STAGIONE 2015/16

In piedi: Largo, Fedrigo, Cavicchi, Valli, Odom, Pittman, Cuccarolo, Fabiani, Mazzola, S. Fontecchio, Amato, Nobili, Marzocchi, Voltolini, Berti

In ginocchio: Oxilia, Gaddy, Ray, P. Williams, M. Vitali, Vercellino (foto tratta da www.virtus.it)

 

 

Obiettivo Lavoro Bologna

Serie A1:  16a su 16 (11-30) - retrocessa in A2

Play-off: non ammessa

Coppa Italia: non ammessa

 

N. nome ruolo anno cm naz note
1 Dexter Pittman C 1988 210 USA  
2  Simone Fabiani    A/C 1992 205 ITA  
3 Michele Vitali G 1991 194 ITA  
7 Roberto Vercellino A 1997 202 ITA  
8 Gino Cuccarolo C 1987 221 ITA  
9 Abdul Gaddy P/G 1992 190 USA  
11 Pendarvis Williams A 1991 198 USA fino all' 11/01/2016
11 Andre Collins P 1982 183 USA dal 29/02/2016
13 Simone Fontecchio A 1995 199 ITA  
14 Valerio Mazzola A/C 1988 205 ITA  
15 Tommaso Oxilia A 1998 198 ITA  
17 Kenny Hasbrouck G 1986 191 USA dal 22/01/2016
20 Courtney Fells G/A 1986 198 USA dal 20/11/2015 - fino al 16/02/2016
22 Lorenzo Penna P 1998 180 ITA  
24 Roderick Odom A 1991 206 USA  
25 Allan Ray G 1984 188 USA fino al 31/03/2016
  Andrea Graziani A 1998 193 ITA  
  Alessandro Pajola P 1999 194 ITA  
  Alessandro Ranocchi G 1998 186 ITA  
Solo amichevoli: Davide Varrone
             
  Giorgio Valli All     ITA  
  Davide Cavicchi Vice All     ITA  
  Cristian Fedrigo Vice All     ITA  
  Mattia Largo Vice All     ITA  

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Persi Hazell e White, due dei protagonisti della bella annata precedente, arrivano Pendarvis Williams, e Roderick Odom. Williams, cresciuto negli anni di high school alla Bodine High School di Philadelphia e quindi alla Hun School di Princeton, poi alla Norfolk State University. Nella stagione da junior, il grande salto: con gli Spartans è stato protagonista di una crescita esponenziale producendo nel 2013 una media di 14.3 punti e 4.3 rimbalzi a partita, venendo infine eletto Player of the Year e membro del quintetto ideale della Mid-Eastern Athletic Conference. Da rookie ha scelto immediatamente la strada del basket europeo, firmando per la Fortitudo Agrigento per la stagione 2014-2015. Odom, uscito da Vanderbilt University nel 2014 e la scorsa stagione già in Europa, nel campionato greco, con il Kaod Drama. Per il ruolo di pivot ci si affida a Dexter Pittman, vincitore di un anello con Miami, dopo le infelici esperienze con Gilchrist e Reddic. Confermati Gaddy e Ray. Nel reparto italiani, parte Imbrò, vengono promossi Oxilia e Vercellino dalle giovanili, ritorna Fabiani, che nelle giovanili Virtus ha vinto anche uno scudetto under 19 e vanta già 7 presenze con la Virtus senza punti all'attivo; nel precampionato si guadagna il dodicesimo posto a spese di Varrone e un altro gradito ritorno è quello di Michele Vitali, cresciuto in Virtus (compagno di Fabiani nello squadra che vinse lo scudetto under 19) e che ha già vestito la maglia bianconera in Serie A in 36 occasioni segnando 5 punti, con una presenza in Coppa Italia e una in Supercoppa. Confermati Mazzola, Fontecchio, Cuccarolo. Nella fase di avvicinamento al campionato la Virtus vince il 1° Trofeo Città di Rimini Memorial Paolo Gasponi. Dal 25 settembre 2011 non primeggiava in un quadrangolare, in quell'occasione il Trofeo Naturhouse di Ferrara; si aggiudica le prime sei gare di precampionato, poi ne vince solo due delle otto successive, anche perchè bersagliata da molti guai fisici.

Prima di campionato contro Venezia. La Virtus parte bene, dopo lo 0-3 iniziale, 11-8, poi, 14-10 ma al primo intervallo si va sul 14-20, dopo un parziale di 0-10, che diventa 0-12 a inizio secondo quarto, e da lì la Reyer controlla l'incontro, va anche sul più dieci, è sopra 31-38 al 20', 47-54 al 30', dopo che i bianconeri erano arrivati a soli due punti, 47-49,  nonostante un ottimo Pittman: alla fine 19 punti in 22' per lui, 7 su 10, 9 rimbalzi, 6 falli subiti, 2 stoppate e una giocata importante nell'ultimo quarto, nel quale le Vu nere provano a fare l'ultimo sforzo. Arrivano 56-61 proprio con un canestro più fallo antisportivo realizzato da Pittman, Fontecchio sfrutta il possesso dopo il libero e fa il 58-61; poi Ray (11 punti, ma 9 negli ultimi 10') trova due liberi per il 60-61 e, dopo vari errori da ambo le parti il capitano, in dubbio fino alla vigilia, segna la tripla del sorpasso, 63-61, sull'attacco della Reyer Vitali prende fallo su un blocco, poi due canestri da fuori di Fontecchio sul +2 nell'ultimo minuto e il suggello dei due liberi di Ray (arrivato a quota 45 liberi consecutivi messi a segno all'Unipol Arena; l'ultimo errore risale infatti al 15 febbraio scorso, quasi otto mesi fa, contro Cantù, quando sbagliò il primo tiro per poi segnare gli altri quattro; poi nessun libero tentato contro Pistoia, un 9/9 contro Brindisi, un 5/5 contro Varese, il 6/6 contro Pesaro, il 9/9 con Roma, il 3/3 contro Milano ai playoff e infine il 6/6 all'esordio stagionale nel campionato 2015/2016, contro Venezia appunto, nello stesso periodo il capitano Virtus ha un 27/31 fuori casa, il suo totale da quando indossa la canotta Virtus è di 124/135, con un sontuoso 91.9% in 32 partite giocate) tengono lontano i lagunari, finisce 69-65. In doppia cifra anche Fontecchio, davanti agli scout di Boston venuti a visionarlo, (4 su 13 ma canestri importanti nel finale con 6 punti nel break decisivo) e Gaddy con 10 punti. Odom segna 8 punti, con 2 triple importanti; Mazzola, 6 punti, e Vitali 3, ma i due danno un importante contributo difensivo nell'ultimo quarto. Williams segna solo 2 liberi, Cuccarolo in 4 minuti sbaglia due personali. Decisivo lo strappo di 12-0, dal 53-61 al 65-61 in un quarto finito 22-11 (29-3 la valutazione), con un 16-4 finale, che a pochi secondi dal termine era un 16-2. Nell'intervallo premiati gli under 14 campioni d'Italia 2015. A Brindisi senza Ray, la gara inizia in ritardo per problemi al cronometro. la Virtus parte bene, Pittman segna 8 dei primi 10 punti bianconeri per il 7-10, poi però si fermerà a 12 alla fine. Quando va a sedere i bolognesi subiscono un parziale di 9-3 e vanno sotto 16-13 al 10', con 5 punti di Williams oltre agli 8 di Pittman. Williams (18 alla fine) e Odom trovano il canestro e al 20' (dopo un'altra pausa per altri problemi al cronometro) Bologna è avanti 27-34, dopo essere stata anche a più 9. Williams con 13, Pittman e Odom con 8 segnano 29 dei 34 punti emiliani, completano i 4 di Fontecchio e il punto di Gaddy. Ripresa da dimenticare: un parziale di 19-5 porta i bianconeri da +7 a -7, i bolognesi reggono fino al 30', 47-55, poi subiscono un 26-7 negli ultimi 10' e vengono sconfitti 81-54, con un parziale di 54-20 negli ultimi due quarti. Contro Capo d'Orlando ancora fuori Ray, ma dall'altra parte manca Bowers. Brutta Virtus, subito 9-20 e il 12-20 del primo intervallo non è neanche male. Secondo quarto a strappi, Siciliani a +12, poi i bolognesi rientrano a meno 5, ma all'intervallo tra le due squadre c'è una voragine, 23-38. Inizia anche peggio il terzo quarto, le Vu nere sprofondano a meno 20, 23-43, poi Pittman, nonostante i liberi falliti, anima un 7-0, per il 43-30, l'Obiettivo Lavoro spreca alcune occasioni di avvicinarsi e al 30' si è sul 43-54. Williams e Pittman portano Bologna a meno 4 nell'ultimo periodo, ma ricomincia la serie di errori e gli uomini di Valli escono battuti 64-76.

A Pesaro rientra Ray, ma in condizioni non ottimali, finirà infatti con 3 su 18 al tiro, è in panchina solo per onor di firma Pitmann, infortunatosi in allenamento sbattendo il tallone nel cadere durante un esercizio di tiro. Primo quarto orrido, 23-7 e bolognesi che tirano con 3 su 10 da due e 0 su 9 da tre. Nel secondo quarto dopo i primi due punti locali del 25-7, un parziale di 0-13 riporta Bologna a meno 5, 25-20. Un'azione da tre punti di Mazzola porta le Vu nere al riposo sotto di due, 31-29, stavolta è Pesaro ad aver segnato solo 8 punti in 10' e i marchigiani hanno solo tre uomini a referto nei primi 20', Trevor, Semaj e Shaquielle (i tre alla fine avranno segnato 51 dei 68 punti della Consultinvest). Terzo quarto di nuovo a favore dei padroni di casa, che partono con un 11-0 e vanno sul 42-29, raggiungendo anche il +20 sul 52-32, con un parziale che diventa di 21-3. La reazione bianconera, uno 0-7 propiziato soprattutto da Odom porta i bolognesi a meno 13 all'ultima pausa, 52-39. Nell'ultimo quarto la Vuelle torna a +16, 57-41, la partita si incattivisce, Mazzola esce per falli, ma l'Obiettivo Lavoro prova a riavvicinarsi con le triple di Ray e Vitali, 64-56 al 38'; nonostante gli errori dei pesaresi, Bologna non riesce a far meglio che limare un po' lo scarto, 68-63 il finale. Virtus che perde tirando 19 su 70. Contro Caserta Ray è ancora fuori e Pittman entra in quintetto, ma non ha gli appoggi per giocare, nel secondo tempo entrerà solo per 2'15" nel terzo quarto. Caserta non sta meglio, è senza gli americani Siva e Jones e un terzo, Downs, lo perde quasi subito per una botta alla schiena. Campani sempre avanti, 15-22 al 10', di 13 nel secondo quarto e 32-38 all'intervallo. Nel terzo quarto la Juve torna a +11 sul 35-46, poi, con un parziale di 15-4 Bologna impatta a 50, di nuovo Caserta allunga e la Virtus impatta nuovamente a 57, ma senza riuscire a mettere il naso avanti. A meno di 5' dalla sirena la Virtus insegue ancora, 60-67, però con un altro parziale di 15-4 si porta avanti 71-67 con quattro liberi di Gaddy. Tripla di Amoroso, un solo libero di Gaddy, quindi pareggio di Hunt, che però sbaglia l'aggiuntivo. Fallisce la tripla Fontecchio e si va al supplementare. Prende 3 punti di vantaggio Bologna, ma nel finale è più cinica Caserta; trascinata da Cinciarini prevale 85-90. Per la Virtus buone cose di Fontecchio, 11 punti, Odom 16, Vitali, 5 punti e 5 palle recuperate, ma soprattutto ottimi Gaddy, 20 punti, 9 rimbalzi e 7 assist in 42 minuti, e Mazzola, tripla doppia, 25 punti, 11 rimbalzi, 10 falli subiti e 29 di valutazione. Male la Virtus ai liberi, 25 su 37, e da tre punti, 6 su 33. A Milano Pittman è ristabilito e la Virtus parte benissimo, 6-17 al 5' con 11 punti di Williams, ma poi subisce un parziale di 16-2 e alla prima pausa è sotto 22-19; i bianconeri cercano di limitare i danni nel secondo quarto, chiuso sul 46-37, dopo essere finiti a meno 16 sul 40-24 (parziale di 34-7 tra il 5' e il 15') e alimentano una reazione nel finale del terzo che termina 62-57 con un parziale di 0-7. Nell'ultimo periodo le Vu nere arrivano a meno uno sul 64-63 e sul 65-63 Pittman fallisce il tiro del pareggio, i bolognesi subiscono un altro violento parziale di 13-0, dal 64-63 al 77-63 e la gara si chiude con la sconfitta 87-72. 16 punti per Pittman, 13 Williams, 12 per Vitali e 10 di Odom, si ferma a 9 Gaddy, 5 li segnano Fontecchio e Mazzola e Cuccarolo realizza i primi due punti del suo campionato; minuti anche per Oxilia che tiene in difesa anche se forza un paio di volte in attacco. Quinta sconfitta consecutiva per gli uomini di Valli. Contro Sassari buon inizio di primo quarto, con Mazzola trascinatore che, segnando 8 punti, porta la Virtus sul 15-8 al 6', ma un parziale di 1-12 lancia i sardi al comando 16-20, prima dei due liberi di Fontecchio, che fissano il risultato dei primi 10' sul 18-20. Nel secondo periodo Bologna finisce a meno 6, torna avanti con un 8-0, ma poi i campioni d'Italia prendono 7 punti di vantaggio, 34-41; coi liberi, 2 su 2 Mazzola, 1 su 1 Fontecchio, i bolognesi vanno all'intervallo sul -4, 37-41. Un parziale di 9-2 a inizio terzo periodo (12-2 a cavallo dei due tempi) porta Obiettivo Lavoro sul +3, 46-43, poi Sassari controlla la restante parte del terzo quarto, chiuso sul 58-65. Un parziale di 6-0 a inizio degli ultimi 10' porta le Vu nere sul meno 1, 64-65, con un libero su due Odom impatta a quota 67, ancora pari a quota 69 con due liberi di Pittman (16 punti, 8 falli subiti, 5 rimbalzi, 8/9 ai liberi, 21 di valutazione, in 24 minuti), che poi però commette due falli ed esce per raggiunto limite. Gara in salita, Joe porta gli ospiti a +2, Gaddy (17 alla fine, 4 su 5 ai liberi, 5 su 8 da  due e 1 su 2 da tre) riporta Bologna avanti con canestro e fallo, tripla di Logan per il +2 sardo e nuovo gioco da tre punti, stavolta di Odom (24 punti, 1 su 3 nelle triple, 7 su 10 da due e ai liberi). Serie di errori, poi Williams mette un solo libero e porta la Virtus sul 76-74, Mazzola commette il suo quinto fallo a due secondi dalla sirena e Sassari pareggia con i liberi di Marquez. Supplementare da giocare senza Pittman e Mazzola. Apre Odom, pareggia Brian Sacchetti dalla lunetta, poi i padroni di casa piazzano un 8-0 con Williams, due liberi di Cuccarolo, Gaddy e Odom, Eyenga riporta i suoi a meno 6, poi Gaddy prende un fallo da Eyenga con espulsione, 3 liberi su 4 per Abdul e 89-80 con palla in mano. Sembra finita, ma Gaddy sbaglia la tripla, poi una serie di palle perse di Williams, Gaddy e Fontecchio, provocano un deleterio 0-7 e ci vuole la tripla di Vitali a 11" per non rischiare di perderla, finisce 92-87.

