ALEX RIGHETTI

Alex Righetti contro Cantù (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Rimini

il: 14/08/1977

altezza: 198

ruolo: ala

numero di maglia: 9

Stagioni alla Virtus: 2008/09 - 2009/10

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

palmares individuale in Virtus: 1 Eurochallenge

 

LA PRESENTAZIONE DI ALEX RIGHETTI

www.bolognabasket.it - 11/08/2008

 

Dopo Guilherme Giovannoni, è stata la volta di Alex Righetti, nell’ambito delle presentazioni dei giocatori Virtus al pubblico e alla stampa.
Ringrazio subito la famiglia Sabatini e lo staff tecnico che mi ha voluto qui a Bologna. Sono orgoglioso di entrare in una società del genere, sempre ai vertici in Italia e in Europa: si cercherà di fare il massimo, soddisfare tutte le ambizioni di questa società, e io sono emozionato anche davanti all’idea di giocare in un palasport futuristico e grande. Potrò giocare di nuovo la Coppa Italia, e spero di vincerla ancora, oltre ad ottenere ciò che ci verrà prefissato,
Una scelta opposta a quella dello scorso anno, da club grande a piccolo, ora da piccolo a grande, con tanta concorrenza.? La scorsa estate volevo tornare a sentirmi un giocatore importante, dopo alcuni anni, a Roma, in cui non giocavo tanto. Volevo tornare sul campo, a fare ciò che sapevo poter essere ancora in grado di fare. Avellino era l’ideale: poche ambizioni iniziali, ma nuova realtà che non dava tante pressioni. Ora, dopo un campionato importante per me e per Avellino, volevo stimoli nuovi e sentire su di me di nuovo una certa pressione: Bologna era quindi una opportunità da non farmi scappare, ambiziosa sia in campionato che in Europa
L’Eurolega, quindi, non la vuoi proprio fare? Spero di farla qua; giocarla solo per giocarla non ne vale la pena, e non so Avellino cosa potrà fare. Penso di aver cambiato in meglio, e questa è la cosa importante.
Contatti con Pasquali? Prima ho parlato con Sabatini, che mi ha espresso il suo progetto di squadra, il dover essere una ‘faccia da Virtus’. Poi ho sentito Pasquali, abbiamo parlato della situazione tecnica, e quindi ho subito deciso per la Virtus: mi hanno fatto sentire importante, e ho subito capito che era una opportunità da prendere al volo.
Quintetto tutto nuovo, di veterani: come sarà? Io credo che il potenziale sia elevato, è chiaro che con il tempo ho capito che il talento conta poco, davanti all’amalgama e alla capacità di creare un collettivo divertendoci e passandoci la palla. Poi essere bravi, nelle situazioni difficili, aiuta. Noi siamo talentuosi, abbiamo gente veloce, che salta e corre, ma che all’occorrenza saprà riconoscere le situazioni nei momenti giusti, per cui è un buon mix. Ora sta a noi fare gruppo, giorno dopo giorno, e questo farà la differenza.
La Virtus è l’avversaria numero uno di Siena? Sì, abbiamo talento ed esperienza, e Siena può essere battuta. O, almeno, possiamo provare a ridurre il divario tra lei e noi.
Come si gioca, con un play alto 165? E’ divertente, dopo l’esperienza dello scorso anno, e ci siamo divertiti tutti con Marques Green, che sapeva far canestro e tirare, ma anche passarla agli altri. Spesso non essere alti significa correre tanto, e dobbiamo stargli dietro. Però sono soggetti fantasiosi, che possono sorprenderti in qualsiasi momento.
Sei pronto a giocare anche da 4? Ogni tanto a Roma ho giocato da 4 con Pesic, nell’idea di Pasquali c’è la possibilità di spostare, in caso di bisogno, degli esterni in quel ruolo, e se sarà così non penso che ci saranno grossi problemi.
Cosa ti aspetti dal derby? Da esterno ha sempre un fascino particolare, per la rivalità, e quindi mi aspetto di essere emozionato come chiunque sia un esordiente in questo. Sarà bellissima, carica di tensione, ma i giocatori vogliono poi questo: partite importanti ed emozionanti.
Cosa conosci dei tuoi compagni? Chiacig, dopo tanti anni di Nazionale insieme, e uno spicchio a Roma. Poi anche gli altri, che ho affrontato spesso, e che da fuori mi sono sembrati positivi, come Vukcevic. Ma anche gli altri giocatori, mi sembrano tutte buone persone, che ci tengono a quello che fanno e che danno sempre il massimo in quello che fanno.
Cosa è successo in Nazionale, dopo l’argento olimpico? Forse siamo arrivati all’apice del nostro potenziale, e dopo non siamo stati in grado di ripeterci, per quanto fatto ad Atene e in Svezia l’anno prima. Già nel 2005 in Serbia non ci fu la stessa intensità, poi io per via di infortuni e mie scelte non sono più rientrato. Ma è vero che, forse, eravamo arrivati al massimo.
Cosa ne pensi delle discussioni sulle “quote italiane”? Credo che gli italiani andrebbero salvaguardati; abbiamo sempre meno giovani, e sempre meno società che puntano su di loro, a discapito di tutto il movimento. Credo però che ci debba essere un giusto equilibrio, per la libera circolazione ma per le quote italiane. No a 10 italiani, no a 10 stranieri: competizione reciproca sarebbe la cosa migliore.
Una dichiarazione di intenti? Sono sicuro che il pubblico sarà presente e appassionato, e soprattutto corretto. Sarà vicino alla squadra in ogni momento, e in sede ho visto tanta gente che vuole fare l’abbonamento. Questo mi inorgoglisce: è un tifo abituato bene, cercheremo di non deluderli.

