STAGIONE 2019/20

Pajola, S. Nikolic, St. Markovic, Peterson, Delia, Baldi Rossi, Gamble, Hunter, Ricci, Weems
Ferlini, Mihajlovic, Fedrigo, Bjedov, Cournooh, Deri, Djordjevic, Gaines, Teodosic, Naldi, Tibiletti, Largo, Amato
 

 

Segafredo Bologna

Serie A: 1a su 17 (18-20)  al momento dell'arresto della stagione per l'emergenza coronavirus

Play-off: non disputati per l'emergenza coronavirus

Coppa Italia: eliminata nei quarti di finale (0-1)

Eurocup: quarti di finale (12-16) al momento dell'arresto della stagione per l'emergenza coronavirus

Coppa Intercontinentale: finalista (1-2)

 


N.
nome ruolo anno cm naz note
0 Frank Gaines G 1990 191 USA  
1 Lorenzo Deri G 2001 188 ITA  
2 Devyn Marble G/A 1992 198 USA  
2 Manuele Solaroli G 2002 190 ITA  
6 Alessandro Pajola P 1999 194 ITA  
8 Filippo Baldi Rossi A/C 1991 207 ITA  
9 Stefan Markovic P 1988 199 SRB  
11 Giampaolo Ricci A 1991 201 ITA  
12 Mait Peterson C 2002 207 EST  
16 Marcos Delia C 1992 209 ARG  
25 David Cournooh P 1990 187 ITA  
32 Vince Hunter A 1994 203 USA  
34 Kyle Weems A 1989 198 USA  
35 Stefan Nikolic A 1997 187 SRB  
44 Milos Teodosic P 1987 196 SRB  
45 Julian Gamble C 1989 208 USA  
Solo amichevoli: Gora Camara, Ivan Paunic, Ivica Radic
             
  Aleksandar Djordjevic All     SRB  
  Goran Bjedov Vice All     HR  
  Cristian Fedrigo Vice All     ITA  
  Mattia Largo Ass     ITA  

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

MERCATO ESTIVO

Rivoluzione: rimangono Cournooh, Pajola, Baldi Rossi. Arrivano i serbi Teodosic e Markovic, gli Usa Hunter, Weems, Gaines, Gamble, il nazionale Ricci e il serbo di formazione italiano Nikolic, già in passato nelle giovanili bianconere.

 

PRECAMPIONATO

La prima gara è contro Cantù in Val Chiavenna (c'è anche Paunic preso per aiutare negli allenamenti): una Virtus rimaneggiata perde da Cantù, 68-84. A Lignano Sabbiadoro con l'esordio di Gamble e Radic (stessa mansione di Paunic), le V nere perdono in semifinale da Brindisi, 78-85, ma vincono la finalina (senza Markovic rientrato a Bologna per una botta all'anca) contro Udine, 92-69, con 5 giocatori in doppia cifra: Gaines 16, Weems 15, Hunter 12, Baldi Rossi 11, Gamble 10. In campo in questo torneo anche i giovani Deri (3 punti) e Peterson. A Parma in semifinale rivincita contro Cantù: La Virtus Segafredo supera nettamente l’Acqua San Bernardo, 91-56 il punteggio finale in favore della formazione di Bjedov che mostra solidità e aggressività in difesa. Quattro i giocatori bianconeri in doppia cifra alla sirena finale e Gaines top scorer con 19 punti. Rompe il ghiaccio Weems con una schiacciata sulla linea di fondo. Le Vu Nere sono solide in difese e nell’altra metà campo muovono bene la palla trovando prima un gioco da tre punti con Gamble e poi una schiacciata dello stesso numero 45. Dall’altra parte Cantù non segna con Pancotto costretto al time out sul layup di Baldi Rossi che vale il 9-0 dopo quattro minuti. Due liberi di Pecchia valgono i primi punti per la formazione lombarda poi la Segafredo scappa fino alla doppia cifra di vantaggio, 14-4, con canestri di Hunter e Pajola. Rodriguez chiude dall’arco uno 0-8 che riporta i canturini a -2, 14-12, a due minuti dalla prima sirena. Nel finale di quarto due canestri di Hunter regalano il +6 ai bianconeri al primo mini intervallo. Avvio di secondo quarto di marca canturina con Pecchia che trova il -1 dalla lunetta sul 22-21, la replica virtussina è immediata con Baldi Rossi e Hunter che rimettono cinque punti tra le due squadre. Haynes e Collins confezionano il sorpasso sul 26-27 e arriva il primo time out della serata di Bjedov, che sostituisce Djordjevic non ancora rientrato a Bologna. La Segafredo ritrova aggressività in difesa e la via del canestro con Ricci nel pitturato e Markovic da dietro l’arco. I lombardi non segnano più, la tripla di Ricci e il layup di Weems valgono il +9 sul 36-27 e Pancotto chiama un minuto di sospensione. La Virtus è solida in difesa e trasforma i recuperi difensivi in canestri con Weems e Hunter arrivando al massimo vantaggio sul 47-30 con due minuti ancora da giocare nel secondo quarto. La tripla di Wilson e due liberi di Baldi Rossi fissano il 47-33 della sirena di metà partita. La seconda metà di gara inizia con ritmi più alti e una Virtus Seagafredo ancora solida ed aggressiva in difesa. Hunter e Weems si fanno notare in entrambe le metà campo con palle recuperate, stoppate e canestri che portano le Vu Nere oltre i venti punti di vantaggio sul 60-39 dopo quattro minuti di gioco. La Segafredo trova con continuità il canestro con Hunter, Cournooh e Ricci con il vantaggio bianconero che aumenta fino al +30, 70-40. La difesa non concede nulla ai canturini con un canestro di Deri e due liberi di Gaines che fissano il 74-40 della terza sirena. Gli ultimi dieci minuti di gioco si aprono con un parziale di 8-0 per le Vu Nere firmato da Gaines e Gamble. Un canestro di Burnell rompe il digiuno offensivo per Cantù. L’ex Gaines segna a ripetizione portando la Virtus Segafredo fino al 87-45 di metà quarto. Ultimi cinque minuti con Peterson e Cournooh a segno per le Vu Nere, mentre Burnell segna con continuità fissando il 91-56 finale. In un Palaciti vestito a festa, dopo la prova di carattere e i 91 punti segnati contro Cantù, Vu Nere contro la Germani Brescia, vincitrice dell’altra semifinale contro Varese. Il quintetto schierato in occasione della finale Bjedov è Markovic, Weems, Hunter, Gaines e Ricci. Brescia si porta sul 3-0, complice anche un fallo in attacco, ma i bianconeri accorciano subito dopo: assist di Markovic e tap in vincente di Hunter, 3 a 2. Tripla dei lombardi e le Vu nere sono costrette nuovamente a rincorrere. Sotto canestro Hunter è implacabile e porta a 4 il punteggio per i bianconeri. I primi 3 minuti vedono le 2 squadre fronteggiarsi punto a punto, Markovic non sbaglia i 2 liberi a disposizione cambiando il risultato: 7 a 6 per Brescia, e partita di nuovo in equilibrio. Zerini trova un altro tiro da 3 per la Germani, Gaines ai liberi fa 1 su 2, ma pochi secondi dopo, la Leonessa con la terza tripla in pochi minuti allunga ulteriormente il proprio vantaggio, 13 a 7. Time out Bologna. Entra Pajola al posto di Markovic; Gaines accorcia appoggiando la palla al tabellone, 13 a 9. Lansdowne risponde pochi secondi dopo e con un rapido ribaltamento di fronte Brescia si porta a 15. Pajola fa 2 su 2 ai liberi: 15 a 11 Brescia. Ad un minuto dalla fine, complici alcuni falli commessi dalle Vu Nere in due azioni ravvicinate il vantaggio della formazione lombarda cresce: 18 a 11. Gamble fa 1 su 2 ai liberi, ma la Germani trova altri 2 punti. Sirena e fine primo quarto. Secondo quarto con Markovic, Deri, Cournooh, Ricci e Gamble. La Segafredo trova 2 punti in apertura con Cournooh, Sacchetti fa 2 su 2 ai liberi. Azione spettacolare delle Vu Nere, passaggio schiacciato in area di Markovic, Gamble raccoglie l’invito e segna, 20 a 17. Altro fallo fischiato alla Virtus, poi Cournooh accorcia nuovamente, 22 a 19. Horton però non ci sta, complice una bella azione corale, trova un canestro da 2. Brescia è più precisa e monetizza maggiormente le azioni di attacco. Dopo 5 minuti il punteggio è di 29 a 21. Altro time out. Markovic regala lampi di classe e Gamble non si fa trovare impreparato, riceve l’assist, si gira, tira e realizza, 29 a 23. Horton trova un fallo, e dai liberi non sbaglia, 31 a 23. Koenig si porta nell’angolo e trova prima 2 punti, e poi, nell’azione successiva, segna dall’arco: 36 a 23. Nuovo time out. A 2 minuti dalla fine il punteggio è di 38 a 24 per Brescia. Weems costruisce un bel canestro da 2, ma Brescia nel frattempo ha allungato ancora, 41 a 26. Weems, solo contro tutti, trova altri 2 punti. Sirena e parziale di 41 a 28 per la Germani Brescia. Terzo quarto con Markovic, Cournooh, Hunter, Ricci e Weems sul parquet di gioco. Pronti, via e Brescia si porta ancora avanti. Bell’azione corale manovrate e gestita da Markovic: palla per Weems che la da a Ricci e tiro da 3 che gonfia la retina: 43 a 31. Poco dopo è Pajola ad accorciare ancora le distanze, 45 a 35. Brescia gestisce il vantaggio. Vu Nere costrette a spendere un fallo per fermare la ripartenza della Germani; dopo 5 minuti dall’inizio del terzo quarto, il risultato è di 49 a 35 per i lombardi. Hunter cerca di tenere in partita la Virtus, ma Zerini con un altro tiro dall’arco allunga ulteriormente il risultato, 52 a 37. Time out chiamato da Coach Bjedov. Pajola rientra in campo, prende il pallone, palleggio, stop e tiro: 3 punti. Altro fallo su Pajola che non sbaglia e dai liberi fa 2 su 2. 52 a 44, Pajo è scatenato, recupera un pallone a metà campo e corre a canestro, 46 a 52, con 9 punti consecutivi Virtus. Lansdowne porta a 54 i suoi, ma Gaines trova un fallo durante un’azione in penetrazione. Ad un minuto dalla fine della sirena, il risultato è 55 a 48. Complice qualche decisione arbitrale particolarmente discussa dai tifosi Virtussini, la Germani Brescia si porta a 59 e sulla sirena Sacchetti trova altri 2 punti. Fine terzo quarto e Vu nere ancora sotto. 61 a 48 Brescia. Brescia non vuole fermarsi, Naoni appoggia la palla al tabellone e fa 63. Laquintana poco dopo trova altri 2 punti. Tripla di Weems, che poco dopo prende anche il rimbalzo difensivo e riparte; Kyle non vuole arrendersi. A 6 minuti dalla fine della partita il risultato è di 69 a 54. Brescia gestisce, prova a scappare, ma Ricci prova a fermare tutto con un bel tiro da 3: 72 a 57. Ancora Weems, ultimo ad arrendersi, penetra in area bresciana e trova un fallo, dai liberi fa 1 su 2. Poco dopo, anche Hunter, dopo un’azione manovrata da Markovic, trova altri 2 punti. Il play serbo e Gaines tentano il tutto per tutto, giocano con grande intensità, trovando punti e tenendo vive le speranze Virtussine. Purtroppo Guariglia trova 3 punti appena rientrato in campo dopo il time-out. E’ il colpo del K.O. Brescia sul velluto. Finisce 87 a 67. Al torneo di Jesolo trionfo per il secondo anno consecutivo. In semifinale contro Treviso non è stata una partita facile per i bianconeri che, contro un’avversaria coriacea nonostante le assenze (Nikolic, Logan, Fotu e Tessitori), hanno quasi sempre rincorso. Alla fine però sono stati due liberi di Stefan Markovic (anche 7 assist per lui) a regalare la vittoria. I migliori realizzatori sono stati Gaines (17) e Ricci (16). Inizio equilibrato, con canestri da una parte e dall’altra e Gamble sugli scudi; il primo quarto si chiude con Treviso avanti 23-19. Non brillante la Virtus nella seconda frazione: dopo un completo blackout offensivo è ancora Gamble a sbloccare i suoi, poi due triple di Gaines e Weems fissano il punteggio all’intervallo sul 33-36. Dopo un terzo quarto di marca trevigiana, nell’ultimo periodo la Virtus, giocando meglio, prende anche sei lunghezze di vantaggio, ma poi l’attacco si inceppa e incassa un 6-0. Stoppata subita da Gaines, errore di Chillo e supplementare sul 61 pari. Nell’overtime, che era partito sotto il segno di Treviso, la differenza l’hanno fatta le triple di Ricci e Gaines, che sono valse il 69-72, poi ancora Ricci per il 71-74. Dopo una tripla di Cooke e molti errori, i liberi di Markovic a 10″ dalla fine hanno dato il 74-76, diventato il punteggio finale (errore di Cooke sulla sirena). In finale, dopo una buona partenza (anche +7 con Weems sugli scudi), la Virtus è stata sorpassata da Trento (senza Pascolo e Mian, e che ha perso subito Ladurner per una botta alla caviglia) a fine primo quarto ed è stata sotto per tutta la partita. Trento ha preso 6-8 punti di vantaggio e l’ha tenuto fino agli ultimi minuti, con ottime cose di Knox. Finita anche a -9 nell’ultimo quarto, la Virtus ha recuperato con Weems e Gamble, e si è arrivati al finale punto a punto. Baldi Rossi ha sorpassato con la tripla, Blackmon ha risposto. Poi liberi di Gamble, dopo un grande assist di Markovic, e tripla di Knox per il 78-76 Trento. Pareggio di Gaines in penetrazione, e fallo in attacco di Knox. Palla Virtus a 26″, gestione e fallo su Gaines a 5″. Due su due 80-78 bianconero. Gran tiro di Blackmon sulla sirena 80 pari e supplementare. Nel supplementare, dopo il canestro iniziale di Hunter si sbaglia tanto, con squadre stanchissime ed errori davvero banali. E’ ancora Hunter, a 1’15", a firmare il +4 (80-84) dopo un rimbalzo offensivo. Poi canestro di Craft e risposta di Gaines. Ma non è finita: segna Knox, Markovic sbaglia, e fallo su Kelly a due secondi dalla fine. 0/2, e finisce qui. Vince la Virtus 86-84. In casa bianconera, la prima buona notizia è che si è visto per la prima volta in campo Nikolic, recuperato dopo l’intervento alla spalla effettuato in estate. Poi ottime cose da Gaines (21), sprazzi di buona difesa e Markovic già padrone della squadra. Hunter è apparso ancora indietro, anche se nel supplementare ha segnato due canestri decisivi. A fine torneo, Stefan Markovic (11 assist e +18 di plus minus oggi) è stato eletto MVP della manifestazione.

 

CAMPIONATO E EUROCUP

Debutto in campionato contro Roma. La Virtus al PalaDozza ha battuto 74-69. La squadra di Piero Bucchi, priva di Dyson e Jefferson, ha fatto quel che ha potuto. I bianconeri, partiti con tanti errori, non si sono mai scomposti, difendendo sempre forte e controllando i rimbalzi, 43-30. Il resto è venuto da sé: gli assist di Markovic (12, con anche 9 rimbalzi, 15 di valutazione segnando un solo punto), i punti di Weems (19+10 e 22 di valutazione) e Gaines (14) ed è stato tutto facile. O quasi, perché un eccessivo rilassamento sul +22 (iniziato con Markovic in panchina) ha fatto tornare gli ospiti in partita: -9 in apertura di ultimo quarto e poi anche a -5 nel finale di partita. Davanti a 4803 spettatori il primo canestro della stagione bianconera è di Ricci. Per il resto, però, si parte con le polveri bagnate (1/8 iniziale), e Roma ne approfitta con un 0-7. La Segafredo si scuote subito, con l’ingresso di Gaines (subito tripla) e l’impatto di Gamble, che però sbaglia svariati liberi. Roma resta a contatto con Moore e Pini, e al 10' il punteggio è 17-16. Pini continua a segnare e Roma resta a contatto, anche perché la Virtus sbaglia una marea di tiri facili. La difesa comunque c’è, e i rimbalzi pure, 17 in attacco nel solo primo tempo. Cinque punti in fila di Ricci e 33-25. In un attimo si arriva al +15 (40-25) con Markovic che fa segnare chiunque. Roma ricuce qualcosa, e a metà il punteggio è 40-29. Nel secondo tempo la difesa è sempre di alto livello;  prima Hunter poi Weems firmano il +22, 56-34 con bellissimo canestro: rimbalzo difensivo conquistato dai bianconeri, Markovic con una passaggio ad una mano lancia Weems che schiaccia. Poi ci si rilassa un po'. Roma ricuce, Djordjevic prova ad arginare con un timeout ma al 30’ il punteggio è 64-52. Ultimo quarto: Roma torna a -9, e sbaglia anche parecchi tiri per accorciare ulteriormente. Gaines segna un paio di canestri, Gamble fa parecchia confusione. E così, con Kyzlink, Roma torna a -8 a poco più di due minuti dalla fine. I bianconeri sembrano in rottura prolungata e si sbagliano veri e propri rigori. E così ancora Kyzlink firma il -6. Una rubata chiave di Gaines è la giocata che fa tirare un sospiro di sollievo a tutto il PalaDozza. Un libero di Hunter per il +7, Alibegovic però segna a rimbalzo per il 71-66. Fallo su Markovic, che ne mette uno a 24”. Di là fallo su Kyzlink, e anche qui è 1/2. Roma non fa fallo, e Weems schiaccia il canestro del decisivo 74-67.

 

A Pistoia partita meno facile del previsto per la Bologna bianconera. Quintetti con Dowdell, Landi, Petteway, Salumu, Johnson per Pistoia, Markovic, Cournooh, Weems, Ricci e Gamble per la Segafredo. Ricci mette, da tre, la firma sul primo canestro, mentre Markovic regala assist sui quali Ricci e Gamble vanno a nozze. 7 a 13 il punteggio iniziale delle Vu Nere, time out toscano. Entrano Pajola e Hunter, e proprio Vince mette a segno 5 punti, 2 dei quali con una superba schiacciata ad una sola mano oltre il ferro. Gaines si conquista 2 liberi proprio allo scadere, e dalla lunetta fa 2 su 2. Sirena e Vu Nere che chiudono il primo quarto in vantaggio di + 9: 13-22. Ad inizio secondo quarto Bologna va in doppia cifra di vantaggio (13-24), poi la Virtus ottiene il massimo vantaggio (+16), grazie alle giocate di Gaines, Hunter e Pajola, il parziale iniziale è di 1-8. Pistoia tenta di recuperare, così, a 5 minuti dall’intervallo lungo, Petteway trova una bomba da 3. Ricci e Gamble, imbeccati da un ispiratissimo Markovic, portano il risultato sul 22 a 35 per la Segafredo. Gaines, in penetrazione, si costruisce da solo 2 punti, mentre Markovic, con un tiro dall’arco ne trova altri 3. Sirena e squadre a riposo, Vu Nere avanti di +12, 30-42. Gamble e Ricci iniziano il terzo quarto riportando la Virtus a +16, ma Petteway Johnson e Salumu prendono in mano il pallino del gioco e in 4 minuti riportano Pistoia a – 6. Le Vu Nere riescono a trovare energie e punti con Gaines, Ricci e Gamble. La Segafredo si riporta a +13, 42 a 55. La tripla di Baldi Rossi e gli errori dalla lunetta di Pistoia, permettono alla Segafredo di gestire il vantaggio di +14 ad un minuto dalla fine del terzo quarto. Salumu guida il tentativo di rimonta dei suoi, segnando dalla lunetta e portando i suoi a -9. Terzo quarto che va in archivio, 53 a 62 per Bologna. Ultima fase del match che si apre con il canestro da 2 di Hunter che va in doppia cifra, ma Salumu fa 2 su 2 ai liberi. Poco dopo è Weems a fare bottino pieno ai liberi, riportando così a +13 la sua squadra. Hunter, subentrato dalla panchina, si rende protagonista di un ultimo quarto meraviglioso, a 5 minuti dalla fine, quando torna in panchina, sono 20 i punti messi a referto in 15', top scorer del match e autore di una bellissima schiacciata. Cournooh trova la bomba del 65 a 78, costringendo la formazione toscana a chiedere il time out. Weems trova giocata e canestro, + 15 a 4' dalla fine. Le Vu Nere portano a casa la seconda vittoria consecutiva, 78-88. Per Markovic è doppia doppia, 10 punti e 14 assist, record storico in casa Virtus (e sono 26 in due gare) oltre a 7 rimbalzi, migliore virtussino in questa voce davanti a Weems con 6, ma in doppia cifra pure un ottimo Ricci (15 punti con 3 su 4 da due, 2 su 2 da tre e 3 su 3 ai liberi), Gamble (14 punti con 6 su 7), il già citato Hunter (10 su 13) e Gaines (15 punti).

Esordio europeo in terra tedesca per le Vu nere guidate da Coach Djordjevic. I bianconeri tornano da Ulma con i due punti in tasca, dopo aver vinto per 79-92. Non è stata una partita facile, contro una squadra giovanissima, che non ha mai mollato, affidandosi al tiro da tre (ben 31 tentativi). Superato lo scotto dell’esordio in Europa, un antisportivo e due tecnici nel solo primo tempo, la Segafredo ha usato le sue armi migliori. Difesa solidissima, controllo dei rimbalzi e gioco interno. Il break decisivo è stato fatto nel terzo quarto e poi non ci si è più voltati indietro, nonostante la raffica di triple (12) avversaria. Cinque giocatori in doppia cifra, 92 punti segnati. Benissimo Markovic (16 e 8 assist), Weems (18) e tutti i lunghi, compreso un bravissimo Ricci, 15 punti e 3/3 da tre, ma tutti hanno dato un grande contributo, una vittoria di squadra. L’unico che ha sofferto, soprattutto fisicamente, è stato Frank Gaines (3/13 al tiro) che comunque è cresciuto durante la partita. Cronaca: Hayes, dato in dubbio, è in quintetto. La Virtus parte forte, controllando i rimbalzi e dopo 4' è avanti 0-8. Ulm però si riprende subito e con ottimo impatto di Schilling e Willis sorpassa con un 15-4, sfruttando anche un antisportivo fischiato a Ricci e un tecnico dato a Markovic. I bianconeri vanno in rottura prolungata (5 palle perse nel quarto), e i padroni di casa arrivano fino al 20-14, poi Gamble segna sulla sirena: 20-16 al 10’. E’ ancora Gamble a riportare sotto i suoi. Nel break bianconero c’è anche tanto Pajola e Gaines coi liberi controsorpassa (23-24). Prende tecnico Djordjevic, ma ora la Virtus c’è. Gamble è efficace, ma dopo il suo terzo fallo Ulm ricuce. Un gioco da tre punti di Hunter sulla sirena vale il 43-46 a metà. Si riparte con un 7-0 Ulm, e poi si continua ancora in equilibrio. Nel finale di quarto la Virtus alza ancora la qualità della difesa e fa un break pesante: 55-65 al 30’. Ultimo quarto: Weems mette tre gran canestri e poi fa volare Hunter. Ulm ci prova con Dragic, e col solito tiro da tre. Gli arancioni toccano anche il -6, ma la Virtus non si scompone gioca con pazienza e trova sempre il canestro. Ricci mette la tripla della sicurezza, e termina con 7 punti in fila. Il punteggio finale è 79-92.

