STAGIONE 1961/62

 

Allenamento: Pellanera, Canna, Alesini, Magnoni, Conti, Lombardi, Zuccheri, Calebotta, Paoletti, Kucharski

 

Virtus  Bologna

Serie A: 3a classificata su 12 squadre (15-22)

 

FORMAZIONE
Achille Canna (cap.)
Mario Alesini
Antonio Calebotta
Paolo Conti
Franco De Fanti
Gianfranco Lombardi
Paolo Magnoni
Renzo Paoletti
Corrado Pellanera
Ettore Zuccheri
Riserve: Giorgio Bonaga, Enzo Franceschini, Giorgio Lanfranchi, Raniero Lebboroni, Antonio Sabbatini, Glauco Zucchini
Solo amichevoli: Andrea Artoni, Stefano Bonaga, Paolo DazziGiovanni Dondi Dall'Orologio, Marco Forni, Franco Gironi, Alfredo Rondanelli, Santo RossiSandro Samoggia, Dino Baroni (in prestito dalla Robur et Fides Varese), Marco Marchionetti (in prestito dalla Victoria Algor Pesaro), Benito Vaccaro (in prestito dalla Robur et Fides Varese), Francesco Varotto (in prestito dal Petrarca Padova), Zingaro (in prestito dalla Robur et Fides Varese)
 
Allenatore: Edoardo Kucharski, vice Giuliano Battilani

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Nel campionato 1961/62 incomincia una tradizione, quella degli spareggi, che sarà appannaggio però, solo di Milano e Varese, che proprio a Bologna si giocano un drammatico scontro per il titolo che va al Simmenthal (68-62). Gli spettatori bolognesi sono affascinati dalla partita, molto tirata e drammatica, ma incerti se stare dalla parte del nemico storico, che aveva tolto lo scudetto dalle maglie delle Vu nere, o se invece prendere le parti del nuovo nemico di Varese, intervenuto anche lui a rendere sempre più ardua la strada dello scudetto.

In quel torneo la Virtus finisce al terzo posto con 37 punti (la coppia di testa ne aveva 41) con 7 sconfitte e 15 vittorie. I punti segnati saranno 1694 (77 di media) e quelli subiti 1419 (64,5 di media). Nella classifica dei marcatori, dietro a Cescutti c'è Dado Lombardi con 453 punti (20,5 di media).

 

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Galeazzo Dondi al vertice societario. Se ne vanno Gambini e Sardagna e la squadra senza abbinamento (omaggio al Novantennio Virtus) e un po' discontinua (nonostante il gran trio Lombardi-Conti-Pellanera) si attesta in terza posizione. Frattanto Simmenthal e Ignis protraggono il loro duello fino allo spareggio di Bologna vinto dai milanesi. Due perle: la vittoria di Varese e quella per 75-74 (Lombardi 33) colta come Selezione Emiliana sulla Nazionale Sovietica da 7 anni imbattuta in Europa.

 

IL GIRA LOVARI A CESENA SUPERA LA VIRTUS: 87-81 (nota di Virtuspedia: 78-71)

I bianconeri a ranghi incompleti. Gambini in maglia arancione contro i vecchi compagni.

04/09/1961

 

Gira Lovari Bologna: Magnoni 25, Samoggia 17, Geminiani 27, Fregnan 3, Gambini 6, Solferini, Musiani 9, Rizzoli, Solmi. (All.: Lamberti).

Virtus Bologna: Alesini 9, Zuccheri 16, Conti 27, Lebboroni 2, Lanfranchi 6, Rondanelli 1, Zucchini 2, Canna 8. (All. Kucharski).

Arbitri: Valenti (Bologna) e Piraccini (Cesena).

 

Cesena, 3. Tutti i romagnoli appssionati del basket, fanno da cornice al giardinetto del tennis, dove alle 17 esatte ha inizio l'incontro fra Gira Lovari e Idrolitina Virtus (nota di Virtuspedia: in questa stagione Idrolitina non era più sponsor). La partita si presenta sin dall'inizio attraentissima. Uomini quali l'olimpionico Alesini, il giovanissimo Zucchini e i bravi Canna e Conti fra i virtussini, giostrano con grinta, stile ed intesa, anche se l'inizio è nettamente della squadra avversaria che, sorretta da un ottimo Gambini in copertura, si avvale della giornata favorevolissima di un Magnoni superlativo e centratissimo nel tiro che fa da ottima spalla al sempre bravo Geminiani.

Tolta una breve superiorità, durata peraltro pochi minuti verso l'inizio della ripresa, i neri hanno sempre condotto l'incontro e già a dieci minuti dal termine davano la netta impressione di non venire più raggiunti. Infatti Lamberti immetteva in formazione due riserve e questo dava l'esatta impressione della sua sicurezza.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

SECONDO TROFEO CARLO LOVARI

11/09/1961

 

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Virtus Bologna            63

Gira Lovari Bologna   52

Formzioni:
Virtus Bologna: Alesini 18, Conti 16, Rossi 10, Forni, Dondi, Lanfranchi, Lebboroni, Artoni, Canna 10, Calebotta 9.

Gira Lovari: Magnoni 21, Musiani 6, Samoggia 14, Solferini 2, Magri 2, Rizzoli, Gambini 5, Granucci 2, Barsanti, Cortinovis, Scarafoni.

Arbitri: Sussi e Chimenti di Livorno.

 

La fase eliminatoria del secondo trofeo Carlo Lovari riservata alle migliori squadre nazionali di pallacanestro è iniziata ieri sera con pieno successo. Nel primo incontro la lotta fra Libertas e Rangers è stata entusiasmante e solo alla fine si è conclusa a favore dei livornesi guidati da un Gatto superlativo e da Cosmelli e Billetti frombolieri di eccezione. Gli americani si sono fatti spesso applaudire mettendo inoltre in evidenza il fenomenale Sallee.

Il secondo incontro che vedeva di fronte le due bolognesi della Virtus e del Gira Lovari è stato meno "tirato" del precedente. Il più forte quintetto virtussino ha preso subito a condurre e sempre ha continuato le sfuriate degli avversari. In particolare evidenza nella Virtus Alesini, Conti e Canna, non del tutto a punto Calebotta.

Per il Gira ha fatto faville Magnoni ben coadiuvato da Samoggia e dall'esperto Gambini. Nelle file del Gira erano inoltre schierati alcuni cestisti lucchesi in segno di ricordo per Carlino Lovari.

Stasera si incontreranno per il terzo e quarto posto Gira Lovari e Rangers USA, quindi per la finalissima Livorno e Virtus Bologna.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

VIRTUS E LIBERTAS LIVORNO FINALISTE DEL TROFEO LOVARI

Battendo rispettivamente il Gira e i Rangers USA

di Riccardo Pellegrini - 11/09/1962

 

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Lucca, 10. Si è iniziato ieri sera il secondo trofeo Carlo Lovari in memoria del giovane cestista scomparso, già del Vela Viareggio e della Virtus Bologna.

Il primo incontro della serata, che vedeva di fronte i livornesi di Formigli e gli americani di stanza a Tombolo, è stato il più appassionante della serata grazie soprattutto al brio e all'elevato agonismo dei Rangers bene assecondati però dagli avversari. La Libertas Livorno, già a buon punto con la preparazione, ha retto bene alle genialità degli avversari e si è imposta nel finale di gara. La prova dei labronici a così alto livello fa sperare in una bella finale con la Virtus, già come avvenne l'anno scorso qui a Lucca e risoltasi in favore della Libertas.

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Dopo questa spettacolare esibizione sono scese in campo le due bolognesi incontratesi recentemente a Cesena. Contrariamente al precedente risultato ha prevalso la Virtus dimostratasi notevolmente più forte dei rivali e in stadio più avanzato di preparazione. Tuttavia i virtussini non hanno brillato come era accaduto precedentemente per la Libertas e forse questo è dovuto anche alla diversa consistenza dell'avversario.

