STAGIONE 1969/70

Rundo, Driscoll, Serafini, Nanni, Buzzavo
Regno, Zuccheri, Lombardi, Leombroni, Cosmelli
Virtus Bologna
Serie A: 7a classificata su 12 squadre (9-22)
Coppa Italia: eliminata ai quarti di finale (2-4)
| FORMAZIONE |
| Gianfranco Lombardi (cap.) |
| Enrico Beretta |
| Giorgio Buzzavo |
| Massimo Cosmelli |
| Terry Driscoll |
| Alessandro Leombroni |
| Danilo Nanni |
| Franco Regno |
| Giuseppe Rundo |
| Luigi Serafini |
| Ettore Zuccheri |
| Riserve: Massimo Antonelli, Stefano Balbi |
| Solo amichevoli: Loris Benelli, Enrico Mora, Roberto Neri, Stefano Rubini, Lino Bruni (in prestito dalla Fortitudo Bologna), Giampaolo Orlandi (in prestito dalla Fortitudo Bologna), Corrado Pellanera (in prestito dalla Fortitudo Bologna) |
| Allenatore: Nello Paratore |
Partite della stagione
Statistiche individuali della stagione
Giovanili
IL FILM DELLA STAGIONE
di Ezio Liporesi per Virtuspedia
Le principali novità della stagione 1969-70 sono l'americano Driscoll in campo e l'allenatore Paratore in panchina. Da Cantù arriva Danilo Nanni, il resto dell'ossatura principale della squadra è formato dai confermati Lombardi, Zuccheri, Cosmelli, Rundo, Serafini e Buzzavo. La Virtus disputa un bel precampionato, secondo posto ai tornei Bersani, a Borgotaro, e Pinto, a Roma, e la vittoria nella Coppa dell'Amicizia, doppio confronto con l'Olimpia Milano. La prima giornata conferma subito il buon momento dei bianconeri: contro Gorizia, davanti a un grande pubblico (4500 spettatori), la Virtus parte 14-0 al 2'e 22-2, un minuto dopo. Al 9' il divario è appena ridotto, 24-7 e quei 17 punti di scarto permangono all'intervallo, sul punteggio di 42-25 e alla fine, 81-64. Bella prova di squadra, con 5 giocatori in doppia cifra, Driscoll 20, Lombardi 14, Serafini e Zuccheri 12, poi Rundo a 10, mentre Cosmelli con 9 si ferma subito sotto. A Varese, davanti a cinquemila spettatori, entrambe le squadre partono a uomo, ma la Virtus soffre subito, anche perché Lombardi si carica presto di tre falli nel controllare Raga, che a sua volta deve scendere, avendo speso lo stesso numero di penalità su Gianfranco. Nonostante i 38 punti di Driscoll, la Virtus precipita, 45-26 a fine tempo, poi nella ripresa il distacco si attesta sui 30 punti e il solo Cosmelli (10 punti alla fine), è in grado di spalleggiare l'americano delle V nere. Finisce 92-63. Contro la Noalex Venezia i primi 10 minuti sono in equilibrio, poi Paratore azzecca la mossa giusta, piazza Lombardi su Vianello, miglior giocatore veneziano, che affonda insieme ai suoi compagni, chiudendo il tempo sotto 50-34. La Virtus invece ha girato a dovere, con in evidenza Lombardi, 26 punti, e lo strepitoso Driscoll, autore di un'altra prova superlativa: 30 punti, 20 rimbalzi e 6 stoppate. Degli altri vanno ricordati gli 11 punti di Rundo, i 10 di Nanni, che ha anche imbrigliato Sanders, i 9 di Cosmelli, gli 8 di un ottimo Buzzavo e i 4 di Serafini e Regno, autore del canestro che ha portato i bolognesi a 100 punti. Poco prima della chiusura sul 102-67. A Milano, contro All'Onestà, sfortunatissima Bologna: perde dopo 55" Driscoll, in ottimo periodo di forma, per una distorsione alla caviglia che si procura da solo a rimbalzo d'attacco. La squadra di Paratore termina il primo tempo sotto 35-26, trova la forza di recuperare, ma nel momento del massimo sforzo, perde Serafini per 7 minuti per una contusione toracica. Comunque le V nere arrivano al 36' a soli due punti, grazie a un canestro di Cosmelli, 20 punti per lui, con un ottimo secondo tempo, dopo un primo opaco, ma negli ultimi 4 minuti i milanesi hanno la meglio e vincono 69-59. Per Bologna buono anche l'apporto di Lombardi, 15 punti. Contro la Fides Napoli, la Virtus gioca un buon primo tempo, chiuso avanti 43-40, con uno stoico Driscoll, che pur sofferente si fa valere sotto i tabelloni e segnerà alla fine 14 punti, e un positivo Lombardi, 4 su 4 e 6 su 8 ai liberi, per un totale di 16 punti alla pausa. La ripresa vede una squadra bolognese in difficoltà, Lombardi segna solo 4 punti (20 in totale quindi), con 1 su 12 al tiro, Driscoll cala alla distanza, lasciando via libera ai campani sotto le plance, soprattutto a Williams che ne cattura 21 sui 39 della sua squadra; considerato anche un Cosmelli più opaco rispetto al solito, la naturale conseguenza è il successo ospite, 65-71. Andamento inverso nella successiva gara, ancora casalinga, contro Pesaro: i marchigiani dominano nel primo tempo, chiuso sul 30-39, poi nella ripresa, complice l'uscita per falli di Bertini al 32', sul 56-63 escono dal match; a questo punto esplode Cosmelli, fino a quel punto in ombra, con un 4 su 4 sia dal campo, sia dalla lunetta, segna 12 punti, prendendo in mano le redini della gara, anche perché la Pelmo Frizz rimane sei minuti a secco, mentre i bolognesi ne segnano 22. In quest'ultima parte di gara ottimo l'apporto di due elementi opachi fin lì, Buzzavo (18) e Lombardi (19), con Driscoll (16) che riesce a stare in campo fino alla fine, pur gravato di 4 falli. In parità la lotta a rimbalzo, 45-45; per i bianconeri ne catturano 13 Serafini e 11 Buzzavo, quest'ultimo in soli tre minuti. Nel derby Virtus in sofferenza di fronte a Schull, 30 punti, Driscoll (17 punti) regge, ma a tradire è Lombardi, autore di soli 13 punti, 4 nella ripresa, ma concedendone 10 nel primo tempo ad Orlandi, quando era suo avversario diretto. Il primo tempo si è chiuso con le V nere sotto 36-31 e la gara è terminata 67-64. A Udine, dove la squadra di casa scende in campo con Allen che ha 38 di febbre, c'è il riscatto di Lombardi, autore di 29 punti. Si inizia con Gergati, Bisson, Allen, Cescutti e Sarti per la squadra di casa e Lombardi, Cosmelli, Zuccheri, Serafini e Driscoll per i bolognesi. Dopo 7 minuti la Virtus conduce già 13-29, con Lombardi implacabile dalla lunga distanza. Al 15' le squadre sono sul 23-38, ma Paratore toglie Zuccheri per Rundo e i friulani recuperano. Nel finale di tempo, ancora Lombardi trascinatore, fino al 39-47 dell'intervallo. Nella ripresa i bianconeri controllano la gara, a metà temo sono sul 46-59 e iniziano gli ultimi 5 minuti sul 52-69. Ininfluente il recupero finale di Udine, la gara termina 72-79. Il trio Driscoll, 27 punti, Lombardi, 26, e Cosmelli, 21, dà una mano decisiva nella vittoria contro il Simmenthal, davanti a 8000 spettatori. Gara bellissima, con il primo tempo chiuso avanti dai bolognesi 51-49, ma nella ripresa, quando sembra che i milanesi ce la possano fare, la grande continuità dei bianconeri ha la meglio. Di fianco alle tre punte, hanno ben giostrato prima uno Zuccheri eccezionale, poi Serafini e, alla fine, Rundo e Nanni. Serafini, Driscoll e Rundo, in marcatura a staffetta su Masini, lo hanno limitato a "soli" 25 punti. A Cantù la Virtus parte bene, ottimi i primi 15 minuti di Zuccheri, più volte avanti di 6 punti, 6-12 al 4', 16-22 al 9', 22-28 al 12', ma al 13' Cantù opera l'aggancio, 30-30, poi prende 4 punti di vantaggio 38-34. Il primo tempo si chiude sul 46-45, Equilibrio anche nella ripresa, con la Virtus che a metà tempo ha due punti di vantaggio, 65-67, ma al 17' i locali prendono un piccolo vantaggio, 83-77, che gli permette di vincere 93-90. Nelle V nere ottimo Lombardi, 38 punti, ma buona anche la gara di Cosmelli, 22, mentre a 18 si ferma Driscoll. Il Brill Cagliari si presenta a Bologna senza Howard. La Virtus prende il comando delle operazioni così più facilmente, con un Lombardi in gran spolvero fino al 6' della ripresa (20 punti), quando deve uscire per una distorsione alla caviglia sul punteggio di 67-54, gli stessi tredici punti di margine che separavano le squadre anche all'intervallo, 53-40. A sei minuti dalla fine Paratore ha messo in campo i due giovani Leombroni e Regno, ma la Virtus è riuscita comunque a raggiungere quota cento, anche per il calo alla distanza dei sardi. Punteggio finale 104- 86. Ottima la gara di Driscoll, 32 punti. Al termine del girone d'andata, Virtus al sesto posto con 12 punti, appaiata ai milanesi dell'All'Onestà Milano. A Gorizia la Virtus deve fare a meno di Lombardi, in quintetto al suo posto c'è Nanni, che nella zona schierata da Paratore, si posiziona sotto canestro con Driscoll e Serafini, mentre Zuccheri e Cosmelli agiscono da lanciatori. Il primo tempo vede la squadra di casa avanti 48-34. Nella ripresa i primi due minuti non fanno registrare punti, finché Medeot porta a 50 la sua squadra, che poi controlla il match fino all'86-74 finale. Contro l'Ignis rientra Lombardi che ha un ottimo inizio, segna 12 punti in 12' e blocca Raga, costringendolo a realizzare un solo canestro, ma poi Gianfranco deve scendere a causa della sua caviglia malconcia e