 

L'INTERVISTA: ALEX RIGHETTI

di Alessio Torri - VMagazine novembre 2008

Fatti i primi passi dentro al mondo Virtus, da buon romagnolo Alex Righetti pare oramai integrato, per carattere mai sopra le righe ma uno di quelli che ispira fiducia. Sette stagioni a Roma ad alto livello, molto bene l'ultima con Avellino, adesso a Bologna: a quale esperienza pensi di accostarla?

Un po' a tutte e due. Ovviamente spero che la cosa possa durare più stagioni come a Roma ed avere i picchi di successo come ad Avellino. Abbiamo degli obiettivi da perseguire, ma un conto è vincere, un altro arrivare ad un passo dal farlo. Ecco questo deve essere il nostro auspicio, in più qua in Virtus ho firmato un contratto pluriennale proprio perché mi piacerebbe non essere semplicemente di passaggio. Prendo l'esempio dei vari Vukcevic, Blizzard o Giovannoni che per vari motivi sono diventati uomini bandiera dell'attuale squadra.

Giusto, la squadra, che Virtus è quest'anno?

Per ora mi sembra positiva. Siamo undici, dodici persone intercambiabili, tutti possono giocare e devono guadagnarsi il posto. Questo ci permette poi di avere allenamenti più intensi. Però abbiamo ancora notevoli margini di miglioramento, è presto infatti per giudicare il nostro reale valore. Certamente abbiamo più volte dimostrato di avere gli attributi, come nel secondo tempo di Milano.

Magari ancora un po' diesel, si era visto in pre-season, a tratti lo si è visto pure in campionato.

Ecco forse manchiamo ancora lì - ammette - tardiamo troppo ad entrare a regime. Questo certamente è uno dei punti da migliorare di più: dobbiamo arrivare a giocare quaranta minuti a pieni giri.

Per iniziare una nuova stagione dopo una felice, come quella di Avellino, cosa dimenticare o invece tenere ben presente?

Quando si parte per una nuova avventura, un nuovo progetto o semplicemente una nuova partita occorre sempre resettare tutto quello appena fatto. Così ovviamente anche quest'anno. Ogni nuova stagione porta sempre qualcosa di differente, a livello di condizioni, obiettivi e problematiche. Non è possibile paragonarle, non si troverebbero i giusti riscontri. è perciò sbagliato pensare di poter rifare le stesse cose nella stessa maniera. Rispetto ad Avellino poi, la Virtus è tutta un'altra cosa. L'anno scorso abbiamo toccato vette mai raggiunte in precedenza per quella società, frutto di grande amalgama all'interno del gruppo. Quest'anno è tutto diverso, si tratta solo di adeguarsi.

