, con anche un reclamo delle V nere per un pubblico vicinissimo alle linee laterali tanto da creare danni a Borghi e Chalhoub (in realtà nella protesta ufficiale era incluso anche un canestro annullato a Calebotta, ma non si trattava chiaramente di errore tecnico). Il reclamo fu respinto dalla C.T.F. che salomonicamente, in equilibrio precario su un filo sottile, omologò il risultato affermando che il pubblico era sufficientemente lontano, diffidando però la squadra di Varese e invitandola a far osservare le distanze previste dal regolamento... La Virtus fu raggiunta dal Benelli, dalla Motomorini e dallo stesso Varese, mentre Milano andò in fuga. Proprio i milanesi il 9 dicembre scesero in campo a Bologna, o almeno ebbero l'illusione di farlo, perché per lungo tempo si vide solo una squadra in campo, la meravigliosa Virtus di Tracuzzi. Il Simmenthal dopo 40 secondi era già sotto 5-0 e costretto alla sospensione, 12-0 poco dopo e 36-21 a metà gara. Nella ripresa la Virtus si limitò a controllare la gara e il ritorno milanese, ma nel finale i lombardi la buttarono sulla battaglia, la Virtus si perse un po', Alesini fu "falciato" da Pagani, citando testualmente dalla sempre diretta analisi del cronista di Stadio Roberto Tranquillo Fabbri, e fu costretto ad uscire a due minuti dalla fine; nei concitati ultimi trenta secondi l'Olimpia realizzò i quattro punti del pareggio costringendo al supplementare un'incredula Virtus, ma quando tutto sembrava compromesso, i bianconeri ritrovarono nel supplementare calma e precisione, grazie anche al rientro di Alesini. Due volte in vantaggio e due volte raggiunte, le V nere chiusero poi con un 7-0 firmato dal trio Galliera e dall'egiziano Chalhoub... un tocco di esotismo sulla centralissima via bolognese. Una grande vittoria, con 21 punti di Canna, 14 di Alesini e 13 di Calebotta, festeggiata dal pubblico bolognese provvisto di stendardi a testimonianza di una già antica rivalità. Tre capolista abbattute come birilli in tre settimane. Virtus di nuovo al comando insieme a Milano e a Varese. Il sabato successivo la Virtus soffre nel derby contro la Motomorini, insegue quasi sempre ma nel finale la Virtus rimonta ed ancora una volta Chalhoub dà un contributo decisivo negli ultimi minuti, come era già successo sei giorni prima e anche alla seconda giornata nel derby contro il Gira. Questo ragazzo egiziano, l'anno prima in forza alla Motomorini, nella sua sola stagione virtussina non segnò molto, meno di 5 punti a partita, ma firmò alcune delle imprese più belle. Altro grande protagonista fu Canna con 27 punti, Alesini ne segnò 12, solo 9 un Calebotta menomato. La sconfitta di Varese a Milano, lasciò le V nere al comando con il solo Simmenthal. Il 23 dicembre la Virtus, già in atmosfera natalizia e meno brillante del solito, sconfisse comunque nettamente l'altra squadra romana, l'AS Roma, 67-46 con 21 punti di Canna. l'AS Roma nulla poté fare contro la fortissima Virtus che insieme all'Olimpia si laureò così campione d'inverno chiudendo uno splendido 1956 per le V nere sconfitte solo quattro volte in campionato nell'anno solare.

 

Canna a canestro contro l'A.S. Roma nella vittoria della Virtus il 14 aprile nella palestra del Foro Italico a Roma (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

VIRTUS E A.Z.S. VARSAVIA VITTORIOSE A BOLOGNA

di Renato Lemmi Gigli - La Gazzetta dello Sport - 11/01/1957

 

Oltre quattromila persone sono presenti al Palazzo dello Sport per la serata inaugurale della quarta Coppa Città di Bologna, iniziatasi con i successi della squadra dell'A.Z.S. Varsavia e della Virtus.

Rapida la cerimonia inaugurale. Allineamento delle squadre, inni, e poi il via.

 

Virtus Montanti - Antwerpse 52-48 (28-21)

Virtus Montanti: Gambini 4, Borghi, Canna 11, Alesini 9, Calebotta 18, Negroni, Rizzi,  Chalhoub 5, Andrei, Lamberti, Nardi 5, Paolucci.

