DERRICK DIAL

(Derrick Jonathon Dial)

Derrick Dial in penetrazione

nato a: Detroit (USA)

il: 20/12/1975

altezza: 195

ruolo: guardia

numero di maglia: 7

Stagioni alla Virtus: 2002/03

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

LA VIRTUS INGAGGIA DERRICK DIAL

www.virtus.it - 22/10/2002

 

La Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver ingaggiato per la stagione 2002-03 Derrick Dial. Play-guardia di 195 cm proveniente dai Toronto Raptors, Dial è nato il 20 dicembre 1975 a Detroit Michigan. La carriera cestistica lo vede dal 1994 al 98 nell’Eastern Michigan University dove gioca ben 122 partite, ne salta solo una per un’influenza, con la media di 15.5 punti e 5.7 rimbalzi a gara. Nell’ultima stagione realizza 20.9 punti e 6.7 rimbalzi a partita, fissando con 214 il record del tiro da tre punti dell’Eastern Michigan University. Cifre che non passano inosservate infatti nel 1998 viene scelto al secondo giro con il numero 52 dai San Antonio Spurs. Prima di approdare agli Spurs, Dial passa una stagione in Europa nella formazione greca del Peristeri. Nel 1999 è a San Antonio dove rimane due anni per giocare poi nel 2001-02 nei New Jersey Nets e nel marzo 2002 nei Toronto Raptors. "Sono molto contento di essere a Bologna – dice Derrick Dial - in un grande club come la Virtus conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Quando mi è stata fatta la proposta ho accettato senza pensarci un attimo, mi sembra una grande occasione. Sono qui per dare il massimo ed ho una gran voglia di vincere. Ho già parlato con l’allenatore e ne sono molto soddisfatto, voglio dare il miglior contributo possibile a questa grande squadra".
Dial esordirà giovedì 24 ottobre a Belgrado nella terza partita di Eurolega Partizan Belgrado-Virtus Pallacanestro Bologna.

 

VIRTUS, ECCO DIAL E SCARONE

di Francesco Forni - La Repubblica - 23/10/2002

 

USA e gioca. Il nuovo americano della Virtus, Derrick Dial, 26 anni, ieri era a Bologna: visite mediche, presentazione, domani in campo a Belgrado contro il Partizan di Sasha Danilovic. E´ la stagione dei trapianti in corsa per i bianconeri: tocca anche a Scarone, che ieri sera ha terminato in volata le viste mediche. Non c´è stato il tempo per presentarlo, ma questa mattina all´alba, German partirà col resto della squadra per la Jugoslavia. Il suo impiego nel match di Eurolega è in dubbio, ma non quello di domenica, dove farà il suo esordio da ex contro la Benetton di Messina.
Così Boscia Tanjevic ne ha altri due e l´assemblaggio continua. «Il presidente Madrigali ci ha fatto un bel regalo. Questi ragazzi aumentano il tasso di talento della squadra e quindi la qualità del gioco. Come sono? Penso che German sia già in buona forma, per gli altri due ci vorrà un po´ di tempo, perché vengono da un periodo nel quale hanno lavorato da soli. Dovranno digerire in fretta queste prime giornate. C´è bisogno». E´ difficile però essere "istantanei", specie se si arriva tutti insieme nel pentolone: ieri Dial all´Arcoveggio era di fianco a Koturovic, nel gruppo da una settimana. Tutte facce nuove, che devono produrre: l´americano è chiamato a far punti, ma non solo. Derrick, 1.95, è un play-guardia soprattutto per le guide: il suo istinto è quello di tiratore (record nel '98 a Eastern Michigan con 213 bombe realizzate), che gli ha fatto ottenere buone credenziali. Gli ultimi anni li ha passati tra San Antonio, New Jersey e Toronto, senza però mai sfondare, forse per i pro la sua taglia è un po´ piccola. Lui però non fa problemi: «Posso giocare da tiratore e da regista, ho già coperto entrambe i ruoli per parecchio tempo e non mi dà fastidio spostarmi da una posizione all´altra, credo di avere un buona confidenza». A fiondare da fuori però ce n´è già un altro, Bell, più o meno stessa sagoma e indole. «Ho giocato contro di lui all´università: lui con Michigan State, io a Estern Michigan. Hanno vinto loro. Lo conosco e credo che non sarà difficile stare al fianco di uno come lui». Fila tutto liscio: perché non è andata così anche con l´Nba? «I salary cap erano già stati sfondati: Minnesota e Seattle non potevano prendermi. Quindi l´Italia. La Virtus ha un nome, so che adesso è in difficoltà, ma non mi spaventa».
Dial alla fine ha dovuto lasciare il treno dei pro, come Koturovic, che con i Celtics non c´è l´ha fatta. «Era la mia ultima chance, ma volevano un lungo tiratore. Mi sono arrivare offerte da altre franchigie, ma quella della Virtus è stata la migliore». Dejan sembra sempre dover arrivare un attimo dopo i grandi cicli. A Belgrado dopo Danilovic, a Bologna dopo Ginobili. «Non ci credo. A Bologna si gioca per vincere: la Virtus per adesso ha problemi sia in attacco che in difesa, ma deve migliorare. Mi aspettavo un basket italiano più lento». Invece si corre e lo fanno correre: lui, Dial e German dovranno imparare in fretta.