Fisico robusto che necessita di più tempo per andare a regime, dopo le prime uscite Alex sta pian piano ritrovando la forma e il suo gioco.

Lo stesso penso di aver bisogno di un po' di tempo per carburare, posso certamente offrire un apporto maggiore. Amo il gioco fisico, amo la battaglia, non a caso il mio rendimento sale in prossimità di finali, play-off o gare senza domani, dove aumentano gli scontri ed i contatti.

Ma nel basket urlato di oggi Righetti è ancora uno di quelli vecchia maniera, che mena e viene menato in silenzio.

No, non sono un urlatore, non amo esasperare i contrasti, non amo protestare se non mi fischiano un fallo, non amo nemmeno i simulatori, sono ben consapevole che le botte si diano e si prendano: come detto amo il gioco duro ma corretto. Poi sarebbe abbastanza ridicolo per uno della mia taglia volare via al primo contatto. Ovvio, se c'è uno sfondo da prendere finisco per terra, ma semplicemente perché ti arrivano addosso tanti chili in velocità

A proposito di velocità, vista la statura di Boykins, è un vantaggio aver già giocato con Green?

All'inizio forse sì, ma pian piano ci stiamo conoscendo un po' meglio tutti e la cosa ha via via sempre meno risalto. Piuttosto è importante capire i tempi di Earl, i suoi movimenti, la sia velocità di esecuzione di passaggio, delle aperture, del palleggio, della transizione fra difesa e attacco: insomma con lui tutto avviene ad una velocità maggiore rispetto alla media. Per chi come me poi vive molto di scarichi, la cosa assume ancor maggior rilievo.

Ed allora entriamo nell'eterno dilemma, Righetti più guardia/ala o classico numero tre? Nel basket del 2008 servono più gli specialisti o i versatili?

Penso più versatile. Nel basket odierno ci sono sempre più giocatori che sanno difendere che attaccare, che possono spendersi in più ruoli. Personalmente poi sono uno che non ha paura dei mis-match, anche lo scorso anno con Smith in ala giocavo spesso guardia e mi trovavo a marcare gente più piccola di me.

Padre pugile, ex campione italiano dei pesi massimi, dopo una iniziale passione per il calcio, all'età di 12 anni Alex prende la strada del basket: cosa ha fatto scattare la molla?

Come tutti i ragazzini la prima attrazione è per il pallone. In parrocchia, nei vari campetti, ovunque c'era una palla da prendere a calci. Poi successe che mio cugino faceva corsi di basket e mi chiamò. Vidi subito che il basket mi piaceva, in più ero più grosso della media fra i miei coetanei ed allora subito mi buttarono dentro. All'inizio anche io giocavo centro, poi però ebbi la fortuna di avere due tra i migliori allenatori per un ragazzo, Papini e Carasso. Con loro tutti dovevano saper fare tutto e cominciai a giocare anche lontano da canestro. Soprattutto Papini penso che sia uno dei migliori coach per quanto riguarda l'insegnamento dei fondamentali. In seguito lo stesso Piero Bucchi mi ha aiutato moltissimo a crescere.

Ed oggi do'è più bravo Alex Righetti rispetto a qualche anno fa?

Migliorato soprattutto di testa. Col passare degli anni a livello mentale ho fatto un deciso salto di qualità, avendo affrontato le situazioni più diverse. Annate in cui giocavo di più, altre in cui giocavo di meno, mi hanno fatto capire l'importanza di stare nel gruppo, di essere parte integrante di una squadra. Ho capito l'ìmportanza di potersi spendere nelle varie situazioni di gioco, insomma a 31 anni penso di aver capito come gestire al meglio le varie situazioni.