rientrerà solo negli ultimi minuti. Nonostante Lombardi l'Ignis scappa già nel primo tempo, chiuso 27-44; nella ripresa, però, l'Ignis sta oltre 10' senza segnare, vede i bolognesi arrivare a meno quattro, finché al 30'30" Raga, che ha giocato quasi tutto il secondo tempo con quattro falli, rompe il digiuno. Poi Varese si riprende e vince 55-66. Tra i bolognesi, oltre a Lombardi, bene Driscoll, 13 punti, e Cosmelli con 12. Netta sconfitta a Venezia, 47-31 il primo tempo, 91-76 il finale. Contro l'All'Onestà, con Lombardi e Cosmelli in giornata no, nonostante segnino rispettivamente 17 e 18 punti, la Virtus esce sconfitta 72-74. I milanesi dominano i primi 7 minuti, intanto Serafini è già in panchina dal 4', gravato di tre falli. Qui Driscoll e Cosmelli mettono in piedi una reazione e così le V nere chiudono il tempo avanti 40-37. L'americano di Bologna, dopo un ottimo primo tempo, cala nel secondo (ala fine 17 punti), così i Milanesi si portano al comando. A venti secondi dalla fine, con la Virtus sotto di due punti, Cosmelli ruba palla a centro campo a De Rossi e va a siglare il pareggio a 16" dalla fine. Difesa pressing dei bianconeri, che però si dimenticano di Bovone, che riceve un lancio lungo sotto canestro e segna il canestro decisivo. Quarta sconfitta consecutiva, alla vigilia di due trasferte. A Napoli, i bolognesi partono bene, 4-10 al 5' e 8-18 al 10', ma commettono molti falli, infatti a metà gara Rundo e Cosmelli ne hanno 4, Driscoll e Buzzavo 2. Dopo un convinto inseguimento, i campani raggiungono la parità, a quota 29, al 16', con Errico dalla lunetta e subito dopo sorpassano con Maggetti, difendendo poi il vantaggio fino alla pausa, 37-35. Dopo 39" della ripresa, in contropiede Williams schiaccia, Rundo, nel tentativo di stoppare, colpisce il tabellone: l'effetto di queste due azioni provoca il distacco del vetro. Rundo rimane ferito alla coscia sinistra, Williams, più gravemente alla gamba sinistra, al braccio e alla testa, ma è soprattutto dall'arto che esce molto sangue. Dopo 50 minuti il gioco riprende, con Gavagnin al posto dell'americano di Napoli, che però dopo qualche minuto, rientra al posto di Errico. Il colored serve i compagni, segna altri 10 punti, 22 in totale, cattura rimbalzi, risulta insomma decisivo per l'allungo dei locali, che arrivano al + 18, sul 79-61 al 18' e sull'81-63 poco dopo. La Virtus riduce leggermente il divario, ma esce sconfitta 83-70. Buona la prova di Driscoll, 20 punti, ma non sempre coeso coi compagni, e quella di Cosmelli (16); efficace Zuccheri nel primo tempo, 12 i suoi punti totali, e nel secondo Rundo, che al termine fa registrare 9 punti a referto. A Pesaro non bastano i 30 punti di Cosmelli e i 16 di Driscoll, anche perché quest'ultimo deve uscire prematuramente per 5 falli. Bologna è sotto 44-38 a metà gara e 78-75 alla fine. Decisiva l'assenza di Lombardi. Dopo sei sconfitte consecutive, tutte le gare del ritorno, la Virtus si trova al terz'ultimo posto, a quota 12, appaiata proprio ai pesaresi e all'Eldorado, prossimo avversario nel derby, due punti sopra alla penultima, la Splügen, chiude il Brill a 4, ma con una gara da recuperare. Curiosamente, proprio in questo periodo negativo arriva la prestigiosa vittoria in amichevole sul CSKA Mosca. Contro la Fortitudo sono gli uomini di Lamberti a partire meglio, accumulando nei primi 15 minuti 16 punti di vantaggio, 20-36, ma con 6 improvvisi contropiedi a bersaglio i bianconeri riescono a ridurre notevolmente il disavanzo con questo parziale di 12-0, andando al riposo sotto di sole 4 lunghezze, 32-36. Nella ripresa l'Eldorado continua a gestire la gara, ma ben presto i suoi giocatori si caricano di falli, permettendo alla Virtus di stare aggrappata al match. Comunque, i biancoblù sembrano in grado di prevalere, grazie soprattutto ai 29 punti di Schull, che però commette qualche fallo di troppo e sbaglia qualche tiro, tenendo così in vita le V nere. A 12" dal termine, sul 69-70, un tap-in di Driscoll, dopo un'incursione di Cosmelli, permette alla Virtus il sorpasso che risulterà decisivo, 71-70. Infatti nell'ultima azione Calamai, appena entrato al posto di Angelini, uscito per 5 falli, usufruisce di 2 liberi, ma li fallisce entrambi, decretando il successo della squadra di Paratore, tra il tripudio dei tifosi bianconeri. Lombardi con 22 punti, Cosmelli con 21 e Driscoll con 16, tra cui il canestro della vittoria, i migliori bianconeri. Rinvigorita dal successo nella stracittadina la Virtus, nella gara infrasettimanale, batte anche la Snaidero 94-75, dopo aver chiuso il primo tempo avanti 47-39. Superlativa la prova di Driscoll, 38 punti. Rasserenata dalle due vittorie casalinghe, la Virtus sale a Milano per incontrare il Simmenthal. I bolognesi disputano un ottimo primo tempo, chiudendolo in vantaggio 41-43, ma nella ripresa crollano, uscendo sconfitti 107-78. Migliore realizzatore per le V nere Zuccheri con 20 punti, seguito da Driscoll con 18, mentre si fermano rispettivamente a 14 Cosmelli, ben marcato da Brumatti, e a 13 Lombardi. Ultima gara casalinga, contro Cantù: all'8' Della Fiori porta avanti Cantù sul 22-23 e sulla scia i lombardi prendono in 3' dieci punti di vantaggio, ma al 16', con due liberi di Zuccheri, Bologna pareggia, 43-43. Alla pausa, il punteggio è altissimo e le V nere riescono ad avere un punto di vantaggio, 54-53. Nel secondo tempo i bianconeri riescono a prendere 6 punti di vantaggio, 63-57, ma gli ospiti reagiscono e tornano avanti con Recalcati, 75-76, dopodiché comincia un alternarsi di vantaggi, ma quando la Virtus sembra poter prevalere, a 5" dal termine Siudut pareggia, 93-93. Nel supplementare parte meglio Bologna, ma viene presto raggiunta e a 30" dalla fine le squadre sono ancora in parità, 106-106; a decidere l'incontro è il principale protagonista della gara, Driscoll, che, segnando i due liberi decisivi e fissando il punteggio sul 108-106, giunge a 43 punti realizzati. Buono il primo tempo di Lombardi, 20 punti al termine dei 40'. Bene aveva giocato anche Zuccheri (10 punti), ma a metà ripresa è dovuto uscire per una distorsione al ginocchio destro. Nel supplementare è emerso Rundo, che nell'arco di tutta la gara ha segnato 20 punti. Ultima gara a Cagliari: la Virtus, pur concludendo il primo tempo sotto 44-38, si mantiene sempre in partita, tanto che il risultato è rimasto in bilico fino al 37', poi, negli ultimi tre minuti, i sardi hanno preso un piccolo decisivo vantaggio, 81-78. La Virtus chiude con 9 vittorie e 13 sconfitte, con solo 6 squadre davanti, ma con dietro solo le due squadre retrocesse, mentre Snaidero, Pelmo ed Eldorado affiancano le V nere. Rimangono da disputare e vincere Trofeo Solferini battendo nel derby l'Eldorado e un paio di amichevoli vinte a Bologna, facilmente contro l'Australia, con più difficoltà contro il Canada.
LA VIRTUS PRESENTA PARATORE
Bologna, 8. Due annunci ufficiali ha dato oggi l'avv. Porelli, presidente della sezione basket della "Virtus": il primo riguarda l'abbinamento della "Candy" che non sarà confermato. Pertanto nella prossima stagione, se nel frattempo non interverranno offerte importanti, la squadra bolognese parteciperà al massimo campionato con la gloriosa maglia bianca dalla "V" nera.
Il secondo annuncio riguarda la acquisizione del nuovo tecnico prof. Nello Paratore che guiderà la "Virtus" per tre anni e non si occuperà soltanto della prima squadra, ma di tutte le squadre giovanili perché è sua intenzione, appunto, preparare, come meglio riterrà, un vivaio che invece, negli ultimi tempi è stato un po' trascurato.
MI IMPEGNO A RIPORTARE LA VIRTUS NEL GRANDE GIRO
di Giuseppe Angelini - Stadio - 23/08/1969
Dal 19 agosto la Virtus ha iniziato a Riccione la preparazione per il prossimo campionato. Il nuovo allenatore Paratore, l'ex C.T. della Nazionale, ha portato con sé, oltre al suo vice Ranuzzi, al preparatore atletico Moro e al medico sociale Mazzoni, undici giocatori: Lombardi, Cosmelli, Zuccheri, Regno, Rundo, Nanni, Marisi, Buzzavo, Mora, Neri e l'americano Driscoll. Degli effettivi virtussini mancano cioè i soli Serafini attualmente in America per un campus e il neo bianconero Leombroni, impegnato negli esami di riparazione e si aggregherà alla comitiva soltanto ai primi di settembre. Ieri ha lasciato il raduno Cosmelli convocato per gli allenamenti collegiali della Nazionale. Con Paratore che ha dovuto subire in questi giorni un vero e proprio assalto da parte della stampa e che del resto è piuttosto schivo per natura ad ogni forma di pubblicità, abbiamo potuto scambiare nel pomeriggio soltanto qualche rapida impressione. Abbiamo chiesto innanzitutto i tempi e i sistemi di preparazione.
