KELVIN MARTIN

(Kelvin Tyrone Martin)

Festeggiamenti per Kelvin Martin nel giorno del raduno (foto tratta da www.virtus.it)

 

nato a:  (Germania)

il: 10/09/1989

altezza: 195

ruolo: ala

numero di maglia: 1

Stagioni alla Virtus: 2018/19

biografia su wikipedia

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

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PIETRO ARADORI

 

 

nato a: Brescia

il: 09/12/1988

altezza: 196

ruolo: guardia

numero di maglia: 21

Stagioni alla Virtus: 2017/18

biografia su wikipedia

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

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VIRTUS, ARRIVA KELVIN MARTIN

tratto da www.virtus.it - 23/07/2018

 

Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore KELVIN MARTIN, ala piccola statunitense di 29 anni, che dalla stagione 2018-2019 indosserà la canotta di Virtus Segafredo.

KELVIN TYRONE MARTIN, americano di Adel, Georgia, è nato in Germania il 10 settembre 1989. Ala piccola di 196 centimetri, è cresciuto alla Cook Country High School, frequentato poi la Charleston Southern University tra il 2008 e il 2012. In quattro stagioni con i Buccaneers ha giocato 115 partite con 12.9 punti, 8.4 rimbalzi e 1.6 assist di media in 30.5 minuti di utilizzo, alzando le medie a 15.4 punti e 9.1 rimbalzi nella stagione da senior. Per due volte (2011 e 2012) è stato eletto Defensive Player of the Year della Big South Conference.

Ha iniziato la carriera da professionista in Olanda, vestendo i colori dei Matrixx Magixx di Wijchen per due stagioni, dal 2012 al 2014, per poi trasferirsi in Germania in ProA (la seconda lega tedesca) al MLP Academics Heidelberg, dove in 33 gare ha viaggiato a 15.1 punti, 6.4 rimbalzi e 2.2 recuperi. Nell’estate del 2015 è approdato in Italia, chiamato in A2 dalla Moncada Agrigento: in 37 gare ha segnato 16.9 punti con 6.3 rimbalzi e 2.2 recuperi. Tornato in Germania nella stagione 2016-2017, questa volta nel massimo campionato, ha giocato a Ludwigsburg, segnando 8.7 punti e catturando 3.1 rimbalzi per gara in Bundesliga (dove la squadra è approdata fino alle semifinali) e 11.0 punti con 4.9 rimbalzi in FIBA Champions League (eliminata solo nei quarti). Nel 2017-2018 è tornato in Italia per debuttare in Serie A con Cremona: con una stagione da 13.2 punti, 5.4 rimbalzi e 1.7 recuperi in 28′ di media, Kelvin è stato un elemento fondamentale per la Vanoli nella qualificazione ai Playoff.

Kelvin Martin” commenta  Marco Martelli, Direttore Sportivo di Virtus Segafredo, “chiude il nostro parco stranieri portando in dote la sua fisicità, il suo dinamismo e la sua attitudine difensiva, oltre al potenziale che è stato capace di mostrare in Italia fin dalla prima stagione in A2 ad Agrigento. Per lui si tratta di una tappa importante nella sua carriera; per noi è un tassello ideale ed estremamente funzionale nella squadra che abbiamo fin qui costruito“.

“Sono felice di essere alla Virtus: mi sento onorato di questa opportunità”, sono le prime parole di Kelvin Martin da bianconero. “ La Virtus è un Club che ha fatto la storia del basket europeo, è rispettato ovunque e sento che fare grandi cose a Bologna significa creare grandi opportunità al Club stesso e a tutti noi che ne facciamo parte. I tifosi sono incredibili. Ho giocato due volte qui nella mia carriera e altrove non ho mai trovato un’arena del genere: pensare che da ora sarà il mio campo di casa è qualcosa di davvero fantastico. Nei colloqui con il management ho percepito che Bologna sta cercando di conquistare qualcosa di grande e di continuare a creare quella cultura di basket che ha sempre avuto nella sua storia: oggi sono estremamente grato che abbiano pensato a me per farne parte. Di sicuro non sarà facile, ma mi aspetto che la nostra squadra giocherà duro e ad armi pari ogni giorno e in ogni partita di questa stagione. Io sono un giocatore versatile, che porta tantissime cose alla squadra, sia in attacco che in difesa. Posso giocare più posizioni, ma la cosa più importante è che in campo porto energia, gioco con il cuore e faccio di tutto per vincere. Sono pronto per questa sfida”.

