ALESSANDRO ABBIO

(allenatore)

Abbio: il ritorno come allenatore delle giovanile

 

nato a: Racconigi (TO)

il: 13/03/1971

Stagioni alla Virtus: responsabile del settore giovanile nel 2020/21

biografia su wikipedia

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ALESSANDRO ABBIO NUOVO RESPONSABILE TECNICO DEL SETTORE GIOVANILE DI VIRTUS PALLACANESTRO BOLOGNA

tratto da www.virtus.it - 16/07/2020

 

Virtus Segafredo Bologna è lieta di comunicare che Alessandro Abbio è il nuovo Responsabile Tecnico del settore giovanile delle V Nere.

Abbio entra nel mondo Virtus nella stagione 94/95, colleziona più di 300 le presenze in maglia bianconera diventando così uno dei grandi protagonisti delle gesta virtussine di quegli anni. Due Euroleghe, tre scudetti, quattro Coppe Italia e una Supercoppa sono i trofei conquistati da “Picchio” Abbio nel corso della lunga militanza nelle V Nere.
Altrettanto prestigioso il cammino in Nazionale culminato nell’argento agli Europei del 1997 e nell’oro nel 1999.

Alessandro Abbio verrà presentato nel corso della prossima settimana presso la sede di Casa Virtus Alfasigma.

Virtus Segafredo Bologna ringrazia Luca Ansaloni per il lavoro svolto.


 

IL RITORNO DI ALESSANDRO ABBIO

di Ezio Liporesi - Cronache Bolognesi - 24/07/2020

 

Arriva a Bologna nel 1994, in una Virtus da due anni campione d'Italia. Non è facile calarsi nella parte, in una squadra collaudata e ricca di campioni, per un giocatore abituato a realizzare grandi bottini. Poi la sua grande occasione nell'ultimo giorno dell'anno: Binelli é a mezzo servizio perché, partito in nazionale con un certificato che ne sconsigliava l'utilizzo, ne è tornato malconcio; Moretti è a pezzi a causa della pubalgia gioca solo 17', con 0 su 5 dal campo, 2 rimbalzi, una stoppata subita e una palla persa; Coldebella e Danilovic sono assenti. Gli altri fanno gli straordinari, ma al 20' Treviso è avanti 38-49 e al 23' 42-57;  poi tutti i bianconeri danno qualcosa in più, Binion lascia a Woolridge solo un canestro nel secondo tempo (ne segnerà un altro nell'overtime contro Battisti), inoltre Joe segna 15 punti e cattura 12 rimbalzi, di cui 7 in attacco; Brunamonti gioca 42 minuti, Binelli prende 10 rimbalzi, Carera e Battisti danno la loro mano; è Abbio, però a giocare una gara superlativa, 33 punti in 44 minuti, con 8 su 13 dal campo, 16 su 16 dalla lunetta, e 4 rimbalzi; Morandotti schiaccia il pallone che porta la Virtus al supplementare, poi a 1'30" dalla fine del tempo aggiuntivo, sul 78-80, capitalizza il quinto fallo più tecnico di Woolridge, segnando 4 liberi e un canestro, 84-80. Finisce 92-85, con gloria anche per Giacchino e Marco Dondi dall'Orologio. Per Picchio è la consacrazione. Poi nel tempo miglioreranno anche le sue doti difensive, fino a farne un eccellente difensore, grazie anche all'opportunità, confesserà lo stesso Abbio, di marcare Danilovic in allenamento; tuttavia l'istinto offensivo era capace di tornare fuori nei momenti importanti, con tanti canestri decisivi: a Verona, nel 1996/97 segnò, a dieci secondi dal termine, i due liberi che diedero la vittoria alla Kinder: 88-90; nel 1998 ribaltò gara quattro di finale contro la Fortitudo, trasformando in due azioni nell’ultimo giro di lancette il meno due in un più due, con una tripla e un tiro libero; nel 1999, a Varese decise gara tre di semifinale con un coast to coast concluso da un canestro in entrata che valse il successo di un punto; nella stagione successiva sullo stesso campo segnò a 21" dalla fine i liberi del sorpasso, 80-81; nel marzo 2000 segnò a 23" dalla fine il canestro da due del più dodici, che ribaltava il meno dieci dell'andata contro i lituani del Vilnius, coronando un'incredibile impresa, considerando le assenze di Bonora, Danilovic, Rigaudeau e Frosini; nel 2000-01 firmò, contro Treviso, con un gioco da tre punti la vittoria della Virtus per 79-77, dopo che i trevigiani avevano condotto largamente, anche di 19 punti e di 16 al 28'. Diventò un sesto uomo di valore assoluto, affidabile in difesa e in attacco, fondamentale in tanti successi delle V nere: in otto stagioni tre scudetti, quattro Coppe Italia, due Euroleghe e una Supercoppa. Se ne andò nel 2002 sulla scia di quattro titoli consecutivi vinti, il grande slam del 2001 e la Coppa Italia del 2002, a un mese dalla finalissima di Eurolega che la Virtus perse in casa dal Panathinaikos, ma Picchio non c'era più...se n'era andato a Valencia all'epilogo di un rapporto con Messina che scricchiolava da un po' di tempo. Alessandro scrisse comunque una lettera d'addio in cui ringraziava la Virtus, i tifosi, il Presidente, l'allenatore, la squadra e quell'amore per la Virtus lo ha sempre manifestato negli anni successivi in ogni occasione. Ora torna felicemente a far parte delle V nere, come responsabile tecnico del settore giovanile, anche se, in fondo, è come se non se ne fosse mai andato. Bentornato Picchio.