Direi che tutto procede perfettamente secondo i piani prestabiliti - ha precisato. - Tutta questa prima settimana è stata dedicata ad una leggera preparazione atletica, curando in maniera particolare l'inserimento ambientale dei nuovi. Per il momento niente pallone, cominceremo a sviluppare qualche dettaglio tecnico soltanto la prossima settimana. Attualmente facciamo soltanto della pallavolo al mare, riservando al pomeriggio la seduta ginnico-atletica. Intendo procedere per gradi, non molto in fretta ma in profondità.
Come va l'ambientamento di Driscoll?
Problemi particolari non ce ne sono. L'americano è un ragazzo serio e riservato, nei momenti di riposo preferisce leggere e studiare. Il suo affiatamento coi compagni migliora peraltro giorno per giorno.
Cosa può dirci della Virtus?
Al momento è inutile fare previsioni, non c'è sufficiente materia per esprimere indicazioni attendibili. Sulla carta la Virtus possiede i mezzi per tornare nel giro delle grandi, e per ora è questo il nostro principale obiettivo. Di una cosa sono comunque certo: se i ragazzi mi seguiranno, la Virtus riuscirà certamente a sviluppare del grande basket in grado di mettere in soggezione chiunque.
A chi toccherà lo scudetto quest'anno?
Come sempre su tutti Simmenthal e Ignis, che si sono ancora rafforzate e che se la vedranno fra loro. Da terzo incomodo vedo All'Onestà che può contare su due stranieri.
Nanni, il due metri proveniente dall'Oransoda Cantù, l'acquisto virtussino di maggior pregio dopo Driscoll, ha in animo dei propositi di riscatto:
L'anno scorso a Cantù è andata male, abbiamo deluso un po' tutti, per quel che mi riguarda non cerco certamente attenuanti. Ora sono qui, in un ambiente che non nasconde la massima fiducia nelle mie possibilità, deciso a prepararmi a dovere per un gran campionato. Senza presunzione, ritengo di essere potenzialmente il migliore esterno di altezza due metri, in possesso di velocità di gambe e che si riscontra difficilmente in un fisico come il mio. Direi che soltanto Paschini e Bariviera possono avvicinarsi con uguale rendimento al mio tipo di gioco. Quest'anno, sotto la guida di Paratore, conto di sfondare definitivamente e assicurarmi un posto fisso in Nazionale. Mi sono già fatta l'idea che il nostro sarà quest'anno un gioco brillante e spettacolare, che non avrà riscontri in nessun'altra squadra. Non potremo forse avere ambizioni immediate, ma sono convinto che ci toglieremo parecchie soddisfazioni, anche perché avremo il grosso vantaggio di non avere nulla da perdere.

Paratore, Rundo, Driscoll, Serafini, Nanni, Buzzavo, R. Ranuzzi
Regno, Zuccheri, Lombardi, Leombroni, Cosmelli
(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)
UNA VIRTUS CON DEI MILIONI IN IN MENO MA CON PARATORE DRISCOLL E NANNI IN PIÙ
Lombardi, Cosmelli, Zuccheri, Buzzavo e il giovanissimo Serafini (metri 2,07) cardini della formazione
di Luigi Vespignani – Stadio – 08/09/1969
La Virtus ha presentato l'altra sera, a San Pietro in Casale, la formazione con cui affronterà il prossimo campionato. Una presentazione amichevole che altro non voleva essere se non l'assolvimento cordiale di un impegno assunto da Porelli e da Paratore nei confronti dei dinamici dirigenti della Veni Basket; una presentazione che invece, sotto sotto e senza volerlo, ha raggiunto proporzioni un po' più che ufficiose e un po' meno che ufficiali. Gli appassionati di basket a San Pietro in Casale sono molti (e competenti) e si sono riversati in massa ai bordi del campo, a costoro si è aggiunto un fiume di patiti bolognesi che non sono voluti mancare alla prima uscita dei beniamini nei pressi di casa. Sul rettangolo di gioco, accanto ai giovani si sono schierati alcuni tra i più qualificati esponenti della vecchia guardia, coloro cioè che avevano orgogliosamente legato il loro nome alla parola “scudetto”.
E' stata una serata patetica, densa di ricordi e ricca di speranze. Il fatto di rivedere dopo tanto tempo le maglie con la gloriosa “V” ha incantato l'appassionata platea. La Virtus con quella maglia farà il tutto esaurito in ogni domenica di campionato. Se quella di San Pietro in Casale - che doveva essere una serata in famiglia - da concludersi in un'agape cordiale si è conclusa invece in una adunata oceanica, figuriamoci quel che succederà il giorno in cui saranno in palio i fatidici due punti…
Evidentemente sul concorso del pubblico – che quest’anno avrà una portata determinante – fecero serio affidamento il presidente Porelli ed i suoi consiglieri il giorno in cui maturarono la fatidica idea di affrontare il campionato senza il sostegno pubblicitario. Almeno cinquanta milioni mandati al macero per difendere un ideale, per rivivere, nel breve volgere di una stagione, la gloria di un tempo lontano. Un sacrificio che la Sef Virtus si è accollata e al quale temiamo dovrà concorrere in piccola parte anche il folto manipolo dei tifosi sotto forma di maggior pedaggio d'ingresso...
Ma l'affrontare il massimo campionato senza un abbinamento pubblicitario non avrä soltanto un valore romantico pagato a caro prezzo: è evidente come la Virtus - con la sua mossa attuale - abbia acquistato una forza contrattuale nei confronti di eventuali imprese abbinande. Adesso la Virtus può trattare da pari a pari, avendo dimostrato con fatti di non essere presa per il collo e di non dover mendicare un nome da aggiungere o da sostituire al proprio. Un fatto è certo: da oggi non sarà la Virtus a cercare abbinamenti, ma saranno le industrie a cercare la Virtus. Per quanto consta, аnzi, la cosa è già avvenuta.
Ci illudevamo che la Virtus, con la sua mossa coraggiosa, avesse schiuso gli albori della terza era cestistica, dopo quella pionieristica delle gloriose società sportive tradizionali e dopo quella della corsa industriale allo sfruttamento di quell’inesauribile veicolo pubblicitario che è lo sport di massa. Ma l’avvocato Porelli ha chiaramente messo in guardia dalle facili chimere: in un mondo cestistico ancorato alla potenza economica e finanziaria sarebbe utopistico credere al miraggio di una società che, sola contro tutte, riuscisse a sopravvivere sui soli ricordi di una vecchia gloriosa bandiera. La Virtus quindi, negli anni a venire, non rinuncerà alle offerte pubblicitarie, ma lo farà in condizioni di tempo e di qualità adeguati alla sua nuova situazione. Ma intanto la Virtus si chiama… Virtus. E questo, per ora, basti!
Nonostante la rinuncia al sostanzioso apporto pubblicitario, la società ha potuto rinforzare i suoi quadri. Pienamente d'accordo – quest’anno! - sulla sostanza della campagna di rafforzamento. Prima mossa basilare l'assunzione di un allenatore sul cui nome e sulle cui qualità nessuno potrà contestare. I precipitosi rivoluzionamenti tecnici erano stati nel recente passato alla base della nostra opposizione: troppi “cervelli” contemporaneamente o in fasi successive finiscono per creare confusione e nient'altro. La Virtus se ne è resa conto ed ha tagliato la testa al toro assumendo nientemeno che Nello Paratore, Su questo nome non si discute e quel che più conta, Paratore gode della stima unanime di tutti i suoi atleti. Il nuovo allenatore ha saldamente in pugno - ma non poteva essere diversamente - le redini della squadra, una padronanza non scaturita dalla forca, ma dalla fama ben radicata delle sue doti di grandissimo trainer Gli atleti sono tutti spontaneamente al fianco del loro allenatore: non perché egli sia l’indiscusso “despota” del settore tecnico, ma semplicemente perché è… Paratore.
Notevole il rafforzamento anche nel settore atleti. Dall'America è venuto Terry Driscoll, un fuoriclasse che le statistiche definiscono uno tra i primissimi in assoluto degli USA (21 i punti realizzati l’altra sera); ed è venuto Nanni, un “lungo” sul quale la squadra potrà fare serio affidamento e che, con buona volontà, non tarderà ad inserirsi nel quadro di un nuovo gioco d'assieme. E nel frattempo è maturato il giovane Serafini (due metri e sette centimetri spesi bene), un ragazzone che gli intenditori della mecca del basket statunitense vorrebbero nei loro colleges per un paio di anni. Se la Virtus non avesse bisogno di lui sin da ora, Serafini potrebbe andare per un biennio in Usa e ritornare da queste parti in veste di super-campione. Ma non è indispensabile andare oltre oceano, visto che Paratore si occuperà personalmente di lui.
La squadra è stata rinforzata con giovanotti di sicuro avvenire che col tempo saranno chiamati ad occupare posizioni di primo piano. Ma non vanno naturalmente dimenticati i Lombardi, i Buzzavo, i Cosmelli, gli Zuccheri, i Rundo, ecc. che han sempre un’importanza basilare. Anzi, determinante.
Per la cronaca ecco il dettaglio della partita tra vecchi e giovani virtussini disputata a San Pietro in Casale e organizzata impeccabilmente dai giovani e battaglieri dirigenti della Veni Basket.
Maglie bianche-maglie nere 73-64.
