STAGIONE 1956/57

 

Lamberti, Andreo, Rizzi, Carlo Negroni, Chaloub

Gambini, Calebotta, Borghi, Canna, Alesini

(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

Minganti Bologna

Serie A: 2a classificata su 12 squadre (18-22)

 

FORMAZIONE
Carlo Negroni (cap.)
Mario Alesini
Mario Andreo
Umberto Borghi
Antonio Calebotta
Achille Canna
Georges Chalhoub
Germano Gambini
Giuseppe Lamberti
Franco Rizzi
Solo amichevoli: Fiero GandolfiRomano Nardi, Gianni Paulucci, Pierluigi Poggioli, Vittorio Tracuzzi, Enrico De Carli (in prestito dalla Stella Azzurra Roma), Carlo Lovari (in prestito dallo Sporting Vela Viareggio)
 
Allenatore: Vittorio Tracuzzi

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Il campionato '56/'57 è il primo che si gioca nella nuova atmosfera più ovatta e più moderna del Palasport. Nonostante il Simmenthal, che aveva sostituito il Borletti come sponsor sulle maglie dell'Olimpia, avesse acquistato Riminucci, Pieri e un americano di tutto rispetto come Clark, a fronte di una Virtus che si era limitata all'onesto egiziano George Chalhoub, i milanesi vincono il campionato solo con una lunghezza di vantaggio sulla Virtus, grazie ai tempi supplementari dell'incontro di Milano. I bolognesi terminano con sole 3 sconfitte e 18 vittorie segnando 1611 punti (73,3 di media) e subendone 1260 (57,2) di media. Nella classifica dei marcatori Calebotta è al 7° posto con 416 punti (18,9 di media).

 

Gambini in entrata l'11 gennaio contro l'AZS Varsavia battuto 81-53 nella 4 Coppa Città di Bologna vinta dalla Virtus (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Si gioca nel nuovissimo Palasport inaugurato col Trofeo Mairano (in azzurro Alesini, Calebotta, Canna e Gambini) e in campionato con un emozionante ed emozionato derby col Gira deciso al supplementare. Ai supplementari anche le sfide col Simmenthal ex Borletti, una per parte. Ma nel computo finale (18 vittorie su 22) pesa maledettamente la sconfitta di Pavia e Negroni e C. devono scucire lo scudetto. Soltanto Alesini agli Europei di Sofia.

Calebotta in entrata in Virtus - Oransoda 76-59 del 2 febbraio (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

L'EGIZIANO CHALOUB

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

La realizzazione dela Palazzo dello Sport, da lunghi anni auspicato, segna una svolta decisiva e maestra nella vita sportiva della città. In esso anche la pallacanestro trova la sede più consona alla larga popolarità raggiunta ed al vasto movimento delle sue squadre, tre delle quali nella massima serie. Logico quindi che sia il basket ad inaugurare solennemente l'impianto con una memorabile edizione del Trofeo Aldo Mairano. Cinque grandi serate - dal 12 al 16 settembre 1956 - animate da un'eccezionale affluenza di pubblico e da uno spasmodico tifo per i colori azzurri, impegnati nel severo confronto con i colossi dell'est: Unione Sovietica, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia con l'aggiunta della Svezia. Un confronto dal quale i nostri colori, col valido apporto dei giocatori locali - i quattro virtussini Alesini. Calebotta Canna e Gambini, più Lucev e Macoratti del Gira e Sardagna del Motomorini - escono con tutti gli onori ed un quarto posto finale.

