STAGIONE 2001/02

 

Piazza, Rigaudeau, Frosini, Griffith, Andersen, Smodis, Barlera, Carera, Jaric, X

Abbio, Ginobili, Sepulcri, Molin, Messina, Consolini, Bonora, Becirovic

 

Kinder Bologna

Serie A1: 3a classificata su 19 squadre (28-36)

Play-off: semifinalista (4-7)

Coppa Italia: VINCENTI (5-6)

Euroleague: finalista (17-22)

SuperCoppa: finalista (0-1)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
6 Emanuel Ginobili A 1977 201 ITA  
7 Alessandro Abbio G 1971 193 ITA fino al 04/04/02
8 Davide Bonora P 1973 188 ITA  
9 Cristian Akrivos G 1983 191 ITA  
9 Marco Belinelli G 1986 192 ITA dal 04/04/02
9 Roberto Graziano P 1984 181 ITA  
10 Sani Becirovic G 1981 195 SLO  
11 Antonio Granger G 1976 198 USA dal 25/04/02
12 Alessandro Frosini A/C 1972 209 ITA  
13 David Andersen A/C 1980 213 DAN  
14 Antoine Rigaudeau P 1971 201 FRA  
15 Rashard Griffith C 1971 211 USA  
16 Flavio Carera C 1963 206 ITA  
17 David Brkic A 1982 212 ITA dal 02/01/02
18 Matjaz Smodis A 1979 205 SLO  
19 Paolo Barlera C 1982 216 ITA  
20 Marko Jaric P/G 1978 202 GRE  
  Matteo Brunamonti P 1984 185 ITA dal 02/02/02
  Carlo Ferri A 1983 200 ITA dal 22/12/02 al 30/12/02
             
  Ettore Messina All     ITA fino al 11/03/02 e dal 15/03/02
  Giordano Consolini ViceAll/All     ITA dal 12/02/02 al 14/03/02

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

La stagione post grande slam non vede moltissimi movimenti: arriva nel settore esterni il talento Sani Becirovic, da quella Lubiana che ha fatto tanto patire la Virtus in semifinale europea, e torna Carera, più per fare da sparring partner in allenamento a Griffith e per far crescere il giovane talento Barlera, che per dare minuti in gara. A Sconochini, terminata la sospensione per doping non viene rinnovato il contratto. Dopo una gara a porte chiuse contro Roseto a Casalecchio, a Siena una Virtus senza i nazionali vince 65-72: già inserito Becirovic, Griffith vince il duello con Chiacig, Rigaudeau segna canestri importanti e Bonora mette nel finale i palloni decisivi. Supercoppa a 4 squadre a Genova, la semifinale è contro la Benetton. Grandi i primi 20' bianconeri, con 60 punti segnati (contro 54) e il 62% al tiro, dopo avere raggiunto il massimo vantaggio sul 59-48. Nel terzo quarto rimonta veneta, con pareggio raggiunto nel finale del periodo; nell'ultima frazione i trevigiani vanno sul +7, Ginobili tiene Bologna in gara fino al 90-91, ma la tripla di Nicola fa malissimo, vince la Benetton 95-100 e va a sfidare la Scavolini che ha battuto la Fortitudo. Abbio, 20 punti con 2 su 4 da due e 3 su 4 da tre, Rigaudeau con 18, Ginobili 14 e Becirovic 13, i migliori. L'esordio in campionato è contro Cantù, senza Smodis, problemi muscolari, e con Griffith che ha saltato tutti gli ultimi allenamenti per una contrattura, ricordo dell'estate. La Kinder parte bene, concede due penetrazioni a Thornton, ma controlla bene gli altri 4 americani, e con i duetti di Jaric e Ginobili va sul 10-4. Poi però paga l'assenza del totem Griffith, sebbene Frosini sia il migliore dei suoi con 13 punti, 5 su 7 da due e 3 su 5 ai liberi, e Cantù rientra. Sul 12-8 al 5'20" entra Becirovic (pessimo 0 su 4 da tre, 1 su 4 ai liberi, 2 perse, meno 3 di valutazione) e la confusione aumenta. I lombardi sorpassano e scappano 18-26, un attimo prima della chiusura del primo quarto, 20-26. Nel secondo periodo ulteriore allungo dell'Oregon, 22-31, poi con la velocità e nonostante i liberi falliti, la Virtus recupera, 30-32 e sul finire dei primi 20' sorpassa con una tripla di Bonora. All'intervallo 37-36. Il terzo quarto termina 48-45 e nel finale, a 3', Rigaudeau (fin lì spento, alla fine 8 punti con 2 su 5 e 3 perse) mette la bomba del 55-52, poi segnerà anche due liberi importanti, Ginobili (non brillante, 10 punti, 3 su 11 al tiro con 1 su 5 nelle triple, 3 su 7 in lunetta e un 6 di valutazione frutto dei 3 assist e dei 3 recuperi) strappa la palla del possibile pareggio a Thornton, guadagna anche due falli in attacco e alla fine i bolognesi prevalgono 61-54. Non una bella prestazione davanti agli occhi di Danilovic che ha visto la gara dal tunnel vicino a Brunamonti. A Livorno Smodis a mezzo servizio, ma c'è un grande Andersen, 20 punti con 7 su 8 e 6 su 6 ai liberi. Equilibrio fino al 7-8 del 3'45" poi uno 0-12 porta il punteggio sul 7-20 e il primo quarto si chiude 13-32, dopo che al 9' si era registrato il +20 sul 12-32. Nel secondo periodo si riduce il divario fino al 26-35 (parziale di 14-3), ma al 20' sono comunque 14 le lunghezze di distanza. Nel terzo quarto Livorno torna a meno 9, ma la Kinder riesce comunque a terminare il parziale sul 16-16, cosicché al 30' si è sul 52-66. Senza storia gli ultimi 10 minuti, con un parziale di 2-16 che chiude i giochi con Bologna che vince 72-89. Le 22 palle recuperate testimoniano la pressione delle guardie bolognesi.

A Faenza contro Imola Becirovic è in tribuna con la mano sinistra fasciata, ricordo della trasferta di Livorno, Rigaudeau ha il ginocchio destro fasciato, Andersen dopo pochi minuti esce con la bocca insanguinata dopo uno scontro fortuito, Ginobili subisce una botta al quadricipite della gamba sinistra, Griffith e Smodis sono reduci dai loro guai muscolari e la caviglia destra di Bonora a 4' dal termine gira sul piede di Williams. Con tutti questi problemi la Kinder soffre: è sotto 19-14 al 10', sopra 34-36 a metà gara, avanti 54-55 all'ultima pausa, ma, soprattutto, ha 8 punti di svantaggio, 69-61 al 36'. Qui produce un parziale di 0-9, Frosini segna il 67-69, a 50' Rigaudeau pareggia con due liberi e, dopo che Moltedo ha sfondato, Ginobili, con un libero su due, sorpassa a 9". È il punto vincente, 69-70, anche perché Ambrassa sbaglia l'ultimo tiro. A Lubiana, per la Supercoppa Europea, con Maccabi Tel Aviv, Panathinaikos Atene, Tau Vitoria, Olimpia Lubiana e Cibona Zagabria, i bolognesi affrontano in semifinale il Cibona che ha eliminato il Panathinaikos. Primi 20' equilibrati, massimo vantaggio il 31-27 croato, ma Bologna risponde con uno 0-6 firmato da Smodis e Jaric; così dopo il 26-23 del primo periodo, a metà partita squadre in parità, 41-41. Il terzo quarto inizia però malissimo con un parziale di 19-1, 42-60. Bologna risponde con uno 0-7 e così le V nere sono sotto 52-66 al 30'. La rimonta prosegue, i bolognesi arrivano a meno 7 e Abbio vede respinta dal ferro la tripla del meno 4. Finisce 77-69 e Zagabria va in finale mentre la Virtus torna a casa. Ginobili, assente a Lubiana per la prima volta dopo 82 gare consecutive (tutte le 78 della stagione precedente e le 4 di quella in corso), rientra contro la Virtus Roma; saranno della gara pure Griffith, vittima sul campo sloveno di problemi intestinali per il grande freddo all'interno dell'arena, dovuto al parquet posato direttamente sul ghiaccio su cui si disputano le gare di hockey, e Frosini reduce da una tonsillite; assente invece Jaric fermato dalla febbre, anche per lui susseguente allo stesso malanno. Jaric, Frosini e Griffith, oltre naturalmente a Bonora e Ginobili, erano assenti in quel terzo quarto orribile nella seminale della Supercoppa Europea. Per Bonora un lungo stop: visitato a caviglia gonfia gli era stato previsto un recupero in un mese, invece è necessaria l'operazione da parte del dottor Lelli che già l'operò nel dicembre 1999 al tendine rotuleo. Roma è reduce in settimana dalla sconfitta in casa dalla Filattice Imola che tanto aveva fatto soffrire la Kinder nell'ultima gara di campionato disputata dai bianconeri; i capitolini sono privi di Myers appena ingaggiato ma che non ha ancora cominciato gli allenamenti nella capitale. C'è gara solo per i primi 10', terminati 21-17, poi la Kinder se ne va: 44-32 all'intervallo lungo, 68-45 al 30', 73-49 al 31'30" sul canestro di Griffith, 84-59 alla fine. Ottima gara di Becirovic, 21 punti con 6 su 8 da due e 9 su 10 dalla lunetta (però 0 su 3 da tre), 9 falli subiti e 2 assist. Andersen, 8 punti con 3 su 5 e 6 rimbalzi, Griffith, 13 punti con 6 su 10 e 7 rimbalzi, e Smodis, 8 punti con il 50% sia da due che da tre e 8 rimbalzi, sono, con Ginobili, i maggiori artefici del dominio bianconero sotto i tabelloni, con 47 palloni catturati contro 34. Ginobili, al rientro e partito dalla panchina, segna 19 punti (4 su 6 da due e 11 su 12 ai liberi, ma 4 triple fuori bersaglio), con anche 6 rimbalzi, 3 palle recuperate, 2 assist, per un 26 di valutazione. C'è il rientro di Jaric per l'esordio in Eurolega contro lo Zalgiris, che è senza Sabonis, ma parte bene, 9-12, poi con un parziale di 13-3, la Kinder va sul 22-15. Nonostante il 9 su 13 al tiro il vantaggio locale è solo di 4 punti, 24-21. Il terzo fallo di Griffith e la zona lituana non impediscono il 21-6 bolognese che porta il punteggio sul 45-27. Un siluro di Smodis fissa il risultato sul 49-32 a metà gara; ottime fin qui le statistiche della Virtus: 17 su 25 al tiro, con 5 su 8 da tre, 16 rimbalzi contro 11, 13 palle recuperate e 3 perse, 4 assist contro 2. Anche Jaric ha 3 falli, ma Bologna non si ferma: Becirovic segna i primi suoi punti con la tripla del 67-46, Abbio, che aveva fatto temere per una sua caduta, fuga i dubbi con la schiacciata del 69-46 e i bianconeri vincono 90-54. A Reggio Calabria la Virtus domina per 30', 13-18 al 10', 33-55 a metà gara, con 37 punti segnati nel periodo, 54-83 a fine terzo quarto; poi la squadra si siede, i calabresi piazzano un parziale di 21-4 in 6' e si ritrovano a meno 12, ma la vittoria non è mai in discussione, finisce 86-98. Ginobili 21 punti, con 25 di valutazione, 4 su 7 da due, 3 su 4 da tre e 4 su 5 ai liberi, 7 falli subiti, poi 7 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi (e pazienza per le 6 perse); 16 li segna Rigaudeau, con 5 su 7 da due e 2 su 3 da lontano, catturando anche 5 rimbalzi; 14 per Smodis, 4 su 4 da due e 2 su 2 da tre, 12 Griffith con 6 su 6 e 7 rimbalzi. Per Jaric 6 falli subiti.

Becirovic ha subito una contusione al ginocchio destro ma è presente a Barcellona; anche Frosini è dolorante ad un ginocchio e allora in quintetto va Smodis. La squadra dell'ex Ekonomou parte 4-0, ma la Kinder con un parziale di 4-12, va sull'8-12.  Rispondono i catalani con un 17-5 che li porta a +8, 25-17 poco prima della chiusura del primo quarto sul 25-19. Pazientemente la Virtus ricuce e sorpassa nuovamente, 27-28; Al riposo le squadre sono in parità, 43-43, con i bolognesi che tirano bene dal campo, 14 su 23 da due e 4 su 9 da tre, ma male in lunetta, 3 su 9. Preoccupano i tre falli di Rigaudeau, ma i bianconeri prendono un vantaggio in 3', 46-52, e avrebbero due volte la possibilità di allungare ulteriormente, ma la sciupano. Così gi spagnoli tornano al comando, 55-54. Qui la Virtus prende in mano la gara: va all'ultima pausa sul 59-62, Becirovic da tre segna il 62-70, Ginobili firma il +10 con un siluro in acrobazia e Smodis la tripla del 67-82, dalla sua mattonella fronte a canestro. La gara termina 69-85, con un 10-23 nell'ultimo quarto. Ginobili non tira benissimo ma segna 20 punti e recupera palloni; Becirovic realizza 12 punti e confeziona 7 assist; Griffith segna 16 punti con 8 su 10 e 13 rimbalzi, dominando il quarto periodo; Rigaudeau 14 punti, con 3 su 3 da due, 2 su 3 da tre, 2 su 2 ai liberi, 4 recuperi e 1 assist; utile Smodis, 4 su 4 ai liberi e 1 su 1 da tre, un gran lavoro sotto i tabelloni con 5 rimbalzi catturati. Purtroppo Jaric segna solo un libero poi accusa una sublussazione alla scapola, gioca solamente 6'26" e deve fermarsi per 20 giorni. Contro la Scavolini, domenica sera, Ginobili gioca un'altra grande gara: 3 su 4 da due, 2 su 5 da tre, 9 su 11 in lunetta, 7 falli subiti, 3 recuperi, 3 assist, 5 rimbalzi (6 perse), 2 stoppate, per 21 punti realizzati e 25 di valutazione; 15 punti di Abbio, 3 su 4 da due, 1 su 2 da tre, 6 su 7 ai liberi; 18 punti Rigaudeau, con 2 su 5 da due, 4 su 4 da tre e 2 su 2 da uno;  15 punti di Griffith con 6 su 10; 14 di Smodis, 4 su 5 da due e 2 su 5 da tre, con anche 7 rimbalzi. La Kinder parte subito forte, 12-2, ma i pesaresi recuperano e sorpassano alla fine del primo quarto, 22-23. In apertura di secondo periodo vanno anche sul +3, poi la Kinder con un parziale di 29-8, si porta sul 51-33 all'intervallo. Rigaudeau dall'angolo destro segna il 73-49; qui i bolognesi frenano e i marchigiani a 2'30" arrivano a meno 11, 85-74, poi la gara termina 92-78. Strigliati da Messina Becirovic e Andersen, che si sono "presi una pausa" dopo la gara di Barcellona: il coach bianconero li invita a prendere esempio da Ginobili tutta grinta. Il rimbrotto ha efficacia, perché i due sono i migliori contro l'Ulker, in una gara brutta e arbitrata male: dopo 2' il punteggio è ancora 0-0, uno dei due arbitri fischia solo le infrazioni di passi e si vedono anche fischiare due infrazioni di 3 secondi consecutive. Il primo quarto si chiude 17-15, con la Kinder che snatura sé stessa: tira 11 volte da tre (2 sole a bersaglio) su un totale di 16 tiri (solamente 5 a segno). Al 13' i turchi mettono la testa avanti, 19-21, ma al 20' gli italiani hanno un piccolo vantaggio, 31-28. Tira male Bologna, 10 su 26, ed ha anche 11 perse e Ginobili e Rigaudeau con tre falli. Non fanno meglio gli ospiti: 11 su 31 e 10 perse. Nel terzo quarto l'Ulker torna sopra, 40-41, ma, grazie anche alla zona ordinata da Messina, i bolognesi piazzano un 9-0 e terminano il terzo periodo 51-43. A inizio ultimo quarto Ginobili in contropiede segna il 53-43, ma in 2 minuti i turchi con uno 0-7 sono nuovamente a meno 3. Li ferma Andersen firmando il canestro del 55-50, poi anche quello del 62-54. La paura è passata e la Virtus vince 68-60. Per David 6 punti con 3 su 5, 4 rimbalzi, 1 recupero (anche 1 pallone perso) e 1 assist, ma soprattutto i 3 canestri sono stati segnati nel momento cruciale della gara. Per Becirovic 14 punti, con 2 su 5 da tre, 2 su 4 da due, 4 rimbalzi, 1 assist e 5 falli subiti. L'unico altro giocatore in doppia cifra è Ginobili con 12. A Trieste un grande Becirovic (26 punti, 6 su 9 da due, 1 su 4 da tre e 11 su 11 in lunetta, 5 rimbalzi, 5 recuperi contro 2 perse e 2 assist), ben coadiuvato da Rigaudeau (20 punti, 5 su 8 da due, 2 su 2 dalla distanza, 4 su 5 si liberi, 5 palle recuperate e 3 perse, ma soprattutto tutti i canestri della riscossa e dei sorpassi), trascinano la Virtus alla vittoria nel supplementare; buono anche il contributo di Andersen (7 punti e 9 rimbalzi), Abbio (9 punti con 2 su 3 nelle triple) e Ginobili (14 punti anche se non con grandi percentuali). Solo 5 punti per Griffith con 1 su 8 ed uscito anzitempo per falli, come pure Smodis. Bologna ha terminato il primo quarto sotto 20-19, il secondo è iniziato malissimo con 0 su 7 e solo due liberi di Becirovic in 7'10", poi rattoppato con 13 punti per essere sotto di solo 5 all'intervallo, 40-35, e il terzo è finito 62-60, dopo che con la tripla di Rigaudeau la Kinder aveva avvicinato gli avversari, 55-57 e con Becirovic finalmente superato, 59-60. Finita a meno 7 nell'ultimo periodo, la Kinder con un 13-2 si portava con Andersen sul 68-72 al 35'. Sull'80-81 a 8" Ginobili ha messo un solo libero e Mazique ha pareggiato. Nel supplementare a 18" dall'angolo destro Becirovic ha segnato l'86-90, poi tripla di Maric e ancora a 8" solo 1 su 2 di Ginobili in lunetta, ma stavolta il risultato rimaneva fissato sull'89-91. Partono per Atene sia Jaric, che rientra, nonostante nell'ultimo allenamento a Bologna abbia ricevuto un altro colpo alla spalla infortunata, sia Rigaudeau, che nella stessa seduta ha lavorato solo con il preparatore a causa di una contrattura all'adduttore. I due daranno comunque il loro contributo, con 7 punti a testa, contro il Peristeri dell'ex Michael Andersen e di Wojcik, 28 punti la settimana prima a Barcellona. Griffith gioca un'altra brutta gara, solo 4 punti e 3 falli dopo 4', ma la Kinder è sopra di 1 al 10', 21-22, grazie soprattutto agli 8 punti di Abbio (saranno 15 alla fine, tutti nella prima metà gara, migliore realizzatore bolognese, senza trascurare il fatto di avere fermato Dinkins a 7 soli punti). Con le mani di Becirovic e un Andersen inarrestabile (13 punti finali), i bolognesi piazzano lo 0-8 del 21-30 e sul contropiede di Abbio la Virtus vola 31-44; poi un tecnico alla panchina greca, la concretezza di Andersen (13 punti), la tripla di Smodis del 31-47 e il canestro pestando la riga di Jaric per il 31-49 del 20' lanciano Bologna. Inizia il terzo quarto: tripla di Rigaudeau, gioco da tre punti di Ginobili e altri due punti per il 31-57, con i greci fermi a 31 da una vita. Il terzo periodo termina 40-66, nonostante il 5-1 firmato da Wojcik nell'ultimo minuto e la gara termina 59-87, con gli infruttuosi i tentativi dei padroni di casa di metterla sulla rissa. In doppia cifra anche Ginobili con 14 punti e Smodis con 12.

