STAGIONE 1933/34

Paganelli, Valvola, Vannini, Pirazzoli, Palmieri, Marinelli - Giuli (all.) (foto fornita da B. Sughi)

 

Virtus Bologna

Divisione Nord-Est: vincente eliminatoria (2-2); 1a classificata a pari merito girone di qualificazione (3-4); vincente spareggio (1-1); 1a classificata finali a Firenze (2-2); Promossi in Prima Divisione Nazionale

FORMAZIONE
Venzo Vannini (cap.)
Francesco Cao
Giancarlo Marinelli
Athos Paganelli
Giuseppe Palmieri
Bruno Pirazzoli
Lino Rossetti
Napoleone Valvola
Riserve: Gualberto Faglioni, Guido Ornati
Solo amichevoli: Danilo Cenacchi, Guidobaldo JahierMario Reggiani
 
Allenatori: Filippo Giuli (tecnica) e Giuseppe Palmieri (atletica)

 

Partite della stagi one

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Finalmente nel 1933-34 si esce dai confini cittadini, con il campionato di prima divisione. Le V nere vincono l'eliminatoria della zona Nord Est contro il Guf Galvani, prevalendo in entrambi gli incontri, poi sono inserite nel girone Ovest: due vittorie nette contro il Guf Firenze e una pesante sconfitta contro l'Acega a Trieste 27-6, prima dell'ultima giornata che vede i triestini scendere a Bologna. Il 20 maggio la Virtus prevale 32-25 e raggiunge in vetta i friulani con 6 punti. Necessario lo spareggio a Venezia il 10 giugno 1934. Un franco successo per 33-20 porta i bianconeri alle finali di Firenze, che si svolgono oltre un mese dopo, dal 13 al 15 luglio. La semifinale è contro la Ginnastica Roma: i bolognesi a metà gara sono sotto 8-10 e hanno resistito soprattutto grazie ai 5 punti di Pirazzoli. Nella ripresa i bolognesi riescono a prevalere 17-16, sempre Pirazzoli migliore realizzatore con 9 punti. In finale contro l'U. S. Milanese altra gara molto combattuta, 6 pari a metà partita e 14-14 a pochi secondi dal termine. Questa volta è Valvola a guidare il tabellino bolognese con 6 punti, ma il canestro della vittoria lo segna Palmieri, fino ad allora a secco in queste finali: un tiro da metà campo che dà la vittoria ai felsinei e li proietta nella massima serie, la Divisione Nazionale. Nel quarto torneo Invernale di Propaganda, che ha preceduto il campionato, la Virtus presenta due squadre: la formazione B giunge seconda, dietro il GUF Galvanti e davanti alla Fortitudo, quella A termina quarta.

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Febbraio 1934. Virtus finalmente fuori dal confine cittadino. Inizia l'avventura in 1a Divisione che sarebbe la seconda categoria. Quintetto giovanissimo: fra Valvola (25), Pirazzoli (21), Paganelli (20), Vannini (20) e Marinelli (19), fanno 21 anni di età media. Cura la parte atletica Filippo Giuli e quella tecnica Peppino Palmieri. Partite molto intervallate e finali nella canicola, in luglio a Firenze sul campo della Giglio Rosso. Due incontri da cardiopalma vinti di un punto sulla Ginnastica Roma e di due sull'US Milanese, con canestro decisivo proprio di Palmieri  (Virtus ridotta in quattro) tirando da metà campo a pochi secondi dalla fine. Più rocambolesco di così...

Reggiani, Pirazzoli, Giuli (all.), Marinelli, Vannini,

Paganelli, Valvola, Jahier (foto fornita da B. Sughi)

 

LA VIRTUS VINCITRICE DEL CAMPIONATO DI 1a DIVISIONE DI PALLACANESTRO

da un quotidiano dell'epoca*

 

La vittoria del campionato di 1a divisione della "Virtus" ha avuto larga eco nell'ambiente nazionale dei cultori della pallacanestro destando ad un tempo ammirazione e sorpresa. Le affermazioni degli atleti della "Virtus" sulle squadre dell'A.C.E.G.A. di Trieste, della Società Ginnastica "Roma" e della Unione Sportiva Milanese, anche se conseguite con uno scarto minimo di punti, hanno dimostrato tuttavia gli enormi progressi effettuati in pochi mesi prove dalla squadra bolognese grazie all'insegnamento del campione Giuseppe Palmieri che ha saputo dare alla squadra stessa una concezione tecnica dell'emozionante giuoco. Le doti atletiche dei giocatori della "Virtus" hanno potuto supplire a qualche deficienza immancabile in una compagine che da troppo breve tempo si è trovata a competere con squadre affiatatissime, perfette conoscitrici di ogni segreto della pallacanestro.