Contro la Reyer la prima buona notizia è che Milos Teodosic è tornato, e se ne sono accorti tutti. Per l’asso serbo 22 punti in 21', 7 assist, 4/6 da tre, 3 su 3 da due, 4 su 4 ai liberi, 27 di valutazione, fin qui la migliore per un giocatore della Virtus, e il dominio totale sulla partita. La seconda, più importante, è che la Segafredo ha battuto i campioni d’Italia di Venezia al termine di una partita fantastica, con sofferenza iniziale (anche -13) e continue rimonte. Per 30 minuti avevano praticamente segnato solo i due serbi (32 punti su 52), poi nell’ultimo quarto, trascinati da Weems (14) e Hunter (16), è arrivato il vantaggio decisivo. Ma soprattutto la Virtus l’ha vinta in difesa, anche con quintetti atipici, ad esempio quello con Hunter da numero quattro, e tenendo a rimbalzo dopo un inizio difficile. Cronaca: in un PalaDozza stranamente senza stendardi bianconeri è Venezia a partire forte, subito 4-16 con Daye e De Nicolao sugli scudi. Cinque triple a segno per la Reyer, poi Djordjevic lancia Teodosic in campo, che si presenta con una tripla alla prima palla toccata. L’inerzia cambia, e il primo quarto si chiude con un 7-0 bianconero: 13-19. Ora la Virtus difende forte, e l’impatto di Teodosic è clamoroso. La Reyer però regge, soprattutto grazie al controllo dei rimbalzi. Djordjevic prende tecnico per proteste, dopo un fallo non fischiato su Ricci in contropiede. Da quel momento la Segafredo cerca di lucrare falli e trova punti dalla lunetta. Il primo vantaggio arriva al 18', con tripla di Teodosic, che fa più o meno quello che vuole. Per lui 17 punti a metà, ma Reyer ancora avanti: 35-39. Dopo la pausa, la Virtus va ancora in difficoltà, e finisce sotto 37-45 con un paio di canestri facili concessi che fanno infuriare Djordjevic. In particolare soffrono Gaines e Gamble. Con Teodosic e Hunter le cose cambiano, e la Segafredo torna avanti con un 9-0 (46-45). Venezia risponde con Watt, poi Hunter prende un colpo in un tentativo di alley-oop, per fortuna senza conseguenze. Stavolta i liberi li lucra la Reyer, che al 30' è avanti 52-58. Un attimo prima era 49-58 ma Teo ha messo la tripla. Ultimo quarto: Djordjevic prova Hunter da numero quattro su Daye, e funziona. Per lungo tempo non segna nessuno, poi Gaines si sblocca, e parte il parziale di 8-0 che vale il sorpasso (60-58). Venezia segna con Watt dopo oltre 5’ di digiuno. Prima Weems, poi Hunter e il tap-in di Gamble vale il 67-60, parziale di 18-2. Ultimi tre minuti: Bramos mette una tripla pazzesca, e subito dopo spara Filloy: 67-66. Rientra Teodosic: a 2' Weems segna il +3, risponde Watt. Assist di Teodosic per Hunter e 71-68 a 1'22. Djordjevic cambia il quintetto da offensivo (con Teodosic) a difensivo, con Gamble. Palla persa di Venezia, arresto e tiro di Weems e +5 nell’ultimo minuto. Liberi per Watt, 2/2. Altra gran palla di Teodosic per Hunter e altro canestro. E’ quello decisivo, perché Filloy la perde: finisce 75-70.

Dopo un primo tempo un po' la Virtus si sbarazza senza troppi problemi del Maccabi Rishon, che ha giocato decisamente meglio rispetto alla partita d’esordio. Senza Weems rotazioni un po’ diverse dal solito, e anche i principali protagonisti sono stati diversi. Gaines (21) e Markovic (15 e 5 assist), ma anche doppia doppia per Ricci e ottimo impatto di Pajola, difensivo e offensivo. 5 assist di Gamble, per una Segafredo che ne ha distribuiti 25. Primi minuti in campo per Marcos Delia e altri 24’ per Teodosic (11 e 4 assist). La Segafredo ancora imbattuta in partite ufficiali. Davanti a 3700 spettatori si parte con le triple di Gaines e l’impatto di Gamble, che segna anche un paio di liberi con tanto di boato della curva. Il primo break (21-12) arriva coi punti italiani di Ricci e Pajola. Djordjevic ruota tantissimo i suoi giocatori, e si vede anche Marcos Delia. 24-18 al 10'. Secondo quarto: Teodosic-Baldi Rossi per un immediato +12 (32-20), poi le Vu Nere si addormentano un po' e Rishon torna a -4 (37-33). Djordjevic chiama un paio di timeout per scuotere i suoi. C’è un 6-0 bianconero, ma il Maccabi risponde con Swing: 45-40 a metà, con 5 palle perse bianconere nel quarto. Dopo la pausa è il Maccabi a tornare in campo col piglio giusto. Gli ospiti arrivano al sorpasso (48-49) sfruttando un antisportivo di Teodosic e una brutta persa di Markovic. C’è anche un po’ di nervosismo, con storie tese tra Ricci e l’ex Verona Monroe. Poi finalmente la Virtus ricomincia a piegare le gambe in difesa, e il parziale arriva subito. Prima 10-0, poi le triple di Markovic e Pajola per il nuovo +10 (66-56). Ancora Markovic con la terza tripla del quarto e al 30' la Segafredo è avanti 71-59. Ultimo quarto: un ottimo Pajola trascina i suoi fino al +17 (79-62). La partita finisce qui, e il ventello di vantaggio arriva poco dopo. Si chiude con Deri e Nikolic in campo, finisce 96-77.

Senza particolari problemi la Virtus torna da Pesaro con una rotonda vittoria e resta imbattuta in campionato, unica squadra a punteggio pieno dopo quattro giornate, primato solitario che l'ultima volta ottenne il 5 novembre 2006 alla sesta giornata, anche allora imbattuta. Totale dominio a rimbalzo, ottima pressione difensiva e partita già ampiamente indirizzata nel primo tempo. Dopo Markovic e Teodosic hanno potuto riposare parecchio e Djordjevic ha fatto anche vari esperimenti. Benissimo i lunghi (Gamble e Hunter) e Gaines. Si parte a ritmi abbastanza alti, col recuperato Weems in quintetto e Gaines piuttosto caldo. Pesaro prova a restare a contatto con Drell: l’ingresso di Teodosic, che regala un paio di ottimi assist a Hunter, determina la prima mini-fuga bianconera: 17-25, poi ritoccata dal canestro di Mussini sulla sirena, 19-25 al 10'. L’asse Teodosic-Hunter continua a funzionare, ma il play serbo fa segnare più o meno chiunque. Gamble molto efficace in area. Quando Pesaro, dal 20-29, piazza un 6-0, Bologna risponde con un 2-22, 28-51, con Gaines che non sbaglia un colpo. La Carpegna Prosciutto si affida a Drell, unico che fa canestro. A metà la Segafredo è ampiamente in controllo. Si finisce con storie tese tra Hunter e Barford, ma 35-54 a metà. Nel secondo tempo la Virtus controlla senza problemi e arriva fino al +26, 44-70, poi Djordjevic fa anche qualche esperimento, con un quintetto con Weems e quattro italiani. Il terzo quarto termina 48-70 e negli ultimi dieci minuti si vede anche Nikolic, che segna i primi punti in maglia bianconera. Il coach delle Vu Nere chiama un paio di timeout, ogni volta che vede qualcosa che non gli piace. Assaggia il campo anche Deri, e finisce 79-94.

La Virtus batte Andorra 87-72 e resta imbattuta in partite ufficiali, sette su sette. 28 punti subiti nel primo quarto, con difesa svagata e 7 triple subite. Poi la Segafredo ha decisamente cambiato registro, subendone 21 nei successivi 20’, con difesa dura e gioco ragionato in attacco. Assist di Markovic (7) e Teodosic (8), partita strepitosa di Gamble, 19 punti con 9/9 al tiro, e il quintetto con tre italiani in campo che ha fatto il break nel terzo quarto, con Pajola e Cournooh a difendere e Baldi Rossi sugli scudi in attacco. Cinque i giocatori in doppia cifra. Andorra parte forte, 3-9 in 2' con tre triple a segno. Risponde Gamble, con 6 punti di fila contro Diagne. Si vede anche Delia, che segna il suo primo canestro in bianconero. Gli ospiti continuano a segnare da tre: 7/9 nel primo quarto, 3/3 di Hannah. Hannah è incontenibile, e firma il 17-28 della fine del primo quarto. Nel secondo quarto, la Virtus ha un’altra faccia. La difesa è decisamente aggressiva, e in attacco Julian Gamble continua a segnare. Il parziale è di 15-3, il sorpasso arriva con tripla di Gaines: 32-31. Nel finale di tempo, con i punti di Hunter e Teodosic, la Virtus prova ad allungare: 43-38 a metà. Ancora con Gamble la Virtus arriva al +7 (53-46), poi al +11 con cinque in fila di Baldi Rossi (60-49), in campo insieme a Pajola e Cournooh. Il capitano con un’altra tripla firma il +15 del 30', 64-49. L’ultimo quarto inizia con la tripla di Gaines su assist di Pajola per il +18, 67-49 (parziale di 14-0 e anche 50-21). Gamble viene espulso per il secondo antisportivo su Diagne. Markovic non si scompone minimamente: assist per Baldi Rossi e poi tripla. Teodosic la chiude con dieci punti in fila, e finisce 87-72.

In Virtus - Varese i quintetti iniziali sono Markovic, Gaines, Weems, Ricci e Gamble per la Segafredo, Mayo, Peak, Vene, Simmons e Tambone per l’Openjobmetis. Dopo i primi minuti balbettanti conditi di palle perse, la Virtus sembra riaversi, complice l’ingresso di Teodosic. Weems sbaglia molto e Mayo è in doppia cifra in un amen, Alla prima sosta il punteggio è 21-22. Al rientro, le maglie virtussine si direbbero stringersi di parecchio. Al timeout chiesto dopo più di due minuti a referto è andata solo la tripla di Cournooh per un temporaneo vantaggio, annullato da un alley-oop di Mayo per Simmons. Poi la Segafredo inizia a scavare un piccolo solco che le consente di giungere all’intervallo sul 40-34. Non c’è la fuga, ma intanto si sono trovati i correttivi per tamponare Mayo e a 3'55" dal termine del quarto ci sarebbe la possibilità di una minifuga bianconera, con un antisportivo assegnato a Peak, ma Markovic fallisce i due liberi e Hunter si fa cogliere in infrazione di passi dopo la rimessa. Natali, dall’altra parte, realizza canestro e aggiuntivo che riavvicinano i lombardi. Mayo addirittura riporta i suoi in vantaggio, a una ventina di secondi dalla sirena, mentre Teodosic a 8” sbaglia un libero su tre e realizza quello assegnato per un fallo tecnico ad un irato Caja: 57-55 all’ultima sosta. L’ultimo tempo comincia in un clima da finalissima, alcune triple da una parte e dall’altra, a 5'40" dalla fine un contropiede di Markovic riporta la Virtus a +9, 72-63. Ferrero e poi Vene dall'arco e Djordjevic è costretto al timeout, poi Mayo colpisce ancora dai liberi, Hunter realizza con l’aggiuntivo (che sbaglia), ma è il quinto fallo del play varesino. Jakovics riporta i suoi a -2 a un minuto e mezzo dalla fine. Una pazzesca tripla di Teodosic a una quindicina di secondi dalla conclusione chiude ogni discorso. Finisce 87-80. Teodosic 19 punti, Markovic 14, Ricci 13; Weems solo 4 ma 7 rimbalzi e 9 assist; Gamble 9 punti e 8 rimbalzi. Nell'ultimo quarto 30 punti segnati con 4 su 7 da tre e 8 su 10 da due.

Test importante a Patrasso: imbattuta, a tutt’oggi, in incontri ufficiali, trova l’ostacolo forse fin qui più complicato, in un palazzetto infuocato contro una formazione impegnata, da alcune stagioni. Patrasso, miglior difesa fin qui del torneo (ma la Virtus ha l'attacco più prolifico), è anche alla ricerca di una rivincita dopo la doppia sconfitta subita in Champions l’anno passato. Per la Virtus Markovic Gaines, Weems, Ricci e Gamble; il Promitheas invece parte con Hall, Babb, Lypovyy, Fieler e Bogris. Ellis, in panchina, non è in grado di scendere in campo. Subito distrazione difensiva bolognese sulla palla a due, con Lypovy che ne approfitta. Due sue triple consecutive portano i greci sull’8-0, e Djordjevic chiama subito sospensione. Gaines in difficoltà: infrazione di doppio palleggio, errore da tre, fallo inutile a metà campo, prima di un utile contropiede: esce per Teodosic sul 10-4. Le cose tuttavia non cambiano granché e alla prima sirena il distacco è -10, 24-14. Il secondo quarto dopo alcuni tentennamenti vede la difesa bianconera prendere poco alla volta il sopravvento. Lo scarto a metà periodo si riduce ad un solo punto. Il batti e ribatti in equilibrio si rompe a tre minuti e mezzo dall’intervallo con una tripla di Katsivelis, cui segue un time out di Djordjevic che è foriero prima del pareggio (36-36) a 1’50”, poi del sorpasso di Baldi Rossi dieci secondi dopo, su assist di Teodosic. All’intervallo lungo si va sul 36-38. Al rientro errori al tiro, poi due liberi di Ricci aprono le marcature, ma bisogna aspettare la tripla di Babb per vedere un canestro su azione dopo due minuti e mezzo. Weems rende pan per focaccia dall’angolo, Gaines non segna l’aggiuntivo dopo un altro buon canestro con fallo subito, ma la Virtus non riesce a fuggire via, si resta sul +5, 39-44. Bogris commette il quarto fallo su Hunter che però realizza solo un libero su due. A 3’50” da fine periodo è 44-45, quando su rimessa dal fondo Markovic con furbizia ruba, in pratica, il canestro del +3; Agravanis riporta i suoi in vantaggio. Risponde Hunter.  Il Promitheas rimane agganciato, risorpassa e allunga grazie a Babb e per la Virtus risulta ancora una volta buono il fatto di essere sopra, all’ultima sosta: 53-54. Teodosic tenta di tamponare una minifuga greca, i compagni però non lo supportano come dovrebbero. A 4’ Patrasso ha l’occasione per andare sul +7/+8, ma perde la palla per 24”. Gaines e Hunter rispondono a un’altra tripla di Hall, però coi liberi di quest’ultimo a 2’10” dalla fine il punteggio è 70-64. Kaselakis mette anche la tripla, a 1’30”, del 73-64. Percentuale da oltre l’arco inguardabile (alla fine 4/27) dei bolognesi, a cui si aggiungono i liberi falliti dalla Segafredo (9/16 complessivi). Nel finale il Promitheas si esalta e vince 78-69. Arriva così la prima sconfitta dell'anno.

Al termine di una partita complessa, in cui i bianconeri sono andati sotto a rimbalzo, cosa abbastanza rara in stagione, e hanno dovuto quasi sempre rincorrere, per la Virtus arriva la sesta vittoria in campionato. Dopo essere finiti per l’ennesima volta sotto di 6-7 punti i bianconeri hanno reagito stringendo le viti dietro, e soffocando l’attacco di Brescia. Decisivi Markovic (17), Ricci che ha messo una tripla pesantissima nel finale, e soprattutto Teodosic. Per lui 25 punti, con la tripla della vittoria, ancora una volta di classe purissima. La Virtus parte bene, avanti 2-7, poi però subisce un 8-0 tutto di Abass. Brescia si porta avanti 15-9. La reazione bianconera parte da due recuperi di Baldi Rossi e sull’asse Teodosic-Hunter arriva uno 0-7. Dopo un primo quarto di parziali e controparziali il parziale è quindi 19-20, con canestro finale di Hunter. Nel secondo quarto Brescia prova a scappare quando si accende Lansdowne (34-27), la Segafredo però reagisce con uno 0-9 chiuso da Gamble. 41-40 Brescia a metà. Dopo la pausa Djordjevic prende tecnico per proteste, dopo due decisioni arbitrali non condivise. Brescia piazza un 6-0 e torna avanti 51-45. I padroni di casa toccano anche il +8 (62-54) con tabellata da tre di Vitali. Il finale di quarto però è di Markovic: 5-0 tutto suo e 62-59 al 30'. Ultimo quarto: Brescia prova a scappare, la Virtus a resistere. Parziali e controparziali, poi a 3' dalla fine a Vitali viene fischiato fallo antisportivo in attacco, dopo instant replay. Il punteggio è in parità, per un minuto sbagliano tutti, poi Ricci mette la tripla a 1'45: 74-77, primo vantaggio bianconero dopo un’eternità. Cross di Lansdowne. A 1’14 Hunter mette solo un libero, ma Ricci prende un rimbalzo provvidenziale. Weems sbaglia, altro errore di Lansdowne, fallo su Teodosic. Anche lui ne mette solo uno, ma è +5 (74-79, parziale 0-11). A 35" Abass interrompe il digiuno con un potenziale gioco da 4 punti (fallo ingenuo di Weems), ma sbaglia il libero. Palla a Teodosic sul +2, tripla e tutti a casa. Finisce 80-82, la Virtus resta imbattuta. 25 punti in 22 minuti per Teodosic, 3 su 10 da tre, 4 su 6 da due e 8 su 9 ai liberi, 21 di valutazione, 17 per Markovic con 3 su 5 da tre, 17 di plus minus e 20 di valutazione, 11 per Ricci, 3 su 6 da tre, 11 con 10 rimbalzi per Hunter, 12 punti di Gamble (anche se due, quelli che hanno portato la Virtus a 47 erano di Cournooh) con 20 di valutazione.

La partita contro Monaco è complicata. Weems assente contro la squadra che è senz’altro il principale oppositore nel girone di Eurocup. Delia non ancora pronto e anche Cournooh bloccato da una distorsione. All’inizio, così, i quintetti propongono la prima sorpresa: la Virtus schiera, con Markovic, Gaines, Ricci e Gamble, Stefan Nikolic. Monaco risponde con Bost, Tillie, O’Brien, Buckner e Ennis. Bruciante partenza bianconera con il terzo tempo di Gaines dopo una manciata di secondi, cui però risponde Tillie con canestro su rimbalzo d’attacco. Due liberi per parte, e si continua punto a punto. Nikolic si mette in evidenza a rimbalzo sia in attacco che in difesa. A metà periodo entra Teodosic per Nikolic, ed è subito show time: i suoi passaggi sono pura poesia. Il Monaco non si lascia spaventare e insiste a macinare punticino su punticino grazie anche ai rimbalzi d’attacco (alla sosta già 5), cosicché il primo quarto, dopo una lunghissima interruzione per problemi tecnici al tavolo. termina in sostanziale equilibrio, 19-17. Riparte la partita con un tecnico assegnato a Djordjevic, ma questo non impedisce ai suoi di ottenere un piccolo break che induce Monaco alla sospensione: 27-22 dopo tre minuti e mezzo del periodo, mentre il tabellone del PalaDozza continua a fare le bizze e non registra più i punteggi parziali. Al rientro subito 0-4: Djordjevic imbufalito chiede time out. Poco dopo tecnico a Teodosic, paradossalmente dopo un’infrazione fischiata ai francesi. Milos reagisce da par suo, con la tripla da casa sua, seguito dall’ennesima penetrazione di Gaines che dà il +6: 32-26. Nuova sospensione monegasca e 0-5 rifilato a Bologna, 32-31, e sospensione Segafredo. Giunge però anche il sorpasso, 32-35 con parziale 0-9. San Teodosic, unico bianconero  a segnare da lontano, permette ai suoi di restare attaccati al Monaco: 35-35 a metà. Clemmons inizia uno 0-7 e 35-42. Dopo due minuti e mezzo la panchina bianconera è costretta al time out a causa di un 3-11. Ricci prima e poi Markovic rispondono presente in attacco, mentre ora Teodosic è tornato sulla terra e imita i compagni da tre. Hunter si fa irretire da un fallo non fischiato e prende tecnico a 3’42” sul 43-50, che diventa 43-51. Ricci torna a bombardare la retina avversaria, Gaines torna a farsi apprezzare in contropiede, Hunter realizza da sotto e dalla lunetta e il tabellone dice così 50-53. Hunter sbaglia la schiacciata, Clemmons non fallisce la penetrazione: l’ultimo quarto inizia sotto cattivi auspici (0-7, 50-60) e ci si deve aggrappare a Milos per riacciuffare la gara che rischia di scappare via, perché da sotto contro Monaco non si riesce a giocare e da fuori la palla non entra quasi mai. A 6’56” ci si ferma sul 53-62. A 4’53” Baldi Rossi segna finalmente una tripla, 59-64. O’Brien cerca di tagliarle le gambe col suo tiro mortifero, l’arbitraggio altrettanto fischiando di tutto a metà campo e quasi nulla sotto le plance. Djordjevic prova col quintetto piccolo con Ricci e Baldi Rossi assieme a Teo, Markovic e Gaines, e un po’ si avvicina: la tripla di Santeodisic dà il -2, 66-68, a 2'38". Finale al fulmicotone: O’Brien fa la voce grossa sotto il canestro virtussino e Hunter bisogna che rientri al posto di Baldi Rossi. Markovic dà il vantaggio con tripla a 46", ma poi commette il suo quinto fallo che Yeguete trasforma a metà per il pareggio 73-73. Teo ha nuovi liberi a 5” scarsi: li realizza. Dopo il time out, O’Brien aggira Ricci e pareggia. Manca 1 secondo e 3 decimi: rimessa complicatissima per i bianconeri che riescono comunque a servire Teodosic: canestro incredibile subendo anche fallo, con ininfluente libero conclusivo che Teo sbaglia apposta per lasciar passare i 4 decimi di secondo che mancano alla sirena finale. La Virtus Segafredo vince così 77-75. 24 di Teodosic (14 nell'ultimo quarto), con 5 su 9 da tre. 1 su 2 da due, 7 su 9 ai liberi e 7 assist, 27 di valutazione.