Neri: Serafini (14), Calebotta (6), Lombardi (10) Nanni (7), Mora, Gambini (5), Rizzi (4), Rapini (6), Zuccheri (12).
Bianchi: Driscoll (21), Buzzavo (16), Rundo (10), Alesini (6), Neri (2), Gandolfi (2), Ranuzzi (4), Canna (12).
Arbitri: Graziani (Bologna) e Turra (San Pietro in Casale).
DRISCOLL È LA GUIDA IDEALE DELLA VIRTUS
Paratore non parla di scudetto: pensa soltanto alla ricostruzione della squadra. "Non è il caso di farsi illusioni - aggiunge il tecnico - ci sono troppi avversari di rilievo (All’Onestà per esempio…)“. L'americano: ”A Bologna si gioca un buon basket. Cercherò di non deludere chi si aspetta tanto da me”.
di Paolo Facchinetti – Stadio – 23/09/1969
“Abbiamo giocato male. In difesa soprattutto, abbiamo difettato parecchio, ci siamo lasciati sorprendere; e poi, gli avversari erano più forti”. Così Paratore commenta la sconfitta subita dalla Virtus ad opera dell’”All’Onestà” nel turno conclusivo del 1° trofeo nazionale Gianfranco Bersani disputatosi domenica a Borgotaro. Gli emiliani erano stati in vantaggio per tutto il primo tempo e parte del secondo, ma al 7’ della ripresa gli uomini di Tracuzzi avevano preso il sopravvento grazie ai magnifici tiri di Gennari, De Rossi e Barlucchi vincendo alla fine per 72 a 69.
Paratore esaminando la condotta della Virtus nella prima importante uscita precampionato, è conciso, essenziale. Non invoca attenuanti che sarebbero fuori luogo. Mancava Cosmelli (impegnato con la Nazionale in Spagna), è vero; ma All’Onestà aveva dovuto rinunciare a due titolari. Qualcuno ha attribuito la sconfitta al fatto che Driscoll è stato servito poco e male dai compagni, Paratore ribatte che piuttosto sono venuti a mancare i tiri da fuori e che anzi l'asso americano è stato sottoposto ad un vero bombardamento... di passaggi entro l'area avversaria. Ma non è questo il punto.
“Dobbiamo ancora assimilare certi schemi, manca una perfetta intesa, come del resto è logico che sia. Fra l'altro, gli uomini acquistati quest'anno non sono ancora a punto: alcuni accusano malanni, altri devono ancora cominciare a lavorare…”.
Niente drammi, dunque. Ed è ovvio. Al via del campionato manca più di un mese. La Virtus ha tutto il tempo necessario per progredire gradualmente, riscaldandosi via via con gli impegni previsti per il mese di ottobre (7 e 8, torneo a Roma con Fides, Brill e Stella Azzurra; 9 a Milano contro il Simmenthal; 11 a Bologna col Simmenthal; 19 e 23, Coppa Italia; poi incontri amichevoli con Padova, Reggio Emilia, Vigevano e Forlì) e presentarsi col giusto livello di preparazione all'appuntamento più importante: appunto, il massimo torneo.
Al riguardo, Paratore si dimostra estremamente cauto. Come del resto è nel suo costume. Non lo si può certo definire l'Helenio Herrera del basket. E sì che l'atmosfera gravitante quest’anno sulla pallacanestro bolognese potrebbe suggerire in un trainer di altro stampo atteggiamenti quantomeno euforici. La Virtus, che pure nel cuore dei petroniani era rimasta sempre e soltanto tale nonostante i diversi “cognomi” assunti, torna ad essere veramente la “Virtus”: ciò significa per la tifoseria un transfert passionale ai trionfi della “V-nera” negli anni cinquanta. In più, la squadra si avvale ora del trainer più quotato d'Europa, ex allenatore della nazionale, e di un asso del calibro di Terry Driscoll. Tutto ciò ha ravvivato più che mai nell'animo degli sportivi la fiamma dell'entusiasmo. E tutto ciò, ha convinto la tifoseria che la conquista dello scudetto è... ormai cosa fatta!
Paratore, come dicevamo, tiene i piedi ben saldi a terra.
“Non credo avere adesso - dice - responsabilità maggiori di quelle che ho avuto finora. Io intendo solo lavorare nel migliore dei modi ma è bene non farsi illusioni Per raggiungere certi obbiettivi occorre tempo. Il nostro problema è quello di fare il miglior risultato senza tuttavia trascurare le prospettive di domani. Voglio dire, che non intendo compromettere i programmi futuri per ottenere ad ogni costo successi immediati. Non ci penso neppure, allo scudetto. Sarebbe ridicolo…!”
Sono parole sagge. Il senso della misura, la determinazione che lo anima, uniti alle sue indiscusse capacità, sono una sicura garanzia sulla riuscita del programma che Paratore si propone di attuare. L'allenatore giustamente tiene a ridimensionare gli entusiasmi, invita a non farsi illusioni pericolose; ma in compenso offre la velata promessa di un imminente reinserimento della squadra nel “gotha” del basket.
Anche il presidente, avvocato Porelli, desidera che siano ben chiari i propositi della società.
“Bisogna guardare in faccia la realtà. Ad una squadra che ha ottenuto il decimo posto non si può chiedere di vincere lo scudetto l'anno dopo. Non si possono pretendere miracoli anche se è vero che ci siamo potenziati e che disponiamo del miglior tecnico d'Europa. Perciò invito gli sportivi a non esigere troppo e troppo presto. Devono esserci vicini, sostenerci, ma non devono drammatizzare nel caso di qualche insuccesso. Devono soprattutto capire lo spirito nuovo che ci informa ed aver fede nella serietà delle nostre intenzioni”.
Già. Ma come convincerli, questi tifosi, a star calmi, a non illudersi, quando tecnici come Nikolic, Messina o Rubini indicano la Virtus come una delle favorite nella corsa allo scudetto!
“Per conto mio - dice Paratore - vedo molto bene All'Onestà: è fortissima coi suoi due americani. E naturalmente fra le favorite metto anche Sinmenthal e Ignis…”. Inutile tornare a chiedere qualcosa sulle possibilità effettive della Virtus. Guardiamo piuttosto la squadra più da vicino.
“Abbiamo Cosmelli, Lombardi, Rundo, Zuccheri, Neri… tutta gente di provata esperienza e capacità, come il nuovo acquisto Nanni. Buzzavo è giovane, ha molte doti positive anche se fetta un poco nel tiro, ma nei rimbalzi è un leone. Serafini è un ottimo elemento, di sicure qualità: questo campionato gli servirà per aumentare il suo bagaglio di esperienza. Ci sono otto giovani nuovi, anch’essi promettenti. Si tratta di amalgamare il tutto, di trovare l’affiatamento, di realizzare gli schemi che stiamo studiando… poi c’è Driscoll. È il giocatore ideale per noi, uno che conosce la pallacanestro. Il fatto che realizzi molti punti conta relativamente: l'importante è che lui sappia giocare in attacco e in difesa...”.
L'interessato è seduto vicino a noi. Non è un esile trampoliere e nemmeno il prodotto di un abnorme sviluppo ghiandolare. Un ragazzone di 22 anni alto due metri e due, ben proporzionato. Tipo sveglio, niente affatto impacciato. “I like Bologna”, dice sorridendo, E dietro questa frase c'è tutta la sua soddisfazione per l'ambiente nuovo in cui ha dovuto immettersi, per i compagni, per l'allenatore.
“Qui c’è un buon basket – dice -, e faremo ancora meglio quando tutti ci conosceremo più a fondo. So che, per quanto riguarda me, la gente si aspetta molto. Questa responsabilità non mi impressiona. Non mi interessa se dovrò attaccare o difendere, segnare punti; l’importante è vincere e io farò tutto il possibile per aiutare la squadra in questo”.
Buoni propositi, serietà e decisione in tutti, dal presidente all’allenatore e ai giocatori. Sono fattori che valgono più di qualsiasi sentimento passionale. Al pubblico spetta ora, nell' imminenza del campionato, il compito di sostenere consapevolmente la “V” che ritorna nel mondo di un basket più maturo.
LA VIRTUS (75-74) VITTORIOSA SUL SIMMENTHAL
A Milano Driscoll ha realizzato 30 punti
Stadio - 10/10/1969
Simmenthal: Jellini (9), Brumatti (4), Masini (22), Bariviera (10), Riminucci (6), Tillman (15), Cerioni (8), Giomo, Babetti, Gaggiotti (all. Rubini).
Virtus: Driscoll (30), Serafini (15), Rundo (8), Lombardi (4), Zuccheri (4), Cosmelli (4), Nanni (8), Leombroni (2), Buzzavo, Regno (all. Paratore).
Arbitri: Nobile e Albanese.
Note – Spettatori 500 circa. Nel Simmenthal non è entrato Gaggiotti mentre la Virtus non ha utilizzato Buzzavo. Uscito per cinque falli Tillman al 7’37” del second tempo. Tiri liberi: Simmenthal12 su 16, Virtus 9 su 14. Primo tempo 39 a 28 per il Simmenthal.
Entusiasmante rimonta finale della Virtus che ha ottenuto così la vittoria nella prima partita della Coppa dell’Amicizia giocata stasera con il Simmenthal al Palazzetto milanese.
La squadra Bolognese ha condotto una partita in crescendo. Dopo un avvio di marca Milanese, la squadra di Paratore ha lentamente preso il sopravvento risalendo nel giro di sette minuti un passive 16 punti: da 51 a 67 al 12’ è passata a 73 a 72 al 19’ del secondo tempo. Incandescente ultimo minuto e trionfo conclusivo dei virtussini che concederanno la rivincita al Simmenthal sabato prossimo a Bologna.