LA PRESENTAZIONE DI ALESSANDRO ABBIO E TOMMASO BERGAMINI

di Paolo Di Domizio – bolognabasket.it -  07/08/2020


La Virtus ha presentato il nuovo volto del suo settore giovanile, con il neo-responsabile Alessandro Abbio e Tommaso Bergamini.

Alessandro Abbio: “Essere qui per me è particolare, una delle prime parole che sento è emozione. Mercoledì 15 luglio me lo ricorderò per sempre: la prima volta che varcavo Casa Virtus. Tanti giocatori sono cresciuti qui alla Porelli. Io però oggi sono qui sotto un’altra veste: vi chiedo di considerarmi come allenatore, poi ovviamente ‘Picchio’ rimarrà il mio soprannome ma adesso sono responsabile di un club molto importante. Sarò affiancato da Tommaso Bergamini che è giovane ma ha esperienza, non si risparmia mai. Una cosa importante per i nostri ragazzi è il fattore scuola: la scuola è primaria e il percorso cestistico di un ragazzo deve andare di pari passo con la scuola. Gli impregni saranno diversi, dagli esordienti agli Under 18. Cercheremo di seguire il più possibile l’andamento scolastico in collaborazione con le famiglie. La scuola è cambiata rispetto a qualche anno fa e cercheremo di andare incontro ai ragazzi e alle famiglie. I ragazzi dovranno seguire determinate cose, non solo dal punto di vista tecnico e agonistico ma anche uno stile Virtus e un’educazione da Virtus.”

Tommaso Bergamini: “Per me è una sfida nuova, ho deciso di accettarla perché è la Virtus ed è un’esperienza che mi stimola quella del settore giovanile. Lavoriamo incessantemente per avviare un nuovo ciclo, per far tornare il settore giovanile della Virtus come una volta, con spirito di eccellenza. Un grande cambiamento che ci sarà quest’anno è la seconda palestra: faremo tante ore al PalaCus".