Contro Avellino la Kinder vola: 11-2, 17-7, 29-14 al 10' (12 dei 14 punti ospiti di Robinson), poi si distrae, Jaric ha voglia di giocare e fa passaggi dietro la schiena che finiscono in mano agli avversari, e i campani tornano a meno 5, 38-33. Poi c'è il risveglio bolognese, un 18-8, propiziato in gran parte dalle 3 triple di Ginobili (22 punti con 4 su 5 da tre, 5 su 7 da due e...0 su 3 ai liberi, 4 rimbalzi, 2 assist, 8 recuperate e 1 sola persa) e da quella di Rigaudeau (14 punti in 22' con 3 su 3 da due, 2 su 3 da lontano e 2 su 2 in lunetta, con anche 2 assist), quindi all'intervallo Bologna avanti 56-41, nonostante Andersen schiacci sul ferro alla sirena. La Kinder ha il 65% al tiro (67% da tre), anche se ha perso 10 palloni (ma 13 recuperati). Il terzo quarto termina 77-51 e la gara 96-72. In ripresa Griffith, 12 punti e 10 rimbalzi, con 4 su 8 da due e 4 su 4 ai personali. Malino Becirovic, 8 punti con 3 su 10, solo 9' e 0 punti per un affaticato Abbio. Non preoccupa la leggera distorsione patita da Rigaudeau. Contro Lubiana scontro di ex, Becirovic nella Virtus e Zdovc nell'Olimpia. Dopo 8'30 V nere già avanti 22-10, poi il primo quarto si chiude 26-16. In slalom Becirovic firma il 42-26, dopo un 10-1 casalingo. All'intervallo lungo Bologna avanti 51-34, tirando 16 su 21 da due, 4 su 6 da tre, con all'attivo 6 assist e un 63 di valutazione, contro il 10 su 31 e 32 di valutazione avversario. Questo nonostante Andersen, dopo essersi lasciato sfuggire due volte Mujerizinovic, venga fatto accomodare da Messina in panchina per non rialzarsi più fino a fine gara, Griffith abbia commesso presto 3 falli e Rigaudeau non sia ancora andato a segno con un canestro su azione, il primo sarà nel terzo quarto, che si chiuderà 68-52. Al 35' leggero avvicinamento ospite, 72-60, ma risponde subito la Kinder con un 5-0, chiuso da un siluro di Smodis al 37', poco prima di uscire per una distorsione alla caviglia a 1'40". Finisce 86-70, con punteggi distribuiti: 15 di Becirovic (50% sia da due che da tre e 7 su 8 ai liberi, ma 6 perse), 13 per Ginobili (1 su 4 da tre, 3 su 4 da due, 4 su 5 ai personali e 4 rimbalzi), 12 per Frosini (6 su 7 e 5 rimbalzi) e Jaric (1 su 2 da tre, 4 su 4 da due, 1 su 1 in lunetta, 4 recuperi e 2 assist, ma soprattutto troppo veloce per il non più giovane Zdovc), 11 per Abbio (1 su 1 da tre, 2 su 2 da due e 4 su 5 ai liberi), 8 di Smodis (2 su 3 da tre e 1 su 2 da due, 3 rimbalzi e 4 recuperi contro 3 perse) e Rigaudeau, 7 di Griffith. Tredicesima vittoria su 13 tra campionato e coppa; le uniche sconfitte nelle supercoppe. Smodis salta la gara contro Fabriano. Qualche problema fisico, Jaric con dolori al ginocchio, Frosini sofferente per una tendinite e Griffith costretto ad uscire per un problema al polpaccio sinistro, ma sono proprio loro tre a scrivere pagine importanti nella gara: Marko con 21 punti, 5 su 7 da due, 2 su 6 da tre e 5 su 6 in lunetta, con anche 4 rimbalzi e 2 assist, Ale con 8 punti e 9 rimbalzi e Griffith con 14 punti (6 su 9 e 2 su 2 ai liberi) e 10 rimbalzi. I marchigiani però resistono per ben 20 minuti, sotto 26-17 al 10' hanno solo 3 punti di ritardo a metà gara, 42-39. Il terzo periodo si apre con le triple di Jaric e Rigaudeau, 48-39, Fabriano resiste fino al 50-43, poi subisce un parziale di 11-0, 61-43. Al 30' il punteggio è 72-49, 30-10 il responso del terzo quarto. La partita termina 92-69. In doppia cifra troviamo, anche Abbio con 16 e Ginobili con 13. I problemi fisici dei lunghi fanno esordire in campionato anche Flavio Carera, a segno con uno dei suoi ganci. In nazionale viene convocato Abbio, non Frosini, ma prima ci sono da giocare la gara contro Londra di Eurolega e il derby, con Griffith tenuto a riposo. Contro i londinesi è un derby aziendale, infatti anche gli inglesi sono sponsorizzati Kinder... e delle due quella più forte inizialmente sembra la squadra in trasferta, che scappa 13-20, poco prima della fine del primo quarto (16-20), è di nuovo a +7 sul 21-28 e regge ancora in parità al 20', 41-41. La Kinder s'invola nel terzo quarto, anche se i britannici reggono fino al 52-47, ma poi crollano, 75-55 al 30', con parziale del periodo, 34-14, +20 come nel terzo quarto della gara contro Fabriano. Senza storia gli ultimi 10' con Bologna che vince 94-72. Ginobili mattatore con 31 punti, 4 su 8 da due, 5 su 9 da tre, 8 su 9 ai liberi e 7 assist. Nel derby, senza Griffith, con Andersen già fuori per falli nel terzo quarto e Smodis a 4 falli, la Kinder, dopo lo 0-9 (frutto della velocità di Ginobili) che replica al buon inizio della Fortitudo e in 3' la porta avanti, fatica ma resta sempre in scia, 22-18 al 10', 44-43 a metà e 69-66 al 30'. Poi con 5 punti di Becirovic i bianconeri vanno anche avanti schierando il quintetto con 4 piccoli (Smodis in panchina dopo avere preso un tecnico, il suo quarto fallo), ma la Skipper sorpassa, 80-79 e Jaric fallisce l'ultimo tiro. Termina dopo 15 successi consecutivi, tra campionato e coppa, la striscia della Virtus. In cinque in doppia cifra: Ginobili 18, Becirovic 13, Frosini 12, Jaric 11 e Smodis 10, poi 8 per Andersen e 7 per Rigaudeau.

Con Abbio, Becirovic, Jaric e Smodis via con le nazionali, Griffith reduce dall'infortunio e partito per gli Usa per il giorno del ringraziamento, i ranghi in allenamento sono ridotti; inoltre Rigaudeau è affaticato e nel derby ha preso un colpo all'arcata sopraccigliare sinistra, Frosini è alle prese con la sua tendinite, insomma gli unici in forma sono Carera, David Andersen e Ginobili. Dopo la laurea in Economia e Commercio presa a Venezia, la Facoltà di Bologna assegna a Messina la laura honoris causa in scienze motorie a Messina. Abbio dopo aver ben giocato (11 punti) nella sfida con l'Inghilterra lamenta una contrattura, ma gioca le gare successive contro Repubblica Ceca e Portogallo (rispettivamente con 3 e 7 punti) Smodis anticipa il rientro per una distorsione alla caviglia destra. Nesterovic in Nba con i Minnesota segna 24 punti e prende 12 rimbalzi nella vittoria contro San Antonio. Abbio e Becirovic rientrano a soli due giorni dalla sfida di Treviso, ma intanto la Kinder affronta Baltur Cento a Pieve di Cento e Filattice Imola a Casalecchio in amichevole. Jaric, da poco rientrato dalla nazionale, a Cento, dove è assente Ginobili per una contusione all'arcata sopracciliare sinistra patita in allenamento segna 39 punti, mentre contro l'Andrea Costa la Kinder vince 95-70. Con Griffith (fasciato al polpaccio destro) e Smodis a mezzo servizio, Ginobili mascherato, la Kinder riprende il campionato a Treviso. Edney segna 9 punti in 5'30" e Bologna viene doppiata, 28-14. Messina prova Rashard, ma il totem zoppica e gioca su una gamba sola; comunque una tripla di Abbio e un canestro di Smodis danno fiducia ai bolognesi che chiudono il primo quarto a meno 7, dopo un parziale di 0-7, 28-21. Continua la rimonta ospite, 38 pari a metà gara, 42-56 al 25', 54-62 alla fine del terzo periodo nel quale Ginobili ha segnato 15 punti. Poi la stanchezza si fa sentire e la Benetton, che era stata sotto anche di 9 punti, recupera e torna al comando, 76-69 al 37'. Rigaudeau e Griffith reagiscono, 76-75 a 1'17", ancora meno 1 a 12", ma Treviso vince 82-80 e si piange per un autocanestro di Frosini su un libero fallito dai veneti. A Francoforte contro gli Skyliners arriva la terza sconfitta consecutiva, per un totale di 4 punti di scarto, 80-79. Non bastano i 20 punti di Jaric, i 15 di Ginobili e Smodis, gli 11 di Andersen e i 10 di Griffith, perché Abbio (virgola), Becirovic e Rigaudeau con 3 punti e Frosini con 2, ne mettono insieme solo 8. In vantaggio 24-29 al 10', a metà gara i bolognesi sono sotto 43-38, in avvio di terzo periodo sprofondano a meno 14, poi con due triple Smodis avvia la riscossa e al 30' le squadre sono in parità, 58-58. Ancora Smodis con un siluro dà il +3, poi tedeschi sorpassano, a 13" Jaric mette i due liberi del 78-79, ma sulla sirena Goree segna il canestro della vittoria teutonica, 80-79. Contro Milano la gara dura fino al 6-6, poi un 14-0 dà il via alla cavalcata bianconera: 29-16 al 10', 49-33 a metà partita, 74-51 al 30', 99-55 a poco dal termine e 105-67 alla fine. La Kinder chiude con l'82% da due (36 su 44) e il 43 % da tre (6 su 14), Ginobili segna 23 punti con 9 su 11 da due, 0 su 1 nelle triple, 5 su 5 in lunetta e cattura anche 5 rimbalzi; a inizio terzo quarto dopo un recupero di Jaric, riceve il suo assist volante e schiaccia una delle sue tre schiacciate della gara; un ottimo Griffith 16 punti con 8 su 8. Il lunedì successivo la squadra è a Sanremo per la registrazione del Gran Galà dello Sport, dove viene premiata per i successi della stagione precedente. A Kaunas, dopo un viaggio naturalmente lunghissimo, la Kinder parte bene, 8-15, con le invenzioni di Ginobili (17 punti), poi subisce un 7-0 e al 10' è sotto 21-18. Messina prova Abbio, ma Picchio non dà nulla (virgola per lui), Griffith dà pochissimo (4 punti), Smodis va ad intermittenza (10 punti) e alla pausa lunga Bologna è sotto 45-31. Nel terzo quarto un buon momento dei bolognesi e due liberi di Becirovic (12 punti) portano le V nere a meno 8, ma è un'illusione, a fine periodo il punteggio è 66-50 e alla fine 91-67, con Messina che pensa addirittura a dare le dimissioni dopo 4 sconfitte in 5 gare, ma mentre le prime tre erano state di misura, questa è una vera disfatta. Madrigali fa ragionare il coach che resta al suo posto. A Udine (con la squadra di casa priva di Esposito e Alibegovic) occorre una riscossa e questa puntualmente arriva, nonostante l'assenza di Griffith e l'uscita di Andersen, che rotola a terra tenendosi il ginocchio, al primo minuto. Con 5 giocatori in doppia cifra, Ginobili 24 (4 su 5 da due, 3 su 4 da tre, 7 su 8 in lunetta), Becirovic 18 (5 su 9 da due, 1 su 1 da tre, 5 su 7 ai liberi), Frosini (5 su 5 da due e 5 su 6 ai personali, con 7 rimbalzi), Smodis 15 (3 su 6 da due, 3 su 3 da tre) e Rigaudeua 11, le V nere dominano: dopo 6' 7-18, al 10' 17-36, 23-43 nel secondo quarto, 34-52 al 20' (con 9 su 10 da tre, sarà 11 su 16 alla fine), 52-73 all'ultima sosta e 67-92 a fine partita. La novità è Jaric in panchina all'inizio e in campo solo al 12'. Per Griffith c'è una lesione al tricipite surale della gamba sinistra che lo terrà fuori per 2 o 3 mesi, per Andersen una distorsione al ginocchio, ma David recupera per la gara contro il Barcellona dell'ex virtussino Ekonomou e dell'ex Fortitudo Karnishivas. Abbio (4 punti e 4 rimbalzi), Becirovic (7 punti), Frosini (4 punti tutti in lunetta e 5 rimbalzi), Rigaudeau (6 punti e 8 rimbalzi) e Jaric (4 punti) mettono un mattoncino, ma la grande prova è costruita da Ginobili, 30 punti con 7 su 10 da due, 1 su 5 da tre e 13 su 13 ai liberi, con anche 9 rimbalzi, Smodis, 21 punti con 5 su 7 da due, 3 su 5 da tre e 2 su 2 in lunetta e Andersen, 15 punti con 6 su 7 da due e 3 su 3 ai personali. Dopo l'iniziale 0-2 un parziale di 16-0 fa scappare i bianconeri, che recuperano 7 palloni e lanciano Becirovic. I catalani però rientrano, complice anche il terzo fallo di Sani e al 10' sono sotto 26-24. I bolognesi con un grande Ginobili riescono ad andare a +7 al rientro negli spogliatoi, 51-44 (fin qui 20 punti con 7 su 7 ai liberi e 2 recuperi per l'argentino). I blaugrana non demordono, sono a contatto al 30', 71-70, e addirittura davanti poco dopo, 73-74. A questo punto i bolognesi piazzano un parziale di 11-0 e chiudono i conti. La gara termina 91-81.

Purtroppo c'è una distorsione alla caviglia sinistra per Becirovic, che deve saltare la gara contro la Muller, dove il capitano è Rigaudeau, che prende il posto di Abbio. Il francese è il 18° della storia della Virtus, il primo straniero. Osservato un minuto di silenzio in ricordo di Chicco Ravaglia, scomparso due anni prima. Le Roi festeggia la fresca nomina con 20 punti (3 su 4 da due, 3 su 3 da tre e 5 su 6 in lunetta, 4 recuperi e 26 di valutazione), meglio di lui fa Jaric con 25 (5 su 10 da due, 4 su 7 da tre e 3 su 4 ai liberi con anche 6 assist e tornato ad un lungo minutaggio, 30' in campo). Bologna controlla, 21-14 al 10', 45-30 a metà gara, 58-40 al 23'30", ma nonostante i veneti chiudano con poco più del 40% al tiro, sono capaci di rientrare fino a meno 7, 66-59. Un attimo dopo si chiude il terzo periodo, 67-59. Sono tre triple di Rigaudeau a firmare il 9-0 che chiude la contesa, anche perché Ginobili completa il parziale di 18-2. La Muller segna solo 13 punti nell'ultimo quarto e Bologna vince 101-72. Ottimo il 3 su 4 di Barlera, 6 punti in 9'. Paolone è assente contro Roseto, perché, tamponato in auto, ha subito il classico colpo di frusta; Becirovic rientra, ma non può essere al meglio, 4 punti in 21'. Rigaudeau gioca solo 11' (3 punti), per il riacutizzarsi di un malanno muscolare. I protagonisti sono Ginobili, 23 punti, 4 su 7 da due, 3 su 5 da tre e 6 su 10 ai liberi, Jaric, 21 punti, con 3 su 6 da due, 3 su 4 da tre e 6 su 8 in lunetta, e Frosini, 14 punti con 7 su 7. Qualche sprazzo viene anche da Smodis, 11 punti. La gara non è tutta in discesa, 19 pari al 10', poi con qualche sprazzo di Jaric la Kinder riesce a chiudere il secondo quarto avanti 43-36. Fin qui Roseto ha catturato 10 rimbalzi offensivi dei suoi 21 totali, la Kinder ha tirato discretamente, 15 su 29, ma ha perso troppi palloni. Con un efficace terzo periodo i bolognesi vanno all'ultima pausa sul 66-50 e poco dopo sono sul 72-51, poi rallentano e la sfida si chiude sull'87-75. Alla solita fascite all'arco plantare sinistro, per Rigaudeau si aggiunge un ematoma e il francese deve restare al palo 15 giorni, di cui 7 di assoluto riposo. Così a Siena senza Rigaudeau, Bonora e Griffith, con Becirovic e Barlera menomati, la Kinder ne ha veramente pochi: dei 10 Ferri e Carera (alla gara numero 200 in bianconero) non entrano, Barlera gioca solo 4', Becirovic 14, segnando 5 punti, e così quasi tutto il peso della gara poggia sugli altri 6, ma Andersen, 4 punti, e Smodis, 3, non sono in serata, Ginobili è azzerato dalla difesa toscana e realizza solo 6 punti con 3 su 10 e 0 su 1 ai liberi. Ci provano Jaric, 19 punti, Frosini, 16 e Abbio, 14 (il migliore con 4 su 5 da due e 6 su 7 ai liberi, anche se con tre triple fuori bersaglio), ma non può bastare. Dopo un'iniziale 0-6 con un dominante Frosini, Bologna va sotto 12-9 e il primo quarto si chiude 24-19. Entrano Becirovic e Smodis per Ginobili e Frosini e Siena allunga, 30-23, col rientro di Ale la Kinder si avvicina, ma è un fuoco di paglia, i bolognesi precipitano a meno 9, 38-29. Al 20', sul 51-40, solo Abbio degli emiliani è in doppia cifra. Al 26' 58-44, la Virtus ci prova e rientra 60-51 al 30', ma a metà ultima frazione è di nuovo a meno 13, 69-56. Finisce 79-67, con un desolante 1 su 7 da tre punti per i petroniani (meno del 7%). Inizia l'anno nuovo e, dopo alcune ricerche, si decide di non andare sul mercato, si fa solamente rientrare Brkic che aveva iniziato la stagione ai Lions di Vienna. Contro Varese a Casalecchio, senza Bonora, Abbio e Rigaudeau, con Becirovic che soffre per il ginocchio (rotula del ginocchio sinistro fuori asse, così l'articolazione lavora male e si infiamma il tendine rotuleo), i protagonisti sono Ginobili (grande riscatto dopo la partitaccia di Siena), 31 punti, con 8 su 14 da due, 2 su 4 da tre e 9 su 12 ai liberi, ottimo nei secondi 20', dopo che nei primi aveva tirato con il 43% dal campo e il 63% dalla lunetta, 5 rimbalzi, 3 recuperi e 2 assist, Abbio con 18 punti, elogiato da Messina per la concentrazione, Andersen con 13 punti e altrettanti rimbalzi, Jaric (con il polpaccio fasciato) con 12 punti e 6 palloni catturati sotto i tabelloni e Frosini con 11 punti e 8 rimbalzi. Oltre a questi solo un punto di Brkic. La Metis parte subito 0-5 ed è ancora davanti al 10', 20-21. Nel secondo parziale, sebbene al 20' la Kinder sia sotto ai rimbalzi 17-28, i bolognesi vanno sul 46-37, prima di chiudere il periodo sul 46-38. I lombardi recuperano, 55-51, e chiudono il terzo quarto a meno 5, 61-56. Al 32' il vantaggio dei padroni di casa è risicato, 63-61, ma Ginobili con 13 punti negli ultimi 10' permette alla Virtus di chiudere senza troppi patemi, 86-79. Ginobili (1000 punti in campionato in maglia bianconera) esce dal confronto non fisicamente a posto (arriverà zoppicante al successivo allenamento) e Messina si lamenta delle tante botte prese dall'argentino a fronte di non tanti liberi tirati. Comunque Emanuel è in campo a Biella, dove invece Becirovic è inserito nei 10, ma senza giocare. Virtus incompleta, con le rotazioni ridotte a 7 uomini, senza condizione e senza morale: nel primo quarto la tengono in piedi due triple di Abbio (il migliore dei bolognesi, 19 punti, con 1 su 6 da due, ma 3 su 6 da tre e 8 su 9 ai liberi), così al 10' è ancora a contatto, 23-21. A metà gara la Kinder è sotto di 10 e nel terzo periodo segna solo 11 punti, sprofondando a meno 17, 64-47. A 3' dalla fine le V nere risalgono a meno 12, ma poi perdono 87-74. Per Istanbul non parte neppure Becirovic, che non viene operato, ma è costretto al riposo per 10 giorni, dopodiché verrà rivalutato. Fuori anche Griffith, Bonora, Rigaudeau e Barlera, in Turchia le rotazioni sono ridotte a poco più di 6, anche se alla fine Brkic (3 punti) gioca quasi 10 minuti, Graziano (4 punti) e Ferri poco meno di un minuto, mentre Carera non entra. Smodis segna 6 punti in 20', Andersen 9 in 23', Ginobili e Jaric 12 in 35', Frosini 8 e Abbio 21 entrambi in 37'. Yildirim e Erdebnay segnano subito due triple, mentre i primi 3 canestri bolognesi vengono annullati. La Kinder non si scoraggia, si aggrappa alla difesa (alla fine 33% sia da due che da tre per i locali, che hanno anche meno del 43% ai liberi), con un parziale di 0-7 passa al comando e al 10' è sopra 15-17. Nel secondo quarto la squadra italiana si stacca, 25-37 con la tripla sulla sirena di Abbio. Nel terzo periodo le V nere dilagano, con un parziale di 4-11 aperto e chiuso sempre da Abbio vanno sul 29-48 al 24'. Smodis gioca da centro e da esterno, Jaric amministra il gioco e all'ultima pausa si è sul 39-55, poi la gara si chiude 51-75. I tifosi sono all'aeroporto di Bologna, al rientro della squadra, per festeggiare il successo, ma ci sono altri guai fisici: Smodis torna con il polso fasciato e giocherà solo 12' nella trasferta di Cantù, dove invece è assente Abbio, Ginobili è sofferente per una contusione alla spalla, ma è presente nella gara in Lombardia, nella quale rientra Barlera (sarà in campo 2'). In pratica quasi tutto il peso della gara è su Ginobili (27 punti in 39'), Andersen (16 punti in 39'), Jaric (19 punti in 38'), Frosini (16 punti in 37') e Brkic (6 punti in 32'). Nonostante tutti i problemi la Virtus domina la prima gara del girone di ritorno (mentre va considerato il 56% da tre per Rigaudeau alla fine dell'andata).