Poi è subito tempo di campionato con la Virtus Minganti in difesa del suo titolo contro una coalizione di giorno in giorno più forte. Fra l'altro sono cominciate le importazioni da oltre oceano ad opera soprattutto della concorrente milanese, divenuta Simmenthal, che innesta a pivot il poderoso statunitense Clark e smista il fromboliere Vlastelica a Pesaro in cambio del miglior giocatore italiano, Sandro Riminucci. Operazioni, come si vede, in grande stile, mentre per contro la Virtus consolida appena il proprio schieramento immettendovi l'egiziano George Chaloub (lasciato libero dal Motomorini) ed il giovane Mario Andreo ai posti rispettivamente di Battilani, divenuto allenatore in seconda (anche Tracuzzi come giocatore ha chiuso), e di Randi. Un campionato tutto sul filo del rasoio. L'esordio al Palazzo - derby col Gira alla seconda giornata - per poco non gioca un brutto scherzo alle V nere, paralizzate dall'emozione, loro come gli avversari. Basti dire che il punteggio al riposo è di 12-11 (!) poi 40 pari al termine, e che solo l'innovazione dei cinque minuti supplementari consente a Negroni e C. di regolare (45-42) l'avversario. Identica soluzione ha poi il 9 dicembre (siamo sempre nel '56) il primo grosso sconto col Simmenthal vinto nella proroga finale per 71-64 dopo che il tempo regolamentare si era chiuso in parità a 60. Nel frattempo però la Virtus Minganti ha già conosciuto un'amara sconfitta nella solita Pavia (47-39) ed un'altra, assai meno cocente però, a Varese (83-82). In compenso il Palasport bolognese è tabù per il Simmenthal che vi cade tutte e tre le volte. E alla terza (opera del Preti Gira), la Virtus Minganti, vittoriosa a Venezia, balza da sola al comando.

A questo punto però gli uomini di Rubini hanno già esaurito la loro scorta di sconfitte, al contrario di queli di Tracuzzi che purtroppo incespicano due domeniche più tardi a Roma con la Stella Azzurra (73-67). Lo scudetto si decide così il 17 marzo sul terreno del Simmenthal. Le V nere giocano il tutto per tutto, Calebotta (22 punti), Alesini e Canna compiono prodigi: si arriva alla fine sul 63 pari, soluzioni quindi ancora nel supplementare: i milanesi segnano due canestri, poi gestiscono la palla e vincono (67-63) partita e titolo. Particolare di rilievo, la squadra virtussina ha giocato tutti i 22 incontri nella stessa identica formazione (fra parentesi i punti di ciscauno): Calebotta (416), Canna (390), Alesini (292), Gambini 8151), Rizzi (121), Chaloub (103), Negroni (55), Borghi (35), Andreo (26), Lamberti (22). Nel bilancio della squadra, anche la 4a Coppa Città di Bologna, disputata in gennaio a metà campionato è vinta a punteggio pieno su Antwerpse (52-48), Proleter di Zrenjanin (75-59) e A.Z.S. Varsavia (81-53); la Coppa Rosa del Tirreno in apertura di stagione a Livorno (80-62 in finale sul Benelli Pesaro), inoltre un secondo posto a Liegi nel Trofeo Lentin (senza Calebotta ma coi prestiti del brasiliano della Roma De Carli e del viareggino Lovari) battendo gli Usa Mormons (64-47) ed il francese Auboué (52-44), più un altro secondo nel Torneo Comunale di Bologna, in maggio al Palasport, vinto in finale dal Motomorini (classificato al terzo posto in campionato) per 54-51. In campo azzurro, oltre alle varie presenze di Alesini, Canna, Gambini e Calebotta (il solo Alesini però partecipa in giugno agli europei di Sofia), da segnalare il debutto nella Nazionale giovanile di Beppe Lamberti, a Gorizia contro la Romania (a fianco di Romano Nardi in forza però in questa stagione al Burrogiglio di Reggio) e di Mario Andreo a La Spezia contro la Spagna. Due nomi nuovi nel lungo elenco azzurro della Virtus.

Canna a canestro contro l'A.S. Roma nella vittoria della Virtus il 14 aprile nella palestra del Foro Italico a Roma (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

VIRTUS E A.Z.S. VARSAVIA VITTORIOSE A  BOLOGNA

di Renato Lemmi Gigli - La Gazzetta dello Sport - 11/01/1957

 

Oltre quattromila persone sono presenti al Palazzo dello Sport per la serata inaugurale della quarta Coppa Città di Bologna, iniziatasi con i successi della squadra dell'A.Z.S. Varsavia e della Virtus.

Rapida la cerimonia inaugurale. Allineamento delle squadre, inni, e poi il via.

 

Virtus Montanti - Antwerpse 52-48 (28-21)

Virtus Montanti: Gambini 4, Borghi, Canna 11, Alesini 9, Calebotta 18, Negroni, Rizzi,  Chalhoub 5, Andrei, Lamberti, Nardi 5, Paolucci.

