FEDERICO FIORAVANTI

Se il microfono non funziona Federico Fioravanti non si scompone (foto fornita da Antonella Capelli e Mauro Fioravanti, genitori di Federico)

Nato a: Bologna

Il: 25/07/1990

Stagioni alla Virtus: speaker dal 2014

 

FEDERICO FIORAVANTI, UN CUORE BIANCONERO SARÀ LO SPEAKER DELLA VIRTUS

tratto da www.virtus.it - 23/10/2014

 

Federico Fioravanti, ventiquattro anni, virtussino per passione e tradizione familiare e abbonato fedelissimo, sarà in esclusiva la nuova voce della Virtus per le partite casalinghe alla Unipol Arena.

Federico ha iniziato giovanissimo, nel 2007, la carriera di speaker, seguendo New Flying Balls e Gira, e ad oggi ha collezionato 117 gare “raccontate” al pubblico dal vivo. Ha inoltre avuto un’importante esperienza a Sportitalia, commentando le partite dell’allora A Dilettanti, ed ha collaborato anche con le emittenti E’ Tv e Nuovarete.

Appassionatissimo di pallacanestro, gioca ancora in Promozione con i colori del Party&Sport di Ozzano Emilia, dove vive.

 

E SONO CENTO!

Lo speaker delle Vu nere arrivato a 100 presenze. Tutto cominciò il 26 ottobre 2014, Virtus-Caserta 79-73. Oggi al PalaFiera, i tifosi ascolteranno la sua voce per la centesima volta

di Lorenzo Gaballo - Corriere dello Sport - Stadio - 10/11/2019

 

Non sarà una partita come le altre, quella di stasera, per Federico Fioravanti, speaker della Virtus Bologna dal 2014. Federico, virtussino e abbonato fin da bambino, celebra questa sera la centesima partita da cronista delle Vu nere e, per l'occasione, abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con lui.

Sei emozionato per questa centesima apparizione da speaker della Virtus.

"Sì, lo sono, Sono emozionato, anche perché quando ho iniziato la Virtus era una squadra che lottava per le posizioni di metà classifica, sapevo che ci sarebbero voluti tanti anni per ritornare a essere una grande squadra ma, fortunatamente, siamo riusciti ad arrivare in Europa accorciando, per così dire, i tempi di attesa. L'emozione c’è, è un bel traguardo. Ero eccitato anche per la centesima da speaker di Ozzano, figuriamoci oggi".
sei arrivato dopo Gigi Terrieri, voce storica della Virtus. Questo passaggio di consegne ti preoccupava o ti esaltava? Gli hai chiesto qualche consiglio?

"Quando ero a Ozzano, facevo la presentazione nello stesso modo in cui la faceva lui, perché mai avrei immaginato di arrivare in Virtus. Per me Gigi Terrieri è un simbolo. Quando parlai con la dirigenza che mi assunse, ci accordammo nel dire che la frase ‘A tutti buonasera” era un suo marchio di fabbrica e, di conseguenza, io ne dovevo trovare un altro e così ho fatto. Ci tengo a dire, però, che ancora oggi uso alcuni modi di dire simili ai suoi, ma non rivelerò mai quali sono".

Segui la Virtus fin da bambino?

"Sì, assolutamente. Il mio primo abbonamento risale alla stagione 1999-2000 ed è stato così fino a quando sono diventato lo speaker della Virtus; ero abbonato anche quando la Virtus mi ha ingaggiato. La passione per lo speakerangio è iniziata da bambino, ricordo che avevo un registratore con un microfono e, prima delle partite, facevo la presentazione delle squadre".

Ricordi qual è stata la tua prima partita da speaker della Virtus?

"Certo. Era il 26 ottobre 2014 e la Virtus affrontava Caserta. Vincemmo di sei punti, 79-73. fu una partita difficilissima perché, tra le altre cose, visto il gemellaggio tra i tifosi di Caserta e quelli della Fortitudo, si trattava di una specie di derby. È ancora un bellissimo ricordo".

Tra i tanti match che hai commentato, ce n'è uno che ricordi meglio di altri?

"Ne ho più d'uno. Il primo è, senza dubbio, proprio la sfida contro Caserta, perché parlare davanti a 5.500 persone è una bella botta di adrenalina. Ma ricordo anche la sfida contro Roma perché quel giorno ho "sentito" di avere l'appoggio del pubblico. Ero consapevole del fatto che, essendo arrivato dopo Gigi, i tifosi avevano bisogno di un po' di tempo per abituarsi al cambiamento, quindi quando al termine di quella partita la Virtus si qualificò ai playoff e io lo annunciai al microfono, ci fu un'esplosione di gioia del palazzo che mi avvolse come un abbraccio. La più bella sfida, però, è stata il derby. Quel giorno ero molot teso, ma per fortuna andò tutto bene e vincemmo anche la partita. Il più grande rammarico è quello di non aver potuto fare lo speaker quando la Virtus ha vinto il campionato di Serie A2 e la Basketball Champions League, perché entrambe le partite sono state giocate in trasferta".