La  Virtus si è portata subito a condurre e ha tenuto sempre a debita distanza il Gira-Lovari cha tra l'altro schierava nelle sue file alcuni cestisti lucchesi in memoria di Carlino Lovari. Benché risultassero assenti Lombardi, Pellanera e Cescutti i virtussini hanno svolto pregevoli temi sotto la regia di Conti, Canna e Alesini. Quest'ultimo ha inoltre messo a segno numerosi cesti sia da distanza che in sospensione. L'allenatore bolognese ha provato diverse volte i pivot Calebotta e Rossi, ma i due non hanno convinto pienamente. Di fronte all'astuto e anziano Calebotta, Rossi ha messo in evidenza alcune lacune facendo vedere di essere assai grezzo. Il Gira, con Gambini superbo regista, ha tentato invano di superare i concittadini e vanamente Magnoni e Samoggia hanno messo a segno canestri da tutte le posizioni per cercare di raddrizzare il punteggio.

La finale per il terzo e quarto posto vede di fronte Rangers U.S.A. e Gira Lovari; la finalissima per l'aggiudicazione del Trofeo Lovari, avrà per protagoniste la Libertas Livorno e la Virtus Bologna.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

SUCCESSO DELLA VIRTUS NEL "LOVARI"

Si è concluso il torneo di Lucca

di Riccardo Pellegrini - 12/09/1961

 

Lucca, 11. L'atteso incontro fra Virtus e Libertas, valevole per l'aggiudicazione del secondo Trofeo Carlo Lovari, ha un po' deluso le aspettative della vigilia. Infatti, stante gli incontri di semifinale, avevamo previsto un incerto duello fra i due più forti quintetti: il terreno di gioco ha invece sanzionato il netto successo della Virtus. Lo scarto al termine è infatti bugiardo e il vantaggio per i petroniani poteva essere più netto qualora il tecnico virtussino non avesse fatto scendere in campo tutto il quintetto di riserva negli ultimi 5' minuti.

Il Livorno, che aveva iniziato in vantaggio l'incontro, era caduto nelle trame avversarie e man mano che i minuti trascorrevano, vedeva aumentare il distacco nei confronti dei rivali. Un Alesini superbo regista, ben coadiuvato da Conti e da Canna, la Virtus comandava la situazione; Calebotta poi, che sabato sera ci era apparso notevolmente appannato, si è preso una sonora rivincita giocando spesso i suoi più diretti guardiani. Il lungo pivot bolognese ha infatti dominato dall'alto dei suoi due metri ed ha passato quando ha voluto, andando a canestro con irrisoria facilità.

L'assenza nelle file dei labronici del lungo Orzali, impegnato a Roma con il Giappone, ha nuociuto notevolmente alla Libertas. Pensiamo infatti che l'assenza dei vari Lombardi, Pellanera e Cescutti, non abbia portato danno alla Virtus, quanto la mancanza di Orzali nel Livorno.

L'anno passato infatti, la vittoria in questo torneo per la Libertas, proprio contro gli stessi avversari, fu in gran parte merito di Orzali che neutralizzò del tutto Calebotta. Al dilagare di Alesini e compagni, i livornesi hanno potuto opporre solo una grande e encomiabile vitalità che per nulla ha valso a raddrizzare le sorti.

Nella Libertas, tuttavia si è messo in particolare evidenza Cosmelli, ben assecondato da Gatto e Villetti.

L'altro incontro, che vedeva di fronte il Gira Lovari e i Rangers, si è risolto a favore dei bolognesi con pieno merito. Il quintetto americano, privo di una certa intesa, ha infatti improntato tutto il suo gioco su un singolo elemento, il dinamico Sallee e logicamente la migliore manovra del Gira ha prevalso.

Nelle file dei bolognesi si è ben ripetuto l'ottimo Magnoni ben centrato nel tiro e Samoggia e Gambini.

Infine, a chiusura di queste note, porgiamo i nostri elogi al comitato organizzatore che ha saputo onorare nel migliore dei modi la scomparsa del cestista Lovari, alla cui memoria è dedicato il torneo.

Incontro finale per il primo posto:

Virtus Bologna batte Libertas Livorno 65-58 (primo tempo 25-19).

Virtus Bologna: Alesini 25, Rossi 5, Calebotta 13, Conti 9, Canna 11, Forni, Dondi, Artoni, Lanfranchi 2, Lebboroni.

Libertas Livorno: Cosmelli 15, Villetti 16, Gatto 4, Pozzini 5, Natalini 15, D'Oria, Sabatini, Dazzi, Socci 3.

Arbitri: Suzzi e Chimenti di Livorno.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

DI MISURA IL SIMMENTHAL SUPERA LA VIRTUS

Prodezze di Pieri e Sardegna. Lombardi e Conti "mattatori" bianconeri. Successo del Petrarca sugli americani del Red Knights per 68-65

24/09/1961

 

Padova, 23. Il primo confronto stagionale tra Simmenthal e Virtus non ha tradito l'attesa. Benché prive di qualche titolare, ancora a corto di preparazione corale, le due formazioni hanno saputo offrire un piccolo saggio di gioco manovrato, cedendo solo nella ripresa alle esigenze dell'agonismo, battagliando gagliardamente per il risultato.

La squadra bolognese si è presentata a questo confronto impegnativo con l'abito Delle grandi occasioni. Tanto arruffona e poco concreta nella partita con gli americani, tanto fluida, raziocinante, efficace con il Simmenthal. I vecchi - era presente anche Alesini - hanno saputo riprendere la recita con ordine, attenti all'imbeccata del suggeritore, con estro ogni qualvolta la palla capitava nelle mani di Conti. Un piacevolissimo susseguirsi di azioni che hanno costretto perfino il Simmenthal a dialogare in chiave tecnica con un Pieri stupendo ed un Sardagna galvanizzato da una prima prodezza riuscita. Una partita positiva dunque, confortante, se si pensa che ancora un mese ci separa dall'inizio del campionato, illuminante per l' allenatore sugli aspetti particolarmente negativi denunciati soprattutto dai singoli. Il discorso vale ovviamente anche per il Simmenthal che pur vincendo, meritatamente, ha vistosi problemi da risolvere.

Per il terzo posto di questo riuscitissimo torneo il Petrarca ha faticato la sua parte per piegare gli americani del Red Knights: un po' perché ha risentito della tiratissima gara della sera prima, un po' perché gli statunitensi si sono esibiti con maggiore confidenza.

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Simmenthal-Virtus 78-74 (44-38)

Simmenthal Milano: ? 16, Velluti 8, Pieri 18, Vittori 22, Volpato 7, Vescovo, Ongaro G.D. 3, Binda 2, Gnocchi 2, Ongaro L.

Virtus Bologna: Alesini 6, Calebotta 2, Canna 7, Conti 18, Lombardi 28, Paoletti 2, Rossi, Zuccheri 2, Magnoni 9, Dondi, Lanfranchi.

Arbitri: Stefanutti (Venezia) e Maggia (Padova).

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Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

BASKET AD ALTO LIVELLO

La Virtus compie novanta anni. Questa sera al Palazzo dello SDport di Bologna avrà inizio un torneo a quattro che promette spettacolo ed emozioni. Ecco gli incontri del turno odierno: ore 21,15 Virtus-Ignis; 22,30: Fonte Lev.-Simmenthal

di Roberto T. Fabbri - 30/09/1961

 

Basket ad alto livello, stasera e domani al Palazzo dello sport di Bologna. Il novantesimo della Virtus, che in campo cestistico ha sempre primeggiato, non poteva venir celebrato in maniera migliore. È infatti la prima volta, e riteniamo di non cadere in errore, che le quattro migliori formazioni della pallacanestro italiana si fronteggiano in una competizione extra campionato. La Virtus questa volta ha fatto centro anche se non si può escludere che le tre lombarde protagoniste del torneo virtussino la loro adesione l'hanno data a dimostrazione della considerazione che la Virtus gode e del prestigio che ne accompagna tuttora il cammino.