IL “MARZIANO” DRISCOLL PORTA LA VIRTUS ALLA VITTORIA
Sconfitto a Bologna il Simmenthal: 93-86
di Gian Paolo Patelli – Stadio – 12/10/1969
Virtus: Leombroni, Regno, Lombardi (26), Zuccheri (9), Rundo (9), Buzzavo, Driscoll (22), Serafini (10), Cosmelli (15), Nanni (2).
Simmenthal: Brumatti (18), Papetti, Masini, Bariviera (15), Riminucci, Tillman (36), Cerioni (6), Giomo (11), Gaggiotti.
Arbitri: Minguzzi di Ferrara e Serrazanetti di Bologna.
Note – Tiri liberi realizzati: Virtus 11 su 23, Simmenthal 4 su 8. Usciti per cinque falli: al 13’ del secondo tempo Bariviera, al 19’30” Brumatti.
Si aspettava una conferma che è giunta puntuale. La Virtus è una piacevole realtà e lo ha dimostrato ieri sera piegando nettamente il Simmenthal nella Coppa dell’Amicizia. Gioco tipo campionato, senza pause, un collaudo pienamente superato. È stata una vittoria della squadra che pare abbia trovato finalmente una ben precisa dimensione tecnica.
Diciamo subito che quel Driscoll è una specie di marziano o quasi. E pensare che non è ancora al meglio della condizione. Ecco, forse non è un mostro in fase difensiva, ma ieri sera aveva di fronte un Tillman incredibile. E proprio questo duello è stato un numero a parte. Tillman ha tenuto su di peso il Simmenthal che ha presentato un Masini (zero punti alla fine!) chiaramente fuori forma.
Ritornando alla Virtus ci sono le premesse per un campionato d’avanguardia. Paratore ha costruito un complesso omogeneo e questa sarà la sua forza: l’individualismo fine a se stesso (ricordate gli anni scorsi?) procura solo delusioni.
Ritmo e perfetta meccanica negli scambi, queste le armi della Virtus. Lombardi e Cosmelli sono già molto Avanti, Serafini è più di una promessa, e quando anche Rundo e Zuccheri saranno perfettamente carburati le soddisfazioni un tempo vietate non mancheranno.
Il Simmenthal, come abbiamo detto, è vissuto quasi esclusivamente su Tillman. Brumatti, Bariviera e Giomo hanno confermato le loro doti, ma col Masini di ieri sera si può solo perdere.
Un buon quattromila spettatori al Palasport per la “nuova” Virtus. Di scena il Simmenthal impegnato a rimontare l’esile svantaggio (un punto) del ritorno di Coppa dell’Amicizia.
Il ricordo di antiche battaglie ha calamitato grande interesse per questo incontro che costituisce l’esordio casalingo degli uomini di Paratore.
L’inizio è vibrante. Entrambe le squadre si dispongono a “uomo”. Accoppiamenti ligici: Driscoll-Tillman, Masini-Serafini, Lombardi-Bariviera, Cosmelli-Giomo e Zuccheri-Brumatti. La Virtus opera col doppio pivot (Driscoll e Serafini) mentre il Simmenthal giostra coi tre lunghi Tillman, Bariviera e Masini. Driscoll si presenta subito centrando da sotto ma Tillman replica con incredibili sospensioni. Gran Movimento in campo, ma è la Virtus a marcare una certa superiorità. Zuccheri appare scentrato e così Lombardi che tuttavia organizza il gioco da maestro. Parità (10-10) al 5’, ma Driscoll si scatena e I locali passano in vantaggio. Dall’altra parte il solito “motorino” Giomo con Brumatti sempre più pericoloso in entrata.
Masini, nel frattempo, non si vede. Al 10’: 22-18 per la Virtus mentre entra Rundo al posto di Zuccheri. Tillman è una iradiddio, Paratore sposta Serafini nella sua zona ma I risultati sono modesti. 33-30 al 15’ con Brumatti che dispone a piacimento del distratto Rundo.
Nel finale, comunque, ci pensa Lombardi a ristabilire le distanze e allo scadere del tempo I bolognesi vantano cinque punti di vantaggio: 49-44.
Anche nella ripresa un gioco da… giorni di festa. Bariviera esplode da sotto ma non trova la necessaria collaborazione in Masini, opaco ed abulico come poche alter volte.
Sostanziale equilibrio sotto I tabelloni mentre Rundo appare imbarazzato a contenere il fiammeggiante Giomo. Driscoll, intanto, ritorna quello dei primi minuti e firma Quattro canestri consecutive. 70-66 al 10’: il Simmenthal gioca sul ritmo ma Tillman fatica a trovare gli spazi.
La Virtus sostituisce Nanni con Serafini che subito si sposta su Tillman. Adesso sono I bolognesi a comandare sotto le plance e I risultati non tardano a venire: 84-72 al 15’. Come a Milano la Virtus cresce alla distanza, e sono Lombardi e Cosmelli I più precisi anche se non mancano gli acuti dell’americano.
Finale tutto della Virtus con Driscoll di nuovo su vertici d’eccezione. Alla fine I suoi undici canestri su quattordici tentati illuminano chiaramente sulle sue possibilità.
VIRTUS: UN COLPO DOPPIO CON PARATORE E DRISCOLL
di Sergio Perbellini – Corriere dello Sport – 22/10/1969 (articolo fornito da Roberto Bergogni)
Tutte le squadre si sono molto rafforzate nel loro organico, quest'anno, ma la Virtus certamente vanta il primato, soprattutto sul piano qualitativo, con l'operazione più importante della stagione: acquisendo, in panchina, il più valido tecnico italiano e, fra i giocatori il miglior americano disponibile. Una «doppietta», cioè di grande portata, segno in-dubbio che la vessillifera del basket petroniano si è svegliata da un lungo torpore, trovando l'impennata vincente, tale da orientare la squadra verso orizzonti più tradizionalmente congeniali al suo nome.
E che si sia in regime di totale rinnovamento lo dice anche un'altra cosa: il mancato rinnovo dell'abbinamento con la Candy! In effetti, non si è cancellata soltanto un'etichetta pubblicitaria (proprio in un mondo che va a caccia di sovvenzioni di tal tipo), non si è soltanto riproposta la gloriosa V nera in campo bianco, ma si è dato inizio cosa sommamente importante anche ad un sostanziale rafforzamento societario, come più volte ha dichiarato il presidente, avv. Gian Luigi Porelli.
Ci sono, dunque, uomini nuovi e, con loro, nuove idee e nuovi fermenti nella «Virtus Pallacanestro» che si appresta al «campionato del rilancio». Diviene quindi molto interessante avvicinarsi a loro per captare i segni tangibili della singolare primavera del Basket bolognese. Intendiamo parlare del professor Nello Paratore, responsabile dell'attuale «corso» e dell'americano Terry Driscoll, eccezionale personalită tecnico-atletica del basket statunitense.
Infatti, proprio attraverso la loro opera congiunta, la Virtus si propone quest'anno di riscattare le modestie dello scorso campionato, in 24 stagioni era la prima volta che si classificava decima per ritornare su livelli più attendibili, anche se - forse per scaramanzia – è vietato in questa squadra parlar di scudetto. Lo stesso allenatore si esprime in termini precisi, a questo riguardo. E a chi gli pronostica una Virtus nel giro-scudetto, risponde:
«Sono sciocchezze. Io sono appena arrivato e già si parla di una Virtus di Paratore. Per fare una squadra non basta esserne nominati allenatori, occorre tante tempo, direi anni. E quanto allo scudetto, altro è sperarlo, altro conquistarlo. Non si improvvisa niente nella pallacanestro e anche avere a disposizione dieci ottimi giocatori a volte non basta per vincerlo. Ci vogliono ben altre cose ancora: una società forte e moderna, un pubblico appassionato, in un certo senso socio primario della Societá nonché altre componenti più sfumate eppur di gran peso, come l'equilibrio, la fortuna, il carattere. E ciononostante, ancora non basta, perché sono necessarie la convinzione del giocatori, la loro maturità tecnica e atletica e la perfetta identità di programmi, Ecco perché vi dico che non credo nel cambiamenti repentini. Faremo, spero, meglio dello scorso anno, ma non parlate di scudetto, vi prego!».
«Poche gare soddisfacenti - continua il prof. Paratore - non debbono far testo. Io vi dico che c'è ancora da lavorare moltissimo, prima di arrivare al traguardo della soddisfazione. Perché la preparazione atletica, gli schemi tecnici, la coesione di gioco sono cose, in fondo, abbastanza semplici da raggiungere. Ma è lo spirito che occorre cambiare, rendere unitario, ferrigno, indeformabile. Il punto centrale è questo».
Paratore fa certo riferimento alla congenita «fragilità» nervosa della squadra negli anni passati, una fragilità che ha negato successi più concreti; ora, da attento comandante, Paratore vuol operare anche sul piano psicologico e umano, riducendo certe inevitabili fratture, possibili in un ambiente pressato da vari «personaggi». Non dico che i personaggi non esistano più, ma essi sono ora immersi in un'atmosfera ben diversa, dove tutti, atleti o tecnici, impegnati a fare il loro mestiere il meglio possibile, portano insieme acqua allo stesso mulino.
Lombardi, Cosmelli, Zuccheri, Serafini, Driscoll, Rundo. Buzzavo, Nanni... tutti ruscelli per lo stesso fiume, con la loro gerarchia di valore personale, s'intende, ma senza sovrastrutture, senza pennacchi pavoneschi. Quel che si dice un «blocco».
«Voglio ribadire - ribatte prof. Paratore - che la Virtus non farà gioco per un solo giocatore, ma tutti i giocatori per la Virtus. Nulla vieta che in determinate gare si punti sulle particolari capacità di un atleta o di un altro, ma è col gioco corale che si vince, non con un giocatore».
