LORENZO PENNA

(foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Bentivoglio (BO)

il: 21/01/1998

altezza: 180

ruolo: playmaker

numero di maglia: 22

Stagioni alla Virtus: 2015/16 - 2016/17

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

NON È DA UN CANESTRO SBAGLIATO CHE SI GIUDICA UN GIOCATORE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia - 20/12/2015

 

Queste righe hanno la loro genesi in una domenica sera nebbiosa, ritornando dall'Unipol Arena di Casalecchio, dopo un sofferto ma importante successo della Virtus contro la capolista Pistoia, ma, in realtà, nascono molto prima: il 21 giugno scorso a Villorba si disputa la finale del campionato under 17, proprio tra la Dife Pistoia Basket 2000 (corsi e ricorsi) e la Virtus. Lorenzo Penna ha disputato delle grandi finali, sempre in doppia cifra nelle prime 5 partite, con un apice di 20 punti nei quarti di finale, solo in semifinale e in finale scende sotto, rispettivamente con 8 e 9 punti, ma in fondo si tratta di un playmaker, il realizzare punti non è il suo unico scopo. Proprio nella gara decisiva, quando sono sotto 68-69, i bianconeri hanno l'occasione di giocare l'ultimo pallone e proprio Lorenzo si prende la responsabilità del tiro: penetra nella difesa e si trova a pochi centimetri dal canestro, sembrerebbe un facile appoggio, ma siamo all'ultimo atto di un campionato iniziato nove mesi prima, durato 38 partite e ci si gioca il titolo, così può capitare che anche i gesti più usuali diventino complicati e quel pallone incredibilmente non entra nella retina. Penna e tutti i suoi compagni vedono sfumare il sogno di guadagnare il titolo tricolore, giungono secondi, dopo il terzo posto dell'anno prima nella categoria under 15. Persino Jordan e Danilovic hanno sbagliato canestri decisivi, tra i tanti vincenti messi a segno, può benissimo sbagliare un ragazzo di 17 anni ancora immerso nelle categorie giovanili, ma sicuramente la delusione deve essere tanta. Ho seguito quell'incontro, quell'ultima azione e subito ho scritto il seguente messaggio a Lorenzo (il playmaker, che ha fatto tutta  la trafila, a partire dal minibasket nella Virtus, è uno dei tanti che con estrema disponibilità mi ha aiutato nel ricostruire foto e date della sezione giovanili di questo sito): "Hai fatto delle grandi finali, non sarà un tiro a cambiare questa realtà. Bravo!". E Se De Gregori avesse cantato il basket, invece del calcio, quella sera avrebbe intonato "Non è da un canestro sbagliato che si giudica un giocatore". Al dolore morale per la sconfitta, ben presto si aggiunge quello per l'operazione alla spalla subita nell'estate, nonché la frustrazione per dovere restare fuori dal campo all'inizio della stagione successiva. Ma ormai il peggio è passato, da oltre un mese il giovane virtussino ha ripreso a giocare ed ha bruciato le tappe: esordio in prima squadra nella vittoriosa amichevole del 16 dicembre a Brescia, con tre punti a bersaglio, poi quattro giorni dopo la prima gara di campionato con la prima squadra, di nuovo Pistoia di fronte, ma in serie A. Sembra un sogno, ma il meglio deve ancora venire, perché negli ultimi secondi del secondo quarto (lo farà anche sul finire del terzo quarto) Valli lo getta nella mischia e il ragazzo risponde subito presente catturando un rimbalzo d'attacco e conquistandosi un fallo con i relativi due tiri liberi. Tutto è stato così immediato che forse Lorenzo non si rende conto neppure che è a un passo dal segnare i primi punti nella serie A, con la maglia della sua amata Virtus, ma proprio come 6 mesi prima il pallone lo beffa, l'emozione lo tradisce e la sfera non entra; però Lorenzo ha dimostrato di avere personalità e coraggio anche perché... non è da due tiri sbagliati che si giudica un giocatore.

