STAGIONE 1972/73

 

Nico Messina, Benelli, Ferracini, Serafini, Martini, Bertolotti

Sacco, Ranuzzi, Gergati, Albonico, Fultz

 

Norda  Bologna

Serie A: 6a classificata su 14 squadre (12-26)

Coppa Italia: eliminata agli ottavi di finale

 

FORMAZIONE
Luigi Serafini (cap.)
Renato Albonico
Loris Benelli
Gianni Bertolotti
Vittorio Ferracini
John Fultz
Pierangelo Gergati
Mario Martini
Stefano Ranuzzi
Massimo Sacco
Riserva: Giampiero Forni
Solo amichevoli: Enrico Beretta, Marco Bonamico, Stefano Cesini, Luca MalagutiRoberto Neri, Marco Pedrotti, Piero Valenti
 
Allenatore: Nico Messina
Vice Allenatore: Leopoldo Santunione

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Il 1972/73 non presenta grandi novità. Non potendo arrivare a un giocatore che cambiasse gli equilibri si è mantenuta l'ossatura esistente. In precampionato Fultz si conferma cecchino. Il campionato si apre con il giallo di Venezia: in serie A quattro squadre, Gorena, Saclà, Forst e appunto la Splugen hanno il palazzetto dello sport non regolamentare. Il giovedì precedente l'inizio del campionato con una raccomandata la Federazione autorizza le quattro società a giocare su questi campi, purché siano rispettati alcuni vincoli, tra i quali la distanza di almeno due metri dal campo del pubblico. Prima dell'incontro Porelli chiede il rispetto della norma, ma in realtà si comincia a giocare con gli spettatori a distanza non regolamentare. I dirigenti della Reyer invitano i bolognesi alla sportività, sostenendo che, dopo aver fatto alzare gli spettatori della prima fila, mancano solo 4 cm alla distanza prevista dalle norme, in realtà il referto indicherà che solo un lato fu liberato e che si è comunque cominciato a giocare con il pubblico che dista dal campo sui quattro lati di metri 1,55, 1,60, 1,69 e 1,80. Dopo la sconfitta per 81-78, la Virtus presenta reclamo. La vicenda occuperà i quotidiani per mesi, infatti l’incontro fu in un primo tempo dato vinto alla Virtus per 2-0, poi dopo ricorsi e polemiche che durarono per quasi tutta la stagione sarà fatto ripetere a fine marzo, quando mancano quattro gare al termine del torneo e vinto ancora dalla Reyer per 94-78. Tornando alla prima effetuazione dell'incontro sul 20-12 esce Ferracini che non tiene Hawes, entra Serafini e la Norda passa a zona, le cose non migliorano e si va all'intervallo sul 44-37. Rimonta bolognese a inizio secondo tempo fino al 48-48, poi si procede in equilibrio fin al 71-70 del 37, ma alla fine la Reyer riesce a spuntarla 81-78. Bertolotti e Serafini, che erano stati in dubbio per un infortunio, sono della gara, ma il loro apporto è limitato, due punti Gigi, nessuno Gianni, per fortuna che c'è Fultz che ne segna 41, ma non bastano. Alla seconda Napoli passa a Bologna, ancora acciaccati Bertolotti e Serafini, anche Fultz è reduce da una settimana con la bronchite. Virtus quasi sempre sotto, 0-8, poi 5-14, quando con la zona riduce il divario fino al 19-24 dell'11', ma è un fuoco di paglia, infatti al 16' il punteggio è 24-35; sul 28-39 Messina decide di far tornare i suoi alla difesa individuale e il primo tempo si chiude sul 36-43. A inizio ripresa rimonta bianconera, al 27'  Albonico impatta sul 54-54 e subito dopo Fultz sorpassa; poi si procede in equilibrio fino al 35', quando Napoli tenta l'allungo, sul 67-70 al 37' la vittoria per le Vu nere sarebbe ancora possibile, ma negli ultimi tre minuti i bolognesi segnano solo un canestro e un tiro libero uscendo sconfitti 70-78. Una terza sconfitta arriva a Milano contro la Mobilquattro. Primo tempo in vantaggio per i bianconeri, trascinati dall'ex Albonico, ma nella ripresa, penalizzati dalla situazione falli, già critica a fine primo tempo, i bolognesi vengono superati. La squadra si riprende con due vittorie casalinghe: contro Pesaro inizia sotto, poi si porta sul 29-17, è a più dieci all'intervallo e nella ripresa approfitta dei falli dei marchigiani ed è così che Sacco segna tre volte in contropiede davanti a Skansi impossibilitato ad intervenire perchè gravato di 4 falli. Trascinatore Fultz, 11 su 23 al tiro, che poi si ripete contro Cagliari segnando 42 punti in una sfida entusiasmante col sardo Holcomb. La Virtus prova a scappare a più riprese, ma solo sul 70-56 riesce ad avere un po' di tranquillità. Prima della gara è arrivata la notizia dell'accoglimento del reclamo presentato dalla Virtus dopo la gara di Venezia e che la vittoria è stata assegnata per 0-2 a tavolino ai bianconeri. Un grande Serafini tiene a galla la Virtus a Padova, dopo un primo tempo quasi sempre ad inseguire, a inizio ripresa i bolognesi vanno avanti 37-42, ma non riescono a domare i veneti: sul 62-62 tante occasioni sprecate dalle Vu nere, finché Albonico non si fa intercettare un passaggio da Fabris e va poi a commettere fallo su Cedolini, che realizza un libero dando la vittoria al Gorena 63-62. Nel derby trascinata dai 23 punti di Kociss e dai 21 di Serafini, la Virtus è sempre al comando, il massimo vantaggio del primo tempo è 47-37, che diventa 61-49 al 9' della ripresa; la Fortitudo prova a recuperare, arriva sei minuti dopo  a meno sei sul 65-59, ma in un minuto e mezzo viene respinta indietro, 71-61, Gergati rinuncia a tirare due tiri liberi e i bianconeri controllano il finale di gara. A Udine la Virtus parte bene, ma viene raggiunta sul 30-30, poi la Snaidero prende le redini dell'incontro; nella ripresa grazie a Gergati, 5 su 6 da fuori in questa frazione e a un Serafini ottimo su tutto l'arco della gara, Bologna si riavvicina sul 92-90, ma l'aggressivo pressing degli emiliani viene controllato da Cosmelli: l'ex virtussino, decisivo in questa gara, rinuncia anche a due personali e conduce i suoi al successo 93-90. Vinto il torneo a Imola, in finale sulla Maxmobili 117-88 con Fultz migliore giocatore e migliore realizzatore, 41 punti con 18 su 25 al tiro, 18 rimbalzi, 2 assist, 3 palle perse e 6 recuperate, arriva a Bologna l'Ignis Varese, che al 37' sull' 84-76 sembra avere domato i bolognesi, che però segnano tre volte in un minuto e si portano sull'84-82, poi segnano Polzot per l'Ignis, Ferracini per Bologna, ancora Polzot e Fultz portando il punteggio sull'88-86 a 15 secondi dalla fine. Fallo su Polzot, che rinuncia ai liberi, Fultz recupera ma sbaglia il tiro e commette il quinto fallo. Nuova rinuncia ai personali dei lombardi e nuovo furto di palla delle Vu nere che con Albonico allo scadere agguantano i supplementari. Privata della sua bocca da fuoco americana, la Virtus, già priva in questa gara di Gergati, cede nel supplementare 92-98. Resta il