STAGIONE 1999/2000

 

Ekonomou, Andersen D., Andersen M., Binelli, Frosini, Stombergas

Sconochini, Bonora, Abbio, F. Ruini, Ansaloni, Danilovic, Rigaudeau

 

Kinder Bologna

Serie A1: 2a classificata su 16 squadre (21-30)

Play-off: semifinalista (3-8)

Coppa Italia: finalista (2-3)

Saporta Cup: finalista (15-19)

SuperCoppa: finalista (0-1)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
5 Predrag Danilovic A 1970 201 YUG  
6 Davide  Bonora P 1973 188 ITA  
7 Alessandro Abbio G 1971 193 ITA  
8 Nikolaos Ekonomou A 1973 206 GRE  
9 Saulius Stombergas A 1973 202 LIT fino al 07/04/00
9 Darnel Mee P/G 1971 198 USA dal 07/04/00
10 Hugo Sconochini G 1971 194 ITA  
11 Augusto Binelli C 1964 211 ITA  
12 Alessandro Frosini A/C 1972 209 ITA  
14 David Andersen A/C 1980 213 DAN  
13 Michael Andersen C 1974 210 DAN  
14 Antoine Rigaudeau P 1971 201 FRA dal 01/09/99
15 Fabio Ruini P 1980 192 ITA  
  Paolo Barlera C 1982 216 ITA  
  Luca Ansaloni G/A 1967 196 ITA  
  Boris Gorenc G/A 1973 198 SLO  
  Matteo Brunamonti P 1984 185 ITA  
Solo amichevoli: Davide Pulvirenti, Antonio Siniscalco
Solo allenamenti: Andrea Blasi, Andrea Bona, Matt Santangelo
             
  Ettore Messina All     ITA  
  Giordano Consolini ViceAll     ITA  

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

La mancata qualificazione all'Eurolega mette a rischio molte conferme in casa Virtus, prime fra tutte quella di Rigaudeau, ma alla fine molti confermati, Danilovic, Sconochini, Abbio Frosini, Binelli e anche le Roi (a un certo punto, quando si pensava partisse, si era pensato di ingaggiare Rivers). Arrivano Ekonomou, come previsto, anche se all'ultimo momento il Barcellona ha provato a soffiarlo ai bolognesi, e il lituano Stombergas, fresco campione d'Europa. In bianconero anche Michael Andersen, danese proveniente dall'Aek Atene, David Andersen, australiano di passaporto danese di grande futuro e i cavalli di ritorno Davide Bonora, nazionale, e Luca Ansaloni, cresciuti nelle giovanili Virtus e ora di rientro alla base. A Folgaria arriva in ritardo D. Andersen, operato per una peritonite, e non va Barlera, per una distorsione alla caviglia. In compenso ci sono Blasi, momentaneamente senza squadra, e il talento romano Andrea Bona. Nella sfida a calcio tra staff e giocatori, vincono questi ultimi 6-1, 4 reti di Danilovic, poi Ruini e Michael Andersen, per lo staff solo la rete del presidente Cazzola. Danilovic viene operato per un'ernia inguinale. La Virtus vince il Torneo di Rimini battendo Pepsi e Adr Roma; Binelli, nei dieci a referto, non è però disponibile per problemi alla schiena. Poi si blocca anche Sconochini per il distacco parziale del menisco del ginocchio destro, che già gli aveva dato grattacapi in passato; Barlera torna azzoppato dalla nazionale. Dopo uno scrimmage contro l'Olimpiakos, nel quale viene provato Gorenc, la Kinder si aggiudica anche il Torneo di Roseto, sconfiggendo i padroni di casa e la Scavolini Pesaro. La squadra parte poi per Cipro (con anche Gorenc, ingaggiato a gettone), dove perde da Zalgiris, Benetton e Panathinaikos, ma una formula cervellotica le consente di disputare la finale per il 3° posto, di nuovo contro i campioni d'Europa, stavolta sconfitti 73-64. La Kinder gioca contro Panathinaikos e la finalina senza Frosini per una distorsione alla caviglia; contro i greci si è infortunato ad un dito anche M. Andersen, in campo solo per 13' e assente nell'ultima partita del torneo. Prima gara ufficiale la Supercoppa a Varese, che Bologna affronta senza David Andersen, Danilovic, Sconochini (che probabilmente si dovrà operare), e Frosini; Stombergas debilitato dall'enterite, gioca, come pure il recuperato M. Andersen. I due risultano anche i migliori marcatori, rispettivamente con 21 e 14 punti, ma non basta: la coppa va ai Roosters che vincono 68-61. La Virtus si decide a seguire la diagnosi del dottor Lelli e quindi Sconochini viene operato, ma nel frattempo arriva Rigaudeau, a cui viene offerto un quadriennale con possibilità di uscita al secondo anno, esattamente come nel primo contratto. I bolognesi battono lo Zalgiris (terzo confronto contro i campioni d'Europa in pochi giorni) 67-62 nella prima gara casalinga.

Esordio in campionato contro Montecatini senza Danilovic e Sconochini. Dopo 13'50" toscani avanti 23-19,  poi Bologna piazza un parziale di 34-2 fino al 53-25, con la Zucchetti che sta 8'30" di ripresa senza segnare e 15'20" senza canestri su azione. Ekonomou il migliore con 16 punti, poi Frosini a 12, Stombergas a 11 e Rigaudeau a 10. Il sabato successivo a Reggio Calabria (che ha ingaggiato Blasi) c'è il ritorno di Sasha; la Kinder, con Binelli fuori dai 10, ha ancora il suo momento migliore nella ripresa, quando passa dal 45-39 al 45-52, con un parziale di 0-13, ma non basta. Ginobili, con 23 punti,  trascina i calabresi al successo, mettendo anche la tripla del 73-70 a 2'45" dalla sirena, quando Frosini, 7 punti quasi consecutivi poco prima, era già fuori per 5 falli. Punteggio finale 77-75. Esordio in Saporta con il viaggio in Ungheria per affrontare il Matav Pecs. La Kinder parte bene, 15 punti segnati in 6', poi, complice una difesa molle, si fa rimontare e al 14' gli ungheresi pareggiano, 27-27, grazie ad una zona 3-2 che diventa adeguata. Il primo tempo vede comunque Bologna, trascinata da Danilovic (il migliore con 17 punti in 28', 4 su 4 da due, 2 su 2 da tre, 3 su 5 ai liberi, 3 rimbalzi e 3 assist) e Stombergas (18 punti, migliore realizzatore), avanti 37-46 e il solito avvio veemente di ripresa dei bianconeri, con un parziale di 2-15 (anche 4 punti consecutivi di Michael Andersen, 13 alla fine per lui con 6 su 6 da due e 1 su 2 ai liberi), chiude la gara, 39-61 al 25'. Massimo vantaggio il +38 sul 55-93, poi la gara si chiude 61-93. In doppia cifra anche Fosini e Rigaudeau con 11 punti e tutti i 10 bianconeri a segno. Contro Roma Frosini cancella Kidd e segna 10 punti con 5 su 5, 5 rimbalzi e 4 stoppate. Bologna segna nel primo tempo, chiuso 46-20, con percentuali ottime, 11 su 15 da due, 4 su 7 da tre, 12 su 12 ai liberi, confezionando 5 assist e ottenendo 65 di valutazione contro 6 dei capitolini, che chiudono la gara col 27%, 15 su 55. Il 77-48 finale è il massimo vantaggio bianconero, con pubblico in festa, anche i forever che dopo un anno terminano lo sciopero. In Saporta è prevista la trasferta in Lettonia contro il Ventpils. Per le V nere non parte Michael Andersen. I lettoni buttano via i primi 7 palloni, la Kinder non fa tanto meglio, ma Danilovic le dà il +4, 3-7. All'8' i padroni di casa sorpassano, 12-11. Sasha continua nel tiro a segno, e Rigaudeau mette la tripla del 17-25, all'intervallo il vantaggio è ancora incrementato, 26-39. Leggera distorsione alla caviglia per Bonora, ma i bolognesi volano verso un altro trionfo, con Stombergas che segna il +30 al 38' e il divario è il medesimo anche alla fine, 54-84. Abbio ritorna dalla trasferta con una tendinite. Contrattura per Ekonomou, che deve saltare la gara contro Milano; in cui Binelli subisce una contusione alla mascella e deve andare all'ospedale, ma la Kinder non ne risente, rifila trenta punti anche ai milanesi, 85-55. Già il primo tempo si chiude sul 48-25, 64-8 di valutazione. A fine gara per i bolognesi 27 su 42 da due (64,3%) e 4 su 6 da tre (66,7%) e il solo Binelli, dei 10 bianconeri, con 0 su 1 non arriva al 50%. Il rullo Virtus, ancora senza Ekonomou, ma con Binelli, ripresosi dal trauma mandibolare e facciale, passa anche sui polacchi dello Slask Wroclaw, 77-49. La progressione bianconera è inesorabile, 10-4, 20-11, 28-15, distacco che permane anche all'intervallo, 49-36. Dopo 15' Danilovic è a 18 su 18 in Saporta, dopo i 6 su 6 e 7 su 7 delle prime due gare infila anche i primi 5 tiri contro lo Slask. Nella ripresa le V nere fuggono, Abbio schiaccia il 44-29, Frosini segna il 53-36, Stombergas il 61-43 e Rigaudeau il +20. In vista della trasferta di Treviso rientra Ekonomou. La Benetton cerca di scappare, 23-17, ma Bologna la raggiunge e alla pausa la gara è in parità, 33-33. Nella ripresa la Kinder prende il sopravvento e vola 44-54 al 32'. I trevigiani reagiscono e impattano a 61 al 37'30", ma la Kinder chiude con un parziale di 1-10, innescato da Rigaudeau che segna 5 punti consecutivi. Bene Danilovic, 17 punti, con 5 su 10 al tiro e 7 su 8 dalla lunetta, 5 rimbalzi e 2 assist; ottimo Frosini, 14 punti, con 5 su 7 da due, 4 su 6 dalla lunetta e anche 12 rimbalzi; migliore realizzatore e match winner Rigaudeau, 18 punti, 6 su 11 dal campo e 4 su 4 ai liberi, con 6 rimbalzi e 2 assist. Abbio segna 9 punti, cattura 4 rimbalzi e spegne Edney. In coppa arriva il Norrköping e la Kinder parte spedita, 29-8, poi l'impeto si placa e i bolognesi controllano fino all'intervallo, 53-31, per poi riprendere la corsa nella ripresa. Anche con il secondo quintetto il divario si dilata, 81-34; gli ospiti aggiustano un po' la mira ma la Virtus raggiunge il +55 sulla sirena, 114-59. Contro la Mens Sana Siena la Kinder parte 15-6 e sembra la solita cavalcata, poi invece la gara si complica, il primo tempo si chiude 41-32 e il vantaggio non lievita mai oltre gli 11 punti, anche perché la Ducato vince nettamente la gara dei rimbalzi, 21-31. Al 35' addirittura i senesi sono a meno 4, 62-58, ma due triple di Abbio e la zona rilanciano Bologna, che chiude 75-66 con 20 punti di Rigaudeau (16 nel primo tempo), 16 di Abbio e Danilovic (ma 6 palle perse per Sasha) e 11 di Frosini, con 7 rimbalzi.

