JACOB PULLEN

(Jacob Everse Pullen)

Produttivo fin dal suo arrivo, una panacea per una Virtus in barca

 

nato a: Maywood (USA)

il: 10/11/1989

altezza: 182

ruolo: playmaker

numero di maglia: 35

Stagioni alla Virtus: 2012/13

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

VIRTUS, SE GIACOBBE È L'ULTIMA SPIAGGIA

di Daniele Labanti - http://boblog.corrieredibologna.corriere.it - 13/03/2013

 

Jacob Everse Pullen è arrivato a Bologna e dopo le visite mediche la Virtus completerà l’iter per tesserarlo e poterlo schierare domenica contro Reggio Emilia. Il 23enne play ex Biella e Hapoel Gerusalemme, uscito dal college di Kansas State, è l’ultima cartuccia sparata dal club per tentare di invertire una tendenza che sta inesorabilmente trascinando la Virtus verso i bassifondi della classifica, mettendo a repentaglio addirittura la permanenza in serie A. Un giocatore selezionato dalla coppia Faraoni-Finelli, sulla scia dell’infortunio muscolare del capitano Peppe Poeta e prima che il coach venisse esonerato. Un giocatore quindi rimasto nel mirino, anche quando il recupero di Poeta è apparso più veloce, anche perché il mercato non offriva di meglio e la squadra ha invece disperato bisogno di forze fresche e soprattutto di qualità. Una scelta quindi obbligata, anche se in parte azzardata. Vediamo quali sono i punti di forza e i lati oscuri.

I PUNTI DI FORZA

1) Pullen porta certamente entusiasmo ed  energia, fattori che potrebbero – e nelle intenzioni di Bechi dovrebbero – contagiare anche Hasbrouck e Smith. Nel caso di Kenny, anche un po’ di sana competizione in allenamento potrebbe contribuire a “svegliarlo”. Spesso la creazione di un “nucleo” americano può portare dei problemi in uno spogliatoio, ma nel caso specifico, al di là dei caratteri non facilmente mescolabili dei tre in questione, potrebbe generare vantaggi. Inoltre, a differenza di Hasbrouck e Smith che sono depressi, Pullen inizia una nuova avventura – anche intrigante – della sua carriera quindi dovrebbe avere motivazioni. Probabilmente non sarà un passo fondamentale per l’obiettivo della sua vita – “Sto cercando la via più breve per guadagnare un milione di dollari, Usa o Europa non fa differenza” è il suo motto – ma Bologna rimane un luogo di prestigio per la pallacanestro.

2) Tecnicamente Pullen è un play e ha sempre fatto il play, ma interpreta il ruolo in modo molto simile a un finalizzatore. A Kansas State lo era. A Biella ha chiuso la scorsa stagione con 16 punti di media, il 34% da tre e 3,3 assist in 32 partite. La grande “innovazione” che può portare è essenzialmente la capacità di crearsi un tiro da solo, cosa che Hasbrouck anche nelle sue migliori edizioni dell’anno ha sempre fatto rarissimamente. Non è un tiratore affidabile, ma può segnare. Non è un finisseur implacabile, ma sa “finire”. Lo scorso anno subiva 4 falli di media a partita, gran parte in penetrazione, e non sono pochi. Deve pulire il suo gioco, ma in un contesto in cui gli verrà chiesto ritmo alto, tiri veloci e dinamicità, è un profilo che può trovarsi a proprio agio. E certamente si tratta di un giocatore con buon potenziale.

3) Con Pullen, gli esterni ruotabili diventano sei: Pullen, Poeta, Imbrò, Hasbrouck, Moraschini, Andjusic. E Gaddefors “slitta” in parte tra i lunghi. Qualcuno perderà minuti, ma Bechi allarga il fronte perimetrale e guadagna intensità. Se la reazione sarà positiva, ci saranno sei giocatori in grado di spendersi difensivamente nel pressing e di tenere alta l’energia perché sono tutti abbastanza giovani e freschi. E Pullen siringa in un perimetro con pochi punti nelle mani, un po’ di qualità.