Viene inserito in squadra Courtney Fells, proveniente dal San Lorenzo in Argentina e con varie esperienze anche in Europa, al rientro di Ray è destinato a sostituire Williams, ma a Varese giocano entrambi. La Virtus disputa un buon primo quarto, al 6' proprio una tripla di Fells la porta sul +5, 11-16, poco dopo un'altra tripla a segno dell'americano ribadisce il +5, 18-23 e il tempo si chiude sul 23-26 con una schiacciata di Williams, unici due punti della sua gara. Nove punti per Pittman (8 nei primi 3', ma ne segnerà solo altri due a inizio secondo quarto) e 8 per Fells (1 su 1 da du e 2 su 3 da tre). Nel secondo periodo la zona varesina è indigesta per i bolognesi che subiscono un parziale di 29-10 e si va al riposo sul 52-36. Nel terzo quarto dopo il canestro della squadra di casa per il +18, Bologna piazza uno 0-12 di parziale, che diventa 4-19 per il 58-55, in questa fase 8 punti di Fontecchio, dopo i 5 del secondo quarto, ma saranno i suoi ultimi. Di nuovo a meno tre poco dopo, sul 61-58, con la quarta tripla di Fells (18 punti alla fine, migliore dei suoi, con 3 su 6 da due e 4 su 6 da tre e anche 6 rimbalzi), poi un parziale di 4-0 fa chiudere il terzo quarto sul 65-58 e uno di 5-0 all'inizio dell'ultimo periodo porta le squadre sul 70-58. Sul 72-60, nuova reazione bianconera, con un parziale di 0-6 si riavvicina sul 72-66, ma spreca un paio di occasioni per avvicinarsi ulteriormente e perde 82-75. Oltre ai citati Fells, Fontecchio e Pittman, in doppia cifra anche Mazzola con 12 punti e Odom con 11. Contro Avellino partenza sprint, 12-4 al 6', Fells porta la Virtus sul 15-6 con l'unica sua tripla (1 su 5 da tre e 1 su 6 da 2, ma prezioso come vice di Gaddy) e, dopo che i campani si erano riavvicinati sul 15-11 con uno 0-5, Vitali e Gaddy firmano il 19-11 al 10', unico canestro di Abdul in una serata da 1 su 9 ma con 5 assist, e proprio a inizio secondo quarto due suoi assist a Odom producono due canestri, una tripla e un'azione da tre punti, in mezzo un recupero di Vitali con schiacciata, mentre gli irpini segnano un solo libero, 27-12; cinque punti di Fontecchio, i suoi unici, con in mezzo un canestro di Pittman dilatano il vantaggio a 20 punti, 34-14. Gli ospiti reagiscono, arrivano sul meno 13, 42-29 e il tempo si chiude com'era iniziato, con una tripla di Odom, 45-31. Per Bologna 14 su 18 da due. Ripresa con subito un 7-0, 5 di Pittman e due liberi di Fells, su un antisportivo, per il massimo vantaggio, 52-31. Nuovo sussulto della Sidigas che produce un parziale 8-24 a cavallo dei due tempi e torna vicina, 60-55, dopo che il terzo quarto si era chiuso 60-51, e qui ci pensano Mazzola e Williams, canestro da sotto e schiacciata di Valerio, in mezzo Penny da vicino, 6-0 e 66-55; poi ci pensa Pittman, con 9 punti consecutivi, 3 schiacciate, un canestro da sotto e un libero aggiuntivo, a tenere lontani gli avversari, 75-62, Mazzola da mette la ciliegina sulla torta e si è 77-62, finisce 81-66. Pittman 20 punti, con 8 su 10 da 2, 4 su 6 ai liberi e 10 rimbalzi per un 25 di valutazione in 24', il migliore, poi Odom 14 punti, 2 su 5 da tre, 2 su 2 da due, 4 su 5 ai liberi e 20 di valutazione (16 nel primo tempo), Williams 13 punti 5 su 9 da due, 1 su 1 da tre e 6 rimbalzi, Mazzola, che ha giocato con infiltrazioni per una borsite al piede, 10 punti, 5 su 6 da due, 0 su 2 nelle triple e 9 rimbalzi, ma contano anche i 7 punti di Vitali e Fells e i 5 di Fontecchio e Gaddy, in una gara finita 81-66, in cui il predominio bianconero è scaturito soprattutto dalla supremazia in area e da una grande difesa, con molti canestri da sotto e la gara dei rimbalzi vinta 41-33. A Cremona si parte segnando poco, 4-3 al 4', poi la Virtus va avanti 5-9 con due piazzati di Gaddy, il migliore dei suoi con 23 punti (2 su 2 da tre, 7 su 10 da due e 3 su 4 ai liberi) e l'unico sufficiente nel primo tempo. La Vanoli piazza un 7-0 e passa avanti, ma con la zona Bologna riesce a chiudere il quarto sul 14-15, nonostante una schiacciata fallita da Fells sulla sirena. Nel secondo quarto Luca Vitali mette una tripla in faccia a Michele e sull'onda Cremona vola sul 31-20 con un parziale di 14-3. Pittman ha già 3 falli ma resta in campo perché in precedenza Cuccarolo non si è dimostrato all'altezza. Gaddy firma uno 0-6 da solo (17 per lui alla pausa), il rientrato Cuccarolo mette un gancio e all'intervallo è 35-30. Nel terzo quarto la difesa e l'asse Fontecchio-Mazzola con due triple producono un parziale favorevole di 0-6 per l'immediato sorpasso, segna anche Gaddy, poi ancora Mazzola con un'azione da 4 punti e Bologna è sul 37-43. Fontecchio e Gaddy firmano il +11 sul 39-50, con un parziale nel quarto di 4-20 e, contando anche la fine del secondo quarto, di 8-30. Cremona si mette a zona e Bologna si blocca poi nel finale sul +5,  Fells (1 su 11, 6 perse e -8 di valutazione) perde palla, fa fallo sulla schiacciata, Valli prende tecnico e tripla sulla sirena, 7 punti in un'azione e Virtus sotto di 2, 52-50 con un contro parziale di 15-2. Nell'ultimo quarto i padroni di casa con una tripla di Luca Vitali vanno sul più 9, 61-52, con un 9-2 di inizio quarto, ovvero un parziale a cavallo dei 2 quarti di 24-4. Pittman fa il quinto fallo su Luca Vitali e Fells comincia a segnare (4 punti) quando non conta più, finisce 73-63.

A Trento, contro un'altra capolista, La Virtus parte con cinque americani in quintetto, ma inizia male, 7-0 per i padroni di casa; Pittman comincia bene, come spesso gli capita, stavolta confeziona comunque un buon match con 19 punti e 11 rimbalzi, e con buone iniziative di Odom e Fontecchio al 10' Bologna è ancora vicina, 25-20. Nel secondo quarto, con i bolognesi spesso a zona, Trento vola con due triple di Flaccadori e i punti degli ex Poeta e Baldi Rossi, 40-30. Williams e Fells producono un parziale di 0-8 e all'intervallo il punteggio è di 39-42. A inizio terzo quarto il parziale di 0-6 lo firmano Gaddy e Pittman e gli emiliani passano a condurre 42-45, con un 2-15 a cavallo dei due tempi. Obiettivo lavoro finisce qui, Trento risponde con un 21-4 e passa avanti 63-49 ancora con Poeta e Baldi Rossi. Al 30' sul 63-52, si capisce già che la gara è andata, finisce 80-66. Fontecchio perde nettamente il confronto di prospetti con Flaccadori, Mazzola oltre alla solita borsite è menomato da un virus intestinale, ma soprattutto il problema del play è irrisolto: Gaddy segna 15 punti, ma gioca da solo e ha a suo carico anche cinque perse e zero assist; Fells, seppur limitato da un problema muscolare, impiegato da play, produce ancora una gara disastrosa, 1 su 9 e 6 perse, forse dovrebbe giocare solo da guardia. Valli, inevitabilmente nervoso, prende il secondo tecnico in due gare e gli italiani segnano solo 13 punti. Con la difesa la Virtus costringe Trento a 18 perse, ma, a sua volta perde 26 palloni e arriva alla quindicesima sconfitta in trasferta. Alla vigilia della gara casalinga contro Pistoia, terzo confronto consecutivo contro una capolista, s'infortuna in allenamento Williams, lesione tendinea alla rotula del ginocchio destro. I toscani sono allenati da Vincenzo Esposito, antico avversario di tanti derby, e seguiti da tantissimi tifosi. I Forever Boys ricordano Barlera con uno striscione nel sesto anniversario della scomparsa. L'inizio è a chi sbaglia di più, per 150 secondi non segna nessuno, poi fa gol da tre Fontecchio, che replica poi da due, imitato da Fells, 7-0; solo al 4' la Giorgio Tesi Group segna il primo punto, ma Bologna senza strafare va sul 10-1, poi si blocca e viene raggiunta con un parziale di 0-9 e il tempo si chiude sul 12-12. Nella ripresa partono forte i pistoiesi, che con un 0-6 allungano la striscia positiva a 2-17: 12-18. Fells e Vitali mettono due triple ma gli ospiti rispondono con la stessa moneta, 22-28. Allora ci pensano Fontecchio, con un canestro e due triple, e Pittman, con un canestro e due liberi, a riportare avanti i suoi, 34-33. Sul 34 pari Lorenzo Penna, prima gara in serie A e subito buttato nella mischia, prende fallo su rimbalzo d'attacco, ma sbaglia i due liberi a 3" dalla fine. In quel momento in campo oltre a lui ci sono Oxilia, Vitali, Fontecchio e Fabiani, quintetto proveniente tutto dal vivaio Virtus. Il terzo quarto comincia invece con i quattro mori più Fontecchio. Una tripla di Fells e un libero di Pittman portano la Virtus sul 40-36, ma la capolista reagisce e sorpassa, 43-48, con un parziale di 3-12. Due triple di Gaddy e Fells riportano avanti Bologna sul 49-48. Quando il quarto sembra chiudersi ancora in parità, 49-49 Pittman prende fallo e realizza i due liberi, 51-49, con in campo Penna, Oxilia, Fontecchio e Fabiani. L'ultimo quarto comincia con Gaddy, Fells, Vitali, Mazzola e Pittman. Dopo tre quarti di basse percentuali, 30%, nell'ultimo si passa al 70%, vengono anche commessi o fischiati molti meno falli, solo 7, alcuni da Pistoia volutamente negli ultimi secondi per fermare il cronometro. Con canestri di Pittman, Fells due (il secondo un'imperiosa schiacciata), Vitali, Gaddy e Fontecchio la Virtus va sul 63-55. Parziale di 0-5 di Pistoia e gara sul 63-60 e qui entra in partita Odom, finora solo due punti nel terzo quarto, firmando il 65-60 da sotto, Mazzola fa 67-62 sempre da vicino con l'unico canestro della sua gara; i toscani, con un'azione in cui la Virtus si lascia sfuggire due rimbalzi sotto il proprio tabellone e il pallone anche quando sembra già recuperato, si portano sul 67-64 e, dopo la rimessa sbagliata da Vitali, sul 67-66 con un tiro dall'arco pestando la linea, Fells fa da vicino 69-66 e, dopo la replica pistoiese, Odom realizza i due liberi del 71-68, Moore fa 71-70 e Odom segna la tripla liberatoria, 74-70. Dopo la schiacciata di Kirk, Gaddy realizza i liberi definitivi, 76-72. Importante successo con tutti che hanno messo il loro mattone: decisivo Odom nel finale; importante Fells, 17 punti, 8 rimbalzi, 4 falli subiti, migliore dei suoi e senza commettere danni in regia; sostanzioso Pittman, 12 punti e 10 rimbalzi anche se solo col 25% dal campo e il 60% dalla lunetta; produttivo in attacco Fontecchio con 15 punti, solidi in difesa Mazzola e Vitali, Michele anche con sprazzi offensivi, 7 punti, anche se col 30%, e tre assist; costante Gaddy, 14 punti e 3 assist. La Virtus vince, tirando col 37% da due, il 39% da tre e il 62,5% ai liberi, avendo Gaddy e Mazzola già con tre falli a metà secondo quarto, perché Pistoia ha il 58% da due, ma solo il 20% da tre e il 58% dalla lunetta. Tre giorni dopo, il 23 dicembre, contro Cantù è l'occasione, per ricordare Ravaglia, scomparso nella notte tra il 22 e il 23 dicembre di 15 anni fa; Chicco, cresciuto nella Virtus e che giocò con la maglia di Cantù, proprio la sera dell'incidente. I lombardi, che presentano l'ex Hasbrouck, dopo il 2-0 di Mazzola, partono meglio, 9-18, con Fells e Odom la Virtus si avvicina 17-20 e il quarto si chiude sul 17-22. Nel secondo quarto i bolognesi stanno in scia grazie ai falli subiti e ai tiri liberi guadagnati, Pittman fatica e all'intervallo, 38-42 dopo essere stati sotto anche 32-40, ha già subito 4 stoppate. Bologna parte con un 10-3 nel terzo quarto (16-5 contando anche la fine del secondo) e passa a condurre 48-45, grazie a Fells, Pittman, difesa e contropiede. Brianzoli di nuovo sopra 48-50, dopo un parziale di 0-5, poi 50-53, ma Mazzola segna la tripla del 59-53 coronando un parziale di 9-0, e i sei punti di vantaggio ci sono anche alla fine del terzo periodo, 61-55. Cantù parte forte nell'ultimo quarto e con un 2-8 pareggia a quota 63, poi sorpassa 65-66, ultimo vantaggio esterno, grazie a tre liberi di Hodge. Gaddy sorpassa, Pittman segna per due volte consecutive il +3 in gancio e Fells con una tripla porta i bianconeri sul 74-68, riduce il divario Hodge dall'arco, ma Mazzola fa una gran cosa e porta le Vu nere sul 76-71 ed è solo l'inizio di un parziale di 7-0 che porta gli uomini di Valli sull'81-71 con Fells e una tripla di Fontecchio. A 25" Cantù torna a meno 4, ma due liberi di Vitali tolgono ogni patema, finisce 88-75. Seconda fondamentale vittoria casalinga che fa trascorrere il natale con 4 punti di vantaggio su Torino, prossima avversaria. Primo tempo di Odom, 16 punti e 5 falli subiti, ma decisivi nell'ultima frazione Fells, 16 punti e 5 assist, e Pittman, 19 punti e 6 rimbalzi; da segnalare anche 12 punti e 6 rimbalzi di Mazzola, 9 punti e 4 assist di Gaddy, col canestro del sorpasso sull'unico vantaggio canturino dell'ultimo quarto, una buona gara in attacco e in difesa di Fontecchio con 9 punti, anche se 5 perse e anche 7 minuti di Cuccarolo per fare rifiatare Pittman.

A Torino Bologna comanda per 35 minuti ma esce sconfitta allo sprint: gran primo quarto della Virtus che con Fontecchio su Dyson e Pittman su Mancinelli va sul 6-15, poi sull'8-19, entra anche Oxilia che segna un libero e sulla sirena del primo quarto Fontecchio, 10 punti in 109 minuti, porta i suoi sul 12-26. Nel secondo c'è la reazione dei padroni di casa che tornano in corsa con un parziale di 7-0, che poi diventa un 20-9 nel periodo e di quei nove sette sono di Vitali, gli altri due di Gaddy; all'intervallo si va sul 32-35. Nel terzo quarto Torino si avvicina a una sola lunghezza, ma i bolognesi rispondono con un 1-7 di Pittman e Odom (rispettivamente 5 e 7 punti, ovvero tutto il bottino bolognese, in questo avvio di quarto) e vanno sul 40-47, poi Fontecchio mette la tripla del 42-50 e il tempo si chiude sul 48-54. Nell'ultimo periodo le Vu nere resistono fino al 53-59, tripla di Vitali dopo aver preso rimbalzo d'attacco e fallo, poi con un parziale di 9-2 i piemontesi sorpassano 62-61. Torino va sul +3, ma due triple, di Fells e Fontecchio riportano avanti gli emiliani sul 66-67 e Fells nella stessa azione sbaglia due volte la tripla del +4, così Torino con un 5-0 sembra chiudere i conti: 71-67. Un libero di Pittman e una schiacciata di Fells ridanno speranza ai bolognesi, che hanno anche la palla per vincere sul 71-70: Fells prende il rimbalzo in difesa a 18" dalla fine, potrebbe organizzare un attacco, invece parte puntando il canestro e venendo stoppato a 10" dalla sirena. Dopo solo 4 liberi per la Manital che vince 75-70, anche perché a 5" Fontecchio sbaglia la tripla del pareggio. Bene Fontecchio, 18 punti con 4 su 7 da tre e 3 su 5 da due, Pittman, 15 punti con 5 su 7 dal campo e 5 su 8 ai liberi, ma solo 22 minuti giocati, Vitali 12 punti con 2 su 3 sia da due che da tre punti, 2 su 2 dalla lunetta e 6 rimbalzi. Odom ha avuto solo lo sprazzo a inizio terzo quarto, male Fells, 3 su 15, 4 palle perse e deleterio nel finale, non bene Gaddy, 2 su 9 al tiro e 4 perse, anche se 7 assist, 5 rimbalzi e 36 minuti in campo. Anonime le cifre di Mazzola, 1 su 3 da due, 1 su 1 da tre, per 5 punti totali, ma con lui in campo, purtroppo solo 17 minuti a causa dei 5 falli, plus minus di +15. Contro Reggio Emila, un'altra capolista, nella prima partita del 2016, anticipo domenicale alle 12, Bologna tiene a secco la Grissin Bon per tre minuti e mezzo, ma ne spreme solo un 5-0, tripla Fontecchio e canestro di Pittman, però su quel vantaggio regge il primo quarto stando sempre davanti fino al 22-19 del 10' firmato da Gaddy. Al 14' Pittman schiaccia il 26-23, poi un parziale di 0-6 porta avanti gli ospiti 26-29 e la Virtus non prenderà più il comando; c'è solo un effimero pareggio a quota 36, con due liberi di Pittman, dopo che  all'intervallo si è andati sul 34-36, e prima che i reggiani tentino la fuga, 36-41, con uno 0-5.  Gaddy e Pittman da sotto ricuciono, 40-41, poi un parziale di 10-31 porta il punteggio sul 50-72, dopo che il terzo quarto si era chiuso sul 48-60. Un indomabile Vitali non si arrende, ma serve solo per ridurre il divario, finisce 67-77. Da salvare Pittman, 24 punti, 9 su 12 da due, 6 su 8 ai liberi e 8 rimbalzi, la generosità di Vitali, 13 punti; 13 anche quelli di Gaddy, ma in una partita con molte ombre. Impalpabile Fells, 2 punti e solo 20 minuti in campo per problemi di falli (ma unico con plus minus positivo, +1, a parte Fabiani che ha giocato un minuto e ha un +2). A Venezia i padroni partono forte, molto precisi da tre e volano 18-8, mentre la Virtus si affida a Pittman.  Soprattutto grazie a Odom, i bolognesi arrivano a meno 1 e chiudono sotto 23-19. Nel secondo quarto Bologna subisce un 18-9, pagando dalla lunetta uno 0 su 4 di Cuccarolo e un 2 su 4 di Pittman: 41-28 dell'intervallo. L'inizio della ripresa, però, è tutto bianconero, 0-8 con due triple, che diventa 4-18 col sorpasso firmato da Mazzola, 45-46, poco dopo con una tripla di Fontecchio si è sul 47-49, poi uno 0-5 tutto firmato Vitali, porta Bologna sul 49-54, completando un parziale di 8-26. Il periodo termina 51-54. Parte forte la Reyer nell'ultimo quarto e si riporta avanti 55-54, con un parziale di 4-0 (6-0 col paniere di fine terzo quarto). Risponde con uno 0-7 la Virtus, con due canestri di Mazzola e in mezzo un gioco da tre punti di Pittman, 55-61, mentre Ortner sbaglia due liberi. Con 4 liberi, e due li getta Owens, i veneti tornano sul 59-61, mentre Mazzola esce per 5 falli, ma Vitali li respinge indietro con una tripla, 59-64. Gioco da tre punti di Green e 62-64. Torna a segnare Odom, 62-66; Owens fa 1 su 2 ai liberi, Vitali sbaglia la tripla, che invece realizza Ress, 66-66, poi Green sorpassa dalla lunetta, 68-66, Tripla di Odom, 68-69, i bianconeri si lasciano sfuggire due rimbalzi sotto il proprio tabellone e Ress fa 1 su 2 ai liberi, sul quinto fallo di Odom allo scadere dei 24". Stoppato Fontecchio, sbaglia Fells, che poi commette il quinto fallo. Quattro liberi di Goss e Green fissano il punteggio sul 73-69. Bologna che aveva 10 giocatori, con Penna che gioca un solo minuto e Pajola non entrato, ne perde tre per falli e chiude con Cuccarolo, Fontecchio, Gaddy, Pittman e Vitali. Venezia, dal 55-61 segna 13 liberi (su 17), dei 18 punti finali, 21 liberi tirati nell'ultimo quarto contro uno della Virtus, e la porta a casa. Sedici punti per Odom e Vitali, 12 Pittman con 10 rimbalzi, 9 punti e 8 rimbalzi Mazzola. Negativo Fells, 2 punti, 1 su 7 al tiro, 5 falli, 4 perse e il canestro sbagliato sul 69-69 a 50" dalla fine.