Ancora Abbio: “Sono stato chiamato da Paolo Ronci e sono arrivato qui in riunione con lui e Luca Baraldi. Quello che ho trovato è organizzazione: non ci sono solo i nostri uffici, tutti ci danno una mano per arrivare alle famiglie. Anche il marketing ci aiuterà perché vogliamo fare tante cose interessanti, a piccoli passi aggiungendo sempre qualcosa man mano. Abbiamo parlato anche di migliorare il sito dal punto di vista del settore giovanile.”

Ora consideratemi allenatore, poi Picchio sarà sempre il mio soprannome. Mi dispiace sentire voci sul settore giovanile della Virtus, anche un po’ fastidiose. Noi cercheremo di soffiare via questo mondo che si è creato intorno al nostro settore giovanile. Non un cambiamento globale ma graduale. Andremo incontro ai ragazzi e alle famiglie perché scuola e pallacanestro devono andare di pari passo.

“Mattia Largo, che collabora con la prima squadra, sarà l’allenatore dell’Under18 eccellenza. Poi c’è il ritorno di Luca Brocchetto, che è già stato per tanto tempo in Virtus e conosce il territorio bolognese. Io prenderò la squadra under 15, l’ho vista giocare l’anno scorso e so che è una squadra di spessore, fino alla pausa era imbattuta. L’under14 invece sarà affidata a Matteo Lolli, uno con la V nera nel sangue: mi piace il suo sguardo e in questi giorni ho parlato con lui e mi ha convinto subito. L’under13 a Matteo Grazi, un allenatore inquadrato che segue certi criteri che sono alla base del nostro spirito. Conosce già i suoi ragazzi, è giovane ed ha ambizione. Per gli esordienti abbiamo deciso di dare fiducia ad Edoardo Costa, che ho conosciuto tre anni fa: conosco il suo percorso formativo in Virtus e conosco il suo impegno.”

“Ho incontrato Djordjevic e abbiamo scambiato due parole. Il settore giovanile deve avere uno sbocco verso la prima squadra. Poi io e Djordjevic siamo stati anche grandi rivali in campo ma è normale. Essendo stati giocatori professionisti siamo legati da una passione che ci accompagna da quando eravamo piccoli.”

“È una cosa emozionante, ho lasciato un ricordo importante ed ho un ricordo bellissimo. Ho ancora casa qui, la sto rimettendo a posto. Otto anni qua da giocatore sono stati incredibili. È bello.”


 

ABBIO: “PAJOLA SA STARE CON I PIEDI PER TERRA. IN QUESTO PERIODO I GIOVANI VANNO SOSTENUTI MENTALMENTE”

tratto da bolognabasket.it - 27/11/2020

 

Il responsabile del settore giovanile Alessandro Abbio è stato sentito da Paolo Di Domizio in occasione del Virtus Weekly in diretta su Virtus Segafredo TV.

Convocazione meritata in Nazionale per Alessandro Pajola? “Sicuramente, il suo è un percorso lungo, sta crescendo bene. Lui sa benissimo che non deve fermarsi; io ho avuto la fortuna di allenarlo nella Nazionale under 20 nel 2018. È un ragazzo che lavora duro e si sbatte molto: ci tiene a fare passi avanti e a dimostrare qualcosa in più e deve essere questo l’obiettivo di tutti i settori giovanili. Non puoi pensare di avere tanti giocatori di talento ma devi lavorare con chi ha predisposizione e voglia di far fatica e fare sacrifici. All’inizio i miglioramenti sono magari piccoli ma ci vuole pazienza.”

Giocare con dei campioni aiuta ma tutto parte da lui: “Bisogna avere umiltà e voglia di percepire ogni piccola capacità da parte di altri giocatori. Lui ha la fortuna di essere a stretto contatto con due mostri sacri del playmaking in campo e con uno in panchina che ha fatto la storia. Devi avere la capacità di star lì con la testa e volare basso. Può togliersi tante soddisfazioni: anche i tifosi ho visto che lo stanno sostenendo e questo è un bel segnale per lui e per la Virtus. A tutti i ragazzi cerchiamo sempre di dare come consiglio quello di tenere la testa al posto giusto, senza troppo vantarsi di cose eccezionali: la chiave è stabilirsi su una linea competitiva costante che ti dia consapevolezza di te stesso e questo Pajola lo sta facendo.”