Teoricamente il torneo che il Palasport ospita da stasera è realmente considerabile di elevato livello. Le presenze dell'Ignis Varese, campione d'Italia, del Simmenthal Milano, lo squadrone che sotto certi aspetti ha quasi monopolizzato i campionati del dopoguerra, della Fonte Levissima Cantù, formazione in crescendo continuamente, contribuiscono ad offrire alla Virtus l'occasione di celebrare il "novantennio" onorando, come per le altre discipline anche la pallacanestro, uno sport che ha compiuto già un lungo cammino e rilevanti progressi. Questo quadrangolare è dunque da considerarsi come l'avvenimento principe della stagione: il nome ed il valore delle squadre pongono il torneo su un piano di notevole importanza agonistica e tecnica e spettacolare.

Nessun dubbio, preventivamente, che non si possa dunque considerare il torneo di eccezionale interesse; più difficile stabilire se l'aspettativa troverà rispondenza sul terreno di gioco. Il campionato dista ancora una ventina di giorni, un inizio lontano perché si possa pensare che le squadre che vedremo stasera e domani pomeriggio si presentano al Palasport bolognese nella condizione di forma-standard come il campionato richiede. Sarebbe molto bello per gli spettatori in quanto ciò significherebbe per loro assistere ad uno spettacolo di valore internazionale. Ma Ignis, Simmenthal, Fonte Levissima e Virtus nel campionato guardano in alto e lontano e proprio per questo non si può avere la pretesa che la loro esibizione esprima realmente il loro valore.

Ci si deve anzi attendere qualcosa in meno di quanto promette il torneo: intendiamo dire che le due giornate cestistiche bolognesi serviranno a lasciarci intendere quali limiti potranno raggiungere le protagoniste nel prossimo campionato e, in linea di massima, indicarci anche il ruolo che sosterranno. Diciamo dunque che quadrangolare per Ignis, Simmenthal, Fonte Levissima e Virtus rappresenterà il più valido dei collaudi prima che si metta in moto il campionato: un esame per le squadre, un motivo di studio per gli allenatori.

Le squadre

Non ci perderemo, a questo punto, ad analizzare troppo da vicino cosa può succedere e come può risolversi il torneo: tutte e quattro le squadre partecipanti hanno le carte in regola per primeggiare. Il che significa che il torneo si presenta ad inizio all'insegna dell'equilibrio. Si dovrebbe, anzi si deve, dare la preferenza all'Ignis, campione d'Italia. Ma cosa vale oggi l'Ignis senza Vianello anche se ripresenta il bravo Toth? Ecco un interrogativo che alimenta interesse ed incertezza. Dal canto suo il Simmenthal si può considerare rafforzato con il recupero di Sardagna e malgrado la perdita di Pagani che abbandona l'attività. Curiosità poi per la Fonte Levissima che ci sembra stia crescendo di statura al punto tale che oggi impone alle "grandi" di non più sottovalutarla. E curiosità per la Virtus,

della squadra bolognese accantoniamo le ultime vicende: non interessam in questo momento, sapere se raggiungerà o meno l'abbinamento, se disporrà veramente di Giomo e riuscirà ad avere anche Cescutti; sono problemi che devono preoccupare i dirigenti, anche se sono conseguenza di imperdonabili errori commessi. Quel che la Virtus propone oggi è di far vedere cosa sarà capace di fare nell'imminente Campionato. La squadra bianconera ha perduto, a nostro avviso, due preziose pedine: Sardagna, ritornato al Simmenthal, e Barlucchi, passato alla Fonte Levissima. Sicuramente queste partenze verranno accusate. Per la semplice ragione che se i Giomo e i Cescutti non arriveranno il vuoto si paleserà con tutti i suoi rischi. Ed anche la partenza di Gambini peserà. Perché a parte il valore intrinseco ed individuale non si può pretendere che atleti come Alesini, Canna, Calebotta facciano oggi miracoli così come non li potranno fare, salvo eccezioni, Lombardi, Pellanera e Conti. Occorre fidare nel recupero di Paoletti, aver fiducia in Magnoni e sperare che Rossi ci sia proprio come giocatore di basket.

Ma forse il problema maggiore che interessa la Virtus riflette sull'allenatore Kucharski: gli errori della passata stagione gli avranno fatto comprendere qual è la strada che  deve seguire od invece non riterrà di insistere? Per la Virtus il dilemma è solo e tutto qui: occorre che Kucharski adatti la sua alla mentalità italiana senza pretendere che siano gli italinai a pensarla, cestisticamente, alla spagnola. Perché Kucharski nel suo primo anno di vita in Italia è stato solo capace di non vincere un Campionato che era solo diffcile a perdere. Ma poiché tutti si sbaglia vediamo ora se l'esperienza sarà servita. Premesso fin d'ora che quest'anno per la Virtus sarà davvero difficile il compito di conquistare lo scudetto.

Dunque un quadrangolare che è un po' la passerella delle prime attrici della prossima edizione del massimo Campionato italiano. Abbiamo già detto che difficile è stilare un pronostico: formazione più o meno completa, condizione generale di forma e preparazione sono tutti elementi che gravitano nel quadro del risultato del torneo. È noto fin da ieri il sorteggio della prima giornata, quella di stasera: la Virtus aprirà la serata affrontando l'Ignis, poi la Fonte Levissima si incontrerà con il Simmenthal. Due confronti piccanti seppure con tutta probabilità qualora il sorteggio avesse posto di fronte nella prima giornata la Virtus alla Fonte Levissima, si può ritenere che la paritta avrebbe assunto un aspetto quanto mai polemico.

Primo turno

Tra Virtus e Ignis il successo può vestirsi dei colori dell'una o dell'altra squadra: è doveroso però concedere maggiori probabilità ai varesini che non ai bolognesi. Non fosse altro perché l'Ignis ci appare organicamente più completa visto che l'ex pesarese Bertini si è già egregiamente affiatato con i nuovi compagni, ed anche nel caso che nella squadra tricolore non si allinei il bravo romano Spinetti che si conferma passato all'Ignis anche nel caso resti ancora con la Stella Azzurra.

Le risorse del Simmenthal sono infinite come la provvidenza: se gli atleti di Rubini ingranano già per la Fonte Levissima ridotte appaiono le possibilità di prevalere sugli ex-campioni. La squadra di Tracuzzi però ha già denunciato una forza di tutto riguardo, sarebbe quindi pericoloso considerarla spacciata prima del tempo.

Non volevamo fare previsioni ma soltanto illustrare la validità della competizione virtussina che nel quadro delle celebrazioni sociali si inserisce con grande dote per valore e richiamo. Lo scopo primo è stato dunque già raggiunto; sarà il pubblico a dimostrare la sua soddisfazione poiché dove siamo certi di non sbagliare è che si tratta di un grande spettacolo cestistico.

L'inizio si avrà stasera alle 21,15: la cerimonia di apertura sarà presieduta da una rapida rievocazione della SEF Virtus per la parola del collega Severo Boschi de "Il Resto del Carlino".

Le partite di stasera

Ore 21,15: Virtus-Ignis

Ore 22,30: Fonte Levissima-Smmenthal

Le formazioni

Ignis Varese: Zorzi, Nesti, Padovan, Maggetti, Gavagnin, Borghi, Gatti, Andreo, Bertini, Toth (all. Garbosi).

Simmenthal: Sardagna, Velluti, Pieri, Gamba, Vittori, Volpato, Vescovo, Ongaro G., Binda, Gnocchi, Ongaro L., Masini (all. Rubini).