Arriva Brindisi nel giorno in cui viene consegnata la borsa di studio dedicata a Gigi e Paola Porelli da parte del presidente FIP Gianni Petrucci, dal prorettore dell’Università di Bologna e dal presidente dell’associazione intitolata ai coniugi Porelli Massimo Zanetti, oltre che da Daniele Fornaciari per la Virtus. La Virtus parte bene, con buone cose di Fontecchio e Vitali, prezioso anche in difesa su Banks. Hasbrouck si presenta con una tripla, ed si è 14-6. Fells firma il +13 (19-6). Alla prima pausa il punteggio è 22-14. Brindisi prova a recuperare, Hasbrouck viene stoppato e commette il terzo fallo di frustrazione. La Virtus mantiene sempre un cuscinetto di sicurezza, anche perché gli italiani, a turno Vitali, Mazzola e Fontecchio sono sempre pericolosi, e grazie a una difesa davvero efficace il vantaggio bianconero torna in doppia cifra (41-30). A metà il punteggio è 46-36, con tripla sulla sirena di Odom. Si riprende e la Virtus vola a +16 (54-38, poi 56-40) ancora con le triple di Fontecchio e Vitali, e con una circolazione veramente perfetta. Brindisi torna a -9, anche perché Cuccarolo aggiunge altri danni a quelli del primo tempo. L’attacco delle Vu Nere si pianta, e al 30′ il punteggio è 59-52. Ultimo quarto: Dexter Pittman dà ossigeno ai suoi con un paio di canestri, 63-54. Non basta però, perché ora Brindisi trova sempre punti facili e al 35′ completa la rimonta con gioco da tre punti di Banks per il 63 pari, con un parziale di 0-9 e di 7-23. Risponde Gaddy, e di là Banks grazia la Virtus sbagliando parecchi tiri liberi. Adesso la palla pesa tanto, ed è Michele Vitali a salire in cattedra con una difesa strepitosa e quattro liberi di importanza cruciale. A meno di 3′ Gaddy firma il nuovo +4 (71-67), ma Scott fa un incredibile canestro e fallo, e converte il libero. Kadji però fa un antisportivo folle aggrappandosi a Mazzola a rimbalzo, e sono due liberi di Mazzola, a cui risponde subito Reynolds. Vitali la perde, e a 1’29 Scott sorpassa (73-74). Fontecchio sbaglia, ma Pittman corregge per il 75-74. Ultimo minuto, e Reynolds si fa stoppare il tiro, Mazzola sbaglia la tripla, e anche Kadji. A 11” fallo su Pittman che segna solo il primo. A quattro secondi, quinto fallo di Vitali su Banks: 2/2 e 76 pari. Gaddy va per la vittoria, ma è ferro. Overtime. Nel supplementare segnano Gaddy, Scott da tre (vantaggio esterno) e Mazzola, poi molti errori. Pittman a 1’30 mette il +3, poi fa il quinto fallo. Gagic dalla lunetta firma il -1, ma risponde subito Fells (84-81). Mazzola stoppa Gagic, di là capita di tutto ma prima Fontecchio poi Gaddy non riescono a concretizzare. A 21” comincia la roulette dei falli tattici. Banks fa 2/2, Fells invece ne sbaglia uno e Gagic sulla sirena mette il nuovo pareggio, 85-85, secondo supplementare. Mazzola fa due canestri, il secondo per caso, di spalla. Brindisi però non molla con Banks. La Virtus si affida a Fells e Gaddy. A 1’52 Gagic sbaglia un libero, ma Odom la perde e Reynolds fa canestro con fallo e sorpassa (93-94). Fells sbaglia, ma anche Kadji. A 33” Fells mette la tripla del 96-94. Banks sbaglia, ma il rimbalzo è di Brindisi che segna con Reynolds. E così si va al terzo overtime. Valli toglie Fontecchio e mette Hasbrouck, che è decisivo: assist per Odom, recupero e volata in contropiede e poi i liberi del +6 (104-98). Brindisi non si arrende, ma Fells e Mazzola mettono i canestri decisivi. Finisce 115-109. Fells 23 punti in 32 minuti (7 nel primo quarto, due nel secondo, poi tutti i restanti 14 nei supplementari), 4 rimbalzi, 4 assist e 22 di valutazione, Mazzola 18 punti, di cui 8 nell'overtime, 7 su 9 da 2 e 4 su 4 ai liberi (anche se 0 su 4 da tre) 8 rimbalzi, 6 falli subiti, 22 di valutazione in 45 minuti con un plus/minus di 24 (ovvero meno 18 Virtus nei suoi 10 minuti in panca), Vitali 17 punti in 30 minuti (1 su 1 da due, 3 su 6 da tre e 6 su 6 ai liberi) e un plus minus di 13, Pittman 13 punti e 8 rimbalzi in 25 minuti, Fontecchio 13 punti e 6 rimbalzi in 42 minuti, Gaddy 11 punti in 40 minuti (4 nel tempo aggiuntivo) e anche 6 rimbalzi, Hasbrouck 11 punti in 18 minuti (8 nei 5'30" di supplementare, decisivo nei 5 minuti dell'ultimo overtime), Odom 9 punti e 7 rimbalzi in 32 minuti. Alla fine meritata vittoria Virtus, che sta avanti praticamente sempre (solo 3 vantaggi di un punto di Brindisi, verso la fine dei 40 minuti, all'inizio del primo overtime e verso la fine del secondo), ma tanto sofferta quanto importante, vinta cinque volte, da +16 nel terzo quarto, vanificato da un quarto quarto caratterizzato da scelte folli (1/14 nei primi 7 minuti, con l’unica realizzazione che è stato l’unico tiro preso entro i 3 metri di distanza dal canestro); il finale dei 40 minuti e i primi due supplementari poi sono stata l’esatta fotocopia, con la Virtus in fuga ma che ha sempre trovato il modo di impiccarsi da sola, finché l’Enel stremata non si è arresa nell’ ultimo prolungamento.

A Capo d'Orlando, il primo febbraio, dove la Virtus vinse esattamente un anno prima l'ultima gara in trasferta, comincia malissimo: con in campo Gaddy, Pittman, Vitali, Mazzola e Fontecchio, si passa dal 5-4 al 16-4 con un parziale di 11-0. Escono i tre italiani, entrano Fells, Hasbrouck e Odom e un 2-7 frena l'emorragia, 18-11. Sul 24-14, i padroni di casa hanno 4 su 4 nel tiro pesante. Il primo quarto termina 29-16. Nel secondo quarto Bologna sprofonda a meno 18, 47-29, nonostante 8 punti di Odom (sui tredici delle Vu nere nel quarto), che già ne aveva segnati 4 nella seconda metà del primo quarto; pesano, però,  un antisportivo a Vitali, per aver toccato il pallone prima di una rimessa, un autocanestro di Fells, che commette anche fallo su un tiro da tre di Laquintana. Gli ospiti recuperano qualcosa nel terzo, 59-46, dopo essere arrivata anche a meno 9 palla in mano. Nell'ultimo periodo i bolognesi finiscono anche a meno 31 poco prima dell'89-62 finale. In doppia cifra solo Odom, 14 punti, e Pittman, 11. Diciottesima sconfitta consecutiva in trasferta per Valli (alcune scelte inspiegabili, tolto Gaddy dopo un gioco da tre punti e tolto Odom che stava segnando in striscia) e la sua Virtus. Contro Pesaro si gioca di martedì perché l'Unipol Arena era prima impegnata con la convention dei parrucchieri. Primo quarto di Pesaro, 14-21, nonostante una tripla del rientrante Ray e un 7-0 propiziato in gran parte da Fontecchio che riduce un 4-14 in 11-14. Poi la Virtus riesce a scuotersi e nel secondo quarto sorpassa per la prima volta nel finale, tripla di Mazzola del 40-38, che fa seguito a una di Vitali, e il tempo finisce 43-40. Sul massimo vantaggio Bologna, 47-42, parziale pesarese di 0-11 e sul 47-53 due liberi sbagliati da Lacey, da cui la Virtus trova la forza per piazzare un 7-0 e torna avanti 54-53, grazie anche a due tecnici a Daye e Lydeka (che fa fallo a rimbalzo, poi fallo intenzionale e tecnico); Pesaro di nuovo avanti 54-59, ma i bianconeri hanno lo sprint, lanciato da un tiro pesante di Fontecchio, per chiudere il quarto avanti 61-60, canestro di Odom. Le Vu nere aprono l'ultimo periodo, Cuccarolo in campo (una stoppata su Daye per lui), con un 5-0, tap-in di Odom e tripla di Fontecchio, 66-60, e con le maglie della difesa chiuse volano sul 75-64, tripla di Gaddy, Odom da due e due entrate di Gaddy, con un parziale di 21-5 a cavallo dell'ultimo intervallo. Mancano 2'10", quando sembra ribaltato anche il meno 5 dell'andata, i marchigiani chiudono con un 4-11: i bianconeri sono ancora a + 10 (77-67, canestro su rimbalzo d'attacco di Pittman) a un minuto dalla fine, ma Pesaro rientra a meno 5, due liberi di Gaddy per il +7. Deleterio finale di Hasbrouck, che sul +7 perde palla, commette fallo sul canestro di Lacey, concedendo il libero del meno 4, poi si addormenta quando dovrebbe scoccare l'ultimo tiro. finisce 79-75 per la Virtus, ma il doppio confronto è appannaggio degli ospiti. Gaddy 18 punti, Fontecchio 15, Hasbrouck e Odom 11. 20 su 31 da due (65%) e 8 su 32 da tre (25%), quindi più tiri dall'arco per le V nere che tiri da due punti. Daye ben contenuto da Fontecchio, Mazzola e Odom. Per Caserta si recupera all'ultimo momento Pittman. Primo quarto in cui i campani provano a scappare, 12-6 ma la Virtus recupera, 12-14 con uno 0-8 e quattro triple nei primi 6'; al primo intervallo 24-21. Il secondo periodo inizia con grande equilibrio, i bolognesi passano a condurre 28-29 al 17', ma nel finale subiscno un parziale di 10-2, 38-31 poco prima della pausa lunga, alla quale si va sul 40-33. Il terzo quarto inizia con uno 0-7 che diventa un 2-12 per il 42-45, poi non si segna più, in 4 minuti 1-1, liberi di Cinciarini e Fontecchio, che però segna poi un canestro da due e Odom da tre, 45-51, Siva fissa al 30' il punteggio sul 47-51, 7-18 il parziale del terzo quarto. Due canestri di Odom tengono Bologna a +4, nonostante due liberi falliti da Pittman. Caserta arriva a meno uno con un'azione da tre punti, poi Gaddy e una tripla di Mazzola per il 56-60, ma i padroni di casa tornano in parità a quota 61, perchè sul 60-58 Pittman fa uno su due ai liberi, sbagliando anche sul rimbalzo d'attacco e Downs mette la tripla. Odom e Pittman riportano i bolognesi a +4, 61-65, poi Caserta piazza un 8-0 negli ultimi due minuti e vince 69-65, con Bologna che perde due palloni vitali sul +1 nell'ultimo minuto, passaggio di Fontecchio agli avversari, passi di Ray, poi sul meno due, stoppata subita da Vitali. Rimbalzi dominati 25-49, ma 3 su 9 ai liberi (2 su 7 Pittman) e 24 palle perse condannano i bolognesi. Non bastano la grande prova di Odom, 18 punti e 14 rimbalzi e la buona partita di Mazzola, 10 punti e 10 rimbalzi, purtroppo fuori per falli nel finale. Per Ray 0 su 4 e 5 perse.

Sosta per la Final Eight di Coppa Italia; viene rescisso il contratto con Fells, ma subito dopo s'infortuna all'altro ginocchio Ray. Alla vigilia della sfida con Milano viene annunciato il nuovo presidente, Alberto Bucci, già chiamato tre volte in Virtus come allenatore, nel secondo periodo fece anche il presidente, nel 1996. Contro l'Armani partenza a razzo dei bolognesi che con un parziale di 9-0 si portano su un 11-2, frutto di 4 punti a testa di Pittman e Mazzola e tre di Fontecchio. Milano rientra, ma comunque la Virtus lotta e a 20" dal termine del primo quarto è sul +2, 25-23. I lombardi pareggiano con due liberi, rubano palla a Odom che parte in palleggio, monetizzano con un'azione da tre punti su fallo dello stesso americano, poi Vitali passa un missile a Fontecchio che non controlla, rimessa ospite e tripla, 0-8 in un quarto di minuto, 25-31. Qui praticamente si chiude la gara, i milanesi superano presto la doppia cifra di vantaggio e la Virtus si regge solo su Pittman, che a metà terzo quarto ha segnato 21 (saranno 26 alla fine, con 11 rimbalzi, 10 falli subiti e 39 di valutazione) dei 42 punti bolognesi ed è l'unico in doppia cifra; perché un altro bianconero ci arrivi  occorre aspettare il primo canestro dell'ultimo periodo, una tripla di Vitali, che fa seguito ad altri due tiri pesanti di Odom e Mazzola nel quarto precedente e precede un altro canestro di Odom, per un 11-0 che riporta Bologna dal -25 del 50-75 (erano stati anche 26 sul 47-73) a meno 14, 75-61. I bolognesi arrivano anche a meno 11, ma l'Olimpia controlla e vince 85-101, tirando con oltre il 62% da tre punti. A sostituire Ray arriva in bianconero Collins, anche per lui un ritorno. A Sassari la Virtus parte forte con Pittman e Odom: canestro e addizionale per Dexter due volte, con in mezzo una tripla di Roderick, schiacciata di Pittman e, dopo un'altra tripla di Odom, un'altro canestro del pivot, in doppia cifra dopo tre minuti, 9-16, ma un 10-0 locale ribalta il risultato, 19-16. Bologna resiste con le triple di Hasbrouck e Mazzola e così all'intervallo sono sempre due le lunghezze da recuperare per le Vu nere. Nel secondo quarto buona gestione di Collins, che però commette il terzo fallo. Nel finale Gaddy si fa stoppare e il fallo sul contropiede costa il meno 5 di metà gara, 45-40, massimo svantaggio. Nel terzo quarto sardi a +11, però uno 0-12 bolognese, con una schiacciata di Odom e due triple di Collins con in mezzo una tripla di Hasbrouck, riporta gli emiliani avanti 62-63 e all'ultima pausa gli uomini di Valli sono ancora avanti grazie a una tripla di Fontecchio, 65-67. Collins segna da sotto e da fuori e porta i suoi a +8, 68-76. Un po' di errori da ambo le parti, con la Virtus che potrebbe sferrare il colpo del ko, ma Mitchell riporta la Dinamo a meno 6, risponde Odom per il 70-78. Parziale di 8-0 del Banco di Sardegna che pareggia con una tripla di Mitchell, dopo una persa sulla rimessa da Gaddy, che si fa perdonare con un tiro oltre l'arco, 78-81, un solo libero di Mitchell, poi un canestro di Hasbrouck per il 79-83. Sei liberi su sei di Collins portano Bologna sull'83-89, con 11 punti filati dei tre playmaker, prima dei liberi finali di Mazzola, 85-91. Dopo 399 giorni la Virtus torna alla vittoria in trasferta. Tutti hanno messo un mattone, 19 punti di Collins (in 22 minuti), con il 50% da due e da tre e il 100% ai liberi, con anche 7 assist, 3 rimbalzi e 25 di valutazione, 16 punti di Pittman, 11 di Odom, Fontecchio e Vitali, 8 di Hasbrouck e Mazzola, 7 di Gaddy, con 7 degli 8 protagonisti (Pajola non entrato e Cuccarolo solo un minuto in campo) a produrre il 12 su 27 nel tiro pesante. Importante anche la zona che ha bloccato Sassari. Dopo l'amichevole infrasettimanale, vinta contro Ferrara, c'è da affrontare Varese con indisponibile Vitali, per un attacco di gastroenterite. Inizio equilibrato, poi sul 12-12 un parziale di 0-7 fa scappare Varese, ma i locali rispondono con un 6-0 targato Gaddy, Pittman e Odom: 18-19 alla prima pausa. Il parziale si dilata a 14-0 nel secondo quarto con ancora Dexter, poi triple di Gaddy e Collins, 26-19. Gli ospiti rientrano con un altro 0-6, poi 7 punti di Mazzola, poi 4 di Fontecchio mandano le squadre al riposo sul 37-29. 11 su 20 da due e 5 su 14 da tre per le Vu nere che non sono mai andate in lunetta. Il terzo quarto si apre con due minuti di errori da entrambe le parti, poi Kuksiks mette una tripla, ma la Virtus regge grazie a 7 punti di Pittman, 44-37. Fontecchio e Kuksiks prendono un doppio tecnico, ma intanto la Virtus continua a difendere forte e una tripla di Hasbrouck la lancia sul +12, 51-39; i varesini tornano a meno 4, 55-51 e il quarto si chiude sul 57-51 con due liberi di Collins a 1"77 e un gancio da 15 metri a bersaglio di Penna, sull'intercetto della rimessa lunga, è reso vano dalla sirena che suona un attimo prima dello scoccare del tiro; per Lorenzo ancora rinviato l'appuntamento con i primi punti in serie A. In questa frazione, al quarto fallo di Fontecchio, Valli ha anche provato i tre lunghi in campo, Cuccarolo, Mazzola e Odom. Mazzola da due, poi da tre per il 62-51, con un 7-0 a cavallo dell'ultima pausa. Dopo un paio di canestri di Campani, Hasbrouck segna dall'arco il +10, 65-55, poi commette il quarto fallo, protesta e prende il quinto con un tecnico. Con un 1-6 la Virtus vede gli avversari di nuovo vicini, 66-61, Pittman fa 68, Collins monetizza un tecnico segnando il libero, poi Gaddy da sotto e Collins dalla lunetta su un antisportivo fanno 73-63; dopo si gioca per la differenza canestri, anche se i bolognesi, tra palle perse, rimesse sbagliate ed errori dalla lunetta, fanno di tutto per complicarsi la vita, ma Varese non ne approfitta: vince 76-67 Bologna, che ribalta anche il doppio confronto con i lombardi, vittoriosi all'andata di 7, li raggiunge in classifica in un gruppo di 5 squadre, con anche Pesaro, Caserta e Capo d'Orlando, con quest'ultima vittoriosa su Torino, che rimane staccata di sei punti. Ottimo Gaddy con 19 punti, 6 rimbalzi e, facendosi perdonare tre liberi sbagliati nel finale, 1 su 2 e 0 su 2, anche il canestro del +9 che spariglia, a favore dei bianconeri, la differenza canestri. Collins non è premiato dai numeri, 8 punti, 1 su 10 al tiro, un solo assist, ma fa girare la squadra, difende forte e recupera un pallone nel finale. Pittman, 13 punti decisivo nella ripresa, dopo un primo tempo opaco, Cuccarolo, molti minuti, e un plus minus di 11, il migliore dei bolognesi. Imprescindibile Mazzola, 14 punti, 7 rimbalzi e una super difesa. Hasbrouck, 10 punti, tira male, 4 su 12, ma realizza due triple importanti nel momento della fuga. Impalpabile Odom. Buon apporto di Fontecchio, soprattutto nella prima parte della gara, nella quale segna tutti i suoi 9 punti.