rammarico per un'azione chiave, a 5'16" dalla sirena, Meneghin commette il quinto fallo su Ferracini e prende anche tecnico. Fultz chiede all'arbitro se può tirare il libero e segna, ma ad andare in lunetta doveva essere Tojo, quindi punto annullato e niente più liberi, ma rimessa Varese. Se Fultz non avesse provato a fare il furbo (parole di Porelli nello spogliatoio), forse sarebbe finita diversamente. A Milano, nonostante il Simmenthal sia privo di Kenney, per la Virtus non c'è scampo; i bianconeri affrontano a viso aperto gli avversari, come dimostra il 118-106 finale. In casa contro il Saclà, partono meglio i piemontesi, che, con la regia di Caglieris, 6 assist alla fine nonostante la marcatura di Albonico e per un breve periodo di Gergati, e il 4 su 4 di De Simone si portano sul 6-14. Qui Messina toglie Bertolotti dalla marcatura di De Simone, che viene affidato a Fultz; Gianni ne trae beneficio in attacco e così la Virtus può chiudere avanti il primo tempo 40-37. Asti passa ancora a condurre nella ripresa, 50-51 poi 52-53, ma qui l'allenatore delle Vu nere azzecca nuovamente la mossa vincente, facendo rientrare Serafini, che era uscito nel primo tempo con tre falli, dopo avere realizzato un 3 su 3. Gigi è, insieme ad Albonico, 7 su 11, e Fultz, 12 su 18, l'artefice del sofferto successo. Ecco il finale: 76-73 al 37', segna De Simone, poi replica Fultz dopo che Bertolotti ha sostituito Benelli, lo stesso Gianni commette fallo su Caglieris che sfrutta i personali, ma Ferracini riporta i bolognesi a più 3, Benevelli accorcia di nuovo, De Simone commette il quinto fallo su Bertolotti che realizza i liberi, 82-79; fallo di Serafini su Kirkland e fallo tecnico a Bertolotti che esce per raggiunto limite di falli. Implacabile dalla lunetta Kirkland, siamo 82-81, ma ormai mancano meno di 30 secondi alla fine, la Virtus gela il pallone e vince la gara. A Cantù Messina le prova tutte contro Lienhard, ma Bertolotti, Serafini e Fultz non lo tengono; i tre però provano a limitare i danni con la loro produzione offensiva, Fultz, 27 punti, si distingue lungo tutto l'arco della gara, Bertolotti, 16 punti alla fine, è efficace solo nel primo tempo, Serafini, 24 punti finali, invece è più utile alla causa nella ripresa. Alla fine prevalgono comunque nettamente i lombardi 99-85. Contro i varesini della Gamma, la Virtus conduce 50-42 all'intervallo, poi controlla fino a metà secondo tempo, 64-55 il punteggio, quando accelera e in due minuti si porta, con un parziale di 8-0, sul 72-55. Fultz grande protagonista, inizia con un 5 su 5 e alla fine segna 31 punti con 13 su 20. Bene la regia di Albonico, autore anche di 15 punti e di un pregevole passaggio lungo a Bertolotti che schiaccia; proficua staffetta Benelli-Bertolotti: Loris nel primo tempo 4 su 7, Gianni nel secondo un po' più impreciso, 4 su 10, ma per entrambi 8 punti; 14 ne segna Serafini. Contro Venezia si ripropone la sfida della prima giornata ancora oggetto di polemiche e di cui si attende ancora la ripetizione, dopo che vinto da Venezia e dato vinto a tavolino alla Virtus, ne è stata decisa la nuova disputa. I bolognesi sembrano in controllo della gara, 46-33 all'intervallo, dopo essere stati anche a più 17; poi però i bianconeri si addormentano e Guadagnino con due tiri liberi sorpassa 77-78, ma è lo stesso giocatore veneziano, quando Venezia con 30 secondi da giocare e palla in mano deve solo mantenere il controllo della sfera per vincere, a farsi rubare palla da Fultz a pochi secondi dal termine e Kociss volla a segnare il canestro della vittoria per 79-78 quando sta per suonare la sirena. Decisivo l'americano, oltre all'azione descritta, per lui 32 punti, bene Gergati , autore di 17 punti e buona, su Hawes, la prova difensiva di Ferracini, più efficace di Serafini. A Napoli terza vittoria di fila: partono meglio i campani, 13-8 al 5', poi si scatena Fultz, 26 punti all'intervallo e 38 alla fine, così la Virtus recupera, grazie anche ad Albonico e Gergati e con Bertolotti e Ferracini che chiudono Williams in una morsa; al 17' tecnico a Bertolotti, ma la Virtus chiude avanti, 41-45, il primo tempo e nella ripresa non c'è storia, con Bertolotti che arriva a 25 punti e Fultz che se non si innervosisse per qualche fallo di Antonio Errico e se non fosse tenuto qualche minuto in panchina da Nico Messina, andrebbe oltre il già notevole bottino personale. La squadra sembra lanciata, ma giunge a raffreddare gli entusiasmi la sconfitta, in casa contro la Mobilquattro Milano; Ferracini non tiene Jura, allora Messina inserisce Serafini, neppure Gigi riesce a fermare l'americano, ma almeno realizza nel primo tempo 14 dei suoi 18 punti. Nella ripresa l'allenatore bianconero prova la zona, ma le cose non migliorano e i lombardi passano 82-94. A Pesaro altra caduta, nonostante le Vu nere guidino a lungo, avanti di 10 punti nel corso del primo tempo, all'intervallo e nel corso della ripresa, fino al 34'30", quando vengono raggiunti a quota 64, poi superati definitivamente, fino al 74-69 finale. Opaco Fultz, il migliore realizzatore è Serafini, 17 punti, ma nel finale un 1 su 4 ai liberi, che ha tolto ai bianconeri, insieme al quinto fallo di John, le ultime speranze. Entrambe le squadre hanno giocato a uomo, solamente negli ultimi due minuti la Virtus, per cercare di recuperare ha lasciato la difesa individuale. Arriva anche la terza sconfitta consecutiva, a Cagliari; i bolognesi perdono dopo 4' Fultz per una distorsione alla caviglia, che l'americano si è procurato cadendo su Bertolotti. Al suo posto entra Serafini, autore di 28 punti, con 11 su 19 e 6 su 8 ai liberi, e che sostituisce John anche nella guardia di Holcomb; bene anche Gergati, 9 su 15 e 4 su 4 dalla lunetta. Primo tempo di marca sarda, chiuso sul 47-42, con il Brill avanti anche di 8 punti, ma all'inizio della ripresa, Gergati, Serafini e Bertolotti riportano sotto i bolognesi che passano a condurre, fino al 65-70 del 34'; al 38' esce Bertolotti e i cagliaritani impattano 77-77 e avrebbero anche i liberi per vincere, falliti però da Spinetti. Nel supplementare, senza Fultz e Bertolotti, ovvero gran parte del suo potenziale offensivo, Bologna cede 90-88. Priva del suo straniero, la Virtus ospita il Gorena; le Vu nere arrancano, Serafini commette 4 falli su Johnson in 13' e deve entrare Ferracini; finalmente al 15' i bolognesi raggiungono gli avversari e all'intervallo li sopravanzano 34-32, ma la gara resta in equilibrio, 40-40 al 28', rientra Serafini per tre minuti, la Virtus prova ad allungare, prende prima cinque, poi sei punti di