 

“LOLLO” PENNA, DAL MINIBASKET ALLA SERIE A: “LO SOGNAVO DA BAMBINO”

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 21/12/2015

 

Adesso Lorenzo Penna lo sa, cosa succede quando i sogni si trasformano in realtà. Il suo, quando era bambino e giocare a basket diventava sempre più coinvolgente, era arrivare un giorno a metter piede su un parquet di Serie A. Ieri, a un mese esatto dal diciottesimo compleanno, quel momento è arrivato. Contro Pistoia. Coach Valli lo ha mandato sul cubo e in pochi secondi è successo tutto. Debutto in Serie A, applausi dei tifosi, anche la vittoria finale a rendere più dolce la festa.

“E giuro che ancora non riesco a realizzare. Un conto è pensarci, un conto essere lì, in mezzo alla Unipol Arena, con i tifosi che ti incitano, e tra di loro anche tanti amici che come me aspettavano un momento così. Ho cercato di essere lucido, concreto il più possibile. Ma le gambe un poco tremano in quei momenti, c’è poco da dire. Credo sia per questo che ho sbagliato quei due liberi. Mentre ero in panchina un po’ me l’ero vista, la situazione: Mi dicevo: e se segnassi, se facessi i primi punti in Serie A? Ho creato un po’ di aspettativa… Peccato, non ce l’ho fatta. Ma le paste all’allenamento del giorno dopo le ho portate lo stesso”.

Quei punti arriveranno, c’è da scommetterci. Intanto, non è stato un passaggio sottotraccia. In un minuto, un rimbalzo agguantato in attacco e un fallo subìto. Ci vuole carattere, in certe cose.

“Ho cercato di dare il mio contributo. È stato tutto così veloce. Se penso che ho ripreso da un mese e mezzo, dopo l’intervento alla spalla dell’estate scorsa”.

Artroscopia alla spalla, non uno scherzo. Comunque, il primo stop vero della carriera.

“Nella passata stagione avevo avuto problemi a una caviglia, ma stavolta è stato più serio. È frustrante doversi fermare a lungo, pensare a come e in che modo si potrà poi ripartire. Anche per questo pensavo che questo debutto in Serie A potesse arrivare, semmai, molto più avanti. Mi dispiace vedere la prima squadra in emergenza, ora anche Williams ha avuto problemi importanti. Io posso solo cercare di dare il meglio quando sarò chiamato in causa. Senza volare alto. Questo è soltanto un inizio, seppure fantastico per me. Ho solo un modo per festeggiare questo esordio: testa bassa e lavorare”.

L’ha imparata alla palestra Porelli, questa filosofia. Arrivandoci a undici anni appena. Questa è la settima stagione con la V nera sul petto. Partito dal minibasket, ha attraversato tutto il settore giovanile per ritrovarsi su quel cubo alla Unipol Arena.

“Facevo la prima media, arrivai da esordiente al minibasket di Brochetto, e presto fui aggregato all’Under 13 di Fedrigo. In questi anni mi hanno poi seguito Sanguettoli, Consolini, Vecchi, e ora mi ha chiamato in prima squadra Valli. Questi sono i maestri, direi che sono stato molto fortunato”.

Virtussinità, fin dall’inizio. Del resto, “Lollo” se la portava dietro da prima di diventare giocatore.

“Sono stato tifoso Virtus, prima di cominciare a giocare. Mai avuto altre bandiere. Ecco, provate a pensare cosa significhi per un ragazzo nato a Bentivoglio crescere qui dentro, in questa palestra, respirando quest’aria. E alla fine arrivare in Serie A con questa maglia. Se non è una favola, questa…”

Citandoli, abbiamo ringraziato i maestri. Chi altri, nella lista speciale di “Lollo”?