La vittoria assoluta nel Campionato di Prima Divisione ed il passaggio della squadra bolognese nella Divisione Nazionale induce a ritenere che, con i frequenti incontri con squadre omogenee e in possesso di una tecnica superiore, i giocatori virtussini sapranno fra breve migliorare in guisa da accrescere la fama della nostra città in questo ramo dell'attività sportiva nazionale.

La Virtus Bologna Campione d’Italia 1934 di I Divisione, schierata sul campo di Firenze.

Giuli (all.), Paganelli, Valvola, Pirazzoli, Vannini, Marinelli, Palmieri (foto tratta da "100mila canestri")

 

LA VIRTUS NEL CAMPIONATO ITALIANO

da un quotidiano dell'epoca*

 

La pallacanestro bolognese, pur nell'ancor breve periodo di sua esistenza, vanta già un passato di vittoriose affermazioni ottenute sia in confronti internazionali, che in tornei a carattere nazionale.

Dalle prime faticose esperienze contro avversari ricchi di esperienza e di tecnica, il giuoco bolognese è giunto grado a grado e velocemente ad una posizione di avanguardia, acquistando una propria netta caratteristica. In cui pur riscontrandosi le tracce evidenti dei vari stili che gli furono maestri, si nota l'imporsi di un sistema tutt'affatto nuovo, e, quel che più conta altamente redditizio. Per esso infatti si è giunto alla conquista, nell'anno XII, di due titoli nazionali: di Prima Divisione e dei Giovani Fascisti. Più bello il primo, perché meno atteso e rappresentante il primo luminoso ascendere del giuoco bolognese; più significativo il secondo per il perfetto e dimostrativo amalgamarsi di vari giocatori, cresciuti sotto diverse guide, e segnante con ciò l'imporsi di una scuola. Ed il merito, diretto ed indiretto, spetta alla Virtus. Questa Società, che in altri rami di sport vanta una antiche e gloriose tradizioni, non primissima venuta agli inizi dell'attività cestistica bolognese, ha saputo riguadagnare velocemente il terreno perduto in partenza e farsi in breve l'alfiere del movimento italiano.

In un periodo immediatamente successivo ai primi tentativi in campo nazionale, che nel loro insuccesso parevano segnare il tramonto definitivo del giuoco bolognese, la Virtus chiamava a raccolta i giocatori rimasti in balìa di loro stessi, e, serrate le file, armata di passione e di buona volontà, partiva alla conquista delle posizioni di avanguardia. Dopo un paio d'anni di attività regionale, che hanno valso alla società per acquistare una salda inquadratura ed un chiaro indirizzo tecnico, era deciso il passaggio alla categoria superiore. Sbarazzatasi con relativa facilità dei competitori locali, spente, dopo appassionata lotta, le velleità dei triestini, la Virtus conquistava il diritto di battersi nel girone finale. Le tre giornate fiorentine, in un seguito di partite combattute sino al limite delle energie, sancivano la definitiva vittoria dei bianchi bolognesi.

LA VIRTUS DI BOLOGNA BATTE S. GINNASTICA ROMA 17-16

Littoriale - 14/07/1934

 

Firenze, 13.

Le squadre si sono presentate in campo nella seguente formazione:

Virtus Bologna - Palmieri, Pirazzoli, Vannini, Valvola, Marinelli, Rossetti, Ornati.

Società Ginnastica Roma - Ferrero, Marietti I, D'Alessio, Cantori, Calvieri, Marietti II, Pollera.

Nel primo tempo sono stati ottenuti dieci punti dai romani e otto dai bolognesi. I dieci punti dei romani sono stati segnati da Ferrero 5, Marietti 2, D'Alessio 2, Calvieri 1.

Gli otto dei bolognesi sono stati ottenuti da Pirazzoli 5 (2, 1, 2), Vannini 2, Marinelli 1.