Futurshow Station, museo, iniziative, pubblico Virtus: questa Bologna bianconera fra novità e tradizione che effetto fa?

Non lo dico perché sono qua alla Virtus, ma la Futurshow Station è una delle più belle arene in Europa, certamente non ha paragoni in Italia. Giocare là dentro è quanto di più gratificante ci possa essere. Bella, ordinata, curata nei minimi particolari, insomma, il massimo e la stessa impressione l'hanno avuta anche gli altri giocatori di altre squadre. Poi tante altre iniziative, come questa stessa del magazine. Per quanto riguarda il museo fa immensamente piacere vedere cosa sia la Virtus, cosa rappresenti a livello nazionale ed europeo. Per ora ci sono anch'io come appartenente alla squadra attuale, ma un giorno mi piacerebbe comparire come protagonista di qualche successo. Lo dobbiamo alla società ed a questo magnifico pubblico, unico nel suo genere, tremendamente competente. Onestamente in tanti anni di carriera non mi era mai capitato di vedere quasi una cinquantina di persone alla mia presentazione, e diverse centinaia a quella della squadra. Se mi sono sentito a casa fin dal primo giorno è anche grazie a loro.

Rigo al tiro sotto agli occhi del coach

 

RIGHETTI: "ABBIAMO RAGGIUNTO IL NOSTRO EQUILIBRIO"

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 06/04/2009

 

Nella sofferta vittoria di Caserta, Alex Righetti conferma di essere diventato un tassello fondamentale per una Virtus che punta sempre più spedita al secondo posto finale. "Penso sia importante - spiega il numero nove bianconero - fare una premessa che inquadri meglio questo finale di stagione. Le squadre che come noi hanno obbiettivi importanti caricano parecchio dal punto di vista fisico perché tra un mese non ci sarà più il tempo di fare nulla. Chi, invece, come Caserta punta alla salvezza non ha bisogno di questo lavoro e quindi gioca più leggera. In sostanza da qui in avanti tutte le partite nascondono delle insidie. Ecco perché la vittoria di sabato è più importante di quello che può sembrare". Boniciolli dice che due mesi fa una gara come questa l'avreste persa. Che ne pensa? "Ha sicuramente ragione. Un mese ancora prima siamo stati sconfitti da Teramo pur essendo avanti di 9 punti a tre minuti dalla fine. Abbiamo avuto bisogno di tempo per creare punti di riferimento e nuovi equilibri. Tutti i giocatori vorrebbero segnare 20 punti ma serve chi difende, serve chi attacca e chi si prende un tiro solo quando gli avversari si sono adeguati al gioco base. Noi abbiamo raggiunto questo equilibrio, tutti sanno quello che devono fare, e infatti i risultati stanno arrivando". Un equilibrio arrivato anche con la disobbedienza al patron che, in un modo o nell'altro, vi aveva chiesto di fare il contrario. Avete passato il turno di Eurochallenge e vinto il derby. Perché non avete seguito le direttive del proprietario? "Se si vince si può anche disobbedire. è la prima volta in carriera in cui una società riesce a togliere pressione alla squadra nel momento giusto. Da una parte penso sia una fiducia meritata visto il nostro essere professionisti, dall'altra è una qualità che rinforza tutte le scelte che sono state fatte. Prendo il mio esempio, non capita tutti i giorni che un proprietario dica al suo pubblico di avere pazienza con un giocatore, normalmente accade che ti venga detto di spicciarti ad essere quello per cui sei stato ingaggiato". Questi equilibri accorciano un po' le distanze tra voi e Siena? "Rimangono un avversario lontano ma dopo aver perso la Coppa Italia abbiamo parlato tra di noi e ci siamo conviti che la cosa migliore da fare era quella di ricreare quella condizione anche nei playoff, arrivando in finale. è da quel giorno che lavoriamo per questo traguardo e se lo centreremo loro rimarranno favoriti e noi cercheremo - in una serie che potrebbe arrivare alla settima gara - di far vedere quanto siamo cresciuti".

