CASA MADRE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Il 17 gennaio 1871 Emilio Baumann, Piero Campagnoli, Oscar Marini, Alfonso Notari, Cesare Augusto Puviani, Francesco Rusconi e Riccardo Venturi fondano la Società sezionale di Ginnastica in Bologna. L'idea viene da Emilio Baumann, che il 21 marzo 1868 aveva già redatto con otto amici (Pietro Notari, Antonio Stagni, Giovanni Nederer, Giovanni Zanotti, Gaetano Beccari, Massimiliano Barbieri, Ubaldo Garagnani e Giuseppe Bianchi) una bozza di statuto. Quasi tre anni dopo, di quei nove è rimasto solo Emilio Baumann, che ha trovato sei nuovi compagni d'avventura. Primo presidente è Cesare Augusto Puviani, che con Baumann stila lo statuto riprendendo i concetti della bozza del 1868.

Emilio Baumann, ideatore e fondatore (foto tratta dal libro Il Mito della V Nera)

Cesare Augusto Puviani, il primo presidente (foto tratta dal libro Il Mito della V Nera)

 

Il palazzo di via Garibaldi, allora via San Domenico, come era ieri e come è oggi, sede del Tribunale al civico numero 6, dove nacque la Virtus

Il busto di Baumann, posato il 16 aprile 1996 al primo piano di via Garibaldi 6, alla presenza di Giorgio Neri e dell'On. Giovanni Elkan

Il simbolo della Società prima dell'inserimento del nome Virtus

(foto tratta dal libro "Antonio Modoni un medicinese illustre" di Filippo Galetti, fornito da Alberto Venturoli)

LA NASCITA DEL NOME VIRTUS, L’ALBA DELLA V NERA

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Sebbene la società di educazione fisica fosse già nata da tempo, il 17 gennaio 1871, solo esattamente 18 anni dopo, nel gennaio 1889, ha origine l’appellazione Virtus. È un’idea del presidente Antonio Modoni, in carica dal 1881 (vi rimarrà fino al 1890), che vuole, con questo nuovo nome, abbinare alla nobile società, di cui è presidente, l’idea del valore; messa all’ordine del giorno dell’assemblea generale la variazione della denominazione sociale ed essendo stata la proposta del presidente accolta all’unanimità, la denominazione completa diventa Virtus Società Ginnastica Educativa di Bologna. Ecco il documento che attesta l'avvenuto cambio di nome, reperito nella biografia di Modoni, scritta dal professor Filippo Galetti.

Il documento che attesta l'inserimento del nome Virtus nella denominazione sociale

(foto tratta dal libro "Antonio Modoni un medicinese illustre" di Filippo Galetti, fornito da Alberto Venturoli)

DENOMINAZIONI

 

17/01/1871:                 SOCIETA’ SEZIONALE DI GINNASTICA IN BOLOGNA

03/01//1875:                SOCIETA’ GINNASTICA  DI BOLOGNA

/12/1886:                     SOCIETA’ GINNASTICA EDUCATIVA DI BOLOGNA

23/03//1889:                “VIRTUS” SOCIETA’ GINNASTICA EDUCATIVA

12/04/1920:                 VIRTUS – GRUPPO SPORTIVO BOLOGNESE

28/06/1922:                 VIRTUS – SOCIETA’ DI EDUCAZIONE FISICA

06/04/1935:                 VIRTUS BOLOGNA SPORTIVA

Dal 1945 ad oggi:       SOCIETA’ EDUCAZIONE FISICA “VIRTUS”

  STEMMI

 
 

 

 

 

  


Abbiamo provato a fare un elenco dei più grandi virtussini nelle varie discipline, andando a ricercare i principali titoli vinti. Ecco le stelle Virtussine sezione per sezione:

 

Atletica leggera
Atleta Titoli
Ondina Valla oro olimpiadi Berlino 1936 con primato mondiale, olimpico, europeo - 80 m ostacoli
partecipazione alla 4x100 olimpiadi Berlino 1936
Giuseppe Dordoni oro olimpiadi Helsinki 1952 con primato mondiale, olimpico, europeo - 50 km marcia
oro europei Bruxelles 1950 - 50 km marcia
oro giochi mediterraneo Alessandria d’Egitto 1951 - 10 km marcia
Tullio Gonnelli argento olimpiadi Berlino 1936 - staffetta 4x100
Gabriele Salviati bronzo olimpiadi Los Angeles 1932 - staffetta 4x100
Giorgio Oberweger bronzo olimpiadi Berlino 1936 - lancio del disco
Adolfo Contoli oro europei studenteschi Parigi 1923 - pentathlon
partecipazione olimpiadi Parigi 1924 - decathlon e pentathlon
Roberto Di Leo oro campionati gioventù europea Milano 1942 - staffetta 4x100
bronzo campionati gioventù europea Milano 1942 100 m piani
Guido De Murtas oro mondiali universitari Vienna 1939 - staffetta 4x100
partecipazione olimpiadi Roma 1960 - riserva
Giovan Battista Boscutti argento mondiali universitari Vienna 1939 - salto con l’asta
Renato Dotti bronzo mondiali universitari Vienna 1939 - salto in alto
Giuseppe Palmieri bronzo mondiali universitari Parigi 1928 - salto in alto
bronzo mondiali universitari Parigi 1928 - lancio del giavellotto
Ruggero Biancani partecipazione olimpiadi Berlino 1936 - lancio del disco
Oprando Bottura partecipazione olimpiadi Anversa 1920 - lancio giavellotto
Giuseppe Tugnoli partecipazione olimpiadi Anversa 1920 - lancio del disco e del giavellotto
Paolo Zamboni partecipazione olimpiadi Roma 1960 110 m ostacoli

Altri 39 atleti azzurri - 33 campioni italiani assoluti per 106 titoli - 6 titoli italiani a squadre

Baseball
Qualificazione ai playoff di serie C 2013
Calcio
Primo posto nel girone emiliano F.I.G.C. 1921
Atleti azzurri Competizione
Giuseppe Giustacchini Ginevra 1921 - Svizzera – Italia 1-1
Football americano
campionato di serie A 2000
Ginnastica
Atleta Titoli
Adolfo Tunesi oro olimpiadi Stoccolma 1912 - concorso a squadre
bronzo olimpiadi  Stoccolma 1912 - concorso individuale
Giuseppe Domenichelli oro olimpiadi Anversa 1920 - concorso a squadre
3 campioni italiani assoluti per 5 titoli
Lotta greco romana
Atleta Titoli
Valentino Borgia partecipazione olimpiadi  Berlino 1936 - categoria pesi piuma
Aleardo Donati partecipazione olimpiadi Berlino 1936 - categoria pesi massimi
Renato Gardini partecipazione olimpiadi Stoccolma 1912 - categoria pesi massimi
Vittorio Dotti partecipazione olimpiadi Parigi 1924 - riserva

Altri 5 atleti azzurri 7 campioni italiani assoluti per 14 titoli - 1 titolo italiano a squadre

Lotta stile libero
Atleta Titoli
Ugo Fanti 3 campionati italiani assoluti - pesi massimi
Judo
Organizzazione corsi 1957
Nuoto
Atleta Titoli
Luigi Rolfini bronzo mondiali universitari Vienna 1939 - staffetta 3x100 mista
Un altro atleta azzurro
Pallanuoto
Titoli Formazione
Finale di Campionato di Prima Divisione 1936 Reggiani, Codecà, Pagni, Coralli, Galluzzi, Gozzo, Marinelli
Tuffi
Atleta Titoli
Romeo Arienti secondo posto campionati juniores 1940
Palla a sfratto
Partecipazione al Concorso di Milano 1904
Palla vibrata
Campionato del concorso federale ginnastico di Trieste 1922
Pallacanestro
Bacheca
Gli scudettati
I più vincenti
Medaglie internazionali
Riconoscimenti
Pallavolo
Atleta Titoli
Giorgio Barbieri oro mondiali universitari Torino 1970
Altri 6 atleti azzurri - 2 titoli italiani a squadre
Titoli Formazione
Campione d’Italia 1965/66 Cuoghi, Fancareggi, Mazzanti, Mescoli, Severi, Sgallari, Tedeschi, Zanetti G., Zanetti P., Zuppiroli
Campione d’Italia 1966/67 Cuoghi, Fancareggi, Guidetti, Mescoli, Severi, Tedeschi, Zanetti G., Zanetti P., Zuppiroli
Pattinaggio
Atleta Titoli
Beatrice Lotti - Guido Galletti bronzo europei Trieste 1980
Gloria Grandi – Roberto Levi argento europei Venezia 1982
7 titoli italiani
Pugilato
Atleta Titoli
Benito Totti partecipazione olimpiade Berlino 1936 - riserva
Rugby
Atleta Titoli
Angelo Becca azzurro
Arrigo Marescalchi azzurro
Giulio Rizzoli azzurro
Eraldo Sgorbati azzurro
Titoli Formazione
Secondo posto in campionato 1935 Trebbi, Bassi II, Rizzoli II, Patrignani (Pederzini), Verni (Piccone), Magri, Possati, Brighetti, Marescalchi, Sgorbati, Consolo, Guermandi, Tognetti, Tosarelli, Saguatti (Bassi I), Fantazzini. Riserve: Conti, Rossi
Scherma
Atleta Titoli
Alessandro Pirzio Biroli argento olimpiadi Londra 1908 - sciabola squadre
Giampaolo Calanchini argento olimpiadi Tokio 1964 - sciabola squadre
bronzo olimpiadi Roma 1960 - sciabola squadre
argento mondiale Parigi 1965 - sciabola squadre
Aldo Montano bronzo olimpiadi Londra 2012 - sciabola a squadre
oro mondiali Mosca 2015 - sciabola a squadre
argento mondiali Wuxi 2018 - sciabola a squadre
bronzo mondiali Budapest 2019 - sciabola a squadre
oro europei Zagabria 2013 - sciabola a squadre
argento europei Montreux 2015 - sciabola a squadre
argento europei Tbilisi 2017 - sciabola a squadre
argento europei Novi Sad 2018 - sciabola a squadre
bronzo europei Dusseldorf 2019 - sciabola a squadre
Luigi Samele bronzo olimpiadi Londra 2012 - sciabola a squadre
argento mondiali Parigi 2010 - sciabola a squadre
argento mondiali Wuxi 2018 - sciabola a squadre
bronzo mondiali Lipsia 2017 - sciabola a squadre
bronzo mondiali Budapest 2019 - sciabola a squadre
oro europei Lipsia 2010 - sciabola a squadre
oro europei Zagabria 2013 - sciabola a squadre
oro europei Strasburgo 2014 - sciabola a squadre
argento europei Torun 2016 - sciabola a squadre
argento europei Tbilisi 2017 - sciabola a squadre
argento europei Novi Sad 2018 - sciabola a squadre
bronzo europei Dusseldorf 2019 - sciabola a squadre
oro giochi Mediterraneo Mersin 2013 - sciabola individuale
Elio Cucchiara argento mondiali Vichy 1953 - spada squadre professionisti
argento mondiali Roma 1966 - sciabola squadre professionisti
Maurizio Bimbi oro internazionali militari Palermo 1967 - sciabola individuale
Aldo Boni partecipazione olimpiadi Parigi 1924 - fioretto a squadre
Matteo Neri oro europei cadetti Novi Sad 2016 - sciabola individuale
oro mondiali cadetti Bourges 2016 - sciabola individuale
oro europei under 20 Foggia 2019 - sciabola individuale
bronzo universiadi Napoli 2019 - sciabola individuale
4 altri atleti azzurri - Un campione italiano assoluto per 2 titoli
Sci
Atleta Titoli
Sandro Muzzi Coppa Pibigas di Sestola 1953
Sollevamento pesi
Atleta Titoli
Alessandro Rizzoli bronzo piccolo III Concorso Ginnico Nazionale Roma 1895
Tennis
Atleta Titoli
Orlando Sirola finalista Coppa Davis 1960, vincitore zona Europea
terzo Coppa Davis 1958, vincitore zona Europea
terzo Coppa Davis 1959, vincitore zona Europea
Internazionali di Francia Parigi 1959 - doppio maschile
Giuseppe Merlo terzo Coppa Davis 1958
vincitore zona Europea Coppa Davis 1955
vincitore zona Europea Coppa Davis 1956
vincitore zona Europea Coppa Davis 1959
Ferruccio Bonetti vincitore Coppa De Galea 1955
Umberto Mattei vincitore Coppa De Galea 1954
Giuseppe Morelli vincitore Coppa De Galea 1955
Pier Giovanni Canepele oro mondiali universitari Porto Alegre 1963 - singolare maschile
oro mondiali universitari Torino 1959 - doppio maschile
Maria Teresa Riedl oro mondiali universitari Vienna 1939 - doppio femminile
oro mondiali universitari Vienna 1939 - doppio misto
bronzo mondiali universitari Torino 1959 - singolare femminile
bronzo mondiali universitari Porto Alegre 1963 singolare femminile
Luciana Paganelli Spadoni argento mondiali universitari Parigi 1947 - doppio femminile
bronzo mondiali universitari Parigi 1947 - doppio misto
Stefano Gaudenzi bronzo mondiali universitari Sofia 1961 - doppio maschile
bronzo mondiali universitari Porto Alegre - 1963 doppio maschile
bronzo mondiali universitari Tokio 1967 - doppio maschile
Martin Mulligan Internazionali d’Italia Roma 1965 - singolare maschile
Internazionali d’Italia Roma 1967 - singolare maschile
Raffaella Reggi bronzo olimpiadi Los Angeles 1984 - singolare femminile
2 altre partecipazioni olimpiadi Seul 1988, Barcellona 1992
vincitrice Usa Open 1986 - doppio misto
n° 17 classifica mondiale 1987
3 partecipazioni masters New York 1986,1987,1989
Omar Camporese n° 18 classifica mondiale 1982
Sabrina Goleš argento olimpiadi Los Angeles 1984 - singolare femminile
Altri 2 atleti azzurri - 7 campioni italiani assoluti per 27 titoli - 4 Coppe Brian a squadre - 3 coppe Bonacossa a squadre
Tiro a segno
Atleta Titoli
Alberto Mattioli Campione italiano 1890 ambito società ginnastiche
Alessandro Pederzoli Campione italiano 1899 nel concorso ginnico Como
Velocipedistica
Atleta Titoli
Vasco Lenzi Campionato sociale velocità 1893

 

 

Lapide posta nella palestra si Santa Lucia l'8 maggio 1923 dedicata ai soci caduti nella Prima Guerra Mondiale

