MARCO SPISSU

Spissu in entrata (foto tratta da corrieredibologna.corriere.it)

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

altezza: 184

ruolo: playmaker

numero di maglia: 0

Stagioni alla Virtus: 2016/17

biografia su wikipedia

 

MARCO SPISSU: DOVREMO METTERCI ENTUSIASMO PER RIAVVICINARE I TIFOSI DOPO UN PERIODO NON BELLO. IL MODELLO? TRAVIS DIENER

bolognabasket.it - 22/08/2016
 
 

Ecco le parole di Marco Spissu, sentito da Luca Aquino.

Quali sono le sensazioni per un 21enne che entra per la prima volta nella palestra dell’Arcoveggio? Avevo già giocato in questa palestra contro la Virtus ai tempi delle giovanili con Casalpusterlengo, un’emozione unica vedere queste foto appese al muro. Vestire questa maglia è qualcosa di emozionante, speriamo di fare una bella stagione.

E le emozioni al momento della chiamata bianconera? Sono rimasto un po’ sorpreso, ho strabuzzato gli occhi. Mi sono subito detto: devo andare là per forza, non capita tutti i giorni di indossare questa maglia.

Anche in A2, quindi, il fascino della Virtus è rimasto inalterato? La paragono sempre alla Juventus del calcio, una storia così non ce l’hanno in tanti. Non capita tutti i giorni di indossare questa maglia, che sia serie A o serie A2 per me non fa differenza. Non ho esitato.

Regista titolare della Virtus a 21 anni. Sono giovane, ma ho già giocato campionati di A2 e sono maturato. A Tortona ho fatto il titolare e abbiamo fatto una grandissima stagione, le pressioni in una squadra come la Virtus sono maggiori però sono tranquillo.

Come comincia la sua storia col basket? Ho iniziato a giocare a calcio, poi fino alla seconda media ho aggiunto il basket. Alla fine ho optato per la pallacanestro perchè mi piaceva di più sul piano delle emozioni che riesce a darti. Da lì è iniziata la mia piccola carriera.

Quale è stata la scintilla? Mia mamma giocava a basket, mi ha portato da una sua ex compagna – Nunzia Serradimigni – che allenava. Ho cominciato da lì, dallo Sportissimo di Sassari.

A quale giocatore si ispira o cerca di rubare qualche segreto? Ai tempi della Dinamo mi allenavo con Travis Diener. Per me è stato un modello.

Quale sua caratteristica le piacerebbe avere? Dire il suo talento mi sembra eccessivo, mi piacerebbe la sua capacità di scegliere in un secondo la cosa giusta da fare al momento giusto e la sua leadership in campo.

Si racconta anche di gare di tiro con gli americani ai tempi di Sassari. Quando ero più piccolo o anche quando pulivo il parquet facevo queste gare con loro. Mi piaceva tirare coi giocatori, Drake Diener era infallibile, ma me la giocavo.

Le sono servite per vincere la gara del tiro da tre all’All Star Game di A2? Ero andato lì con l’idea di divertirmi. Mi sono messo a tirare, la palla entrava e ho vinto. E’ stata la ciliegina sulla torta.

Cosa le chiede Ramagli? Dovremo portare molto entusiasmo in campo per riavvicinare i tifosi dopo un periodo non bello.

Tornerà il derby. E’ la prima partita che sono andato a cercare quando è uscito il calendario. Ci sono molti amici da Sassari che mi hanno già detto che verranno perchè non si vogliono perdere una gara del genere.

Ha già visto qualcosa di Bologna? L’ho girata un po’ con mia mamma, che sta qui qualche giorno. Poi dovrò cucinare da solo, ma con la pasta al ragù me la cavo.

 

MARCO SPISSU: RACCONTERÒ LA VIRTUS AI MIEI NIPOTINI

tratto da bolognabasket.it - 15/09/2016

 

Il play bianconero Marco Spissu è stato sentito da Luca Muleo per Stadio.