Dial, uno degli ultimi ad arrendersi in una stagione disastrosa

 

DIAL HA PIU' RIPRESA DI VARESE

di Gianni Cristofori - Il Resto del Carlino - 10/02/2003


Una vera e propria sofferenza. Non solo per i tifosi dellaVirtus ma anche per chi ama lo spettacolo. Ma la Virtus, nel giorno in cui tutti i protagonisti della trattativa di acquisto –cessione disertano il parterre dove li attendono decine di taccuini, trova cuore e voglia, non precisione (16/43 da due, 5/18 da tre) per far suo lo spareggio con Varese e tener viva la speranza di agganciare i playoff non sull'ultima poltrona a disposizione.
Un terzo quarto intenso, confuso ma pieno di buone intenzioni, con un parziale di 22-5 riesce anche a scaldare un Pala Malaguti che deve accontentarsi di quello che la stagione gli dà e applaudire Scarone che difende e segna, Smodis e Frosini che sbagliano tanto (9/23) ma prendono valanghe di rimbalzi (24), Dial che offre finalmente segnali di risveglio acchiappando 12 rimbalzi e concedendo briciole al bomber del campionato Gorenc (3 punti a metà gara ma qualche problema fisico alla vigilia). La prestazione degli altri in maglia bianconera non è certo esaltante ma non è che Varese, con Gorenc offuscato e Meneghin come al solito sull'orlo di una crisi nervi (2/8 al tiro, -1 di valutazione, qualche battibecco con il pubblico) offra di più.
Quindi naturale l'epilogo anche se sofferto fino a 75 secondi dalla sirena quando Scarone ha messo dentro il siluro del 63-57. Varese i suoi anche abbondanti vantaggi (massimo sul +9, 28-37 nel secondo quarto con due liberi a disposizione) li ha invece firmati quando non serviva e la Virtus mai si è rassegnata tornando dallo spogliatoio sveglia e vogliosa dopo lo schiaccione di Dial sulla sirena del riposo.
Un balzo che, oltre a ridurre a 7 lo svantaggio su cui andare a meditare nei sotterranei del Pala Malaguti, ha suonato la carica che la Virtus ha seguito fino al primo sorpasso firmato dal solito Scarone (43-41, bomba al 27') per poi proseguire senza freni fino alla penultima sirena del match.
Dove Varese è arrivata con i bagagli svuotati dalle certezze e dieci lunghezze da recuperare. Un sussulto lombardo fino al 63-59 (2 su 2 di Gorenc dalla lunetta) poi il finale lanciato da Scarone e controllato dal 4/4 di Murdock nei liberi, unica cosa veramente positiva di un match stanco e impreciso(4 perse e 1/6 al tiro). Anche se c'è poco tempo, proviamo ad aspettarlo ancora...