Antwerpse: Aerts R. 2, Opdebceck, Witack 2, Eygel 23, Aerts E. 4, Gueuens, Feyen, Dujardin 9, Van Bavel 1, Van De Broeck, Chavagne 7.

Arbitri: Mariani e Zaniboni di Bologna.

Note: tiri liberi realizzati: Virtus 8 su 17; Antwerpse 12 su 19. Uscito per 5 falli: Chavagne al 15' della ripresa.

 

Spettacoloso colpo d'occhio, dato soprattutto dalla superba eleganza delle divise (bianca quella degli italiani, rossa quella dei belgi). L'inizio tambureggiante dell'Antwerpse (senza il capitano Pollet infortunatosi in Patria) sorprende in pieno la Virtus, tarda ad entrare in azione. I campioni belgi fanno sfoggio di contropiede e di tiri piazzati, soprattutto col magnifico Eygel. In difesa praticano l'"a uomo", e in linea manovrano da fermo, con sin troppa calma.

18-8 per i belgi a metà tempo. La Virtus (a zona) impacciata e confusa, delude nelle manovre e nei tiri. Ma verso il quarto d'ora si scuote decisa e parte al contrattacco. Canna, Alesini e Chalhoub cominciano finalmente ad ingranare, e scattano in ripetuti contropiede. Gambini e Calebotta, nei rimbalzi, non hanno rivali. Da 21-14 per i belgi, si passa a 23-21 per i bolognesi al 19'. Al riposo, gli uomini di Tracuzzi hanno già 4 punti di vantaggio: 28-24.

Risveglio belga all'inizio della ripresa, ma la Virtus ribatte da par suo: 40-37. Furoreggia Calebotta, contro cui poco può fare il pur bravo Chavagne. L'Antwerpse si districa assai bene contro la difesa aggressiva dei bolognesi e i tiri in sospensione di Aerts E. e di Eygel fanno centro. 43-41 per la Virtus a metà tempo.

Sempre veloce il ritmo, mentre il gioco si fa frammentario e confuso. Grande agonismo in campo. Entra il giovane Nardi per la Virtus e due suoi ottimi canestri ridanno ali al vantaggio dei bolognesi, 52-47 al disco dei 3'. A questo punto la Virtus "gela" la palla, e l'Antwerpse non accenna a stringere. Si finisce così a gioco fermo (con Gambini impalato al centro del campo con la palla) e un subisso di fischi ai campioni vittoriosi.

LA VIRTUS VINCE IL TORNEO DI BOLOGNA

Battuti i polacchi dell'A.Z.S.

di Renato Lemmi Gigli - La Gazzetta dello Sport - 12/01/1957

 

Bologna, 11. Come nelle tradizioni la Virtus ha stravinto con gran gioco la finale della sua Coppa Città di Bologna. Così fu nel 1952 contro il Barcellona (dopo che due anni prima era riuscito ai catalani di violare la Sala Borsa) e nel 1953 contro il Partizan. Quest'anno nell'edizione di lusso al Palazzo, è toccato ai polacchi dell'A.Z.S. di Varsavia, una fra le più reputate formazioni di oltre Cortina di sopportare il duro calvario dell'implacabile egemonia virtussina. Non si esagera affatto dicendo che in campo una sola squadra è esistita, anzi un solo quintetto, quello che Tracuzzi ha allineato per tutto il primo tempo concludendo in formidabile sarabanda con 24 punti di scarto.

L'A.Z.S. è finita inghiottita come un insetto nella fitta tela di ragno virtussina, impostata sapientemente dall'allenatore su una zona (1-3-1) elasticissima e tremendamente aggressiva.

I vari Nardowski e Sitkowski che nelle prime due sere si erano fatti ammirare, oggi sono spariti praticamente nell'ombra dei giganti della Virtus. Il che, comunque, non ha impedito al secondo di mettere a segno, specialmente nella ripresa, il suo micidiale tiro piazzato e di conquistare la palma di tiratore scelto del torneo.

In precednaz fra Proleter e Antwerpse, il terzo posto è andato ai campioni di Jugoslavia la cui manovra si è rivelata più consistente e sostanziosa di quella belga, briosa, ma poco producente. Da notare che i campioni di Bruxelles sono stati i soli in questo torneo a mettere in grave imbarazzo la Virtus con il loro grande inizio di partita nella prima serata. Un platonico titolo di merito che unitamente alla qualifica di Eygel illumina il loro malinconico ultimo posto in graduatoria.