Questa Virtus che viene da due tornei vinti, per quanto i risultati oggi non contino, come sta nascendo? “Si, è vero i tornei contano poco ora. Però siamo sulla buona strada. Abbiamo inserito Mike Umeh in questa settimana e stiamo entrando tutti in forma. Il gruppo è super, siamo ben affiatati. Ci avviciniamo al campionato e le vittorie servono comunque per crescere”

Cosa si è visto già a Cortina e ad Agropoli? “Una squadra in cui tutti si sono aiutati uno con l’altro nelle difficoltà, tutti hanno dimostrato di poter essere pericolosi. E i giovani stanno dando il loro contributo, cosa che farà la differenza”.

A proposito di Umeh, com’è stargli a fianco? “E’ un giocatore incredibile. Me ne avevano parlato bene, ma nonpensavo fosse così bravo, sia sul piano tecnico che su quello umano. Uno che è stato alle Olimpiadi poteva venire qui con un altro atteggiamento, invece è pronto ad ascoltare tutti, disponibilissimo”.

Tecnicamente, che tipo è? “Un go to guy, può realizzare in tantissimi modi, ma giocare anche di squadra, è pronto a mettersi al servizio dei compagni”.

E lei? “Mi piace mettere in ritmo i compagni e segnare se c’è bisogno”

Si sono viste le sue doti realizzative in queste gare. “Non ho paura di fare canestro, se serve”.

E’ lì che può fare il salto di qualità? “Devo migliorare da tutti i punti di vista Da piccolo ero un realizzatore, crescendo ho imparato a gestire la visione del gioco. Ma far canestro è una cosa che ho sempre avuto”.

Come è nato l’amore per il basket? “Giocavo anche a calcio. Finivo alle cinque, mi cambiavo e mi allenavo a basket. In terza media ho dovuto scegliere, e ho scelto la cosa che mi emozionava di più”

Che ruolo aveva nel cacio? “Attaccante. Tutti mi dicevano che ero bravo, che se avessi continuato sarei diventato forte. Ho fatto una scelta di cuore”

Con quali idoli in testa? “Jordan, Bryant, le leggende”

E della Virtus ha ricordi? “Ho giocato qui con le giovanili, entrare alla Porelli è emozionante. Giocarci un motivo di orgoglio, da raccontare ai miei nipotini”

Vedere le foto dei grandi appese alla parete che effetto fa? “Indescrivibile. Guardo il tiro da 4 di Danilovic e ogni volta mi dico: chissà un giorno se riuscirai fare anche tu un tiro così”

Sassari è casa, la Virtus un presente importante. Dovesse scegliere il futuro? “Sassari è la mia città, in un modo o nell’altro un giorno spero di indossare quella maglia. Qui però mi sto trovando benissimo, vediamo che succede”

Sentite l’idea di avere un compito storico, riportare la Virtus in serie A, anche non subito magari? “Noi non lo diciamo, però penso che ognuno sappia dentro di se che valore ha. Questa è già una società di serie A, con tante persone che lavorano fuori e dentro dal campo. Come se la Virtus non fosse mai retrocessa”

II pick and roll con Lawson? “Speriamo sia un’arma in più, ma non la sola. Ci saranno tante alternative. Lui è un pivot forte, ci sarà da divertirsi».

Sale l’emozione del debutto? “Non vediamo l’ora, l’emozione è grande, speriamo di avere tanta gente al fianco”.

Che Virtus sarà? “Non mollerà mai, lotterà su ogni pallone. E mostrerà entusiasmo. Dobbiamo avvicinare i tifosi, in questo campionato il calore del pubblico è fondamentale. Spero che venga tanta gente a vederci”

Spissu con la Coppa Italia di lega due e i trofei di mvp e mvp under 22

SPISSU: "GIOCARE PER LA VIRTUS È UN SOGNO, È VERAMENTE BELLO. SIAMO UNA SQUADRA CHE SI PASSA LA PALLA, VOGLIAMO CHIUDERE LA SERIE"

tratto da bolognabasket.it - 01/06/2017

 

Marco Spissu è stato intervistato da Paolo Di Domizio durante il Virtus Day Time in onda su RadioBolognaUno. Ecco le parole del play sardo.