Virtus: Pellanera, Lombardi, Alesini, Paoletti, Zuccheri, Conti, Magnoni, Rossi, Lanfranchi, Dondi (all. Kucharski).

Fonte Levissima: Cappelletti, Motto, Zuliani, Masocco, De Palma, Frigerio, Bruni, Barlucchi, Zagatti (all. Tracuzzi).

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

L'inaugurazione del torneo del novantennio (foto fornita da Giorgio Lanfranchi)

LA VIRTUS VITTORIOSA SULL'IGNIS: 64-59

Il successo conquistato dai concittadini in un incandescente finale. Nel secondo incontro della serata la Fonte Levissima ha battuto il Simmenthal dopo i tempi supplementari (60-54)

01/10/1961

 

Ieri sera al Palazzo dello Sport ha avuto luogo la prima manifestazione celebrativa del novantesimo della Virtus. Presenti circa duemila persone e con le squadre partecipanti al torneo cestistico schierate sul parquet ai lati dei gloriosi vessilli virtussini trasferiti dalla sede di via Maggiore al "Palazzo" mediante una sfilata per le vie del centro, gli incontri sono stati preceduti da un appassionato saluto che Severo Boschi cordialmente applaudito ha rivolto alla Virtus e alle sue glorie, augurandosi che tanta nobile tradizione resti e si rinnovi.

Il primo incontro della serata ha visto di fronte le squadre della Virtus e dell'Ignis Varese, calorosamente applaudite durante la presentazione, unitamente alle altre du concorrenti e precisamente quelle del Simmenthal Milano e della Levissima Cantù.

La Virtus si è imposta dopo un incontro tirato con il massimo impegno e dopo che l'Ignis si era portata in vantaggio a pochi minuti dal termine e sembrava ormai lanciata verso un clamoroso successo.

Le due squadre hanno mostrato ancora una certa impreparazione nonostante si siano viste cose pregevoli in entrambi i campi. La Virtus è partita a tutta andaatura, mentre la Ignis, accusando nettamente la mancanza di quella validissima pedina che è Vianello, ha stentato a trovare il giusto ritmo.

I bolognesi sostenuti da un ottimo Lombardi, certamente il migliore giocatore italiano di questi ultimi anni, ha rivelato di essere già in possesso di condizioni complessivamente buone.

Il primo tempo è stato un monologo dei virtussini i quali, sicuri sui rimbalzi, hanno ritrovato la loro arma migliore: il contropiede. Nella ripresa invece l'Ignis ha manifestato uno slancio imprevisto, riuscendo a colmare uno svantaggio di ben quindici punti e successivamente a portarsi in testa. A questo punto i concittadini con un finale ammirevole e rivelando anche una tenuta degna di rilievo pur non avendo ancora completata la preparazione, riuscivano a raggiungere l'avversario e a batterlo in un finale incandescente, vincendo la partita per 64-59.

In campo virtussino, oltre alla grande prova di Lombardi sono da segnalare quelle di Canna e Alesini, una coppia che sembra aver ritrovato la baldanza e il rendimento dei tempi migliori. Ottimo anche Paoletti che quasi da solo è riuscito a tener testa ai rimbalzisti avversari lasciando sperare ottimamente per il futuro le esibizioni dei due giovani Magnoni e Zuccheri. Indubbiamente hanno "sentito" l'atmosfera di un così grande incontro ma la loro prova resta una valida promessa.

L'Ignis non è sembrata all'altezza del titolo di campione italiano. Maggetti, Zorzi e a volte Gavagnin son emersi sui compagni,

Ignis: Zorzi 9, Nesti 6, Padovan, Maggetti 16, Gavagnin 6, Bufalini, Gatti, Andreo 7, Bertini 5, Toth 10.

Virtus: Pellanera, Lombardi 21, Alesini 12, Paoletti 6, Zuccheri 2, Conti 10, Magnoni 3, Rossi, Lanfranchi, Canna 10.

Arbitri: Suss (Livorno) e Cicoria (Milano).

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Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

ALLA VIRTUS IL TORNEO DEL NOVANTENNIO

La vittoria per onorare le celebrazioni. Nella partita conclusiva sono stati necessari due tempi supplementari per battere la Fonte Levissima: 73-69. il Simmenthal ha sconfitto l'Ignis per 54-53. Pieri è stato premiato quale miglior giocatore

di Giorgio Martinelli - 02/10/1961

 

C'era un solo modo, per la sezione pallacanestro della Virtus di Bologna, per celebrare degnamente il novantennio della antica e gloriosa società: quello di vincere il torneo indetto al Palazzo dello Sport con la partecipazione delle quattro migliori squadre d'Italia. Ma, siamo sinceri, era un impegno in apparenza troppo grande. Bisognava vedersela con quell'Ignis che ha vinto l'ultimo scudetto, con quel Simmenthal che è sempre stato la "bestia nera" dei virtussini e con quella Fonte Levissima che quest'anno si è ulteriormente rinforzata e che, non dimentichiamolo, è preparata e guidata da uno dei migliori tecnici continentali, Vittorio Tracuzzi, che, oltre tutto, come ex allenatore virtussino, è indubbiamente sempre animato dal desiderio di affermarsi a Bologna. A tutto questo si aggiunga che la squadra allenata da Kucharski si trova ancora, sotto certi punti di vista, in condizioni non soddisfacenti: in primo luogo non sapendo, a pochi giorni dall'inizio del campionato, quale sarà la ditta che, grazie all'abbinamento, finanzierà il suo campionato ed inoltre ignorando quali e quanti giocatori nuovi saranno immessi nella formazione.

Come si vede, un quadro poco promettente. E gli stessi dirigenti bianconeri, pensiamo, pur lieti di aver organizzato così importante manifestazione celebrativa, non potevano nutrire troppe speranze. Invece la squadra ha retto, il vecchio cuore della Virtus (quello dell'indimenticabile paestra di Santa Lucia e poi della Sala Borsa) ha sostenuto tutti i giocatori (che in fondo alla società e ala città possono sentirsi legati solo da impegni professionali) e alla fine quella vittoria tanto ambita ma poco sperata è venuta a tonificare l'ambiente, trasformata addirittura in trionfo. Dopo la conclusione della partita finale di ieri al Palazzo dello Sport qualcuno del pubblico - evidentemente "tifoso" - ha commentato; "Purché non sia la solita storia; che si vincono gli incontri precampionato e si perde lo scudetto". Giusto. Ma il significato di questo torneo, a nostro avviso, era troppo grande, anche se visto sotto l'aspetto puramente sentimentale, per non accettare questa vittoria come il miglior dono che la squadra potesse fare a quella grande "V" nera che da novant'anni alimenta la passione sportiva nei giovani. E poi, andiamo cauti: è vero che le altre "grandi" del basket italiano possono non essere ancora preparate a dovere (ma questo vale anche per i bianconeri) ed è vero che tutti e quattro gli allenatori interessati possono aver tratto preziosi appunti da queste partite; ma il fatto che la Virtus abbia vinto, oltre e più che sul piano tecnico, su quello morale, per noi, che da parecchi anni seguiamo queste vicende, per noi è motivo di enorme soddisfazione e soprattutto autorizza ad alimentare un ragionato ottimismo in vista del futuro. Quante volte la Virtus, in questi ultimi campionati, ha perduto malamente per l'incapacità morale di resistere fino in fondo? Parecchie volte, purtroppo, palesando in più emotività, incertezze e suggestionabilità degne di principianti. Ora che l'abbiamo vista vincere spremendo ogni energia, battendosi fino all'ultimo secondo del secondo tempo supplementare contro un avversario che non dava tregua, si può cominciare a sperare che finalmente qualcosa sia cambiato e che non ci tocchi più di vedere una squadra paralizzata da un assurdo timor panico o da una ancor più riprovevole rassegnazione.