A Cantù non ci sono infatti Griffith, Rigaudeau, Bonora, Becirovic e anche Abbio costretto a restare in albergo da un attacco influenzale. Così a referto vanno solo in 9, con Brkic in quintetto (2 su 2 da due è ai liberi, solo un errore da tre) e Smodis, con la mano sinistra fasciata, costretto a giocare comunque 12 minuti, Graziano e Carera non entrati. La Kinder parte con 5 su 6 al tiro, molto concentrata e racchiusa nella sua zona 2-3; i bolognesi controllano fino all'8, 15-21, poi al momento dei primi cambi, avendo poche risorse, i padroni di casa rimontano e sorpassano nel finale del quarto, grazie anche ad un antisportivo a Brkic e un tecnico a Messina: 26-23 al 10'. A inizio secondo periodo i lombardi allungano, 30-23 (parziale di 15-2), ma coraggiosamente Bologna regge e all'intervallo è sotto solo 40-37, tirando molto meglio dei locali, 59% al tiro, contro il 36% canturino, anche se le V nere pagano dazio a rimbalzo, 19-13. A inizio terzo quarto Cantù torna a +7, ma un imperioso 0-10 rovescia l'inerzia, 46-49. Al 30' i petroniani sono volati via, 52-65. Quando a 6' dalla sirena Jaric e Hines prendono un doppio tecnico il risultato è cambiato di poco, 52-67, la squadra di casa prova ad avvicinarsi, ma arriva solo a meno 8, poi la Virtus trionfa 68-84. Ginobili, 27 punti, 11 falli subiti e 14 su 21 ai liberi più 6 recuperi, Andersen da centro 9 rimbalzi, sono 7 invece per Frosini; Jaric 7 su 12 e 4 su 4 in lunetta. Messina, entusiasta dei suoi, esalta il preparatore Sepulcri: criticato spesso per i troppi acciacchi della squadra, proprio nelle ultime due prestazioni ha dimostrato di aver fatto un ottimo lavoro con la squadra. Contro il Peristeri rientrano Abbio, 17 punti con 5 su 6 da tre, e Rigaudeau, 6 punti; anche Smodis è in ripresa, 12 punti. Ottimi i soliti Ginobili, 19 punti, e Jaric, 22. Bologna controlla, 27-20 al 10', 46-36 a metà gara. I greci hanno un sussulto, 48-46 al 24', dopo un parziale di 2-10, ma la Kinder riparte, 71-57 al 30' e 87-72 alla fine. Contro Livorno la Virtus raggiunge le 1600 gare disputate in campionato, prima squadra a toccare questo traguardo in Italia. I toscani inizialmente con una zona 3-2 mettono in difficoltà i bolognesi, 3-11 dopo 3'56" e timeout chiamato la Kinder produce il 9-0 per il vantaggio 12-11. gli ospiti tornano avanti 15-20 e alla fine del primo quarto sono ancora sopra, 17-20. Abbio, che già era stato negli spogliatoi per mettere un cerotto sotto il mento, poco dopo avere segnato il primo canestro, a 11'24" esce per una distorsione alla caviglia destra che lo terrà fuori 10 giorni, saltando anche la nazionale. Esce il triplista di Eurolega ed sale in cattedra quello di campionato, Rigaudeau, così il secondo quarto termina 37-34, l'ultimo contatto ravvicinato è sul 37-35, poi i bolognesi allungano, 67-53 al 30' e 92-71 alla fine. Per Rigaudeau 26 punti, con 3 su 3 da due, 6 su 7 da tre, 2 su 3 ai liberi. 3 rimbalzi e 3 assist; per Ginobili 21 punti, con 2 su 8 da due, 3 su 6 da tre e 8 su 8 in lunetta, 8 falli subiti, 7 rimbalzi e 3 assist; per Jaric 21 punti, 4 su 6 da due, 3 su 8 da tre, 4 su 5 ai liberi, 7 rimbalzi e 3 assist, in tre mettono insieme 68 punti. La Kinder durante la pausa per le nazionali gioca due scrimmage a porte chiuse all'Arcoveggio: nel primo batte Ferrara 88-66, con 21 punti di Rigaudeau, 17 di Brkic, 15 di Ginobili, 14 di Frosini e 12 di D. Andersen. Con parziali 23-20, 21-20 e 22-13 negli ultimi due quarti; nel secondo vince contro Siena 89-76 con 18 punti di Rigaudeau, 17 di Ginobili, 15 di Andersen, 14 di Barlera e 13 di Frosini, con parziali 27-20, 19-23, 21-21 e 22-12. Intanto Becirovic, appena tornato dalla Slovernia, viene visitato dal dottor Lelli, con diagnosi scoraggiante: le terapie non hanno avuto esito e sono necessarie due operazioni: la prima immediata per ripulire il ginocchio e il tendine rotuleo e dopo 2 mesi una seconda per riallineare la rotula. A Lubiana per la gara di Eurolega vanno Matteo Brunamonti e Akrivos. La Kinder è trascinata da D. Andersen, 25 punti, Ginobili, 24 punti (6 su 8 da 2, 3 su 5 da 3 e 3 su 4 ai liberi), Rigaudeau, 16 punti (3 su 6 dal campo e 8 su 9 dalla lunetta), e dalla difesa. Dopo 120" i padroni di casa conducono 10-1, ma al 6' i bolognesi hanno già impattato, 12-12. Al 10' la Virtus è sotto 26-23 e i locali allungano ancora, 31-26. Un parziale di 0-6 riporta sopra Bologna, 31-32, e squadre in equilibrio a metà gara, 42-42. I bolognesi pagano il 10 su 16 in lunetta, un Rigaudeau ancora non al meglio, ma hanno avuto un grande Ginobili; l'allenatore di casa ha già ruotato 12 uomini, mentre Messina può contare solo su 7 elementi (l'ottavo uomo, Barlera giocherà meno di 3') e ha Smodis e D. Andersen con 3 falli. Nel terzo quarto la difesa a zona 2-3, le prodezze balistiche di Ginobili, la precisione di D. Andersen (10 su 12 e canestri segnati nei momenti delicati del match) e le triple lanciano le V nere: Rigaudeau segna quella del 46-52, Brkic quella del 53-61 e Ginobili quella del 55-64 al 29'. All'ultima pausa gli sloveni si sono avvicinati di un punto, 56-64. La Kinder arriva fino al +15, 58-73, torna a preoccuparsi a 2'40", quando Zdovc segna il 71-77, ma Jaric dalla lunetta e una schiacciata di Ginobili portano il successo in Porto, 85-89. La Virtus conferma il suo primato anche se poi nella seconda fase si azzera tutto. Per Becirovic ancora in dubbio la seconda operazione, perché la diagnosi è diventata frattura traumatica della cartilagine rotulea. Abbio, ripresosi dalla distorsione, accusa un problema allergico, ma riesce a dare minuti importanti contro Imola. La Kinder vince con le alte percentuali, una buona circolazione di palla e il dominio dell'area. Avanti 11-3 dopo 3'30", viene raggiunta sul 19-19, ma riparte con un 8-0 che le fa chiudere avanti 27-19 il primo quarto. I bianconeri salgono al massimo vantaggio, 46-28 e terminano sul 52-36 la prima metà gara, grazie al dominio sotto i tabelloni, con 5 stoppate e 23 rimbalzi contro 11, e al 68% nel tiro dal campo, 78% da due, mentre Imola tira col 32% da due e col 34% da tre. Gli ospiti resistono grazie a Bailey che viaggia a un punto al minuto (chiuderà con 30), ma Moltedo arrivato con dolori alla schiena è stato utilizzato solo per 7', a causa di un problema al ginocchio. Il terzo periodo si chiude sulla tripla di Bailey, 69-56, poi negli ultimi 10' i bolognesi controllano agevolmente e c'è spazio negli ultimi secondi anche per Akrivos e Matteo Brunamonti, che si prende il lusso di mettere a segno anche una tripla, primi suoi punti in campionato, dopo i due nella supercoppa dell'anno precedente (questi rimarranno i soli 5 punti realizzati da Matteo nella Virtus). Sei in doppia cifra: Jaric segna 20 punti, Andersen 16 con 13 rimbalzi, Smodis 15, Ginobili 14, Frosini 12 con 8 rimbalzi, Rigaudeau 10. A Londra, dopo 4 mesi dall'infortunio, rientra Bonora. Nel primo quarto la Kinder, partita con Jaric, Ginobili, Rigaudeua, Andersen e Frosini in quintetto, è imprecisa da tre, 0 su 4, e così al 10' è avanti di un solo punto, 15-16. Nel secondo periodo i bolognesi scappano e lo chiudono sul 33-49 con la tripla di Brkic. Nel terzo quarto fa il suo ritorno in campo, dopo 129 giorni di stop, Davide Bonora. Al 30' Virtus avanti 43-77 e alla fine 57-96. Matematico il primo posto nel girone, la seconda fase inizierà a Istanbul dove si andrà ad incontrare l'Efes dell'ex Stombergas, già affrontato in maglia Tau.

In campionato turno di riposo. Contro gli Skyliners (gara preceduta da un minuto di raccoglimento per la morte della mamma di Griffith, appena rientrato dagli States) per Bologna non conta, mentre gli ospiti per sperare devono vincere. Così la Kinder non spinge troppo, 17-12 al 10'; sul 31-23 subisce addirittura un parziale di 9-27 e si ritrova nel terzo quarto sul 42-50 (il secondo si era concluso 33-29). Messina ha anche tolto Smodis e Andersen ed inserito Barlera e Frosini, ma senza risultati. Ci vuole una zona 2-3 con Jaric in angolo, ma che sale spesso in prima linea, per mettere in crisi gli avversari. I tedeschi si bloccano, segnano ancora con Austin la tripla del 49-54, ma poi Andersen pareggia, 57-57, e Frosini sorpassa, 61-59. I bolognesi conducono poi in porto il successo per 69-62. Ginobili ha osservato dalla panchina gli ultimi due quarti, a causa di una contrattura, dopo avere comunque segnato un solo punto con 0 su 5 dal campo. Nonostante il basso punteggio 5 bolognesi in doppia cifra: Rigaudeau 15, Andersen 14, Abbio e Jaric 11, Frosini 10, poi 7 di Smodis e 1 di Ginobili. A Roma non c'è gara, Myers segna 23 punti e i capitolini scappano subito, dal 7-5 al 18-5, con un 11-0. Il primo quarto termina 26-19, poi la Wurth sale a +18, 48-30 e a metà gara è sul 50-35. Andersen (20 punti) ci prova e tiene Bologna a galla, 42-55. Il terzo periodo termina 63-49. Con la zona e ancora David Andersen, che approfitta dei 4 falli di Tonolli, i bolognesi si avvicinano, 63-53, ma due canestri di Allen li ributtano indietro, 67-53. Sembra finita, invece le V nere hanno un sussulto pari ad uno 0-7, 67-60, ma la Virtus romana chiude 72-64. Sufficienti anche Ginobili, 19 punti e Smodis con 11 (3 su 3 da tre), inesistente Rigaudeau, virgola in 20', con 0 su 4. A Forlì c'è la Final eight di Coppa Italia, con la Kinder detentrice. Nei quarti contro Triste partenza a razzo dei bolognesi, partiti con Ginobili, Andersen, Rigaudeau, Frosini e Jaric, 12-4 dopo 3'25". Pancotto che aveva affidato la regia al diciottenne Cavaliero torna sui suoi passi e inserisce Maric, 35 anni, che segna subito 7 punti e porta avanti i suoi per l'unica volta, 15-16, dopo 8'34". La Kinder chiude avanti il primo quarto 23-19; nel secondo periodo Messina inserisce Bonora, ma è Jaric a scatenarsi, pianta in asso Erdmann due volte e completa due giochi da tre punti, 30-22 al 14'16". Smodis con una tripla porta Bologna a +10 al 15'07". Pancotto prende un tecnico e Jaric monetizza con i due liberi e un canestro, poi, poco dopo, segna anche da tre, 45-33 al 18'10". A metà gara si è sul 51-37 e nel terzo quarto i bolognesi partono con un 13-0 e chiudono la pratica, 64-37, con Trieste a secco per 5 minuti. C'è allora spazio anche per Brkic, 8 punti, e la gara si chiude 96-71 (il terzo quarto si era chiuso 76-52). Ottimo Smodis con 21 punti, 6 su 10 da due e 2 su 4 da tre, e 8 rimbalzi, 20 punti per Jaric, con 5 su 7 da due e 1 su 2 da tre, 17 punti per Ginobili, 5 su 7 da due e 2 su 3 da tre, 10 punti per Andersen, 4 su 5 da due. Dopo 2 giorni si gioca la semifinale contro la Scavolini (che aveva eliminato la Fortitudo): c'è anche Smodis, nonostante una distorsione alla caviglia rimediata contro Trieste, e dà un buon contributo quando Frosini raggiunge i due falli. I palloni confezionati da Rigaudeau, i numeri di Ginobili e una gran difesa rendono agevole la semifinale: dopo il 19-15 del primo quarto la Kinder vola via, 48-25 a metà gara (dopo essere stata 48-22 in seguito ad un parziale di 23-2). Booker segna il primo canestro al 22' e al 30' Bologna è avanti 66-40, per chiudere 82-66, in una gara dove ha avuto anche 29 punti di vantaggio. Il migliore è Andersen, 16 punti, con 5 su 8, 6 su 6 ai liberi, 9 rimbalzi e 25 di valutazione. Ottimo anche Jaric, 16 punti 8 su 9 da due (anche se 0 su 5 da tre). Rigaudeau segna 13 punti, Abbio 12 (nella timida rimonta pesarese realizza 8 punti con 2 assist e il 100% al tiro nel primo parziale, nel quale produce 9 punti). Per la Kinder 66% da due. In finale c'è Siena che ha sconfitto in volata Treviso. I toscani partono sparati, 0-7, chiudono il primo quarto 14-28 e in avvio di secondo salgono sul 14-30; la Kinder riesce a limare qualcosa all'intervallo, 31-42. Al 30' Bologna è a meno 7, ma la Mens Sana riparte trascinata da Chiacig che, dopo i 24 punti dei primi 20' e zero nel terzo, ricomincia a segnare. Così a 3'40" Siena si trova a +9 palla in mano, Un gioco da tre punti di Andersen e una tripla del «Re» francese riaprono improvvisamente la partita (2' 17", 65-68). Montepaschi in apnea e a 59" arriva il primo pareggio, ancora con Rigaudeau (69-69). La Virtus va anche in vantaggio 71-69 con Jaric ma Naumoski, a -3", buca in uno contro uno una difesa diventata impenetrabile. Supplementare. La Kinder sta sotto fino al 44' , ed eccolo, Ginobili, dopo aver perso due palloni (sono 7 alla fine, macchiolina su una gara splendida), con la tripla del nuovo sorpasso (77-75). Chiacig mette il 35° punto (77-77) ma non può niente quando Manu sbuca dal nulla e prende il rimbalzo offensivo, sull' errore di Jaric, che dà la possibilità ai bolognesi di gestire l' ultima azione fino allo scadere del cronometro. Contro la Virtus, questo significa essere dannatamente nei guai: è Rigaudeau, a 4" dalla sirena, dall' angolo sinistro, che segna il canestro della vittoria (decisivo Antoine, segna la tripla del meno 3, il canestro del 69-69, e nel supplementare, la sospensione decisiva, 7 dei suoi 10 punti sono fondamentali). Strepitoso nella rimonta Ginobili, anima del 10-0 del terzo quarto, quando la Kinder riemerge, 28 punti con 5 su 9 da due, 5 su 10 da tre e 3 su 4 ai liberi. 10 rimbalzi, 5 recuperi, 3 assist e 32 di valutazione, con anche una schiacciata in tap-in e una in penetrazione. Andersen segna 17 punti, cattura 13 rimbalzi per 21 di valutazione, Jaric 10 (ma continua a litigare col canestro da lontano, 0 su 6, 0 su 11 nelle ultime due gare e il canestro del 71-69, primo vantaggio, quasi al 40'), Smodis 8 e Abbio 6. Vince la Virtus 79-77, dopo essere stata sotto quasi 44', decima finale vinta per Messina su un totale di 14. L'allenatore bianconero elogia Consolini e Molin che gli hanno suggerito l'idea vincente di andare con i quattro piccoli; l'opzione era stata provata in allenamento, vista le precarie condizioni di Smodis e la febbre di Barlera (non entrato nella finale), ma in partita sono stati gli assistenti a indicare a Ettore di provare a utilizzare anche questa carta. La seconda fase di Eurolega (con gli ultimi due turni invertiti) comincia a Istanbul. La Kinder perde Abbio nell'ultimo allenamento per un ematoma alla coscia in seguito ad una ginocchiata. I bolognesi partono comunque bene, 0-9 dopo 120", ma i turchi recuperano e al 10' sono avanti 22-20; al 20' stesso divario, 35-33. Nel terzo quarto i padroni di casa allungano fino al 48-37. Smodis, con una bomba, lancia la riscossa bolognese, ne segna un'altra per il 51-47. Al 30' il punteggio è 53-51, ma i felsinei cominciano l'ultimo periodo con uno 0-9 e vanno sul 53-60 al 33', sul 54-63 due minuti dopo, poi al 36' Jaric segna il siluro del 54-66. L'Efes ci prova, ma dalla lunetta Andersen e Bonora garantiscono la vittoria a Bologna per 73-76. Importante l'apporto di Bonora, a cui Messina ha affidato la bacchetta di comando nella rimonta italiana; canestri importanti di Smodis (10 punti), ma il principale artefice della conquista è Ginobili con 21 punti, 18 li segna Frosini (9 su 11 e 9 rimbalzi) e 11 Andersen. Nel momento della fuga turca la panchina petroniana si è affidata alla zona, poi dopo il riaggancio è tornata a uomo, con Andersen, Smodis e Frosini a toccare tutti i palloni.

