GIUSEPPE SERMASI

 

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Stagioni in Virtus: 2016/17 - 2017/18 - 2018/19 - 2019/20

VECCHI E SERMASI ENTRANO NEL CDA VIRTUS

tratto da www.basketcity.net - 01/07/2016

 

Si è riunita in data odierna l’Assemblea degli azionisti di Virtus Pallacanestro Bologna, che ha confermato i consiglieri in carica e proceduto alla nomina di due nuovi consiglieri nelle persone di Giuseppe Sermasi e Loredano Vecchi, successivamente, il Cda ha provveduto a conferire i poteri al proprio interno.
La composizione dello stesso Cda risulta pertanto composto come segue:
Presidente: Alberto Bucci
Vicepresidente: Giuseppe Sermasi
Amministratore Delegato: Loredano Vecchi.
Consiglieri: Daniele Fornaciari, Maurizio Mazzieri, Stefano Zunarelli.

Il Cda di Virtus Pallacanestro ha inoltre ratificato la nomina di Julio Trovato come General Manager della società. Infine, il presidente Alberto Bucci ha presentato al  Cda lo stesso Gm e il nuovo allenatore Alessandro Ramagli, che domani alle 16:00 si presenterà ai media con una conferenza stampa nella sede di via dell’Arcoveggio 49/2.

SERMASI: LE IDEE CI SONO, IL BUDGET È STATO DEFINITO E ADESSO SCELTE MIRATE. DJORDJEVIC? DOVEVA ARRIVARE PRIMA

tratto da bolognabasket.it - 13/06/2019

 

Nell’ambito della cena di premiazione di Virtus e Fortitudo organizzata dal Panathlon Bologna ha parlato alla stampa il presidente in pectore della Virtus Giuseppe Sermasi.

Mercato già in fermento: “In fermento ma non è compito mio perché abbiamo un direttore tecnico che fa benissimo il proprio mestiere, abbiamo tante trattative e stiamo finendo le cose con calma e tranquillità. Ci sono talmente tante trattative in corso che non sappiamo quale potrebbe essere il prossimo annuncio dopo Nikolic e Baldi Rossi. Al momento non sono previste novità a breve, neanche per quanto riguarda i rinnovi.”

Prossima coppa europea? “Non parlo di coppe europee, noi attendiamo e in futuro sapremo cosa faremo. Il settore tecnico sta pensando agli acquisti in un senso e nell’altro, tutto sarà finalizzato ovviamente a quello che andremo a fare.”

Una stagione che deve dare ancora più a livello tecnico e societario: “La società è strutturata in maniera ben definita, sappiamo chi comanda dal punto di vista tecnico e sappiamo chi comanda dal punto di vista economico. Per crescere si cresce prima in società e poi nella squadra: i presupposti ci sono tutti. Le idee ci sono già, il budget è stato predisposto e adesso faremo scelte mirate per cominciare ad avere risultati e creare continuità.”

Sensazioni su Djordjevic dal suo arrivo ad oggi? “Djordjevic sarebbe dovuto arrivare prima: è un professionista e ha le idee chiare. È una persona che coinvolge e trascina: quando decide di agire e scegliere ha una forza che in pochi hanno. Dopo una settimana che lo conoscevo eravamo diventati, se si può dire, amici.”

Un commento su Ettore Messina sulla panchina di Milano? “Ettore non si scopre oggi, è uno dei migliori tecnici che abbiamo mai avuto in Italia. È da tanto che non allena in Italia e anche per lui sarà un rientro non facile. Gli auguriamo un’immensa fortuna, perché lo sentiamo comunque un virtussino. È andato in una squadra e in una società con dei grandissimi obiettivi.”

 

NEL NOME DI ALBERTONE

Lo scorso luglio è stato nominato Giuseppe Sermasi nuovo Presidente. Il successore del mitico Alberto Bucci a cuore aperto. Il presidente della Virtus si racconta, dalla sua vocazione bianconera fa bambino ai campioni di domani, che vanno fatti crescere con cura: "Cerco di essere molto presente, di seguire la squadra anche in trasferta"

di Andrea Marcheselli - Corriere dello Sport - Stadio - 06/09/2019

 

La scomparsa di Alberto Bucci, lo scorso marzo, ha lasciato un vuoto enorme nel mondo del basket, non solo in casa Virtus, ma in quest'ultima ha anche teso necessaria l'individuazione di un nuovo presidente. Il posto è rimasto vacante alcuni mesi, a dimostrazione del fatto che non si trattava di una successione facile, finché lo scorso luglio è stato nominato un nuovo CdA presieduto da Giuseppe Sermasi, trentatreesimo presidente della società ( anche se alcuni, come lo stesso Bucci, hanno rivestito il ruolo per diversi mandati). In pratica, si è cercato tra i gangli societari la figura con la maggior quota di DNA bianconero, e non poteva essere che lui, ben radicato nelle strutture della casa madre, nipote di un protagonista dei primi scudetti virtussini. "Era Mino Girotti" ci ha rivelato nel corso di una conversazione che potesse permetterci di conoscerlo in modo più approfondito.

"Sempre presente in squadra dal 1935 in avanti, fino ai primi due scudetti, nel dopoguerra. Non una stella, ma una figura comunque storica. La pallacanestro" continua "e la Virtus, in particolare,  sono sempre state presenti nella mia famiglia. Io poi a un certo punto sono stato risucchiato dalla sezione Scherma, seguendo la pratica sportiva di mio figlio, ma sempre in casa Virtus".

Che cosa si prova a ricoprire il ruolo che è stato di Alberto Bucci?