A Reggio Emilia manca Gamble per Delia. I reggiani vengono da quattro successi di fila. All’avvio si va coi quintetti Mekel, Johnson-Odom, Fontecchio, Upshaw, Owens la Grissin Bon, Markovic, Gaines, Weems, Ricci e Delia la Segafredo. Primo canestro, una tripla di Ricci; replica, non immediata, di Owens assistito da Fontecchio, poi assist dei suoi di Markovic per Delia. Il pivot argentino è molto coinvolto fin dall’inizio, e risponde anche bene, se si eccettua un errore banale da sotto, e i reggiani sono costretti al time out al quarto minuto sul 2-7. La Grissin Bon rientra con una difesa a zona che non spaventa la Virtus e i suoi tiratori, particolarmente Gaines, e dopo altri due minuti si va sul 7-16. A pochi secondi dalla sirena una incomprensione fra i bolognesi lancia il contropiede di Candi per il -6: 15 - 21 alla prima sosta. Caotica ripresa del secondo periodo, con Teo che non carbura e viene sostituito da Markovic. Inerzia ancora virtussina, fino al momento in cui un accenno di rissa seguito a una palla contesa, dopo un paio di minuti, non produce un doppio tecnico per Markovic e Pardon, sul 15-25. La fiammata però si spegne e mancano 6’ circa all’intervallo quando Buscaglia chiede nuovamente time out: 17-29. Gaines insiste a sparacchiare, Delia converte da sotto gli assist che riceve, di là ci provano Mekel, Upshaw e Pardon a tenere botta e in definitiva ci riescono, almeno per quanto riguarda il parziale. Mezzo numero di Hunter sulla sirena, ed è 31-40 all’intervallo. Si riparte da dove si era rimasti, con una penetrazione di Gaines, prima che Reggio giunga a -7, grazie soprattutto alle iniziative di Johnson-Odom, con risposta virtussina immediata: 40-51 al time out reggiano al 26'. Ora segna solo Bologna, con Ricci da tre e Hunter, sempre su ottimi assist. All’ultima sosta + 16 Virtus: 42-58. La difesa della Segafredo è il primo segreto del vantaggio, Pajola segna in terzo tempo subendo fallo. Si scivola verso la fine con il divario che si amplia ulteriormente, con gli ultimi secondi concessi a Deri e Nikolic. Una tripla di Baldi Rossi e un’entrata di Poeta fissano il punteggio sul 59-79. Positivo Delia, oltre ad un grande Hunter assieme ad un ottimo Gaines, con gli altri di grandissimo supporto. Sono 25 gli assist distribuiti da 8 giocatori, decima gara su dodici con oltre 20 assist, Ricci al 56% da tre dopo sette giornate, il migliore in campionato, mentre Markovic guida con oltre 7 di media gli assist.

Turno infrasettimanale di Eurocup con il Ratiopharm di Ulma, con i tedeschi in formazione un po’ rimaneggiata, nella settimana delle presentazioni di Casa Virtus Alfasigma e della nuova Arena Segafredo, i progetti attualmente più impegnativi della società bianconera. In partenza i quintetti Markovic, Gaines, Weems, Baldi Rossi e Gamble per Bologna, Hayes, Phillipps, Jerrett, Obst e Willis per Ulm. Dopo due minuti e mezzo time out di un Djordjevic alquanto arrabbiato: è 3-8, con Gamble già fuori con due falli. Il secondo canestro bianconero viene quasi a metà periodo, con l’Ulm già a 13. Di lì in poi scendono in campo quasi tutti gli effettivi bianconeri, ma le cose cambiano poco e alla prima sirena si va sul 18-26. Obst, Willis, Hayes, Jerrett segnano, solo Teodosic risponde. Quando anche i compagni cominciano a farsi vivi le cose cambiano, con un -5 che dura un attimo perché ci si mette di mezzo un tecnico a Ricci che consente al Ratiopharm di riallungare. All’intervallo il tabellone dice 42-50. Alla ripresa si nota che coach Djordjevic deve aver detto qualcosa nello spogliatoio, perché l’aria è totalmente cambiata e dopo quattro minuti arriva l'aggancio bianconero con un perentorio 10-2: 52 pari. Il caos tuttavia regna sovrano e a 3’30” da fine periodo sul 52-59 time out Virtus. I liberi di Hunter riportano la parità a 59 a 1’55”, ma Ulm ha la forza per riallungare, cosicché all’ultima sosta si è sul 61-64. Il segnale positivo, in chiave bianconera, è che Ulm ha realizzato solo 14 punti in questo periodo, ma ad inizio ultimo quarto si riportano  a +10 (67-77), con Jerrett che sbaglia la schiacciata del +12. Da qui parte un 7-0 e la Segafredo arriva a -3, e poi faticosamente alla parità, con un 5-0 tutto di Weems, 79-79 (12-2 il oarziale). Poi parte la raffica di triple. Jerrett segna da tre, risponde Markovic da lontanissimo, e siamo agli ultimi due minuti. Heckmann per 82-84, Weems pareggia, risponde Hayes: 84-86. Ancora Markovic per il primo vantaggio (87-86), sbaglia Obst e ancora Weems per il 90-86 (23-9 di parziale). Non è finita, perché Hayes, fa 2+1 a 16” dalla fine: 90-89. Fallo sistematico dello stesso Hayes, antisportivo. Liberi di Teodosic, ma fallo in attacco di Delia, e quindi ultimo tiro per Ulm. Teodosic fa fallo, liberi per Hayes e 2/2. Rimessa Virtus, passano molti secondi e a 3” c’è fallo su Delia. Drammatico 0/2, ma Gunther sbaglia e la Virtus si salva: finisce 92-91, con parziale di 25-14 negli ultimi 5'30.

La partita di esordio della Virtus Segafredo Arena pone di fronte una squadra in buona salute, la Virtus Segafredo, ed un’altra che sta avendo un rendimento diversissimo in casa e in trasferta, dove fin qui ha solo perso. Quintetti iniziali con Markovic, Gaines, Weems, Ricci, Gamble per la Virtus, A. Nikolic, Logan, Cooke, Fotu e Tessitori per Treviso. Subito una infrazione di campo virtussina. Treviso invece apre con una bella tripla di Cooke. Gira così, fino alla tripla di Ricci che suona come la tromba della cavalleria: dal 5-6 dopo due minuti e mezzo arriva prima il pareggio, poi il temporaneo sorpasso con Markovic in contropiede (10-8) e anche il +4 con l’alley-oop di Markovic per Gamble. La De Longhi reagisce e in un amen è di nuovo sopra, 14-15 a 2’22” dalla prima sosta. Djordjevic allora cambia quasi tutta la formazione in campo, resta solo Weems, e a fine periodo si è 20-17, con Treviso che non cede di un centimetro. Si riparte come all’inizio, tripla trevisana (Alviti) stavolta per il pareggio. Per diversi minuti la confusione regna sovrana, poi c'è il rientro dopo una manciata di minuti di Markovic ma al 14'20” il serbo deve uscire per gli esiti di uno scontro fortuito con Uglietti e allora Teodosic è quasi costretto ad entrare in partita, con conseguente allungo bolognese. Logan, Uglietti e Cooke riportano la De Longhi anche avanti di uno, un 40-41 che con una grande azione di Parks diventa 40-43 e poi con Logan da metà campo sulla sirena 40-46. Si ricomincia come ci si era fermati: La De Longhi pare averne un briciolo in più, perché anche quando la Virtus si riacìvvicina trova sempre il canestro dell’allungo, come con Tessitori dalla media. Tuttavia a 5’33” dalla fine del quarto è Gaines a ritrovare il vantaggio con una tripla dall’angolo creata col miglior giro-palla bolognese: 52-51. Gaines è una mitraglia, segna 18 punti nel periodo e all’ultimo intervallo la Segafredo è sopra di otto: 68-60. Gaines commette quasi subito il quarto fallo e si tira pressoché fuori dai giochi. La partita riprende col ritmo dei primi 25 minuti, con il tiro da tre adesso a fare da protagonista nel bene e nel male. Teo prima, Weems dopo riscavano un solchetto; Fotu crea un paio di bei semiganci per tenere in vita Treviso, ma poi è Gamble ad improvvisarsi assistman. A 2’42” dalla fine Tessitori commette il quinto fallo ed è una bruta botta per la squadra di Menetti, che chiede time out, sul 78-73. La schiacciata di Gamble a poco meno di due minuti dalla fine, su assist di Markovic, dovrebbe chiudere definitivamente i giochi: 82-73, nonostante la determinazione con la quale Parks realizza la tripla del -5 a uno e mezzo dalla conclusione. A 48” Logan realizza addirittura la tripla del -2 (poi data da due), risponde Teo con una tripla decisamente a vuoto ma poi torna grande rubando palla e lanciando Hunter per la schiacciata del +5. L’ultimo attacco ospite è annullato dall’imprecisione al tiro e da una stoppata di Hunter a Parks. La Virtus vince l’ottava partita in campionato e resta sola in vetta alla classifica. Venti di Gaines (18 nel terzo quarto), con 3 su 6 da due, 3 su 5 da tre e 5 su 8 in lunetta; 12 di Gamble con anche 9 rimbalzi e 21 di valutazione; 16 rimbalzi offensivi, però, concessi dalla Virtus agli avversari.

La Virtus vince a Rishon e conquista la matematica qualificazione alle top 16 di Eurocup. Dopo un primo tempo abbastanza “balneare” come intensità, nel terzo quarto i bianconeri erano affondati fino al -17 incassando un parziale di 2-22. Da lì in poi la Virtus, che fin lì era parsa decisamente sulle gambe, è però risalita con la difesa e un controparziale altrettanto clamoroso, 24-1. Il miglior marcatore bianconero è stato Gamble (19 con 8/9), che ha segnato soprattutto nel primo tempo, e poi Milos Teodosic (18 e 6 assist), che seppur con vari errori ha guidato la rimonta vincente in una partita che a un certo punto si era messa davvero male. Nota di merito anche per Cournooh, efficace in difesa e autore della tripla del sorpasso nell’ultimo quarto. Lo speaker della Maccabi Rishon LeZion Arena ha ringraziato la Virtus per essere venuta a giocare anche con il clima di tensione regnante in Israele. Presenti alcuni sostenitori bianconeri. I padroni di casa partono con una tripla col fallo, la Virtus risponde con un ottimo impatto di Gamble. Con le triple il Maccabi (privo di Monroe e Cubrevic) arriva al 21-15 e Djordjevic è costretto al timeout. I bianconeri stringono le viti dietro e chiudono il quarto con con parziale di 10-1, compresa una notevole tabellata di Hunter sulla sirena: 22-25 al 10'. Pajola esordisce con un recupero e due perse, mentre Gamble continua a segnare, facendo praticamente quello che vuole sotto canestro. Per lui a metà 17 punti con 7/7. Rishon trova spesso canestri facili, tirando col 50% da tre (6/12). A metà il punteggio è 47-45 per i padroni di casa, con canestro finale di Gaines. Secondo tempo, dopo il sorpasso 47-50, la Virtus va in rottura prolungata e incassa un clamoroso 22-2, finendo sotto di 17 (69-52). Brutte scelte, palle perse e crollo dell’intensità che fanno esaltare i padroni di casa. Teodosic segna dopo un’eternità. Da lì la Segafredo inizia a difendere e chiude il terzo quarto con uno 0-8 di parziale: 69-60. Ultimo quarto: i bianconeri arrivano subito a -4 completando il parziale di 0-13. Hunter, nel frattempo, piazza una stoppata irreale. Un libero israeliano, poi Teodosic (da quattro) e Cournooh per il sorpasso, 70-72 con controparziale di 1-20. Il Maccabi non ne ha più, e perde palloni su palloni sbattendo contro una difesa che ora funziona davvero. Weems mette altri canestri, il parziale si dilata a 1-24 (70-76). Rishon riprende a far canestro dal campo dopo un’eternità, ma Gaines e Teodosic mettono i punti della sicurezza, e si finisce con Cournooh nello “special team” difensivo. Ci si complica la vita un po’ troppo, e Rishon arriva a -3. Teodosic incassa un colpo al volto, e mette i liberi della definitiva vittoria: finisce 79-85.

La Virtus vince a Trieste ed è la nona in fila. Senza Weems la coperta bianconera si era dimostrata decisamente corta, e dopo un pessimo primo tempo i bianconeri erano finiti sotto di 13. Le Vu Nere sono comunque rientrate in partita, e se la sono giocata all’ultimo tiro, risalendo anche da un -6 a 2' dalla fine e forzando l’overtime. Il supplementare è stato il regno di Milos Teodosic (24), che ha segnato i punti decisivi, tra cui la tripla che ha spaccato la partita. Decisiva anche una stoppata dell’ottimo Gamble (17+12) su Strautins, nell’azione precedente. Il primo quarto è sonnolento, a parte assist notevoli di Teodosic per Hunter e Pajola. Di là, Elmore mette tre triple, compresa quella sulla sirena,  e al 10’ Trieste conduce 20-16. Elmore è scatenato, e praticamente da solo porta i suoi al +9 (28-19), costringendo Djordjevic al timeout. Le Vu Nere non difendono benissimo, e perdono qualche palla di troppo. Teodosic e Gamble provano a ricucire lo strappo, ma si accende Cavaliero, che mette un paio di triple e su una lucra fallo. Markovic sbaglia un rigore, e Cavaliero sulla sirena segna per il massimo vantaggio: 48-35, per un secondo quarto da 28 punti subiti. Dopo la pausa, la Virtus difende in modo molto diverso. L’attacco di Triste viene totalmente bloccato, e in attacco arriva un parziale di 0-13 con Cournooh e Gaines sugli scudi. Pareggio a quota 48, poi Peric segna i primi punti del quarto, su tiro libero, dopo oltre 6 minuti. Poco dopo Gaines firma il vantaggio (52-53). Il finale di quarto però è ancora di Trieste, che chiude avanti 60-55. La Segafredo torna subito sotto, e Teodosic sorpassa con la tripla. Da Ros riporta avanti i suoi con 5 punti in fila. Si resta sul 71-65 una vita, con Trieste che sbaglia diversi colpi del KO. Sembra comunque finita, ma a 2’ Gamble mette un libero, poi Gaines recupera sulla rimessa e serve Gamble, che piazza un rocambolesco canestro e fallo per il 71-69. Elmore sfonda, Teodosic sbaglia la tripla del sorpasso. Persa di Cavaliero, palla per Gamble su cui c’è fallo a 40”, uno su due, rimbalzo di Ricci che però sbaglia la tripla. A 21” liberi per Cavaliero, e uno su due pure per lui. Fallo su Teodosic a 9”, due su due e parità a quota 72. Ultimo tiro per Cavaliero ben marcato, errore, overtime. Il supplementare è molto bello, e si segna tanto. Ricci fa il quinto fallo su Peric, che mette i liberi del +1, Teodosic sorpassa nell’ultimo minuto. Nel momento decisivo Gamble stoppa Strautins, Teodosic mette la tripla della vittoria. O quasi, perché Cavaliero mette due liberi, e Gamble rischia di perderla. Ma non succede, e Milos mette i liberi della definitiva sicurezza. Finisce 85-89. Teodosic ne segna 24, i liberi del 72-72 e 9 nel supplementare: il 77-78 su rimbalzo d'attacco, l'81-82 in sospensione, la tripla dell'81-85 e i liberi dell'83-87.

Trasferta insidiosa ad Andorra per la Virtus Segafredo. Virtus, che deve ancora fare a meno di Weems. Quintetto Virtus con Markovic, Cournooh, Gaines, Ricci e Delia, per Andorra Hannah, Sy, Llovet, Massenetat e Todorovic, autore del primo canestro della gara. La maggiore reattività in avvio degli spagnoli li porta a condurre 10-0 dopo 3 minuti e mezzo, con 8 punti di Sy, e la Virtus ferma il tempo. Si rientra con Gamble e Pajola per Delia e Markovic, ma si continuano a fallire tiri, mentre anche Teodosic e poi Hunter cambiano Cournooh e Ricci. L’assist di Milos permette a Gamble di siglare i primi due punti bolognesi, ma Andorra è in ritmo e vede il canestro larghissimo: 19-5 dopo 5 miniti e mezzo. Comincia lo show targato Teodosic che con assist, penetrazioni e tiri da tre permette alla Segafredo di non crollare. Anzi, dal 22-7 le sue magie riportano la Virtus ad un insperato -5 all’intervallo: 27-22. Il secondo quarto comincia però con Andorra in netto dominio (10-0 dopo 2'15"); segnali di ripresa con un parziale di 0-6 non illudono: i cambi bianconeri non mutano la sostanza, la palla non entra se non targata Milos. Anche -15 prima della nuova fiammata virtussina che a un minuto e mezzo dall’intervallo riconcede un 45-40. Il 52-44 a fine periodo è quasi un sollievo, con Teodosic già a 19 punti a 4 assist. Il rientro dall’intervallo è più incoraggiante per i bolognesi, sebbene un paio di stoppate subite da Cournooh e Gaines sappiano ancora di una certa mollezza. Frank pare il solo a dare vera collaborazione al 44 bianconero come realizzatore, benché anche lui a volte perda palloni. Al 24', time out Bologna sul 62-53. Gaines rientra martellante da oltre l’arco riportando il -3, ma per Ricci, in serata storta, è subito dopo il quarto fallo. Il quintetto Pajola, Cournooh, Gaines, Baldi Rossi e Gamble tiene quasi più di quelli precedenti, quando Delia sostituisce Gamble il tabellone dice -3, 66-63. Prima Cournooh segna da tre e dà il pareggio, poi Baldi Rossi sulla sirena concede addirittura un +3 che ammutolisce il palasport: 66-69. Massenat ritrova l’immediato pareggio con un gran tiro al riavvio. Per ora la Virtus con Markovic al posto di Pajola è meno convincente, Andorra torna sopra. A 6’30” è 77-71, con Hunter in lunetta, dopo che Pajola ha sostituito Gaines che ha commesso il quarto fallo. Un parziale di 12-1 si accompagna al bonus falli raggiunto dalla Segafredo prima di metà periodo. Si punta a mantenere la differenza canestri positiva: era stato +15 a Bologna. In conclusione almeno questo rimane: un divario di +1 col conclusivo 93-79 per un ingenuo fallo di Walker che manda Gaines in lunetta, dopo che Jelinek aveva trovato una tripla importantissima. Seconda sconfitta stagionale della Virtus Segafredo, la seconda in Eurocup. Teodosic è rimasto in panchina tutta la seconda parte probabilmente per un problema fisico.

Virtus-Cantù, più di 40 trofei complessivi in campo. Torna Weems, è la prima ufficiale da ex di Gaines. Quintetti in campo: Markovic, Cournooh, Weems, Ricci e Gamble per Bologna, Young, Clark, Hayes, La Torre e Burnell per gli uomini di Pancotto. Stoppata di Haynes su Gamble, con Cantù leggermente avanti in partenza. Il primo quarto finisce 21-21. Dopo la tripla di Baldi Rossi Pancotto chiede subito time out. A metà periodo si è sul 36-26 con Pancotto che chiama una nuova sospensione. Girandola di cambi tra i virtussini, ma Djordjevic deve chiedere time out dopo due minuti e mezzo dalla sosta a causa di un parziale di 0-6. Ci pensa Teodosic a riscaldare le tribune con un numero sulla sirena, ma la luce rossa, dice il replay, si è accesa una frazione di secondo prima che rilasciasse la palla. 41-36. Gamble riesce a farsi dare un tecnico dopo aver realizzato un bel canestro in pick’n’roll per aver chiesto un fallo. Si supera la doppia cifra di vantaggio (57-46) con un rapido e spettacolare contropiede di Weems. Un altro di Teodosic che porta Pajola a schiacciare fa alzare tutti in piedi ad applaudire. Milos dirige e Hunter esegue, 69-49 all’ultimo intervallo con parziale di 28-13. A 8'53" dalla fine la temporanea uscita dal parquet di Weems è accompagnata da un gigantesco applauso. Djordjevic si procura un tecnico, ma la partita è definitivamente in discesa e termina 89-70. Quando esce Milos (11 assist), sono tutti in piedi ad omaggiarlo. Lorenzo Deri, il suo sostituto, si iscrive a referto con un 2 su 2 ai liberi, ed è il suo battesimo in campionato. Festa per tutti, ma Milos in 23 minuti segna 15 punti, 2 su 2 da due, 3 su 6 da tre, 2 su 2 nei liberi, 1 recupero, 1 persa, 11 assist, 25 di valutazione, +25 di plus minus, prima doppia doppia e record personale di assist in serie A.

A Cremona il quintetto è d’emergenza per Sacchetti, privo di Mathews oltre che di Diener, quindi con Ruzzier, Saunders, Palmi, Akele e Sobin, mentre Djordjevic può contare come di consueto su Markovic, Cournooh, Weems, Ricci e Gamble. Tante palle perse dai bianconeri in avvio, mentre tra i lombardi è Saunders ad apparire incontenibile, con suoi 7 dei primi 9 punti della Vanoli. Dopo i consueti 5' Teodosic cambia Cournooh sull’11-10 per i padroni di casa. Il suo primo potenziale assist viene vanificato da Weems che fallisce la schiacciata, con la Vanoli che prova ad andarsene con lo scarto che diventa -7, consigliando il time out di Djordjevic. La Segafredo continua a sparacchiare così alla prima sosta è 26-14, con tripla di De Vico sulla sirena. 0-0 il parziale del secondo periodo fino all’alley-oop da antologia di Teodosic per Hunter. La Virtus non riesce a dare la palla dentro, e dall’arco proprio non vede il canestro, almeno fino al 15', quando Gaines mette a segno il suo primo tiro pesante dopo 11 errori di squadra. La tripla subito dopo di Akele riporta uomini di Sacchetti al +12. Teodosic protesta platealmente per un fallo fischiatogli letteralmente inventato che lo toglie per il momento dai giochi mentre la Vanoli va sul +16. 5 punti consecutivi di Gamble riducono lo svantaggio, poi diventa una gara ai liberi, con entrambi i bonus ampiamente raggiunti, spezzata da una tripla di Teo rientrato nonostante i tre falli. Saunders sulla sirena dà il +12 a Cremona: 46-34. La tripla iniziale di Markovic illude di un cambio di rotta, ma è il solo per ora a provarci con convinzione. Al 25' rientra Teodosic, l’aria sembra cambiare, finché a 2'23" dal termine del quarto un incredibile antisportivo non lo getta letteralmente fuori: espulso. La reazione della squadra un po’ c’è, risponde con un briciolo di maggiore intensità difensiva e all’ultima sosta è -8, 60-52. A 8’37 dalla fine la penetrazione di Cournooh apre le aperture dell’ultimo quarto e dà il -6. Hunter dà due volte il -4, inframmezzato da un facile canestro di Happ. La rimonta non si completa, 70-61 a 4’08”. Un arbitraggio in vena di protagonismo commina tecnico sia a Djordjevic che a Weems per proteste. Un dato dice tutto: dei 55 a 35 complessivi, sono stati 25 i rimbalzi concessi all’attacco lombardo. Termina 78-66.

