MICHELE RUZZIER

Michele Ruzzier in allenamento alla Porelli

 

nato a: Trieste

il: 09/02/1993

altezza: 193

ruolo: playmaker

numero di maglia: 11

Stagioni alla Virtus: 2021/22 - 2022/23

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

palmares individuale in Virtus: 1 SuperCoppa - 1 Eurocup

 

MICHELE RUZZIER NUOVO ACQUISTO DI VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA

tratto da www.virtus.it - 06/07/2021

 

Virtus Pallacanestro Bologna S.p.A. comunica di aver raggiunto un accordo con Michele Ruzzier.

Le prime parole di Ruzzier con la canotta della Virtus Segafredo Bologna: “Sono felice ed onorato di iniziare questa nuova avventura. Ringrazio la Società ed il Coach per avermi voluto qui. Sono molto carico, non vedo l’ora di iniziare la stagione e spero di farlo con i tifosi sugli spalti”.

Le parole del Direttore Generale delle V Nere Paolo Ronci: “Con Ruzzier aggiungiamo playmaking ed aggressività, elementi sempre utili nella costruzione di un roster completo. Per venire a Bologna ha dimostrato grande disponibilità e voglia di competere. A nome di Virtus Segafredo diamo il benvenuto a Michele, che ha sottoscritto un contratto al 30 giugno 2023.”

Playmaker di 183cm, Ruzzier nasce a Trieste il 9 febbraio 1993.
Cresciuto nella Azzurra Trieste, esordisce in prima squadra nel 2011 e resta a Trieste fino al 2014. Dal 2014 al 2016 l’approdo nella massima serie tra le fila dell’Umana Reyer Venezia, per poi nella stagione successiva arrivare in prestito alla Fortitudo. Nel luglio 2017 il ritorno in Serie A con la maglia della Vanoli Cremona, dove rimane per tre stagioni e vince, nel 2019, una Coppa Italia.
Nell’ultima stagione disputata ha indossato la canotta della Pallacanestro Varese. Con 9 punti e 5 assist di media a partita, Ruzzier si è piazzato all’ottavo posto della classifica generale degli assist del Campionato italiano.

Con la Nazionale vince l’Europeo Under 20 nel 2013 ed esordisce con la Nazionale maggiore il 20 febbraio del 2020 in occasione della vittoria degli azzurri contro la Russia, valida per la qualificazione agli Europei.

Virtus Segafredo Bologna dà il benvenuto ufficiale a Michele Ruzzier nella grande famiglia bianconera.

RUZZIER: “NEL SECONDO TEMPO ABBIAMO CAMBIATO LA NOSTRA MENTALITÀ”

tratto da www.virtus.it - 11/10/2021
 

Nel post partita del Taliercio ha parlato Michele Ruzzier: “Abbiamo giocato un primo tempo sotto i nostri standard, poi siamo stati bravi nel secondo tempo a metterli in difficoltà con la nostra energia difensiva e in contropiede. Così è arrivata una bella vittoria in un campo difficile. Nel primo tempo Venezia è stata brava a toglierci qualcosa in attacco, al rientro dagli spogliatoi abbiamo avuto una mentalità diversa. È una vittoria e sono sempre due punti, dà fiducia contro un avversario così ma sono sempre solo due punti. La mia partita? Sono soddisfatto, ho fatto quello che il coach mi chiede: dare tutto in difesa e prendere quello che viene in attacco.”

RUZZIER: "SONO FORTUNATO AD ESSERE QUI, SO COSA DEVO FARE"

di Lorenzo Gaballo - 1000cuorirossoblu 07/12/2021

 

Michele Ruzzier è arrivato a Bologna, sponda Virtus, durante il mercato estivo. Con il duro lavoro, il playmaker ex Fortitudo e Cremona, si è guadagnato un ruolo importante in squadra tanto che coach Scariolo non esita mai a mandarlo in campo quando c’è bisogno anche del suo contributo. Ruzzier è stato tra i protagonisti della vittoria ottenuta dopo un tempo supplementare contro la Dinamo Sassari ed oggi, alla vigilia dell’impegno europeo contro Lubiana, è stato intervistato da Luca Muleo de “Il Corriere dello Sport-Stadio”.

