FILIPPO BALDI ROSSI

 

nato a: Vignola (MO)

il: 26/10/1991

altezza: 207

ruolo: ala/centro

numero di maglia: 8

Stagioni alla Virtus: 2008/09 - 2009/10 - 2017/18

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

 

 

PROFILO

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Nel 2008/09 Baldi Rossi fa parte della formazione under 19 e colleziona anche 8 presneze nel massimo campionato. Nella stagione successiva, campione d'Italia con l'under 19, è presente nella Supercoppa italiana e in 28 gare di campionato, segnando 13 punti, 10 dei quali non omologati perché realizzati a Napoli il 14 febbraio: quella vittoria per 46-117 fu infatti annullata dalla cancellazione della Nuova Amg Sebastiani dal campionato. I soli tre punti che rimangono nelle statistiche della Lega sono quindi quelli messi a segno nella sconfitta di Roma della penultima giornata di quel campionato.

IL RITORNO DI FILIPPO BALDI ROSSI

tratto da www.virtus.it - 30/11/2017

 

Virtus Pallacanestro è lieta di annunciare l’accordo con il giocatore Filippo Baldi Rossi, che tornerà a vestire la canotta bianconera della società che lo ha visto crescere nel settore giovanile tra il 2005 e il 2010. Baldi Rossi, che ha rescisso il contratto con la Dolomiti Energia Trento, difenderà i colori di Virtus Segafredo con un contratto biennale.

“Non è un segreto”, spiega il Gm bianconero Julio Trovato, “che stiamo continuando a monitorare il mercato Usa: tuttavia, nel momento in cui non stavamo trovando un giocatore che rispondesse al 100% alle nostre necessità, si è materializzata la possibilità di chiudere questo importante accordo con Baldi Rossi. Questo ci consente di inserire nel roster della squadra un elemento di grande valore, sviluppando al contempo un progetto caro alla società, che punta sui giocatori italiani. Attualmente siamo primi nella speciale graduatoria delle società che utilizzano i giocatori italiani, ed è una classifica che teniamo monitorata, senza dimenticare che abbiamo ancora la possibilità di mettere sotto contratto un giocatore americano, che a questo punto sarà inserito più avanti”.

“La società”, conclude il Gm bianconero, “sta attraversando un momento di ricostruzione, avviato nel giugno 2016 e partito dal campionato di Serie A2. Le fasi di trasformazione richiedono programmazione e pazienza, e ad oggi crediamo di aver inserito un mattone importante per questa nostra ricostruzione”.

FILIPPO BALDI ROSSI è nato a Vignola il 26 ottobre 1991. Ala-centro di 207 centimetri, ha iniziato la sua crescita nelle giovanili bianconere nel 2005, all’età di quattordici anni. Dal 2008 è approdato alla prima squadra, in Serie A, restandoci fino al 2010, anno in cui ha vinto anche il titolo italiano con l’Under 19, dopo aver conquistato quello dell'Under 17 due anni prima. Si è poi trasferito per due stagioni in prestito al Perugia Basket, e nel 2012 è stato ceduto al PMS Torino, con cui nel 2013 si è laureato campione italiano Dilettanti. L’anno successivo è approdato all’Aquila Basket Trento, con cui ha conquistato nel 2014 la promozione in Serie A. Medaglia d’argento agli Europei Under 20 del 2011. Nel 2017 ha disputato le qualificazioni e le fasi finali dei Campionati Europei con la maglia della Nazionale.

FILIPPO BALDI ROSSI, che ha scelto il numero 8, sarà presentato ai media domani, venerdì 1 dicembre, alle ore 14.15, nella sala stampa Virtus del PalaDozza.