Antwerpse: Aerts R. 2, Opdebceck, Witack 2, Eygel 23, Aerts E. 4, Gueuens, Feyen, Dujardin 9, Van Bavel 1, Van De Broeck, Chavagne 7.

Arbitri: Mariani e Zaniboni di Bologna.

Note: tiri liberi realizzati: Virtus 8 su 17; Antwerpse 12 su 19. Uscito per 5 falli: Chavagne al 15' della ripresa.

 

Spettacoloso colpo d'occhio, dato soprattutto dalla superba eleganza delle divise (bianca quella degli italiani, rossa quella dei belgi). L'inizio tambureggiante dell'Antwerpse (senza il capitano Pollet infortunatosi in Patria) sorprende in pieno la Virtus, tarda ad entrare in azione. I campioni belgi fanno sfoggio di contropiede e di tiri piazzati, soprattutto col magnifico Eygel. In difesa praticano l'"a uomo", e in linea manovrano da fermo, con sin troppa calma.

18-8 per i belgi a metà tempo. La Virtus (a zona) impacciata e confusa, delude nelle manovre e nei tiri. Ma verso il quarto d'ora si scuote decisa e parte al contrattacco. Canna, Alesini e Chalhoub cominciano finalmente ad ingranare, e scattano in ripetuti contropiede. Gambini e Calebotta, nei rimbalzi, non hanno rivali. Da 21-14 per i belgi, si passa a 23-21 per i bolognesi al 19'. Al riposo, gli uomini di Tracuzzi hanno già 4 punti di vantaggio: 28-24.

Risveglio belga all'inizio della ripresa, ma la Virtus ribatte da par suo: 40-37. Furoreggia Calebotta, contro cui poco può fare il pur bravo Chavagne. L'Antwerpse si districa assai bene contro la difesa aggressiva dei bolognesi e i tiri in sospensione di Aerts E. e di Eygel fanno centro. 43-41 per la Virtus a metà tempo.

Sempre veloce il ritmo, mentre il gioco si fa frammentario e confuso. Grande agonismo in campo. Entra il giovane Nardi per la Virtus e due suoi ottimi canestri ridanno ali al vantaggio dei bolognesi, 52-47 al disco dei 3'. A questo punto la Virtus "gela" la palla, e l'Antwerpse non accenna a stringere. Si finisce così a gioco fermo (con Gambini impalato al centro del campo con la palla) e un subisso di fischi ai campioni vittoriosi.

Ultima giornata della quarta Coppa Città di Bologna. in Virts-AZS Varsavia, saltando oer una palla a due Sitkovski ostacola Nardi girandosi, l'arbitro Ugolini fischierà fallo personale. (foto tratta da Stadio)

LA VIRTUS VINCE IL TORNEO DI BOLOGNA

Battuti i polacchi dell'A.Z.S.

di Renato Lemmi Gigli - La Gazzetta dello Sport - 12/01/1957

 

Bologna, 11. Come nelle tradizioni la Virtus ha stravinto con gran gioco la finale della sua Coppa Città di Bologna. Così fu nel 1952 contro il Barcellona (dopo che due anni prima era riuscito ai catalani di violare la Sala Borsa) e nel 1953 contro il Partizan. Quest'anno nell'edizione di lusso al Palazzo, è toccato ai polacchi dell'A.Z.S. di Varsavia, una fra le più reputate formazioni di oltre Cortina di sopportare il duro calvario dell'implacabile egemonia virtussina. Non si esagera affatto dicendo che in campo una sola squadra è esistita, anzi un solo quintetto, quello che Tracuzzi ha allineato per tutto il primo tempo concludendo in formidabile sarabanda con 24 punti di scarto.

L'A.Z.S. è finita inghiottita come un insetto nella fitta tela di ragno virtussina, impostata sapientemente dall'allenatore su una zona (1-3-1) elasticissima e tremendamente aggressiva.

I vari Nardowski e Sitkowski che nelle prime due sere si erano fatti ammirare, oggi sono spariti praticamente nell'ombra dei giganti della Virtus. Il che, comunque, non ha impedito al secondo di mettere a segno, specialmente nella ripresa, il suo micidiale tiro piazzato e di conquistare la palma di tiratore scelto del torneo.

In precednaz fra Proleter e Antwerpse, il terzo posto è andato ai campioni di Jugoslavia la cui manovra si è rivelata più consistente e sostanziosa di quella belga, briosa, ma poco producente. Da notare che i campioni di Bruxelles sono stati i soli in questo torneo a mettere in grave imbarazzo la Virtus con il loro grande inizio di partita nella prima serata. Un platonico titolo di merito che unitamente alla qualifica di Eygel illumina il loro malinconico ultimo posto in graduatoria.

