DANIEL HACKETT

(Daniel Lorenzo Hackett)

 

Daniel Hackett il giorno della presentazione con Baraldi e Zanetti

 

 

nato a: Forlimpopoli (FC)

il: 19/12/1987

altezza: 197

ruolo: playmaker

numero di maglia: 23

Stagioni alla Virtus: 2021/22 - 2022/23 - 2023/24 - 2024/25 - 2025/26

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

palmares individuale in Virtus: 1 scudetto, 1 Eurocup, 1 SuperCoppa

 

DANIEL HACKETT E’ UN NUOVO GIOCATORE DI VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA

tratto da www.virtus.it - 03/03/2022

 

Virtus Pallacanestro Bologna S.p.A. comunica di aver raggiunto un accordo fino al 30 giugno 2024 con Daniel Lorenzo Hackett.

Le dichiarazioni del CEO di Virtus Segafredo Bologna, Luca Baraldi: “Ringrazio il nostro Presidente Massimo Zanetti per l’ennesima dimostrazione di disponibilità e generosità, che ha consentito alla nostra Società  di acquisire le prestazioni sportive di Daniel Hackett. Quest’ultimo arrivo, dopo una complessa e difficile trattativa condotta  ancora una volta con grande pazienza e abile maestria dal nostro DG Paolo Ronci, arricchisce il nutrito elenco di giocatori che rappresentano la migliore espressione del basket italiano sia in campo nazionale che internazionale. Sono sicuro che Daniel possa aggiungere quello spunto in più di carattere, necessario ad una squadra che è stata costruita per raggiungere importanti obiettivi sportivi.”

Play-guardia di 196cm, Hackett nasce a Forlimpopoli il 19 dicembre 1987.

Cresce nelle giovanili di Pesaro, città dove ha vissuto per lungo tempo prima di volare dall’altra parte dell’oceano, alla High School di St. John Bosco di Bellflower. Poi l’University of Southern California dove gioca con la maglia dei Trojans.

Nel 2009 la sua prima stagione da professionista, dopo aver fatto ritorno in Italia, con la maglia della Benetton Treviso. Nella stagione successiva il passaggio a Pesaro, dove rimane per due campionati consecutivi. Nel luglio 2012 la firma con Siena con cui vince lo scudetto e riceve il premio MVP delle finali; nello stesso anno anche MVP della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana vinte dalla squadra toscana. Nella stagione 2013/2014 dopo i primi mesi a Siena, il passaggio all’Olimpia Milano dove vince ancora uno scudetto. Nell’estate 2015 lascia l’Italia per approdare all’Olympiacos dove con i biancorossi del Pireo vince un campionato. Dopo due stagioni nella squadra greca passa al Bamberg, prima di trasferirsi al CSKA Mosca: con la squadra russa raggiunge due volte la vittoria del campionato, con il premio MVP nella stagione 2020-2021, una volta la Supercoppa di Russia e un'Eurolega in finale con l’Efes nella stagione 2018-2019.

Daniel Hackett conta anche 114 presenze con la Nazionale italiana.

Virtus Segafredo Bologna dà il benvenuto ufficiale a Daniel Hackett nella grande famiglia bianconera.


 

HACKETT: SO BENE DOVE MI TROVO E CHE PIAZZA E’ BOLOGNA. FAREMO IL POSSIBILE PER VINCERE

tratto da bolognabasket.it - 10/03/2022

 

Daniel Hackett è stato intervistato da Sky Sport.
Le sue parole.

E’ un periodo molto triste, speriamo che passi prima possibile. Di buono c’è che la mia famiglia è riuscita a tornare in Italia, sono vicino a loro e che ho trovato qui una nuova casa. Ci sono stati già contatti in passato che mi facevano pensare a una possibile futura destinazione. Poi quando le cose sono andate nel modo in cui sono andate abbiamo pensato che la cosa si potesse fare da subito. L’idea, le motivazioni che la Virtus ha e che ho io come giocatore combaciavano. Abbiamo deciso di provarci. Penso di portare a Bologna il mio spirito di giocatore che scende in campo per dare il 100%, per facilitare i compagni. difendere, buttarsi sui palloni e fare la cosa giusta per vincere la partita. Di pressione ce n’è ovunque, è una cosa normale. So bene dove mi trovo, so bene che tipo di piazza è Bologna, la cultura sportiva e quello che c’è dietro questa società storica che ha fatto tanto per il basket in Italia e in Europa. Sono fiero di essere qua e faremo il possibile per vincere.


 

 

Hackett nella gara di esordio vinta a Venezia per l'Eurocup

HACKETT: IN RUSSIA HO IMPARATO LA FORZA MENTALE. LA SFIDA E IL PROGETTO VIRTUS MI INTRIGAVANO

tratto da bolognabasket.it - 09/04/2022

 

Daniel Hackett è protagonista oggi di un lungo approfondimento su Sportweek, l’inserto settimanale della Gazzetta dello Sport.

Alcuni passaggi.

Sulla guerra. “Col CSKA ero a Monaco di Baviera per una parita di Eurolega. Al mattino accendo il cellulare e mi appare una sfilza di messaggi: “hai visto? è scoppiata la guerra! Accendi la tv!”. Ho guardato la CNN e la triste realtà era proprio che la Russia aveva invaso l’Ucraina. La prima reazione emotiva fu una sensazione simile a quella provata quando esplose la pandemia. Ho pensato: qua si ferma tutto di nuovo. Poi ci siamo riuniti tra noi giocatori. Alcuni di loro in Ucraina avevano la famiglia, un medico e due fisioterapisti sono ucraini di origine. C’era ansia, ma era anche il giorno della partita: bisognava cercare di mantenere un filo di concontrazione nonostante la situazione surreale.