In Saporta si vola ad Istanbul per incontrare il Fenerbahce; i turchi comandano solo 1-0 e 15-13, il primo tempo si chiude sul 36-45 e ad inizio ripresa la Kinder aumenta ancora il divario, 36-47, ma i padroni di casa rientrano 53-55 e 55-57 poco dopo. Frosini, 19 punti con 9 su 11 al tiro, riprende fiducia e con la seconda tripla di Danilovic le V nere rifiatano, 56-62, poi volano via, 61-77. Dopo Ale i migliori sono Rigaudeau con 15 punti e Danilovic con 13. A Varese la Virtus parte 7-11, ma con un parziale di 9-2 i locali passano a condurre 16-13, poi 26-19 al 10'. Un contropiede di Danilovic chiude il parziale favorevole (4-9 con 6 di Danilovic) ai bolognesi che tornano avanti e chiudono il primo tempo sul 36-38. Nella ripresa subito la Kinder allunga, 36-42 ma Meneghin con 15 dei suoi 21 punti riporta sopra i lombardi, 61-59. La Kinder è soprattutto Rigaudeau, 10 punti in 9', e Danilovic che segna 8 punti filati (69-65). Sasha è tanto nervoso quanto efficace (10 punti negli ultimi 10', 9 su 10 ai liberi, 4 recuperi e 3 assist), prende tecnico e così si va sul 72-72. Abbio a 21 secondi sorpassa con due liberi e Varese non riesce più a reagire, Meneghin braccato da Danilovic e Allen che pasticcia, la palla rotola a metà campo e la Kinder, senza Binelli divenuto padre per la terza volta, vince 80-81. Bonora è alle prese con una tendinite. Contro la Bipop, priva di Miloserdov. tagliato, e che perde dopo 2'30" Damiao per una lussazione alla spalla sinistra e Carta sul finire del primo tempo per una distorsione alla caviglia destra, la Virtus parte bene, 34-17, con 10 punti di Rigaudeau nei primi 5'. Poi i 34 minuti di zona reggiani, un Frosini sottotono (1 su4 ai liberi e 0 su 2 dal campo) dopo l'inizio di stagione spumeggiante, un Moore autore di 31 punti per la Bipop e la partita per Bologna si complica un po'. Il primo tempo termina 42-31, ma i bolognesi controllano comunque agevolmente, grazie a Rigaudeau, 22 punti, con 6 su 10 al tiro e 8 su 10 dalla lunetta con anche 4 recuperi e 4 assist,  Stombergas, migliore gara stagionale, 21 punti con 8 su 10 al tiro (5 su 6 nelle triple e 3 su 4 da due) e Danilovic, 18 punti con 8 su 14. Se la Virtus aveva raggiunto Pecs con l'aereo fino a Budapest e poi con tre ore di pullman, per gli ungheresi viaggio ben più complicato, tutto in pullman, via Zagabria, superando molte montagne. Assenti Danilovic per febbre e Frosini per un'infiammazione alla pianta del piede destro, al loro posto in quintetto ci sono Abbio e M. Andersen (10 punti). Al 6' Kinder già scappata, 15-8 con all'attivo due schiacciate per Michael. Il Pecs nulla può nonostante il 10 su 16 da tre punti. Il primo tempo si chiude 49-35, ma gli ospiti cominciano benissimo il secondo tempo, con 1-10 di parziale e tornano a meno 5, 50-45 (al 26'30" hanno 9 su 13 da tre). Ci pensano Stombergas (con 21 punti, 9 su 14 dal campo e 1 su 1 in lunetta, continua la prestazione di domenica) e Bonora (20 punti, 3 su 3 da due, 2 su 2 da tre e 8 su 10 ai liberi), con un 5-0 a ridare tranquillità ai bianconeri, 66-55, poi la gara termina 96-70. Sei punti per Fabio Ruini, 1 su 1 da due e 4 su 4 ai liberi, 13 punti per Binelli, 5 su 7 da due, 3 su 4 in lunetta e 8 rimbalzi. Dodicesimo successo consecutivo per le V nere. A Verona, contro l'ex Crippa, da salvare solo l'inizio di Stombergas, 7 punti in 150 secondi per il 2-9 Kinder, i 23 punti di Danilovic e i 17 du Ekonomou. Dopo il promettente avvio la Virtus, molle in difesa tanto che Messina dovrà ricorrere alla zona, si perde, al 10' solo Ansaloni non è entrato tra i bianconeri e al 13' i padroni di casa conducono 28-24 e chiudono 41-38 il primo tempo. Nella ripresa, contro la zona, la Muller segna un solo canestro in 7' e la Virtus prende il comando. Al 14' è sul 57-63, ma gli scaligeri non ci stanno, rimontano e, quando Rigaudeau, già in forse perché malconcio per una distorsione alla caviglia sinistra, sbaglia 4 tiri, tra cui l'ultimo, tra il 38' e il 40', sorpassano e vincono 70-69. La Kinder veniva da dodici successi consecutivi tra campionato e coppa, Verona da quattro sconfitte in campionato e aveva un record di 2 vinte e 6 perse, ma ha avuto più voglia di prevalere.

Contro il Ventspils sono assenti Frosini, Rigaudeau, tenuto precauzionalmente a riposo, e Danilovic che ha accusato una botta al polpaccio nella trasferta veneta (oltre, naturalmente, a Sconochini). Così c'è spazio per l'esordio del diciassettenne Barlera, 4 punti, 3 rimbalzi offensivi e una stoppata; tre punti li segnano anche Ruini ed Ansaloni. Con Bonora sono 4 i prodotti del vivaio bianconero a segno in questa gara. Quintetto con Bonora, Abbio, Stombergas, Ekonomou e M. Andersen, ma, nonostante le assenze, primo tempo chiuso 46-30. Sul 70-51 un piccolo blackout, ma poi Ekonomou (20 punti, con 4 su 7 da due, 1 su 1 da tre e 9 su 10 in lunetta, 10 rimbalzi e 26 di valutazione) prende per mano la squadra e il risultato finale è 92-65, con i lettoni in vantaggio solo dopo il canestro iniziale. Continuano i guai fisici: raffreddore per Abbio, complicato dall'allergia di Picchio, che gli impedisce di poter assumere farmaci, e un colpo subito per D. Andersen (ematoma). Contro la Lineltex, priva di Fazzi ed Esposito, nella Virtus marcano visita Frosini e D. Andersen. Imola, trascinata da Lockart (28 punti), Evans (16) e dagli ex Ragazzi (13) e Massimiliano Romboli (8), comanda fino al 35''. La Virtus gioca male come a Verona, ancora insufficiente in difesa. La sorreggono Danilovic, 23 punti con 7 su 12 e 8 su 8 ai liberi, Stombergas, 14 punti con 4 su 5 da tre, Rigaudeau, 14 punti, 3 su 4 da tre, ed Ekonomou, 15 punti, 5 su 7 dal campo e 4 su 6 ai liberi. Gli imolesi conducono ancora 63-68 e lo fanno fino a 5' dalla fine, quando Binelli sorpassa. Gus è decisivo oltre le sue cifre (5 punti, con 2 su 3 da due, 1 su 2 in lunetta e 6 rimbalzi), infatti oltre al canestro del sorpasso costringe Evans ad uscire per falli. Alla fine arrivano anche le triple di Rigaudeau e Stombergas e la Virtus vince 82-74. Ancora problemi fisici per i bianconeri, Ekonomou salta la trasferta di Wroclaw per una distorsione al ginocchio destro,  e mancano ancora Frosini e D. Andersen. Partono Barlera e Ruini. Arriva l'ottava vittoria e il primo posto matematico. Al 5' è già 5-12, con 8 punti di Stombergas, che però commette tre falli e con un 9-0 i padroni di casa sorpassano, 14-12. La Kinder riprende il comando con una tripla di Bonora, 14-17. Danilovic, acciaccato, e Rigaudeau tirano male, ma comunque Bologna vola a +9, 24-33 ed è lo stesso divario dell'intervallo, 25-34. Danilovic sbaglia il 7° tiro su 8 tentativi, ma il vantaggio bianconero aumenta, 29-42; nove punti consecutivi di M. Andersen tra schiacciate e rimbalzi e il risveglio di Rigaudeau, siluro da lontano più entrata, danno il +19 al 31', 33-52. Qui i bolognesi si siedono e il Wroclaw torna a meno 9 palla in mano al 38'.  Ci pensa Abbio con un tiro pesante e 2 liberi a chiudere i conti, 51-64. Ekonomou e Frosini sono pronti per il rientro contro la Pepsi, anche se il greco giocherà solo 4'; ancora rinviato invece l'utilizzo di D. Andersen, mentre Sconochini lavora con i cadetti. In riviera, davanti al presidente Cazzola, dopo il 4-2 iniziale, conduce la Kinder, con Danilovic (23 punti con 9 su 13) e Rigaudeau (26 punti con 11 su 16) molto precisi. I romagnoli reggono con i rimbalzi, 39 a 27, con 20 offensivi. Frosini al 17'40" ha tre falli, ma la Kinder era già scappata sul 12-22 anche se a fine primo tempo la gara non è chiusa, 36-43; Bologna, però, parte con uno 0-9 nel secondo tempo e poi si porta sul 54-73, prima di chiudere 66-81. Se nella prima metà degli anni '90 Frattin, vice di Bucci aveva fatto sì che la Virtus fosse una delle prime squadre ad avere il suo sito internet, ora quest'ultimo viene rinnovato e aggiornato quotidianamente da Marco Angrisani, addetto stampa delle V nere dal 1998. Abbio con la nazionale e Danilovic con la squadra delle stelle del campionato partecipano all'All Star Game di Casalecchio: 14 per Sasha e 10 punti per Picchio, che vince, bissando il successo di due anni prima, anche la gara di tiro da tre punti, battendo in finale Booker 54-45, dopo aver superato agli spareggi Galanda. Intanto Rigaudeau torna dopo non essere stato impiegato dalla sua nazionale per una distorsione., ma c'è a Medicina, dove la Virtus incontra e batte l'Andrea Costa Lineltex in amichevole, 99-77, con 20 punti di Danilovic. Nelle ultime due amichevoli ha fatto la sua apparizione, segnando 5 punti globali, anche il giovane Siniscalco. Bonora ha uno zigomo annerito e la tendinite, ma per il derby ci sarà, gara nella quale dovrebbe mancare solo Sconochini. Derby tutto Paf: nei primi 5' dei due tempi la Kinder segna solo un canestro, a inizio ripresa, dopo il 34-26 del primo tempo) subisce un 12-0. Per la Virtus un pesante 72-56, con il 39% al tiro, nonostante la sfuriata finale di Abbio, suoi 12 dei 15 punti finali bianconeri. Per Michael Andersen frattura dell'alluce destro e 25 giorni di stop.

In Svezia non vanno Danilovic, Abbio e M. Andersen e Sconochini non è impiegabile. Bologna soffre nel primo tempo, solo +1, 48-49; poi, complici anche 7' senza segnare del Norrköping, i bianconeri, trascinati da Rigaudeau, 25 punti con 7 su 7 da tre con anche il siluro sulla sirena, e Stombergas, 17 punti, ma soprattutto i 5 consecutivi per il 61-73, volano verso il successo, sancito da Ekonomou con la tripla del 66-87, poi la gara si chiude 77-102. Nel finale fa bottino anche Binelli, 13 punti, e trova il modo di segnare un canestro da lontano anche Ruini. Contro Cantù, con Abbio e D. Andersen in quintetto al posto di Stombergas ed Ekonomou, Virtus già 20-5 all'8', 50-24 all'intervallo, 60-30 al 23'42" e 98-60 al termine. Gara senza storia, con Danilovic (21 punti) che in 25' tira con 8 su 10, Rigaudeau (22) che ha 5 su 5 da tre (12 su 12 nelle ultime due gare). La festa è rovinata dal grave infortunio a Bonora al 29': in contropiede subisce un normale fallo da Buratti, il ginocchio sinistro di Pandoro fa una torsione anomala, rottura del tendine rotuleo e la stagione è finita. Contro il Fenerbahce, Ekonomou e Stombergas, salendo ancora dalla panchina, segnano 12 punti a testa. Il punteggio è un'impressionante progressione della Kinder: 11-2 al 5', 26-11 al 10', 41-11 al 15', con un 15-0 in 5', che porta  Bologna a +30, distacco ribadito alla pausa, dopo la tripla di Stombergas sulla sirena. Il parziale nella ripresa è di 34-17 e la gara si chiude 86-39, con i turchi che chiudono con 4 su 27 da due, 19 palle perse e 18 di valutazione. Messina prova la 1-3-1 già sperimentata nell'amichevole di Medicina: Abbio in punta, Rigaudeau, Frosini e Danilovic in linea, e D. Andersen sulla riga di fondo. Nuovo infortunio tra i bianconeri, distorsione alla caviglia destra per Ruini. Virtus che chiude il girone a punteggio pieno e si qualifica per i sedicesimi di finale in programma a gennaio contro il Bonn. Rigaudeau vittima di un attacco febbrile, ma a Trieste c'è. Sono invece assenti Sconochini, M. Andresen, Bonora ed Ekonomou, a cui si è girata la caviglia destra in allenamento; inoltre Ruini ha una distorsione (stessa caviglia del greco), Siniscalco un problema al menisco, Ghedini è influenzato e Brkic non può entrare nei 10, perché otterrà la cittadinanza italiana solo al compimento del diciottesimo anno d'età. Così esordisce Matteo Brunamonti, classe 1984, figlio di Roberto. Come se non bastasse al 18'20" della gara gira la caviglia destra di Binelli e così una Kinder menomata perde la quarta gara in trasferta e, a parte il derby, sono tutte sconfitte in volata: chiuso sotto il primo tempo per 35-31, i bolognesi riescono più volte ad andare sul +4 e a 100" dalla fine sono ancora a +3. Rigaudeau, fin lì apprezzabile e migliore marcatore dei suoi con 16 punti, perde palla a 1'04" e sfonda a 7", così i locali vincono 65-62. Si salva solo D. Andersen, 12 punti con 6 su 8, e 5 rimbalzi, ma purtroppo in campo solo 26', perché gravato di 3 falli già al 5'30". Con l'ultimo infortunio a Gus, un intero quintetto è fuori uso: Bonora, Sconochini, Ekonomou, M. Andersen e Binelli; in questa situazione d'emergenza arriva la Scavolini, per l'utlima di andata. Nel primo tempo la Virtus prova ad allungare, 25-19 su un 2+1 di Ansaloni, ma Pesaro chiude avanti il primo tempo 27-29, con Bologna che ha tirato 9 su 27 (Danilovic a secco di punti con 0 su 4) e gli ospiti 12 su 31. Con il quarto fallo di Attruia i marchigiani passano a zona, Abbio sorpassa da tre, Booker risponde, poi i bolognesi provano a scappare con i primi 6 punti di Sasha, ma il numero 5 bianconero fallisce la tripla del +7 e gli avversari pareggiano. Nella volata allungano le V nere, due volte D. Andersen, poi la tripla di Abbio e la Kinder vola a +9 a 3'30". Sembra vinta, ma Malvedo con 7 punti la riapre, Abbio fallisce il +4 dalla lunetta, ma Mian fa altrettanto con la tripla del pareggio e vince Bologna 68-65, assicurandosi il secondo posto alla fine del girone d'andata. Considerati tutti i guai fisici, la piazza d'onore in Italia e il primo posto ottenuto nel girone di Saporta sono ottimi risultati. Nella notte rientrando da Cantù, dove era stato grande protagonista della vittoria della squadra di casa, muore in un incidente Chicco Ravaglia, lasciando un immenso vuoto nella sua Virtus e in tutta la pallacanestro italiana.