“Tanti amici erano lì ad aspettare e sognare con me, domenica scorsa. Immagino cosa possono aver provato quando mi hanno visto entrare in campo. Ma sopra tutti c’è mia madre. Questa prima volta è sua al novantanove per cento, mia per quel poco che resta. Ha fatto mille sacrifici per permettermi di seguire il mio istinto, mi ha aiutato, portato avanti e indietro agli allenamenti, aspettato, capito. Non è una super esperta di basket, è solo una mamma che ha voluto che suo figlio seguisse la sua strada fino in fondo. E per questo non finirò mai di dirle grazie”.

 

Lorenzo Penna proiettato a canestro (foto tratta da www.virtus.it)

PENNA, "IL DERBY NON MI FA PAURA"

tratto da bolognabasket.it - 05/09/2016

 

Il play Virtus Lorenzo Penna è stato intervistato oggi da Luca Aquino sul Corriere di Bologna

Accanto a due leggende come Achille Canna e Roberto Brunamonti, la terza faccia della campagna abbonamenti Virtus è quella di Lorenzo Penna, play bianconero di 18 anni. Che effetto le fa? “È un motivo di grande orgoglio, la cosa che mi ha fatto più piacere è essere la figura rappresentante del nostro settore giovanile, n giorno della presentazione ho incrociato Tarozzi (responsabile comunicazione Virtus, ndr.) e mi ha detto: “Hai visto la campagna abbonamenti?” Sono rimasto spaesato”

Lei e Spissu 39 anni in due, Ruzzier e Candì 42 in Fortitudo. A Bologna non c’è paura a lanciare play giovani. “Le due società hanno avuto molto coraggio perché fra il dire e il fare c’è differenza, ma loro hanno detto e hanno fatto. Ora dipenderà da noi”

A proposito, questo è anche l’anno del ritorno del derby. “Gioco contro la Fortitudo da anni nel settore giovanile, sono sempre le partite più sentite. Affrontarli in prima squadra è ancora più bello, abbiamo già assaggiato il clima derby con la sfida under 19 al PalaDozza di due anni fa davanti a 4mila persone. Non posso neanche immaginare che atmosfera ci sarà, non vedo l’ora di vivere la settimana di avvicinamento alla partita”

È vero che sarebbe potuto finire dall’altra parte? “Quando giocavo a Casalecchio, da bambino, un amico di mia madre allenava nel settore giovanile Fortitudo e mi chiese di andare a fare un torneo in Toscana. L’ho fatto, ma da lì in avanti è stata solo Virtus”

Quando è cominciata la sua vita in bianconero? “A 11 anni, dopo aver cominciato col baby basket a 3 anni a Casalecchio. Ero esordiente ma mi allenavo con gli under 13 di Christian Fedrigo, poi ho avuto la fortuna di avere due grandi allenatori come Giordano Consolini e Marco Sanguettoli, mi hanno fatto crescere come giocatore e come persona, perché ero un birbante fin da piccolino”

Ora tocca a Ramagli. “Mi sono trovato bene fin dall’inizio, sa quando essere esigente e severo o quando dirti bravo. Negli scorsi anni ero solo un aggregato alla prima squadra, adesso mi sento finalmente parte del gruppo e del progetto. Difenderò come un dannato perché devo dare delle certezze all’allenatore e queste partono sempre dalla difesa. Non sono un veggente e non so come andrà la stagione, ma ai tifosi posso promettere che daremo tutto”

Ha un modello cestistico? “Ginobili. Di recente ho visto un video sulla sua vita, mi rivedo nei sacrifici fatti passando ore in palestra mentre gli amici sono a divertirsi. Questo lo ha portato a essere il giocatore che è, se vuoi qualcosa devi andare e prenderla, filosofia che faccio mia. Un altro che mi faceva impazzire è Jason Williams per i suoi passaggi spettacolari”

Dove si vede fra 5 anni? “Vorrei essere in Virtus, perché la Virtus e Bologna sono la mia vita. Tutto dipenderà da questa stagione, sarà un anno chiave per la mia carriera”

