VALENTINO BATTISTI

 

Valentino Battisti in finale scudetto (foto tratta dal libro "3 Volte Virtus")

 

nato a: Milano

il: 08/02/1952

altezza: 203

ruolo: centro

numero di maglia: 12

Stagioni alla Virtus: 1994/95

statistiche individuali del sito di Legabasket

palmares individuale in Virtus: 1 scudetto

 

DALLA DISOCCUPAZIONE ALLO SCUDETTO

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Mentre Valentino Battisti vinceva con la squadra dei Playground la tredicesima edizione dei Giardini Margherita, mai avrebbe pensato che 10 mesi dopo a Bologna gli avrebbe regalato un titolo molto più prestigioso. Valentino, dopo un lungo girovagare per i campi italiani, 8 stagioni di serie A e alcune di B1, veniva da una stagione di inattività per dissidi con la Mens Sana Siena e, sebbene nella città toscana si fosse allenato da solo nell'ultimo anno, a 35 anni, difficilmente poteva pensare di potere disputare un'altra stagione in una squadra di livello. Invece arrivò la chiamata della Virtus, la squadra che da due anni dominava il campionato, quella Virtus che nel suo primo anno di Serie A con il Billy Milano Battisti si trovò di fronte e che gli stroncò il sogno di vincere il titolo. Nonostante l'anno di stop, Battisti cominciò subito con entusiasmo, nel primo scrimmage contro Rimini fu uno dei migliori, e nella terza amichevole che la Virtus in Spagna, dopo una gara vinta e una persa contro il Badalona campione d'Europa, perse contro il Pamesa Valencia, segnò 16 punti, tantissimi per uno che non era certo un realizzatore, guadagnandosi la stima e il rispetto dei compagni. Poi con i primi impegni ufficiali, in una squadra che annoverava cinque nazionali, Coldebella, Moretti, Carera e Binelli e Abbio, due ex nazionali storici, come Brunamonti e Morandotti, l'asso Danilovic e il nuovo americano Binion, rientrò nei ranghi, dando tutto in allenamento e nei pochi minuti in cui Bucci lo gettava nella mischia. Un ruolo lontano dai riflettori, ma fondamentale per aiutare la squadra a conquistare il terzo tricolore consecutivo.

"LA MIA ESPERIENZA PER LA SUPER BUCKLER"

Valentino Battisti: da disoccupato a protagonista tricolore. "Non mi aspettavo certo una proposta del genere. Alla Virtus ho trovato un gruppo compatto costruito per vincere Campionato, Euroclub e Coppa Italia, perché non tentare l'en plein?"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 07/08/1994

 

La grande occasione è il film di quest'anno, che Valentino Battisti, uno dei volti nuovi della Virtus Buckler, intende interpretare come migliore attore protagonista. Bucci e i dirigenti bianconeri lo hanno pescato dopo una stagione di inattività - si è sempre allenato a Siena, pur non giocando nelle file della Mens Sana per qualche attrito con la società - reduce dal successo ottenuto il 7 luglio al torneo dei Giardini Margherita, con il Playground, la squadra di Coldebella.

Si aspettava questa proposta dalla squadra campione d'Italia?

"Se me lo avessero detto cinque minuti prima di firmare mi sarei messo a ridere. Venivo da un anno di inattività e in giro si sentiva e si sente parlare solo di crisi. Invece mi ritrovo a Bologna, a giocare per lo scudetto. Nella mia carriera mi sono levato tante soddisfazioni, ma giocare a 35 anni con un gruppo che da dueanni vince il campionato...".

Cosa le chiederanno Bucci e i suoi nuovi compagni?

"Se la scelta e caduta sul sottoscritto penso avessero idee precise. Non credo che mi abbiano preso pensando che possa fare numeri da americano. Si aspetteranno concretezza, solidità e voglia di lottare".

Ma a lei potrebbero rimanere solo scampoli di partita: non rimarrà deluso dopo un anno di "inattività forzata"?

Non mi sono mai posto questo problema, perché da questo punto di vista ritengo che il minutaggio conti poco. Il problema, viceversa, è come si gioca e l'utilità che ne può derivare alla squadra. La scelta sull'impiego di questo o quell'elemento dipendono poi dal tecnico, ma non ho mai capito gli sfoghi di quanti si ritengono poco utilizzati".

E il tuo ruolo in questa Virtus?

Dipenderà dalle intenzioni del coach. Intanto posso dire di essere soddisfatto, perché per la prima volta potrò giocare per lo scudetto. Ai tempi del mio debutto affrontai una finale scudetto con il Billy di Dan Peterson, ma dall'altra parte trovammo una grande Virtus e il tricolore rimase un sogno".

Con i suoi 35 anni, e per soli due mesi di differenza, sarà il più vecchio della squadra. Cosa potrà trasmettere ai più giovani?

"Un pizzico di esperienza, maturata anche sui campi di B1. Spesso li ho affrontati vincendoli (la risposta viene accompagnata da un gesto scaramantico, ndr). Terreni di gioco caldissimi, dove gli arbitraggi potevano divenire l'ago della bilancia, così come la pressione del pubblico. Si è trattato di una vera e propria scuola di vita. Poi è vero  che sono il più vecchio, ed è la prima volta che mi capita, ma a questi livelli contano soprattutto lo spirito e il carattere. E se a tutto questo possiamo aggiungerci l'esperienza...".