Primo match-point per la Virtus che può già chiudere la serie: “Sappiamo che è importante perché chiudendola domani potremmo avere più di una settimana di allenamenti e riposo, anche per recuperare da acciacchi vari qua e là. È una grande occasione che abbiamo e anche per questo motivo daremo tutto per portare a casa questa gara.”

I playoff della Virtus non hanno avuto uno solo ma tanti protagonisti: “Come ho detto in passato ci sono tanti possibili protagonisti in squadra e ogni partita possiamo essere diversi. Forse è proprio questa la forza del nostro gruppo e speriamo anche domani di trovare nuovi protagonisti, magari anche qualcuno che ad oggi non si è ancora visto tanto.”

La coralità di questa squadra dipende anche da Umeh e Lawson: “Io l’ho sempre detto dall’inizio, Kenny e Michael non sono assolutamente dei “mangiapalloni”: sanno giocare a pallacanestro, giocano in una squadra che si passa la palla. Io non avevo dubbi riguardo loro e sanno quando essere protagonisti e quando invece dare una mano agli altri.”

Esodo bianconero a Forlì per sostenere e spingere la squadra: “È un motivo di orgoglio vedere il Paladozza pieno, qualcosa di incredibile. Giocare per la Virtus è un sogno, è veramente bello. Saranno tanti i nostri tifosi anche a Forlì, ed è una cosa che riempie di orgoglio non solo me ma anche tutti i miei compagni di squadra. Cercheremo di vincere anche per loro, come abbiamo sempre fatto.”

 

MARCO SPISSU: "SPERO DI RIMANERE IN VIRTUS, MI PIACEREBBE GIOCARE ANCORA CON QUESTE PERSONE VERE"

tratto da bolognabasket.it - 21/06/2017

 

Marco Spissu è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio e da Luca Aquino sul Corriere di Bologna, e tra le altre cose ha manifestato la volontà di restare alla Virtus.
Ecco un estratto delle sue parole.

Sull’ultimo tiro? Ci ho provato, è andata bene. E’ vinta, ho detto dentro di me. Non so se avessi sbagliato cosa sarebbe successo. Ho segnato e siamo in serie A. Il giorno dopo ancora non ho realizzato bene, ci vorrà un po’ di tempo. Tutti ci hanno detto che siamo entrati nella storia. Ora comincia una nuova sfida, speriamo di riportarla definitivamente al suo posto.

Sul futuro, Spissu parla da giocatore Virtus. Lo sono ancora. Ne discuteremo con le due società, vedremo se ci ritroveremo ad agosto. Mi piacerebbe tanto rigiocare con queste persone vere, ci siamo aiutati dall’inizio alla fine.

Sul confermare il gruppo in serie A. Un po’ bisogna ritoccarlo, perché la A è di un altro livello. Però tanti uomini rimarranno.

Sulla consapevolezza di poter vincere il campionato. L’ho sempre saputo. Non l’ho mai detto prima perché sarei apparso presuntuoso e per scaramanzia, però ci ho sempre creduto. Quando è arrivata la proposta della Virtus ho spalancato gli occhi, era un’occasione da prendere al volo e non ci ho pensato due volte.

Su Ramagli. Voi cosa ne dite? Ha vinto campionato e Coppalta-lia. E’ stato il nostro condottiero, ci ha messo a nostro agio, un grandissimo allenatore.

Sull’essersi sbloccato dopo il derby di andata. Sentivo quella partita tantissimo, non so quante altre volte mi ricapiterà di giocare il derby di Bologna. Ci tenevo a giocar bene e vincere.

Sull’andare mai alla Fortitudo? No, mi dispiace, a queste cose sono legato, alla Virtus sono legato. Mi dispiace, ma è no.