Contro la Viola si gioca alle 20,30 di domenica per il blocco dei veicoli durante la giornata festiva. Col rientrante Abbio la Virtus soffre: sotto 17-24 al 10', i bolognesi finiscono a meno 10 sul 22-32; fin qui hanno 2 su 10 nelle triple (entrambe di Ginobili, mentre Rigaudeau e Jaric hanno 0 su 3). L'unico a supportare l'argentino (26 punti finali per Emanuel) è Smodis, ma comunque la Kinder riesce ad impattare al 20', 36-36. Al rientro in campo non c'è Jaric per un problema al ginocchio sinistro, tuttavia la Virtus riesce a prendere il comando, 61-55 al 30'. Per un vantaggio in doppia cifra occorre attendere il tap-in di Smodis al 34', 69-59. Al 35' Frosini chiude il discorso con il canestro del 75-59; la gara termina 82-72. Per Ginobili 11 su 18 dal campo con 3 su 6 da tre, 5 rimbalzi, 2 assist e 28 di valutazione. Per Smodis 9 punti e 10 rimbalzi, mentre di carambole Andersen ne cattura 7. Griffith è nei 12 ma non entra contro l'Ural. Nei primi 6 minuti la Kinder costringe gi avversari a soli 4 punti, con già due falli di sfondamento, due infrazioni di passi e una di campo per gli ospiti. Al 10' il punteggio è di 31-10, Andersen ha già segnato 10 punti (chiuderà con 18 punti, 7 su 14, 4 su 4 ai liberi e 5 rimbalzi) e Bologna ha fallito solo 4 tiri. La squadra che la settimana prima ha sbancato Madrid reagisce e parte con un 2-9 nel secondo quarto, nel quale i bolognesi segnano solo 8 punti e devono registrare il terzo fallo di Ginobili al 15'. A metà gara si è sul 39-25 e il divario è di soli 7 punti al 30', un terzo di quello del 10', la metà di quello dell'intervallo, 53-46. È ancora lo stesso distacco al 36', 61-54 e palla agli ospiti. Così la tripla del +10 di Abbio a 3'15" è accolta con un sospiro di sollievo. Finisce 72-61. Buon apporto di Smodis, 13 punti, 5 su 8 dal campo, 2 su 2 in lunetta, 5 rimbalzi, 2 stoppate e un rimbalzo in attacco importante in un momento difficile per la sua squadra, e di Jaric, 15 punti. A Pesaro una debacle: 20 punti subiti in 5 minuti, 34-12 al 10', con 5 triple (a zero), 10 rimbalzi (a 5), 46 (a 2) di valutazione per i marchigiani. Al 17' ancora peggio, 45-16, e allora Ginobili (24 punti finali) si mette in proprio e così Bologna recupera qualcosa, 49-27 all'intervallo. Da soli però non si può fare e infatti la Scavolini riparte, 76-36, poi 81-40 al 30'. Senza storia l'ultimo quarto, la gara termina 81-40. Unica nota positiva: il rientro in campo di Griffith, ovviamente non in condizione; per lui 1 su 4 e 1 rimbalzo. Dopo tante vittorie da incompleta, puntando anche sulla carica nervosa, quasi al completo arriva una grande batosta. Allenamento domenicale, che sa di punizione, ma lunedì libero. Contro Trieste si dovrebbero festeggiare i 30 anni in Virtus e le 900 gare di Gigi Terrieri come speaker, ma tutto viene travolto dall'incredibile esonero di Messina, al sera prima, da parte di Madrigali. La squadra viene affidata a Consolini, mentre Brunamonti, non consultato e informato a cose fatte, si dimette dalla carica di vice presidente. Il pubblico insorge, uno striscione recita: "No Messina? No parti...ta". Infatti dagli spalti i tifosi scendono in campo, l'ultima invasione era stata quella del grande slam a giugno, ora è di tutt'altra natura. Madrigali deve lasciare il Palazzo scortato, mentre Rigaudeau prende due volte la parola. La prima inutilmente: "Siamo tutti molto tristi, per la prima volta nella mia carriera mi sento come un pugile suonato. Ma siamo giocatori di pallacanestro e vogliamo giocare a pallacanestro. In questa situazione ci perdiamo tutti: vogliamo continuare come abbiamo fatto finora anche per Ettore. Lasciateci giocare anche per lui e Roberto Brunamonti". Al secondo tentativo il capitano fa centro assumendosi la responsabilità di risolvere la situazione: " Sappiamo che la storia della Virtus siete voi ed è per questo che vogliamo giocare. La storia della Virtus è ancora davanti a tutti voi. Dobbiamo giocare per rispetto di Trieste. Giochiamo e poi ne riparliamo". Con 30 minuti di ritardo si comincia, passano 8" e Ginobili schiaccia in rovesciata contro la difesa schierata. Con Jaric (22 punti) ed un ispirato Rigaudeau (14) la Kinder va sul 22-16. Il primo quarto termina 32-25, ma nel secondo la Coop arriva a contatto 40-39. Consolini ordina la zona e ne esce un parziale di 19-2 (due soli liberi per gli ospiti), 59-41 all'intervallo. Nel terzo quarto il parziale continua fino al 26-2, 66-41. Bologna tocca il +30, 74-44 e chiude il terzo quarto 78-50. La gara termina 98-62. In doppia cifra anche Andersen con 12, Smodis con 11, Ginobili e Frosini con 10, seguono Griffith con 8, Abbio con 6 e Bonora con 5. Trieste che nello stesso mese di marzo dell'anno prima, era venuta a Casalecchio ad interrompere una striscia di 33 vittorie consecutive, tra campionato e coppa, si trova spettatrice di un altro momento storico. Questa volta viene spazzata via dalle V nere, ma sportivamente non presenta ricorso. Con una lettera Madrigali richiama Messina (Brunamonti viene reintegrato con un  ruolo nello staff tecnico per essere più vicino alla squadra), ma ad Avellino la squadra è affidata ancora a Consolini e i bianconeri partono forte, 12-21 al 5'30". Il primo quarto termina 16-25  e dopo 90" del secondo periodo Abbio firma la tripla del 17-30. Con un 12-1, poi diventato 15-4 e Avellino sorpassa sulla sirena, 39-38. Nel terzo periodo Bologna torna a +8, ma Avellino ricuce e passa a condurre, al 30' è a +6, 67-61. Frosini rimonta e Jaric la vince: Marko segna la tripla del 74-77 a 2'30", il canestro dell'81-84 a 27" e il libero dell'81-85 a 8", finisce poi 81-86. Per Jaric 21 punti, con 4 su 7 da due, 3 su 4 da tre, anche se solo 4 su 10 in lunetta; per lui anche 8 rimbalzi. Ottimo Ginobili, 20 punti, 3 su 3 da due, 2 su 4 da tre e 8 su 11 ai liberi. In doppia cifra anche Frosini e Rigaudeau con 11 e Andersen con 10. Brutta gara di Smodis, solo 2 punti e un tecnico che costa tre punti in un momento delicato.

Messina riprende ad allenare la squadra in vista della trasferta a Fabriano, dove le V nere sono in perenne difficoltà: 22-11 all'8', poi recuperano qualcosa, 24 -17 a fine primo quarto, ma tornano a -12, 29-17 al 12', fino al 48-31. Ginobili con il tiro pesante trascina i suoi, 51-43 a metà gara, ma nel terzo quarto di nuovo bolognesi a meno 12, 60-48 al 23'. All'ultima pausa 75-67 e Bologna ha ancora la forza per continuare la rimonta, 93-90 a 47", ma qui finiscono le speranze felsinee. Vince Fabriano, 98-92, tirando 14 su 25 da tre, contro l'11 su 27 bolognese. Ginobili segna 22 punti, 2 su 5 da due, 5 su 10 da tre, ma solo 3 su 8 ai liberi, Jaric 19, con 3 su 4 da due, 2 su 5 da tre e 7 su 8 in lunetta, più 4 rimbalzi, Rigaudeau ne fa 18, 6 su 8 da due e 2 su 5 da tre, con anche 4 rimbalzi. Male Frosini, 0 su 2 e 3 rimbalzi in 16', e anche Abbio, molle in difesa e solo 1 su 6 al tiro, ma aveva subito un colpo nell'ultimo allenamento. A Madrid, dopo aver chiuso i primi due quarti avanti sul 13-19 e 28-32 (grazie ad un parziale di 2-8 per il 22-30), la Virtus scappa nel terzo quarto, quando Ginobili, 15 punti, con 7 su 10 da due e 0 su 2 da tre e 1 libero su1, e Rigaudeau, 11 punti, con 1 su 2 da due e 3 su 4 da tre (tutto nella seconda metà di gara), si uniscono a Jaric, 21 punti, con 5 su 11 da due, 3 su 7 da tre e 2 su 4 in lunetta, producendo un parziale che in pochi minuti porta Bologna da +4 a +20, che è anche il divario al 30', 37-57, con soli 9 punti segnati dal Real in questo periodo. Decisivi in questi 10' i parziali di 0-9 grazie all'intensità difensiva di Jaric e Ginobili, e a 10 punti consecutivi di Smodis, con due triple, che portano il parziale a 2-19. Il massimo vantaggio è di 28 punti e la gara termina 86-58. Enorme partita anche di Smodis, 24 punti con 5 su 7 da due, 2 su 4 da tre e 8 su 8 ai liberi, più 5 rimbalzi e 29 di valutazione. La final four a questo punto è vicinissima. Nel derby le V nere partono a tutta: 17-4 dopo 5'30", dopo 6'15" Ginobili segna il suo 15° punto (su 20 della Virtus) con 4 triple. La Fortitudo prova a rientrare, 22-16, Meneghin fa tre falli e calcia la panchina quando scende dal campo, Jaric mette canestri che sono sentenze: tripla del 42-21 (9 punti in 4' di inizio secondo quarto per lui), tripla del 49-21, canestro e aggiuntivo del 65-28. I punteggi alla fine dei quarti confermano il dominio bianconero, 28-18 al 10', 58-26 al 20' e 82-47 al 30'. Finisce 94-63 perché la Kinder sull'82-44 rallenta. Maestoso Jaric: 29 punti, 7 su 12 da due, 4 su 6 da tre, 3 su 3 ai liberi, migliore rimbalzista con 10, 7 recuperi, 3 assist, 39 di valutazione. Ginobili segna 17 punti, con 2 su 5 da due, 4 su 7 da tre, 1 su 2 ai liberi, 6 recuperi, 4 falli subiti in 23'. In doppia cifra anche Smodis con 13, Andersen e Abbio a quota 11 e subito sotto Rigaudeau con 9. Nulla da fare per gli avversari, nonostante le difese di Boniciolli, zona, uomo, zona, e la prova incolore di Griffith, zero punti, 0 su 6 al tiro e 5 falli in 15'. Contro l'Efes la Virtus vince 77-71, ma soffre. Il primo canestro bolognese arriva dopo 3'20" con Ginobili, ma il primo quarto, chiuso 15-15, è orribile, 6 su 17 per la Virtus, 5 su 15 per gli ospiti; ad inizio secondo periodo 6 punti di Kambala (30 punti) lanciano i turchi, 15-21. Griffith regge, Andersen segna qualche punto e la Kinder produce un 13-4, con anche un contropiede in cui 4 uomini toccano la palla senza palleggi per mandare Smodis ad un facile appoggio; la squadra di casa va anche sul +5, 36-31 poco prima dell'intervallo a cui si va sul 36-33. Griffith segna il decimo punto per il 47-42, ma il divario al 30' è lo stesso della pausa precedente, 56-53; nell'ultimo quarto l'Efes sorpassa con una tripla di Onan a 3'34", 66-67. Un gioco da tre punti di Griffith e una giocata di Smodis rilanciano le V nere che portano a casa il successo. Brutta gara di Jaric, zero punti con 0 su 7, e di Frosini, zero punti e zero rimbalzi, un solo tiro in 10', non bene neppure Ginobili, 12 punti con 4 su 10; i bolognesi si reggono su Griffith, 15 punti, con 6 su 8 e 3 su 5 in lunetta, con anche 12 rimbalzi, e su un monumentale Smodis, 24 punti, 7 su 9 da due, 0 su 1 da tre e 10 su 11 ai liberi, 14 rimbalzi (8 offensivi), 2 stoppate e 38 di valutazione. Discreta prova di Rigaudeau, 2 su 5 da due, 1 su 2 da tre e 6 su 6 in lunetta, 3 rimbalzi, 4 assist e 13 punti totali. Decisiva la supremazia a rimbalzo, 44-29, brutta percentuale da tre, 4 su 19. La Virtus si qualifica praticamente per la Final Four. Contro Treviso la Kinder subisce una pioggia di triple nel primo quarto, 6 su 9 (3 su 3 di Chikalkin che farà 30 punti) e la Benetton chiude i primi 10' sul 22-32. Nel secondo quarto con le penetrazioni di Jaric e Rigaudeau la Kinder mette a segno un parziale di 15-4 e sorpassa, 37-36. A metà gara ancora un punto a dividere le squadre, 49-48. Ginobili in 13' ha prodotto 18 punti con 3 su 4 da tre e 6 recuperi. Con 7 punti filati Rigaudeau lancia la Virtus, 60-53, ma Treviso con uno 0-8 si riporta sopra. Si continua con vantaggi alternati, poi a 27" Griffith fa 1 su 2 in lunetta e pareggia, Edney fa doppietta e a 3" Ginobili mette la tripla della vittoria, ma commettendo passi, così vince Treviso 87-91. Per Emanuel 28 punti, 6 su 8 da due, 3 su 6 da tre, 7 su 8 ai liberi, 6 perse, ma 7 recuperate, 4 rimbalzi, 10 falli subiti, 35 di valutazione. Per Rigaudeau 20 punti, con 5 su 7 da due, 3 su 5 da tre, 1 libero su 2, 4 rimbalzi e 2 recuperi. In doppia cifra anche Jaric, 17, e Smodis 13. Virtus attesa da 3 gare in 5 giorni: a Milano Jaric fa 22 punti, di cui 16 nell'ultimo quarto, 4 su 9 da 2, 2 su 4 da tre, 8 su 10 in lunetta e cattura 10 rimbalzi; Ginobili ne realizza 30, 7 su 13 da due, 3 su 9 da tre, 7 su 10 ai liberi, 8 rimbalzi, 5 recuperi, 1 assist e 34 di valutazione. L'Adecco parte avanti, 10-5, ma già al 10' comanda la Kinder, 22-26, e a metà gara si è sul 34-41, sette punti di divario, che i bolognesi hanno avuto più volte, ma al 28' la gara è ribaltata, con un parziale di 22-7 i lombardi comandano 56-48, con un canestro di Bullok (36 punti e 45 di valutazione). Un parziale di 21-2 porta dapprima in scia Bologna, 56-54 al 30', poi al sorpasso definitivo, 74-83 il finale. Da segnalare due schiacciate di Brkic in contropiede e l'assenza di Abbio, dopo la controprestazione (2 punti in 13') contro Treviso.

Dietro la scusa dell'influenza, c'è invece una clamorosa rescissione del contratto e Picchio prende la via della Spagna, destinazione Valencia. Per fortuna è imminente il rientro di Becirovic. Assente Smodis per una contrattura al polpaccio destro contro Udine (lungo applauso e striscioni per Abbio, mentre moglie e figlioletta sono in parterre), ma Emanuel fa ancora meglio che a Milano, 31 punti, 10 su 13 da due, 3 su 3 da tre, 2 su 4 ai liberi, 6 rimbalzi, 6 recuperi, 37 di valutazione. Lo supportano Andersen con 23 (sono già 17 all'intervallo con l'80%), 9 su 13 e 5 su 6 in lunetta, con anche 7 rimbalzi (meglio di lui sotto i tabelloni fa meglio Jaric con 9), Brkic, 15 punti, con 3 su 5 da due e 3 su 3 da tre (in un giorno in cui Belinelli segna 3 punti e Barlera 1), Rigaudeau con 14, 2 su 2 da due, 2 su 3 da tre e 4 su 4 nei personali. La gara non è stata però una passeggiata, con i bolognesi sotto 28-31 al 10', primo vantaggio 38-37 al 13'10" con due liberi di Jaric, avanti di 8 al 20', grazie ai soli 14 punti concessi agli avversari nel secondo quarto, dopo i 31 del primo, ma anche dopo avere lasciato 10 rimbalzi offensivi agli avversari in 20'. Al 30' sull'84-63, dopo che i bolognesi, con un parziale di 12-3 erano andati sul 65-48. Gara chiusa e passerella nell'ultimo periodo, 112-73 il finale. Rashard invece soffre in difesa e segna solo 5 punti. Per i felsinei 11 su 17 da tre, 65%. Contro Verona ancora fuori Smodis, ma rientra Becirovic e tutti i 10 bianconeri vanno a segno. Ultimo vantaggio scaligero sull'11-12, poi la Kinder piazza un parziale di 12-2, Ginobili fa 14 punti con 7 tiri e i bianconeri scappano, ma la Muller in finale di primo quarto si avvicina, 26-20, però dopo 3' di secondo periodo è a meno 15, sotto i colpi di Ginobili (27 punti) e Andersen (14). Il secondo quarto termina 45-33. I veronesi hanno il loro migliore momento tra fine terzo (61-54) e inizio ultimo periodo, con la Virtus a secco per 5', arrivano a meno 3 a 6'30", ma Bologna piazza un 15-0 e chiude i giochi, la gara finisce 83-63. Contro il Real (privo di Djordjevic) la Kinder può perdere anche con 27 punti di scarto e sarebbe comunque qualificata alla final four. I bolognesi partono forte, al 10' sono 24-16, poi Becirovic firma il 31-20 e Smodis lo arrotinda, 33-20. A questo punto gli spagnoli piazzano un parziale di 5-20 e vanno al riposo avanti 38-40, vantaggio realizzato da Attruia. La striscia iberica continua fino al 38-45 (divenuto 5-25 il parziale), poi la Virtus con un 9-0 torna avanti, 47-45, ma il Real è tornato ormai vivo e si riporta sopra 48-53, poi Herreros segna la tripla del 53-61 e il terzo periodo finisce 55-63. Madrid va fino al +15, 59-74 a 5'30" ed è una tripla di Becirovic a togliere i timori ai bolognesi, la gara poi termina 71-82. A Roseto (presente uno scout dei Bulls per visionare Ginobili) al 3' Griffith esce per una distorsione, comunque le V nere vanno 13-17 al 5' e chiudono in vantaggio il primo quarto 23-25, tirando 4 su 4 da tre, con Ginobili, Rigaudeau e due volte Jaric. Nel secondo periodo continuano nel loro impeccabile giro di palla e mettono a segno 7 bombe (su 10 tentativi): 2 su 4 Ginobili, 2 su 2 Rigaudeau, 1 su 1 Jaric e 2 su 3 Becirovic. Così i bianconeri possono allungare, 33-43 al 15' e 46-59 a metà gara. Molti punti subiti, ma la migliore Kinder offensiva dell'anno, con 11 su 14 da tre (15 su 24 alla fine, 62,5 %: 4 su 4 Jaric, 5 su 7 Rigaudeau, 1 su 2 Brkic, 3 su 6 Ginobili e 2 su 4 Becirovic, più un errore di Bonora). Nel terzo quarto Bologna sta 6' senza segnare (solo un 4 su 4 di Ginobili dalla lunetta), ma riesce comunque a vincere anche questo parziale 12-13 e andare al 30' sul 58-72. Finale 80-97. Per l'ultima gara, inutile, del girone di Eurolega, in Siberia, la Virtus parte all'alba del giorno della partita. Frosini non gioca per problemi alla schiena, Griffith c'è, ma tira solo 3 su 9, anche se prende 11 rimbalzi. Dopo il vantaggio 20,23 al 10', i padroni di casa prendono il sopravvento, 43-37 a metà partita, 67-56 al 30'. I bolognesi finiscono anche a meno 17, poi Brkic fa 6 punti di fila e riporta Bologna a meno 3, ma la Virtus finisce qui e perde 87-78. Contro Siena altra gara di sofferenza, sotto 23-27 al 10' e 38-45 a metà partita, la Kinder finisce anche a meno 9, prima di infilare un parziale di 12-0 che la fa rinascere. Al 30' comunque un solo punto divide le squadre, 60-59, e sono solo 3 al 36', 68-65. Qui i toscani stanno a secco per oltre 4 minuti e si sbloccano solo sulla sirena con Naumoski da tre, ma ormai le V nere sono scappate con un canestro di Jaric da tre, uno di Smodis da due, un libero di Ginobili e ancora Jaric, stavolta da due, finisce 76-68. un po' bugiardo il 96-58 di valutazione a favore dei bolognesi. Molto bene Smodis, 15 punti, con 3 su 3 da due e 3 su 4 dall'arco, più 7 rimbalzi. In doppia cifra anche Ginobili con 16, Griffith 12 e Rigaudeau 10. A Varese la Virtus parte bene, ma per chiudere avanti il primo tempo ci vogliono un contropiede di Becirovic e un canestro di Bonora, 25-29. Nel secondo periodo Varese reagisce e va al comando saldamente, 47-37, poi 39-52 per poi essere a +9 al 20', 55-46. Nel terzo quarto i bolognesi proseguono la rimonta già cominciata alla fine del periodo precedente e vanno al comando 63-65, Al 30' Bologna avanti di uno, 73-74. La Kinder prova a staccare gli avversari, 79-83 al 33', ma a 27" i lombardi sono ancora in scia, 94-97, quando però Jaric ruba palla e fa schiacciare Griffith la gara si chiude, finendo 96-102.