Con la Virtus, comunque, ha raggiunto un accordo per una stagione, vero?

"Sono abituato ad affrontare un ostacolo per volta e concentrarmi sul presente. Nell'unica occasione che ho messo nero su bianco un biennale ho avuto una jella incredibile".

Con i nuovi compagni come si trova?

"Brunamonti lo conoscevo già dai tempi della nazionale juniores. Per gli altri, i quattro nazionali rientreranno tra qualche giorno, ci sarà tempo. Comunque se una squadra vince per due anni il campionato italiano significa che è forte anche fuori dal campo. Ho trovato un gruppo compatto che alle qualità tecniche, aggiunge quelle morali, fondamentali per vincer".

Ma lei preferirebbe lo scudetto o l'Euroclub?

"Non lo so, la Buckler è bene attrezzata, può andare lontano in tutte e tre le competizioni nelle quali sarà impegnata. Non so se potrà vincere tutto, ma la Virtus perle sue tradizioni, ha il dovere di provarci e ci stiamo allenando per essere pronti a tutto".

 

 

Valentino Battisti è alla sua nona stagione in serie A e con i suoi 35 anni, compiuti l'8 febbraio, è il giocatore più anziano della Buckler. Cresciuto nell'Olimpia Milano, dove ha giocato tre anni, Battisti ha poi vestito le magliette della Liberti Treviso, della Banca Popolare Reggio Calabria, della Breeze Milano e della Ticino Siena. Non è mai stato un grande realizzatore e la sua stagione migliore, in fatto di media punti, è stata 11 anni fa a Reggio Calabria (7,3).

BATTISTI: "PRONTO A TORNARE NEI RANGHI"

Tra centri infortunati e fuori forma la Buckler si affida alla sua esperienza.
"Se la squadra è al completo è meglio. L'emergenza offre più possibilità ma so qual è il mio ruolo".

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 10/11/1995

 

I Bi-nario al palasport di Piazza Azzarita non li hanno mai visti, anche perché il gruppo, forse, smetterebbe di intonare la gettonatissima Battisti, dove sei Valentino, decimo uomo dei campioni d'Italia, è sempre sul parquet, magari insieme al figlio Niccolò, che ha 10 anni e non riesce a resistere al richiamo della palla a spicchi. Il più vecchio giocatore della Buckler - batte, seppur di due mesi, il capitano Brunamonti - chiamato da Bucci e Cazzola per lavorare duro in allenamento, si trova ad essere, improvvisamente, l'unico centro integro. Augusto Binelli, infatti, reduce dall'operazione di pulizia al ginocchio, è incappato in una forma di lombalgia che ne ha limitato il rendimento in occasione dell'ultima trasferta di Pistoia (ma ieri Gus si è allenato). Flavio Carera sta svolgendo un lavoro differenziato, e che comunque non contempla l'utilizzo degli arti inferiori e Binion, ancora negli States, è alle prese con il peggior momento della sua parentesi italiana. Così Battisti si è trovato ad essere il primo centro fisicamente e psicologicamente integro. "Un periodo discreto - scherza il numero 12 bianconero - dopo qualche problema fisico accusato all'inizio. Non crediate, però, che avverta pesi particolari, non sono più un ragazzino, so quello che l'allenatore e i compagni si aspettano da me". Ha avuto un minutaggio superiore al consueto, una situazione che potrebbe ripetersi anche il 19, quando la Virtus affronterà la capolista Birex,  nell'anticipo televisivo della dodicesima giornata, ma Battisti preferisce pensare al gruppo. "Se la squadra è al completo - ribatte - è molto meglio. Certo, la situazione di emergenza degli ultimi giorni mi offre più possibilità, ma sono venuto a Bologna per vincere, per non alterare gli equilibri di questo gruppo e se tutti stanno bene so qual è il mio ruolo".

Sicuro di sé, al punto da divertirsi un sacco su quella canzone che, suo malgrado l'ha reso celebre. "Sì - se la ride -, ma quello è un altro Battisti. Comunque quella era una domanda che mi ponevo l'anno scorso, quand'ero fuori dal grande giro. Adesso sono qua, sto bene, chiunque al mio posto sarebbe contento". È venuto a Bologna, dopo aver affrontato la Virtus tante volte come avversario, per vincere qualcosa, per respirare un'atmosfera particolare. "Se tutta Italia considera questa piazza come Basket City, ci sarà un motivo, no? Lo capisco la domenica al palasport, quando vedi il tutto esaurito per partite che paradossalmente non dovrebbero avere storia. Invece la gente viene, e quando ti ferma per strada cerca sempre di entrare nei dettagli tecnici, è una realtà unica". Vero, anche se fino a questo momento, gran parte della tifoseria ha avuto una sorta di rigetto nei confronti di Binion, l'oggetto misterioso di questi primi mesi. "Non credo che Joe abbia bisogno di consigli tecnici - taglia corto Battisti - anche se la pallacanestro é semplice: quando si commettono errori bisogna allenarsi in palestra per cercare di eliminarli. Joe lavora durissimo, in allenamento non riusciamo a tenerlo, eppure la domenica stecca. Ha solo bisogno di tranquillità, di ritrovare la fiducia dell'ambiente esterno. Credetemi è solo una questione psicologica, a volte succede, ma il nostro americano ne verrà fuori".