Su cosa ha imparato dai 4 anni in Russia. Forza mentale. Se vuoi stare là a lungo, devi imparare a gestire i tuoi sbalzi umorali. Vedi poco sole e tanto grigio, tanta neve. È una realtà un po’ cupa che ti fa capire quanto lontana sia l’Italia, dove tutto è diverso, dal clima al resto. Forza mentale significa anche giocare sapendo che non ti è concesso sbagliare. Noi la chiamiamo “pressione”, in Russia è qualcosa di più profondo e pesante ancora: conta solo la vittoria e devi ottenerla. La sconfitta è ammessa, ma è meglio non vederli arrabbiati.

La scelta della Virtus. “Perché c’era stato un primo contatto in cui era emersa reciproca curiosità. Abbiamo cominciato a parlare di un accordo in vista dell’estate. Le cose che sono successe hanno anticipato i tempi. Ho detto sì perché la Virtus è un club storico, con una grande voglia di tornare tra le grandi di Europa. La sfida e il progetto mi intrigavano. Da parte mia credo di aver ancora qualcosa da dire in Italia”.

La Serie A ritrovata. Competitiva e fisica, quindi interessante. Non ci sono solo Milano e Bologna con alle spalle grandi imprenditori come Armani e Zanetti, ma anche realtà consolidate come Venezia, Brescia, Sassari, fino alla neopromossa Tortona.

 

HACKETT: “PUBBLICO FANTASTICO, PASSI IN AVANTI RISPETTO ALLA SCORSA PARTITA”

tratto da www.virtus.it - 13/10/2022

 

Anche Daniel Hackett ha parlato nel post partita: “Rispettiamo il Bayern perchè è una squadra solida e un club che gioca da anni in Eurolega. Per noi è stata la prima vittoria in Eurolega dopo tanti anni, i tifosi sono stati fantastici, ci hanno dati una grande spinta nel momento in cui il Bayern è rientrato nel punteggio. Abbiamo fatto qualche passo in avanti rispetto alla gara con Monaco dove nel secondo tempo avevamo un po’ mollato. Oggi siamo rimasti in partita lottando fino alla fine, ci siamo uniti. Possiamo migliorare in attacco, le palle perse sono state troppe ma è comunque solo l’inizio della stagione.”

 

HACKETT: A VOLTE BISOGNA SACRIFICARSI PER VINCERE

tratto da bolognabasket.it - 22/02/2023
 
 

 “Praticamente tutto il mio percorso da bambino è stato incentrato sulla pallacanestro. Mio padre era un allenatore di pallacanestro, quindi ero sempre circondato da palestre e giocatori di basket”, racconta Daniel della sua giovinezza ai microfoni di EuroLeague.

Il trionfo in EuroCup ha riportato Hackett e la Virtus nell’élite continentale in questa stagione: “Per me è una grande opportunità per continuare a migliorare, per cercare di conquistare il maggior numero di trofei possibile, per cercare di vincere ogni partita, ogni volta che scendo in campo”, spiega Hackett. “Inoltre, l’EuroLeague è un’opportunità che abbiamo per portare questo club a un livello completamente nuovo”.

Forse per capire meglio l’impatto che Hackett ha avuto sulla Virtus Segafredo, è meglio rivolgersi al capo allenatore della squadra: “Porta fuoco, porta passione, porta competitività, porta durezza. Non ha paura di prendersi i tiri”, dice di Hackett il coach Sergio Scariolo. “È davvero un bene averlo in squadra, soprattutto con molti giocatori giovani che stanno sviluppando la loro migliore personalità agonistica”.


 

 

HACKETT: FINORA STAGIONE DA 7–. LA VIRTUS MERITA DI PROSEGUIRE IN EUROLEGA

tratto da bolognabasket.it - 22/03/2023
 

Daniel Hackett è stato sentito da alcuni quotidiani locali e nazionali.

 

Un estratto delle sue parole.

Sulla vittoria con Milano – Come ha detto il nostro coach bella iniezione di fiducia, poi vincere al Forum, davanti a così tanta gente, fa sempre piacere. A livello di squadra, nulla di personale. Però dico anche che è una vittoria di poco peso, al di là del possibile vantaggio del fattore campo nei playoff; le partite davvero importanti saranno più avanti.

Sulla stagione e sugli obiettivi – Al momento darei un 7–­ alla nostra stagione. I due meno solo per la Coppa Italia e qualche strafalcione in Eurolega, il 7 perché comunque siamo degli esordienti in Eurolega, abbiamo vinto la Supercoppa e al momento siamo primi in campionato. Una pacca sulla spalla possiamo darcela.

Sull’Eurolega – E’ mancata la continuità. Nel gioco, nell’essere capaci di proporre una pallacanestro all’altezza della prima fascia. Siamo stati molto altalenanti, gli infortuni certo, ma ci è mancata anche la caparbietà per vincere due-tre partite sfuggite di mano, potevano essere lì, la differenza tra dentro e fuori è poca. La società ha fatto un lavoro di altissima qualità. Giocatori messi in condizione di dare il meglio e un prodotto appetibile che ha portato tanta gente al palazzetto. Credo che meriti una wild card. La squadra ha lottato e reso onore, non entro nella questione politica ma non vedo perché il percorso non debba proseguire.”