Nell'amichevole contro la Lineltex, disputata a Faenza il 30 dicembre, non c'è Danilovic, causa influenza. Intanto per la prima gara del nuovo anno a Montecatini si spera di recuperare Sconochini e M. Andersen. Intanto infermeria sempre al lavoro: Danilovic con la febbre, Abbio con dolori alla schiena, D. Andersen vittima di un colpo all'anca. Binelli lamenta una distorsione l'ultimo giorno dell'anno e salta la trasferta di Montecatini, dove invece rientra Sconochini, 3 punti in 6 minuti, i primi della stagione. C'è anche M. Andersen, ma non scende in campo, l'alluce gli dà ancora fastidio. A Montecatini la Kinder gioca la partita migliore, secondo il suo coach Messina: Ekonomou, con due triple consecutive (6 dei suoi 7 punti totali), lancia la Virtus, 27-34 al 16': il primo tempo si chiude sul 35-41. Nella ripresa i toscani provano a rientrare, ma Danilovic (27 punti, 6 su 9 da due, 2 su 3 da lontano e 9 su 10 in lunetta) e Rigaudeau (16 punti, 3 su 4 sia da due che da tre e 1 su 1 ai liberi) continuano a segnare. Al 27' Scarone commette il quarto fallo e la squadra di casa affonda, 61-75 a 5'20" dalla sirena. Non è però finita, rientra Scarone e scatena la reazione locale, tanto che al 37' Bologna ha solo 5 punti di vantaggio, 72-77, ma Rigaudeau chiude i conti con un canestro dall'angolo. Prossimo impegno di campionato contro Reggio Calabria, che la Kinder dovrà affrontare, sempre in gennaio, anche in Coppa Italia. Ekonomou e Danilovic sono costretti a letto dall'influenza, Frosini si allena, ma anche lui non sta benissimo e M. Andersen è sempre alle prese con il suo problema all'alluce. Intanto in Nba l'ex Nesterovic fa registrare 14 punti, 8 rimbalzi e 2 stoppate nella vittoria dei suoi Timbervolves contro i campioni di San Antonio. A Montecatini era entrato in quintetto Ekonomou al posto di David Andersen, ma contro Reggio Calabria, risolti i suoi problemi fisici, rientra il giovane australiano. Danilovic, già brillante in Toscana, è formidabile: Ginobili che lo deve marcare ha già tre falli dopo 5'45", ma neanche Binotto e Grasso non avranno molto successo contro il serbo. Sasha chiude il primo tempo a 18 punti con un solo errore dal campo e uno dalla lunetta, a fine gara 31 punti con 7 su 10 da due, 2 su 2 nelle triple, 11 su 13 ai liberi e 42 di valutazione, nonostante le 5 palle perse (4 comunque quelle recuperate). È spesso Abbio ad imbeccarlo, infatti Picchio termina con 4 assist. I calabresi, privi di Oliver, all'intervallo sono sotto 49-35, fissato da una tripla sulla sirena sempre di Danilovic, ma nella ripresa si riavvicinano da meno 18 a meno 8. Messina, per evitare rischi, gioca gli ultimi 8 minuti a zona E così la Kinder chiude 91-74. Cinque minuti nel primo tempo per Sconochini, applauditissimo al suo rientro casalingo (e un grande applauso anche dopo il minuto di silenzio per Chicco Ravaglia), ancora deludente Stombergas, 2 su 8 e 0 di valutazione, assente Michael Andersen, in ripresa Ekonomou con 4 su 7, buona prova di Rigaudeau, 15 punti e un'ottima difesa su Montecchia; la copertina è però per Danilovic, a cui Messina aveva proprio chiesto di attaccare Ginobili, e il primo passo di Sasha è risultato indigesto per Emanuel e questa gara sembra un passaggio di consegne tra il vecchio campione che tra qualche mese lascerà, e il nuovo che diventerà, per due anni prima di volare in Nba, grande protagonista in bianconero proprio dalla stagione successiva. A Bonn, per i sedicesimi di Saporta, non ci sono Abbio, infiammazione tendinea al solito tendine d'Achille della gamba sinistra che gli dà problemi, e Frosini, influenza. Si attendono quindi risposte da Stombergas ed Ekonomou: il greco è uno dei bianconeri in doppia cifra (12), gli altri sono Danilovic (15) e Rigaudeau (20), invece Stomergas ha solo una fiammata di 5 punti consecutivi nella ripresa. Ottimo Binelli, in quintetto e in campo per 32 minuti (M. Andersen ne gioca solo 3), con 9 punti e 12 rimbalzi. La Kinder fa vedere un'ottima difesa e chiude il primo tempo 25-35. Nella ripresa vola fino al 32-53, sugli unici 3 punti di Sasha nel secondo tempo; da lì bastano i canestri di Rigaudeau (3 con aggiuntivo) e di un Ekonomou in ripresa a tenere a bada la reazione dei tedeschi, che arrivano comunque a meno 9 a un minuto dal termine, 56-65, prima che la gara termini 56-67. Frosini e Abbio recuperano per la trasferta di Roma; intanto Bonora dopo un mese di immobilità, comincia il programma di riabilitazione con il professor Grandi a seguirlo da vicino.

A Roma si va ad incontrare la terza forza del campionato, però menomata: colpo della strega per Iuzzolino, Ferroni ed Ambrassa febbricitanti. Rossini segna 10 punti e marca bene Danilovic; per Sasha 23 punti, ma errori nel finale. A corrente alternata Rigaudeau (13 punti), mentre David Andersen è ottimo nel tiro dalla media distanza, meno nel lavoro sotto i tabelloni. Abbio, non in buone condizioni, segna comunque 9 punti, Stombergas, sempre più in ombra solo 3. Partita in equilibrio, poi sul finire del primo tempo, i laziali scappano, 40-29. Nella ripresa grande rimonta bolognese, dal meno 11, fino al +3, ma nel finale qualche errore di troppo condanna la Kinder, 74-68 e i romani agganciano i bolognesi in classifica, dietro la lontana Fortitudo. Danilovic con 23 punti, Rigaudeau con 13 e D. Andersen con 10 i migliori. Si tratta del quinto tonfo esterno. Messina, negli spogliatoi, dichiara di aspettarsi di più da Stombergas e Sconochini, anche se, in vista del ritorno di Saporta, attende fiducioso il lituano e anche il progredire di Ekonomou. Abbio viene tenuto a riposo, ma c'è Michael Andersen, che però non entrerà in campo e non è una giornata fortunata per gli Andersen, infatti David, dopo 3'44", subisce la sublussazione della spalla, che esce fortunatamente senza danni alla capsula.. Il palazzo esplode quando Sconochini (6 punti), partito in quintetto, intercetta un pallone e vola a schiacciare in contropiede, esultando a braccia aperte, come dopo una liberazione. Stombergas, partito dalla panchina, segna comunque 13 punti, ma il migliore è Danilovic con 23. Il primo tempo si chiude sul 40-31, dopo che Bologna era stata due volte a +16, sul 35-19 e 38-22. A inizio ripresa, però, la gara si riapre, 46-45, subito chiusa da Sasha. Messina spiega il non impiego di M. Andersen col fatto che fa fatica ad allenarsi, ha però parole di elogio per Ekonomou (12 punti) e per Stombergas che si è sacrificato per lasciare spazio a Sconochini. Influenza per Sconochini e Binelli, ma entrambi recuperano per Milano, dove c'è anche il ritorno di David Andersen, mentre marca visita Frosini, per problemi di cervicale. I tanti guai fisici impongono a Messina, per gli allenamenti, di ricorrere a Ruini, Barlera, Brkic, Ghedini e Pulvirenti. Danilovic (21 punti) e Rigaudeau (13) vincono nettamente il confronto con Respert e Richardson, anche perché, se il primo segna 8 punti nei primi 10' e 17 in totale, il secondo è molto evanescente. Ultimo vantaggio interno sul 26--24, poi nel finale di tempo scappa la Kinder, 30-36 alla pausa. Nella ripresa fuori Ekonomou e Stombergas, dentro Sconochini (14 punti) e al 30' si è sul 46-60, poi la gara si chiude 60-75. Bene Ekonomou, 10 punti e 8 rimbalzi, migliore della gara nei palloni recuperati sotto i tabelloni, permettendo così alla Virtus di prevalere anche in questa voce, 28-31. Messina elogia tutti, anche Abbio, recuperato all'ultimo, e M. Andersen, 2 punti in 24' di gioco, contro quella che il coach bianconero definisce la migliore Adecco della stagione. A Danilovic viene saturato un sopracciglio a causa di un colpo subito.

A Reggio Calabria final eight (prima volta con questa nuova formula) di Coppa Italia: negli ottavi la Kinder spazza via i padroni di casa, dopo un'attesa di oltre un'ora per il via alla gara (saldi nei prezzi per riempire il palazzo e saldatura del tabellone, già riparato qualche settimana prima). Considerato che il cronometro dei 30" comincia a funzionare dopo 10', non una grande organizzazione. Danilovic, 24 punti, ha 5 su 6 dal campo e dalla lunetta e 17 punti già alla pausa (anzi al 17'), dove si arriva sul 53-29 (con Ginobili, Shorter e Montecchia a tre falli), dopo che 30" prima i bolognesi avevano toccato il +26, ma erano già 28-17 al 10' e 37-17 3 minuti dopo (15-0 di parziale). Al 22' 59-29, poi Bologna subisce un 10-0 e Danilovic si arrabbia e riporta la squadra in rotta. Per le V nere 69% da due e 52% da tre. Rigaudeau 17, Sconochini 12 e Stombergas 11, gli altri in doppia cifra. Risultato 89-62.  In semifinale c'è la Ducato Siena, che ha eliminato la Fortitudo, capolista del campionato. La Kinder tira ancora benissimo, 71% da due e 58% nelle triple (nel primo tempo, rispettivamente, 63% e 70% con 7 su 10). I toscani invece finiscono con meno del 40% (ma solo il 23% nei primi 20' , Turner ha 3 falli dopo 4' e al 6' Bologna è già avanti 16-8. Dopo 7'30" Stombergas rileva Sconochini (12 punti) che aveva iniziato benissimo, ma anche il lituano, che finirà con 17 punti, migliore bianconero, ha un grande impatto, 3 su 3 con 2 triple, così le V nere prodcono un 10-2 in 150" e vanno sul 30-19, per poi progredire, 42-22 al 15' e 54-32 all'intervallo. Secondo tempo senza storia, 95-65 il finale (dopo aver toccato anche il +36), con anche 15 di Danilovic, 14 di Frosini (7 su 7) e 12 di Rigaudeau. In finale c'è Treviso: mentre i bolognesi vengono da due partite dominate, la Benetton ha sofferto, battendo Roma 79-74, e Pesaro 87-84, con una tripla di Traina, che non gioca la finale per una distorsione. Inoltre Edney fa solo danni, ma la Kinder non c'è, dopo 3' i petroniani sono sotto 2-11, dopo 9' di 15 e, quando si riavvicina a meno 6, subisce un parziale di 17-5. Al 20' il punteggio è 29-45 e alla fine 59-78. Danilovic segna solo 2 cesti nel primo tempo, tutta la Virtus 6, mentre ha 17 perse. La Kinder chiude la partita con il 25% da tre e il 40% da due. Rimane l'amaro in bocca per una finale "non giocata": la Kinder che, a parte il meno 16 del derby, aveva sempre perso con scarti ridotti, 7 punti  a Varese in Supercoppa, 2 a Reggio Calabria, 1 a Verona, 3 a Trieste e 6 (bugiardi) a Roma, subisce un netto meno 19. C'è subito la rivincita, il sabato seguente i vincitori della Coppa Italia arrivano a Casalecchio. Influenza per Abbio che sta a letto parecchi giorni e salta la sfida del sabato in anticipo televisivo, non c'è neppure Binelli (tendinite), ci sono invece Sconochini, che ha avuto in settimana un risentimento muscolare all'anca, Frosini, vittima di una lussazione all'indice destro, e Danilovic, reduce da una gastrite. Dopo un primo tempo chiuso avanti di 1, 35-34, la Kinder va in sofferenza, non sortisce effetti neppure la difesa 2-3 ordinata da Messina. Trascinata da Sheppard, 31 punti, la Benetton si stacca fino al 66-80. Una fiammata di Stombergas, 11 punti di fila, riduce il divario fino al 77-82, che diventa 77-83 alla fine. Così la Virtus salva il doppio confronto, avendo vinto di 9 al Palaverde. Messina lamenta la mancanza di coesione e, in quest'ottica, Cazzola invita i nuovi a imparare l'italiano. Danilovic non parte per la trasferta di Saporta a Francoforte, rimane a Bologna a curarsi la gastrite e non sale sull'aereo neppure Binelli. C'è invece Abbio, ma debilitato non avendo disputato allenamenti nell'ultima settimana. Ruini è nei 10 e Siniscalco viene aggregato come undicesimo. Partono meglio i padroni di casa, 6-2, poi le urla di Messina svegliano Stombergas e Ekonomou, gli unici a salvarsi con Rigaudeau, Saulius segna 9 punti in 7' (19 totali). M. Andersen gioca solo 7 minuti, mentre Frosini non viene servito dai compagni. Sul 26 pari un parziale di 11-0 manda i tedeschi sul 37-26 all'intervallo. A inizio ripresa Rigaudeau (16 punti) prova a svegliare i suoi, ma sul 40-35 commette il terzo fallo e così gli Skyliners tornano sul 52-40 all'28'30". Rientra il francese della Kinder, Sconochini segna due canestri (gli unici punti della sua gara) e Bologna torna a meno 2. Le roi sbaglia il tiro del pareggio e Francoforte chiude 62-57, terza sconfitta consecutiva delle V nere, dopo quelle di Coppa Italia e campionato contro Treviso, ma lo scarto è recuperabile nel ritorno. Si tratta anche della prima gara persa in Saporta. A Siena non c'è Ekonomou, problemi alla caviglia destra, ma la Kinder disputa un'ottima gara. In quattro segnano 53 dei 63 punti, Stombergas 15, Danilovic e Rigaudeau 14, Abbio 10; nonostante una distorsione a Binelli Messina ritrova il sorriso. L'equilibrio dura 10'30" (8-8), poi con due triple di Abbio i bianconeri volano sull'11-17. I toscani reagiscono (24-27), ma la Virtus chiude il tempo con un parziale di 0-4 (24-31) e lo riapre con uno di 0-9 (24-40), trascinata da Danilovic. La Ducato dimezza il divario, 35-43, ma due tiri pesanti di Stombergas tolgono ogni dubbio e la gara termina 49-63. Nel ritorno contro Francoforte assente ancora Ekonomou, a cui si aggiunge Binelli. Stombergas, apparso già  in ripresa a partire dagli ultimi due minuti di Treviso che salvarono il doppio confronto, poi anche a in Germania e a Siena, parte dalla panchina, ma confeziona una grande partita, 21 punti, 6 su 10 dal campo, 7 su 8 dalla lunetta, 5 rimbalzi e 5 falli subiti. Il break lo fa Rigaudeau, arrabbiato per una stoppata irregolare senza che il canestro venga convalidato, realizza 8 punti filati, con due triple ed un'entrata. Il primo tempo termina 47-25 con i tedeschi che mettono a segno solo 8 canestri, e la ripresa è accademica: l'unica emozione è il tabellone infranto da M. Andersen, che fallisce una schiacciata e si aggrappa al ferro, a 17 secondi e 25 centesimi dalla fine (con fallo tecnico al lungo danese). Bisognerebbe provvedere alla sostituzione del pezzo, ma Messina propone, in accordo con il coach tedesco Koch e con la benedizione del commissario Fiba, di concludere la gara, così c'è spazio ancora per due punti degli ospiti e l'ultima azione della Kinder si svolge senza avvicinarsi al canestro. La partita termina 83-53 (il divario si era dilatato fino all'83-49) e la Virtus si qualifica per i quarti, in cui dovrà affrontare Valencia che ha avuto la meglio su Chalon sur Seine. Ottimo l'apporto di David Andersen, 16 punti (7 su 12), mentre Rigaudeau (6 su 10) e Danilovic (7 su 11) si fermano a 15.

