I GIOVANI VANNO AL FRONTE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Intanto, come si è detto, dal 10 giugno anche l'Italia si trova in stato di guerra. I nostri giovani partono per i fronti, in Francia, in Africa e in Grecia. Il campo di via Valeriani, centro abituale di raduno dei nostri soci (nel 1943 rimarrà danneggiato da un bombardamento aereo), vede diradarsi le frequenze. Più tardi la Santa Lucia verrà occupata dalla Croce Rossa ed adibita a magazzino. Sul finire dell'anno la società rinnova i propri quadri direttivi confermando la fiducia a diversi anziani dirigenti ma immettendone anche dei giovani. Per la sezione Pallacanestro: presidente Carlo Fischer, segretario Pietro Farné.

 

PALLACANESTRO: SOTTO I GIOVANI

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

La prolungata indisponibilità di Dondi e Paganelli, entrambi chiamati in zona operativa, costituisce un grosso handicap per la squadra di pallacanestro. A Vannini, Marinelli e Girotti, azzurri nel doppio vittorioso incontro con la Germania a Trieste e Monaco, si affiancano i neo-titolari Calza, Bersani e Cesare Negroni con la formazione via via integrata da Bernardi, Bombardi, Faccioli, Zambonelli, Battilani, Cappellani, Mariani e Modena. Soltanto nel girone di ritorno la squadra trova un suo assestamento classificandosi infine al 6° posto. Per la prima volta il suo bilancio è in passivo: 8 vittorie e 10 sconfitte. Da segnalare la vittoria ottenuta l'11 dicembre 1940, a Bologna, sulla Rappresentativa Universitaria Bulgara per 45-3', nonché quella della Targa Damiani a Foggia, in finale sul Guf Bari. Onorevole infine il comportamento della seconda squadra della Virtus B. S. (Negroni, Battilani, Luigi Rapini, Zucchini, Gubellini, Cappellani, Lanzoni, Modena, Alberto Mariani, Raoul Rapini, Fontana, Riguzzi e Molinari) nel proprio girone del campionato di 1a Divisione, girone vinto dalla S. G. Umberto I di Vicenza.

 

GUF LIVORNO - VIRTUS BOLOGNA - GUF LIVORNO 20-32 (8-11)

Il Telegrafo di Livorno - 23/12/1940
 
L'incontro tra i bianchi bolognesi ed i grigio-azzurri del Guf Livorno ha risposto solo in parte alle premesse della vigilia. La partita è stata serrata come l'importanza della posta faceva prevedere, ma il giuoco scadente dal punto di vista tecnico delle squadre in campo non ha confermata l'impressione di una Virtus ed un Guf Livorno in ripresa dopo due brillanti partite esterne. I virtussini hanno superato gli avversari di tutta una classe. Tuttavia, come insime di squadra (elemento di notevole significato nella pallacanestro), non sono sembrati in alcun momento irresistibili. I nazionali Vannini e Marinelli, pur non giuocando all'altezza del proprio rendimento normale, sono stati, insieme a Girotti, i migliori degli ospiti.
 
Dalla Virtus, partita anche quest'anno con il proposito di conquistare il massimo titolo nazionale, era da attendersi molto di più. Certamente le condizioni del terreno, fangoso e sdrucciolevole e l'inclemenza del tempo, hanno notevolmente influito sul giuoco dei bolognesi e dei loro avversari. Ma tale rilievo non è sufficiente a giustificare appieno la partita mediocre disputata da due squadre che sembravano avviate verso una brillante ripresa. Il Guf Livorno, minorato nella formazione per l'assenza di orlandini, ha disputato una partita confusa, disordinata, ravvivata solamente da spunti individuali e da episodi isolati di qualche interesse. Dopo l'incontro di Milano, nel corso del quale gli alievi di Macchia avevano severamente il "cinque" della "Pirelli", attualmente in gran forma, si era tratta la conclusione che il Guf Livorno, superato il disorientamento inziale, si fosse messo al passo con le migliori squadre del proprio girone. Con l'incontro di ieri i goliardi labronici sono tornati al punto di prima.