 

Virtus Minganti - A.Z.S. Varsavia 81-53 (40-16)

Virtus Minganti: Gambini 12, Chalhoub 7, Calebotta 16, Canna 8, Alesini 13, Borghi, Negroni 5, Rizzi 6,  Andreo 8, Nardi 2, Lamberti 4, Paulucci.

A.Z.S. Varsavia: Grzybowsky 6, Kowalski, Pyszkowskj 3, Sitkowski 33, Piwowar, Hendzelek, Lechowski, Wiliehowski, Nardowski 11.

Arbitri: Ugolini e Bonvicini di Bologna.

Note: tiri liberi realizzati: Virtus realizzati 15 su 31, A.Z.S. 15 su 24. Usciti per 5 falli personali: Grzybowsky al 15' della ripresa.

 

Palazzo pieno quando si attacca la finale. Stasera i polacchi che difendono a uomo larga, sono in completo bianco e la Virtus, per dovere di ospitalità, deve indossare la canottiera nera di riserva.

L'1-3-1 aggressiva ed elastica dei bolognesi confonde le idee dei polacchi che spesso si fanno soffiare la palla e quando tirano lo fanno in maniera affrettata, senza respiro, quindi impreciso. Domina la Virtus con manovra sobria con limpidezza di idee e buona esecuzione di temi che i tentacoli di Calebotta, i piazzati di Gambini, l'estro di Alesini e Canna e l'utile collaborazione di Rizzi si incaricano di tradurre sul tabellone. 10-2 al 5', 16-2 al 9.

Da notare che sono stati i polacchi ad aprire la marcatura con Nardowski e che passano 10' prima che Sitkowski riesca a bissare. L'A.Z.S., è come suol dirsi, a balena.

Come ieri il Proletere anche il quintetto polacco appare inesorabilmente chiuso sui rimbalzi. Calebotta spadroneggia sotto canestro avversario e dalla lunetta imbecca a turno i compagni che entrano in tempo anticipando i difensori. L'offensiva bianconera non conosce soste e l'A.Z.S. ne appare completamente frastornata. Delirio in sala quando Canna rompe il fragile filo dell'intesa polacca e saetta in contropiede: 36-12 al quarto d'ora.

E al riposo sono 24 i punti di scarto. Particolare significativo: nel primo tempo neppure un personale è toccato a favore degli ospiti. Ormai la partita non ha più storia. Nella ripresa la Virtus appare paga del grosso vantaggio, e gioca tranquilla senza peraltro rinunciare a farsi ammirare in qualche ottima combinazione che stuzzichi gli applausi scroscianti della folla, ora anche i polacchi scrollato di dosso ogni timore reverenziale, manovrano con maggior scioltezza e insaccano a ripetizione con il bravo sitkowski. A metà tampo Tracuzzi cambia il quintetto: con Gambini e Alesini sono ora Chalhoub, Negroni e Andreo che difendono a uomo. Poi anche i giovani Nardi e Lamberti entrano in campo. Alla fine apoteosi virtussina e applausi per tutti.

Il polacco Sitkowski è stato premiato come migliore realizzatore del torneo con 84 punti segnati nelle tre serate seguito dal belga Eygel con 62 dal cecoslovacco Katis con 49 e da Calebotta con 47.

 

Classifica

Virtus Minganti          3          3          0          207      160      6

A.Z.S. Varsavia          3          2          1          180      195      5

Proleter                    3          1          2          201      210      4

Antwerpse                3          0          3          167      190      3

 

 

 

Andreo, la giovane promessa della Virtus-Minganti, ha trovato finalmente l'occasione buona per far valere la classe di cui dispone. È stato uno dei migliori giocatori della Coppa Città di Bologna. La foto ritrae l'ex livornese mentre tenta di eludere la sorveglianza di Nartowski (foto pubblicata su Stadio del 13 gennaio 1957 e fornita da Lamberto Bertozzi)

I GIOVANI DELLA VIRTUS - MINGANTI AUTENTICHE RIVELAZIONI DEL TORNEO

All'archivio la Coppa Città di Bologna. Andreo ha trovato finalmente l'occasione per emergere. Applausi a non finire per il polacco Sitkowski. Eygel,  il migliore di tutti. Il Proleter squadra - spettacolo

di Lugi Vespignani - Stadio - 13/01/1957

 