Si è detto dei tempi supplementari. Difatti, caso abbastanza raro, Virtus e Fonte Levissima hanno dovuto continuare a giocare anche in una terza ed in una quarta fase dell'incontro, in un clima eccitatissimo e risolvendo il risultato solo negli ultimi scatti delle lancette dei cronometri e mentre il pubblico sembrava impazzito per l'emozione. Se queste sono le premesse in vista dell'ormai imminente campionato, questo anno ne vedremo delle belle. Ma tutto ciò vale per ciò che riguarda il lato della combattività: sul piano tecnico, invece, mentre ci ha sorpreso la già sufficiente resistenza dimostrata da quasi tutti gli atleti impegnati, le azioni d'assieme, a parte gli sprazzi estemporanei hanno palesato qualche sfasatura, compensata tuttavia dalla solidità d'impianto di formazioni già collaudate attraverso il tempo.

E veniamo alla partita che tante emozioni e tanta gioia ha dato al folto pubblico. Le due squadre finaliste - Virtus e Fonte Levissima - entrano in campo agli ordini degli arbitri Piccoli di Ferrara e Cicoria di Milano (sul cui operato, trattandosi in fondo di un torneo amichevole, preferiamo sorvolare: anche troppo ci toccherà mugugnare durante il campionato). L'avvio dei bolognesi è fulmineo, tanto che, nello spazio di pochi minuti, i padroni di casa conducono per 8-0. Purtroppo al primo minuto di gioco Alesini si infortuna, privando così la sua squadra di una pedina preziosissima: a sostituirlo entra il giovane Zuccheri, un prodotto della scuola virtussina, il quale veramente stupisce per la maturità di gioco, la disinvoltura e l'aggressività palesate nel corso dell'intero incontro. I giocatori di Cantù sanno riprendersi e all'8' passano addirittura al comando (15-14). Fasi alterne, frequenti situazioni di parità (come del resto, fin quasi alla fine) e Virtus in svantaggio alla fine del primo tempo per 23-26. nella ripresa più volte il punteggio varia, anche se di poco, a favore dell'una o dell'altra formazione, ma al 10' i padroni di casa attraversano il momento più brutto: sono a quota 37 mentre gli avversari hanno 42 punti. Ma Paoletti e Pellanera i due indomabili "guastatori" della squadra, ristabiliscono le distanze e, quasi allo scadere del tempo, Canna acciuffa ancora il pareggio: 51-51. Pochi minuti d'intervallo e si ricomincia: spasmodica altalena sul tabellone con Paoletti e Zuccheri gladiatori della situazione: a tempo scaduto Canna ottiene il pareggio (60-60) centrando un tiro libero ma fallendone un altro che poteva dare la vittoria. Tutto da rifare ancora una volta: son già quasi due ore che gli atleti si battono senza risparmio ma l'accanimento è immutato. È il nuovo acquisto Magnoni che, in questa seconda fase supplementare, raddrizza più volte le sorti della sua squadra e sono infine Canna e Pellanera che, dopo un soffertissimo pareggio sul 69-69, strappano il sudato ma meritato successo col punteggio finale di 73-69.

La Virtus ha messo a segno 23 tiri liberi su 44, la Fonte Levissima 23 su 38. per cinque falli personali sono usciti: Conti, Lombardi, Sarti, Frigerio e Bruni.

Virtus Bologna: Alesini 1, Canna 10, Conti 7, Lombardi 17, Paoletti 10, Pellanera 9, Magnoni 6, Rossi, Zuccheri 13, Lanfranchi.

Fonte Levissima Cantù: Cappelletti 11, Motto 13, Zuliani, Masocco 12, De Palma, Frigerio 10, Bruni 7, Sarti 6, Barlucchi 6, Zagatti 4.

Arbitri: Cicoria di Milano e Piccoli di Ferrara.

In precedenza per l'assegnazione del terzo e quarto posto in classifica, si erano incontrate  una fiacchissima Ignis Varese ed un Simmenthal al solito irriducibile: grazie alla volontà i milanesi sono riusciti nell'intento battendo gli avversari per 54-53 (primo tempo: 23-29).

...

Al termine del torneo i dirigenti della Virtus hanno assegnato i premi d'onore: un incarico particolarmente gradito poiché il trofeo messo in palio per il primo posto andrà a far parte della già ricca collezione della Virtus. Quale miglior giocatore è stato premiato Pieri e quale miglior realizzatore Lombardi.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

Immagini della finale del torneo del novantennio (foto fornita da Giorgio Lanfranchi)

IL BASKET ALLO START

21/10/1961

 

Il dodicesimo campionato della squadra pesarese nella massima serie di basket comincerà domani pomeriggio alle 17,15; e si inizierà davvero con un incontro sensazionale, se si pensa che è di scena nientemeno che la Virtus Bologna. Basta essere anche tiepidi appassionati di pallacanestro, a Pesaro, per rendersi conto di ciò che significhi al Palasport un incontro pesaro-felsineo. Non è più soltanto una partita di "palla al cesto": l'entusiasmo di un pubblico sempre strabocchevole, il "veleno" della risalente rivalità, la carica agonistica eccezionale sempre profusa dagli atleti dell'uno e dell'latro campo, trasformano la gara in un fatto di costume. Un cesto realizzato contro la Virtus non vale soltanto due punti: è un mattone schiacciato caparbiamente dell'edificio di una vittoria voluta a tutti i costi. Una vittoria spesso vanamente inseguita, quando la troppo evidente superiorità tecnica felsinea chiude al più presto ogni discussione (come accadde lo scorso anno); una vittoria talvolta raggiunta in un'incredibile incendio di entusiasmo, allorché ritmo, velocità, grinta equilibrano la tecnica sulla bilancia della gara sovvertendo il pronostico (ed è quello che accadde tre anni or sono, quando la Virtus perse a Pesaro la possibilità di disputare lo spareggio col Simmenthal per lo scudetto).

Non è difficile prevedere, quindi, anche per domani una folla strabocchevole e uno spettacolo agonisticamente infuocato: in cui la nuova squadra locale, priva del neo-varesino Bertini ma ricca di marchionetti e Geminiani, tenterà di iniziare il suo torneo con un risultato esaltante. Sarà assente, è vero, il giovane Di Tommaso nelle file di Fava, ma il complesso appare di tutto rispetto e ben deciso a gettare il cuore oltre l'ostacolo pur di offire una grande soddisfazione ai suoi sostenitori. La Virtus, che si annuncia al palo di partenza priva di alcuni elementi di grande rilievo, non avrà certo vita facile: un suo successo al palasport di domani significherà che la squadra bolognese parte in piena salute, e in grado di contraddire efficacemente il linguaggio nel favoritissimo varese.

La formazione: STEFANINI, PULIN, ANGELINI, CESCUTTI, GEMINIANI, MARCHIONETTI, PAOLINI, DI GIACOMO, PAGLIALUNGA, FERRI. (All. Fava).

Un campionato tutto impeto e tutto fuoco: già alla prima giornata il calendario impone un incontro polemico, grintoso, forse rivoluzionario: Pesaro-Virtus. Queste due compagini sono separate da una rivalità tradizionale, mai esistita in passato fra nessun'altra società, e assimilabile soltanto a quella che divide oggi il Simmenthal e l'Ignis. A questa annosa serie di ripicche si aggiungono ora franschi rancori per la questione di Cescutti, pomo della discorsia fra due sodalizi già fin troppo divisi da puntigliose rivalità sportive.