Danilovic accusa un attacco febbrile, ma c'è contro Varese e la sua presenza si avverte: dopo il 4-0 firmato da Andrea Meneghin, che faceva temere una gara di sofferenza per il serbo della Kinder, Sasha risponde con 28 punti (e un bellissimo assist dietro la schiena per Frosini che converte), mentre il giocatore di Varese esce, dopo un tecnico, per 5 falli al 25'10" sul 53-42. Il primo tempo delle V nere è splendido, Messina lo definisce il migliore dell'anno, e si chiude sul 48-33, ma era stato anche 48-30. Nella ripresa la Virtus soffre, soprattutto per un rilassamento dopo l'uscita di Meneghin, e gli ospiti arrivano a meno 4 a 4'48" dalla sirena, ma dopo il time out chiesto dalla panchina bolognese, Kissourine sbaglia i 2 liberi dell'ulteriore possibile avvicinamento. Così, grazie anche alla zona 2-3, i bolognesi chiudono 80-71. Buona anche la prova di Rigaudeau, 18 punti, e positiva quella del rientrante Ekonomou, 13 punti. Tra la gastrite di Danilovic, l'infortunio di Binelli e i 4 via con le nazionali, ad allenarsi sono rimasti in pochi. Danilovic out per una colica renale e Binelli ancora fuori per la sfida col Pamesa Valencia, capolista in Spagna. La Kinder parte con una difesa impenetrabile, solo due canestri nei primi 10'. Poi gli iberici riescono a metterla sulla corsa e, grazie anche ai 3 falli di Rigaudeau (migliore dei suoi con 30 punti, 11 su 16, 5 rimbalzi, 3 perse ma 4 recuperi e 34 di valutazione), che ne consigliano un passaggio in panchina, passano anche in vantaggio. Il primo tempo si chiude sul 36-34, ma nella ripresa le V nere raddrizzato la mira da lontano (7 su 12 dopo l'1 su 9 dei primi 20 minuti) e volano via, arrivando al +26, 85-59 al 39', prima di chiudere 85-61, un divario rassicurante in vista del ritorno. Oltre al francese, bene Frosini, 12 punti con 5 su 8 al tiro, 9 rimbalzi e 14 di valutazione, nonostante le 5 palle perse; Ekonomou, 11 punti con 4 su 6, 5 rimbalzi, 6 recuperi e 20 di valutazione; Stombergas 11 punti. In vista della trasferta di Reggio Emilia recupera Danilovic, ma si bloccano Frosini (ginocchio) e Rigaudeau (problema all'adduttore), entrambi indisponibili, mentre Sconochini lamenta una contusione, ma è regolarmente in campo. Senza Rigaudeau e senza ovviamente Bonora, la regia spetta ad Abbio, che fatica, soprattutto nel primo tempo a servire i compagni: Danilovic, per esempio chiude con soli due punti e 0 su 2 al tiro, anche perché deve uscire al 23' per una distorsione. La prima frazione si chiude sul 38-32 (ma Bologna era stata sotto anche 28-14, dopo un parziale di 18-2). Le cose vanno leggermente meglio nella ripresa, grazie anche alla difesa a zona, ma comunque i reggiani comandano sempre, anche 53-45 a 9' dalla sirena e 58-51 a 6' dalla fine, e stanno avanti per 39 minuti. Nel finale di gara, con Sasha infortunato, Stombergas, Ekonomou e D. Andersen fuori per falli, con Ruini che risulterà non entrato, il quintetto è Ansaloni, Abbio, Sconochini, Binelli (che firma quattro punti consecutivi dal 61-58 fino al primo vantaggio del 61-62, prima che Damiao impatti a quota 62) e M. Andersen e sarà proprio quest'ultimo ad avere la sua giornata di gloria, firmando i due liberi decisivi del 62-64 a 1" dalla fine, dopo avere conquistato il rimbalzo d'attacco, sul piazzato fallito da Ansaloni, e subito fallo. Abbio regista chiude con 13 punti, Ekonomou e D. Andersen ne segnano 10, Stombergas e M. Andersen 9 (per il match winner anche 6 rimbalzi in soli 11 minuti di gioco). La risonanza magnetica non rivela complicazioni per Rigaudeau, mentre Danilovic e Binelli (con ancora la caviglia gonfia) restano in dubbio ma saranno a Valencia. Arriva in prova un 18enne ceco, proveniente dallo Sparta Praga, Pavel Englecky, 208 cm, che potrebbe venire utile in futuro, se potesse giocare da comunitario. A Valencia, con Frosini, gli spagnoli partono meglio, 7-2, e allora Messina inserisce Binelli, che argina la furia casalinga; per Gus alla fine 28'. 8 punti con 4 su 6, 9 rimbalzi, 2 stoppate e 14 di valutazione. Danilovic perde molti palloni in attacco (si rifarà poi), Rigaudeau segna un solo canestro (al 18'30"), la Kinder, dopo un canestro di Stombergas, sta anche 5' senza segnare e chiude il primo tempo col 39% dal campo, sul 37-25. Danilovic segna (alla fine 21 punti con 7 su 12 e 7 rimbalzi), ma al 26' i bolognesi sono sotto 77-55, ovvero solo a +2 nel doppio confronto. Provvidenziale tripla di Sasha, poi Abbio (10 punti) due volte e ancora Danilovic fanno respirare Bologna, che torna a meno 15; c'è comunque da soffrire fino alla fine, ma i bianconeri chiudono sotto 78-59, quindi con un +5 nel computo totale, che li proietta in semifinale dove incontreranno Vilnius. In doppia cifra anche Ekonomou, con 11 punti. La gamba destra fa soffrire Rigaudeau (riacutizzarsi del dolore all'adduttore) ed Ekonomou (peritendinite). Entrambi saltano Verona, ma rientra Frosini. Contro gli scaligeri il migliore è Danilovic con 20 punti (8 su 11 da 2 ma 1 su 6 da tre), seguito da uno strepitoso M. Andersen, 18 punti, 29 di valutazione, 6 su 9 dal campo e 6 su 8 ai liberi, 3 schiacciate, 12 rimbalzi (5 offensivi) e 2 recuperi. Bene anche Stombergas e Abbio con 14 punti, David Andersen con 10. Sconochini non va in doppia cifra (7 punti), ma è decisivo a inizio secondo tempo, dopo che il primo si era chiuso con i bianconeri sotto 41-45, attaccando il canestro. I sei citati producono 83 degli 85 punti con cui le V nere battono gli avversari, fermatisi a 69. Un punto lo segna Binelli e uno Frosini, schierato con M. Andersen nella formazione inserita da Messina col doppio pivot, ma ancora non ripresosi completamente.

A Faenza ancora out Rigaudeau (fuori per due settimane), ma rientra Ekonomou. Imola scappa 28-19, ma con Abbio Bologna produce un parziale di 4-14 e passa avanti 32-33. C'è un grande Danilovic, 26 punti, 7 su 13 da due e 4 su 7 da tre, ma proprio a Sasha sono legati alcuni episodi negativi: sul 50-53 (dopo che la Virtus aveva chiuso avanti il primo tempo 38-43), il serbo sbaglia due liberi (in tutto insolito 0 su 4 dalla lunetta per lui) e così Imola sorpassa per la prima volta nella ripresa, 55-53. Da lì starà sempre avanti, tranne un momento sul pareggio a quota 73 propiziato da una tripla di Danilovic, ma Predrag (seconda nota stonata) deve uscire per falli a 7" dalla fine, un secondo dopo un'altra sua tripla, quella del 79-78. Imola segna un solo libero, Abbio fallisce l'entrata del pareggio e le V nere escono sconfitte, dopo aver pagato anche l'infortunio a Frosini, distorsione alla caviglia al 13'51". Male Stombergas, -4 di valutazione in 18'. Danilovic ritrova la mira in lunetta contro la Pepsi Rimini (gara anticipata alle 16, per potere consentire alla squadra bolognese di partire per Vilnius la domenica sera), Sasha segna 24 punti, 8 su 15 da due, 0 su 1 da tre e 8 su 10 ai liberi. Abbio fornisce regia, difesa e 11 punti. Stombergas, inserito in quintetto per fargli ritrovare fiducia, segna 16 punti, mentre Sconochini, 0 punti in 10', non riesce a dare apporto dinamico. Parziale di 8-0 decisivo che porta la Kinder sul 27-19, poi il primo tempo si chiude 37-28. Nel secondo tempo la Pepsi arriva a meno 5, 55-50, ma i Bolognesi riprendono quota e si portano sul massimo vantaggio, 65-54. Trilling sul 69-61 a 71" dal termine: saltano tutte le luci, quelle del tabellone segnapunti e falli e quelle del cronometro; si procede così ,i romagnoli ne approfittano per piazzare un parziale di 1-5 e la gara si chiude 70-66. A Vilnius inizialmente si va a parziali, 8-0 per entrambe, poi i lituani allungano 22-17, ma i due Andersen riportano a galla la Kinder, con uno 0-9, 22-26. Il primo tempo si chiude sul 37-33; nella ripresa i padroni di casa tentano la fuga, 56-44, dopo un parziale di 13-2, ma Bologna reagisce e con una tripla di Abbio si riporta a meno 4. Nel finale, però, il Lietuvos Ryvas torna a più 10, con 5 punti di Giedriatis in 13", 70-60. Migliore realizzatore bolognese Stombergas, 14 punti. Ritorno in salita per le V nere. C'è da affrontare il derby senza Bonora, Rigaudeau, Frosini e Danilovic (dorsalgia). La Kinder parte a zona e la usa tantissimo, ma il compito è improbo. I bianconeri mettono due volte la testa avanti nel primo tempo, la seconda permette loro di andare al riposo avanti 35-34. Nella ripresa la Paf, guidata da Jaric, 15 punti, 6 rimbalzi, 6 recuperi e 3 assist, e grazie al tiro pesante si stacca, 54-45. Sembra finita, ma Sconochini organizza la rimonta, però Abbio sbaglia il libero del meno 2 e la Fortitudo vince 66-74. Intanto si cercano i sostituti per Danilovic e Rigaudeau; il francese essendo comunitario potrebbe poi rientrare regolarmente, mentre per Danilovic necessiterebbe un taglio e un reintegro. Sempre senza i 4 infortunati c'è da cercare la rimonta in coppa. La Virtus parte a zona, come nel derby: Stombergas da tre, due volte Abbio, poi Sconochini in contropiede chiude un parziale di 8-0, 11-3. La quarta tripla (su 5) di Bologna dà il 16-7 e la firma Ekonomou, Abbio in post basso segna il suo ottavo punto per il 18-7, ovvero virtuale qualificazione per la finale. Il quintetto però deve rifiatare e i lituani sorpassano e vanno a +5, 30-35 al 17'. Ekonomou guida la riscossa e Abbio, in schiacciata, sorpassa sulla sirena, 39-37, chiudendo un 9-2. Equilibrio nei primi 6 minuti di ripresa, 50-50, poi la Kinder scappa con un parziale di 8-0. Tre volte la Virtus va a +9 e 3 volte balla sul ferro la palla del sorpasso; canestro e fallo per Scconochini e finalmente +10, 71-61. Ekonomou con due liberi fa il +11, 75-64, poi il +12, 78-66, ma una tripla di Giedraitis, a 1'30" complica tutto, 78-71. Ancora il greco della Kinder segna l'81-71 di nuovo con gioco da tre punti (3 di queste azioni per lui nell'ultima parte di gara) a 1'14". Siskauskas sbaglia da tre a 40" e a 23" Abbio segna, in traffico, il canestro del +12; di nuovo Siskauskas sul ferro e la finale di Losanna è conquistata. I quattro grandi protagonisti sono Abbio, 40 minuti, 21 punti con 7 su 14, 4 su 4 dalla lunetta, 7 rimbalzi e 5 recuperi, Ekonomou, 38 minuti, 21 punti con 6 su 11 e 7 su 7 ai liberi, Stombergas, 40 minuti, 19 punti, con 7 su 13 e 5 rimbalzi, Sconochini, 38 minuti, 16 punti, 6 su 12 e 6 recuperi. Arriva in prova dall'università di Gonzaga a Spokane nello stato di Washington, Matt Santangelo, play bianco di 185 cm. Intanto la notizia di un possibile taglio di Danilovic crea polemiche e si rinuncia alla sua sostituzione, nonché a quella di Rigaudeau. Santangelo torna negli States, ma dopo aver firmato un'opzione con la Virtus: se al 30 giugno non sarà stato scelto dalla Nba e avrà ottenuto il passaporto italiano, sarà bianconero. Rientra Danilovic (16 punti, 3 su 5 nelle triple e 1 su 5 da due) nella trasferta contro Cantù e c'è anche Binelli reduce da una colica. Il migliore è Ekonomu, 21 punti, 3 su 5 da due, 3 su 4 da tre e 6 su 7 ai liberi, ma la Kinder soffre ed è sotto 41-34 all'intervallo, dopo essere stata anche a meno 12, sul 35-23. Prova a rientrare nella ripresa con la difesa, arriva a meno 1 sul 43-42 (unico sprazzo di Stombergas, 6 punti totali), ripiomba a meno 11, 59-48, poi torna a meno 2 (due liberi di Ekonomou a 1'15"), ma a 45" D. Andersen sbaglia il tiro del pareggio e a 10" dalla sirena  Danilovic la tripla del sorpasso. Ora bisogna guardarsi anche le spalle, la Virtus è terza, può arrivare seconda, ma da dietro è minacciosa Pesaro. Rigaudeau, ancora sofferente, deve stare fermo altri 15 giorni e allora la Virtus è in procinto di tagliare Stombergas e si prepara a prendere Mee. Contro Trieste non c'è D. Andersen, contrattura agli adduttori, ma rientra Frosini, 12 punti  e 7 rimbalzi. Sconochini è in quintetto al posto di Stombergas, il quale non dà segni di risveglio, 2 punti e 5 falli in 11 minuti di gioco. Subito Gara decisa in favore dei bolognesi dal 24-6 in avvio di ripresa, il primo tempo si era chiuso 40-39, con Trieste anche avanti nel finale dopo essere stata sotto 36-31 (mini break propiziato da Sconochini già a quota 11). In doppia cifra vanno anche Abbio, il migliore con 19 punti (17 nella ripresa, dopo un primo tempo sofferto in regia), Danilovic, 10, Sconochini, 13, ed Ekonomou, 12. C'è però gloria per tutti, M. Andersen realizza 6 punti (tutti in avvio), ne segna 5 punti Binelli, 4 li mette a bersaglio Ansaloni e 2 Ruini. La contemporanea sconfitta di Pesaro assicura alle V nere almeno il terzo posto. E l'ultima gara della stagione regolare è proprio nella città marchigiana. Esordio del nuovo americano Mee, dopo il taglio di Stombergas (che però giocherà la finale di Saporta a Losanna). Darnell ha un passato in Nba e poi in Australia. Il suo esordio non è folgorante, 0 su 3 al tiro in 19', ma il lungo viaggio aereo da Melboune a Bologna, via Singapore e Parigi è una buona giustificazione.  La Virtus controlla comunque la gara, i padroni di casa si avvicinano solo un paio di volte nel primo tempo, al 13' sul 16-19 (due triple di Magnifico) e, poco dopo, sul 19-21. La Kinder riparte e va sul 19-25, con canestro di Danilovic convalidato, mentre viene fischiato fallo a d Ekonomou. Il primo tempo si chiude 28-34, con 16 punti bianconeri di Danilovic, saranno 32 alla fine con percentuali crescenti all'aumentare del valore dei canestri, 2 su 4 ai liberi (50%), 6 su 9 da due (66,67%), 6 su 7 da tre (85,71%). Nella ripresa la Scavolini sorpassa anche 52-51, ma subito i bolognesi si riprendono e decisiva risulta l'ennesima tripla di Danilovic a 1'30" (+6). Finisce 64-71 con anche Sconochini ed Ekonomou in doppia cifra, rispettivamente con 11 e 13 punti. Grazie alla sconfitta della Benetton a Trieste, la Virtus chiude al secondo posto la prima fase.