PENNA: "CON QUESTA ALCHIMIA DI SQUADRA OGNUNO DÀ PIÙ DEL 100%.VORREI L'ORO AGLI EUROPEI"

tratto da bolognabasket.it - 09/12/2016

 

Lorenzo Penna è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Quella di mercoledì sera è stata una partita a intensità molto alta, una qualità che loro hanno sempre avuto avendo infilato anche 5 vittorie consecutive imponendo sempre il loro ritmo. Noi siamo stati più bravi a gestire i possessi e nel secondo quarto a fare il break decisivo tendendoli poi a una distanza tale da non farci impaurire dallo loro reazioni.

Che cosa vi ha insegnato questo successo? Che abbiamo tante energie da spendere anche se siamo i primi a sapere che non sono infinite, però, quando c’è una alchimia di squadra come la nostra succede che avendo a fianco dei compagni che danno il massimo agli altri non viene da dare solo il 100%, ma anche qualcosa di più, facendo subito quello che ti viene chiesto e in modo migliore di come lo avevi preparato.

Lei gioca circa 15 minuti a gara. Si aspettava un utilizzo così elevato? No. Soprattutto nella prima parte di stagione mi aspettato un utilizzo inferiore rispetto a quello che sto avendo. Ringrazio Ramagli per questa opportunità spero di proseguire su questa strada. Voglio comunque giocarmi al meglio ogni opportunità.

Tra i compagni, chi ha come punto di riferimento? Guido Rosselli. Per la tenacia, per la sua forza e la facilità che ci trasmette nel fare le cose: quando lui è in campo sappiamo da chi andare. Sa come uscire dalle difficoltà facendo giocare la squadra.

Ha un modello come giocatore? Sì, Jason Williams. Sapeva trattare la palla in modo tale che anche il passaggio più difficile a lui risultava una cosa semplice, anzi naturale.

Domenica giocate con Forlì, poi inizia l’avventura con la nazionale under 18 in vista dei campionati Europei. Un pronostico? Vorrei vincere con perché siamo un bel gruppo di ragazzi che hanno voglia di fare e che sono uniti sia dentro che fuori da campo. Siamo molto amici, ci sentiamo spesso e vorremmo suggellare questo nostro stare e lavorare bene insieme con un risultato importante. Vogliamo l’oro e se questo non accadrà noi comunque daremo il 100 per cento sperando di tornare a casa almeno con una medaglia.

Si sente pronto per il derby? Non è che non mi sento pronto, è che io adesso penso solo a Forlì e poi, dopo domenica, penserò solo agli Europei. Credo sia necessario pensare a una partita alla volta per essere preparati alla gara che si sta per giocare, se, invece, si pensa ai prossimi incontri c’è il rischio di non avere la concentrazione necessaria. Bisogna solo pensare alla partita che viene, penso che solo così si ottengano dei risultati.

«ERO VIRTUSSINO PRIMA DI GIOCARE
IL TIFO PER LA V È NEL DNA DI FAMIGLIA»

«Andavo a sfidare gli amici biancoblù al Romainville»

di Enrico Schiavina - corrieredibologna.corriere.it - 03/01/2016

 