 

VIRTUS, RIGHETTI COSTA TROPPO

di Claudio Limardi - Corriere dello Sport - 14/06/2009

 

Su di lui si era scommesso in modo importante con un contratto pluriennale con cifre notevoli. Ma Alex ha vissuto una delle stagioni meno brillanti della sua carriera anche per colpa degli infortuni e ha finito per perdere fiducia. Sabatini scherzosamente aveva minacciato di chiedere l'esame del DNA per capire se si trattasse dello stesso giocatore di Avellino. L'impegno e la serietà non sono mai venuti meno. Non è una questione di scarsa stima per l'uomo e il giocatore, è un problema economico. Guadagna troppo sia in assoluto che rispetto a quanto finora ha dato. Ma non è un mercato facile e sistemarlo è complicato. Ma oggi non rientra nei piani della Virtus.

 

VIRTUS, TORNA RIGHETTI

Il Corriere di Bologna - 28/10/2009

 

Lino Lardo, nei prossimi giorni, potrà contare su un uomo in più per gli allenamenti della sua Virtus. Nessun movimento di mercato e nessun miracolo chirurgico per quanto riguarda la mano di Andre Collins, semplicemente la società ha deciso di riportare Alex Righetti in palestra con la prima squadra, dopo che l’ala riminese si era allenata fin da agosto con gli juniores. La vicenda è nota, Righetti non ha accettato di rivedere al ribasso il suo contratto firmato nell’estate del 2008 e la società lo aveva spedito fra i bambini, insieme a Sharrod Ford poi finito a San Pietroburgo, in attesa di sistemarlo altrove. Rifiutate un paio di offerte (Napoli e Caserta) a settembre, Alex tornerà nel gruppo appena possibile, essendo in questo momento a letto con l’influenza, ma non sarà mandato a referto nelle prossime partite. Nelle intenzioni, il suo innesto servirà ad alzare la competitività degli allenamenti, dopo che nelle scorse settimane Lardo ha raramente potuto contare sulla squadra al completo, e anche, soprattutto, a mettere un po’ di pressione su qualcuno degli esterni che in questo avvio di campionato è parso piuttosto spento (Blizzard).

 

VIRTUS, SALTANO TUTTI GLI SCHEMI. BLIZZARD ROTTO, RIPESCATO RIGHETTI

di Daniele Labanti - Il Corriere di Bologna - 15/11/2009

 

Così ha avuto ragione Alex Righetti a resistere, a puntare i piedi, a rifiutare Napoli, Caserta e Avellino, ad allenarsi con i bambini per quasi quattro mesi, nonostante la Virtus l'avesse messo prima sul mercato e poi fuori rosa perchénon rientrava nei piani del club e dell'allenatore. Alla fine la provvidenza s'è accorta di lui: già l'infortunio serio di Andre Collins aveva fatto vacillare un muro apparso sempre più di carta velina, adesso quello altrettanto grave di Brett Blizzard riconsegna Rigo al campionato. L'idea è che oggi a Varese vada nei dodici e sia a disposizione di Lardo, mentre fino a ieri era sul mercato e non è stato spedito a Pesaro solo perché la Scavolini è considerata un'avversaria diretta.
Blizzard s'è rotto venerdì mattina il quinto metatarso del piede destro e i tempi di recupero sono stimati in cinquanta giorni. Poche ore dopo, sotto un diktat del silenzio destinato ovviamente a crollare il giorno successivo, Lardo raccontava alla Futurshow Station di «un giocatore che si sta allenando benissimo». Peggio ancora, dunque, che oggi non ci sia il ripescaggio di Righetti, che da un paio di settimane s'allenava con il gruppo ma non gioca una partita dal maggio scorso, è poi il frutto d'una pianta che vive nella costante emergenza. E non è, almeno agli occhi nostri, un bel segnale per quei giovani (tipo: Moraschini) che sicuramente non sono pronti per la serie A ma ai quali era stata cantata una stagione potenzialmente spaziosa.
In tutto questo c'è un alone di iella ad accompagnare la Virtus. Prima si rompe il playmaker titolare e stella della squadra, poi quando il motore inizia a grippare più del solito vanno ko anche il centro (Fajardo) e la guardia. Blizzard, per quanto non stesse attraversando un momento brillante, era quel guastatore che Lardo utilizzava per non spremere Vukcevic. Adesso toccherà, e non è detto che sia un male, a Koponen.