Si va a Losanna, senza Bonora, senza Rigaudeau, con Stombergas. La Kinder è alla sua terza finale europea consecutiva, e tre sono di fila anche per Saulius, che due anni fa vinse la Saporta contro Milano e l'anno scorso l'Eurolega proprio contro la Virtus, ma ora il lituano è al passo d'addio. L'Aek è reduce dalla vittoria in Coppa di Grecia contro il Panathinaikos, ma a partire forte è la Kinder, 10-2, con Danilovic scatenato (segna 12 punti nei primi 14', ma si spegnerà poi, marcato dal capitano greco Chatzis, e chiuderà a 18 punti);  l'Aek risponde con un 2-12 (12-14) , ma Bologna con Ekonomou in evidenza (16 punti) va sul 29-24. Gli ellenici con un break di 4-22 vanno al riposo sul 33-46 e ad inizio ripresa vanno subito sul 33-49 (il parziale diventa 4-25). Abbio (16 punti) e Sconochini (9) soffrono in regia e Stombergas (13 punti) si sveglia solo nel finale, quando produce le due giocate del meno 6 (66-72), poi segna sei punti di fila, mentre Abbio dalla lunetta completa quasi la rimonta (74-76); purtroppo i due registi Virtus perdono tre palloni e il sogno svanisce, vincono i greci 76-83. In vista dei quarti e in attesa di sapere l'avversario da incontrare, si disputa all'Arcoveggio uno scrimmage contro Fabriano degli ex Carera e Bucci. Non ci sono Frosini, febbricitante, Ansaloni, che lamenta una contrattura alla schiena, mentre Ekonomou si ferma durante la gara, anche lui vittima di una contrattura. L'avversario dei quarti è la Viola Reggio Calabria, ma in gara uno, oltre a Bonora e Rigaudeau, manca anche Ekonomou. I migliori sono Abbio, 18 punti, con 3 su 4 da due, 3 su 6 da tre e 3 su 3 ai liberi, e Danilovic, 16 punti, con 6 su 11 dal campo e 3 su 4 ai liberi. Ginobili, nemico pubblico numero uno, porta i suoi da meno 4, 14-10, a +3, 18-21, poi Abbio segna 7 punti (al 12' ne ha già 10), per il nuovo sorpasso interno, 25-22. Reggio però allunga, chiude il tempo 32-35 e, ad inizio ripresa si porta sul 32-39. Reagisce Danilovic con 6 punti filati (9 nei primi 6' di ripresa), 38-39, ma fino a metà ripresa la Kinder resta sotto. Ci vogliono i punti di D. Andersen per effettuare il sorpasso. I calabresi non cedono e pareggiano con una tripla di Thompson. Qui Messina toglie Danilovic, che non rientrerà più, e sale in cattedra Mee (13 punti, 11 negli ultimi 6'): entrata stile Nba e tripla per l'allungo bolognese, 63-56 al 35', poi gli uomini di Messina riescono a controllare l'ultima reazione ospite, finisce 75-70. In doppia cifra anche Sconochini con 12 punti. Decisivo Mee, ma soprattutto Abbio, liberato un po' dai compiti di regia (15' per Mee in campo), esprime il suo potenziale offensivo, 4 volte un suo canestro è stato quello del sorpasso (compreso l'ultimo del 52-49), altre due ha pareggiato. 14 dei 18 punti li ha fatti nei momenti cruciali, altri 3 sull' ultimo recupero reggino (68-64). Due giorni dopo, in Calabria, rientra Ekonomou, ma si carica subito di falli. Bologna si regge sui soliti noti, Danilovic segna 21 punti con 7 su 7 da due e in lunetta (anche se sbaglia tre triple), Abbio 12, con il 100% da due e da tre (3 su 3 e 1 su 1 rispettivamente) e il 75% dalla lunetta (3 su 4); non basta, però, contro l'escalation reggina: 14-10, poi 26-19 al 16' e 37-25 all'intervallo con la tripla del capitano Santoro. Nella ripresa non muta il copione, 44-27 sul tiro pesante di Montecchia, e, nonostante la girandola di cambi di Messina e la difesa a zona, 60-39. Finalmente i bolognesi reagiscono con un parziale di 1-9, l'entrata di M. Andersen (7 punti di fila) e l'apporto di Binelli evitano il naufragio, ma la Viola vince comodamente 74-62. Abbio fa una lamentela pubblica, sulla squalifica sua e di Messina dopo gara 1, comunicata alla vigilia di gara 2. In gara tre tra il 5' e il 10' la Kinder segna un solo punto e Reggio va avanti, anche perché Abbio rifiata un po' in panchina, ma appena Picchio rientra la Virtus produce un parziale di 16-4, con tripla finale di Sconochini, primo tiro pesante a segno dei bianconeri. In questo frangente la Viola commette due infrazioni di 30" (alla fine del primo tempo avrà 11 perse). Al riposo si va sul 35-26 e nella ripresa Bologna controlla e incrementa il vantaggio con difesa e contropiede, 46-36 di Abbio (18 punti, 5 su 5 da due, 0 su 1 da tre, 8 su 10 in lunetta, 2 rimbalzi, 4 recuperi, 5 assist, 27 di valutazione) e 51-38 di Danilovic (22 punti, 7 su 11 da 2, 1 su 1 da tre, 5 su 6 ai liberi, 4 rimbalzi, 3 recuperi, 3 assist, 24 di valutazione) anche perché i calabresi stanno 4' senza segnare. Abbio commette il terzo fallo e va a sedere, Frosini il quarto in attacco, Messina prende tecnico per proteste dopo un contatto Thompson - D. Andersen, ma le V nere conducono in porto il successo, 73-67. In doppia cifra anche Sconochini con 12 punti e D. Andersen con 10. In gara 4 assente Danilovic per problemi addominali, ma rientra Rigaudeau, chiaramente a mezzo servizio. Sconochini (25 punti, 9 su 13 da 2, 7 su 7 ai liberi, 7 rimbalzi, 6 recuperi e 1 assist, 33 di valutazione in 38') segna il 4-7, ma poi i padroni di casa, guidati da Ginobili (22 punti), prendono il largo, 31-21, poi 35-25, nonostante Messina provi anche la zona. Nel finale di tempo un parziale di 0-4, manda le squadre al riposo sul 35-29. Nella ripresa la Virtus stringe la difesa, la Viola segna un solo canestro in 6' e la Kinder, con una tripla di Ekonomou, con canestri di D. Andersen e Sconochini, sorpassa, 40-44. Al 30' Montecchia riporta avanti i suoi, 51-50, e per Bologna è l'inizio della fine, Reggio vola sul 67-58 e chiude 71-60. Oltre a Hugo, solo Ekonomou raggiunge la doppia cifra, 10 punti. Per la bella Reggio Calabria deve rinunciare a Montecchia, la Virtus recupera Danilovic, ma Sconochini ha problemi alla schiena, però è in campo. In gara 5 la Virtus vince 61-43 e i punti subiti costituiscono il record nei playoff per le V nere (per la Virtus anche il record italiano di vittorie, 61,5%, e di numero di successi, 96). In questa stagione finora in 58 gare ufficiali una volta hanno subito meno di 40 punti, 4 volte tra 40 e 49, 6 tra 50 e 59, 24 tra 60 e 69, 17 tra 70 e 79 e solo 6 volte hanno valicato quota 80. La Kinder vince tirando male da fuori, ma difendendo forte. La Viola nel primo tempo segna solo 5 canestri su azione, Shorter e Thompson catturano rimbalzi ma tirano complessivamente con 2 su 15. Quando poi Yaylo si accascia per una distorsione al ginocchio per Reggio è notte fonda. Subito dopo con la tripla di Rigaudeau (7 punti) Bologna va sul 17-6. I bolognesi volano a più 16 (25-9) e passa inosservato anche il terzo fallo di Danilovic. Il primo tempo si chiude sul 30-20 e ad inizio ripresa Frosini commette il terzo fallo, ma è proprio Alessandro a segnare, con aggiuntivo, il primo canestro bianconero del secondo tempo, dopo 3' di digiuno. Con Sconochini e Danilovic i bianconeri vanno sul 37-22 e, con lo stesso Frosini, sul 41-22, chiudendo un parziale di 11-0. I bolognesi toccano il +21, 53-32 e a quel punto gara chiusa e finale di 61-43, con Ginobili che fa bottino nel finale (18 punti ma 1 su 11 al 25') .Per Sasha 20 punti (9 su 11 da due ne 4 schiacciate), 13 per Frosini e 10 per Sconochini.