Ad Avellino le sufficienze sono poche, Pittman 21 punti e 11 rimbalzi, Vitali 12 punti, con un buon secondo tempo dopo un primo abulico, Collins, con 11 punti e 5 assist, 10 punti e 6 rimbalzi di Hasbrouck, dopo un brutto primo tempo, e 8 di Odom Valutazioni negative per Gaddy, Cuccarolo, Fontechio e Mazzola, 12 punti in quattro. Virtus sempre sotto, più volte a meno 14, ma capace sempre di stare in gara. Scappa subito Avellino, ma Pittman, 8 punti nel quarto, tiene Bologna a meno 4 alla prima pausa, 23-19. Virtus a secco per 5 minuti e campani che piazzano un 7-0 per il 30-19. A metà gara 45-35. Nel terzo quarto lo Scandone vola a +14, sul 51-37 e chiude il periodo sul 61-50, per poi tornare a +14 a inizio ultimo quarto. Uno 0-11, con tripla di Vitali, due canestri di Pittman, il secondo con aggiuntivo e un'altra tripla di Collins, riavvicina le V nere. La Sidigas riparte, Bologna torna un paio di volte a meno 5, ma esce sconfitta 82-74. Contro Cremona, priva di Luca Vitali, parte forte la Virtus, 13-4 con buon inizio di Hasbrouck, poi però, anche a causa di qualche libero sbagliato di Pittman e Collins, al 10' solo +3 per i bianconeri, 16-13. Con la difesa e un parziale di 13-2 le Vu nere volano sul +13, 33-20. I lombardi si rimettono in gara con uno 0-9, ma nel finale, con una tripla di Gaddy e un canestro sulla sirena di Gaddy, i bolognesi chiudono il primo tempo 38-29. Nel terzo quarto, anche grazie a due triple di Turner, gli ospiti arrivano a meno 3, 43-40, Bologna regge e una tripla di Vitali sulla sirena porta i padroni di casa sul 55-48 all'ultima pausa. Con Pittman e Collins i bianconeri vanno sul +12, poi reggono grazie alle triple di Hasbrouck e Odom, prima dei liberi della staffa di Collins, finisce 73-66. Vittoria di squadra, ma su tutti Pittman, 15 punti, 11 rimbalzi e ben 30' in campo, che guida la truppa USA, davanti a Hasbrouck e Collins con 11 punti,  Gaddy con 9 e Odom con 8, poi gli italiani, Vitali e Fontecchio a 7 e Mazzola con 5. Vittoria numero 1300 per Bologna in serie A. Torino 16, Pesaro 18, Virtus, Varese, Cantù, Capo d'Orlando e Caserta 20, Brindisi 22. Contro Trento si gioca di domenica sera, conoscendo i risultati delle dirette concorrenti, quasi tutti sfavorevoli, vincono Torino, che batte Avellino reduce da 12 successi consecutivi, Pesaro, che espugna Venezia, Capo d'Orlando, che batte la capolista Milano e Varese, perdono Caserta e Brindisi, mentre Cantù gioca in contemporanea alle V nere. Dopo l'8-4 iniziale, il predominio è degli ospiti, Bologna fatica, anche perché ha Odom sofferente al ginocchio e Mazzola con una borsite al polso destro. Con un parziale di 0-11 si va sul 8-15, il primo quarto termina 15-24, nel secondo i trentini volano sul +15, 25-40, col solo Pittman, 9 punti fin qui, ma solo 11 alla fine, a reggere in casa bolognese, poi un 8-0 di parziale, 1 su 2 ai liberi di Vitali, Hasbrouck da due, Collins da due e poi da tre, riavvicina i bolognesi sul 33-40, Vitali sbaglia la tripla del meno 4, Lockett infila quella del +10 ospite e Collins, 10 punti fin qui di cui 8 negli ultimi due minuti, realizza quella del 36-43 alla pausa lunga. In apertura di terzo quarto Bologna arriva un paio di volte a meno 5, poi a meno quattro con una tripla di Gaddy, 45-49, ma Wright con un tiro pesante la ributta a meno 7, tripla di Vitali, per il meno 4, ma Trento regge e si riporta a +8, 48-56. Tripla di Fontecchio per il 51-56, ma poco dopo di nuovo +9 esterno, 51-60. Ancora Fontecchio da tre, 54-60, Trento nuovamente sul +8, poi Pittman e una tripla di Mazzola danno il 5-0 per il meno tre, 59-62, dell'ultimo intervallo. Stoppata di Pittman e tiro dall'arco di Fontecchio per il pareggio 62-62, rimbalzo difensivo di Simone e tripla di Collins, 65-62, con un parziale di 11-0 a cavallo dell'ultima pausa. Tripla di Poeta, Pascolo e Poeta da due, per lo 0-7 che riporta Trento avanti 65-69, ricuce Mazzola da tre, 68-69. Poi Trento va sul 68-75 e ci resta fino alla fine, con Bologna che segna solo 3 punti negli ultimi 8'30".

In settimana, nello stesso allenamento, Gaddy subisce una botta alla spalla e Pittman lamenta una distorsione alla caviglia. Entrambi si presentano a Pistoia avendo saltato gli ultimi allenamenti e sono entrambi in quintetto. Dall'8-7 per i toscani, Bologna piazza un parziale di 0-11 e va sul 18-8, con 11 punti di Pittman, 4 su 4 da due e 3 su 3 ai liberi. Ancora +10 sul 13-23 dopo 5 punti di Odom, poi i padroni di casa piazzano un 5-0 e il tempo si chiude con le triple di Fontecchio e Filloy, 21-26. Nel secondo quarto la Virtus segna solo da tre, Hasbrouck, Collins per il 26-32, e, dopo il pareggio raggiunto dai locali, di nuovo Collins, 32-35. Pittman, dopo il bell'inizio è sempre fermo a 11 punti ma ha tre falli e tre palle perse; di nuovo pareggio a quota 35, poi altra tripla di Collins per il 35-38, ma con 7 su 8 da due 6 su 10 da tre e 6 su 6 ai liberi 14 rimbalzi a 9 solo +3. E infatti appena Bologna sbaglia qualcosa, i locali sorpassano, 43-38, dopo due perse di Gaddy e sono 11 per i bolognesi. Finisce il secondo quarto 46-40, massimo svantaggio bolognese, dopo due liberi sbagliati da Odom a 39 centesimi dalla sirena e l'errore di Mazzola sul rimbalzo d'attacco catturato. Unico canestro da due della frazione per l'Obiettivo Lavoro di Hasbrouck a un minuto dalla fine. In apertura di terzo quarto, dopo il canestro di Fontecchio, 5-0 Giorgio Tesi Group e V nere a meno 9; poco dopo il divario è in doppia cifra, 53-43. Pittman torna a segnare, dopo il veemente inizio, con un gioco da tre punti, 53-46 e 5 punti di Hasbrouck, tripla più canestro da due, riportano gli emiliani a meno due. Stoppata Pittman, prende il rimbalzo e il fallo, ma segna un solo libero, 53-52, con parziale di 0-9, poi un 12-0 ributta la Virtus a meno 13 e il tempo si chiude con due liberi di Odom, sul 72-57, dopo essere stati anche a meno 17, dove si torna a inizio ultimo quarto, poi i bianconeri segnano 7 punti; sul 74-64 le squadre si bloccano ed i primi ad uscirne sono i padroni di casa, 76-64, poi due triple di Hasbrouck e Mazzola fanno sperare gli ospiti, 76-70, ma Pistoia risponde subito con un 4-0 e la gara si chiude 88-76. Bucci richiama la squadra in settimana, ma a Cantù partenza desolante, 8-0. Il primo quarto termina 18-10. Sul 31-15, Cantù conduce 39 a -1 nella valutazione, a metà gara Virtus sotto 43-21. Il terzo quarto lo vince Bologna 11-18, finisce 54-39, ma, con la 1-3-1 la Virtus lo chiude con un parziale di 0-12, dopo essere stata doppiata sul 54-27; l'ultimo periodo è un'inutile agonia, lo si capisce dall'abbondante punteggio, 35-34 e la gara termina 89-73, ma a 5 minuti dal termine si era sul 71-50 con nessun bianconero in doppia cifra. Tre squadre a 20 e tre a 22, ma la Virtus, in virtù dei confronti diretti è ultima. Contro Torino occorre vincere e la squadra risponde presente: 24-6 dopo il primo quarto e gara già indirizzata, 38-21 all'intervallo, 60-34 all'ultima pausa, 65-34 poco dopo, poi la Virtus molla un po' e finisce "solo" 73-54. Virtus va in bonus al 4' difendendo forte, ma, dopo un inizio teso, 6-3 al 5', vola via nel punteggio, 11-3, poi, dopo un tecnico a Vitali (urlo a Rosselli dopo averlo stoppato), 18-4 e 24-6 alla pausa, sulle ali di Fontecchio e Mazzola (14 e 16 punti, rispettivamente, alla fine). 39 a meno 5 di valutazione per Bologna. Nel secondo quarto subito 30-8, trascinati da Gaddy, poi i piemontesi piazzano uno 0-9 (interrotto da una tripla di Mazzola), ma ancora Mazzola e Fontecchio tengono i bolognesi su un vantaggio rassicurante, 37-21 alla pausa. Sempre con in due italiani mattatori Bologna torna a +22 nel terzo quarto, 45-23 (7-0 firmato da una schiacciata di Fontecchio, tripla di Mazzola e canestro all'indietro ancora di Fontecchio), prima di un nuovo 0-9 esterno (interrotto da un canestro oltre l'arco di Vitali), ma le V nere resistono e con due triple di Collins, che fanno seguito a due canestri di Pittman, si portano sul 60-34 al 30', dopo un parziale di 15-2 (8-0) con Pittman e White che vengono alle mani e prendono un antisportivo a testa. Ultimo quarto senza storia, dopo che i locali si sono portati sul 65-34, parziale che è diventato un 13-0 e un 20-2; finisce 73-54, con la Virtus che chiude con un 1-13 in pieno rilassamento negli ultimi 4 minuti. Torino mai in vantaggio, pari solo sul 2-2 e con il minimo distacco di 13 punti. Ultima giornata in programma sabato 30 aprile, viene spostata al 4 maggio per l'impegno di Varese in coppa. Virtus al completo, nonostante gli acciacchi, di cui sono stati vittime Pittman, Collins, Vitali e Mazzola. Dopo il 2-2 iniziale, la Grissin Bon vola sull'13-2, con un parziale di 11-0. Con 6 punti di Gaddy, Bologna si riavvicina, 15-8, poi due liberi di Pittman, per il 15-10. Una tripla di Hasbrouck risponde al tiro pesante di de Nicolao, poi Kenny monetizza anche il tecnico a Lavrinovic per il 18-14. Il primo quarto si chiude sul 20-15. Nel secondo periodo Mazzola firma il 20-17, poi la Reggiana scappa nuovamente 29-19, ma una tripla di Fontecchio e un canestro di Vitali riportano vicino i bianconeri, 29-24; i locali allungano nuovamente 33-24, ma Collins con due liberi, un canestro da vicino e uno da oltre la linea dei tre punti firma il parziale di 0-7, che avvicina l'Obiettivo Lavoro a meno due, 33-31; tre liberi su quattro di Pittman tengono in quota i bolognesi, 37-34, prima che Fontecchio realizzi il canestro del meno uno e lo stesso Pittman regali ai suoi il 38-38 all'intervallo. A inizio ripresa 0-9 firmato da Fontecchio, Pittman, Collins, e ancora Fontecchio dall'arco, 38-47, ma la squadra di casa risponde subito con un 12-0 e sorpassa, 50-47, Collins da tre e Gaddy riportano avanti le V nere, 50-52, poi sul tecnico a Kaukenas, Collins ritocca, 50-53, ancora Andre da tre, 50-56, con un nuovo 0-9. Kaukenas risponde dall'arco, 53-56. Vitali segna il 54-58. L'ultimo canestro del quarto è di Odom, per il 56-60. Pittman segna il 58-62, poi Reggio piazza un 8-0 devastante e si porta sul 66-62, Vitali con una tripla riporta a meno uno la Virtus, poi Mazzola fa lo stesso due volte con canestri da due, 68-67 prima e 70-69 poi, ma Reggio con due triple di Della Valle scappa, 76-69, la Virtus rientra fino al 79-75 palla in mano, ma spreca le occasioni per riavvicinarsi e Reggio vince 82-78. Le concomitanti vittorie di Torino e Caserta decretano la prima retrocessione sul campo delle V nere.

LA VIRTUS SI AGGRAPPA A PITTMAN E BATTE VENEZIA

Esordio casalingo vincente per la Virtus che grazie al dominante centro Pittman recupera una partita in salita e batte la favorita Venezia per 69-65

di Marco Vigarani - www.ilpallonegonfiato.com - 05/10/2015

 

Giorni di dubbi vengono spazzati via sul campo dal ritorno di una Virtus subito vincente ed entusiasmante, a tratti anche esteticamente bella, che si prende i primi punti della stagione 2015/16 sulle tavole del parquet amico dell’Unipol Arena. Alla banda di coach Valli manca qualcosa a livello di talento e soprattutto di condizione fisica ma la voglia di lottare è evidentemente la base su cui si è deciso di ripartire e ne ha fatto subito le spese la favorita Venezia. L’impatto della Virtus inizialmente è stato duro con un Mazzola e Pittman a rispondere alla mobilità degli uomini di Recalcati che già nel primo quarto hanno tentato di allungare senza successo prima che entrasse veramente in partita anche capitan Ray al quale però hanno risposto Ortner e Jackson iniziando ad ampliare il divario tra le due squadre. A cavallo dell’intervallo lungo però è sempre Pittman ad arginare di grinta e talento i lagunari spingendo i compagni a lavorare più duramente in difesa mentre nel terzo quarto si inizia a bucare la retina da lontano con Gaddy e Odom per i padroni di casa e Goss e Bramos per gli ospiti. La gara è ancora in mano a Venezia nell’ultimo periodo nonostante lo straordinario lavoro sotto canestro dell’immenso Pittman che trova un sostegno nella difesa dei compagni ma anche finalmente da Fontecchio in fase offensiva: è il giovanissimo bianconero a prendersi la responsabilità dei tiri che riavvicinano la Virtus e consentono il sorpasso in extremis mettendo in cascina i primi punti stagionali.

Al termine della gara ecco il pensieri del tecnico bianconero Giorgio Valli: “Siamo contenti perchè, pur acciaccati in tante individualità e alla prima gara stagionale, abbiamo dimostrato di saper soffrire in difesa mantenendo comunque testa e gambe pronte per cercare lo scatto decisivo nel finale. I nuovi possono fare più fatica ma i vecchi mi hanno dato proprio quel qualcosa in più che mi aspettavo da tutti loro. Perdere non sarebbe stato un dramma ma vogliamo sempre fare bella figura: la mentalità è rimasta quella dell’anno scorso“.