Sta di fatto, comunque, che l'apporto dell'americano si va facendo sempre più determinante ed entusiasmante: circola negli ambienti del basket italiano una enorme curiosità, i primi commenti che si sono tratti dalle sue esibizioni apparendo tutti orientati verso l'entusiasmo. Si «sente» che l'uomo è forte, valido, superiore. C'è stata, giorni fa, un'espressione «statistica» di Lombardi, a proposito di Terry: «Quel Driscoll, ancora non se ne sono accorti cosa vale. Si parla dei suoi novanta punti in tre partite... ebbene non si dice ancora abbastanza!».
E Zuccheri, che ha trovato con l'americano un'immediata sintonia di collegamenti, aggiunge: «Riflessi eccezionali: quando va a prendere un rimbalzo, prima ancora di toccar terra ha sparato via un pallone da contropiede. E fa punti, tanti canestri e li fa con avversari tipo Ignis, Simmenthal e Fides, non con squadre di serie B».
Driscoll, dunque, è l'uomo di cui si parla. Ventiduenne, atleticamente perfetto, vale a dire una macchina scattante, elegante e possente, gioca per linee essenziali, sulle ali della coordinazione fisica, della razionalità mentale. Veramente un grande giocatore, che ci ha dato, fin qui, una misura ancora incompleta dei suoi autentici limiti, illuminandosi, peraltro, in modo beneaugurante, anche sul piano dell'agonismo: il ragazzo, fra l'altro, ha un carattere leonino, in tutto congeniale al basket da campionato, cioè ad un basket diverso dalla norma americana e probabilmente egli non dovrà farsi la «scorza», come avvenuto per altri suoi connazionali pur bravissimi, ma da rieducare in senso combattivo.
E' chiaramente portato per la pallacanestro d'assalto, tant'è vero che eccelle in attacco più che in difesa. Ma queste sono sfumature, sulle quali non è ancora il caso di avventurare un giudizio: bisogna per il momento, restare all’impressione immediata che se ne ricava, diremmo un’impressione esaltante, che avvicina al senso della irresistibilità.
La saggezza di Lombardi, vecchio «lupo» dello sport, inutilmente cerca di riecheggiare più contenuti accenti: «Ora tutti ci danno vincenti, ma son sicuro che alla prima sconfitta si parlerà di retrocessione! Conosco la gente...».
I quadri sociali
Presidente: avv. Gian Luigi Porelli.
Allenatore: prof. Nello Paratore.
Aiuto allenatore: Renzo Ranuzzi.
Giocatori: 4 Alessandro Leombroni, 19 anni, m. 1,80, difesa; 5 Franco Regno 18 anni, m 1,83, difesa; 6 Gianfranco Lombardi (capitano), 28 anni, m. 1,94, avanti; 7 Ettore Zuccheri, 26 anni, m. 1,91, difesa; 9 Giuseppe Rundo, 23 anni m. 1,94, avanti; 10 Giorgio Buzzavo, 22 anni, m. 1,98, pivot; 12 Terry Driscoll, 22 anni, m. 2,02, pivot; 13 Luigi Serafini, 18 anni, m. 2,08, pivot; 14 Massimo Cosmelli (v. cap.), 26 anni, m. 1,80, difesa; 15 Danilo Nanni, 24 anni, m. 2,00. Avanti.
VIRTUS: PARATORE-DRISCOLL MIRACOLO DIFFICILE
di Gianfranco Civolani - Giganti del Basket - Novembre 1969
Porelli mette le mani avanti: "Intendiamoci, non è che sia facile ricostruire una squadra dopo anni e anni di non gioco. Paratore è una persona seria, non un prestigiatore. L'anno passato siamo arrivati decimi e sarebbe follia sperare adesso di poter toccare lo scudetto. però io credo che la nostra squadra sia in grado di battersi da pari con tutti, senza timori reverenziali, senza alcuna paura. L'altezza media è stata migliorata e fra un anno o due Serafini sarà un pivot di primissima grandezza. Gli esterni validi li abbiamo e la panchina finalmente offrirà validissime garanzie in assoluto. Poi Driscoll, e non aggiungo altro".
A questo punto è ovvio porre un quesito un po' più circostanziato. le chiacchiere sono una piacevolissima cosa, ma gli effettivi traguardi? Ancora Porelli. "Diciamo che sarebbe già un eccellente risultato arrivare primi fra le deboli, vincere insomma lo scudetto delle meno forti". Propongo un traguardo sostanzialmente diverso: non primi delle deboli, ma piuttosto ultimi delle forti, mi spiego? "Ecco, forse è meglio dire così. Quante sono le squadre che si giocano lo scudetto? Due, tre? Allora per noi sarebbe già molto consolante entrare sommessamente nel grande giro e mordere la coda a chi gioca per il titolo".
Nello Paratore ci va ancora più piano. Gli parlano di terzo-quarto posto e lui subito: "Ma no, andrebbe benissimo anche un quinto. Scudetto? Non ci ho mai pensato e non mi sognerò certo di pensarci. Questa prima annata deve essere di assestamento. Buon basket e buon piazzamento, questi i veri obiettivi".
E adesso toccherebbe a chi scrive formulare uno straccio di previsione. In effetti la squadra ha davvero i mezzi per inserirsi nel giro che conta. È mia impressione che l'umore dei tiratori puri (Driscoll e Lombardi) condizionerà spessissimo gli schemi. Oltretutto i tiratori non sempre avranno forze sufficienti per tener botta in difesa. Ergo: il giovane Serafini dovrà moltiplicarsi sotto i suoi tabelloni per scongiurare grose crepe. In altre parole questa Virtus corre il serio rischio di subire troppi punti e di non poter sempre segnarne uno in più di quelli che beccherà. Driscoll è un uomo da venti punti per partita e guai se non li farà. Ma qual è l'attuale plafond di lombardi? E il bravo Zuccheri saprà tenere un intero campionato?
In questi interrogativi è racchiuso l'immediato futuro della squadra. D'Altronde si parte solo per arrivare quarti o quinti, per sentir l'alito di chi guida e basta. Forse con questi presupposti la squadra galoppera ancora più lontano.

Cosmelli, Leombroni, Regno, Zuccheri, Lombardi, Rundo, Buzzavo, Nanni, Driscoll, Serafini
Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro
Il campionato 1969/70 inizia per la squadra leader sotto le Due Torri, con una forzata, ma quasi prevista, novità. Sulla maglia non si sono scritte pubblicitarie ma tornano le gloriose Vu nere. Spiegherà Porelli in un'intervista a Giganti del basket: "Son tornato alle gloriose Vu nere perché non ho trovato un abbinamento che potesse veramente modificare la nostra situazione. Anzitutto dovevo recuperare taluni giocatori che non erano più nostri e poi mi proponevo di creare una certa reviviscenza attorno alla vecchia bandiera. Ho sottoscritto per un'intera stagione una cambiale in bianco. Cosa significa Virtus per la nostra città? Ma la riprova di quel significato ce la danno i fatti. In quale altra città italiana si sarebbero potuti reperire i finanziamenti che io ho trovato? è bastato suonare la diana della Vu nera e mi sono piovuti addosso i soldi che occorrevano...". E tanto per cominciare, visto che il contraltare cittadino della Fortitudo sta alzando la voce, si sceglie per la panchina il maestro di chi siede sulla panchina dell'altra parte (Lamberti) e così arriva il coach che per lunghi anni aveva guidato la Nazionale: Nello Paratore.
Negli States si carpisce un giocatore "super" come Terry Driscoll, costato circa 30 milioni, 2 metri e 4, prima scelta dei professionisti di Detroit, un'autentica "chicca". Ma la grancassa suonata sul suo nome non giova a Terry che non si ambienta, fatica ad inserirsi, eppoi un incidente a Milano contro la All'Onestà, lo mette fuori gioco senza che riesca a riprendersi.
Il campionato termina così con la Virtus ancora una volta deludente al 7° posto, e se volete al 10°, visto che è nel gruppo che con 18 punti precede di 6 lunghezze le due formazioni che retrocedono. Driscoll, comunque e nonostante tutto, termina con 468 punti (21,2 di media) il suo campionato, al 6° posto della classifica dei marcatori. Porelli aveva cercato di costruire la grossa squadra attorno all'asse Lombardi-Cosmelli, comprando Nanni dal Livorno e assicurandosi un asso americano come Driscoll, ma fu un mezzo fallimento "Stessa delusione dell'anno prima" ricorda Porelli "la squadra era invecchiata di testa". Intanto non è invecchiata né di testa né di corpo l'Ignis di Meneghin e Ossola che rivince il titolo con largo margine sul Simmenthal.

Driscoll, un primo anno condizionato da infortuni. Qui la distorsione alla caviglia rimediata a Milano (foto tratta da Giganti del Basket)
LOMBARDI FERMA WEBSTER E SERAFINI SI FA NOTARE
di Sergio Perbellini - Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 03/11/1969
Dopo le bellissime e bene auguranti esibizioni dello scorso mese. La Virtus era attesa oggi all'esordio ufficiale di campionato da un pubblico di oltre 3400 persone, cioè un pubblico eccezionale. Non ha deluso. Semmai hanno deluso i veneti, ma è rimasta qualche perplessità per quanto riguarda Driscoll che, di fronte ad un tifo d'inferno e ad una speciale partita, nata-morta fin quasi dall'inizio, non ha avuto modo di esprimersi compiutamente.
Infatti basta rendersi conto che dopo due minuti la Virtus conduceva per 14-0, al terzo minuto già il suo vantaggio era di 22-2. A questo punto infatti i veneti non avevano più alcuna speranza di poter rimontare un simile svantaggio e, imbottigliati nel loro campo, di fronte a un pressing totale, ben poco potevano fare come reazione. Pertanto, da un punto di vista dell'interesse agonistico, la gara ha avuto ben poco da dire. Restava il tempo per ammirare le esibizioni dei singoli atleti e dobbiamo dire che oggi Lombardi è stato uno dei migliori in campo, molto ben assecondato da Zuccheri e da Serafini. Quest'ultimo, poi, ha stupito per la sua freddezza e per la capacità di realizzazione e va detto che Paratore lo ha rimesso in panchina subito dopo il terzo fallo commesso. Così come del resto era avvenuto anche per Driscoll.