Cinque bianconeri in doppia cifra: lo stupendo Ginobili, 23 punti in 23', con 4 su 5 da due, 2 su 3 da tre e 9 su 9 ai liberi, 18 per Becirovic, 15 Jaric, 14 Griffith e 12 Smodis. Becirovic soffre per una contusione al polso, ma intanto in vista della final four viene ingaggiato Granger, che esordisce contro Biella. Bologna parte 10-0, è 25-14 al 10', 42-17 al 17' (tripla di Granger, che era entrato dopo 6'41", sbagliato due tiri ma, in avvio di secondo quarto, si era sbloccato prima con un gioco da tre punti su rimbalzo offensivo facendo poi esplodere i suoi nuovi tifosi correndo a tutto campo e schiacciando), 50-28 al 20'. Griffith ha 8 rimbalzi dopo soli 11', Smodis segna 16 punti nei primi 12'. Il terzo periodo si chiude 61-43, ma la Lauretana non si avvicina mai oltre i 17 punti di scarto e la gara termina 84-58. Il migliore Smodis con 16 punti e 8 rimbalzi, 15 punti in 33' per il neo arrivato Granger, 4 su 5 da due, 2 su 6 da tre e 1 su 1 in lunetta, 5 rimbalzi e 2 stoppate, poi 10 per Ginobili, Jaric e Griffith. Assente Rigaudeau per una contrattura all'inguine, sostituito nel ruolo di capitano da Frosini. Virtus a due punti dalla Fortitudo pari a Treviso, ma terza per le due sconfitte nei confronti diretti. In semifinale di Eurolega contro la Benetton la Kinder soffre fin da subito per il tiro da fuori di Bell e Nschbar, vanamente contrastati da Rigaudeau. Dopo 6' bolognesi sotto 13-21, sorretti solo da  Griffith, autore di 8 punti consecutivi contro Marconato, mentre Ginobili è ancora a secco. Messina toglie Griffith e Rigaudeau e inserisce Andersen e Becirovic: subito Bologna ne guadagna in aggressività difensiva, così le V nere recuperano e Ginobili da tre (dopo che il primo quarto si era concluso 23-26) può completare un parziale di 15-5, 28-26. Le V nere chiudono in vantaggio il secondo periodo, 41-39, ma nel terzo quarto i veneti tornano avanti, 43-49. È ancora Ginobili a completare la rincorsa con un 2+1, 51-51. Gara in equilibrio anche al 30', 63-63. Partenza a razzo dei bianconeri nell'ultimo quarto: un parziale di 12-0, chiuso da un canestro di Andersen, per il 75-63 che, praticamente decide la gara. Treviso ci prova con la zona, ma la Virtus vince 90-82 e vola in finale contro il Panathinaikos che ha eliminarlo il Maccabi. Il migliore dei vincitori è Jaric, motore della squadra e autore di 3 triple (6 su 11 con 3 su 4 da tre); un muro Griffith, 13 punti, buoni sprazzi di Ginobili, 14 punti, falloso al tiro Becirovic, ma una sentenza dalla lunetta (14 punti tutti in lunetta con solo 2 liberi falliti). Quinta finale europea per Messina e Frosini, non per Rigaudeau, che saltò Losanna 2000 per infortunio. I primi 8 punti bianconeri sono di Ginobili (due triple), che è già a 12 a fine primo quarto (23-23). Poi nel corso del match andrà a sprazzi, producendo comunque 27 punti, con 3 su 5 sia da due che da tre e 12 su 13 ai liberi. Su Bodiroga (21 punti finali) è andato Rigaudeau ma dopo due falli Messina ha provveduto a mandarci Jaric; Marko si fa valere soprattutto in attacco nell'orchestrare la squadra ed è così che le V nere partono con un 9-0 nel secondo periodo, frutto di una tripla di Rigaudeau e due di Smodis. Il parziale diventa poi 13-2, 36-25; con un Granger ispirato (il suo primo tiro in Eurolega è una bomba a bersaglio) la Kinder va sul +14, 45-31, i verdi recuperano, Granger con un siluro riporta il vantaggio in doppia cifra, ma sulla sirena Bodiroga fissa il punteggio di metà gara, 48-40. La ripresa comincia con due facili canestri di Smodis (alla fine 23 punti con 6 su 7 da due, 2 su 4 da tre e 5 su 7 in lunetta), poi il Panathinaikos piazza un parziale di 1-13, pareggia a 53 con Bodiroga e sorpassa poco dopo, 53-55. Artefice della rimonta Papadopoulos, 12 punti alla fine, indigesto a Griffith. Il terzo quarto termina 61-64, a inizio quarto Rogers, con un rimpallo fa 61-66. Bologna fa anche un 1 su 6 ai liberi (25 su 41 finale, solo 61%). Al 37', è 72-80, Griffith commette il quinto fallo, dopo un fallaccio non fischiato su Ginobili. I bolognesi risalgono, con un parziale di 8-2 sono 80-82 e Becirovic avrebbe i due liberi del pareggio, ma li sbaglia: di là Kutluay (22 punti) mette una tripla impiccato (salto a vuoto di Becirovic) e chiude la gara, che poi termina 83-89, con la squadra di Obradovic che vince a quota altissima per le sue abitudini. Non consola che Jaric e Ginobili vengano inseriti nel migliore quintetto di Eurolega.

Scoppia poi il caso Griffith, con il suo agente che reclama soldi per il suo assistito. Alla ripresa degli allenamenti, molti acciacchi: per Frosini infiammazione al tendine rotuleo, per Jaric contrattura ai muscoli flessori, per Ginobili trachebronchite acuta febbrile, ed anche qualche linea di febbre per Griffith, ma il peggio deve ancora venire nei successivi allenamenti, con Frosini che subisce un colpo al naso ed è costretto a giocare con la maschera lo scrimmage contro Cantù e, soprattutto, con Smodis che chiude la stagione a causa di una frattura allo scafoide della mano sinistra. In vista della semifinale contro Pesaro, preoccupano le condizioni di Griffith, contrattura ad un polpaccio, Rigaudeau, ematoma alla coscia sinistra, e Andersen, tendinite, ma tutti sono al loro posto. Parte forte la Kinder, 10-2, ma i marchigiani reagiscono e chiudono il primo quarto sotto di 2, 24-22. Nel secondo periodo i bolognesi allungano nuovamente, 36-26, ma Beric da lontano fissa il punteggio sul 40-38 all'intervallo. Nel terzo quarto infortunio a Ginobili alla mano sinistra e l'argentino resta in panchina per 4'. Sfruttando anche il quarto fallo di Blair, commesso in attacco, le V nere terminano il periodo sul 55-50. Negli ultimi 10' la Virtus si stacca, con un'acrobazia di Ginobili e un siluro di Jaric, va sul 69-58. La gara termina 76-64. In doppia cifra Jaric e Ginobili con 16 punti, Griffith con 13 (5 su 6 dal campo) e Granger con 11. Frosini ha giocato poco per una  contrattura alla parte bassa del ventre, Becirovic ha accusato un colpo alla rotula e non gioca gara 2 a Pesaro, dove Frosini cattura 7 rimbalzi, Granger tira con 5 su 6 e prende 7 rimbalzi, ma il migliore è Rigaudeau, 23 punti con 7 su 13, 4 su 4 in lunetta, 4 rimbalzi e 4 recuperi. Il francese piazza uno 0-8 (con due triple) recuperando il vantaggio interno del primo quarto, poi è artefice del sorpasso e, nel finale, respinge l'ultimo tentativo di rimonta dei padroni di casa, segnando 9 punti nell'ultimo 1'50": arresto e tiro sul +3, tripla sul +2, poi 4 su 4 in lunetta sul fallo tattico pesarese. Il primo quarto vede la Scavolini avanti 23-19, a metà partita i bolognesi sono sopra 39-41, poi allungano, 41-54 quando Granger assiste Frosini (parziale di 5-23): al 30' i bianconeri conservano 7 punti di margine, 61-68. Bologna vince 78-82, con Rigaudeau che respinge gli ultimi assalti dei locali. In doppia cifra anche Ginobili con 14 punti e Jaric con 10. In gara 3 partenza a razzo degli emiliani, 18-2 dopo 5'47", ma è una facilità illusoria. Al 10' il vantaggio è già ridotto, 22-12, e all'intervallo è quasi annullato, 35-34. Nel terzo quarto un tecnico a Beric e l'espulsione di Pillastrini fruttano 5 liberi che Ginobili converte (completando un 7-0 tutto di liberi), 49-38, ma non basta. I pesaresi rientrano, 54-53 al 30' e, addirittura, avanti 56-59 di un 2+1 di Blair. Qui Granger segna una tripla e un canestro fa due per il nuovo +2 bolognese. L'ultimo arrivato realizza anche la bomba del 72-61. Gli ospiti tornano a meno 3, 77-74, ma ci pensa Rigaudeau a portare Bologna in semifinale, finisce 83-80. Ginobili mattatore con 31 punti (al 29' sul 54-48, 27 dei primi 54 punti Kinder erano suoi), 4 su 9 da due, 3 su 4 da tre, 14 su 15 ai liberi, 8 rimbalzi, 8 recuperi e 49 di valutazione in 33 minuti, 16 per Rigaudeau (14 nell'ultimo quarto), 12 di Granger (8 nell'ultimo periodo, con il francese segnano 17 dei primi 21 punti degli ultimi 10 minuti, quando Ginobili cala) e 11 per Griffith. Di Becirovic, virgola in gara 3, ci sarà bisogno in semifinale.

Mentre in Spagna Sconochini e Abbio si scontrano nei quarti di finale con le rispettive squadre di Tau e Pamesa, la Virtus si appresta ad affrontare Treviso. In Veneto non c'è gara, la Benetton parte 15-2, la Kinder reagisce con un parziale di 4-10, per il 19-12 con tutti i punti bolognesi di Rigaudeau e Ginobili; al 10' la Kinder è ancora timidamente in partita, 27-16, poi crolla, 41-26, 38-32 a metà gara, con solo il francese (12 punti alla fine) e l'argentino (21 totali, ma 3 falli già al 15') a reggere. Nulla da Griffith, solo 2 punti, poco da Becirovic, 5 punti, virgola per Granger e i bolognesi continuano a sprofondare, 59-37, 73-49 al 30', 80-53 nell'ultimo periodo e 97-66 al termine. In doppia cifra anche Jaric con 16 punti. Per una distorsione alla caviglia  Griffith deve saltare gara due e, considerata anche l'assenza di Smodis, il danno è pesante, anche se Rashard è stato assente tante volte durante la stagione. Le V nere, però, hanno sette vite: trascinati da Granger, 23 punti con 9 su 10, ma l'errore arriva dopo 9 centri consecutivi, Rigaudeau, 19 punti, con 3 su 5 da due e da tre, 4 su 5 ai liberi, 4 rimbalzi, 3 recuperi e 1 assist, Jaric, 18 punti, 5 su 8 da due, 2 su 5 da tre, 2 su 2 in lunetta, 7 rimbalzi, 3 assist e 4 recuperi (anche se 4 perse e qualche errore di troppo), Bonora, 7 punti in 26' in campo (record stagionale) con 2 su 3 da tre, 1 su 2 ai liberi, i bolognesi guidano tranquilli la gara: 22-13 al 10', 32-16 al 12', dopo un 2+1 e una tripla di Granger, 47-29 al 20', 59-33 al 23' sulla tripla di Rigaudeau. Qui Bologna subisce uno 0-9, Granger risponde e così i bolognesi arrivano sul 66-51 al 30'. I veneti provano a rientrare, 68-57, ma 4 triple felsinee, 2 di Bonora, poi Jaric e Rigaudeau, chiudono il discorso e la gara termina 95-70. A Treviso Griffith c'è, ma è come non ci fosse, entra 2 minuti a inizio secondo quarto e fa subito fallo in attacco, non c'è mentalmente e Messina lo toglie. E quando Andersen accumula 3 falli, il ricorso ai 4 piccoli è d'obbligo. La Kinder è sotto 28-21 al 10', sprofonda a meno 14 nel secondo quarto, 37-23, riemerge a meno 8 all'intervallo, 51-43; si riavvicina a meno 3 a inizio del terzo periodo, 51-48, poi subisce un parziale e va sotto di 13, ma al 30' è a meno 7, 67-60. L'ultimo ad arrendersi è Jaric, 20 punti in 37', 6 su 9 da due, 2 su 6 da tre e 2 su 4 ai liberi, con anche 3 rimbalzi e 5 assist. Bene anche Ginobili, 22 punti, 6 su 10 da due, 1 su 3 da tre e 7 su 7 in lunetta, 4 rimbalzi. In doppia cifra anche Frosini con 14 punti e Andersen con 13, finisce però 83-73. Dopo il -31 di gara 1 e il +25 della seconda sfida, una partita più equilibrata. In gara quattro (con Nesterovic in tribuna) la Virtus insegue a lungo, 21-25 al 10', a meno 12 nel secondo quarto sul 25-37 e 39-51, 43-54 a metà partita, 73-76 al 30', poi con un parziale di inizio ultimo quarto di 7-0 va al comando, 80-76, Andersen dalla lunetta segna un libero per l'81-79, Ginobili, il migliore dei suoi con 26 punti, 7 su 13 da due, 0 su 2 da tre, 12 su 15 ai liberi, 3 rimbalzi, 3 stoppate, 3 recuperi, 1 assist, sbaglia quei tre liberi proprio in questo frangente su 4 tentativi, così i bianconeri non riescono ad allungare, si è sull'82-79 quando Bell, fin lì deleterio per i suoi, infila la tripla del pareggio. Ginobili allunga, 84-82, Bell si ripete e riporta sopra i veneti, 84-85, Rigaudeau dalla lunetta per il nuovo vantaggio interno, 86-85. Bell si palleggia sui piedi a 36". Ginobili si ibcarta e fa un brutto tiro, dall'altra parte Bulleri segna e prende fallo, 87-86, sbaglia l'aggiuntivo, ma il rimbalzo è di Chikalkin che segna un solo libero per l'86-88 finale che manda Treviso alla sfida per lo scudetto. Griffith, dopo il nulla di gara tre, sfodera una grande prestazione, 16 punti, con 8 su 9 (anche un libero fallito), 7 rimbalzi, 4 schiacciate, 2 recuperi, 1 assist. Dopo la stagione del Grande Slam, un'annata meno produttiva, che porta comunque in bacheca una Coppa Italia e in cui le V nere hanno disputato la finale di Eurolega e sono giunti terzi in campionato, nonostante i tantissimi infortuni.

DA GRIFFITH A BECIROVIC, TUTTI I DUBBI DI MESSINA

di Wlater Fuochi - La Repubblica - 05/10/2001

 

Bene non stanno, questo è vero. Resta da capire se è tutto qui, o c'è dell'altro. Messina vede la Kinder tutti i giorni e garantisce che il lavoro è serio e intenso: e Griffith, se interessa lui, ha perso venti giorni e preso qualche chilo, ma ora tira il gruppo. Poi, nessuno sonderà mai in utile anticipo quei recessi dell'anima agonista in cui l'appagamento entra come una lama sottile, fa danni senza far rumore e rilascia una diagnosi solo quando la metastasi dilaga. Della Virtus che, di 5 partite ufficiali, ne ha perse due, vinte due al pelo e una sola larga, ne sappiamo poco tutti. Vivere alla giornata, tirar su più vittorie che si può sarà l'imperativo categorico per chi c'è e ce la fa, di uno stuolo di superstiti: già Roma e lo Zalgiris, per i rispettivi conti di campionato ed Eurolega, sarebbero due colpi da non mancare.

La Kinder tornata nella notte da Lubiana, dopo il ko col Cibona, approdata all'Arcoveggio alle tre, con Jaric steso dalla tonsillite, Griffith tormentato da un'improvvisa dissentiera, Becirovic col pollice bendato, Ginobili zoppicante e Frosini raffreddato, non sa quanti ne raddrizzerà per domenica. Rischia di trovarsi con molte toppe e di accusarle in attacco, il reparto più sofferente: 70 punti a Faenza, 69 a Lubiana sono spie, per un gioco che non ruota sul perno Griffith e che ha solo ricordi delle prestazioni da prima punta di Ginobili (20 punti fissi o giù di lì, si capisce meglio). Certo, il gaucho c'era a Faenza e non c'era a Lubiana, è la differenza è stata minima. Poteva occupare quello spazio da prima punta Becirovic, tornando a casa e godendo dei minuti per giocarci in benefica euforia, ma Sani Boy s'è astenuto. Che batta una sua scaletta di inserimento in punta di piedi è un segno di salutare e lodata modestia. Se non c'è dell'altro, anche qui. Vorrei ma non posso o potrei ma non voglio?

IL N. 1 È SEMPRE BRUNAMONTI

Alla festa di "Bianconero", tra le stelle del presente e del passato, l'ex capitano è stato il più applaudito.

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 10/10/2001

 

Uno, due, tre, cinque minuti di applausi. E quattrocento persone in piedi, per un'ovazione. Al Cierrebi, per la festa organizzata da Bianconero, c'era la storia (l'avvocato Porelli), il genio (Richardson), la solidità (Villalta), la leadership (Messina), il Fenomeno (Ginobili) e il suo erede (Becirovic). Ma quell'applauso senza fine era indirizzato a Roberto Brunamonti, passato, presente e futuro della Virtus. In quell"applauso - e Roby s'è commosso - c'era il tributo all'uomo che ha vinto 16 dei 26 trofei che fanno bella mostra nella bacheca bianconera. Nove da giocatore (4 scudetti, 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa e 1 Coppa delle Coppe), uno da allenatore (Coppa Italia) e sei da dirigente (2 scudetti, altrettante Coppe Italia ed Eurolega).

Brunamonti prende il microfono, ma non riesce a parlare perché l'applauso continua e, dall'ipotetica curva - ci sono gli striscioni Torri è con voi, Vittoria sarà nostra, Gruppo Vincere -, si alza l'antico coro: "Un capitano, c'è solo un capitano". Poi, rotta l'emozione, attacca: "È il mio ventesimo anno nella Virtus - spiega -. Ho conosciuto generazioni diverse di allenatori, giocatori e tifosi. Ho avuto tutto come giocatore. Ho avuto allenatori importanti. Da dirigente è successo lo stesso: con presidenti grandissimi. Sono stato fortunato". Si commuove, Roberto, come si era commosso, qualche minuto prima, Paolino Moretti. Premiato anche lui con il Bianconero 2001. C'è spazio per Bob e Morena (la mamma non se la sente di salire sul palco), i genitori di Chicco Ravaglia, per Sugar Richardson, premio speciale alla carriera. Premiati tutti i protagonisti del Grande Slam, con Brkic richiamato da Vienna e Jack Borsari (uno dei masseur con Silvano Piazza) dall'America's Cup. Sul palco a premiare sale Renato Villalta. Recuperato dopo un periodo di ostracismo (ricordate? La prima maglia ritirata, la numero 10, doveva essere la sua). C'è spazio per Richardson, per Messina, che riceve anche la scarpa dell'Adidas. Un doveroso riconoscimento per Roberto Dorigo: se la Virtus gli deve fare un monumento il basket italiano dovrebbe tenersi stretto l'ex dirigente della Knorr e attuale uomo di spicco del gruppo Ferrero. A Rigaudeau i compagni assegnano il premio al personaggio dello spogliatoio ("Cosa faccio? È un segreto", se la ride Antoine). C'è la targa del Comune, consegnata dall'assessore Foschini per i successi dell'anno. Ma la Sala Rossa sarebbe stata lo scenario ideale per riconoscere a Madrigali quello che ha fatto Bianconero, il premio Grande Slam. Così le maglie numero uno, consegnate al presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini e al presidente della Provincia, Vittorio Prodi, restano solo due...

VIRTUS MAI COSÌ BRUTTA, MESSINA "È COLPA MIA"

la Repubblica - 14/12/2001

 

Scompare la Kinder nel bosco lituano, sotterrata da 24 punti e, non capitando spesso, il tonfo è fragoroso. L'anno scorso, in queste dimensioni, successe una sola volta: a Vitoria, Gara 4 di finale, 96-79, e furono solo 17. Stavolta sono 24 e, all'andata, erano stati 36, in più, per Bologna. Misteri della coppa. Oppure, pochi misteri di una Kinder che si è indubbiamente smarrita. Sotto dall'8' in poi, ad anni luce dalla partita, la squadra di Messina non ha martiri da salvare, in questa mattanza. Male tutti, qualcuno malissimo. In linea con le ultime uscite la percentuale da tre: 3 su 17, miseria. E anche 4 recuperi in difesa non sono da Kinder, sdentata come non mai. Alla fine Messina s'è preso molte colpe: «Se una squadra non va, e gioca una partita senza capo né coda, subendo di tutto, il responsabile è l'allenatore. Dovrò pensare io a cosa fare per saltarne fuori, perché qui non abbiamo mai reagito, hanno giocato tutti male, partendo da una difesa che non c'era finendo a una circolazione di palla orribile».

Non doveva esserci Woodberry, nello Zalgiris, invece si vede e si sente subito. Due canestri suoi e i baltici guidano 4-0. La Kinder non si smonta, replica con tutto il quintetto e si issa a un agevole 15-8. Ma lì finisce il suo volo, la macchina s'inceppa, becca un 7-0 in un minuto e comincia a salire le prime stazioni del calvario. 21-18 il primo pitstop e nel secondo quarto, malgrado il terzo fallo di Hizniak, che regge di fisico su Griffith, lo Zalgiris va: il decollo è dovuto ai tiratori Slanina e Salenga, che all'andata fecero miserevolmente cilecca e che qui invece staccano l'ultimo contatto bianconero (30-25 al 15'). La Virtus gioca 5 minuti orribili prima del thè, sbagliando tiri da un metro, segnando un solo canestro su azione (Rigaudeau) più 4 liberi. Alle corte: sprofonda fino a -14 sulla tripla (e tredicesimo punto) di Woodberry alla soglia dell'intervallo. Brutto affare doverne rimontare tanti, con un quintetto poi che dà minimi segni di vita.

