LUIGINO SEPULCRI

Nato a: Bagnaria Arsa (UD)

il: 01/10/1955

Stagioni in Virtus: 2001/02

 

"LA KINDER È UN'EMOZIONANTE AVVENTURA"

Parla Sepulcri, erede del prof. Grandi e di Cuzzolin e nuovo preparatore atletico della Virtus. A Udine lavorava con Boniciolli. Ora lo sfiderà nel derby. "Qui ho la fortuna di lavorare con un gruppo molto giovane ma motivato"

Di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 19/08/2001

 

La Kinder si ritroverà giovedì pomeriggio, ma Luigino Sepulcri, classe 1955, sbarcherà nella Città dei Canestri due giorni prima. È lui l'uomo che Madrigali e Messina hanno scelto perché si prendesse cura dei muscoli bianconeri. È lui che ha ricevuto il pesante testimone da Francesco Cuzzolin.

Sepulcri in bianconero, possiamo dirlo?

"Sì, ora è ufficiale".

Da Udine a Bologna con quale spirito?

"Con le motivazioni di chi arriva in una società ambiziosa. Che ha aspirazioni maggiori del club che ho lasciato a Udine. La molla che mi ha spinto ad accettare è stata la possibilità di confrontarmi con questa nuova realtà".

Spaventato?

"No. Credo che ci sia un po' d'incertezza, come in tutte le cose nuove. Ma è quell'incertezza che dà sapore e pepe alle nuove avventure".

Ha già parlato con Messina?

"Sì. Ci siamo incontrati diverse volte.

Prima per conoscerci e poi per stilare i programmi. E poi ho parlato con il professor Grandi. Un maestro, il precursore dei preparatori atletici di pallacanestro".

Sepulcri la sua scheda dice che...

"Che sono nato il primo ottobre 1955. Alle spalle un diploma Isef. Ho cominciato con l'atletica leggera, allenando i saltatori. Questo mi ha dato l'opportunità di affrontare un paio di stage negli Stati Uniti. Poi dalla stagione 1983/84 ho cominciato a lavorare per la Gedeco Udine. E lì sono sempre rimasto. Quando il basket è sparito sono andato a Gorizia e, con Frates, abbiamo conquistato la promozione in A1. Poi le ultime due stagioni a Udine.

Con Boniciolli.

"Bella avventura".

Ieri amici, oggi avversari.

"Veniamo entrambi da due annate molto buone, ma ora siamo su due sponde diverse. Gli ho detto In bocca al lupo. Per tutto il campionato, meno due partite. Intanto mi considero fortunato".

Perché?

"Per la fortuna di lavorare con un gruppo molto giovane, ma anche motivato. Ci sono tutte le premesse per operare nel migliore dei modi".

Ci tolga una curiosità.

"Prego".

Perché Luigino?

"Luigi era il nonno. Ma solo mia madre mi chiama Luigino. Per tutti sono Luigi o Gigi".

Il 23 si comincia.

"Due giorni prima sarò a Bologna per parlare con lo staff medico. Anche perché inizialmente mancheranno i nazionali e il lavoro andrà differenziato. Intanto..."

Sì?

"Ho parlato con Cuzzolin, per una sorta di passaggio di consegne. Stimo molto Francesco. E poi c'è stato il colloquio con il professor Grandi. Ho avuto l'impressione di trovarmi in un ambiente professionale ma contemporaneamente - se mi passate il termine - anche molto familiare. Credo di aver già cominciato a fare conoscenza delle Due Torri".

E quindi?

"Si comincia. Ci vediamo all'Arcoveggio".

PAROLA A LUIGI SEPULCRI, IL NUOVO PREPARATORE ATLETICO

Legabasket.it - 08/08/2001

 