Sui problemi dei lunghi – Tutti lottano per essere al livello delle corazzate, per Jaiteh mi pare sia la prima volta in Eurolega, normale che paghi un po’ di scotto contro giocatori diversi rispetto all’Eurocup, ma è importante, come facciamo, cercare di aiutarci a vicenda, il più possibile.”

Su Teodosic – Milos mette quasi soggezione, se non sei concentrato rischi di incantarti. È bello osservarlo, stargli attorno, viverlo. Ha ritmi e zone in cui va con la palla dove nessuno mai penserebbe. Servirebbe fare un film e poi studiarlo. È unico. Ci sono cose sue, che lui ha nella sua immaginazione, nei suoi polpastrelli, non è facile rispondere. Però c’è anche altro, lui ha carisma, odia perdere, è un grandissimo competitor, ha dato e sta dando tanto, soprattutto a ragazzi come Mannion, Pajola, ma poi anche a me, essere al suo fianco ci rende tutti giocatori migliori.”

Sulla Nazionale – Vado per i 36 anni e sono agli ultimi giri della mia carriera per cui ogni occasione per vincere o per crescere la prendo con grande gratitudine. Ho la fortuna di essere sostenuto dal fisico. Ho parlato con il presidente della Fip Petrucci e con il et Pozzecco e ne riparleremo al momento opportuno se ci sarà la necessita. Per ora sono solo voci e non le voglio alimentarle ulteriormente”.


 

 

DANIEL HACKETT MVP DELLA 34^GIORNATA DI EUROLEAGUE

tratto da www.virtus.it - 15/04/2023

 

Daniel Hackett si è assicurato di concludere la sua 12ª stagione nella competizione con il botto, aggiudicandosi il titolo di MVP del 34° turno.

Hackett ha disputato una delle migliori prestazioni delle 275 partite in EuroLeague. Ha accumulato un PIR di 36, il terzo più alto della sua carriera, segnando 25 punti e distribuendo 10 assist, che è il suo record personale.

 

QUELLO CON LE TRECCINE E I TATUAGGI È UN UOMO DI QUALITÀ. E' HACKETT"

di Lia Rebecca Valerio - Basket Vision - 18/06/2023

 

Energia, la Virtus mette più energia e si vede dal punteggio. Dice così la voce alla tv a fine primo tempo e viene voglia di rispondere che no, non è proprio così. La Virtus mette più qualità, non più energia. E viene voglia di scriverlo e incorniciarlo perché, a differenza dell’energia, la qualità oggi è sottovalutata. E allora Ti domandi perche, perché ce l’hanno tutti con l’energia. Come se l’energia risolvesse tutti i problemi. L’energia di problemi ne risolve tanti, ma quello che fa è soprattutto metterci le toppe sopra. Toppe che servono quando manca la qualità. Qualità che la Virtus mette in campo per 35 minuti su 50 e, alla faccia delle voci che escono dai teleschermi, è quella che le fa vincere gara quattro e, cazzo, quanta voglia di gridarlo ai quattro venti. 

Poi la qualità ogni tanto la perde per strada. O forse la guarda con talmente tanto amore da bucarsi gli occhi. Forse, tanti forse. La verità è dentro una partita c’è un’era geologica. Ci sono cento correnti letterarie e mille correnti artistiche e tutte le religioni del mondo. E quando guardi una partita, di tutte queste cose agli occhi te ne balza una. Tu pensi di averla trovata, quella che vuoi mostrare al mondo, solo che poi arriva il report post gara quattro. E il report di gara quattro su Basket Vision è uguale a gara quattro. Uno spunto continuo. Un bellissimo e incommensurabile casino. Leggi di qua e pensi una cosa, leggi di là e ne pensi un’altra e alla fine ti scoppia il cervello. Però, appunto, balza agli occhi una cosa.

“… L’inguardabile Napier visto fino a lì si gasa”. Grazie, Sir Giorgio Bonaga. Perché in questa serie Napier inguardabile lo è stato spesso, fino a un certo punto della partita. E allora viene da chiedersi perché. Di perché ce ne sono tanti, come al solito, però ce n’è uno che funziona meglio degli altri. Ha i capelli rasta, un sacco di tatuaggi e la maglia nera numero 23.

Guardatelo. Lui Napier lo prende in difesa da linea di fondo a linea di fondo. Anzi, da linea di fondo a linea da tre, perché Shabbazz al ferro va pochino e neanche troppo volentieri. Difende così Daniel Hackett, dal primo minuto fino a quando non esce dal campo. Che siano tre, cinque, sei, venti minuti. Che gli fischino zero o cinque falli. Che Napier faccia canestro o no e che Hackett stesso faccia canestro o no. E chiedete a un attaccante valido se gli piace iniziare la partita facendo una fatica del diavolo, anche solo per muovere un passo. Chiedetegli se gli piace non riuscire a ricevere la palla quando la vuole, perché c’è un difensore grosso, intelligente e di posizione che glielo impedisce. Chiedeteglielo e lui vi risponderà che agli attaccanti veri piace iniziare le partite facendo quello che sanno fare, perché hanno bisogno di trovare ritmo.

 

Poi magari rallentano, passano più palloni, rifiatano, ma il ritmo se lo trovano non lo perdono più. E allora è per questo che quei primi minuti sono di un’importanza vitale. Perché chi difenderà dopo si troverà davanti un attaccante fortissimo, ma con meno fiducia. Un attaccante un po’ più stanco e forse anche un po’ più incazzato. E gli attaccanti incazzati spesso non fanno bene alla propria squadra. Certo, poi hanno le mani d’argento e dieci punti in due minuti li segnano comunque, ma non è la stessa cosa. Perché magari sono dieci di di venticinque che non sono dentro al sistema d’attacco. Oppure sono dieci di quindici dopo aver fatto una fatica bestiale e non sono nemmeno i tiri che piacciono a loro. E non è la stessa cosa. Non è mai la stessa cosa.