Nella ripresa ha segnato per il Bologna, Pirazzoli 4 (2, 2), Vannini 1, Valvola 2, Marinelli 2; e per la Roma: Ferrero 1, Cantori 1, Calvieri 2.

Ha arbitrato bene il signor Profeti, Presidente del Direttorio dell'VIII Zona della Federazione di pallacanestro.

Domani sera avremo l'altro incontro fra l'A. G. Roma e l'U. S. Milanese.

Una fase della partita finale contro l'U.S. Milanese - foto fornita da B. Sughi

 

CESTO VINCENTE DI PALMIERI, VIRTUS IN A

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Per la pallacanestro il 1934 è l'anno della promozione alla maggiore serie nazionale. La direzione di Filippo Giuli assicura un eccellente fondo atletico alla squadra che parte nel campionato di 1a Divisione formata da Vannini, Rossetti, Marinelli, Paganelli, Pirazzoli, Valvola e Cao. Il titolo emiliano è guadagnato con le due vittorie sui concittadini del Guf Galvani, 27-17 nella prima e 18-14 nella seconda. Quindi nel girone Nord-Est, superato il Guf Firenze, l'ostacolo dell'A.C.E.G.A. di Trieste (una vittoria per parte) richiede lo spareggio di Venezia che le V nere si aggiudicano nettamente per 33-20. Frattanto l'inserimento di Giuseppe Palmieri è valso a dare una nuova concezione tecnica al gioco del quintetto che in luglio affronta le finali di Firenze. Sue avversarie sono la società Ginnastica Roma e l'Unione Sportiva Milanese. Due finali all'ultimo respiro. Contro i romani, la Virtus, in svantaggio 8-10 nel primo tempo, la spunta per 17-16 con 9 punti di Pirazzoli, 3 di Vannini e Marinelli e 2 di Valvola. Ancora più emozionante l'ultima e decisiva partita con i milanesi: 6-6 a metà gara, 14-14 a pochi secondi dalla fine allorché, con la squadra già ridotta in a quattro uomini, proprio Palmieri realizza da metà campo il canestro della vittoria: 16-14 Gli altri punti li hanno segnati Valvola 6, Pirazzoli e Vannini 3, Marinelli e Rossetti 1. La Virtus si laurea così campione italiana di 1a Divisione e passa in Serie A. Poi Vannini, Marinelli, Pirazzoli, insieme a Cao, Renzo Baggioni e Casanova vanno a vincere a Bari anche il campionato nazionale dei giovani fascisti. Sono le prime tappe di un luminoso cammino.

La formazione bolognese che ha conquistato la promozione a Viareggio (foto fornita da B. Sughi):

Marinelli, Vannini, Rossetti, Pirazzoli, il Presidente comm. Buriani, il Segretario Dott. Negroni, x, Palmieri, Valvola, x, Paganelli, Ornati.

 

VIRTUS E BOLOGNA SPORTIVA: FUSIONE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Negli ultimi mesi del '34 maturano eventi decisivi per la nostra Società. Lo sport bolognese deve affrontare realisticamente i propri problemi, collegati in massima parte alla crisi involutiva in atto nella Bologna Sportiva, con particolare riguardo al settore calcistico, il pù nevralgico dello schieramento. Nella prima parte del campionato infatti la situazione della squadra rossoblù, precipitata nella zona bassa della classifica, si è fatta delicata, tale da richiedere urgenti provvedimenti di base che investono la struttura stessa della società, nel contesto più ampio della gigantesca organizzazione creata nel 1927 da Leandro Arpinati. Lo stesso dualismo venutosi fatalmente a determinare negli altri campi di attività fra Bologna Sportiva e Virtus, con relativo frazionamento di obiettivi e di energie, rappresenta l'altra faccia del problema, i cui molteplici aspetti convergono ormai verso l''unica soluzione possibile, quella dell'unificazione, da tempo e da molte parti auspicata. Ma l'iniziativa, secondo il costume dell'epoca, non può avvenire se non nell'ambito del potere politico locale. Tocca quindi al Segretario Federale di Bologna. avv. Cesare Colliva, farsene autorevole promotore ed al suo fiduciario sportivo ing. Gustavo Baracchi, nostro valente ex-atleta e dirigente (ed ora anche Commissario Straordinario della Bologna Sportiva), avviare le relative trattative tra le parti interessate. Così, nel dicembre 1934 la fusione fra i due sodalizi è già virtualmente concordata.