Per la terza volta consecutiva i campioni della Virtus - Minganti si sono aggiudicati la vittoria nella Coppa Città di Bologna. È stato un successo indiscutibile, scaturito da un crescendo di rendimento che ha portato la compagine bianconera alla scintillante prestazione conclusiva contro la forte compagine polacca dell'A.Z.S. di Varsavia. Gli uomini di Tracuzzi, nel corso delle tre serate, hanno denotato un rendimento in progressivo crescendo. Non crediamo che si sia trattato di adattamento al valore delle singole compagini incontrate, anche se gli scudettati hanno affrontato le tre avversarie in ordine inverso a quello sanzionato dalla classifica finale della Coppa. Riteniamo piuttosto che dopo la vacanza del campionato, la squadra, considerata nel complesso e nelle individualità, si sia riportata progressivamente allo stato-forma migliore. Tracuzzi ci diceva alcuni mesi or sono che la sua compagine sarebbe "venuta fuori" nel girone di ritorno e che se i candidati alla conquista del massimo titolo nazionale non ne avessero approfittato nell'"andata" dopo sarebbero stati dolori per tutti. A questo ci ha portato, per parallelo, l'andamento della Coppa Città di Bologna.

Il desiderio di fornire immediatamente ai lettori la cronaca dettagliata delle tre serate non ci ha permesso nei giorni scorsi di inquadrare il torneo in uno sguardo unitario. Ricapitoliamo, quindi, quanto di interessante si è potuto vedere. Innanzitutto è doveroso sottolineare il brillante successo organizzativo riscosso dalla Società virtussina. Un pubblico vieppiù numeroso ha preso posto sulle tribune del Palazzo dello Sport lasciando sonoramente intendere di seguire l'andamento del torneo con minuzioso interesse. Ci sono stati consensi ed applausi per tutti. Per la squadra vincente e per il giovane polacco Sitkowski, impareggiabile realizzatore, l'incitamento si è trasformato addirittura in interminabile ovazione. Tutto l'assieme ha contribuito a colorare lo stupendo quadro di questa sempre piacevole manifestazione cestistica petroniana.

Le squadre. La Virtus-Minganti ha vinto meritatamente. Avviata in sordina nell'incontro disputato la prima sera coi belgi dell'Antwerpse (incontro vinto in maniera molto criticata per il tesaureggiamento della palla effettuato in maniera tutt'altro che spettacolare), la squadra bianconera ha sensibilmente elevato il proprio livello di rendimento contro il Proleter ed ha entusiasmato nell'indimenticabile primo tempo della partita con l'A.Z.S. Quello che più conta, al di fuori dei limiti concreti della Coppa, è il fatto che Tracuzzi ha potuto lanciare a più riprese i giovani nella tenzone. E costoro non hanno tradito la fiducia. Per alcuni di essi, particolarmente per Andreo, era attesa una prova che potesse garantire le sue effettive qualità. Fino ad oggi, il toscano, pur non demeritando, non aveva ancora trovato l'occasione propizia per "sfondare". Contro il Proleter ci è riuscito. Era partito emozionatissimo impaperandosi in un paio di occasioni elementarissime; ma una sospensione chiamata dall'allenatore, un incoraggiante buffetto, qualche consiglio di circostanza capovolgevano il rendimento del ragazzo. Andreo aveva vinto così la sua battaglia. Ancora un po' di tempo per sgrezzare le residue incertezze, ancora molta costanza nell'applicare gli insegnamenti che gli verranno impartiti, e poi la Virtus-Minganti avrà forgiato un nuovo campioncino. Nutriamo fiducia che Andreo non voglia smentirci con un fuocherello di paglia.

Lamberti, Nardi e Paulucci hanno trovato essi pure il modo di mettersi in vista. Si tratta di elementi che, ove perseverino sulla giusta via, raggiungeranno ambiti traguardi. Abbiamo detto dei giovani perché, conoscendo la forza dei titolari della squadra, le vere rivelazioni sono stati proprio loro. Ma non si potrà dimenticare lo stupendo apporto dato da Gambini nel corso delle tre partite; a parte l'agghiacciante regia data alla "mela" nella partita col Belgio, il difensore virtussino ha fornito un rendimento superbo: noi lo collochiamo senz'altro sul medesimo piano di Eygel riconosciuto ufficialmente dalla Commissione Tecnica del torneo come il miglior giocatore. Gli altri, con Chaloub in prima fila, hanno meritatamente risposto all'appello.