Ora, per accettare di essere quel difensore lì, ci vogliono le palle. Per essere quello che in difesa va contro gli attaccanti più forti e in attacco deve dare equilibrio altrimenti i suoi, di attaccanti, in ritmo non ci vanno, ci vogliono due palle così. Un allenatore di calcio una volta ha detto che in attacco si vedono i giocatori, in difesa si vedono gli uomini. E quello lì con le treccine e i tatuaggi è un uomo. E per vincere i campionati servono gli uomini. 

Uomini che sono come la qualità. Sono sottovalutati.


 

 

18 gennaio 2024 Virtus - Villeurbanne 73-63. Hackett in tuffo dopo aver appena sorpassato i francesi con una tripla, l'azione terminerà con il canestro del più quattro di Lundberg, servito da terra dallo stesso Daniel.

 

DANIEL HACKETT IN BIANCONERO FINO AL 2026!

tratto da www.virtus.it - 23/01/2024

 

Virtus Pallacanestro Bologna S.p.A. è lieta di comunicare che il contratto di Daniel Hackett è stato rimodulato con contestuale prolungamento fino al 30 giugno 2026.

Hackett: “Felice ed orgoglioso di continuare a vestire i colori della Virtus per altre due stagioni e continuare a lottare insieme ai miei compagni e a tutti i nostri tifosi.”

Anima e carattere della squadra, la grinta del playmaker bianconero è ben rappresentata dal tuffo a due mani sulla palla vagante nella gara contro l’ASVEL, un’immagine che ha infuocato i tifosi presenti alla Segafredo Arena, dando il via alla rimonta virtussina dello scorso 18 gennaio.

Una EuroCup conquistata da protagonista dopo poco di due mesi dal suo ritorno in Italia, 2 Supercoppe, miglior Assistman delle Finali Scudetto della passata stagione, Daniel continuerà a lottare su ogni palla e a difendere i colori della Virtus Segafredo Bologna per altre 2 stagioni.


 

 

HACKETT: “RIPARTIAMO DA UNO SPOGLIATOIO SOLIDO, DALL’ENTUSIASMO DEI NOSTRI TIFOSI E DA UNA SOCIETÀ FORTE ED AMBIZIOSA”

tratto da www.virtus.it - 11/07/2024

 

Daniel Hackett, nella mattina di ieri mercoledì 10 luglio in collegamento con Sky Sport, è stato ospite della trasmissione “Guten Morgen Euro”.

Tanti i temi trattati, tra qui il risultato dell’Under 17 del virtussino Matteo Accorsi e le congratulazioni al compagno di squadra Cordinier per la convocazione con la Nazionale francese: “La medaglia d’argento dell’Under 17 rappresenta sicuramente un bel segnale, un qualcosa di importante per il futuro che dà sicuramente speranza. Per quanto riguarda l’Olimpiade ho scritto ad Isaia (Cordinier), gli ho fatto i complimenti e le congratulazioni per la convocazione in Nazionale”. 

Al termine del collegamento anche un pensiero sulla prossima stagione, che vedrà Virtus Segafredo impegnata per la terza consecutiva in EuroLeague: “Ci aspetta una bella maratona, ma penso che poter disputare un altro anno di EuroLeague per Virtus e per Bologna sia un fatto di grande onore, di gioia e allo stesso tempo di grande sacrificio. Ci attende una stagione lunga, sicuramente siamo consapevoli che ripartiamo da uno spogliatoio solido, dall’entusiasmo dei nostri tifosi, da una Società forte ed ambiziosa, tocca a noi giocatori gestire tutto quanto nel miglior modo possibile, provando ad entrare nella post-season europea, come abbiamo fatto lo scorso anno, e cercando di fare risultato anche in Campionato”.

LA VIRTUS

di Daniel Hackett - 09/20'24

 

“Cercheremo di far capire ai nuovi arrivati l'importanza di giocare per questa maglia, questa società e questi tifosi”.

DANIEL HACKETT

di Ezio Liporesi - Basket Vision - 18/10/2024

 