(Museo del Risorgimento di Bologna)

Libro storico uscito in occasione dei 60 anni della S.E.F. Virtus (foto fornita da Emanuele Re)

LA VIRTUS E I PREMI NOBEL BOLOGNESI

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Nel 1873 si pone per la Società Ginnastica (il nome Virtus verrà aggiunto solo qualche anno dopo) il problema della palestra. Inizialmente Baumann, il fondatore, aveva cominciato le sue lezioni di ginnastica nella Scuola Tecnica a San Domenico, poi il Marchese Gioacchino Pepoli assegnò l'ex Chiesa di Sant'Agata in Piazza del Francia, l'attuale Palazzo delle Poste in quella che è oggi Piazza Minghetti. Appunto nel 1873 la Lega per l'Istruzione del popolo, che ha come presidente Giosuè Carducci (premio Nobel per la letteratura nel 1906) e tra i soci il Belluzzi, propone la fusione con la Società Ginnastica; quest'ultima preferisce però mantenere la propria indipendenza, ma comunque collabora con la Lega, anche alla ricerca di una nuova palestra come si evince dalle parole del Carducci stesso: "Spinta dallo stesso lodevole fine, ha esibito alla Lega tutti gli attrezzi della sua palestra purché questa trovi e dia un adatto locale". La Lega chiede al comune un locale "essendo disposta a condividere con la Società Ginnastica le spese di manutenzione e completamento degli attrezzi... Con ciò, ossia con la collaborazione del Municipio, della Lega e della Società Ginnastica, Bologna verrebbe finalmente dotata di una istituzione tanto necessaria e così reclamata dalla moderna civiltà". Il 29 aprile la Giunta delibera la concessione dell'ex Chiesa di Santa Lucia in via Castiglione. Il 15 maggio l'assessore delegato, nonché sindaco, Gaetano Tacconi e Adelfo Grosso, presidente della Società Ginnastica firmano l'accordo. La Palestra della Santa Lucia sarà il tempio e sede della Virtus fin quasi alla fine della seconda guerra mondiale. L'ultima gara è l'incontro di pallacanestro (lo sport che negli ultimi anni vi ha trovato il suo nido, campo da allenamento e delle gare di campionato) del 5 aprile 1944, una sfida in famiglia tra Virtus A e Virtus B; dopo quella data solo qualche allenamento. Finita la guerra, dopo avere utilizzato per amichevoli il campo del Ravone e quello della piscina coperta dello Stadio, le V nere si trasferiscono per gli incontri di campionato in Sala Borsa, ma durante la settimana là si fanno affari e quindi c'è bisogno di una palestra per allenarsi. Viene scelta la palestra del Liceo Righi a porta Saragozza: ne abbiamo trovato finalmente un documento che lo attesti, nel libro sulla pallacanestro Novellara, scritto da Maria Gabriella Barilli e Giordano Lusuardi. Dopo un'inaspettata sconfitta della Virtus a Reggio Emilia in precampionato, contro l'AP Reggiana, da non confondere con l'attuale Pallacanestro Reggiana, il capitano e olimpionico Bersani, in una simpatica lettera al noto arbitro internazionale Pietro Reverberi, lancia la rivincita della partita e alla fine dell'articolo, datato 30 settembre 1948, si comunica che gli allenamenti per i giocatori della Virtus, in vista del campionato, cominceranno l'indomani, 1 ottobre, alla palestra del Liceo Righi a Porta Saragozza. Augusto Righi fu tra i primi, dopo la scoperta dell'onda elettromagnetica, a cimentarsi nel settore della trasmissione di segnali a distanza ed ebbe come allievo Guglielmo Marconi, premio Nobel per la fisica nel 1909 per l'invenzione della radio. Anche Marconi è direttamente e indirettamente legato alla Virtus: la palestra delle scuole Marconi è stata sede, negli anni '70, di allenamenti e partite delle giovanili, nonché di qualche amichevole della prima squadra; nel 1998 l'aeroporto intitolato a Marconi si trasformò in un vero e proprio Palasport festante, per accogliere in piena notte, erano le 4 del 24 aprile, le V nere, laureatesi poche ore prima campioni d'Europa, di ritorno da Barcellona.

Ex Chiesa Sant'Agata prima palestra sociale, eretta nel XVIII secolo (foto tratta dal libro Il Mito della V Nera)

LA VIRTUS HA OTTANT'ANNI

di Dario Zanasi - Stadio - 10/03/1951

 

In occasione dell'ottantesimo anniversario della gloriosa Virtus, il nostro Dario Zanasi ha scritto la seguente prefazione per il primo numero del periodico sociale che doman ritorna a parlare ai soci dopo alcuni anni di silenzio:

 

In alcune case patrizie, in certe ville stile impero a cui fanno da maggiordomo e da valletti le lunghe e appaiate file degli ippocastani e dei tigli, restano ancora appese alle pareti le litografie riproducenti la firma della pace di Francoforte in una sala dell'Hotel Zum Schwanen; il drammatico incontro fra Bismark e Napoleone III sulla strada di Donchéry; il mesto abbandono delle Tuileries da parte dell'imperatrice Eugenia; il gremito emiciclo del Parlamento italiano nel momento in cui Vittorio Emanuele II pronuncia la storica frase: "L'opera a cui dedicammo la nostra vita è compiuta".

Siamo nel 1871. I segni di queste litografie, se toccate dal pollice, lasciano una macchia umida e fumosa a causa della loro freschezza. Proprio in quest'anno, pochi mesi dopo la pace franco-prussiana, l'Italia unita s'avvia verso una nuova vita sociale e politica; in Inghilterra gli Schools Boards rendono obbligatoria l'istruzione elementare; in Giappone viene abolito il feudalesimo; in Europa gli statisti dai capelli spioventi si fanno ritrarre seduti a gambe accavallate su un poltrona, secondo il costume suggerito dal mago Disraeli e da Gladstone; in Francia e in Italia la moda femminile è un emporio di cascanti e sbuffanti vesti multicolori e di lavoratissime cuffie di pizzo che s'appaiono agli uccelli del paradiso sotto cupola di vetro e ai monumentali orologi a pendolo che hanno la rispettabile funzione di dir "cucù", ogni mezz'ora, ai nostri nonni romantici e risorgimentali, timidi e avventurosi, impettiti e impomatati nella barba e nei baffi.

Siamo nel 1871m ripeto. Fu proprio in questo anno che ha il colore e il sapore di un battesimo in un quieto paese di provincia, nella dotta Bologna dai palazzi color sangue antico nasce la Virtus, la Società destinata a rappresentare (ammesso che il verbo non risulti troppo orgoglioso e superbo) l'alba e il mattino della ginnastica e dell'atletica della nuova Italia.

Rifare la storia della Società felsinea ripercorrendone cronologicamente le tappe non è il compito di questa breve presentazione che vuole avere soltanto il significato di uno schietto saluto ai soci e agli amici di ieri e di oggi, di una stretta di mano fra gente che si ritrova puntuale e fedele davanti al portone della casa virtussina. No, non è il caso di compilare un frettoloso manuale di storia o di cronaca dal momento che la storia e la cronaca, i veri amici, le tengono in nitidi caratteri sulle pagine della memoria, o, almeno, del sentimento e della consapevolezza che proviene dal sentirsi attive unità di un organismo ricco di energia e di fama sportiva.

La Virtu è infatti una gagliarda "vu" maiuscola che entra nelle vicende dello Sport con la stessa assiduità con cui i punti interrogativi ed esclamativi ricorrono nelle accese arringhe forensi. È la consonante iniziale di una parola latina che significa valore nella sua accezione comune, valore dello spirito e del corpo, valore civile e guerriero (non fraintendete, vi prego, il senso dell'ultimo aggettivo), valore dell'anima e della mente e dei muscoli. E, se non temessi d'incappare nella solita vieta retorica che accompagna ogni celebrazione sportiva, oserei persino parlare di gloria schiettissima, dalla fondazione ad oggi, pur tenendo conto degli alti e bassi, dei periodi di fulgore e di grigiore, delle rapide ascese nell'estimazione nazionale e delle inevitabili pause, dovute a motivi di vario genere, a cui un organismo è soggetto.

La Virtus, questa "vu" maiuscola che nel 1871 ruppe le zolle che ne celavano il seme (ottant'anni, visti dal nostro osservatorio atomico, sembrano ancorati a un mitico, lontanissimo evo) principiò da quella data a crescere e svilupparsi, a maturare dovunque una buona fama grazie all'abnegazione e al merito dei pionieri, grazie alla virtù dei dirigenti e degli atleti di allora, di ieri, di oggi.

Teniamone dunque conto di quest'importante genetliaco, proprio nel mentre si ridà vita, dopo tanti anni, alla consuetudine di un foglio che è la minuscola agenda della Società, la modesta lavagna su cui scrivere nomi, fatti, vicende, elenchi, consigli di varia natura. Sarà insomma, questo periodico, come una voce mensile che giunge ogni mese a domicilio per ringraziare i soci e gli atleti e, perché no?, anche per incitare i tiepidi e gli immemori col pungolo dei risultati raggiunti e dei programmi messi in cantiere dalla Società.

Virtus. Sono gli uomini che danno un volto al valore e perciò può risultare una buona malleveria l'imponente schiera dei soci, guidati da sportivi che si chiamano Aurelio Brini, Agostino Mezzetti, Giorgio Neri, cioè da dirigenti solleciti e pensosi del grande sodalizio che essi reggono e della lucida tradizione virtussina, aliena dall'inerzia, dalla neghittosità, dalle micidiali penombre.

Ottant'anni sono un buon viatico per coloro che non si stancano di marciare su una strada diritta; e la "vu" maiuscola è un magico amuleto: ve lo dice un forestiero che ha avuto il diritto e l'orgoglio di fregiarsene; ve lo dice chi ha ricevuto in questi giorni, col cuore tremante, una tessera che ha la somiglianza e il valore di una immagine.

Fine ottobre 1951: viene inaugurata la sede di Piazza Malpighi 4, con annesso il Circolo Virtus

Sala dei trofei: Vittorio Masetti, Giorgio Neri, Achille Baratti, Eliseo Silva, Dedè Miliani, Emilio Battisti, Aurelio Bruni, Agostino Mezzetti, Gustavo Baracchi, Elio Buldrini (foto tratta da Il Mito della V Nera)

Quando esisteva il Circolo Virtus in Piazza Malpighi

Piazza Malpighi 4, la sede dell'antico Circolo Virtus com'è oggi

Anni '60: premiazione nella Sala Baumann della nuova sede di Strada Maggiore 29 (foto tratta da Il Mito della V Nera)

La mostra per i 90 anni della S.E.F. Virtus

Il sindaco di Bologna on. Dozza (virtussino) visita la mostra accompagnato dal v. segr. gen. Achille Baratti e dal consigliere Giuli

Cartolina con annullo filatelico per i 90 anni della S.E.F. Virtus

 

La medaglia del 90° anniversario (foto fornita da Giorgio Lanfranchi)

I 3 RICONOSCIMENTI DEL 1962

 

DALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Telegramma 13848 del 13.8.1962

Al Provveditore agli Studi Bologna

Prego comunicare Presidente Società Sportiva Virtus Bologna che il

Presidente Repubblica su mia proposta habet conferito medesimo sodalizio medaglia d'oro benemerenza cultura et porgere espressioni mie congratulazioni et distinte considerazioni.

                                                Gui Ministro Istruzione

 

"Diploma di I Classe ai Benemeriti della Scuola della Cultura e dell'Arte con facoltà di fregiarsi della relativa "Medaglia d'Oro"

(foto tratta da "Il Mito della V Nera")

 
DAL C.O.N.I.

Comitato Olimpico Nazionale Italiano

17.1.1962

Alla soc. Ed. Fis. Virtus Bologna

Strada Maggiore 29

Si è lieti comunicare che il Consiglio di presidenza del C.O.N.I., nella sua riunione del 10 corrente, ha deciso fra l'altro di assegnare a codesta Società una speciale medaglia di benemerenza per aver compiuto nel 1961 novanta anni di servizio attivo e proficuo a vantaggio dello sport.

In tale circostanza il Consiglio di Presidenza ha espresso il più alto apprezzamento per l'esemplare operosità espletata da codesto Sodalizio il quale, per merito dei propri soci, atleti e dirigenti, ha saputo in ogni tempo fare onore, nel campo sportivo, al buon nome del proprio Paese e diffondere tra i giovani l'amore per la disciplina fisico-educativa.

                                                Bruno Zauli

                                    Segretario Generale del C.O.N.I

 

DAL COMUNE

 

Comune di Bologna

Bologna 5 marzo 1962

Al Signor Presidente della S.E.F. Virtus

Strada Maggiore, 29 Bologna

Signor Presidente,

in occasione della ricorrenza del novantennio di fondazione della gloriosa Società "Virtus", che ha tenuto alto il nome dello sport bolognese in tutto il mondo ed in tutti i settori della sua feconda attività, il Comune di Bologna, a ricordo dell'avvenimento, ha voluto testimoniare il suo affetto e la sua riconoscenza con l'offerta alla S.E.F. Virtus di una medaglia d'oro.

Nell'inviare a Lei - Signor Presidente - questo segno di riconoscenza, esprimo il vivo compiacimento della Civica Amministrazione e dei cittadini bolognesi per l'opera fin qui svolta a favore dello sport dalla "Virtus", con l'auspicio che per il futuro quest'opera possa sempre più e sempre meglio fare rifulgere gli ideali per i quali, novant'anni or sono, la nostra Società fu fondata.

A Lei, ai dirigenti, agli atleti, a tutti i "virtussini", giunga il più cordiale saluto dell'Amministrazione comunale e mio personale.

                                                            Suo

                                                            Giuseppe Dozza

STELLA D'ORO AL MERITO

tratto da "Il Mito della V Nera" - di Ahille Baratti e Renato Lemmi Gigli - 1971
 
 
Un nuovo alto riconoscimento ufficiale viene tributato alla S.E.F. VIRTUS, premiata dal C.O.N.I. con la Stella d'Oro al merito sportivo che lo stesso Presidente della Repubblica, nella cerimonia ufficiale del 13 dicembre (nota di Virtuspedia: 1967) a Roma, appunta sulla bandiera della Società portata dalla giovane ginnasta Simonetta Bortolotti.
 