Sei stato l’uomo della svolta contro Sassari, gara resa difficile ancora di più dagli infortuni

“C’è un po’ di sfortuna, si sono fatti male uno dietro l’altro, una cosa incredibile. Speriamo passi velocemente questo periodo un po’ così sul piano degli infortuni”.

Che clima c’è all’interno dello spogliatoio?

“Stiamo bene assieme, noi con lo staff e la società che non ci fa mancare nulla. Siamo davvero compatti. A causa degli infortuni è difficile mettere qualche meccanica tecnico-tattica ma l’importante è questa unità e continuare a vincere come stiamo facendo”.

Come fa a farsi trovare pronto senza sapere se, quando e quanto giocherà?

“Non nascondo che all’inizio ho fatto un po’ fatica a capire cosa servisse in un ruolo mai ricoperto prima in carriera. Adesso, grazie allo staff che mi ha seguito e spiegato cosa serviva alla squadra, so come e cosa devo fare, e cerco di farlo con continuità”.

A proposito di difesa, a che punto siete?

E’ sicuramente la cosa da migliorare di più, proteggere l’area. Dobbiamo essere pronti tatticamente, sempre concentrati su quello che proviamo in allenamento, e concedere pochi rimbalzi”.

Cosa significa giocare con Teodosic?

“Milos è incredibile, accanto ad uno così forte, col suo talento, non avevo mai giocato. E’ uno spettacolo ogni giorno in allenamento. E’ molto carismatico ma non ti mette mai pressione esagerata”.

Domani a Lubiana che partita sarà?

“Importantissima, loro non vivono un grande momento ma sono una buonissima squadra, giocheranno in casa e noi abbiamo i nostri problemi di infermeria. Bisognerà dare tutto”.

Cosa la colpisce della Virtus?

“Il mondo Virtus è molto professionale, per me è la prima volta in una società così organizzata sotto ogni punto di vista. Mi sento fortunato”.

Questa squadra dove può arrivare?

“Mi auguro fino in fondo a tutte le competizioni. E’ una stagione lunga e difficile ma le carte in regola ci sono tutte”.


 

Ruzzier in entrata contro Watt nelle vittoriosa trasferta di Venezia , contro l'ex squadra di Michele. Dietro Jaiteh ostacolato da Phillip

RUZZIER: NEI MOMENTI DI DIFFICOLTA’ TUTTI DEVONO DARE QUALCOSA IN PIU’. NOI LO STIAMO FACENDO

tratto da bolognabasket.it - 11/12/2021

 

Le parole di Michele Ruzzier alla vigilia della trasferta di Campionato: “Cremona è una squadra che getta sempre il cuore oltre l’ostacolo, danno sempre tutto in ogni partita nonostante abbiano le stesse difficoltà nostre in termini di infortuni. Andiamo a giocare a casa loro, in un Palazzetto e in una città a cui sono davvero affezionato, dove ho trascorso tre anni belli, sarà sicuramente emozionante, nonostante questo il nostro obiettivo sono i due punti. Nei momenti di difficoltà, quando mancano giocatori importanti, tutti devono dare qualcosa in più e ognuno deve aggiungere un mattoncino. Noi lo stiamo facendo e continueremo a farlo aspettando il rientro dei nostri compagni.”


 

RUZZIER: PER NOI E’ UNA SFIDA, DIMOSTRARE OGNI VOLTA CHE POSSIAMO STARE IN QUESTO CONTESTO

tratto da bolognabasket.it - 20/12/2021

 

Le parole di Michele Ruzzier a fine partita, sentito dal Corriere di Bologna.
Io e gli altri giocatori che generalmente hanno meno minuti sul parquet dobbiamo sempre farci trovare pronti. Specialmente ora, con i titolari che sono così stanchi. Le altre squadre non hanno una panchina del nostro livello, io e Alexander abbiamo fatto il nostro dovere in questa gara così come altre volte, siamo molto contenti. Per noi è una sfida, ogni partita è un’opportunità per dimostrare che possiamo stare in questo contesto: a volte le cose vanno bene e altre meno.