 

Virtus Minganti - A.Z.S. Varsavia 81-53 (40-16)

Virtus Minganti: Gambini 12, Chalhoub 7, Calebotta 16, Canna 8, Alesini 13, Borghi, Negroni 5, Rizzi 6,  Andreo 8, Nardi 2, Lamberti 4, Paulucci.

A.Z.S. Varsavia: Grzybowsky 6, Kowalski, Pyszkowskj 3, Sitkowski 33, Piwowar, Hendzelek, Lechowski, Wiliehowski, Nardowski 11.

Arbitri: Ugolini e Bonvicini di Bologna.

Note: tiri liberi realizzati: Virtus realizzati 15 su 31, A.Z.S. 15 su 24. Usciti per 5 falli personali: Grzybowsky al 15' della ripresa.

 

Palazzo pieno quando si attacca la finale. Stasera i polacchi che difendono a uomo larga, sono in completo bianco e la Virtus, per dovere di ospitalità, deve indossare la canottiera nera di riserva.

L'1-3-1 aggressiva ed elastica dei bolognesi confonde le idee dei polacchi che spesso si fanno soffiare la palla e quando tirano lo fanno in maniera affrettata, senza respiro, quindi impreciso. Domina la Virtus con manovra sobria con limpidezza di idee e buona esecuzione di temi che i tentacoli di Calebotta, i piazzati di Gambini, l'estro di Alesini e Canna e l'utile collaborazione di Rizzi si incaricano di tradurre sul tabellone. 10-2 al 5', 16-2 al 9.

Da notare che sono stati i polacchi ad aprire la marcatura con Nardowski e che passano 10' prima che Sitkowski riesca a bissare. L'A.Z.S., è come suol dirsi, a balena.

Come ieri il Proletere anche il quintetto polacco appare inesorabilmente chiuso sui rimbalzi. Calebotta spadroneggia sotto canestro avversario e dalla lunetta imbecca a turno i compagni che entrano in tempo anticipando i difensori. L'offensiva bianconera non conosce soste e l'A.Z.S. ne appare completamente frastornata. Delirio in sala quando Canna rompe il fragile filo dell'intesa polacca e saetta in contropiede: 36-12 al quarto d'ora.

E al riposo sono 24 i punti di scarto. Particolare significativo: nel primo tempo neppure un personale è toccato a favore degli ospiti. Ormai la partita non ha più storia. Nella ripresa la Virtus appare paga del grosso vantaggio, e gioca tranquilla senza peraltro rinunciare a farsi ammirare in qualche ottima combinazione che stuzzichi gli applausi scroscianti della folla, ora anche i polacchi scrollato di dosso ogni timore reverenziale, manovrano con maggior scioltezza e insaccano a ripetizione con il bravo sitkowski. A metà tampo Tracuzzi cambia il quintetto: con Gambini e Alesini sono ora Chalhoub, Negroni e Andreo che difendono a uomo. Poi anche i giovani Nardi e Lamberti entrano in campo. Alla fine apoteosi virtussina e applausi per tutti.

Il polacco Sitkowski è stato premiato come migliore realizzatore del torneo con 84 punti segnati nelle tre serate seguito dal belga Eygel con 62 dal cecoslovacco Katis con 49 e da Calebotta con 47.

 

Classifica

Virtus Minganti          3          3          0          207      160      6

A.Z.S. Varsavia          3          2          1          180      195      5

Proleter                    3          1          2          201      210      4

Antwerpse                3          0          3          167      190      3

 

 

 

Andreo, la giovane promessa della Virtus-Minganti, ha trovato finalmente l'occasione buona per far valere la classe di cui dispone. È stato uno dei migliori giocatori della Coppa Città di Bologna. La foto ritrae l'ex livornese mentre tenta di eludere la sorveglianza di Nartowski (foto pubblicata su Stadio del 13 gennaio 1957 e fornita da Lamberto Bertozzi)

I GIOVANI DELLA VIRTUS - MINGANTI AUTENTICHE RIVELAZIONI DEL TORNEO

All'archivio la Coppa Città di Bologna. Andreo ha trovato finalmente l'occasione per emergere. Applausi a non finire per il polacco Sitkowski. Eygel,  il migliore di tutti. Il Proleter squadra - spettacolo

di Lugi Vespignani - Stadio - 13/01/1957

 