vantaggio, Padova però rientra sempre, al 38' il punteggio è 60-58 e qui gli uomini di Messina producono il 5-0 decisivo per il 65-58 finale. Il derby, affrontato ancora senza Fultz e con Serafini in panchina fino al 34' per uno strappo inguinale, vede una Virtus brillantissima prevalere 58-71. Come contro il Gorena ci si affida alla zona e, dopo un effimero vantaggio Fortitudo, 20-15, Gergati dà alla squadra ritmo e canestri da fuori, come spesso gli capita in trasferta, più di rado a Bologna; dopo 8'30" la Virtus sorpassa 20-21, alla pausa è 30-36 e ad inizio ripresa, con un parziale di 0-6, la Norda si porta sul 30-42. A sei minuti dal termine, sul 59-52 entra Serafini e la Virtus chiude definitivamente il conto 58-71. Per la prima volta la Virtus vince entrambi i derby di campionato contro la Fortitudo. Bella vittoria contro la Snaidero, 89-79; dopo un iniziale equilibrio, 14-12 al 5', la Virtus prende nove punti di vantaggio all'11'30" sul 32-23, che conserva all'intervallo, 48-39, con un ottimo 8 su 11 nel primo tempo di Bertolotti, che poi chiuderà con 9 su 13. L'inizio della ripresa vede i bolognesi allungare, sotto la spinta data dal ritmo di Gergati, dai poche errori di Benelli, che nel primo tempo era dovuto uscire per tre falli, dall'utilità di Ferracini, pericoloso anche in fase offensiva, ma il migliore è Albonico, 24 punti e 6 su 6 dalla lunetta; al 31' il punteggio è 71-55 e al 36'30" 83-65. A questo punto Messina lascia spazio a un quintetto giovane, con Ranuzzi, lungamente invocato dal pubblico e al debutto, Martini, Benelli, sotto le ali protettrici di Serafini e Albonico. A Varese la Norda regge dieci minuti, 19-16, poi crolla fino al 63-31 del 27', quando i lombardi inseriscono le riserve e la Virtus subisce "solo" un meno 24, 96-72. Da salvare il primo tempo di Bertolotti, il secondo di Albonico, un buon Benelli e il finale di Serafini. In settimana, prima di affrontare un'altra big, il Simmenthal, bisogna recarsi a Venezia per la ripetizione della gara della prima giornata; nonostante i 26 punti di Albonico e i 16 di Ferracini, la Virtus si deve inchinare al trio veneziano Hawes, Gennari e Milani, tutti oltre i venti punti, finisce 94-78. Fultz (41 punti nel primo svolgimento della gara, poi annullata) rimase in panchina quasi tutto il tempo (venne buttato nella mischia nel secondo tempo ma non era molto sicuro, si vedeva che evitava le situazioni rischiose sotto canestro; a un certo punto Gergati andò da Messina e gli disse "guardi coach che John ha paura" e Messina lo ringraziò e gli disse "grazie, me ne sono accorto anch'io" e lo cambiò). Contro l'Olimpia a Bologna, l'inizio è tutto milanese, 13-20, poi Fultz, al rientro, prende il posto di Benelli e, anche se non segna, in 3'30" porta la la Virtus al pareggio, 26-26. Passano altri 3'30" e la Norda è avanti 37-30, poi i bianconeri rifiatano e il tempo si chiude sul 39-36. Con un 5 su 5 da sotto Serafini trascina i suoi a inizio secondo tempo fino al 68-60 del 31', ma in tre minuti con un parziale di 0-11 si capovolge tutto, 68-71. Al 37' è ancora 75-79, poi segna Fultz, replica Milano con un libero di Kenney, Giomo commette fallo su Gergati che infila i due liberi portando le Vu nere a meno 1, 79-80, poi altri due liberi di John per un fallo di Masini e Bologna sorpassa 81-80. Fallo di Ferracini su Kenney, che realizza un solo libero, la Virtus ha l'ultima chance, ma, a 4 secondi dalla fine, su Fultz piombano le 4 braccia di Kenney e Masini, a tutto il palazzo sembra fallo, ma gli arbitri sono di diverso avviso e si va al supplementare dove i milanesi dilagano, 89-96. In trasferta contro il Saclà si inizia male, 13-6, poi 22-13 al 10', 38-31 all'intervallo e 46-33 al 25', quando Messina abbandona l'inefficace difesa a zona  e ordina il pressing a tutto campo che fa rientrare la Norda in partita fino al 59-57, ricacciata indietro dall'ingresso nei piemontesi di Caglieris al posto di Scartozzi, 63-57, ma capace ancora di pareggiare con Bertolotti 75-75, prima che De Simone allo scadere la condanni alla sconfitta. Arriva la Forst a Bologna per una sfida giocata a uomo da entrambe le squadre, ma a prevalere nettamente sono gli emiliani, trascinati dai 28 punti a testa di Fultz e Serafini, quest'ultimo 10 rimbalzi e 12 su 14 da sotto più un canestro assegnatoli dopo che un tiro di Bertolotti è stato rettificato a canestro da un avversario; per John 10 su 17, 13 rimbalzi e un assist. Bene anche Gergati, 3 dei 4 assist bolognesi sono suoi. Il 92-80 finale non dice tutto del predominio locale, che era già evidente all'intervallo, 54-36 e ancora di più al 27'30", sul 76-50. Ultima di campionato contro la Gamma, a Varese, dove Serafini, autore di 35 punti frutto di precisi ganci e tiri in sospensione, trascina la Virtus al successo 89-92, coadiuvato da un ancora claudicante ma efficace Fultz, 27 punti. Alla fine la Virtus è sesta con 24 punti, pari però alla quarta classificata, ma lontanissima dalle prime, la coppia Ignis-Simmenthal a 48 e la Forst Cantù a 42, in un campionato spezzato in due, dove tra la terza e la quarta ci sono 18 punti, mentre tra la quarta e la tredicesima solo 6, addirittura solo quattro tra la quarta e la dodicesima. Staccata a 10 punti la Robur e Fides Gamma Varese. La soddisfazione per i bianconeri di aver battuto a Bologna Cantù e di aver costretto la coppia di testa ai supplementari. In Coppa Italia i bianconeri vincono di 32 punti a Palermo nel primo turno e si qualificano per la fase successiva a gironi, strutturata con la formula delle semifinali e finale per l’accesso alla fase finale a quattro. I bianconeri inseriti nel girone di Cremona debbono affrontare in semifinale la Fortitudo, ma alle Vu nere non riesce il tris, dopo le due vittorie in campionato, prevale l’Alco 67-61 eliminando così la Norda dalla Coppa; la Fortitudo prende un consistente vantaggio sul finire del primo tempo, chiuso sul 40-29; le Vu nere reagiscono a inizio ripresa, arrivando fino al meno tre sul 59-62, ma poi restano quasi 5 minuti senza segnare ed escono sconfitte dalla contesa. Finisce una stagione nella quale la Virtus comincia a intravedere i confini con l'alta classifica; in squadra ci sono Serafini e Bertolotti, ormai due certezze, ma anche Martini e Sacco. Nella squadra cadetti stanno crescendo Bonamico e Valenti nei cadetti mentre Antonelli venuto su nelle giovanili Virtus, da due stagioni è in prestito a fare esperienza in serie B, l'anno prima a Pescara, quest'anno a Vigevano, tutti giocatori che ritroveremo tra qualche anno nella Virtus tricolore.