 

INCREDIBILE VIRTUS, SASSARI KO ALL'OVERTIME

La Vu nera spezza la serie di sconfitte contro i campioni d'Italia: 92-87 il risultato finale

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it - 16/11/2015

 

La Virtus vince una partita di sostanza e di prestigio, abbattendo i campioni d'Italia, immersi pure nei loro guai, ma tanto più talentuosi (e numerosi) da doverla spaventare a morte. Invece, la squadra di Valli si fa bastare quel che ha, e lo fa pure, stavolta, brillando, vincendo al supplementare su Sassari un match rimontato tre volte in corso d'opera, comandato nei secondi finali e qui ripreso per i capelli dai sardi e invece dominato perfino con larghezza in un supplementare con un solo padrone, non ci fosse stato un ultimo minuto di stremate sventatezze. (Dal +9 la Virtus s'è trovata a conservare, tra mille affanni e palle perse, un +2 a 35", quando sull'ultimo assalto è venuta quasi per caso la parabola vincente di Vitali, da tre, a chiudere i giochi. Mancavano 10 secondi, Sassari era stesa).

Odom è stato il migliore (24 punti con 7 su 10), Gaddy gli è andato dietro (17), fiorendo bene dopo iniziali ritrosie, Pittman (16, liberi quasi perfetti) è stato il picconatore dei sardi, finché i falli non l'hanno eliminato, crescendo anche lui alla distanza. Di fronte, pareva indomabile Logan (33), emblema, con le sue 8 triple su 14, della forza nel tiro pesante dei sassaresi (15/37 alla fine, con vistosi cali di percentuali). Benino ha giocato Alexander, come Sacchetti, e si può fare riga qui: gli altri, comunque Meo li ruotasse, toppavano. La Virtus ha vinto assaltando l'area, ogni volta che poteva: i 45 liberi presi (36 a segno) sono stati la chiave del successo.

Cronaca. Aperta da un grottesco ciapanò, con Fontecchio che scivola due volte come fosse sul ghiaccio e aggiunge al cesto d'apertura tre istantanee palle perse, la Virtus supera subito il 6-2 di Logan perché Sassari la imita in peggio, difendendo zero virgola zero. 15-8 dopo 6', con Mazzola che spacca (7  punti) e la Dinamo che lì si "imbianca" per risalire (Alexander, Sacchetti, D'Ercole, Devecchi, Stipcevic) e lo fa: 20-16, con un 12-1 che lascia la Virtus senza gol su azione per 4'. Due liberi regalati da Devecchi a Fontecchio siglano il 20-18 del primo pitstop.

Valli si presenta a zona nel secondo quarto, facendo scopa a rovescio: subisce le triple e perde i rimbalzi, fino al 26-20 altrui, di un'immediata abiura, ripagata da sprazzi d'agonismo e pressing: 28-26, rubando di tutto. Sassari torna avanti con le triple (già 9 dopo 17'), mentre andare da Pittman premia il giusto Gaddy e soci. Gli stenti offensivi pesano (un punto in 3'30"), anche perché è in panchina Odom, l'incursore più sveglio, mentre di là Logan segnerebbe anche di testa: ne ha 17 a metà corsa, con 5 triple, e il 41-37 del riposo è tanta farina sua.

Ripresa. Sassari continua con le sventatezze (e i quarti falli, di Petway ed Eyenga), la Virtus risorpassa: 46-43, con 5 punti filati di Pittman, che adesso sposta. Sacchetti abbassa il quintetto e ritrova le triple: 54-50 per i sardi, che subiscono l'omaccio, ma si compensano dall'arco e pure in contropiede. I quattro falli di Mazzola non aiutano, quando Dexter va a rifiatare. Sassari ruota undici uomini (utilissimo Sacchetti figlio), Bologna spreme i pochi che ha e di nuovo scivola indietro: 54-62 al 28'. Una doppietta del redivivo Williams accorcia a -4, ma il terzo pitstop scrive 58-65.

Ultimo giro. La Virtus ha cuore per un'altra rimonta: invadendo l'area nemica, con Pittman ma non solo, il 64-65  a 8' è la partita riaperta, con sorpasso annullato per passi (?) dell'omone. E' Odom a 5'45" a impattare a 67. Respira Logan (+2), replica Pittman. La Virtus sbaglia la quarta e quinta palla per il sorpasso con Pittman, sanzionato di due falli (spintoni) a rimbalzo offensivo. Esce per cinque a 3'13", con molti fischi di folla. 69 pari, finale senza di lui. Alexander fa 71, Gaddy, con un 2+1, 72. Tre di Logan, 74. Ancora un 2+1, di Odom, 75 (con quinto di Alexander). Fontecchio stoppa Logan, entrando nell'ultimo minuto, Gaddy sbaglia il tiro, Eyenga pure. Fallo tattico su Williams a 15". Ne fa uno: 76-74. Fallo di Mazzola sull'assalto finale di Haynes a 2" e 34 centesimi. Due liberi: pari. Rimessa Virtus. Lancio in area per Odom, che non controlla. Overtime.

Cinque minuti finali. Apre Odom, allungano Williams, Cuccarolo e Gaddy (84-78). Ancora Odom: +8 a 2'20". La difesa bianconera non fa più passare un chiodo. Eyenga segna il -6, ma dopo un fallo si fa cacciare per proteste. Sui liberi di Gaddy la Virtus prende un +9, pare fatta, a un minuto e rotti, invece due liberi di Sacchetti, una tripla e due liberi di Logan creano, complici pallacce perse dei bianconeri, un incubo. Sul +2 a 35" la Virtus salva un pallone quasi perso con un miracolo e, sull'azione ritardata, Vitali esplode al secondo 24 una tripla cieca. Gol. +5. Sassari è domata.

LA VIRTUS RESPIRA (E PURE VALLI): PISTOIA BATTUTA ALL'UNIPOL ARENA

Gara combattuta: alla fine la spuntano le Vu Nere per 76-72, consolidato il penultimo posto

di Walter Fuochi - La Repubblica - 21/12/2015

 

La Virtus atterra Pistoia nel suo abituale terreno di caccia, quell’ultimo quarto in cui ha fin qui stanato le sue prede pregiate, da brava capolista. Stavolta invece la banda Esposito si vede rubare la parte, da chi, quello spartito inusuale, lo recita meglio, con più freddezza ed efficacia. Il gruppo Valli, centellinato a dovere dal coach, contro la sfilza di disgrazie assortite che lo vanno fiaccando, è cresciuto quando i minuti diventavano torridi, diventando glaciale nel finale, quando ha infilato triple (fin lì così cosà) e liberi (fin lì malaccio). La squadra salva il penultimo posto, in folta compagnia, e Valli ne esce ovviamente rafforzato, se la sua panchina era esposta ad ogni sussurro e grida: il suo piano partita è stato utile e prezioso, l’esecuzione, senza lampi vietati a un organico modesto, volonterosa e sensata.

Eliminare quasi le palle perse (12 sole), uno dei cancri abituali del quintetto, è stata una prova eccellente di attenzione e volontà. Poi, i 15 punti segnati negli ultimi 5’ cantano, anche numericamente, e premiano un attacco cui la difesa a lungo collosa ha consentito di dotarsi delle munizioni giuste. Difficile trovare un migliore: il più continuo è stato Fells, i più abrasivi nel finale Odom e Gaddy, il più salvifico, quando Pistoia poteva andare in fuga, Fontecchio, con una serie di canestri da riaggancio. Ombre e luci ha prodotto Pittman (3/12, da dove tira lui...). Pistoia ha pagato cari i suoi limiti offensivi (non è squadra da goleade, e questo ha giovato anche alla dirimpettaia), e stavolta lo sprint le ha detto male.

Pronti via, Esposito tira via dopo un paio di minuti giacca e cravatta, e dovrebbe entrare lui, anche in camicia, per far segnare una Tesi che sbaglia tutto. Il primo punto toscano viene dopo 4’20”, il primo canestro dopo 5’51”, ma la Virtus non ne ha tratto più di un 10-1, rapidamente prosciugato, perchè a sua volta sta 5’14” senza gol, e si capisce che stiamo vedendo una partita tra poveri contendenti, brutta e sporca anche se poco cattiva. La giornataccia di Pittman, che non imbuca nulla, si profila nitida, Pistoia sale a +6 (28-22), ma a sua volta non ha pugno e una scarica di Fontecchio, da vicino e da lontano, regala alla Virtus la partità all’intervallo, messi dentro anche Oxilia, Fabiani e Pinna, perfino insieme. La Virtus è pari tirando col 30% (12/40) e la sensazione è che sia aggrappata a un cornicione. Di là però ne fanno una solidale imitazione, e questo la fa sperare.

Ripresa. Prova a scappare la Vu (massimo un +4), le replica Pistoia, con un +5 in un periodo di distrazioni e tiracci bianconeri. Quel 48-43 è un orlo di burrone evitato con due triple (Gaddy e Fells), e di lì è sempre un pelo avanti Bologna. Vuol dire, in volate come queste. L’ultimo quarto ha timbri forti di Gaddy e Fells, ma un +8 non basta ancora (63-55 a 4’30”). Pistoia sale al massimo a -1, ma non pareggia mai. Sull’ultimo, a 35”, Odom piazza la tripla che vale tutto (74-70). Kirk fa 72, Gaddy con due liberi 76. Il lieto fine ci sta tutto.

 

DIFESA BLINDATA LA VIRTUS RADDOPPIA E AGGUANTA CANTÙ

di Luca Sancini - La Repubblica - 24/12/2015

 

La Virtus raddoppia, vincendo due gare in tre giorni e regalandosi un Natale sereno inimmaginabile solo la settimana scorsa. Batte Cantù con una ripresa tutta cuore, difesa e trovando in Odom e Fells le punte e i canestri di Pittman a raccogliere quanto seminato dietro con un 25/41 finale da due di tutto rispetto.

Disarmati i cannoni canturini con Vitali, Mazzola e Fontecchio, è stato quest'ultimo a 1' 33' a mettere una bomba che valeva il + 10, al culmine di un quarto quarto che è stato un crescendo dal 61-60, con Fells che ha mostrato ancora una volta la personalità che mancava a questa squadra e Pittman che ha finalmente messo nel cesto i palloni recapitati dai compagni.

Un avvio terrificante dei bianconeri (9-18), timidi e smarriti, con cinque palle perse nei primi quattro minuti ha permesso a Cantù di colpire con Hodge e Johnson. Ci hanno pensato Fells e Odom a riaccendere un po' la macchina bianconera, scalando lo svantaggio sino ad arrivare al 17-22 prima del primo riposo. Nel secondo quarto Cantù si è appoggiato sempre sulla regia di Hodge vanamente contrastato da Gaddy e da Vitali. Ma la Virtus ha trovato in Odom l'uomo che ci ha messo la faccia prima che il match prendesse una brutta piega, 7 punti, grinta e la volontà di andare sempre a cercare il canestro e il fallo, così confidando su di lui, non certo su Pittman che litigava con il canestro e si faceva stoppare in sequenza, la Vu s'è aggrappata alla gara, chiudendo il primo tempo sotto solo di 4, non male per due periodi zeppi di errori e sette palle perse. Poi la ripresa di cui si è detto, finalmente un'armonia tra le barricate dietro e gli assalti in avanti. Cantù sorretta solo da Hodge si è lentamente sgretolata non trovando aria in avanti. Pittman da dentro l'area e Fells da fuori l'hanno matata.

Valli, ormai non più traballante, anzi ben saldo sulla panca bianconera, oltre la difesa elogia l'attacco: «La nostra miglior partita offensiva dell'anno, abbiamo dimostrato di essere una squadra vera. Il mercato? Valutiamo, ma giocatori che fanno la differenza non ce ne sono». Se ne parlerà il 7 gennaio, durante l'assemblea dei soci della Fondazione che valuterà pure programmi futuri e situazione economica del club. Il futuro, ma anche uno sguardo indietro, ad un ragazzo mai dimenticato come Chicco Ravaglia che giocò con la Vu nere e a Cantù, scomparso in un incidente stradale il 23 dicembre di 16 anni fa e ricordato ieri sera. Le due società ai genitori di Chicco presenti hanno donato una canotta dei rispettivi club.

 

TRA FACCINE E POVERTA', LA PEGGIOR VIRTUS DI SEMPRE

di Daniele Labanti - http://boblog.corrieredibologna.corriere.it - 07/01/2016

 

La Virtus è nuda, povera e anche frustrata. È finito il girone d’andata, parlano i numeri: 5 vittorie sono il minimo di sempre nei campionati con almeno 14 squadre (necessarie per fare un raffronto credibile). D’altronde senza talento, con il roster ridotto all’osso, senza margini di manovra sul mercato e pochissimi quattrini, difficile ottenere risultati diversi. L’aggravante del momento sono le “faccine”: giocatori che si parlano poco, mandano a quel paese l’allenatore, regalano sguardi menefreghisti, ovvero danno l’impressione di essere sul punto di scollarsi e mollare (cosa che finora non s’era mai vista, pur nella stagione sfigata).

Oggi si radunano i soci della Fondazione. Tutti hanno il loro nome sul sito del club, pochi garantiscono con costanza iniezioni di denaro e idee per supportare la Virtus. Anzi, qualcuno è persino un “fornitore”. Per la maggioranza del pubblico, la Fondazione è un ente poco utile che può aver svolto l’importante ruolo di salvare la società nel passaggio post “Sabatini patron”, ma che ora altro non fa che ingessare il club. A loro modo, i soci più attivi hanno già fatto intendere che il futuro vedrà al tavolo decisionale solo chi paga – ovvero sempre gli stessi – e quindi il concetto stesso di Fondazione viene meno. L’impressione generale è che, eccetto per pochi (su 32 soci totali), la Fondazione sia un modo per darsi prestigio e farsi pubblicità.

Ecco, oggi si radunano. Sul tavolo si parlerà – tanto per cambiare – di soldi. Forse è bene che tutti, soci attivi e soci passivi, si ricordino che per quella questione del “prestigio” si passa anche dall’opinione pubblica e sbattere in faccia al secondo pubblico d’Italia il peggior girone d’andata di sempre, non è il modo migliore per farsi una buona pubblicità. Le responsabilità si spalmano sempre, e quest’annata non fa eccezione, tra proprietà, dirigenza, staff tecnico, giocatori e sfortuna. Il “nuovo corso”, dopo aver cacciato Renato Villalta, ha rinnovato l’ambizione di tornare ai fasti di un tempo: considerato che questa stagione è già in vacca (quindi buttare altri soldi in nuovi improbabili giocatori è del tutto inutile), ci auguriamo di conoscere molto presto budget, idee, obiettivi e persone per il prossimo triennio.

Cinque vittorie e dieci sconfitte (tra l’altro giocando in casa 8 gare su 15). La Virtus ne fece 6 nel 2012/2013 – l’anno del Sabatini che crea la Fondazione – con Alex Finelli, poi sostituito da Luca Bechi. Ne fece 7 nel 90/91 la Knorr di Ettore Messina, che ne vinse però 12 nel girone di ritorno. Sì, cari giocatori: finora avete avuto il rendimento peggiore nella storia del club. Quindi, almeno, risparmiateci le faccine. Zitti e giocare. Nessuno escluso.

 

In assenza di Ray, il gioco in attacco si è spesso risolto in un "palla a Pittman" (foto tratta da www.dailybasket.it)

L'OVERTIME FA BENE ALLA VIRTUS

Dopo tre supplementari i bolognesi domano Brindisi: 115-109

di Walter Fuochi - La Repubblica - 25/01/2016

 

Tre supplementari, 55’ minuti straziacuore consentono alla Virtus di evitare l’ultimo posto in classifica e ripartire di slancio. E fare, forse, anche un pieno di morale, perché partite così, di solito, fanno svoltare le stagioni.

Sorretta in avvio soprattutto dal gruppo Italia, nel giorno in cui aveva il massimo di americani a referto, la Virtus ha poi trionfato col più indesiderato di tutti, in questi giorni: è stato il reietto Fells, infatti, a caricarsi la squadra in spalla nel finale e a vincere materialmente una partita che ormai si trascinava fra truppe esauste. 23 i suoi punti, molti decisivi, ma anche assist, recuperi, accelerazioni, quando una squadra ormai spaventatissima non rischiava più nulla. Un apporto l’ha dato anche l’esordiente Hasbrouck, una mano Pittman, ma i migliori, quando la partita pareva una cavalcata trionfale, sono stati Vitali e Fontecchio, poi però, soprattutto il secondo, da cercare agli oggetti smarriti.

Cronaca dell’Iliade. La Virtus parte fortissimo, in un primo quarto di eccellente mira (22-14). Ottiene un ripetuto +13, cui partecipano anche il debuttante Hasbrouck e il redivivo Fells, ma sono soprattutto gli italiani a lanciarla: prima Vitali, poi Fontecchio e, nel secondo quarto, anche Mazzola, mentre il solo Cuccarolo sbaglia di tutto: liberi, schiacciate, appoggi. Brindisi insegue sempre, tocca un -5 al 14’, chiude la prima metà sotto di 10 (46-36), con una doppia prodezza di Fells, prima un tap-in schiacciato, poi un assist in angolo per Odom che alla sirena timbra da tre.

