ANNIBALE NANNETTI

Nannetti nel 1955, aggregato alla formazione juniores, in occasione della vittoria del Torneo Termanini a Modena

(foto fornita da Annibale Nannetti)

nato a: Bologna

il: 27/10/1940

altezza:

ruolo: playmaker

numero di maglia: 7

Stagioni alla Virtus: 1957/58

(in corsivo la stagione in cui ha disputato solo amichevoli)

La maglia numero 7 che indossò Nannetti nella formazione juniores della stagione 1957/58

(foto fornita dallo stesso Annibale Nannetti)

PROFILO

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Nella stagione 1957/58 Annibale Nannetti disputa gare amichevoli con la Virtus; in particolare a Bologna contro l'Olimpija ASK Lubiana il 20 marzo 1958, gara terminata sul 58 pari, con la squadra ospite che si rifiuta di disputare il supplementare. Nella stessa stagione Nannetti fa parte della squadra juniores allenata da Giovanni Corsolini.

Nannetti, primo accosciato in basso a sinistra, nella formazione juniores del 1957-58 (foto fornita dallo stesso Nannetti)

FORGIATO DA PALMIERI E VIRTUSSINO PER SEMPRE

Ecco come Virtuspedia ha ritrovato Nannetti. Gli appassionanti racconti di Annibale.

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Un tempo il pareggio era ammesso, più di recente si sono viste partite terminate in parità nei doppi confronti di coppa, in cui valeva la differenza canestri, ma è assai raro vederlo in una gara amichevole in cui ci si attende alla fine un vincitore. Accadde il 20 marzo 1958, quando la Virtus ospitò l'Olimpia Lubiana che, terminati i tempi regolamentari sul 58-58, si rifiutò di disputare il supplementare. Quel giorno in campo per la Virtus, vicino a mostri sacri, come Alesini, Canna, Calebotta, Borghi, Lucev, Carlo Negroni, Fletcher Johnson, Fiero Gandolfi, Pellanera, c'era Annibale Nannetti, di cui  Virtuspedia non sapeva molto di più, se non che quello stesso anno faceva parte anche della formazione juniores allenata da Giovanni Corsolini. Annibale faceva parte di quel gruppo sempre più ridotto di giocatori della Virtus, di cui non eravamo in possesso di una foto. A lungo l'ho cercato, finché un giorno, nel portale città degli archivi, dove si trova anche la parte messa in rete dell'archivio della S.E.F. Virtus, ho trovato menzione dell'archivio audiovisivo di un cineamatore di nome Annibale Nannetti. Spulciando tra le righe ho scoperto il nome di moglie e figli, il che mi ha permesso di trovare, tralascio le varie tappe, una nipote dell'ex giocatore bianconero, Irene Nannetti, che mi ha messo in contatto con il nonno e finalmente la lunga rincorsa aveva avuto successo. Sono andato a trovarlo sulle colline dell'immediata provincia di Bologna ed è cominciata una piacevolissima chiacchierata, a cui la moglie di Annibale, Maria Grazia, ha partecipato con interesse, sui tempi andati, sulla pallacanestro, sempre con la Virtus come filo conduttore.