Peccato per la Virtus che la sua formazione non possa allinearsi al gran completo e nelle migliori condizioni di rendimento: per superare certi ostacoli è assolutamente necessario  che tutto funzioni al massimo limite. La Virtus non può certo dirsi tranquilla per quel che l'attenderà. Alesini non sarà in campo a causa della distrazione ossea occorsagli nell'incidente della partita con Fonte Levissima, durante il torneo del Novantennio. Di recente il "vecchio" atleta è stato gessato, ma non potrà riprendere l'attività agonistica per una quarantina di giorni. Rientrerà invece Calebotta, le cui condizioni dopo tanto tempo di sosta non potranno però essere soddisfacenti.

È di ieri la notizia che la Virtus ha preso l'audace decisione di disputare il campionato senza alcun abbinamento: la condizione posta dalle industri interpellate- è detto nel comunicato - era quella di cancellare il nome della società bianconera: in queste condizioni i dirigenti virtussini hanno preferito rinunciare, sopportando per intero gli oneri di un campionato costosissimo qual è quello di prima serie. In questi tempi in cui sbocciano e fioriscono le società dal nome pubblicitario o dalle basi solidamente impostate su organizzazioni politiche e militari, è esempio meritevole quello della vecchia Virtus che ha voluto difendere a denti stretti il proprio nome e il proprio glorioso passato. Quest'anno la Virtus avrà ancor più tifosi, poiché simili esempi di sportività non possono non far breccia. Per la partita di Pesaro la formazione sarà la seguente:

4 - MAGNONI, 5 - PELLANERA, 6 - LOMBARDI, 7 - ZUCCHERI, 8 - PAOLETTI, 10 - CANNA, 11 - CALEBOTTA, 12 - CONTI, 13 - LANFRANCHI, 14 - ROSSI. (All.: Kucharski).

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

LA VIRTUS SCONFITTA NEL TURNO INIZIALE DI BASKET

Di misura il Pesaro sui bianconeri: 74-70. Fino all'ultimo il risultato è stato incerto, poi i marchigiani hanno avuto il sopravvento. Fra gli ospiti bolognesi Lombardi, Paoletti e Conti i migliori. Fra i locali Angelini, Geminiani, Marchionetti, Cescutti.

di Sauro Brigidi - 23/10/1961

 

Al Palazzo dello Sport, gremito da 3000 persone impazzite per l'entusiasmo, i pesaresi sono riusciti ancora una volta nell'impresa di superare la Virtus Bologna.

Una Virtus priva di capitan Alesini e con Calebotta in panchina, priva soprattutto di gioco e tutta identificabile in tre uomini che le hanno evitato una sconfitta pesante e disonorevole: il classico Lombardi, il sorprendente Paoletti ed il guizzante Conti. La squadra bianconera deve a questi giocatori, specialmente a Lombardi, implacabile realizzatore da tutte le posizioni (25 punti), se ha potuto contenere lo svantaggio entro limiti sopportabili, rispondendo colpo a colpo su tutto l'arco della partita fino a permettersi, in un finale ad "alta tensione" un quasi riuscito tentativo di rovesciare la situazione. È accaduto esattamente all'ultimo minuto, allorché due consecutivi canestri di Lombardi riducevano ad un solo punto (71-70) il margine dei Pesaresi. In quel momento tutto poteva veramente accadere e nel pubblico è serpeggiata violenta la sensazione d'un risultato non ritenuto più possibile. Forse una Virtus d'altri tempi e d'altri uomini sarebbe agevolmente riuscita a sovvertire il risultato, esercitando tutto il peso della sua classe, ma i bianconeri di questo esordio di campionato avevano speso tutto e pochi minuti prima avevano anche dovuto rinunciare a Paoletti, uscito per raggiunto limite di falli. Straordinaria la prestazione di questo atleta normalmente relegato a parti di secondo piano. Se infatti la vera Virtus s'è intravista in una fase della partita (circa metà del secondo tempo) è stato quando Lombardi ha potuto realizzare insieme a Paoletti la tattica del doppio "pivot", sorprendendo più volte la "zona" avversaria.

L'altro protagonista della partita bianconera , Conti, ha giocato a corrente alternata, ma le sue fulminee e perfette entrate a canestro sono state prodezze di grande campione. E non rimangono da segnalare tra gli ospiti che la generosa prova di Pellanera e la breve apparizione di Canna nella fase cruciale dell'incontro.

Contro questa Virtus la squadra pesarese è partita alla garibaldina e alla garibaldina ha vinto senza esprimere, però, nemmeno lei, una particolare caratteristica di gioco ma puntando sulla migliore preparazione complessiva dei suoi atleti. Angelini, Geminiani, Marchionetti e Cescutti hanno contribuito più degli altri a consolidare il vantaggio ed a mantenerlo, costruendo caparbiamente quella che è stata senza dubbio una vittoria della volontà e dell'entusiasmo ma non del carattere. Quando Angelini e Cescutti sono rimasti fuori campo nella ripresa con quattro falli a carico, la squadra ha trovato spavaldi rimpiazzi in Paglialunga e nel debuttante Pulin, che ha marcato i suoi primi tre punti nella prima serie ad un'avversaria di rango; e quando la Virtus ha lanciato la propria offensiva a 6 minuti dal termine, quel Pesaro per metà matricola ha saputo mantenere le posizioni prima ancora che i titolari rientrassero per sostenere la "bagarre" conclusiva.

Un Pesaro già lanciato, dunque, già pronto a seguire la cresta dell'onda se la decisione l'entusiasmo e la volontà di vincere lo sosterranno come oggi contro la titolata avversaria bolognese. Benché povera di contenuto tecnico, la partita ha tuttavia brillato qua e là d'un basket forse improvvisato ma travolgente, nato soprattutto dalle intese o dalle prodezze personali di Geminiani, di Marchionetti e di Angelini (Cescutti, realizzatore d'un gran numero di tiri liberi si è scatenato sotto il canestro solo negli ultimi minuti).

Nella prima fase, caratterizzata da azioni nervose  e concitate, si è messo particolarmente in evidenza Stefanini, controbilanciato in campo avversario da Conti. Poi  Geminiani e Marchionetti hanno rotto l'equilibrio del punteggio (12-12 al 10' minuto) portando il Pesaro in vantaggio per 22-12 nel giro di cinque minuti. A questo punto si mettevano in azione Paoletti e Lombardi e la Virtus riguadagnava terreno, ma i locali riuscivano a chiudere il primo tempo (34 a 25) ancora con un vantaggio di nove punti.

Il tandem Paoletti- Lombardi si rivelava più fruttifero nella ripresa (48 a 45 al 7.o minuto) e si vedeva che cosa contasse la presenza di lombardi nel quintetto bianconero allorché costretto fuori campo con il carico di quattro falli la Virtus subiva l'iniziativa dei pesaresi mancando di coordinazione e di precisione. Al suo rientro in campo Lombardi realizzava una serie impressionante di canestri centrandone otto su nove tiri da media distanza. Ed era proprio questa "performance" a mettere in crisi la squadra locale e a porre di nuovo in discussione il risultato. Poi venivano le prodezze decisive di Cescutti e di Geminiani e l'incontro si chiudeva con un palleggio finale di Paolini a centrocampo sullo scadere degli ultimi secondi. Per raggiunto numero di falli è uscito il solo Paoletti della Virtus.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

BATTESIMO DELLA VIRTUS AL PALASPORT

Oggi contro la Libertà Biella

29/10/1961

 

Esordio della Virtus. La disavventura di domey scorsa a Pesaro non ha affatto intaccato il morale dei bianconeri che pensano ora più che mai (se a ragione o a torto lo vedremo) di poter dire al momento opportuno la loro autorevole parola. È ormai tradizione che la Virtus balzi al comando nella fase ascendente del campionato, per essere poi raggiunta e superata in quella di ritorno: una grande tara che in passato ha finito per procurare ai virtussini palesi danni di natura morale. Quest'anno le cose sono cambiate (e non fa piacere, va detto chiaramente a scanso di equivoci...). La Virtus adesso deve inseguire e non è più quello spauracchio contro il quale tutti si scagliavano per abbatterlo. La Virtus per le note questioni dirigenziali della vigilia del torneo, dai risultati sul campo ha soltanto da guadagnare. Sta forse in questa apparente assurdità la maggior forza della squadra petroniana: poter giocare con tranquillità, senza smisurate ambizioni ma senza infondati timori è un innegabile punto di vantaggio. Bisognerà poi vedere se la Virtus avrà la forza sufficiente per sfruttare questo vantaggio di natura psicologica.

