Sciarpata bianconera (foto fornita da Daniela Ballotta)

QUELLI CHE TIFANO VIRTUS. CON UN MEGAFONO

Andrea Bassi dà il via, al PalaMalaguti, a tutti i cori. "è più facile sostenere la Fortitudo. Sogniamo solo la curva: il resto l'abbiamo già ottenuto. Vogliamo coinvolgere i settemila com'è successo nelle trasferte di Eurolega, a Barcellona e Monaco".

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 23/02/2000

 

Per i 7000 del PalaMalaguti è diventato quello del megafono, con tanto di altoparlante, che lancia i cori per la Kinder. È Andrea Bassi, 31 anni, operaio specializzato alla Magneti Marelli e membro del direttivo del tifo organizzato Vrtus.

Andrea, come nasce la sua passione?

"Nel 180 quando ho cominciato a frequentare il palazzo".

Subito abbonato?

"No. Il primo abbonamento è dell''84. Coincise con l'arrivo dello scudetto  e della Coppa Italia".

Quando ha cominciato a frequentare la curva?

"La prima esperienza risale al primo abbonamento".

La più grande soddisfazione?

"Barcellona, l'Eurolega".

La più grande delusione?

"Facile, Strasburgo, 1981. Ero in casa: ruppi la radio lanciandola contro il muro dopo lo sfondamento fischiato a Bonamico".

Veniamo ai giorni nostri: perché quel megafono?

"Per coinvolgere il palazzo, anche se mi rendo conto che è utopistico. Non è facile farsi sentire da quello spicchio: l'obiettivo è coinvolgere tutti".

Un po' di invidia per il tifo della Fortitudo?

"Non esattamente. Invidio la considerazione che la società ha per loro. Per il resto...".

Sì?

"Credo sia più difficile fare il tifo per la Virtus piuttosto che farlo per la Fortitudo".

Sicuro?

"Hanno trent'anni di storia alle spalle e un palazzo che li appoggia. Indubbiamente sono stati bravi: per loro è più facile integrarsi".

E voi?

"C'è chi pensa che siamo un gruppo di cinquanta cretini. Ma non ci sentiamo tali. Tifiamo e cerchiamo di coinvolgere gli altri settori".

C'è un coro che la ferisce?

"All'inizio mi faceva star male il loro Salutate la Fortitudo. Soprattutto dopo un derby perso. Adesso no".

Il derby?

"Una volta lo sentivo di più. Ha perso un po' del suo fascino perché ne sono stati giocati troppi".

Il vostro coro più bello?

"L'inno italiano, cantato da tutti a Barcellona, in occasione della final four: da brividi".

Torniamo al megafono: perché?

"È sperimentale. Serve per dare il via ai cori. Ho rivisto la partita con Francoforte in tivù: mi sono reso conto che si sentiva solo la mia voce imbarazzante. Bisogna spiegare ai virtussini..."

Cosa?

"Che non si può tifare solo in finale. Bisogna farlo prima, perché quando acquisti l'abbonamento non hai la certezza di vincere".

Deluso?

"Vorrei vedere più partecipazione. Ma non posso dimenticare Barcellona e Monaco, le potenzialità ci sono. Anche se non è facile far tifo al PalaMalaguti. È dispersivo e poi la curva...".

Basta una curva per risolvere i vostri problemi?

" È una posizione strategica. Finisci per coinvolgere più persone".

I rapporti con la società?

"Buoni. Prima di Natale abbiamo parlato con Brunamonti. Con il rinnovo degli abbonati non possono fare diversamente".

E voi?

"A quel punto c'erano due strade. Sciogliersi o continuare. Abbiamo optato per la seconda strada. Siamo trecento iscritti".

Ma quanti si fanno sentire?

"Una sessantina. Quelli del megafono".

Chi vince lo scudetto?

"Il cuore dice Virtus, la logica Paf e, dal punto di vista caratteriale, dico Benetton".

L'Eurolega?
"Nessun dubbio: chi esce dall'ottavo tra Panathinaikos e Barcellona".

E la Saporta?

"Noi".

Vorreste un taglio?

"Pensiamo positivo. Questo è un gruppo composto da giocatori geneticamente vincenti. Non ci fossero stati gli infortuni di mezzo, avremmo vinto ancora Eurolega e scudetto".

E Stombergas?

"È da sostenere. Sulle questioni tecniche non mettiamo becco. I dodici sono quelli e vanno bene".

Il sogno?

"Facile, una curva. Il resto, in termini di vittorie, l'abbiamo già ottenuto".

 

LA CONFERENZA STAMPA DEL VECCHIO STILE: NASCE LA APP, PRIMA VOLTA PER UNA TIFOSERIA ORGANIZZATA

tratto da bolognabasket.it  - 20/09/2017

 

Il gruppo Vecchio Stile in una conferenza stampa ha presentato oggi, al Baraccano, la nuova applicazione per tutti i tesserati e non. Ecco le parole di Gianluca Bovinelli, primo rappresentante della tifoseria organizzata del Vecchio Stile.

“Vi ringraziamo per essere qui e siamo molto contenti di iniziare questo progetto dopo 5 mesi di lavoro. Con la crescita esponenziale che abbiamo avuto come gruppo, dovevamo iniziare il tesseramento. Abbiamo pensato di fare qualcosa di innovativo: una applicazione, che non ha nessuno in Italia e forse anche in Europa. L’applicazione verrà data gratuitamente ai nostri 600 abbonati che hanno sottoscritto il tesseramento: in automatico verranno date delle password fruibili per tutti. Verrà consegnata una password per l’accesso, che avrà durata di 365 giorni e sarà possibile utilizzarla per uno Smartphone, un tablet e un PC.
I contenuti visibili a tutti saranno di un 20%, tutto il resto per i nostri tesserati. Vogliamo aprirci anche oltre i social network, anche a quelle persone che non sono iscritti sui social: per questo motivo nasce la nostra applicazione, dove sono inseriti tutti i nostri contenuti. Importante è la sezione eventi: direttamente dal telefonino qualsiasi tifoso potrà effettuare il pagamento tramite PayPal ed iscriversi alla trasferta con noi del Vecchio Stile. Abbiamo cercato di unire tutti gli associati, unire la nostra passione: lo abbiamo fatto tramite una chat, dove potranno interagire tutti. Crediamo di aver fatto una cosa veramente importante. Volevamo che anche le persone fuori Bologna, riconoscessero la loro passione per la Virtus tramite questa piccola applicazione: è un progetto ambizioso che guarda al futuro. È uno strumento anche informativo: per il tifoso le informazioni sono importantissime e con la app abbiamo voluto legare ancora di più i tifosi, soprattutto quelli che non sono iscritti alla nostra pagina Facebook o Instagram.”