I LATI OSCURI

1) Pullen è alto un metro e ottanta, poco meno di Poeta e Hasbrouck. E questi due insieme già rappresentavano un problema difensivamente. Tre giocatori così sottodimensionati rischiano di diventare un guaio insormontabile. Anche proponendo molta zona 3-2, sarà comunque arduo per Bechi schierarli stabilmente insieme. Poeta e Hasbrouck in difesa hanno subito tantissimo, anche perché per indole non sono degli stopper. E Pullen è più simile a loro che a un Alessandro Abbio. Quindi? Quindi c’è il rischio che il perimetro di maggior qualità diventerà una scelta impraticabile per motivi difensivi. Per intenderci, Poeta-Pullen è una convivenza difficile. E di tutti gli altri esterni, l’unico veramente spendibile in difesa è Moraschini, offensivamente molto limitato. Un bel rebus.

2) Il lato oscuro del punto di forza 1): e se fossero gli altri due americani a contagiare negativamente Pullen, che è molto giovane e ha un caratterino “interessante”? Non voglio nemmeno immaginarlo.

3) Pullen ha poco tempo per integrarsi nei giochi, nell’ambiente, nella squadra, ha poco tempo per essere al top della condizione e ha poco tempo per calarsi nel clima “salvezza” di nervosismo andante. La Virtus ha bisogno di lui subito. E contro Reggio Emilia dovrebbe anche stare in campo a lungo, perché Poeta sarà al rientro ma difficilmente avrà 30 minuti nelle gambe. Se Pullen non riesce a entrare subito in condizione e in sintonia, le 9 partite rimaste da qui alla fine della stagione non saranno sufficienti per percepire il suo valore. E senza impatto, la squadra ha già dimostrato di essere troppo povera di qualità per vincere.

 

VIRTUS, NESSUNO COME PULLEN

di Furio Zara - Corriere dello Sport/Stadio - 20/03/2013

 

La prima volta è sempre un azzardo, un tiro di dadi, una scommessa, un accordo con la (buona) sorte. O va o non va. Gli allenatori parlano di impatto, di approccio alla partita. Ottimo, buono, meno buono, pessimo. Promettente, imbarazzante. O si accende la scintilla, oppure puoi buttare nel fuoco quanta benzina vuoi, ma ti scaldi poco. Jacob Pullen? Buona la prima. Buonissima. 22 punti in 21 minuti. Ha preso la partita, l'ha plasmata. 14 punti in 10 minuti nel primo tempo, la tripla del +10 che ha spinto Reggio Emilia giù e sempre più giù, nel buco nero dove la rimonta diventa frustrazione. Pullen uomo Virtus. Pullen uomo nuovo. Pullen idolo dell'Unipol Arena. Ha avuto il merito di calarsi subito dentro la nuova realtà. Non devi farti intimorire, se vuoi essere decisivo. Non devi farti troppe domande. Devi limitarti a fare il tuo mestiere. Basterà? Alla Virtus è bastato. Pullen: tutto e subito. Era quello di cui aveva bisogno la Virtus. Era quello che chiedeva coach Bechi. Tutto e subito. Non c'è tempo, per chi non ha tempo. E la Virtus, acqua alla gola e un filo di terrore dopo la lunga striscia di sconfitte, aveva bisogno esattamente di questo. Di un giocatore che prendesse in mano la situazione, la prendesse a schiaffi in faccia, se fosse stato necessario. Per scacciare la paura. Per provare a ritrovare un po' di serenità. Jacob Pullen. Lui.