«È come quando arrampichi in montagna. Fatichi, ti chiedi chi te l’ha fatto fare. Una volta in vetta, provi un’intima soddisfazione. Subito dopo pensi alla prossima arrampicata. In un’inesuaribile sete di rimetterti alla prova».
Luigino Sepulcri si rifà alle emozioni che gli dà il suo hobby preferito per trasmettere la sensazione di quel che prova nel passaggio dalla Snaidero alla Kinder, ormai imminente. Lunedì, Sepulcri ha fatto la prima riunione organizzativa a Bologna con coach Ettore Messina e i suoi vice Consolini e Molin. Oggi, sarà a Capodistria per fare conoscenza con Smodis. Dal 23 agosto sarà al lavoro nella Dotta, nella palestra dell’Arcoveggio, sudario per i successi della Virtus al PalaMalaguti, in Italia e in Europa.
«È stata una scelta difficile – dice della nuova avventura nata a metà luglio su chiamata dell’ex Ct Messina –. Difficile sul piano professionale, perché alla Snaidero e con i vari istituti con cui collaboravo, a Udine mi sentivo facente parte di un progetto. Difficile pure dal punto di vista familiare, perché ho due figli, e affettivo: fare risultati per la squadra della tua città ha sempre un sapore diverso. Ero ben radicato. Alla fine, però, ha prevalso la curiosità di misurarmi e, solo dopo avere parlato con la Snaidero, che ringrazio per avermi capito, ho accettato l’offerta».
Lascia una Snaidero che «ogni anno aggiunge tasselli per crescere in base a una programmazione seria, in cui Sarti saprà inserire il degno erede di Smith». Si consola con la vita parallela a quella di Messina, che nell’83 lasciò Udine – dove doveva restare – proprio per la Virtus Bologna e con il derby bolognese con Boniciolli e Comuzzo: «Dovremo mettere barba e baffi se ci capiterà di girare assieme per la città».

SEPULCRI: "MESSINA, TI RIPAGHERO'"

di M. Becca - Il Resto del Carlino - 25/08/2001

 

In questi primi giorni il coach Messina ha lasciato la guida del suo gruppo in mano a Sepulcri, il nuovo preparatore atletico che nei giorni scorsi ha contattato sia Francesco Cuzzolin, che l'ha preceduto lo scorso anno, che il “mitico” prof. Grandi, collaboratore dell'allenatore bianconero per ben 18 stagioni sportive. Abbio e compagni, da bravi professionisti, si sono presentati già col peso giusto, ma ugualmente temono le prime “cure”.
«Ci è stato presentato, ma non lo conosciamo bene», ci aveva dichiarato il giorno del raduno Alessandro Frosini. «Abbiamo davanti una stagione lunga e difficile, con squadre sempre più forti che ci aspettano. Che sono un po' sempre le solite. La Benetton ha cambiato allenatore e preso D'Antoni che conosce bene il campionato italiano avendolo già affrontato sia come giocatore che come allenatore e darà la sua impronta vincente alla squadra che sarà guidata in campo da un play che conosciamo bene, quell'Edney che ci giocò un brutto scherzo in Coppa Campioni. A Pesaro il coach Pillastrini ha inserito una pedina fondamentale come Blair e gli hanno affiancato Beric».
E la sua ex Fortitudo ?
«Hanno operato vari cambiamenti interni ed ora si presenteranno con gruppo base di grande valore formato dai nazionali, a loro si affiancheranno nomi nuovi ma di certo saranno forti e desiderosi di vincere. Il coach è giovane e bravo».
Chi dovrà entrare in forma molto presto per difendere il suo posto dai tanti concorrenti al ruolo di play dello squadrone bianconero è l'unico bolognese del team, ovvero Davide Bonora, che non vede l'ora di giocare con Sani Becirovic.
«E' un giocatore fenomenale e sarà veramente un piacere giocare con lui. Il suo arrivo mi ha fatto capire solo che dovrò lavorare di più per avere minuti in campo , ma sono ben felice che giochi con la nostra maglia, perché nel basket europeo è sicuramente una stella di prima grandezza».
Uno dei più fotografati nel corretto assalto ai propri beniamini nella Palestra dell'Arcoveggio è stato Paolo Barlera, il giovane pivot virtussino da cui tanti, fra tifosi e tecnici bianconeri, si aspettano grandi cose. Fresco del diploma come perito in telecomunicazioni è pronto a dedicarsi tutto al basket.
«Nella prima fase farò esercizi solo col prof. , poi lavorerò con gli juniores e quindi passerò nel gruppo della prima squadra. Secondo il programma dovrei essere in piena forma per Natale, ma il mio impegno è massimo e spererei di riuscire ad anticipare un po' i tempi per essere utile al coach che ha tanta fiducia in me».

