2005-06

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

VIRTUS, LARGO AI GIOVANI CON TRE CENTRI E FORESTERIA

Minibasket al Villaggio del Fanciullo, Corticella e scuole Farini. Nello staff Simona Vedovati: si occuperà del reclutamento femminile. Domani e domenica un torneo ricorderà il compianto professor Enzo Grandi

di Alessandro Gallo - 07/10/2005

 

Il settore giovanile della Virtus raddoppia nel segno di quella tradizione iniziata con l'avvocato Porelli. Il Programma Giovani bianconero ha un titolo ambizioso, "La strada delle stelle". Ambizioso perché aumentano i numeri dei centri minibasket Virtus, ambizioso perché si vuol tornare alla creazione di una foresteria e perché, appunto, sono già state coinvolte le realtà di Desio e Mantova, uscendo dai nostri confini; Bazzano, Crevalcore, Trebbo, Loiano, Casalecchio (sponda Masi), San Lazzaro (Bellaria-Savena) e Pianoro per rimanere in provincia. E ancora Corticella, Centro Orizon, Villaggio del Fanciullo e Giardini Margherita per restare all0interno della città.

Progetto ambizioso e che intende crescere - "non abbiamo fretta" - assicura Claudio Sabatini che conferma l'abbinamento con Caffè Maxim per la prima squadra -, anche perché il settore giovanile bianconero potrà contare su una gestione pressoché autonoma. Se le spese, complessivamente, per la Virtus, si aggirano sui 4 milioni di euro, il 5 per cento, sarà riservato ai piccoli. "Pensiamo di spendere una cifra attorno ai 225 mila euro - sottolinea Sabatini - e, come per la prima squadra, vogliamo chiudere in pareggio. Lo faremo grazie alla presenza di amici e sponsor".

E per la prima volta nella sua storia il settore giovanile della Virtus avrà uno sponsor tutto suo. Il marchio è quello Medusa di Antonio Regnoli.

"La strada - insiste Sabatini- è quella tracciata da un dirigente illuminato che era davanti a tutti, Gianluigi Porelli. Durante la gestione Cazzola sono stati venduti 18 appartamenti, intendiamo ricostruire una foresteria, vogliamo farlo a quaranta metri da qua.

Così amplieremo il nostro raggio d'azione. Pescando, quando sarà possibile, qualche giovane all'estero".

Intanto entra Simona Vedovati, una solida esperienza maturata a Ferrara: l'obiettivo è di lavorare sulle ragazze, che avranno il loro sbocco naturale, per l'attività agonistica, nella polisportiva Masi.

"Contiamo molto - spiega Simona - sul fascino irresistibile della V nera".

Tre i centri minibasket Virtus ufficiali: Villaggio del Fanciullo (di Walter Bergami e Paolo Checchi), Corticella e scuole Farini. In questi tre centri la quota di iscrizione sarà di 150 euro. E ogni bambino avrà diritto a un kit da gioco comprensivo di divisa double face, soprammaglia, cappello, zainetto e polsino. Soddisfatto Giordano Consolini, responsabile del settore giovanile della Virtus.

"Ampliando la base - commenta - non potrà che migliorare anche la qualità dei giocatori".

Qualità tecniche anche se in Virtus, ripetono, l'obietivo è far crescere l'uomo (e da ieri pure le donne), prima che l'eventuale campione. I centri minibasket coinvolgono, in questo momento, 1.200 bambini. Ma i numeri sono destinati a crescere perché il Programma Giovani, per il primo anno, intende entrare nelle case di almeno 8.000 famiglie.

E domani e domenica, infine, il settore giovanile penserà a un grande personaggio dello sport.

Un torneo, con raccolta fondi, per onorare la memoria di Enzo Grandi, per tutti, molto più semplicemente, il Prof.

"SAN LAZZARO, UNA MINIERA"

Consolini, tecnico Virtus, parla del Torneo Malaguti: "Qui c'è il meglio, ma i vivai soffrono"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 04/01/2005

 

Quindici anni dopo, il torneo cadetti di San Lazzaro, ritrova un vecchio amìco. Giordano Consolini aveva messo la sua firma nelle prime edizioni della manifestazione - due presenze, altrettante vittorie - lanciando ragazzi del calibro di Davide Bonora. Quindici anni dopo, Giordano - "con qualche capello in meno" scherza lui - è al suo posto, in panchina con la Virtus.

Consolini, come ha ritrovato il torneo di San Lazzaro?

"Direi che si è confermato. Ci sono le migliori squadre italiane. Una manifestazione ben curata, una bella rassegna. Ci sono alcuni aspetti, però, sui quali lavorare ancora".

Per migliorare la manifestazione?

"No, il mio è un discorso generale, che riguarda il reclutamento. È un fenomeno nazionale, perché in questi anni si è investito meno sul settore giovanile".

E i risultati si sono visti.

"Diciamo che si vedono ancora. Un aspetto che mi ha colpito, rispetto a quindici anni fa, è la differenza di altezza. Non credo che gli italiani improvvisamente si siano scoperti più bassi, è solo che il reclutamento non è stato così capillare come una volta".

Si stava meglio vent'anni fa?

"Il tempo passa. Vedo in giro un rinnovato interesse, ma alle parole devono seguire i fatti. Dobbiamo insistere!.

Qualche mese fa allenava Mario Boni, 42 anni. Oggi Andrea Binelli, quattordicenne. Le differenze?

"Credo siano ovvie".

Raccontiamole.

"A Mario non bisogna insegnare nulla. Ai giovani tutto".

È tornato a fare l'allenatore-allevatore.

"Se mi passate il termine, preferisco dire l'insegnante. In serie A, o con giocatori già formati, devi gestire, ma lo dico senza dare un connotato negativo alla gestione. Con i giovani si torna all'insegnamento".

Ne ha visti dei bravi in circolazione.

"Talento ce n'è".

Un nome non lo farà nemmeno sotto tortura.

"Esatto. Ci sono quelli che magari sono passati da qui e giocano in serie A. mi vengono in mente i nomi di Belinelli, Mancinelli, Gigli, Datome, Bargnani...".

È tornato al settore giovanile: è il suo mondo?

"In palestra sto bene e si lavora con soddisfazione".