FIERO GANDOLFI

Fiero Gandolfi, prima giocatore poi dirigente

Nato a: Bologna

Il: 08/04/1940 - 09/05/2015

Stagioni alla Virtus: presidente dal 1971 al 1976

 

FIERO GANDOLFI

tratto da Yearbook 1974/75

 

È decisamente uno dei presidenti più "cestizzati" di tutta la pallacanestro italiana, se non altro per i suoi concreti trascorsi agonistici. È anche il più... alto dei presidenti in attività, dunque, uno dei più "qualificati".

Fiero Gandolfi è nato a Bologna 34 anni fa (che sia anche uno dei presidenti più giovani). È sposato, ha due bimbe. Sulla carta d'identità c'è scritto industriale: opera nel ramo della carne suina, il che, per un emiliano, non può non essere un merito. Due anni fa, in occasione di quella simpaticissima baldoria che è la festa del basket bolognese, organizzata dal gruppo degli arbitri felsinei, mise in palio un porcellino vivo il quale, grufolante e impaurito, fece il suo trionfale ingresso nella sala fra smoking, abiti lunghi e "all stars" (quelle di Fultz).

Gandolfi ha iniziato a giocar a basket molto giovane, a quattordici anni. Altrettanto giovane era quando appese le scarpette al chiodo per completare gli studi. Ha sempre militato, è pacifico, fra le fila della Virtus, giungendo fino alla prima squadra. Nel '58 la sua massima gloria sportiva: venne selezionato per essere visionato quale possibile P.O.

E in quei tempi, in Nazionale (quella stessa Nazionale che si sarebbe classificata quarta alle Olimpiadi) giocavano personaggi come Vianello, Lombardi, Calebotta, Riminucci, Pieri, Vittori, Gamba...

Detiene un record invidiabile: quello delle segnature. In una partita realizzò la bellezza di 52 punti.

Dal 1970 è presidente della Virtus. La sua biografia sembra più quella di un cestista che non di un dirigente. Ma è un record anche questo.

 

Gandolfi con Peterson e Fultz nella stagione 1973/74; sullo sfondo si riconosce Zuccheri (foto fornita dai Maturi Baskettari)

www.virtus.it - 10/05/2015

 

La famiglia di Virtus Pallacanestro perde un figlio appassionato e fedele. Se ne è andato, all’età di 75 anni, Fiero Gandolfi, che fu prima giocatore poi presidente, negli anni della rinascita “porelliana”, dal 1971 al 1976, e sempre con la V nera sul petto e nel cuore. Da giocatore iniziò giovanissimo, arrivando nel giro della prima squadra, dove giocò due partite nella stagione ‘57/58 (dopo aver fatto cose egregie nelle categoria giovanili, compresa una storica partita da 52 punti realizzati) e si mise in luce tanto da essere selezionato per essere visionato quale possibile probabile olimpico per Roma 1960.

Altrettanto giovane, appese le scarpette al chiodo per completare gli studi, ma all’inizio degli anni Settanta si trovò, chiamato dall’avvocato Porelli, al vertice della società come presidente. Furono anni di rinascita, con lui al timone: la Virtus di Fultz, che vinse la Coppa Italia nel 1974, quella di McMillen e poi di Driscoll (con Dan Peterson come denominatore comune), che vinse lo scudetto nel 1976, dopo vent’anni di attesa. Da imprenditore di razza, ha dedicato la sua vita lavorativa al ramo immobiliare, con grande successo. Fiero era, tra l’altro, zio di un altro grande talento dello sport bolognese, Alberto Tomba, che di recente ha ricordato in un’intervista al nostro sito di aver ricevuto proprio da lui l’eredità della passione per la V nera.

Virtus Pallacanestro si stringe con affetto, in questo momento di immenso dolore, alla moglie Anna Rosa, alle figlie Simona e Stefania a tutta la famiglia di un grande virtussino. Oggi, prima della partita Dolomiti Trento-Granarolo Bologna, verrà osservato un minuto di silenzio in suo ricordo.