Per la partita odierna la squadra bolognese allineerà la medesima formazione di domenica scorsa; con la sola differenza che mentre a Pesaro Calebotta fece soltanto "numero" oggi il lungo pivot potrà prendere parte abbastanza attiva alla contesa. Non gli si potrà chiedere il rendimento dei tempi migliori, ma semplicemente un primo passo verso la completa ripresa. Continua invece l'indisponibilità di Alesini per il noto incidente.

La partita si presenta molto vivace. In un incontro amichevole disputato un paio di settimane orsono a Biella i bolognesi, pur privi di Calebotta, riuscirono ad imporsi. Il fattore campo, il migliorato livello di rendimento degli altri bianconeri, la classe indubbiamente superiore, concedono alla squadra di Kucharski il favore del pronostico.

Le formazioni:

Virtus: 4 Magnoni, 5 Pellanera, 6 Lombardi, 7 Zuccheri, 8 Paoletti, 10 Canna, 11 Calebotta, 12  Conti, 13 Lanfranchi, 14 Zucchini. (All.: Kucharski).

Biella: 4 Gava, 5 Flaborea, 6 Calvino, 7 Briga, 8 Pizzichemi, 9 Pradelli, 10 Cermelli, 11 Tomba, 12 Tarantino, 13 Macoratti. (All.: Bonali).

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

 

 

Una fase della seconda giornata, Virtus Biella (foto fornita da Giorgio Lanfranchi)

FACILE SUCCESSO DELLA VIRTUS: 68-47

La Libertas Biella si è battuta con grande coraggio contro la più agguerrita rivale. Lombardi, un pilastro della squadra. Soddisfacente rientro di Calebotta nelle file dei felsinei.

30/10/1961

 

Un pubblico molto numeroso assai più di quanto non meritasse la partita in programma, si è dato convegno ieri al Palazzo dello Sport per vedere all'opera l'unica squadra cestistica cittadina rimasta sul palcoscenico della Prima Serie. La ragione di tale insolita affluenza era data dalla prima comparsa della Virtus sul proprio campo nel campionato 1961-1962, cominciato domenica scorsa. E per la squadra bolognese era anche necessario ottenere una bella vittoria soprattutto per cancellare nell'animo dei sostenitori la brutta impressione lasciata dalla sconfitta subita una settimana fa a Pesaro, proprio nella prima uscita ufficiale.

Alla prova di fatti gli spettatori hanno fatto bene ad accorrere per salutare il primo successo virtussino. Ma, a nostro avviso, gli appassionati dovranno seguitare a frequentare il Palazzo dello Sport, ed ancor più numerosi per dare alla squadra bianconera un incitamento maggiore che non per il passato. Perché, se è vero che si può ritenere valida anche in questo torneo la possibilità di trovarsi in corsa per la conquista dello scudetto, quest'anno in più la società è tornata a chiamarsi soltanto Virtus, è tornata semplicemente la vecchia e gloriosa Virtus. È pensabile che i dirigenti facciano i salti mortali per riuscire a portare in porto l'annuale fatica senza il generoso contributo di una marca pubblicitaria (ed ormai non vale più la pena rimproverarli per i possibili errori commessi durante la stasi estiva): li aiuti perciò il anche il pubblico, e non solo tangibilmente con gli abbonamenti o con i biglietti d'ingresso, ma in particolar modo dimostrando di seguire le sorti della squadra con un interesse che può essere espresso nella forma più accesa di "tifo" come con una partecipazione meno rumorosa ma non per questo meno intensa.

E veniamo alla partita. Già si sapeva che l'allenatore non avrebbe potuto disporre di Alesini, ancora a riposo per l'ultimo infortunio, ma in compenso si è rivisto il soddisfacente rientro di Calebotta, reduce dalla indisposizione che lo aveva colpito prima dell'inizio del Campionato. L'ormai anzianotto (relativamente) ma sempre valido "pivot" ha dimostrato di essere già abbastanza "rodato": è vero che non aveva contro dei fuoriclasse, ma è tuttavia apparso chiaro che la sua condizione atletica sta per divenire ormai perfetta: e gli appassionati sanno quanto, in una formazione come quella virtussina, conti l'apporto di questo atleta tecnico e generoso.

Tutti gli altri hanno confermato la loro ottima preparazione dando un sostanziale contributo alla vittoria a seconda delle proprie doti particolari. Combattivi come al solito Pellanera e Canna; sempre tenace Conti, il cui tiro piazzato anche ieri ha centrato il bersaglio più e più volte. Lombardi al solito è stato un pilastro della squadra: solo ogni tanto si vorrebbe che non pretendesse di fare tutto da solo, come quei giocatori americani, di calcio che, a furia di dribblare questo e quello, finiscono con l'ubriacare sé stessi e perdere il pallone insieme con occasioni preziose. Paoletti ha giocato poco ma bene: tutto sta che Kucharski - contrariamente all'anno scorso - continui a dargli fiducia: è un atleta valoroso ma appunto per questo suscettibile di depressioni morali. In quanto a Magnoni, non è stato praticamente utilizzato: le ragioni sono soltanto nella mente imperscrutabile dell'allenatore spagnolo e, anche se le ignoriamo, per questa volta vogliamo ritenerle valide. Infine un cenno particolare per il "pulcino" della compagnia, il giovane Zuccheri: ieri ha segnato nove punti, il che costituisce già un dato positivo, ma, quel che conta, ha mostrato una "grinta" utilissima in una formazione dai nervi solitamente fragili come la Virtus, ponendo in risalto anche la nessuna soggezione degli avversari, bravi o mediocri, grandi o piccoli. Ancora qualche partita per accumulare una maggiore necessaria esperienza e poi il ragazzino potrà diventare una delle pedine fisse della squadra.

Un cenno sui biellesi. Il bravo Bonali ha ripresentato una formazione di tutto rispetto: non c'è il fuoriclasse che possa risolvere da solo un incontro, non c'è un gioco d'assieme da far gridare al miracolo tecnico, ma tutto il complesso è ben affiatato e sa giostrare con disinvoltura anche contro avversari assai agguerriti, come appunto la Virtus di ieri. Del "pivot" Flaborea, per quanto un po' statico, si conoscevano le qualità, mentre ha destato favorevolissima impressione il biondo Briga, il quale nel secondo tempo si è battuto da leone, ha segnato e fatto segnare e insomma si è posto in piena luce.

Per ciò che riguarda l'arbitraggio finalmente non abbiamo grossi rilievi da muovere; si dirà che la partita era piuttosto facile: ma con quel che si vede abitualmente in giro, c'è poco da stare allegri persino negli incontri amichevoli. Ci è piaciuta, di Mazzaroli e Del Negro, la decisione con cui hanno saputo cogliere e punire tutti i falli, anche quelli più "clandestini" e quelli ambigui che tanto spesso sfuggono alla massa degli arbitri: piuttosto, i due triestini hanno lasciato correre talvolta su falli di minor conto ("passi" e "palleggio") ma si è trattato di mancanze veniali forse volute a giusta ragione per non spezzettare troppo il gioco.

La partita, ovviamente, non ha offerto eccessive emozioni. Dopo una prima fase d'assestamento delle posizioni, la Virtus ha ingranato la marcia superiore ed è arrivata in porto senza difficoltà e tra gli applausi. Per dare un'idea esatta dell'andamento dell'incontro ecco i punteggi ogni cinque minuti: 6-6 al 5', 17.12 al 10', 23-21 al 15', 32-22 alla fine del primo tempo. Ripresa: 43-30 al 5', 49-35 al 10', 59-43 al 15', 68-47 risultato finale.