 

5 DOMANDE A…MICHELE RUZZIER: ‘VIRTUS SFIDA STIMOLANTE. AMMIRAVO JASIKEVICIUS, OGGI GIOCO CON TEODOSIC…’

tratto da bolognabasket.it - 21/12/2021

 

Michele, sei stato uno dei protagonisti e dei giocatori più incisivi del derby ‘delle Due Torri’, vinto in volata dalla Virtus. Proprio tu che sei uno degli ex della stracittadina bolognese… È stata una partita particolarmente intensa dal punto di vista emotivo per me. La stagione trascorsa in prestito alla Fortitudo 5 anni fa, in Serie A2, mi aveva già fatto intuire quanto speciale potesse essere l’atmosfera in città nella settimana di avvicinamento a un derby così tanto sentito. Partite del genere vanno spesso oltre i reali valori in campo e di conseguenza non sono facili da vincere; è giusto rivolgere i complimenti ai nostri avversari per come si sono battuti, ma siamo contenti di aver vinto e di aver fatto gioire i nostri tifosi.

La scelta di trasferirti a Bologna, sponda Vu nere, ha inevitabilmente comportato un ruolo diverso all’interno della squadra. Un ruolo che ti richiede di restare sempre pronto e concentrato, pur non venendo sollecitato troppo spesso e non sempre con tanti minuti a disposizione per far vedere le tue qualità. Come ti sei adattato alle nuove richieste? La vivo come una sfida che mi sta piacendo e stimolando molto. Quando ho scelto la Virtus sapevo a cosa sarei andato incontro. All’inizio ho fatto un po’ di fatica, com’è normale che sia quando si approccia un’esperienza nuova e così diversa dalle precedenti. Però sento di star migliorando molto e questo è possibile anche grazie al lavoro che svolge il nostro staff tecnico, che nell’analizzare i video ad esempio facilita la mia comprensione in merito a come devo muovermi in campo, quali sono le richieste del coach e che tipo di scelte fare in attacco per mettere il più a nudo possibile i punti di debolezza della nostra diretta avversaria. Se riesco a farmi trovare pronto quando vengo chiamato in causa forse è proprio perché arrivo meglio preparato ad entrare in campo – indipendentemente dal momento della gara e dal minutaggio che mi sarà concesso – grazie al lavoro svolto non solo da me, ma da tutta l’organizzazione. Si comprende il blasone di un Club come la Virtus proprio da come noi atleti veniamo accompagnati alla partita: si presta massima attenzione a tutto, dai micro dettagli che emergono dalle analisi dei video, fino ad arrivare al macro, con i comfort che non mancano nemmeno quando dobbiamo viaggiare in trasferta. La società mette infatti a nostra disposizione un charter privato per permetterci di spostarci comodamente.

Sei circondato da compagni di squadra dotati di qualità decisamente fuori dal comune. Tu che vedi allenarsi ogni giorno campioni come Belinelli e Teodosic , o giocatori affamati come Pajola… C’è qualcosa che li rende speciali e che magari non è sotto gli occhi di tutti, ma solo di chi ha a che fare con loro tutti i giorni? Ho la fortuna di allenarmi con una serie di professionisti incredibili, non solo quelli citati. ‘Pajo’ è veramente speciale per quello che riesce a fare in difesa. Non mi riferisco solo all’energia e all’intensità fisica che è in grado di mettere ogni giorno sul parquet; più che altro, all’ intelligenza, all’astuzia che ha. È scaltro, usa trucchi da veterano dei parquet per rendere la vita impossibile al suo diretto avversario… Ma ha ancora solo 22 anni. È incredibile. È molto più giovane di me, ma ha doti davvero impressionanti che io in primis cerco di rendere mie, anche perché la richiesta principale che coach Scariolo rivolge nei miei confronti è proprio quella di non far mai mancare pressione sulla palla. Su Teodosic, che dire? Ogni volta mi fa sentire un privilegiato che può godersi lo spettacolo senza dover pagare il biglietto… È un fuoriclasse. Così come ‘Beli’: potergli passare palla quando esce dai blocchi mi fa quasi strano! SI capisce che sono due grandi campioni anche per la quantità di tempo che dedicano allo stretching e alle terapie per aiutare il loro corpo a recuperare più velocemente. Abbiamo delle individualità incredibili, ma quel che importa davvero è che tutte le voci del coro siano sulla stessa lunghezza d’onda, cosa che finora sta avvenendo.