Per il decimo anno consecutivo Virtus nelle prime 4; in semifinale c'è da incontrare Treviso, con cui le V nere vantano un 10-0 nei playoff. Per 31 minuti dominano gli uomini di Messina (dopo l'iniziale 6-10), 17-11 dopo un parziale di 12-1, 32-27 all'intervallo, 54-42 al 31', sulla tripla di Ekonomou. Poi Bologna si ferma, segna 5 punti solo su libero in 8' e Treviso pareggia (57-57). A questo punto l'inerzia è trevigiana e la Benetton vince 64-71. Si salvano Danilovic, 17 punti, Abbio e Frosini con 15. Per gara due Sconochini lamenta un problema al ginocchio sinistro e Binelli una contrattura alla schiena. Parte meglio la Benetton, ma quando Edney va in panchina, la Kinder sorpassa. È però un fuoco di paglia, all'intervallo Treviso è di nuovo in controllo, 45-39; ad inizio ripresa i veneti incrementano ancora, 45-39. Una tripla di Abbio e un canestro in avvitamento di D. Andersen tengono a galla i bianconeri, 56-52. Il quarto fallo di Abbio è il preludio ad un parziale di 13-0, che chiude la gara. Finisce 78-59, con soli 20 punti segnati da Bologna nella ripresa, con 8 su 24 al tiro. Unico a salvarsi Abbio, 21 punti, in doppia cifra va anche Danilovic con 12. Presente alla gara Marco Madrigali, in procinto di acquistare la Virtus. Dei 60 incontri disputati la Kinder ne ha persi 19, 15 dei quali non raggiungendo i 70 punti. Sarà così anche in gara tre. La Benetton parte avanti, 8-15, ma, nonostante Abbio sia in panchina con tre falli, i bolognesi reagiscono e, animati da D. Andersen (9 punti) e Sconochini (17), producono un parziale di 10-0 che li porta sopra a metà primo tempo. All'intervallo le V nere conducono 37-33. Bologna è avanti anche al 26' sul terzo fallo di Pittis, 45-42, ma poi la benzina viene meno e gli ospiti sorpassano, 45-46. La Virtus ha un sussulto, torna avanti 60-57 (Danilovic), ma un parziale di 0-8 la condanna, vince la Benetton 66-71, eliminando la Virtus. Per Treviso prima vittoria assoluta nei playoff a Bologna contro le V nere. Per Bucchi, cresciuto in Virtus, 5 vittorie di fila contro la Virtus, con 3 su 3 a Bologna. Terzo posto in campionato (con qualificazione all'Eurolega riconquistata) e finali perse in Coppa Italia e Saporta. Considerati i tanti infortuni, un bilancio accettabile, ma il primo anno senza successi, dopo sette stagioni in cui si portava a casa almeno un trofeo, inducono Cazzola ad abbandonare.

 

 

 

KINDER, 7 PEDINE AL POSTO GIUSTO

Dopo Ekonomou, Andersen e il biennale ad Abbio, Messina aspetta Bonora, un esterno straniero e un lungo comunitario. Grande fiducia nell'australiano n. 4 del futuro.

di Gianni Cristofori - Il Resto del Carlino - 10/06/1999

 

In trenta minuti scarsi di conferenza stampa Alfredo Cazzola soffia via gran parte del fumo che circondava la Kinder dal 2 maggio, domenica nerissima per tutta Bologna dopo la stoppata di Marconato su Karnisovas. Non ci sono soltanto i 206 centimetri di Nikos Ekonomou a riempire i taccuini e le telecamere dei presenti, ma anche un bel canestro di certezze dopo le mille voci d'inizio estate. Andiamo con ordine. Biennale per il greco che con il Panathinaikos ha vinto due campionati, due Coppe e un'Intercontinentale (più un Europeo, quello del '96, con la Nazionale); biennale ad Alessandro Abbio; quadriennale (con escape Nba al terzo) per David Andersen, l'australiano di 211 cm e 19 anni (con passaporto danese) provato nei giorni scorsi con evidente soddisfazione, conferma per capitan Binelli.

E poi un lungo elenco di quasi certezze: dal prolungamento dei contratti a Messina e Danilovic ("Entro la prossima settimana", annuncia Cazzola), all'arrivo di Davide Bonora che, a questo punto, deve soltanto pronunciare il "sì" ufficiale per indossare la maglietta bianconera. Ettore Messina snocciola poi i dubbi che restano per completare  una squadra che dal nulla del dopo Varese  e della Coppa Saporta  è uscita con un elenco di 7 uomini già sicuri: Danilovic, Abbio, Sconochini, Frosini, Andersen, Ekonomou, Binelli.

Rigaudeau, per esempio, che è più di là (Nba) che di qua, anche se l'alternativa ai Knicks o agli Spurs resta sempre la Virtus. "Antoine è stato molto chiaro con noi - spiega Cazzola -, questa è l'ultima occasione che ha per giocare in America. Non possiamo dargli torto". E legate al francese sono le scelte per ultimare il roster del 2000. Spiega Messina: "Se Antoine non tornasse cercheremo un esterno straniero e un centro comunitario". Più facile trovare il primo che il secondo, aggiungiamo. Ma la strada che dovrà imboccare la Virtus sembra ormai questa, chissà se lungo il cammino Messina non scopra in Andersen, 211 cm che si spostano con estrema naturalezza fuori dall'area per colpire da tre punti, le doti e la personalità di Nesterovic.

 

DANILOVIC: "ANCORA DUE ANNI POI MI RITIRO"

Da Atene Sasha conferma di voler chiudere in maglia Virtus

Il Resto del Carlino - 10/06/1999


Sasha Danilovic, da Atene tra il serio ed il faceto conferma che lui problemi di contratto non se ne pone, ha ancora un anno con la Virtus, poi giocherà un'altra stagione e quindi dirà basta ; scherza con Tanjevic, gli dà appuntamento al 3 luglio (il giorno della finale europea) promettendo di "distruggerlo": "Ma non lo farò io, lo farà Bodiroga, che è figlio tuo, e la cosa fa più male". E giù una gran risata.

David Andersen e Frosini a rimbalzo

MESSINA: "SIAMO UN CANTIERE, CI VORRÀ TEMPO"

di Walter Fuochi - La Repubblica - 20/09/1999

 

Messina, farebbe un replay ? Il brutto e il bello della sua Virtus a Reggio Calabria.

Il brutto lo trovo subito. La difesa scadente, molto mediocre. Non tenevamo proprio, dietro. I 45 punti del primo tempo sono un abisso.

Non tenevate uno-contro-uno, o come organizzazione collettiva?

Uno contro uno, direi. E non faccio nomi, è toccato a tutti. L'organizzazione viene dopo, per ora ho visto subire sul piano della condizione fisica. Poi, di brutto c'è stato il finale. Una cattiva gestione, errori banalissimi. A parte le palle perse e le scelte di tiro, quel fallo di Ekonomou, il quinto, per un mancato tagliafuori su Thompson a tiro libero, non è ammissibile in uno del suo livello. Dal +2 e palla in mano siamo passati al pareggio e Ekonomou fuori. Una bella fetta di partita.

Vuole cercare anche il bello?

Sì, la difesa di parte del secondo tempo, una buona fluidità, sia pure a sprazzi. Farà sorridere, ma la Virtus è ancora al precampionato. E ha perso a Reggio dove, due anni fa, rischiò, anche se già rodata. Ci sta, insomma, e la Viola non è male. Però fa rabbia pensare di avere sprecato un'occasione. Dovremo prendere altrove questi due punti.

Danilovic e Rigaudeau come li ha visti?

Al 50% tutti e due, non di più. Ma c'è un altro dato che dice che siamo in cantiere. Il migliore di Reggio, Stombergas, era stato il peggiore sette giorni prima. Tipici alti e bassi.

Girando la medaglia, i migliori con Montecatini (Bonora, Ekonomou), sono stati i peggiori a Reggio.

Beh, mica solo loro. L'abbiamo persa tutti, e tutti insieme.

 

IL COMMENTO DI MESSINA

di S.M. Righi - Stadio - 23/12/1999

 

Girocollo blu scuro, camicia azzurra, viso luminoso. E un sorriso largo così. Ettore Messina è il ritratto della serenità, quando si siede davanti al microfono, ma lancia subito una provocazione. Ironica, sottile, leggera. Però la lancia. «Mai vista tanta gente in sala stampa, eravate venuti tutti al nostro funerale...?». Poi si guarda intorno, sorride un'altra volta, e attacca la sua analisi. «Siamo stati bravi, pur nelle condizioni in cui eravamo, abbiamo tenuto sotto controllo la Scavolini e abbiamo fatto ottimi tiri, anche se con pessime percentuali nel primo tempo. Poi nel secondo ci ha pensato Abbio, mentre Frosini ha tenuto molto bene Blair, che si è fatto vedere solo in un paio di occasioni. Poi nell'ultimo minuto, forse, abbiamo pensato inconsciamente di avere già vinto, e abbiamo commesso qualche errore. Però, ripeto, quei 38' precedenti sono stati molto confortanti: il funerale è rinviato».

Messina sorride di nuovo, la Scavolini in fondo era un brutta gatta da pelare. Per fermare la sua corsa ci è voluta una Kinder convinta e determinata. II coach non ha dubbi «Il nostro problema adesso che ogni tanto ci manca la fiducia, soprattutto nei momenti importanti, parlo specialmente del tiro. È un po' quello che ci è successo a Trieste e Verona. D'altronde Pesaro era in un momento molto positivo, come chimica di squadra ed entusiasmo non potevamo presentarsi meglio di così a Bologna. Noi però siamo rimasti attaccati alla partita e al momento opportuno siamo riusciti a fare il break, del resto la qualità del gioco non ci manca: da questo punto di vista siamo tranquilli».

E poi, aggiunge Messina, per molti minuti si è rivisto il Dna della Virtus. Quelli che non mollano mai, quelli che per il verbo arrendersi bisogna ripassare un'altra volta. «La squadra ha corso e lottato per tutta la partita, ha fatto degli errori ma erano anche ovvi, in queste condizioni e con tanti problemi di infortuni». Certo, il coach delle V Nere non si fa illusioni. La strada per rimettersi in carreggiata è ancora lunga, Messina non si fa illusioni. «Non è che con questa vittoria abbiamo risolto tutti i nostri problemi, sia ben chiaro, ma voglio sottolineare con piacere l'atteggiamento mentale del gruppo, che è stato positivo. E mi conforta». Un motivo in più per tirare giù il sipario con I'animo alleggerito, anche perché ieri sera al PalaMalaguti è andata in onda l'ultima partita del secolo. E la Kinder ha mandato in archivio con una vittoria il Novecento, una roba piuttosto grande a pensarsi. Diventa molto più piccola e vicina se si pensa agli anni Novanta, all’ultimo ciclo di Messina e soprattutto al bis del 1998: scudetto ed Eurolega.

 

DANILOVIC - GINOBILI: PASSAGGIO DI CONSEGNE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Il 9 gennaio 2000 la Virtus ospita Reggio Calabria. È una Kinder che, nonostante i tantissimi guai fisici, si trova al secondo posto in campionato e ha vinto a punteggio pieno il girone di Saporta. Gli occhi di tutti sono lucidi al momento del minuto di raccoglimento in ricordo di Chicco Ravaglia, scomparso 17 giorni prima. Poi la palla a due...È un momento storico, quasi un passaggio di consegne tra Danilovic, il vecchio campione che tra qualche mese lascerà, e il nuovo che diventerà, per due anni prima di volare in Nba, grande protagonista in bianconero proprio dalla stagione successiva. Questo però quella domenica nessuno lo sa, nemmeno i due protagonisti, ma Messina ha inconsapevolmente preparato un piano partita premonitore: a Sasha, già brillante nella vittoria di Montecatini, quando reduce da un'influenza realizzò 27 punti, con 6 su 9 da due, 2 su 3 da lontano e 9 su 10 in lunetta, Messina ha chiesto di attaccare Ginobili, e il primo passo di Sasha risulta indigesto per Emanuel, che deve marcare il serbo: ha già tre falli dopo 5'45", ma Binotto e Grasso, che rileveranno l'argentino nell'arduo compito, non avranno alcun successo. Danilovic a 18 punti con un solo errore dal campo e uno dalla lunetta, a fine gara 31 punti con 7 su 10 da due, 2 su 2 nelle triple, 11 su 13 ai liberi e 42 di valutazione, nonostante le 5 palle perse (4 comunque quelle recuperate). Per il resto la partita si dipana con immagini di ordinaria pallacanestro: cinque minuti nel primo tempo per Sconochini, applauditissimo al suo rientro casalingo (aveva giocato i primi minuti della stagione nella trasferta precedente, dopo l'operazione susseguente al distacco parziale del menisco del ginocchio destro), un ancora deludente Stombergas, 2 su 8 e 0 di valutazione, assente Michael Andersen, in ripresa Ekonomou con 4 su 7, buona prova di Rigaudeau, 15 punti e un'ottima difesa su Montecchia. Così i calabresi, privi di Oliver, all'intervallo sono sotto 49-35, fissato da una tripla sulla sirena sempre di Danilovic, ma nella ripresa si riavvicinano da meno 18 a meno 8 e Messina, per evitare rischi, gioca gli ultimi 8 minuti a zona e così la Kinder chiude 91-74. La fotografia che rimarrà, però,  scolpita nella storia della Virtus sono quei 5'45", il passaggio di consegne tra Sasha ed Emanuel, come se Danilovic avesse mostrato a Ginobili come si gioca con la V nera sul petto, e le vicende successive hanno mostrato come la dimostrazione sia stata ben recepita.

 

 

CAPITAN GUS: "PRONTO A RITORNARE IN PANCHINA"

Binelli (9 punti, 12 rimbalzi) protagonista nella vittoria di Bonn. Ma sabato a Roma "Fro" dovrebbe essere di nuovo disponibile. E allora... La presenza in quintetto boccia ormai definitivamente Andersen? "Non so. Mi hanno chiamato e ho fatto il mio dovere"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 13/01/2000

 

Mancava Frosini, d'accordo, ma Gus Binelli ha saputo farsi trovare pronto. E così, con 9 punti e 12 rimbalzi, ha festeggiato il ritorno in quintetto. Non male pensando che, prima di imbarcarsi sull'aereo che li avrebbe portati in Germania, lo staff tecnico bianconero stava pensando a una soluzione dì emergenza senza pivot di ruolo.