Scontro al vertice del girone A di Eurocup. Il Promitheas peraltro è anche la prima squadra ad aver battuto i bianconeri nella stagione, ha la miglior difesa del torneo continentale, pur avendo perso Bogris e l’infortunato Hall. Bisognerebbe vincere di almeno 10 punti di scarto (69-78 era finita a Patrasso) per acquisire un pieno vantaggio in classifica. I quintetti sono Markovic, Gaines, Weems, Ricci e Gamble per la Segafredo ed invece Lypovyy, Fieler, Kaselakis, Robinson e Ellis per Patrasso. Si parte con un imperioso 9-0 con quattro differenti giocatori a referto che costringe Giatras al time out. Il primo canestro dei greci arriva solo dopo sei minuti e mezzo, con la tripla di Fieler (14-3). Tre palle perse consecutive (protagonisti Hunter e Teodosic) permettono a Patrasso di riavvicinarsi sul 14-8. Katsivelis indovina la tripla sulla sirena, 19-16. L’avvio del secondo periodo ritrova la Segafredo dell’inizio, con pure un canestro da 4 di Cournooh. È un nuovo 11-0 interrotto da un caparbio Ellis su rimbalzo d’attacco e una schiacciatona di Fieler in contropiede. La Segafredo continua però la propria marcia che le permette di riallungare e restare a galla col + 10 raggiunto in più occasioni (fragorosa la schiacciata in contropiede di Gamble, che dà il 39-29 a due minuti dall’intervallo) e alla sosta lunga viene mantenuto il +9, 44-35. Il terzo quarto si fa difficile, perché Patrasso non regala niente e stringe la difesa in modo efficacissimo, continuando a colpire da tre con una media stellare, cosa che non riesce affatto ai bianconeri. Al 26' è pareggio (51-51), cui la Virtus reagisce con un assist per un facile appoggio di Ricci e la tripla (finalmente) di Gaines. Bene Delia, in questi frangenti (3 su 3 in 8 minuti). La Virtus commette il primo fallo a 1’30" da fine periodo. Ormai una condanna per la Segafredo subire canestro sulla sirena. Anche in questo caso, colpisce Mantzoukas: 65-59. Appare Teodosic: sua la tripla del 74-62, dopo alcuni numeri dei suoi, che dà nuovo entusiasmo ai bolognesi in campo e fuori a 6’13". Patrasso non si scoraggia, quando occorre infila la tripla che porta ossigeno. L’assist di Markovic per la tripla di Ricci dà il +13 (86-73) a due minuti e mezzo, ma Mantzoukas replica (stavolta da due) immediatamente. A 54” Delia è in lunetta, sull’86-75. Due su due. Intanto Djordjevic inserisce Nikolic e Cournooh per Markovic e Gaines. Patrasso fallisce però l’occasione per riavvicinarsi e, tornata in possesso della palla a 24", decide che può finire così. 88-75: missione compiuta per la Virtus Segafredo, che vince di 13 punti. Alla fine vince Sasha Djordjevic, e vincono i Pajola, i Delia, i Baldi Rossi, i Cournooh che hanno dimostrato di non essere semplici comparse in questa squadra.

Markovic, Gaines, Weems, Ricci e Delia è il quintetto di partenza schierato da Djordjevic per la sfida con Brindisi alla Virtus Segafredo Arena, con 7580 spettatori. Sono targati Banks i primi canestri della partita, mentre la Virtus risponde con Weems. L’alley-oop di Stone porta gli ospiti sul + 5 dopo 3 minuti di partita, 2 - 7 il parziale della partita. Gaines dai liberi fa 2 su 2 e ma la squadra di Vitucci allunga ulteriormente con Stone che segna un 2+1; Gaines attacca, entra nel pitturato e viene fermato con le cattive dalla difesa di Brindisi, 2/2 ai liberi. Hunter trova la schiacciata del – 2, ma Brown risponde immediatamente. Punteggio di 8 – 12 per Brindisi. Weems trova la tripla sull’assist di Markovic, Ricci entra in area e trova altri 2 punti, entrano Teodosic e Pajola, il bianconero recupera il pallone, lancia Weems che viene fermato in maniera fallosa dalla difesa pugliese, 1/2 ai liberi. Le Vu Nere attaccano, Teodosic entra in area, non trova il canestro, Hunter vince il rimbalzo, canestro e aggiuntivo. Cournooh trova il primo vantaggio della partita, su assist di Teodosic si libera al tiro dall’arco e mette la bomba da 3 punti. Weems segna il canestro del +4 ma Zanella proprio sulla sirena accorcia lo svantaggio. 22- 20 per la Segafredo e primo quarto che va in archivio. Cournooh apre il secondo quarto trovando il gioco da 3 punti, Banks risponde con la prima tripla della serata. 25 a 23 Bologna, Coach Djordjevic chiama time out. Teodosic allunga il vantaggio della Virtus, + 5 al 12', mentre Banks dai liberi fa 1/2, Markovic attacca ma viene fermato irregolarmente, dalla lunetta fa bottino pieno, 30 a 25. Teodosic trova 3 punti da oltre l’arco. Markovic, su assist del numero 44, sotto canestro appoggia al ferro e porta i suoi compagni sul +9; Cournooh trova la seconda tripla dall’arco e Segafredo che va sul +12. Banks tenta la rimonta, ma il gioco delle Vu Nere è spettacolare, l’asse Teodosic - Hunter funziona a meraviglia, schiacciata a canestro e punteggio di 40 a 29. Giro palla perfetto, scambi veloci e Ricci si libera per il tiro da 3 punti. Brindisi risponde, non vuole cedere il passo alle Vu Nere e accorcia lo svantaggio con Brown; 43 a 36 quando mancano 3 minuti all’intervallo lungo. Gaines entra al posto di Teodosic, e in due azioni consecutive mette a segno 5 punti, che portano la Segafredo avanti sul +12, Coach Vitucci chiama time out. Brown prende un tecnico, Markovic si porta in lunetta e segna, la partita continua senza sosta, Zanella dai liberi fa 2/2, Banks segna la terza tripla del secondo quarto, ma Gaines, quando mancano 40" all’intervallo trova un’altra tripla. Delia, su assist di Markovic appoggia al tabellone, mentre Brown trova gli ultimi punti del primo tempo. Sirena e punteggio di 54 a 43 per le Vu Nere. Il terzo quarto si apre con tre triple bianconere e il +20 (65-45). Poi c’è un po’ di rilassamento, e le percentuali calano. Brindisi torna a segnare, e con due triple torna a -8 (73-65). Teodosic però segna e fa segnare, e al 30’ il punteggio è 77-65. Delia segna il primo canestro di questo quarto, va in lunetta e segna il libero; Pajola in contropiede, con una schiacciata pirotecnica, 82 a 67. Ancora Pajola, questa volta con una tripla. Cournooh segna e subisce fallo, dalla lunetta non sbaglia il tiro a sua disposizione, ma Thompson, molto reattivo in questa fase di gioco, accorcia lo svantaggio con una tripla. Teodosic trova la tripla che porta le Vu Nere sul 90 a 74. Baldi Rossi si libera dall’arco e trova la tripla del +14. Ancora il capitano trova la tripla dal lato opposto dell’arco. Sirena e vittoria per le Vu Nere, 99 a 87.. In 10 giocatori minutaggi dai 16 ai 25 minuti e punteggi dai 5 ai 15. Teodosic 10 assist e molti li hanno sprecati i compagni.

Partita determinante per stabilire la classifica finale del gruppo A di Eurocup, la trasferta a Monaco della Virtus Segafredo è la seconda tappa del tour-de-force di fine anno della squadra di Djordjevic. I francesi hanno aggiunto al roster Norris Cole, ma non hnno Jaleel O’Brien, che al PalaDozza aveva segnato 22 punti. I quintetti sono Markovic, Gaines, Weems, Ricci e Gamble per Bologna, Bost, Tillie, Lacombe, Buckner e Clemmons per i padroni di casa. Avvio indeciso, soprattutto Gaines fallisce occasioni. Monaco attacca il ferro e guadagna tiri dalla lunetta. Quasi quattro minuti servono alla Virtus per trovare il primo canestro su azione, dopo un solo libero realizzato da Gaines, con Norris Cole che entra subito dopo per Clemmons, precedendo di un minuto abbondante l’ingresso di Teodosic e Hunter per Gaines e Gamble. Poi entra anche Delia per Ricci, ma c’è bisogno di Milos per trovare finalmente una tripla bianconera, ma l’azione dopo però si dimentica di difendere. Alla sosta è 24-11 per i francesi. Bologna non fa mai canestro, pur liberando abbastanza bene i propri tiratori. Weems si accende e prova a smuovere i suoi quando rischierebbe di aprirsi un baratro sul 26-11. Djordjevic tenta di contrastare la fisicità del Monaco schierando insieme Hunter, Ricci e Gamble, ma quest’ultimo pare poco reattivo. Il distacco torna sotto la doppia cifra (26-18) ma non in modo davvero convincente, come dimostra la schiacciata subito subita da Ouattara. Il -6 arriva con una nuova tripla di Teodosic. Ouattara gli risponde da par suo e la partita per un po’ è una sfida fra lui e il serbo. All’intervallo è solo -5, soprattutto grazie a quest’ultimo: 35-30. Il terzo quarto inizia con una tripla di Ricci dall’angolo ma anche col suo terzo fallo e una serie di suoi errori consecutivi dall’arco, mentre Sane di là sbaglia pochissimo. Weems è il più efficace dei suoi. La difesa bianconera è divenuta più arcigna. Rimane bassa la media ai liberi, (50%), quando improvvisamente la tripla di Baldi Rossi, a 1’47” da fine periodo, dà alla Virtus il primo vantaggio della gara, 51-52. L’ultimo canestro del quarto è di Pajola in penetrazione: 53-56. +5 Segafredo a 7’40” dal termine con la tripla di Milos (56-61). Hunter mantiene l’orribile media della squadra ai liberi Teodosic fa tre falli in un minuto a 6', mentre salgono pure le palle perse con l’ultima che permette a Clemmons di segnare in contropiede. Milos rimette una tripla, Buckner schiaccia sulla testa di tutti. Teodosic fa qualcosa di incredibile, ma la difesa non sa tenere i lunghi francesi. A 1’31” è 67-73. Gaines inventa una penetrazione, Weems colpisce in contropiede dopo un grave errore da sotto di Yeguete. Un tecnico a Bost permette a Markovic di mettere il sigillo sulla gara, Gaines infila una tripla siderale, poi il 72-81 finale. Ottimo Weems, oltre al solito Milos. Qualificazione da prima del girone per le Top16, mentre Andorra, che ha vinto a Patrasso, diviene seconda, davanti a Monaco e ai greci.

La partita degli ex: a Sassari giocano Spissu, Gentile e Michele Vitali, tre giocatori che, ciascuno a suo modo, hanno incrociato le proprie vite con le V Nere. In campo la prima e la seconda del campionato. Tocca a Hunter lasciare spazio a Delia. I quintetti: Spissu, Vitali, Evans, Pierre e Bilan in biancazzurro, Markovic, Cournooh, Weems, Ricci e Gamble in bianconero. Dopo 3’08” sospensione Virtus dopo 10-0, di cui è emblema un errore di Markovic su appoggio facile. Dentro Milos per Cournooh: non cambia granché, in un primo momento, fino a quando non indossa il costume di Santeodosic e dal – 10 con la sua regia e le sue triple si torna a -2, con Pozzecco che stoppa la gara a 1’56 dal primo intervallo. Il time out è efficace: nuovo 5-0, poi il solito serbo inventa una penetrazione che sulla sirena fissa il 22-17. Due facili canestri bianconeri non frenano i sardi che puniscono soprattutto dall’arco. Milos non ci sta e con due triple e un assist costringe il Poz a chiamare time out (33-27 dopo 3'). Nel frattempo Ricci viene tolto dalla partita con un terzo fallo dubbio, peraltro con un Baldi Rossi in formato super. Ogni volta che la Virtus si avvicina Sassari trova nuovi piccoli break. Ultimi attimi del periodo in pieno bailamme culminato in un tecnico alla panchina di casa. Si ferma, così, sul 43-38 una gara di grande intensità emotiva. Uno 0-5 in avvio ridà fiato ai bianconeri. In realtà si continua con un parziale in sostanziale pareggio, finché Evans non inventa una serie di numeri sotto canestro che rilanciano Sassari: 56-47 al 25'. Una tripla di Vitali (61-47) è un vero schiaffo agli avversari. Terzo quarto da dimenticare, per la Segafredo: -13, 70-57. Una penetrazione di Cournooh dopo una tripla di Pajola spaventa infine Sassari. Una nuova tripla del 25 bolognese addirittura riavvicina a -4, ma Spissu spezza le gambe con una tripla chirurgica (79-72) che spiana la strada al successo definitivo dei suoi. Termina con una piccola débacle per Bologna per lo scarto conclusivo di 14 punti, 91-77, che fotografa la gara nel suo insieme. È la seconda sconfitta in campionato per la Segafredo, che ha perso per strada Gaines per una botta al ginocchio.

Il derby n. 106 contro una Fortitudo al di là di ogni previsione iniziale e lanciatissima. La cosa più bella è il ricordo che va a Chicco Ravaglia, applaudito da tutta l’Arena. Quintetti iniziali con una sorpresa: Teodosic subito in campo, con Markovic, Weems, Ricci e Gamble per la Virtus; Fantinelli, Robertson, Aradori e Leunen per la Fortitudo, più ovviamente Sims, che picchia subito forte, con un bel tiro da 6 metri, ma Teodosic inventa di risposta una penetrazione delle sue. Poi, contropiede virtussino concluso in schiacciata da Gamble e altra schiacciata di Weems, assistiti meravigliosamente da Markovic, che tuttavia poco dopo getta un altro contropiede con una invenzione da giocoliere malriuscita. Tre liberi di Robertson rimettono quasi in parità le cose. La difesa dei bianconeri strozza ogni tentativo degli avversari, mentre davanti ognuno ci mette un mattoncino: dopo 5 minuti, 16-7 e sospensione Martino. Alley oop di Markovic per Hunter da antologia. Al primo intervallo è 22-11. Hunter beneficia di assist stupendi, ma anche lui sa poi trasformarli con gesti tecnici da urlo. Weems partecipa al gioco delle schiacciate, e a 6'27" è nuovamente minuto Pompea, sul 31-16. Tocca a Gamble, allora, a contribuire al festival delle schiacciate spettacolari, con Sims che viceversa rimane chiuso nella morsa dei difensori bianconeri. A 3'38" è +20, con la tripla di Cournooh, 38-18. A 2'20" dalla sirena dell’intervallo (sospensione Djordjevic) è 40-20, ma curiosa è la situazione falli commessi: 5-0 per la Virtus. Alla sosta lunga comunque è 45-25, dopo aver toccato anche il +22. Fin qui Gamble 8 punti, Hunter 7, Sims solo 6, Leunen addirittura 0. Al rientro è Weems a furoreggiare, che arriva a quota 20 già al 23', mentre Sims comincia a dare maggiori segni di vitalità. 24 punti di scarto sul 60-36, all’ultima sosta è 65-46. Per la Fortitudo poco o niente è arrivato dalla star Aradori (fermo a 6 fino al 34') - distrutto da Weems, a 30, invece, più o meno allo stesso minuto - pochino da Robertson, quasi nulla da Mancinelli. Un po’ tutti sugli altari invece i bianconeri, anche Stefan Nikolic che si iscrive nel registro delle schiacciate, anche Lorenzo Deri che esordisce nella sua prima stracittadina. 94-62 è il finale, dopo aver toccato poco prima il +34 sul 94-60, che si commenta da solo. Weems 32 punti, 9 su 11 da due, 4 su 5 da tre e 2 su 2 ai liberi. Dieci assist a testa per Markovic e Teodosic.

La crediblità della nuova Virtus Segafredo si misura anche da questo: sfidare da prima in classifica la corrazzata Armani di Ettore Messina. Sulla carta è troppo, ancora, il divario fra le due formazioni, con Milano nel bene e nel male protagonista in Eurolega, mentre pure Bologna è protagonista in Europa, ma al piano di sotto. Milano a Bologna è già stata battuta dalla Fortitudo, per esempio, ma quella di oggi sarà un’altra Armani, sia come organico che come crescita di squadra, che in Italia ora non perde più come invece faceva ad avvio di stagione. Milano è senza Nedovic, non ancora sostituito da Sykes. Il peso della partita comunque è testimoniato anche dal fatto che il basket torna in diretta su Rai2. Quintetto Virtus, lo stesso del derby: Markovic, Teodosic, Weems, Ricci e Gamble. Per Milano, invece Cinciarini, Roll, Micov, Scola e Tarczewski. Subito, bomba di Teodosic, che dice: ci sono! Poi però il gioco si fa contratto, spigoloso, con le difese che hanno la meglio sugli eccessi di approssimazione degli attacchi. Al pareggio raggiunto dall’Armani replica la tripla di Weems, ma c’è ancora troppa confusione sul parquet, mentre i bianconeri stanno collezionando i primi falli. Gamble batte Tarczewski, Scola insegna basket e mette la tripla, Tarczewski batte Gamble: di nuovo parità dopo quattro minuti e mezzo, col primo time out chiesto da Messina, poco dopo, per un improvviso break bolognese di 5-0. Nel frattempo è entrato Rodriguez, che si esibisce in una coppia di bombe per ribattere al minishow di Milos, cui Djordjevic dà un primo riposo all’8' sul 18-16. Nella lista dei primi attori si impongono pure l’acrobatico Hunter e il folletto Markovic, e al primo intervallo si va sul 24-20. Il secondo periodo si apre con la schiacciata di Hunter in contropiede; troppe palle perse, ma arriva il +7, al 14', tuttavia Micov rintuzza da par suo e Bologna chiama time out. A 5’48” dall’intervallo arriva il primo vantaggio milanese, con tripla di Cinciarini (31-32) dopo una brutta persa di Markovic. Markovic si fa perdonare con una gran assist per Hunter che tiene in vita Bologna e, insomma, grazie all’ennesimo miracolo di Teodosic all’intervallo è +6, 46-40. Non piace il riavvio a Messina, che urla un time out dopo 1 minuto, dopo il contropiede concesso alla schiacciata Ricci. Poco alla volta arriva pure il +10 Virtus. La diga bianconera continua a tenere, con Milos che detta la via. Si giunge pure al +11 in un quarto davvero dominato dalla Segafredo, ma all’ultima sosta è solo 63-56. Si riprende col parziale punto a punto per cui Messina si rigioca la sospensione al 32'. Il nono assist di Markovic è l’alley oop per Weems che dà un temporaneo +13 alla Segafredo, poi Rodriguez segna praticamente da metà campo. A 4’58” dalla fine è 73-63 con Hunter in lunetta: 2 su 2. La tripla di Baldi Rossi fa sognare: 78-63 a 3’54”. Mentre a Rodriguez esce (con molta sfortuna), Teodosic mette la sua per l’81-65 a 2’47”. Alla sicurezza dei volti bolognesi si contrappone lo sguardo incerto dei lombardi, che iniziano l’ultimo minuto sotto di 13. C’è spazio per qualche numero da avanspettacolo e l’alley oop di Teo per Hunter. A 5” entrano Deri e Nikolic per Markovic e Teodosic. Finisce 83-70 una partita vinta di squadra. La Virtus Segafredo resta prima. I suoi lunghi non hanno sfigurato contro le torri milanesi, anzi, hanno letteralmente dominato (Hunter 19, Gamble 13, Gudaitis 8, Tarczewski 3, Biligha 2) ma pure Ricci e Baldi Rossi hanno messo fondamentali mattoncini. Partita vinta con una difesa poderosa, e così si chiude in modo strepitoso l’anno solare in casa Virtus Segafredo.

La prima gara dell'anno è a Trento, dove la Virtus non ha mai vinto, quattro sconfitte in quattro incontri. Subito Markovic pesca Gamble per lo 0-2, poi però i bolognesi subiscono un parziale di 7-0, rientrano sul 7-6, ma vengono di nuovo staccati, 12-6 con la seconda tripla di tabellone di Kelly. Teodosic in penetrazione, Weems da tre e Ricci ribaltano l'inerzia, 12-13. Partita per un po' in equilibrio, Kelly riporta avanti i suoi 17-16, ma Gamble, su assist di Weems, e Gaines da tre punti portano avanti la Segafredo al 10', 17-21. Il parziale continua a inizio secondo quarto fino a 0-9, con Gaines e Teodosic, per il 17-25 che costringe i locali al timeout. Gentile frena il momento Virtus per un attimo, ma sulla tripla di Teodosic nuovo minuto di sospensione per Trento, 19-31. Markovic fa solo 1 su 3 in lunetta, mentre Gentile segna da 3 con aggiuntivo, in un attimo dal possibile +15 al +9, 23-32. Gamble, Weems, Ricci da tre e ancora Weems con un 2+1, per uno 0-10 che porta le V nere sul 23-42. sprecate occasioni per allungare ancora, il tempo si chiude su un canestro di Knox, 25-42. Favorevole a Trento l'inizio del terzo quarto, con un 9-4 si riporta a meno dodici, 34-46. È Teodosic a mettere la tripla del +15, 34-49. Un altro parziale, 6-0, avvicina nuovamente l'Aquila, 40-49. due canestri di Gamble fanno respirare Bologna, 40-53. Trento va avanti con i parziali, un 10-0, 50-53. frena l'emorragia Teodosic con due liberi, 50-55 al 30'. Continua l'inerzia casalinga anche nell'ultimo quarto, che comincia con un 7-0, per il vantaggio interno 57-55 (parziale 34-13). Un canestro e due liberi di Gamble riportano sopra Bologna 57-59. Craft pareggia, Julian fa 1 su 2, e Weems canestro da tre, 59-63. Segna Pascolo, poi due liberi di Julian e una tripla di Teodosic costringono Trento al timeout, 61-68. Riprendono i parziali di Trento, un 4-0 per il 65-68. Teodosic, Gentile, Teodosic, Gentile, tutti da tre, 71-74 poi Milos sbaglia da tre, ma segna su assist di Markovic, 71-76. Di là Pascolo, 73-76. Teodosic un solo libero, poi però ne mette altri due sul fallo subito a rimbalzo difensivo, 73-79. Mezzanotte da tre, ma Teodosic realizza altri due personali, 76-81. Craft mette un solo libero, 77-81, poi Ricci su assist di Gamble, 77-83. Da 65 a 81 tutti punti di Milos, per lui sono 30  con 4 su 8 da due, 5 su 12 da tre e 7 su 8 ai liberi, 5 rimbalzi e 3 assist, 10 falli subiti, 34 di valutazione. Ottimo Gamble, 19 punti e 9 rimbalzi. Prima vittoria a Trento. Due stagioni fa la Virtus sprecò un +18, questa volta ha vinto dopo essersi fatta rimontare un +19. Segafredo prima alla fine del girone d'andata.