Per la terza volta consecutiva i campioni della Virtus - Minganti si sono aggiudicati la vittoria nella Coppa Città di Bologna. È stato un successo indiscutibile, scaturito da un crescendo di rendimento che ha portato la compagine bianconera alla scintillante prestazione conclusiva contro la forte compagine polacca dell'A.Z.S. di Varsavia. Gli uomini di Tracuzzi, nel corso delle tre serate, hanno denotato un rendimento in progressivo crescendo. Non crediamo che si sia trattato di adattamento al valore delle singole compagini incontrate, anche se gli scudettati hanno affrontato le tre avversarie in ordine inverso a quello sanzionato dalla classifica finale della Coppa. Riteniamo piuttosto che dopo la vacanza del campionato, la squadra, considerata nel complesso e nelle individualità, si sia riportata progressivamente allo stato-forma migliore. Tracuzzi ci diceva alcuni mesi or sono che la sua compagine sarebbe "venuta fuori" nel girone di ritorno e che se i candidati alla conquista del massimo titolo nazionale non ne avessero approfittato nell'"andata" dopo sarebbero stati dolori per tutti. A questo ci ha portato, per parallelo, l'andamento della Coppa Città di Bologna.

Il desiderio di fornire immediatamente ai lettori la cronaca dettagliata delle tre serate non ci ha permesso nei giorni scorsi di inquadrare il torneo in uno sguardo unitario. Ricapitoliamo, quindi, quanto di interessante si è potuto vedere. Innanzitutto è doveroso sottolineare il brillante successo organizzativo riscosso dalla Società virtussina. Un pubblico vieppiù numeroso ha preso posto sulle tribune del Palazzo dello Sport lasciando sonoramente intendere di seguire l'andamento del torneo con minuzioso interesse. Ci sono stati consensi ed applausi per tutti. Per la squadra vincente e per il giovane polacco Sitkowski, impareggiabile realizzatore, l'incitamento si è trasformato addirittura in interminabile ovazione. Tutto l'assieme ha contribuito a colorare lo stupendo quadro di questa sempre piacevole manifestazione cestistica petroniana.

Le squadre. La Virtus-Minganti ha vinto meritatamente. Avviata in sordina nell'incontro disputato la prima sera coi belgi dell'Antwerpse (incontro vinto in maniera molto criticata per il tesaureggiamento della palla effettuato in maniera tutt'altro che spettacolare), la squadra bianconera ha sensibilmente elevato il proprio livello di rendimento contro il Proleter ed ha entusiasmato nell'indimenticabile primo tempo della partita con l'A.Z.S. Quello che più conta, al di fuori dei limiti concreti della Coppa, è il fatto che Tracuzzi ha potuto lanciare a più riprese i giovani nella tenzone. E costoro non hanno tradito la fiducia. Per alcuni di essi, particolarmente per Andreo, era attesa una prova che potesse garantire le sue effettive qualità. Fino ad oggi, il toscano, pur non demeritando, non aveva ancora trovato l'occasione propizia per "sfondare". Contro il Proleter ci è riuscito. Era partito emozionatissimo impaperandosi in un paio di occasioni elementarissime; ma una sospensione chiamata dall'allenatore, un incoraggiante buffetto, qualche consiglio di circostanza capovolgevano il rendimento del ragazzo. Andreo aveva vinto così la sua battaglia. Ancora un po' di tempo per sgrezzare le residue incertezze, ancora molta costanza nell'applicare gli insegnamenti che gli verranno impartiti, e poi la Virtus-Minganti avrà forgiato un nuovo campioncino. Nutriamo fiducia che Andreo non voglia smentirci con un fuocherello di paglia.

Lamberti, Nardi e Paulucci hanno trovato essi pure il modo di mettersi in vista. Si tratta di elementi che, ove perseverino sulla giusta via, raggiungeranno ambiti traguardi. Abbiamo detto dei giovani perché, conoscendo la forza dei titolari della squadra, le vere rivelazioni sono stati proprio loro. Ma non si potrà dimenticare lo stupendo apporto dato da Gambini nel corso delle tre partite; a parte l'agghiacciante regia data alla "mela" nella partita col Belgio, il difensore virtussino ha fornito un rendimento superbo: noi lo collochiamo senz'altro sul medesimo piano di Eygel riconosciuto ufficialmente dalla Commissione Tecnica del torneo come il miglior giocatore. Gli altri, con Chaloub in prima fila, hanno meritatamente risposto all'appello.