Con Ekonomou e David Andersen a sgomitare sotto canestro contro le torri teutoniche. Nell'allenamento disputato a Bonn, invece, le condizioni di Augusto, reduce da una distorsione al ginocchio destro, hanno convinto Messina e i suoi collaboratori.

Binelli si aspettava una prestazione del genere? Statistiche alla mano 9 punti e 12 rimbalzi. Sotto canestro, i tedeschi, avevano peso, centimetri e un sacco di uomini da giocarsi.

"Sono partito in quintetto e ho fatto il  mio dovere".

Sapeva che avrebbe iniziato la partita?

"L'ho capito in allenamento: abbiamo preparato la partita in un certo modo. E tutto è filato per il verso giusto".

E dopo questa prova cosa cambia?

"Nulla. Ritorna Frosini e io torno in panchina".

Contro i tedeschi se l'è cavata bene.

"Devo dire che erano altini".

C'erano i 221 cm di Behnke.

"Lo conoscevo da un pezzo. Siamo stati avversari tante volte e poi ha 36 anni".

E allora?

"Io ne ho 35 ma sono quindi quasi un ragazzino".

Rovescio della medaglia: la sua prestazione sul campo equivale ad una bocciatura, probabilmente definitiva, di Michael Andersen.

"Non lo so".

In Germania, intanto, si è vista una buona Kinder.

"Abbiamo giocato una buona partita. Loro erano temibili, soprattutto dalla lunga distanza, ma li abbiamo limitati. Peccato per gli ultimi istanti. Ci hanno pressato e abbiamo buttato via qualche pallone di troppo".

Non è che la Virtus ha già in casa il suo intimidatore, allora?

"Prego?".

Mica facile attaccare i suoi 214 centimetri.

"Per questo c'è Frosini".

Più basso, però.

"Ma ha due braccia enormi. Come apertura mi raggiunge quindi".

È di nuovo lei la torre di Bologna. Non è facile mangiarle in testa.

"Ho fatto solo il mio dovere. Dovevamo andare a vincere, missione compiuta".

Saporta Cup più vicina?

"Non si è mossa dal suo posto. C'è il ritorno. E poi andando avanti la situazione si complicherà".

Le piacerebbe portarla a casa?

"A chi non piacerebbe? L'ho già vinta una volta, ma allora si chiamava Coppa delle Coppe".

Passiamo al campionato.

"Sabato c'è Roma".

Che è in un buon momento.

"E poi hanno Iuzzolino e Williams a tirare da tre e Kidd a spazzare i tabelloni".

Ma il campionato non è "cosa vostra" tra voi e Fortitudo?

"Per ora pare: bisogna essere in forma a primavera e stare attenti alle sorprese. Speriamo di non subirne".

Trentacinque anni, ha detto, e l'entusiasmo di un ragazzino. Fino a quando vuole continuare?

"Fino a fine stagione".

Poi smette?

"Non ho detto questo".

Puntiamo ai 40 come ha fatto Meneghin?

"Un altro fisico, quello di Dino. Vedremo. Intanto finisco il campionato".

LA KINDER TORNA AL PUNTO DI PARTENZA

di Walter Fuochi - La Repubblica - 17/01/2000

 

Vista sabato in tv Adr-Kinder, e vista tutta, perché tra le maniglie dei corridoi romani ci sta pure che mamma Rai largheggi, quando gioca Roma, sul solito striminzito secondo tempo, s'è capito che la Virtus è ancora molto, troppo vicina al suo punto di partenza. O che, come in un gioco dell'oca, fatte un paio di buone tirate di dadi, le capita poi sempre quella che la rispedisce al via. Alla quinta sconfitta in campionato su 18 partite (con 6 su 26, un anno fa finì la prima fase), la Kinder trascina i suoi problemi irrisolti, che non erano molto diversi a settembre, quando si partì. Anzi, ha perfino qualcosa in meno di allora. Bonora, che fu preso per pensare, deve solo pensare a guarire, poveraccio; e Andersone, preso per fare l'omaccio nelle due aree, deve solo pensare a che camicia mettersi per guardare le partite dal parterre.

Di più, c'è oggi uno straniero (Stombergas, campione d'Europa con lo Zalgiris) che a Roma non ha messo piede in campo nel secondo tempo; che nelle ultime 7 partite non ha mai toccato i 10 punti; che in 18 partite ha tirato 30 liberi in tutto, sparando ormai solo qualche colpo dall’arco, fallito quello, sistemandosi serenamente a sedere. Ha un comunitario (Ekonomou) che al PalaEur ha fatto più falli che punti (4 e 3, rispettivamente), e non era la prima volta; dopodiché, non prende un rimbalzo a pagarlo. E infine ha un bimbone (Andersino) che la mano l’avrebbe anche morbida, ma che spesso si dimentica pure lui di andare a rimbalzo: virus largamente condiviso, comunque, nel gruppo, come ha sgradevolmente. ma esattamente, rilevato Danilovic dopo la batosta romana.

Dire che allo zoccolo storico è stato aggiunto poco o nulla è il minimo: quel che oggi è la Virtus è il gruppo della storica accoppiata '98 Scudetto-Eurolega (Rigaudeau - Danilovic - Abbio - Frosini - Binelli), progressivamente defoliato. Un anno via Savic, un anno via Nesterovic, veri sostituti non se n'è mai trovati. Di Paspalj, Olowokandi, Edwards, Gigena è già iscritta al bilancio della scorsa stagione la fallimentare ininfluenza. Su Ekonomou, Andersone e Stombergas e lecito nutrire, al quinto mese di gioco, fondati sospetti. Infine nel gruppo storico Sconochini evoluiva a cento all'ora: non l’ha ancora fatto, potrà rifarlo, per adesso è in piena convalescenza. Valutazioni individuali a parte, comunque limpide, nella loro pochezza, l'altra idea è che si manchevole l'assetto. Un esterno in più e un pivot in meno, a occhio: magari verrà provveduto in questo modo, con inattesi sanguinamenti di portafoglio.

Non c’era fretta, si pensava fino a poco fa, a ritoccare la squadra in corsa. Una coppa poco impegnativa e una posizione, in campionato, di galleggiamento senza rischi, consentivano di attendere perfino la ricomparsa di Stombergas, dopo una prolungata e in quietante sparizione. Ma adesso è a rischio anche il secondo posto, con pesanti minacce su un futuro europeo che difficilmente sopporterebbe, presso l’amato pubblico, altre Saporta: dunque l'emergenza, dal gioco altalenante agli umori del gruppo, s'è allargata alla classifica. Roma è in rimonta, dopo un avvio disastroso, deve rimettere nel mazzo De PoI, e sabato aveva perfino uno luzzolino dimezzato. Ma se due militi ignoti come Rossini e Cessel le vincono partite così, può pensare di non essere poi cosi povera, quando li ricollocherà al loro onesto posto, a dare una mano dalla panchina. Aspettando domani sera la settimanale dose d'anestetico, la Coppa con il Bonn già battuto in trasferta, la Kinder continuerà ad avere poche occasioni di verificarsi ad alto livello, che è ciò  che poi le vorrebbe oggi. Senonché, le poche volte che battaglia con le big ci lascia troppo spesso le penne. Questo è il problema e chissà se è un fasciarsì la testa prima d'averla spaccata, o se questo perfido gioco dell'oca rispedisce davvero sempre al via.

 

Rigaudeau, Danilovic e Sconochini rilassati in panchina

INTERVISTA AD ALFREDO CAZZOLA

di Walter Fuochi - La Repubblica - 07/02/2000

 

Presidente Cazzola, in otto giorni la sua Virtus ha perso due partite con Treviso e tante certezze su se stessa. Che succede?

Succede che ora sono le cinque, faccio un salto in palestra, guardo l'allenamento e mi sa che parlerò pure alla squadra.

E cioè?

Opinioni personali e dibattito interno, prego.

Pubblicamente non ha nulla da dire?

Se vuole, ne ho tante. Ad esempio, condivido la diagnosi di Messina. La Virtus, in questo momento, non è una squadra. Ma attenzione, ho qualche giudizio e qualche sensazione diffusa da ribaltare. Non è che stentiamo sui lunghi, o sui nuovi. Qui stanno venendo meno gli esterni, che dovevano essere Ia nostra reale forza. E stanno dando poco nomi importanti. C'è chi dice: due tirano il carro e gli altri niente. Dissento. Qui non c'è leadership, o quella che doveva esserci non riesce, per motivi diversi, ad emergere. Vedo una squadra senza punti di riferimento.

Non fa nomi, ma due identikit chiari: Danilovic e Rigaudeau.

Non li faccio anche perché questa squadra è piena di gente che ha vinto di tutto. E perché questo è il concetto che mi preme, adesso: la barca, se affonda, affonda con tutti sopra, insieme. Il mio più grande dispiacere è stato vedere qualcuno che si chiamava fuori o faceva finita di niente. Sulla barca ci siamo tutti. Ho visto che pure Messina, estremizzando, si è voluto mettere in discussione.

E lo è?

Non lo è, per carità. Discuteremo fra noi, discuteremo tutto e tutti, ma lo staff tecnico non è responsabile e ha la massima fiducia. Qui non si cercano capri espiatori e non si scappa. Qui ci sono dodici signori miliardari, lautamente pagati, e 4-5 lautissimamente. La smettano di fare le primedonne e si tirino su le maniche Chi ha vinto molto, non usi le sue medaglie per staccarsi dalla situazione comune. E tutti tengano presente una cosa. Chi fallisce alla Virtus, fallisce come professionista. È un punto d'arrivo, non di partenza, questo club. Lavorino, si concentrino, tirino fuori la qualità che in questo gruppo, per me, c'è.

Continua a parlare di pezzi grossi.

Sì, dei tanti che ci sono nella Virtus. Poi, chi fa le belle interviste a nove colonne mi ha stancato più degli altri, e deve sapere che qui si è pagati, enormemente pagati, per giocare, non per fare i presidenti, o gli allenatori, o i general manager. Non ci sono mostri sacri, e se stimiamo e amiamo le nostre primedonne, sappiano pure che, se dovremo scegliere tra la storia e la coerenza della Virtus e i mostri sacri, sceglieremo la prima. Abbiamo un quintetto pieno di nazionali gente che ha vinto tutto e dappertutto, ma adesso sembrano diventati tutti matti. Questa squadra ha solo mali psicologici. Vista sabato con Treviso, fa ridere sentir dire che serve un pivot, con quel che hanno combinato gli esterni. Anzi, badino a sè, non chiedano altro.

È il momento più brutto della presidenza Virtussina?

Beh no, non è che siano mancati, in passato guai di tutti i tipi. È per i risultato peggiore in relazione agli sforzi fatti sulla squadra. In un rapporto costi-benefici non era mai andata così male. So che alla gente fregherà poco, ma è così.

Non è ancora un risultato, solo un andamento.

D’accordo, in fastti anch’io ripeto: stiamo calmi, tranquilli, non agitiamoci troppo, un valore nel gruppo c’è e si può tirare fuori. Ma bisogna entrare nella testa dei giocatori, cioè di gente che non si integra, per svariati motivi, non solo tecnici, ma anche di caratteri e provenienze. Non imparare l'italiano, ad esempio, è un segno negativo. Poi, sentendo parlare di integrazione, aggiungo: sono i vecchi a dover fare lo sforzo in più per assorbire i nuovi. Per dire, tecnicamente abbiamo messo Abbio al posto di Crippa e Stombergas per Panichi.

E Nesterovic in meno.

La so bene, ma Frosini in primo quintetto non sta sfigurando e le nostre attuali coppie di 4 e 5 non vanno tanto peggio delle coppie di 4 e 5 di un anno fa. Senza dire che, quando vincemmo campionate ed Eurolega, avevamo un organico inferiore ad oggi. Il pacchetto di esterni è il più forte, secondo me, che abbiamo mai avuto in Virtus. E a me, da anni, la raccontano così: alla fine, in questo gioco, vince chi ha gli esterni buoni, e così è stata costruita questa squadra.

Che farà adesso?

L'ho detto, due chiacchiere con la squadra, anche molto franche. E nessuna rivoluzione. Vogliamo parlarci, capire, entrare nella testa di giocatori che oggi sono mille miglia lontani da dove dovrebbero essere. Sono stanco di certi atteggiamenti, interni ed esterni. Avverto tutti che non li sopporterò più e che la società avrà una linea di estremo rigore contro chi non è costruttivo, e non rema nella direzione del gruppo.

Post scriptum: L'incontro con squadra è durato un'oretta, e alle otto passate volti cupi e muti sono sfilati verso le docce. Oggi la Virtus vola a Francoforte (senza Abbio, Binelli e Danilovic), per giocare domani in Saporta.