La Vu apre bene anche la ripresa, con triple frequenti, fino al +16 (56-40 al 24’). Brindisi cerca di arginare con la zona, spezza il ritmo nemico e risale: -7 (59-52) al 30’, anche facendone in attacco una sì e due no, ma lasciando tre soli punti alla Obiettivo Lavoro in 6’ (parziale 3-12) .  Ultimo quarto. Pittman scaccia il -5 pugliese con 4 punti filati, ma le percussioni di Banks fanno male e non c’è più mira negli attacchi bianconeri. Brindisi attracca al pareggio a 5’. 63-63. Tutto da rifare. La Virtus ha già speso il bonus (e lo paga), Brindisi lo spende poco dopo. Non sorpassa mai, anzi torna sotto di 4 a 2’48”. La Virtus non uccide, Brindisi coglie il primo vantaggio della gara  a 1’30” con Scott (74-73). Pittman rimedia con un tap-in, +1 a 1’10”. Sbagliano triple Reynolds, Mazzola, Kadjj, e Pittman a 12” ha i due liberi della vittoria. Ne mette uno. Banks, a 4”, due. Pari. Gaddy da otto metri fa palo. Overtime.

Un solo vantaggio di Brindisi (79-78 a 3’55”), la Virtus entra nell’ultimo minuto a +3 (gol di Fells). Due liberi di Banks, uno solo di Fells (85-83) e Gagic, a rimbalzo alla sirena, infila il tap-in. Ancora un overtime. Ma senza Vitali e Pittman, a 5 falli. Di nuovo Virtus avanti di 4, ma Brindisi sorpassa a 1’26”: 94-93. Fells pare vincerla con una tripla (96-94), Reynold la pareggia a 9”, Fells ci riprova a 4”, da 8 metri. Palo. Terzo overtime. Ancora Virtus avanti. Di 6, stavolta, a 2’ dal gong, con apporti di Hasbrouck e Fells. +8 a 1’ e rotti. Stavolta è finita.

 

VIRTUS, UN ANNO SENZA VITTORIE IN TRASFERTA. 17 SCONFITTE CONSECUTIVE

di Bruno Trebbi - www.bolognabasket.it - 28/01/2016

 

Il primo febbraio 2015 la Virtus vinceva a Capo D’Orlando per 72-63, trascinata dai 21 punti di Allan Ray e da due doppie doppie dei propri lunghi: 15+10 per Juvonte Reddic e 12+12 per Okaro White. Da lì in poi i bianconeri in trasferta hanno sempre perso: 9 volte nella scorsa stagione (di cui due ai playoff con Milano) e 8 in questa, unica squadra della serie A a non aver ancora vinto fuori. L’anno scorso – nonostante un record fuori casa di 3-12 in regular season – la stagione fu comunque positiva e arrivarono i playoff, grazie a un ruolino di marcia di ottimo livello (12-3) alla Unipol Arena. Quest’anno invece le difficoltà sono maggiori, e la classifica ne risente. Le due squadre sono ovviamente molto diverse, e hanno in comune solo coach Valli e il suo staff e alcuni giocatori, tra cui Allan Ray che però quest’anno non c’è praticamente mai stato.

In ogni caso parliamo di 17 sconfitte consecutive in trasferta. Un tabu terribile, che la Virtus lunedì ha l’occasione e il dovere di sfatare. Il primo febbraio 2016, sempre a Capo D’Orlando, i bianconeri giocheranno una sfida decisiva per la salvezza e avranno l’occasione di tornare a vincere in trasferta esattamente un anno dopo.

 

ANDREA MINGARDI: LA COSA PIÙ STRAORDINARIA DELLA VIRTUS È IL PUBBLICO, E VIVE DI MEMORIE. BISOGNA PORTARE RISPETTO ALLE POLTRONE UNA VOLTA OCCUPATE DA PORELLI E SIGNORA

di Giacomo Gelati - Il Resto del Carlino - 09/02/2016

 

Mingardi, qual è il titolo per una canzone da dedicare alla Virtus in questo momento? «Il titolo più adatto sarebbe ‘Sfighè’, ma anche ‘Tira fuori la pilla’. Ma credo sia troppo facile chiedere a qualcuno di tirare fuori i soldi».

Crede siano stati fatti investimenti sbagliati? «Io credo che qualcosa sia successo, probabilmente sotto il profilo decisionale non si è capito dove andare a parare. Qualcosa stride, soprattutto ritrovandoci all’ultimo posto, in una piazza che conta sette-ottomila persone. Dopo l’ultima partita mi sono spaventato per la resa psicologica».

Sarà a palazzo questa sera? «Sì, anche se contro Capo d’Orlando ho fatto molta fatica, non ricordo di un’altra volta in cui ho cambiato canale. La sensazione è che non sia solo un problema tecnico. Parlare di salvezza è una roba tragica che provoca dolore. Dovremmo domandarci: qual è la nostra mission? Salvarci e avere un cervello che costruisca una proposta per questi ottomila tifosi, un progetto che possa in qualche modo portarci in Coppa Italia, o a fare un turno di playoff».

Tutta Bologna attende smaniosa il derby, ma per il prestigio ci si augura il meglio per entrambe le fazioni. «Non voglio nemmeno prendere in considerazione l’idea di un derby in serie A2 e mi auguro che la Forti tudo possa salire per ridare a questa città uno spettacolo impagabile».

Rimpiange quei giorni? «Il derby è storia, è una ricchezza per la città. E la contrapposizione stimola l’ironia. Ma dobbiamo ricordarci dei grandi giocatori che abbiamo criticato, come Jaric, o come Rigaudeau, è una follia pensarci ora. Ma non è una novità, noi che siamo stati testimoni dell’ultimo scudetto del Bologna siamo riusciti a criticare anche Haller e Nielsen».

Cos’è cambiato secondo lei dalla gloriosa BasketCity a oggi? «Credo sia cambiato il budget, ma è cambiata più che altro la capacità di giocare. Nella ‘federazione della sopravvivenza’ il minimo richiesto per salvarsi è avere un pivot, un play e un tiratore. Noi abbiamo indovinato il centro, ma diamo la palla a uno che purtroppo non ha trenta minuti nelle gambe. Cosa può fare Valli? Se subentra la rassegnazione si rischia grosso».

Cosa si mormora in parterre? «Un tempo c’era un parterre de roi, dal Magnifico Rettore a Prodi. Ora son scomparsi tutti, fatto salvo Pagliuca. L’altro giorno ne parlavo con Casini, la cosa più straordinaria è il pubblico e sembra vivere esclusivamente di memorie. Credo si debba portare rispetto per quelle due poltrone una volta occupate da Porelli e signora».

Scriverà una nuova canzone per la Virtus se tutto dovesse andare per il verso giusto? «Quando ho scritto l’inno erano gli anni di Brunamonti, Ginobili, Danilovic. Quello è stato un periodo straordinario. Una volta ho costretto Danilovic a fare una corsa di cavalli all’ippodromo e si è divertito come un pazzo. C’era anche Villalta. Adesso non vorrei invitare i giocatori a fare la corsa dei somari»

 

La squadra non si è mai disunita in polemiche, ma non bastano solo le buone intenzioni (foto tratta da www.virtus.it)

LA VIRTUS RESPIRA: BATTE PESARO E LASCIA L'ULTIMO POSTO

Finisce 79-75 un match durissimo a lungo condizionato dalla paura di perdere

di Walter Fuochi - La Repubblica - 10/02/2016

 

La Virtus sopravvive in serie A, per adesso, in coda a una partita brutta, sporca a cattiva. Batte Pesaro 79-75 e pazienza se non ribalta, per un ultimo sventato minuto, la differenza canestri (all’andata perse di 5): tanto le serviva, i due punti, per essere adesso quartultima, e ritrovare morale, dopo il -27 in Sicilia. La squadra ha reagito, vinto una partita che s’era fatta subito complicata, coi marchigiani a lungo avanti, domandola invece in un ultimo quarto di bella sostanza, sia davanti che dietro. Non Ray, che rientrava e ha dato poco, azzoppato dai falli, non Pittman, che è stato il più etereo dei suoi mori, ma altri sono stati i primattori: Gaddy (6/13) e Fontecchio (5/9), Odom e perfino Cuccarolo hanno trionfato in uno spareggio che a lungo ha straziato nervi e cuori. Gaddy ha fatto utile regia e infilato le entrate decisive nel finale, Fontecchio centrato i tiri decisivi per rimontare e sorpassare, Odom marcato a lungo Daye (4/14), altro mancato protagonista, notato perlopiù per una supponente indolenza che un po’ l’ha accomunato a papà Darren. Come giocavano, invece, è tutta un’altra cosa. Infine, Cuccarolo: il momento migliore di difesa, nell’area bianconera, è fiorito intorno alle sue braccione. Ha messo un mattone alto, anzi due.

Cronaca. La Virtus muore di paura per quasi tutto il primo tempo, ma lo chiude avanti, ed è un bel presagio. Pesaro la ficca subito sotto di 10 (14-4), annodandole mani e nervi, ma non è troppo precisa a sua volta e Austin Daye, che parte da play per dividere poco la palla con la plebe, non fa un gran male. A svegliare le Vu nere è Ray, entrando dopo 5’ e presentandosi con una tripla, ma la rincorsa resta affannosa, la difesa morde poco e l’attacco spara alla luna. 14-21 il pitstop al 10’, ma nel secondo quarto, dalla linea di carità, si cominciano a intravedere storie diverse. Pesaro non infila un libero (6/13 al tè), la Virtus ne lucra col bonus e fa cassa, unendoli ai punti di Hasbrouck. Che sorpassi in retta d’arrivo è però quasi un caso, per come lo fa: fin lì ha tirato malissimo dall’arco (2/13), con tre bombe a fila di Vitali, Mazzola e Fontecchio si issa al 43-40 del riposo. A caval donato, con quel che segue.

Ripresa. Mazzola fa subito doppietta e issa la Virtus a +5, ma basta una zonetta di Pesaro per imbrogliarne le idee, farle perdere un tot di palloni e rivederla inseguire: 47-53, con uno 0-11 tranciante e Pittman che manco si degna di guardare Lydeka sui pick’n’roll. Ray a quattro falli è un’altra tegola, finchè Pittman spezza con una schiacciata un digiuno bianconero di oltre 4’. Quattro falli anche di Daye, su un tecnico rimediato con un irridente applausetto agli arbitri. Mancano 14’, esce a sbollirsi, dopodichè piove pure un antisportivo più tecnico su Lydeka. E’ tanta manna per la Virtus, che non sapeva più da che strada passare. Va invece al sorpasso: 54-53. Quinto (banale) di Ray, il primo big a lasciare è lui. E quarto di Pittman, poco prima del quarto di Mazzola. Se le giocheranno i superstiti, a naso. Meglio così, viste le prove dei premi Oscar. Intanto, dalla lunetta, è guarita e fa bottino Pesaro: 6 a fila, 59-54. La Virtus butta il cuore oltre la siepe, 61-60 all’ultimo pitstop.

Volata finale. Odom e Fontecchio da tre scrivono subito un inedito +6, mentre Cuccarolo fa cosone in difesa (pure una stoppata su Daye). +7 di Gaddy e poi di Odom, la Virtus tenta di ucciderla da tre, ma non fa gol. Né lo fa Vitali in contropiede, stoppato da Shepherd a 4’. Se la Virtus manca i colpi da ko, Pesaro non segna proprio mai: 4 punti in 8’. Due entrate di Gaddy al ferro danno il +11 a 2’30”. Daye riduce a 8, Pittman risale a 10 a 1’07”. Ormai si gioca per il doppio confronto. Daye a -5 ci va, poi fa il quinto fallo, a 27”. Due liberi Gaddy a 23”: +7. Hasbrouck prima la ruba poi la perde, scioccamente. Lacey fa un gioco da tre punti a 5”: -4. L’ultimo tiro bianconero lo fa Odom, corto, dopo che Hasbrouck s’è tenuto la palla come un gatto sulle ginocchia. La vittoria c’è, il doppio confronto no. Per ora può bastare.

 

LA VIRTUS SBANCA SASSARI E VEDE LA SALVEZZA

Trascinata da Collins la Vu nera s'impone: 85-91

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it - 06/03/2016

 

Il vecchio ragazzo Andre Collins cambia faccia alla Virtus e le fa fare - sul campo dei campioni d’Italia ormai depredato da tutti, e da iersera pure privo di guida, dimessosi a botta calda il coach Marco Calvani - un passo avanti decisivo nella conquista della salvezza. Da benedetto ultimo arrivato, Collins fa regia da navigato timoniere, segna più punti di tutti i suoi compagni (19) e soprattutto sigilla un finale vincente, che pareva viceversa avviato al consueto scialo, come tanti altri consimili della sua sciagurata truppa.
Stavolta no, e la differenza, a non credere ad altre misteriose cabale o magie, è stato lui e solo lui. Quando la Virtus ha sciupato un +8 nell’ultimo quarto, facendosi riacchiappare dalla Dinamo a 3’ scarsi dal gong, abbiamo rivisto tutti Torino, Cremona, Venezia, Caserta... Invece, sbloccata da una tripla salvifica di Gaddy, la Virtus è ripartita da quel 78 pari che pareva una pietra tombale e ha vinto, alla grande, la volata che le era sempre mancata. Non passava su un campo esterno da tredici mesi, e come c’è riuscita stavolta potrebbe dare svolte decisive: anche perché tutte le altre dannate, che parevano trionfare a loro volta in trasferta, si sono invece fermato sulla riga del traguardo, soprattutto Torino, che ha gettato un +9 a Milano ed è andata a picco nel supplementare. Ora è a -4 in classifica dalla Virtus, con la partita faccia a faccia in calendario a Casalecchio.

E lì potrebbe trovarci un’altra Virtus, diversa dalle più recenti. Se la tara del peso di Sassari, ultimamente leggera come una piuma, non inganna, quella di ieri è finalmente un'altra cosa, dall’inizio schiacciante di Pittman, all’utilità difensiva di Vitali, speso bene su Logan, al gregariato saggio e sostanzioso di Odom e Mazzola, alle coltellate di Hasbrouck e Fontecchio, cresciute di intensità con lo scorrere del gioco.

La cronaca. La Virtus parte fortissimo, a una media di 210 punti sui 40’, nei primi 3’: 16-9 con 10 di Pittman che in aria acchiappa di tutto, finchè la partita torna alla normalità, che è poi quello che vuole Sassari. Anzi, la Virtus che corre facilita il lavoro dei sardi, che solo quello amano fare: e quando all’abbuffata Bologna fa seguire il digiuno (4’30” senza gol), la Dinamo è già avanti 19-16. La Virtus però non si sfalda, gioca un degnissimo secondo quarto alla pari o quasi, subendo solo lo sgusciante Kadji, falso pivot cui nessuno prende la targa (15 al riposo), troppo rapido per Pittman, ma non solo per lui. Il -5 dell’intervallo è il massimo ritardo accusato, e c’è pure Collins che lavora bene da guardia e da play, anche in coppia con Gaddy.
Ripresa. Sassari allunga, sfruttando il campo aperto di un match con difese al burro, tocca due volte un +11, ma in entrambe la Virtus rientra da una partita che ha il merito di non ritenere mai spacciata. La seconda volta lo fa in modo esaltante, coi siluri di Collins: dal 51-62 un 12-0 consente di rimettere il naso di nuovo avanti (63-62 al 29’). Odom si mangia un gol fatto e due liberi e lì Sassari, graziata, riparte. Ma al terzo riposo è 67-65 Virtus, con tripla di Fontecchio alla sirena. Pittman sale a 4 falli, ma anche a +3 in avvio d’ultima frazione, e Collins allunga a +6. Mazzola dice +8, Collins lo ripete, a 7’: 76-68. La zona bianconera ghiaccia le mani alla concorrenza, ma anche la Virtus sta 3’ senza gol, sprecando occasioni d’oro. Due prodigi balistici di Mitchell e Akognon e un gioco da tre punti di Petway vanificano il +8 a 4’ di Odom. Mitchell pareggia da tre a 78 a 2’44” (8-0). Tutto da rifare. Verrà rifatto bene. Gaddy da tre, Mitchell un solo libero, Hasbrouck un miracolo: +4 a 1’23”. E subito persa di Sassari. Tutti sbagliano, Collins ha due liberi a 27”. Più 6. E ci torna, due volte, sui due -4 di Akognon. 2/2 più 2/2. Fatta.

L'arrivo di Collins ha portato quel leader che era a lungo mancato, ma troppo tardi (foto tratta da www.bolognabasket.it)

VIRTUS, ORA IL TRAGUARDO SALVEZZA È VICINISSIMO

All'Unipol Arena Varese battuta 76-67: pur con i suoi limiti, la squadra di Valli convince

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it -13/03/2016

 

La Virtus raccatta contro Varese la vittoria che le serviva (pure di 9, col -7 dell’andata ribaltato), legge sugli iPhone che Torino è stramazzata di nuovo, a Capo d’Orlando, e se non può festeggiare la salvezza, a 18 punti in classifica contro i 12 dei piemontesi, a 7 turni dalla fine, è solo perché la matematica impone, in queste storie di miseria, certi pudori. È però, oggi, una squadra sana e convinta, sempre modesta, s’intende, coi limiti che si sapevano, mentre altrove perdono i pezzi, e va molto peggio. Il traguardo della salvezza è vicinissimo, insomma, e ci vorrebbe una sbandata collettiva per riuscire a non tagliarlo.

Varese, all’Unipol Arena, è stata battuta senza mai tremare troppo: è scappata solo in avvio (+7), è stata subito ripresa e poi regolata, in una gara che ha avuto come principale nemico, per la Virtus, una terna arbitrale che fischiava a raffica: non contro, necessariamente, ma tanto, il che le ha messo come peggior incubo della serata le uscite per falli. Alla fine, Hasbrouck e Fontecchio, mentre Odom, Pittman e Gaddy si sono fermati a quattro. Già amputata la squadra di Vitali, che assisteva in tuta dopo una notte in preda a virus intestinali, Valli ha dovuto centellinare i superstiti varando quintetti anche sbilenchi. Tutti hanno tenuto, e questo è stato l’ulteriore buon segnale spedito dal gruppo. I migliori sono stati Gaddy (7/12), braccio armato fin dall’avvio, e Mazzola (6/11), miglior rimbalzista (7) di una secca mattanza, e anche autore di canestri spezzagambe, quando Varese rialzava la testa. Ha più tessuto che colpito Collins (1/10), è spuntato tardi Hasbrouck (4/12), pagando il quinto fallo (un tecnico) proprio nel momento migliore. Ai falli precoci s’è inchinato pure Fontecchio (4/5), comunque sveglio, a una serata balorda invece Odom (1/3), e ad una alterna Pittman (4/5, 6 rimbalzi, 4 perse), però surrogato senza flessioni d’insieme da Cuccarolo.