La squadra, insomma, non è imperniata né sull'uno né sull'altro, né sull'altro ancora dei giocatori, è finalmente una squadra.
Lombardi ha giocato assai bene, con l'americano e senza l'americano. E la Virtus si è rivelata anche con Serafini o senza Serafini. Veramente un meccanismo che comincia a dare i suoi frutti e che fa vedere l'origine tecnica di Paratore.
Dei veneti il migliore di tutti è stato Merlati, che ha tentato di reagire in qualche modo alla superiorità avversaria senza tuttavia riuscirvi perché troppo solo. Lo aiutavano soltanto Medeot e Magnoni. Webster ha lasciato parecchie perplessità, anche perché nel primo tempo quasi non si è mosso, tenuto alla perfezione da Lombardi. Nella ripresa con Nanni, invece, è riuscito a far vedere la sua capacità realizzativa.
Di Driscoll si è detto: un primo tempo incolore, una ripresa bellissima; anche per lui il giudizio va rinviato a tempi più lontani: era all'esordio del campionato e deve anche lui pagare un certo pedaggio. Comunque è un grande campione e non mancherà di svettare fra i migliori.
LA VIRTUS ESPLODE COL SIMM
I bolognesi un miracolo di continuità
di Sergio Perbellini - Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 05/01/1970
È stata una partita eccezionale: non tanto perché sia stata vinta dalla Virtus (e poteva essere vinta tranquillamente anche dal Simmenthal), ma per il livello di gioco, per la eccezionale collezione di prodezze raccolte nell'arco della partita, sia dall'una che dall'altra parte. E vi basti sapere che il primo tempo si è concluso con 51 punti da una parte e 49 dall'altra; come dire anche questo un record di segnature per una prima frazione di gara.
Si è assistito dunque, ad un basket veramente di livelli incredibili, tenuto ad un ritmo incessante, fino all'ultimo minuto di gioco. E bisogna dire che la perdente, la squadra del Simmenthal, deve la sua sconfitta proprio ad alcune pause di rendimento, in momenti in cui si trovava invece con il punteggio a suo vantaggio.
Ecco: proprio queste pause - d'altronde neanche tante, due o tre - sono servite alla squadra di Paratore (che invece macinava costantemente il suo standard di gioco) a recuperare e poi a fissare il vantaggio proprio nel momento psicologicamente più adatto; cosa che invece è mancata proprio agli uomini in maglia rossa.
Il Simmenthal, che due o tre volte si è trovato nelle condizioni di operare la fuga decisiva, si è visto invece annullare il vantaggio, proprio per inspiegabili "arresti" di rendimento. Perdute alcune palle-chiave, la squadra di Rubini si è un po' deconcentrata, ha avuto qualche scatto di nervi, qualche fallosità in più e l'ago della bilancia si è, proprio in quel momento, rivolto decisamente a favore dei padroni di casa.
Bisogna comunque dire che si è trattato di una partita di pallacanestro al di fuori della norma, e quindi anche un giudizio va dato con cautela: c'è stato, insomma, un eccezionale equilibrio, dove soltanto poche e apparentemente trascurabili fallosità sono riuscite a determinare il risultato.
Del Simmenthal (che operava alla perfezione il solito "velo" con Bariviera quasi sempre libero a segnare sotto il canestro) bisogna elogiare in blocco il comportamento: Tillman e Bariviera hanno formato il tandem migliore, mentre Masini, peraltro ben "contrato" in parte da Serafini, in parte da Driscoll e a volte anche da Rundo, ha registrato proprio sul finire della partita qualche battuta a vuoto; questa è stata una delle ragioni per cui si è rotto l'incantesimo vincente del Simmenthal. Quanto agli altri, bisogna dire che Brumatti è stato uno dei migliori, come appoggio, ma anche lui si è lasciato andare a qualche fallo in più che lo ha poi tolto dalla gara nel momento cruciale.
Dall'altra parte la Virtus ha avuto un rendimento costante, armonioso e diciamo pure anche stupefacente. Ha operato un autentico miracolo di continuità e in questo miracolo sta il segno della vittoria. Bisogna dire che oltre a Driscoll (uomo oggi di assoluta eccezione), si sono visti Lombardi e Cosmelli in forma strepitosa. Quest'ultimo, poi - e la cosa va detta per dare una maggiore valorizzazione del suo operato - ha giocato quasi tutto il secondo tempo con quattro falli a carico. Ebbene Cosmelli è stato uno degli artefici della vittoria.
Tre erano gli uomini oggi che apparivano scatenati: Driscoll, Lombardi e Ciosmelli. Ma attorno a loro hanno ruotato, volta a volta, prima uno Zuccheri eccezionale, poi Serafini e alla fine Rundo e Nanni, i quali hanno dato un apporto notevolissimo, proprio - lo ripetiamo - nei momenti in cui l'equilibrio era tale che sarebbe bastato un grammo perché la bilancia andasse a favore dell'uno o dell'altro.
Partita dunque bellissima, rara, preziosa, come se ne vedono poche: e il punteggio ne è soltanto un pallido segnale.

1 marzo 1970 - Partenope Fides Napoli - Virtus Bologna 83-70: da sinistra, Jim Williams, Terry Driscoll, Massimo Cosmelli, Remo Maggetti, Ettore Zuccheri, Danilo Nanni, Carlos D'Aquila ed Antonio Errico (foto fornita da Manfredo Fucile)
VIRTUS DUE PUNTI D'ORO
di Sergio Perbellini - Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 16/03/1970
È stata una partita rovente, iniziata con largo vantaggio per l'Eldorado che si dimostrava, per almeno 15' squadra attenta, sicura realizzatrice e anche caparbia.
Poi è avvenuto un qualche cosa che è riuscito a turbare questa netta superiorità, a incrinarla, e la Virtus ne ha approfittato con una rimonta che ha del sensazionale: si consideri che al 18' del primo tempo la squadra di Lamberti aveva ben 16 punti di vantaggio (36-20). Ebbene in quel momento si sono avuti sei contropiedi (diconsi sei!) tutti realizzati dalla Virtus che poteva così arrivare alla fine del primo tempo con un margine di distacco di soli 4 punti.
Nella ripresa era ancora l'Eldorado che in certo modo guidava la manovra, ma lo faceva con sempre minor autorità, anche perché cominciavano alla lunga a mostrarsi i segni della battaglia, nel senso che i giocatori dell'Eldorado si caricavano di falli. E così iniziava quella lotta spalla a spalla che mandava il pubblico in delirio, ed il risultato sempre esposto ad ogni colpo di scena. Tuttavia l'Eldorado sembrava destinata a vincere l'accanito confronto, in virtù soprattutto di uno Schull veramente irresistibile, fin troppo nervoso o, come si dice in gergo calcistico, fin troppo "atletico". Ma alcuni suoi falli, alcuni suoi errori di realizzazione, quando ormai sembrava non ci fosse per la Virtus nulla da fare, determinavano sempre la ripresa dei giocatori virtussini.
All'ultimo si avevano addirittura dei secondi da cardiopalmo. A 12" dal termine, la Virtus aveva 69 punti e l'Eldorado 70. Cosmelli*, con una prodezza eccezionale, svincolandosi da una mischia di molti uomini riusciva a segnare il canestro che portava la sua squadra a 71. Replica dell'Eldorado che otteneva due tiri liberi: ma il diffcile incarico della realizzazione era per il giovanissimo Calamai, che naturalmente aveva proprio allora preso il posto di Angelini uscito per 5 falli. Calamai sbagliava entrambi i tiri liberi e così la partita si concludeva fra un clamorosissimo applauso del pubblico impazzito a favore dei colori virtussini.
*In realtà il canestro decisivo, come indicano altre fonti, quali il Carlino e l'Unità, fu realizzato da Driscoll in tap-in.
VIRTUS - CANTÙ 108-106
tratto da Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 06/04/1970
Vittoria in extremis della Virtus, propiziata da Driscoll dalla "lunetta". In quel momento (mancavano 30" al termine) le due squadre erano ancora in parità 106-106. Il pivot americano ha così siglato il meritato successo virtussino. Ed è significativo che ciò sia venuto da parte di Driscoll, ossia il miglior giocatore in campo che, oltre a svolgere un notevole volume di gioco, ha realizzato un considerevole bottino: 43 punti. Nella Virtus, oltre a Driscoll, in buona evidenza, soprattutto nel primo tempo Lombardi; Rundo si è messo in mostra nel secondo tempo supplementare ed è assai significativo che abbia segnato venti punti. In buona luce anche Zuccheri, malgrado l'incidente che lo ha tolto dalla gara al 6' del secondo tempo, e Cosmelli ripresosi nel finale mettendo a segno un paio di canestri determinanti agli effetti del punteggio finale. Il Cantù ha lottato vigorosamente, tanto è vero che non si è mai fatto distaccare dai padroni di casa. Nella squadra lombarda eccezionale prestazione del nazionale Recalcati (34 punti all"attivo), dell'americano Siudut (28 punti) e dei giovani Della Fiori (13 punti) e Marzorati. L'incontro è stato assai equilibrato sin dalle prime battute. Il Cantù, dopo alterne situazioni, è passato in vantaggio all'8' del primo tempo: il momentaneo vantaggio veniva siglato da Della Fiori : 23-22. Su questa scia gli ospiti allungavano decisamente il passo tanto da far registrare, in tre minuti ben dieci lunghezze di vantaggio sulla squadra di casa. La Virtus, tuttavia, non si dava per vinta e al 16', con due tiri liberi di Zuccheri, raggiungeva il momentaneo pareggio: 43-43. Lotta alterna sino al termine e minimo vantaggio dei virtussini al riposo: 54-53.