Il poster della squadra (foto fornita da Renato Albonico)

LA NORDA CRESCE

di Gianfranco Civolani - Giganti del Basket - Ottobre 1972

 

Dice Porelli: "Mille volte meglio arrivare quinti con ventotto punti piuttosto che quarti con ventiquattro". Io naturalmente non condivido, ma Porelli mi prega di lasciargli spiegare il concetto. "Al punto in cui siamo, un piazzamento specifico importa entro certi limiti. Certo, il nostro grande pubblico ha i suoi sacrosanti diritti e noi dirigenti abbiamo il dovere di servire umilmente i nostri tifosi. Ma intanto devo rilevare con piacere che la tifoseria ha afferrato entusiasticamente il senso della nostra politica e quindi quali sono i traguardi che ci prefiggiamo? Molto semplice: verificare una volta per tutte se entro un paio d'anni possiamo avere una squadra da scudetto. E allora cosa mi interessa finire quarto, se magari le tre squadre che ci precedono si staccano molto nettamente? Firmerei anche un sesto o un settimo posto purché chi arriva secondo fosse poco distante da noi. In sostanza noi guardiamo avanti, cerchiamo di valorizzare al massimo i nostri giovani e sappiamo che il futuro sta lavorando per noi. Ma appunto vogliamo sapere in quale misura il futuro potrà riservarci eccellenti prospettive".