MESSINA: "GRAZIE A SEPULCRI E TACCIANO I CRITICI: QUI SI CORRE FORTE"

di Walter Fuochi - La Repubblica - 14/01/2002

 

«E' stato più difficile che a Istanbul. Perché Cantù ha, più dei turchi, velocità e uno contro uno. E noi, in meno, avevamo due giocatori: Abbio e pure Smodis, che non doveva giocare e me l'ha chiesto lui. Buon segno, molto importante». Messina parla al telefonino dal pullman, dopo che lasciare Cantù è stato pure scomodo: insulti a fine gara, intorno al mezzo col motore già accesso, come ai bei tempi in cui si giocava per ben altro. «La squadra m'è piaciuta tantissimo continua , ho visto tenuta mentale nei più giovani e questo mi fa pensare che, puntando ancora a grandi risultati, quel che ci vorrà, psicologicamente, l'abbiamo. Poi, vedremo in situazioni di minor emergenza, ma lì avremo anche gli uomini per fare un altro gioco. Tutti mi hanno dato tanto, Brkic, per 32 minuti, ancora di più, ma il nome che vorrei fare oggi è quello di Luigino Sepulcri, il nostro preparatore. Visto come hanno corso e saltato per 40' i nostri cinque superstiti, direi che la squadra è preparata bene. Invece, in città, si sentiva di tutto sui nostri infortuni, dimenticando che i traumi e i recuperi lunghi sono una caratteristica da accettare nello sport moderno. Sepulcri s'è tappato le orecchie sulle critiche immotivate, ha lavorato e ci ha consegnato questa Virtus. Io stasera gli dico grazie. Per il lavoro, e per la pazienza».

"TANTI INFORTUNI? SI GIOCA TROPPO"

La verità del preparatore Sepulcri

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 28/01/2002

 

A Udine l'avevano ribattezzato "Torquemada". Per noi è lo scienziato dal volto umano. Profondo conoscitore della materia, Luigi Sepulcri, preparatore della Kinder, non rinuncia al dialogo e al confrinto. Anche per questo Messina tesse le lodi del professore, che si occupa pure del recupero degli infortunati. Infortuni che nascono da incidenti di gioco e, per questo, assolutamente imprevedibili.

Sepulcri, cominciamo dal numero degli infortuni.

"Mai visti tanti. Non in una stagione, ma in tanti anni di attività".

Proviamo ad abbozzare i tempi di recupero, partendo da Griffith.

" stato predisposto un programma di recupero che Rashard sta svolgendo con metodo e precisione. Venerdì è previsto un ulteriore controllo che fornirà indicazioni più precise".

E Becirovic?

"I dieci giorni in Slovenia gli hanno giovato. Ma aspettiamo l'allenamento del pomeriggio per vedere come reagisce".

Bonora?
"Il recupero funzionale è terminato. Ha cominciato ad affrontare due contro due, ma l'utilizzo effettivo, in partita, dipenderà dal grado di sicurezza che acquisirà nelle prossime giornate".

Difficile che un preparatore, seppur bravo, possa modificare atleti "fatti e finiti". In bianconero, però, ci sono due giovani: Brkic e Barlera. Il primo ha bisogno di mettere su qualche chilo, Paolo deve diventare più esplosivo, come fare?
"Con David, così come con gli altri, abbiamo impostato un lavoro individuale, per raggiungere certi obiettivi. Quelli di Brkic sono legati alla possibilità di irrobustirsi senza perdere le sue doti".

E Barlera?

"Paolo ha fatto progressi notevoli e ha raggiunto l'obiettivo prefisso. Ora, però, c'è un ulteriore step, sicuramente più difficile. E la meta è diventare non solo un giocatore in grado di dare qualche minuto, ma capace di fare la differenza. Un percorso che richiede grande concentrazione e determinazione".

Si è mai sentito nell'occhio del ciclone?

"Onestamente no, perché all'interno dello staff condividiamo tutto. E un'ipotesi del genere non è mai stata ventilata. Anche se ci siamo chiesti i perché di tanti problemi".

Che risposta si è dato?

"Beh, dando un'occhiata anche a quello che succede ad altre squadre è possibile rendersi conto che gli infortuni sono una delle variabili delle quali devi tener conto nella programmazione. Ma non le puoi programmare. Le squadre di calcio, per esempio, hanno raddoppiato i lavoro sforzi. C'è un preparatore che segue la condizione atletica dei giocatori. E altre persone che si occupano esclusivamente del recupero. Resta però la casualità, dettata da diversi fattori".

Quali?

"Incidono variabili che sono l'aumento della velocità: l'intensità del gioco; la capacitò degli stessi giocatori di esprimere più potenza. E il numero delle partite".