Lorenzo Penna, perché il basket e perché la Virtus? 
«Faccio prima a mostrare questa foto — tira fuori un telefono — è di un bel po’ di anni fa: ci sono io con i miei fratelli e sorelle, tutti e cinque molto piccoli, con i nostri genitori e le sciarpe bianconere. Tutto è stato naturale». 
La V nel dna familiare? 
«Sì, per me è stato così. Ma credo che sia un po’ lo stesso per chiunque giochi o segua il basket a Bologna. Io sono stato tifoso Virtus anche prima di cominciare a giocare». 
Cinque fratelli, tutti virtussini e tutti giocatori? 
«Anche Nicolò, mio fratello più grande, ha fatto le giovanili in Virtus, ora gioca in C2 al CVD Casalecchio. Filippo, il più piccolo, è arrivato in Virtus quest’anno. Poi c’è Maddalena che fa l’under 18 alla Magika Castel San Pietro. L’unica che non gioca è Matilde, la più grande, ma è la nostra prima tifosa». 
Virtussino da sempre, ma passando per Casalecchio. 
«Baby basket e poi minibasket, con la Masi. I miei fratelli hanno fatto più o meno lo stesso. Era vicino a casa, mi trovavo bene e mi divertivo molto. Poi, in prima media, arrivai alla Virtus. All’inizio era al Cierrebi, quindi ancora vicino casa». 
L’Arcoveggio non è tanto vicino. 
«Ma neanche tanto lontano. Io ho sempre abitato in questa casa, il campetto dove andavo con gli amici era quello del Parco Zanardi, alla Funivia, oppure tiravo da solo in quello dietro alle scuole Dozza. Andavo anche al Romainville di Casalecchio, che è una zona a maggioranza fortitudina. Ho tanti amici schierati dall’altra parte. Mai stato un problema». 
Anche Candi? 
«Leo lo conosco da una vita. Prima di partire per gli Europei in Turchia mi ha scritto un messaggio. Eravamo stati assieme a una trasmissione tv, abbiamo visto una partita del Bologna e fatto tifo assieme. Sì, è un amico, anche se non ci si vede spesso. Beh, ci saluteremo al derby». 
Bolognesi, playmaker, la V o la F fin da piccolissimi. Candi- Penna è un po’ la copertina del derby. 
«Una sensazione strana, e credo sia lo stesso per lui. Da bolognesi, credo sia una bella cosa. Io però non ho fatto la strada che ha già fatto Leo, che è un giocatore da quintetto base e se l’è guadagnato».
In fondo voi ragazzi siete quelli che del derby hanno un’idea più precisa. 
«Abbiamo giocato tanti derby giovanili, ma non credo ci sia niente di paragonabile. Ricordo quello Under 18 di due anni fa, al PalaDozza con quattromila persone, tifosi di tutte e due le squadre e cori anche pesanti ». 
Da casa sua, in zona Certosa, si può andare allo stadio anche a piedi. 
«Ci andavo spesso, in curva Andrea Costa. Ho sempre tifato Bologna, anche da piccolo. Alle elementari a calcio ci giocavo, ma mia madre non ha mai avuto dubbi: nuoto e basket. Aveva ragione, ce l’ha sempre avuta. Ha fatto sacrifici incredibili, da sola, per permetterci di seguire la nostra strada. È stata fenomenale». 
È stato costretto a studiare storia della Virtus? 
«Costretto no, però mi sembrava giusto cercare di saperne di più e ho letto qualcosa. Di essere stato messo nella campagna abbonamenti assieme a Canna e Brunamonti l’ho scoperto a cose fatte, allora ho provato a informarmi. Brunamonti poi era con noi per la Fip in Turchia, è stato eccezionale. C’era anche Davide Moretti, che ha aggiunto un po’ di ricordi di suo padre». 
Sente di rappresentare i tanti giovani che non ricordano nulla del derby? 
«No, io del derby mi ricordo eccome! L’ultimo ce l’ho ben presente: avevo 11 anni, ero in quella stanza, sul divano, davanti alla tv. Una cosa la ricordo perfettamente ed è di allora: il boato in sala alla tripla di Vukcevic».

OXILIA E PENNA AL RADUNO DELLA NAZIONALE UNDER 20

tratto da www.virtus.it - 10/03/2017

 

Tommaso Oxilia e Lorenzo Penna sono stati convocati per il raduno della Nazionale Under 20, che si terrà a Roma il 20 e 21 marzo. I due giocatori di Virtus Segafredo saranno a disposizione del responsabile tecnico Stefano Sacripanti e di coach Maurizio Buscaglia già lunedì 20 all’ora di pranzo, e affronteranno una due giorni di allenamenti alla palestra Cpo.