Il riavvio è almeno attento: un 6-0 fa ricucire la partita, o anche solo la rende possibile. -7 al 26', ma Woodberry rilancia i suoi, prima di andarsi a sedere malconcio. Il resto lo faranno gli altri, e saranno anche più meritevoli. Jaric, fin lì pessimo, dopo una fiammatina illusoria, sale al quarto fallo. La Kinder butta palle a ripetizione, lo Zalgiris con un 8-0 va a +15 e poi a +19. Il quarto quarto segue sulla scia: la Virtus annega, e non era mai capitato. Col Barcellona, giovedì prossimo, sarà spareggio per il primato, ora che i blaugrana si sono affiancati in classifica, domando un Francoforte che comunque, a due minuti dalla fine, era indietro di un solo canestro. Intanto però c'è una Virtus da ritrovare: e anche cercarla a Udine, domenica sera, in una tana difficile, sarà impegnativo. Fino a poco fa 'pareggiava', adesso perde davvero.

 

La Kinder vista dall'alto: Abbio, Rigaudeau, Becirovic, Jaric, Carera, Barlera

Griffith, D. Andersen, Frosini, Smodis, Ginobili, Bonora

KINDER, LA PRIMA COPPA E' TUA!!!

di Walter Fuochi e Francesco Forni - La Repubblica - 24/02/2002

 

Il Re è solo, nell'angolo sinistro, e un Re non va lasciato solo, neppure da un Imperatore. A tre metri dall'impotente immobilità di Ataman, e a 3 secondi dalla fine, senza neanche prendere la mira, Rigaudeau azzecca il colpo che regala alla Virtus l’ottava Coppa Italia della sua storia e leva a Siena, che l’avrebbe a lungo meritata, la prima, agognatissima. La Virtus esce da una mattanza in cui sta avanti tre volte in tutto, di 45 minuti. Quella di Rigaudeau è l’ultima, ed è quella buona. Tocca il cuore, all’uscita dal PalaFiera.

Ergin Ataman, generale sconfitto. Si bacia con babbo, mamma, moglie e le due splendide bambine. è battuto, forse ancor più incredulo. Ha lavorato bene, ha quasi vinto giocando da Kinder. Gli è mancato solo il rush. Se avrà altre finali, non gli mancherà. Ma questi sono i Cannibali. Sembra ci siano loro, stavolta, dentro il pentolone, a bollire a fuoco lento, catturati e cucinati dal ritmo lento della magnifica Siena. Invece la scena cambia, come nei film di Indiana Jones. Pare non ci sia più tempo, Siena ha 9 punti e la palla in mano a 3'40" dalla fine, ha giocato una finale da grande, e non da timida sfidante e ora deve solo infilare il limone in bocca ad una Virtus fin qui moscia e sbilenca. No, si ricomincia, con 4 piccoli in nero. Andersen fa il -6, Rigaudeau il -3 e Abbio, con due liberi su tre, il -1 a 1'33".

Il palasport diventa un’onda d'urto bianconera, eppure Siena ha ancora cuore in campo e la sua gente voce per cantare. Chiacig con un libero fa il 69-67, Rigaudeau pareggia a 69 e qui manca un minuto secco. Sbaglia Naumoski, Jaric in entrata accoltella, a 19’’, il 71-69. Primo vantaggio Virtus, in 40’. Ma Naumoski, con l’ultima palla, va a pareggiare a 3’’, malgrado Abbio incollato. Supplementare. Governa il caso, la Virtus sbaglia le prime 4 palle, Siena segna un solo cesto con Chiacig e ci vogliono quasi 3' per i primi punti BiancoNeri: Jaric dalla lunetta, 73 pari. Messina leva Ginobili, gli parla un minuto come si parla ai purosangue, lo rimette, quando Stefanov ha fatto il 75 e Abbio con un solo libero, il 74. Proprio Gino, a un minuto secco, da tre: 77-75. Chiacig la raddrizza dalla lunetta, a 47''. La sbaglierebbe il suo attacco (tripla di Jaric sul ferro), ma ancora il Gaucho svetta a rapinare il rimbalzo che vale un Perù. Altra azione, 24 secondi. Vincere o pareggiare. Il Re è solo. Vincere.

Dall’inizio, ora. "Ataman", canta la curva senese disseppellendo il preistorico ritornello di Sandokan formato Kabir Bedi, e la Kinder asfaltatutto parte male: a vuoto i primi 5 attacchi e Siena è subito una targa da inseguire. Il primo gol di Ginobili viene dopo 3’25", sullo 0-7, e si vede pure che la Mps ha idee chiare su ciò che deve fare. Cercare Chiacig, allo sfinimento. Chiacig ripaga da dio: ha 15 punti dopo 7’30" (21-14), quando una sua raffica allontana l'unico aggancio bianconero (11-14). Lì la Kinder affonda. Dietro, si beve tutti i lob che cercano le manone di Chiacig, saltando gli anticipi ed evitando rotazioni troppo lente. Davanti, sbagliando tiri facili. Un 11-1 la sotterra, al primo pitstop c’è perfino l’onta del doppiaggio (28-1-4). Né va meglio nel secondo quarto. Andersen pilota un illusorio -8 (24-32), poi di nuovo dilaga Chiacig, a quota 24 dopo 16 (39-24). Qui la Virtus, a zona, riesce a mettere un tappo alla Mps che sta 4' senza segnare. Però a sua volta non ha né mira né lucidità: s'aggrappa a un -11 che però è pesante, visto che Siena balla ai ritmi preferiti.

Si riparte e Topic, da tre, sigla il +14, ma la Virtus abbassa le visiere da gladiatori e va nell'arena. Dopo 5', con un 10-0, è a -4, 41-45. Siena regge, si rimette a segnare. Stefanov è un genio a infilare i corridoi centrali e nell'ultimo quarto guida la vittoria possibile. La Virtus annaspa e, a 3' 40", uno stupidissimo antisportivo di Smodis costa il -9. Ma la Virtus non muore mai, rovescia il pentolone sfrutta l'egoismo di Naumoski che non vede più Chiacig (che s’infuria), rimonta e sorpassa. Come, dopo la cronaca, sarà un’altra leggenda.

LE PAGELLE
JARIC 6.5. Parte male su Stefanov e peggio in attacco. Ha il merito di non mollare mai, pure quando la mano è più storta d'un falcetto, la fatica appanna e le falcate sono macchinose. Segnerebbe comunque il gol partita, non pareggiasse Naumoski. In 36', 4/7, 0/6, 2/2, 3 rimbalzi, 3 assist.
RIGAUDEAU 7. Pure lui a lungo al buio. Ma è un altro che ha le bussole in tasca, così tira fuori il meglio quando, nella formula a 4 piccoli, annulla Topic. E segna (segnatevi...) questi tre cestini: 65-68 a 2'13", 69-69 a 1', 79-77 al gong. In 34, 2/4, 2/3, 2 rimbalzi, 2 assist.
GINOBILI 8. Otto nel primo quarto, quando è l'unico virtussino a infliare. 12 nel terzo, quando tiene su la baracca. E, nell'ultimo minuto, tripla e rimbalzo offensivo per portare a casa il bottino. Mvp della Coppa, secondo la giuria giornalistica (ammetto, ho votato Chiacig), malgrado qualche sbandata da sosta ai box (Messina lo conosce e lo leva). In 40', 5/9, 5/10, 10 rimbalzi, 7 perse, 5 recuperi, 3 assist.
FROSINI 6. Sufficienza politica, ma è una fortuna anche stare in gruppi vincenti, Chiacig lo svelle e lui, davanti, sbaglia tutto. In 20', 0/4, 5rimbalzl, 3 perse.
ANDERSEN 7. Qualche ingenuità, ma in attacco lo trovi sempre. Punti pesanti, comunque, e alla fine pure rimbalzoni. In 40', 7/14, 3 su 4, 13 rirnbalzi.
ABBIO 6.5. Pressa Stefanov, non ha grande vivacità offensiva, però imbecca roba giusta, e nel finale graffia lucrando liberi da marpione. In 33', 0/1, 1/3, 3/5, 3 rimbalzi, 4 assist.
SMODIS 6. Appoggi insicuri, mira sbilenca, la fa pure grossa quando regala, con ira da frustrazione e una manata gratuita a Chiacig già padrone della palla, l'antisportivo che pare la morte civile del match. Siena ci va a +9 (e butta la rimessa), per com'è finita Matjaz può devolvere il premio Coppa ai compagni.In 22', 2/4, 1 su 2, 2rimbalzi, 3 perse.

 

Il commento di Walter Fuochi
Se questo sia l'antipasto, o sarà l'intero pranzo dell'annata, lo dirà solo il finale di stagione. In ogni caso, la Kinder non la finirà a mani vuote, premiando le sue buone abitudini, e questo già la conforterà, perché questa Coppa Itali a 8 squadre è come una Seigiorni ciclistica. Non ci si vede ancora chi avrà passo per Giro e Tour, però i suoi sprint sono veri, e valgono. Nella meno brillante delle sue tre partite forlivesi, a meno di 15 ore dalla ninna nanna della sera prima, dopo l'onerosa mattanza su Pesaro, la Virtus ha dunque castigato chi, meglio di lei, aveva giocato quest'atto finale, pagando però una legge consueta. Le finali prima si perdono, poi si vincono, e anche se Siena aveva uomini di esperienza e ha avuto cuore, testa e gambe per smentire l'assunto, giocava la prima e il castello le è crollato proprio alla crollato alla fine. Se la stanchezza era un alibi per la Kinder, lo era ancor di più per Siena, che aveva riposato poche ore di più, ma aveva meno uomini. Forse, col senno di poi, usando Tolbert e non il dannoso Naumoski, da cui però speri sempre che inventi qualcosa, Ataman l'avrebbe portata a casa. Senno di poi, appunto. La Kinder ha vinto col mestiere delle grandi squadre, ma questa non è una novità. Ha vinto pure ribellandosi alla tentazione di accettare una propria edizione dimessa che, a pochi minuti dalla fine, poteva darle la pace dei sensi. E una virtù forte, questa, poi ci sarà stata anche fortuna, come sempre, quando le partite girano su pochi palloni Il blocco s'è confermato tale, usando più saggezza che muscoli, la difesa s'è riavuta dopo l'iniziale sofferenza, quando forse non era neppure indovinata la tattica d’anticipo su Ciclone Chiacig. Bravo anche lui, soprattutto. Poi, nessuno dovrebbe più aspettare sotto casa, dicendo che Griffith ha stazza, si poteva giocar meglio che Frosini o Andersen. Non l'ha detto Messina, comunque, che solo per chi frequenta i pascoli infiniti del luogo comune rimane quello che "piange un po'". La squadra si batte in emergenza da mesi, è vero che si tratta di un'emergenza lussuosa e ricca di optional, ma al massimo livello; come in queste finali, la corda è sempre tesa e rischia di rompersi. S'è confermato il migliore dell'orto italiano, la guida nella tre giorni è stata duttile e pronta, sveglia nelle goleade (Trieste, Pesaro), tenace negli inseguimenti (a proposito, la stessa Siena, raggiunta da Treviso, l'aveva poi giustiziata allo sprint). Infine, è stato pure generoso coi vice, per l'idea giusta dei 4 piccoli. Vince il gruppo, altra non novità. E andrà spezzato, per farlo perdere.

 

Parola ai protagonisti
"Ancora una volta siamo tornati dall'inferno". Rashard Griffith ha passato li testimone di Mvp a Ginobili, ma, anche da spettatore temporaneo, sa bene cos'è la Virtus. In piedi alla fine, al trionfo dopo la tribolazione. "Abbiamo sofferto - ha detto Messina - la Monte Paschi ha comandato con merito, mettendo sul campo il suo grande acume tattico: e in questo loro sono i migliori d'Italia. La Virtus ha pagato la tensione con un primo tempo negativo. La reazione però è stata da grande squadra: le cose non andavano bene, ma c'è stata la pazienza e l'intelligenza di risalire un passo alla volta, ricucendo il pesante svantaggio. Debbo ringraziare Consolini e Molin perché mi hanno consigliato di schierare i quattro piccoli nel finale. Questa è stata la mossa che ha portato l'inerzia offensiva dalla nostra parte: fino a quel punto era stata Siena a condurre le danze. Su Chiacig abbiamo sbagliato la scelta tattica: con i pick'n'roll ci hanno messo croce e abbiamo lasciato Frosini troppo isolato".
Si ricomincia dalla Coppa Italia. "Un bel risultato, ma adesso col ritorno di Griffith, e forse quello di Becirovic, le aspettative su di noi potrebbero ancora crescere. Giocheremo ancora e come sempre per vincere e faremo di tutto per provarci. Concludo esternando una grande soddisfazione personale: questo è il mio decimo trofeo con la Virtus e a vedermi per la prima volta c'era mia madre Agata".
Madrigali da Presidente della Lega veniva inondato di spumante, ma i brividi freddi gli erano venuti prima. "Una Coppa che fa un grande piacere, combattuta con Siena, che a mio avviso è la squadra più forte che abbiamo incontrato sin qui. Chiacig ci ha fatto ammattire a lungo: non vedevo l'ora che andasse in panchina".
Gino miglior giocatore: le sue giocate spaziali hanno fatto scalpore e dato morale. "Ho avuto una bella serie nel terzo quarto e difatti alla fine ero un po' stanco. Quella mia raffica non è servita tanto per recuperare, perché Siena ha ribattuto quasi sempre, ma per avere fiducia, utile per crederci. Vincere una finale così è una grande gioia, perché è venuta dopo due partite dominate. Stavolta invece abbiamo dovuto inseguire e loro sembravano scappare sempre, senza mai dare l'impressione di mollare. C'è voluto coraggio e carattere. Questo trofeo ci dà carica, è da quasi tutta la stagione che siamo senza Rashard; dopo le tante difficoltà. La controprova se siamo pronti a continuare così ce l’avremo subito in Eurolega, dove non si può sbagliare".
Ecco Rigaudeau, l’uomo-gol, che spiega l’ultimo tiro. "Abbio ha visto che mi stavo liberando, si è attirato la difesa e poi mi ha dato un pallone d’oro. Dovevo tirare. Poi, dopo il canestro, ho guardato subito dove andava la palla per difendere, perché non sapevo esattamente quanti secondi mancassero. Un premio per il gruppo: ora abbiamo capito che confermarsi è più difficile che vincere la prima volta".

 

Ginobili MVP della Coppa Italia

VIRTUS, CHE BATOSTA

Il Resto del Carlino - 10/03/2002

 

Ettore Messina non ricorda nella sua carriera una simile umiliazione come quella patita ieri pomeriggio a Pesaro: «A livello statistico credo di no. Purtroppo nella vita c'è sempre una prima volta - sorride amaramente - ed è più facile che capiti in una stagione difficile come questa, per tanti motivi, forse la più difficile della mia carriera». Sembra pacato ma poi si viene a sapere che oggi, domenica, ha imposto un doppio allenamento (punitivo?) alla squadra.

E aggiunge: «Non voglio analizzare questa sconfitta a caldo perché se dovessi dire tutto quello che mi passa per la testa adesso non avrebbe senso. Dico solo che abbiamo sottovalutato la voglia di rivincita della Scavolini nei nostri confronti, forse eravamo convinti che fosse automatico ripeterci contro di loro come a Forlì, invece ci hanno spazzato via senza attenuanti».

 

CLAMOROSO: MESSINA ESONERATO!

Il Resto del Carlino - 11/03/2002

 

La Virtus Kinder Bologna ha esonerato l'allenatore Ettore Messina. La clamorosa decisione (l'ex tecnico della nazionale nella scorsa stagione ha vinto Coppa Italia, Eurolega e scudetto; in questo campionato ha già conquistato la Coppa Italia ed è ben piazzato in Eurolega) è maturata nel tardo pomeriggio dopo un colloquio col presidente Marco Madrigali, reduce dalla assemblea di Lega. Il sostituto potrebbe essere il vice allenatore Giordano Consolini, che già fu capo allenatore a Reggio Emilia. Nell'anticipo di sabato in campionato la Kinder ha subito una sconfitta di 33 punti a Pesaro. La più pesante nel curriculum di Messina. Con Ettore Messina, 43 anni, di origine catanese ma cresciuto in Veneto, se ne va l'allenatore più vincente nella storia della Virtus Bologna: nella bacheca del tecnico sono infatti finiti tre scudetti ('93, '98, 2001) una Coppa delle Coppe ('90), due Eurolega ('98 e 2001) e 4 Coppe Italia ('90, '99, 2001 e 2002).

In totale Messina, che per anni aveva allenato il settore giovanile bianconero e lavorato come assistente di numerosi allenatori, sulla panchina virtussina si è preso dieci trofei, in due tranche di vita bolognese, dall' '89 al '93 e dal '97 a oggi, divise dai quattro anni passati alla guida della Nazionale.
La notizia del suo esonero ha sorpreso tutti, compresi i giocatori, che hanno saputo la cosa in palestra. E alle 20:06, con tre righe di comunicato, la società bianconera ha ufficializzato l'esonero: «La Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver esonerato l'allenatore signor Ettore Messina, la squadra è affidata al signor Giordano Consolini». Così toccherà al vice di Messina condurre la squadra già domani sera in campionato contro la Coop Nordest Trieste.

Insomma, Ettore Messina ha scritto la storia della Virtus negli ultimi 10 anni: dal primo scudetto vinto nel '93 con l'asso nascente Sasha Danilovic, passando per la doppietta del '98, quando vinse l'Eurolega e lo scudetto, battendo i cugini della Fortitudo in una finale memorabile. Fino al fantastico tris dell'anno passato quando, con una squadra totalmente nuova, scommettendo su giovani talenti, vinse Coppa Italia, Eurolega e scudetto. Ma pure in quella stagione magica, a metà cammino, ci furono divergenze d'opinioni fra tecnico e presidente Madrigali: il primo chiedeva un rinforzo, il secondo disse che bisognava andare avanti così. Una storia, sempre tenuta sommersa, che si sarebbe ripetuta quest'anno.

Dubbi sulla stagione erano emersi dopo la pesante sconfitta in Eurolega a Kaunas (-24), quando il tecnico si disse pronto a dare le dimissioni perché i giocatori non lo ascoltavano più. Poi le cose andarono a posto e vennero altre vittorie. E nessuno avrebbe pensato all'esonero del coach, che è rimasto folgorato, lui come tutti, dalla decisione di Marco Madrigali, il presidente che ha comprato la Virtus l'anno scorso, vincendo subito tutto.
Ma pure l'anno passato, appena vinto lo scudetto, Messina parlò dell'eterna precarietà del mestiere d'allenatore: «No, non ho paura di montarmi la testa, anche perché ogni anno fa storia a sé: Recalcati (ex tecnico della Fortitudo, ndr) l'anno passato ha vinto lo scudetto e ora è discusso. E Ancelotti ha fatto più di 70 punti e l'hanno mandato via». Stavolta però, nessuno l'avrebbe potuto prevedere.

 

QUALCHE DETTAGLIO IN PIÚ SULL'ASSURDO ESONERO DI MESSINA

La Repubblica - 11/03/2002

 

Qualche notizia in più riguardo alla giornata che ha portato all'esonero di Messina. Il tecnico nel pomeriggio ha svolto regolare allenamento in vista della partita di domani. Intanto Madrigali dopo aver dato le dimissioni all'assemblea di Lega, intorno alle 17.30, ha lasciato l'assise per portarsi dalla squadra. Ha chiesto ai giocatori di attendere e si è incontrato per circa mezz'ora con il tecnico. Poi si è presentato ai giocatori e avrebbe detto: "Da questo momento Messina non è più il vostro allenatore. Rimane la mia stima nei suoi confronti ma il clima non era sereno". In serata la società ha comunicato che la squadra sarà affidata all'allenatore in seconda Giordano Consolini ma girano per un futuro anche prossimo i nomi di Dado Lombardi e Alberto Bucci. Difficile capire i motivi che hanno portato all'esonero visto che la squadra aveva appena vinto la Coppa Italia, è quella piazzata meglio nell'Eurolega e si trova al terzo posto in campionato. Si può solo tener presente che qualche settimana fa dopo la trasferta di Kaunas Messina aveva rimesso il mandato a Madrigali dicendo che la squadra non riusciva più a seguirlo ma il presidente lo aveva difeso a spada tratta.