 

ECCO BALDI ROSSI: "UN'EMOZIONE RIPARTIRE DA DOVE SONO CRESCIUTO"

tratto da www.virtus.it - 01/12/2017

 

Cronaca di un ritorno. Se varcare la soglia della palestra Porelli è un’emozione per chiunque faccia di mestiere il giocatore di pallacanestro, figurarsi cosa può voler dire per Filippo Baldi Rossi. Uno che dentro quelle mura è cresciuto, partendo ragazzino e uscendo professionista del basket. Il nuovo (o meglio, ritrovato) numero 8 bianconero racconta emozioni e prime impressioni nel ventre del PalaDozza, a margine del suo secondo allenamento alla corte di Ramagli. E ammette: non è una sensazione qualunque.

Tocca a Julio Trovato, Gm bianconero, spiegare come e perché si è arrivati a puntare su un giocatore che faceva parte del gruppo dei prescelti da Messina all’ultimo Europeo.

“Nel programma di costruzione della squadra, volevamo inserire un giocatore americano nel ruolo di 4. Abbiamo lavorato a varie possibilità, senza però trovare soluzioni valide. Quindi abbiamo anche pensato a soluzioni diverse, valutando giocatori italiani, il che ci avrebbe permesso di mantenerci ai vertici della classifica delle società che li utilizzano. Quando mi è si è presentata la soluzione di Filippo l’ho colta al volo: il valore del giocatore non si discute, e neppure quello della persona. Abbiamo trovato in poco tempo un accordo sia con Trento che con l’agente di Filippo, chiudendo in fretta un’operazione perfetta e lineare. Non mi resta che aggiungere: bentornato, Filippo!”

L’emozione è qualcosa che non vale la pena tenere nascosto. E Filippo non la nasconde. Il passato racconta di un ragazzo arrivato a casa Virtus da Vignola a 14 anni, cresciuto fino a diventare uno dei migliori in Italia.

“Tormare dove ho passato la mia infanzia, dove ho costruito la mia carriera, è stata davvero un’emozione enorme. Ieri mattina ho subito rivisto persone che mi hanno aiutato a crescere fin da ragazzino. Non avevo perso i contatti con Giordano Consolini, con Daniele Cavicchi che per primo mi ha allenato nel settore giovanile e che ora ritrovo nello staff di Ramagli. Ho passato due mesi complicati a Trento, non lo nascondo. Andare in Nazionale è stato importante, mi è servito a rientrare in fretta, ma negli ultimi due mesi ho pagato un po’. Questa nuova avventura mi stimola, perché sono tornato a casa”.

Un’idea del gruppo nel quale entra, Filippo se l’è fatta.

“E’ una Virtus diversa da quella che avevo lasciato, e anche da quella contro cui ho giocato. Ha molta ambizione, gruppo e staff di alto livello. Conosco Ale Gentile e Aradori, ho avuto Ramagli come allenatore nell’Under 18. Sono fortunato, parto avvantaggiato”.

La chiusura di un cerchio, per Filippo.

“Ho fatto un percorso che mi ha aiutato a crescere, e mi sono tolto molte soddisfazioni. Ho firmato un triennale a Trento, nella passata stagione, ma forse qualcosa si era rotto. Ora sto bene, mi sento un gradino più in alto e sono pronto a dare il mio contributo. Ramagli mi ha chiesto cose che posso dare, cose semplici, Non sono mai stato un accentratore, mi piace far girare la squadra. Credo di poter dare risposte positive alle esigenze del coach”.

Riportare la Virtus ad alta quota: una ricetta?

“A Trento abbiamo ottenuto risultati senza porci obiettivi particolari, e in questo il gruppo dei giocatori italiani è stato l’anima della squadra. In Virtus vedo molte similitudini: gli italiani sono un gruppo compatto, gli americani sono bellissime persone che mi stanno aiutando nell’adattamento. I finali di partita, come quello di Trento? Credo sia una questione di dettagli da sistemare, e possiamo riuscirci. Certo, intorno alla Virtus ci sono aspettative importanti. Sento però che la pressione è positiva, che l’ambiente è sano. Gli obiettivi della squadra sono noti, il mio è quello di tornare ad alti livelli, e di riuscirci qui”.