VIRTUS ENTE MORALE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia
 
Il 12 maggio 1974, mentre la squadra di pallacanestro conquista la Coppa Italia, ponendo fine a un digiuno di successi durato diciotto anni, con decreto del Presidente della Repubblica, viene riconosciuta come Ente Morale (associazione alla quale per gli scopi, nel caso della Virtus educativi e sportivi, che persegue e che per la loro importanza oltrepassano la durata della vita umana, viene riconosciuta, con Decreto del Capo dello Stato, personalità giuridica autonoma rispetto alla persone che ne fanno parte)

 

Fultz a canestro mentre Bertolotti e Ferracini osservano nel torneo del centenario della Sef Virtus

(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

Sergio Vitali, Giovanni Cocchi, Foschi, Gabriele Baroni, Giampiero Forni, Andrea Gaggioli della squadra allievi alle celebrazioni per il centenario

(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

L'INTRAMONTABILE MITO DELLA V NERA

La Virtus compie 125 anni: fu fondata in una scuola il 17 gennaio 1971. Alle 17,30, in Santa Lucia (l'ex storica sede della società), il via alle celebrazioni con Pescante

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 17 gennaio 1996

 

La Sef (Società di educazione fisica) Virtus taglia oggi un prestigioso traguardo, quello dei 125 anni di storia, e lo fa con quegli stessi principi che nel lontano 1871 animarono i fondatori. Alle 17,30, davanti alla massima autorità sportiva, il presidente del Coni Mario Pescante, cominceranno le celebrazioni nell'aula magna "Santa Lucia", in quegli stessi locali, cioè, che per settant'anni hanno rappresentato la sede sociale e la palestra della Virtus.

La storia. Il 17 gennaio 1871, in un aula delle scuole tecniche San Domenico (oggi istituto Pier Crescenzi) un gruppetto di volontari gettò le basi per la costituzione di una società sportiva che aveva per scopo l'educazione morale e fisica della gioventù. Il primo atto costitutivo, comunque, risale a qualche anno prima, al 21 marzo 1868, con una bozza di statuto elaborata da Emilio Baumann. La prima palestra fu l'ex chiesa dedicata a Sant'Agata. Dopo la sezione ginnastica fu la volta della scherma e dell'atletica leggera. Realtà che portarono, e continuano a portare, allori e trofei.

Le medaglie. La Virtus ha vinto qualcosa come 201 titoli italiani, 4 Coppe Italia, 1 coppa delle coppe, 4 medaglie d'oro olimpiche (Tunesi nel 1912 e Domenichelli nel 1920 per la ginnastica; Valla nel 1936 e Dordoni nel 1952 per l'atletica), 3 d'argento e 4 di bronzo. Dal 1974, poi, la Virtus è diventata ente morale.

La "V" e ben quattro "F". Considerata la rivalità cestistica tra Virtus e Fortitudo, sembra pretestuoso parlare di "V" e di "F". Eppure è così, perché il primo distintivo sociale venne ideato nel 1875. Si tratta dello scudetto con quattro "F", disposte a croce di Malta. Il significato di quelle quattro lettere è: forte, franco, fermo, fiero. Tale simbolo venne ripreso dagli allora dirigenti virtussini da un simbolo che era stato introdotto in Germania nel 1846, durante la festa ginnica di Heil Bronna. Ideate da Friedrich Ludwig Jahn, le quattro "F" rappresentano le iniziali di frisch, frei, frolich e frumb (poi fromm). Quattro termini per indicare lo spirito del ginnasta che deve avere la mente sveglia ed essere libero, allegro e religioso.

I premiati. Un appuntamento particolarmente prestigioso durante il quale la società bianconera premierà alcuni atleti che nel corso degli ultimi anni si sono messi in evidenza. Si tratta di Monica Valentini e Marinella Giorgini (ginnastica); Giuseppe Dordoni e Ondina Valla (atletica leggera); Giampaolo Calanchini (scherma); Beppe Merlo, Nicla Migliori Artigiani, Gianluca Rinaldini, Orlando Sirola (alla memoria), Raffaella Reggi, Omar Camporese e Paolo Bertolucci (tennis); Marco Bonamico, Pietro Generali, Galeazzo Dondi Dall'Orologio, Giancarlo Marinelli (alla memoria) e Venzo Vannini (basket).

Un libro per la "V" nera. Sui cent'anni di storia virtussina si è soffermato, con entusiasmo, lo scomparso Renato Lemmi Gigli. In occasione di questa nuova ricorrenza la casa madre ha affidato al collega Gianfranco Civolani il compito di scrivere un libro, "I cavalieri della V nera", che verrà poi messo in vendita con un annullo speciale.

Virtus e solidarietà. La società bianconera ha scelto un partner particolare, perché verranno organizzate manifestazioni (la regia è affidata alla "Big Event") di carattere socio-culturale per contribuire alle fortune di "Bologna Help", il comitato di solidarietà, presieduto da Emilio Franzoni, che raggruppa venti tra le più significative associazioni di volontariato.

 

E CAPITAN VILLALTA È FINITO IN PANCA

L'ex cestista escluso dai premiati: "Ma ci sarò ugualmente"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 17 gennaio 1996

 

Alla fine ci sarà pure lui. Ma il suo nome non compare nell'elenco dei premiati che pure comprende altri cestisti come Marco Bonamico (356 presenze e 3665 punti in maglia Virtus) e Pietro Generali. Un elenco monco, dunque, perché senza nulla togliere al "Marine" e a Pietrone, Renato Villalta ha qualcosa in più. Fino a qualche settimana fa, prima che Brunamonti lo superasse, il gigante veneto aveva il record di presenze in maglia bianconera, 449 gettoni di fedeltà e qualcosa come 7306 punti. E se tutto questo non bastasse possiamo aggiungere pure i tre scudetti vinti (l'ultimo dei quali nel 1984, quello della Stella), i 13 anni in bianconero, 8 dei quali coi galloni da capitano (dopo aver ricevuto il testimone da Charlie Caglieris), una finale di Coppa delle Coppe a Milano nel 1978 (sconfitta di due punti con Cantù), una finale di Coppa dei Campioni (Strasburgo 1981, sconfitta che ancora brucia per un arbitraggio che finì per favorire gli israeliani del Maccabi di Tel Aviv), l'oro europeo di Nantes nel 1983, la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Mosca nel 1980, e ancora i due bronzi, conquistati sempre con la nazionale, a Stoccarda e Belgrado.

Ce n'è abbastanza, insomma, per ritenere che Villalta - a proposito, abbiamo dimenticato di sottolineare che si tratta dell'unico virtussino del quale è stata ritirata la maglia n. 10 - sia un pezzo consistente della storia cestistica della Bologna che ama la V nera. Ce n'è più che a suffcienza per pensare che la casa madre abbia sbagliato depennando il suo nome dall'elenco dei premiati (è bene ricordare che i titoli che Villalta può vantare sono nettamente superiori a quelli che sono stati sufficienti alla società per giudicare degni di menzione Bonamico e Generali), per non irritare il presidente della Virtus basket Cazzola, col quale proprio Villalta intraprese un'azione legale per ottenere il riconoscimento della pensione. Sarà il Tribunale, ovviamente, a decidere se le richieste di Villalta dovranno essere esaudite o meno, ma lo stesso Cazzola, probabilmente, sarebbe stato felice di veder premiato un atleta che ha rappresentato il passato più recente della società che lui ha rilevato e che ha portato a vincere tre titoli consecutivi. Renato oggi sarà presente alla cerimonia di apertura, perché si sente virtussino comunque, come ha ribadito in una lettera che lui stesso ha indirizzato al presidente della Sef Virtus Bruno Micolano e al presidente onorario Gianluigi Porelli. Fu proprio quest'ultimo a strappare il gigante alla concorrenza e a portarlo via dalla Duco Mestre per 400 milioni (cifra record per quei tempi). Nella lettera indirizzata alle massime autorità bianconere il "vecchio capitano" non ha chiesto alcuna onorificenza (eppure ne avrebbe diritto), ma rivendicato l'orgoglio di chi - "l'azione legale è un'altra cosa" - sente dentro di sé un marchio indelebile, quello della V nera, appunto. Villalta dunque sarà presente oggi e potrebbe incontrare Alfredo Cazzola che, dopo le polemiche dei mesi scorsi, è stato invitato dalla casa madre. Tra gli inviti spediti non possiamo fare a meno di ricordare quello indirizzato al neo-presidente Alberto Bucci, che potrebbe fare (allenamenti permettendo) la prima uscita ufficiale da n.  1 bianconero, anche se la sua nomina sarà ufficializzata nella riunione del 29 gennaio.

 

 

La medaglia commemorativa emessa in occasione del centenario

E PORELLI PREMIA RENATO VILLATA

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 18 gennaio 1996

 

Non ce ne vogliano Giorgio Neri, che pure possiede la tessere numero 1 della Sef Virtus, datata 1921, e tantomeno Ondina Valla e Pino Dordoni, medaglie d'oro olimpiche nell'atletica leggera nel 1936 e nel 1952. E non ce ne vogliano i famigliari di orlando Sirola e Giancarlo Marinelli, due atleti premiati alla memoria; ma il momento più bello dell'apertura dei festeggiamenti per i 125 anni di storia bianconera, è un vero e proprio colpo di teatro di Gianluigi Porelli. L'avvocato, presidente onorario della SEF Virtus e della Virtus Pallacanestro, in barba al cerimoniale prende la parole e: "In questo momento - dice con la voce rotta dall'emozione - non posso dimenticare chi a questi colori ha dato 13 anni della sua vita, di cui 8 da capitano, con tre scudetti, una Coppa Italia, una finale di Coppa delle coppe e una di Coppa dei Campioni". Il destinatario del messaggio, ovviamente, è Renato Villalta, seduto in seconda fila, dietro il presidente del Coni Pescante, che la società bianconera non aveva inserito, sbagliando, nell'elenco dei premiati. Un atto di giustizia, insomma, anche se il premio dell'avvocato è un semplice abbraccio al suo capitano, al giocatore che aveva fortissimamente voluto per fare più grande l'allora Sinudyne. Un gesto, quello di Porelli, che fa passare in secondo piano un cerimoniale (relatore d'eccezione è stato Italo Cucci) durante il quale i 125 anni di storia sono stati passati al setaccio grazie a numerose diapositive che hanno riportato Bologna indietro nel tempo. A quando l'attuale aula magna di Santa Lucia era la palestra e nello stesso tempo la sede della Virtus fondata nel 1871 da Emilio Baumann. Per celebrare questo momento, si sono mossi in tanti: dal presidente del Coni, Pescante, che ha parlato di un doveroso pellegrinaggio dello sport italiano alla storia di Bologna, al rettore Roversi Monaco, passando attraverso il sindaco Vitali e i presidenti della Federbasket, Petrucci, e della Lega Basket, Allievi.

In prima fila un vero e proprio debuttante: Alberto Bucci alla prima uscita ufficiale come presidente. La società, che ha ricevuto una coppa d'argento inviata dal presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, ha provveduto a consegnare dei riconoscimenti agli atleti Monica Valentini e Marinella Giorgini (ginnastica); Giampaolo Calanchini (scherma); i già citati Ondina Valla e Pino Dordoni (atletica leggera); Beppe Merlo, Nicla Migliori Artigiani, Raffaella Reggi (tennis, mancavano Paolo Bertolucci, Gianluca Rinaldini e Omar Camporese); e Venzo Vannini Marco Bonamico, Pietro Generali e Galeazzo Dondi Dall'Orologio (pallacanestro).

 

Invito e copertina della cartellina per le celebrazioni dei 125 anni in Santa Lucia

STELLA D'ORO PER LA SEF VIRTUS

05/1996

 

Sarà Oscar Luigi Scalfaro a conferire, mercoledì prossimo alle 11, il collare d'oro della presidenza alla Sef Virtus. Il massimo delle onorificenze, dunque, per la storica società cittadina che ha festeggiato da poco i 125 anni di storia. E sarà il presidente, Bruno Micolano, a salire al Quirinale per essere ricevuto dalla prima carica dello stato.

IMMAGINI DI 130 ANNI IN BIANCONERO

Il compleanno della Virtus. Dal 20 al 25 marzo una mostra fotografica nella sala d'Ercole di Palazzo d'Accursio. Foto e cimeli che raccontano lo sport italiano

di Matteo Alvisi - 12/03/2001

 

Da quel lontano 17 gennaio 1871 la Virtus di Emilio Baumann ne ha fatta di strada! Centotrenta chilometri costellati di successi, dieci medaglie olimpiche, di cui ben cinque d'oro, oltre duecento titoli italiani, una finale di Coppa Davis con Sirola, nel '98 il Collare d'oro al merito sportivo, la più alta onorificenza per una società sportiva.

E il basket? Quattordici scudetti, sei coppe Italia, una super coppa, una coppa delle coppe e naturalmente l'Eurolega nel '98, cioè la mitica Coppa dei Campioni, a Barcellona.

Il nome Virtus subentra a quello originale di Società Sezionale di Ginnastica nel marzo 1889, mentre l'emblema di questa storica società, che nel '74 fu riconosciuta anche come Ente morale, è da sempre rappresentato da una Vu nera con sotto quattro effe incrociate.

Le quattro virtù che ogni atleta deve possedere: fierezza, forza, franchezza e fermezza. "Sono felice di presenziare a questo evento perché la Virtus ha scritto la storia non solo di Bologna, ma dello sport in generale, tanto che è divenuta sempre più un patrimonio e un bene di tutti" è il commento dell'assessore allo sport Paolo Foschini che insieme a Cesare Mattei, presidente della Sef Virtus e a Roberto Brunamonti, vice presidente della Virtus Pallacanestro, ha presentato le iniziative per il centotrentesimo compleanno della Virtus.

Palazzo d'Accursio, grazie al sostegno del Comune, sarà la cornice ideale per la suggestiva mostra fotografica che ripercorre l'iter delle varie sezioni che compongono questa storica società: atletica, ginnastica, scherma, tennis, sci, calcio, football americano e baseball. Più, ovviamente, il basket.

Mostra che aprirà i battenti il giorno 20 alle 15 e che resterà aperta fino al 25 (dalle 9 alle 18), in sala d'Ercole. Interessante e ricco di spunti poi il convegno che seguirà alle 16 in sala Notai a Palazzo dei Notai. "Il ruolo degli enti sportivi centenari nel modello italiano" che vedrà come moderatore Italo Cucci, mentre Marco Madrigali, presidente della Virtus Pallacanetstro, Ettore Messina, capo allenatore, Enzo Lefebre, general manager della Fortitudo, Sergio Lavagno, presidente dell'Unasci (associazioni sportive centenarie) e Giovanni Palazzi, presidente Stageup s.r.l., sono gli ospiti d'onore che interverranno alla conferenza.