IERI E OGGI - L'impatto, l'approccio, insomma, chiamatelo come volete, di Pullen è stato forte, risolutivo. Raramente era successo prima che un americano si prendesse la scena così. Come Zorro quando lascia la zeta sul nemico. Jacob Pullen l'ha fatto. E in passato come è andata? Che forza ha avuto la prima volta degli americani della Virtus? Come è stata la loro prima volta? Promettente? Imbarazzante? Così così? Siamo andati a vedere. E dunque: per la verità anche i tre americani che la Virtus ha presentato al pronti-via avevano avuto un buon impatto. Hasbrouck ha debuttato con la Virtus a Cremona, prima giornata di campionato. 18 punti, ottimo contributo alla vittoria. Meglio di lui Minard, 19 punti, ma lui il campionato italiano lo conosceva già assai bene. Aveva fatto la sua parte anche Smith: 15 punti, 7 rimbalzi (meglio di tutti). Insomma: sembrava un valore aggiunto. Illusioni della prima volta. La strada sembrava in discesa, mica vero. Chi ben comincia non è alla metà dell'opera. Comincia e basta. E’ già qualcosa. Ma può non essere abbastanza.

I NUMERI DELLA PRIMA VOLTA - Facciamo un passo indietro. Stagione 2011-12, Canadian Solar contro Virtus Roma, 93-91, l'Unipol Arena comincia a diventare un fortino. 12 punti di Mc Intyre, Douglas ne fa 13. Procediamo a passo di gambero e fermiamoci alla prima della stagione precedente, 2010-11. Canadian Solar-Bennet Cantù 68-66. Marcelus Kemp, l'americano di Seattle, infila 19 punti in 36 minuti. Kennedy Winston si ferma a 8. Peggio ancora fa Jared Homan: 2 punti (che chiuderà la stagione con 10.9 di media punti) e 1/6 da due. Ahia. Nel 2009-10 la Virtus alza il sipario sul campionato vincendo in casa contro Montegranaro (76-68), confermando la tradizione che la vuole quasi sempre vincente alla prima giornata. Come vanno gli americani? Che numeri lasciano a referto alla prima volta che tolgono la maschera? James Scoonie Penn firma 7 punti. Pure lui era un habitué del nostro campionato. Trieste, Roma e Pesaro le tappe italiane prima di Bologna. David Moss si presenta con il sorriso sulle labbra, marchio di fabbrica. Ma toppa la prima. Insomma, non lascia il segno. Solo 11 punti per lui. LeRoy Hurd chiude la serata con . A fine anno la media è di 8.3 punti a partita, peggior risultato della sua parentesi italiana che prima l'aveva visto andare a canestro a Teramo, Rieti e Pesaro. Stagione 2008-09. Prima contro --. 13 punti per Jamie Arnold. Sono 14 quelli di Earl Boykins. 6 quelli di Keith Langford. Ok, ruoli e situazioni diverse, ma all'alzata di sipario nessuno come Pullen.

Pullen al tiro contro Brindisi (foto tratta da www.ilrestodelcarlino.it)

PREMIO ITALIANI: SMITH FUORI ROSA, FORSE ANCHE PULLEN

di Bruno Trebbi - www.bolognabasket.it - 03/04/2013

 

Claudio Sabatini aveva detto più volte che la Virtus è disposta a tutto pur di vincere il premio italiani, necessario a pagare gli stipendi. Anche a tenere gli stranieri in tribuna, a quanto pare: con buona pace dell'equità competitiva.A Steven Smith, come previsto, è stato detto senza mezzi termini di cercarsi un’altra sistemazione, e nel frattempo l’americano starà in tribuna. A quanto pare è destinato alla tribuna pure Jacob Pullen, almeno per le prossime due giornate, nelle quali si deciderà la classifica.Al momento la Virtus ha un vantaggio risicatissimo su Caserta (50.64% contro 50.03%), anche lei in grave crisi economica (pare che i soldi del nuovo socio - il bolognese Galimberti - non siano ancora arrivati, e ieri c’è stato un incontro chiarificatore tra Iavazzi e Petrucci), ed è facile prevedere che in Campania - dove quei soldi fanno persino più gola che a Bologna - capiranno l’antifona e si adegueranno.

