FRASI CELEBRI

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

In questa pagina raccogliamo le frasi celebri che hanno contraddistinto la storia della Virtus; quelle affermazioni che sono spesso anche la fotografia del personaggio che le ha pronunciate, parole che si tramandano di generazione in generazione e che tornano fuori spesso quando due virtussini s'incontrano.

IO PUÒ

di Ezio Liporesi per Virtuspedia
 
 

1) VITTORIO DE SIMONI ed ERMENEGILDO DE LUIGI: "Vorremmo provare con la Palla al Cesto"

Fine anni '20 del secolo scorso. Con questa frase Vittorio ed Ermenegildo, in rappresentanza anche degli altri quattro ragazzi dell'atletica, Riccardo Chiaffarelli, Almo Padovani, Piero Grigioni e Gastone Colombo, si recano in Santa Lucia dal segretario generale Mario Negroni  a domandare un campo per cimentarsi nella nuova disciplina. L'episodio è ricordato anche nella bandiera che ritrae Vittorio De Simoni e che i boys sventolano in curva.

 

2) GELSOMINO GIROTTI: "Alla prossima azione, quando saremo all'altezza di quel signore, io ti passerò la palla, ma tu non prenderla"

Giugno del 1939, in una partita del torneo a Liegi in occasione dell'Exposition Internationale de l'Eau, un signore belga, inveiva contro i giocatori italiani, urlando continuamente "Macaronì". A un certo punto Gelsomino si rivolge al compagno Verardo Stivani con queste parole. Il malcapitato, poco dopo, viene colpito in pieno viso dalla pallonata scagliata da Girotti e accuratamente evitata da Stivani.

 

3) AMATO ANDALÒ: "E se viene il presidente della Repubblica a trovarmi dove lo faccio sedere"

Quando il derby aveva capienza illimitata, una volta in parterre mancò il posto per alcuni addetti ai lavori e allora si corse da Andalò a recuperare tutte le sedie disponibili e Amato pronunciò la celebre frase.

 

4) GIANLUIGI PORELLI: " “A Bologna appena uno sta per aprire la bottiglia di champagne si alza subito qualcuno, dal fondo, a dire che sa di tappo”

Frase pronunciata dall'avvocato a sottolineare il carattere oltremodo polemico e incontentabile del pubblico della Virtus.

 

5) KRESIMIR COSIC: "Caro Charly, per costruire le case ci vogliono i muratori e gli architetti; tu sei il muratore ed io il tuo architetto"

Così rispose Cosic a Caglieris che in allenamento gli aveva detto: "Kreso, sei bravo, ma sei 2.10; dai la palla a me, che sono 1.80, faccio il play e so palleggiare"

 

6) GIANLUIGI PORELLI: "Vorrà dire che il prossimo lo faremo durare di meno"

9 novembre 1980, 4 secondi al termine di Fortitudo - Virtus, punteggio di parità. Bertolotti segna due liberi per la F e le V nere pareggiano con Villalta, tra le proteste degli avversari che affermano essere trascorso più tempo di quello che era segnato sul cronometro all'inizio dell'azione. Ai supplementari la Virtus vince 100-102 (40 punti di McMillian), ma le polemiche non si placano e Porelli se ne esce con la frase citata.

 

7) AZA NIKOLIC: "Cosa ce lo ridi Francesco. Loro devono pensare che per la Virtus è normale venire a vincere qui'"

21 gennaio 1981, la Virtus vince per la prima volta a Madrid contro il grande Real, 88-91, conquistando la quarta vittoria consecutiva nel girone finale di Coppa dei Campioni e Nikolic si rivolge così al giovane Cantamessi, tra i protagonisti del successo, che festeggia esageratamente in mezzo al campo.

8) VALERIO BIANCHINI: "Sembra il miracolo di San Gennaro: ogni volta si scioglie il sangue, ogni volta si rinnova puntualmente il prodigio"

Playoff 1994: Brunamonti, partendo dalla panchina, è già stato decisivo in semifinale, ma si ripete in finale contro Pesaro e l'allenatore dei marchigiani fotografa così il timore che ha dell'entrata in campo del capitano delle V nere.

 

9) ANTOINE RIGAUDEAU: "La mia squadra ha vinto, io ho vinto"

Ospite a Basket Time Le Roi risponde così a Luca Corsolini che gli aveva fatto notare di non avere giocato benissimo quel giorno.

 

10) PERO SKANSI: "Sfidiamolo a tirare, vediamo se ha coraggio"

28 maggio 1998, gara 4 di finale, la Fortitudo conduce ed è vicina allo scudetto ma la Virtus non ci sta e allora Skansi mette Gay su Abbio e sfida Picchio al tiro con le parole sopracitate. Abbio fa 2 su 3 da tre, compresa la tripla del sorpasso e porta le V nere a gara 5.

 

11) PREDRAG DANILOVIC: "C'è chi può e chi non può, io può"

31 maggio 1998, l'ormai famosa gara 5 di finale. Danilovic segna l'ancora più celebre tiro da quattro e porta la Virtus al supplementare, per poi giocarlo in maniera sontuosa, un vero e proprio Danilovic in trance agonistica, trascinando i bianconeri allo scudetto. Negli spogliatoi pronuncerà la frase entrata nel mito.

 

12) ETTORE MESSINA: "Ce ne andiamo con un pareggio e un'incazzatura"

17 novembre 2001, una Virtus priva di Griffith, gioca un buon derby, sfiora la vittoria, ma perde 80-79 ed Ettore sintetizza così la gara.

 

13) ALESSANDRO RAMAGLI: "Son tutti bravi a far 13 al Totocalcio al lunedì"

1 febbraio 2017, nel giorno della sconfitta a Ravenna, Ramagli risponde così alle critiche.

 

14) ALBERTO BUCCI: "Essere campioni battendo avversari speciali non basta. Dovrai ogni giorno affrontare situazioni senza arbitri e con regole inesistenti. Ecco perché la cosa più importante è continuare ogni giorno a battere te stesso. Solo così sarai premiato dalla vita"

Frase rivolta da Alberto Bucci ai giovani della Virtus e presente negli spogliatoi del PalaDozza, alla Palestra Porelli e nella pagina Palmares del sito Virtus.

 

15) ALEKSANDAR DJORDJEVIC: "Sorriso sul volto e fuoco nel cuore"

2 maggio 2019, Djordjevic pronuncia questa frase alla vigilia della final four di Champions League, che vedrà la vittoria delle V nere. "Fuoco nel cuore" diventerà poi lo slogan della campagna abbonamenti della stagione successiva.