In serata infine una cena di gala in Sala Farnese dove saranno premiati campioni del passato e del presente da Raffaella Reggi, a Roberto Brunamonti, Alessandro Abbio, Davide Bonora, David Brkic.

 

 

VIRTUS, QUESTI 140 ANNI DI GLORIA

di Marco Tarozzi - L'informazione di Bologna - 17 gennaio 2011

 

Era una sera dannatamente gelida, perché chi dice che gli inverni rigidi sono roba dei nostri tempi non la racconta giusta, o ha perso la memoria. Nevicava, quel 17 gennaio 1871, e intensamente.
Ma quel pugno di uomini non avevano voluto mancare all’appuntamento in un’aula della Scuola Tecnica San Domenico. Loro erano lì perché amavano lo sport, e credevano al valore del suo messaggio, soprattutto per educare le nuove generazioni.
Non potevano immaginare di essere lì anche a scrivere la storia. O forse in qualche modo ci speravano. Erano in sette, quei pionieri. Li guidava Emilio Baumann, un padre della ginnastica italiana. Quella sera, fondarono la Società Sezionale di Ginnastica. Che sarebbe diventata la mitica Virtus.
Sono passati 140 anni, da allora. La Sef Virtus ha attraversato la storia dello sport azzurro. Ha messo in fila grandi talenti, medaglie olimpiche, mondiali, europee, una messe di titoli italiani. Ha formato migliaia di giovani, avviandoli alle discipline sportive. E anche quelli che non sono diventati campioni si porteranno addosso, per sempre, l’orgoglio di essere virtussini.
I primi furono, appunto, i ginnasti e i lottatori. Alcuni di loro entrarono nell’immaginario popolare, esibendosi nelle arene sportive ma spesso anche nelle piazze, alle sagre paesane, nei teatri. Colossi come Achille Montagna (omen nomen), Emilio Benfenati, o il leggendario “Stiancon” (quello che, secondo il dialetto, “spaccava ” davvero tutto) al secolo Riccardo Giovannini. Nel primo dopoguerra emerse uno che dei più grandi talenti dello sport italiano, quell’Adolfo Contoli rappresentava il “gemello” nostrano del pellerossa statunitense Jim Thorpe, perché eccelleva nella stessa disciplina, il decathlon, e perché era un fenomeno qualunque specialità affrontasse. Uno come lui, che aveva combattuto a Caporetto, non poteva aver paura di alcunché. Giocò a calcio, e aveva un futuro. Ma poi virò sull’atletica, gareggiando in tutte le discipline, al punto da collezionare a fine carriera qualcosa come 24 titoli tricolori, tutti rigorosamente conquistati con una V nera sul petto.
Nella lotta libera, intanto,spopolava Renato Gardini, campione del mondo nel 1915, prima di andare a cercar fortuna in America. Ma ancora l’atletica avrebbe regalato alla Virtus, seconda società sportiva bolognese per fondazione (prima di lei soltanto il Tiro a Segno Bologna, fondato nel 1862) emozioni irripetibili. Nel 1932, a Berlino, nella finale olimpica degli 80 ostacoli c’erano addirittura due stelle nate sulle piste bolognesi, entrambe in grado di fare il grande colpo. Quello che riuscì a Trebisonda Valla, per tutti Ondina, che diventò la prima atleta italiana a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi, mentre Claudia finì quarta e fuori dal podio al fotofinish. Sedici anni e una Testoni entrare da guerra mondiale dopo, toccò a Giuseppe “Pino” Dordoni dominatore nello stadio di Helsinki, conquistando l’oro olimpico della 50 km. di marcia. E l’oro a cinque cerchi lo vinsero anche Adolfo Tunesi e Giuseppe Domenichelli nella ginnastica a squadre: il primo nel 1912, ad Anversa, il secondo sempre a Berlino, nel 1936.
Nel tennis, fuoriclasse puri hanno portato in alto i colori della V nera. Da Vanni Canepele a quelli degli anni d’oro, Orlando Sirola e Beppe Merlo. Il primo veniva da Fiume, era alto quasi due metri e in carriera conquistò 11 titoli italiani, oltre a formare con Nicola Pietrangeli il doppio più vincente del tennis azzurro, con il, successo del Roland Garros nel ‘59 e la finale di Wimbledon del ‘56 come fiori all’occhiello. Il secondo, portato a Bologna dal presidentissimo Giorgio Neri, fu quattro volte tricolore e due volte senifinalista agli internazionali di Francia.
La Virtus è fascino, passione, storia ed emozione. È la pallacanestro che in città ha viaggiato tra Santa Lucia, la prima casa, Sala Borsa, PalaDozza e PalaMalaguti, che oggi guarda al terzo millennio da Futurshow Station.
Che ha scritto anche la storia dei canestri, regalandole nomi leggendari. La Sef Virtus è un’idea che piaceva persino a Giuseppe Garibaldi, che lo scrisse in una lettera ai suoi dirigenti («Sono uno dei vostri»). La Sef Virtus è un ideale che vive, in bianco e nero anche in un mondo a colori, proiettata nel futuro sotto la guida di Cesare Mattei, l’attuale presidente. Ha un futuro davanti, e 140 anni di storia di cui vantarsi.

 

Alcune immagini della festa in Piazza Maggiore per i 140 anni della Sef Virtus

 

 

 

L'ARCHIVIO STORICO DELLA SEF VIRTUS È FINALMENTE APERTO AL PUBBLICO

tratto da www.virtus.it - 06/02/2015

 

Sono passati tre anni da quando è iniziato il progetto di recupero, riordino ed inventariazione del patrimonio archivistico della SEF. Dal 2012, grazie all’adesione al progetto “Una Città degli Archivi”, finanziato dalla Fondazione del Monte e dalla Fondazione Carisbo, si sono analizzati, studiati e catalogati centinaia di carte, documenti, fotografie, trofei che raccontano centocinquant'anni di vita di una delle più importanti e gloriose società sportive bolognesi e italiane.

Dopo aver ottenuto la notifica di "interesse culturale particolarmente importante" dalla Soprintendenza Archivistica dell'Emilia-Romagna e aver fornito un piccolo assaggio delle proprie potenzialità nell'ambito della manifestazione "Domenica di carta" lo scorso 5 ottobre, oggi l'archivio SEF si accinge a poter essere raccontato e vissuto da chiunque lo desideri.

Il 5 febbraio scorso, presso la nuova "casa" restaurata della SEF, in via Valeriani 21 a Bologna, si è tenuta la verifica da parte della Soprintendenza Archivistica della disposizione dell’archivio nella sua sede definitiva ed è iniziato il confronto con le archiviste - dott.sse Melania Mezzetti e Marta Magrinelli, supervisionate dalle dott.sse Luciana Sacchetti e Federica Rossi - per il collaudo dell’inventario.

Oggi l'archivio è ufficialmente aperto al pubblico nella sede di via Valeriani e fruibile su appuntamento (inviare mail a info@.studioforni.it).

Ma non solo: è stato pubblicato e reso accessibile sul portale "Una Città degli Archivi", dove si può trovare ladescrizione di tutto l'inventario ed una serie consistente di fotografie. Altro materiale sarà incrementato nel prossimo futuro.
Come dire, si è fatto l'ultimo passo per aprire il magico scrigno della storia ultracentenaria della V Nera.

 

La palazzina sede dell'archivio  

 

Alcuni dei tanti fascicoli e trofei presenti all'interno
                                                                             

MEMORIE DAI CASSETTI

di Luciana Sacchetti - Virtus Team anno XXVII N. 1 - Gennaio 2015

 

Il 12 dicembre 2013 la Soprintendenza Archivistica per l’Emilia Romagna dichiarato l’archivio documentale della S.E.F. di “interesse storico particolarmente importante” e per questo motivo tutelato come bene nazionale inalienabile. Ecco un estratto del provvedimento:

L’intero complesso archivistico si compone delle carte prodotte dalla Società a partire dagli anni 50 del Novecento.

La sezione più antica dell’archivio –presumibilmente a far data dalla fondazione della Società- andò dispersa e distrutta quando l’ex chiesa di Santa Lucia, sede della palestra, venne requisita durante il periodo bellico.

Attualmente la parte dell’archivio, indicativamente afferibile alla documentazione storica (fatta eccezione per alcune serie che proseguono fino agli anni 90 del XX secolo) è conservata presso il locali di via Valeriani 21. L’archivio è stato sottoposto ad un intervento di riordinamento e inventariazione ai fini dell’inserimento nell’archivio online “Una città per gli Archivi”. Nella selezione dei materiali, oggetto dell’intervento, è stata prodotta una cesura al quarantennio ad eccezione di alcune serie documentarie che,per la significatività della tipologia, ricomprendono carte databili fino all’ultimo decennio (verbali e adunanze, ad esempio).

Vista la natura spiccatamente promozionale dell’attività della Società la parte più consistente dell’archivio si compone perlopiù di materiale fotografico e celebrativo (stralci di giornale, depliant, inviti e documentazione prodotta in occasione di celebrazioni, commemorazioni e anniversari); di tale natura anche la raccolta di materiali a scopo celebrativo delle “memorie” (1868-1981) che ripercorrono attraverso materiali raccolti dal socio Achille Baratti le vicende che hanno delineato la storia della Virtus a partire dalla fondazione.

Nella sede di via Valeriani sono inoltre presenti la biblioteca, i trofei e i cimeli e l’archivio indicativamente prodotto dagli anni ’80 del novecento al 2007: corrispondenza, verbali di adunanze, documentazione contabile.

L’archivio corrente nelle carte prodotte dal 2007, è conservato presso i domicili di presidente, segretario e tesoriere.

L’intero fondo archivistico rappresenta una fonte storica di rilievo per delineare lo sviluppo e l’evoluzione delle attività sportive nella città di Bologna, come promosse dalla società che da oltre 140 anni di attività ha consolidato successi e trionfi nelle varie discipline sportive vantando oltre 2500 presente di atleti Virtus nelle squadre nazionali.

Alcune delle principali disposizioni di tutela a cui è sottoposto l’archivio in base al Decreto Legislativo 42/2004

- conservare,ordinare e inventariare la documentazione dell’archivio della Società di Educazione Fisica Virtus

- chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza competente per la realizzazione di interventi di riordinamento, inventariazione e restauro, che si intendono eseguire sulla suddetta documentazione

- permettere agli studiosi, che ne facciamo motivata richiesta tramite il soprintendente archivistico, la consultazione dei documenti, che d’intesa con lo stesso Soprintendente, non siano riconosciuti di carattere riservato

- chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza competente per fare uscire temporaneamente dal territorio dello stato l’archivio e singoli documenti, per manifestazioni, mostre o esposizioni di alto interesse culturale

- chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza competente per procedere a scarti

- consentire al Soprintendente archivistico, in seguito a preavviso non inferiore a cinque giorni, di procedere ad ispezioni per accertare lo stato di conservazione e di custodia dell’archivio

- è fatto divieto di smembrare l’archivio e di fare uscire in modo definitivo dal territorio dello stato l’archivio o i singoli documenti ad esso appartenenti.

Al momento attuale, dicembre 2014, terminate le fasi di riordino ed inventariazione ad oggi e l’archivio si trova nella fase di collaudo presso la Soprintendenza e presso la gestione del progetto Una città per gli archivi.

Al termine del collaudo, le archiviste riporteranno le segnature definitive e sarà pubblicato l’archivio nel portale online. Si svolgerà quindi un sopralluogo da parte della Soprintendenza in sede Virtus, nel corso del quale sarà stabilita una procedura strutturata per permettere la consultazione anche fisica dell’archivio a studiosi, tenendo conto del fatto che la sede della società non prevede personale addetto, né un’apertura settimanale al pubblico.

I tempi del progetto

Agosto 2012 sopralluogo e perizia archivistica

2012 sottoscrizione convenzione con il progetto Città per gli archivi

2012 selezione del materiale e trasloco in sede provvisoria di lavorazione

2012 contratto di comodato gratuito per sede di lavorazione e trasloco dell’archivio

2013 tutela archivistica dell’archivio

2012-2014 riordino e inventariazione

2014 presentazione di una anteprima dell’archivio nell’ambito delle manifestazione “domeniche di carta” presso la Soprintendenza Archivistica a Bologna

Che cosa si intende per “archivio corrente e per “archivio storico”

Per archivio corrente s’intende l’archivio che è attualmente in uso ed è in continuo accrescimento; per le necessità pratiche, i fascicoli che compongono l’archivio corrente vengono conservati in locali facilmente accessibili.

I fascicoli relativi alle pratiche ormai concluse che non servono più alle attività quotidiane,si possono spostare in locali di minor facile accesso. In questa fase, gli archivi vengono definiti di deposito o intermedi.

Infine, dopo un certo numerosi anni – che per gli archivisti italiani è definito dalla legge in 40 anni – si selezionalo i fascicoli che vale la pena di conservare per sempre, e si scartano gli altri. Si costituisce così l’archivio storico, che ha un interesse prevalentemente storico-culturale.

 

LA VIRTUS HA 145 ANNI

di Ezio Liporesi per Virtuspedia - 17/01/2016

 

Delle 24 discipline sportive nelle quali atleti in 145 anni hanno portato i colori della Virtus in giro per il mondo (atletica leggera, baseball, calcio, ginnastica, football americano, lotta greco romana, lotta stile libero, judo, nuoto, pallanuoto, tuffi, palla a sfratto, palla vibrata, pallacanestro, pallavolo, pattinaggio, pugilato, rugby, scherma, sci, sollevamento pesi, tennis, tiro a segno, velocipedistica), oggi ne restano 8 (atletica leggera, baseball, calcio, ginnastica, football americano, pallacanestro, scherma e tennis), ma ieri come oggi è fortissimo il senso di appartenenza alla V nera per chi ha indossato questi colori o comunque ha avuto a cuore le sorti di questa gloriosa società.

 

Gruppo dirigenziale con torta

(foto di Alberto Bortolotti)

145 ANNI VIRTUS: IN SALA BORSA UN VIDEO CELEBRATIVO

tratto da www.sefvirtus.it - 16/05/2016

 

Per festeggiare al meglio i 145 anni della SEF Virtus, dal 16 al 21 maggio, presso la Sala Borsa di Bologna, sarà proiettato un video celebrativo che ripercorre i capitoli più salienti della lunga e gloriosa storia della Società bianconera.