 

(*) I quotidiani dell'epoca (di cui non risulta testata e data) sono stati forniti da B. Sughi.

LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI

Un dolce amarcord di esattamente ottantasei anni fa. Il 15 luglio 1934, battendo l'U.S. Milanese nelle finali fiorentine, le V nere conquistano il massimo campionato, che diventa ben presto l'habitat naturale dei virtussini
di Ezio Liporesi - Corriere dello Sport  - Stadio - 15/07/2020
 

Nel 1924 il cap. Vittorio Costa (come atleta della Virtus era già stato in gioventù campione d'Italia di Staffetta e aveva vinto un torneo di Scherma) dà inizio a Bologna al gioco della Palla al Cesto. In giugno, guida la squadra universitaria che gareggia a Firenze nei rispettivi Giochi e nel torneo di Palla al Cesto, vincendolo: quella formazione è costituita completamente da atleti virtussini. È un primo vagito della Sezione Virtus, che ancora non si può dire costituita, ma dopo pochi anni, verso la fine di quel decennio, sei ragazzi dell'atletica, Vittorio De Simoni, Ermenegildo De Luigi, Almo Padovani, Gastone Colombo, Riccardo Chiaffarelli e Piero Grigioni danno in pratica il via alla Sezione Pallacanestro. Infatti, già nel 1930 la Virtus partecipa al Campionato di Prima Divisione - Zona Emilia, con addirittura due squadre. Nella stagione 1930/31 le V nere partecipano al Torneo Invernale di Propaganda (prima edizione) e al Campionato Regionale Emiliano Seconda Divisione, mentre nella stagione successiva la società bolognese disputa solo il II Torneo Invernale di Propaganda. Nell'annata seguente, 1932/33, la Virtus gioca nuovamente i due tornei come due anni prima. La stagione che segue comincia con il tradizionale Torneo Invernale di Propaganda, giunto alla sua quarta edizione: le gare si disputano tra novembre 1933 e febbraio 1934. Fino a questo punto si è trattato, a dispetto dell'aggettivo emiliano che compariva nella denominazione dei campionati, di partite disputate sempre in ambito bolognese tra squadre della città. Nello stesso mese di febbraio del 1934 le V nere della pallacanestro partecipano al loro primo campionato di carattere nazionale: è quello di Prima Divisione, il secondo in assoluto come importanza. L'eliminatoria della Zona Nord - Est è la solita sfida stracittadina: il Guf Galvani fu liquidato con due successi dei bianconeri, 27 a 17 in casa il 25 febbraio e 18 a 14 in "trasferta", due settimane dopo. Nel girone di qualificazione Nord-Ovest la squadra felsinea deve affrontare Guf Firenze e Acega Trieste. Il 15 aprile i toscani arrivano a Bologna e ripartono dopo una sonora sconfitta, 44 a 11. La settimana dopo, mentre la Virtus osserva il turno di riposo, Firenze cede anche contro i triestini. Passano altri sette giorni e la stessa sorte tocca alle V nere, sconfitte in casa Acega per 27 a 6. Dopo avere vinto a Firenze 25 a 11 la Virtus deve solo affrontare a Bologna la squadra triestina, fin lì sempre vittoriosa. Il 20 maggio Bologna prevale 32 a 25 e raggiunge gli avversari al comando della classifica con sei punti. È necessario uno spareggio che ha luogo a Venezia il 10 giugno. La squadra bolognese vince con ancora più sicurezza, 33 a 20, e approda alle finali di Firenze, in programma dal 13 al 15 luglio, al campo del Giglio Rosso. Si tratta di un girone a tre, con Unione Sportiva Milanese e Ginnastica Roma. Sono i romani i primi avversari delle V nere, in una gara diretta dall'arbitro Profeti. I bolognesi a metà gara sono sotto 8-10 e hanno resistito soprattutto grazie ai cinque punti di Pirazzoli. Nella ripresa le V nere riescono a prevalere 17-16, sempre Pirazzoli migliore realizzatore con nove punti totali. Questo il tabellino completo della squadra guidata per la parte tecnica da Giuseppe Palmieri e per quella atletica da Filippo Giuli: Pirazzoli 9, Vannini 