"Sono arrivato alla Virtus che ero un cinno, mi era venuta l'idea di smettere di tirare calci a un pallone e di provare con la pallacanestro. Allora Bologna aveva due fulcri cestistici: il negozio di oreficeria di Peppino Cellini in via Clavature, e la cartoleria di Bonetti, fratello del parroco della Chiesa della Carità in via San Felice. Alla Virtus il mio primo allenatore fu Giuseppe Palmieri, uno che veramente formava i giocatori: insegnava tutti i movimenti, indipendentemente dal ruolo; è così che imparai il gancio destro e quello sinistro, anche se la mia struttura fisica mi sconsigliava di avvicinarmi a canestro e proprio il mio peso di soli 64 chilogrammi fu il principale motivo di abbandono della pallacanestro, nei contatti volavo via e spesso gli avversari non aspettavano nemmeno il contrasto fortuito, ma mi si avventavano contro, spingendomi via. Non segnavo tanto, ma mi piaceva passare il pallone, farlo viaggiare, fare segnare gli altri. Tornando a Palmieri, è la figura che manca al basket odierno, colui capace di insegnare pallacanestro. Dopo il periodo degli allievi, ebbi come allenatori negli juniores anche altri grandi personaggi, come Tracuzzi e Corsolini. Con Tracuzzi ebbi però un'esperienza già quando ero allievo, nel luglio 1955  e non avevo ancora 15 anni. Era in programma il torneo Termanini a Modena e gli juniores mancavano di giocatori, allora fummo chiamati Gianfranco Marchi, oggi purtroppo scomparso, ed io. In semifinale incontrammo i padroni di casa dell'Avia Pervia e sul +5 rimanemmo in campo in 3, essendo gli altri usciti per falli: Paulucci e i due ragazzini, Marchi ed io, dovemmo affrontare il finale con questo grave handicap, ma incredibilmente vincemmo di 9 punti. La gara si era disputata in mattinata e, dopo pranzo ci misero a dormire in un albergo, ma eravamo tutti ragazzi, quindi ne facemmo di tutti i colori. Vedemmo quel nuovo apparecchio a noi sconosciuto, un telefono che metteva in comunicazione le camere, e ci divertimmo moltissimo a fare scherzi. Poi nel pomeriggio la finale, contro il Borletti di Zappelli, Bandini, Volpato, una squadra fortissima; Volpato poi era un pivot il cui solo nome incuteva paura, ma il nostro Nardi, anche lui venuto a mancare troppo presto, un altro prodotto di Palmieri, lo mise in difficoltà con le sue tante armi, segnò una quarantina di punti, trascinando i compagni al successo. In quella squadra juniores della Virtus c'era Beppe Lamberti, figura poi importante del basket bolognese, Malucelli, un estroso, che un giorno a Borgotaro, in un campo molto stretto, con il pubblico a ridosso del rettangolo di gioco, avvertendo voci che inveivano contro di lui, tutte le volte che ritornava in difesa, lo faceva correndo lungo la linea laterale, tirando calci agli esagitati. Era con noi a Modena il dirigente Ludergnani, che in un'altra occasione riuscì a sottrarmi alla scuola: era in programma un torneo a Padova, dovevamo incontrate proprio il Petrarca, ma dovevo essere interrogato in matematica e dissi a Ludergnani che non potevo partire con al squadra per questo motivo. Il dirigente mi chiese chi fosse la mia insegnante, andò a parlare con lei e riuscì a portarmi via! Poi vennero gli anni della juniores e come compagni, oltre a Marchi, avevo Fiero Gandolfi, a casa del quale ci trovavamo a vedere la televisione, perché fu uno dei primi in città ad avere un televisore; il capitano della squadra era Pierluigi Poggioli, un altro che oggi non c'è più: era il mio compagno di stanza quando si dormiva fuori, ma era soprattutto un perfetto capitano, carismatico e sempre gentilissimo: poi Enrico Panza, amico di una vita. Nel 1958 disputammo a Siena un girone di qualificazione per accedere alle finali nazionali: battemmo Perugia, ma fummo sconfitti dalla Stella Azzurra Roma; si giocava all'aperto, c'era un grande vento che ci deviava spesso i tiri sul ferro, ma quelli del nostro avversario Spinetti andavano sempre a segno e così non ci qualificammo. Quell'anno avevamo una bellissima tuta, perché la prima squadra l'aveva cambiata e quindi le "vecchie" le passarono a noi della juniores. Un'altra tappa fondamentale era il Circolo Virtus di Piazza Malpighi, dove andavo a giocare a biliardo. La pallacanestro è stata una grande passione, fui capitano del Pier Crescenzi nei tornei scolastici e fui più volte convocato da Dino Costa e Dino Fontana per le rappresentative regionali, una volta a Firenze fui anche capitano; aspettavamo con ansia l'arrivo di quelle lettere in cui tra i nomi dei convocati c'era anche il nostro. Ho partecipato anche a due raduni dei maturi baskettari, in Sala Borsa e a Treviso. Anche la Virtus è una grande passione che non è mai venuta meno e mai lo verrà, ma tutta la famiglia è permeata dalla V nera".

Annibale ci ha poi mostrato alcune foto preziose che andranno ad arricchire Virtuspedia e la bellissima maglia numero 7 che indossò nella squadra juniores, ovviamente anche queste maglie erano quelle della squadra maggiore dell'annata precedente . Nannetti aveva scelto il 7 perché voleva ispirarsi come gioco a Gianfranco Pieri, asso dell'Olimpia.

Al termine dell'incontro, planando su Bologna, ho ripensato a tutto il materiale ricavato, la filosofia di Virtuspedia di non lasciar perdere alcuna strada, di inseguire ogni traccia è stata ancora una volta premiata e il nostro grazie stavolta va ad Annibale e a tutta la famiglia Nannetti.

 

Nannetti, capitano del Pier Crescenzi premiato da Provveditore agli studi nell'ambito del torneo delle scuole: Annibale ha sempre la V nera sul petto

(foto fornita dallo stesso Nannetti)