 

Kelvin Martin nel torneo di Olbia al tiro contro Avellino (foto tratta da www.virtus.it)

MARTIN: "DOBBIAMO LOTTARE PER I MASSIMI TRAGUARDI, NELLE PRIME QUATTRO IN ITALIA E FINALL FOUR IN COPPA

tratto da bolognabasket.it - 10/09/2018

 

Kelvin Martin è stato intervistato da Luca Aquino sul Corriere di Bologna.
Ecco un estratto delle sue parole.

L’anno scorso all’uscita dal campo un tifoso bianconero fece un gestaccio. L’episodio mi è tornato in mentre proprio mentre stavo per firmare il contratto con la Virtus e ho pensato “E’ la squadra del tifoso che mi aveva fatto quel gestaccio?” Mi ha fatto molto sorridere, anche sui social se ne è parlato molto e mi sono divertito. Molti tifosi si sono scusati, qualcuno ha detto di essere stato il protagonista di quell’episodio.
Le aspettative per la stagione. Dobbiamo metterci nelle condizioni di lottare per il massimo traguardo in Italia e in Europa. Quindi entrare nei playoff del campionato nelle prime quattro e raggiungere le Final Four di Champions League. Bologna è un posto fantastico, una vera città del basket. Sia in palestra sia per strada si può sentire la passione dei tifosi.
Oltre alle schiacciate, per cui è famoso, punti di forza e cose da migliorare. Una cosa sulla quale sto lavorando per migliorare è il tiro da tre. Devo segnare con più continuità, essere più solido. Per il resto sono un all-around, posso palleggiare, giocare il pn’r e sono un buon difensore. Le schiacciate restano negli occhi della gente, ma sono un giocatore versatile.
La schiacciata che vorrebbe realizzare. Non ho mai fatto una 360° in partita. Preparatevi.

 

MARTIN: "LA DIFESA POTRÀ ESSERE UNA DELLE CARATTERISTICHE DELLA VIRTUS. SONO QUI PER CERCARE IL SUCCESSO DELLA SQUADRA"

tratto da bolognabasket.it - 27/09/2018

 

Kelvin Martin è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole.

Credo che la difesa possa davvero essere una delle caratteristiche di questa squadra, fatta di ottimi giocatori di grande talento e qualità offensive, come Taylor, Aradori o Punter. Mi piace essere un punto di riferimento difensivo, in assoluto mi interessa essere parte di questo gruppo, perché un team diventa forte quando si lavora tutti insieme. Già il mio allenatore di high-school si soffermava molto sul tema difesa, è una cosa che ho imparato a coltivare e credo sia parte integrante della crescita di un buon giocatore. 
E’ vero che non va mai in vacanza? Sì, nel senso che per affrontare una buona stagione è necessario non abbassare la guardia mai. Significa tenerti in condizione, fare anche molta attenzione a come mangi, a quanto riposi. Io in questo senso non ho mai mollato, credo faccia parte del percorso di uno che vuol giocare a basket da professionista.
Mi piace scherzare quando sono tranquillo e in relax, allo stesso tempo essere serio e professionale quando mi trovo in palestra e sul campo. Ascoltare il coach quando mi alleno, divertirmi con gli amici. Bisogna farlo nelle cose che si amano, se non ti diverti a giocare a pallacanestro è finita. La stagione è fatta di alti e bassi, devi essere capace di trovare un equilibrio tra questi stati d’animo. Il mio è un mestiere e lo prendo seriamente, senza perdere la felicità di godermelo.
E’ importante essere qui alla Virtus. E’ una situazione che può dare una spinta alla mia camera. Sono stato bene a Cremona, là ho preso confidenza con questo campionato, ho capito meglio quale fosse il mio tipo di gioco, mi è capitato di fare molte cose, curare gli aspetti difensivi e dare il mio contributo nel costruire il gioco di squadra. Oggi posso dire di essere in una società che può darmi molto, aiutarmi a vincere con un gruppo vincente. Perciò l’obiettivo più grande per me è essere qui e cercare il successo. Non significa che vinceremo sempre e tutto quello che c’è da vincere, ma che nella mia mente sento che abbiamo voglia di farlo. Mi può far crescere come giocatore, all’interno di un team in sviluppo. Dare il mio contributo per portare in alto questa Virtus, eccolo il target principale.
Sulle sue schiacciate spettacolari. Non è che abbia preventivato certe giocate. Quando arrivo sul parquet non penso allo spettacolo che produrrò. Penso a fare qualcosa di utile per i miei compagni, a giocare duro, qualcosa che possa aiutare me e loro a vincere la partita. A volte anche un gesto un po’ plateale può dare una carica in più, ma non sono cose che uno cerca forzando. Se arrivano naturalmente possono essere un valore aggiunto.