Ecco le parole in merito di Sabatini al Carlino:

Smith? È un buon giocatore che qui non ha potuto esprimere che qui non ha potuto esprimere il suo talento per alcuni problemi di ambientamento. Sicuramente la colpa è nostra e credo sia giusto che un ex Panathinaikos abbia la possibilità di cercare un palcoscenico adeguato alle sue possibilità. Con noi gli resterebbero da giocare solo cinque partite in una squadra con cui non si è mai trovato, non vogliamo condizionare il suo futuro e gli auguriamo di trovare una formazione adatta dove possa esprimere tutto il suo valore. Il premio italiani? Qui nessuno è fesso, guarda caso la Juve nell’ultima partita ha aumentato del 40% lo spazio dei suoi italiani. Noi ci adegueremo a questa scelta dando maggiore spazio ai nostri italiani, giovani o anziani che siano. Se fosse necessario nelle prossime due giornate, dato che il conteggio si ferma al 27° turno, andremo in campo senza stranieri per agguantare quel premio.

L'anno scorso la polemica rientrò dopo un accordo economico tra Virtus e Teramo, quest'anno staremo a vedere.

Dopo aver notato che Caserta - italiani o no - ha comunque vinto a Cantù, va detto che è vero che sia Virtus che Caserta non hanno più nulla da chiedere al campionato, ma così facendo la regolarità dello stesso rischia di andare a farsi benedire. Alla FIP e al presidente Petrucci il difficile compito di impedire queste situazioni dall’anno prossimo in poi. Perchè far fermare il conteggio tre giornate prima, provvedimento inserito quest’anno dopo le polemiche dell’anno scorso tra Virtus e Teramo, a quanto pare non è bastato. E bisogna constatare anche che il basket italiano, e quello bolognese in particolare, è arrivato a un punto in cui 84mila euro - la differenza tra i 210mila euro del primo posto e i 126mila del secondo - fanno tutta la differenza del mondo. Ed è amaro constatarlo.

Infine, la questione Hasbrouck. Il giocatore non si è presentato all'allenamento di ieri, essendo già in Turchia. La Virtus continua a ripetere che con lui è tutto a posto ed è il giocatore a essere inadempiente. L'entourage dell'ex Siena Saints lamenta invece arretrati (tra stipendio e commissioni) per circa 60mila dollari. Posizioni totalmente inconciliabili: la FIBA - tra qualche giorno - deciderà in merito.

 

SABATINI: ABBIAMO FATTO UN'OFFERTA A PULLEN

www.bolognabasket.it - 30/04/2013

 

A una settimana dalla fine del campionato, in casa Virtus si lavora per la prossima stagione. Sul piano tecnico, la società vorrebbe rinnovare Jacob Pullen, che nelle otto partite giocate sta viaggiando a 20 punti di media. L’esterno di passaporto georgiano però ha già rifiutato una prima proposta (biennale a 300mila dollari a stagione) e ora ne ha ricevuta una seconda, annuale con clausola d’uscita per squadre di Eurolega.
Dell’operazione si stanno occupando Piergiorgio Bottai e Claudio Sabatini. L’amministratore delegato - dopo la conferenza stampa di mercoledì, in cui ha dato le sue dimissioni irrevocabili - è tornato a parlare - a Stadio - e ha spiegato appunto lo stato dell’arte sul rinnovo di Pullen, dando l’impressione di essere ancora operativo.

La vittoria di Brindisi? Può darsi che abbiamo trovato la malattia. Sono stato costretto a rimanere a Bologna per motivi di lavoro e ho portato bene, il problema ero io.

Pullen? Non mi voglio cimentare in una disciplina frequente, parlare coi soldi degli altri, è molto più serio che di questa situazione se ne occupi chi verrà al posto mio. Da tifoso sono felice delle sue ultime gare, da dirigente un po’ meno. Anche se, visto che si tratta dell’ultimo giocatore che ho firmato, è una soddisfazione poter dire di non aver preso un brocco. Dopo Pesaro gli avevamo offerto un biennale a 300mila dollari: era titubante, allora abbiamo cambiato l’offerta, annuale con clausola d’uscita per l’Eurolega entro il 15 giugno. Non ha detto di no, vedremo.