Un bilancio dei primi 3 mesi di Alessandro Abbio in Virtus: “A livello personale mi sono trovato molto bene. Il dispiacere è ovviamente legato al fatto che ci siamo dovuti fermare con il peggioramento della pandemia: i due mesi iniziali al CUSB però sono andati molto bene, grazie all’impegno dello staff e all’applicazione dei ragazzi che avevano voglia di allenarsi. Attendiamo di tornare a tempi migliori: ci faremo trovare pronti, infatti i nostri ragazzi stanno lavorando da casa. Gli abbiamo messo a disposizione un software tramite il quale riusciamo a programmare gli allenamenti dal punto di vista fisico: in questo modo riusciamo anche a seguirli e a monitorarli per avere un riscontro. Ovviamente il parquet è un’altra cosa, però intanto stiamo cercando di andare avanti.”

Lo sport è importante per i giovani, soprattutto adesso: “I giovani adesso possono fare qualcosa all’esterno, al parco, individualmente ovviamente, ma è una possibilità di svagarsi un po’ visto che stare 4, 5, 6 ore in didattica a distanza può essere pesante. Non hanno più la possibilità di un contatto umano, possono solo recepire senza poter dare qualcosa di loro. Con l’attività fisica, mantenendo le precauzioni, riescono magari a tirare fuori qualcosa. Lo sport per i giovani è fondamentale. Noi, dal canto nostro, cerchiamo di stargli vicino, soprattutto a livello mentale perché prima o poi a livello fisico potranno scatenarsi, speriamo presto. È importante sostenerli mentalmente in questo momento.”


 

VIRTUS CAMP, ABBIO: “PARTECIPAZIONE IMPORTANTE, OLTRE OGNI PIÙ ROSEA ASPETTATIVA”

tratto da www.virtus.it - 25/06/2021

 

Termina anche la terza settimana del Virtus Camp organizzati dal settore giovanile di Bper Banca Virtus Bologna.

Nelle prime due settimane abbiamo avuto una partecipazione importante – afferma Alessandro Abbio, responsabile del settore giovanile virtussino ai microfoni di Virtus Tv – oltre ogni più rosea aspettativa. Ringrazio lo Staff per l’organizzazione e la disponibilità. I nostri ragazzi arrivano qui alle 7.00 del mattino per predisporre tutto quanto ed iniziare ad accogliere i nostri piccoli atleti, siamo contenti di come stanno andando le cose” – chiude il dirigente bianconero.

Come ospite speciale, nel corso della prossima ed ultima settimana sarà presente per un saluto a tutti i partecipanti anche il giocatore virtussino Marco Belinelli.

 




 

ABBIO: CONTENTO DEL PERCORSO CHE STIAMO PORTANDO AVANTI. AI RAGAZZI CERCO DI TRASMETTERE IL SENSO DEL DOVERE

tratto da bolognabasket.it - 30/11/2021

 

Il responsabile del settore giovanile bianconero – Alessandro Abbio – è stato intervistato da Alessandro Iannacci Bolognasportnews.

Un estratto delle sue parole.

Alessandro Abbio, come procede il tuo lavoro con le giovanili della Virtus Bologna?

“Sono molto contento del percorso che stiamo portando avanti. Stiamo lavorando bene, nonostante la situazione della pandemia e la crescita dei contagi destino preoccupazione. I ragazzi vanno a scuola, hanno contatti continui con altre persone, vivono giustamente la loro quotidianità. La possibilità di infettarsi, purtroppo, è dietro l’angolo. Per questo chiedo a tutti loro la massima attenzione, minibasket compreso”.

 

Cosa ti preoccupa maggiormente?