"Non posso che esserne onorato e orgoglioso, per la scelta che ha fatto la proprietà e perché a un virtussino purosangue non sono cose che capitano tutti i giorni. Vari vicende mi hanno condotto in questa posizione, ho dovuto ponderare bey alcune scelte anche di vita, ma ora sono felice di trovarmi qui".

Lei è un ingegnere, titolare di un'azienda importante...

"Sì, laureato a Bologna, dove ho sempre vissuto sia per l'attività lavorativa che con la famiglia. Ho iniziato a lavorare all'interno di un'azienda, poi a un certo punto ho scelto di mettermi in proprio. Così nel 1989 e nata l'Im.Tech, che appunto quest'anno festeggia il trentennale. Da una piccola azienda composta da me, me e me oggi siamo in alcune decine di persone, ho dei soci che mi hanno aiutato a farla crescere tanto da poterla considerare ben consolidata sul territorio".

Di cosa vi occupate?

"Di consulenze industriali. Serviamo i più grossi gruppi di Bologna in attività che riguardano la sicurezza, come ad esempio l'antincendio, e la salvaguardia dell'ambiente, operando in branche differenti che ci hanno trasformato in consulenti a tutto tondo"

La trasformazione da tifoso a dirigente della Virtus Pallacanestro come è arrivata?

"Quando si è formata la Fondazione, la società ha cercato un contatto con la casa madre, la SEF Virtus, di cui sono vicepresidente e presidente della Virtus Scherma. Di quest'ultima vado particolarmente fiero, perché siamo una delle squadre di scherma più fiorenti d'Italia. Quando sono entrato c'erano 21 iscritti, oggi siamo circa 250, e fra noi abbiamo grandi campioni come Aldo Montano, Matteo Neri, da qualche tempo si allena con noi la pluridecorata olimpica Ol'ha Charlan, cioè, ai massimi livelli, sportivi, ancorché dilettantistici. Invece in Virtus Pallacanestro sono entrato in un momento piuttosto critico per la società, uno dei momenti più bassi sia sul piano sportivo, per via della retrocessione, che societario, per i tanti problemi nella sua struttura. Mi è stato chiesto di entrare nel Consiglio, con Albertone presidente. Venivo considerato un punto di riferimento in quella situazione transitoria, dalla quale siamo usciti con l'ingresso della Segafredo, come sponsor prima e quindi come proprietà. Dopo la morte di Bucci c'è stata una breve vacanza presidenziale, finché Massimo Zanetti e Luca Baraldi non mi hanno offerto di continuare la mia azione come presidente".

Che nello specifico quali incarichi ricopre, in una società così "pesante"?

"In sostanza, aiuto la Virtus per quelle che sono le mie competenze specifiche. Per la verità, attualmente la società è in piena ristrutturazione. Ci siamo trovati a un certo punto con una società strutturalmente debole. Ora, con l'esperienza del gruppo Segafredo, stiamo costruendo qualcosa che possa rimanere anche in futuro, con l'obiettivo di costruire una realtà che possa arrivare in Eurolega. In un gruppo come il nostro, ognuno ha compiti ben definiti dall'organigramma: vi sono un referente preciso per l'attività sportiva, un amministratore delegato e, in un CdA molto snello che consente di prendere decisioni rapidamente, il presidente oltre alla questione d'immagine si occupa delle relazioni interne e in maniera specifica delle strutture, degli immobili, fra cui, ad esempio il CSB, che per noi è altamente strategico e di cui sono presidente della società di gestione".

Altamente strategico il CSB?

"Sicuro, perché lo vediamo come lo sbocco naturale per il settore giovanile e per la femminile, cioè per tutte quelle attività che non riguardano la prima squadra. Voglio sottolineare che l'impegno sociale e sui giovani è particolarmente nelle corde di Massimo Zanetti e ovviamente della Virtus Pallacanestro. I giovani devono essere educati alla cultura sportiva".

Quindi non è vero, come si sente dire, che state dismettendo il Settore Giovanile?

"Al contrario, semmai stiamo cambiando strategie. Se uno mi dice che dobbiamo formare il campione, devo rispondere che non funziona più così. Noi continueremo a fare sempre più minibasket per coinvolgere al massimo i bambini e le bambine e creare un ampio movimento, poi terremo le indispensabili squadre giovanili ma senza mire di chissà quali successi. Dovesse uscirne il campione, magari, ma oggi come oggi, anche per via della sentenza Bosman, le dinamiche per la ricerca dei giocatori sono totalmente cambiate. D'altro canto, faccio un esempio con la scherma: oggi alla Virtus ci troviamo in casa il più forte giovane schermidore che ci sia, Matteo Neri, che a  17 anni ha vinto più di tutti nel mondo, anche di Montano, di Mangiarotti. Quando riavremo uno come lui? Forse, fra un centinaio di anni. Certo, è il frutto di una scuola, ma è troppo elevata la componente casuale. Chiaro che le nostre giovanili dovranno far crescere al meglio eventuali fenomeni che dovessero capitarci in palestra, ma non lo poniamo più come obiettivo fondamentale".

Il suo rapporto con la prima squadra?

"Cerco di essere molto presente, di seguire il più possibile le partite, anche in trasferta. Non mi intrometto però nelle questioni tecniche perché non mi spetta, non sono nemmeno il presidente che va a dare il 5 negli spogliatoi; sono piuttosto uno che cerca di avere un rapporto con tutti, possibilmente buono. Ho ottimi rapporti con gli allenatori sia della senior che delle giovanili. Non intendo essere invadente negli ambiti che non siano di mia specifica competenza, poi però quando le cose si decidono in Consiglio è ovvio che dica la mia. Mi piace comunque che quando giro per i campo e incontro i nostri ex allenatori, come gli ex giocatori, ci salutiamo tutti sempre cordialmente".