 

IL DELIRIO DI MADRIGALI

www.bolognabasket.it - 12/03/2002

 

Meno di un'ora per spiegare che in Virtus va tutto benissimo. Anzi, per non spiegare niente. Per rispondere "NO" a qualunque domanda, per non esplicitare una linea di pensiero, per non sciogliere nessun dubbio. Tranne quello che la decisione di "sollevare Ettore Messina dall'incarico di guida tecnica" è una scelta autonoma di Marco Madrigali e di nessun altro, e il Presidente se ne assume ogni responsabilità. Già, Madrigali usa anche l'eufemismo "sollevato", anziché "esonerato", sebbene nel comunicato stampa ufficiale della società compaia proprio il termine "esonerato". Il Presidente precisa.

Non ho intenzioni programmatiche di vendere la Virtus, anche perché è difficilmente vendibile, ma di mestiere faccio l'imprenditore, e quindi vendo e compro. Qui ci si rimettono soldi, e ci si rimettono cellule epatiche. Abbiamo sempre pagato mensilmente e con regolarità gli stipendi, e smentisco che Messina fosse un costo. Era ed è forse il miglior allenatore d'Europa. è ottimo, forse unico.

Ma allora è un problema tecnico?

Un allenatore non ha solo incarichi tecnici, ma anche di gestione delle risorse umane. Penso che sia giunto il momento di affidare la squadra a Giordano Consolini, al quale ho chiesto, e mi auguro accetti, di finire la stagione.

Il -33 di Pesaro è stato il fatto scatenante?

No, il -33 non è stato un fatto scatenante, anche se sicuramente non è stato un gran salvagente. Certo, sarebbe stato meglio vincere, ma ci può stare perdere ogni tanto. Anche l'episodio di Kaunas mi ha fatto riflettere, ma di situazioni ce ne sono state tante. L'importante è che perdere non diventi un'abitudine. Né con Messina, né senza di lui.

A questo punto la situazione in sala diventa quasi comica, sicuramente molto grottesca: un'abitudine perdere con Messina? Delle due ci si annoia a vedere le sue squadre che vincono. E una risposta sulle cause reali dell'esonero - pardòn, sollevamento dall'incarico - non è ancora arrivata.

Ha anche ascoltato l'opinione della squadra?

No, ho preso la decisione in totale autonomia e non ho avuto il tempo di condividerla con nessuno. Sono io l'unico responsabile. Il fatto è che quando si ha in testa un piano, un progetto… L'anno scorso abbiamo vinto tutto, forse troppo e troppo in fretta. Quest'anno l'obiettivo era quello di rigiocarsi tutti i traguardi arrivando in tutte le finali. Voi dite che siamo in linea? Io dico che si poteva fare di più!

Ma allora è un problema di risultati, crede che con Messina non si sarebbe arrivati in finale, e che invece Consolini ce la farà?

Vedete, probabilmente ce l'avremmo fatta anche con Messina. Il fatto è che io in questa situazione ci rimetto sempre. Se ce la facciamo si dirà che ce la si sarebbe fatta anche con Ettore, se non ce la facciamo mi si incolperà del suo allontanamento. Ma l'ho fatto per il mio mestiere, l'imprenditore. Per fare quello in cui credo devo prendere delle decisioni sofferte e tremendamente impopolari. Ho preso la decisione giusta per raggiungere gli obiettivi del nostro piano triennale.

C'è stata una frattura interna, fra squadra e allenatore?

No, io non ho visto fratture. Ho cambiato perché, lo ribadisco, ritengo che fosse il momento per cambiare la direzione tecnica della squadra.

Non ci ha ancora detto il VERO motivo dell'esonero.

Non ve l'ho detto e non ve lo dirò. Sono fatti interni alla società. I tifosi dicono che non ho detto niente neanche a loro? È vero, non avrò detto nulla pure a loro. Comunque i toni di voce fra me ed Ettore non si sono mai alzati. Ieri parlavamo al tavolo degli ufficiali di campo, con gente attorno, e sfido chiunque a dire che abbia sentito una sola parola. Avevamo due caratteri diversi. Il mio è pessimo, il suo non è certo facile, e lui mi ha sopportato più di quanto io non abbia fatto con lui.

Siete quindi giunti ad un punto di rottura?

No, non abbiamo oltrepassato alcun limite di sopportazione. Semplicemente non c'erano più le condizioni perché si proseguisse.

Dovrà continuare a pagare Messina fino al 2004?

Non lo so, francamente non ne abbiamo parlato. Sarà una decisione sua, non è un problema, ma penso proprio che uno come lui non abbia che l'imbarazzo della scelta su dove andare.

Pensa che questo potrebbe rendere più difficile il rinnovo da parte di Ferrero per la sponsorizzazione?

Non lo so. Loro hanno un opzione per il rinnovo fino al 31 Marzo 2003. Si vedrà.

Anche Brunamonti le ha già dato le dimissioni?

No, ma credo che lo farà presto. È una scelta come un'altra.

Più tardi anche Roberto Brunamonti confermerà le sue dimissioni. In sostanza da Madrigali non si è saputo niente, tranne che si tratta di un motivo strettamente personale, quasi un regolamento di conti fra lui e Messina. Questa sera la situazione sarà veramente rovente, per la comprensibile rabbia dei tifosi.

 

SI DIMETTE ANCHE BRUNAMONTI

12/03/2002

 

Un'altra bandiera ammainata, stavolta per propria spontanea decisione. Ecco il comunicato di Roberto Brunamonti:
«In seguito ai fatti recentemente accaduti, ho presentato in data odierna le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di vicepresidente della Virtus Pallacanestro, direttamente nelle mani del presidente Marco Madrigali».
Roberto Brunamonti

 

LA RIVOLTA DEI TIFOSI

Il Resto del Carlino - 13/03/2002

 

Tifosi in rivolta ieri al PalaMalaguti per la decisione di Marco Madrigali di cacciare Ettore Messina: invasione di campo e il presidente della Virtus assalito e costretto a lasciare in fretta e furia il parterre scortato dalla polizia. Per placare gli animi, Rigaudeau ha preso il microfono e ha parlato al pubblico. Il match con Trieste è iniziato con mezz'ora di ritardo. Ha vinto la Kinder. Intanto una pioggia di fax (800 252871) sta arrivando al Carlino: sconcerto, incredulità e tanta rabbia. E Messina commenta: «E pensare che fino a poco tempo fa Madrigali mi considerava uno dei migliori allenatori». Per parte sua il presidente non spiega i motivi del licenziamento: «Ho deciso di testa mia, non posso dire perché. Mi prendo la responsabilità della decisione e non ho nessuna intenzione di vendere la Virtus». Intanto Roberto Brunamonti si è dimesso da vicepresidente «e non cambierò idea». E anche lo sponsor Kinder annuncia il divorzio dalla società. L'ex presidente Cazzola: «Se Madrigali ha problemi c'è già chi lo può sostituire, ma io non torno».

Una gradinata intera in campo, i giocatori della Virtus circondati dai tifosi infuriati: e intanto la musichetta del riscaldamento continua a suonare. Non è il Titanic, ma è sicuramente un pezzo di Virtus che va a fondo. Mai vista una roba del genere: se è per quello, mai visto cacciare un allenatore che ha vinto tutto e di più come è successo a Ettore Messina. Quello che ha fatto Madrigali al tecnico, i tifosi lo fanno a Madrigali: appena il presidente sfida la piazza affacciandosi in parterre, i coracci diventano urla, insulti, gestacci e un vero e proprio assalto. Dalla curva scendono tutti in campo, i più arrabbiati arrivano a sventolare la loro delusione davanti alla poltrona del patron, sulla quale poco prima era stato allungato uno striscione di 'benvenuto', («Si vergogni, Giuda») e sulla quale poi seguirà la partita il tifoso Panetto. Si allungano anche mani minacciose, la polizia capisce e ordina la fuga: va via Madrigali, un'onda di agitati in scia, chi spinge, chi urla e chi sputa, si alza qualche manganello, si infila qualche pugno: dicono che al presidente abbiano tirato i capelli, che la moglie sia stata colpita, finisce lì. O forse no: magari oggi comincerà un'altra storia, se è così vendo tutto o giù di lì.

Fine primo round. Il secondo è quello della squadra, che dalle 20:15 comincia la sua mezz'ora di passione: con il pubblico addosso. A chiedere solo e soltanto una cosa: perché è stato cacciato Messina. L'unico che lo sa è già verso casa, sotto rassicurante scorta. Va avanti così fino all'ora della palla a due, perlomeno quella ufficiale: qui, le altre, anziché alzarsi, girano e a parecchi. Tanto che capitan Rigaudeau, quando vede gli ufficiali di campo prendere la via dello spogliatoio, sale sul tavolo e, microfono alla mano, fa il sindacalista: più che un girotondo chiede di poter fare un po' di 'ruota' e poi la partita.

«Oggi siamo tutti tristi, mi sento come un pugile dopo il ko — dice il francese che parla come l'ispettore Clouseau —. Siamo giocatori e vogliamo giocare: lasciatecelo fare, anche per rispetto di Ettore». Basta? Macché: stavolta la squadra col nome più dolce d'Italia ha il pubblico meno tenero. Stanno lì, e nemmeno la minaccia di una sconfitta a tavolino li spaventa: loro, sentono di aver già perso. «Siete voi la storia» insiste Rigaudeau ed è come aver vuotato l'anatra wc: il campo di colpo si svuota. È partita, è Kinder come sempre, ma non è come le altre volte: la gente che è arrivata qui già alle 11:30, che all'ora di pranzo è riuscita a parlare col presidente, che alle 14 se n'è andata senza aver capito nulla come succederà poco dopo ai giornalisti («Per noi è come l'11 settembre, Madrigali ha fatto tabula rasa della Virtus» dice Andrea), resta per un quarto a gridare più contro il presidente («Sei come Cecchi Gori») che a favore della squadra. Poi, al primo riposino, raccoglie tutti gli striscioni e lascia le gradinate, dove restano una gigantografia di un sorridente Messina e lo striscione «No Messina, no parti…ta». E intanto la musichetta dell'intervallo continua a suonare...

Rigaudeau parla ai tifosi (foto tratta dai microfilm de "Il Resto del Carlino")

"SBAGLIATO CACCIARE ETTORE MA FORSE NON FINISCE QUI..."

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 14/03/2002

 

Quando Gianni Rivera riuscì, con un microfono in mano, a far sgomberare il secondo anello di San Siro, lui non aveva ancora otto anni. E forse, Antoine Rigaudeau non sa nemmeno chi fosse Gianni Rivera. Ma l'altra sera, dopo l'aggressione al presidente e il sit-in di protesta, l'asso francese non ci ha pensato un attimo. Non c'è stato nemmeno bisogno di suggerirgli qualcosa, perché lui, il capitano, si è sentito in dovere di fare qualcosa. Anche se con la morte nel cuore.

Rigaudeau, vogliamo ricostruire le ultime 72 ore della sua squadra?

"Lunedì sera, dopo l'allenamento, siamo stati raggiunti dalla notizia dell'esonero di Ettore. Ho subito detto che non ero d'accordo. Mi sono sentito ferito. Era come se una parte di me se ne fosse andata via e poi...".

Poi?

"La sensazione, ripeto, è stata quella che ho cercato di descrivere ai tifosi, magari facendo qualche errore. Mi sono sentito e mi sento come un pugile che ha le ginocchia a terra, ma che non è ancora ko. E non vuole esserlo perché vuol continuare a giocare. Per dimostrare che, almeno sul campo, questa Virtus è viva".

Ma al presidente che cosa ha detto?

"Tante cose. Alcune sono questioni nostre, che devono restare al nostro interno. Ci siamo parlati, gli abbiamo chiesto di tornare sui suoi passi. Ma noi siamo giocatori, abbiamo il dovere di scendere in campo. Non è detto che sia finita qui".

A proposito: voi dovevate essere in silenzio stampa".

"L'ho condiviso per due giorni: la società doveva spiegare il suo punto di vista. Ma dopo credo subentrino altre questioni. È una cosa che sento dentro di me, che tocca i sentimenti. Anche se noi non siamo che atleti e non so se possiamo influire o in qualche modo influenzare le scelte del presidente".

Si è detto - ma il presidente ha smentito questa voce - che la squadra, o una parte di essa, fosse contro l'allenatore.

"Non scherziamo, non è così. Non capisco ancora che cosa sia successo".

I tifosi l'altra sera chiedevano a lei e ai suoi compagni di non giocare. Questo dubbio l'ha mai sfiorata?
"Certo. Ho avuto dei dubbi lunedì e martedì mattina. Poi, però, siamo arrivati al campo. E anche se non eravamo nella situazione migliore dal punto di vista psicologico, avevamo il dovere di giocare. Per rispetto del pubblico. Noi siamo lì per continuare la storia della Virtus, ma la storia della Virtus sono loro, i tifosi. Perché la Virtus c'è da cinquant'anni, anzi, da molto più tempo".

Perché ha parlato ai tifosi?

Gliel'hanno chiesto o è stata una sua decisione?

"Sinceramente non lo so. Forse le due necessità, alla fine coincidevano. Mi sentivo di parlare: l'ho fatto. Ho preso il microfono in mano e ho cercato di trasmettere a tutta quella gente le sensazioni che avvertivo dentro di me".

 

 

DANILOVIC: "LO SAPEVO, QUELLO NON CAPISCE NIENTE..."

La Repubblica - 13/03/2002

 

Sasha Danilovic, ha sentito che putiferio sta succedendo alla Virtus?

Sì, e ci sono rimasto davvero male. Poi, io su Ettore Messina non posso essere obiettivo. Ci legano le vittorie, tante insieme, ma non solo quelle; tra di noi c'è anche la stima, l'amicizia, il rispetto. Valori importanti. Un rispetto che ora vedo poco, e lo dissi subito, con questo Madrigali, uno che non s'intende di basket e che tratta la Virtus come un giochino. Non si caccia il miglior allenatore d'Europa. E se pure ha perso di 33 punti una partita, Messina può permettersi di perdere anche di 50 punti, con tutto quello che ha già vinto.

Dicono che non avesse più la squadra in mano. Ci crede?

La squadra in mano Ettore ce l'ha, e l'ha sempre avuta.

Ci ha parlato con Messina?

Un'ora dopo l'esonero. E l'ho risentito ieri mattina. Non trovo Roberto Brunamonti, invece, mi dicono che si dimette, e allora siamo a posto. Erano rimasti due simboli, nella Virtus, ora nessuno, e non si può: la gente va a vedere le squadre, d'accordo, ma poi si lega alle persone. Ma ormai nel circo di questo basket, con uomini senza rispetto che comprano tutto coi soldi, è perfino inutile parlare. E se Madrigali vuole vendere, cosa c'entra Messina? Ed è sicura di venderla meglio, la Virtus senza Messina?

Potrebbe offrirgli un posto al suo Partizan Belgrado, ora, ma Ettore forse è un po' caro per voi.

Ettore per me potrebbe allenare gratis, io per lui avrei giocato gratis. Per Madrigali mai.

 

MADRIGALI E IL GRANDE DIETROFRONT

Il Resto del Carlino - 14/03/2002

 

È talmente incredibile la vicenda dell'esonero di Messina che alla fine le cose più verosimili, se non proprio vere, finiscono per diventare quelle che sembravano meno logiche. Come il ritorno del tecnico sulla panchina bianconera, magari già stasera ad Avellino, appena 48 ore dopo il Grande Litigio col presidente Madrigali. Che adesso pensa di passar la mano: lui proprietario, presidenza a Taddia, amministratore delegato alla Cto. Sembra fantabasket, ma basterà attendere oggi per l'ufficialità.

Dopo la grande e pure violenta contestazione, Marco Madrigali ieri si è fatto di nebbia. Al Cto il presidente prima veniva dato per assente, poi in riunione permanente. Magari stava solo valutando le cifre di brutta giornata di Borsa, comunque sfavorevole in generale al nuovo mercato, magari stava ripensando a queste giornate difficili, come lo sono tutte quelle delle scelte, specialmente quando si rivelano sbagliate prima ancora che impopolari: comunque sia, silenzio su tutta la linea. E silenzio pure dalle parti di Ettore Messina, con una differenza rispetto agli ultimi due giorni: cellulare staccato.
Non si stacca così con un allenatore che ha vinto tutto: non a caso, nell'assurda quanto inutile conferenza stampa di non spiegazioni, Madrigali non aveva detto una parola 'contro' il suo ex allenatore. Precisando, tra l'altro, due cose: che era tuttora un dipendente della Virtus e che con lui aveva vinto più del previsto. Della serie: non allena, ma mi dispiace.

Il dispiacere può sempre più dell'odio. Quello se l'è beccato tutto Madrigali, martedì sera, nel quarto d'ora scarso che è riuscito a stare al palasport di Casalecchio prima di esser costretto alla fuga in mezzo ai poliziotti. Gli ha fatto male questo, così come i cori che ha sentito, che gli hanno riportato. E ci si è messo a pensar sopra: si può mandare tutto in vacca per un litigio fra quelli che lui stesso ha definito due caratteracci? No, non si può. E ieri pomeriggio è ricominciata la lenta trattativa. Di segnali, Messina ne ha ricevuti durante la giornata. Fino all'ultimo, quello del disgelo: il tecnico non esonerato, né cacciato, ma semplicemente 'sollevato' come sostiene il presidente, è stato ricevuto in azienda. Per riparlare di questo litigio di lunedì seguito al malumore negli spogliatoi di Pesaro fra il tecnico e tre giocatori, chiamati in disparte e redarguiti per un atteggiamento sbagliato, o forse solo per parlare di come andare avanti da qui in poi. Come se nulla fosse, anche se qualcosa, in ogni caso, è accaduto. È accaduto anche che una brava persona, prima ancora che un ottimo tecnico come Giordano Consolini, sia stato in panchina una sera soltanto, da vincitore, ma col mal di pancia: perché è difficile allenare al posto di uno che prima di tutto è tuo amico. Da oggi, Consolini sarà il primo allenatore felice di esser retrocesso a vice: proprio perché le storie meno logiche sono le più vere.

 

MESSINA: "RIPRESO DAI TIFOSI, CHE BELLO"

Il Resto del Carlino - 14/03/2002

 

«Sono molto contento: forse è la prima volta che un allenatore viene ripreso a furor di popolo anziché esser cacciato...». Così l'Ettore Messina del dopo 'esonero con pentimento', eufemismo per questa storia che dal dramma popolare è scaduto in farsa, ha raccontato agli amici il ritorno sulla panchina Kinder. Difficilmente ricomincerà stasera ad Avellino, domenica sarà a Fabriano. Intanto la sua storia di allenatore della Virtus è ricominciata nel tardo pomeriggio, quando è salito negli uffici di Madrigali, al Cto, al termine di un pomeriggio nel quale l'idea del Grande Dietrofront era ben più che una fantasia da bar. «Sono stato convocato, vado a sentire cosa mi dicono. Voglio capire cosa è cambiato» le parole con le quali ha espresso le perplessità su una rapida conclusione della trattativa, riaperta da un colloquio informale in mattinata con l'amministratore delegato della Cto, Taddia. Poi il lieto fine: ora la Virtus attende una lettera di ripensamento di Brunamonti. Per rimettere a posto un'altra bandiera.