 

QUANDO SI GIOCÒ CON UN SOLO TABELLONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Se in casa Virtus si parla di Andersen, si pensa subito a David, australiano di cittadinanza danese, brillante protagonista per quattro stagioni, a partire dal 1999/2000 e da lì avviato a una luminosa carriera. Nella sua prima stagione David ebbe però come compagno di squadra l'omonimo danese, spesso anonimo, Michael Andersen, che portava a spasso per il campo la sua imponente mole, lasciando raramente significative tracce del suo passaggio. Tuttavia Michael è l'involontario protagonista di un episodio unico nella storia bianconera. Il 15 febbraio 2000 è in programma la gara di ritorno degli ottavi di Saporta Cup tra la Kinder e gli Skyliners Francoforte. I bolognesi, sconfitti di 5 punti all'andata, chiudono velocemente la pratica qualificazione, all'intervallo sono già a +22, 47-25. La ripresa è accademica, ma a 25 secondi e 17 centesimi dalla fine della sfida, Michael Andersen, fin lì passato inosservato con un punto in 18 minuti, 0 su 2 dal campo, fallisce una schiacciata e si appende al ferro, rompe il tabellone, la cui sostituzione richiederebbe una lunga sosta. Il fatto non è inusuale, ma lo è quello che avviene dopo. Messina, infastidito dall'idea di dover attendere tanti minuti per disputare pochi secondi di una gara già ampiamente decisa, propone in accordo con il coach tedesco Koch e con la benedizione del commissario Fiba, di concludere la gara. Il punteggio è 83-51, al lungo danese autore del misfatto viene fischiato un fallo tecnico, i tedeschi segnano due punti, per l'83-53 definitivo e l'ultima azione della Kinder si svolge senza avvicinarsi al canestro distrutto, in attesa solo della sirena finale e della qualificazione ai quarti.

CACCIA AI SOSTITUTI DI SASHA E ANTOINE

di Walter Fuochi - La Repubblica- 28/03/2000

 

"L'incertezza sui tempi di recupero di Sasha Danilovic, impossibilitato a riprendere una normale attività fisica e quindi ad allenarsi con regolarità, ha portato il presidente della Virtus Alfredo Cazzola a dare mandato a Roberto Brunamonti e ad Ettore Messina per trovare un sostituto al giocatore, rivolgendosi al mercato americano. Analogo mandato è stato dato per la sostituzione di Antoine Rigaudeau". Così parlò la Virtus, ieri alle 19, sul suo sito Internet: e poi, via fax, ai giornali. Se non è un licenziamento, sono gli otto giorni: ed è una faccenda grossa, perché coinvolge la faccia più famosa e vincente della Virtus di oggi, e di molti altri tempi, e l'altro pezzo pregiato della squadra. Lo Zar e le Roi, come li chiamiamo nei titoli, quando vincono le partite.

Formalmente, è un avviso che non fa una piega. Dice: poiché la Kinder ha due giocatori infortunati, provvederà alla loro sostituzione. Sostanzialmente, è un messaggio neanche troppo trasversale, e non solo perché e inedita la prassi di un 'taglio' annunciato a mezzo stampa (semmai si fa dopo, a ingaggi avvenuti). Azzardare traduzioni, e in assenza di esegesi cazzoliane, ieri muto, espone sempre a rimpalli di letture dietrologiche e sbagliate. Rischiamo lo stesso: cari voi due, vi aspettiamo, se state bene. E se non state bene, amen. Dei rapporti di lavoro non è opportuno aggiungere nulla: andrà solo chiarito che Danilovic ha, dopo questo, un altro anno di contratto con la Virtus, e Rìgaudeau altri due. Alfredo Cazzola ha scelto lo stesso giorno per terremotare i suoi due terreni di gioco, nel basket: la Lega e la Virtus. Ha rovesciato due tavoli, forzando le situazioni. S'è chiamato fuori dalla confindustria dei canestri, dopo una lunga guerra di logoramento e in prossimità d'un mandato in scadenza. E, quanto alla partita bianconera, ha denudato di botto la verità: se i due cannoni non sono in grado di giocare, ne cercheremo altri, e pazienza se non saranno cannoni.

Di certo, Cazzola non è contento di questa stagione, e l'aveva anche detto. Una campagna acquisti cara e sbagliata, il ritorno di Rigaudeau, dopo tante titubanze, che non l'aveva scaldato, i risultati alterni, la serie infinita di infortuni con conseguenti, stavolta sotterranee ma non inedite, polemiche cliniche, l'avevano ancor più saturato. Non s'è visto sabato al derby, non si vedrà stasera nella gara col Vilnius, per impegni di lavoro che ci sono, in vista dell'apertura del nuovo salone dell'auto usata a Torino, ma che forse in altri tempi avrebbe posposto. Per restare ai fatti, ecco le ultime vicende dei due infortunati. Rigaudeau ha accusato dopo Valencia (8 marzo) un problema muscolare che pare un principio di pubalgia: ci sono stati consulti, come già altre volte il francese s'è fatto vedere a Parigi da un suo clinico di fiducia, e poiché l’unica cura per la pubalgia è il riposo, Rigaudeau ha iniziato a riposare. I tempi per fare gli esami sono fissati ai primi di aprile. Verrà rimpiazzato, se non può giocare. Non 'tagliato', perché non è in quota come straniero. L'ultimo stop di Danilovic è dovuto a problemi di schiena, ma già afflizioni di stomaco e di reni gli avevano fatto saltare alcune partite e forse è lì il vero allarme. Pure qui non sono state fornite date sul rientro: in Virtus spiegano che verrà preso un uomo a gettone, sperando che entro il 7 aprile, quando andrà data la lista per i play-off, ci si possa scrivere, di nuovo, Danilovic.

 

Muursepp vanamente contrastato da Sconochini e M. Andersen in finale di Saporta Cup

 

SAPORTA, I COMMENTI DI CAZZOLA E MESSINA

di Francesco Forni - La Repubblica - 12/04/2000

 

Alfredo Cazzola, ai microfoni di Radio Bruno, commenta così.

Adesso la squadra si dovrà riposare e affrontare i play-off con la giusta concentrazione. Credo che il match con l'Aek, pur perdente, possa essere interpretato come un segnale positivo. La Kinder rimane competitiva.

Però fino a quando, senza i venti punti di Rigaudeau?

Ho la netta sensazione che lo rivedrete questa estate in Australia con la maglia della sua adorata Francia, alla quale tiene molto... il suo recupero non mi pare possibile.

E la partita?

Il momento di sbandamento a fine primo tempo ha deciso, come pure il quarto fallo di Abbio. Anche se siamo stati in grado di risalire fortissimo: a 2’ 30" dalla fine la vittoria era alla nostra portata. Ce la siamo giocata, la coperta così corta non lo è stata. Stombergas ha chiuso degnamente, ci ha fatto sperare: se metteva quell'ultima tripla... Non provo rammarico, con l'assenza di Antoine non si poteva far molto altro, la voIontà di essere competitivi fino in fondo l'abbiamo fatta vedere.

Pure Messina è naturalmente rabbuiato.

Nel primo tempo quando siamo andati a +5 eravamo consistenti, poi è arrivata la crisi, i falli di Abbio. Due sono stati i fattori negativi per noi: lo strapiombo a -16 a inizio ripresa e le troppe palle perse. Ci hanno impedito di fare una partita vincente. Non ho remore particolari, ma il bisogno di dover proteggere i nostri esterni dai falli ci ha costretto alla zona, esposti alle bombe di Koronois e Chatzis, giocatori che ben conoscevamo e che ci hanno punito. Certo che l'assenza di Rigaudeau ha pesato, ma questo lo si sapeva. Nel pieno della nostra rincorsa la gestione poco oculata di alcuni palloni, che si possono tranquillamente chiamare forzature, ci ha impedito di arrivare fino in fondo.

Il principio aveva fatto ben sperare.

Trovati buoni canestri con relativa facilità, non ci è riuscito lo stesso dietro e così non c'è stato un allungo sufficientemente consistente.

Stombergas?

ln crisi nel primo tempo, poi ha fatto la sua parte, con serietà.

E ora i play-off.

Penso che non recupereremo nessuno - ha concluso Messina - ci dovremo riposare e inserire Mee. Due finali raggiunte sono un bel traguardo, ma averle perse non può lasciare un buon segno. C'è da alzare il morale.

MADRIGALI PARTIRÀ CAMBIANDO MEZZA SQUADRA

di Walter Fuochi - La Repubblica - 15/05/2000

 

Due finali di coppa giocate e perse, fra Reggio e Losanna. Un terzo posto in campionato che ritocca il quarto d'un anno fa pur nel modo importante che riammette all'Europa vera. Così la Virtus, già finiti i giochi, stila i suoi primi bilanci. Bilanci magri, nella stagione forse più avara del tramontato impero di Cazzola: ormai chiuso, lo sapete, dopo 9 anni e mezzo. Il piccolo derby interno della delusione farebbe competere quest'annata da 41 vittorie e ben 20 sconfitte con quella 96-97, egualmente chiusa con uno 0-3 in semifinale, per mano della Fortitudo. Ci fu pure, all'epoca, l'esonero a metà corsa di Bucci. Ma contabilmente quella Virtus, altrettanto sbagliata e sfasata, portò a casa una Coppa ltalia.

Questa ha fallito tutto. È nata storta e così è morta, di eutanasia strisciante: battendola due volte a domicilio, la Benetton ne ha pietosamente staccato la spina. Come già avvenne un anno fa, s'è cercato di rattopparla in corsa, inseguendo una soluzione che riesce di rado. Ci si ricorda dei Cook e Daye che Bianchini pescò nei cataloghi Nba per vincere il primo scudetto pesarese. Era l’88, sono passati 12 anni e se si ricordano quei due è perché poi se ne sono azzeccati più pochi. La Virtus ha tagliato Stombergas, un tiratore che non aveva ammazzato nessuno, per Mee, un tipo di play così indefinito che è riuscito a dar meno di Stombergas. Credo non si possano avere rimpianti, entrambi i fattori erano modesti (o così si sono rivelati nella loro vita bolognese): il prodotto non sarebbe cambiato. Piuttosto, la vera scommessa del play-off bianconero, la speranza che scortava quell’avvicendamento in fondo marginale, era ritrovare il vero Rigaudeau (anche da tiratore, per averne i punti del lituano). Quella è fallita, per inadeguatezza fisica, dopo essere stata protetta anche dalle spallate di Cazzola che, sia del francese che dei mali di Danilovic, ne aveva avuto abbastanza fino a minacciarli di taglio. Quello era, il famoso comunicato, al di là delle esegesi di comodo.

Alla fine, sempre più asfittica in attacco, la Kinder s'è trovata inchiodata a punteggi coi quali si vince a malapena a briscola. Prima, gli incidenti di percorso l'avevano decapitata in vari modi. Ma era già, anche pesati questi alibi, una Virtus sbagliata. Intanto, non aveva un pacchetto di pivot competitivi. Michelone Andersen, partito in quintetto, non ha avuto qui neppure quella vita da gregario che gli era toccata altrove. Frosini è stato affidabile ma non dominante. Binelli è ormai da pensione, almeno ad alto livello. Andersino è bello ma tenero. E infine Ekonomou non e più un lungo. Poi, ha fallito pure al tiro, la sua arma residua, però ormai da ala pura. Da numero 4 è stato improponibile, per mollezza fisica: e sul ruolo 4, ancor più che sul 5, la Kinder ha subito, dalle avversarie più forti, i disavanzi più gravosi.

La scommessa iniziale era attrezzare una batteria d'esterni formidabile che vincesse le partite avendo sotto canestro la carne da cannone dei pivot gregari. Ma, al di là del discutibile assunto, neanche gli esterni hanno sparato dritto. Il primo ad affondare è stato Stombergas, pure per limiti di carattere. L'anno di Rigaudeau, infortuni a parte, non è stato mai brillante, partito in ritardo, e forse poco convinto, dopo la delusione Nba. Danilovic ha retto bene per un pezzo, poi, nella squadra squagliata, è affondato con gli altri: poteva compensare la minor potenza con il mestiere, sfruttando gli spazi, come però si può fare solo in una squadra che funziona, è pericolosa in più uomini, ha play che pensano e giocano. Braccato da sentinelle energiche, in quintetti poveri e sbilenchi, ha faticato troppo. Abbio s’è sfinito in mille ruoli, risultando comunque il miglior bianconero. Sconochini ha pagato dapprima tributo ai malanni, poi era tra i pochi a sapere che il futuro sarà lontano da qui. Certi di restare sono, a occhio, i soli Abbio, Andersino, Frosini e Bonora. Degli altri, compresa la premiata (e costosa) ditta Rigaudeau & Danilovic, si parlerà. Che restino Andersone, Ekonomou e Mee è da escludere.

In arrivo risultano Ginobili e Tomidy, c’è chi parla di Bullock, ma ci vorrà anzitutto un pivot da quintetto su cui spendere una delle due carte straniere. Sempre che restino due. L’apertura di tutte le frontiere pare imminente e si profila pure una seconda Eurolega dal regno Fiba, cui la Virtus aderirebbe. Prima di disegnare squadre, sarà bene attendere le regole. Sarà la prima partita del tandem Madrigali-Messina. Il coach, alla sua prima stagione veramente sbagliata, ha sentito fischiare intorno a sè più d'una voce di dissenso, ma si sa che le aure intangibili durano finché vinci. Messina potrebbe giovarsi dell'alibi concesso alle squadre figlie di società con un quadro in profondo trasformazione, ma ha sbagliato come tutti, ed anche la gestione dello spogliatoio ha rivelato un gruppo meno compatto d'un tempo (uno alla Savic, mancato in campo dai giorni belli, è ancor più mancato fuori dal campo). Eppure, Messina resta fra i tecnici più capaci, attrezzato per la rivoluzione in arrivo, perché il basket che chiederà un tiro ogni 24 secondi sarà, dopo Sydney, tutto un altro gioco. L'hanno cercato, solo nell’ultimo mese, Barcellona e Paok, Milano e Roma: penseranno che li abbia tutti, i libri della pallacanestro. È un patrimonio della Kinder che deve ripartire e presto ci farà sapere come. In settimana, parlerà finalmente Marco Madrigali. Sarà interessante ascoltarlo.