La grande sorpresa viene dall'esordio nel secondo girone di Eurocup, quattro squadre di cui solo due si qualificheranno. Non tanto per il risultato ma per il modo in cui le V nere vengono spazzate via. A Belgrado c'è gara solo nel primo quarto, nel quale Bologna fa registrare anche qualche effimero vantaggio, 4-7, 12-14, per poi chiuderlo sotto di tre punti, 26-23. Il secondo quarto comincia con un eloquente 9-0 e a metà gara il Partizan è gia a più 20, 62-42. Il terzo periodo inizia bene per la Segafredo, un parziale di 0-9 chiuso da una tripla di Teodosic riporta i bolognesi a meno undici, 62-51, ma i padroni di casa rispondono con un 14-4 e per la squadra di Djordjevic è notte fonda, 76-55 e il divario è il medesimo anche all'ultima sosta, 84-63. Senza storia l'ultimo quarto, finisce 99-81.

Si gioca a Roma e nei 12 non c'è Hunter, tenuto prudenzialmente a riposo, dopo il problema alla caviglia accusato a Belgrado; al suo posto Delia. Non c'è Teodosic in quintetto e Roma parte di corsa, 9-0, quando entra Milos, poi 11-1. La Virtus Bologna piazza un parziale di 0-19 e va sull'11-20. Il primo quarto termina 14-22. Continua il dominio bianconero, Bologna vola sul 16-37, con un parziale che è diventato di 5-36. Poi la Virtus Roma recupera qualcosa con un 10-4, 27-41. La Segafredo con due liberi di Ricci, una schiacciata di Delia e una tripla di Baldi Rossi, su assist di Teodosic, chiude i primi venti minuti con uno 0-7 e torna al massimo vantaggio, 29-50. Come aveva chiuso il secondo quarto con uno 0-7, così comincia il terzo, canestro di Markovic, due liberi di Ricci e ancora Baldi Rossi da tre, 29-57. Un tiro da lontano di Markovic quasi doppia gli avversari, 31-60. La quarta tripla di Baldi Rossi (su quattro tentativi), firma il più 30, 34-64, incrementato da Delia, 34-66. Roma si sveglia e Bologna si addormenta: un 14-0, porta il punteggio sul 48-66. La Segafredo si riprende e va all'ultima pausa sul 50-71. Teodosic mette la tripla e le V nere vanno a più 23, 54-77. Un 7-0 di Roma riduce il divario, 61-77, poi ci pensano Teodosic, con il terzo tiro da oltre l'arco su quattro tentativi (solo tiri da tre per lui), e Markovic sempre da tre, 61-83. 54 % da tre, 71 % da due; Delia 9 punti e 8 rimbalzi, ma soprattutto 46 di plus minus, record societario, che supera il 37 di Aradori e Gentile ottenuto alla seconda giornata del campionato 2017/18.

In Coppa la gara contro i turchi del Darussafaka Tekfen è già decisiva per non rimanere troppo attardati nel girone. Regolarmente al suo posto Hunter. Dopo i primi due punti di Gamble e il pareggio degli ospiti dalla lunetta, le V nere piazzano un 11-0. Il vantaggio aumenta fino al più 13, poi i turchi chiudono il primo periodo con un parziale di 0-7, 20-14 e cominciano bene anche il secondo quarto, arrivando a meno quattro, 20-16. Le V nere si destano dal torpore con Cournooh su assist di Teodosic, poi è David a servire Baldi Rossi per un 2+1, 25-16, ma gli ospiti rispondono e tornano un paio di volte a meno quattro, 25-21 e 27-23. Teodosic sfrutta tre liberi, di cui uno per un tecnico alla panchina, poi Ricci arrotonda, 32-23. Dopo il canestro di Guler cinque punti consecutivi di Weems fanno allungare Bologna, 37-25. Immediata reazione del Darussafaka con Guler e due volte Lamb, 37-31. Stavolta però è la Virtus a chiudere con un parziale il quarto: una tripla di Teodosic, un libero di Markovic, due di Hunter e un canestro di Weems confezionano un 8-0, per il massimo vantaggio interno, 47-33 al 20'. Inizio equilibrato del terzo quarto, poi la squadra di casa subisce un 5-0, 52-43. Markovic tira e sbaglia, nella stessa azione, tre volte consecutive da tre, grazie ai due rimbalzi d'attacco di Cournooh, Gamble sbaglia due liberi, poi però finalmente la Virtus torna a segnare con Hunter, 54-43. Teodosic segna su assist del capitano, poi dalla lunetta, 58-46. Favorevole ai turchi la fine del terzo periodo, con un 1-6 si riportano a meno 7, 59-52. Le Vu nere aprono l'ultimo quarto con un 9-2 (tripla di Baldi Rossi, Markovic e quattro punti di Gamble), 68-54. Antisportivo e tecnico a Browne e due tecnici a Markovic, espulsi entrmbi, poi Teodosic mette i liberi del 70-57. Baldi Rossi e Milos, nella stessa azione falliscono la tripla del +16 e i turchi tornano sotto, 70-62. Dopo il timeout bianconero, Milos sbaglia la tripla ma Cournooh segna a rimbalzo d'attacco e converte anche l'aggiuntivo, 73-62. Teodosic dalla lunetta fa il 75-62. I turchi chiamano timeout, poi segnano due volte, 75-66 ma Milos è glaciale in lunetta. Gamble, dopo un furto di Gaines e l'assist di Cournooh segna il 79-66. Gli ospiti tornano a meno dieci. Teodosic a 34 secondi fallisce il primo libero della sua gara, poi Lamb fa un gioco da tre punti, 80-72. Altri due liberi per Teodosic a 6", 14 su 15 per lui (19 punti), 82-72, e c'è il tempo anche per quelli di Ricci, che però fa 1 su 2, 83-72. Ottimo anche Gamble, 15 punti e 6 rimbalzi. Scarsa la percentuale da tre, 4 su 25 (1 su 8 Teodosic, 0 su 6 Markovic).

Virtus - Pistoia, con Delia al posto di Gamble. Partenza sparata dei bianconeri, 6-0, poi sull'8-2 si rimane fermi per due minuti ed è Ricci a sbloccare il punteggio con una tripla, per poi ripetersi da due punti, 13-2. Il divario rimane tale anche a fine primo quarto, 19-8, dopo aver toccato anche il +13. Le V nere cominciano bene anche il secondo quarto, con un parziale di 9-3 si portano sul 28-11. Baldi Rossi firma il 33-14, per lui già 9 punti e 4 rimbalzi. 2+1 e tripla di Ricci (già a quota 11) per il +23, 39-16. Con due liberi a testa segnano i loro primi punti anche Nikolic e Hunter, 43-21. Nikolic mette la tripla del 46-26 e i primi 20 minuti si chiudono sul 46-28. subito uno 0-4 a inizio terzo quarto riporta i toscani a meno 14, 46-32. Si continua per un po' con un canestro per parte, poi l'OriOra arriva tre volte a meno 12, poi anche a meno 11, 59-48; una tripla di Pajola chiude il terzo periodo, 62-48. Tripla in apertura di ultimo periodo di Gaines, i suoi primi punti, 65-48, poi una di Ricci (arrivato a quota 22) fa il 70-50, parziale di 11-2. Altre due di Gaines, 76-55. Hunter firma il più 25 sul sesto assist di Pajola, 80-55. Baldi Rossi torna a segnare dopo l'abbuffata iniziale, sua la tripla dell'83-58, inizio di un 10-0 chiuso dalla schiacciata di Cournooh. C'è spazio per due minuti di Deri, unico a non segnare insieme a Markovic, zero tiri in 15 minuti. Finisce 90-60. 22 di Ricci (4 su 6 da due, 4 su 5 da tre e 2 su 2 ai liberi), 14 di Baldi Rossi, 7 di Nikolic senza errori più 4 rimbalzi, 7 di Pajola con 6 assist.

La partita di coppa a Trento è la fotocopia di quella di campionato, disputata sedici giorni prima: Virtus subito nettamente avanti, allora fino al più 19 punti, stavolta al più 16, poi il recupero e il sorpasso dei locali, il 5 gennaio fino a +2, in quest'occasione al +4. Poi il gran finale di Teodosic, in campionato 30 punti totali e 16 negli ultimi dieci minuti, in coppa, rispettivamente, 23 e 10: in campionato dal 61-65 al 76-81 furono 16 punti tutti di Milos, in coppa dal 57-54 al 65-69 15 punti bianconeri, 10 segnati dal numero 44 e 5 su suoi assist. Per concludere stesso punteggio finale, unica differenza 10 punti in meno per entrambe le squadre nella gara europea, 67-73, invece di 77-83. Riavvolgiamo il film: partenza tutta delle V nere, 0-9, con quattro punti di Gamble, una tripla di Markovic e un canestro di Ricci. Le V nere volano e arrivano al più sedici, 10-26, limato da Blackmon, 13-26 al 10'. Bologna mantiene il vantaggio stabile per qualche minuto, 17-30, poi subisce un parziale di 7-0, con cui i padroni di casa riaprono il match, 24-30. A 46" dall'intervallo Forray porta i suoi a meno cinque, 30-35. La Segafredo riparte con i liberi, 1 su 2 di Milos e 3 su 4 di Stefan, 30-39 al 20'. Nel terzo periodo l'Aquila arriva più volte a meno quattro, ma le V nere hanno la forza per tornare a più nove, 45-54 a 46"; una tripla di Mezzanotte fissa il punteggio del 30' sul 48-54. Il parziale per Trento continua anche nell'ultimo quarto, con nove punti i padroni di casa completano un 12-0 e vanno al comando 57-54. Teodosic pareggia da tre, poi prende un antisportivo su una persa di Markovic, Craft fa un libero e Forray la tripla, 61-57. Assist di Milos per la tripla di Ricci, 61-60. ancora a segno Forray, stavolta da due, 63-60. Altro pareggio da oltre l'arco di Teodosic, che poi serve un assist a Gamble e chiude lo 0-7 con una sospensione solo rete, 63-67. Kelly accorcia, ma Milos mette due liberi, 65-69. Assist di Markovic per Hunter, poi Stefan si mette in proprio, 65-73, inutili gli ultimi due punti di Forray. Finisce 67-73. Teodosic 23 punti, 4 su 5 da due, 4 su 8 da tre, 3 su 4 in lunetta, più 5 assist.

A Venezia inizio favorevole alle V nere: 2-5 firmato tutto da Ricci, poi i bianconeri stanno avanti fino all'8', massimo vantaggio 9-14. Arriva il sorpasso dei padroni di casa, 19-16, poi 21-18 ma il primo quarto termina in parità, 21-21, grazie a due liberi di Hunter. Secondo quarto con la Virtus che prende di nuovo punti di vantaggio, 21-28 con uno 0-7 tutto di Hunter, da due su assist di Markovic, con la sua prima tripla di stagione e in contropiede, ma la Reyer pareggia a quota 34, anche perché Bologna ha 6 su 13 ai liberi (1 su 5 Gamble, 0 su 2 Gaines). Bologna riparte, una tripla di Baldi Rossi e un canestro di Hunter (già 14 punti) fanno un mini 1-5 per il 37-41, timeout Venezia. Bramos accorcia (sedicesimo punto), poi canestro tutto serbo: assist di Teodosic per la tripla di Markovic, 39-44 al 20'. Il terzo quarto inizia con una schiacciata di Gamble su contropiede di Ricci, 39-48. I campioni d'Italia tornano a meno quattro, 46-50, ma Markovic e Teodosic da oltre l'arco danno certezze a Bologna, 48-57. Viene poi il momento di Pajola: assist a Markovic e canestro in sospensione, con Stefan che rende il favore, 48-61, parziale di 2-11. Reazione della Reyer, un 7-0 che riapre la gara, 55-61; poi Markovic segna ancora da due e al 30' il punteggio è 55-63. Chappell apre le ostilità dell'ultimo periodo, ma Milos con un canestro e due liberi riporta le V nere a più 10, 57-67. Bramos e Daye dalla lunga distanza reagiscono subito, 63-67. Markovic prende un rimbalzo in difesa, poi serve l'assist per Hunter che subisce fallo e converte i liberi; Weems, con anche l'aggiuntivo, su assist di Teodosic incrementa il vantaggio, poi è Gamble a sfruttare un'altra perla di Milos, 64-74. Il numero 44 si mette poi in proprio e segna da due, dopodiché sforna un altro assist per Gamble. Contropiede di Markovic con assist a Weems che prende fallo e segna i liberi, più 16 per una Virtus sontuosa, 64-80, parziale di 1-13. Mancano tre minuti e la partita è in cassaforte, finisce 71-83. Vittoria numero 600 in trasferta per le V nere in gare di campionato italiano. Hunter 17 punti, Teodosic 16 con 7 assist, Gamble 13 e 6 rimbalzi, Markovic 12, 9 assist, 27 di plus minus. Vinta di squadra la battaglia a rimbalzo, 37-45, con il migliore rimbalzista che si ferma a 6; 24 assist per le V nere, che non vincevano a Venezia dal 1993, anche se per una ventina d'anni le due squadre non si sono incontrate.

Prima della gara casalinga di Eurocup con Trento, la Virtus ha un bilancio storico perfettamente simmetrico, per quanto riguarda le gare di coppe europee con squadre italiane. 26 partite, 13 vinte, di cui 5 in trasferta (contro Cantù, Caserta, due volte Fortitudo e l'ultima di otto giorni prima a Trento) e 13 sconfitte di cui 5 in casa (Bancoroma, Pesaro, Siena, Treviso e Fortitudo). Non c'è Gaines, ma c'è il nuovo acquisto Devyn Marble. Prima dell'incontro il commovente ricordo di Kobe Bryant, scomparso in un incidente con l'elicottero pochi giorni prima. Poi il via. Subito assist di Milos per Markovic e tripla del 3-0. Risponde Gentile da due poi, dopo un mezzo bottino di Gamble in lunetta, ispirato da Markovic, Stefan restituisce il favore a Teodosic per il siluro del 7-2. Accorcia ancora Gentile, ma arriva la terza tripla, nuovamente su assist di Stefan, il suo terzo, 10-4. Milos firma il 12-6, poi Trento piazza sei punti consecutivi, 12-12, con Gentile già a quota 8. Immediata risposta bianconera, un 6-0 propiziato da Weems e da quattro punti di Gamble. Si va avanti a set di tennis, a causa anche di due errori ai liberi di Hunter, 18-18. Dopo il timeout di Djordjevic arriva la tripla di Milos (8 per lui), imbeccato da Pajola, poi Blackmon allo scadere pareggia, 21-21. Il secondo quarto si apre con l'undicesimo punto di Gentile, da tre, 21-24. Baldi Rossi dalla lunetta e un 2+1 di Pajola riportano sopra la Segafredo, ma stavolta Gentile serve l'assist per Forray, tripla e nuovamente avanti l'Aquila. Weems in lunetta, poi Hunter su assist di Pajola, 30-27. Due volte Gamble, la prima a rimbalzo d'attacco, la seconda su assist di Weems riporta a più tre Bologna, 34-31. Milos per Stefan da tre, 37-33. Per tre volte Gamble riporta i suoi a più 5, nella seconda occasione fallisce l'aggiuntivo, per Julian già 15 punti. Una tripla di Ricci, sul terzo assist di Pajola, dà il 47-40. Dopo il timeout, il numero undici bianconero si ripete, 50-40. Due liberi di Teodosic chiudono la prima metà gara, 52-40, con un parziale finale di 9-0, dal 43-40 firmato Gentile (16 punti fin qui, 6 su 7 da due, 1 su 1 da tre, unica pecca 1 su 4 in lunetta). Il terzo quarto inizia nel segno di Gamble, 6 punti suoi (per un totale di 21 (che sarà anche il bottino finale, in aggiunta agli 11 rimbalzi), 58-42. Il più sedici è poi ribadito da Markovic, 61-45. Tecnico a Gentile e Milos arrotonda, 62-45. Trento piazza uno 0-4, ma Bologna risponde con un 6-0, 68-49. Altro 0-4 trentino e di nuovo la Segafredo fa meglio, da tre Ricci, da due Hunter, 73-53. Vince segna anche i successivi 5 punti delle V nere, gli ultimi da oltre l'arco, seconda sua tripla stagionale dopo quella di domenica, 78-55, poi è Ricci a firmare il +25, 80-55. Arriva anche il primo canestro di Marble, 82-55 in chiusura di terzo quarto. Devyn si ripete mettendo, da tre, i primi punti della Segafredo nell'ultimo periodo, 85-57. S'iscrive con punti a referto anche Cournooh con la tripla del 92-64, sul sesto assist di Pajola. Bologna sta quasi 5 minuti senza segnare, poi Delia sfrutta un ottimo lavoro di Nikolic, rimbalzo d'attacco e assist, 94-70, che è anche il risultato finale. Virtus e Parizan ora appaiate a 6 punti, Darussafaka a 4 e Trento, ormai tagliata fuori, a zero. Ventinove assist (record ogni epoca Virtus, mentre in campionato il record è 27 ottenuto contro Brindisi a dicembre) per la Segafredo, 7 a testa per i due serbi, 6 per Pajola.

Contro Pesaro Djordjevic tiene giù Markovic e Gaines. Ricci da tre e Marble firmano il 5-0. poi Devyn il 7-4 ma i marchigiani pareggiano a quota 7. Con un parziale di 7-1 la Virtus prova ad allungare, 14-8, poi si va strappi, uno 0-5 esterno subito ammortizzato da un 5-0 bianconero, 19-13. Hunter realizza il 23-17, Teodosic il 25-20, ma Pesaro rientra e pareggia a fine quarto, 25-25, per poi sorpassare ad inizio secondo periodo, 25-29 (un 0-9 tutto di Bamford). Teodosic, 2+1, e Cournooh per il sorpasso delle V nere, 30-29, poi Baldi Rossi e Weems, quest'ultimo sul quinto assist di Milos, completano il 9-0  di risposta Virtus, 34-29. Mussini da tre, ma risponde Baldi Rossi sempre dalla lunga, 37-32, poi quattro punti di Hunter, 41-32, un 7-0 che completa un 16-3 di parziale. Non ci sta Pesaro, uno 0-7 riapre tutto, 41-39. Teodosic con fallo dopo il timeout, 44-39, ma gli ospiti sono indomiti, 46-44. Teodosic con tre liberi e, dopo la tripla di Pusica, con la stessa moneta, 52-47 al 20'. Il secondo quarto inizia con un 9-0 Virtus: tripla e schiacciata di Weems, Marble e due liberi di Pajola, 61-47, Cournooh firma il +20, 72-52, poi il +23, 79-56 e Hunter lo ribadisce prendendo il rimbalzo sulla sua schiacciata fallita, 81-58, e Deri arrotonda con il libero per il tecnico alla panchina, 82-58 al 30', 39-11 il parziale di questi 10'. Cournooh permette alla Virtus di superare per la prima volta quota 100 nella stagione, firmando il 101-83, Ricci, da tre, converte un assist storico di Deri: è il 30esimo della gara (in assenza del migliore assistman delle V nere, Markovic), che supera sia il record di campionato, stabilito in dicembre contro Brindisi, sia quello assoluto, fresco fresco, i 29 di mercoledì contro Trento. Finisce 106-89, con tutti i giocatori a punto e sette in doppia cifra. Per la Virtus 61,5 % da due, 56,3 da tre, 78,9 ai liberi. Migliori realizzatori Teodosic e Hunter con 15 punti, Per Vince 7 su 8 dal campo.

In coppa arriva il Partizan con largo seguito di tifosi. Gaines ancora assente. In tribuna anche il presidente della federazione serba, l'indimenticabile numero 5 delle V nere, Sasha Danilovic. Inizio nervoso con molti errori, per vedere il primo canestro bisogna aspettare quasi tre minuti: è di Jaramaz per i serbi. Risponde da tre Teodosic, Thomas sorpassa e Weems con canestro più aggiuntivo firma il 6-4. quasi a metà periodo Markovic segna l'8-6, poi Stefan serve un assist per Hunter (10-7), Pajola per Baldi Rossi che infila la tripla, 13-8. Un fallo tecnico alla panchina belgradese permette a Teodosic di ritoccare il vantaggio, 14-8. Hunter sfrutta un assist di Milos, 16-10. Bircevic dimezza lo svantaggio da oltre l'arco, poi Markovic quasi allo scadere dei primi 10' segna il 18-13. Stefan apre anche il secondo quarto, stavolta con una tripla, 21-13. Dopo il timeout Mosley accorcia, ma Marble mette un altro tiro pesante, 24-15. Un 2+1 di Walden riduce di un terzo il distacco. Il nono punto di Markovic, stavolta a rimbalzo offensivo dà il 26-18. Due triple di Bircevic e Walden annullano quasi tutto il vantaggio faticosamente costruito dalle V nere, 26-24 e timeout Djordjevic. Altra tripla di Markovic, Milos segna un libero su due e Delia completa il 6-0, 32-24. segna Walden, ma Teodosic stavolta completa la doppietta ai liberi, 34-26, poi serve un assist per la tripla di Ricci e segna da due, 39-26, parziale di 13-2. Walden sblocca i suoi con due liberi ma Ricci realizza da tre su assist di Stefan, 42-28. un parziale di 0-4, chiuso dal dodicesimo punto di Walden, riduce a 10 il divario, timeout Bologna. Due liberi di Markovic (già a quota 14) fanno ripartire la Segafredo ma Walden segna da tre ed è già a quota 15 personali, 44-35. Teodosic da tre per il suo dodicesimo punto e chiude i primi 20', 47-35. Walden apre il secondo tempo, poi Milos, prima serve un assist a Gamble che converte i liberi, poi segna da tre 52-37. Uno 0-7 riavvicina i serbi, 52-46. Ricci con canestro più aggiuntivo e Weems fanno ripartire la Segafredo, 57-46. Con un parziale di 8-17 il Partizan arriva a meno 2, 65-63. Marble serve un assist a Cournooh per la tripla, 68-63, fine terzo quarto. Nei primi due minuti dell'ultimo periodo solo liberi, due per Walden, arrivato a 19, e due per Teodosic, giunto a 21. Torna a segnare Markovic con una tripla su assist di Milos, 73-65, timeout Partizan. Mosley accorcia, poi Hunter e Teodosic segnano un solo libero nei loro viaggi in lunetta, 75-67. Anche Walden fa 1 su 2, invece Zagorac li mette entrambi, 75-70, poi Walden accorcia ulteriormente, 75-72, timeout Bologna. Mosley fa 1 su 2, Teodosic segna da due, 77-73. Paige accorcia, Markovic serve l'assist a Gamble, 79-75, Walden da tre. Gamble fa un solo libero, 80-78, poi su assist di Milos va di nuovo in lunetta e stavolta fa due su due, 82-78. Zagorac sbaglia da tre, Walden prende il rimbalzo, subisce il fallo di Markovic e mette l'aggiuntivo. Gamble perde palla e Zagorac sorpassa, 82-83, timeout Segafredo. Teodosic sbaglia da tre e Walden realizza un solo libero, chiude a 29 e permette al Partizan di sbancare casa Virtus per la prima volta in stagione, 82-84. Virtus praticamente sempre avanti, anche di 15 punti, superata in volata. Ora Partizan primo nel girone e Virtus che deve vincere in Turchia per arrivare seconda.