Il discorso fila e dunque vediamo dove questa Norda può arrivare. Nico Messina plana sul muro del pianto: "Confesso che avrei puntato con tutte le mie forze su un quarto posto finale, ma così come siamo messi, cosa posso sperare? Fultz ha una noiosissima tallonite, Serafini e Bertolotti saranno pronti magari per la prima partita di campionato. Ma in quali condizioni si presenteranno? E se si comincia male, il morale va a terra e io non mica la bacchetta magica. Conclusione: mi andrebbe benone ripetere il quinto posto dell'anno scorso". Riporto anche il parere del presidente Fiero Gandolfi: "Si può arrivare quarti e lotteremo per realizzare l'obiettivo. D'accordo che dobbiamo guardare al di là del nostro naso, ma dal momento che il quarto posto è raggiungibile, perché snobbarlo a priori?".

Benissimo, vediamo le cose nel dettaglio, Anzitutto il club: una struttura solida, un'organizzazione veramente monolitica. Galdolfi, Porelli e Ugolini procedono costantemente a braccetto e non ci sono crepe nella loro santa alleanza. E il cardinalizio Dino Costa è pur sempre l'uomo ad hoc per coltivare un certo tipo di realizzazioni e per toccare versanti (vedi la scuola) talvolta assai scoscesi.

Poi il bilancio: oggi la Norda è una società attiva. Mi riferisco alla gestione ordinaria. Favolosi incassi e una campagna abbonamenti che sta portando ai botteghini qualcosa come trentacinque milioni, ovverosia tremila abbonati assicurati per ogni partita, un record nel record. D'altronde Porelli lo dice chiaramente: "Siamo una società che non ha problemi economici. Se un altr'anno ci sarà da acquistare qualche grosso giocatore, non ci tireremo certamente indietro. Sarà semmai importante intuire quale tipo di giocatore potrà far grande la nostra squadra". Come è noto, il telaio è il medesimo dell'anno passato. Buzzavo è tornato a casa, Beretta e Antonelli si faranno le ossa qualche altra parte, i giovani Martini e Ranuzzi saranno inseriti stabilmente nei dieci. Il quintetto base è composto dai soliti Gergati-Albonico-Fultz-Serafini-Bertolotti. Con un Ferracini che può tranquillamente surrogare il Gigione in qualunque momento e con un Benelli pronto a miracol mostrare. La squadra è forte, non c'è dubbio. Ma becca ancora troppi punti e pertanto va ben lubrificata la difesa.

"Ma se si deve perdere, non è meglio perdere novantacinque a novanta?" mi fa Gandolfi e qui mi dissocio perché mi pare che il problema sia proprio quello di cominciare a perdere un po' meno, soprattutto in campo esterno. "È vero, il nocciolo della questione sta nella difesa. Lì ancora non ci siamo", dichiara lealmente Messina, e allora ecco che il quadro è fatto. Un club strutturalmente sano, un club che si finanzia ormai da solo con la moneta che i fans portano in cassa. La squadra va valutata in prospettiva presente e futura. Se i talenti singoli si fondono in tutto unico e se Messina riuscirà a dare schemi validi a questa gente, un quarto-quinto posto sarà la logica risultante. Il futuro? Nella vita non si può ipotecare un bel niente. A fine campionato sapremo davvero dove questa Norda dell'onda verde può arrivare. Forse un altro portatore di palla avrebbe fatto assai comodo, ma ancora qui mi ferma Porelli: "Eh no, stiamo meglio così. Mettiamo che io avessi preso Bergonzoni. Spendevo quindici milioni per migliorare la classifica di un punto. Al tempo stesso avrei dovuto cedere Sacco e non avrei avuto la possibilità di rendermi conto delle qualità del ragazzo. E invece abbiamo risparmiato un bel po' di soldi e Sacco giocherà tanto da poter essere subito giudicato. Mi dia retta: abbiamo la squadra più giovane e più alta del campionato, abbiamo proprio una bella squadra, non le pare?".

Sì, mi pare. Ma ripeto: occorre che un certo filo del discorso corra anche quando John Fultz mitraglia sarà putacaso giù di tiro. E l'anno prossimo appureremo quali e quanti giocatori non sono da corsa per un'eventuale impalcatura da scudetto. Questi sono gli idilliaci problemi della Norda. Falsi problemi, appunto.

Fultz, Ferracini, Albonico, Benelli e Bertolotti ascoltano coach Nico Messina in una foto pubblicitaria per la Norda (foto tratta da Giganti del Basket)

LE STRETTE DI MESSINA

di Marino Bartoletti - Giganti del Basket - Novembre 1972

 

Scriviamo queste righe volutamente "al buio". Estrapolandole dal "contingente" (e quindi prescindendo da ogni fatto realmente accaduto o "accadibile") per affrontare, alla luce di quello che offre la cronaca, un discorso di "costume cestistico".

Scrivamo queste righe all'indomani della terza sconfitta consecutiva della Norda e alla vigilia dell'incontro con la Maxmobili. Lo scorso anno Vittorio Tracuzzi venne licenziato giusto alla quarta giornata, dopo aver vinto una partita e averne perse tre. Ora la testa di Messina, suo successore, pare sia legata all'altrettanto fatidico quarto turno. La Norda Dunque, fino ad ora, ha sempre perso (anche in quell'unica partita "parallela" - contro la Partenope - che nello scorso campionato fu suo appannaggio nel difficile esordio).