Per l'occasione, sabato 21 maggio, in Sala Borsa verranno regalate alcune magliette celebrative a tutti coloro che si recheranno al banco Virtus muniti degli speciali coupon omaggiati dal Resto del Carlino durante la settimana.

 

Il video celebrativo

(145 anni Virtus from guglielmo trautvetter on Vimeo)

FESTA PER I 145 ANNI DELLA SEF VIRTUS, ANSIA PER IL BASKET

Una festa a Palazzo de Toschi ha celebrato i 145 anni della SEF Virtus tra glorie passate e presenti con un occhio al problema del basket

di Marco Vigarani - www.ilpallonegonfiato.com - 25/05/2016

 

All’interno della settimana di celebrazioni per un appuntamento importante di una società sportiva davvero storica del panorama italiano, ieri si è inserita una bella serata di ricordi a Palazzo de Toschi per festeggiare i 145 anni della SEF Virtus. Amici, membri e simpatizzanti si sono riuniti negli splendidi locali ristrutturati recentemente da Banca di Bologna per ricordare, guidati da Alberto Bortolotti e Giuseppe Tassi, le glorie del passato della famosissima società sportiva felsinea guardando però anche al futuro tra le speranze per alcuni giovani campioni e la preoccupazione per la sezione più rappresentativa ed oggi più in sofferenza. Era il 17 gennaio del 1871 quando sette amanti dello sport guidati dal medico Emilio Baumann si riunirono decidendo di dare vita alla Società Sezionale Ginnastica di Bologna che in quasi un secolo e mezzo di vita ha attraversato i cambiamenti della città e dei suoi abitanti senza perdere mai di vista l’obiettivo di promuovere lo sport senza differenze economiche o sociali. Innumerevoli le discipline ricordate nel video celebrativo e presenti anche in sala: dalla ginnastica all’atletica, dal calcio al tennis fino alla scherma che propone oggi il talento emergente più fulgido con Matteo Neri. Da un passato che parla di ben 70 atleti olimpici formati in casa Virtus ovvero addirittura un terzo dei rappresentanti provenienti dalla città di Bologna, si è guardato poi al futuro senza nascondere la preoccupazione per la sezione più nota: la pallacanestro. Dopo la retrocessione c’è la necessità di ripartire e la SEF, che vuole fare la sua parte per dare una mano, ha deciso di invitare alla serata la parte più attiva e propositiva del movimento bianconero ovvero quei tifosi membri dei Forever Boys che nelle scorse settimane si sono resi protagonisti di una raccolta fondi spontanea raccogliendo già oltre 10mila euro. Sottoscrivere di fatto l’abbonamento per la prossima stagione a scatola chiusa senza conoscere la categoria, lo staff tecnico, la proprietà ed il roster è un segnale forte indirizzato alla Fondazione ma soprattutto ai possibili acquirenti: i tifosi ci sono e ci saranno sempre. Come la SEF Virtus che ha festeggiato ieri i suoi primi 145 anni e si prepara per i prossimi importanti traguardi.

Le magliette celebrative dei 140 e 145 anni

BASKET BIANCONERO PROTAGONISTA ALLA FESTA DI SEF VIRTUS

tratto da www.virtus.it - 18/01/2018

 

Una serata speciale. Quella del 147° compleanno di Sef Virtus, la casa madre a cui fa capo anche Virtus Pallacanestro, una delle prime grandi società dello sport bolognese, che ha saputo conquistare una notorietà oltre i confini nazionali. Alla festa svoltasi al Savoia Regency Hotel ci sono stati spazio ed applausi anche per la sezione pallacanestro.

A rappresentare la prima squadra di Virtus Segafredo, Filippo Baldi Rossi, ritornato alla “casa madre” in cui è entrato da ragazzino, crescendo nel settore giovanile fino a diventare un giocatore da Serie A.

Il premio speciale per l’Under 18 campione d’Italia di categoria è stato ritirato da Gora Camara. Nato il 12 aprile 2001, in Senegal. 212 centimetri, Gora ha iniziato con la pallacanestro tre anni fa, crescendo poi alla Dieda Basketball Academy a Tplbiac, un quartiere periferico di Dakar. Da settembre è approdato al settore giovanile della Virtus, e segue un importante percorso sia sportivo che scolastico, alla sua prima esperienza lontano dal Paese natale. Si è integrato molto bene nel settore e nella foresteria bianconera, e ha già iniziato a parlare un po’ di italiano. Recentemente, con l’Under 18, ha vissuto l’esperienza dell’Adidas Next Generation Tournament a L’Hospitalet, in Spagna.

Alla serata organizzata da Sef Virtus hanno presenziato il vicepresidente Giuseppe Sermasi, il Gm Julio Trovato, il Ds Valeriano D’Orta e il Ds del settore giovanile Marco Patuelli.

149 anni fa nasceva la Virtus Bologna, prima di Juve, Milan, Inter e dei New York Yankees

di Maurizio Roveri - 17/01/2020

 

C'è una data importante, per lo sport bolognese e per la storia stessa della città di Bologna, che andrebbe celebrata. E comunque va ricordata. Ogni anno che passa. E io, "veterano" giornalista sportivo, lo voglio fare. Per primo, o sicuramente fra i primi.

In questo 17 gennaio 2020 la Sef VIRTUS, intesa come polisportiva, come "casa madre", raggiunge i 149 anni di vita. Nel gennaio del prossimo anno festeggerà un secolo e mezzo di vita, di avventure, di emozioni.

E’ stata la primissima società sportiva di Bologna, e la più prestigiosa.

 

Accanto ai tantissimi trionfi individuali, ci sono quelli di squadra. Ecco, i 15 scudetti e le 2 Coppe dei Campioni della Virtus Pallacanestro (anche la Champions League della primavera 2019), i 13 Trofei nazionali vinti dal tennis (sezione che ha avuto personaggi come Canepele, Merlo, Sirola, Bertolucci, Camporese, Nicla Migliori, Raffaella Reggi, Tathiana Garbin) e gli altrettanti Trofei vinti dalla ginnastica, i 6 titoli dell'atletica leggera. E i 2 scudetti della pallavolo, 1 titolo nella lotta grecoromana e... perfino 4 trionfi nei Concorsi Nazionali di uno sport antico come la Pallavibrata (nel 1897, 1903, 1906, 1922).

 

Da diversi decenni - già dagli Anni Quaranta con il primo poker di scudetti - la Virtus Bologna è conosciuta e apprezzata, in Italia e in Europa, principalmente per le performances e le grandi conquiste del suo Club di basket.

Da Bersani, Vannini, Marinelli, Battilani, Negroni, Rapini, Bertoncelli ai Calebotta, Canna, Alesini, Ferriani; da Lombardi, Pellanera, Cosmelli a John Fultz e Tom McMillen; da Caglieris, Antonelli, Bertolotti, Driscoll, Serafini a Kresimir Cosic, Jim McMillian, Renato Villalta. E poi… Brunamonti, Bonamico, Binelli, Rolle, Van Breda Kolff, Valenti, Fantin.

E Sugar Richardson, Clemon Johnson, Morandotti.

E Sasha Danilovic. E Antoine Rigaudeau. E Sandro Abbio. E Manu Ginobili.

Mamma mia, quante stelle e quante forti emozioni.

Che ancora si ripropongono in un “presente” interessantissimo e suggestivo.

L’attuale Virtus Segafredo di coach Alexandar “Sasha” Djordjevic e di campioni come il geniale Milos Teodosic (sublime Artista capace di magìe che non avevamo mai visto prima a Bologna) e Markovic e Weems, è un gruppo che sta interpretando da protagonista il campionato italiano e l’Eurocup, sulla strada che - nella “missione” della Proprietà Segafredo Zanetti - dovrà portare la V nera dei canestri dentro la competitivissima Eurolega attuale. E con un fantastico PalaVirtus di proprietà: un impianto avveniristico che potrebbe essere pronto già nel 2022.

 

Altre sezioni sportive della vu nera sono più piccole, con inferiori risorse economiche, tuttavia fra queste ci sono sezioni che (come il basket) hanno una storia di enorme prestigio e hanno scritto pagine memorabili.

 

QUATTRO ORI OLIMPICI - I numeri parlano chiaro.

La Virtus, con i suoi atleti di diverse discipline sportive, ha vinto 4 medaglie d'oro olimpiche, 7 d'argento e 5 di bronzo! Sono stati campioni olimpici il ginnasta Adolfo Tunesi (Olimpiadi di Stoccolma 1912), il ginnasta Giuseppe Domenichelli (Anversa 1920), la mitica Ondina Valla trionfatrice in una indimenticabile finale di atletica leggera sugli 80 ostacoli alle Olimpiadi di Berlino 1936, e il grande marciatore Pino Dordoni (oro nella marcia 50 km. ai Giochi di Helsinki 1952).

 

ONDINA E CLAUDIA - Clamoroso quel che accadde in quella finale degli 80 hs a Berlino nel '36: due delle quattro atlete che piombarono quasi simultaneamente sul traguardo (con i cronometri fermi sugli 11"7) erano bolognesi. Ed entrambe virtussine. Ondina Valla e Claudia Testoni. Bravissime. Veramente bravissime, entrambe.

 

Ondina, bella ragazza, un sorriso che era un raggio di sole, bruciò sul filo di lana la tedesca Steuer, sotto lo sguardo sorpreso e il baffo... infastidito di Adolf Hitler in tribuna d’onore. Trebisonda, detta Ondina, passò alla storia. Ma anche la Claudia testoni ha vinto tanto. E’ stata anche campionessa d’Europa.

 

Vorrei ricordare anche le medaglie d'argento olimpiche di grandi virtussini: Alessandro Pirzio Biroli (sciabola, Londra 1908), Tullio Gonelli (atletica, staffetta 4x100, Berlino 1936), Gian Paolo Calanchini (sciabola, Tokyo 1964) e i cestisti Renato Villalta (Mosca 1980), Marco Bonamico (Mosca '80), Pietro Generali (Mosca '80) e Roberto Brunamonti (Los Angeles 1984).

 

Oltre alle 4 medaglie d'oro olimpiche, già menzionate, ci sono stati personaggi della mitica vu nera di Bologna che hanno vinto 2 Campionati del Mondo e 20 titoli europei.

 

COME NACQUE LA VIRTUS? - Fondata da Emilio Baumann, maestro di ginnastica, il 17 gennaio 1871 (nevicava forte - riportano le cronache di allora - e quella sera c'era un tempo da lupi), la Virtus è sorta soltanto 10 anni dopo l'Unità d'Italia. Ha avuto Giosuè Carducci fra i suoi primi ammiratori, e ricevette anche un telegramma da parte di Giuseppe Garibaldi.

 

Una curiosità: la Virtus è nata prima di storiche Società di calcio come la Juventus (fondata ventisei anni dopo, nel 1897), il Milan (1899) e l'Inter (1908). E non solo…

Il Club bolognese della vu nera è nato anche trent'anni prima dei mitici New York Yankees di baseball! Inoltre, la Virtus è nata prima del Corriere della Sera, prima de Il Resto del Carlino e anche prima della Coca Cola.

 

LE DENOMINAZIONI NEL TEMPO - Le varie denominazione della Società bianconera, dalle origini:

17 gennaio 1871: Società Sezionale di Ginnastica in Bologna.

3 gennaio 1875: Società Ginnastica in Bologna.

Dicembre 1886: Società Ginnastica Educativa di Bologna.

12 aprile 1920: "Virtus" Gruppo sportivo bolognese.

28 giugno 1922: Società di Educazione Fisica "Virtus". Cioè la SEF Virtus, che è tuttora la denominazione della Virtus casa madre.  

Le attività della Virtus nei tempi.

1871: comincia l'attività, con la ginnastica. 1873: si aggiunge la sezione scherma. 1874: nasce la sezione tiro a segno. 1876: nuoto. 1881: skating. 1890: lotta. 1890: sollevamento pesi. 1891: velocipedismo. 1896: palla vibrata. 1898: atletica leggera. 1903: palla a sfratto. 1910: calcio. 1922: pugilato. 1924: pallavolo. 1924: tennis. 1929: sci. 1932: pallacanestro. 1935: rugby. 1957: judo. 1975: pattinaggio. 1996: baseball. 1996: football americano.

 

LA V NERA ATTUALE - Oggi la Sef Virtus ha 7 Sezioni (autonome): la pallacanestro - con la Virtus Segafredo maschile e, dall’estate scorsa, per la primissima volta, anche la Virtus Segafredo di pallacanestro femminile; il calcio, il tennis, la scherma, la ginnastica, l’atletica leggera e il baseball.

 

Da sottolineare: nel 2017 la società di atletica leggera s’è guadagnata la partecipazione alla Finale Oro dei Campionati italiani Assoluti (riservata alle prime dodici squadre italiane). E nel 2018 la staffetta giovanile 4x100 è stata vice-campione d’Italia ai Campionati italiani Assoluti.

La Sezione Virtus Scherma vanta nella sua lunga storia Campioni come Alessandro Pirzio Biroli e come il mitico Gian Paolo Calanchini il grande schermidore che ha vinto due medaglie olimpiche con la squadra di sciabola (medaglia di bronzo a Roma 1960 e “argento” a Tokyo 1964) oltre all’argento conquistato ai Campionati Mondiali di Parigi nel 1965. Ebbene, anche oggi la Virtus Scherma è bella agguerrita. Con l’esplosione del giovane talento Matteo Neri, con l’arrivo sotto le Due Torri di un campionissimo come Aldo Montano, e con la crescita professionale di importanti atleti nazionali come Luigi Samuele ed Eloisa Passaro, la Virtus Scherma è rientrata definitivamente nel cast delle più importanti Società italiane. Per qualcuno Tokyo 2020 è dietro l’angolo…

 

CURIOSITA’ 1- Nel 1923 la squadra di calcio della Virtus Bologna andò a vincere per 2-0 a Milano. Sconfiggendo i nerazzurri dell’Internazionale!

Era nata nel 1910 la sezione calcio. Chiuse nel 1924. E ‘ stata recuperata e rilanciata nel 1998, portando avanti un lavoro prezioso e intenso a livello giovanile.

 

CURIOSITA’ 2 - Riguarda un personaggio virtussino di tanti tanti anni (ma è bello ricordare campioni di epoche lontane, perchè hanno scritto pagine importanti e non vanno dimenticati). Atleta straordinariamente dinamico, armonioso e polivalente, Adolfo Contoli nel periodo 1920-1927 vinse la bellezza di 24 medaglie d’oro ai Campionati Nazionali di atletica leggera!