 

COPPA INTERCONTINENALE

Coppa Intercontinentale a Tenerife. Prima volta delle V nere in questa manifestazione. In semifinale contro gli argentini del San Lorenzo de Almagro, primo gara in una manifestazione ufficiale della Virtus contro una squadra dell'Argentina. L'unico precedente risale ad un torneo disputato a Barcellona nel 1955. I bianconeri incontrarono gli argentini del Gymnasia y Esgrima Buenos Aires e uscirono sconfitti 51-42. non c'è Teodosic un po' affaticato dopo la partita contro il Partizan, c'è il rientro di Gaines. Batista apre i giochi, Weems risponde, Tucker mette la tripla, poi un parziale di 12-0, due triple di Ricci, un 2+1 di Weems e una altro canestro pesante, stavolta di Marble, 14-5. Tucker segna con l'aggiuntivo, ma Marble si ripete da tre, poi Pajola e Hunter, 21-8, poi il +13 è confermato da Baldi Rossi con l'ultimo canestro dei primi 10', 23-10. Nei primi 6 minuti del secondo quarto le V nere segnano solo un canestro con Hunter. Altri due punti li segna Weems e due Gamble dalla lunetta, nel frattempo gli argentini segnano 17 punti, 29-27, poi Markovic segna il 31-27 del 20', con solo 8 punti bolognesi in 10'. Weems, Markovic, Gamble e ancora Markovic confezionano il 39-28 e timeout argentino. Hunter segna il 41-28, parziale 10-1. Gaines dà il +14, 47-33, Ricci porta il vantaggio a +16, 52-36, ma il quarto si chiude con sei punti consecutivi della squadra sudamericana, 52-42 al 30'. Triple di Baldi Rossi e Marble su assist, rispettivamente, di Markovic e Hunter, poi Marble restituisce il favore ad Hunter, 9-0 di parziale per il 61-42. Un tiro da oltre l'arco di Markovic dà il +23, 67-44, poi si aspetta il finale, fissato dai primi punti di Delia, 75-57. Sedici punti di Hunter e doppia doppia per Ricci, 10 punti e 10 rimbalzi.

Finale contro i padroni di casa che hanno battuto il Rio Grande Valley Vipers con un grande ultimo quarto. Di fronte a Tenerife c'è Teodosic in quintetto, fuori dai dodici Gaines. Parte forte Bologna: un libero su due di Gamble, Markovic su assist di Milos, un altro mezzo bottino di Julian in lunetta, poi la tripla di Ricci su assist di Weems, 7-0. Risponde Tenerife (che pur giocando in casa risulta in trasferta) e piazza un 4-16, con punti bianconeri ancora di Ricci su servizio di Teodosic e dello stesso Milos ai liberi. Il quarto termina così 11-16. Metà del bottino dell'Iberostar di Shermadini. Marble segna il primo canestro del secondo periodo, poi però sbaglia due liberi e Konate schiaccia, 13-18 e timeout Virtus. Segna Teodosic ma risponde Salin. Schiaccia Delia su assist di Milos, ma risponde allo stesso modo Konate ed è l'inizio di uno 0-7, 17-27. Markovic interrompe il parziale, riportando i suoi a meno 8, ma non l'inerzia, dopo poco il divario è di 12 punti, 21-33. Gamble in un'azione in cui la Virtus prende tre rimbalzi in attacco, due con lo stesso Julian, riporta le V nere a meno 8, 27-35. Un'illusione perché arriva subito uno 0-5, 27-40. Immediata reazione bianconera, tripla di Baldi Rossi, su assist di Milos, poi Markovic segna da sotto, dopo un rimbalzo di Teodosic su tripla fallita dallo stesso Stefan, 32-40 e timeout Tenerife. Il tredicesimo punto di Shermadini chiude la prima parte di gara, 32-42. Huertas da tre apre il terzo quarto, risponde di tripla Teodosic su assist di Baldi Rossi, 35-45. Huertas ci riprova, sbaglia, poi, dopo il rimbalzo di White, la mette, 35-48. Teodosic per Gamble ed è un gioco da tre punti, 38-48, ma Marcelinho è scatenato, stavolta segna da due, 38-50, con tutti i punti segnati da Tenerife dopo la pausa di Huertas. Segna Teodosic, poi Gamble schiaccia un assist di Markovic, 42-50. Weems fallisce il tiro del meno sei e la Virtus subisce uno 0-7, 42-57, timeout Djordjevic. Milos due volte da tre riporta i suoi a meno dieci, 47-57 e 50-60. Rientra Huertas che chiude il periodo come lo aveva iniziato: segna 7 punti e punteggio di 54-67. Il quarto periodo inizia con una tripla di Marble e un canestro di Ricci su assist di Milos, 59-67. Pajola fallisce la tripla del meno 5, timeout Tenerife. Teodosic da tre fa il meno 5, 64-69 e Marble il meno 3, 67-70. Tenerife piazza un 6-0 chiuso dalla tripla di Huertas, 67-76. Markovic riporta i suoi a meno 6, Teodosic (in campo oltre 38 minuti) potrebbe segnare la tripla di un nuovo meno tre ma la sbaglia e allora partono i titoli di coda, 72-80 il finale.

 

COPPA ITALIA

A Pesaro Final Eight di Coppa Italia, manifestazione che le V nere hanno vinto otto volte. Nei quarti di finale la Virtus deve affrontare i Campioni d'Italia della Reyer. Chi vince va in semifinale contro Milano che ha eliminato Cremona. Per i bianconeri i due stranieri a restare fuori sono Gaines e Delia. Bruttissimo inizio, 0-11. è Weems a sbloccare i bianconeri, ma Venezia arriva al +14, 6-20. Bologna chiude il primo quarto con un parziale di 5-1, 11-21. Altri quattro punti la Segafredo li recupera a inizio secondo periodo con Markovic e Weems, 15-21. Segna Tonut, risponde Weems, ancora Tonut e di nuovo Weems da tre, in questo scambio di colpi tra i due giocatori, poi Hunter completa il 5-0 felsineo, 22-25. Un parziale di 3-7 riporta la Reyer più lontana, 25-32 (punti bolognesi: due di Pajola e uno di Milos in lunetta). L'unico canestro di Teodosic dal campo (1 su 9 per lui nei primi 20') e due punti di Ricci riportano la Virtus a meno tre, 29-32. Canestro di Chappell, ma due liberi di Weems e uno di Gamble portano Bologna a meno due, 32-34, poi Tonut da tre fissa il punteggio della prima metà gara, 32-37. Il terzo quarto si apre con quattro punti di Gamble, 36-37. Da lontano Tonut ricaccia indietro la Virtus, ma risponde, anch'egli di tripla Ricci, 39-40. Segna Chappell e Markovic pareggia da tre, 42-42, poi Weems sorpassa, 44-42. Bologna si blocca e la Reyer piazza uno 0-5, 44-47. Il punteggio si ferma per oltre tre minuti, poi lo sblocca Marble con un libero su due (fallo antisportivo), il suo primo punto dopo cinque errori su azione; sul possesso successivo perde però palla. Segna Daye e Milos fa due liberi, 47-49, Vidmar uno solo, 47-50 al 30'. L'ultimo quarto comincia con un digiuno di due minuti, rotto da Gamble su assist di Markovic, 49-50. Venezia risponde con uno 0-4, 49-54 e timeout Bologna. Dopo il timeout tripla di Teodosic, 52-54, poi tripla di Markovic, sorpasso, 55-54 e timeout Venezia. Tripla di Daye, poi quella di Ricci su assist di Milos, 58-57. Continua la serie di canestri pesanti con Stone, 58-60. Ritorna un canestro da due con Ricci che poi si ripete, 62-60. Weems fallisce la tripla del +5 e Chappell sorpassa, poi due liberi di Vidmar, 62-65. Markovic pareggia, ma Bramos ristabilisce le distanze, 65-68. Fallo sulla tripla di Milos, che però sbaglia il primo libero dei tre, 67-68. Bologna recupera palla grazie al video, Hunter sbaglia, Daye fallisce due liberi, Milos subisce fallo in entrata, segna il primo, sbaglia il secondo, rimbalzo Hunter, ma poi Teodosic pesta la linea e palla Reyer. De Nicolao subisce fallo da Hunter, ma fallisce i due liberi, supplementare. Watt e Weems da due, Bramos e Markovic da tre, 73-73. Hunter su assist di Teodosic, 75-73. Daye segna il primo libero, sbaglia il secondo, ma c'è invasione, quindi tira ancora, 75-75. Markovic fa fallo sulla tripla di Bramos, tre liberi a segno, 75-78, Markovic fa uno su due in lunetta e di là segna Chappell, 76-80, timeout Djordjevic. Markovic da tre, poi due  liberi Hunter, 81-80. Timeout Venezia. Daye a tre secondi la vince, 81-82. Markovic finisce con un occhio pesto, ma dal 17' ha messo cinque triple, il primo pareggio 42-42, uno dei pochi vantaggi, 55-54, i pareggi 65-65 e 73-73 e quella del meno uno, 79-80, tutte dalla sua mattonella...di via Oberdan, in tutto per lui 5 su 10 da tre. Ricci e Baldi Rossi vanno in nazionale e nella vittoria contro la Russia Giampaolo è il top scorer con 19 punti a cui aggiunge anche 7 rimbalzi e 1 assist. Sette i punti di Filippo.

 

SOSPENSIONE EMERGENZA CORONAVIRUS

Dopo la gara del 13 febbraio in Coppa Italia, che ha sancito l'eliminazione della Segafredo, sconfitta in volata al supplementare dalla Reyer Venezia, per le V nere una lunga sosta, prima per gli incontri della nazionale, poi per la sospensione dovuta al coronavirus.

 

EUROCUP

La ripresa sarebbe dovuta avvenire il 4 marzo in Turchia, ma il governo turco ha bloccato, sempre a causa dell'emergenza sanitaria, le entrate a chi è transitato per l'Italia, da qui la necessità di trovare una soluzione per consentire lo svolgimento della gara. La proposta della Virtus di fare entrare la squadra in modo controllato non è stata accettata dal governo turco e alla fine l'Eurolega ha optato per lo slittamento di un giorno e per effettuare la gara in campo neutro a porte chiuse: la scelta è ricaduta su Belgrado. Non è una novità assoluta: già nel 1991/92 l'allora Knorr si recò due volte in Spagna, per incontrare Cibona e KK Slobodna Dalmacija Spalato (l'erede della famosa Jugoplastika), impossibilitate a giocare in casa a causa della guerra nei Balcani. Allora furono due sconfitte, che non impedirono ai bolognesi di vincere il girone e andare a contendere, senza successo, l'accesso alla Final Four al Partizan di Danilovic e Djordjevic, che avrebbe poi vinto la coppa. In quintetto per la Virtus Markovic, Marble, Weems, Ricci e Gamble. Apre le danze Hamilton per i turchi, ma rispondono Marble e Ricci con due triple e Gamble con un gioco da tre punti, 2-9. Delia, ottavo bolognese a segnare punti, firma il più 14, 10-24 e Gaines il più 16 in chiusura di primo quarto con un gioco da quattro punti, 14-30. Nel secondo periodo (nel quale Hunter s'infortuna in contropiede contro un tabellone pubblicitario) Weems porta la Virtus a più 21, 16-37. Sul 27-46 la squadra bolognese si blocca e subisce un 8-0, 35-46. Un tecnico alla panchina permette a Milos di sbloccare il punteggio delle V nere, poi Ricci mette altri due liberi, 35-49. Teodosic da tre riporta Bologna a più 15, ma i turchi limano il distacco e si va al riposo lungo sul 40-52. L'inizio del terzo quarto è il momento di maggiore sofferenza per la squadra di Djordjevic. Guler segna subito il meno dieci, Weems risponde da tre, ma i turchi ancora con Guler, Browne dalla lunga distanza e Hamilton piazzano un 7-0 e arrivano a meno sei, 49-55. Risponde ancora Weems, subendo fallo sulla tripla e insaccando i tre liberi, 49-58. Gamble ribadisce il più nove, 51-60, ma un 5-0 del Darussafaka avvicina la squadra turca a meno quattro, 56-60. Sbaglia Gamble, Weems prende il rimbalzo e Gaines segna da tre, 56-63. Teodosic mette la tripla del 58-66, ma i turchi ritornano a meno quattro, 62-66. Una palla rubata di Pajola e l'antisportivo subito mandano Alessandro in lunetta, 2 su 2, poi è Delia ad andarci due volte, facendo il pieno, mentre Hunter, rientrato, fa solo uno su due, ma completa uno 0-7 tutto di tiri liberi, 62-73. Pajola conferma il più 11, 64-75, poi quattro punti di Marble, tripla più mezzo bottino in lunetta, permettono alla Segafredo di mantenere il distacco al 30', 68-79. Il peggio è passato e due canestri pesanti di Ricci fanno tornare Bologna a più 15, 70-85, poi Pajola e ancora il numero 11 bianconero, su un sontuoso assist di Milos, dilatano il divario, 70-89, parziale di 2-10. Uno scatenato Ricci fa tornare la Virtus al massimo vantaggio, 73-94, più ventuno. La Segafredo si siede e i turchi piazzano un 16-4, 89-98. dopo il timeout di Djordjevic, Pajola sblocca ancora i suoi, poi segna ancora Ricci, 89-102. Demir riporta i suoi a meno otto, ma manca solo mezzo minuto e Hunter in lunetta fissa il 96-106. Per Bologna una grande serata al tiro, 20 su 34 da due, (58,6%), 15 su 25 da tre (60%) e 21 su 25 ai liberi (84%), ma molto precisi anche i turchi che hanno chiuso con il 55% da due, il 48% da tre e il 94,1% in lunetta. Per la Virtus anche 28 assist e sette rimbalzi in più catturati, 32 contro 25. Quasi perfetto Teodosic al tiro, 3 su 4 da due, 4 su 4 da tre e 3 su 3 ai liberi, 21 punti e 6 assist. Per Ricci 17 punti, di cui 12 negli ultimi 10 minuti, 15 per Weems e 10 per un ottimo Pajola. Undici giocatori utilizzati e tutti a segno, non entrato solo Cournooh. Con questa vittoria le V nere terminano seconde nel girone.

 

BLOCCO TOTALE

Prossimo avversario nei quarti di finale di Eurocup il Monaco, già battuto due volte nel primo girone. Prima sarebbe dovuto riprendere il campionato, sempre a porte chiuse, per il decreto governativo sull'emergenza coronavirus: avversario di turno Reggio Emilia. All'ultimo però è stata decretata la sospensione del campionato. Infine il 7 aprile 2020 la stagione sportiva nazionale 2019/2020 è stata dichiarata conclusa a causa dell'emergenza coronavirus; dopo una lunga attesa analoga decisione, il 25 maggio, è stata presa dall'Eurolega, con relativa conclusione anche dell'Eurocup. Finisce così una delle più belle stagioni della Virtus, in campionato addirittura la migliore, con il 90% di vittorie, ad eccezione di quella del primo scudetto nel 1946, ma allora per le note vicende le V nere ripresero il loro posto solo nelle ultime 5 partite, poi tutte vinte.

 

 


 

Campagna abbonamenti

Virtus vincitrice al torneo Città di Jesolo con due successi al supplementare (foto tratta da www.virtus.it)

BAGNO DI FOLLA A CASA VIRTUS ALFASIGMA

tratto da www.virtus.it - 18/09/2019

 

Bologna, 18 settembre –  Si è appena concluso il tanto atteso bagno di folla 2019!

Tifosi, famiglie e tanti appassionati si sono dati appuntamento a Casa Virtus Alfasigma alle ore 19.30, per il tradizionale bagno di folla. Il playground esterno alla struttura è diventato per un’ora un palcoscenico, dove le due squadre di Virtus  Segafredo sono state presentate ed acclamate dalle persone presenti.

Durante l’evento sono stati chiamati uno ad uno tutti i protagonisti della prossima stagione sportiva, che si è conclusa con il consueto abbraccio finale dei tifosi, foto e autografi.

Maria Tassinari, sorella di Elisabetta Tassinari (neo capitano della squadra femminile), ha ringraziato Federica Nannucci per l’impegno e la determinazione dimostrati durante la scorsa stagione e per rimanere, pur non giocando, vicino alla squadra in veste dirigenziale.
In fine, Baldi Rossi ha salutato tutti i tifosi presenti, ringraziandoli per il sostegno e l’affetto, “con voi giochiamo sempre con un uomo in piu”  la frase pronunciata dal giocatore delle Vu Nere, dando appuntamento a tutti i presenti al Paladozza, contro il Fenerbahçe, venerdì 20 settembre ore 20.30.

 

La prima storica doppia presentazione maschile-femminile (foto tratta da www.virtus.it)

LA VIRTUS SEGAFREDO TRAVOLGE IL FENERBAHCE E SI AGGIUDICA IL 7° TROFEO PORELLI

di Andrea Marcheselli - 1000cuorirossoblu - 20/09/2019

 

Una gran bella curva bianconera saluta il ritorno al PalaDozza della Virtus Segafredo, impegnata, per il 7° Memorial Porelli, contro un avversario di altissimo rango, il Fenerbahce del guru Obradovic. L’evento è emozionante, non premiato dal pienone di un pubblico che comunque costituisce una più che discreta cornice. Siamo in precampionato, ma a cinque giorni dalla partenza ufficiale della stagione e a questo punto si cominciano a cercare certezze, non solo belle prospettive.

I quintetti iniziali sono Markovic, Ricci, Cournooh, Gamble, Weems per la Segafredo, Kalinic, Alì, Williams, Stimac e Biberovic per il Fenerbahce. All’inizio, subito è tripla di Markovic, replica Biberovic a conclusione di una bella azione corale gialloblu, seguono un paio di reciproche azioni da manuale prima di una minifuga virtussina che costringe Obradovic al primo timeout, già a fine terzo minuto, dopo il quale entrano Candan, Datome e Sloukas. Dopo due minuti nuovo timeout turco, perché il divario è salito 18-4, con le transizioni bolognesi che puniscono gli attacchi avversari un po’ arruffati anche per merito dell’intensità difensiva bianconera. Entrano ora Pajola e Gaines per Markovic e Cournooh, poi Baldi Rossi per Ricci, infine anche Nikolic, ma le cose non cambiano granché, perché al primo intervallino il tabellone segna 31-7, nell’incredulità diffusa mista a un nascente entusiasmo

Nonostante pure Obradovic stia facendo ruotare un po’ tutti i suoi uomini non pare mutare più di tanto il trend nel nuovo periodo, per quanto sia inevitabile che anche il Fener cominci a dare maggiori segnali di esistenza in vita che inducono Djordjevic a fermare il gioco sul 39-13 dopo tre minuti. Continua peraltro la saga di assist, schiacciate, recuperate, stoppate ad un ritmo indiavolato che, mentre sale la qualità dei giochi di Obradovic, permettono comunque ai bianconeri di mantenere le distanze con gli avversari. A 2’23” dall’intervallo un ottimo Gamble commette il proprio terzo fallo (46-23), ma la Virtus non ne risente significativamente e alla sosta lunga il risultato è 52-31.

Dalla seconda metà del precedente periodo si è cominciato a vedere un Fenerbahce più credibile, fin qui evidentemente limitato dall’aver giocato ventiquattrore prima contro Treviso, il che, in fase di preparazione prestagionale, vuol dire tantissimo; la Virtus invece eccede un po’ in estetismi che non sempre premiano. Si deve tuttavia sottolineare quanto sia bello vedere i bianconeri passarsi la palla con questa sistematicità e con tanta qualità. La stanchezza comincia a farsi sentire, la difesa gialloblu si stringe e le polveri dei tiratori felsinei iniziano ad inumidirsi. Così anche questo parziale, come il precedente, premia i turchi, ma il vantaggio virtussino resta consistente, 72-55.

L’ultimo intervallino vede anche la presentazione ai tifosi della Virtus femminile neoammessa alla serie A. Un paio di splendide azioni corali bolognesi inaugurano l’ultimo quarto, che continua mostrando uno spettacolo davvero divertente. A 6’20” dalla conclusione il timeout di Djordjevic ferma il gioco sull’80-62, ma ormai la partita ha preso la propria piega. Sul finire c’è spazio anche per i “cinni” Lorenzo Deri e Matt Peterson, mentre i tifosi inneggiano al ricordo di Alberto Bucci. Finisce 94-68. La Virtus Segafredo si aggiudica il 7° Trofeo Gigi e Paola Porelli. Viene proclamato MVP Stefan Markovic, la soddisfazione dei bianconeri è palese. È troppo presto per esaltarsi, gli avversari sono in evidente ritardo di preparazione anche perché si sono appena ritrovati dopo i Mondiali. Rimangono sicuramente di tutt’altro livello, però i segnali positivi, rappresentati da come i virtussini si cercano tra di loro, da una già discreta chiarezza della impostazione dei giochi, dalla voglia di difendere son di ottimo auspicio. E poi manca ancora Teodosic…. L’appuntamento è allora a mercoledì, quando contro Roma si comincerà a fare davvero sul serio.