Play-guardia di 196 cm, Hackett nasce a Forlimpopoli il 19 dicembre 1987. Cresce nelle giovanili di Pesaro e vi resta finché non vola dall’altra parte dell’oceano, alla High School di St. John Bosco di Bellflower. Poi l’University of Southern California dove gioca con la maglia dei Trojans. Ritorna in Italai e nel 2009 la prima stagione da professionista, con la maglia della Benetton Treviso. Nella stagione successiva il ritorno a Pesaro, dove rimane per due campionati. Nell’estate 2012 firma con Siena con cui vince lo scudetto ed è MVP delle finali; nello stesso anno anche MVP della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana vinte dalla squadra toscana. Nella stagione 2013/14 dopo i primi mesi a Siena, il passaggio all’Olimpia Milano dove vince un altro titolo tricolore. Nell’estate 2015 lascia l’Italia per approdare all’Olympiacos: con la squadra del Pireo vince un campionato. Dopo due stagioni nella squadra greca passa al Bamberg, prima di trasferirsi al CSKA Mosca: con la squadra russa raggiunge due volte la vittoria del campionato, con il premio MVP nella stagione 2020/21, una volta la Supercoppa di Russia e un Eurolega in finale con l’Efes nella stagione 2018-19. All’inizio di marzo 2022, con l’esclusione delle squadre russe dalle competizioni europee, si presenta alla Virtus (che comunque aveva allacciato già contatti con il giocatore) l’opportunità di tesserarlo subito, unitamente a Toko Shengelia. L’apporto dei due è decisivo per la conquista dell’Eurocup vinta un paio di mesi dopo il loro arrivo. Hackett diventa un cardine delle V nere con le quali vince anche la Supercoppa 2023 (quella del 2022 vinta dalla Virtus non la giocò per infortunio). Daniel con la Virtus ha disputanto anche molte finali perse, tre di campionato, una di Supercoppa e una di Coppa Italia. Ma soprattutto dopo avere militato in squadre storicamente rivali della Virtus, ha sposato la V nera con grande senso di appartenenza, tanto da dichiarare alla vigilia di questa stagione: “Cercheremo di far capire ai nuovi arrivati l'importanza di giocare per questa maglia, questa società e questi tifosi”. Figlio d’arte, il padre Rudy giocò a lungo nel campionato italiano, è stato avviato al basket proprio dal padre. Oggi Rudy vive in America, ma è capitato più volte di vederlo a Bologna ad assistere alle gare del figlio e proprio in quelle occasioni Daniel ha sfoderato prestazioni notevoli. Nella stagione scorsa, dopo un bellissima prima parte di stagione, uno dei pilastri dello splendido avvia dell’Eurolega bianconera 2023/24, ha avuto una vistosa flessione nella seconda parte dell’annata sportiva (poco dopo avere prolungato, a gennaio 2024, fino al 2026 il suo contratto che era in scadenza a giugno 2024)., involuzione da cui fatica ad uscire anche all’inizio di questa annata. Come succede troppo spesso a Bologna, questo ha fatto nascere miriadi di storie e leggende negative, ma Hackett è pronto a continuare il suo percorso in Virtus con la solita energia Daniel Hackett vanta anche 114 presenze con la Nazionale italiana. Molti pensano che sia al capolinea, io mi sbilancio e penso di poter riassumere il suo pensiero così: “L’anno scorso iniziai benissimo, ma nel finale di stagione non sono riuscito a dare il mio solito contributo. Quest’annopartirò più piano per essere al pieno della forma in primavera, dopo tre finali perse, vogliamo lo scudetto”.

Apporto in campo:                8

Apporto fuori dal campo:      8

HACKETT, "IL FUOCO SI È RIACCESO, QUESTO NON SARÀ IL MIO ULTIMO ANNO"

tratto da bolognabasket.it - 04/04/2025

 

Daniel Hackett è stato sentito da Walter Fuochi per Repubblica. Un estratto dell'intervista.

"Non mi pento di nulla, ho avuto tanto dal basket, toccato paesi diversi, indossato maglie blasonate, giocato per vincere in posti dov'erano abituati a farlo. Carriera bella e difficile, perché l'abitudine a vincere poi diventa un obbligo. Tiro le somme: sono stato un ottimo giocatore di Eurolega.

È il culmine del cammino. Un club glorioso e un posto dove il gioco lo conoscono, lo amano, lo discutono. Vinta l'Eurocup, entrati in Eurolega, uno scudetto lo vogliamo. È sempre mancato qualcosa, ma era poco e prima o poi lo troveremo. Intanto, ringrazio chi mi ha dato fiducia. Spero di ricambiare. La birra c'è. E c'è il fuoco dentro. Anzi, è tornato. Ho avuto un ultimo anno difficile, fisicamente orribile. A marzo d'un anno fa un guaio alla cartilagine del ginocchio, non ero più io. Poi ci aggiunsi problemi miei. Il fuoco non era spento, ma affievolito. Ora lo sento riacceso, in una squadra che ha ritrovato stimoli, anche se ha preso belle sberle. Ho accettato di sfidare l'età. E l'ho piantata di dire troppi okay. Non sono più quello di prima. Okay. Posso anche giocare meno minuti. Okay. Posso contare meno. Okay. Ho fatto una battaglia con me stesso per non ascoltare nelle voci intorno questa falsa percezione che il mio tempo fosse passato. È stata lunga, ma ora voglio giocarmela con tutti.

Un altro anno di contratto ce l'ho e sono convinto che non sarà l'ultimo. Se sto come adesso, tiro dritto. Con qualità, spero. Incidendo ancora, giocando meno. Poi, quando avrò chiuso, non mi vedo allenatore. Troppo complesso, e ho girovagato abbastanza per non vedermi finalmente fermo, a Pesaro, in famiglia, e magari in palestra a tirar su una squadra di ragazzini. Un po' come mio padre Rudy, che venne in Italia a giocare, poi ha allenato, oggi sta in pensione a Los Angeles, ma due consigli in campo va a darli ancora. A me compreso. Guarda le partite e dopo scrive. "Non sei stato intelligente", l'ultima volta che ho preso tecnico ed era un quinto fallo. Già, m'è capitato spesso. Devo migliorare. Continuo a provarci".