L'A.Z.S. Varsavia, campione di Polonia. È terminato alle spalle dei bolognesi, conquistando la piazza d'onore. Il rendimento di questa squadra è stato inspiegabilmente inferiore alla aspettativa nella partita con la Virtus-Minganti. Dopo le due prime serate i polacchi avevano lasciato l'impressione di potere fors'anche vincere il torneo; contro i bianconeri sono praticamente scomparsi. Lo strano è che mentre nelle prime partite avevano palesato una sorprendente incisività, nell'ultima si sono trovati così a mal partito da lasciare soltanto al prodigioso Sitkowski la possibilità di mantenere il punteggio con folgoranti tiri piazzati, su limiti non catastrofici. Ma per la verità, la Virtus-Minganti ha risfoderato proprio contro di loro l'ormai decantata "muraglia umana", la quale non ha permesso che sporadiche entrate a canestro. Nartowsli e compagni sviluppano un gioco armonioso con costante movimento dei giocatori, oltreché nella difesa costantemente a uomo, anche all'attacco; è stata, secondo noi, l'impossibilità di inserirsi con tale movimento offensivo nell'impenetrabile zona della Virtus-Minganti che ha provocato il crollo nell'incontro decisivo.

Il Proleter Zrenjanin. È la più spettacolare delle quattro squadre: a tratti ha dato l'impressione di voler curare l'esteriorità quasi noncurante del risultato delle partite. Finte alla "Harlem", passaggi improvvisi e non intercettabili, smarcamenti in corsa davvero elettrizzanti, tiri da posizioni impossibili centrati in buona percentuale. Tutto questo inizialmente ha un po' scombussolato gli avversari; però capita l'antifona, hanno finito per prevalere coloro che all'esteriorità hanno anteposto l'interesse del risultato; magari con impostazioni schematiche scarne e non spettacolari, ma immensamente più redditizie agli effetti del risultato.

L'Antwerpse Bruxelles. Ha perduto tutti e tre gli incontri, ma non ha mai capitolato. Si è difeso con onore mantenendo i passivi in termini ridottissimi. Possiede nelle sue file l'uomo giudicato migliore del torneo: Eygel. Un premio meritatissimo per questo atleta dal gioco non sempre appariscente, ma insostituibile nell'economia della squadra.

La quarta edizione della Coppa Città di Bologna è stata la più bella, anche se il ricordo delle imprese dell' F.C. Barcellona, protagonista nel 1950 e 1953, non si può cancellare.

DOMANI SARANNO TRASCORSI 64 ANNI DA UN DERBY SPECIALE

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 27/10/2020

 

Ottobre 1956. A Bologna, nel mondo del basket c'è grande fermento. In serie A ci sono ben tre squadre, il 12 settembre è stato inaugurato il nuovo Palasport con il Trofeo Mairano, riservato alle squadre nazionali e in quella italiana figuravano ben sette "bolognesi": Alesini, Calebotta, Gambini e Canna della Virtus Minganti, Lucev e Macoratti del Gira Preti e Sardagna della Moto Morini (anche Lucev e Sardagna diventeranno poi giocatori della Virtus). Alla prima giornata di campionato le tre squadre cittadine vincono tutte: il Gira in anticipo, nella prima gara di campionato disputata in piazza Azzarita, batte la stella Azzurra Roma, la MotoMorini strapazza il Simmenthal, la Virtus, unica delle tre a giocare in trasferta, passa a Viareggio. Alla seconda giornata, la Virtus gioca la sua prima gara in quel nuovo impianto, ed è già tempo di derby: il 28 ottobre i bianconeri devono, infatti, affrontare il Gira. Grande nervosismo in campo, nel primo tempo non è una bella gara e le due formazioni vanno al riposo sul 12 a 11. Nel secondo tempo cresce il livello del gioco, ma la partita resta combattutissima e al quarantesimo il punteggio è di 40 pari. Da quest'anno non è più ammesso il pareggio e c'è l'innovazione del tempo supplementare, cinque minuti in più per decretare la squadra vincitrice e nel caso di ulteriore parità se ne giocano altri finché una delle due compagini non prevale. É il primo supplementare disputato dalle squadre bolognesi, il primo al palasport, il primo in un derby, ma anche il primo nel campionato italiano. Prevalgono alla fine le V nere guidate da Tracuzzi per 45 a 42. Sarà anche l'unico, dei trentasette derby Virtus - Gira, trentasei di campionato e uno di Coppa Italia, terminato con la necessità di giocare i cinque minuti aggiuntivi.