3, Marinelli 3, Valvola 2, Palmieri, Paganelli, Rossetti, Cao. Il giorno dopo la Ginnastica Roma esce sconfitta anche dal confronto con i milanesi, quindi il 15 luglio, la partita tra Virtus Bologna e U.S. Milanese è una vera e propria finale. È un'altra gara combattutissima: 6 pari a metà partita e 14-14 a pochi secondi dal termine. Questa volta è Napoleone Valvola a guidare il tabellino bolognese con sei punti, ma il canestro della vittoria lo segna Palmieri, un antesignano del doppio ruolo di giocatore e allenatore. Peppino, questo il suo soprannome, ancora a secco di punti segnati nelle finali, nel momento decisivo, con le V nere rimaste solamente con quattro giocatori, inventa un tiro da metà campo che dà la vittoria ai felsinei e li proietta nella massima serie, la Divisione Nazionale. Questi i punteggi bolognesi dell'ultima partita: Pirazzoli 3, Vannini 3, Marinelli 1, Valvola 6, Palmieri 2, Paganelli, Rossetti 1, Cao. In particolare il quintetto è giovanissimo: Valvola 25 anni, Pirazzoli 21, Paganelli e il capitano Vannini 20, Marinelli 19, come dire 21 anni di età media. Napoleone Valvola, di professione gasista, era il veterano del quintetto. Bruno Pirazzoli era un atleta poliedrico, partecipò a gare di salto con l’asta, di lancio del disco, corsa ad ostacoli, inoltre giocava a pallavolo, a pallanuoto e praticava il pugilato; nel 1931/32 con la Virtus aveva disputato il II Torneo Invernale di Propaganda, poi aveva giocato con la Bologna Sportiva nella stagione successiva (il 2 ottobre 1932 vinse con cinque punti una gara di tiro disputata al Littoriale e alla quale parteciparono 24 giocatori), per poi tornare alle V nere. Athos Paganelli, migliore realizzatore, con otto punti, nella prima sfida internazionale del basket petroniano che si svolse il 17 gennaio 1932, quando una rappresentativa bolognese affrontò il Kalev Tallin, uscendo sconfitta per 12-86, cominciò proprio dal 1933/34 una lunga carriera nella Virtus, fino al 1941/42, segnando 559 punti in 102 gare ufficiali; partecipò poi anche alla ripresa dell'attività post bellica, realizzò, infatti, due punti nella finale del campionato provinciale il 15 giugno 1945 al campo del Ravone, quando la Virtus sconfisse la Virtus B, aggiudicandosi quel campionato. Venzo Vannini e Giancarlo Marinelli non hanno bisogno di presentazioni: conteggiando anche le annate in cui hanno disputato solo amichevoli o tornei cittadini, hanno indossato con nobiltà la V nera per venti stagioni, nessun altro atleta ha fatto altrettanto; non sono solo due stelle degli albori, ma la loro parabola arriva fino agli anni '50 ed entrambi hanno all'attivo i quattro scudetti vinti dal 1946 al 1949. Giuseppe Palmieri era una gloria della Virtus atletica, campione italiano e primatista nel salto in alto e nel lancio del giavellotto, ma anche nella pallacanestro ha lasciato un ricordo storico: allenatore per anzianità, unico ad avere superato i trent'anni, anche sul campo firmò la prima grande prodezza della storia della Virtus, mettendo a segno il canestro della promozione. Fu poi importante per la Virtus anche in seguito, impareggiabile insegnante di pallacanestro; così lo ricorda Annibale Nannetti: "Giuseppe Palmieri, uno che veramente formava i giocatori: insegnava tutti i movimenti, indipendentemente dal ruolo; è così che imparai il gancio destro e quello sinistro, anche se la mia struttura fisica mi sconsigliava di avvicinarmi a canestro; è la figura che manca al basket odierno, colui capace di insegnare pallacanestro". Un contributo più marginale diedero Lino Rossetti, detto "il "rosso", di professione cassiere, e Francesco Cao, ma anche loro fecero parte di quella formazione che portò le V nere nel massimo campionato, nel quale sono state protagoniste fino ad oggi, ad esclusione di due brevi parentesi.