PAJOLA E PENNA SI ALLENANO ALLE SEI DEL MATTINO

I due gioiellini bianconeri hanno dovuto anticipare il loro lavoro personalizzato e si sono allenati alle prime luci dell'alba

tratto da bolognabasket.it - 17/03/2017

 

Come riporta il Corriera di Bologna, in questa settimana la palestra dell’Arcoveggio si è aperta molto presto, sopratutto per Alessandro Pajola e Lorenzo Penna che, già dalle prime ore del mattino (poco dopo le 6) erano in palestra per effettuare un allenamento individuale. Hanno fatto il solito lavoro sul campo per migliorare i fondamentali e il tiro, alcuni esercizi specifici per il loro ruolo e poi una seduta in sala pesi.

I due gioiellini bianconeri hanno dovuto anticipare il loro lavoro personalizzato, che avrebbero dovuto svolgere durante la settimana, a causa di una serie di impedimenti che non gli avrebbero dato la possibilità di fare il loro allenamento. Avrebbero anche potuto saltare un’ora di allenamento individuale questa settimana e nessuno li avrebbe “puniti”, ma ciò dimostra ulteriormente la grande mentalità e il grande entusiasmo che si respira in casa Virtus.

"LA GIOVANE DOTTA": C'È ANCHE PENNA TRA I 25 GIOVANI CHE DANNO LUSTRO A BOLOGNA

tratto da bolognabasket.it - 24/03/2017

 

“La giovane Dotta” è il volume curato da Leonardo Bonetti, nato da un’idea dello stesso Bonetti e di Viero Negri, che racconta la nostra città e le sue istituzioni dal punto di vista di diciotto giovani intraprendenti bolognesi che stanno cercando di costruire le proprie carriere, legandole alla città, e nel tentativo di coniugare il rispetto per la tradizione con la naturale spinta verso l’innovazione tipica della gioventù.
Ieri pomeriggio l’autore ha consegnato una copia del volume a Lorenzo Penna, che è uno dei diciotto giovani intervistati.

L’opera ha ottenuto il patrocinio o la collaborazione di prestigiose istituzioni bolognesi tra le quali Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Circolo Bononia, Bologna FC 1909, Virtus Pallacanestro Bologna, Fortitudo Pallacanestro Bologna, ed è stato economicamente supportato da Round Table 7 Bologna e PDFOR.
Queste interviste rimarcano l’importanza di valori sani quali la passione per la propria attività, la propensione al sacrificio, l’umiltà, l’apertura mentale, e si articolano in svariati ambiti, omaggiando la natura poliedrica di Bologna, spesso protagonista nelle più disparate attività umane, dalla scienza all’arte, dalla musica allo sport.

L’incasso, al netto delle spese sostenute (unicamente per pubblicazione e promozione, dal momento che l’autore, gli intervistati ed i fotografi hanno rinunciato a qualsiasi compenso o rimborso), verrà integralmente devoluto alla Associazione “FA.NE.P.” rivolta al sostegno dei minori affetti da patologie neuropsichiatriche e delle loro famiglie”.

Ecco l’elenco dei giovani bolognesi intervistati nell’opera:

Alessandra Arcuri, Leonardo Bonetti, Cecilia Camellini, Leonardo Candi, Matilda De Angelis, Chiara Del Bono, Giulia Ginestrini, Adam Masina, Matteo Montano, Alessandro Orefice Campogrande, Marco Orsi, Lorenzo Penna, Giulia Petragnani, Samuele Piccinini, Andrea Celeste Righi, Marco Salicini, Virginia Stagni e Lorenzo Visci.

Leonardo Bonetti, classe 1992, è un chitarrista classico e ricercatore in neuroscienze della musica.
Formatosi presso il Conservatorio “G.B. Martini” e l’Università “Alma Mater Studiorum” di Bologna, attualmente è dottorando presso il Center of Excellence for Music in the Brain dell’università danese di Aarhus.