HACKETT: «E’ UN ONORE APRIRE LA STAGIONE CON LO SCUDETTO SUL PETTO»

Le parole di Daniel Hackett, che ha parlato al termine del raduno ufficiale della Virtus Bologna che ha già esibito lo scudetto sul petto

Di Lorenzo Gaballo – 1000cuorirossoblu -  26/08/2025

Si è svolto nel tardo pomeriggio il raduno ufficiale della Virtus Bologna che, davanti ai suoi tifosi, ha svolto la prima seduta di allenamento sotto la guida di coach Dusko Ivanovic. Tifosi ed addetti ai lavori hanno potuto osservare l’ultima parte dell’allenamento dei bianconeri, ed al termine i giocatori sono rimasti assieme al tanto pubblico presente alla Palestra Porelli per firmare autografi e scattare foto. Questa è stata anche l’occasione per la stampa per chiacchierare con alcuni dei protagonisti, in particolar modo con Daniel Hackett. Qui le sue dichiarazioni:

«Mi fa piacere rivedere tutti qui oggi alla Porelli. E’ un piacere e un onore aprire questa stagione con lo scudetto sul petto, è un qualcosa che ci siamo guadagnati al termine di una stagione difficile. La società ha fatto un gran lavoro per mettere in piedi una squadra che sembra molto competitiva. Ora sta a noi fare chimica, gruppo e lavorare sodo ogni giorno per difendere il Tricolore».

«Con lo scudetto abbiamo chiuso un ciclo che ha visto grandi giocatori vestire questa maglia, da Teodosic, a Toko, a Isaia, ad Abi… tanti campioni che sono passati qua e hanno lasciato il segno. La gioia maggiore è stata chiudere questo ciclo. Ora voltiamo pagina, ci aspetta un anno difficile, in Italia siamo i campioni e dobbiamo ogni giorno comportarci da tali. E in Eurolega vogliamo fare meglio dello scorso anno».

«Fa specie non vedere Marco Belinelli qua oggi, ha fatto tanto per questa società e per il basket italiano. Ci manca. Degli anni passati siamo rimasti in pochi, cercheremo di tenere unito il gruppo e fare in modo che i nuovi si ambientino bene».

«Correre e impegnarsi, oggi è stato il primo giorno di gruppo. Dobbiamo lavorare sulla chimica e migliorare un po’ alla volta giorno per giorno. Il coach ha parlato individualmente con tutti. Guardando quel che abbiamo in spogliatoio sembra una squadra che ha perso tanto ma anche guadagnato tanto in termini di atletismo e talento, aggiungiamo giocatori come Vildoza ed Edwards, che l’Eurolega la masticano piuttosto bene, sarà interessante capire quel che ci potrà dare Smailagic, che può giocare dentro e fuori dall’area, e poi c’è tutto il resto. Vogliamo offrire una pallacanestro rapida, aggressiva, essere una squadra affamata e determinata».

UNA NOVITÀ ESSERE IL PiÙ ANZIANO

 

tratto da bolognabasket.it - 14/10/2025

 

"È una novità per me essere il più anziano, ma la cosa più bella è che Pajola diventa capitano. È cresciuto qui, ha fatto tutta la gavetta e ha le qualità umane e tecniche per questo ruolo. Io sarò al suo fianco per aiutarlo. Tutti dobbiamo essere leader di noi stessi, la stagione è lunga e logorante”

Mi pare di aver giocato già metà stagione da tutte le partite che abbiamo fatto tra pre-campionato, Supercoppa, Serie A ed EuroLeague. Devo dire che ci stiamo aggiustando. La squadra è nuova e quindi bisogna avere un po’ di pazienza. C’è la volontà di mettersi sulla giusta strada, vedo che tutti lavorano sodo in palestra. Magari le cose non sono subito lineari e brillanti, ma ho fiducia che Dusko ci farà trovare la giusta chimica. La squadra è quasi totalmente rinnovata. Oltre a questo abbiamo riabbracciato i ragazzi della Nazionale anche abbastanza tardi. Abbiamo provato a preparare il tutto quindi in fretta e furia. Il pacchetto dei nuovi è molto giovane ma interessante. C’è anche qualche giocatore che ha buona esperienza d’Eurolega come Edwards o Vildoza, invece altri alla prima esperienza a questo livello. Ho trovato un gruppo disponibile e aperto, ma soprattutto dei ragazzi che hanno la mentalità e la voglia di migliorarsi. Ora sta a noi compattarci e trovare l’amalgama”. 

Niang.“Non lo conoscevo personalmente, ma ho trovato un ragazzo d’oro. È estremamente umile e di grande disponibilità. Si vede che è stato forgiato molto bene a Trento perché ha una grande dedizione al lavoro. Fisicamente non ha bisogno di descrizioni, è di un altro livello da questo punto di vista. Il passo che deve fare è quello di migliore alcune letture e capire i ritmi sia a livello di Eurolega che a livello di Serie A. Non è più la sorpresa o il ragazzo che gioca a mente libera, ma ha tutte le attenzioni addosso. È ancora molto giovane e sta anche a lui maturare”. 

Edwards. “Carsen è un ragazzo che ha una licenza particolare. Quando è in serata o quando si accende è molto bello da vedere e difficile da fermare. Sanno tutti chi è e che tipo di giocatore è. Sta a noi facilitare il suo gioco e metterlo nelle condizioni di giocare senza troppe pressioni difensive addosso. Non possiamo permetterci che lui si faccia carico di tutto l’attacco. Tra l’altro farlo per tante partite è impossibile. È un ottima persona, arriva prima di tutti agli allenamenti e fare lunghe sessioni di tiro, addirittura due ore e mezzo prima delle partite. Ha una grande mentalità, sa cosa deve fare in campo e ha un carisma molto importante. Averlo in squadra dà molta sicurezza”. 