Proprio per questo Messina si gioca tutto nella partita contro la Maxmobili. Siluramento in caso di sconfitta. Conferma in caso di vittoria (malgrado, se vogliamo, il pari rapporto comparato sconfitte-vittorie - 3 a 1 - col suo meno fortunato predecessore). Una maga interpellata da Peppino ha detto: "L'allenatore della Norda non terminerà il campionato". In casa Virtus, a tutt'oggi (9 novembre), si ulula indignati che il contratto con Messima scade il trenta giungo settantré.

La piazza è divisa. L'antitesi è, in sostanza, fra Messina e Fultz. L'indio è l'idolo del popolo, ma anche Nick gode di (giuste) simpatie. Anche la squadra è divisa: Gergati, Albonico, Ferracini, Bertolotti e Benelli col coach. Fultz pure: ma come "pietra dello scandalo" non può pronunciarsi "ufficialmente" (ammirevole, comunque, la sua dedizione). I giovani Sacco e Maritini e anche Serafini accetterebbero volentieri anche una soluzione alternativa.

 

Aspettando Zuccheri?

Giochiamo al buio, si diceva. Tre soluzioni post-Maxmobili, dunque:

1) la Norda vince e non cambia niente (forse);

2) la Norda perde e cambia tutto (pedata a Messina);

3) la Norda perde e Zuccheri ne diviene allenatore con Messina preparatore atletico.

Quest'ultima soluzione sarebbe abbastanza saggia, con l'unica remora possibile circa un'eventuale troppo prematuro lancio di "Saccarina". Una cosa però è pacifica: lo staff dirigenziale Norda mira ad affidare, un giorno, la totale responsaiblità tecnica della squadra allo stesso Zuccheri. Dunque l'allontanamento di Messina, ancorché eventualmente momentaneamente scongiurato, finirebbe poi con l'essere posto in essere nel prossimo campionato.

È pacifico che non è facile lavorare col fucile puntato alla schiena. Quali le critiche mosse a Messina? Tre fondamentali. L'eccessiva atleticizzazione della squadra (critica decisamente idiota ovvero troppo sottile). La spaventosa mancanza di "fantasia" relativamente ai temi d'attacco: Fultz, Fultz e solo Fultz (ma in che misura la cocciutaggine dell'americano non "scavalca" i reali insegnamenti del tecnico?). Gli approssimati canoni difensivi (e, qui, onestamente, potremmo anche associarci): la zona è troppo statica, la uomo troppo poco aggressiva, non vengono chiamati i blocchi, si concede con troppa facilità la linea di fondo agli avversari). Difetti (se difetti sono tutti) sostanzialmente eliminabili. Ma il discorso resta uno e uno solo. Vittoria contro la Maxmobili: e allora resta il tempo per riordinare le idee. Sconfitta: addio fichi e soluzione all'italiana delle cose con buona pace della coerenza.

 

La parola alla difesa.

Si difende Messina:

Le ragioni di un inizio tanto poco fortunato? Chiedetele al medico, non a me. Uno mi si acciacca alla caviglia, uno al polso, un altro si becca l'influenza. Non è facile, credetemi, lavorare con antibiotici e antidoloriferi alla mano.

Sì, ma le pecche tecniche?

In campo ci sono i giocatori, non io. Io posso dare certe direttive ed auspicare che non vengano disattese.

Credi di aver delle colpe?

Sì, di non aver fatto vaccinare i ragazzi contro la sfortuna.

Come ti trovi col fucile puntato alla schiena?

Male!

Ti risulta che siano stati contattati altri tecnici?

Spero di no.

E invece sì, caro buon Nick. I maggiorenti Norda hanno cercato di ottenere Gamba dal Simmenthal. Rubini non l'ha mollato (fra l'altro esistono precise disposizioni caffettarie in materia). Durante la partita contro la Mobilquattro erano in tribuna, interessatissimi, due tecnici (Trevisan e Benvenuti) rispettivamente "a spasso" e "smanioso di rientrare nel giro dell'attività societaria". Coincidenze? No e poi no. Anche se i papaveri negano (specie i contatti - verissimi - con Gamba).

 

Che dicono i dirigenti?

Ma i dirigenti virtussini, intendiamoci, non sono solo dei mangiallenatori. Gandolfi, a parole almeno, è posato:

A parte l'Ignis, siamo l'unica squadra col pivot italiano. Fultz sarà bravo ma spesso può non bastare.

Già perché Fultz l'avere scelto voi o l'ha portato la befana? Porelli:

Fultz andrebbe benissimo. Basterebbe che Serafini stesse bene, altro che storie.

Non crede, Galdolfi, che la sarabanda di tecnici che hanno prestato la loro opera alla Virtus negli ultimi cinque anni sia un "neo" oltremodo avvilente per la Bologna cestistica?

Sì, sono il primo ad affermarlo. D'altra parte non sono io il tipo che lega le sorti di un tecnico all'esito di una partita sfortunata.

Ma in caso di sconfitta con la Maxmobili, lei... ?

Io prenderei i provvedimenti del caso.

E lei, Porelli?

Io, per principio, se non altro difenderei l'allenatore fino in fondo. Non ci possiamo rendere ridicoli come avviene nel calcio.

Allora: domandina facile facile: "È impossibile allenare serenamente a Bologna?". Risposta facile facile: "Non impossibile, ma, certo più difficile che in altri centri". Spiegazione facile facile. A Bologna il pubblico ha il palato fine e le esigenze proporzionali. A Bologna i dirigenti hanno dalla loro una passione non comune che però, presuppone una "resa"altrettanto eccezionale. A Bologna un giocatore è tanto facile oggetto dell'amore quanto dell'odio dei tifosi (che alcuni atleti vadano a pranzo a mezzanotte con le legittime consorti è il fatto più naturale di questo mondo: ebbene, a Bologna, in certi momenti, davanti a certa gente, simili "leggerezze" è meglio evitarle. Se no si viene bollati).