 

MILOS IN POESIA CONTRO MONACO

di Nicola Bonazzi - VNera - 31/10/2019

 

All’ultimo tiro. Una Virtus a lungo in difficoltà supera in una partita importantissima per il girone un’ostica Monaco. Milos Teodosic illumina con la sua classe abbacinante il Paladozza e ci lascia abbagliati, ancora una volta.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: C’è Nikolic in quintetto per le assenze di Weems, al capezzale del padre malato, e Cornoouh, scavigliato dell’ultimo minuto. Parte bene la V con Gaines e Gamble molto attivi e va 14-9 con punti dei due mori, ma inizia a sbagliare molti tiri aperti, due con il 35 che comunque tiene il campo e difende bene, dando una sostanziosa mano anche a rimbalzo. Entra Milos, lo seguono Hunter e Pajola nelle rotazioni molto accorciate dei bianconeri che non si staccano, di là Buckner e Yeguete tengono Monaco attaccati alla partita nonostante pessime percentuali da entrambe le parti.

Fa sentire il fisico Monaco nel secondo quarto, ancora con Yeguete e con O’Brien che diventerà un fattore nella gara. Toglie finalmente il coperchio da tre punti Teodosic dopo ben 15 minuti, ma si continua a segnare poco rispetto alla qualità dei tiri. Si va al tè sul 35 pari e l’impressione di una gara dura anche per le energie che non sembrano abbondare tra i bianconeri.

Monaco prende il controllo della gara nel terzo, ancora a base di un gioco sporco e cattivo, concesso dagli arbitri che rincarano la dose con una serie di fischi – e non fischi – che non favoriscono la qualità tecnica dei bianconeri. Hunter si becca pure il terzo tecnico della serata, dopo uno a Milos ed uno alla panchina, dopo essere stato steso a rimbalzo difensivo. Entra Pajola e cambia l’inerzia difensiva del quarto, consentendo ai suoi di rientrare fino al 49-51 di fine terzo quarto.

Clemmons e O’Brien continuano a far male e Monaco scappa a inizio ultimo quarto, anche perché la Virtus non fa canestro mai. Massimo vantaggio dei transalpini al 6, +11 e la sensazione che la partita stia in qualche modo scappando. Markovic mette finalmente una tripla, due buone difese ed un altro tiro da tre, preziosissimo, di Baldi Rossi dall’angolo. -5 con le energie nervose ed il genio di Teodosic a ispirare e concludere. Sotto canestro si fatica, e allora Djordjevic gioca la carta dei due 4 (che pare molto più efficace di quella dei due 5…), e quando Hunter rientra la partita è ancora aperta. A 1’38”, -4. Hunter da sotto con un bellissimo movimento spalle a canestro firma il -2 e Gaines fa la cosa più bella della sua partita subendo fallo da O’Brien. Si torna di là, Milos assiste Markovic che segna da 3, sorpasso insperato. Yeguete fa 1/2 a 25″. Milos prende un fallo e realizza i due liberi, ma 5 secondi sono sufficienti a Monaco per pareggiare ancora on O’Brien, gran partita la sua.

E qui finisce la partita ed inizia la poesia, la musica, l’arte, di Milos Teodosic. Un secondo e tre decimi che dureranno anni nella mente e nelle emozioni di chi aspettava durante il timeout, vedeva la palla partire dalle mani di Pajola dalla rimessa dal lato, Teodosic uscire da un blocco cieco, raccogliere quel passaggio battuto, coordinarsi, far uscire dalle sue dita uno squillo morbido di tromba, quello che ancora abbiamo nelle orecchie come preso a prestito da una sinfonia di Beethoven. La retina accarezza, rispettosa, la palla. Ognuno ha la sua gioia, per un momento si dimentica tutto, si abbraccia la colonna del Paladozza ed il vicino sconosciuto. E ci si sveglia il giorno dopo con quello squillo, morbido come la rotazione di quella palla arancione e la carezza del cotone bianco dentro l’anello di ferro, ancora nelle orecchie.

Grazie, Milos.

 

MILOS COME SASHA

di Ezio Liporesi per Virtuspedia - 17/11/2019

 

Un serbo al 40' firma, dalla lunetta, il 72-72 e si va ai supplementare, nel quale quello stesso serbo segna nove punti, portando la Virtus al successo. Sasha 31 maggio 1998 - Milos 17 novembre 2019.

A Trieste, alla nona giornata, al 40' le squadre sono sul 72-72, fissato in lunetta dal serbo Teodosic, come era 72-72 il 31 maggio 1998 ottenuto con un libero da Danilovic. Poi nel supplementare allora 9 punti di Sasha, oggi 9 punti di Milos. In entrambi i casi trionfo V nere.

IL GRANDE FREDDO DI NATALE: -32. LA VIRTUS TRIONFA NEL DERBY

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it - 25/12/2019

 

Solo Virtus, zero Fortitudo. Il derby è in bianco e nero, colori manco mezzo. Il buon Natale se lo dà la Virtus, dall'inizio alla fine. Cinica e spietata quanto basta a spazzar via la cena festiva, imponendo il fisico e la tecnica, il talento e la velocità. Si diverte anche il caso a giocare con la storia, dopo una vigilia fin troppo coniugata al passato, viste le più modeste dimensioni odierne: finisce di 32 e, ai tempi, e a maglie invertite, furono stampate epocali t-shirt di Grande Freddo. A fronte di una Virtus troppo più forte, la Fortitudo si rivela inferiore, ben oltre, però, le distanze prevedibili e previste. Gioca, detta com'è, una partitaccia, timida, spaurita, e pure di tiepidissimo agonismo, entrando male in una sfida che richiedeva ben altro spirito per osare almeno altre storie.
Baciata da un avvio positivo, e presto travolgente, la Virtus ha potuto tessere la sua trama senza patemi, e cumulando certezze montanti. Teodosic l'ha ben ispirata anche tirando male (2/9, 10 assist), Markovic è stato a sua volta capobranco (10 assist), ma il migliore è stato Weems (13/16 con 4 triple), letale per la Effe e per il dirimpettaio Aradori (2/7), il grande ex visto pochissimo. Ancora, per la Vu, hanno ben giocato i due centri, limitando Sims (7/16 e 13 rimbalzi a match ormai sballato), che era il babau di vigilia: soprattutto Gamble (5/6) è stato un muro duro da valicare, mentre Hunter (6/9) è andato a prendere in attacco tutti i passaggi da sogno della premiata ditta. La Vu s'è infine completata con la dedizione dei gregari, soprattutto dietro, in una difesa che ha rallentato tutte le giocate, già lente e impacciate, della Pompea. Dei bianchi, poco da salvare. Fantinelli ha avuto almeno 4/8, gli altri fra il pessimo e l'orrido, con sprofondi di Robertson (3/8 e 4 perse) e Leunen (0/7).

Cronaca. Poco meno di novemila spettatori, la fetta biancoblù, meno d'un migliaio, alza la voce, ma è evidentemente minoritaria, oltretutto in un'arena che, così ampia e distesa, annacqua i toni e favorisce la distensione. Pronti via. La Virtus in nero recupera Gaines, la Fortitudo in bianco non ce la fa con Daniel, ancora col febbrone. Ma la notizia vera è che, per la prima volta da quando abita qui, Teodosic entra in quintetto. Se sia l'esorcismo o la polizza di Djordjevic contro le partenze farlocche che spesso affliggono i suoi, poco cambia. La Vu scatta subito avanti, dopo il 2-0 di Sims, ingrassando in progressione: 6-2, 16-7, 19-9. Tre cesti nel primo quarto per una Effe piccola e fragile, timida e rinunciataria davanti, addirittura sdentata dietro, dove la Virtus la sommerge e manca perfino 3-4 appoggi al vetro. La seconda frazione non offre altre melodie, la Effe transita a un ingiurioso 3/20 quando Cinciarini, al decimo colpo, azzecca la prima tripla, contro una difesa nera che lavora forte, ma non fortissimo. La Virtus cerca e trova i centri Hunter e Gamble, ma spara dritto anche da tre, in bella libertà. Che la Fortitudo sia in tragica soggezione lo dice un altro dato, ancor più inquietante, del secondo quarto: zero falli, nessuno s'è nemmeno preso il gusto di tirare qualche ceffone, in una squadra che finisce anche doppiata e va al tè sotto di 20. 7/33 la Effe, 19/35 la Vu.

Ripresa. Dilaga Weems, dipinge Teodosic, anche se il tiro gli dice no, comandano Hunter e Gamble. I venti restano venti, anzi verso la fine diventano pure trenta, con Djordjevic che tira via i primattori e la Effe incapace di accorciare, in una recita che non si vede l'ora che finisca. Vincitori e vinti. Tutti hanno già detto tutto, non c'è più niente da capire.

Teodosic e Markovic 10 assist a testa nel derby di Natale

IL RECORD DI TEODOSIC-MARKOVIC, 10 ASSIST A TESTA

tratto da bolognabasket.it  - 26/12/2019

 

E’ la prima volta nel campionato di Serie A che due giocatori della stessa squadra realizzano 10 assist a testa nella stessa gara. Stefan Markovic e Milos Teodosic hanno fatto registrare insieme 20 assist nella gara di ieri sui 24 totali della Virtus (83% del totale della squadra). Era già successo che due giocatori realizzassero 10 o più assist nella stessa gara ma sempre con maglie differenti. In attesa delle gare di oggi della quindicesima giornata, dopo l’anticipo di ieri Teodosic e Markovic sono i due leader nella classifica degli assist della stagione rispettivamente con una media di 6.5 e 6.1

DERBY: SOLO VIRTUS!

di Ezio Liporesi - Funzine Radio Digitale - 02/01/2020

 

Una partita come le altre, una gara che vale solo due punti, qualcuno continua ancora oggi a sostenerlo, in realtà la maggioranza della città che vive la pallacanestro il derby vorrebbe vincerlo, anche se non assegnasse punti per la classifica. Era l'edizione numero 106, contando solo quelli ufficiali e partendo da quello disputato nel 1966 (i precedenti affondavano le radici nell'anteguerra e, quando non erano amichevoli, si svolgevano nell'ambito di campionati o tornei locali). Un'edizione speciale, la prima disputata il giorno di Natale; la prima nell'arena della fiera, la struttura provvisoria voluta dalla Virtus anche e soprattutto per il derby; la prima dopo più di due anni di assenza, ma soprattutto la prima in serie A dopo un vuoto di un decennio. L'attesa era grande, per una Virtus capolista e per una Fortitudo, fin qui oltre ogni più rosea attesa. I bianconeri reduci da una sconfitta a Sassari, la F da una vittoria contro Brindisi. Tanti i temi: la Virtus a matrice serba, guidata in panchina da Djordjevic, già protagonista di stracittadine in canotta biancoblù, e in campo da Markovic e dall'asso Teodosic; la Fortitudo con l'ex capitano bianconero Aradori, protagonista di un inizio di campionato da migliore realizzatore italiano, di fronte a uno degli elementi più positivi delle V nere, Weems; la sfida sotto canestro tra Sims, magnifico protagonista nell'ultima uscita, ma orfano dell'influenzato Daniel e la coppia esplosiva bianconera, Gamble e Hunter. In quintetto per le V nere c'è la novità Teodosic, con Markovic, Weems, Ricci e Gamble. Sims segna il primo canestro, ma subito va avanti 6-2 la Bologna bianconera. È una Virtus molto energica, ma qualche spreco di troppo permette ai biancoblù di rimanere attaccati fino all'8-7. Una tripla di Ricci dà il via a un parziale di 8-0, chiuso da un altro tiro pesante di Teodosic, 16-7. Markovic e Teodosic orchestrano il gioco (alla fine dieci assist per entrambi, mai prima due giocatori di una stessa squadra ne avevano prodotti, entrambi, in doppia cifra). Il primo quarto si chiude 22-11 e nel secondo la musica non cambia: dopo aver toccato anche il +22, le V nere chiudono avanti di venti punti la prima metà gara, 45-25. Nel terzo quarto, gli uomini di Djordjevic toccano due volte il +24, ma la Pompea riesce ad aggiudicarsi il parziale per un solo punto, 65-46. Il divario si scava ancora di più negli ultimi dieci minuti. La Segafredo tocca anche il più 34 e chiude 94-62. Grande protagonista Weems, 32 punti in 22 minuti, 9 su 11 da due, 4 su 5 da tre e 2 su 2 ai liberi; 11 punti consecutivi dal 47-27 al 58-36, in un terzo quarto da 13 punti, con 4 su 4 da due, 1 su 1 da tre e 2 su 2 in lunetta. Prova corale di tutta la squadra con anche da segnalare il record societario di schiacciate, 11, almeno secondo quanto indicato dal sito della Lega. Infatti . attorno a questo numero c'è un piccolo giallo. Un secondo referto ne indica 13, assegnandone 5 e 4, rispettivamente a Hunter e Weems, invece delle ufficiali 4 e 3; in realtà la verità dovrebbe stare in mezzo, un più attento esame della gare ne mostra 12. Parziali implacabili, 22-11 al 10', 45-25 a metà gara; poi, raggiunto il più 24 un paio di volte, una leggerissima pausa bianconera permette alla Pompea di vincere di un punto il terzo quarto, concluso, 65-46, infine la galoppata finale, 94-62, che poco prima era stato anche più 34, 94-60. Per la quinta volta lo scarto tra le due squadre supera i 30 punti; era successo per la prima volta nel 1989, il derby del grande freddo, anche allora 32 punti a dividere le contendenti, ma a favore della Fortitudo; poi ci furono i trionfi Virtus, il +41 in Coppa Italia nel settembre 1993, il +37 il 23 dicembre 2000 e infine il +31 del 24 marzo 2002. Anche il primo derby natalizio è passato, lasciando a tutti un'immagine nitida: una Virtus bellissima in cima ad una scala e la Fortitudo disarmata e disperata in fondo, incapace di salire i gradini.


 

IMPRESA VIRTUS SEGAFREDO: LA CORAZZATA ARMANI MILANO ABBATTUTA 83 - 70

di Andrea Marcheselli - 1000cuorirossoblu.it - 29/12/2019

 

L’anno solare si chiude con quella che pare una finale. La credibilità della nuova Virtus Segafredo si misura anche da questo: sfidare da prima in classifica la corrazzata Armani di Ettore Messina. In verità, oggi la partita sembrerebbe segnata, come il derby ma al contrario, perché sulla carta è troppo, ancora, il divario fra le due formazioni, con Milano nel bene e nel male protagonista in Eurolega, mentre pure Bologna è protagonista in Europa, ma al piano di sotto. Se valessero solo i numeri, però, non ci sarebbero le partite. Milano a Bologna è già stata battuta dalla Fortitudo, per esempio, ma quella di oggi sarà un’altra Armani, sia come organico che come crescita di squadra, che in Italia ora non perde più come invece faceva ad avvio di stagione. Molto dipenderà dal confronto sotto le plance, perché come esterni la Virtus se la potrebbe anche giocare, sebbene più corta, quantitativamente (peraltro Milano è senza Nedovic, non ancora sostituito da Sykes). Il peso della partita comunque è testimoniato anche dal fatto che oggi il basket torna in diretta su Rai2.

Quintetto Virtus, lo stesso del derby: Markovic, Teodosic, Weems, Ricci e Gamble. Per Milano, invece Cinciarini, Roll, Micov, Scola e Tarczewski. Subito, bomba di Santeodosic, che dice: ci sono! Poi però il gioco si fa contratto, spigoloso, con le difese che hanno la meglio sugli eccessi di approssimazione degli attacchi. Al pareggio raggiunto dall’Armani replica la tripla di Weems, ma c’è ancora troppa confusione sul parquet, mentre i bianconeri stanno collezionando i primi falli. Gamble batte Tarczewski, Scola insegna basket e mette la tripla, Tarczewski batte Gamble: di nuovo parità dopo quattro minuti e mezzo, col primo time out chiesto da Messina, poco dopo, per un improvviso breakino bolognese di 5-0. Nel frattempo è entrato Rodriguez, che si esibisce in una coppia di bombe per ribattere al minishow di Santeodosic, cui Djordjevic dà un primo riposino all’8° sul 18-16. Nella lista dei primi attori si impongono pure l’acrobatico Hunter e il folletto Markovic, e al primo intervallino si va sul 24-20.

Il secondo periodo si riapre con la schiacciatona di Hunter in contropiede, ma forse cominciano ad essere un po’ troppe le palle perse, per quello che ci si può permettere contro certi giganti. Arriva peraltro il +7, al 14°, tuttavia Micov rintuzza da par suo e Bologna chiama time out. A 5’48” dall’intervallo arriva il primo vantaggio milanese, con tripla di Cinciarini (31-32) dopo una brutta persa di Markovic, ma è chiaro che sarà durissima, per i bianconeri, perché la differenza di chili e centimetri inizia a farsi sentire e Rodriguez è come al solito immenso. Markovic si fa perdonare con una gran assist per Hunter che tiene in vita Bologna e, insomma, grazie all’ennesimo miracolo di Santeodosic all’intervallo è +6, 46-40.

Non piace il riavvio a Messina, che urla un time out dopo 1 minuto, dopo il contropiede concesso alla schiacciata Ricci. Poco alla volta arriva pure il +10 Virtus che scalda i cuori sulle tribune; l’impressione, però, è che a Milano basterebbe poco poco per rientrare definitivamente. Viceversa, la diga bianconera continua a tenere, con Santeodosic che detta la via. Si giunge pure al +11 in un quarto davvero dominato dalla Segafredo, ma all’ultima sosta è solo 63-56. Tutto, in altre parole, ancora da giocare.

Si riprende col parziale punto a punto per cui Messina si rigioca la sospensione al 32°: i suoi non è che non abbiano intensità, ma evidentemente servono correttivi. Il nono assist di Markovic è l’alley oop per Weems che dà un temporaneo +13 alla Segafredo, poi Rodriguez segna praticamente da metà campo. La partita, insomma, è proprio bella, arricchita da gioiellini di tecnica e atletismo da una parte e dall’altra. A 4’58” dalla fine è 73-63 con Hunter in lunetta: 2 su 2. La tripla di Baldi Rossi fa sognare: 78-63 a 3’54”. Mentre a Rodriguez esce (con molta sfortuna), Santeodosic mette la sua per l’81-65 a 2’47”. Alla sicurezza dei volti bolognesi si contrappone lo sguardo incerto dei lombardi, che iniziano l’ultimo minuto sotto di 13. C’è spazio per qualche numero da avanspettacolo e l’alley oop di Teo per Hunter. A 5” entrano Deri e Nikolic per Markovic e Teodosic. Finisce 83-70 una partita vinta di squadra, a conferma della crescita di un gruppo notevolissimo. La Virtus Segafredo resta prima, perché il miracolo si è compiuto. I suoi lunghi non hanno sfigurato contro le torri milanesi, anzi, hanno letteralmente dominato (Hunter 19, Gamble 13, Gudaitis 8, Tarczewski 3, Biligha 2) ma pure Ricci e Baldi Rossi hanno messo fondamentali mattoncini. Partita vinta con una difesa poderosa, e così si chiude in modo strepitoso l’anno solare in casa Virtus Segafredo.

 



 

TAM TAM DI GUERRA TRA BOLOGNA E MILANO

di Walter Fuochi - fuochi.blogautore.repubblica.it - 02/01/2002

 

Addossate l’una all’altra a meno di cento ore di distanza, le due partite più attese della stagione regolare hanno dato alla Virtus esiti trionfali, eppure le faranno avviare il 2020 da piedistalli instabili. Se non vincerà domenica a Trento, la Vu potrebbe non esser prima dopo un girone d’andata che nelle percezioni collettive è stato dominato, preceduta da Sassari che poco rientra in quelle percezioni, però macina basket d’eccelsa qualità. La Dinamo è una squadra buona e seria, da scudetto, certo, solo così mediaticamente decentrata che il fragore delle ultime battaglie l’ha oscurata. Incombe la guerra Bologna-Milano, benchè solo ai primi atti, ma già ampiamente annunciata dai colpi di becco dei due strateghi: avviato il confronto in sala stampa dopo le ostilità, pure con qualche forzatura lessicale, Messina non lo lascia cadere e lo rilancia con l’odierno messaggio a “Repubblica Bologna” (vedi prima pagina). In sintesi, la Virtus è fortissima e Djordjevic non potrà dissimularla dietro la classifica dei budget. Nell’attesa di eventuali repliche, le strade torneranno per un po’ a divaricarsi, almeno fino alle finali di Coppa Italia. Ci si spierà da lontano, in attesa di ritrovarsi a nuovi incroci.

La stagione dei premi rimane lontana, solo il fascino delle recenti sfide ha acceso attenzioni ipertrofiche, farcendo la vigilia del derby più di quella di Virtus-Olimpia, che al di là di umori e folclori petroniani anticipava duellanti vere. Proprio la stracittadina ha ribadito infatti che Virtus e Fortitudo sono iscritte a campionati diversi e per questo si potrà serenamente dissentire dalle parole di Luca Baraldi, che avrebbe visto traumi letali in un diverso esito del derby (“sarebbe crollata la nostra stagione”). In un’annata che potrà sfiorare l’ottantina di partite non sarà una, per quanto iconica, a deviare il corso degli eventi. E anzi, quantità e qualità di investimenti e obiettivi della Virtus rimarcano come ogni possibile incidente di percorso vada ridimensionato in quest’ottica globale, che andrà gestita da una struttura matura e consapevole. Si vince e si perde, non uscirà sempre, come ora, il segno uno (21 vinte, 4 perse), e farsi trovare con l’ombrello aperto quando pioverà sarà il minimo. Poi è vero che un derby scava dentro e basta oggi dare un’occhiata alla casa di fronte: ma la Fortitudo ancora rintronata dalla batosta non ha appunto molti altri obiettivi, tanto che la rivincita d’aprile cova già più della Final Eight (che può venire) e della salvezza (che verrà).