 

CURIOSITA’ 3 - All’inizio del 1900 furoreggiavano i lottatori virtussini. Uno di loro si chiamava Achille Montagna e quel cognome… era tutto un programma. Diceva tutto! Infatti Achille Montagna appariva agli occhi degli avversari davvero insormontabile. Come una grande montagna.

Un altro “ercole” virtussino era Riccardo Giovannini, ma tutti lo chiamavano Stiancòn. Dal dialetto bolognese, colui che spacca ogni cosa. Insomma, un lottatore che… ti spaccava le ossa.


 

LA VIRTUS COMPIE 150 ANNI, FACCIAMOLA CITTADINA ONORARIA

tratto da cantierebologna.com - 09/08/2020

 

Bologna è sicuramente dotta e grassa ma è anche sportiva: poche città in Europa hanno un tessuto così antico e ricco di fatica e di successi nelle discipline olimpiche. La V è la più datata, essendo nata il 17 gennaio 1871, e ha una storia prestigiosa, oltre a un grande palmarès. La nostra proposta è che anche gli enti, non solo le persone, possano diventare cittadini ad honorem. Sarebbe un fatto inedito, darebbe il senso dello stare insieme, in questo caso declinerebbe lo sport in bolognese

L’anno scorso, una cavalcata trionfale, il riscatto dopo una prima parte di stagione anonima. Quest’anno, se non l’esatto opposto, un finale talmente mediocre, per quel format di campionato poi – un ritmo forsennato e inconcludente, nessuna o poca passione in campo – da dare zero passione per i tifosi a casa, e nemmeno tutti davanti alla tv, che ci siamo quasi allontanati dal Bologna.

Un peccato, e non perché si debba per forza stare vicini alla squadra della propria città, piuttosto perché il campionato è la tavolozza da cui si prendono i colori per riempire di tinte forti le nostre chiacchiere sullo sport ma anche appunto su Bologna, sul Paese.

Ad esempio il finale scialbo del Bologna ha smorzato, molto, forse troppo, i toni relativi alla stagione non solo da allenatore ma anche da “eroe moderno” di Sinisa Mihajlović. Qualcuno di noi non ha trovato nulla di strano, o di retorico, o di politico nella sua nomina a cittadino onorario, anche se altri invece hanno tentato questa interpretazione. Siamo una città con un suo profondo carattere medico, pure in ambito preventivo, e questo Mihajlović, incidentalmente allenatore del Bologna, lo ha interpretato benissimo, dando e condividendo una lezione di vita, anche se ci si è divisi molto pure su questo aspetto.

Ma Mihajlović è appunto “incidentalmente” allenatore del Bologna: non è il Bologna. È un interprete presente dei nostri valori, senza però essere bolognese. E parliamo di bolognesità non per esclusione, al contrario per inclusione.

L’anno prossimo, nel 2021, la Sef Virtus festeggia 150 anni di storia. La Sef Virtus, la casa madre – non il basket che della stessa è l’espressione di punta – è l’istituzione sportiva con più storia in città, persino più dello stesso Bologna che ha appena festeggiato i 110 anni. Così come la cittadinanza onoraria a Mihajlović è un gesto che non impegna Bologna, e riguarda una persona, per meriti suoi, così lo stesso riconoscimento alla Virtus (azzardiamo la proposta di pensare questo riconoscimento, per ora attribuibile solo a persone, anche per alcune figure sociali che però caratterizzino al meglio la bolognesità e il bene collettivo) sarebbe invece la definitiva certificazione del “carattere sportivo” della città.

Intanto, sarebbe un premio assolutamente inedito, ma ispirato da una storia che pochi possono vantare, non solo in Italia, e andando a una polisportiva ricca di sezioni sarebbe un manifesto delle intenzioni future e non solo del passato di Bologna. La cittadinanza onoraria alla Virtus crediamo sarebbe decisa all’unanimità, cosa che non è successa per Mihajlović, senza mancare di rispetto agli avversari, in primis la Fortitudo, unendoli anzi in un riconoscimento che renderebbe ancora più credibile il progetto di una candidatura cittadina, con Firenze, per i Giochi Olimpici del 2032.

Mihajlović è una persona sicuramente discutibile ma per molti versi ammirevole. La Virtus è invece una identità collettiva, ed è uno dei motivi, storicamente il primo, che hanno determinato il carattere di Bologna che senz’altro continua a essere dotta e grassa ma che oggi è pure sportiva: sapendo che questo titolo, nel terzo millennio, e dopo il Coronavirus, non è meno significativo.

Per questo ne parliamo qui su Cantiere Bologna. Perché la cittadinanza onoraria è un provvedimento da costruire guardando alla radice dei premiati, seguendone i progetti, eventualmente appoggiandoli platealmente quando, e non solo per risultati, contribuiscono al carattere positivo e propositivo di una comunità. Ragioni evidenti oltre tutto proprio nel riconoscimento dato a Mihajlović che adesso bisogna confermare insistendo sulla strada dello sport che in città conosciamo quasi da 150 anni: tra i primi in Italia e in Europa.


 

BAUMANN, VALLA, BRUNAMONTI, VILLALTA E DANILOVIC: COMINCIA A PRENDER FORMA LA ‘HALL OF FAME’

I 150 anni della SEF Virtus. L’idea è ricordare stagioni speciali: 56 il PalaDozza, 76 lo scudetto di Peterson

di Alessandro Gallo - I Resto del Carlino - 16/09/2020

 

Negli Stati Uniti, che pure hanno una storia molto più recente e meno ricca della nostra, sono maestri nell’onorare il loro passato. Qualche volta, per fortuna, ci pensiamo anche noi: ecco allora che la Sef Virtus, per i suoi 150 anni – il compleanno è fissato per il 17 gennaio – ha pensato a una "Hall of Fame", un’arca della gloria, sul modello a stelle e strisce, nella quale far salire 150 nominativi (uno per ogni anno di vita) che hanno fatto la storia della polisportiva.

Centocinquanta nomi possono sembrare tanti. In realtà potrebbero esserci esclusioni eccellenti, perché la storia bianconera è ricca di campioni ed eventi.

Cinque, nel frattempo, i numeri già individuati. Il numero 1, per forza di cose, spetta al fondatore, Emilio Baumann, senza il quale, probabilmente, oggi non avremo una storia gloriosa.

Al numero 2, per ristabilire la parità di genere, e perché comunque si tratta di un’autentica regina, Ondina Valla. Ondina, che era originaria di Santa Viola, alle Olimpiadi del 1936, a Berlino, vinse l’oro sulla distanza degli 80 ostacoli. Prima donna italiana a salire sul gradino più alto del podio in occasione di una competizione olimpica.

Adesso, continuando a dare i numeri – 4, 5 e 10 – dovrebbe essere immediata l’associazione, almeno per chi ama la pallacanestro. Il 4, dal 1996 in poi, non può che essere Roberto Brunamonti. L’associazione di idee continua: il 5 non può che essere Sasha Danilovic, mentre la casellina numero 10 nasconde il nome di Renato Villalta.

Ma ci sarà spazio anche per numeri legati ad eventi. Se vi diciamo il 56? Certo, sarebbe meglio scrivere il ’56, perché la cifra complessiva sarebbe appunto 1956: l’anno in cui fu inaugurato il PalaDozza (all’epoca semplicemente palasport). La casa nella quale, la Virtus pallacanestro ha scritto alcune delle pagine indelebili della sua storia.

E il 76? Anche in questo caso, il tutto è legato al basket. Il 1976 fu l’anno di grazia che riportò lo scudetto alla Virtus. Un titolo che porta la firma di Dan Peterson, ma anche del compianto Gigi Serafini. Il 43 potrebbe essere il numero legato a Lucio Dalla, ma anche le altre sezioni, scherma, tennis e ginnastica (senza dimenticare l’atletica, alla quale Ondina non basta) si faranno sentire.


 

150 ANNI

 
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I 150 ANNI DELLA SEF VIRTUS: QUANDO GIOSUÈ CARDUCCI FU VICINO A DIVENTARE VIRTUSSINO

di Ezio Liporesi - Cronache Bolognaesi - 15/01/2021

 

Il fondatore della Società Ginnastica Ginnastica (il nome Virtus verrà aggiunto solo qualche anno dopo), Emilio Baumann, aveva cominciato le sue lezioni di ginnastica nella Scuola Tecnica a San Domenico, poi il Marchese Gioacchino Pepoli assegnò l'ex Chiesa di Sant'Agata in Piazza del Francia, l'attuale Palazzo delle Poste in quella che è oggi Piazza Minghetti. Nel 1873 si pone, però, per la Società il problema della palestra. Nello stesso anno la Lega per l'Istruzione del popolo che ha come presidente Giosuè Carducci (che sarà premio Nobel per la letteratura nel 1906) e tra i soci il Belluzzi, propone la fusione con la Società Ginnastica; quest'ultima preferisce però mantenere la propria indipendenza. La Società fondata da Emilio Baumann collabora comunque con la Lega, fornendo attrezzi e condividendo la ricerca di una nuova palestra: lo si evince dalle parole del Carducci stesso: "Spinta dallo stesso lodevole fine, ha esibito alla Lega tutti gli attrezzi della sua palestra purché questa trovi e dia un adatto locale". La Lega chiede al comune un locale "essendo disposta a condividere con la Società Ginnastica le spese di manutenzione e completamento degli attrezzi... Con ciò, ossia con la collaborazione del Municipio, della Lega e della Società Ginnastica, Bologna verrebbe finalmente dotata di una istituzione tanto necessaria e così reclamata dalla moderna civiltà". Il 29 aprile la Giunta delibera la concessione dell'ex Chiesa di Santa Lucia in via Castiglione. Il 15 maggio l'assessore delegato, nonché sindaco, Gaetano Tacconi e Adelfo Grosso, presidente della Società Ginnastica firmano l'accordo. La Palestra della Santa Lucia sarà il tempio e sede della Virtus fin quasi alla fine della seconda guerra mondiale.



 

VIRTUS 150: LA VIRTUS È

di Ezio Liporesi - 1000cuorirossoblu - 15/01/2021

 

Tantissimi i virtussini che hanno inciso in più di una delle tante sezioni che in un secolo e mezzo hanno scandito la vita della Società; tante le famiglie che hanno legato il loro nome alla Virtus. Quella che segue è solo una piccola carrellata, qualche esempio che permette di capire cosa ha rappresentato la Virtus per lo sport e per la città di Bologna.

La famiglia Vannini: Venzo per vent'anni bandiera della pallacanestro virtussina, dal 1932 al 1952, Mario terzino della sezione calcio che giocava in serie A nella prima parte degli anni '20, Primo che si dedicava all'atletica e rappresentò la Virtus alle Olimpiadi Militari nel 1919 a Joinville.

Giuseppe Muzzioli, che amava firmarsi Giuseppe Peppino Muzzioli, ma a Bologna, dove era nato l’11 giugno 1904, era per tutti e lo sarà sempre “Teresina”, per quel suo aspetto fisico tondeggiante che ricordava le curve femminili. Aveva cominciato praticando l’atletica con le Vu Nere, dimostrando da subito una grande velocità e ottenendo nel 1920 a Montecatini e l’anno dopo a Forlì e Prato brillanti risultati. Ma già in quest’annata si dedica anche alla sezione calcio della Virtus, dove le sue doti lo impongono come ala, che unisce allo scatto un tiro saettante. Nelle due stagioni successive realizza in entrambe due reti, quanto basta per farsi notare dal mago Felsner che lo porta al Bologna, dove diventerà una colonna, firmando anche gol decisivi per vincere scudetti. Terminata la carriera, la sua passione per lo sport non lo fa abbandonare le competizioni, diviene, infatti, protagonista delle corse al trotto, ma ben presto si ammala e il 23 luglio 1941 perde la sua gara più importante e a soli 37 anni lascia la moglie, la figlia e una città intera orfana di uno dei suoi campioni più illustri.

La famiglia Gazzoni, che oltre ad aver dato tanto al Bologna calcio ha contrassegnato anche la storia della Virtus: il commendatore Ferdinando Gazzoni Frascara nell'assemblea dei soci del 30 aprile 1959 viene nominato Presidente della SEF Virtus (rimarrà in carica fino al 23 febbraio 1961). Nella stessa assemblea viene nominato vice presidente il figlio di Ferdinando, Giuseppe, il quale assume poi nel 1960 anche la carica di commissario straordinario della sezione pallacanestro, sostituendo Giorgio Neri, che a suo volta lo rileverà nel 1961. La stagione 1960/61 è anche quella in cui la famiglia Gazzoni abbina il marchio Idrolitina alla Virtus pallacanestro; l'esperienza si ripeterà nelle stagioni 1986/87 e 1987/88 con il marchio Dietor.

La famiglia Gandolfi: Fiero fu grande giocatore delle giovanili, tanto da segnare 52 punti in una partita, poi arrivò anche alla prima squadra, ma fu soprattutto il presidente dello scudetto del 1976. In realtà aveva come primo nome Franco. Era figlio di Fermo, che aveva come fratelli Franco, Fiero e Forte, a testimonianza della marcata matrice virtussina della famiglia: infatti, le quattro F, che compaiono nello stemma della Virtus a fare da cornice alla V nera, stanno proprio a significare fermo, forte, franco e fiero.