Essere il giocatore più esperto della squadra. “Per me è una novità. È la mia prima volta in carriera in cui sono il più anziano in spogliatoio, è qualcosa di nuovo. La cosa che sicuramente mi fa molto piacere è che da quest’anno Pajola diventa capitano. È fantastico per lui che ha fatto gavetta, arriva dal settore giovanile e ha tutte le qualità per farlo sia umano che tecniche.
Io sono e sarò al suo fianco. Cercherò di aiutarlo e far si che il gruppo remi nella stessa direzione. Ci sono altri ragazzi ancora giovani ma che c’erano qui anche l’anno scorso. Tutti quindi devono essere i leader di se stessi perché la stagione è lunga e logorante. Abbiamo bisogno che tutti siano nelle condizioni migliori per performare”. 

Che Virtus ci si deve aspettare. “Onestamente spero che non vediamo più una Virtus che regala 20 palloni a partita (ride ndr). L’andazzo delle ultime due, non è stato eccellente da questo punto di vista. Stiamo quindi cercando di aggiustare questo aspetto. Sicuramente vogliamo una squadra che gioca in velocità in grado di leggere le difese senza perdere troppi palloni. Non abbiamo la stazza o il peso che hanno altri competitor in Eurolega, ma abbiamo duttilità a sufficienza per adattarci. Dobbiamo lottare, non sarà semplice. In Eurolega le squadre hanno roster profondi ed esperti”. 

LA GARRA DI HACKETT

tratto da Sky - 02/01/2026
 

 

Al termine della partita di ieri Daniel Hackett ha parlato ai microfoni di Sky. Ho cercato di giocare come sempre, con spirito competitivo, battagliero. Appena la partita si è un attimo accesa, mi sono eccitato, se mi togli la garra, lo spirito da combattente divento un giocatore abbastanza normale. Questo è tutto grasso che cola, siamo riusciti a vincere questa partita in un modo incredibile e siamo felici. Classifica? Rimaniamo con i piedi per terra, ci concentriamo sulla prossima. Ma sono contento: iniziare l'anno con una vittoria dà sempre gusto. Guardandola sulla carta nel prepartita sembrava Davide contro Golia. Non avevamo lunghi, ci siamo rimboccati le maniche sapendo di dover fare una partita coraggiosa e di grande spirito per rimanere attaccati alla gara. Ci eravamo promessi almeno di crederci. Invece questi ragazzi hanno qualcosa di speciale dentro, tutti hanno dato qualcosa per la causa. Siamo entrati in partita coinvolgendo il pubblico e li abbiamo messi in difficoltà giocando come volevamo.

HACKETT, "CON RONCI SIAMO IN BUONE MANI. E' UNA VIRTUS INTRIGANTE"

tratto da bolognabasket.it - 12/01/2026

 

Daniel Hackett è stato ospite di Sport Club su E-Tv.

Stai vivendo una seconda giovinezza. “Sono arrivato ad un punto della carriera dove è fondamentale lo spirito di adattamento, quest'anno abbiamo meno veterani e quindi ho un ruolo diverso, magari con meno minuti ma con la necessità di essere sempre un esempio ed un punto di riferimento verso i compagni con meno esperienza. Mi fa piacere, a questa età, gestire situazioni diverse”

Trapani è stata appena esclusa dal campionato. “Il primo pensiero è verso quei ragazzi che hanno dovuto subire l'andare in campo a ranghi ridotti, una situazione brutta e imbarazzante per tutto il movimento. Penso a Cappelletti che ho avuto come compagno a Siena, a Petrucelli, Rossato e tutti gli altri. Situazione spiacevole, oggi è arrivata una sentenza inevitabile: qualunque sia l'epilogo spero non faccia lo stesso rumore che c'è stato finora, qualcosa che non fa bene allo sport. Non mi interessano le dinamiche, ma le immagini trasmesse ovunque in queste ultime settimane sono abbastanza tristi. E' ora di voltare pagina”

Questa è una Virtus più forte e aggregata rispetto alle precedenti. “Rispetto al passato è diversa, è più giovane, con meno esperienza. Ha qualità diverse, non abbiamo i grandi fuoriclasse degli ultimi anni ma giocatori forti, giovani, vogliosi e atletici, di grande prospettiva futura. L'importante è stato creare subito amalgama e un vero spogliatoio, questo ci aiuterà nei momenti di difficoltà. E' una Virtus intrigante, questi giovani sono interessanti, stanno attirando l'attenzione di tutta Europa e dà lustro anche me giocare con loro”

In Eurolega cosa possiamo aspettarci? “Anni fa abbiamo vissuto una annata magica, poi ci furono inceppi nell'ingranaggio, infortuni, un periodo di flessione di chi stava tirando la carretta, pure io non recuperai mai da un problema al ginocchio. Tante cose che funzionarono per lunghi periodo, poi anche un calendario beffardo che ci tolse la magia precedente, aggiungo anche la stangata in Coppa Italia. Arrivammo nei playin, che la siamo giocata sbattendo poi sul muro di Baskonia dopo aver vinto contro l'Efes. Una torta senza ciliegina. Quest'anno siamo partiti bene, stagione promettente, in classifica la zona playoff non è lontanissima. Siamo competitivi, possiamo dirlo con umiltà ma sapendo che ce la possiamo giocare con chiunque, non abbiamo mai preso batoste e siamo stati in partita contro tutti, anche magari con rammarico come successo contro l'Olympiacos o l'Hapoel, o l'ultimo tiro contro la Stella Rossa, o contro il Barcellona o il Fenerbahce. Dobbiamo restare coerenti con il lavoro che stiamo facendo, perchè sta dando buoni risultati”