Cronaca. Al pronti via scappa Bologna (5-0), ma poi emerge Varese che si issa al 19-12: sarà il suo massimo attivo, spento con un repentino 14-0 bianconero, ispirato soprattutto da Gaddy. Il secondo quarto sta a lungo in equilibrio, Valli deve medicare l’assenza di Vitali varando prima un quintettino (con Hasbrouck da 3) e poi un quintettone (con Odom da 3). Non paga dazi eccessivi perché Varese segna col contagocce, spedita al tè sul -8 da 7 punti filati di Mazzola, poi 4 di Fontecchio. 37 a 29, con due falli in attacco, sui blocchi, pescati in un minuto con la lente a Cuccarolo, a impedire ulteriori allunghi.
Ripresa. Arriva il momento di Pittman, fin lì pigro: 7 punti a fila per il 44-37, ma arriva soprattutto quello di Hasbrouck, che fin lì ha impallinato ferri, ma pare svegliarsi su un tuffo a metacampo, a salvare una palla, alla McAdoo. Di lì farà anche i gol, e serviranno tanto. La Vu si issa a un +12 (51-39), ancora non uccide, perché in attacco ha mira alterna, e così si ritrova Varese a -4 (51-55). Sull’uscio del terzo intervallo, Collins dalla lunetta ridà il +6 e Penna da 15 metri alla sirena darebbe il +9, con un gancio di tabella che manco infilerebbe Steph Curry, solo che l’instant replay è una macchina con tanta vista e poco cuore e gli annulla (giustamente, va detto) il prodigio balistico. L’allarme falli spaventa la Virtus, che ha tutti sulla soglia dei quattro, le triple di Kuksiks, l’uomo venuto dal Baltico con tre K, come il Klan, fanno il resto. Mazzola e Hasbrouck rispondono, ma sul +10 del piccoletto (65-55) arrivano quarto e quinto fallo ed è un’uscita pesante. Kuksiks scala al massimo un -5 (61-66 a 4’30”), la Virtus tiene e sprinta. Con Gaddy, all’ultimo assalto, ribalta pure ladifferenza canestri, come prima non capitava mai. Troppa grazia.


 

LA VIRTUS STENDE CREMONA MA LA SALVEZZA NON C'È ANCORA

Buona prestazione dei felsinei, che s'impongono 73-66. Torino però non molla

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it - 26/03/2016

 

La Virtus fa la sua parte, battendo in casa Cremona che pure era terza in classifica, ma anche Torino la fa, sbancando Pistoia. La distanza in classifica resta di 4 punti: 20 l’Obiettivo Lavoro, 16 la Manital. La salvezza dei bianconeri è più vicina, non però a due passi. Resterebbe decisivo, stando così le cose, lo “spareggio” a Casalecchio della penultima giornata. A 5 turni dalla fine la Virtus non sta male, anche perché la squadra ha mostrato la faccia dura, ieri con Cremona. L’ha tenuta sotto, 40’ su 40’, e tutti hanno portato un bel mattone. Pittman quello più grosso (15 punti e 11 rimbalzi), ma anche Collins ha avuto fosforo e mira (3/6), risultando di nuovo leader. Buoni anche gli 11 di Hasbrouck e i 9 di Gaddy, oltre ad una difesa che, come prodotto collettivo, ha premiato tutti i suoi generosi interpreti.

Cronaca. Subito meglio la Virtus, nel primo quarto, con una difesa che provoca palle perse, oltreché mira sbagliata, e un attacco che canta. 13-4 dopo 6’, Pancotto butta via l’intero quintetto e un po’ risale, con Mian e Gaspardo (16-13 al primo pitstop). Lavorando forte dietro, la Vu riprende ancora slancio nel secondo quarto: 26-17 con un Pittman sveglio a ricevere e 33-20 subito dopo, con tripla di Odom. Lì l’Obiettivo Lavoro si ferma, perde qualche palla, subisce le spallate di Cusin: Cremona riappare a -4, con un 9-0. Spantana i suoi una tripla di Collins e col cesto alla sirena di Gaddy al riposo si sta sul 38-29.

Ripresa. Parte meglio Cremona (-4), ma Pittman attacca Cusin, che vacilla, ristabilendo un +10. Il problema della Virtus è però che è entrato in partita Turner, l’uomo-squadra dei lombardi. E si sente che, al suo traino, la Vanoli riprende fede. La Virtus sbaglia anche contropiedi fatti e al 30’ gira con un attivo di 7 punti, addolcito dalla tripla al gong di Vitali: 55-48. Di lì la banda Valli respira forte, Collins le dà un +12 da tre, dopo un minuto d’ultimo quarto ed è ossigeno puro. Cremona non ci sta, ma la Virtus entra nei 5’ finali sul +10. Hasbrouck e Odom infilano da tre, il +11 a meno di 4’ accosta il traguardo. Col sangue freddo di Collins si finisce senza spasimi.

 

VIRTUS, VALLI FIRMA LA VITTORIA NUMERO 1300

tratto da www.virtus.it - 27/03/2016

 

E’ arrivata contro la Vanoli Cremona, una delle squadre più forti di questo campionato, la vittoria numero 1300 della Virtus Bologna in Serie A. L’ha firmata la Obiettivo Lavoro di Giorgio Valli, cuore bianconero, un tecnico cresciuto sul parquet della palestra Porelli, e questo la rende ancora più bella e indimenticabile. Nella massima serie la Virtus ha giocato, con quella di ieri sera, 2026 partite, e dunque la percentuale di successi, decisamente alta, è del 64.16%

 

GLI EX BRUNAMONTI, BONAMICO, BINELLI: CI CREDIAMO, MA GUAI A DIRE "SIAMO LA VIRTUS"

tratto da bolognabasket.it - 07/04/2016

 

Luca Muleo – su Stadio – ha intervistato alcuni ex storici giocatori bianconeri sul momento difficile per delle Vu Nere.
Ecco le loro parole:

Roberto Brunamonti: Il momento negativo? Va vìssuto, intensamente e positivamente. Come tutte le cose della vita. E’ normale per una società con tanti anni, che deve essere orgogliosa anche dei suoi acciacchi. Perché l’importante è esseeci, viverle certe cose. Poi, gioie e dolori sì alternano nella storia di una società. E superare questi ultimi significa prepararsi a nuove soddisfazioni. Spero vada tutto bene, c’è da stringere i denti. La situazione non è facile però i presupposti per salvarsi ci sono. Chiaro che battere Pistoia, prima del decisivo match contro Torino, sarebbe importantissimo. Ormai non è più una questione di gioco, bisogna vincere, questa è la sostanza. L’innesto di Collins ha dato sicuramente maggiori possibilità alla squadra e all’allenatore una carta in più per variare il suo menu e respirare finalmente dopo l’assenza di Ray. Un errore da non commettere? Dire “siamo la Virtus sarebbe sbagliatissimo”. Non c’è nome che tenga in questi casi, esiste solo essere uniti e vincere più partite possibili. Agli altri frega niente di chi sei, vedono solo un avversario da battere. Niente derby con Esposito? Oggi vedo un allenatore bravo, in una piazza importante. Un signor allenatore. Con Torino mi piacerebbe essere fisicamente presente.

Marco Bonamico: Con Torino verrò scuramente, è troppo importante. Viene anche Roberto? La sentiamo troppo, c’è incredulità a vivere in questa situazione. Faccio solo il tifoso, non do giudizi su chi lavora e si impegna ogni giorno, mi auguro di poter gioire alla fine. Non è un delitto dover giocare per non retrocedere, l’importante è farlo con determinazione. E sono certo che non mancherà in campo nelle prossime quattro finali. Perché La retrocessione è un pensiero che sì rifiuta, non siamo nemmeno in grado di visualizzarlo. Il pensiero è più ampio? A me dispiace in generale per le condizioni in cui versa il basket italiano. Ci sono tante piazze storiche in ballo per non retrocedere, e alla fine a una toccherà. Sarà un dispiacere in ogni caso. Egoisticamente però spero proprio non sia la Virtus. Una stagione fin qui maledetta? Di facile quest’anno evidentemente non deve esserci nulla. Per fortuna gli italiani stanno facendo ben e in questo finale, è un motivo ulteriore di fiducia. La ricetta è sempre la solita? Ora non bisogna fermarsi qui, si deve combattere. Una o due vittorie? Sono convinto che si possa vincere anche in trasferta, come è già successo a Sassari. Poi certo, sarà la gara con Torino a decidere tutto.

Gus Binelli: Dispiace tanta vedere la Virtus in questa situazione. Adesso non si può far altro che chiudersi in palestra e guardarsi in faccia, per dare il massimo. È l’unica maniera. Sembra una banalità, ma ogni partita sarà veramente una finale. Percentuali? È difficile farle, perché ci sono tante squadre in lotta e mille variabili. Dipende tutto dall’approccio è stata una stagione difficile, con errori che si possono commettere quando non hai budget a livello delle prime, e anche la sfortuna. Io ci credo e guardo a un futuro migliore, questa società merita di stare in un altro posto della classifica. Dall’ottavo in su.

 

BUCCI: "CONTRO TORINO ALL'UNIPOL ARENA CON 15 EURO"

tratto da www.virtus.it - 11/04/2016

 

A poco meno di due settimane dall’appuntamento, il presidente della Virtus, Alberto Bucci, chiama a raccolta i tifosi bianconeri per la sfida Obiettivo Lavoro-Manital, in programma domenica 24 aprile alle 18.15 alla Unipol Arena. Sarà una sfida diretta tra due squadre che oggi lottano per non abbandonare la Serie A. Per l’occasione, il presidente annuncia che il biglietto per ogni ordine di posto, ad eccezione del parterre, sarà in vendita al prezzo di 15 euro, proprio per favorire la presenza dei tifosi della V nera a palazzo.

“La partita con Torino sarà determinante”, spiega Bucci. “Abbiamo bisogno di tutti quelli che fanno parte del popolo virtussino, anche quelli che vengono dall’epoca delle grandi vittorie. Questo è un momento difficile, nella vita ci sono momenti così’ e non sono mai facilmente spiegabili. Ma stanno accadendo, e ora è inutile cercare i colpevoli. Tendiamo a cercare sempre i colpevoli, e il risultato è che poi ricadiamo negli stessi errori. Adesso dobbiamo cercare le soluzioni per tirarci fuori, e una di queste, importantissima, è la presenza della nostra gente. Dobbiamo sentire il calore del pubblico, la sua vicinanza. Noi capiamo tutti la situazione, non siamo ciechi, ci rendiamo conto di come stanno le cose. Ma ora abbiamo bisogno di venirne fuori, andremo a vedere alla fine tutto quello che ha funzionato e quello che non è andato nel modo giusto. Abbiamo bisogno di riempire il palazzo, domenica 24 contro Torino. Proprio di riempirlo, completamente. Ci servono amore, affetto, e tutte le persone che hanno voglia di dare qualcosa le aspettiamo. Per questo il prezzo del biglietto sarà di 15 euro, perché dobbiamo essere in tanti per affrontare questo momento delicato, e per superarlo. Io mi sento di dire una cosa del genere, perché l’amore e l’affetto che ho per questa società e per i suoi tifosi credo siano da sempre davanti agli occhi di tutti. Questo è un appello, certo, rivolto a tutti quelli che hanno voglia di sostenere la Virtus in questo momento. Loro sanno che possono dare una mano, e io li ringrazio fin da adesso, prima ancora di vederli accanto a noi alla Unipol Arena”.

Il biglietto sarà, come detto, in vendita al prezzo di 15 euro per tutti i settori, escluso il parterre. La prevendita inizia domani, anche online sul sito e nei punti vendita VivaTicket (www.vivaticket.it). Nella sede di via dell’Arcoveggio si potranno acquistare in orario d’ufficio (9.30-13 e 14-18) da domani, martedì 12 a venerdì 15 aprile, e ancora per tutta la prossima settimana, da lunedì 18 a venerdì 22 aprile negli stessi orari, e la mattina di sabato 23 dalle 9.30 alle 12.30. Il giorno della partita, domenica 24 aprile, la biglietteria della Unipol Arena aprirà gli sportelli alle 16.45.

 

ALBERTO BUCCI: A PISTOIA LA SQUADRA NON MI È PIACIUTA, SONO MOLTO PREOCCUPATO. BISOGNA CAMBIARE PASSO, E CHI NON LO CAPISCE STA FUORI.

tratto da bolognabasket.it - 12/04/2016

 

Il presidente della Virtus Alberto Bucci è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole: La squadra a Pistoia non mi è affatto piaciuta. Non sembravamo essere un gruppo affamato di punti, ma una semplice formazione che andava a giocarsi una partita non decisiva. Dovevamo essere molto più cattivi sul piano sportivo. Confesso di essere molto preoccupato.

Bucci, andiamo per gradi. Che cosa significa essere più cattivi sul piano sportivo? La cattiveria sportiva è sinonimo di determinazione: è la voglia di andare a prendere qualcosa, di ottenere un risultato, di vincere anche quando non sei favorito. A volte però non basta lavorare solo sui propri limiti per provare a superarli, sul campo devi avere più motivazioni dei tuoi avversari. Noi a Pistoia ne abbiamo avute meno, anche se avremmo dovuto averne di più.

A volte la squadra dà l’impressione di non credere nei suoi mezzi. E’ vero, ed è la conseguenza di quello che ho detto. Dentro la partita entra una sufficienza inconscia che ti porta a subire quando dovresti aggredire e questo fa disunire il gruppo. Nessuno smette di remare, ma se non si rema insieme nella stessa direzione e con gli stessi tempi, la barca non va da nessuna parte.

E’ preoccupato per la salvezza? Certo. Per quello che ho visto non siamo inferiori a tante squadre, ma succede sempre qualcosa per cui siamo in questa situazione. Quando ho accettato l’incarico di presidente sono stato chiaro: non sarei intervenuto sulle scelte tecniche, ma ero a disposizione dell’allenatore qualora ritenesse opportuno un confronto con me. La squadra ha l’atteggiamento sbagliato e io penso sia necessario che la società scenda in campo e chiarisca quello che ci si aspetta da questo gruppo.

Parlerà alla squadra? Oggi alla ripresa degli allenamenti. Voglio che sia chiaro che qui non ci sono carriere, non ci sono ragioni, non ci sono scuse e non ci sono idee, c’è solo il bene della Virtus. Se uno lo capisce bene, altrimenti si può stare anche senza di lui. Non punto il dito contro nessuno, ma adesso bisogna cambiare passo.

Torino però ha perso, e con solo tre partite da giocare potrebbe bastare vincere contro di loro domenica 24 aprile. Cosa ne pensa? Che è l’errore peggiore che possiamo commettere. Non dobbiamo confidare nelle difficoltà altrui, ma pensare a noi stessi, capire che siamo noi a dover disegnare quello che è il nostro destino. Domenica si va a Cantù, si gioca con un atteggiamento diverso da quello di Pistoia, si esce dal campo sapendo di aver fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità. Se gli altri saranno più bravi di noi, allora vinceranno loro, ma è importante sapere che non abbiamo fatto regali e il primo pacco dono che possiamo fare a chi ci ospiterà è quello di sperare che Brindisi vinca a Torino.

 

LA VIRTUS SULL'ABISSO DELL'A2

di Walter Fuochi - La Repubblica - 19/04/2016

 

Mai così vicina alla sua  prima retrocessione sul  campo, la Virtus ha una ventina di giorni per schivare un incombente appuntamento con la storia. In breve, due partite da vincere, del sospiro di stagione che resta. Avendolo fin qui fatto pochissimo (è ultima in classifica), il baratro è vicino: la dura cronaca s’avvia a ribaltare la storia dell’unica squadra italiana mai scesa dalla serie A. Ce ne sarà abbastanza per processarne rendimento e gestione, comunque vada a finire, con la diffusa sensazione che, al di là della povertà tecnica dei giocatori, si sia pure oramai esaurito, in quest’annata di tormenti, il ruolo della Fondazione, assente o silente nelle curve decisive, divisa e rancorosa, con troppi soci alla porta d’uscita. L’incognita grave è che, pur nel raro caso di salvare la pelle ora, ci sarebbe poi una continuità societaria da trovare: l’aumento di capitale lanciato da poco non ha sollevato risposte e le casse potrebbero presto piangere (e far piangere) anche più di chi va in campo.

Osservando gli stracci che iniziano a volare in Fondazione,  ci vorrebbe poi una squadra, per andare nella  giungla, e non la congrega tremula che ai brancaleoni  di Cantù (8 ko nelle ultime 10) aveva infilato, finchè la partita  era stata vera, un punto al minuto. Fragile in muscoli, giunture e cervelli, la Virtus gioca invece sempre peggio. Nelle  ultime tre ha perso di 7 con Trento, di 8 a Pistoia, di 16 a Cantù, senza mai sfiorare la vittoria. Il meglio l’aveva dato prima, vincendo a Sassari, poi qui su Varese e Cremona: e lì s’era illusa che fosse fatta. Viceversa, il suo tragitto porta fin troppo nitidamente in A2: fatturando il minimo in casa, si contava che bastasse a trovarne una peggiore, invece serviranno  miracoli. Con Torino, domenica in casa, la vittoria è necessaria  ma non sufficiente (poi, servirebbero pure 6 punti di scarto). Con Reggio Emilia, il 4 maggio, è un’utopia. Mancando  il due su due, andrebbe saldato come ultima chance un raro incastro di disgrazie altrui. Rarissimo, anzi.