Nessun giocatore è stato espulso per cinque falli personali. I bolognesi hanno beneficiato di 24 tiri liberi centrandone 14; i biellesi su 26 ne hanno centrati 15. prima dell'incontro principale ha avuto luogo una partita amichevole fra Gira e Atlas S. Egidio: si sono imposti gli arancioni (nelle cui file ha giocato anche il gigante virtussino Sante Rossi) per 63-30.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

Canna in Virtus - Biella (foto fornita da Giorgio Lanfranchi)

BRUTTI RICORDI PER LA VIRTUS A LIVORNO

Oggi le cose dovrebbero andare meglio

05/11/1961

 

Livorno, 4. La Libertas affronta oggi contro la Virtus Bologna il secondo degli incontri impossibili che il calendario le ha assegnato nelle prime giornate. Una vittoria contro la Virtus infatti non rientra nei programmi di massima dei ragazzi di Formigli, che per raggiungere il loro obiettivo di centro classifica, non hanno certamente bisogno di vittorie contro tali squadre. Un successo sui bolognesi tuttavia più che sul piano della classifica sarebbe importantissimo su quello del morale e del prestigio.

I labronici lo scorso anno riuscirono al Palazzetto dello Sport nella impresa clamorosa, ma la squadra, allora completa ed in condizioni di forma splendenti, seppe offrire un rendimento che al momento attuale il quintetto amaranto privo di Bufalini, emigrato a Varese, e di Vatteroni, tuttora infortunato, non è ancora riuscito a dare.

Formigli ha a sua disposizione gli uomini per controllare efficacemente l'antagonista, basterà non incorrere nell'errore di mettere sotto sorveglianza speciale Lombardi, che bene o male al termine dell'incontro, anche se sottoposto a marcature  multiple, sa sempre realizzare una segnatura personale notevole. Sarà meglio invece lasciare Lombardi con un solo uomo ed accentrare invece la difesa sui vari Conti e Paoletti, Calebotta e Canna, che potrebbero essere coloro che decideranno le sorti dell'incontro.

La squadra della Libertas sarà per l'occasione la seguente:

4 Cosmelli Maurizio, 5 Pozzilli, 7 Marcacci, 8 Cosmelli Massimo, 9 Guantini, 11 Vatteroni, 12 Raffaele, 13 Orzali, 13 Baroncini, 15 Posar. (All.: Formigli).

 

Il ricordo di quanto avvenne nel girone di ritorno dello scorso campionato è ancora ben vivo nella mente dei bolognesi: a Livorno, la Virtus perse ogni speranza di vittoria finale. Il desiderio di rivincita e la necessità di non perdere ulteriore terreno nei confronti delle dirette avversarie, dovrebbero essere di sprone all'orgoglio dei petroniani. La situazione della squadra bolognese, perdurando la assenza di Alesini ed essendo ancora qualche elemento non al massimo della forma, non è la migliore. Ciononostante la Virtus va considerata un passo più sopra alla Libertas Livorno, e solo che gli atleti giochino con la dovuta tranquillità il successo non può sfuggire. I virtussini dovrebbero tener presente che, essendo in programma oggi i confronti diretti fra le squadre tuttora imbattute, gli avversari da raggiungere in classifica generale si ridurranno da quattro a due. Anche questo dovrebbe essere uno stimolo decisivo per portare i colori bolognesi alla vittoria.

La formazione:

4 Magnoni, 5 Pellanera, 6 Lombardi, 7 Zuccheri, 8 Paoletti, 10 Canna, 11 Calebotta, 12  Conti, 13 Lanfranchi, 14 Zucchini. (All.: Kucharski).

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

Virtus Bologna-Igns Varese 74-77. Bufalini ostacolato da Lombardi, si vedono Alesini, che copre Pellanera, e Paoletti che taglia fuori Gavagnin

(foto tratta da Palle, onori e pallonari di Sauro Bufalini)

LA VIRTUS AL COMANDO NEL TORNEO DI TERAMO

Dopo due vivaci turni di gare

22/06/1962

 

Teramo, 21. Nel quadro delle dimostrazioni sportive del giugno teramano si sta svolgendo a Teramo in Piazza Martiri della Libertà il quinto trofeo nazionale maschile di pallacanestro. Dopo aver superato molteplici difficoltà organizzative, la Polisportiva Libertas Teramo è riuscita a concentrare a Teramo quattro squadre e precisamente la Virtus Bologna, la Stamura Ancona, la Fides Roseto ed una squadra locale composta da atleti della D'Alessandro Teramo e della Libertas Teramo. Nella prima giornata si sono avute le vittorie della Virtus Bologna che ha battuto la Fides Roseto per 87 a 58 e della Rappresentativa Teramo che ha battuto la Stamura Ancona per 64 a 55.

Nel secondo turno di gare si sono avute le vittorie della Fides Roseto contro la Stamura Ancona per 68 a 59 e quella della Virtus e quella della Virtus Bologna contro la Rappresentativa Teramo per 74 a 59. Questa sera saranno disputate le ultime due partite del torneo e quasi sicuramente dai risultati fino ad ora conseguiti i bolognesi riporteranno nella città petroniana il trofeo.

Il dettaglio:

 

Primo turno

Virtus-Fides 87-58

Virtus Bologna: Pellanera 22, Lombardi 12, Rossi 13, Marchionetti 12, Dazzi 14, Bonaga I 2, Bonaga II 2, Samoggia 8, Lanfranchi 2.

Fides Roseto: Perfetti 3, Ferrigni, Bacchetta 2, Peracchia 8, Ippoliti 9, Ferri 10, De Simoni 5, Mistoni 17, Furin 4.

Arbitri: Rastelli e Danese di Teramo.

 

...

Secondo Turno

Virtus-Teramo 74-49

Virtus Bologna: Pellanera 10, Lombardi 23, Rossi 4, Marchionetti 16, Dazzi 2, Bonaga I, Bonaga II 4, Samoggia 5, Lanfranchi.

Rappresentativa Teramo: Valentini 9, Bartolini, Melasecca 17, De Santis, Di Nicola 8, Brunetti, Castoresi 6, Amatio 9.

Arbitri: Romagnoli (Porto San Giorgio) e Danese (Teramo).

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi

LA VIRTUS HA VINTO IL TORNEO DI TERAMO

Precedendo la briosa rappresentativa locale
23/06/1962

 

Teramo 22. La Virtus ha vinto il quinto Trofeo di pallacanestro disputatosi a Teramo. I risultati dell'esame ultime partite hanno laureato la Virtus vincitrice a pieni voti e con grande merito. Infatti gli atleti bolognesi hanno vinto con facilità e tecnica le tre partite in calendario finendo imbattuti. Pellanera  e Lombardi sono stati indubbiamente i migliori atleti del torneo anche se Marchionetti e Dazzi sono stati gli ottimi collaboratori alla vittoria finale.

Ed ecco il tabellino della finale:

Virtus-Stamura 85-51

Virtus Bologna: Pellanera 14, Lombardi 20, Rossi 15, Marchionetti 14, Dazzi 10, Bonaga I, Bonaga II 6, Samoggia, Lanfranchi 6.

Stamira Ancona: Maniglia, Lucioni 10, Silvestrelli, Moroni 14, Fattori 8, Cesaroni 6, Borghi 13, Bertinelli.

Arbitri: Martonelli e Danese di Teramo.

La classifica finale: Virtus Bologna p. 6; Rappresentativa Teramo p. 5; Fides Roseto p. 4; Stamura Ancona p. 3.

 

Articolo fornito da Giorgio Lanfranchi