Hai parlato del derby. Quest'anno la sfida si ripropone. Ci stai già pensando?

"Sì, ci sto pensando dal 31 marzo 2019, giorno in cui la Fortitudo ha vinto il campionato. Sono molto contento, sarà un bel Natale perché a me piacciono i derby. Commentare queste sfide è molto difficile, tendo sempre a essere imparziale nelle presentazioni delle squadre e ricordo che, già nell'incontro del 6 gennaio 2017, fu complicato presentarle, perché avere 6000 persone che fischiano, pur sapendo che non stanno fischiando te, ti condiziona".

Hai dei riti scaramantici che ripeti prima delle partite?

"Ho un rito scaramantico da circa due anni ed è legato ad Alice, la mia ragazza. È una persona favolosa, che ama la pallacanestro e viene a vedere tutte le partite e ogni volta che la vedo arrivare (generalmente arriva più di mezz'ora prima dell'inizio del match, quando il Palazzo è semi-vuoto), pronuncio la parola "Applausi" nello stesso modo in cui lo fa lo speaker della Pallavolo Modena, perché è una cosa che ci fa ridere. Quando Alice non c'è, invece, ripeto questa parola nelle prove che si fanno per controllare se il microfono funziona".

Hai avuto modo di incontrare tanti campioni. Hai un ricordo particolare di uno di loro?

"Sicuramente Manu Ginobili. L'ho conosciuto a una cena dei Forevere Boys dove erano presenti anche Messina, Consolini, Molin e Borsari e in quell'occasione, con la sfacciataggine dei miei dieci anni, dopo aver angiato, presi una sedia e mi sistemai tra Manu e la sua attuale moglie. Quella sera parlammo un po' e successivamente siamo rimasti in contatto tramite una chat che Ginobili aveva creato su un sito. Chattando sono riuscito a d avere la sua mail e gli ho scritto, Manu mi ha risposto, poi però i contatti sono andati scemando. Sette anni fa, l'ho rincontrato e, sapendo che doveva rilasciare un'intervista al giornalista Filippo Nanni, gli chiesi se, in quell'occasione, poteva rivolgermi il saluto militare che mi dedicava quando entrava in campo per fare il riscaldamento. Mi accontentò e questo ricordo mi emoziona ancora".

Vuoi dedicare a qualcuno questo tuo traguardo?

"Prima di tutto ringrazio la società Virtus che mi permette di essere il suo speaker. Allo stesso modo ringrazio i miei genitori che hanno capito, sin dalle prime cronache a Ozzano il sabato sera, che il mio obiettivo era quello di fare ciò che faccio ora e sono molto contenti per i traguardi che ho raggiunto. Ringrazio anche la mia ragazza alice, che condivide la mia passione tanto da essere la prima a spingermi a guardare la Virtus anche quando gioca in trasferta. Ovviamente non scordo le persone che mi hanno segnalato e quelle che mi hanno contattato per affidarmi questo incarico".

Ti  mai capitato di perdere la calma durante una partita?
"A lungo andare, impari a mantenere la calma. Ricordo che alla mia terza partita fui richiamato dalla società perché, in un match, ci fu un giocatore che segnò allo scadere e io mi alzai in piedi per esultare. Ho capito che avevo sbagliato e ora ho imparato a essere impassibile".

Per concludere, tre aggettivi per descriverti...

"Sicuramente sincero, alla mano ed educato".

 

 

58-44

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

3 aprile 2019, la Virtus riceve il Nanterre, ribalta il meno 8 dell'andata e vincendo 73-58 vola alla final four. A fine terzo quarto le V nere hanno già l'inerzia dalla loro parte e Federico ha il tempo di farmi notare che il punteggio di 58-44 ricorda quello della finale di Barcellona. Ad Anversa, dopo aver battuto il Brose Bamberg, la Virtus affronta Tenerife nella gara che assegna la coppa. Sono con Federico ad assistere alla gara insieme ad altri amici e a fine terzo quarto lo speaker delle V nere dal 2014 mi fa notare ancora una volta il punteggio, come in un film già visto: anche in questa occasione 58-44. La squadra allenata da Djordjevic si aggiudica poi la Champions Leagua e per me da allora Federico Fioravanti è "58-44".

Presentazione delle squadre 2019/20 (foto fornita da Antonella Capelli e Mauro Fioravanti, genitori di Federico)