 

Baldi Rossi subito un infortunio all'esordio nella sua seconda vita bolognese (foto tratta da www.1000cuorirossoblu.it)

BALDI ROSSI: "VENUTO PER RILANCIARMI, MA NON A LIVELLO STATISTICO. E VEDERE CHE LA SQUADRA GIRA MEGLIO È UN OTTIMO RISULTATO"

tratto da bolognabasket.it - 08/02/2018

 

Filippo Baldi Rossi è stato intervistato da Matteo De Luca su baskettiamo.com
Ecco un estratto delle parole dell’ala bianconera.

Sulle sue condizioni fisiche attuali. C’è ancora margine di miglioramento a livello fisico ma il ginocchio sta bene, io sto bene e sto lavorando tanto insieme allo staff Virtus che è estremamente preparato. Ho tanto tempo in settimana per concentrarmi sul pieno recupero, purtroppo dopo questo infortunio non è né semplice né veloce tornare al basket giocato ma ci sto arrivando anche grazie all’ampio minutaggio che la Segafredo mi concede. Sono molto contento dei miei progressi ed in più la squadra sta andando molto bene: il cambio ha decisamente pagato!

Sull’ambiente trovato in bianconero e il rapporto con coach Ramagli. Con i compagni super: con Ale Gentile avevo già fatto due Europei a livello giovanile, Stefano lo conoscevo per averlo affrontato sul campo così come Klaudio. Pietro Aradori ho avuto la possibilità di conoscerlo questa estate agli Europei e devo dire che mi ha dato una grandissima mano ad inserirmi nel gruppo: come ultimo arrivato tra tutti questi “colossi veterani” non era semplice integrarsi. Anche il gruppo di “Americani” è fatto di grandissime persone a livello umano e non è stato complesso unirsi a loro. Sia i veterani della promozione che i nuovi arrivati hanno dato vita ad un grande gruppo molto affiatato; prima di arrivare leggevo sui giornali di uno spogliatoio “complesso” ma posso assicurare che niente è più lontano dalla realtà. Per quanto riguarda coach Ramagli c’è stato un feeling immediato dovuto anche al fatto di aver lavorato insieme ad un Europeo giovanile. Sulla soglia del decidere se venire a Bologna, è bastata una sua semplice telefonata in cui spiegava quello che pensava di me per convincermi all’istante.

Sul giocare spesso da “playmaker occulto” della squadra. Credo di essere stato preso per questo; non sono e non sarò mai un “4 Americano” da 20 punti e 10 rimbalzi a partita, però mi hanno sempre visto come un giocatore che può aumentare la circolazione di palla e siccome ho buone doti di passaggio e di lettura della pallacanestro posso togliere pressione al playmaker. Come anticipato sono venuto qui per rilanciarmi ma non a livello statistico e vedere che la squadra giri meglio (questo me lo hanno fatto notare anche altri), per me è già un ottimo risultato.

Un pensiero sulla partita di Coppa Italia contro Brescia. Innanzitutto credo che i miei compagni dovranno tirarsi via un “sassolino dalla scarpa” per come è arrivata la sconfitta in campionato. Ormai Brescia non è più una sorpresa, ha fatto un girone d’andata realmente strepitoso e si stanno confermando giornata dopo giornata, basti vedere il colpo ad Avellino. Hanno un bel mix di Americani ed Italiani che sta portando risultati ma noi ad oggi pensiamo solo a Sassari; da lunedì ci metteremo in palestra a studiare come fronteggiarli.

Un pregio e un difetto della Virtus attuale. Un difetto… capita che a sprazzi si vada fuori giri sia in attacco che in difesa e quindi si corra il rischio di subire dei break in poche azioni, anche in partite in cui siamo in controllo. Il pregio più grande invece è il gruppo: credo che, a discapito di quello che si diceva dall’esterno ad inizio stagione, l’atmosfera sia di grande collaborazione e sul campo direi che i risultati si siano visti.