LETTERE APERTE

www.virtus.it - 14/03/2002

 

Lettera di Ettore Messina

Desidero ringraziare tutti coloro che mi hanno dimostrato affetto e stima e che mi è impossibile elencare singolarmente. Allenare la Virtus Bologna è un grande onore ed un privilegio per qualunque allenatore.
L'identità della Virtus mette la Pallacanestro davanti ai problemi personali ed ai fatti contingenti, così come ha ricordato il capitano della squadra chiedendo di poter disputare l'incontro di martedì scorso.
Ho accettato con gioia la richiesta del Presidente perché mi riconosco in questa identità, così come si riconoscono in essa i giocatori, lo staff tecnico e medico, i dirigenti, il presidente e tutti i tifosi.
Desidero infine esprimere il mio dissenso e l'amarezza per il comportamento di coloro che hanno manifestato la propria protesta in forma violenta nei confronti del Presidente e dei suoi familiari.
La violenza è sempre inaccettabile e non fa parte del modo di pensare di tutti coloro che amano la Virtus e si riconoscono in essa. è per questo senso di appartenenza ad una grande istituzione che sono orgoglioso ed onorato di essere l'allenatore capo della Virtus Pallacanestro, cui dedicherò tutti i miei sforzi ed il mio impegno.
Ettore Messina

 

Lettera di Marco Madrigali

A tutti i nostri sostenitori,
come imprenditore sono abituato a prendere decisioni che sembrano le più corrette in un determinato momento, così come me ne assumo tutta la responsabilità.
Lunedì ho preso una decisione, nonostante la mia, non taciuta, profonda stima nei confronti di Ettore Messina.
La contestazione dei tifosi, degli sportivi e della città ho sempre ritenuto fosse un diritto sacrosanto ed ero al Palazzo per dimostrare questo e per non lasciare senza controparte le manifestazioni di rifiuto della mia decisione.
Mentre ringrazio tutti coloro che hanno manifestato, rifiuto la violenza ricevuta che sono certo appartenere a pochi peraltro di dubbia fede virtussina.
Il consenso dei tifosi e degli sportivi, la tranquillità della squadra, l'amicizia della città sono elementi importanti ed irrinunciabili. Ieri ho avuto un importante colloquio con Ettore Messina al termine del quale ho chiesto ad Ettore di "riprendere" la squadra. Ettore Messina ha accettato.
Le dimissioni di Roberto Brunamonti, respinte già nella giornata di martedì hanno portato all'attuale inserimento di Roberto nello staff tecnico della prima squadra.
Ringrazio Ettore Messina, Roberto Brunamonti, Giordano Consolini, gli atleti, lo staff tecnico e tutti i collaboratori della Virtus per la professionalità e l'amore dimostrato in questi giorni difficili verso la società.
Ringrazio i tifosi e gli sportivi che hanno manifestato le proprie opinioni e che non sono scesi, secondo una tradizione Virtussina, a nessuna forma di eccesso.
Un pensiero particolare a coloro che martedì sera hanno subito violenza ed a coloro che si sono adoperati professionalmente per far sì che questi eccessi non potessero ulteriormente degenerare.
Sono certo che tutti insieme porteremo la "nostra" Virtus ad ulteriori importanti successi.
Il Presidente
Marco Madrigali

 

 

Rigaudeau a rapporto da Messina

TRE MESI PER SOPPORTARSI, POI NE RESTERÀ UNO SOLO

di Walter Fuochi - La Repubblica - 16/03/2002

 

Incrociati ieri i giocatori in aeroporto a Napoli, Messina là in permesso, loro di rientro da Avellino, la crisi Virtus si chiuderà oggi, quando all'Arcoveggio il tecnico compirà il primo atto del suo ritorno, allenando e poi scendendo in serata a Fabriano. Quali strascichi lascerà la burrasca lo dirà la stagione sportiva, nonché l'eventuale riuscita delle manovre per cambiare padrone alla Virtus: alla porta sono in tanti, ma un contraente così indebolito dagli eventi non riceve mai offertone. Adesso, del tanto o del troppo che s'è sentito sulla bufera, qualcosa appare più chiaro, e si torna ad accostare indizi, ripulendo pure il terreno da quel ciarpame di voci spinte perfino al boccaccesco.

Messina e Madrigali non hanno due caratteri facili. Avevano rischiato la rottura un anno fa, sull’affare Bowie, ingaggio che Messina spinse e Madrigali bocciò; e l'hanno sfiorata più volte quest'anno, tra infortuni che amputavano il gruppo e contratti in scadenza (Griffith, Ginobill, Jaric, Andersen, con varie clausole) che imporrebbero una strategia di rilancio oppure di ridefinizione della squadra. Su molte interviste di Messina, Madrigali deve aver lavorato di lapis rosso e blù: l'ultimo segnaccio, sotto quel passaggio in cui, pochi minuti dopo la disfatta di Pesaro, il coach parla cifratamente di "annata difficile". Di li, galoppa l'idea dell'esonero. Poi, che la squadra fosse oppressa dal tecnico, o angosciata, sono solo le ultime parole, chissà quanto convinte. Non si divertivano? Mah, stavano lavorando.

Fra i motivi di attrito svetta, Griffith: come di rado a rimbalzo, quest'anno. L'omone che non gioca li quanto rotto (e che, fin li, aveva giochicchiato) irrita Madrigali, obbligato a versargli i 4 miliardi annui, oppure i già calcolati 30.000 Euro a partita, la giocasse o la guardasse. Col gigante in carrozzeria l'assicurazione paga con una diaria cospicua. A gigante riallineato anche solo in panchina, il rubinetto si chiude. Per chi paga, il gusto è amaro, ma se c'era una voglia di andare in contenzioso, Messina (e Brunamonti) l'avevano stoppata, caldeggiando pazienza. L'omone, imprescindibile per grandi traguardi, andava aspettato. Sullo stesso tavolo, era così saltato l'arrivo di Wolkowyski e di chiunque altro. Pure quando finì in campo una Kinder dimezzata (Istanbul, Cantù), nessuno fiatò: condivisa o no, la compattezza fu almeno aziendalista.

Madrigali è un imprenditore entrato nel basket con generosa energia. La sua prima campagna estiva fu massiccia, perfino pletorica (vedi Sconochini, optional di lusso). E di prendere Becirovic quest'estate, il colpo più caro del mercato, non glielo imponeva nessuno. In cuor suo, Madrigali poteva umanamente pensare di aver speso molto e riscosso poco, anche sulla pubblica scena. Il rovello s'è intuito pure nella conferenza delle reticenze. Siamo tanti, qui in Virtus, ad aver vinto, aveva fatto capire. Però i primi piani toccano sempre ai Migliore.

Che tale è, nel suo mestiere, ma è un altro caratterino. Quel che si scrive di seguito varrebbe per Capello, per Lippi, per il primo Sacchi. Sono gli allenatori a carta bianca: quelli che spremono il massimo dalla truppa, ma esigono che la truppa debba a pensar solo a lavorare e a "produrre", senza aver conti in sospeso né alibi legati al conti. Alla voce denari la piazza mormora, Madrigali sostiene che corrono regolarmente, e qui ci si ferma, almeno finché qualcuno, allo scoperto, reclami il contrario. Tornando a Messina, più che un allenatore, è il fulcro del sistema Virtus. E nelle parole pubbliche, pure Madrigali la indica come formula del successo. Intimamente, questo ruolo allargato gli garba forse meno. Poi, in società, ci sono uomini suoi e c’è la "struttura" di Messina, dallo staff tecnico a Brunamonti a quel Roberto Dorigo manager della Ferrero, il quale non è un segreto, ha vissuto tutti questi anni pure come sponsor personale di Ettore (nonché, nel sistema Virtus, come un bel ministro col portafoglio).

Scontro di caratteri, insomma, intorno a influenze e poteri. Il fattore umano non andrebbe mai trascurato, in queste partite: indagando su strategie, ci si imbatte poi spesso in semplici umori. Finendo con le dinamiche interne, la squadra non ha remato contro, è stata subito lealista (vedi Rigaudeau), poi ha vigorosamente remato a favore, quando la soluzione migliore s'è profilata come praticabile. Ovunque, racconteranno di borbottii e vaffanculo contro il duce, di ciabatte e ceffoni che volano. Fisiologico, in qualsiasi spogliatolo: di più in quello d'una squadra che punta al massimo. Quanto alle strategie, s'è pure ipotizzato che Madrigali dovesse svuotare la casa del mobilio prezioso per trovare acquirenti più disposti. Di qui, la cacciata di un tecnico che non costa solo di stipendio, ma comporta pure allestimenti costosi. Ma questo, rifatta pace, cade: o la vendita non era cosi impellente, o chi compra ha realizzato che Messina va portato in dote. Fatto il dietrofront, più per forza che per amore, i due dovranno convivere tre mesi, dopodiché, a fine stagione, vada come vada, non ripartiranno insieme. O lascerà Madrigali, vendendo, o lascerà Messina, ritenendo esaurita la sua vita bianconera. Le offerte non gli mancheranno.

SANDRO ABBIO LASCIA LA VIRTUS!

www.virtus.it - 03/04/2002

 

La Kinder Bologna annuncia di aver accettato, seppur con grande dispiacere, la richiesta di risoluzione del contratto fatta dal giocatore Alessandro Abbio. La Kinder Bologna ringrazia Alessandro Abbio per le otto stagioni ricche di successi conquistati insieme: il campionato italiano nel 1995, 1998 e 2001, la SuperCoppa nel 1995, l’Eurolega nel 1998 e 2001 e la Coppa Italia nel 1997, 1999, 2001, 2002; e gli augura infine le migliori fortune nella nuova formazione dove giocherà.

 

LA VIRTUS SU GRANGER

www.telebasket.it - 23/04/2002

 

La Kinder di quest'anno non finisce mai di stupire. Mentre ci avviavamo verso una tranquilla settimana di attesa per la Final Four di Euroleague, ecco la notizia che squassa un po' il mondo dei canestri bolognese. La Kinder vuole Antonio Granger, ed è in atto una vera e propria corsa contro il tempo per ottenere tutte le pratiche per il tesseramento del giocatore in tempo utile.
Granger è attualmente sotto contratto con il CSF Siviglia, ma la squadra di Crespi è fuori dai playoff della Liga ACB e le prossime gare di stagione regolare non cambieranno la situazione della squadra. Il presidente della Virtus Madrigali, la cui passione per Granger è tutt'altro che un mistero, ha messo in piedi la trattativa con Rade Filipovic, l'agente del giocatore, che la scorsa estate, ricordiamo, fu anche vicinissimo a Fortitudo e Real Madrid. La Kinder prova a correre contro il tempo, al fine di tesserarlo per i playoff (il termine giovedì alle 12), ma quello che pare evidente è che la società comincia a mettere anche i primi tasselli per costruire la squadra dell'anno prossimo. Quali saranno gli altri, è ancora tutto da vedere.

 

STAGIONE FINITA PER MATJAZ SMODIS

www.telebasket.com - 10/05/2002

 

Matjaz Smodis, ala della Kinder Bologna, si è rotto nell'allenamento di ieri sera lo scafoide della mano sinistra e dovrà restare fermo una sessantina di giorni, in tal senso si sono pronunciati questa mattina i medici della società. La sua stagione può considerarsi dunque conclusa.

 

I GRECI HANNO MERITATO, LA KINDER IN ANSIA S'È PERSA

di Walter Fuochi - La Repubblica - 06/05/2002

 

I sogni muoiono, stavolta, molto prima dell'alba. C'è poca Virtus, nella notte del Panathinaikos, e quella poca non può ribaltare i giochi di una nemica che, quasi sempre, li fa meglio di lei. La Kinder sbaglia partita perché non ha forza, in attacco, per aggirare una difesa ruvida, rocciosa, fiduciosa in se stessa e nei propri progetti, pure quando l'unico attimo di gloria della Virtus (di Smodis, soprattutto) pare sommergerla in un diluvio. Non è da credere che la Kinder, su quel +14 al 18', si sia illusa che fosse finita così presto: sapeva chi c'era di fronte, e non aveva bisogno delle prove che, di lì a poco, sarebbero arrivate. L'attacco ha tossito, la difesa s'è sfiatata su un giro di palla che, apposta, esaspera il possesso per stanare il primo sbilanciamento e l'ansia è montata in fretta. Poi, troppi hanno fallito la prova, e troppi altri, anche inediti, sono balzati al proscenio. Bodiroga, magnifico anche se meno solista che col Maccabi, ha squarciato la difesa di Messina sia puntandola da solo sia lavorando per le allodole: se braccavano lui, chi era libero sparava in santa pace. Le percentuali hanno premiato quella scelta, e soprattutto l'ultimo quarto di Kutluay, il turco che non aveva mai vinto niente, è stato fatale (10 punti).

La Virtus ha completato il suo dissesto con le cattive letture in attacco, dove Jaric ha pilotato storto, Rigaudeau è stato travolto dalla fisicità della sfida e dal suo mirino stanco, Griffith non ha preso palla dove voleva lui e dunque non l'ha ridistribuita, anche se il suo saldo peggiore è stato la partitissima dell'impudente Papadopoulos, che dominando il terzo quarto ha ridato speme ai suoi. Con questi pezzi che cadevano poco a poco, e la fiducia nel tiro che scemava ad ogni sdeng sul ferro, la Virtus ha lo stesso sfruttato orgoglio, carattere e mestiere per non sprofondare. E se un giorno racconterà che perse una coppa sbagliando troppi liberi, non dirà certo una bugia. Ma i liberi fanno parte del gioco, e quello bianconero è stato a lungo ansimante e perdente, appena rischiarato dai 7' impetuosi che, nel secondo quarto, l'hanno fatta decollare sul +14. 7', appunto.

E adesso? Adesso ci sta tutto, se vorremo cominciare a capirlo da domani. L'unione fra Messina e Madrigali sarebbe stata meglio cementata con una vittoria, su questo non ci piove, e quel che si muove sui fondali, tra un paio di cordate che hanno chiesto il prezzo della società, e un paio di club (Roma in testa) che hanno chiesto a Messina cosa farà l'anno prossimo, ci sarà da intuire il seguito. Poi c'è lo scudetto, ma si gioca fra 10 giorni e c'è tempo per ogni tipo di pensieri. Quello, la Virtus dovrà vincerlo fuori. In casa, la coppa gli ha detto di no.

 

CON CHIKALKIN E BULLERI TREVISO ESPUGNA CASALECCHIO ED È GIÀ IN FINALE

di Davide Vatrella - La Tribuna

La Benetton non spreca il match-ball e, sul servizio dell'avversario, per usare un gergo tennistico, conquista la sua settima finale tricolore. Il quintetto di D'Antoni, dopo il successo di Cantù sulla Skipper, conoscerà solo domani sera la sua rivale per lo scudetto. Considerando tutte le competizioni, si tratta della 19ª finale in undici stagioni con un bilancio di 10 vittorie e 8 sconfitte, mentre, per quanto riguarda gli epiloghi scudetto, il rendiconto è di due vittorie e quattro ko. Pittis e compagni, quindi, tolgono il tricolore dal petto alla Virtus, conquistando la loro sesta vittoria stagionale, la seconda a Casalecchio, contro il quintetto di Messina. E, come in occasione dell'impresa del sabato di Pasqua, Treviso deve ringraziare Sergei Chikalkin, il suo top scorer. Al di là dei suoi 16 punti, il russo è stato fondamentale per aver interrotto dal perimetro un digiuno di canestri su azione nell'ultimo periodo, durato addirittura 6 minuti e 43 secondi. In questo frangente, infatti, Treviso aveva segnato solo 3 punti dalla lunetta, tanto da far presagire una sconfitta che, visto l'andamento dell'incontro con i «casual» avanti, in due occasioni, anche di 12 punti, sembrava incredibile. Nel quarto periodo la Benetton ha rivisto i fantasmi del passato: la finale d'Eurolega, persa proprio con la Virtus per uno 0-12 dal 30' al 35', ed il primo posto della regular season dilapidato al PalaDozza anche con 13 punti di vantaggio sulla Fortitudo. A ridestare la bella addormentata biancoverde, che, comunque, ha confermato le sue difficoltà quando si tratta di attaccare la zona 2-3, predisposta, a partire dal 26', da Messina, ci ha pensato proprio il «Barthez» di D'Antoni.

Non bisogna dimenticare, però, la grandezza di Max Bulleri. Il livornese, sull'86-85 per la Kinder, con Edney acciaccato in panca causa uno stiramento al retto femorale, ha deciso la sfida con una penetrazione a 6 secondi e 48 centesimi dalla conclusione. Canestro e quarto fallo di Jaric. «Bullo» sbaglia, però, il tiro libero aggiuntivo, ma Garbajosa conquista l'importantissimo rimbalzo. La palla arriva a Chikalkin e, su di lui, commette ancora fallo Jaric. Per il play serbo è il quinto: Chikalkin, dalla lunetta, sbaglia il primo personale, ma non il secondo per l'88-86. Il disperato tentativo di Rigaudeau non sortisce effetto. La Kinder, nonostante un grande Ginobili (26 punti) e un Griffith in versione monstre (per lui un 8/9), alla faccia di chi affermava che era in una crisi profonda, si è dovuta arrendere alla maggior freschezza dei biancoverdi, che non hanno voluto rischiare di arrivare, nonostante l'inespugnabilità di quest'anno del Palaverde, ad una pericolosissima garacinque.

Rispetto alla disastrosa garadue, si è visto subito che era tutta un'altra Benetton. Griffith, gettato nella mischia da Messina a 3' dalla conclusione del periodo, non spaventa Treviso anche perchè Nicola continua a non sbagliare dalla linea dei 6,25 (per l'argentino 2/2 al 10') e lo stesso dicasi per Bulleri. Il livornese bombarda dal perimetro un attimo prima del suono della sirena e, al 10', Treviso è sul +4 (21-25). Nel secondo periodo la Benetton arriva ad avere in due occasioni (al 13'50" e al 18'57") anche 12 punti di vantaggio. All'intervallo la Virtus sembra morta, ma, dal 20' al 40', è tutta un'altra partita...

 

MESSINA: "ANDRÒ VIA SOLO SE SARÒ COSTRETTO"

di Walter Fuochi - La Repubblica - 06/06/2002

 

Messina, dopo la sconfitta fuori i rimpianti.

Su martedì, dopo una buona partita, solo l'ultima giocata. Ma senza addebitare nulla a Ginobili, che ce ne ha fatte vincere tante.

E i rimpianti sulla stagione?

È stata molto difficile, ce lo siamo detti mille volte. E in tempi non sospetti.

Che ha detto ai giocatori dopo la resa?

Che sono stati molto seri e corretti, in un'annata così. Non è da tutti. Ne siano orgogliosi.

Ve l'ha riconosciuto anche il pubblico.

Già, commovente. La gente ha percepito la situazione, ha capito che c'è stata voglia di far gruppo e di reagire. Poi, abbiamo giocato pure tante belle partite. Se questi risultati li facevamo l'anno scorso, col gruppo in formazione, ne saremmo stati contenti. Ora invece siamo tristi.

Il raccolto è magro.

Non direi, perché, senza disquisire sui motivi e senza schierarsi su torti e ragioni, è un fatto che la Virtus abbia fatto la stagione praticamente senza il centro titolare e senza il rinforzo principale. Detto questo, è stata positiva anche sul piano dei risultati.

L'altra sera ha detto: su Griffith si potrebbe scrivere un libro. Può dire almeno i titoli dei capitoli?

Ripeto, non l'abbiamo avuto. Non mi schiero sulla diatriba, tra infortuni, impegno e soldi, perché ognuno avrà le sue ragioni, ma so che Rashard di fatto non ha giocato. E questo è ciò che conta.

Perché l'ha tolto martedì dopo i primi 8 punti?

Me l'ha chiesto lui, era stanco.

È d'accordo che la stagione s'è chiusa in pratica il 5 maggio, dopo il Panathinaikos?

Solo in parte. La reazione c'è stata. Ho visto altre squadre, la mia Kinder del '99, o la Treviso di Obradovic, mollare peggio, dopo la sconfitta europea. Poi, il colpo di Smodis è stato letale. Con lui, avremmo giocato con due lunghi e la rotazione degli esterni, spompati dalla formula a 4 piccoli, non avrebbe denunciato che mancava pure Becirovic.

Ha rimosso l'11 marzo?

Dimenticato no. I fatti restano, quelli dolorosi di più. Ma non me la sono legata al dito.

Concludendo: la Virtus resta la sua prima scelta.

Non ho problemi a dire qui quel che ho detto, dieci giorni fa, al presidente. Vuole fare la squadra con me? Bene, spieghi il suo progetto, capiamo cosa faranno Jaric e Ginobili e cominciamo a muoverci. Gli ho fatto anche qualche nome. Ci sono pure situazioni, ovvie, che non dipendono da Jaric e Ginobili e lì si può agire da subito. L'11 marzo non lo diedi io il segnale di sfiducia. Se quell'idea è rientrata, tocca a Madrigali dirlo e agire di conseguenza. Lui è liberissimo di fare la squadra, e di fare magari la sua Virtus, ora che un ciclo decade, e i segnali sono tanti: via Danilovic, via il marchio Kinder, via, se vorrà, Messina e Brunamonti. Se resto, il mio modo di essere coach è partecipare a questo progetto. Ma non è una novità.

È la condizione per restare?

No, non è neanche una condizione. Vorrei solo capire se sono il fulcro di questo progetto o no. Perché di qui io vado via solo se sarò costretto.

Faccia un complimento alla Benetton.

Mi viene difficile. Sarà che resta una rivale, anche se dite tutti che potrebbe essere la mia nuova squadra. Il loro pregio è stato avere qualità costante di gioco, un ritmo alto e piacevole e un equilibrio migliorato per strada, insieme alla mentalità, perché non era facile superare le due delusioni di Coppa Italia e di Eurolega. Aggrediscono sempre la partita, però l'altra sera, contro la zona, hanno preso un parziale da brividi. E questo è il sintomo che si reggono su equilibri sottili. Così ripenso che a lungo i più quadrati siamo stati noi, malgrado tutto. E dunque che potevamo vincere.

Eccolo, il rimpianto.

Eccolo sì.