La famiglia Negroni: Mario Negroni era Segretario Generale della Virtus quando i ragazzi dell'atletica andarono nel suo ufficio (addossato alla prima colonna della navata centrale, occupava lo spazio di un'ex cappella e negli scaffali erano allineati, gli scatoloni con sopra le date, a partire dal 1871, anno di fondazione), a chiedere un campo per cimentarsi con la palla al cesto, come si chiamava allora; fu poi presidente della sezione pallacanestro dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946 e 1947; poi riprese il suo ruolo di Segretario Generale e si adoperò anche per trovare un nuovo campo che sostituisse la Santa Lucia non più disponibile, così nacque il mito della Sala Borsa. Suo figlio Cesare, classe 1920, aveva già cominciato prima della guerra, poi nel 1947 e 1948 vinse due scudetti; lasciato il campo continuò a seguire la sua Virtus: abitava a Rimini, lavorava alla Sacramora, ma puntualmente compariva in Piazza Azzarita quando giocava la sua Virtus e spesso seguiva la squadra anche in trasferta (ricordo personalmente la sua eccitazione prima di partire per Cantù per la bella di semifinale in programma il lunedì di pasqua 1977). Morì "sul campo", un infarto lo portò via subito dopo la conclusione di un Virtus Cantù il 26 novembre 1980. Carlo Negroni nacque cinque anni dopo Cesare, ma lo superò per talento e titoli, ha, infatti, vinto cinque scudetti (1947, 1948, 1949, 1955 e 1956), è stato capitano delle V nere, ha giocato in Nazionale, dove esordì il 9 gennaio 1948 a Parigi segnando allo scadere del supplementare il libero della vittoria per 36 a 35, non un caso perché è sempre stato un giocatore che dimostrava particolare freddezza nei momenti decisivi. Insomma diventare giocatori in casa Negroni era un fatto naturale, visto il ruolo che aveva il padre Mario Negroni nella Virtus. Quest'ultimo era la Virtus prima della palla al cesto, ne ha aiutato gli inizi ed è stato il presidente ai tempi dei primi successi, Cesare ha giocato in Santa Lucia e in Sala Borsa, Carlo in Sala Borsa e al Palasport, ma il padre e i due figli si trovarono anche contemporaneamente a vincere scudetti.

La famiglia Dondi Dall'Orologio: il capostipite Galeazzo fu alfiere della prima Virtus dopo la promozione dal 1935 al 1946, vincendo un titolo nel suo ultimo anno da giocatore e poi svolgendo ruoli anche da allenatore, con un altro titolo conquistato nel 1947, e dirigente; il figlio Giovanni militò negli anni ’60 per qualche stagione in bianconero per un totale di 24 partite, mentre il nipote Marco nel 1995 con 2 presenze diede un minimo contributo allo scudetto; il fratello di Marco, Luca, ha giocato nelle giovanili negli anni '80.

Pier Giovanni Canepele, per tutti Vanni: una lunga milizia come tennista nella Virtus, vincitore di tre titoli italiani di singolare e uno di doppio tra il 1938 e 1949, nonché giocatore di Davis. Vanni aveva anche la passione del basket, tanto da essere presente nella prima sfida internazionale del basket petroniano che si svolse il 17 gennaio 1932, quando una rappresentativa bolognese affrontò il Kalev Tallin, uscendo sconfitta per 12-86. A quel tempo Canepele militava nel Galvani, ma nella stagione 1938/39 giocò per la Virtus, disputando 12 gare e realizzando 56 punti.

Giarella, il mitico massaggiatore: Natale Tancredi, ma se lo chiamiamo così, difficilmente qualcuno lo potrà riconoscere. Natale era da sempre il mitico "Giarella" e lo era già molto tempo prima della nascita della Virtus Pallacanestro. Aveva gareggiato per la Virtus, sezione Atletica, nel primo decennio del 900. Nel 1927 è iscritto nell'albo d'onore avendo compiuto i vent'anni nel sodalizio. Poi con l'avanzare dell'età diventò il massaggiatore di tutti gli atleti Virtus delle varie sezioni. Morì nel 1958, Per commemorarlo si disputò negli anni seguenti una corsa campestre la Coppa Giarella, riservata agli studenti mai tesserati, con sempre grande partecipazione. Pochissime le testimonianze che riportano il suo vero nome "in aggiunta" al soprannome: una foto che lo ritrae atleta e una lastra che riporta anche il suo nome nel Sacrario del Cestista al Santuario della Madonna del Ponte a Porretta.

Giorgio Neri: da tennista vinse due Coppe Facchinetti, nel '47 e nel '52; nel '54 diventa Presidente della Sezione Tennis, carica che mantiene per 20 anni. Nel '59, per meno di un anno, e per un periodo del '61, è commissario Straordinario della Sezione Pallacanestro. In quegli anni svolge ripetutamente la funzione di Capitano (appellativo che gli rimarrà poi per sempre) della squadra azzurra di Coppa Davis. Nel 1972 è eletto Presidente della Federtennis, della quale fu anche Presidente Onorario. Ha ricevuto nel '92 la Racchetta d'Oro. Giorgio Neri ha ricoperto inoltre la carica di Presidente provinciale del CONI e quella di Consigliere del Bologna F.C., responsabile del settore giovanile. Fra i ragazzi che ha cresciuto ci sono cinque titolari che hanno vinto lo scudetto nel 1963-64. Fu anche Presidente Onorario della Virtus Tennis. Stella d'oro del CONI, della SEF Virtus è stato Segretario Generale e Vicepresidente.

Giuseppe Sermasi, presidente delle sezioni basket e scherma, vice presidente della SEF, ma anche nipote di un grande cestista, Gelsomino Girotti, protagonista dei primi due scudetti bianconeri, nonché nazionale.

I sei ragazzi dell'atletica Virtus che vollero iniziare anche a giocare a pallacanestro dando il via alla sezione: Riccardo Chiaffarelli, velocista che si cimentava nei 110 ostacoli, Gastone Colombo, Ermenegildo De Luigi, saltatore con l'asta, Vittorio De Simoni, saltatore in alto e nel triplo, Piero Grigioni, velocista nei 200 e 300 metri, nonché abile staffettista nella 4x100, Almo Padovani lanciatore di peso e disco. In particolare sono De Simoni e De Luigi ad andare dal segretario generale Negroni a illustrare il progetto.

Lucio Bertoncelli ha giocato negli allievi nel 1957/58; suo zio Dario in prima squadra per due stagioni, vincendo due scudetti, alla fine degli anni '40; il cugino di sua madre, Sergio Ferriani vinse tre scudetti, giocando dal 1942 al 1954. Cognato di Sergio, avendone sposato la sorella, è quel Renzo Poluzzi che fu allenatore dal 1946/47 al 1949/50, con tre scudetti vinti.

Gigi Porelli, che già aveva fatto opera di risanamento alla sezione tennis, nel momento buio di fine anni sessanta della Virtus pallacanestro la riportò ai massimi fulgori, fungendo anche da presidente in alcuni periodi e presidente onorario fino alla morte; ma Virtus è anche sua moglie Paola che, dopo essere stata nuotatrice della Virtus in gioventù. per molti anni ha diretto la foresteria, voluta, sul modello dei college americani, da Gianluigi Porelli all'inizio degli anni '70, dove alloggiavano i giovani cestisti provenienti da fuori Bologna che venivano a giocare nelle V nere: Gigi Serafini, Piero Valenti, Marco Bonamico, Massimo Antonelli, Loris Benelli, Mario Martini, Francesco Cantamessi, Matteo Lanza, Augusto Binelli, Clivo Righi, tanto per citarne alcuni; Paola era, però, una figura importante pure per giocatori destinati alla prima squadra, ma arrivati a Bologna ancora giovani, come Gianni Bertolotti, Renato Villalta e Claudio Coldebella. Anche i giovani giocatori bolognesi la consideravano un punto di riferimento, per esempio Davide Bonora, anzi fu proprio la signora Paola a sceglierlo bambino per la foto simbolo davanti alla chiesa di Santa Lucia, pubblicata nella quarta di copertina del libro "Il cammino verso la stella", anno 1984. Non avevano figli Gianluigi e Paola Porelli, ma ai giovani giocatori della Virtus Paola ha fatto da seconda mamma, affettuosa, severa quando era necessario, sempre presente, pronta ad aiutarti, con discrezione e umanità; cucinava le tagliatelle, andava a parlare con gli insegnanti ai ricevimenti scolastici, forniva un'educazione, delle regole, una strada da seguire. Dalla morte del marito fu presidente onorario della Virtus pallacanestro fino al suo ultimo giorno di vita.

 

Alberto Buriani il presidentissimo, colui che riuscì, con l'aiuto di Mario Negroni, quando Arpinati volle riunire tutte le realtà sportive bolognesi nella Bologna Sportiva, a farle mantenere l'autonomia e il nome davanti, Virtus Bologna Sportiva, facendo valere una sessantina d'anni di gloriosa attività; pochi anni dopo era la Virtus ad assorbire l'altra società e proprio Buriani ne rimaneva il presidente. Prima, però, era stato Buriani, all'inizio degli anni venti, l'artefice del complesso del Ravone; ma Virtus è anche sua moglie, signora Tosca, che, alla morte del marito, nel 1945, si adoperò perché quel complesso, acquistato da Renato Dall'Ara, presidente del Bologna calcio, ma anche nel consiglio della SEF Virtus, potesse essere lasciato a disposizione della società contraddistinta dalla V nera; solo quasi quarant'anni dopo, al fallimento degli eredi di Dall'Ara, la Virtus riuscirà a tornarne proprietaria.

Valla e Testoni le due atlete della Virtus in finale all'Olimpiade di Berlino, Ondina prima premiata con l'oro e la gloria imperitura, Claudia solo quarta ma ad una distanza impercettibile dal primo posto.

Poi coloro che hanno iniziato il tutto: Emilio Baumann il fondatore, Cesare Augusto Puviani, primo presidente, Antonio Modoni che nel 1889 volle aggiungere quel nome Virtus a cui tanto siamo legati.

La Torre Asinelli illuminata di bianco su sfondo nero per celebrare i 150 anni della SEF Virtus

DANILOVIC PER I 150 ANNI: SCELSI LA VIRTUS PER LA SUA STORIA. ESSERE INDICATO COME IL VIRTUSSINO NUMERO UNO FA EFFETTO

tratto da bolognabasket.it - 20/01/2021

 

Il giocatore simbolo della Virtus pallacanestro scrive per i lettori del Carlino cosa significhi essere un bianconero, nel 150esimo anniversario della nascita della gloriosa polisportiva.

"La Virtus, anzi, la Sef Virtus compie 150 anni. E’ un momento, un compleanno, che mi rende ancora più orgoglioso, anche se ora sono qui, a Belgrado, del percorso che mi ha visto protagonista.

A Bologna e con quella maglia sulle spalle, mi sono sentito sempre a casa. E ora, anche se è trascorso qualche anno, non posso che ripetere quello che ho sempre detto. Ovvero che le stagioni di Bologna e della Virtus sono state le più importanti della mia carriera. Le più belle.

Affrontai la Virtus nei quarti di Coppa dei Campioni nella primavera del 1992, giocavo per il Partizan Belgrado con cui poi avrei vinto quella coppa.

Però Bologna aveva qualcosa di particolare. La Virtus era particolare. La sua storia, la sua tradizione mi avevano conquistato.

Se, nel 1992, avessi dovuto ragionare solo misurando le offerte economiche forse avrei preso altre strade. Però c’era qualcosa – e non mi ero sbagliato – che mi portava comunque a Bologna.

La storia della Virtus, certo, ma anche il rapporto che stava nascendo con Ettore Messina. E i programmi della società. Con la quale, in due momenti diversi, abbiamo vinto tutto. Dico abbiamo, perché ci metto tutti: la Virtus, i compagni, lo staff tecnico, i dirigenti, io. Poi, anche qui non svelo nulla di segreto, perché l’ho detto e ripetuto molte volte, ero attirato dall’idea di giocare al fianco di un grande playmaker, Roberto Brunamonti. Non mi sono mai pentito della scelta.

Adesso leggo, con piacere e orgoglio, che il presidente della Sef Virtus, Cesare Mattei, mi indica come l’uomo che più incarna lo spirito della Virtus. Credo che 150 anni siano davvero un bel traguardo. In 150 anni si sono alternati, con quella maglia e quei colori, in discipline diverse, migliaia di persone. Decine e decine di campioni.

Essere indicato come il virtussino numero uno fa comunque un certo effetto.

Saluti da Belgrado, forza Virtus e un abbraccio alla mia Bologna.
 

LA VIRTUSSINA COMMEDIA – UN OMAGGIO SPORTIVO AL DANTEDI’

tratto da bolognabasket.it - 23/03/2021

 

Virtus 150, il programma di iniziative dedicato ai 150 anni della SEF Virtus, continua a pagare un dazio pesante, come tutti, al Covid, ma la frase del Cardinale Zuppi che incornicia le attività (avrà un futuro chi non ha paura del futuro) è una spinta ad andare avanti. Con un ruolo non solo sportivo ma anche sociale.

Così anche la ricorrenza del Dantedì di giovedì 25 marzo è interpretata come una occasione, originale, per parlare della storia della più antica e prestigiosa società sportiva di Bologna.

Nasce così la Virtussina Commedia.

Si tratta di una speciale recita pubblica che la SEF inscenerà grazie all’apporto di due studenti appassionati di teatro e letteratura, Silvia Abati e Ilias Essayeh. Una rivisitazione in chiave ‘sportiva’ di alcuni passi della monumentale opera, che prevede l’abbinamento di alcuni dei personaggi danteschi con le figure più rappresentative del passato e del presente della Virtus.

Ecco quindi che Dante si trasforma nel fondatore Emilio Baumann, Ondina Valla in Beatrice, il trio Danilovic-Brunamonti-Villalta nei tre Giganti, l’avvocato Porelli in Ulisse, che invita a “seguir virtute e canoscenza“.

Insieme alle figure iconiche della storia sportiva della SEF ci sono poi alcuni personaggi legati a Bologna e alla “virtussinità”, come il grande tifoso Lucio Dalla, che impersona Virgilio, o il sindaco Giuseppe Dozza, nel ruolo del traghettatore Caronte.

Fedele ad un impegno cominciato al Teatro Romano recuperando uno dei gioielli della città, la Virtussina Commedia sarà girata mercoledì 24 marzo nel teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati, per l’occasione reso disponibile dal Comune.

Il progetto finito sarà quindi distribuito a beneficio di tutte le televisioni locali interessate a programmarlo in occasione del Dantedì e nei giorni successivi.