 

VIRTUS PERFETTA!  I BIANCONERI ANNICHILISCONO TORINO E TENGONO VIVO IL SOGNO SALVEZZA

Spinta da una grande difesa e da una superba prova corale e mentale la Virtus Obiettivo Lavoro batte 73 a 54 la Manital Torino ribaltando la differenza canestri e tenendo vivo il sogno salvezza

di Matteo Airoldi - www.basketinside.com - 24/04/2016

 

Nel momento più difficile, quando tutto sembrava compromesso e le spalle erano contro il muro, Fontecchio e compagni sono riusciti a sfoderare la prestazione più convincente della loro stagione annichilendo con carattere e una difesa insuperabile una Manital Torino di fatto mai in partita all’Unipol Arena. La pratica è stata infatti sostanzialmente archiviata dai bianconeri già al termine del primo quarto, concluso sul 24 a 6 con la Manital ferma a due tiri segnati dal campo su diciotto tentativi e sotto 19 a 7 nel computo dei rimbalzi catturati. Ai bianconeri è così bastato il minimo sforzo per scollinare  i 20 punti di scarto alla ripresa del gioco e chiudere anzitempo i conti mandando anche 5 uomini in doppia cifra al suono dell’ultima sirena. Con questa vittoria crescono nuovamente in maniera importante le possibilità di salvezza della Obiettivo Lavoro che a una giornata dalla fine riacquista due punti di vantaggio su Torino e Caserta, che perde con Brindisi, e ribalta anche la differenza canestri dell’andata contro i piemontesi. Se i bianconeri dovessero infatti centrare i due punti nella pur difficilissima sfida contro Reggio il 4 Maggio, la permanenza in A sarebbe matematica, in caso contrario invece bisognerà aspettare i verdetti del PalaMaggiò e del PalaRuffini. Un successo, quello conquistato oggi da Fontecchio e compagni, figlio della maggior fame di vincere mostrata dalla “Vu nera” e del grande lavoro in settimana di Bucci e Valli che hanno saputo dare la giusta mentalità al gruppo, allontanando pressioni e spettri pericolosi di retrocessione, e tirato fuori il meglio che questa squadra possa offrire.

Avvio bruciante della Virtus, Torino non riesce a reagire – Il clima è di quelli delle grandi occasioni ma la Virtus non si lascia intimorire dalla pressione ed entra subito in partita con il piede giusto, difendendo su ogni pallone con grande intensità, presidiando con attenzione le plance  e cercando di far girar palla in attacco. Nonostante qualche fallo di troppo (sono otto quelli commessi dei bianconeri, compreso un tecnico a Vitali, contro i quattro di Torino a 3′ dalla fine del 1° quarto) che appesantisce le rotazioni a disposizione di Valli, Bologna ha il pieno controllo del match grazie alle triple dello scatenato Fontecchio e alle giocate del sempre solido Mazzola che tengono a distanza una Torino che non trova risposte efficaci dal suo bomber Dyson  – apparso decisamente sottotono insieme a Mancinelli, bersagliato dai cori del tifo bolognese che lo hanno infastidito non poco condizionando il suo rendimento – e spingono i felsinei alla prima fuga della serata che si rivelerà poi quella decisiva (24 a 6 a fine primo quarto). In apertura di seconda frazione Gaddy scrive dalla media addirittura il+20 (26-6), mettendo ulteriore pressione sul gropppone della Manital capace di superare quota 10 punti segnati soltanto dopo 14 minuti e grazie al gioco da tre punti firmato Eyenga (30-13). Bologna insiste con il tiro da fuori, ma con il passare dei minuti le percentuali si abbassano lievemente alimentando le pur flebili speranze di rimonta di Torino. I liberi tirati dai piemontesi e la bomba di Goulding, la prima siglata dagli ospiti dopo 10 tentativi falliti, riavvicinano così la Manital fino al – 13 (30-17) ma a risistemare tutto ci pensa in un amen Mazzola con la tripla che scatena l’urlo dell’Unipol Arena e allontana nuovamente i gialloblù (33-17). Non solo tiro dall’arco ma anche gioco interno per l’Obiettivo Lavoro prova a servire con insistenza Pittam sotto canestro e quando lo trova porta a casa sempre buone soluzioni, mentre Torino resta molto ferma in attacco e al suono della sirena che sancisce l’intervallo lungo, sull’errore in sottomano fuori tempo massimo di Mancinelli, si trova a rincorrere gli avversari sotto di 17 punti (38-21).

I bianconeri gestiscono e chiudono i conti – Fontecchio e Mazzola aprono il secondo tempo regalando alle Vu nere il massimo vantaggio momentaneo (45-23). La presenza contemporanea di Ebi e White sul parquet da maggiore sostanza agli ospiti nel pitturato, innescando la loro reazione che sulla bomba di Dyson, decisamente sottotono nel primo tempo, si ritrova addirittura a – 13 con un parziale aperto di 9-0 (45-32). Nel momento migliore dei gialloblu arriva però la doccia fredda: gli dei del basket decidono infatti che sia Vitali, giocatore che anche nei momenti più bui della stagione bianconera non ha mai mollato dando sempre un grintoso contributo alla causa, a riaccendere l’entusiasmo degli 8000 presenti dalla lunga e riportare il vantaggio a 16 lunghezze ridando tranquillità ed energie mentali alla Virtus che, una volta ripresa la corsa sospinta dall’energia di Collins che piazza due bombe in chiusura di quarto, alza l’asticella del disavanzo fino al +26 quando restano soltanto 10 minuti da giocare. Ai bianconeri non resta quindi che gestire con grande serenità lo scarto scollinando quota 30 punti di vantaggio e chiudendo le ostilità sul 73 a 54 che tiene più che mai vive le speranze d’impresa finale.

 

VIRTUS, LA PASSIONE CONTINUA

di Walter Fuochi - repubblica.it  - 25/04/2016

 

È più salva, finiti 40 minuti di indegna mattanza, Torino della Virtus. Questa Torino, svogliata e imbelle, molto più della squadra  che l’ha appena cancellata, sbocciando forse troppo tardi, sulle tabelle di marcia del suo anno  orribile, e comunque mostrando  una faccia, un orgoglio, anche una cifra tecnica che di rado, fin qui, l’avevano assistita. Torino potrà battere in casa, mercoledì 4 maggio, la Pesaro ormai sazia, e si tirerà fuori dai guai. La Virtus ci rimarrà dentro fino al collo, dovendo  andare a Reggio a mangiare  pane duro, o dovendo sperare nella rovina di Caserta. A Reggio corrono per il secondo posto e vorranno  quei due punti. E pure a Caserta  alzeranno volume e temperatura,  aspettando Trento. Che sarà motivata dalla ricerca di un posto sulla griglia playoff, fra quinto e ottavo (oggi è il settimo),  rischiando però anche il nono,  ossia l’esclusione. La Virtus ha il destino in due paia di mani. Le proprie. E quelle del gruppo capitanato  da Peppe Poeta, stimolato  a vincere in Campania. Riassumendo,  Bologna, Torino, Caserta:  cadrà una di queste tre.

Dunque, non è detto che basterà,  anzi è probabile di no, ma ieri intanto la Virtus ha fatto il suo, cancellando una partita mai nata  (per gli altri...), con un approccio  già solido anche quando, nelle  prime battute, era incerto, titubante  in attacco. La difesa è stata da subito il marchio del suo dominio:  Torino ha segnato 6 punti nel primo quarto, 21 all’intervallo,  34 al 30’. Girava a uno minuto,  inebetita dalla trincea bianconera,  che accennava movimenti di zona e copriva tutte le linee di passaggio, oltre a dominare a rimbalzo, finchè s’è resa meno ignobile lo scarto, da -31 a -19. Non cambierà nulla, pure tinta di bianconero un’inutile differenza  canestri. Creperà Caserta, se rimarrà a quota 20 da sola. O Torino  (idem). O, a 22, la Virtus, se le altre due ci saliranno, per effetto dello 0-2 con Caserta (due partite  che la Vu vinceva di 4 a mezzo minuto dalla fine, ed è quello il peccato mortale).

Valli ha presentato dunque nella notte più tempestosa il volto  della squadra che aveva progettato  e, più che altro, vagheggiato.  Non l’ha vista dipendere da Pittman, che qualche licenza s’è preso, e pure qualche accenno  di rissa, col White cui riconosceva  l’alato pedigrèe, ma l’ha vista  sfruttarlo, per tenere l’area minacciosamente sgombra e farci  vendemmia a rimbalzo. Al successo  l’hanno trainato i veterani (se si può parlarne, in questi viavai  di squadre in eterno divenire). Mazzola ha fatto attacco e difesa,  e canestri di svolta quando Torino si riaffacciava. Fontecchio  ha rotto subito il ghiaccio, come  una possente baleniera, tirando  con pari mira e coraggio. Gaddy  è rinato dopo i guai alla spalla, per dimostrarsi il più lucido e incisivo  dei piccoli. E se Collins ci ha messo un tempo ad emergere come  stoccatore, la sua cucitura del gioco è stata assidua, paziente,  instancabile. Il resto, la Virtus l’ha speso utilmente su Dyson, azzerandolo: nè tiri da lontano nè percussioni, il drago dello scudetto  sassarese ha sputato fiammelle  tenui, indolori, marcato a staffetta, più o meno da tutti i piccoli,  e un po’ pure dagli ottomila dell’arena, che volevano il cuore oltre l’ostacolo, in quest’ultima serata con la storia, e lì l’hanno visto.  Per ora basta, chissà se servirà.

Michele Vitali esulta nella partita contro Torino (foto tratta da www.catchweb.it)

ALBERTO BUCCI: "MAI AVUTO UN PUBBLICO COSÌ BELLO DA ALLENATORE, GRAZIE A TUTTI. LA VIRTUS HA IL 50% DI PROBABILITÀ DI SALVARSI"

tratto da www.bolognabasket.it - 27/04/2016

 

Il presidente della Virtus Alberto Bucci è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole:

Alla V nera voglio dare il 50% di possibilità di salvezza, perchè la squadra che ha vinto con Torino può giocarsela con chiunque, anche con chi lotterà per il titolo. A Reggio sono molto legato: Chiarino Cimurri per me era come un fratello e sono amico dell’amministratore delegato Alessandro Della Salda. Sarebbe bello se noi vincessimo salvandoci e poi loro si cucissero sulla maglia lo scudetto. Questo baratto lo farebbero subito, noi saremmo i primi a essere contenti se si concretizzasse.

La squadra tornerà in ritiro? No. Certe cose non si ripetono mai in modo ravvicinato, altrimenti perdono il loro effetto. La Virtus andrà via il giorno prima e tutti passeranno la notte in albergo.

Il ritiro è stata una sua scelta. Perchè è arrivato a questa decisione? La squadra non riusciva a esprimere in partita quello che produceva in allenamento. La causa per cui questo succede spesso è la pressione, per cui era necessario mettere i giocatori al riparo. Dovevano guardarsi in faccia e capire che solo se si remava nella stessa direzione si arrivava a riva. Una volta portato in salvo il carico ognuno andrà per la propria strada. Al contrario per quanto uno possa fare buoni numeri, questi vengono cancellati se la stagione della sua squadra è molto negativa.

Si aspettava una prestazione come quella di Torino? La squadra ha subito aggredito e questo era quello che l’allenatore voleva. I nostri avversari sono rimasti spiazzati e non hanno saputo reagire. Mi aspettavo che i giocatori avessero questo tipo di risposta, il resto non mi compete.

State già pensando al futuro? Una società non può essere governata dal futuro, ma deve prevederlo. Stiamo valutando diverse ipotesi, sia che si rimanga in A sia che si retroceda. L’importante è capire cosa quest’anno ti ha insegnato.

Cosa c’è da imparare da una stagione come questa? Ho l’impressione che si sia avuto paura ad ammettere che ci si era sbagliati. Al contrario, l’errore è l’unico compagno che viaggerà con te tutta la vita. Ogni tanto sono chiamato come relatore in convegni e seminari e io dico sempre che non invidio chi non sbaglia mai, perchè o è morto e magari non lo sa ancora, oppure non conta nulla. Gli errori fanno parte della vita, l’importante è sapersi correggere e questo è possibile solo se chi li commette è in buona fede. Vorrei dire un’ultima cosa.

Prego. Io all’Unipol Arena ho giocato tante partite importanti, ma un pubblico come quello di domenica non l’ho mai avuto da allenatore. L’ho avuto da presidente: lunedì ho compiuto 68 anni, un regalo più bello non lo potevo ricevere. Grazie a tutti.

 

VIRTUS IN A2, NUMERI IMPIETOSI: È STATA LA PEGGIORE

di Walter Fuochi - www.larepubblica.it - 05/05/2016

 

Nitidamente la peggiore fra le sedici iscritte alla serie A, la Virtus retrocede in A2 spintavi dalla forza di risultati solari, inequivocabili. Undici vittorie in trenta partite (e una sola nelle ultime cinque), è stata giustiziata da una classifica avulsa di nuovo lampante: di quattro duellanti arrivate a quota 22, il doppio 0-2 con Capo d’Orlando e Caserta le è stato letale, aggiunto che, con nessuna delle rivali di fondale, vanta un 2-0, al massimo degli 1-1. Curiosamente, ha battuto una sola squadra due volte, i campioni d'Italia di Sassari. E l'evento di perdere con quella Virtus lì era stato preso tanto male, sull'isola, da costare due teste di allenatori: Sacchetti all'andata, Calvani al ritorno, subito dopo le mazzate prese dai bianconeri. Divagazioni. Restando ai nudi numeri, perchè nel torrente di parole si rimarrà immersi ancora a lungo, pure a Reggio la vittoria non è stata mai davvero accarezzata: due volte la Vu è andata avanti, ma un +9 al 23’ e +6 al 28’ danno l’idea del ciclista in fuga a troppi chilometri dall’arrivo. Dietro, quelli più forti rientravano con poche pedalate più robuste.

Contabilmente, di nuovo, la Virtus va giù in particolare per le due sconfitte con Caserta, rimpiante come partite gettate via: uno solo di quegli esiti ribaltati avrebbe dato la salvezza, essendo stata la Juve l’ultima rivale ad affiancarla nella lotta per non retrocedere. Ma il 2 novembre, in casa, la Virtus perse 85-90 al supplementare, sprecando un +4 a 18” dalla fine dei 40’ (Amoroso, oggi fortitudino, segnò da tre il -1, poi un libero di Gaddy, poi il pari di Hunt). E riperse a Caserta, il 14 febbraio, 69-65: avanti di 4 a 3’ dalla fine, non segnò più, subì un 8-0 e mancò con Vitali a 6”, sul -2, la tripla del sorpasso. Gli incroci con Caserta potrebbero infine non essere terminati: la Virtus salverà il posto in A se qualche squadra non riuscirà a iscriversi per scarsa pecunia. E proprio della Juve si dice che non abbia casse floride. Sempreché, poi, le abbia la Virtus.

 

SASHA DANILOVIC: "INUTILE INTERROGARSI SUL PASSATO, BISOGNA RIPORTARE LA VIRTUS IN SERIE A. SUBITO"

tratto da bolognabasket.it - 07/05/2016

 

Sasha Danilovic è stato intervistato da Alessandro Gallo sul Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Danilovic, la Virtus non aveva mai conosciuto l’onta della retrocessione in A2. Lo so. Non ho seguito tutto il campionato, lo ammetto, ma sono dispiaciuto per quanto è accaduto. Anche perchè la collocazione della Virtus non può essere certo in A2. Lo dicono la sua storia e il suo blasone.

Quali possono essere le spiegazioni per l’accaduto? Fare i generali dopo le sconfitte serve a poco. Così come interrogarsi troppo sul passato. Bisogna ripartire subito di slancio. E magari riportare la Virtus in serie A. Subito.

Lei è una leggenda per i tifosi della Virtus. Come potrebbe consolarli? E’ un momento poco felice. Ma i tifosi della Virtus non hanno bisogno di consigli. Sono sempre stati vicini alla squadra, anche nei momenti meno felici. Sono sicuro che, ancora una volta, si stringeranno attorno alla Vu Nera.

Il presidente della Virtus è Alberto Bucci… Che è stato mio allenatore per due anni. In due stagioni abbiamo vinto altrettanti scudetti. Conosco bene Alberto, è un ottimo tecnico, un grande motivatore. La Virtus si è rivolta a lui per provare a dare una scossa positiva in un momento difficile. Non ci è riuscito. Ma so che Alberto ha dato il massimo, come sempre. E adesso sono sicuro che sia già al lavoro, coi suoi collaboratori, per ridare alla Virtus il posto e la collocazione che merita.

In panchina, nel giorno più brutto della storia di questo club, c’era Giorgio Valli… Un buon allenatore, un amico. Credo che anche lui abbia fatto il possibile per evitare la retrocessione. Momenti come questi, purtroppo, fanno parte della vita di un tecnico. Sono sicuro che anche lui tornerà a vivere momenti migliori.

Quando rivedremo Danilovic a Bologna? Presto. Perchè a Bologna torno sempre volentieri.

E per vedere uno come Danilovic in campo? Questo sinceramente non lo so. Non sarebbe nemmeno serio, oggi, fare un discorso del genere. Quello che posso dire è che mi auguro che la Virtus, la mia Virtus, trovi al più presto grandi campioni. Per tornare a correre. Per essere al top.