L'A.Z.S. Varsavia, campione di Polonia. È terminato alle spalle dei bolognesi, conquistando la piazza d'onore. Il rendimento di questa squadra è stato inspiegabilmente inferiore alla aspettativa nella partita con la Virtus-Minganti. Dopo le due prime serate i polacchi avevano lasciato l'impressione di potere fors'anche vincere il torneo; contro i bianconeri sono praticamente scomparsi. Lo strano è che mentre nelle prime partite avevano palesato una sorprendente incisività, nell'ultima si sono trovati così a mal partito da lasciare soltanto al prodigioso Sitkowski la possibilità di mantenere il punteggio con folgoranti tiri piazzati, su limiti non catastrofici. Ma per la verità, la Virtus-Minganti ha risfoderato proprio contro di loro l'ormai decantata "muraglia umana", la quale non ha permesso che sporadiche entrate a canestro. Nartowsli e compagni sviluppano un gioco armonioso con costante movimento dei giocatori, oltreché nella difesa costantemente a uomo, anche all'attacco; è stata, secondo noi, l'impossibilità di inserirsi con tale movimento offensivo nell'impenetrabile zona della Virtus-Minganti che ha provocato il crollo nell'incontro decisivo.

Il Proleter Zrenjanin. È la più spettacolare delle quattro squadre: a tratti ha dato l'impressione di voler curare l'esteriorità quasi noncurante del risultato delle partite. Finte alla "Harlem", passaggi improvvisi e non intercettabili, smarcamenti in corsa davvero elettrizzanti, tiri da posizioni impossibili centrati in buona percentuale. Tutto questo inizialmente ha un po' scombussolato gli avversari; però capita l'antifona, hanno finito per prevalere coloro che all'esteriorità hanno anteposto l'interesse del risultato; magari con impostazioni schematiche scarne e non spettacolari, ma immensamente più redditizie agli effetti del risultato.

L'Antwerpse Bruxelles. Ha perduto tutti e tre gli incontri, ma non ha mai capitolato. Si è difeso con onore mantenendo i passivi in termini ridottissimi. Possiede nelle sue file l'uomo giudicato migliore del torneo: Eygel. Un premio meritatissimo per questo atleta dal gioco non sempre appariscente, ma insostituibile nell'economia della squadra.

La quarta edizione della Coppa Città di Bologna è stata la più bella, anche se il ricordo delle imprese dell' F.C. Barcellona, protagonista nel 1950 e 1953, non si può cancellare.

DOMANI SARANNO TRASCORSI 64 ANNI DA UN DERBY SPECIALE

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 27/10/2020

 

Ottobre 1956. A Bologna, nel mondo del basket c'è grande fermento. In serie A ci sono ben tre squadre, il 12 settembre è stato inaugurato il nuovo Palasport con il Trofeo Mairano, riservato alle squadre nazionali e in quella italiana figuravano ben sette "bolognesi": Alesini, Calebotta, Gambini e Canna della Virtus Minganti, Lucev e Macoratti del Gira Preti e Sardagna della Moto Morini (anche Lucev e Sardagna diventeranno poi giocatori della Virtus). Alla prima giornata di campionato le tre squadre cittadine vincono tutte: il Gira in anticipo, nella prima gara di campionato disputata in piazza Azzarita, batte la stella Azzurra Roma, la MotoMorini strapazza il Simmenthal, la Virtus, unica delle tre a giocare in trasferta, passa a Viareggio. Alla seconda giornata, la Virtus gioca la sua prima gara in quel nuovo impianto, ed è già tempo di derby: il 28 ottobre i bianconeri devono, infatti, affrontare il Gira. Grande nervosismo in campo, nel primo tempo non è una bella gara e le due formazioni vanno al riposo sul 12 a 11. Nel secondo tempo cresce il livello del gioco, ma la partita resta combattutissima e al quarantesimo il punteggio è di 40 pari. Da quest'anno non è più ammesso il pareggio e c'è l'innovazione del tempo supplementare, cinque minuti in più per decretare la squadra vincitrice e nel caso di ulteriore parità se ne giocano altri finché una delle due compagini non prevale. É il primo supplementare disputato dalle squadre bolognesi, il primo al palasport, il primo in un derby, ma anche il primo nel campionato italiano. Prevalgono alla fine le V nere guidate da Tracuzzi per 45 a 42. Sarà anche l'unico, dei trentasette derby Virtus - Gira, trentasei di campionato e uno di Coppa Italia, terminato con la necessità di giocare i cinque minuti aggiuntivi.