 

Fultz tira troppo?

E poi Fultz. l'americano più pagato d'Italia. Uno dei più bravi americani d'Italia. Ma essere bravo significa anche essere utile? Non sempre. Anche se Fultz potrebbe realmente essere utile, ed, ammirevolmente (il merito va anche a Messina) cerca di esserlo più dello scorso anno (benché, poi, le buone intenzioni iniziali di ogni schema si esauriscono quasi esclusivamente nel tiro, più o meno felice, del nostro).

A Varese, dice Giordani che la sa lunga, c'è un altro Fultz (che è Morse) ma c'è anche un Meneghin. Ovvero è difficile che su uno dei due possano catapultarsi tre difensori contemporaneamente perché "come ti fermo quello ti ho fermato tutta la squadra". È vero anche che oggi come oggi, quando togli ai sette abituali atleti base di una compagine almeno un paio di uomini cardine (e a Bologna, rogna nera, è successo) sono gatte da pelare.

Sfortuna o colpe dunque? Messina dice che Fultz tira troppo per poi mandare i ritagli di giornale in America, per accrescere le sue potenziali quotazioni "pro". Balle. A quelli non glie ne frega niente. Non sappiamo se Messina sopravviverà a questi "Giganti" (ce lo auguriamo di cuore). O se verrà affiancato o se verrà silurato. Comunque urgono rimedi. "Defense, defense, defense" diceva un giorno uno. "Il basket è un gioco di squadra", replicava un altro che la sapeva altrettanto lunga. Ma a Bologna, città cestisticamente troppo felice, è possibile seguire consigli ed esempi? E soprattutto è possibile dissertare su argomenti "sportivi" quando poi piovono dal cielo "argomenti" (leggi punti) insperati? Un s'po' brisal. Boja d'un mond!

Time out: Fultz, Gergati, Benelli, Nanni, Ferracini, Messina e Albonico

LA NORDA ESCE DAL DRAMMA, VI ENTRANO SPLUGEN ED HALL

di Gianni Menichelli - Giganti del Basket - Novembre 1972

 

I toni più drammatici del primo mese di basket-campionato si toccano, ahimé, più fuori che dentro i campi di gioco. La prima tragedia minaccia di consumarsi a Bologna, nelle perfide menti dei dirigenti-Norda, che prendono fino all'ultimo in seria considerazione la possibilità di silurare Nico Messina in base alla truce "legge virtussina della quarta giornata".

Il Nico - che certamente non è riuscito finora a far giocare bene, e soprattutto difendere bene, la sua squadra, ma che ha l'attenuante dei guai fisici di due pedine base come Serafini e soprattutto Bertolotti - si salva contro la Maxmobili per il classico rotto della cuffia (o magari per il bacillo influenzale che priva Bertini del suo delfino Sarti) e subito si vede premiato dal fato e dal Comitato Reclami con la vittoria 2-0 sulla Splugen, stabilendo così il primato assoluto di quattro punti in ventiquattr'ore.

Chi va in crisi, a questo punto, è però la Splugen Bock, che, già rattristata dalla sconfitta interna prima del derby col Gorena, si vede precipitare a quota zero da una decisione che sta magari nella lettera, ma non certo nello spirito della recente norma. Spirito che non mirava davvero a ribaltare risultati ottenuti regolarmente in campo (come lealmente ha ammesso lo stesso Porelli), bensì a garantire in partenza determinate condizioni di handicap a quelle società (Saclà e Reyer innanzitutto) che avrebbero altrimenti potuto guadagnare concretamente un grosso vantaggio dal "favore" loro concesso (giustamente) di poter disputare anche questo campionato in sedi non idonee in base alle note richieste federali in fatto di capienza.

Sbaglia, a mio parere, chi afferma che Porelli avrebbe leso lo spirito di solidarietà di Lega pignolando sui decimetri a Venezia: proprio in quello spirito, alla Reyer avrebbero dovuto per tempo mettersi in condizioni di dimostrare il proprio apprezzamento per la compatta solidarietà ottenuta al momento topico della decisione-Palazzetti. Porelli si è semmai arrogato nell'occasione un ruolo nuovo per il basket: quello del "commissario" di Lega che fa rispettare certi patti.

Ma sbaglia anche il giudice federale badando più alla lettera (interpretata con tono duro) che allo spirito di una norma nuova e di un'azione legittima, modificando il risultato acquisito e andando anche al di là delle intenzioni (quelle dichiarate e anche quelle nascoste) dei reclamanti. Una diffida e una grossa multa sarebbero state soluzioni molto più logiche e dotate di sufficiente potere deterrente. Rimedierà la (solitamente più saggia) Commissione d'Appello? Sinceramente lo speriamo. Mettiamo, per assurdo, che per quei due punti la Splugen retroceda e la Norda si salvi... Che faremo allora di fronte ad un'invasione (di quelle vere) di campo, con percosse ad arbitri e avversari? In proporzione, impiccheremo il presidente della società ospitante?

 

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Coach confermato, straniero confermato, abbinamento confermato, giocatori confermati (a parte Buzzavo) per la stagione 1972/73. E anche i risultati sono una conferma della discreta levatura tecnica di questa Virtus Norda. Infatti è ancora 4° posto, con gli stessi punti della Snaidero, in un torneo dominato dall'eterno, almeno fino ad ora, duello Ignis-Simmenthal. Questa volta la spuntano, soltanto dopo un drammatico spareggio, quelli della "valanga gialla" varesina del commendator Borghi, mentre le "scarpette rosse" di Bogoncelli devono masticare amare. Tre nomi nuovi, tre grandi nomi, nella classifica dei marcatori: primo è Bob Morse, che a Varese, rischiando il linciaggio, avevano avuto l'ardire di proporre al posto di Raga, lo segue il Mancino Jura e dietro di loro uno dei più grandi giocatori mai visti in Italia che avrà poi discreta carriera nei pro: Steve Hawes.