Calebotta, Borghi

Gambini, Andreo, Alesini, Canna

Chaloub, Carlo Negroni, Rizzi, Lamberti, Tracuzzi

(foto tratta da Stadio)

RIZZI-CALEBOTTA: ATTENTI A QUEI DUE

La prima partita contro Cantù è datata primo novembre 1956. Quel giorno, la V nera - trascinata dai suoi assi - si impose 64-60. Grandi protagonisti furono Rizzi e Calebotta, autori di 23 e 20 punti

di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 17/01/2021

 

Il primo incontro tra la Pallacanestro Cantù e la Virtus Bologna si disputò in terra lombarda il primo novembre 1956. Era la terza giornata del massimo campionato e le V nere erano reduci da due vittorie. Abbastanza agevole quella nel primo turno a Viareggio, 68 a 55, molto più faticoso il secondo successo, ottenuto nel derby contro il Gira: i bianconeri ebbero la meglio per 45 a 42, ma solo dopo un tempo supplementare, in quella che rappresentò la prima gara disputata dalle V nere al Palazzo dello Sport di Piazza Azzarita, inaugurato nel settembre di quello stesso anno, impianto dove le squadre bolognesi avevano trovato la loro nuova casa dopo gli anni della Sala Borsa. I campioni d'Italia allenati da Vittorio Tracuzzi si trovarono poi a dover giocare in trasferta contro la neopromossa Oransoda Cantù, vittoriosa all'esordio in casa contro Pavia, poi sconfitta a Roma dalla Stella Azzurra. La Virtus Minganti prevalse quel giorno per 64 a 60, mantenendosi imbattuta al vertice della classifica, in compagnia della Benelli Pesaro, squadra sorpresa di quelle prime giornate. A Cantù fu una gara combattuta: lo dimostrano le uscite per raggiunto limite di falli di De Mattei e Pozzi nella squadra di casa, mentre tra i bolognesi furono costretti a lasciare anticipatamente il campo Alesini e il capitano Carlo Negroni. Grandi protagonisti della vittoria bianconera furono Rizzi e Calebotta, autori rispettivamente di ventitré e venti punti. In particolare fu la serata di gloria per Franco Rizzi, classe 1930, arrivato nel 1954 dalla concittadina OARE, tre stagioni nelle V nere, con due scudetti vinti, quelli del 1955 e 1956, 65 presenze e 414 punti segnati. Mentre per Nino Calebotta quei venti punti rappresentavano un punteggio ordinario, quel giorno contro l'Oransoda, Rizzi, alla sua terza stagione in bianconero, fece registrare il suo maggiore bottino di punti con la maglia della Virtus. Nella squadra canturina, allenata da Isisdoro Marsan, Curcic riuscì a fare meglio, con venticinque punti a referto, non riuscendo, tuttavia, ad evitare la sconfitta alla propria squadra. Cantù terminò quel campionato in decima posizione, ottenendo così la permanenza nel massimo campionato, che in quegli anni aveva il nome di "Elette", lasciandosi dietro solo le due retrocesse, Vela Viareggio e Reyer Venezia. La Virtus Minganti concluse al secondo posto, con diciotto successi e quattro sconfitte, ad una sola vittoria dal Simmenthal campione; decisiva la gara persa proprio contro i milanesi alla terzultima giornata, a Milano dopo un tempo supplementare, anche se molti rimpianti rimasero legati alla partita persa a Pavia alla quinta giornata, contro una squadra che in classifica terminò subito davanti ai canturini.

Oransoda Cantù: Bernardi 6, Cappelletti 9, Rogato, Luporini 4, De Mattei 9, Sala, Pozzi 7, Ronchetti, Zia, Curcic 25. All. Marsan.

Virtus Minganti Bologna: Alesini 5, Andreo, Borghi, Calebotta 20, Canna 4, Chalhoub 4, Gambini 6, Lamberti, Ca. Negroni 2, Rizzi 23. All. Tracuzzi.

3 marzo 1957: la Virtus vince a Pesaro 49-70. Nella foto il Trio Galliera Alesini, Calebotta e Canna contrastrano Fronzoni. In quella partita (come in tante altre occasion) i tre furono protagonisti rispettivamente con 14, 22 e 12 punti (foto tratta da Stadio)