RIZZI-CALEBOTTA: ATTENTI A QUEI DUE

La prima partita contro Cantù è datata primo novembre 1956. Quel giorno, la V nera - trascinata dai suoi assi - si impose 64-60. Grandi protagonisti furono Rizzi e Calebotta, autori di 23 e 20 punti

di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport - Stadio - 17/01/2021

 

Il primo incontro tra la Pallacanestro Cantù e la Virtus Bologna si disputò in terra lombarda il primo novembre 1956. Era la terza giornata del massimo campionato e le V nere erano reduci da due vittorie. Abbastanza agevole quella nel primo turno a Viareggio, 68 a 55, molto più faticoso il secondo successo, ottenuto nel derby contro il Gira: i bianconeri ebbero la meglio per 45 a 42, ma solo dopo un tempo supplementare, in quella che rappresentò la prima gara disputata dalle V nere al Palazzo dello Sport di Piazza Azzarita, inaugurato nel settembre di quello stesso anno, impianto dove le squadre bolognesi avevano trovato la loro nuova casa dopo gli anni della Sala Borsa. I campioni d'Italia allenati da Vittorio Tracuzzi si trovarono poi a dover giocare in trasferta contro la neopromossa Oransoda Cantù, vittoriosa all'esordio in casa contro Pavia, poi sconfitta a Roma dalla Stella Azzurra. La Virtus Minganti prevalse quel giorno per 64 a 60, mantenendosi imbattuta al vertice della classifica, in compagnia della Benelli Pesaro, squadra sorpresa di quelle prime giornate. A Cantù fu una gara combattuta: lo dimostrano le uscite per raggiunto limite di falli di De Mattei e Pozzi nella squadra di casa, mentre tra i bolognesi furono costretti a lasciare anticipatamente il campo Alesini e il capitano Carlo Negroni. Grandi protagonisti della vittoria bianconera furono Rizzi e Calebotta, autori rispettivamente di ventitré e venti punti. In particolare fu la serata di gloria per Franco Rizzi, classe 1930, arrivato nel 1954 dalla concittadina OARE, tre stagioni nelle V nere, con due scudetti vinti, quelli del 1955 e 1956, 65 presenze e 414 punti segnati. Mentre per Nino Calebotta quei venti punti rappresentavano un punteggio ordinario, quel giorno contro l'Oransoda, Rizzi, alla sua terza stagione in bianconero, fece registrare il suo maggiore bottino di punti con la maglia della Virtus. Nella squadra canturina, allenata da Isisdoro Marsan, Curcic riuscì a fare meglio, con venticinque punti a referto, non riuscendo, tuttavia, ad evitare la sconfitta alla propria squadra. Cantù terminò quel campionato in decima posizione, ottenendo così la permanenza nel massimo campionato, che in quegli anni aveva il nome di "Elette", lasciandosi dietro solo le due retrocesse, Vela Viareggio e Reyer Venezia. La Virtus Minganti concluse al secondo posto, con diciotto successi e quattro sconfitte, ad una sola vittoria dal Simmenthal campione; decisiva la gara persa proprio contro i milanesi alla terzultima giornata, a Milano dopo un tempo supplementare, anche se molti rimpianti rimasero legati alla partita persa a Pavia alla quinta giornata, contro una squadra che in classifica terminò subito davanti ai canturini.

Oransoda Cantù: Bernardi 6, Cappelletti 9, Rogato, Luporini 4, De Mattei 9, Sala, Pozzi 7, Ronchetti, Zia, Curcic 25. All. Marsan.

Virtus Minganti Bologna: Alesini 5, Andreo, Borghi, Calebotta 20, Canna 4, Chaloub 4, Gambini 6, Lamberti, Ca. Negroni 2, Rizzi 23. All. Tracuzzi.