“La gente fa finta di niente o non ha ancora capito i rischi che può correre con comportamenti irresponsabili. E’ una questione di vita o di morte. Molti si aggrappano al concetto di libertà ma questo non c’entra assolutamente nulla: la mia libertà non deve ledere quella degli altri”.

 

E, più nello specifico, nel tuo lavoro quotidiano?

“Innanzitutto voglio che le mie scelte vengano rispettate, non devo sentire qualcuno che mi chiede perché alleno con la mascherina. Inoltre i ragazzi devono stare attenti anche per questioni tecnico-sportive. Se qualcuno di loro va in quarantena mette in difficoltà tutto il gruppo: perdiamo uomini per gli allenamenti, siamo costretti ad effettuare controlli più accurati, le partite finiscono per essere rimandate. Ognuno di noi deve avere un comportamento adeguato per se stesso e per la comunità. Io personalmente ho prenotato la terza dose del vaccino, ho fiducia nella medicina”.

 

Tornando alle questioni di campo, com’è iniziata la tua nuova vita da allenatore?

“Quando ho smesso di giocare ho scelto immediatamente di allenare, non per forza ad alti livelli. Volevo crescere, un po’ come ho fatto nella mia carriera da giocatore, migliorando step by step. L’importante per me è seguire una attività, avere una passione che mi spinge ad andare in palestra ogni mattina”.

 

Il settore giovanile delle Vnere ha una grande tradizione, da qui sono usciti molti campioni. Come stai vivendo questo nuovo ruolo in Virtus?

“Da professionista. Sono stato catapultato in questa nuova dimensione con sorpresa, stupore e tanta felicità. Quello che pensa la gente sulle mie doti da allenatore non mi interessa. Ci saranno sicuramente coach migliori di me, il mio obiettivo è trasmettere ai ragazzi quello che mi ha sempre stimolato quando giocavo. Fare tutto questo in Virtus per me è importantissimo. Non sento la pressione, ho un contratto e quando sarà terminato io e la società valuteremo con serenità il percorso svolto”.

 

Le principali differenze tra giocare e allenare?

“Quando sei in campo ti governi da solo, mentre quando sei in panchina vedi altri giocare. Attraverso il lavoro settimanale in palestra l’allenatore deve forgiare gli uomini e prepararli a superare gli ostacoli. In panchina mi sento rinchiuso in una gabbia: solitamente capisco in anticipo cosa sta per capitare ed è bello percepire quando i nostri ragazzi sono preparati e quando non lo sono. Se riescono a superare una difficoltà è una soddisfazione e posso sviluppare nuove idee in allenamento. Il nostro sport è in continua evoluzione: è molto complicato, ma è proprio questo il bello, perché ogni giorno entri in palestra con più motivazioni”.

 

Il rapporto che si crea tra l’allenatore e il singolo giocatore è decisivo…

“Nella mia carriera ho avuto allenatori che mi hanno aiutato a diventare il miglior Alessandro Abbio possibile. Allo stesso tempo, però, anche il mio apporto da giocatore è stato fondamentale. Un allenatore può dare i migliori consigli ma se il singolo non riesce ad elaborarli (o non ha l’intelligenza di volerlo fare) non andrà da nessuna parte. So già cosa dire ai ragazzi ma spesso mi scontro con le loro vite quotidiane. Può accadere di tutto, è il ragazzo che deve diventare autonomo e gestire il suo privato senza che questo vada ad interferire con il basket. Il lavoro dell’allenatore è essenziale ed estremamente difficile, a volte deve essere uno psicologo. E’ bellissimo instaurare un rapporto con i ragazzi, ottenere la loro fiducia, gestire le relazioni con i genitori”.

 

Quale messaggio cerchi di trasmettere ai tuoi giovani ogni giorno?