LA VIRTUSSINA COMMEDIA

tratto da bolognabasket.it - 25/03/2021
 
 

Per il Dantedì la SEF Virtus celebra il sommo poeta con una recita speciale

I versi immortali di uno dei capolavori della letteratura mondiale. La scenografica unica e romantica di un teatro settecentesco. La passione di due talentuosi attori. La storia gloriosa della SEF Virtus.
La Virtussina Commedia è l’amalgama perfetto di questi elementi, un’opera molto originale che la gloriosa società sportiva bolognese ha voluto ideare per celebrare i suoi 150 anni di storia unitamente al sommo poeta, Dante Alighieri, nel giorno, il 25 marzo, a lui dedicato come giornata nazionale.
Il Dantedì, che ricorda l’inizio del viaggio letterario ultraterreno di Dante avvenuto esattamente 700 anni fa, viene così omaggiato dalla SEF Virtus con la registrazione di una speciale recita teatrale, che reinterpreta in chiave ‘virtussina’ alcuni passi della Divina Commedia.
La Virtussina Commedia non è altro che un viaggio nella storia prestigiosa della SEF Virtus ‘seguendo’ le orme di Dante nel suo peregrinare nei tre Regni. Un viaggio volutamente riscritto e narrato da due studenti appassionati di letteratura e teatro, Silvia Abati e Ilias Essayeh, che ci porta a scoprire alcuni dei personaggi più importanti della storia virtussina passata e presente. Grandi personalità che per l’occasione vengono abbinate ad alcune celebri figure dantesche, ricalcandone in qualche modo le caratteristiche.
Ecco quindi che Dante si trasforma nel padre fondatore Emilio Baumann, Ondina Valla in Beatrice, Giuseppe Dordoni nel centauro ‘olimpico’ Nesso, le leggende del basket Villalta, Brunamonti e Danilovic nei Giganti, gli sciabolatori azzurri Luigi Samele e Olga Kharlan, fidanzati nella vita, negli amanti Paolo e Francesca.
Tra le terzine spiccano anche altre figure iconiche del mondo virtussino, come l’avvocato Porelli, che incarna il saggio Ulisse, l’ex sindaco Giuseppe Dozza (Caronte), traghettatore nello sport moderno grazie al ‘suo’ Palazzetto dello Sport o il super tifoso Lucio Dalla, che nei panni di Virgilio “accompagna” la sua amata Virtus in questo viaggio. C’è spazio anche per le grandi imprese cestistiche, incarnate dallo scudetto della stella del 1984 (Cerbero dalle tre teste: Bucci-Brunamonti-Villalta) e dalla squadra del Grande Slam 2001 (Spiriti della gloria terrena). E poi ancora i simboli del tennis virtussino Beppe Merlo e Orlando Sirola (Seduttori… di pubblico) e dell’atletica, con l’olimpionico Giorgio Oberweger a rappresentare lo Spirito Sapiente.
I passi della Divina Commedia relativi a questi personaggi sono stati liberamente riscritti e adattati grazie al talento degli studenti Silvia Abati ed Ilias Essayeh, che hanno ideato e messo in scena l’intera opera, sotto la supervisione del coordinatore delle iniziative per i 150 anni, Luca Corsolini.
Testimonial d’eccezione, e relatori di alcune terzine, anche l’ex cestista Marco Bonamico e uno degli atleti di punta di Virtus Atletica, Giovanni Marchetti, accompagnato dall’amica Camilla Carlà.
A fare da palcoscenico alla registrazione della recita un piccolo gioiello bolognese: il teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati, inaugurato nel 1763 e ancora perfettamente conservato. Un bene privato passato da poco tempo sotto tutela del Comune di Bologna.
Una location d’autore per un’opera d’autore.


 

DOMANI LA SEF VIRTUS RICORDA EMILIO BAUMANN

Emilio Day:  La SEF Virtus rende onore al proprio padre fondatore Emilio Baumann
Il 9 aprile la cerimonia al “Campo Scuola Baumann” di Bologna
bolognabasket.it - 08/0472021

 

Il 9 aprile 1843 nasceva Emilio Baumann, l’uomo che nel gennaio 1871 diede l’impulso decisivo alla nascita della Società Sezionale di Ginnastica in Bologna, l’odierna SEF Virtus.

Un ginnasiarca illuminato, di grandi intuizioni, che al capoluogo felsineo regalò la sua prima società sportiva e una concezione dello sport e dell’educazione fisica in senso stretto che all’epoca ancora non esisteva: quella cioè di un’attività sociale che deve essere accessibile a tutti, importante per lo sviluppo fisico ma anche mentale delle persone, fondamentale per la prevenzione della salute.

Baumann fu un precursore dei tempi e grazie alla sua opera quasi “missionaria” è considerato uno dei padri nobili dello sport italiano. Bologna, città dove ha lavorato e studiato per diversi anni, gli era entrata nel cuore e alla sua passione si deve la nascita della Virtus, società tra le più antiche d’Europa, che nella sua lunga storia ultracentenaria non ha mai smesso di ricordare e omaggiare il proprio fondatore.

Così la SEF Virtus intende fare anche nell’anno in cui festeggia con orgoglio il traguardo dei 150 anni di attività, lanciando un’iniziativa molto speciale in onore di Baumann, l’ EMILIO DAY.

Si tratta di una cerimonia che si svolgerà venerdì 9 aprile, dalle ore 11, presso l’impianto sportivo bolognese che proprio dal fondatore della SEF Virtus prende il nome, il “Campo Scuola E.Baumann”, alla presenza di tutte le sezioni virtussine e di alcune importanti autorità sportive.

Trattandosi della ricorrenza del compleanno di Baumann, in suo onore verrà deposta una corona di fiori davanti alla stele che lo ricorda e sarà svelata anche una divisa speciale realizzata dalla sezione Atletica virtussina – che da due anni gestisce il Campo Scuola – per le celebrazioni dei 150 anni. Saranno inoltre lanciate alcune iniziative previste per il mondo della scuola.

All’incontro – che si svolgerà all’aperto e nel rispetto delle vigenti norme anti-Covid – è attesa la presenza delle massime autorità del CONI regionale, con in testa il presidente Andrea Dondi, e della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal) con il presidente Stefano Mei accompagnato da Alberto Morini, presidente Fidal regionale, e da Ester Balassini, l’ex martellista bolognese da poco eletta delegato provinciale.

L’assessore allo sport Matteo Lepore rappresenterà il Comune di Bologna.


 

EMILIO DAY 2021

di Marcello Maccaferri - sefvirtus.it - 09/04/2021

 

La SEF Virtus rende onore ad Emilio Baumann, fondatore della società 150 anni fa.
Un compleanno speciale festeggiato insieme ai vertici del CONI regionale e della Fidal, tra grandi elogi e il lancio di nuove iniziative

Da oggi la SEF Virtus Bologna ha una nuova data da segnare in rosso sul calendario: il 9 aprile, il compleanno del proprio padre fondatore Emilio Baumann. Un giorno speciale, ribattezzato Emilio Day, che la gloriosa polisportiva bolognese ha scelto come uno dei punti cardine delle celebrazioni per i 150 anni di attività e che intende onorare annualmente, rendendo omaggio alla persona senza la quale la Virtus oggi non esisterebbe e che dello sport italiano è stato uno dei massimi fautori. E di Bologna un figlio adottivo.

Un evento, l’Emilio Day, che nella sua prima ‘edizione’ si è svolto in una location scelta non a caso: presso l’impianto sportivo bolognese intitolato proprio al fondatore virtussino, il Campo Scuola E.Baumann – gestito da un paio di anni dalla sezione di Virtus Atletica – in presenza di importanti autorità sportive federali e cittadine.

Una manifestazione “in presenza” tanto auspicata dalla SEF dopo le tante, troppe iniziative annullate causa Covid-19.

L’OMAGGIO AL PADRE FONDATORE

La cerimonia ha avuto il suo momento clou nell’omaggio floreale deposto dal presidente della SEF Cesare Mattei alla base della stele che ricorda il grande ginnasiarca all’entrata del Campo Scuola, accompagnato dai presidenti del CONI regionale, Andrea Dondi, e della Federazione Italiana Atletica Leggera (Fidal) Stefano Mei, entrambi di recente nomina.

A fare gli onori di casa la sezione di Atletica Leggera virtussina, capitanata dal presidente Stefano Cuccoli, che ha scelto questo giorno speciale per svelare in anteprima ai presenti una speciale maglia da gara dedicata ai 150 anni della società e indossata per l’occasione da alcuni atleti di punta: i velocisti Stefano Bignami, Giovanni Marchetti, Marco Gianantoni e Alessandro Xilo.

La nuova divisa, realizzata con le tecniche di oggi ma con la foggia di un tempo, ovvero con una grande V nera al centro del petto, è stata indossata con orgoglio anche da alcuni ospiti, in primis dai presidenti Dondi e Mei, ma anche da Francescantonio Melara, da trent’anni storico sponsor dell’atletica virtussina.

A rendere onore alla lunga storia della Virtus sono intervenute anche le parole del presidente della Fidal regionale Alberto Morini e dell’ex atleta bolognese, e primatista italiana nel lancio del martello, Ester Balassini, oggi delegato provinciale della Fidal ma cresciuta come atleta proprio sull’erba del Campo Baumann.

Un elogio a Baumann e alla sua opera “missionaria” per lo sport è arrivato infine da Alessandra Vicinelli, responsabile di educazione fisica e sportiva presso l’ufficio scolastico provinciale di Bologna.

LA SEF GUARDA AL FUTURO: CICLISMO E VIRTUS WELLNESS

Il primo Emilio Day è stato anche l’occasione per lanciare alcune nuove iniziative speciali in casa SEF, strettamente correlate con l’opera di Baumann.

La prima è un nuovo capitolo editoriale dopo la recente pubblicazione del “Mito della V Nera 150”: un Quaderno di Virtus 150 dedicato alle idee del fondatore della Virtus, curato dalla studiosa Olga Cicognani che custodisce una ricca biblioteca di testi scritti dallo stesso Baumann e da altri che ne raccontano le tante intuizioni.

La seconda è rappresentata dalla nascita imminente di due nuove sezioni virtussine: da quella di ciclismo (un grande ritorno), che oltretutto assegnerà un premio durante le tappe regionali del Giro d’Italia, a Virtus Wellness che avrà un dirigente speciale in Marco Bonamico, ex stella della pallacanestro bianconera e presente all’Emilio Day, alla sua prima uscita pubblica dopo il ricovero per Covid.

In particolare Virtus Wellness, completato l’iter procedurale, presenterà dei programmi di riabilitazione fisica studiati con i medici e dedicati ai pazienti che hanno avuto il Covid e che ora, anche senza velleità agonistiche, hanno bisogno di recuperare la miglior forma fisica. Virtus Wellness sarà dunque una sezione dedicata ma anche un servizio sociale a disposizione della città, coerentemente con l’impostazione che Baumann diede alla Virtus fin dal 1871.

La terza iniziativa è il lancio di una petizione online, che ha già raccolto più di 200 firme, per far sì che il 20 maggio sia riconosciuta come la Giornata Nazionale delle Atlete. Una scelta specifica: il 20 maggio è infatti il giorno di nascita di Ondina Valla, gloria virtussina, la prima atleta italiana a vincere un oro olimpico.

Dopo il 9 aprile, ecco una nuova data da segnare in rosso sul calendario Virtus.

 


 

MOSTRA DELLE TORCE OLIMPICHE: CONTINUANO LE CELEBRAZIONI PER I 150 ANNI DELLA SEF VIRTUS

Conclusa la Mostra delle Torce Olimpiche a Bologna: grande successo di pubblico, un vero e proprio “boom” di visitatori, per l’iniziativa della SEF Virtus al PalaDozza.

virtus150.sport - 04/06/2021

 

Dopo l’Emilio Day, numeri eccezionali – oltre 2000 visitatori in soli dieci giorni – per la Mostra delle Torce Olimpiche che si è svolta dal 20 al 31 maggio al PalaDozza di Bologna. Un successo di pubblico che ha fatto felice la casa madre SEF Virtus, artefice, insieme al CONI, della bella esposizione che ha richiamato l’attenzione di molti bolognesi, appassionati sportivi o semplici curiosi. L’occasione dopotutto è stata più unica che rara: la mostra, che ha esposto tutte le fiaccole olimpiche utilizzate durante i Giochi estivi dal 1936 al 2016 (più le due ‘invernali’ italiane di Cortina 1956 e Torino 2006) ed altri particolari legati alle Olimpiadi, è stata infatti alla sua prima ed unica uscita nel 2021, in quanto fino ad oggi non era mai allestita in una grande città italiana.

L’inaugurazione il 20 maggio scorso era coincisa con il c.d. “Ondina Day“, anniversario della mitica Ondina Valla, atleta Virtus, rappresenta un simbolo dello sport al femminile in Italia perché fu la prima atleta donna a vincere una medaglia d’oro olimpica in una memorabile finale sugli 80 m ostacoli (allora disciplina olimpica) a Berlino nel 1936 in cui sconfisse la connazionale Claudia Testoni, che si classificò quarta. A fiancheggiare e dare man forte alla Mostra delle Torce Olimpiche, richiamando un buon numero di tifosi virtussini, c’è stata poi la “camminata” nella storia ultracentenaria della SEF Virtus, che attraverso le immagini dei personaggi e dei luoghi che hanno creato il mito della V Nera, ha ripercorso i 150 anni della casa madre bianconera. Per il CONI ha avuto modo di apprezzare l’esposizione la vicepresidente vicario, ed ex martellista della Nazionale, Silvia Salis, alla quale il Presidente della SEF Virtus Emilsider Atletica Stefano Cuccoli ha donato la canotta che la sezione atletica ha creato per i 150 anni. La Salis ha ricevuto anche il volume Il Mito della V Nera 150.

La SEF ha poi spinto molto affinché si creasse una relazione profonda con il mondo scolastico: i professori hanno infatti ricevuto in questi giorni un filmato sui contenuti della mostra, realizzato come fosse una lezione. Tanti lo hanno mostrato in classe agli alunni, ai quali non è ancora permesso fare visite didattiche.

Una lunga passerella di personaggi illustri cittadini hanno poi onorato con la propria presenza i 150 anni della Virtus e la Mostra delle Torce Olimpiche, che si intrecciano in modo inestricabile con la storia di Bologna e l’identità dei suoi cittadini. Il 19 maggio ha inaugurato la mostra l’assessore allo sport di Bologna Matteo Lepore ed il giorno dopo è stato il turno di Isabella Conti, sindaco di San Lazzaro di Savena e candidata alla carica di Sindaco di Bologna, che in compagnia di ospiti illustri dal mondo dello sport al femminile come la calciatrice Erika Serra, la maratoneta Laura Fogli, e la primatista italiana del lancio del martello Ester Balassini, ha sottolineato la necessità di un percorso di emancipazione delle donne nello sport.

Martedì 25 maggio è stato il turno del candidato sindaco Fabio Battistini, virtussino di nascita, che ha sottolineato l’imprescindibile necessità di ampliare la presenza delle donne nel mondo dello sport a qualsiasi livello.

Tutti concordi nel sostenere l’istituzione della giornata nazionale delle atlete nel giorno della nascita di Ondina Valla, il 20 maggio.

 

La targa del Cono per la mostra delle torce