Un giudizio sugli alti e bassi di Edwards? “Le difese si concentrano molto su di lui, spesso fatica anche a ricevere il pallone, e sta a noi metterlo nelle condizioni di poter avere maggiori tiri puliti. E' normale poter avere cali di forma, c'è stato un infortunio da cui non ha ancora ripreso al meglio ma lui è un ragazzo orgoglioso, forse ha pure forzato i tempi di recupero. Era difficile potesse mantenere quelle performances, a volte al Paladozza pareva un alieno inarrestabile, ci sta che ora abbia una pausa. Noi dobbiamo togliergli qualche responsabilità in attacco”

Paolo Ronci santo subito, che ti venne a prendere assieme a Shengelia. “Quando ci furono i primi contatti a febbraio inoltrato, dopo l'inizio della guerra, parlai con lui e la prima cosa che mi disse fu che ero cresciuto accanto a casa sua, in via Medaglie d'oro a Forlì dove abitavo da piccolo. Nacque subito una connessione speciale, lui nel lavoro è uno squalo affamato, non si accontenta mai ed è sempre presente anche con i giocatori e lo staff”

Ivanovic? “All'inizio ero scettico, forse intimidito dalla sua figura e dal suo modo di lavorare. Piano piano ci siamo parlati, capiti, e ora lo apprezzo tantissimi. Un sergente di ferro che mette le cose in chiaro, che vuole allenamenti fatti in un certo modo, spreme molto la squadra forse a volte con metodi barbari, ma è una persona vera e quadrata. Mi piace molto, mi stimola andare in campo per lui. E per questo gruppo di giovani lui può fare solo bene”

Quest'anno si lavora con Ronci e senza Baraldi. “E' cambiato tanto come assetto societario. Baraldi ha fatto tanto per il club, ha ottenuto tanti successi, poi i cicli iniziano e finiscono. Era una persona tosta, a volte molto esigente a livello professionale, il cambio che c'è stato, con tutto il rispetto, ha alleggerito l'ambiente da certe dinamiche che portavano un po' di tensione nel club. Questo detto con il massimo rispetto per lui che mi ha voluto in Virtus. Quest'anno Paolo ha acquisito maggiori responsabilità, lo vedo sicuro di quello che fa, siamo in buone mani. Mi fido ciecamente di lui"

In questa stagione nessuno di voi sta deludendo. “Nonostante qualche svarione la squadra è sempre rimasta competitiva, non abbiamo mai alzato bandiera bianca nemmeno in situazioni di emergenza. E' un bene che tutti i miei compagni stiano performando, è la prova che la squadra è bilanciata e che tutti stiamo facendo un buon lavoro. A inizio anno c'era qualche piccola perplessità su Alston, lo vedevo sotto tono e sfiduciato, ora è tra i migliori tiratori in Europa e ha grandi margini di miglioramento. Abbiamo aspettato giocatori che all'inizio erano un pochino in ombra, e ora stanno venendo fuori. Morgan è una sentenza, tra quelli più in forma d'Europa, Akele è indispensabile, posso andare avanti con tutti. La prova è il terzo quarto contro Venezia, vero che l'abbiamo chiusa nel finale, ma il lavoro di tutti in quel periodo è stato incredibile. Avere risorse ovunque dimostra che siamo competitivi, ora cerchiamo di recuperare gli acciaccati, ma quest'anno non abbiamo mai preso imbarcate e chiunque è andato in campo ha cercato sempre di dare il massimo”

Ora la trasferta a Dubai. “Interessante, tosta. E' un viaggio lungo, dovremo adattarci al fuso orario. E' una opportunità, come in tutte le trasferte, e affrontiamo una squadra forte che anche all'andata ci ha dato filo da torcere. E' una nostra concorrente, a cavallo dei playoff, e la partita sarà fondamentale anche se non decisiva”

Un giudizio su Niang? “Lo vedo in campo così come è fuori. Posato, non parla tanto ma quando parla è piacevole sentirlo, molto educato e silenzioso. Uguale in campo, gioca la partita, finisce, guarda il tabellino, e pur essendo silenzioso nel modo di giocare ha dei flash come schiacciate o giocate sopra il ferro che ti sbalordiscono. Si sacrifica tanto, giocare in Eurolega con dei pariruolo non è semplice, ma lui è intelligente e sfrutta il suo fisico dinamico e versatilità. E ha ampi margini di miglioramento, con lui la Virtus ha trovato un grando acquisto in prospettiva futura, così come lo è Ferrari. E' bello vedere come un club che ha vinto tutti continui a puntare su italiani giovani”

Non tira mai da fuori. “Ha 21 anni, io alla mia età devo ancora imparare. E' un percorso dove c'è bisogno di crescere come fiducia, l'importante è che prenda tiri giusti quando è aperto. E i nostri allenatori lo aiuteranno. Basta che non gli entrino tarli in testa"

La Virtus migliore di questi anni? E chi l'avrebbe dovuta allenare? “Sulla carta, la prima Virtus, quella dell'Eurocup, era veramente forte e aveva tante opzioni e giocatori non ancora usurati dalla carta di identità. Non siamo arrivati in fondo perchè stanchi, ma anche Milano aveva un roster illegale. Scariolo ha fatto un buon lavoro con noi, nel modo quotidiano di stare in palestra. Sarebbe stato curioso vedere Ivanovic con Teodosic, magari non gli avrebbe fatto fare tutte le flessioni che fa fare a noi"

Ma il migliore degli allenatori? “L'ultimo, altrimenti non mi mette più in campo”

Allenerai? “Forse i giovani, non i grandi”.