Ripresa sempre estremamente equilibrata. Tuttavia dopo quattro minuti la Virtus registrava un vantaggio di sei punti (63-57) ma il Cantù rimontava assai brillantemente con Recalcati, tanto da trovarsi nuovamente in vantaggio (76-75) al 33'. Da questo momento fino al termine del secondo tempo regolamentare si verificano situazioni alterne in testa: quando sembrava che la Virtus dovesse spuntarla, seppure di strettissima misura, a cinque secondi dal termine Siudut siglava il pareggio: 93-93.
Si ricorreva dunque ai tempi supplementari. Suspense in campo e tra il pubblico. Partiva di scatto la Virtus ma veniva prontamente raggiunta dal Cantù. Sicché a 30" dal termine le squadre erano ancora in parità e Driscoll - come detto più sopra - siglava il successo della Virtus.
Note. Ettore Zuccheri si è seriamente infortunato al 10' della ripresa: nel tentare un rimbalzo contrastato da un avversario è caduto malamente a terra procurandosi la distorsione dei legamenti del ginocchio destro. La diagnosi è stata fatta dal professor Boccanera presente all'incontro.
Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli
Si torna al tradizionale, senza sponsor e con grande Vu nera sul petto. Ma nonostante Paratore, ex CT della Nazionale, nonostante Driscoll (gran classe), nonostante Lombardi, Cosmelli e il lancio del giovane Serafini, progressi assai limitati. Delude soprattutto il girone di ritorno per ci alla fine sono 9 vittorie (bella quella sul Simmenthal) e 13 sconfitte, esattamente come l'anno prima. Di gran spicco i successi amichevoli sul CSKA Mosca campione d'Europa e sulle nazionali d'Australia e Canada.

Battilani, Lombardi, Costa, Leombroni, Zuccheri, Porelli, Regno, Buzzavo, Cellini, Serafini, il sindaco Fanti, Rundo, Nanni, Masetti, Driscoll, X, X, Cosmelli, Paratore, X
(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)
LA VIRTUS BATTE (84-81) LA NAZIONALE CANADESE
Ieri sera al Palasport di Bologna
di Maurizio Roveri - Stadio - 07/05/1970
Virtus: Lombardi (25), Pellanera (10), Orlandi (4), Buzzavo (2), Driscoll (18), Serafini (16), Bruni (9). Non entrati Leombroni, Regno e Nanni.
Canada: McKey (2), Molinski (16), Robinson (6), Thorsen (17), Cassidy (4), Barton (3), Brayden (14), Howson (9), Murphy (2), Sankey (8), Dempster. Non entrato Cox.
Arbitri: Siborne (Canada) e Mingozzi (Ferrara).
Note: primo tempo 45-40 per il Canada. Tiri liberi realizzati: Virtus 14 su 24, Canada 6 su 14. Non era presente in panchina Paratore sostituito da Ranuzzi. Nanni è sceso in panchina per l'ultima volta con la maglia della Virtus.
Entrambe le squadre partono con il marcamento individuale. Passano appena 2' e Driscoll ha già tre falli a carico. La Virtus appare disorientata, stenta a trovare il filo del gioco e i canadesi ne approfittano per prendere un certo margine di vantaggio (11-7 al 3') e mettendo in evidenza i dinamici Molinski e Brayden. Risponde la Virtus con tre contropiedi consecutivi di Lombardi, ma la Nazionale canadese riesce a mantenere le redini dell'incontro ed il suo vantaggio aumenta fino a dieci punti (31 a 21) al 12'.
I canadesi impostano la partita sul ritmo. In attacco si smarcano con grande rapidità e appaiono particolarmente efficaci nei piazzati dagli angoli. Si difendono con grinta e riescono a farsi valere sui rimbalzi, particolarmente con Thorsen. Gradatamente la Virtus si rinfranca e, sospinta da Driscoll e Bruni, si avvicina chiudendo il primo tempo con un passivo di cinque punti (40 a 45). In questi primi 20' di gioco la Nazionale canadese, oltre ad una buona organizzazione difensiva, ha messo in mostra in fase di attacco buone individualità quali Molinski, Brayden e Sankey, tre ottimi realizzatori da fuori.
In apertura di ripresa la Virtus sembra meglio disposta e fermamente intenzionata a recuperare. Lombardi con tre canestri da sotto e alcuni pregevoli servizi, dà il via alla rimonta virtussina e proprio da una sua assistenza per Orlandi nasce il canestro che porta i ragazzi di Paratore in vantaggio (54-53 al 7'). Adesso Driscoll domina sui rimbalzi e si rende autore anche di alcuni canestri da favola, ma al 10', proprio nel suo momento migliore, l'americano è costretto ad uscire per raggiunto limite di falli. La Virtus però non si dà per vinta anche se gli arbitri la danneggiano in alcune circostanze. Dal 12' i canadesi effettuano il pressing senza realizzare risultati concreti. A cinque minuti dal termine il risultato è di 74-66 per la Virtus. La Nazionale canadese appare un po' provata e comincia a sbagliare nei tiri dal limite, da quella distanza cioè in cui aveva finora brillato per precisione. La Virtus, anche senza Driscoll, riesce a controllare bene il vantaggio grazie ad un buon finale di Bruni, Pellanera e Lombardi.
La Virtus ha superato anche il Canada nella sua seconda amichevole internazionale post campionato. Pur senza ripetere la splendida prestazione fornita contro l'Australia, i bolognesi si sono comportato egregiamente anche in questa occasione, lasciando soddisfatti i propri numerosi tifosi. Un buon segno per il prossimo campionato? Ancora una brillante partita di Terry Driscoll che ha dato così l'arrivederci al proprio pubblico prima del soggiorno estivo negli Stati Uniti.
Il Canada è parso molto meglio dell'Australia, ma comunque non dovrebbe costituire un severo ostacolo per gli azzurri ai mondiali. È una squadra molto precisa da fuori ma difetta in maniera notevole nelle entrate.
CHE VITTORIA CON IL SIMMENTHAL NEL 1970
4 gennaio 1970, nona giornata di campionato. La Virtus guidata in panchina da Paratore non ha fatto sfracelli fin qui, 4 vittorie e 4 sconfitte, particolarmente brucianti, subite a Varese 92 a 63, a Milano sponda All'Onestà, in casa contro la Partenope Napoli e nel derby dominato da Gary Schull. Non sono certo state le vittorie contro Ginnastica Goriziana, Pesaro e a Udine a suscitare entusiasmi; solo il largo successo alla terza giornata contro la rivale storica Reyer aveva consolato il popolo bianconero dopo la batosta di Varese. Contro i Veneziani successo per 102-67 con 30 punti di Driscoll e 26 di Lombardi. Poi però l'altalena è continuata, ma arriva il Simmenthal e la sfida Virtus - Olimpia riaccende l'entusiasmo. Si spera nei due assi Driscoll e Lombardi, che non tradiscono le aspettative: 27 punti di Terry (12 su 27) con anche 18 rimbalzi, 26 di Dado (13 su 36) a cui si aggiungono i 21 di Cosmelli (7 su 11). L'americano e i due livornesi segnano 74 punti, Zuccheri (8), Serafini (6), Nanni e Rundo (4 a testa) completano l'opera e le Vu nere battono i milanesi 96 a 90 (51 a 49 il primo tempo). Brumatti (4), Bariviera (26), Masini (25), Tillman (18), Jellini (11), l'ex Giorgio Giomo (2), Cerioni (4), nulla possono contro gli scatenati bianconeri. La gara si è decisa a metà del secondo tempo, quando tre canestri consecutivi di Driscoll hanno scavato un solco di nove punti tra le due squadre. Curiosamente le due squadre si ritrovarono di fronte lo stesso giorno di sei anni dopo per la penultima giornata della prima fase, ma in tutt'altro scenario. La Virtus era terza e avviata verso la Poule scudetto, che le avrebbe portato in aprile il settimo scudetto, il Cinzano mestamente in fondo alla classifica insieme al Brina, arriverà penultimo e nella poule di classificazione conoscerà la retrocessione nello stesso mese di aprile, nonostante avesse vinto da poco la Coppa delle Coppe. In campo delle formazioni del 1970 solo Driscoll da una parte, alla sua seconda esperienza bolognese, e Brumatti dall'altra. Terry segnò 23 punti, Bertolotti 33 e la Virtus vinse facilmente sempre a quota 96, contro gli 85 dei milanesi.
LA VIRTUS (71-58) BATTE L’ELDORADO
Trofeo Solferini
In quella che è stata forse l’ultima partita guidata da Paratore, la Virtus ha surclassato la rivale stracittadina Eldorado, dominandola dal primo all’ultimo minuto. Il gioco non è stato brillantissimo, salvo nei primi dieci minuti della partita, in cui appunto i virtussini hanno assunto l’iniziativa del gioco, realizzando un congruo numero di canestri e distanziando di molto l’avversaria (nel primo tempo infatti il punteggio era di 41-26).
La gara era valevole per il Trofeo Gianni Solferini, un giocatore della GD di Bologna, morto lo scorso anno in un incidente stradale. Per lo stesso trofeo prima di questa partita la GD ha battuto l’Unipol per 82-80.
Virtus: Lombardi (14), Driscoll (17), Cosmelli (14), Buzzavo, Serafini (2), Rundo (24), Leombroni n.e., Regno n.e., Nanni.
Eldorado: Bergonzoni (6), Schull (19), Pellanera (16), Orlandi (3), Bruni (6), Angelini (2), Cavallini (4), Paganini (2), Bacci n.e., Calvai n.e.
Arbitri: Marchesi di Pavia e Nobile di Milano.
Cinque falli: Driscoll al 18’45”, Lombardi al 19’20”.
Tiri liberi: Virtus 5 su 6, Eldorado 8 su 14.