 

La squadra grigo-azzurra ha perduto, quest'anno, le migliori caratteristiche del proprio sistema di giuoco. Il fatto di incontrare avversari di notevole valore, nettamente superiori come classe a quelli affrontati nella stagione passate, non è sufficiente a spiegare del tutto il cattivo rendimento e in particolar modo le deficienze stilistiche dei livornesi. Si può perdere contro avversari complessivamente superiori, ma il sistema di giuoco ed il tema elementare delle azioni non può subire una radicale modificazione se una squadra si trova nella pienezza dei mezzi fisici. Il Guf Livorno invece, sembra proprio deficiente di preparazione atletica. In tali condizioni l'ansia della vittoria ad ogni costo, l'orgasmo di raggiungere ad ogni incontro il primo successo che dia qualche speranza nell'avvenire, si tramuta, in campo, in una confusione caotica che, all'atto pratico, si risolve in risultati nettamente negativi. Nell'incontro di ieri il Guf Livorno non ha mai funzionato con regolarità come complesso di squadra. La difesa non è esistita come reparto organico: tutta la squadra nelle fasi di ripiegamento, che i grigio-azzurri dovrebbero impostare come di consueto sul sistema della "difesa a zone", ha perduto la bussola e con essa la chiarezza di idee e la visione esatta della situazione. La Virtus, infatti, ha segnato gran parte dei canestri a proprio favore da facili posizioni sotto il cesto. Situazioni del genere sono rare, se non impossibili, contro una squadra che metta in pratica, con un minimo di ordine, l'arretramento a zone.

 

All'attacco molta volontà di strafare, senza un preciso costrutto, molto giuoco personale (Gallinari e qualche altro), insufficiente manovra della palla e insufficiente capacità di smarcamento. Con questi elementi negativi il Guf Livorno non poteva aver le possibilità di superare una Virtus Bologna anche se questa si è dimostrata inferiore al rendimento che nello scorso anno la condusse al secondo posto nella classifica finale del campionato. Il Guf Livorno ha avuto un inizio di partita felice portandosi in vantaggio per 6 a 2. Raggiunti dagli avversari, la squadra livornese ha perduto la calma e dopo aver mantenuto lo scarto di punti in suo svantaggio nella minima misura, ha finito per lasciare via libera ai bolognesi che, nel finale di gara, hanno reso nettissimo il proprio successo. La partita di ieri  dovrà spronare gli atleti livornesi a migliorare il proprio rendimento attraverso una preparazione tecnica ed atletica scrupolosa. Senza di ciò la posizione raggiunta dopo tanti anni di oscuro lavoro, non potrà essere mantenuta a lungo.

 

 

 

IL RECLAMO DELLA VIRTUS PER L'INCONTRO CON LA PARIOLI È STATO RESPINTO

tratto da Il Littoriale - 11/01/1941

La F.I.P. comunica:

Reclamo Virtus Bologna (Campionato Divisione Nazionale Serie A, gara Parioli-Virtus Bologna del 15-12-XIX) - Esaminato il reclamo si delibera: a) di respingere il reclamo; b) di omologare la gara come segue: S. S. Parioli-Virtus Bologna 31-29 (Maifredi): c) di incamerare la tassa reclamo.

 

 

IL RECLAMO DELLA VIRTUS B. S. RESPINTO DALLA C. T. DELLA FEDERAZIONE

tratto da Il Resto del Carlino - 11/01/1941

 

La C. T. della Federazione di Pallacanestro ha respinto il reclamo della Virtus B. S. avverso il risultato dell'incontro con la S. S. Parioli del 15 dicembre.

La stessa Virtus B. S. è stata multata di lire 400 per infrazione agli articoli 62 e 69 del regolamento gare.

 

VIRTUS-TRIESTINA 23-30 (8-15)

Il Piccolo di Trieste - 30/12/1940
 
Dato che il nome delle due avversarie che si incontravano nella palestra di Santa Lucia, si attendeva una gara scintillante e piena di sfumature tecniche, degna della tradizione che esiste ra bolognesi e triestini in fatto di pallacanestro. Invece è stato proprio in linea tecnica che la gara ha deluso. Agonisticamente tuttavia le due avversarie si sono contrapposte con forza e spesso con rudezza: segno che la posta in palio era allettante oltre che importante ai fini della partita.
 