La Virtus apre il 2020 con il bilancio rampante del 2019, in cui includere anche il test superato della nuova arena in Fiera, che ne ha ospitato cinque partite per circa 40mila presenti. Abbastanza per considerare il PalaDozza, dove si tornerà fino a primavera, troppo piccolo per i progetti di crescita, ma anche per insistere a lavorare su un pubblico nuovo da conquistare, come il club cerca ora di fare rilanciando la campagna abbonamenti in ottica Eurocup. E’ questa la strada su cui avanzare, magari proprio sulle orme di quella Milano che del match di Eurolega ha ormai fatto l’evento prioritario del calendario settimanale. Milano che, svelata qui, nuota in un mare di guai. Messina aggiungerà Sykes, visto ad Avellino, guardia di poca statura e molto brio, per rianimare un attacco di troppi incupiti gregari. E cederà Mack, l’innesto fallito da avviare a un esilio dorato, forse in Spagna. La rosa resta la più ampia e variegata, anche se tanti petali, nei giorni bui, paiono doppioni. Pure la Virtus vorrebbe aggiungere almeno un pezzo. Da un mese cerca Abass, e solo Abass, come ormai ammettono tutti, sia qui che a Brescia. Da un mese, la Leonessa gagliardamente la rimpalla. Qui siamo, all’oggi, e allora l’uomo che verrà sarà straniero, destinato a rotazioni campo-tribuna. Il che rafforza decisamente meno.


 

SEDICI PUNTI CONSECUTIVI DI TEODOSIC

di Ezio Liporesi per Virtuspedia - 05/01/2020

 

La Virtus vince a Trento 77-83, dopo essere stata avanti di 19, sul 23-42, un attimo prima della fine del secondo quarto, ed essere andata sotto di due a inizio ultimo periodo, sul 57-55, parziale di 34-13. Trenta punti per Teodosic, con 4 su 8 da due, 5 su 12 da tre e 7 su 8 ai liberi, 5 rimbalzi e 3 assist, 10 falli subiti, 34 di valutazione. Straordinario quello che fa nei cinque minuti scarsi che vanno dal 34'35" al 39'24". La Virtus è tornata avanti, 61-65, e Milos comincia il suo show: triple del 61-68, 65-71 e 68-74, canestro da sotto su rimessa di Markovic, 71-76, poi sui falli di Trento, 5 liberi su 6, sbagliando solo il primo, per il 73-77, il 73-79 e il 76-81. Mancano 36 secondi e Trento è alle corde. In questa striscia di 16 punti consecutivi fallisce solo il libero citato, un tiro da tre e uno da due, quindi 3 su 4 da tre, 1 su 2 da due e 5 su 6 in lunetta.

SLALOM PARALLELO: VINCE SEMPRE MILOS

di Ezio Liporesi per Virtuspedia - 21 gennaio 2020

 

La partita di coppa a Trento è stata la fotocopia di quella di campionato, disputata sedici giorni prima: Virtus subito nettamente avanti, allora fino al più 19 punti, stavolta al più 16, poi il recupero e il sorpasso dei locali, il 5 gennaio fino a +2, in quest'occasione al +4. Poi il gran finale di Teodosic, in campionato 30 punti totali e 16 negli ultimi dieci minuti, in coppa, rispettivamente, 23 e 10: nella prima gara dell'anno dal 61-65 al 76-81 furono 16 punti tutti di Milos, in Eurocup dal 57-54 al 65-69 15 punti della Virtus, 10 segnati dal numero 44 e 5 su suoi assist. Per concludere stesso punteggio finale, unica differenza 10 punti in meno per entrambe le squadre nella gara europea, 67-73, invece di 77-83.

IL PRIMATO DELLA SEGAFREDO PARTE DALLA DIFESA.
E DAL COINVOLGIMENTO DEI PIVOT IN ATTACCO

di Maurizio Roveri - Basket Magazine - 27/01/2020

 

Solida, concreta, efficace. E anche lucida. E disciplinata (come indicano le sole 10 palle perse in una sfida intensa, fra pesi massimi, dentro l’arena dei campioni d’Italia). In questi aggettivi l’immagine della Virtus Segafredo di sabato sera. Vittoriosa con personalità a Venezia, dove l’ultimo successo del Club bianconero di Bologna portava la data del 12 dicembre 1993.

La Virtus Segafredo ha proposto anche al “Taliercio” quella pallacanestro intensa e organizzata che coach Sasha Djordjevic e i suoi giocatori stanno portando avanti con grande credibilità da ottobre. Sviluppandola e migliorandola, settimana dopo settimana, mese dopo mese, vittoria dopo vittoria.

Sul campo della Umana Reyer, campione d’talia in carica, la V nera di Bologna ha afferrato la vittoria numero 17 in 19 partite del suo brillante cammino di questi mesi in campionato. Successi ai quali va aggiunto il perentorio 10 su 13 lungo le strade d’Europa, in Eurocup. Che porta il totale (tra campionato e Coppa) a 27 partite vinte e 5 perdute. 

Okay, la stagione è lunga. Ancora tanto lunga. Si comincia ora ad entrare nel vivo… Tuttavia, è innegabile: la Virtus Segafredo ha la faccia da protagonista. E’ una realtà importante. Per talento e forza. Per espressione tecnica e sapienza tattica. Per la regolarità del suo alto rendimento. Per personalità e controllo. Per la robusta difesa, che mette forte pressione, usa il cambio sistematico, limita le penetrazioni, lavora duro sui rimbalzi, costringe gli avversari a palle perse. 

E per un attacco da 84 punti di media, nel quale la bella e rapida circolazione di palla - ispirata e illuminata dai registi Markovic (l’MVP della partita al “Taliercio”, e miglior assistman del campionato) e Teodosic - mette in moto i centri e le ali.

Consistente dentro l’area, la Virtus. In difesa è la squadra che concede agli avversari soltanto il 45.4% nelle conclusioni da 2 punti (e il 32.2 da tre). E in attacco coinvolge tantissimo i suoi lunghi attraverso le intuizioni, gli assist, gli “alley oop” dei playmakers.

L’’identità che Djordjevic ha voluto e saputo dare al suo gruppo è il “segreto” delle performances e dei risultati fino ad ora ottenuti. La scelta di produrre molto sottocanestro, di attaccare il ferro portando il pallone nel cuore della difesa avversaria e pugnalarla da lì, si sta rivelando una scelta redditizia, concreta, importante. 

Tutto nasce dall’intensità difensiva e da un attacco in “transizione” che esalta la circolazione di palla, con passaggi veloci e ribaltamenti di campo che tendono a portare fuori equilibrio le difese avversarie.

Sicuramente questo stile di pallacanestro si sta dimostrando più efficace rispetto alle squadre che invece privilegiano - anche in maniera eccessiva - l’uso del tiro da 3 punti.

Chiaro che il “tiro pesante” può portare in stato di esaltazione una squadra in una partita. Ma il farne un uso eccessivo rischia - alla lunga - di trasformarsi in una scelta controproducente.

La Virtus Segafredo non ha questo problema (semmai il contrario: ha necessità di far crescere un po’ l’efficacia nel tiro da 3 punti, altre a migliorare obbligatoriamente la percentuale nei tiri liberi).  La strategia di portare il pallone dentro l’area e di crearsi molte soluzioni sottocanestro permette al gruppo di coach Djordjevic una maggiore regolarità nei suoi attacchi.

L’Umana Reyer, nell’intensa sfida di sabato, ha avuto un rendimento offensivo discontinuo. Alternando momenti di buona circolazione di palla, e di apprezzabili attacchi, con altri momenti nei quali la squadra si è espressa sotto ritmo, i “tagli” non sufficientemente efficaci, un movimento poco fluido della palla. La difesa della V nera ha contrastato energicamente i Campioni d’Italia anche sull’arco. Bramos (il migliore di Venezia) e compagni hanno prodotto 11 triple, però… con una percentuale (non esaltante) del 32.4 mentre nella precedente partita interna il gruppo di coach De Raffaele aveva toccato il 40.5 nelle conclusioni dalla lunga distanza (contro la Fortitudo). E il 39.3% nel successo in trasferta a Trieste, il 12 gennaio.

Più che il tiro da 3 di Venezia la differenza - nella sfida di sabato - l’hanno fatta i 45 rimbalzi conquistati dalla Virtus, 16 dei quali in attacco (Gamble decisamente reattivo). Ottima esecuzione dei tagliafuori. C’è in questo gruppo un grande senso del cercarsi, dell’aiutarsi. Da questo spirito nasce il lavoro di squadra, l’orgoglio difensivo, la transizione, il contropiede, gli equilibri. Il piacere di passarsi la palla, che significa anche talvolta rifiutare un tiro da tre per fare un passaggio in più, e liberare un compagno per una sicura conclusione sottocanestro.

600 IN TRASFERTA - Riporto un interessantissimo dato statistico “catturato” da Ezio Liporesi, lo storico della V nera che con precisione ed enorme costanza gestisce il sito Virtuspedia (l’enciclopedia della Virtus). La vittoria di sabato al “Taliercio” veneziano è la numero 600 in trasferta nella storia della Virtus Bologna in partite del campionato italiano.

DEVYN MARBLE - Ora la Virtus Segafredo sta per inserire nel suo meccanismo un giocatore in più, per ampliare un roster che aveva bisogno di profondità. Per gestire meglio le energie del doppio impegno campionato-Eurocup. E’ arrivato lo statunitense Devyn Marble, che ha già giocato in Italia, con la maglia di Trento. Dieci partite nel 2016-17 prima di essere costretto a fermarsi per un serio infortunio, poi l’intera stagione 2018-19 facendosi decisamente apprezzare e chiusa a 13.4 punti di media e quasi tre rimbalzi. Debutter con la maglia della V nera mercoledì in Eurocup, al PalaDozza. Proprio contro la sua ex-squadra, la Dolomiti Trento.Marble è stato voluto per aggiungere energia e fisicità, e anche un po’ di tiro da fuori, laddove sta diventando più acuta la crisi di Frank Gaines il quale ha problemi ad un ginocchio, stringe i denti ma fatica a dare un contributo concreto.

Lui, Marble, si definisce shooting guard. Giocatore con quella duttilita che tanto piace a coach Djordjevic. Un 2-3 che si muove sul perimetro, e che non disdegna di andare anche ad attaccare il ferro. La sua presenza potrebbe permettere a coach Djordjevic di aggiungere altre soluzioni tattiche a quelle già ampiamente collaudate. Oltre a consentire eventualmente qualche minuto di riposo in più a Weems, a Teodosic e (di conseguenza) a Markovic: quelli che tirano la carretta, quelli che hanno avuto fino ad ora un minutaggio più alto in campo.


 

Tenerife: la Virtus è seconda nella Coppa Intercontinentale

SEGAFREDO,QUELL'INESAURIBILE PIACERE DELL'ASSIST.
I 30 DI SABATO UN RECORD NELLA STORIA DELLA V NERA

di Maurizio Roveri - Basket Magazine - 03/02/2020

 

Il piacere, il gusto, la voglia, il divertimento di passarsi la palla. La bellezza di manovre rapide, precise, incisive. Anche vertiginose. Che spesso spiazzano le difese avversarie mandandole fuori equilibrio. E’ l’immagine della Virtus Segafredo di questi mesi, già arrivata a 18 partite vinte in campionato su 20 giocate. Percentuale del 90%.

Io da giornalista veterano racconto basket dal 1969. Da mezzo secolo. Ebbene, non avevo mai visto a Bologna una squadra esprimersi “di squadra” su questi ritmi e con tale creatività: muoversi così veloce, intensa, equilibrata, sicura. E’ la pallacanestro che sta proponendo la V nera. Una pallacanestro che è danza. Tra leggerezza e forza, armonia ed energia. 

Un’espressione tecnica che è figlia di buonissimi equilibri. Perchè questa Virtus Segafredo è una squadra costruita perfettamente. Formata da giocatori che stanno benissimo insieme, e che danno la sensazione di capirsi oramai ad occhi chiusi. Giocatori giusti per sviluppare quel progetto che coach Alexandar “Sasha” Djordjevic aveva in mente e che ha voluto creare con questo gruppo. 

C’è tanto talento, è chiaro. Però le tante brillanti prestazioni della V nera nei primi quattro mesi della stagione non sono legate soltanto al talento. C’è solidità mentale. C’è compattezza. C’è un gruppo che ha personalità, che difende forte (tutti insieme) e che attacca in transizione (tutti insieme) con tanti buoni passaggi e pochissimi palleggi. Rarissimamente la palla rimane ferma. Rarissimamente qualcuno si prende tiri “non in ritmo”.

Dietro a questa splendida circolazione di palla, e dentro questo meccanismo così equilibrato, c’è un intenso e rigoroso lavoro in allenamento. Ogni giorno, provando e riprovando - nei minimi dettagli - movimenti, passaggi, tagli, blocchi, soluzioni. E variazioni. C’è la programmazione di coach Djordjevic. C’è tutto il suo essere esigente.

C’è anche tanto lavoro sul miglioramento individuale. Per arrivare a valorizzare con maggiore efficacia le caratteristiche e le potenzialità dei singoli giocatori.

Pensiamo ad esempio alla concretezza raggiunta da Julian Gamble. Che fosse forte fisicamente - un vero centro, per stazza e senso della posizione - lo si sapeva. E lo si è capito fin dall’inizio del percorso. Tuttavia una parte del popolo virtussino storceva il naso, all’inizio della stagione: quando Julian riceveva il pallone nel cuore dell’area e doveva attaccare il ferro i suoi movimenti non erano fluidi, non erano esplosivi come quel fisico gli avrebbe permesso. E di tanto in tanto appariva incerto, gli capitava di sbagliare anche canestri facili con il pallone che era solo da appoggiare, oppure concedeva qualche rimbalzo di troppo perchè non aveva quell’intensità che la Virtus Segafredo stava assimilando.  Strada facendo, lavorando duro in allenamento e con positività, ascoltando Djordjevic e imparando sempre più a “ricevere” gli assist e i lanci della coppia Teodosic-Markovic (una coppia che non ha nessun’altra squadra in Italia), Gamble è migliorato decisamente sul piano della fluidità, della reattività, della sicurezza. Conseguentemente è cresciuto anche sul piano tecnico. Oggi è un pivot meno macchinoso di quello che era. Ed è diventato atleticamente più esplosivo. 

Quella gente che aveva dei dubbi su di lui si sta ricredendo. I “numeri” dicono che Julian Gamble è fra i pivot più concreti, più efficaci del campionato italiano e dell’Eurocup.

Ovviamente è sotto gli occhi di tutti la crescita di Alessandro Pajola, “il cinno” come si dice qui a Bologna. Si confronta quotidianamente, in palestra, con Stefan Markovic e con Milos Teodosic. Li guarda, li scruta, cerca costantemente di apprendere segreti dai loro movimenti e dalle loro giocate, di assimilarne la mentalità e la tecnica. Ne ascolta le indicazioni, i consigli. Il coach di lui si fida. E “il cinno” (ricordo che Pajola ha 20 anni) ha afferrato coraggio. Ora è maturato. Sta ampliando il suo repertorio, sta sviluppando la sua pallacanestro. Il soldatino “specialista della difesa” è diventato un playmaker capace anche di tenere la regìa per 22 minuti e di confezionare 5 assist, come in occasione della partita di sabato contro Pesaro.

E che dire del buon periodo di Baldi Rossi? Filippo ha prodotto 12 punti in 17 minuti in campo, con un buon 11 di valutazione, nell’ultima partita giocata dalla Virtus. Oltre ad un’apprezzabile solidità difensiva. Ecco un altro cambio che sale dalla panchina, entra per spezzoni di partita, è uomo di fatica, dal “lavoro sporco”, sa quel che gli si chiede e cerca con professionalità di farlo. In maniera utile. Per la squadra. Talvolta il Baldi Rossi della Virtus versione-Djordjevic si prende anche una giornata di gloria. Come il 29 dicembre, contro l’Armani Milano, a mio parere di quel partitone dei bianconeri Baldi Rossi fu tra i principali protagonisti (assieme a Markovic e Hunter).

L'EQUILIBRIO DELLA V NERA - Il segreto d’una “vera” squadra consiste negli equilibri con i quali vive, cresce, sta insieme. Equilibri tecnici, tattici, mentali. Non sono le individualità a vincere. E’ la “consistenza” della squadra. Dove tutti i giocatori si aiutano, si passano la palla, si sacrificano. Lottano e soffronto, tutti insieme.

L’equilibrio della Virtus Segafredo è confermato dai numeri. In quasi tutte le “voci statistiche” dell’attuale campionato il gruppo di Sasha Djordjevic primeggia. La squadra della V nera è in testa per punti segnati (86 di media-partita), per rimbalzi (media 42.1), per assist (media 21.4), per palle recuperate (media 8.5). E’ la squadra con la migliore percentuale nelle conclusioni da 2 punti (59%). Ed è anche la squadra con il miglior indice di valutazione (105.3 di media).

La bellezza degli assist. Un passaggio smarcante è una delizia per gli occhi di uno spettatore. Ed è felicità per il giocatore che lo esegue. Quando inventa un assist Milos Teodosic sa che farà contente due persone: se stesso e il compagno di squadra che - su quel passaggio - sarà andato a canestro.

L’assist richiede generosità, sapienza, tecnica. Significa mettere il proprio talento e la propria creatività al servizio della squadra.

LA MAGIA DELL' ASSIST - L’assist è istinto e magìa. E spettacolo. In particolare quando a disegnarlo e a dargli vita sono degli artisti del parquet. La Virtus Segafredo ne ha due, di artisti: Stefan Markovic e Milos Teodosic. Loro accendono la fantasia. Loro vedono cose prima degli altri. Loro “leggono” le difese avversarie e immediatamente immaginano già l’azione da sviluppare, dove mandare la palla e a chi. E’ tutto un attimo. Pensieri che corrono veloci, mani che creano la magia. 

Di assist fabbricati dai due campioni serbi della V nera di Bologna ne abbiam già visti di tutti i tipi: passaggi dietro la schiena, passaggi no look, addirittura in corsa “dietro la testa”. Passaggi battuti a terra. Aperture ad una mano per un rapido ribaltamento della palla da un alato all’altro del campo. Lanci in contropiede. Ma anche palloni che sembrano telecomandati, e s’infilano inafferrabili in spazi strettissimi. E poi gli spettacolari halley-oop per le schiacciate vertiginose di pivot e ali.

Un tourbillon di emozioni. 

Markovic e Teodosic sono gli attori che hanno contagiato tutti nell’ambiente virtussino. Sabato nella partita con Pesaro, pur avendo lasciato a riposo Stefan Markovic in vista della battaglia di mercoledì in Eurocup contro il Partizan Belgrado (PalaDozza ore 20), la Virtus Segafredo ha firmato 30 assist: 8 Teodosic, 7 Ricci (un lungo!), 5 Pajola, 3 Weems, 2 di Marble e Cournooh, 1 di Delia, Nikolic e del  ragazzino Lorenzo Deri (classe 2001) il quale ha firmato proprio l’ultimo della partita, il numero 30.

Trenta assist in una partita. Un numerone. Immancabile e tempestiva la ricerca di Ezio Liporesi, lo storico della V nera, che andando a cercare nella sua enciclopedia ha scoperto in un attimo che si tratta di record. Record nella lunga storia della Virtus Pallacanestro. 

Che sia di buon auspicio per l’importantissima sfida al Partizan.


 

EMERGENZA COVID-19. LA FIP DICHIARA CONCLUSA LA STAGIONE 2019/2020 DEL CAMPIONATO DI SERIE A

tratto da fip.it - 07/04/2020

 

Il Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci, considerata la determinazione della LBA di demandare ogni e qualsivoglia decisione in merito alla chiusura anticipata della stagione 2019/2020 e sentito per le vie brevi il Consiglio Federale, dichiara concluso il Campionato di Serie A.

Tale decisione è stata presa a seguito della perdurante emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale.

La FIP è determinata a tutelare la salute di atleti, tecnici, arbitri, dirigenti, di tutti coloro che partecipano all’organizzazione delle gare dei campionati e delle loro famiglie.

Considerato che dai DPCM e dalle Ordinanze emesse, fino a questo momento, dal Governo e dalle Regioni non emergono date certe circa la possibilità di ripresa dell’attività sportiva in condizioni di totale sicurezza, non si può pensare che si svolgano gare di basket sul territorio nazionale, ed in particolare nelle zone geografiche più colpite dall’epidemia.

Dal Governo, dalle Regioni e dalla scienza, inoltre, arrivano precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale. Misure impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro.

E’ noto, altresì, che molte Società hanno autorizzato la partenza verso il loro Paese di origine di molti atleti di cittadinanza straniera. E’ dovere, quindi, della FIP assumere ogni iniziativa che possa tutelare le proprie affiliate ed i propri tesserati.

Dichiarare conclusa l’attuale stagione sportiva permette ai club ed ai tesserati di adottare tutti quei comportamenti necessari ad evitare ulteriori costi da sostenere in assenza di attività.

La FIP ritiene di adottare questo provvedimento anche in considerazione dell’impossibilità di disputare le gare alla presenza di migliaia di appassionati, patrimonio fondante del movimento cestistico italiano.

Queste sono le ragioni poste alla base della decisione di dichiarare concluso il Campionato di Serie A maschile per la stagione 2019/2020.


 

DAN PETERSON: NELL’ALBO D’ORO METTIAMO ALMENO UN ASTERISCO PER LA VIRTUS

tratto da bolognabasket.it - 20/04/2020

 

Nella sua rubrica sulla Gazzetta dello Sport, Dan Peterson è tornato sulla questione scudetto-Virtus. Qualche passaggio.

“Tempo fa, quando è stato sospeso il campionato di basket della Serie A, ho suggerito, senza voler fare polemica con nessuno, di assegnare lo scudetto alla Virtus Bologna. C’era un motivo: sono stati campioni d’inverno, sono stati sempre in testa, hanno lavorato per sette mesi, hanno battuto tutte le altre squadre. Ovvio, parlavo come tifoso, non come dirigente perché sia Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, sia Umberto Gandini, a.d. della Lega Basket di Serie A, hanno ragione dal punto di vista giuridico nel dire che non verrà assegnato lo scudetto.
Ora, Sasha Djordjevic, coach della Virtus Bologna, afferma che la sua squadra merita un riconoscimento per ciò che ha fatto. Giusto: non è che hanno giocato una partita sola in stagione! Ma ci troviamo davanti a una questione che sarebbe complicata perfino per la saggezza di Re Salomone.
Dunque Djordjevic e la sua bella squadra hanno vinto, hanno giocato benissimo, hanno dato spettacolo. Ma non avranno un riconoscimento perché non potevano battere pure questa assurda situazione. In America mettono un asterisco dopo certi record per segnalare “circostanze particolari”. Nell’albo d’oro allora mettiamo un asterisco per la Virtus Bologna. Un asterisco che vuol dire: “Oh, ragazzi, niente scudetto ma siete stati bravi”. Certo per noi romantici tutto questo è come uno schiaffo. Non me ne vogliano Petrucci e Gandini: ma un playoff a settembre proprio non lo possiamo fare?”