Oggi si apre un mese decisivo per la Virtus. Si parte con una gara alla portata anche di una squadra incerottata, contro una Varese che sta probabilmente peggio ma su un campo storicamente spigoloso. Sabatini ha già definito «due regali» le sconfitte con Biella e Milano, sarebbe complesso digerirne un altro contro Pillastrini privo di Slay e di molti della sua banda. Poi le due sfide interne con Avellino e Caserta - che stanno correndo veloce - tracceranno i contorni della prima Virtus di Lardo. La squadra ha già attraversato una giungla di contrattempi, ma adesso il problema che il coach fronteggia sono i pezzi persi per strada: Collins, Fajardo, Blizzard. Quel che può dare è misterioso, ma l'ultima fatalità ha riaperto improvvisamente la porta a Righetti. Qui è come guidare sul bagnato, il volante va sfiorato dolcemente altrimenti si va in testacoda.

 

RIGHETTI, IL CAMPIONE DIMENTICATO

alb. cresc. - Il Resto del Carlino - 06/01/2010

 

Appena 17' in tutto, una tripla sul ferro, 5 falli e un assist. Questo quando il girone di andata si sta avviando alla conclusione. Le statistiche, più che aride, non si riferiscono a un ragazzino delle giovanili che va ad affacciarsi saltuariamente in serie A. No, le cifre sono quelle di Alex Righetti, vale a dire della 32enne ala riminese che in maglia azzurra ha vinto un argento alle Olimpiadi di Atene (2004) e un bronzo agli Europei svedesi (2003). Un cestista ancora in piena efficienza fisica che è stato letteralmente accantonato dalla Virtus Bologna, la squadra con la quale è sotto contratto.

Già a inizio giugno Sabatini (il patron delle Vu nere, ndr) mi disse che non rientravo più nei piani della Virtus - rivela 'Rigo', che se ne andò da Rimini nell'estate del 2000 destinazione Roma -. Dopo ho avuto qualche abboccamento, Napoli, Avellino... ma di fatto sono rimasto 'prigioniero' del mio contratto, abbastanza oneroso. Io per primo avrei rinunciato a qualcosa pur di giocare, ma un conto è qualcosa, un altro sono certe cifre... A Bologna ho iniziato ad allenarmi con gli juniores, quindi sono rientrato in organico dopo l'infortunio di Blizzard. è chiaro - prosegue Alex - che questa situazione non mi piace affatto, mi reputo un buon professionista, in allenamento offro sempre il mio contributo, non mi tiro mai indietro, però ormai la stagione ha preso questa piega.

Poteva magari esserci qualche chances all'estero, ma Righetti non ha preso in considerazione questa eventualità. Per un semplice - e più che giustificato - motivo. «A marzo nascerà la mia bimba e io in quel momento voglio esserci, assolutamente», è il legittimo desiderio di Alex, che l'estate scorsa è convolato a nozze con Valentina, 29 anni, romana. E nella capitale, dove ha giocato per 7 stagioni, con ogni probabilità andrà a srotolarsi la sua vita una volta appese le scarpe al chiodo.

Sì, in futuro mi fermerò a Roma, sono cambiate parecchie cose nella mia esistenza....

Niente chiusura di carriera a Rimini, allora?

Non è detto, nella mia città torno sempre volentieri, anche adesso da Bologna faccio capolino spesso, vado a mangiare dai miei genitori.

Dev'essere frustrante questa situazione, ma c'è anche il rischio di sentirsi un ex giocatore?

No, nella maniera più assoluta - ribatte Alex -. Sono ancora giovane e fisicamente mi sento in forma. Penso di essermi sempre comportato bene, mi alleno anche quando non sono al meglio, però non mi vogliono. Stop. Mi auguro di cuore che nei prossimi mesi ognuno possa prendere la sua strada.