“Il senso del dovere. Quando qualcuno scende in campo con la maglia della Virtus non deve nascondersi dietro al glorioso stemma, deve giocare per onorare la Vnera. Quando gli avversari affrontano la Virtus cercano sempre di giocare la partita della vita e vendere cara la pelle. Nessuno deve giocare con sufficienza o portare in campo comportamenti maleducati. Me l’hanno insegnato a Bra quando avevo 16 anni, eravamo in D”.

 

Passando alla prima squadra, come ti sembra questa Virtus Bologna guidata da Sergio Scariolo?

“Mi convince. Ci sono state alcune sconfitte evitabili, ma può capitare quando affronti squadre come Tortona e Napoli. Queste realtà affrontano la patita contro i Campioni d’Italia come la battaglia della vita e lo scivolone è dietro l’angolo. Anche la storica Virtus del Grande Slam, nella quale giocavo, perse l’imbattibilità contro Trieste, non una delle migliori squadre di quel campionato”.

 

Non sei mai stato allenato da Scariolo, ma lo hai sfidato diverse volte durante la tua carriera. Cosa pensi del suo arrivo in Virtus?

“Non sono certo io a dover parlare di Sergio e del suo immenso valore. Appena arrivato a Bologna abbiamo scherzato sul fatto che non ci siamo mai trovati a lavorare nella stessa squadra. In pochissimi in Italia possono vantare una carriera come la sua, anche se ci sono molti allenatori nostrani in rampa di lancio. Scariolo ha un grande passato ma sono sicuro che abbia tanta voglia di fare la differenza con la Virtus. La qualità dei suoi metodi in allenamento è sotto gli occhi di tutti”.

 

Gli impegni europei hanno influenzato il cammino della Segafredo in questi primi mesi?

“Negli ultimi anni le squadre che giocano coppe continentali sono costrette ad affrontare tante partite e viaggi faticosi. Tutto ciò può causare qualche debacle durante la stagione. Bisogna tenere botta, a maggior ragione dopo i tanti infortuni che Scariolo ha dovuto fronteggiare. In allenamento c’è serietà e una voglia di lavorare encomiabile. Serve pazienza, i risultati vanno analizzati alla fine”.

 

Come vedi l’Eurocup quest’anno?

“Il livello di questo torneo si è alzato decisamente rispetto all’anno scorso, del resto è una coppa che vale l’ammissione in Eurolega. Dopo la partita con Valencia ho sentito e letto commenti che mi hanno fatto sorridere. Molti non hanno mai giocato o allenato e non riescono a cogliere tutte le sfumature di questo sport. Solo vivere il basket quotidianamente ti consente di avere una concezione completa e chiara di quello che succede in campo”.

 

Da qualche anno la Virtus sta portando avanti il progetto della squadra femminile. Come valuti il percorso di questa realtà?

“Zanetti ha dimostrato una grande passione e un grande interesse verso la squadra femminile. In pochi anni è riuscito a fare bene, portando il gruppo nei primi posti della classifica e in Eurocup. Ci sono sicuramente cose da migliorare ma la prima esperienza europea è stata comunque significativa. Per fare la differenza serve crescere ancora, contro Carolo mi è sembrato di rivivere la sfida Davide contro Golia. Certamente non fa piacere perdere di 20 punti, ma Lardo è l’allenatore della Nazionale e ha uno staff di alto livello. Tutto è predisposto per crescere e fare bene, ma non è scontato”.

 

In conclusione, quanto è bello per te ritrovare la Virtus Bologna ad alti livelli?

“L’anno scorso la sconfitta in Eurocup contro Kazan è servita per guardarsi in faccia ed affrontare al meglio Playoff. Ricorderemo il percorso trionfale che ci ha regalato lo Scudetto per tanto tempo. Mi fa piacere aver ritrovato anche tanto entusiasmo attorno alle Vnere: ho visto la gente a palazzo, le vendite degli abbonamenti, il divertimento del pubblico. Del resto con giocatori di questo livello sai già che durante la partita succederà qualcosa di stupefacente e memorabile, soprattutto dalle mani di Milos Teodosic. Non succede ovunque”.