 

Fultz (41 punti) e Bertolotti, nella famosa gara a Venezia non omologata e poi ripetuta

Tratto da "Il Mito della V nera 2"

 

Il '72-73 comincia senza grandi novità: in panchina è rimasto Messina, identico il quintetto (Albonico, Gergati, Bertolotti, Fultz, Serafini), ancora il marchio Norda sulle maglie per il terzo, e ultimo, anno di abbinamento.

Il piazzamento finale, sesto, a pari punti con Mobilquattro Milano e Snaidero Udine, poteva essere migliore se non ci fosse stato un infortunio a Fultz.

In estate se ne va il "marine", Giulio Battilani, da anni accompagnatore della squadra. Il 20 giugno 1973, di rientro da uno stage federale tenutosi a Forlì, la BMW guidata da Porelli sbanda vicino al casello autostradale di Imola e finisce nella scarpata. Il pilota e Percudani, che gli sedeva a fianco, si salvano miracolosamente. Battilani e un ragazzo americano, Lademan, seduti sul sedile posteriore, non ce la faranno. Per qualche anno a Battilani sarà dedicato il classico torneo della "pre-season" bianconera.

Serafini svetta in un grappolo sottocanestro contro il Simmenthal (foto tratta da Giganti del Basket)

NORDA E ALCO, BILANCIO E PROSPETTIVE

di Gianfranco Civolani - Giganti del Basket - Giugno 1973

 

Norda quarta ex-aequo, punti ventiquattro. Alco salva per miracolo, punti venti. Bologna-basket riassume così, ai suoi massimi livelli, il suo '72-73. Rimpianti, delusioni, piccole gioie, grandi rabbie? Vediamo insieme quello che è stato e quello che sarà.

Norda. Gigione Serafini fa grossi passi avanti, ma solo sul piano del tiro e di una certa presa di coscienza dei propri notevoli mezzi, non certo su quello di un'accettabile meccanica di condotta difensiva. E Ferracini si rende sempre più utile, anche se il tiro rimane piuttosto sbilenco. E John Mitraglia si sforza di dare un maggior contributo all'espressione corale e Loris Benelli fa toccare con mano certi progressi incontestabili. Gli altri si confermano e basta: Bertolotti accenna a difendere con maggior tenacia e perfeziona un certo tipo di entrata (con avvitamento) che costituisce una grossa gemma in assoluto, ma quel che ancora manca al Gianni è la persistenza nonché l'attitudine a passar palla. E Albonico una volta di più fa il puntualissimo metronomo così come Gergati illumina di sé parecchie fasi, insomma dissipa con le sue improvvise accensioni tanti coni d'ombra ...

Ma c'è obiettivamente scalogna. John Fultz che sta fuori un bel po' e dunque qualche partita giocata nel più balordo dei modi. Ma ciò non significa che globalmente la squadra finisca per rendere un puntino meno del dovuto. La maturazione del collettivo procede come procede, spesso appunto il collettivo gira in folle, i grandi leoni ruggiscono in casa e belano fuori e dunque il quarto posto è un eccellente piazzamento, ma non è tutto oro quello che ricule e sono certo che i mammasanta dell'ambiente concordano con queste mie valutazioni.

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NORDA E ALCO NEL FUTURO

Le panchine, tanto per cominciare. Messina e Lamberti (sì, anche llui, al 50%) se ne vanno semplicemente perché li costringono ad andarsene.

I rapporti fra Messina e il club si deteriorano gravemente nella stessa misura in cui a metà torneo si deteriorano anche i rapporti fra il tecnico e tutti indistintamente i giocatori. Questa è pura e semplice verità e qualunque dirigente della Norda potrà darmene atto. Chiaro dunque che al di là d'ogni altra considerazione (Messina avrebbe dovuto fare di più di ventiquattro punti? Forse, chissà...) una permanenza del Nico a Bologna non era più obiettivamente possibile. Si sa come vanno a finire certe cose: magari un tecnico lavora con passione, cerca di dare il meglio di sé stesso, ma per motivi più o meno banali possono verificarsi situazioni che vietano una qualunque prosecuzione di certi rapporti. È stato così in cento altri casi e sarà ancora così per mille secoli. Dunque inutile far chiacchiere e tanti auguri al bravo Messina.

Chi sostituirà Messina? La Norda vorrebbe Nikolic in primo luogo, poi Taurisano, Gamba, Guerrieri, Sinkovic e Trevisan. Prospettive reali. Sinkovic: mi pare di capire. Sono entrati nel club come azionisti grossi imprenditori cittadini e la situazione è questa: almeno cento milioni da buttare sul mercato. Gli obiettivi? Villalta a tutti i costi o altrimenti Ferracini (trattenibile attraverso operazioni un po' complicate). E poi Zanatta ed eventuali pezzi pregiatissimmi acquistabili anche a prezzi di affezione.

Cosa occorre alla Norda per potersi portare al livello-Forst? Occorrono un giocatore d'esperienza davanti e un altro esterno-dietro di valore comunque non inferiore alla coppia Gergati-Albonico. Esempio: quell'Antonelli dell'Ivlas, di proprietà Norda. Facciamo un conto: cento milioni derivanti dal tangibile contributo degli azionisti, sessanta milioni dell'abbinamento Sinudyne, ottanta milioni fra incassi e abbonamenti netti. Morale: circa duecentoquaranta milioni per gestire la squadra e per rafforzarla adeguatamente. Un piccolo unico problema: e se non ci saranno giocatori commerciabili? Un problema, appunto.

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