La Virtus fu quella che più aiutò il gioco a divenire dapprima stretto nei movimenti e opaco nelle idee; ma la classe dei triestini trovò il modo per emergere ugualmente. Dalla vigilanza attentissima dei locali, i triestini sono usciti con brio e con spunti efficaci per segnare e portarsi in vantaggio sin dalle prime battute. Tale vantaggio doveva guidare i vincitori nell'impresa e far sì che la Virtus non li superasse.
 
Dopo un primo tempo infelice il punteggio era di 15 a 8 in favore degli ospiti. Nella ripresa questi accentuavano ancor più il ritmo, ma improvvisamente i bolognesi scattavano alla riscossa e si portavano a un solo punto dai vincitori (22 a 21). Qui i bolognesi vedevano fallire alcuni cesti per sfortuna, ma tale cattiva sorte è stata del resto abbondantemente ripagata dalla jella che i giuliani conobbero in un momento della gara, quando certi palloni uscirono di canestro mentre già sembravano dentro. Nel finale apparve in pieno la grande sicurezza dei triestini, che disponendo di maggior fiato passarono in bellezza e senza lasciare dubbi.
 
Grande partita di Novelli nel primo tempo e di Bessi nella ripresa. Difesa coriacea quella offerta dall'indomito Caracoi e da Defeo. Ottimo il giovane Bociai. Ha arbitrato il romanzo Piergentili.
 
 

VIRTUS BOLOGNA - GUF LIVORNO 39-28

Il Corriere del Tirreno - 09/03/1941
 
Tecnicamente nulla da fare contro la Virtus Bologna per i bravi goliardi liveornesi. L'esito del resto è una constatazione che si poteva fare anche a priori. Ove invece i livornesi si sono mostrati superiori al previsto è stato nella animosità e nel coraggio. Lo stesso punteggio dice che se la Virtus è passata come meritava, il distacco non è poi molto sensibile. Dopo un tempo di pretta marca bolognese, i livornesi avevano un felice ritorno nella ripresa e accorciavano sensibilmente le distanze. Bedini specialmente, ha sfoggiato un tiro assai preciso mentre Gallinari si faceva più volte insidioso.
 
I vincitori hanno avuti in Marinelli il trascinatore in pieno stato di grazia, abilmente coaudiuvato da Girotti, Calza e Vannini. Va notato che tutti i giuocatori del Guf Livorno sono militari e che continuare il campionato offrendo prove entusiasmanti come quelle fornite ieri alla Palestra di Santa Lucia, costituisce un ammirevole merito che del resto anche la folla bolognese ha ampiamente riconosciuto. Ha arbitrato Silvestri di Venezia.
 

GINNASTICA TRIESTINA-VIRTUS 37-33 (20-21)

Il Piccolo di Trieste - 17/03/2020

 

Si può affermare senz'altro che la Ginnastica ha acciuffato la vittoria nella prima parte della ripresa. Subito dopo il riposo, i campioni, che erano in ritardo di un punto (20-21), si sono svincolati dallo strettissimo controllo imposto, hanno inscenato una vibrata controffensiva ed hanno conquistato un vantaggio abbastanza tranquillante (31-23). In questo periodo, i bolognesi, disorganizzati alquanto da due espulsioni per falli personali (Bersani e Calza), e forse scomposti da troppe rotazioni e sostituzioni, hanno accusato in piena una fase di rallentamento, proprio quando i triestini si stavano trovando al diapason. Poi la Virtus si è scossa e ha tentato, in un disperato finale, di ricuperare il terreno perduto. Ma oramai il distacco era quasi incolmabile (e mancavano soltanto uno o due minuti). Infatti, subito dopo, l'arbitro Colajanni di Pavia chiudeva la gara, che vedeva il successo della Ginnastica per 37 a 33. Della bellissima partita, che la folla ha gustato in tutti i suoi momenti più appassionanti, pubblicheremo un esauriente commento sulle "Ultime Notizie" d'oggi.

 

TRATTO DA "IL LAVORO" DI GENOVA - 28/04/1941

 

Nella partita fra la Giordana e la Virtus, i genovesi hanno svolto un magnifico gioco e la loro superiorità si è palesata sin dal primo tempo che si concludeva in vantaggio per 26 a 10.