A quale giocatore ti sei ispirato maggiormente negli anni in cui eri bambino e sognavi di diventare un cestista professionista? Un campione che ho venerato da ragazzino è stato Sarunas Jasikevicius. Lo vedevo giocare in televisione, prima al Barcellona (Club che oggi allena), poi al Maccabi, anni dopo al Panathinaikos… Ha vinto in tutte queste squadre, da leader, illuminando i compagni e il parquet con i suoi lampi di classe e di genio. Guardavo a lui come al playmaker perfetto, mi faceva impazzire per le giocate che era in grado di fare. E oggi, giocare con quel tale di nome Milos – che porta grosso modo le stesse stimmate in termini di playmaking e talento naturale –  è davvero impagabile…

La Coppa Italia 2019 vinta con la Vanoli Cremona è il ricordo sportivo più lieto che hai fino ad oggi? A livello di Club sicuramente. Quel trofeo è stato tanto speciale per la società quanto inaspettato, sebbene il gruppo fosse molto coeso e allenato da un coach esperto come Meo Sacchetti. Nessuno avrebbe puntato su Cremona, prima dell’inizio delle Final Eight, eppure… Lo sport sa regalare storie ed emozioni incredibili. Ciò che personalmente mi ha fatto più piacere e che mi è rimasto impresso di quella stagione è stato il coinvolgimento emotivo che la squadra riuscì a creare con i tifosi e la città. Fa molto piacere a un giocatore quando si viene a creare un certo tipo di affezione con l’ambiente che permea la squadra, e a Cremona – complice quel magico successo in Coppa Italia – fu davvero speciale riaccendere la passione per la pallacanestro tra la gente. Però un altro trofeo di cui vado fierissimo è l’Europeo Under 20 vinto nel 2013 in Estonia; penso sia stato quello il momento più esaltante in assoluto nella mia carriera. Non che abbia vinto poi molto finora (ride, ndr); spero che il futuro mi riservi tante altre belle emozioni a mettermi più dubbi, quando tra qualche anno magari mi si farà la stessa domanda.


 

RUZZIER: LA VIRTUS E’ UN TRENO CHE NON SAREBBE PIU’ PASSATO. FINORA HO TROVATO PIU’ SPAZIO DI QUEL CHE PENSAVO

tratto da bolognabasket.it - 05/02/2022

 

Michele Ruzzier è stato intervistato da varesesport.com in vista del ritorno a Varese.

Un estratto delle sue parole.

Una valutazione dei primi sei mesi in maglia bianconera.  Sicuramente positiva. Onestamente ho trovato più spazio di quello che pensavo, anche in relazione agli infortuni dei miei compagni. All’inizio ho faticato a trovare il mio ruolo definitivo nel roster, poi con il tempo e l’esperienza l’ho trovato e sono riuscito anche a fare buone partite e a farmi trovare pronto quando sono stato chiamato in causa. In questo modo ho raggiunto il mio primo obiettivo e sono molto contento.

E’ cambiato il modo di giocare. Avere un grande allenatore come Scariolo è qualcosa che ti apre la mente. In primis perché la richiesta è sempre altissima e poi perché impari tanti cose che prima non vedevi e che lui ti fa notare. E’ un grandissimo allenatore che dal punto di vista mentale ti fa crescere moltissimo”.

Com’è avere Teodosic come compagno? E’ un compagno super. Mi aspettavo un tipo silenzioso che stava sulle sue, invece è fantastico. Con noi italiani ha creato un gruppo bellissimo ed è un leader silenzioso ma molto prezioso.

La scelta di lasciare Varese per la Virtus. E’ successo tutto il 30 giugno e per me non è stata una scelta facile. All’epoca chiamai Andrea Conti quasi per scusarmi, anche se non era colpa mia e so che le tempistiche non furono bellissime. A 28 anni era un treno che non sarebbe più passato, quindi mi sono detto o adesso o mai più e ho deciso di accettare l’offerta. Fino al 29 giugno non avevo intenzione di lasciare Varese e non me ne sarei mai andato se non per una squadra del blasone della Virtus. Non è stata una questione di soldi ma di ambizione personale.